title§§ Regionali 2028: a Roma nasce il “Fronte Anti-Rocca”. Campo largo unito (rifiuti permettendo) link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902724110280.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "abitarearoma.it" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T10:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902724110280.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902724110280.PDF', 'title': 'abitarearoma.it'} tp:url§§ https://abitarearoma.it/regionali-2028-a-roma-nasce-il-fronte-anti-rocca-campo-largo-unito-rifiuti-permettendo/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902724110280.PDF tp:ocr§§ A tre anni dalle elezioni, prende forma l’ipotesi di un’alleanza larga, capace di tenere insieme sensibilità diverse: dal Movimento 5 Stelle ad Azione, passando per Italia Viva e Sinistra ItalianaFederica Esposito - 29 Aprile 2026Il Campidoglio resta un terreno ancora incerto, attraversato da equilibri fragili e trattative aperte. Ma sul fronte regionale il centrosinistra cambia passo e prova a giocare in anticipo.Nella sala congressi di via dei Frentani, il Partito democratico mette in scena una prova di unità: attorno allo stesso tavolo siedono tutte le anime dell’opposizione alla giunta guidata da Francesco Rocca.Non è solo un incontro politico, ma un segnale preciso. A tre anni dalle elezioni, prende forma l’ipotesi di un’alleanza larga, capace di tenere insieme sensibilità diverse: dal Movimento 5 Stelle ad Azione, passando per Italia Viva e Sinistra Italiana. A convocare il tavolo è il segretario regionale Daniele Leodori, che punta a trasformare il confronto in un percorso stabile.Ad aprire la giornata è l’intervento del capogruppo dem Mario Ciarla, che non risparmia colpi. Il bersaglio è l’operato della maggioranza regionale, accusata di muoversi tra nomine contestate, tensioni sugli enti e una gestione ritenuta poco incisiva.Tra i dossier citati, le vicende legate alle partecipate e il caso Ater, simbolo – secondo l’opposizione – di una macchina amministrativa in affanno. Non manca una stoccata anche sul ritmo dei lavori del Consiglio, giudicato troppo lento per affrontare le emergenze del territorio.Il confronto si allarga poi ai numeri. Sul palco salgono economisti e osservatori, chiamati a leggere lo stato di salute della regione. Il direttore della SVIMEZ, Luca Bianchi, mette in evidenza un paradosso: l’occupazione cresce, ma non basta a ridurre le disuguaglianze. A pesare è la diffusione di lavori poco retribuiti, che mantengono una parte della popolazione in condizioni di difficoltà.Sul fronte sanitario, il presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, richiama l’attenzione sulle criticità del sistema: liste d’attesa ancora lunghe e servizi sempre più rarefatti nelle aree interne, dove l’accesso alle cure diventa un percorso a ostacoli.Nonostante il clima di dialogo, le distanze tra i partiti non scompaiono. Il tema più delicato resta quello dei rifiuti. Il Movimento 5 Stelle, rappresentato tra gli altri da Adriano Zuccalà, continua a opporsi al progetto del termovalorizzatore di Santa Palomba, sostenuto invece da altre componenti della coalizione.Una frattura che pesa, ma che i promotori del “campo largo” provano a ridimensionare guardando al precedente della giunta guidata da Nicola Zingaretti, quando alleanze diverse riuscirono a convivere in nome di un obiettivo comune.L’immagine che esce dall’incontro è quella di una coalizione che prende forma ai vertici, ma che deve ancora misurarsi con il territorio. In sala soprattutto amministratori, dirigenti e addetti ai lavori. Più defilata, invece, la partecipazione dei cittadini.Un segnale che racconta bene la fase: il progetto c’è, la strategia anche. Ma la vera sfida, da qui ai prossimi anni, sarà trasformare l’intesa politica in consenso reale, capace di uscire dalle stanze dei partiti e parlare a tutta la regione.Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati * Sì, aggiungimi alla lista di invio della newsletter.© Cofine Srl - ABITARE A ROMA - direttore Enzo Luciani - Reg. Trib. Roma N. 550/02 (2/10/02) -Privacy policy - Cookie policy - Cambia Preferenze tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902724110280.PDF §---§ title§§ Gimbe, 'nel Dfp rapporto tra spesa sanitaria e Pil fermo al 6,4% fino al 2029' link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902726510448.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T11:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902726510448.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902726510448.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/amp/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/04/28/gimbe-nel-dfp-rapporto-tra-spesa-sanitaria-e-pil-fermo-al-64-fino_b22700a5-8a29-46b1-bacf-77d7568f401a.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902726510448.PDF tp:ocr§§ Cartabellotta, "previsioni instabili e avvengono sempre al ribasso"ROMA - Aprile 28,2026 - News"Le analisi sul Documento di Finanza Pubblica 2026 non rilevano alcuna inversione di tendenza della spesa sanitaria che rimane ferma al 6,4% del pil fino al 2029". Di contro, "a fronte di una crescita media annua del Pil nominale del 2,6%, per il triennio 2027-2029 il Dfp 2026 stima un incremento della spesa sanitaria solo del 2,37%". Dietro l'apparente stabilità nella quota di Prodotto interno lordo destinata alla sanità quindi "si nasconde un quadro esposto a revisioni al ribasso". Questa l'analisi della Fondazione Gimbe sui dati contenuti nel Dfp 2026 che parla di "una scelta politica precisa". Nello specifico, per il 2025 il Dfp 2026 certifica un rapporto spesa sanitaria/Pil pari al 6,3%, invariato rispetto al 2024. In valore assoluto, nel 2025 la spesa sanitaria ammonta a 141.539 milioni, con una crescita del 2,5% rispetto ai 138.335 milioni del 2024. "L'incremento di 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025 - spiega il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta - è molto inferiore alle previsioni dello scorso ottobre: infatti, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica stimava una spesa sanitaria di 144.021 milioni, quasi 2,5 miliardi in più rispetto a quella del consuntivo 2025. Un segnale evidente di quanto le previsioni siano instabili e avvengano sempre al ribasso". Per il 2026, il Dfp stima un rapporto spesa sanitaria/Pil è invece al 6,4%, in lieve aumento rispetto al 6,3% del 2025. In valore assoluto, la spesa sanitaria prevista è di 148.522 milioni, con un incremento di 6.983 milioni ( 4,9%) rispetto all'anno precedente. "Considerando che l'ultima manovra ha fissato per il 2026 il fondo sanitario nazionale a 143,1 miliardi, la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Ovvero, come per il consuntivo 2025, - conclude - tale previsione sarà rivista al ribasso". Gimbe, 'nel 2027-29 gap tra spesa per cure e risorse disponibili sarà di 30 miliardi'"Nel triennio 2027-2029 il divario tra previsioni di spesa sanitaria per erogare i livelli essenziali di assistenza e le risorse disponibili ammonta a 30,6 miliardi. In assenza di consistenti investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi". Questa l'analisi della Fondazione Gimbe sui dati contenuti nel Dfp 2026. Il gap tra Fondo sanitario nazionale e spesa sanitaria, pari a circa 3 miliardi nel 2023, è salito a 4,3 miliardi nel 2024, anno in cui la Corte dei Conti ha già certificato un disavanzo delle Regioni superiore a 1,5 miliardi. E la forbice è destinata ad ampliarsi ulteriormente: 7,1 miliardi nel 2027, 10,1 miliardi nel 2028 e 13,4 miliardi nel 2029, "configurando un definanziamento strutturale del Servizio sanitario nazionale sempre più marcato". "In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio - commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta - questo scarto è una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte". E a pagare saranno comunque i cittadini. "Il Dfp 2026 - conclude Cartabellotta - fotografa una sanità pubblica sempre più sotto pressione finanziaria: a fronte dell'aumento dei bisogni di salute e della crisi di sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, si amplia la distanza tra spesa prevista e finanziamento pubblico. In queste condizioni, il Ssn rischia di soffocare con ulteriore peggioramento dell'accesso alle cure e delle diseguaglianze, oltre che della spesa a carico dei cittadini".Furlan, la fondazione Gimbe certifica tagli sanità, Ssn verso il default "L'audizione della Fondazione Gimbe sul Documento di finanza pubblica 2026 certifica in maniera inequ ivocabile ciò che denunciamo da mesi: il Governo ha scelto di tagliare la sanità pubblica e di indebolire progressivamente il Servizio sanitario nazionale". Lo dichiara la senatrice di Italia viva, Annamaria Furlan. "Dietro l'apparente stabilità del rapporto tra spesa sanitaria e Pil, ferma al 6,4% fino al 2029, si nasconde in realtà un de-finanziamento strutturale. Le stime evidenziano una crescita della spesa inferiore a quella del Pil e, soprattutto, previsioni sistematicamente riviste al ribasso. È una scelta politica precisa, non un destino inevitabile - prosegue Furlan - Il dato più allarmante è il gap tra fabbisogni e risorse: oltre 30 miliardi nel triennio 2027-2029. Una vera e propria bomba a orologeria che rischia di far saltare i conti delle Regioni e di scaricare il costo sui cittadini, tra aumento delle tasse locali e tagli ai servizi. Altro che rafforzamento della sanità pubblica: siamo davanti a un percorso che porta dritto verso il default del Servizio sanitario nazionale. Senza un'inversione di rotta immediata, il diritto alla salute sancito dalla Costituzione sarà sempre più compromesso. Il Governo smetta di nascondersi dietro numeri formalmente stabili e dica la verità al Paese: con queste scelte si stanno programmando meno cure, più diseguaglianze e una crescita della spesa privata". tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902726510448.PDF §---§ title§§ Gimbe: “Nel 2027-29 gap tra spesa per cure e risorse disponibili sarà di 30 miliardi” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902717710344.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "avantionline.it" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T10:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902717710344.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902717710344.PDF', 'title': 'avantionline.it'} tp:url§§ https://www.avantionline.it/gimbe-nel-2027-29-gap-tra-spesa-per-cure-e-risorse-disponibili-sara-di-30-miliardi/?amp=1 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902717710344.PDF tp:ocr§§ Di Redazione Avanti 28 Aprile 2026 “Nel triennio 2027-2029 il divario tra previsioni di spesa sanitaria per erogare i livelli essenziali di assistenza e le risorse disponibili ammonta a 30,6 miliardi. In assenza di consistenti investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi”. Questa l’analisi della Fondazione Gimbe sui dati contenuti nel Dfp 2026. Il gap tra Fondo sanitario nazionale e spesa sanitaria, pari a circa 3 miliardi nel 2023, è salito a 4,3 miliardi nel 2024, anno in cui la Corte dei Conti ha già certificato un disavanzo delle Regioni superiore a 1,5 miliardi. E la forbice è destinata ad ampliarsi ulteriormente: 7,1 miliardi nel 2027, 10,1 miliardi nel 2028 e 13,4 miliardi nel 2029, “configurando un definanziamento strutturale del Servizio sanitario nazionale sempre più marcato”. “In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio – commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta – questo scarto è una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte”. E a pagare saranno comunque i cittadini. “Il Dfp 2026 – conclude Cartabellotta – fotografa una sanità pubblica sempre più sotto pressione finanziaria: a fronte dell’aumento dei bisogni di salute e della crisi di sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, si amplia la distanza tra spesa prevista e finanziamento pubblico. In queste condizioni, il Ssn rischia di soffocare con ulteriore peggioramento dell’accesso alle cure e delle diseguaglianze, oltre che della spesa a carico dei cittadini”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902717710344.PDF §---§ title§§ Endometriosi: sintomi, diagnosi e come si cura link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902718210345.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "bimbisaniebelli.it" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T10:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902718210345.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902718210345.PDF', 'title': 'bimbisaniebelli.it'} tp:url§§ https://www.bimbisaniebelli.it/concepimento/endometriosi/endometriosi-sintomi-diagnosi-e-come-si-cura-52610 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902718210345.PDF tp:ocr§§ A cura di Angela Bruno Pubblicato il 29/04/2026 Aggiornato il 29/04/2026Colpisce circa 3 milioni di donne in tutta Italia, si manifesta in 4 stadi: dolore pelvico e durante i rapporti, dismenorrea, disturbi intestinali tra i sintomi più comuni.L’endometriosi è una patologia cronica che causa la formazione di endometrio (tessuto normalmente tipico dell’utero) in sedi anomale, quali l’ovaio e le tube di Falloppio, oltre che la vagina e, in rari casi, l’intestino. In pratica che cosa succede? Succede che, in concomitanza con le mestruazioni, anche tutti gli impianti di endometrio situati in zone anomale inizino a sanguinare, con tutte le conseguenze che questo comporta.Rientrano nella definizione di endometriosi condizioni alquanto diverse per livello di gravità. Vi sono casi semplici, come quelli riscontrati occasionalmente durante laparoscopie diagnostiche per l’infertilità e che non necessitano di alcun trattamento e altri casi più complessi in cui la malattia deve essere tenuta sotto controllo attraverso visite periodiche.Molte forme di endometriosi sono lievi, asintomatiche e non richiedono cure; altre, invece, sono dolorose e, se non vengono curate, gravemente invalidanti e possono inficiare concepimento e gestazione.Le donne che hanno avuto casi di endometriosi in famiglia dovrebbero pianificare una gravidanza solo dopo aver monitorato la loro condizione, in modo da evitare rischi per la loro salute e per quella del bambino.I 4 stadi dell’endometriosiL’endometriosi può svilupparsi in quattro fasi secondo la classificazione dell’ASRM (l’organizzazione americana dedicata al progresso della scienza e della pratica della medicina riproduttiva), che si basa sul livello di estensione e sulla gravità dei danni.In base ai differenti stadi si interviene con diversi tipi di trattamento: Stadio 1 – Endometriosi Minima: nel primo stadio la patologia non è molto estesa, le lesioni sono piccole e il tessuto endometriale è presente in superficie nei tessuti al di fuori dell’utero. Stadio 2 – Endometriosi Lieve: in questo caso l’infiltrazione è maggiore, le lesioni sono più profonde ma sempre limitate. Stadio 3 – Endometriosi Moderata: in questo caso ci si trova di fronte a una situazione più complessa. Oltre a impianti più numerosi e infiltrati in modo approfondito, possono essere presenti delle cisti ovariche mono o bilaterali (endometriomi). Stadio 4 – Endometriosi Grave: lesioni molto profonde con aderenze importanti e cisti su entrambe le ovaie.SintomiIndividuarla può richiedere anni. Dolore pelvico, mestruazioni molto dolorose, disturbi gastrointestinali o urinari durante il ciclo e riduzione della fertilità: questi sono alcuni dei sintomi dell’endometriosi che si manifestano più frequentemente. Primo di tutti, la difficoltà di rimanere incinta. Ecco in dettaglio quali sono i sintomi principali: dolore pelvico ciclo mestruale doloroso (dismenorrea) dolore durante i rapporti sessuali flusso mestruale abbondante perdite di sangue tra un ciclo e l’altro bruciore durante la minzione nel corso del ciclo disturbi intestinali quali stipsi e diarrea dolore alla defecazione e sangue nelle feci mentre sono in corso le mestruazioni.Come si arriva alla diagnosi Secondo Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe che ha pubblicato la sintesi italiana delle Linee guida del britannico National Institute for Health and Care Excellence (Nice), la diagnosi precoce è ancora difficile. Troppe donne rimangono senza diagnosi per molti anni, con peggioramento della qualità di vita, progressione della malattia e peregrinazioni tra consulti specialistici e indagini diagnostiche non sempre appropriate.Ecco perché la prima grande sfida è diagnosticare quanto prima una malattia spesso non sospettata, identificando precocemente segni e sintomi sin dai primi consulti, in particolare nelle adolescenti.Le Linee guida del Nice forniscono raccomandazioni cliniche sia per la diagnosi, sia per il trattamento dell’endometriosi: dai segni e sintomi che generano il sospetto di malattia ai criteri di appropriatezza dei test diagnostici (ecografia, risonanza magnetica, laparoscopia), dalle consulenze specialistiche ai trattamenti (analgesici, terapia ormonale, chirurgia).I ricercatori hanno rilevato spesso un ritardo diagnostico di ben 7 anni dal primo consulto con il medico di famiglia a quello con lo specialista e di conseguenza il ritardo nella diagnosi: le informazioni terapeutiche non sempre adeguate e l’assistenza frammentata, infatti, ritardano di molto la cura della malattia, aumentando il dolore e il disagio delle pazienti colpite.L’endometriosi è stata inserita nei nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza) tra le malattie croniche e invalidanti, garantendo così alle donne che ne soffrono in maniera grave l’esenzione per alcune prestazioni. Le terapie per ridurre la sintomatologia dolorosa (trattamenti ormonali, analgesici) rimangono, invece, a carico delle pazienti.Le cureNon esiste attualmente una vera e propria cura unica per chi soffre di questa patologia. La cura per l’endometriosi è quindi personalizzata sulla paziente in modo da attenuare i sintomi e bloccare il progredire della stessa. Il trattamento di cura da scegliere dipende da alcune variabili come lo stadio della patologia, l’età della paziente, il livello di dolore, la presenza o meno di cisti e infine il desiderio di maternità.Nella maggior parte dei casi, comunque, si procede con un trattamento farmacologico: l’assunzione di farmaci ad azione ormonale è necessaria affinché si verifichi l’amenorrea, ovvero l’assenza di ciclo mestruale, in modo da annullare l’attività ovulatoria. Si procederà invece con un intervento chirurgico nel caso in cui la terapia farmacologica non dovesse essere sufficiente ad arginare la patologia oppure quando la paziente manifesta l’intenzione di voler intraprendere una gravidanza. L’intervento chirurgico prevede l’asportazione del tessuto endometriale posizionato in sedi anomale e delle cisti mediante la tecnica laparoscopica, in anestesia generale.Endometriosi e gravidanzaLa domanda che spesso si pongono le donne che soffrono di endometriosi riguarda la possibilità di rimanere incinta e avere dei figli.Gravidanza ed endometriosi quindi, un binomio spesso difficile, sebbene non impossibile. Comunque costellato di dubbi e difficoltà.Alla domanda “chi soffre di endometriosi può avere figli?” ha dato risposta uno studio condotto in Francia dall’Hôpital Universitaire Paris Centre di Parigi e pubblicato su Jama Network Open.La ricerca francese si è basata sul confronto dell’andamento della gravidanza in donne con endometriosi (470) e senza (881), riscontrando differenze minime tra i due gruppi.In particolare, durante la gravidanza le donne con endometriosi sono incorse in un rischio maggiore di soffrire di gestosi e di diabete gestazionale e hanno dovuto ricorrere in più alta percentuale al taglio cesareo, mentre non sono state riscontrate differenze per quanto riguarda la durata della gravidanza e il parto prematuro.Anche in merito alla salute dei piccoli, non è emerso nulla di allarmante. Risultati senza dubbio confortanti, ma che – a detta stessa degli esperti – necessitano di ulteriori approfondimenti.Come avere un figlio con l’endometriosiL’endometriosi è una malattia cronica, spesso diagnosticata a distanza di anni dal suo insorgere a causa di una sintomatologia molto subdola, quanto generica e associabile a diverse malattie. Uno dei campanelli d’allarme è però proprio la difficoltà di concepimento.Tuttavia, anche se le possibilità di rimanere incinta sono molto ridotte, chi soffre di endometriosi può avere figli se la localizzazione delle lesioni endometriosiche non interessa aree vicine all’utero o alle tube. Ciò vale soprattutto in assenza di cisti ovariche di grandi dimensioni e se la funzionalità delle tube risulta integra.La buona notizia è che – una volta avviata la gravidanza – questa ha un effetto “curativo” sulla malattia: durante i nove mesi, infatti, è l’organismo stesso a produrre in abbondanza l’ormone che mantiene il disturbo sotto controllo, il progesterone.Conseguenze del disturbo sulla donnaL’endometrosi è un disturbo caratterizzato dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori della sua sede naturale, cioè l’utero. Questa migrazione anomala può avere conseguenze legate soprattutto alla sede interessata dalle lesioni endometriosiche.La più frequente è la sterilità, ossia l’mpossibilità di restare incinta. Ma non si possono escludere formazioni come noduli e cisti e nemmeno tumori.Endometriosi ed emicraniaFra i disturbi che l’endometriosi può causare alle donne che ne soffrono potrebbe esserci anche l’emicrania, un’altra malattia tipicamente femminile e talvolta molto impattante.A suggerire che ci sia una correlazione fra endometriosi ed emicrania è un recente studio condotto da un team di ricercatori cinesi della Yat-Sen University, pubblicato sulla rivista Frontiers in Endocrinology.La ricerca che associa questa patologia al mal di testa ha interessato oltre 390 donne: di queste 167 erano affette proprio da endometriosi, 190 da altre condizioni ginecologiche benigne e 49 soffrivano di adenomiosi (ispessimento della parete muscolare dell’utero dovuto alla presenza di cisti di endometrio), ma non di endometriosi. Tutte sono state seguite per circa due anni e mezzo e sottoposte a diversi controlli periodici. Inoltre, è stato chiesto loro di compilare un questionario di autovalutazione sull’emicrania. Gli esperti hanno spiegato che lo studio è una conferma della forte associazione tra endometriosi ed emicrania che diverse ricerche avevano già evidenziato. Dimostra infatti che le donne con emicrania soffrono più frequentemente di endometriosi grave, in particolare di endometriosi associata ad adenomiosi concomitante. Per questo, è importante che le donne soggette a una di queste malattie vengano controllate anche per altri disturbi. In breveL’endometriosi è una patologia cronica caratterizzata dalla presenza di tessuto uterino in organi anomali, come ovaie, tube o intestino. Durante il ciclo mestruale, questo tessuto ectopico sanguina esattamente come quello dell’utero, pur trovandosi fuori sede. Questo processo causa infiammazioni e dolore, rappresentando la principale conseguenza clinica della malattia. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902718210345.PDF §---§ title§§ Dfp, Gimbe: "Nel triennio 2027-2029 mancano 30 mld. A rischio bilanci regionali ed erogazione prestazioni" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902736810407.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "direnl.dire.it" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T10:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902736810407.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902736810407.PDF', 'title': 'direnl.dire.it'} tp:url§§ https://direnl.dire.it/odm/anno/2026/aprile/28/?news=N02 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902736810407.PDF tp:ocr§§ Roma, 28 apr. - "Le analisi sul Documento di Finanza Pubblica 2026 non rilevano alcuna inversione di tendenza della spesa sanitaria che rimane ferma al 6,4% del PIL fino al 2029; mentre si amplia progressivamente il divario con il finanziamento pubblico che per il triennio 2027-2029 raggiunge complessivamente 30,6 miliardi di euro. In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi". Così in una nota Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, commenta i dati sulla spesa sanitaria contenuti nel Documento di Finanza Pubblica (DFP) 2026 approvato lo scorso 22 aprile dal Consiglio dei Ministri."Per offrire al dibattito pubblico dati oggettivi e sottrarre il tema a letture strumentali- spiega Cartabellotta- la Fondazione GIMBE ha condotto analisi indipendenti sul DFP 2026". Le analisi, spiega la nota, riguardano il consuntivo della spesa sanitaria 2025, le stime per il 2026 e per il triennio 2027-2029, oltre che la congruenza tra le previsioni di spesa e il finanziamento pubblico assegnato.CONSUNTIVO 2025 - Per l'anno 2025 il DFP 2026 certifica un rapporto spesa sanitaria/PIL pari al 6,3%, invariato rispetto al 2024, confermando che in rapporto alla ricchezza prodotta dal Paese la spesa sanitaria rimane stabile. In valore assoluto, nel 2025 la spesa sanitaria ammonta a 141.539 milioni di euro, con una crescita del 2,5% rispetto ai 138.335 milioni del 2024."L'incremento di 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025- osserva Cartabellotta- risulta nettamente inferiore alle previsioni dello scorso ottobre: infatti, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica, aggiornando le previsioni del DFP 2025, stimava una spesa sanitaria di 144.021 milioni di euro, quasi 2,5 miliardi in più rispetto a quella del consuntivo 2025. Un segnale evidente di quanto le previsioni sulla spesa sanitaria siano instabili e, soprattutto, avvengono sempre al ribasso".PREVISIONALE 2026 - Per l'anno 2026, il DFP stima un rapporto spesa sanitaria/PIL al 6,4%, in lieve aumento rispetto al 6,3% del 2025. In valore assoluto, la spesa sanitaria prevista è di 148.522 milioni di euro, con un incremento di 6.983 milioni ( 4,9%) rispetto all'anno precedente. "Considerando che- chiosa Cartabellotta- l'ultima Manovra ha fissato per il 2026 il fondo sanitario nazionale a 143,1 miliardi di euro, la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Ovvero, come per il consuntivo 2025, è verosimile che tale previsione sarà successivamente rivista al ribasso".STIME 2027-2029 - Il rapporto spesa sanitaria/PIL resta congelato al 6,4%. In valore assoluto, la previsione di spesa sanitaria sale a 151.222 milioni nel 2027 ( 1,8% rispetto al 2026), a 155.059 milioni nel 2028 ( 2,5% rispetto al 2028) e a 159.443 milioni nel 2029 ( 2,8% rispetto al 2028)."Dietro l'apparente stabilità nella quota di PIL destinata alla spesa sanitaria- commenta il Presidente- si nasconde un quadro fragile e facilmente esposto a revisioni al ribasso, sia per la stagnazione economica che per le incertezze geopolitiche. Ma soprattutto, non si intravede alcuna inversione di tendenza nelle politiche allocative del Paese, che prevedono di destinare alla sanità un incremento percentuale inferiore alla crescita del PIL. Una scelta politica precisa, non una fatalità". Infatti, per il triennio 2027-2029, a fronte di una crescita media annua del PIL nominale del 2,6%, il DFP 2026 stima un incremento medio annuo della spesa sanitaria del 2,37%.GAP TRA PREVISIONI DI SPESA SANITARIA E FONDO SANITARIO NAZIONALE - Se da un lato le stime del DFP 2026 delineano la stabilità del rapporto spesa sanitaria/PIL, dall'altro nascondono una grave insidia per le Regioni. Infatti, il divario crescente tra le previsioni di spesa del DFP 2026 e le risorse allocate dall'ultima Manovra si traduce in una tensione finanziaria s empre più evidente per i bilanci regionali. Il gap tra FSN e spesa sanitaria, pari a circa 3 miliardi di euro nel 2023, è salito a 4,3 miliardi nel 2024, anno in cui la Corte dei Conti ha già certificato un disavanzo delle Regioni superiore a 1,5 miliardi di euro. E la forbice è destinata ad ampliarsi ulteriormente: 7,1 miliardi di euro nel 2027, 10,1 miliardi nel 2028 e 13,4 miliardi nel 2029, configurando, ad oggi, un definanziamento strutturale del SSN sempre più marcato. Complessivamente, infatti, nel triennio 2027-2029 il divario tra previsioni di spesa sanitaria per erogare i livelli essenziali di assistenza e risorse disponibili ammonta a 30,6 miliardi di euro."In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio- commenta il Presidente- questo scarto non è solo un dato tecnico, ma una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte. E a pagare saranno comunque i cittadini".QUADRO MACROECONOMICO - Lo scorso 23 aprile l'Ufficio Parlamentare di Bilancio ha validato il DFP, segnalando però rilevanti margini di incertezza e rischio di revisioni anche nel breve periodo, a conferma della fragilità del contesto su cui si fondano le previsioni di spesa. "Ancorare il futuro del SSN a previsioni così fragili- commenta Nino Cartabellotta- significa costruire il sistema su basi instabili, con il rischio concreto che le risorse siano insufficienti già a breve termine, considerato il contesto macroeconomico. Il DFP 2026- conclude- fotografa una sanità pubblica sempre più sotto pressione finanziaria: a fronte dell'aumento dei bisogni di salute e della persistente crisi di sostenibilità del SSN, non inverte la tendenza della spesa sanitaria sul PIL e si amplia progressivamente la distanza tra spesa prevista e finanziamento pubblico. In queste condizioni, il SSN rischia di soffocare con ulteriore peggioramento dell'accesso alle cure e delle diseguaglianze, oltre che della spesa a carico dei cittadini. E soprattutto chiama il Governo a intervenire perché senza una consistente iniezione di risorse nella prossima Legge di Bilancio, la capacità di erogare i livelli essenziali di assistenza da parte delle Regioni sarà inevitabilmente destinata a peggiorare". tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902736810407.PDF §---§ title§§ Sanità, GIMBE: nel triennio 2027-2029 gap da oltre 30 miliardi tra spesa e risorse link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902727210439.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "dottnet.it" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T11:04:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902727210439.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902727210439.PDF', 'title': 'dottnet.it'} tp:url§§ https://www.dottnet.it/articolo/32542289/sanita-gimbe-nel-triennio-2027-2029-gap-da-oltre-30-miliardi-tra-spesa-e-risorse tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902727210439.PDF tp:ocr§§ Sanità pubblica Lucia Oggianu | 28/04/2026 16:12 Dal Dfp 2026 nessuna inversione di tendenza: spesa sanitaria ferma al 6,4% del Pil e previsioni riviste al ribasso. Cartabellotta: “Lo squilibrio ricadrà su Regioni e cittadini”Il Documento di finanza pubblica 2026 conferma una crescente distanza tra le risorse destinate alla sanità pubblica e la spesa necessaria per garantire i Livelli essenziali di assistenza. Secondo le analisi della Fondazione GIMBE, nel triennio 2027-2029 il divario cumulato raggiungerà i 30,6 miliardi di euro, con effetti diretti sui bilanci regionali e sull’accesso alle cure.Disavanzo in progressivo aumentoIl gap tra Fondo sanitario nazionale e spesa sanitaria è già evidente negli ultimi anni. Dai circa 3 miliardi del 2023, è salito a 4,3 miliardi nel 2024, anno in cui la Corte dei Conti ha certificato un disavanzo regionale superiore a 1,5 miliardi. Secondo le stime GIMBE, la forbice è destinata ad ampliarsi ulteriormente: 7,1 miliardi nel 2027, 10,1 miliardi nel 2028 e 13,4 miliardi nel 2029. Una dinamica che, per la Fondazione, configura "un definanziamento strutturale del Servizio sanitario nazionale sempre più marcato".L’impatto sui conti delle RegioniIn assenza di nuovi investimenti, lo squilibrio finanziario non potrà che riflettersi sui bilanci regionali. "Nel triennio 2027-2029 – sottolinea GIMBE – questo scarto si scaricherà sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi".Secondo il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta, "in assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio, questo scarto è una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte".Spesa sanitaria ferma rispetto al PilDal Dfp 2026 non emerge alcun cambio di passo nel finanziamento pubblico della sanità. La spesa sanitaria resta infatti ferma al 6,4% del Pil fino al 2029. Un livello che, secondo GIMBE, non risulta coerente con la crescita prevista del Pil nominale. "A fronte di una crescita media annua del Pil del 2,6%, per il triennio 2027-2029 il Dfp stima un incremento della spesa sanitaria di appena il 2,37%", rileva la Fondazione. Dietro l’apparente stabilità del rapporto spesa/Pil, "si nasconde un quadro esposto a revisioni al ribasso", riconducibile a "una scelta politica precisa".Il 2025 e il confronto con le stime precedentiPer il 2025, il Dfp certifica un rapporto spesa sanitaria/Pil pari al 6,3%, invariato rispetto al 2024. In valore assoluto, la spesa sanitaria è pari a 141.539 milioni di euro, con una crescita del 2,5% rispetto ai 138.335 milioni dell’anno precedente. Tuttavia, la crescita effettiva della spesa risulta inferiore rispetto alle previsioni formulate pochi mesi prima. "L’incremento di 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025 – spiega Cartabellotta – è molto inferiore alle stime dello scorso ottobre: il Documento programmatico di finanza pubblica prevedeva una spesa di 144.021 milioni, quasi 2,5 miliardi in più". Un elemento che, secondo il presidente Gimbe, conferma come "le previsioni siano instabili e avvengano sempre al ribasso".Le criticità previste per il 2026Per il 2026, il Dfp stima un lieve aumento del rapporto spesa sanitaria/Pil, che si attesterebbe al 6,4%, con una spesa complessiva di 148.522 milioni di euro, in crescita del 4,9% rispetto al 2025. Ma anche in questo caso il quadro appare fragile. "Considerando che l’ultima manovra ha fissato per il 2026 il Fondo sanitario nazionale a 143,1 miliardi – osserva Cartabellotta – la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Per questo, come già avvenuto per il consuntivo 2025, tale previsione sarà con tutta probabilità rivista al ribasso".Il rischio per cittadini e accesso alle cureIl Dfp 2026, conclude la Fondazione Gimbe, "fot ografa una sanità pubblica sempre più sotto pressione finanziaria". In assenza di risorse adeguate, il rischio è il peggioramento dell’accesso alle cure, l’aumento delle diseguaglianze e una crescita della spesa sanitaria a carico dei cittadini. Un quadro che rende sempre più urgente una riflessione sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e sulle scelte di finanziamento per i prossimi anni. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902727210439.PDF §---§ title§§ Nei video choc di Crans- Montana la fuga di Jessica. Familiari ragazzi: “Immagini insostenibili” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902734010379.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "eurogiornale.com" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T10:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902734010379.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902734010379.PDF', 'title': 'eurogiornale.com'} tp:url§§ https://eurogiornale.com/nei-video-choc-di-crans-montana-la-fuga-di-jessica-familiari-ragazzi-immagini-insostenibili/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902734010379.PDF tp:ocr§§ Tolto il segreto sulle registrazioni degli impianti di sicurezza del «Le Constellation»: per la prima volta gli avvocati hanno potuto visionare le immagini RaiNews - Esteri 28 Aprile 2026EsteriEsteriLa tragedia di CapodannoNei video choc di Crans- Montana la fuga di Jessica. Familiari ragazzi: "Immagini insostenibili"Tolto il segreto sulle registrazioni degli impianti di sicurezza del «Le Constellation»: per la prima volta gli avvocati hanno potuto visionare le immagini28/04/2026Silvia Balducci/Tg1Jessica Moretti che posa le candele sul collo delle bottiglie di Champagne, una a una, e le accende. E' questa l'origine del dramma, l’inizio di quella che sarà ricordata come la strage di Capodanno, di Crans-Montana al bar disco Le Constellation.Le immagini sono quelle del video che per la prima volta ieri a Sion gli avvocati delle parti hanno potuto visionare e analizzare dopo che le autorità hanno tolto il segreto sulle registrazioni degli impianti di sicurezza del locale. La visione conferma in grande parte ciò che si sapeva già, ricavato dal racconto dei testimoni: le candele, il rogo che prende avvio, il fumo e sempre lei, Jessica, che si dà alla fuga. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902734010379.PDF §---§ title§§ Meloni blinda Nordio: “Niente dimissioni, iter corretto” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902732810383.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "eurogiornale.com" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T10:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902732810383.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902732810383.PDF', 'title': 'eurogiornale.com'} tp:url§§ https://eurogiornale.com/meloni-blinda-nordio-niente-dimissioni-iter-corretto/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902732810383.PDF tp:ocr§§ Doveva parlare del decreto lavoro, ma la premier ha dovuto difendere il ministro della Giustizia Nordio sotto accusa per la controversa grazia a Nicole MinettiRaiNews - Cronaca 29 Aprile 2026PoliticaPoliticaIl caso MinettiMeloni blinda Nordio: "Niente dimissioni, iter corretto"Doveva parlare del decreto lavoro, ma la premier ha dovuto difendere il ministro della Giustizia Nordio sotto accusa per la controversa grazia a Nicole Minetti29/04/2026Arriva a sorpresa in conferenza stampa, dopo il Consiglio dei ministri, per illustrare in prima persona il decreto primo maggio. Lo fa con la consapevolezza che non mancheranno domande sul caso Minetti. "Ho appreso della grazia dalla stampa", precisa Giorgia Meloni, che si dice d’accordo sugli ulteriori accertamenti chiesti dal Quirinale, ma rimanda al capo dello Stato la decisione su un’eventuale revoca del provvedimento. “Non registrando errori nell’iter” seguito dal ministero della Giustizia, la premier rinnova la fiducia a Nordio: "Oggi posso escludere le dimissioni di Nordio. L'ho sentito ieri, emergeva un'inchiesta non del ministero".Quanto al lavoro, la premier rivendica le misure dell’esecutivo per contrastare quello povero e, presentando il nuovo decreto da quasi un miliardo, assicura: "Niente più incentivi a chi fa contratti pirata o sottopaga i lavoratori".La presidente del Consiglio annuncia poi che il Consiglio dei ministri di giovedì si occuperà del piano casa e della possibile proroga, seppur più breve, al taglio delle accise. "Non escludo di utilizzare per l’energia la flessibilità sui conti già autorizzata dal Parlamento per difesa e sicurezza", anticipa Meloni, che si dice ottimista sullo sblocco dei nomi dei vertici della CONSOB e dell'Antitrust la prossima settimana. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902732810383.PDF §---§ title§§ Dal pediatra fino ai 18 anni di età, la proposta nella bozza della riforma Schillaci link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902739110394.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "eurogiornale.com" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T10:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902739110394.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902739110394.PDF', 'title': 'eurogiornale.com'} tp:url§§ https://eurogiornale.com/dal-pediatra-fino-ai-18-anni-di-eta-la-proposta-nella-bozza-della-riforma-schillaci/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902739110394.PDF tp:ocr§§ "Si renderebbe meno critico ricambio generazionale categoria data carenza medici famiglia" RaiNews - Salute 28 Aprile 2026SaluteSanitàDal pediatra fino ai 18 anni di età, la proposta nella bozza della riforma Schillaci"Si renderebbe meno critico ricambio generazionale categoria data carenza medici famiglia"28/04/2026Pediatra vaccino bambiniPediatra vaccino bambiniSeguiti dal pediatra di libera di scelta fino ai 18 anni di età, anzichè gli attuali 14 o 16 in casi particolari. E' la proposta contenuta in una prima bozza articolata del decreto di riforma della Medicina generale targata Schillaci.Si tratta di una prima bozza, che potrebbe non essere definitiva, destinata ora al confronto con Regioni, sindacati e associazioni, dopo che la scorsa settimana il ministro della Salute ha illustrato in Conferenza delle Regioni le linee programmatiche generali della riforma. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902739110394.PDF §---§ title§§ Trump con Re Carlo: “Amici e alleati” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902737610399.PDF description§§

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pubDate§§ 2026-04-29T10:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902737610399.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902737610399.PDF', 'title': 'eurogiornale.com'} tp:url§§ https://eurogiornale.com/trump-con-re-carlo-amici-e-alleati/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902737610399.PDF tp:ocr§§ Il presidente Usa ha celebrato i “legami di sangue” tra Stati Uniti e Regno Unito per accogliere il sovrano e la regina Camilla alla Casa BiancaRaiNews - Esteri 28 Aprile 2026EsteriEsteriLa visita dei reali inglesiTrump con Re Carlo: "Amici e alleati"Il presidente Usa ha celebrato i “legami di sangue” tra Stati Uniti e Regno Unito per accogliere il sovrano e la regina Camilla alla Casa Bianca28/04/2026Natalia Augias/corrispondente Rai Washington DC Re Carlo III Donald Trump tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902737610399.PDF §---§ title§§ Ragazza di 22 anni trovata morta in un campo: era scomparsa giovedì link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902736310414.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "eurogiornale.com" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T10:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902736310414.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902736310414.PDF', 'title': 'eurogiornale.com'} tp:url§§ https://eurogiornale.com/ragazza-di-22-anni-trovata-morta-in-un-campo-era-scomparsa-giovedi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902736310414.PDF tp:ocr§§ Al momento gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi. A dare l'allarme un passanteRaiNews - Cronaca 28 Aprile 2026CronacaPaviaRagazza di 22 anni trovata morta in un campo: era scomparsa giovedìAl momento gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi. A dare l'allarme un passante28/04/2026Indagini in corso nell'Oltrepò pavese@tgrIndagini in corso nell'Oltrepò paveseIndagini in corso a Cecima, nelle campagne dell'Oltrepò pavese dove è stato ritrovato il cadavere di una ragazza di 22 anni di Voghera.A lanciare l'allarme è stata una persona che passava ella zona, che ha visto il corpo tra l'erba alta, in fondo a una scarpata. Al momento non viene esclusa nessuna ipotesi, dall'omicidio al suicidio senza escludere un incidente.La ragazza era scomparsa da casa da alcuni giorni, secondo quanto riferito dai carabinieri. Il decesso dunque potrebbe risalire anche a uno o due giorni fa. Si sta cercando di capire se la giovane sia arrivata da sola nel luogo dove è stata ritrovata senza vita, oppure accompagnata da qualcuno. Dai primi accertamenti la 22enne si era prima recata a casa di un amico che abita in una frazione di Cecima. Qui i Carabinieri, coordinati dalla procura di Pavia, hanno effettuato una perquisizione alla ricerca di elementi per chiarire le ultime ore della ragazza. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902736310414.PDF §---§ title§§ Iran-Usa, è stallo sui negoziati, Putin fa da paciere mentre milioni di iraniani perdono il lavoro link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728210429.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "eurogiornale.com" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T11:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728210429.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728210429.PDF', 'title': 'eurogiornale.com'} tp:url§§ https://eurogiornale.com/iran-usa-e-stallo-sui-negoziati-putin-fa-da-paciere-mentre-milioni-di-iraniani-perdono-il-lavoro/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728210429.PDF tp:ocr§§ La proposta iraniana: stop alla guerra, Hormuz libero e rinvio questione nucleare. Araghchi parla col Cremlino. Una nave iraniana riesce a passare dallo StrettoRaiNews - Esteri 28 Aprile 2026Esteri Guerre e conflittiEsteri Guerre e conflittiContenuto in: L'escalation in Medio OrienteIran-Usa, è stallo sui negoziati, Putin fa da paciere mentre milioni di iraniani perdono il lavoroLa proposta iraniana: stop alla guerra, Hormuz libero e rinvio questione nucleare. Araghchi parla col Cremlino. Una nave iraniana riesce a passare dallo Stretto28/04/2026Marzia De Giuli/Tg1Milioni di iraniani hanno perso il lavoro e fino a 4,1 milioni di persone potrebbero cadere in povertà a causa del conflitto tra il loro Paese e Stati Uniti e Israele. Lo scrive Cnn che cita dati del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp), ricordando come l'economia iraniana già versasse in condizioni disastrose prima del conflitto, con un reddito nazionale pro capite crollato da circa 8.000 dollari nel 2012 a 5.000 dollari nel 2024, per inflazione, corruzione e sanzioni.Ora le prospettive sono persino peggiori. Secondo l'Undp, i danni materiali causati da migliaia di raid aerei hanno provocato sfollamenti diffusi. Più di 23.000 fabbriche e aziende sono state colpite, riporta il media EcoIran. Ciò ha comportato la perdita diretta di un milione di posti di lavoro, ha detto il viceministro del Lavoro iraniano, Gholamhossein Mohammadi. La ricaduta sull'indotto ha causato la perdita di un altro milione di posti lavoro, secondo le stime della testata iraniana Etemad Online.L'interruzione delle spedizioni, e quindi delle importazioni, ha inoltre destabilizzato la già fragile economia iraniana, "mettendo a rischio il 50% dei posti di lavoro e spingendo un ulteriore 5% della popolazione nella povertà", secondo Hadi Kahalzadeh del Quincy Institute, un think tank di politica estera. Secondo i dati ufficiali, il tasso di inflazione annuale a marzo ha raggiunto il 72%, ma per i beni di prima necessità è molto più elevato. Questo mentre una petroliera che trasporta gas naturale liquefatto ha attraversato lo Stretto di Hormuz per la prima volta dall'inizio della guerra con l'Iran. Lo riporta Sky News sottolineando che la petroliera da 136.357 metri cubi è stata avvistata l'ultima volta nel Golfo il 30 marzo, ma è ricomparsa ieri al largo della costa occidentale dell'India, secondo i dati di tracciamento navale di Icis Lng Edge, MarineTraffic e Lseg.Si tratta di un'ulteriore prova del fatto che le navi che navigano nel Golfo - ricorda il media - utilizzano tattiche elusive, come smettere di trasmettere la propria posizione o trasmettere numeri di identificazione falsi, per evitare di essere prese di mira. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728210429.PDF §---§ title§§ Catania, cadavere avvolto in lenzuola e sacchi di plastica: fermate tre persone link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728310430.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "eurogiornale.com" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T11:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728310430.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728310430.PDF', 'title': 'eurogiornale.com'} tp:url§§ https://eurogiornale.com/catania-cadavere-avvolto-in-lenzuola-e-sacchi-di-plastica-fermate-tre-persone/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728310430.PDF tp:ocr§§ Si tratta di una coppia e di una 53enne, accusata di soppressione di cadavere. L'omicidio sarebbe avvenuto a Taormina, i tre avrebbero poi nascosto il corpo nella campagna etnea. L'auto della vittima trovata carbonizzataRaiNews - Cronaca 28 Aprile 2026CronacaCatania, cadavere avvolto in lenzuola e sacchi di plastica: fermate tre personeSi tratta di una coppia e di una 53enne, accusata di soppressione di cadavere. L'omicidio sarebbe avvenuto a Taormina, i tre avrebbero poi nascosto il corpo nella campagna etnea. L'auto della vittima trovata carbonizzata28/04/2026Tre i fermi per l'omicidio di Giuseppe Florio, il 66enne originario di Giardini Naxos in provincia di Messina trovato morto avvolto in un sacco di plasticatgr siciliaTre i fermi per l'omicidio di Giuseppe Florio, il 66enne originario di Giardini Naxos in provincia di Messina trovato morto avvolto in un sacco di plasticaTre persone sono state fermate dai carabinieri per l'uccisione del 66enne Giuseppe Florio, il cui corpo è stato trovato due giorni fa in una zona di campagna di Mitogio, frazione di Castiglione di Sicilia, avvolto tra lenzuola e sacchi di plastica. Il provvedimento è stato emesso dai procuratori di Catania e di Messina nei confronti di una 50enne e del suo compagno di 39 anni, un pregiudicato originario di Palagonia, accusati di omicidio, e di una 53enne, originaria di Sesto San Giovanni, indagata per soppressione di cadavere. L'uomo sarebbe stato ucciso a Taormina e poi il cadavere sarebbe stato portato nella campagna etnee.Le indagini erano state avviate dopo il ritrovamento del corpo, avvolto con lenzuola e sacchi di plastica. Lo aveva avvistato un passante nelle campagne di Mitogio. La vittima era stata colpita con un martello e con numerose coltellate. Dagli accertamenti, ricostruiscono i procuratori di Catania, Francesco Curcio, e di Messina, Antonio D'Amato, è stato possibile accertare che l'omicidio era stato commesso in un altro posto e il cadavere poi spostato nel luogo dove è stato trovato.Le indagini sono state estese anche alla provincia di Messina, rendendosi necessaria l'attivazione immediata del coordinamento investigativo fra la procura etnea e quella della città dello Stretto, che ha portato all'individuazione, in località Santa Venera, Taormina, di una Fiat Panda completamente carbonizzata, risultata intestata al 66enne, che nel frattempo era stata identificata da un conoscente.Gli accertamenti hanno puntato sull'ambito della vita privata dell'uomo, risultato solito frequentare un'abitazione di Taormina, nel complesso di edilizia popolare di Trappitello, dove abitavano la 50enne e il suo compagno 39enne. Gli ulteriori approfondimenti sono stati, quindi, eseguiti mediante l'analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza della zona e la raccolta delle dichiarazioni di svariate persone informate sui fatti, a ci si sono aggiunti diversi sopralluoghi tecnico-scientifici effettuati dai carabinieri dei Comandi provinciali di Messina e Catania e dal Reparto Investigazioni scientifiche del capoluogo peloritano. Per le due Procure “è stato così ricostruito come l'omicidio fosse stato commesso in casa della vittima, come confermato dal ritrovamento di numerose tracce riconducibili alla violenta aggressione compiuta ai danni del 66enne”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728310430.PDF §---§ title§§ Europa in positivo, a Milano brillano bancari ed energetici sui rincari del petrolio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728710434.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "eurogiornale.com" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T11:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728710434.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728710434.PDF', 'title': 'eurogiornale.com'} tp:url§§ https://eurogiornale.com/europa-in-positivo-a-milano-brillano-bancari-ed-energetici-sui-rincari-del-petrolio/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728710434.PDF tp:ocr§§ A Piazza Affari bene i titoli energetici come Eni, che beneficiano del rialzo dei prezzi del petrolioRaiNews - Economia e finanza 28 Aprile 2026Economia e finanza Borse e mercatiEuropa in positivo, a Milano brillano bancari ed energetici sui rincari del petrolioA Piazza Affari bene i titoli energetici come Eni, che beneficiano del rialzo dei prezzi del petrolio28/04/2026Chiara MericoAndamento MercatiPixabayAndamento MercatiVirano in positivo le Borse europee a fine mattinata sulle speranze di sviluppi positivi nel conflitto in Medio Oriente. Milano guadagna l'1,25%, più deboli Londra, Francoforte e Parigi. A Piazza Affari bene i titoli energetici come Eni, che beneficiano del rialzo dei prezzi del petrolio. Acquisti anche sui bancari: salgono Unicredit, Banco Bpm e Monte dei Paschi, queste ultime sulle ipotesi rilanciate dalla stampa di un possibile matrimonio tra i due istituti. Contrastati i futures sull'apertura di Wall Street: gli occhi sono puntati sulla Federal Reserve e sulla riunione di domani, mentre giovedì sarà il turno della Bce. Dopo la decisione della Banca centrale giapponese di lasciare il tasso d'interesse di riferimento invariato allo 0,75% gli investitori si interrogano sulle mosse dei due istituti e sull'ipotesi di un rialzo dei tassi. In Europa, secondo i dati della stessa Bce, l'inflazione attesa a 12 mesi è cresciuta al 4% e sale il rendimento dei titoli di Stato: quello del Btp decennale è in aumento al 3,88% con lo spread a 83,4 punti base. La situazione di incertezza per le sorti della guerra in Medio Oriente spinge ancora una volta al rialzo i prezzi del petrolio. il Brent supera i 111 dollari al barile mentre il Wti è quotato oltre 99 dollari al barile. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728710434.PDF §---§ title§§ Caso Nicole Minetti, Sisto a Rainews: “La procedura di grazia ha rispettato le regole” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902726610445.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "eurogiornale.com" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T11:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902726610445.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902726610445.PDF', 'title': 'eurogiornale.com'} tp:url§§ https://eurogiornale.com/caso-nicole-minetti-sisto-a-rainews-la-procedura-di-grazia-ha-rispettato-le-regole/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902726610445.PDF tp:ocr§§ Il vice ministro alla Giustizia: "Indagini svolte da corte d'appello in piena autonomia"RaiNews - Politica 28 Aprile 2026PoliticaPoliticaCaso Nicole Minetti, Sisto a Rainews: "La procedura di grazia ha rispettato le regole"Il vice ministro alla Giustizia: "Indagini svolte da corte d'appello in piena autonomia"28/04/2026“La procedura relativa alla grazia a favore di Nicole Minetti si è svolta nel pieno rispetto delle norme. L'istanza è stata presentata dalla condannata al presidente della Repubblica, che, come usuale, ha trasmesso gli atti al ministero della giustizia per l'istruttoria. Quest'ultima è stata demandata, come previsto, alla Procura generale competente, in questo caso quella di Milano, che ha operato in totale autonomia, svolgendo tutti gli accertamenti necessari sulla base della documentazione fornita dalla condannata e dalla sua difesa”. Così a Rainews 24 il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto.Che ha aggiunto: "Il ministero ha poi raccolto gli esiti e ha espresso un parere, non una proposta, non vincolante, risultato favorevole in base agli elementi trasmessi e disponibili. Oggi emergono elementi nuovi riportati dalla stampa: plaudendo al giornalismo d'inchiesta, è comunque corretto che tali notizie vengano verificate, e con attenzione. Se dovessero risultare significative difformità rispetto a quanto rappresentato dalla richiedente la grazia, sarà altrettanto corretto trarne le debite conseguenze".Il viceministro ha poi osservato: "In questa fase è necessario mantenere la massima cautela. Non si possono formulare giudizi affrettati né ipotizzare responsabilità senza che gli accertamenti siano conclusi. Le indagini originarie si sono basate sul materiale disponibile in quel momento e non è escluso che elementi sopravvenuti possano offrire oggi una lettura diversa dei fatti. Il Ministero ha fatto ciò che doveva: di fronte a nuove segnalazioni, ha rimesso nuovamente la questione alla Procura generale, che dispone degli strumenti investigativi, anche all'estero, per verificare la fondatezza delle notizie emerse". tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902726610445.PDF §---§ title§§ Lazio, il Pd lancia la coalizione progressista per battere la destra: "Rocca ha fallito, siamo pronti a governare" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042903062609709.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "frosinonetoday.it" del 29 Apr 2026

Il segretario regionale Leodori e il capogruppo Ciarla riuniscono le opposizioni (anche i Cinquestelle) e dalla sala congressi di via dei Frentani lanciano la sfida su lavoro, sanità e coesione sociale

pubDate§§ 2026-04-29T08:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042903062609709.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042903062609709.PDF', 'title': 'frosinonetoday.it'} tp:url§§ https://www.frosinonetoday.it/politica/pd-lazio-campo-largo-elezioni-2028.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042903062609709.PDF tp:ocr§§ Mentre in Campidoglio ancora si discute sulla presenza o meno del M5S nella coalizione a sostegno del Gualtieri-bis, alla Pisana la partita del campo largo è chiusa, anche con un certo anticipo. Il Pd ha chiamato a raccolta tutte le forze d'opposizione al governo di Francesco Rocca e ha lanciato la sfida: “La destra ha fallito”.Il campo largo del Lazio verso il 2028Al centro congressi di via dei Frentani c'erano tutti, o quasi. Il segretario Pd Lazio Daniele Leodori, il capogruppo dei dem alla Pisana Mario Ciarla insieme alla coordinatrice della segreteria nazionale Marta Bonafoni, ai consiglieri Michela Califano, Emanuela Droghei, Sara Battisti, Eleonora Mattia, Salvatore La Penna, Massimiliano Valeriani. C'erano Italia Viva con Marietta Tidei e Luciano Nobili, Azione con Alessio D'Amato, Sinistra Civica Ecologista con Claudio Marotta, e il M5S con Adriano Zuccalà. Mancava Alessandra Zeppieri, ma Sinistra Italiana in sala era rappresentata dal segretario regionale Danilo Cosentino.L'attacco del Pd al centrodestraInsomma, il campo largo al completo. Una coalizione composta da tutti i partiti che dal febbraio 2023 si sono posti all'opposizione di Francesco Rocca e di Fratelli d'Italia, partito pigliatutto che in questi tre anni di amministrazione ha dovuto più di una volta sbrigare faccende più interne all'alleanza di centrodestra che di interesse pubblico. E il Pd lo fa notare: “Da un mese non facciamo consiglio, ci riuniamo di nuovo il 29 aprile, d'altronde dovevano andare una settimana al Vinitaly” ironizza Ciarla durante il suo intervento. Poi elenca alcune delle ultime vertenze politiche: “La questione dell'istituto Sant'Alessio che si è conclusa con le dimissioni del direttore, la bocciatura dei giudici alle nomine in direzione Agricoltura e Protezione Civile, il ritiro della delibera che aumentava le poltrone nel cda dell'Ater provinciale nonostante un buco da 81 milioni di euro. L'impressione è che vogliano arraffare ciò che possono prima di andarsene. Noi non parteciperemo a questo gioco”.Parola d'ordine: unitàLa parola d'ordine è unità. Pd, Avs, Sce, M5S, Italia Viva e Azione non hanno dubbi: nel 2028 contro Francesco Rocca (o chi per lui) saranno uniti. “Come forze di opposizione abbiamo un obbligo: mettere in campo una proposta alternativa. Abbiamo già dimostrato di poterlo fare. Ed è anche grazie al lavoro fatto in questi 3 anni di Giunta Rocca che abbiamo portato a casa alcuni risultati importanti per le persone. Ora serve ripartire da qui, da un’alternativa unita, ampia e radicata sui territori” sottolinea Leodori.Nicola Zingaretti e il campo largo: “Pochi ma buoni è una follia. Gualtieri bravo a convincere e non costringere”I focus su sviluppo, sanità, socialeSul palco del Frentani salgono anche alcuni ospiti. Per esempio Luca Bianchi, direttore generale dello Svimez, associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno, che sottolinea il paradosso dell'occupazione nel Lazio: “Il lavoro cresce, sale l'occupazione, ma la povertà resta stabile al 7%. Questo significa che quello che viene creato è lavoro povero. E poi c'è una frattura profonda tra Roma, la sua provincia, e le aree interne del Lazio: ci sono territori quasi privi di offerta sanitaria o di istruzione. Il 40% dei comuni del Lazio ha una sola scuola elementare, che prima o poi in molti di questi chiuderà definitivamente”. La ricetta per invertire il trend? “Continuare con gli investimenti post-Pnrr, incrementare la spesa corrente e mantenere il cuore industriale del Lazio” conclude Bianchi.Dalle liste d'attesa al PnrrOltre a lui, anche il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta. Da parte sua un ampio focus sulla sanità nazionale, sugli investimenti del Governo Meloni e sulla situazione delle liste d'attesa e del fascicolo elettronico nel Lazio. Dati non incoraggianti, spesso “imbellettati”, come viene più volte ripetuto. D'altronde già a fine 2025 il quadro non era dei migliori.Presenti anche il presidente di Ifel (Istituto per la finanza e l'economia locale) Pierciro Galeone ("i fondi Pnrr hanno toccato le aree regionali in manier a casuale e l'amministrazione regionale li ha distribuiti con bandi competitivi, a mio avviso un modo ancora primitivo di erogare le risorse") e la portavoce del Forum Terzo Settore Lazio Francesca Danese, che ha acceso un faro sull'importanza vitale della rete delle realtà sociali e delle centrali cooperative, sulla difficoltà di farle dialogare e di garantire i servizi adeguati a tutti coloro che ne hanno bisogno.Una platea di addetti ai lavoriIn sala, va detto, sono quasi tutti “addetti ai lavori” o militanti e simpatizzanti. Di “popolo” ce n'è poco. Si vedono consiglieri e assessori municipali, qualche minisindaco (come Torquati del XV e Lanzi dell'XI), le candidate e i candidati sindaco dei comuni che andranno al voto tra un mese, ma anche gli assessori capitolini Veloccia (Urbanistica) e Battaglia (Pnrr, Periferie e Anagrafe) e la deputata Michela Di Biase. Due terzi dei presenti si dileguano dopo il quinto intervento, che è quello di Leodori. D'altronde si sono fatte già le 19.Una proposta alternativaQuando parla il deputato Claudio Mancini non sono in tantissimi ad ascoltare: “Questo è un passo avanti per un'alleanza ampia, a livello nazionale e regionale. Non vuole essere un'imposizione per i territori, che hanno le loro peculiarità, ma un suggerimento. La nostra coalizione sta riuscendo a essere non solo un cartello di opposizioni, ma una proposta alternativa. Dopo tre anni di gestione vergognosa dei fondi, oltre la decenza, le comunità del Lazio hanno bisogno di dignità”.Prove di unità anche per RomaEnzo Foschi, segretario romano del Pd, tira fuori una questione non banale: l'alleanza in Campidoglio. Dice qualcosa di apparentemente scontato: “A Roma c'è grande volontà di stare insieme”. Il riferimento è ai grillini. Il segretario romano ammette le difficoltà, ma è fiducioso: “In questi ultimi due anni ho fatto tante iniziative con esponenti di vario genere e ciò che ci unisce è più di ciò che ci divide. Non si faccia l'errore di pensare a un'unione burocratica, ma dev'essere un'unione sociale”. Alla festa dell'Unità a Villa Lazzaroni, dal 12 al 30 giugno, le prove di unità proseguiranno. C'è anche spazio per la commozione, quando Foschi cita il compianto Bruno Astorre per dare un consiglio al proprio partito: “Come diceva l'amico Bruno, noi veniamo da lontano e vogliamo continuare ad andare lontano”.Oltre ogni divisioneSull'inizio dell'assalto del centrosinistra alla Regione aleggia però un punto interrogativo, cioè quello sulle possibili frizioni relative alla gestione dei rifiuti nel Lazio e a Roma. I Cinquestelle sono contro il termovalorizzatore di Santa Palomba, e quando si sono scagliati contro il recente piano rifiuti presentato da Rocca hanno sottolineato proprio il dissenso sull'impiantistica, unici a farlo tra le opposizioni. Sarà uno scoglio superabile? A quanto pare a livello regionale sì. D'altronde le prove di un governo giallo-rosso sono state già fatte, con Zingaretti presidente. Una strada conosciuta, che rassicura entrambe le parti. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042903062609709.PDF §---§ title§§ Sanità: Gimbe su Dfp, gap tra spesa e fondo in 2027-2029 a 30 mld link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902732410459.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "google.com" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T11:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902732410459.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902732410459.PDF', 'title': 'google.com'} tp:url§§ https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.ore12.net/sanita-gimbe-su-dfp-gap-tra-spesa-e-fondo-in-2027-2029-a-30-mld/&ved=2ahUKEwiGoMzM7pKUAxXUh_0HHWpsOiIQxfQBKAB6BAgOEAE&usg=AOvVaw3bWET819SqqHwG5CLY_Kqy tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902732410459.PDF tp:ocr§§ by Redazione Ore 1228 Aprile 2026In un’Italia che invecchia e che si trova a navigare nella nuova era delle permacrisi globali, il divario tra previsioni di spesa e fondo sanitario è destinato a crescere. Risultato? Nel triennio 2027-2029 mancheranno 30 miliardi alla sanità pubblica. E a farne le spese saranno prima le Regioni, poi i cittadini. A segnalarlo è la nuova analisi di Fondazione Gimbe sul Documento di Finanza Pubblica 2026. Da un lato la spesa sanitaria rimane ferma al 6,4% del Pil fino al 2029, mentre il divario con il finanziamento pubblico schizza, per la precisione, a 30,6 miliardi nel triennio. Risultato? In assenza di investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio “questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi”, prevede il presidente Nino Cartabellotta. Ma entriamo nei dettagli. Per il 2025 il Dfp 2026 certifica un rapporto spesa sanitaria/Pil al 6,3%, invariato rispetto al 2024, mentre la spesa sanitaria ammonta a 141.539 milioni, con una crescita del 2,5% rispetto al 2024. “L’incremento di 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025 risulta nettamente inferiore alle previsioni dello scorso ottobre: infatti, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica, aggiornando le previsioni del Dfp 2025, stimava una spesa sanitaria di 144.021 milioni, quasi 2,5 miliardi in più rispetto a quella del consuntivo 2025. Un segnale evidente di quanto le previsioni sulla spesa sanitaria siano instabili e, soprattutto, avvengono sempre al ribasso”, segnala Cartabellotta. Per il 2026 invece il Documento stima un rapporto spesa sanitaria/Pil al 6,4%, in lieve aumento. Questo mentre la spesa per la sanità prevista è di 148.522 milioni, con un incremento di 6.983 milioni ( 4,9%) rispetto all’anno precedente. “Considerando che l’ultima Manovra ha fissato per il 2026 il fondo sanitario nazionale a 143,1 miliardi, la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Ovvero, come per il consuntivo 2025, è verosimile che tale previsione sarà successivamente rivista al ribasso”, chiarisce il presidente Gimbe. Nel triennio in esame il rapporto spesa sanitaria/Pil resta congelato al 6,4%, mentre la previsione di spesa sanitaria sale a 151.222 milioni nel 2027 ( 1,8% rispetto al 2026), a 155.059 milioni nel 2028 ( 2,5% rispetto al 2028) e a 159.443 milioni nel 2029 ( 2,8% rispetto al 2028). “Dietro l’apparente stabilità nella quota di Pil destinata alla spesa sanitaria si nasconde un quadro fragile e facilmente esposto a revisioni al ribasso, sia per la stagnazione economica che per le incertezze geopolitiche. Ma soprattutto, non si intravede alcuna inversione di tendenza nelle politiche allocative del Paese, che prevedono di destinare alla sanità un incremento percentuale inferiore alla crescita del Pil. Una scelta politica precisa”, sottolinea Cartabellotta. Per il triennio 2027-2029, a fronte di una crescita media annua del Pil nominale del 2,6%, il Dfp 2026 stima un incremento medio annuo della spesa per la sanità del 2,37%. Il quadro che emerge nasconde, secondo Gimbe, una grave insidia per le Regioni. Infatti il divario crescente tra le previsioni di spesa e le risorse allocate dall’ultima Manovra si traduce in una tensione finanziaria sempre più evidente per i bilanci regionali. Il gap tra Fondo e spesa sanitaria, pari a circa 3 miliardi nel 2023, è salito a 4,3 miliardi nel 2024. E la forbice è destinata ad ampliarsi ulteriormente: 7,1 miliardi nel 2027, 10,1 miliardi nel 2028 e 13,4 miliardi nel 2029 configurando un definanziamento strutturale del Ssn sempre più marcato. Ecco che si arriva al maxi divario da 30,6 miliardi nel triennio 2027-2029. Non solo un dato tecnico, “ma una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte. E a pagare saranno comunque i cittadini”, chiosa Cartabellotta, stigmatizzando una “sanità pubblica sempre più sotto pressione finanzia ria”. La conclusione è amara. “Senza una consistente iniezione di risorse nella prossima Legge di Bilancio, la capacità di erogare i livelli essenziali di assistenza da parte delle Regioni sarà inevitabilmente destinata a peggiorare”, conclude il numero uno di Gimbe. La coperta, insomma, sarà sempre più corta. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902732410459.PDF §---§ title§§ Tra pressioni digitali e paure, la salute mentale dei giovani peggiora da oltre un decennio | HealthDesk link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902985609967.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "healthdesk.it" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T09:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902985609967.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902985609967.PDF', 'title': 'healthdesk.it'} tp:url§§ http://www.healthdesk.it/scenari/pressioni-digitali-paure-salute-mentale-giovani-peggiora-oltre-decennio tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902985609967.PDF tp:ocr§§ La salute mentale dei giovani sta peggiorando in modo costante in molti Paesi ad alto reddito. Aumentano i casi di depressione, ansia, disagio psicologico e peggiora il benessere generale. È quanto emerge da un’analisi basata su dati internazionali, letteratura scientifica e contributi di esperti clinici e di policy realizzata dall'Ocse. Il quadro delineato indica che il deterioramento non è un fenomeno improvviso, né esclusivamente legato alla pandemia di Covid-19, ma una tendenza di lungo periodo che precede il 2020 e che negli ultimi anni ha subito un’ulteriore accelerazione.Secondo il rapporto, tra il 2012 e il 2022, in nove Paesi su undici analizzati gli indicatori di salute mentale giovanile hanno registrato un calo medio annuo compreso tra il 3% e il 16%. Anche se in alcuni contesti emergono segnali iniziali di stabilizzazione nel 2023 e 2024, gli esperti invitano alla cautela: non è ancora chiaro se si tratti di un miglioramento strutturale o di una semplice fase di assestamento dopo il periodo post-pandemico.Un dato particolarmente rilevante riguarda le adolescenti: in diversi Paesi, più di due terzi delle ragazze di 15 anni riferiscono più sintomi di malessere psicologico. Inoltre, i ricoveri per episodi di autolesionismo tra le ragazze sotto i 17 anni sono aumentate del 29% tra il 2015 e il 2023.Il rapporto sottolinea che non esiste un singolo fattore responsabile del peggioramento, ma una combinazione di pressioni che si sovrappongono. Come osservano gli esperti citati nello studio, i giovani si trovano a fronteggiare «pressioni multiple e interconnesse che si accumulano in diversi ambiti della loro vita».Tra i fattori emergenti spicca la digitalizzazione. L’uso eccessivo o nelle ore notturne di dispositivi digitali è associato a disturbi del sonno, a loro volta strettamente legati a un peggioramento della salute mentale. I social media sono collegati a sintomi di ansia, umore depresso e insoddisfazione per il proprio corpo, anche se non mancano effetti positivi legati alla socializzazione e al supporto tra pari.Un ulteriore elemento riguarda l’esposizione continua a contenuti online potenzialmente fonte di stress: dalla cronaca di conflitti globali alle crisi climatiche. Fenomeni che alimentano quello che gli esperti definiscono «ansia da instabilità globale», anche tra giovani non direttamente coinvolti dagli eventi.Accanto ai fattori nuovi, restano determinanti quelli strutturali: disuguaglianze economiche, povertà, insicurezza abitativa, pressione scolastica e fenomeni di bullismo e cyberbullismo, tutti elementi fortemente associati a depressione, ansia e autolesionismo.Il rapporto evidenzia come questi fattori non agiscano in modo isolato, ma si sommino tra loro. L’esposizione contemporanea a più forme di stress contribuisce a un senso diffuso di pressione costante e a una riduzione della fiducia nel futuro tra i giovani.Gli esperti sottolineano l’importanza di ambienti protettivi come la famiglia, la scuola e le reti sociali. Programmi di apprendimento socio-emotivo e interventi precoci possono rafforzare la resilienza e ridurre l’insorgenza dei disturbi.Tuttavia, nella maggior parte dei Paesi analizzati, la prevenzione resta insufficiente. L’accesso ai servizi avviene spesso solo quando le difficoltà sono già avanzate, con un ricorso prevalente a interventi clinici ad alta soglia.Negli ultimi anni diversi Paesi hanno introdotto politiche per regolamentare l’uso dei dispositivi digitali a scuola, restrizioni sui social media e sistemi di verifica dell’età. Tuttavia, le evidenze sugli effetti di queste misure sulla salute mentale restano contrastanti: alcuni studi segnalano benefici limitati, altri non rilevano impatti significativi sul benessere complessivo.Un’altra criticità riguarda la disponibilità dei dati. Meno di un terzo dei Paesi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico raccoglie informazioni regolari e comparabili nel tempo sulla salute mentale g iovanile. Anche le misurazioni dell’uso digitale e delle condizioni socioeconomiche risultano spesso incomplete.Per affrontare il fenomeno, conclude il rapporto, è necessario un approccio coordinato e multidimensionale. Le raccomandazioni principali includono il rafforzamento della prevenzione nelle scuole, l’espansione dei servizi di supporto a bassa soglia, l’intervento sulle disuguaglianze sociali e una valutazione rigorosa delle politiche digitali. Fondamentale anche il miglioramento della raccolta dati e l’ascolto diretto dei giovani, per comprendere meglio bisogni ed esperienze. Esplorare il rapporto delle nuove generazioni sulla convivenza, toccando aspetti come il rapporto con le diversità, il senso di comunità, la convivenza con gli altri, con se stessi e quindi anche il rapporto con la solitudine e l’incertezza per il futuro. È questo l’obiettivo della prima indagine condotta con e sui giovani da NewGenera-… Leggi tutto L'auspicio è che il Ddl 2575 “Disposizioni per l’appropriatezza prescrittiva e il corretto utilizzo dei farmaci per la disforia di genere” «possa essere rivisto e integrato in accordo con le indicazioni del Consiglio d’Europa, riconoscendo al tema dell’assistenza sanitaria alle persone transgender e gender diverse (TGD) la natura di cura che… Leggi tutto La partecipazione continuativa ad attività sportive organizzate durante l’infanzia è associata a una riduzione dei comportamenti oppositivo-provocatori nella prima adolescenza, in particolare tra i ragazzi.A dimostrarlo è un nuovo studio condotto da Matteo Privitera, affiliato al Dipartimento di Sanità pubblica, medicina sperimentale e… Leggi tutto Cinque milioni di italiani a rischio dipendenza, 910 mila giovani che “si sballano” regolarmente e 79 nuove sostanze psicoattive individuate solo nell’ultimo anno. È il quadro allarmante che apre il Congresso nazionale della Società italiana patologie da dipendenza (Sipad), in programma dal 19 al 21 novembre a Roma.«Non… Leggi tutto Nel sistema di cura della salute mentale esiste una “terra di mezzo” dove molti giovani rischiano di perdersi: è il passaggio dai Servizi di neuropsichiatria infantile a quelli per adulti. In Italia, questa transizione è spesso brusca e disorganizzata, tanto che un paziente su due abbandona le cure proprio nella fase più fragile della propria… Leggi tutto Sono impegnati da 7 a 35 ore la settimana, il 59% di loro assiste un familiare da oltre un anno e il 32% da più di tre: giovani in età di formazione e ingresso nel mondo del lavoro si assumono una responsabilità di cura quotidiana che ridefinisce progetti e priorità personali. Il 55% fa assistenza “per affetto”, ma otto su dieci chiedono con il… Leggi tutto L’abitudine a fare confronti con gli altri e una rete sociale più debole sono due campanelli di allarme che possono indicare i ragazzi con un rapporto problematico con i social network. È il dato che emerge da uno studio coordinato dall’Università degli Studi di Palermo pubblicato sulla rivista PlosOne. «Negli ultimi anni sono… Leggi tutto Oltre la metà degli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori non sa cos’è il ticket, uno su cinque non conosce il proprio medico di famiglia e oltre l’80% non ha mai usato il Fascicolo sanitario elettronico (Fse). In controtendenza, quasi il 40% utilizza tutti i giorni strumenti di intelligenza artificiale (IA).Sono… Leggi tutto Quasi la metà (47%) degli adolescenti tra i 14 e i 18 anni sceglie siti e articoli online per informarsi sulle pratiche sessuali; oltre un quarto (il 26%) pensa sia frequente subire o assistere a discriminazioni legate all’orientamento o all’identità sessuale, il 22% a discriminazioni sessiste, mentre più di uno su tre (il 35%) a episodi di… Leggi tutto Il 76% dei ragazzi ritiene che la verifica dell'età dovrebbe essere obbligatoria su tutte le piat­taforme digitali, mentre gli argomenti per i quali dichiarano di avere più bisogno di informazioni per potersi difendere o per poterli evitare vi sono al primo posto le fake news (40%), seguite da privacy e dati personali (34%), cyberbullismo (32… Leggi tutto Il numero di adolescenti italiani che non incontrano più i loro amici nel mondo extrascolastico è sensibilmente aumentato dopo la pandemia.A questo risultato è giunto uno studio condotto dal gruppo di ricerca “Mutamenti sociali, valutazione e metodi” (MUSA) dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del… Leggi tutto Dopo quasi un secolo la guerra è tornata a popolare gli incubi degli adolescenti italiani. Per quasi due su tre è un pensiero ricorrente.È forse questo il dato più forte che emerge dall’annuale Indagine nazionale sugli stili di vita degli adolescenti che vivono in Italia realizzata dal Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca IARD. Il mondo medico e quello sportivo organizzano il “Campionato della Salute” per i più giovani. Attraverso giochi, domande, approfondimenti ciascun giovane potrà “on line” aumentare la propria educazione e formazione su temi fondamentali come i corretti stili di vita.  «La storia si sta ripetendo. L’industria del tabacco cerca di vendere ai nostri figli la stessa nicotina, ma in imballaggi diversi. Queste industrie stanno prendendo di mira attivamente scuole, bambini e giovani con nuovi prodotti che sono essenzialmente una trappola al gusto di caramella». Le parole sono del direttore generale dell’Oms Tedros… Leggi tutto Piccoli dispetti o gravi prepotenze. Il cyberbullismo striscia silenzioso tra i ragazzi. Ha mille forme: violenze verbali via telefono, condivisione di foto senza il consenso, esclusione dai gruppi online, ricatti. E coinvolge i più giovani sia nelle vesti di vittime sia di persecutori. Uno su 6 tra gli 11 e i 15 anni riporta di aver subito… Leggi tutto Sono consapevoli del valore del servizio sanitario nazionale, considerano la salute come frutto dell’interazione tra uomini, animali e ambiente, tuttavia, 1 su 3 non ha mai visto il proprio medico di famiglia. È il ritratto degli studenti delle scuole superiori che emerge da un’indagine della Fondazione Gimbe in 8 istituti scolastici di Bologna… Leggi tutto Mancanza di sviluppo puberale, infertilità e talora assente o ridotta capacità olfattiva. Sono i tratti clinici distintivi dell’ipogonadismo ipogonadonatropo congenito, una malattia endocrina rara che si stima colpisca un maschio ogni 30 mila. Uno studio internazionale, che ha coinvolto l’Università Statale di Milano e l’IRCCS… Leggi tutto Aumentano i casi di suicidio, aumenta l’aggressività tra i giovani, aumentano i disturbi mentali nelle persone che hanno avuto Covid. Non si assiste però a un corrispondente aumento degli specialisti che si occupano di persone affette da disturbi mentali. Il servizio sanitario fatica a soddisfare i bisogni dei pazienti. È quanto emerge dall’… Leggi tuttoTestata registrata presso il Tribunale di Roma, n. 53/2014  © Mad Owl srl tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902985609967.PDF §---§ title§§ Deficit, il valzer del decimale: quando l’Istat smentisce il governo sul 3% link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902134800307.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilmanifesto.it" del 29 Apr 2026

Bilancio (Economia) L’insofferenza del governo Meloni rispetto alle autorità indipendenti, e ai controlli costituzionali, ha una ragione. È stata dimostrata ieri dal presidente Francesco Mari Chelli e da Giovanni Savio, direttore per la contabilità Nazionale, entrambi dell’Istat, nell’audizione sul documento di finanza pubblica (Dfp) alle commissioni bilancio di Camera e Senato. L’esecutivo ha fatto passare l’idea per

pubDate§§ 2026-04-29T00:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902134800307.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902134800307.PDF', 'title': 'ilmanifesto.it'} tp:url§§ https://ilmanifesto.it/deficit-il-valzer-del-decimale-quando-listat-smentisce-il-governo-sul-3 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902134800307.PDF tp:ocr§§ Ultimo maggio Debito in aumento al 138,6%, salari crollati del 7,8%, sanità definanziata per inseguire clausole Ue e spese militariRegala più che puoi.Scopri la campagnaL’insofferenza del governo Meloni rispetto alle autorità indipendenti, e ai controlli costituzionali, ha una ragione. È stata dimostrata ieri dal presidente Francesco Mari Chelli e da Giovanni Savio, direttore per la contabilità Nazionale, entrambi dell’Istat, nell’audizione sul documento di finanza pubblica (Dfp) alle commissioni bilancio di Camera e Senato. L’esecutivo ha fatto passare l’idea per cui la sua politica di austerità abbia mancato di un nonnulla il rientro anticipato di un anno dalla procedura europea di infrazione per deficit eccessivo. È stato il valzer del decimale: il rapporto tra deficit e Pil doveva essere sotto al 3%, ma è rimasto al 3,1% come avevano preannunciato dall’Istat e dall’Eurostat.La realtà è diversa. «L’Italia avrebbe dovuto registrare un valore del 2,94% del rapporto deficit/Pil, che sarebbe l’unico valore che avrebbe potuto portare il paese al di fuori della procedura Ue per deficit eccessivo» ha detto Savio. Non bastava allora il 2,99%, come ha insistito per settimane il governo, ma il 2,94%. Il tutto per attivare la clausola del patto di stabilità e aumentare la spesa militare di altri 14,9 miliardi contenuto nel piano europeo Safe.Di buon mattino, nella sala del mappamondo della Camera, ieri è diventato evidente la ragione per cui il governo non ha potuto – ancora – realizzare un progetto aberrante, moralmente oltre che politicamente. E sta parlando d’altro per evitare di ammettere di avere mancato i suoi obiettivi e avere sbagliato i calcoli. Questa non è solo una questione di dati tecnici, ma di incapacità di governare i conti pubblici.Nessuno ha chiesto all’esecutivo di fare una corsa dissennata per tagliare un effimero traguardo. Meloni & Co. lo hanno fatto per fare, presumibilmente, una legge finanziaria di manica larga e presentarsi alle elezioni dell’anno prossimo elargendo qualche bonus in più. Ma non hanno detto che l’austerità continuerà fino al 2031 e spremerà il paese come un limone. Lo dimostrano i dati sulla spesa sanitaria della Corte dei Conti. Nel 2025 la spesa sanitaria è stata inferiore di 2 miliardi rispetto a quanto preventivato. In rapporto al Pil è calata dal 6,4 al 6,3%. Questo definanziamento, che produce effetti drammatici sulla popolazione, è anche dovuto all’austerità. E scaricherà sulle amministrazioni regionali un peso enorme. Analizzando i dati, la fondazione Gimbe ieri ha detto che ci saranno solo due strumenti per evitare i «piani di rientro»: tagliare i servizi e aumentare le imposte.Altro dato importante. Il progetto meloniano di rientrare nel deficit convenuto non è fallito per la guerra dell’(ex) alleato Trump contro l’Iran, iniziata il 28 febbraio 2026, ma prima: nel 2025. Le cause sono: i bonus edilizi post-pandemia voluti dal governo Conte 2 e i crediti di imposta per la transizione 4.0. Lo si è letto nella relazione dell’Istat e in quella della Corte dei Conti udita ieri sul Dfp. Ma anche per la mancanza di investimenti, un altro degli effetti di una politica del «rigore» imperniato sia sul criterio della «spesa netta» che sull’accumulo degli «avanzi primari» di bilancio.Dai dati Istat risulta che l’austerità del governo Meloni, che ha firmato il nuovo patto di stabilità nel 2023, non serve a diminuire il debito pubblico. Nonostante i tagli da 12 miliardi all’anno imposti dall’Ue al governo, il debito pubblico è aumentato di 20 miliardi di euro e crescerà dal 137,1% al 138,6% nel 2026. Senza una crescita significativa non se ne esce. Ora è tra lo 0,4 e lo 0,5% del Pil. Se la crisi energetica prosegue, e senza i residui apporti di un Pnrr agli sgoccioli a giugno, sarà recessione.Sui salari e sul fisco il bilancio emerso dalle audizioni non è stato meno drammatico. In quattro anni il governo ha fatto politiche regressive che non sono state pensate per recuperare l’inflazione cumulata , né la storica debolezza dei salari. Per l’Istat, in quattro anni, dal 2021 al 2025, i salari sono calati del 7,8%, mentre la pressione fiscale è arrivata al record del 43,1%.Lo scenario è destinato a peggiorare. In vista del consiglio dei ministri di domani sui rimedi all’aumento dei carburanti l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) ha invitato a fare «interventi mirati». Si teme uno «choc inflazionistico» che colpirà redditi bassi. Bisogna fare il contrario di quanto ha fatto fin’ora il governo che ha elargito bonus a pioggia a chi ha un Suv e chi ha solo un ciclomotore 50. Lo stesso ha sostenuto Bankitalia che ha invitato a investire sulla «crescita della produttività» senza la quale «la prudenza nella gestione dei conti pubblici non sarà sufficiente». I soldi da mettere sulla «produttività» non ci sono, né può ottenerli dai tagli, mentre la produzione industriale è al lumicino. È il circolo vizioso in cui si trova Meloni.28/04/2026, 22:07 articolo aggiornatoUna rivista straordinaria in edicola.130 pagine a colori per i nostri 55 anni a soli 3,5 euro. Galeano, Benni, Vidal, Borges, Montalbán, Butler, Gordimer, Soriano, Said e tanti altri. Voci, storie e idee di chi ha fatto il manifesto.Scopri© 2026 il nuovo manifesto società coop. editrice tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902134800307.PDF §---§ title§§ Gimbe: rapporto spesa/Pil congelato fino al 2029 e buco di 30 mld per le prestazioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902726910452.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilsole24ore.com" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T11:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902726910452.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902726910452.PDF', 'title': 'ilsole24ore.com'} tp:url§§ https://www.ilsole24ore.com/art/gimbe-rapporto-spesapil-congelato-fino-2029-e-buco-30-mld-le-prestazioni-AI777WkC?refresh_ce tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902726910452.PDF tp:ocr§§ Il presidente Cartabellotta: “Senza nuovi investimenti le Regioni saranno costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi”di Ernesto Diffidenti28 aprile 2026La spesa sanitaria resterà ferma al 6,4% del Pil fino al 2029 e nel triennio 2027-2029, rispetto alle previsioni, mancheranno 30,6 miliardi necessari per garantire le prestazioni ai cittadini. È il dato centrale dell’analisi della Fondazione Gimbe sul Documento di finanza pubblica 2026, approvato il 22 aprile dal Consiglio dei ministri.Il quadro indica una distanza crescente tra il fabbisogno stimato e le risorse già programmate per il fondo sanitario nazionale. “E in assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio - commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi”.La Fondazione Gimbe ha esaminato il consuntivo della spesa sanitaria 2025, le previsioni per il 2026 e le stime per il triennio 2027-2029, confrontandoli con le previsioni di spesa e il finanziamento pubblico assegnato fotografando una sanità pubblica sempre di più sotto pressione finanziaria.Consuntivo 2025Per l’anno 2025 il DFP 2026 certifica un rapporto spesa sanitaria/Pil pari al 6,3%, invariato rispetto al 2024, confermando che in rapporto alla ricchezza prodotta dal Paese la spesa sanitaria rimane stabile. In valore assoluto, nel 2025 la spesa sanitaria ammonta a 141.539 milioni, con una crescita del 2,5% rispetto ai 138.335 milioni del 2024. “L’incremento di 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025 – osserva Cartabellotta – risulta nettamente inferiore alle previsioni dello scorso ottobre: infatti, il Documento programmatico di finanza pubblica, aggiornando le previsioni del DFP 2025, stimava una spesa sanitaria di 144.021 milioni, quasi € 2,5 miliardi in più rispetto a quella del consuntivo 2025. Un segnale evidente di quanto le previsioni sulla spesa sanitaria siano instabili e, soprattutto, avvengono sempre al ribasso”.Previsionale 2026Per l’anno 2026, il DFP stima un rapporto spesa sanitaria/Pil al 6,4%, in lieve aumento rispetto al 6,3% del 2025. In valore assoluto, la spesa sanitaria prevista è di 148.522 milioni, con un incremento di 6.983 milioni ( 4,9%) rispetto all’anno precedente. “Considerando che l’ultima Manovra ha fissato per il 2026 il fondo sanitario nazionale a 143,1 miliardi – spiega Cartabellotta – la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Ovvero, come per il consuntivo 2025, è verosimile che tale previsione sarà successivamente rivista al ribasso”.Loading...Stime 2027-2029Il rapporto spesa sanitaria/Pil resta congelato al 6,4%. In valore assoluto, la previsione di spesa sanitaria sale a € 151.222 milioni nel 2027 ( 1,8% rispetto al 2026), a 155.059 milioni nel 2028 ( 2,5% rispetto al 2028) e a 159.443 milioni nel 2029 ( 2,8% rispetto al 2028). «Dietro l’apparente stabilità nella quota di Pil destinata alla spesa sanitaria – commenta il presidente Gimbe – si nasconde un quadro fragile e facilmente esposto a revisioni al ribasso, sia per la stagnazione economica che per le incertezze geopolitiche. Ma soprattutto, non si intravede alcuna inversione di tendenza nelle politiche del Paese, che prevedono di destinare alla sanità un incremento percentuale inferiore alla crescita del Pil”. Infatti, per il triennio 2027-2029, a fronte di una crescita media annua del Pil nominale del 2,6%, il DFP 2026 stima un incremento medio annuo della spesa sanitaria del 2,37%.Gap tra previsioni di spesa sanitaria e fondo sanitario nazionaleSe da un lato le stime del DFP 2026 delineano la stabilità del rapporto spesa sanitaria/Pil, dall’altro, secondo Gimbe, nascondono una grave insidia per le Regioni. Infatti, il divario crescente tra le previsioni di spesa del DFP 2026 e le risorse allocate dall’ultima Manovra si traduce in una tensione finanziaria sempre più evidente per i bilanci regionali. Il gap tra FSN e spesa sanitaria, pari a circa 3 miliardi nel 2023, è salito a 4,3 miliardi nel 2024, anno in cui la Corte dei Conti ha già certificato un disavanzo delle Regioni superiore a 1,5 miliardi. E la forbice è destinata ad ampliarsi ulteriormente: 7,1 miliardi nel 2027, € 10,1 miliardi nel 2028 e 13,4 miliardi nel 2029, configurando, ad oggi, un definanziamento strutturale del Ssn sempre più marcato. Complessivamente, infatti, nel triennio 2027-2029 il divario tra previsioni di spesa sanitaria per erogare i livelli essenziali di assistenza e risorse disponibili ammonta a 30,6 miliardi. “In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio – commenta il presidente Gimbe – questo scarto non è solo un dato tecnico, ma una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte. E a pagare saranno comunque i cittadini”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902726910452.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica, il conto nascosto: meno fondi e infermieri al collasso link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902732910384.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "infermieristicamente.it" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T10:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902732910384.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902732910384.PDF', 'title': 'infermieristicamente.it'} tp:url§§ https://www.infermieristicamente.it/articolo/20639/sanita-pubblica,-il-conto-nascosto:-meno-fondi-e-infermieri-al-collasso tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902732910384.PDF tp:ocr§§ diAndrea TirottoPubblicato il: 29/04/2026Le audizioni parlamentari sul Documento di Finanza Pubblica 2026 hanno messo a fuoco un problema strutturale: il Servizio Sanitario Nazionale è sistematicamente sottofinanziato, e la forbice tra bisogni reali e risorse disponibili è destinata ad allargarsi.Il 28 aprile 2026, davanti alle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, si sono susseguite le audizioni di CNEL, Corte dei Conti e Fondazione GIMBE che hanno dipinto un quadro convergente e preoccupante sulla tenuta finanziaria del servizio sanitario italiano. GIMBE: un definanziamento strutturale mascherato da stabilitàLa Fondazione GIMBE ha fornito l'analisi più dettagliata e circostanziata. Le analisi sul DFP 2026 non rilevano alcuna inversione di tendenza della spesa sanitaria, che rimane ferma al 6,4% del PIL fino al 2029. A fronte di una crescita media annua del PIL nominale del 2,6%, il DFP 2026 stima per il triennio 2027-2029 un incremento della spesa sanitaria solo del 2,37%.Dietro la cifra apparentemente stabile si nasconde, secondo GIMBE, una progressiva erosione delle risorse reali. Il gap tra Fondo Sanitario Nazionale e spesa sanitaria, pari a circa 3 miliardi nel 2023, è salito a 4,3 miliardi nel 2024, anno in cui la Corte dei Conti ha già certificato un disavanzo delle Regioni superiore a 1,5 miliardi. La forbice è destinata ad ampliarsi ulteriormente: 7,1 miliardi nel 2027, 10,1 miliardi nel 2028 e 13,4 miliardi nel 2029, configurando un definanziamento strutturale del SSN sempre più marcato.Nel triennio 2027-2029 il divario tra previsioni di spesa sanitaria per erogare i Livelli Essenziali di Assistenza e le risorse disponibili ammonta complessivamente a 30,6 miliardi. In assenza di consistenti investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio, questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi.Il presidente di GIMBE, Nino Cartabellotta, ha sintetizzato la situazione con parole nette: il DFP 2026 fotografa una sanità pubblica sempre più sotto pressione finanziaria. A fronte dell'aumento dei bisogni di salute e della crisi di sostenibilità del SSN, si amplia la distanza tra spesa prevista e finanziamento pubblico. In queste condizioni, il SSN rischia di soffocare, con ulteriore peggioramento dell'accesso alle cure e delle disuguaglianze, oltre che della spesa a carico dei cittadini. CNEL: sanità assente, misure frammentateIl CNEL, presieduto da Renato Brunetta, ha articolato una critica sul piano della programmazione strategica. Il presidente ha denunciato misure frammentate, investimenti bloccati e nessuna prevenzione strutturale, con i sindacati che hanno segnalato in parallelo carenze nelle attività ispettive e l'assenza di politiche organiche.Il giudizio complessivo del CNEL sul DFP è stato severo: la sanità risulterebbe di fatto assente dal documento nelle sue dimensioni strategiche, priva di una visione di sistema capace di rispondere alle sfide strutturali. Sul fronte macroeconomico, Brunetta ha sottolineato come la crisi internazionale in corso costerebbe nella migliore delle ipotesi circa sei mesi di crescita all'Italia, aggravando ulteriormente le già limitate risorse disponibili per il welfare. Corte dei Conti: margini fiscali ridotti e priorità da ridefinireLa Corte dei Conti, pur riconoscendo nel DFP una "ragionevole cautela" nelle previsioni macroeconomiche, ha lanciato segnali d'allarme sul fronte della finanza pubblica e della capacità di investimento settoriale. La restrizione dei margini di bilancio comporta una rigorosa definizione delle priorità di spesa, inclusa la programmazione di alcuni aumenti settoriali come quelli destinati alla difesa.I magistrati contabili hanno rilevato che nel caso di peggioramento del quadro economico sarà necessario sostenere i redditi disponibili delle famiglie e la liquidità delle imprese, anc he se la necessità di rispettare i parametri europei lascia spazi fiscali ridotti. Sul debito pubblico, le prospettive del rapporto debito/PIL non appaiono rassicuranti: il fattore determinante è l'effetto della bassa crescita economica reale e nominale, in un contesto in cui il saldo primario ha confermato un miglioramento, ma inferiore alle aspettative. La crisi del personale: l'altra faccia del sottofinanziamentoIl quadro disegnato dai tre soggetti istituzionali non può essere letto separatamente da una crisi parallela e strettamente interconnessa: quella del personale sanitario, e in particolare degli infermieri. È una dimensione che il CNEL ha espressamente sollevato in audizione denunciando l'assenza nel DFP di una strategia organica sul capitale umano della sanità e che i dati disponibili rendono difficile ignorare.La carenza di infermieri è stimata in circa 175.000 unità, con un rapporto di 6,2 infermieri ogni 1.000 abitanti rispetto alla media europea di 8,4. Un divario che si traduce concretamente in reparti al collasso: il 58% dei reparti ospedalieri italiani è in overbooking, con tassi di occupazione dei posti letto stabilmente superiori al 100%, e in alcuni reparti il rapporto è di 1 infermiere ogni 16 pazienti, mentre gli standard europei di sicurezza raccomandati parlano di 1 infermiere ogni 6-8 pazienti nei reparti di medicina generale.La situazione è aggravata da una perdita continua di professionisti già formati. Ogni anno l'Italia perderebbe circa 10.000 infermieri tra dimissioni volontarie e abbandono della professione. Una parte significativa di questi professionisti sceglie di trasferirsi all'estero, attratta da condizioni di lavoro migliori e stipendi più elevati. Le prospettive future non sono meno allarmanti: si stima che entro il 2033 circa 110.000 professionisti andranno in pensione, creando un vuoto difficilmente colmabile senza interventi strutturali, in un quadro già aggravato dall'età media degli infermieri attestata intorno ai 46,5 anni.Il nesso con il sottofinanziamento è diretto. La carenza infermieristica colpisce in modo acuto il pronto soccorso e i DEA, con turni scoperti e aumento del rischio clinico, l'assistenza domiciliare e le Case della Comunità, insufficientemente presidiate, e i servizi di emergenza territoriale. Questi sono esattamente i nodi su cui la riforma del SSN, fondata sulle strutture territoriali finanziate dal PNRR, avrebbe dovuto fare leva. Ma senza personale stabile e adeguatamente retribuito, le infrastrutture rischiano di restare vuote. Come ha rilevato lo stesso Atto di indirizzo del Ministero della Salute per il 2026, il successo della riforma dipenderà dalla presenza stabile e competente degli operatori sanitari, con particolare attenzione agli infermieri. Un obiettivo che, alla luce del DFP analizzato da GIMBE, CNEL e Corte dei Conti, appare sempre più distante dalle risorse effettivamente stanziate. Il quadro d'insieme: una scelta politica, non un destinoCiò che accomuna le tre analisi istituzionali è la lettura della situazione non come un esito inevitabile, ma come il risultato di scelte precise di allocazione delle risorse. GIMBE parla esplicitamente di "scelta politica". Il CNEL denuncia l'assenza di una strategia. La Corte dei Conti invita a una selezione più rigorosa delle priorità di spesa.Il rischio concreto, denunciato da più parti, è che a pagare il conto siano i cittadini: attraverso liste d'attesa più lunghe, tagli ai servizi regionali, aumento della pressione fiscale locale e una crescente migrazione verso il privato. E sullo sfondo rimane una crisi di personale che nessun documento programmatico, da solo, è in grado di risolvere senza investimenti strutturali e credibili nel medio periodo.E a proposito di scelte politiche, aggiungo io, è tempo che l’Italia analizzi per bene gli effetti di quelle effettuate dallo scoppio della guerra in Ucraina; scelte che pur mosse dalla salvaguardia di alcuni principi fondamentali, non hanno comunque impedito che gli stessi morissero sepolti tra le macerie di Gaza. A dimostrazione che non erano i principi le ragioni ma altro. Gli italiani hanno detto ad alta voce che quanto fatto finora non corrisponde al sentimento del paese. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902732910384.PDF §---§ title§§ Sanità a pezzi: mancano 30 miliardi, le cure sono a rischio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902738210401.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lanotiziagiornale.it" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T10:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902738210401.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902738210401.PDF', 'title': 'lanotiziagiornale.it'} tp:url§§ https://www.lanotiziagiornale.it/sanita-a-pezzi-mancano-30-miliardi-le-cure-sono-a-rischio/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902738210401.PDF tp:ocr§§ 28/04/2026 23:30 / Economia La sanità non è una priorità di questo governo: il gap tra le spese per le cure e le risorse sale a 30 miliardidi Raffaella MalitoLa sanità non è una priorità di questo governo. Lo conferma la Fondazione Gimbe, analizzando i dati contenuti nel Documento di finanza pubblica (Dfp). “Le analisi sul Documento di Finanza Pubblica 2026 non rilevano alcuna inversione di tendenza della spesa sanitaria che rimane ferma al 6,4% del Pil fino al 2029”. Di contro, “a fronte di una crescita media annua del Pil nominale del 2,6%, per il triennio 2027-2029 il Dfp 2026 stima un incremento della spesa sanitaria solo del 2,37%”. Dietro l’apparente stabilità nella quota di Prodotto interno lordo destinata alla sanità quindi “si nasconde un quadro esposto a revisioni al ribasso”.Nel Dfp rapporto tra spesa sanitaria e Pil fermo al 6,4% fino al 2029Nello specifico, per il 2025 il Dfp certifica un rapporto spesa sanitaria/Pil pari al 6,3%, invariato rispetto al 2024. In valore assoluto, nel 2025 la spesa sanitaria ammonta a 141.539 milioni, con una crescita del 2,5% rispetto ai 138.335 milioni del 2024. “L’incremento di 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025 – spiega il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta – è molto inferiore alle previsioni dello scorso ottobre: infatti, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica stimava una spesa sanitaria di 144.021 milioni, quasi 2,5 miliardi in più rispetto a quella del consuntivo 2025. Un segnale evidente di quanto le previsioni siano instabili e avvengano sempre al ribasso”.Per il 2026, il Dfp stima un rapporto spesa sanitaria/Pil al 6,4%, in lieve aumento rispetto al 6,3% del 2025. In valore assoluto, la spesa sanitaria prevista è di 148.522 milioni, con un incremento di 6.983 milioni ( 4,9%) rispetto all’anno precedente. “Considerando che l’ultima manovra ha fissato per il 2026 il fondo sanitario nazionale a 143,1 miliardi, la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Ovvero, come per il consuntivo 2025, – conclude – tale previsione sarà rivista al ribasso”.Il gapNon solo. Nel triennio 2027-2029 il divario tra previsioni di spesa sanitaria per erogare i livelli essenziali di assistenza e le risorse disponibili ammonta a 30,6 miliardi. In assenza di consistenti investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi, spiega Gimbe. Il gap tra Fondo sanitario nazionale e spesa sanitaria, pari a circa 3 miliardi nel 2023, è salito a 4,3 miliardi nel 2024, anno in cui la Corte dei Conti ha già certificato un disavanzo delle Regioni superiore a 1,5 miliardi.A rischio i bilanci delle RegioniE la forbice è destinata ad ampliarsi ulteriormente: 7,1 miliardi nel 2027, 10,1 miliardi nel 2028 e 13,4 miliardi nel 2029, “configurando un definanziamento strutturale del Servizio sanitario nazionale sempre più marcato”. “In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio – commenta Cartabellotta – questo scarto è una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902738210401.PDF §---§ title§§ Lazio, il Pd lancia la coalizione progressista per battere la destra: "Rocca ha fallito, siamo pronti a governare" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902755610739.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "latinatoday.it" del 29 Apr 2026

Il segretario regionale Leodori e il capogruppo Ciarla riuniscono le opposizioni (anche i Cinquestelle) e dalla sala congressi di via dei Frentani lanciano la sfida su lavoro, sanità e coesione sociale

pubDate§§ 2026-04-29T12:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902755610739.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902755610739.PDF', 'title': 'latinatoday.it'} tp:url§§ https://www.latinatoday.it/politica/pd-lazio-campo-largo-elezioni-2028.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902755610739.PDF tp:ocr§§ Il segretario regionale Leodori e il capogruppo Ciarla riuniscono le opposizioni (anche i Cinquestelle) e dalla sala congressi di via dei Frentani lanciano la sfida su lavoro, sanità e coesione socialeMentre in Campidoglio ancora si discute sulla presenza o meno del M5S nella coalizione a sostegno del Gualtieri-bis, alla Pisana la partita del campo largo è chiusa, anche con un certo anticipo. Il Pd ha chiamato a raccolta tutte le forze d'opposizione al governo di Francesco Rocca e ha lanciato la sfida: “La destra ha fallito”.Al centro congressi di via dei Frentani c'erano tutti, o quasi. Il segretario Pd Lazio Daniele Leodori, il capogruppo dei dem alla Pisana Mario Ciarla insieme alla coordinatrice della segreteria nazionale Marta Bonafoni, ai consiglieri Michela Califano, Emanuela Droghei, Sara Battisti, Eleonora Mattia, Salvatore La Penna, Massimiliano Valeriani. C'erano Italia Viva con Marietta Tidei e Luciano Nobili, Azione con Alessio D'Amato, Sinistra Civica Ecologista con Claudio Marotta, e il M5S con Adriano Zuccalà. Mancava Alessandra Zeppieri, ma Sinistra Italiana in sala era rappresentata dal segretario regionale Danilo Cosentino.Insomma, il campo largo al completo. Una coalizione composta da tutti i partiti che dal febbraio 2023 si sono posti all'opposizione di Francesco Rocca e di Fratelli d'Italia, partito pigliatutto che in questi tre anni di amministrazione ha dovuto più di una volta sbrigare faccende più interne all'alleanza di centrodestra che di interesse pubblico. E il Pd lo fa notare: “Da un mese non facciamo consiglio, ci riuniamo di nuovo il 29 aprile, d'altronde dovevano andare una settimana al Vinitaly” ironizza Ciarla durante il suo intervento. Poi elenca alcune delle ultime vertenze politiche: “La questione dell'istituto Sant'Alessio che si è conclusa con le dimissioni del direttore, la bocciatura dei giudici alle nomine in direzione Agricoltura e Protezione Civile, il ritiro della delibera che aumentava le poltrone nel cda dell'Ater provinciale nonostante un buco da 81 milioni di euro. L'impressione è che vogliano arraffare ciò che possono prima di andarsene. Noi non parteciperemo a questo gioco”.La parola d'ordine è unità. Pd, Avs, Sce, M5S, Italia Viva e Azione non hanno dubbi: nel 2028 contro Francesco Rocca (o chi per lui) saranno uniti. “Come forze di opposizione abbiamo un obbligo: mettere in campo una proposta alternativa. Abbiamo già dimostrato di poterlo fare. Ed è anche grazie al lavoro fatto in questi 3 anni di Giunta Rocca che abbiamo portato a casa alcuni risultati importanti per le persone. Ora serve ripartire da qui, da un’alternativa unita, ampia e radicata sui territori” sottolinea Leodori.Sul palco del Frentani salgono anche alcuni ospiti. Per esempio Luca Bianchi, direttore generale dello Svimez, associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno, che sottolinea il paradosso dell'occupazione nel Lazio: “Il lavoro cresce, sale l'occupazione, ma la povertà resta stabile al 7%. Questo significa che quello che viene creato è lavoro povero. E poi c'è una frattura profonda tra Roma, la sua provincia, e le aree interne del Lazio: ci sono territori quasi privi di offerta sanitaria o di istruzione. Il 40% dei comuni del Lazio ha una sola scuola elementare, che prima o poi in molti di questi chiuderà definitivamente”. La ricetta per invertire il trend? “Continuare con gli investimenti post-Pnrr, incrementare la spesa corrente e mantenere il cuore industriale del Lazio” conclude Bianchi.Oltre a lui, anche il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta. Da parte sua un ampio focus sulla sanità nazionale, sugli investimenti del Governo Meloni e sulla situazione delle liste d'attesa e del fascicolo elettronico nel Lazio. Dati non incoraggianti, spesso “imbellettati”, come viene più volte ripetuto. D'altronde già a fine 2025 il quadro non era dei migliori.Presenti anche il presidente di Ifel (Istituto per la finanza e l'economia locale) Pierciro Galeone ("i fondi Pnrr hanno toccato le aree regionali in mani era casuale e l'amministrazione regionale li ha distribuiti con bandi competitivi, a mio avviso un modo ancora primitivo di erogare le risorse") e la portavoce del Forum Terzo Settore Lazio Francesca Danese, che ha acceso un faro sull'importanza vitale della rete delle realtà sociali e delle centrali cooperative, sulla difficoltà di farle dialogare e di garantire i servizi adeguati a tutti coloro che ne hanno bisogno.In sala, va detto, sono quasi tutti “addetti ai lavori” o militanti e simpatizzanti. Di “popolo” ce n'è poco. Si vedono consiglieri e assessori municipali, qualche minisindaco (come Torquati del XV e Lanzi dell'XI), le candidate e i candidati sindaco dei comuni che andranno al voto tra un mese, ma anche gli assessori capitolini Veloccia (Urbanistica) e Battaglia (Pnrr, Periferie e Anagrafe) e la deputata Michela Di Biase. Due terzi dei presenti si dileguano dopo il quinto intervento, che è quello di Leodori. D'altronde si sono fatte già le 19.Quando parla il deputato Claudio Mancini non sono in tantissimi ad ascoltare: “Questo è un passo avanti per un'alleanza ampia, a livello nazionale e regionale. Non vuole essere un'imposizione per i territori, che hanno le loro peculiarità, ma un suggerimento. La nostra coalizione sta riuscendo a essere non solo un cartello di opposizioni, ma una proposta alternativa. Dopo tre anni di gestione vergognosa dei fondi, oltre la decenza, le comunità del Lazio hanno bisogno di dignità”.Enzo Foschi, segretario romano del Pd, tira fuori una questione non banale: l'alleanza in Campidoglio. Dice qualcosa di apparentemente scontato: “A Roma c'è grande volontà di stare insieme”. Il riferimento è ai grillini. Il segretario romano ammette le difficoltà, ma è fiducioso: “In questi ultimi due anni ho fatto tante iniziative con esponenti di vario genere e ciò che ci unisce è più di ciò che ci divide. Non si faccia l'errore di pensare a un'unione burocratica, ma dev'essere un'unione sociale”. Alla festa dell'Unità a Villa Lazzaroni, dal 12 al 30 giugno, le prove di unità proseguiranno. C'è anche spazio per la commozione, quando Foschi cita il compianto Bruno Astorre per dare un consiglio al proprio partito: “Come diceva l'amico Bruno, noi veniamo da lontano e vogliamo continuare ad andare lontano”.Sull'inizio dell'assalto del centrosinistra alla Regione aleggia però un punto interrogativo, cioè quello sulle possibili frizioni relative alla gestione dei rifiuti nel Lazio e a Roma. I Cinquestelle sono contro il termovalorizzatore di Santa Palomba, e quando si sono scagliati contro il recente piano rifiuti presentato da Rocca hanno sottolineato proprio il dissenso sull'impiantistica, unici a farlo tra le opposizioni. Sarà uno scoglio superabile? A quanto pare a livello regionale sì. D'altronde le prove di un governo giallo-rosso sono state già fatte, con Zingaretti presidente. Una strada conosciuta, che rassicura entrambe le parti. LatinaToday è anche su Mobile! Scarica l’App per rimanere sempre aggiornato.© Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902755610739.PDF §---§ title§§ Alert sanità Italia, così i cittadini rischiano più tasse e più tagli link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728410435.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "money.it" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T11:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728410435.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728410435.PDF', 'title': 'money.it'} tp:url§§ https://www.money.it/alert-sanita-italia-cosi-i-cittadini-rischiano-piu-tasse-e-piu-tagli tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728410435.PDF tp:ocr§§ Laura Naka Antonelli28 Aprile 2026 - 15:41 Alert dalla Fondazione GIMBE, che ha esaminato il DFP del governo Meloni. Il giudizio di Cartabellotta sulle risorse devolute alle spese per la sanità è impietoso.L’ennesimo alert sulla sanità in Italia è stato lanciato dalla Fondazione GIMBE, dopo aver esaminato il DPF (Documento di Finanza Pubblica, ex DEF).La Fondazione, guidata da Nino Cartabellotta, ha fatto notare che la spesa sanitaria in Italia rimarrà ferma al 6,4% del PIL fino al 2029.DFP 2026, Fondazione GIMBE. Spesa sanitaria ferma al 6,4% fino al 2029Così Nino Cartabellotta: “Le analisi sul Documento di Finanza Pubblica 2026 non rilevano alcuna inversione di tendenza della spesa sanitaria che rimane ferma al 6,4% del PIL fino al 2029; mentre si amplia progressivamente il divario con il finanziamento pubblico che per il triennio 2027-2029 raggiunge complessivamente €30,6 miliardi”.Più tasse e più tagli dunque a carico dei cittadini italiani a causa della sanità italiana?La fondazione GIMBE si è basata sul risultato di analisi indipendenti che ha effettuato sul DFP 2026, sul consuntivo della spesa sanitaria 2025, esaminando al contempo le stime per il 2026 e per il triennio 2027-2029. Tutto, mentre proseguono le audizioni in Parlamento sul DFP e non mancano i segnali di allarme.Spesa sanitaria, consuntivo 2025Riguardo al consuntivo 2025, Cartabellotta ha fatto notare che dal DFP del 2026 è emerso un rapporto tra spesa sanitaria e PIL pari al 6,3%, invariato su base annua.Su base assoluta, nel 2025 la spesa sanitaria è ammontata in Italia a € 141.539 milioni, in rialzo del 2,5% rispetto ai € 138.335 milioni del 2024.Ma “l’incremento di € 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025”, ha fatto notare Cartabellotta, è risultato “ nettamente inferiore alle previsioni dello scorso ottobre ”.La prova? Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica aveva previsto una spesa sanitaria di €144.021 milioni, quasi € 2,5 miliardi in più rispetto a quella del consuntivo 2025: “un segnale evidente di quanto le previsioni sulla spesa sanitaria siano instabili e, soprattutto, avvengono sempre al ribasso ”.DFP, Cartabellotta (GIMBE): previsione spesa sanitaria non realisticaPer il 2026, la fondazione GIMBE ha indicato che il DFP ex DEF prevede un rapporto spesa sanitaria/PIL al 6,4%, in lieve crescita rispetto al 6,3% del 2025.In termini assoluti, la spesa sanitaria messa in conto dal governo Meloni ammonterebbe a € 148.522 milioni, in crescita del 4,9% su base annua, ovvero di € 6.983 milioni.Ma, ha fatto notare di nuovo Cartabellotta, “considerando che l’ultima Manovra ha fissato per il 2026 il fondo sanitario nazionale a €143,1 miliardi, la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Ovvero, come per il consuntivo 2025, è verosimile che tale previsione sarà successivamente rivista al ribasso”.Il quadro non è promettente neanche guardando al triennio 2027-2029.Dal DFP è emerso che la spesa sanitaria ammonterà a 151.222 milioni di euro nel 2027, salendo dell’1,8% su base annua; a 155.059 milioni nel 2028, con una crescita del 2,5% y/y; a 159.443 milioni nel 2029, in aumento del 2,8% rispetto al 2028.Le stime indicano un rapporto spesa sanitaria/PIL inchiodato al 6,4%, che Cartabellotta così commenta: “Dietro l’apparente stabilità nella quota di PIL destinata alla spesa sanitaria si nasconde un quadro fragile e facilmente esposto a revisioni al ribasso, sia per la stagnazione economica che per le incertezze geopolitiche. Ma soprattutto, non si intravede alcuna inversione di tendenza nelle politiche allocative del Paese, che prevedono di destinare alla sanità un incremento percentuale inferiore alla crescita del PIL. Una scelta politica precisa, non una fatalità”.Di fatto, nel triennio 2027-2029 il DFP prevede una crescita media annua del PIL nominale pari a 2,6%, rispetto all’aumento medio annuo della spesa sanitaria inferiore, pari a 2,37%.Il buco da 30,6 MLD e l’alert “bomba a orologeria” per le RegioniImpressionante il gap tra le risorse disponibili nel Fondo sanitario nazionale (FSN) e le spese sanitarie previste, destinato ad aumentare, fino a 30,6 miliardi di euro nel triennio 2027-2029.Già dopo la differenza di 3 miliardi circa nel 2023, il gap è salito a 4,3 miliardi nel 2024, a discapito dei bilanci delle Regioni, così come è stato confermato dai numeri della Corte dei Conti, che hanno indicato un disavanzo di oltre 1,5 miliardi.Il trend è destinato a rafforzarsi, con una differenza a 7,1 miliardi nel 2027, a € 10,1 miliardi nel 2028 e a 13,4 miliardi nel 2029, portando così il buco tra le previsioni di spesa per la sanità e le risorse a disposizione, per l’appunto, a 30,6 miliardi in 3 anni.Il giudizio finale di Nino Cartabellotta è impietoso: “In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio questo scarto non è solo un dato tecnico, ma una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte. E a pagare saranno comunque i cittadini”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728410435.PDF §---§ title§§ Documento di Finanza Pubblica 2026, Gimbe: “Rapporto spesa sanitaria / Pil congelato al 6,4% fino al 2029. A rischio bilanci regionali ed erogazione delle prestazioni sanitarie” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902892809039.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "nursetimes.org" del 29 Apr 2026

DFP 2026, Gimbe: "Rapporto spesa sanitaria/Pil congelato fino al 2029. A rischio bilanci regionali ed erogazione delle prestazioni sanitarie"

pubDate§§ 2026-04-29T06:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902892809039.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902892809039.PDF', 'title': 'nursetimes.org'} tp:url§§ https://nursetimes.org/documento-di-finanza-pubblica-2026-gimbe-rapporto-spesa-sanitaria-pil-congelato-al-64-fino-al-2029-a-rischio-bilanci-regionali-ed-erogazione-delle-prestazioni-sanitarie tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902892809039.PDF tp:ocr§§ DFP 2026, Gimbe: "Rapporto spesa sanitaria/Pil congelato fino al 2029. A rischio bilanci regionali ed erogazione delle prestazioni sanitarie"--PARTIAL-- tp:writer§§ Redazione Nurse Times guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902892809039.PDF §---§ title§§ Dfp, Fond. Gimbe: spesa sanitaria al palo, resterà ferma al 6,4% del Pil fino al 2029 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902737510410.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "primanotizia24.it" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T10:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902737510410.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902737510410.PDF', 'title': 'primanotizia24.it'} tp:url§§ https://www.primanotizia24.it/articoli/dfp-fond.-gimbe-spesa-sanitaria-al-palo-rester-ferma-al-6-4-del-pil-fino-al-2029-554637 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902737510410.PDF tp:ocr§§ Prima Notizia 24Roma - Martedì 28 Aprile 2026 L'analisi sul Documento di Finanza Pubblica rivela un divario di 30 miliardi tra bisogni e risorse nel triennio 2027-2029. Cartabellotta avverte: "Senza nuovi investimenti le Regioni saranno costrette a tagliare le cure".La Fondazione Gimbe ha lanciato un duro monito analizzando gli ultimi dati macroeconomici, evidenziando che "le analisi sul Documento di Finanza Pubblica 2026 non rilevano alcuna inversione di tendenza della spesa sanitaria che rimane ferma al 6,4% del pil fino al 2029".Il quadro che emerge mette in luce una crescita dei finanziamenti insufficiente rispetto all'economia generale: "A fronte di una crescita media annua del Pil nominale del 2,6%, per il triennio 2027-2029 il Dfp 2026 stima un incremento della spesa sanitaria solo del 2,37%". Gli esperti sostengono che dietro questa apparente stabilità "si nasconde un quadro esposto a revisioni al ribasso", frutto di "una scelta politica precisa".Entrando nel merito del prossimo anno, "l'incremento di 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025" — come chiarito dal presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta — "è molto inferiore alle previsioni dello scorso ottobre: infatti, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica stimava una spesa sanitaria di 144.021 milioni, quasi 2,5 miliardi in più rispetto a quella del consuntivo 2025. Un segnale evidente di quanto le previsioni siano instabili e avvengano sempre al ribasso".Per il 2026, nonostante una stima del 6,4%, Cartabellotta avverte che, "considerando che l'ultima manovra ha fissato per il 2026 il fondo sanitario nazionale a 143,1 miliardi, la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Ovvero, come per il consuntivo 2025, tale previsione sarà rivista al ribasso".Il rischio maggiore riguarda il periodo successivo, poiché "nel triennio 2027-2029 il divario tra previsioni di spesa sanitaria per erogare i livelli essenziali di assistenza e le risorse disponibili ammonta a 30,6 miliardi. In assenza di consistenti investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi", consolidando un "definanziamento strutturale del Servizio sanitario nazionale sempre più marcato".L'assenza di coperture adeguate è definita dal presidente di Gimbe come "una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte". La pressione finanziaria rischia di essere insostenibile per la collettività: "il Dfp 2026 fotografa una sanità pubblica sempre più sotto pressione finanziaria: a fronte dell'aumento dei bisogni di salute e della crisi di sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, si amplia la distanza tra spesa prevista e finanziamento pubblico. In queste condizioni, il Ssn rischia di soffocare con ulteriore peggioramento dell'accesso alle cure e delle diseguaglianze, oltre che della spesa a carico dei cittadini".A sostegno di questa tesi interviene la senatrice Annamaria Furlan, precisando che "l'audizione della Fondazione Gimbe sul Documento di finanza pubblica 2026 certifica in maniera inequivocabile ciò che denunciamo da mesi: il Governo ha scelto di tagliare la sanità pubblica e di indebolire progressivamente il Servizio sanitario nazionale. Dietro l'apparente stabilità del rapporto tra spesa sanitaria e Pil, ferma al 6,4% fino al 2029, si nasconde in realtà un de-finanziamento strutturale. Le stime evidenziano una crescita della spesa inferiore a quella del Pil e, soprattutto, previsioni sistematicamente riviste al ribasso. È una scelta politica precisa, non un destino inevitabile".Secondo l'esponente di Italia Viva, il pericolo per la tenuta dei conti è imminente: "Il dato più allarmante è il gap tra fabbisogni e risorse: oltre 30 miliardi nel triennio 2027-2029. Una vera e propria bomba a orologeria che rischia di far saltare i conti delle Regioni e di scaricare il costo sui cittadini, tra aumento delle tasse locali e tagli ai servizi.Altro che rafforzamento della sanità pubblica: siamo davanti a un percorso che porta dritto verso il default del Servizio sanitario nazionale.Senza un'inversione di rotta immediata, il diritto alla salute sancito dalla Costituzione sarà sempre più compromesso. Il Governo smetta di nascondersi dietro numeri formalmente stabili e dica la verità al Paese: con queste scelte si stanno programmando meno cure, più diseguaglianze e una crescita della spesa privata". tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902737510410.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: spesa ferma al 6,4% del Pil fino al 2029. “Previsioni instabili e sempre al ribasso” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902719610331.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quisalute.online" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T10:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902719610331.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902719610331.PDF', 'title': 'quisalute.online'} tp:url§§ https://quisalute.online/attualita/sanita-spesa-pil-previsioni-2029/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902719610331.PDF tp:ocr§§ Da Qui Salute2-3 minutiNessuna inversione di tendenza per la sanità pubblica italiana. È quanto emerge dall’analisi della Fondazione Gimbe sul Documento di Finanza Pubblica 2026, che conferma un rapporto tra spesa sanitaria e Pil fermo al 6,4% fino al 2029. Un dato che, secondo Gimbe, nasconde però fragilità evidenti.Spesa sanitaria, le previsioni per i prossimi anniA fronte di una crescita media annua del Pil nominale del 2,6%, la spesa sanitaria nel triennio 2027-2029 aumenterebbe solo del 2,37%. Per il presidente Nino Cartabellotta si tratta di previsioni “instabili e sistematicamente riviste al ribasso”, segnale di un definanziamento strutturale del Servizio sanitario nazionale.Nel 2025 la spesa sanitaria prevista si attesta a 141,5 miliardi, in crescita rispetto al 2024, ma inferiore di circa 2,5 miliardi rispetto alle stime formulate lo scorso autunno. Per il 2026 il Dfp prevede 148,5 miliardi e un rapporto spesa/Pil al 6,4%, ma secondo Gimbe il dato rischia di non essere realistico senza aggravare i disavanzi regionali.Ancora più preoccupante il quadro sul medio periodo: tra il 2027 e il 2029 il gap tra fabbisogni sanitari e risorse disponibili viene stimato in 30,6 miliardi. La forbice, avverte Gimbe, potrebbe passare da 7,1 miliardi nel 2027 a 13,4 miliardi nel 2029, con il rischio di mettere sotto pressione i bilanci delle Regioni, costrette a tagliare servizi o aumentare la pressione fiscale.Secondo Cartabellotta, senza nuovi investimenti già dalla prossima legge di Bilancio il Servizio sanitario nazionale rischia di soffocare, con effetti su accesso alle cure, disuguaglianze e costi sempre più a carico dei cittadini.La reazione politicaDura anche la reazione politica. La senatrice di Italia Viva Annamaria Furlan parla di “tagli certificati alla sanità” e di un percorso che rischia di portare il Ssn verso il default. “Dietro una stabilità solo apparente – afferma – si nasconde una precisa scelta politica che riduce le risorse per la sanità pubblica e aumenta il rischio di meno servizi e più disuguaglianze”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902719610331.PDF §---§ title§§ Gimbe: nel prossimo triennio mancheranno 30 miliardi, SSN a rischio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728010431.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T11:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728010431.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728010431.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/amp/video/2026/04/gimbe-nel-prossimo-triennio-mancheranno-30-miliardi-ssn-a-rischio-2c46ffea-df70-4d22-b486-7ac4d3ac7591.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728010431.PDF tp:ocr§§ 28/04/2026Conti regionali a forte rischio e problemi di tenuta del SSN, col finanziamento bloccato al 6,4% del PIL dice la Fondazione Gimbe tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728010431.PDF §---§ title§§ Il Pd vuole la Regione: “Campo larghissimo contro il bis di Rocca” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902733410385.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "roma.repubblica.it" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T10:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902733410385.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902733410385.PDF', 'title': 'roma.repubblica.it'} tp:url§§ https://roma.repubblica.it/cronaca/2026/04/29/news/pd_regione_giunta_rocca_campo_larghissimo_pd-425312691/amp/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902733410385.PDF tp:ocr§§ di Marina de Ghantuz Cubbe 29 Aprile 2026 alle 09:15Da Azione fino al M5S le opposizioni si uniscono al Partito democratico. L’ex governatore Zingaretti: “L’alternativa è possibile” La foto con tutti i capigruppo d’opposizione immortala il cammino unitario delle forze di centrosinistra che in Regione Lazio si oppongono al governo di Francesco Rocca. Sul palco del centro congressi in via Frentani, all’iniziativa promossa dai dem parlano solo esponenti del Pd, ma lo scatto è anche con il pentastellato Adriano Zuccalà, Alessio D’Amato di Azione, Claudio Marotta di Sce, Marietta Tidei di Italia Viva.Per questo, il segretario del Pd Lazio Daniele Leodori sottolinea che «la coalizione dovrà fare lo sforzo di immaginare la nostra regione da qui ai prossimi anni senza paura». La giornata serve anche a inaugurare «un grande percorso programmatico che duri tutto questo anno». Che la coalizione di centrosinistra tenga e arrivi alle prossime elezioni ad oggi è una convinzione solida, le presenze in sala lo dimostrano.L’unità è l’indicazione politica anche del segretario romano Enzo Foschi, ma la foto tutti insieme ancora non c’è: «Nella Capitale c’è qualche difficoltà in più ad andare insieme, ma in questi anni ho visto una grande volontà di procedere in questa direzione e ciò che ci unisce è molto più di ciò che ci divide». La Festa dell’unità a Villa Lazzaroni dal 13 al 20 giugno, continua Foschi che cita l’ex segretario Pd Lazio Bruno Astorre, sarà «un luogo e un momento dove il dibattito per costruire un percorso unitario continuerà».«La nostra coalizione sta riuscendo ad essere non solo “il cartello” delle opposizioni ma anche la forza che riesce a costruire un’alternativa», aggiunge il responsabile Enti locali e deputato Claudio Mancini. Il capogruppo dem in consiglio regionale Mario Ciarla attacca il governo Meloni, parla dei giovani come di anticorpi a difesa della democrazia. Poi la Regione Lazio: «I consiglieri regionali di maggioranza non sono stati in grado di ottenere nessun risultato degno di nota». Il governo del Lazio è accusato di «operazioni di maquillage» a dispetto delle «liste d’attesa chilometriche». Al contrario, «il buon governo di Gualtieri a Roma dimostra che le cose possono cambiare». Anche nel Lazio, continua Ciarla, bisogna andare avanti: «Siamo pronti a governare la Regione, insieme».Lo definisce «il filo doppio» quello tra «il governo Meloni e quello di Rocca nel Lazio e però, come ha detto il referendum costituzionale, hanno entrambi fallito», affonda la coordinatrice della segreteria nazionale Pd e consigliera regionale Marta Bonafoni.Agli interventi politici si alternano quelli tecnici: Luca Bianchi, direttore generale di Svimez, sottolinea che nel Lazio la povertà colpisce il 7% della popolazione anche se aumenta l’occupazione: «Vuol dire che è stato creato lavoro povero», aggiunge Bianchi. Pierciro Galeone, direttore Istituto per la finanza e l’economia locale, ha analizzato la spesa del Pnrr in regione mentre Nino Cartabellotta della Fondazione Gimbe la situazione della sanità o meglio «dell’involuzione della sistema sanitario regionale». Francesca Danese del Forum Terzo settore pone l’accento sulla difficoltà nell’avere un tetto sopra la testa non solo per chi è economicamente fragile, ma anche per la fascia grigia.Da Bruxelles, l’ex presidente del Lazio Nicola Zingaretti plaude all’iniziativa: «Rimettiamoci in cammino, per rilanciare una bella storia comune e per costruire un futuro migliore del presente. L’alternativa anche nel Lazio è possibile», scrive l’eurodeputato mentre in platea ci sono il vicecapo di gabinetto del sindaco Gualtieri Giulio Bugarini, la deputata Pd Michela Di Biase e, tra gli altri, gli assessori comunali Pino Battaglia e Maurizio Veloccia oltre alle consigliere regionali Eleonora Mattia, Sara Battisti, Michela Califano e Emanuela Droghei e al consigliere Luciano Nobili di Iv. Presenti anche il segretario della Cgil Roma e Lazio Natale Di Cola, il direttore di Confcommercio Romolo Guasco, Giuseppe Biazzo di Unindustria Lazio. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902733410385.PDF §---§ title§§ Lazio, il Pd lancia la coalizione progressista per battere la destra: "Rocca ha fallito, siamo pronti a governare" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042903036709402.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "romatoday.it" del 29 Apr 2026

Il segretario regionale Leodori e il capogruppo Ciarla riuniscono le opposizioni (anche i Cinquestelle) e dalla sala congressi di via dei Frentani lanciano la sfida su lavoro, sanità e coesione sociale

pubDate§§ 2026-04-29T07:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042903036709402.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042903036709402.PDF', 'title': 'romatoday.it'} tp:url§§ https://www.romatoday.it/politica/pd-lazio-campo-largo-elezioni-2028.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042903036709402.PDF tp:ocr§§ Mentre in Campidoglio ancora si discute sulla presenza o meno del M5S nella coalizione a sostegno del Gualtieri-bis, alla Pisana la partita del campo largo è chiusa, anche con un certo anticipo. Il Pd ha chiamato a raccolta tutte le forze d'opposizione al governo di Francesco Rocca e ha lanciato la sfida: “La destra ha fallito”.Il campo largo del Lazio verso il 2028Al centro congressi di via dei Frentani c'erano tutti, o quasi. Il segretario Pd Lazio Daniele Leodori, il capogruppo dei dem alla Pisana Mario Ciarla insieme alla coordinatrice della segreteria nazionale Marta Bonafoni, ai consiglieri Michela Califano, Emanuela Droghei, Sara Battisti, Eleonora Mattia, Salvatore La Penna, Massimiliano Valeriani. C'erano Italia Viva con Marietta Tidei e Luciano Nobili, Azione con Alessio D'Amato, Sinistra Civica Ecologista con Claudio Marotta, e il M5S con Adriano Zuccalà. Mancava Alessandra Zeppieri, ma Sinistra Italiana in sala era rappresentata dal segretario regionale Danilo Cosentino.L'attacco del Pd al centrodestraInsomma, il campo largo al completo. Una coalizione composta da tutti i partiti che dal febbraio 2023 si sono posti all'opposizione di Francesco Rocca e di Fratelli d'Italia, partito pigliatutto che in questi tre anni di amministrazione ha dovuto più di una volta sbrigare faccende più interne all'alleanza di centrodestra che di interesse pubblico. E il Pd lo fa notare: “Da un mese non facciamo consiglio, ci riuniamo di nuovo il 29 aprile, d'altronde dovevano andare una settimana al Vinitaly” ironizza Ciarla durante il suo intervento. Poi elenca alcune delle ultime vertenze politiche: “La questione dell'istituto Sant'Alessio che si è conclusa con le dimissioni del direttore, la bocciatura dei giudici alle nomine in direzione Agricoltura e Protezione Civile, il ritiro della delibera che aumentava le poltrone nel cda dell'Ater provinciale nonostante un buco da 81 milioni di euro. L'impressione è che vogliano arraffare ciò che possono prima di andarsene. Noi non parteciperemo a questo gioco”.Parola d'ordine: unitàLa parola d'ordine è unità. Pd, Avs, Sce, M5S, Italia Viva e Azione non hanno dubbi: nel 2028 contro Francesco Rocca (o chi per lui) saranno uniti. “Come forze di opposizione abbiamo un obbligo: mettere in campo una proposta alternativa. Abbiamo già dimostrato di poterlo fare. Ed è anche grazie al lavoro fatto in questi 3 anni di Giunta Rocca che abbiamo portato a casa alcuni risultati importanti per le persone. Ora serve ripartire da qui, da un’alternativa unita, ampia e radicata sui territori” sottolinea Leodori.Nicola Zingaretti e il campo largo: “Pochi ma buoni è una follia. Gualtieri bravo a convincere e non costringere”I focus su sviluppo, sanità, socialeSul palco del Frentani salgono anche alcuni ospiti. Per esempio Luca Bianchi, direttore generale dello Svimez, associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno, che sottolinea il paradosso dell'occupazione nel Lazio: “Il lavoro cresce, sale l'occupazione, ma la povertà resta stabile al 7%. Questo significa che quello che viene creato è lavoro povero. E poi c'è una frattura profonda tra Roma, la sua provincia, e le aree interne del Lazio: ci sono territori quasi privi di offerta sanitaria o di istruzione. Il 40% dei comuni del Lazio ha una sola scuola elementare, che prima o poi in molti di questi chiuderà definitivamente”. La ricetta per invertire il trend? “Continuare con gli investimenti post-Pnrr, incrementare la spesa corrente e mantenere il cuore industriale del Lazio” conclude Bianchi.Dalle liste d'attesa al PnrrOltre a lui, anche il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta. Da parte sua un ampio focus sulla sanità nazionale, sugli investimenti del Governo Meloni e sulla situazione delle liste d'attesa e del fascicolo elettronico nel Lazio. Dati non incoraggianti, spesso “imbellettati”, come viene più volte ripetuto. D'altronde già a fine 2025 il quadro non era dei migliori.Presenti anche il presidente di Ifel (Istituto per la finanza e l'economia locale) Pierciro Galeone ("i fondi Pnrr hanno toccato le aree regionali in manier a casuale e l'amministrazione regionale li ha distribuiti con bandi competitivi, a mio avviso un modo ancora primitivo di erogare le risorse") e la portavoce del Forum Terzo Settore Lazio Francesca Danese, che ha acceso un faro sull'importanza vitale della rete delle realtà sociali e delle centrali cooperative, sulla difficoltà di farle dialogare e di garantire i servizi adeguati a tutti coloro che ne hanno bisogno.Una platea di addetti ai lavoriIn sala, va detto, sono quasi tutti “addetti ai lavori” o militanti e simpatizzanti. Di “popolo” ce n'è poco. Si vedono consiglieri e assessori municipali, qualche minisindaco (come Torquati del XV e Lanzi dell'XI), le candidate e i candidati sindaco dei comuni che andranno al voto tra un mese, ma anche gli assessori capitolini Veloccia (Urbanistica) e Battaglia (Pnrr, Periferie e Anagrafe) e la deputata Michela Di Biase. Due terzi dei presenti si dileguano dopo il quinto intervento, che è quello di Leodori. D'altronde si sono fatte già le 19.Una proposta alternativaQuando parla il deputato Claudio Mancini non sono in tantissimi ad ascoltare: “Questo è un passo avanti per un'alleanza ampia, a livello nazionale e regionale. Non vuole essere un'imposizione per i territori, che hanno le loro peculiarità, ma un suggerimento. La nostra coalizione sta riuscendo a essere non solo un cartello di opposizioni, ma una proposta alternativa. Dopo tre anni di gestione vergognosa dei fondi, oltre la decenza, le comunità del Lazio hanno bisogno di dignità”.Prove di unità anche per RomaEnzo Foschi, segretario romano del Pd, tira fuori una questione non banale: l'alleanza in Campidoglio. Dice qualcosa di apparentemente scontato: “A Roma c'è grande volontà di stare insieme”. Il riferimento è ai grillini. Il segretario romano ammette le difficoltà, ma è fiducioso: “In questi ultimi due anni ho fatto tante iniziative con esponenti di vario genere e ciò che ci unisce è più di ciò che ci divide. Non si faccia l'errore di pensare a un'unione burocratica, ma dev'essere un'unione sociale”. Alla festa dell'Unità a Villa Lazzaroni, dal 12 al 30 giugno, le prove di unità proseguiranno. C'è anche spazio per la commozione, quando Foschi cita il compianto Bruno Astorre per dare un consiglio al proprio partito: “Come diceva l'amico Bruno, noi veniamo da lontano e vogliamo continuare ad andare lontano”.Oltre ogni divisioneSull'inizio dell'assalto del centrosinistra alla Regione aleggia però un punto interrogativo, cioè quello sulle possibili frizioni relative alla gestione dei rifiuti nel Lazio e a Roma. I Cinquestelle sono contro il termovalorizzatore di Santa Palomba, e quando si sono scagliati contro il recente piano rifiuti presentato da Rocca hanno sottolineato proprio il dissenso sull'impiantistica, unici a farlo tra le opposizioni. Sarà uno scoglio superabile? A quanto pare a livello regionale sì. D'altronde le prove di un governo giallo-rosso sono state già fatte, con Zingaretti presidente. Una strada conosciuta, che rassicura entrambe le parti. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042903036709402.PDF §---§ title§§ Terapie avanzate, Telethon guida programma Ue da 6 milioni per formare 35 ricercatori link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902725410273.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T10:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902725410273.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902725410273.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/terapia/7454/terapie-avanzate-telethon-guida-programma-ue-da-6-milioni-per-formare-35-ricercatori.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902725410273.PDF tp:ocr§§ Ricerca e cura Ricerca 29 Aprile 2026 Terapie avanzate, Telethon guida programma Ue da 6 milioni per formare 35 ricercatori Fondazione Telethon coordinerà Beyond, progetto cofinanziato dalla Commissione europea  Fondazione Telethon coordinerà un nuovo programma europeo di formazione post-dottorato sulle terapie avanzate, cofinanziato dalla Commissione europea con circa 6 milioni di euro. Il progetto, denominato Beyond (Broadening Expertise for Young Researchers in Advanced Cell & Gene Therapies), finanzierà nell’arco di cinque anni 35 posizioni post-doc di durata triennale.L’iniziativa rientra nel programma Marie Sklodowska-Curie Cofund, strumento dell’Unione europea dedicato alla formazione pre e post dottorato. Secondo quanto comunicato da Telethon, 20 ricercatori saranno ospitati presso gli istituti della fondazione, mentre le restanti posizioni saranno distribuite tra gli altri partner internazionali: sei a Lund, cinque a Cambridge e quattro a Lubiana.Il progetto è coordinato da Fondazione Telethon insieme ai propri istituti, l’Istituto San Raffaele-Telethon per la terapia genica (SR-Tiget) di Milano e il Tigem di Pozzuoli, in collaborazione con l’Università di Lund, l’Università di Cambridge e l’Istituto nazionale di chimica di Lubiana.Secondo Ilaria Villa, direttrice generale di Fondazione Telethon, il programma conferma l’impegno dell’ente nella formazione di ricercatori capaci di operare lungo tutto il percorso che va dalla scoperta scientifica all’applicazione terapeutica. La fondazione ricorda inoltre che tre terapie geniche approvate nell’Unione europea sono nate da proprie attività di ricerca.Beyond punta a rafforzare le competenze nel settore delle terapie avanzate (Atmp), considerate strategiche anche nelle priorità europee sulla competitività. Il percorso formativo comprenderà ricerca di base, sviluppo traslazionale, produzione, aspetti regolatori e accesso alle terapie.Tra i partner non accademici figurano Assobiotec, associazione di Federchimica per lo sviluppo delle biotecnologie, e Medicon Village, rete europea nelle life sciences. È prevista inoltre la collaborazione con Eatris - European Infrastructure for Translational Medicine e Schiller & Mertens per attività formative e sviluppo professionale.Ogni fellowship prevede una retribuzione mensile lorda minima di 4.700 euro, oltre a risorse aggiuntive per ricerca, formazione e viaggi.Secondo quanto riferito da Telethon, Beyond è stato selezionato nell’ambito del bando competitivo Msca Cofund 2025, nel quale sono stati finanziati 31 progetti su 136 candidature presentate. La prima call for applications aprirà il 1° maggio. Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter! ISCRIVITI POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE 29/04/2026 Europa Biotech, Ocse: Europa in ritardo su start-up e capitali. Servono regole più snelle Europa Biotech, Ocse: Europa in ritardo su start-up e capitali. Servono regole più snelle Secondo un’analisi Ocse l’Unione europea resta indietro rispetto agli Usa nello sviluppo di start-up biotech, brevetti e venture capital nonostante la forza della ricerca scientifica 29/04/2026 Studi e Analisi Infortuni sul lavoro, 91.912 denunce nei primi due mesi del 2026 Studi e Analisi Infortuni sul lavoro, 91.912 denunce nei primi due mesi del 2026 Cgil, Cisl e Uil chiedono più investimenti su sicurezza, controlli e medicina preventiva 28/04/2026 Governo e Parlamento Dfp, Gimbe: spesa ferma al 6,4% del Pil fino al 2029. Gap da 30 miliardi Governo e Parlamento Dfp, Gimbe: spesa ferma al 6,4% del Pil fino al 2029. Gap da 30 miliardi È la valutazione della Fondazione Gimbe sul Documento di finanza pubblica 2026 approvato dal Governo 28/04/2026 Governo e Parlamento Case di comunità, oltre mille da rendere operative entro 60 giorni. Il governo accelera sulla riforma Mmg Governo e Parlamento Case di comunità, oltre mille da rendere operative entro 60 giorni. Il governo accelera sulla riforma Mmg A poco più di due mesi dalle scadenze del PNRR, il governo spinge sulla riforma della medicina generale per rafforzare il personale nelle Case della Comunità tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902725410273.PDF §---§ title§§ Biotech, Ocse: Europa in ritardo su start-up e capitali. Servono regole più snelle link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902725310276.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T10:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902725310276.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902725310276.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/europa/7457/biotech-ocse-europa-in-ritardo-su-start-up-e-capitali-servono-regole-piu-snelle.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902725310276.PDF tp:ocr§§ Politica sanitaria biotech 29 Aprile 2026 Biotech, Ocse: Europa in ritardo su start-up e capitali. Servono regole più snelle Secondo un’analisi Ocse l’Unione europea resta indietro rispetto agli Usa nello sviluppo di start-up biotech, brevetti e venture capital nonostante la forza della ricerca scientifica L’Unione europea continua a mostrare un ritardo rispetto ai principali concorrenti internazionali nello sviluppo di start-up biotech, nella capacità brevettuale e nell’accesso ai capitali di rischio, nonostante risultati solidi nella ricerca scientifica di base. È quanto emerge da un’analisi pubblicata dall’Ocse, che collega il tema anche al percorso del nuovo EU Biotech Act promosso dalla Commissione europea.Secondo l’organizzazione internazionale, il settore delle biotecnologie può contribuire alla crescita economica, alla creazione di occupazione qualificata, allo sviluppo di terapie innovative e a soluzioni produttive più sostenibili. Proprio per questo Bruxelles ha avviato il Biotech Act, con una prima parte già presentata e una seconda attesa entro la fine del 2026, dedicata alle biotecnologie non sanitarie e alla bioeconomia.Ricerca forte, ma poche imprese innovativeL’Ocse evidenzia come l’Europa mantenga un ruolo di primo piano nella ricerca scientifica di base. Nel 2022 l’Unione europea deteneva il 21% delle pubblicazioni più citate a livello globale nei campi della biologia, della ricerca biomedica e della medicina clinica, vicino agli Stati Uniti (22%) e alla Cina (24%).Questa capacità scientifica, tuttavia, non si traduce in modo proporzionale nella nascita di nuove imprese. In base ai dati del database Ocse sulle start-up, negli ultimi vent’anni l’Ue ha generato in modo costante circa la metà delle start-up biotech create negli Usa. Il restringimento del divario osservato di recente, secondo l’analisi, dipenderebbe soprattutto da una contrazione statunitense più che da un’accelerazione europea.Brevetti e venture capital: il gap con gli UsaUn secondo punto critico riguarda la proprietà intellettuale. Tra il 2000 e il 2022 le start-up biotech europee hanno progressivamente perso terreno rispetto a quelle statunitensi nel deposito di brevetti. Il divario ha raggiunto il picco nel 2022, quando le start-up Usa hanno presentato quasi quattro volte più brevetti.Anche sul fronte del finanziamento privato l’Europa appare in svantaggio. Secondo l’Ocse, gli Stati Uniti hanno superato con continuità l’Unione europea negli investimenti di venture capital nel biotech nell’ultimo decennio, con un massimo nel 2021, quando i finanziamenti statunitensi risultavano fino a dieci volte superiori.Per l’organizzazione, il capitale di rischio è particolarmente importante in questo comparto, caratterizzato da cicli di sviluppo lunghi, costi iniziali elevati di ricerca e sviluppo e percorsi regolatori complessi.Regole complesse e tempi lunghiL’analisi dedica ampio spazio anche al quadro normativo europeo. Secondo l’Ocse, la regolazione biotech nell’Ue risulta complessa e frammentata, con sovrapposizioni tra livello comunitario e nazionale che aumentano l’incertezza per gli innovatori.Tra gli esempi citati, il regolamento europeo sui fertilizzanti consentirebbe l’uso di ceppi microbici solo se non geneticamente modificati, limitando l’impiego di nuove soluzioni biotech rispetto ai fertilizzanti chimici tradizionali.L’Ocse osserva inoltre che i processi autorizzativi europei sono più lenti rispetto ad altre giurisdizioni. Nel caso delle colture geneticamente modificate per alimenti e mangimi, l’approvazione può richiedere fino a sei anni nell’Ue, contro 1,8 anni negli Usa, un anno in Australia e cinque mesi in Canada.Le proposte: sandbox e nuovi strumenti finanziariPer ridurre il divario competitivo, l’organizzazione suggerisce strumenti di agile regulation, come sandbox regolatorie e percorsi sperimentali controllati che consentano test in condizioni reali, oltre a un confronto anticipato e strutturato tra innovatori e autorità competenti.Sul piano finanziario vengono indicati meccanismi di condivisione del rischio, co-investimenti pubblici, garanzie e strumenti di blended finance per sostenere le fasi più costose di dimostrazione industriale e scale-up, dove il capitale privato è più difficile da attrarre.Il giudizio sul Biotech ActSecondo l’Ocse, il nuovo EU Biotech Act affronta diversi ostacoli già individuati. Tra le misure richiamate figurano sandbox regolatorie, consultazioni preliminari per orientare le imprese nei dossier autorizzativi, una designazione di progetti strategici per accelerare finanziamenti e autorizzazioni e un Health Biotechnology Investment Pilot da 10 miliardi di euro con la Banca europea per gli investimenti.L’efficacia di queste iniziative, conclude l’analisi, dipenderà però dall’attuazione concreta e dalla capacità di rendere i percorsi più rapidi, semplici e accessibili alle start-up, trasformando l’eccellenza scientifica europea in attività industriale e innovazione sul mercato. Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter! ISCRIVITI POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE 29/04/2026 Studi e Analisi Infortuni sul lavoro, 91.912 denunce nei primi due mesi del 2026 Studi e Analisi Infortuni sul lavoro, 91.912 denunce nei primi due mesi del 2026 Cgil, Cisl e Uil chiedono più investimenti su sicurezza, controlli e medicina preventiva 29/04/2026 Terapia Terapie avanzate, Telethon guida programma Ue da 6 milioni per formare 35 ricercatori Terapia Terapie avanzate, Telethon guida programma Ue da 6 milioni per formare 35 ricercatori Fondazione Telethon coordinerà Beyond, progetto cofinanziato dalla Commissione europea  28/04/2026 Governo e Parlamento Dfp, Gimbe: spesa ferma al 6,4% del Pil fino al 2029. Gap da 30 miliardi Governo e Parlamento Dfp, Gimbe: spesa ferma al 6,4% del Pil fino al 2029. Gap da 30 miliardi È la valutazione della Fondazione Gimbe sul Documento di finanza pubblica 2026 approvato dal Governo 28/04/2026 Governo e Parlamento Case di comunità, oltre mille da rendere operative entro 60 giorni. Il governo accelera sulla riforma Mmg Governo e Parlamento Case di comunità, oltre mille da rendere operative entro 60 giorni. Il governo accelera sulla riforma Mmg A poco più di due mesi dalle scadenze del PNRR, il governo spinge sulla riforma della medicina generale per rafforzare il personale nelle Case della Comunità tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902725310276.PDF §---§ title§§ Sempre meno i medici di base: un’emergenza che si trascina da anni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902736110416.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "settegiorniatortona.it" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T10:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902736110416.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902736110416.PDF', 'title': 'settegiorniatortona.it'} tp:url§§ https://www.settegiorniatortona.it/2026/04/28/sempre-meno-i-medici-di-base-unemergenza-che-si-trascina-da-anni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902736110416.PDF tp:ocr§§ Aprile 28, 2026 Redazione Cronaca 0Per descrivere al meglio la deficitaria disponibilità di medici di base nel nostro Paese ben si presta il titolo del famoso film nel quale Bill Murray si trova a rivivere in loop la stessa giornata senza che nulla sia cambiato “Ricomincio da capo”. Sulle nostre colonne, infatti, 3 anni or sono titolavamo in prima pagina sul numero del 28 aprile “Sempre meno medici di base: ora è davvero emergenza”; nel testo si faceva riferimento ad un articolo di 5 anni prima, 10 febbraio 2018, dal titolo “Verso l’emergenza per i medici di base: sono sempre di meno”, nel quale si segnalava che in provincia nel giro di sei anni (cioè nel 2024) si sarebbe registrata una carenza di medici di base del 50%. É evidente quindi come poco, anzi nulla, sia stato fatto per invertire la rotta. Ci ritroviamo così in un presente in cui, come nel Giorno della marmotta, nulla è cambiato. Da un’analisi di Fondazione Gimbe, organizzazione no profit che da oltre 25 anni promuove attività di formazione e ricerca in ambito sanitario, risulta infatti che nel nostro Paese mancano oltre 5.700 medici di base, con carenze in 18 regioni, e che ogni medico segue in media 1.383 assistiti, ben oltre il rapporto ottimale di 1.200. Inevitabile dunque che i cittadini fatichino sempre di più a trovare un medico di famiglia; nell’arco di 5 anni, tra il 2019 ed il 2024, 5.197 medici hanno cessato l’attività nel contesto di una popolazione sempre più anziana: lo scorso anno gli over 65 erano quasi 14,6 milioni di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche. Le prospettive, inoltre, non sono migliori: secondo i dati della Fimmg, Federazione italiana dei medici di medicina generale, tra lo scorso anno ed il 2028 ben 8.180 medici hanno raggiunto o raggiungeranno l’età pensionabile, nella nostra regione sono circa 433. A fronte di queste uscite i numeri dei nuovi ingressi per compensare i pensionamenti attesi sono ampiamente insufficienti visto che tra il 2014 ed il 2017 il numero annuale di borse di studio per la formazione di nuovi medici si è mantenuto intorno a 1.000; successivamente questo dato dopo il picco di 4.362 del 2021, grazie a due finanziamenti straordinari, ha ripreso a scendere fino a 2.228 dello scorso anno. Secondo i dati Gimbe nella nostra regione il numero medio di assistiti per medico è di 1.407, oltre la media italiana di 1.383 e ben al di sopra, come detto, del rapporto ottimale di 1.200. “Le carenze di medici di medicina generale – dice Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe – è un problema che affonda le proprie radici in una programmazione inadeguata che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale”: infatti, se anche tutti i medici andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 ed il 2025 fossero assegnate le nuove leve non riuscirebbero a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028 con un gap di oltre 2.700 medici. “A questa crisi delle medicina generale – prosegue Cartabellotta – bisognerebbe rispondere con una riforma organica capace di rendere più attrattiva la professione”. Per far ciò però serve una visione d’insieme e non come fatto fino ad oggi, con i (non) risultati ottenuti, con singole iniziative legislative a spot o con soluzioni frammentate da parte di Governo e Regioni. La carenza di medici è un problema che affligge anche Tortona dove i dati corrispondono, anzi superano, quelli nazionali: dividendo infatti il numero dei residenti in città, 27.228, per i medici di base (elencati dal portale Salute Piemonte alla sezione Il mio medico), 14 (di cui 2 non opzionabili), la media è di 1.949 assistiti per medico. A fine febbraio dello scorso anno l’allora direttore del distretto Orazio Barresi sulle nostre colonne dichiarò che la carenza di medici era di 9. Ora non è ancora dato a sapere quale sia il deficit di medici di base: l’Asl da noi contattata non ha ancora dato riscontro. Oltre a ciò si aggiunge il continuo stillicidio di medici: a fine marzo ci sono state infatti le dimissioni del dottor Rescia e del do ttor Perseghini. E non va meglio nel Tortonese dove in molti comuni nei prossimi mesi è previsto il pensionamento o il trasferimento di numerosi medici di base. Un esempio è il comune di Pontecurone dove pare una dottoressa sia prossima alle dimissioni, per l’eccessivo carico di lavoro (perchè l’Asl non interviene in sostegno?) ed un secondo medico a fine giugno dovrebbe andare in pensione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902736110416.PDF §---§ title§§ GIMBE SU DOCUMENTO DI FINANZA PUBBLICA 2026: Cresce il divario tra previsioni di spesa e fondo sanitario, nel triennio 2027-2029 mancano € 30 miliardi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902676210949.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sossanita.org" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T13:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902676210949.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902676210949.PDF', 'title': 'sossanita.org'} tp:url§§ http://www.sossanita.org/archives/29035 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902676210949.PDF tp:ocr§§ Documento di Finanza Pubblica 2026: rapporto spesa sanitaria/pil congelato al 6,4% fino al 2029. Cresce il divario tra previsioni di spesa e fondo sanitario: nel triennio 2027-2029 mancano € 30 miliardi. A rischio bilanci regionali ed erogazione delle prestazioni«Le analisi sul Documento di Finanza Pubblica 2026 non rilevano alcuna inversione di tendenza della spesa sanitaria che rimane ferma al 6,4% del PIL fino al 2029; mentre si amplia progressivamente il divario con il finanziamento pubblico che per il triennio 2027-2029 raggiunge complessivamente € 30,6 miliardi. In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi». Così Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, commenta i dati sulla spesa sanitaria contenuti nel Documento di Finanza Pubblica (DFP) 2026 approvato lo scorso 22 aprile dal Consiglio dei Ministri.«Per offrire al dibattito pubblico dati oggettivi e sottrarre il tema a letture strumentali – spiega Cartabellotta – la Fondazione GIMBE ha condotto analisi indipendenti sul DFP 2026». Le analisi riguardano il consuntivo della spesa sanitaria 2025, le stime per il 2026 e per il triennio 2027-2029, oltre che la congruenza tra le previsioni di spesa e il finanziamento pubblico assegnato (Tabella 1).Consuntivo 2025. Per l’anno 2025 il DFP 2026 certifica un rapporto spesa sanitaria/PIL pari al 6,3%, invariato rispetto al 2024, confermando che in rapporto alla ricchezza prodotta dal Paese la spesa sanitaria rimane stabile. In valore assoluto, nel 2025 la spesa sanitaria ammonta a € 141.539 milioni, con una crescita del 2,5% rispetto ai € 138.335 milioni del 2024. «L’incremento di € 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025 – osserva Cartabellotta – risulta nettamente inferiore alle previsioni dello scorso ottobre: infatti, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica, aggiornando le previsioni del DFP 2025, stimava una spesa sanitaria di € 144.021 milioni, quasi € 2,5 miliardi in più rispetto a quella del consuntivo 2025. Un segnale evidente di quanto le previsioni sulla spesa sanitaria siano instabili e, soprattutto, avvengono sempre al ribasso».Previsionale 2026. Per l’anno 2026, il DFP stima un rapporto spesa sanitaria/PIL al 6,4%, in lieve aumento rispetto al 6,3% del 2025. In valore assoluto, la spesa sanitaria prevista è di € 148.522 milioni, con un incremento di € 6.983 milioni (+4,9%) rispetto all’anno precedente. «Considerando che – chiosa Cartabellotta –  l’ultima Manovra ha fissato per il 2026 il fondo sanitario nazionale a € 143,1 miliardi, la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Ovvero, come per il consuntivo 2025, è verosimile che tale previsione sarà successivamente rivista al ribasso»Stime 2027-2029. Il rapporto spesa sanitaria/PIL resta congelato al 6,4%. In valore assoluto, la previsione di spesa sanitaria sale a € 151.222 milioni nel 2027 (+1,8% rispetto al 2026), a € 155.059 milioni nel 2028 (+2,5% rispetto al 2028) e a € 159.443 milioni nel 2029 (+2,8% rispetto al 2028). «Dietro l’apparente stabilità nella quota di PIL destinata alla spesa sanitaria – commenta il Presidente – si nasconde un quadro fragile e facilmente esposto a revisioni al ribasso, sia per la stagnazione economica che per le incertezze geopolitiche. Ma soprattutto, non si intravede alcuna inversione di tendenza nelle politiche allocative del Paese, che prevedono di destinare alla sanità un incremento percentuale inferiore alla crescita del PIL. Una scelta politica precisa, non una fatalità». Infatti, per il triennio 2027-2029, a fronte di una crescita media annua del PIL nominale del 2,6%, il DFP 2026 stima un incremento medio annuo della spesa sanitaria del 2,37%.Gap tra previsioni di spesa sanitaria e fondo sanitario nazionale. Se da un lato le stime del DFP 2026 delineano la stabilità del rapporto spesa sanitaria/PIL , dall’altro nascondono una grave insidia per le Regioni. Infatti, il divario crescente tra le previsioni di spesa del DFP 2026 e le risorse allocate dall’ultima Manovra si traduce in una tensione finanziaria sempre più evidente per i bilanci regionali (Figura 1). Il gap tra FSN e spesa sanitaria, pari a circa € 3 miliardi nel 2023, è salito a € 4,3 miliardi nel 2024, anno in cui la Corte dei Conti ha già certificato un disavanzo delle Regioni superiore a € 1,5 miliardi. E la forbice è destinata ad ampliarsi ulteriormente: € 7,1 miliardi nel 2027, € 10,1 miliardi nel 2028 e € 13,4 miliardi nel 2029 (Figura 2), configurando, ad oggi, un definanziamento strutturale del SSN sempre più marcato. Complessivamente, infatti, nel triennio 2027-2029 il divario tra previsioni di spesa sanitaria per erogare i livelli essenziali di assistenza e risorse disponibili ammonta a € 30,6 miliardi. «In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio – commenta il Presidente – questo scarto non è solo un dato tecnico, ma una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte. E a pagare saranno comunque i cittadini».Quadro macroeconomico. Lo scorso 23 aprile l’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha validato il DFP, segnalando però rilevanti margini di incertezza e rischio di revisioni anche nel breve periodo, a conferma della fragilità del contesto su cui si fondano le previsioni di spesa. «Ancorare il futuro del SSN a previsioni così fragili – commenta Nino Cartabellotta – significa costruire il sistema su basi instabili, con il rischio concreto che le risorse siano insufficienti già a breve termine, considerato il contesto macroeconomico».«Il DFP 2026 – conclude Cartabellotta – fotografa una sanità pubblica sempre più sotto pressione finanziaria: a fronte dell’aumento dei bisogni di salute e della persistente crisi di sostenibilità del SSN, non inverte la tendenza della spesa sanitaria sul PIL e si amplia progressivamente la distanza tra spesa prevista e finanziamento pubblico. In queste condizioni, il SSN rischia di soffocare con ulteriore peggioramento dell’accesso alle cure e delle diseguaglianze, oltre che della spesa a carico dei cittadini. E soprattutto chiama il Governo a intervenire perché senza una consistente iniezione di risorse nella prossima Legge di Bilancio, la capacità di erogare i livelli essenziali di assistenza da parte delle Regioni sarà inevitabilmente destinata a peggiorare».fonte: https://press.gimbe.org/press/comunicato.it-IT.html?id=493Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo cookie tecnici per statistiche sulla base dei comportamenti degli utenti. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.ACCETTA ____ tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902676210949.PDF §---§ title§§ Divario tra spese e fondo sanitario: mancano 30 miliardi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728510436.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "stradenuove.net" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T11:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728510436.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728510436.PDF', 'title': 'stradenuove.net'} tp:url§§ https://www.stradenuove.net/divario-tra-spese-e-fondo-sanitario-mancano-30-miliardi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728510436.PDF tp:ocr§§ 28 Aprile 2026A rischio i bilanci regionali. Il documento di finanza pubblica 202628 aprile 2026, Fondazione GIMBE, Bologna – «Le analisi sul Documento di Finanza Pubblica 2026 non rilevano alcuna inversione di tendenza della spesa sanitaria che rimane ferma al 6,4% del PIL fino al 2029; mentre si amplia progressivamente il divario con il finanziamento pubblico che per il triennio 2027-2029 raggiunge complessivamente € 30,6 miliardi. In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi». Così Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, commenta i dati sulla spesa sanitaria contenuti nel Documento di Finanza Pubblica (DFP) 2026 approvato lo scorso 22 aprile dal Consiglio dei Ministri.«Per offrire al dibattito pubblico dati oggettivi e sottrarre il tema a letture strumentali – spiega Cartabellotta – la Fondazione GIMBE ha condotto analisi indipendenti sul DFP 2026». Le analisi riguardano il consuntivo della spesa sanitaria 2025, le stime per il 2026 e per il triennio 2027-2029, oltre che la congruenza tra le previsioni di spesa e il finanziamento pubblico assegnato.Consuntivo 2025. Per l’anno 2025 il DFP 2026 certifica un rapporto spesa sanitaria/PIL pari al 6,3%, invariato rispetto al 2024, confermando che in rapporto alla ricchezza prodotta dal Paese la spesa sanitaria rimane stabile. In valore assoluto, nel 2025 la spesa sanitaria ammonta a € 141.539 milioni, con una crescita del 2,5% rispetto ai € 138.335 milioni del 2024. «L’incremento di € 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025 – osserva Cartabellotta – risulta nettamente inferiore alle previsioni dello scorso ottobre: infatti, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica, aggiornando le previsioni del DFP 2025, stimava una spesa sanitaria di € 144.021 milioni, quasi € 2,5 miliardi in più rispetto a quella del consuntivo 2025. Un segnale evidente di quanto le previsioni sulla spesa sanitaria siano instabili e, soprattutto, avvengono sempre al ribasso».Previsionale 2026. Per l’anno 2026, il DFP stima un rapporto spesa sanitaria/PIL al 6,4%, in lieve aumento rispetto al 6,3% del 2025. In valore assoluto, la spesa sanitaria prevista è di € 148.522 milioni, con un incremento di € 6.983 milioni ( 4,9%) rispetto all’anno precedente. «Considerando che – chiosa Cartabellotta – l’ultima Manovra ha fissato per il 2026 il fondo sanitario nazionale a € 143,1 miliardi, la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Ovvero, come per il consuntivo 2025, è verosimile che tale previsione sarà successivamente rivista al ribasso»Stime 2027-2029. Il rapporto spesa sanitaria/PIL resta congelato al 6,4%. In valore assoluto, la previsione di spesa sanitaria sale a € 151.222 milioni nel 2027 ( 1,8% rispetto al 2026), a € 155.059 milioni nel 2028 ( 2,5% rispetto al 2028) e a € 159.443 milioni nel 2029 ( 2,8% rispetto al 2028). «Dietro l’apparente stabilità nella quota di PIL destinata alla spesa sanitaria – commenta il Presidente – si nasconde un quadro fragile e facilmente esposto a revisioni al ribasso, sia per la stagnazione economica che per le incertezze geopolitiche. Ma soprattutto, non si intravede alcuna inversione di tendenza nelle politiche allocative del Paese, che prevedono di destinare alla sanità un incremento percentuale inferiore alla crescita del PIL. Una scelta politica precisa, non una fatalità». Infatti, per il triennio 2027-2029, a fronte di una crescita media annua del PIL nominale del 2,6%, il DFP 2026 stima un incremento medio annuo della spesa sanitaria del 2,37%.Gap tra previsioni di spesa sanitaria e fondo sanitario nazionale. Se da un lato le stime del DFP 2026 delineano la stabilità del rapporto spesa sanitaria/PIL, dall’altro nascondono una grave insidia per le Regioni. Infatti, il divario crescente tra le previsioni di spesa del DFP 2026 e le risorse allocate dall’ultima Manovra si traduce in una tensione finanziaria sempre più evidente per i bilanci regionali (Figura 1). Il gap tra FSN e spesa sanitaria, pari a circa € 3 miliardi nel 2023, è salito a € 4,3 miliardi nel 2024, anno in cui la Corte dei Conti ha già certificato un disavanzo delle Regioni superiore a € 1,5 miliardi. E la forbice è destinata ad ampliarsi ulteriormente: € 7,1 miliardi nel 2027, € 10,1 miliardi nel 2028 e € 13,4 miliardi nel 2029 (Figura 2), configurando, ad oggi, un definanziamento strutturale del SSN sempre più marcato. Complessivamente, infatti, nel triennio 2027-2029 il divario tra previsioni di spesa sanitaria per erogare i livelli essenziali di assistenza e risorse disponibili ammonta a € 30,6 miliardi. «In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio – commenta il Presidente – questo scarto non è solo un dato tecnico, ma una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte. E a pagare saranno comunque i cittadini».Quadro macroeconomico. Lo scorso 23 aprile l’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha validato il DFP, segnalando però rilevanti margini di incertezza e rischio di revisioni anche nel breve periodo, a conferma della fragilità del contesto su cui si fondano le previsioni di spesa. «Ancorare il futuro del SSN a previsioni così fragili – commenta Nino Cartabellotta – significa costruire il sistema su basi instabili, con il rischio concreto che le risorse siano insufficienti già a breve termine, considerato il contesto macroeconomico».«Il DFP 2026 – conclude Cartabellotta – fotografa una sanità pubblica sempre più sotto pressione finanziaria: a fronte dell’aumento dei bisogni di salute e della persistente crisi di sostenibilità del SSN, non inverte la tendenza della spesa sanitaria sul PIL e si amplia progressivamente la distanza tra spesa prevista e finanziamento pubblico. In queste condizioni, il SSN rischia di soffocare con ulteriore peggioramento dell’accesso alle cure e delle diseguaglianze, oltre che della spesa a carico dei cittadini. E soprattutto chiama il Governo a intervenire perché senza una consistente iniezione di risorse nella prossima Legge di Bilancio, la capacità di erogare i livelli essenziali di assistenza da parte delle Regioni sarà inevitabilmente destinata a peggiorare». tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728510436.PDF §---§ title§§ «Bomba a orologeria sulla sanità pubblica». Governo mette a dura prova le Regioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728110432.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "umbria24.it" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T11:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728110432.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728110432.PDF', 'title': 'umbria24.it'} tp:url§§ https://www.umbria24.it/attualita/bomba-a-orologeria-sulla-sanita-pubblica-governo-mette-a-dura-prova-le-regioni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728110432.PDF tp:ocr§§ 28 Aprile 2026Con la spesa ferma al 6,5% del Pil mancheranno 30 miliardi rispetto alle esigenze reali, l’alternativa è tagliare servizi e che la gente si paghi la sanità privata. Le previsioni di spesa pubblica non aumentano neppure all’aumentare previsto del Pil di Maurizio TroccoliA fare due conti le Regioni sono messe male. E saranno messe peggio. Se la direzione continua a essere quella indicata dagli atti del Governo – non c’è dubbio – il peso della sanità pubblica, graverà in primo luogo sulle Regioni, ma soprattutto sui cittadini. Sia attraverso maggiori imposizioni che ricorrendo alla sanità privata. Non è difficile da comprendere: la percentuale di spesa per la sanità pubblica continuerà a essere sotto la soglia del 6,5% in rapporto al Pil. Significa che a quella data mancheranno 30 miliardi in Italia per pagare quelli che oggi consideriamo servizi sanitari fondamentali. Lo dice Gimbe, analizzando il documento di finanza pubblica 2026, approvato il 22 aprile. Il presidente Nino Cartabellotta parla di «bomba a orologeria» per i bilanci regionali. «In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti dalla prossima legge di bilancio – afferma – questo squilibrio non potrà che scaricarsi sulle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi».Il dato di fondo è stabile: la spesa sanitaria rimane al 6,3% del Pil nel 2025 e al 6,4% nel 2026, quota che resta sostanzialmente invariata fino al 2029. In valore assoluto, però, la spesa cresce: 141,5 miliardi nel 2025, 148,5 miliardi nel 2026, fino a superare i 159 miliardi nel 2029. Un aumento che, secondo Gimbe, non basta a tenere il passo con i bisogni sanitari e con la crescita del Pil.Nel dettaglio, il consuntivo 2025 segna una spesa di 141,5 miliardi, in aumento di 3,2 miliardi rispetto al 2024. Un incremento inferiore alle previsioni precedenti, segnale – sottolinea la fondazione – di stime spesso riviste al ribasso.Per il 2026 la spesa prevista sale a 148,5 miliardi, quasi 7 miliardi in più, ma a fronte di un fondo sanitario nazionale fissato a 143,1 miliardi. Qui si apre il primo squilibrio: circa 5,4 miliardi di differenza tra spesa stimata e risorse disponibili.Il problema diventa strutturale nel triennio successivo. Le stime indicano 151,2 miliardi nel 2027, 155,1 nel 2028 e 159,4 nel 2029, mentre il finanziamento pubblico cresce meno. Il risultato è un divario che aumenta anno dopo anno: 7,1 miliardi nel 2027, 10,1 miliardi nel 2028, 13,4 miliardi nel 2029. Complessivamente, tra il 2027 e il 2029, lo scarto arriva a 30,6 miliardi a livello nazionale.È questo il nodo centrale: la sanità pubblica continua a crescere in valore assoluto, ma non abbastanza rispetto ai bisogni e alle risorse necessarie per garantire i livelli essenziali di assistenza. Secondo Gimbe, si tratta di «una scelta politica precisa, non di un effetto automatico».Questo squilibrio si scarica direttamente sulle Regioni, che gestiscono la sanità. In assenza di risorse aggiuntive, le strade sono due: aumentare le tasse locali o ridurre i servizi.Il fondo sanitario assegnato all’a regione ‘Umbria è di circa 2,3 miliardi l’anno (dato consolidato negli ultimi riparti del fondo sanitario nazionale). La spesa sanitaria complessiva regionale, considerando anche costi aggiuntivi e dinamiche di sistema, tende però a essere superiore.Applicando lo stesso schema nazionale, lo scarto si traduce in una pressione crescente sui conti regionali. Se il finanziamento statale cresce meno della spesa necessaria, la differenza deve essere coperta dalla Regione. In termini semplici: se aumentano i costi della sanità (personale, farmaci, servizi) ma i trasferimenti statali non crescono allo stesso ritmo, la Regione deve trovare le risorse mancanti. In Umbria questo significa intervenire sul bilancio regionale, con effetti che possono riflettersi su tasse locali o organizzazione dei servizi.Il punto, evidenziato dall’analisi Gimbe, è che il problema non riguarda singole Regioni ma l’intero sistema. L’Umbria, come le altre, si trova dentro un meccanismo in cui la distanza tra spesa reale e finanziamento pubblico è destinata ad allargarsi nei prossimi anni. Trovare risorse alternative senza limitare i servizi o ricorrere all’aiuto dei cittadini è operazione realmente complessa. Lo conferma l’attualità della finanza pubblica regionale. Tuttavia la governance dell’Umbria ha talmente rimarcato il primato della sanità pubblica da farne un segno distintivo dell’attuale legislatura. L’azione politica regionale dovrà misurarsi con un dato di fatto nazionale che impegna a una sfida da coraggiosi.Secondo l’analisi, il rischio è concreto: senza un aumento significativo delle risorse nella prossima legge di bilancio, senza cioè un diretto impegno del Governo centrale che somiglia più a una illusione che a una speranza plausibile, la capacità delle Regioni di garantire i servizi sanitari è a rischio, con effetti diretti su tempi di attesa, accesso alle cure e spesa a carico dei cittadini.Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902728110432.PDF §---§ title§§ Sanità bloccata al 6,4% del PIL: Regioni tra tasse più alte e tagli ai servizi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902737010405.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "upday.com" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T10:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902737010405.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902737010405.PDF', 'title': 'upday.com'} tp:url§§ https://www.upday.com/it/salute-e-benessere/sanita-bloccata-al-64-del-pil-regioni-tra-tasse-piu-alte-e-tagli-ai-servizi/ph8e89d tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902737010405.PDF tp:ocr§§ 28 April 2026 · 22:01 La Fondazione Gimbe lancia l'allarme sui tagli alla sanità pubblica (Immagine simbolica - Generata da IA) AI Generated Stock ImageLa Fondazione Gimbe ha analizzato il Documento di finanza pubblica 2026 e lancia l'allarme: la spesa sanitaria rimarrà bloccata al 6,4% del PIL fino al 2029, creando un buco di 30,6 miliardi di euro per i servizi pubblici. Il documento è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 22 aprile.I numeri della Fondazione mostrano una situazione critica per il sistema sanitario italiano. Nel 2025 la spesa sanitaria ammonta a 141.539 milioni di euro, con un rapporto sul PIL del 6,3%. Per il 2026 è previsto un aumento a 148.522 milioni di euro, pari al 6,4% del PIL. Ma questa percentuale rimarrà congelata fino al 2029.«E in assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio - questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi», ha commentato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.Previsioni instabiliIl presidente della Fondazione sottolinea come le previsioni sulla spesa sanitaria siano sistematicamente riviste al ribasso. «L'incremento di 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025 risulta nettamente inferiore alle previsioni dello scorso ottobre: infatti, il Documento programmatico di finanza pubblica, aggiornando le previsioni del DFP 2025, stimava una spesa sanitaria di 144.021 milioni, quasi 2,5 miliardi in più rispetto a quella del consuntivo 2025. Un segnale evidente di quanto le previsioni sulla spesa sanitaria siano instabili e, soprattutto, avvengono sempre al ribasso», ha osservato Cartabellotta.Anche per il 2026 il quadro appare poco realistico. «Considerando che l'ultima Manovra ha fissato per il 2026 il fondo sanitario nazionale a 143,1 miliardi - la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Ovvero, come per il consuntivo 2025, è verosimile che tale previsione sarà successivamente rivista al ribasso», ha spiegato il presidente della Fondazione.Polemiche sulle cifreIntanto la leader del Partito Democratico Elly Schlein è finita sotto accusa per aver citato statistiche errate sulla spesa sanitaria italiana in un'intervista al quotidiano spagnolo El País. Secondo quanto riportato da Libero Quotidiano, Schlein avrebbe sostenuto che la spesa sanitaria fosse scesa al 5,9% del PIL, quando invece il Documento di finanza pubblica 2025 indica il 6,3%, pari a 141,5 miliardi di euro.Il quotidiano Il Foglio, citato da Libero Quotidiano, suggerisce che la cifra del 5,9% potrebbe derivare da una confusione tra "fabbisogno sanitario" previsto e "spesa effettiva". A marzo Schlein aveva proposto di finanziare 3 miliardi di euro per assunzioni nella sanità tagliando un bonus caldaie che il governo aveva già abolito nel 2024.Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA). tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902737010405.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: con la spesa ferma rischio indebolimento del Ssn link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902735110370.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "vocealta.it" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T10:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902735110370.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902735110370.PDF', 'title': 'vocealta.it'} tp:url§§ https://vocealta.it/sanita-gimbe-con-la-spesa-ferma-rischio-indebolimento-del-ssn/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902735110370.PDF tp:ocr§§ 41 minuti fa Scritto da Voce AltaLa spesa sanitaria italiana resterà sostanzialmente stabile nei prossimi anni senza recuperare terreno rispetto al passato. È quanto emerge dall’analisi della Fondazione Gimbe sul Documento di economia e finanza (Dfp), che evidenzia come il rapporto tra spesa sanitaria e Pil sia destinato a rimanere fermo al 6,4% fino al 2028.Secondo la Fondazione, i dati contenuti nel Dfp delineano una prospettiva di sostanziale stagnazione degli investimenti pubblici nella sanità, con possibili conseguenze sulla tenuta del Servizio sanitario nazionale.Previsioni di spesa sanitaria a ribasso “L’incremento di 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025 – spiega il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta – è molto inferiore alle previsioni dello scorso ottobre: infatti, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica stimava una spesa sanitaria di 144.021 milioni, quasi 2,5 miliardi in più rispetto a quella del consuntivo 2025. Un segnale evidente di quanto le previsioni siano instabili e avvengano sempre al ribasso”.Per il 2026, il Dfp stima un rapporto spesa sanitaria/Pil è invece al 6,4%, in lieve aumento rispetto al 6,3% del 2025. In valore assoluto, la spesa sanitaria prevista è di 148.522 milioni, con un incremento di 6.983 milioni ( 4,9%) rispetto all’anno precedente.“Considerando che l’ultima manovra ha fissato per il 2026 il fondo sanitario nazionale a 143,1 miliardi, la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Ovvero, come per il consuntivo 2025, – conclude – tale previsione sarà rivista al ribasso”.La distanza tra previsioni e spese effettive“Nel triennio 2027-2029 il divario tra previsioni di spesa sanitaria per erogare i livelli essenziali di assistenza e le risorse disponibili ammonta a 30,6 miliardi. In assenza di consistenti investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi”. Questa l’analisi della Fondazione Gimbe sui dati contenuti nel Dfp 2026.Il gap tra Fondo sanitario nazionale e spesa sanitaria, pari a circa 3 miliardi nel 2023, è salito a 4,3 miliardi nel 2024, anno in cui la Corte dei Conti ha già certificato un disavanzo delle Regioni superiore a 1,5 miliardi. E la forbice è destinata ad ampliarsi ulteriormente: 7,1 miliardi nel 2027, 10,1 miliardi nel 2028 e 13,4 miliardi nel 2029, “configurando un definanziamento strutturale del Servizio sanitario nazionale sempre più marcato”.“In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio – commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta – questo scarto è una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte”.“Il Dfp 2026 – conclude Cartabellotta – fotografa una sanità pubblica sempre più sotto pressione finanziaria: a fronte dell’aumento dei bisogni di salute e della crisi di sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, si amplia la distanza tra spesa prevista e finanziamento pubblico. In queste condizioni, il Ssn rischia di soffocare con ulteriore peggioramento dell’accesso alle cure e delle diseguaglianze, oltre che della spesa a carico dei cittadini”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902735110370.PDF §---§ title§§ Sanità in pericolo | buco di 30 miliardi per le cure essenziali link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042903130306162.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "zazoom.it" del 29 Apr 2026

Secondo le stime della Fondazione Gimbe, tra il 2027 e il 2029 si prevede un deficit di circa 30,6 miliardi nel settore sanitario.

pubDate§§ 2026-04-29T03:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042903130306162.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042903130306162.PDF', 'title': 'zazoom.it'} tp:url§§ https://www.zazoom.it/2026-04-29/sanita-in-pericolo-buco-di-30-miliardi-per-le-cure-essenziali/19089568/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042903130306162.PDF tp:ocr§§ Secondo le stime della Fondazione Gimbe, tra il 2027 e il 2029 si prevede un deficit di circa 30,6 miliardi nel settore sanitario.--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042903130306162.PDF §---§ title§§ Sanità a pezzi | mancano 30 miliardi le cure sono a rischio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902732010455.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "zazoom.it" del 29 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-29T11:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902732010455.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902732010455.PDF', 'title': 'zazoom.it'} tp:url§§ https://www.zazoom.it/2026-04-28/sanita-a-pezzi-mancano-30-miliardi-le-cure-sono-a-rischio/19089056/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902732010455.PDF tp:ocr§§ Da lanotiziagiornale.it 28 apr 2026Secondo i dati della Fondazione Gimbe, il sistema sanitario italiano si trova in forte difficoltà a causa di una carenza di circa 30 miliardi di euro nel finanziamento pubblico. Il Documento di finanza pubblica evidenzia come le risorse siano insufficienti, mettendo a rischio la continuità delle cure e la qualità dei servizi sanitari offerti ai cittadini. La situazione rappresenta un problema che coinvolge direttamente la gestione e la sostenibilità del settore.La sanità non è una priorità di questo governo. Lo conferma la Fondazione Gimbe, analizzando i dati contenuti nel Documento di finanza pubblica (Dfp). “Le analisi sul Documento di Finanza Pubblica 2026 non rilevano alcuna inversione di tendenza della spesa sanitaria che rimane ferma al 6,4% del Pil fino al 2029”. Di contro, “a fronte di una crescita media annua del Pil nominale del 2,6%, per il triennio 2027-2029 il Dfp 2026 stima un incremento della spesa sanitaria solo del 2,37%”. Dietro l’apparente stabilità nella quota di Prodotto interno lordo destinata alla sanità quindi “si nasconde un quadro esposto a revisioni al ribasso”. Nel Dfp rapporto tra spesa sanitaria e Pil fermo al 6,4% fino al 2029. Leggi su Lanotiziagiornale.itsanit224 a pezzi mancano 30 miliardi le cure sono a rischio© Lanotiziagiornale.it - Sanità a pezzi: mancano 30 miliardi, le cure sono a rischio tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/29/2026042902732010455.PDF §---§