title§§ La sfida di Leodori a Rocca «Al Lazio serve un nuovo inizio»
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003264507635.PDF
description§§
Estratto da pag. 2 di "CIOCIARIA OGGI" del 30 Apr 2026
pubDate§§ 2026-04-30T05:09:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003264507635.PDF
category§§ GIMBE
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003264507635.PDF', 'title': 'CIOCIARIA OGGI'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003264507635.PDF
tp:ocr§§ L'assemblea dem La sfida di Leodori a Rocca «Al Lazio serve un nuovo inizio» II partito democratico critica aspramente il governo regionale POLITICA — Alle elezioni regionali mancano due anni ma il Pd ha già lanciato lasfida al centrodestra. E ha fatto con un affondo netto, accompagnato da numeri che secondo il Partito Democratico raccontano Lin Lazio in difficoltà. Dal palco dell'assemblea regionale "Per il Lazio. Insieme per un nuovo inizio", il segretario Dem Daniele I.eodori attacca la giunta Rocca e parla senza mezzi termini di fallimento della destra al governo della Regione. «I dati presentati oggi lo contennano senza ambiguità - ha dichiarato Leodori-. Le analisi Svimez evidenziano l'abbandono delle aree interne, i dati Ifel mostrano criticità sull'utilizzo del Pnrr e quelli della Fondazione Gimbe raccontano che nel Lazio 12% dei cittadini ha rinunciato alle cure: circa 700mila persone». Un quadro che, secondo il leader regionale del Pd, è il risultato di «immobilismo e assenza di programmazione» in settori chiave come sanità, trasporti e sviluppo economico. «Non è un caso - ha aggiunto - che siamo tra le ultime regioni per utilizzo dei fondi europei». La critica si allarga dunque all'intero modello di governo re gionale, accusato di non avere lina visione strategica. «Il Lazio delladestra oggi èsenza direzione - ha sottolineato Leodori - e questo non è più accettabile. Non lo meritano le cittadine e i cittadini». Ma l'intervento non si limita alla denuncia. Il segretario Dem prova a rilanciare, indicando la necessità di costruire un'alternativa politica ampia e radicata. «Come forze di opposizione abbiamo un obbligo: mettere in campo una proposta credibile ha spiegato -. In questi tré anni abbiamo dimostrato che è possibile ottenere risultati, ora dob- ficativo riguarda le province e le aree interne, indicate come le grandi dimenricate delle politiche regionali. «Serve un'attenzione concreta - ha evidenziato p e rché t roppe comu n i tà sono state lasciate sole». L'assemblea romana segna quindi un momento di rilancio per il Pd laziale, che prova a riorganizzare il campo dell'opposizione in vista delle prossime sfide politiche. II messaggio è chiaro; costruire un'alternativa unitaria, capace di intercettare il disagio sociale edeconomico che emerge dai dati. «Serve un nuovo inizio - ha co n ñ luso I .eodori -e insieme possiamo cario», Parole che segnano l'apertura di una nuova fase politica, in cui ilconfronto tra maggioranza eopposizione si gioca sempre più sul terrenodei risultati concreti edella capacità di dare risposte ai cittadini. · O É1ÐßÎèö2ÞÊÅ HISEflVAT» IL SEGRETARIO PO RILANCIA DALL'ASSEMBLEA REGIONALE: «SANITÀ, FONDI E AREE INTERNE NUMERI PREOCCUPANTE -tit_org- La sfida di Leodori a Rocca «Al Lazio serve un nuovo inizio» -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003264507635.PDF
§---§
title§§ Campo elastico
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043001793805180.PDF
description§§
Estratto da pag. 7 di "FOGLIO" del 30 Apr 2026
pubDate§§ 2026-04-30T03:07:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043001793805180.PDF
category§§ GIMBE
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043001793805180.PDF', 'title': 'FOGLIO'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043001793805180.PDF
tp:ocr§§ Campo elastico L’opposizione che si disunisce su Roma Capitale si mostra unita contro Rocca Roma. La visione è doppia: in Parlamento il Pd schleiniano, in nome del campo largo (e più che alDI MARIANNA RIZZINI tro dell’alleanza con il leader m5s Giuseppe Conte), si è astenuto ieri sulla riforma di Roma Capitale voluta dal sindaco dem Roberto Gualtieri, dopo mesi di dialogo trasversale; ma alla Regione Lazio, il giorno precedente, martedì 28, lo stesso Pd se lo è visto comparire davanti – plasticamente rappresentato da un’immagine di tutti i capigruppo immortalati in Via dei Frentani – il campo largo anzi larghissimo (dal M5s ad Azione) che dice di voler combattere una comune battaglia contro la giunta del governatore di centrodestra Francesco Rocca, in nome dell’inazione del medesimo in campo di Sanità, Trasporti e Sviluppo. “Insieme, per un nuovo inizio”, era il titolo dell’evento, tappa del “percorso di costruzione dell’alternativa” per il governo della Regione, con “proposta politica condivisa”, alla presenza di Mario Ciarla (capogruppo dem in Regione Lazio), Daniele Leodori (segretario regionale dem), Claudio Mancini (deputato e responsabile enti locali Pd Lazio) e Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria nazionale del Pd (con la partecipazione, tra gli altri, del direttore dello Svimez Luca Bianchi e del Presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta). “La destra ha fallito e i dati presentati in questa occasione lo confermano senza ambiguità”, diceva Leodori citando le analisi Svimez sull’abbandono delle aree interne, i dati Ifel sul Pnrr e quelli Gimbe che vedono “un 12 per cento di cittadini rinunciare a curarsi” e il Lazio “tra le ultime regioni per utilizzo dei fondi europei”. Tra il dire e il fare, però, c’è di mezzo appunto l’asperità del campo largo e a larghezza variabile, come si è visto in Aula ieri, e proprio sulla riforma che dovrebbe lanciare Roma nell’empireo delle capitali europee. La via verso la concordia, insomma, è più che mai impervia, anche se i dem hanno recentemente riconquistato, in campo larghissimo, comuni a lungo in mano al centrodestra: Civitavecchia, Palestrina, Anzio, Nettuno, Tarquinia e Ceccano. Basterà al Pd lo slogan “il Lazio della destra è senza visione e senza direzione, e questo non è più accettabile, non lo meritano le cittadine e icittadini”? O l’invocazione “si rimettano al centro gli investimenti”? E basterà la foto di via dei Frentani per navigare, poi, tra i niet degli oltranzisti ambientali o della decrescita (citofonare M5s e Avs)? ---End text--- Author: MARIANNA RIZZINI Heading: Highlight: Image: -tit_org- Campo elastico -sec_org-
tp:writer§§ Marianna Rizzini
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043001793805180.PDF
§---§
title§§ Sanità digitale: un bluff? Il mistero del 300mila monitorati nelle Regioni
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043001930502343.PDF
description§§
Estratto da pag. 7 di "L'IDENTITÀ" del 30 Apr 2026
pubDate§§ 2026-04-30T01:52:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043001930502343.PDF
category§§ GIMBE
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043001930502343.PDF', 'title': "L'IDENTITÀ"}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043001930502343.PDF
tp:ocr§§ Sanità digitale: un bluff? Il mistero dei 300mila monitorati nelle Regioni NON ESISTE UN PORTALE PUBBLICO CHE CONTROLLI I RISULTATI REALI G li ultimi giorni di questo mese, quelli che segnano davvero il "grande allineamento" del nostro Paese alle esigenze della sanità digitale? Un interrogativo d'obbligo, nel verificare come un Forum svolto ieri a Napoli abbia celebrato, neanche tanto velatamente, il raggiungimento della pietra miliare M6C1-9 — che imponeva l’attivazione del telemonitoraggio medico per almeno 300mila pazienti italiani. La realtà che filtra dai distretti sanitari della vera frontiera nazionale, pur se fatta di indiscrezioni, racconta una storia diversa. Non è solo una questione di software, ma di un’architettura di cura che, sotto il peso dei target europei, ha iniziato a mostrare crepe profonde, trasformando il Pnrr da occasione di rilancio a esercizio di sopravvivenza burocratica. I numeri ufficiali parlano di un successo: l’Italia delle Regioni che governano la sanità ha registrato 302.450 utenti attivi sulle piattaforme di telemedicina. Tuttavia, le discrepanze sarebbero macroscopiche. Regioni come la Calabria, la Sicilia e la Campania mostrano tassi di adozione che, sulla carta, eguagliano quelli della Lombardia o dell'Emilia-Romagna. Proprio qui, l'allarme. La Fondazione Gimbe non ha mancato di sottolineare l'assenza di dati pubblici trasparenti sui reali benefici per i cittadini. E ha segnalato il rischio che molti servizi digitali siano stati attivati solo a un "livello base" per soddisfare i requisiti burocratici della rendicontazione, senza garantire una vera continuità assistenziale. Disparità Nord-Sud? Come in altri ambiti della vita nazionale. Il monitoraggio evidenzia forti ritardi e disomogeneità territoriali, con molte regioni del Mezzogiorno che procedono a rilento rispetto al Nord anche sull'effettiva integrazione tecnologica. Insomma, più che un sospetto l'ipotesi che in diverse Asl del Mezzogiorno il "telemonitoraggio" si sia ridotto a una singola interazione digitale registrata una tantum, utile a gonfiare le statistiche per non perdere i fondi del Pnrr, senza una reale continuità assistenziale. Il cuore pulsante di questo spreco di opportunità sono le Cot, le Centrali Operative Territoriali. Ne sono state collaudate 602 su tutto il territorio nazionale, rispettando il cronoprogramma. Ma le denunce sotto traccia sono durissime. Le Cot sono spesso "scatole vuote" o, peggio, uffici di data-entry. In molte Asl della Puglia e dell'Abruzzo, il personale infermieristico assegnato alle centrali trascorrerebbe l'80% del tempo a trascrivere dati da sistemi legacy, i vecchi gestionali degli anni '90, alle nuove piattaforme interoperabili. È la "sanità del doppio inserimento": un paradosso tecnologico che invece di liberare tempo per il paziente, ne sottrae ulteriormente a un organico già decimato. Un altro punto critico riguarda il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0. Sebbene il 98% dei cittadini risulterebbe oggi titolare di un fascicolo "attivo", il dato rappresenta solo l'esistenza dell'archivio digitale e non automaticamente il suo reale utilizzo o la sua utilità clinica. Il tasso di alimentazione da parte dei medici di medicina generale e, soprattutto, dei laboratori privati convenzionati resta sotto la soglia del 35% in regioni come il Lazio e la Sardegna. I motivi? La mancanza di interoperabilità, quindi la difficoltà nel far "dialogare" i software gestionali dei privati con quelli pubblici. E poi una sovrapposizione burocratica. Molti medici lamentano un eccessivo carico di inserimento dati manuale non ancora automatizzato dai propri gestionali. Il risultato, un sistema a compartimenti stagni. Mentre le Asl acquistano tablet e kit di telemonitoraggio per diabetici e cardiopatici (con un investimento medio di 1.200 euro per kit), i dati raccolti da questi dispositivi spesso non fluiscono nel Fse. Restano confinati nei server locali dell'azienda sanitaria, invisibili al medico curante o allo specialista di un'altra provincia. L'impatto sulla vita degli italiani è diret
to e amaro. Un paziente cronico di una Asl periferica si trova oggi a interagire con una tecnologia che "lo vede" come un numero in un database, ma che non riesce a evitargli la fila al Cup per una prescrizione o il viaggio fisico in ospedale per mostrare un dato che il sistema dovrebbe già conoscere. È la "burocrazia digitale di prossimità". Abbiamo sostituito la carta con un pdf, il processo decisionale è rimasto quello del secolo scorso. Le denunce sottovoce degli operatori sanitari sottolineano come la fretta di spendere i fondi entro la scadenza del 2026 abbia portato all'acquisto di software "chiusi", blindati da contratti di assistenza onerosi con le Asl ostaggio dei fornitori privati, impedendo la reale interoperabilità dei dati, promessa cardine del Pnrr. La trasparenza sui risultati, l'ultimo "buco nero" di questa rapida fotografia. Nonostante le rassicurazioni e l'entusiasmo di Napoli, manca un portale pubblico che permetta di verificare la qualità delle prestazioni digitali. Non sappiamo quanti dei 300mila pazienti monitorati abbiano effettivamente evitato un ricovero. Senza questi indicatori di esito, il sospetto che la sanità digitale sia stata usata come un "bancomat europeo" per tappare i buchi di bilancio delle Regioni diventa una certezza statistica. Se non si passerà dai "clic" alle cure, questi giorni saranno quelli nei quali l'Italia ha imparato a rendicontare il futuro senza però riuscire a viverlo. ---End text--- Author: ANGELO VITALE Heading: NON ESISTE UN PORTALE PUBBLICO CHE CONTROLLI I RISULTATI REALI Highlight: Image: -tit_org- Sanità digitale: un bluff? Il mistero del 300mila monitorati nelle Regioni -sec_org-
tp:writer§§ ANGELO VITALE
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043001930502343.PDF
§---§
title§§ La sfida di Leodori a Rocca «Al Lazio serve un nuovo inizio»
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003234307169.PDF
description§§
Estratto da pag. 2 di "LATINA OGGI" del 30 Apr 2026
pubDate§§ 2026-04-30T04:42:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003234307169.PDF
category§§ GIMBE
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003234307169.PDF', 'title': 'LATINA OGGI'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003234307169.PDF
tp:ocr§§ L'assemblea dem La sfida di Leodori a Rocca «Al Lazio — Alle elezioni regionali mancano due anni ma il Pd ha già lanciato lasfida al centrodestra. E ha fatto con un affondo netto, accompagnato da numeri che secondo il Partito Democratico raccontano un Lazio in difficoltà. Dal palco dell'assemblea regionale "Per il Lazio. Insieme per un nuovo inizio", il segretario Dem Daniele I.eodori attacca la giunta Rocca e parla senza mezzi termini di fallimento della destra al governo della Regione. «I dati presentati oggi lo confermano senza ambiguità - ha dichiarato Leodori-. Le analisi Svimez evidenziano l'abbandono delle aree interne, i dati Ifel mostrano criticità sull'ulilizzo del Pnrr e quelli della Fondazione Cimbe raccontano che nel Lazio 12% dei cittadini ha rinunciato alle cure: circa 700mila persone». Un quadro che, secondo il leader regionale del Pd, è il risultato di'< immobilismo e assenza di programmazione» in settori chiave come sanità, trasporti e sviluppo economico. «Non è un caso - ha aggiunto - che siamo tra le ultime regioni per utilizzo dei fondi europei». La critica si allarga dunque all'intero modello di governo re- II partito democratico critica aspramente il governo regionale POLITICA gionale, accusato di non avere lina visione strategica. «Il Lazio delladestraoggièsenzadirezione - ha sottolineato Leodori - e questo non è più accettabile. Non lo meritano le cittadine e i cittadini». Ma l'intervento non si limita alla denuncia. Il segretario Dem prova a rilanciare, indicando !a necessità di costruire un'alternativa politica ampia e radicata. «Come forze di opposizione abbiamo un obbligo: mettere in campo una proposta credibile ha spiegato -. In questi tré anni abbiamo dimostrato che è possibile ottenere risultati, ora dobbiamo partire da U». Al centro della proposta, alcuni punti chiave; rafforzarne n to del la sanità pubblica, maggiore capacità di attrarre e utilizzare risorse europee, investimenti sullo sviluppo economico e riduzione delle disuguaglianze territoriali. Un passaggio particolarmente significativo riguarda le province e le aree interne, indicate come le grandi dimenticate delle politiche regionali. «Serve un'attenzio ne concreta - ha evidenziato perché troppe comunità sono state lasciate sole». L'assemblea romana segna quindi un momento di rilancio per il Pd laziale, che prova a riorganizzare il campo dell'opposizione in vista delle prossime sfide politiche. Il messaggio è chiaro: costruire un'alternativa unitaria. capace di intercettare il disagio sociale ed economico che emerge dai dati. «Serve un nuovo inizio - ha co n ñ luso Inodori -e insieme possiamo tarlo», Parole che segnano l'apertura di una nuova fase politica, in cui ilconfronto tra maggioranza eopposizione si gioca sempre più sul terrenodei risultati concreti edella capacità dì dare risposte ai cittadini. · o é³ðíîî÷ãþíÅ Hiseawr» IL SEGRETARIO PO RILANCIA DALL'ASSEMBLEA RECIONALE: «SANITÀ, FONDI E AREE INTERNE: NUMERI PREOCCUPANTE -tit_org- La sfida di Leodori a Rocca «Al Lazio serve un nuovo inizio» -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003234307169.PDF
§---§
title§§ «Latronico rifiuta i fondi della dialisi estiva extraregionale e manda la sanità al collasso»
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003234007170.PDF
description§§
Estratto da pag. 8 di "LE CRONACHE LUCANE" del 30 Apr 2026
pubDate§§ 2026-04-30T04:42:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003234007170.PDF
category§§ GIMBE
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003234007170.PDF', 'title': 'LE CRONACHE LUCANE'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003234007170.PDF
tp:ocr§§ L'imprenditore e amministratore del Centro dialisi Sm2: «L'assessore Ïà scelto di tassare i lucani e di distruggere la realtà del privato accredita »Latronico rifiuta i fondi della dialisi estivi extraregionale e manda la sanità al collasso La Basilicata, secondo il recente report dell'Osservatorio Gimbe, si trova agli ultimi posti in Italia per quanto riguarda la qualità dell'assistenza territoriale, un dato che non fa che confermare la realtà che molti pazienti della regione e delle aree limitrofe vivono quotidianamente; un sistema sanitario che fatica a rispondere alle necessità dei cittadini. L'obiettivo del Pnrr Missione Salute, che dovrebbe rafforzare il servizio sanitario nazionale, sembra lontano dalla concreta applicazione, soprattutto in un contesto regionale segnato da gravi ritardi e inefficienze. In questo contesto si inserisce l'intervento di Enzo Bascntini. imprenditore e aministratore del Centro Dialisi Sm2 che riportiamo di seguito integralmente. ****** DI ENZO BASEHTIHI*______ La recente divulgazione del report dell'Osservatorio Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale che riporta la Basilicata negli ultimi posti sulla qualità dell'assistenza territoriale, pilastro del Pnnr Missione Salute, non fa che confermare la triste realtà con la quale si confrontano ogni giorno tanti pazienti, della nostra e delle regioni limitrofe, che sono costretti a utilizzare il nostro SSR. I gravi ritardi registrati da Gimbe sulla realizzazione delle Case di Comunità, sull'attivazione del Fascicolo Sanitario Elettronico, ecc. non sono altro che la punta di un iceberg che pesa sul bilancio regionale circa 80 milioni di euro e che, dalle notizie che giungono da Via Verrastro, la Giunta Regionale intenderebbe ripianare mettendo le mani nelle tasche dei 240.000 contribuenti lucani che, negli ultimi anni non solo hanno subito l'impoverimento del sistema di welfare regionale ma anche gli effetti di una gestione che appare segnata da criticità e dall'incapacità dell'Assessore alla sanità Latronico. Il disavanzo di 80 milioni di euro sul bilancio regionale, derivante dai bilanci del SSR, viene addebitato, da manager e responsabili politici della sanità lucana al "saldo negativo della mobilità sanitaria" (in parole povere, i lucani vanno sempre più spesso fuori regione per farsi curare e quelli delle regioni contigue utilizzano sempre meno i nostri servizi sanitari) quasi si volesse far intendere che tale dato sia una sorta di variabile indipendente dalle politiche sanitarie regionali e dalla gestione delle Aziende sanitarie. In realtà tale fenomeno è strettamente connesso alla quantità e qualità dei servizi offerti: l'impoverimento e la dequalificazione dell'offerta sanitaria, sia pubblica che del privato accreditato e contrattualizzato rappresentano la causa principale della migrazione sanitaria e della scarsa attrattività del nostro sistema sanitario regionale. Al saldo negativo della bilancia dei pagamenti sanitari della Basilicata non possono non contribuire, inevitabilmente ñ gravemente, anche i tagli ingiustificati ai budget delle strutture sanitarie accreditate e contrattualizzate della Basilicata che, da alcuni anni, inspiegabilmente e a fronte dì un aumento della qualità dei servizi e di una maggiore presenza sul territorio, colpiscono la dialisi ambulatoriale alla quale, nell'ultimo anno, ñ stato assegnato un budget di "ZERO" euro per garantire i servizi offerti ai cittadini delle regioni limitrofe e che, da sempre, utilizzano i servizi di dia- lisi convenzionati attivi ne! comune di Policoro in occasione delle vacanze estive. Ciò appare, di fatto, come un forte disincentivo atla prosecuzione delle attività di Nefrologia e Dialisi della SM2 srI di Policoro, configurandosi come una misura punitiva che rischia di compromettere la continuità di una struttura accreditata che eroga servizi di alta qualità. Sono tante decine i pazienti delle Regioni italiane ñ di altre Nazioni che hanno prenotato i servizi di dialisi estiva presso l'ambulatorio SM2 di Policoro e che dovranno rinunciarvi,
rinunciando contestualmente anche alle loro vacanze sui lidi e negli alberghi del Metapontino: una grave perdita economica per le casse del Servizio Sanitario Regionale (basti pensare che per ogni seduta dialitica la nostra Regione sede di compensazione della mobilità regionale, ben 240 euro circa) e per il sistema turistico locale (tanti i pazienti che hanno annunciato la disdetta delle loro prenotazioni); un grave disagio e un diritto negato ai cittadini delle Regioni italiane. Una situazione che non riguarda solo le strutture di emodialisi accreditate, che sono state messe in ginocchio con l'assegna/ione d¡ budget ridicoli, nia anche quelle gestite direttamente dalla Regione ed aziende, ASP e ASM. È di oggi la notizia sulla stampa dello stato di agitazione proclamato dai sindacati della sanità che denunciano le carenze di personale e la mancata attivazione del Progetto Dialisi Estiva negli ospedali di Maratea e Lauria; Fatto molto grave. Turisti dializzati in tuga dalla Basilicata. Carenza di Servizi. I responsabili della sanità regionale, invece di garantire la continuità della Dialisi Estiva ai pazienti di fuori regione e garantire maggiori entrate extraregionali per il sistema turistico e sanitario lucano preferiscono incentivare il turismo "direzionale" dei manager cxtrarcgionali che, frequentemente, si alternano alla guida delle aziende sanitarie regionali lasciando il loro modesto contributo al buco di bilancio della sanità regionale; in sintesi la Regione Basilicata, invece di incentivare la Dialisi Estiva, incentiva una sorta di "Management estivo". Il pesce puzza sempre dalla testa ! ! ! È molto grave che la Giunta Regionale si affretti a mettere tè mani nelle tasche dei contribuenti lucani per ripianare un disavanzo della sanità che è alimentato anche dalla sottostima del fabbisogno di prestazioni di emodialisi estiva da offrire ai turisti del Metapontino e della costiera tirrenica (Maratea e Lauria) che costituirebbero una fonte certa e importante di risorse finanziarie extraregionali per un sistema ormai sull'orlo del collasso, checché ne dica l'assessore Latronico dedito soltanto a minimizzare la voragine dei conti sanitari. Sembra quasi assurdo che l'Assessore Latronico, nonostante il suo sapere e la sua esperienza, maturata nel privato quale gestore di cooperative bianche (CASCINA), abbia, con poca diligenza, trascurato che i pazienti fuori Regione sono una risorsa economica per tutta la Regione Basilicata. La Dialisi Estiva è una risorsa poiché va a compensare parte dell'enorme disavanzo dell'emigrazione sanitaria che, come tutti sanno, ha raggiunto limiti insostenibili per il Bilancio della Regione che in questi giorni dovranno in qualche modo sistemare per non commissariare l'Assessorato alla Sanità e tutte le Aziende, ASP e ASM, della Regione. Le tante prenotazioni avvenute già dal mese di gennaio 2026 presso la Struttura Sm2 di Policoro, sono la testimonianza del buon lavoro fatto in 10 anni da un centro accreditato che funziona, dando risultati di eccellenza, e che l'Assessore Latronico vuole distruggere. F inutile nascondere la verità: la gestione della Sanità Regionale rispecchia le incapacità di chi la gestisce. 11 nostro Assessore Latronico non assume alcun rischio ed alcuna responsabilità personale per ciò che dice e per ciò che fa. •—Enzo Basentini -tit_org- «Latronico rifiuta i fondi della dialisi estiva extraregionale e manda la sanità al collasso» -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003234007170.PDF
§---§
title§§ La Regione rinuncia ad incassare i soldi che la dialisi estiva extraregionale garantisce al sistema sanitario e turistico lucano
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003269607638.PDF
description§§
Estratto da pag. 4 di "NUOVA DEL SUD" del 30 Apr 2026
pubDate§§ 2026-04-30T05:09:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003269607638.PDF
category§§ GIMBE
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003269607638.PDF', 'title': 'NUOVA DEL SUD'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003269607638.PDF
tp:ocr§§ La Regione rinuncia ad incassare i soldi che la dialisi estiva extraregionale garantisce al sistema sanitario e turistico lucano missariare l’Assessorato alla Sanità e tutte le Aziende, Asp e Asm, a recente divulgazione del report dell’Osservatorio Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale che riporta la Basilicata negli ultimi posti sulla qualità dell’assistenza territoriale, pilastro del Pnnr Missione Salute, non fa che confermare la triste realtà con la quale si confrontano ogni giorno tanti pazienti, della nostra e delle regioni limitrofe, che sono costretti a utilizzare il nostro Ssr. I gravi ritardi registrati da Gimbe sulla realizzazione delle Case di Comunità, sull’attivazione del Fascicolo Sanitario Elettronico, ecc. non sono altro che la punta di un iceberg che pesa sul bilancio regionale circa 80 milioni di euro e che, dalle notizie che giungono da Via Verrastro, la Giunta Regionale intenderebbe ripianare mettendo le mani nelle tasche dei 240.000 contribuenti lucani che, negli ultimi anni non solo hanno subito l’impoverimento del sistema di welfare regionale ma anche gli effetti di una gestione che appare segnata da criticità e dall’incapacità dell’Assessore alla sanità Latronico. Il disavanzo di 80 milioni di euro sul bilancio regionale, derivante dai bilanci del Ssr, viene addebitato, da manager e responsabili politici della sanità lucana al “saldo negativo della mobilità sanitaria” (in parole povere, i lucani vanno sempre più spesso fuori regione per farsi curare e quelli delle regioni contigue utilizzano sempre meno i nostri servizi sanitari) quasi si volesse far intendere che tale dato sia una sorta di variabile indipendente dalle politiche sanitarie regionali e dalla gestione delle Aziende sanitarie. In realtà tale fenomeno è strettamente connesso alla quantità e qualità dei servizi offerti: l’impoverimento e la dequalificazione dell’offerta sanitaria, sia pubblica che del privato accreditato e contrattualizzato rappresentano la causa principale della migrazione sanitaria e della scarsa attrattività del nostro sistema sanitario regionale. Al saldo negativo della bilancia dei pagamenti sanitari della Basilicata non possono non contribuiL re, inevitabilmente e gravemente, anche i tagli ingiustificati ai budget delle strutture sanitarie accreditate e contrattualizzate della Basilicata che, da alcuni anni, inspiegabilmente e a fronte di un aumento della qualità dei servizi e di una maggiore presenza sul territorio, colpiscono la dialisi ambulatoriale alla quale, nell’ultimo anno, è stato assegnato un budget di “zero” euro per garantire i servizi offerti ai cittadini delle regioni limitrofe e che, da sempre, utilizzano i servizi di dialisi convenzionati attivi nel comune di Policoro in occasione delle vacanze estive. Ciò appare, di fatto, come un forte disincentivo alla prosecuzione delle attività di Nefrologia e Dialisi della SM2 srl di Policoro, configurandosi come una misura punitiva che rischia di compromettere la continuità di una struttura accreditata che eroga servizi di alta qualità. Sono tante decine i pazienti delle Regioni italiane e di altre Nazioni che hanno prenotato i servizi di dialisi estiva presso l’ambulatorio SM2 di Policoro e che dovranno rinunciarvi, rinunciando contestualmente anche alle loro vacanze sui lidi e negli alberghi del Metapontino: una grave perdita economica per le casse del Servizio Sanitario Regionale (basti pensare che per ogni seduta dialitica la nostra Regione sede di compensazione della mobilità regionale, ben 240 euro circa) e per il sistema turistico locale (tanti i pazienti che hanno annunciato la disdetta delle loro prenotazioni); un grave disagio e un diritto negato ai cittadini delle Regioni italiane. Una situazione che non riguarda solo le strutture di emodialisi accreditate, che sono state messe in ginocchio con l’assegnazione di budget ridicoli, ma anche quelle gestite direttamente dalla Regione ed aziende, Asp e Asm. E’ di ieri la notizia sulla stampa dello stato di agitazione proclamato dai sindacati della sanità che denunciano le carenze di pe
rsonale e la mancata attivazione del Progetto Dialisi Estiva negli ospedali di Maratea e Lauria; Fatto molto grave. Turisti dializzati in fuga dalla Basilicata. Carenza di Servizi. I responsabili della sanità regionale, invece di garantire la continuità della Dialisi Estiva ai pazienti di fuori regione e garantire maggiori entrate extraregionali per il sistema turistico e sanitario lucano preferiscono incentivare il turismo “direzionale” dei manager extraregionali che, frequentemente, si alternano alla guida delle aziende sanitarie regionali lasciando il loro modesto contributo al buco di bilancio della sanità regionale; in sintesi la Regione Basilicata, invece di incentivare la Dialisi Estiva, incentiva una sorta di “Management estivo”. Il pesce puzza sempre dalla testa! E’ molto grave che la Giunta Regionale si affretti a mettere le mani nelle tasche dei contribuenti lucani per ripianare un disavanzo della sanità che è alimentato anche dalla sottostima del fabbisogno di prestazioni di emodialisi estiva da offrire ai turisti del Metapontino e della costiera tirrenica (Maratea e Lauria) che costituirebbero una fonte certa e importante di risorse finanziarie extraregionali per un sistema ormai sull’orlo del collasso, checché ne dica l’assessore Latronico dedito soltanto a minimizzare la voragine dei conti sanitari. Sembra quasi assurdo che l’Assessore Latronico, nonostante il suo sapere e la sua esperienza, maturata nel privato quale gestore di cooperative bianche (Cascina), abbia, con poca diligenza, trascurato che i pazienti fuori Regione sono una risorsa economica per tutta la Regione Basilicata. La Dialisi Estiva è una risorsa poiché va a compensare parte dell’enorme disavanzo dell’emigrazione sanitaria che, come tutti sanno, ha raggiunto limiti insostenibili per il Bilancio della Regione che in questi giorni dovranno in qualche modo sistemare per non commissariare l’Assessorato alla Sanità e tutte le Aziende, Asp e Asm, . della Regione. o Le tante prenotazioni - avvenute già dal mese o di gennaio 2026 presso - la Struttura Sm2 di Pol licoro, sono la testimoe nianza del buon lavoro e fatto in 10 anni da un n centro accreditato che - funziona, dando risultati i di eccellenza, e che l’As- sessore Latronico vuole r distruggere. - E’ inutile nascondere la verità: la gestione è della Sanità Regionale a rispecchia le incapacità - di chi la gestisce. o Il nostro Assessore - Latronico non assume i alcun rischio ed alcuna - responsabilità personal le per ciò che dice e e per ciò che fa. o * Imprenditore - della sanità lucana ---End text--- Author: ENZO BASENTINI Heading: Highlight: Image: -tit_org- La Regione rinuncia ad incassare i soldi che la dialisi estiva extraregionale garantisce al sistema sanitario e turistico lucano -sec_org-
tp:writer§§ ENZO BASENTINI
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003269607638.PDF
§---§
title§§ «Una gestione che tradisce incapacità»
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003122907067.PDF
description§§
Estratto da pag. 9 di "QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA" del 30 Apr 2026
pubDate§§ 2026-04-30T04:33:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003122907067.PDF
category§§ GIMBE
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003122907067.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003122907067.PDF
tp:ocr§§ L’ANALISI Il commento di un imprenditore lucano al rapporto del Gimbe sulla sanità «Una gestione che tradisce incapacità» Ritardi sulla realizzazione delle Case di Comunità e sull’attivazione del Fascicolo Elettronico La recente divulgazione del report dell’Osservatorio Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale che riporta la Basilicata negli ultimi posti sulla qualità dell’assistenza territoriale, pilastro del Pnnr Missione Salute, non fa che confermare la triste realtà con la quale si confrontano ogni giorno tanti pazienti, della nostra e delle regioni limitrofe, che sono costretti a utilizzare il nostro SSR. I gravi ritardi registrati da Gimbe sulla realizzazione delle Case di Comunità, sull’attivazione del Fascicolo Sanitario Elettronico, ecc. non sono altro che la punta di un iceberg che pesa sul bilancio regionale circa 80 milioni di euro e che, dalle notizie che giungono da Via Verrastro, la Giunta Regionale intenderebbe ripianare mettendo le mani nelle tasche dei 240.000 contribuenti lucani che, negli ultimi anni non solo hanno subito l’impoverimento del sistema di welfare regionale ma anche gli effetti di una gestione che appare segnata da criticità e dall’incapacità dell’Assessore alla sanità Latronico. Il disavanzo di 80 milioni di euro sul bilancio regionale, derivante dai bilanci del SSR, viene addebitato, da manager e responsabili politici della sanità lucana al “saldo negativo della mobilità sanitaria” (in parole povere, i lucani vanno sempre più spesso fuori regione per farsi curare e quelli delle regioni contigue utilizzano sempre meno i nostri servizi sanitari) quasi si volesse far intendere che tale dato sia una sorta di variabile indipendente dalle politiche sanitarie regionali e dalla gestione delle Aziende sanitarie. In realtà tale fenomeno è strettamente connesso alla quantità e qualità dei servizi offerti: l’impoverimento e la dequalificazione dell’offerta sanitaria, sia pubblica che del privato accreditato e contrattualizzato rappresentano la causa principale della migrazione sanitaria e della scarsa attrattività del nostro sistema sanitario regionale. Al saldo negativo della bilancia dei pagamenti sanitari della Basilicata non possono non contribuire, inevitabilmente e gravemente, anche i tagli ingiustificati ai budget delle strutture sanitarie accreditate e contrattualizzate della Basilicata che, da alcuni anni, inspiegabilmente e a fronte di un aumento della qualità dei servizi e di una maggiore presenza sul territorio, colpiscono la dialisi ambulatoriale alla quale, nell’ultimo anno, è stato assegnato un budget di “ZERO” euro per garantire i servizi offerti ai cittadini delle regioni limitrofe e che, da sempre, utilizzano i servizi di dialisi convenzionati attivi nel comune di Policoro in occasione delle vacanze estive. Ciò appare, di fatto, come un forte disincentivo alla prosecuzione delle attività di Nefrologia e Dialisi della SM2 srl di Policoro, configurandosi come una misura punitiva che rischia di compromettere la continuità di una struttura accreditata che eroga servizi di alta qualità. Sono tante decine i pazienti delle Regioni italiane e di altre Nazioni che hanno prenotato i servizi di dialisi estiva presso l’ambulatorio SM2 di Policoro e che dovranno rinunciarvi, rinunciando contestualmente anche alle loro vacanze sui lidi e negli alberghi del Metapontino: una grave perdita economica per le casse del Servizio Sanitario Regionale (basti pensare che per ogni seduta dialitica la nostra Regione sede di compensazione della mobilità regionale, ben 240 euro circa) e per il sistema turistico locale (tanti i pazienti che hanno annunciato la disdetta delle loro prenotazioni); un grave disagio e un diritto negato ai cittadini delle Regioni italiane. Una situazione che non riguarda solo le strutture di emodialisi accreditate, che sono state messe in ginocchio con l’assegnazione di budget ridicoli, ma anche quelle gestite direttamente dalla Regione ed aziende, ASP e ASM. E’ di oggi la notizia sulla stampa dello stato di agitazione proclamato dai sindacati della sanità che denu
nciano le carenze di personale e la mancata attivazione del Progetto Dialisi Estiva negli ospedali di Maratea e Lauria; Fatto molto grave. Turisti dializzati in fuga dalla Basilicata. Carenza di Servizi. I responsabili della sanità regionale, invece di garantire la continuità della Dialisi Estiva ai pazienti di fuori regione e garantire maggiori entrate extraregionali per il sistema turistico e sanitario lucano preferiscono incentivare il turismo “direzionale” dei manager extraregionali che, frequentemente, si alternano alla guida delle aziende sanitarie regionali lasciando il loro modesto contributo al buco di bilancio della sanità regionale; in sintesi la Regione Basilicata, invece di incentivare la Dialisi Estiva, incentiva una sorta di “Management estivo”. Il pesce puzza sempre dalla testa !!! E’ molto grave che la Giunta Regionale si affretti a mettere le mani nelle tasche dei contribuenti lucani per ripianare un disavanzo della sanità che è alimentato anche dalla sottostima del fabbisogno di prestazioni di emodialisi estiva da offrire ai turisti del Metapontino e della costiera tirrenica (Maratea e Lauria) che costituirebbero una fonte certa e importante di risorse finanziarie extraregionali per un sistema ormai sull’orlo del collasso, checché ne dica l’assessore Latronico dedito soltanto a minimizzare la voragine dei conti sanitari. Sembra quasi assurdo che l’Assessore Latronico, nonostante il suo sapere e la sua esperienza, maturata nel privato quale gestore di cooperative bianche (CASCINA), abbia, con poca diligenza, trascurato che i pazienti fuori Regione sono una risorsa economica per tutta la Regione Basilicata. La Dialisi Estiva è una risorsa poiché va a compensare parte dell’enorme disavanzo dell’emigrazione sanitaria che, come tutti sanno, ha raggiunto limiti insostenibili per il Bilancio della Regione che in questi giorni dovranno in qualche modo sistemare per non commissariare l’Assessorato alla Sanità e tutte le Aziende, ASP e ASM, della Regione. Le tante prenotazioni avvenute già dal mese di gennaio 2026 presso la Struttura Sm2 di Policoro, sono la testimonianza del buon lavoro fatto in 10 anni da un centro accreditato che funziona, dando risultati di eccellenza, e che l’Assessore Latronico vuole distruggere. E’ inutile nascondere la verità: la gestione della Sanità Regionale rispecchia le incapacità di chi la gestisce. Il nostro Assessore Latronico non assume alcun rischio ed alcuna responsabilità personale per ciò che dice e per ciò che fa. Imprenditore della sanità lucana ---End text--- Author: ENZO BASENTINI Heading: Highlight: Image:Gravi criticità nella sanità lucana -tit_org- «Una gestione che tradisce incapacità» -sec_org-
tp:writer§§ ENZO BASENTINI
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003122907067.PDF
§---§
title§§ Il Pd vuole la Regione: "Campo larghissimo contro il bis di Rocca"
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003099606978.PDF
description§§
Estratto da pag. 2 di "roma.repubblica.it" del 30 Apr 2026
pubDate§§ 2026-04-30T04:28:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003099606978.PDF
category§§ GIMBE
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003099606978.PDF', 'title': 'roma.repubblica.it'}
tp:url§§ https://roma.repubblica.it/cronaca/2026/04/29/news/pd_regione_giunta_rocca_campo_larghissimo_pd-425312691/amp/
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003099606978.PDF
tp:ocr§§ Il Pd vuole la Regione: "Campo larghissimo contro il bis di Rocca" di Marina de Ghantuz Cubbe Da Azione fino al M5S le opposizioni si uniscono al Partito democratico. L'ex governatore Zingaretti: "L'alternativa è possibile" La foto con tutti i capigruppo d'opposizione immortala il cammino unitario delle forze di centrosinistra che in Regione Lazio si oppongono al governo di Francesco Rocca. Sul palco del centro congressi in via Frentani, all'iniziativa promossa dai dem parlano solo esponenti del Pd, ma lo scatto è anche con il pentastellato Adriano Zuccaia, Alessio D'Amato di Azione, Claudio Maretta di See, Marietta Tidei di Italia Viva. Per questo, il segretario del Pd Lazio Daniele Leodori sottolinea che «la coalizione dovrà fare lo sforzo di immaginare la nostra regione da qui ai prossimi anni senza paura». La giornata serve anche a inaugurare «un grande percorso programmatico che duri tutto questo anno». Che la coalizione di centrosinistra tenga e arrivi alle prossime elezioni ad oggi è una convinzione solida, le presenze in sala lo dimostrano. L'unità è l'indicazione politica anche del segretario romano Enzo Foschi, ma la foto tutti insieme ancora non c'è; «Nella Capitale c'è qualche difficoltà in più ad andare insieme, ma in questi anni ho visto una grande volontà di procedere in questa direzione e ciò che ci unisce è molto più di ciò che ci divide», La Festa dell'unità a Villa Lazzaroni dal 13 al 20 giugno, continua Foschi che cita l'ex segretario Pd Lazio Bruno Astorre, sarà «un luogo e un momento dove il dibattito per costruire un percorso unitario continuerà». «La nostra coalizione sta riuscendo ad essere non solo "il cartello" delle opposizioni ma anche la forza che riesce a costruire un'alternativa», aggiunge il responsabile Enti locali e deputato Claudio Mancini. Il capogruppo dem in consiglio regionale Mario Ciarla attacca il governo Meloni, parla dei giovani come di anticorpi a difesa della democrazia. Poi la Regione Lazio: «I consiglieri regionali di maggioranza non sono stati in grado di ottenere nessun risultato degno di nota». Il governo del Lazio è accusato di «operazioni di maquillage» a dispetto delle «liste d'attesa chilometriche». Al contrario, «il buon governo di Gualtieri a Roma dimostra che le cose possono cambiare». Anche nel Lazio, continua Ciarla, bisogna andare avanti: «Siamo pronti a governare la Regione, insieme». Lo definisce «il filo doppio» quello tra «il governo Meloni e quello di Rocca nel Lazio e però, come ha detto il referendum costituzionale, hanno entrambi fallito», affonda la coordinatrice della segreteria nazionale Pd e consignera regionale Marta Bonafoni. Agli interventi politici si alternano quelli tecnici: Luca Bianchi, direttore generale di Svimez, sottolinea che nel Lazio la povertà colpisce il 7% della popolazione anche se aumenta l'occupazione: «Vuoi dire che è stato creato lavoro povero», aggiunge Bianchi. Pierciro Galeone, direttore Istituto per la finanza e l'economia locale, ha analizzato la spesa del Pnrr in regione mentre Nino Cartabellotta della Fondazione Cimbe la situazione della sanità o meglio «delFinvoluzione della sistema sanitario regionale». Francesca Danese del Forum Terzo settore pone l'accento sulla difficoltà nell'avere un tetto sopra la testa non solo per chi è economicamente fragile, ma anche per la fascia grigia. Da Bruxelles, l'ex presidente del Lazio Nicola Zingaretti plaude all'iniziativa: «Rimettiamoci in cammino, per rilanciare una bella storia comune e per costruire un futuro migliore del presente. L'alternativa anche nel Lazio è possibile», scrive l'eurodeputato mentre in platea ci sono ¡I vicecapo di gabinetto del sindaco Gualtieri Giulio Bugarini, la deputata Pd Michela Di Biase e, tra gli altri, gli assessori comunali Pino Battaglia e Maurizio Veloccia oltre alle consigliere regionali Eleonora Mattia, Sarà Battisti, Michela Califano e Emanuela Droghei e al consigliere Luciano Nobili di Iv. Presenti anche il segretario della Cgil Roma e Lazio Natale Di Cola, il direttore di Confcommercio Romolo Guasco, Giusepp
e Biazzo di Unindustria Lazio. -tit_org- Il Pd vuole la Regione: “Campo larghissimo contro il bis di Rocca” -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043003099606978.PDF
§---§
title§§ «Supermarket salute» Medici di base in rivolta per la riforma Schillaci
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043001788206004.PDF
description§§
Estratto da pag. 10 di "DOMANI" del 30 Apr 2026
pubDate§§ 2026-04-30T03:35:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043001788206004.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043001788206004.PDF', 'title': 'DOMANI'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043001788206004.PDF
tp:ocr§§ m GGESULLA MEDIC = F E '_—' _ 'L _. m A I__I H «Supermarket salutè Medici di basein rivolta per la riforma Schillaci Il testo per l riordino dell'assistenza primaria ha subito sollevato critiche La contestazione riguarda il doppio canale: cioè la dipendenza pubblica selettiva pericamici bianchi Chi lavoreraà per riempire le Case di comunità, inaugurate e vuote? La risposta, in parte, è nella bozza di decreto-legge per il riordino dell'assistenza primariaterritoriale, della medicina generale e della pediatria di liberascelta. Annunciata da più di un anno dal ministero della salute. L'obiettivo, su carta, è di rendere operative le strutture territoriali del Pnrr integrando stabilmente i medici di famiglia nelle Case della comunità (Cdc). Il percorso è iniziato con una presentazione informale attraverso degli schemi presentati in Power Point alla Conferenza delle regioni, ed è proseguito mercoledì con una prima bozza destinata a essere portata in Consiglio dei ministri. Dal testo emerge la volontà di introdurreun sistema ibrido tra convenzione e dipendenza. I medici di medicina generale, adoggi liberi professionisti che operano in regime di convernzione con il Servizio sanitario nazionale (Ssn), dovrebbero continuareaoperare nei propri studi, ma con una quota obbligatoria di attività nelle Case della Comunità, definita dalle Asl e inserita nella programmazione territoriale. In quelle sedi verrebbero concentrate funzioni oggi solo parzialmente strutturate — dalla presa in carico della cronicità alla prevenzione fino all'assistenza domiciliare e al lavoro in équipe — con una presenza oraria vincolata. Cambierebbe anche il modello retributivo:alla quota capitaria (ovvero il meccanismo di finanziamento sanitario basato su una somma fissa erogata per ogni assistito) si affiancherebbe una componente crescente legata alle ore di servizio e agli obiettivi organizzativi per le attivitàsvolte nellestrutture territoriali. La bozza interviene ino/tre sui pediatri di libera scelta, prevedendo l'estensione dell'età assistita finoai 18 anni el'allineamento del massimale di assistiti tra pediatri e medici di famiglia. Sindacati in rivolta La reazione dei sindacati èstata immediata e durissima: «Un provvedimento mai discusso con le categorie, inattuabile e pericoloso peri pazienti». Per la Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) questo decreto «distrugge il medico di famiglia [...] è una riforma calata dall'alto». Al centro della contestazione, il cosiddetto doppio canale che prevede la dipendenza pubblica selettiva peri medici di medicina generale destinati alle Case della Comunità. Il rischio, secondo il sindacato, è un abbandono diffuso della medicina territoriale, con effetti diretti sulla cittadinanza che «perderà il suo medico di famiglia e troverà uno sportello sanitario anonimo. È il modello del supermercato della salute». «Il decreto costringe tutti i medici di medicina generale convenzionati sul territorio a passare a ruolo unico — afferma Pina Onotri, segretaria generale del Sindacato medici italiani (Smi) — avocando a sé una materia contrattuale e che dovrebbe essere discussa ai tavoli di concertazione; non imposta per legge». Più accomodante, nonostante alcune perplessità, Alessandro Rossi, presidente nazionale della Società italiana dei medici di medicina generale e delle cure primarie (Simg): «Sarebbe stato preferibile collocare questo provvedimentoall'internodi una riforma complessiva del Ssn, capace di integrare in modo coerente ospedaleeterritorio». La medicina generale «è prontaa fare]la propria parte, ma per costruire una sanità territoriale davvero efficace è necessario un confronto strutturato e continuo, che restituisca centralità clinica e protegga il rapporto fiduciario col paziente», «Dall'inizio della legislatura chiediamo un investimento straordinario sulle professioni sanitarieesociosanitarie-afferma la Responsabile sanità del Pd, Marina Sereni - per coprire le carenze di personale negli ospedali e far funzionare davveroleCaseegli Ospedali di Comunità
». Ma non è andata così: «Una riforma così complessa nonsi fa contro i professionisti ma con, e soprattutto non si può fare con le risorse già esistenti a legislazione vigente». Interviene anche Mariolina Castellone, medica evice presidentedel Senato del M5s: «Apprezzo il coraggio del ministro Schillaci nell'affrontare la riforma della medicina generale, nodo che paralizza il Ssn da decenni. Ma c'è un dato politico: all'interno della stessa maggioranza, Forza Italia è spaccata». Castellone lancia poi un appello: «Costruiamo un fronte parlamentare coinvolgendo medici, cittadini e pazienti». Vittorio Agnoletto, medico e mermbro di Medicina democratica, condividel'ispirazione dellariforma finalizzata a rafforzare la medicina territoriale, ma si sofferma sulla presenza dei medici di famiglia nelle Cdc: «È indispensabile. Siamo favorevoli ad una scuola di specializzazione alla conclusione della qualei medici potranno inserirsi nel Ssn. Quelli già in attività che sceglieranno di continuare a lavorare in convenzione dovrannoconcordare con le Asl alcune ore alla settimana nelle CdC». Questo percorso, secondo il medico, «sarebbe dovuto essererealizzato già da tempo, ci auguriamo che non venga bloccatoanchequesta volta da interessi che non mettono al centro la salute dei cittadini». ©RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: FEDERICA PENNELLI Heading: Highlight: Image:- PA i NO NO n -;: _ a P P LL L ENO j _(,, è _ _ Il ministro della Sanità Orazio Schillaci, l’unico vero tecnico del governo di Giorgia Meloni FOTO ANSA -tit_org- «Supermarket salute» Medici di base in rivolta per la riforma Schillaci -sec_org-
tp:writer§§ FEDERICA PENNELLI
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043001788206004.PDF
§---§
title§§ Allarme sulla salute mentale 850mila richieste di aiuto Ma c'è una proposta di legge
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043001769605998.PDF
description§§
Estratto da pag. 5 di "RIFORMISTA" del 30 Apr 2026
pubDate§§ 2026-04-30T03:35:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043001769605998.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043001769605998.PDF', 'title': 'RIFORMISTA'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043001769605998.PDF
tp:ocr§§ Allarme sulla salute mentale 850mila richieste di aiuto Ma c’è una proposta di legge La domanda di supporto psicologico e psichiatrico cresce ancora L’iniziativa di “Diritto a Stare Bene” ha già raccolto oltre 70mila firme per costruire una rete pubblica di assistenza gratuita e integrata N el 2024 quasi 850mila persone in Italia hanno chiesto aiuto per la propria salute mentale. Non sono solo freddi numeri o dati sanitari, ma la triste storia di un sistema che non regge più. Secondo l’ultimo report del Ministero della Salute, la domanda di supporto psicologico e psichiatrico continua a crescere, colpendo in modo diseguale la popolazione. Le più esposte sono le donne: i casi di depressione sono quasi il doppio rispetto agli uomini. Anche tra i giovani i dati sono allarmanti. Nel solo 2024 si contano 75mila nuovi pazienti under 35. Nella fascia 18-24 anni, i numeri raggiungono livelli particolarmente elevati: oltre 100 nuovi casi ogni 10mila abitanti tra le ragazze, più di 80 tra i ragazzi. Non si tratta solo di un aumento delle richieste: molti di questi accessi coincidono con l’esordio di disturbi significativi, che richiederebbero interventi tempestivi e continuativi. Quasi il 60% dei nuovi utenti ha meno di 55 anni: la fragilità psicologica si concentra sempre più nelle età centrali della vita sociale e produttiva. A fronte di questa pressione, il sistema pubblico mostra i suoi atavici limiti strutturali. Nei Dipartimenti di Salute Mentale, il personale è composto per il 37% da infermieri, mentre gli psichiatri rappresentano il 14,5% e gli psicologi appena il 7%. Non è solo una questione di numeri, ma di modello: si interviene tardi, spesso in emergenza, quando il disagio è già diventato patologia. È dentro questo squilibrio che si inserisce la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione “Diritto a Stare Bene”, già depositata in Senato dopo aver raccolto oltre 70mila firme. Il suo obiettivo è chiaro: costruire una rete pubblica di assistenza psicologica gratuita, diffusa e continuativa, integrata nei territori. Non un servizio accessorio, ma un’infrastruttura sociale. Psicologi nelle scuole, negli ospedali, nei consultori, nei Comuni, nelle carceri, nei luoghi di lavoro. Un sistema che non si limiti a gestire l’emergenza, ma che lavori sulla prevenzione. Il costo? Supera i 3 miliardi di euro. Ma è proprio qui che si gioca il cambio di paradigma: non considerarlo come spesa, ma come investimento. Uno studio del Dipartimento di Psicologia della Sapienza evidenzia in modo chiaro che intervenire tempestivamente, tramite un maggiore accesso alle cure psicologiche, può ridurre fino al 50% gli accessi al pronto soccorso, oltre a diminuire esami e visite specialistiche. Una questione, quindi, non solo sanitaria. Riguarda la dispersione scolastica, la solitudine cronica, la violenza, il bullismo, le assenze dal lavoro, la tenuta complessiva del tessuto sociale. La proposta è ora nelle mani del Parlamento. Il vero costo, oggi, è non decidere. ---End text--- Author: Francesco Rosati Heading: Highlight: Image: -tit_org- Allarme sulla salute mentale 850mila richieste di aiuto Ma c'è una proposta di legge -sec_org-
tp:writer§§ Francesco Rosati
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/30/2026043001769605998.PDF
§---§