title§§ DFP, Lai (PD): conferma definanziamento su sanità pubblica, Governo scarica il conto su Regioni e cittadini - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042803021009294.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 28 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 28 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 28 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 28 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 28 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 28 Apr 2026
Le analisi sul Documento di Finanza Pubblica 2026 non rilevano alcuna inversione di tendenza della spesa sanitaria che rimane ferma al 6,4% del PIL fino al
pubDate§§ 2026-04-28T07:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802945408522.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802945408522.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionews/fondazione-gimbe-dfp-2026-sanita-ferma-al-64-del-pil-gap-fino-a-306-miliardi-entro-il-2029/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802945408522.PDF tp:ocr§§ Le analisi sul Documento di Finanza Pubblica 2026 non rilevano alcuna inversione di tendenza della spesa sanitaria che rimane ferma al 6,4% del PIL fino al--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802945408522.PDF §---§ title§§ PD – PARTITO DEMOCRATICO: «DFP: NESSUNA SVOLTA IN SANITÀ, SERVIZI A RISCHIO E CITTADINI SEMPRE PIÙ SOLI» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042803048909529.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 28 Apr 2026
L''analisi condotta dalla Fondazione Gimbe sul Documento di Finanza Pubblica presentato alle Camere dal governo Meloni non consente interpretazioni
pubDate§§ 2026-04-28T10:28:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042803048909529.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042803048909529.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/pd-partito-democratico-dfp-nessuna-svolta-in-sanita-servizi-a-rischio-e-cittadini-sempre-piu-soli/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042803048909529.PDF tp:ocr§§ L'analisi condotta dalla Fondazione Gimbe sul Documento di Finanza Pubblica presentato alle Camere dal governo Meloni non consente interpretazioni--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042803048909529.PDF §---§ title§§ M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «SANITÀ, CASTELLONE (M5S): “SSN AL COLLASSO, GOVERNO TAGLIA SERVIZI E ALZA TASSE REGIONALI”» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802728710435.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 28 Apr 2026
Le audizioni della Corte dei Conti e della Fondazione Gimbe sul Documento di Finanza Pubblica 2026 hanno delineato una situazione drammatica per la sanità
pubDate§§ 2026-04-28T13:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802728710435.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802728710435.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/m5s-movimento-5-stelle-parlamento-sanita-castellone-m5s-ssn-al-collasso-governo-taglia-servizi-e-alza-tasse-regionali/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802728710435.PDF tp:ocr§§ Le audizioni della Corte dei Conti e della Fondazione Gimbe sul Documento di Finanza Pubblica 2026 hanno delineato una situazione drammatica per la sanità--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802728710435.PDF §---§ title§§ Cresce divario tra spesa e fondo sanitario: mancano €30 mld. A rischio bilanci regionali – Agipress – Agenzia di stampa nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042803025209324.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agipress.it" del 28 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "altoadige.it" del 28 Apr 2026
Alto Adige è il quotidiano online di Bolzano continuamente aggiornato, con foto e video, su cronaca, politica, sport, cultura, spettacoli ed economia
pubDate§§ 2026-04-28T11:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802981309765.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802981309765.PDF', 'title': 'altoadige.it'} tp:url§§ http://www.altoadige.it/salute-e-benessere/gimbe-nel-dfp-rapporto-tra-spesa-sanitaria-e-pil-fermo-al-6-4-fino-al-2029-1.4351454 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802981309765.PDF tp:ocr§§ "Le analisi sul Documento di Finanza Pubblica 2026 non rilevano alcuna inversione di tendenza della spesa sanitaria che rimane ferma al 6,4% del pil fino al 2029". Di contro, "a fronte di una crescita media annua del Pil nominale del 2,6%, per il triennio 2027-2029 il Dfp 2026 stima un incremento della spesa sanitaria solo del 2,37%". Dietro l'apparente stabilità nella quota di Prodotto interno lordo destinata alla sanità quindi "si nasconde un quadro esposto a revisioni al ribasso". Questa l'analisi della Fondazione Gimbe sui dati contenuti nel Dfp 2026 che parla di "una scelta politica precisa". Nello specifico, per il 2025 il Dfp 2026 certifica un rapporto spesa sanitaria/Pil pari al 6,3%, invariato rispetto al 2024. In valore assoluto, nel 2025 la spesa sanitaria ammonta a 141.539 milioni, con una crescita del 2,5% rispetto ai 138.335 milioni del 2024. "L'incremento di 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025 - spiega il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta - è molto inferiore alle previsioni dello scorso ottobre: infatti, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica stimava una spesa sanitaria di 144.021 milioni, quasi 2,5 miliardi in più rispetto a quella del consuntivo 2025. Un segnale evidente di quanto le previsioni siano instabili e avvengano sempre al ribasso". Per il 2026, il Dfp stima un rapporto spesa sanitaria/Pil è invece al 6,4%, in lieve aumento rispetto al 6,3% del 2025. In valore assoluto, la spesa sanitaria prevista è di 148.522 milioni, con un incremento di 6.983 milioni (+4,9%) rispetto all'anno precedente. "Considerando che l'ultima manovra ha fissato per il 2026 il fondo sanitario nazionale a 143,1 miliardi, la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Ovvero, come per il consuntivo 2025, - conclude - tale previsione sarà rivista al ribasso". "Nel triennio 2027-2029 il divario tra previsioni di spesa sanitaria per erogare i livelli essenziali di assistenza e le risorse disponibili ammonta a 30,6 miliardi. In assenza di consistenti investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi". Questa l'analisi della Fondazione Gimbe sui dati contenuti nel Dfp 2026. Il gap tra Fondo sanitario nazionale e spesa sanitaria, pari a circa 3 miliardi nel 2023, è salito a 4,3 miliardi nel 2024, anno in cui la Corte dei Conti ha già certificato un disavanzo delle Regioni superiore a 1,5 miliardi. E la forbice è destinata ad ampliarsi ulteriormente: 7,1 miliardi nel 2027, 10,1 miliardi nel 2028 e 13,4 miliardi nel 2029, "configurando un definanziamento strutturale del Servizio sanitario nazionale sempre più marcato". "In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio - commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta - questo scarto è una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte". E a pagare saranno comunque i cittadini. "Il Dfp 2026 - conclude Cartabellotta - fotografa una sanità pubblica sempre più sotto pressione finanziaria: a fronte dell'aumento dei bisogni di salute e della crisi di sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, si amplia la distanza tra spesa prevista e finanziamento pubblico. In queste condizioni, il Ssn rischia di soffocare con ulteriore peggioramento dell'accesso alle cure e delle diseguaglianze, oltre che della spesa a carico dei cittadini". "L'audizione della Fondazione Gimbe sul Documento di finanza pubblica 2026 certifica in maniera inequivocabile ciò che denunciamo da mesi: il Governo ha scelto di tagliare la sanità pubblica e di indebolire progressivamente il Servizio sanitario nazionale". Lo dichiara la senatrice di Italia viva, Annamaria Furlan. "Dietro l'apparente stabilità del rapporto tra spesa sanitaria e Pil, ferma al 6,4% fino al 2029, si nasconde in realtà un de-finanziamento strutturale. Le stime evidenziano una crescita della spesa inferiore a quella del Pil e, soprattutto, previsioni sistematicamente riviste al ribasso. È una scelta politica precisa, non un destino inevitabile - prosegue Furlan - Il dato più allarmante è il gap tra fabbisogni e risorse: oltre 30 miliardi nel triennio 2027-2029. Una vera e propria bomba a orologeria che rischia di far saltare i conti delle Regioni e di scaricare il costo sui cittadini, tra aumento delle tasse locali e tagli ai servizi. Altro che rafforzamento della sanità pubblica: siamo davanti a un percorso che porta dritto verso il default del Servizio sanitario nazionale. Senza un'inversione di rotta immediata, il diritto alla salute sancito dalla Costituzione sarà sempre più compromesso. Il Governo smetta di nascondersi dietro numeri formalmente stabili e dica la verità al Paese: con queste scelte si stanno programmando meno cure, più diseguaglianze e una crescita della spesa privata". tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802981309765.PDF §---§ title§§ Gimbe, 'nel 2027-29 gap tra spesa per cure e risorse disponibili sarà di 30 miliardi' - Salute e Benessere link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802980509773.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "altoadige.it" del 28 Apr 2026
Alto Adige è il quotidiano online di Bolzano continuamente aggiornato, con foto e video, su cronaca, politica, sport, cultura, spettacoli ed economia
pubDate§§ 2026-04-28T11:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802980509773.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802980509773.PDF', 'title': 'altoadige.it'} tp:url§§ http://www.altoadige.it/salute-e-benessere/gimbe-nel-2027-29-gap-tra-spesa-per-cure-e-risorse-disponibili-sar%C3%A0-di-30-miliardi-1.4351451 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802980509773.PDF tp:ocr§§ "Nel triennio 2027-2029 il divario tra previsioni di spesa sanitaria per erogare i livelli essenziali di assistenza e le risorse disponibili ammonta a 30,6 miliardi. In assenza di consistenti investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi". Questa l'analisi della Fondazione Gimbe sui dati contenuti nel Dfp 2026. Il gap tra Fondo sanitario nazionale e spesa sanitaria, pari a circa 3 miliardi nel 2023, è salito a 4,3 miliardi nel 2024, anno in cui la Corte dei Conti ha già certificato un disavanzo delle Regioni superiore a 1,5 miliardi. E la forbice è destinata ad ampliarsi ulteriormente: 7,1 miliardi nel 2027, 10,1 miliardi nel 2028 e 13,4 miliardi nel 2029, "configurando un definanziamento strutturale del Servizio sanitario nazionale sempre più marcato". "In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio - commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta - questo scarto è una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte". E a pagare saranno comunque i cittadini. "Il Dfp 2026 - conclude Cartabellotta - fotografa una sanità pubblica sempre più sotto pressione finanziaria: a fronte dell'aumento dei bisogni di salute e della crisi di sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, si amplia la distanza tra spesa prevista e finanziamento pubblico. In queste condizioni, il Ssn rischia di soffocare con ulteriore peggioramento dell'accesso alle cure e delle diseguaglianze, oltre che della spesa a carico dei cittadini". tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802980509773.PDF §---§ title§§ Gimbe, 'nel 2027-29 gap tra spesa per cure e risorse disponibili sarà di 30 miliardi' - Sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802981509763.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 28 Apr 2026
"Nel triennio 2027-2029 il divario tra previsioni di spesa sanitaria per erogare i livelli essenziali di assistenza e le risorse disponibili ammonta a 30,6 miliardi. (ANSA)
pubDate§§ 2026-04-28T11:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802981509763.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802981509763.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/04/28/gimbe-nel-2027-29-gap-tra-spesa-per-cure-e-risorse-disponibili_cfb498fc-d42f-4573-89f3-ec1a4e657f1d.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802981509763.PDF tp:ocr§§ "Nel triennio 2027-2029 il divario tra previsioni di spesa sanitaria per erogare i livelli essenziali di assistenza e le risorse disponibili ammonta a 30,6 miliardi. In assenza di consistenti investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi". Questa l'analisi della Fondazione Gimbe sui dati contenuti nel Dfp 2026. Il gap tra Fondo sanitario nazionale e spesa sanitaria, pari a circa 3 miliardi nel 2023, è salito a 4,3 miliardi nel 2024, anno in cui la Corte dei Conti ha già certificato un disavanzo delle Regioni superiore a 1,5 miliardi. E la forbice è destinata ad ampliarsi ulteriormente: 7,1 miliardi nel 2027, 10,1 miliardi nel 2028 e 13,4 miliardi nel 2029, "configurando un definanziamento strutturale del Servizio sanitario nazionale sempre più marcato". "In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio - commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta - questo scarto è una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte". E a pagare saranno comunque i cittadini. "Il Dfp 2026 - conclude Cartabellotta - fotografa una sanità pubblica sempre più sotto pressione finanziaria: a fronte dell'aumento dei bisogni di salute e della crisi di sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, si amplia la distanza tra spesa prevista e finanziamento pubblico. In queste condizioni, il Ssn rischia di soffocare con ulteriore peggioramento dell'accesso alle cure e delle diseguaglianze, oltre che della spesa a carico dei cittadini". Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802981509763.PDF §---§ title§§ Gimbe, 'nel Dfp rapporto tra spesa sanitaria e Pil fermo al 6,4% fino al 2029' - Sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802980009768.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 28 Apr 2026
"Le analisi sul Documento di Finanza Pubblica 2026 non rilevano alcuna inversione di tendenza della spesa sanitaria che rimane ferma al 6,4% del pil fino al 2029". (ANSA)
pubDate§§ 2026-04-28T11:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802980009768.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802980009768.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/04/28/gimbe-nel-dfp-rapporto-tra-spesa-sanitaria-e-pil-fermo-al-64-fino_b22700a5-8a29-46b1-bacf-77d7568f401a.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802980009768.PDF tp:ocr§§ "Le analisi sul Documento di Finanza Pubblica 2026 non rilevano alcuna inversione di tendenza della spesa sanitaria che rimane ferma al 6,4% del pil fino al 2029". Di contro, "a fronte di una crescita media annua del Pil nominale del 2,6%, per il triennio 2027-2029 il Dfp 2026 stima un incremento della spesa sanitaria solo del 2,37%". Dietro l'apparente stabilità nella quota di Prodotto interno lordo destinata alla sanità quindi "si nasconde un quadro esposto a revisioni al ribasso". Questa l'analisi della Fondazione Gimbe sui dati contenuti nel Dfp 2026 che parla di "una scelta politica precisa". Nello specifico, per il 2025 il Dfp 2026 certifica un rapporto spesa sanitaria/Pil pari al 6,3%, invariato rispetto al 2024. In valore assoluto, nel 2025 la spesa sanitaria ammonta a 141.539 milioni, con una crescita del 2,5% rispetto ai 138.335 milioni del 2024. "L'incremento di 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025 - spiega il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta - è molto inferiore alle previsioni dello scorso ottobre: infatti, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica stimava una spesa sanitaria di 144.021 milioni, quasi 2,5 miliardi in più rispetto a quella del consuntivo 2025. Un segnale evidente di quanto le previsioni siano instabili e avvengano sempre al ribasso". Per il 2026, il Dfp stima un rapporto spesa sanitaria/Pil è invece al 6,4%, in lieve aumento rispetto al 6,3% del 2025. In valore assoluto, la spesa sanitaria prevista è di 148.522 milioni, con un incremento di 6.983 milioni (+4,9%) rispetto all'anno precedente. "Considerando che l'ultima manovra ha fissato per il 2026 il fondo sanitario nazionale a 143,1 miliardi, la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Ovvero, come per il consuntivo 2025, - conclude - tale previsione sarà rivista al ribasso". Gimbe, 'nel 2027-29 gap tra spesa per cure e risorse disponibili sarà di 30 miliardi' "Nel triennio 2027-2029 il divario tra previsioni di spesa sanitaria per erogare i livelli essenziali di assistenza e le risorse disponibili ammonta a 30,6 miliardi. 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"In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio - commenta il presidente Gimbe Nino Cartabellotta - questo scarto è una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte". E a pagare saranno comunque i cittadini. "Il Dfp 2026 - conclude Cartabellotta - fotografa una sanità pubblica sempre più sotto pressione finanziaria: a fronte dell'aumento dei bisogni di salute e della crisi di sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, si amplia la distanza tra spesa prevista e finanziamento pubblico. In queste condizioni, il Ssn rischia di soffocare con ulteriore peggioramento dell'accesso alle cure e delle diseguaglianze, oltre che della spesa a carico dei cittadini". Furlan, la fondazione Gimbe certifica tagli sanità, Ssn verso il default "L'audizione della Fondazione Gimbe sul Documento di finanza pubblica 2026 certifica in maniera inequivocabile ciò che denunci amo da mesi: il Governo ha scelto di tagliare la sanità pubblica e di indebolire progressivamente il Servizio sanitario nazionale". Lo dichiara la senatrice di Italia viva, Annamaria Furlan. "Dietro l'apparente stabilità del rapporto tra spesa sanitaria e Pil, ferma al 6,4% fino al 2029, si nasconde in realtà un de-finanziamento strutturale. Le stime evidenziano una crescita della spesa inferiore a quella del Pil e, soprattutto, previsioni sistematicamente riviste al ribasso. È una scelta politica precisa, non un destino inevitabile - prosegue Furlan - Il dato più allarmante è il gap tra fabbisogni e risorse: oltre 30 miliardi nel triennio 2027-2029. Una vera e propria bomba a orologeria che rischia di far saltare i conti delle Regioni e di scaricare il costo sui cittadini, tra aumento delle tasse locali e tagli ai servizi. Altro che rafforzamento della sanità pubblica: siamo davanti a un percorso che porta dritto verso il default del Servizio sanitario nazionale. Senza un'inversione di rotta immediata, il diritto alla salute sancito dalla Costituzione sarà sempre più compromesso. Il Governo smetta di nascondersi dietro numeri formalmente stabili e dica la verità al Paese: con queste scelte si stanno programmando meno cure, più diseguaglianze e una crescita della spesa privata". Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802980009768.PDF §---§ title§§ Gimbe: rapporto spesa/Pil congelato fino al 2029 e buco di 30 mld per le prestazioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802871808810.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilsole24ore.com" del 28 Apr 2026
Il presidente Cartabellotta: “Senza nuovi investimenti le Regioni saranno costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi”
pubDate§§ 2026-04-28T08:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802871808810.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802871808810.PDF', 'title': 'ilsole24ore.com'} tp:url§§ https://www.ilsole24ore.com/art/gimbe-rapporto-spesapil-congelato-fino-2029-e-buco-30-mld-le-prestazioni-AI777WkC tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802871808810.PDF tp:ocr§§ ServizioServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùAnalisiGimbe: rapporto spesa/Pil congelato fino al 2029 e buco di 30 mld per le prestazioni Il presidente Cartabellotta: “Senza nuovi investimenti le Regioni saranno costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi”di Ernesto Diffidenti28 aprile 2026Healthcare business graph and Medical examination and businessman analyzing data and growth chart on blured background ipopba - stock.adobe.com3' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.comI punti chiaveConsuntivo 2025Previsionale 2026 Stime 2027-2029Gap tra previsioni di spesa sanitaria e fondo sanitario nazionaleAscolta la versione audio dell'articolo3' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.comLa spesa sanitaria resterà ferma al 6,4% del Pil fino al 2029 e nel triennio 2027-2029, rispetto alle previsioni, mancheranno 30,6 miliardi necessari per garantire le prestazioni ai cittadini. È il dato centrale dell’analisi della Fondazione Gimbe sul Documento di finanza pubblica 2026, approvato il 22 aprile dal Consiglio dei ministri.Il quadro indica una distanza crescente tra il fabbisogno stimato e le risorse già programmate per il fondo sanitario nazionale. “E in assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio - commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi”.Loading...La Fondazione Gimbe ha esaminato il consuntivo della spesa sanitaria 2025, le previsioni per il 2026 e le stime per il triennio 2027-2029, confrontandoli con le previsioni di spesa e il finanziamento pubblico assegnato fotografando una sanità pubblica sempre di più sotto pressione finanziaria.Consuntivo 2025Per l’anno 2025 il DFP 2026 certifica un rapporto spesa sanitaria/Pil pari al 6,3%, invariato rispetto al 2024, confermando che in rapporto alla ricchezza prodotta dal Paese la spesa sanitaria rimane stabile. In valore assoluto, nel 2025 la spesa sanitaria ammonta a 141.539 milioni, con una crescita del 2,5% rispetto ai 138.335 milioni del 2024. “L’incremento di 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025 – osserva Cartabellotta – risulta nettamente inferiore alle previsioni dello scorso ottobre: infatti, il Documento programmatico di finanza pubblica, aggiornando le previsioni del DFP 2025, stimava una spesa sanitaria di 144.021 milioni, quasi € 2,5 miliardi in più rispetto a quella del consuntivo 2025. Un segnale evidente di quanto le previsioni sulla spesa sanitaria siano instabili e, soprattutto, avvengono sempre al ribasso”.NewsletterSanità24, la newsletter sul settore sanitarioScopri di piùPROMO ABBONAMENTO1 anno di abbonamento al Sole a 69€! Accesso illimitato al sito de Il Sole 24 OreScopri di piùPrevisionale 2026 Per l’anno 2026, il DFP stima un rapporto spesa sanitaria/Pil al 6,4%, in lieve aumento rispetto al 6,3% del 2025. In valore assoluto, la spesa sanitaria prevista è di 148.522 milioni, con un incremento di 6.983 milioni (+4,9%) rispetto all’anno precedente. “Considerando che l’ultima Manovra ha fissato per il 2026 il fondo sanitario nazionale a 143,1 miliardi – spiega Cartabellotta – la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Ovvero, come per il consuntivo 2025, è verosimile che tale previsione sarà successivamente rivista al ribasso”.Stime 2027-2029Il rapporto spesa sanitaria/Pil resta congelato al 6,4%. In valore assoluto, la previsione di spesa sanitaria sale a € 151.222 milioni nel 2027 (+1,8% rispetto al 2026), a 155.059 milioni nel 2028 (+2,5% rispetto al 2028) e a 159.443 milioni nel 2029 (+2,8% rispetto al 2028). «Dietro l’apparente stabilità nella quota di Pil destinata alla spesa sanitaria – commenta il presidente Gimbe – si nasconde un quadro fragile e fa cilmente esposto a revisioni al ribasso, sia per la stagnazione economica che per le incertezze geopolitiche. Ma soprattutto, non si intravede alcuna inversione di tendenza nelle politiche del Paese, che prevedono di destinare alla sanità un incremento percentuale inferiore alla crescita del Pil”. Infatti, per il triennio 2027-2029, a fronte di una crescita media annua del Pil nominale del 2,6%, il DFP 2026 stima un incremento medio annuo della spesa sanitaria del 2,37%.Gap tra previsioni di spesa sanitaria e fondo sanitario nazionaleSe da un lato le stime del DFP 2026 delineano la stabilità del rapporto spesa sanitaria/Pil, dall’altro, secondo Gimbe, nascondono una grave insidia per le Regioni. Infatti, il divario crescente tra le previsioni di spesa del DFP 2026 e le risorse allocate dall’ultima Manovra si traduce in una tensione finanziaria sempre più evidente per i bilanci regionali. Il gap tra FSN e spesa sanitaria, pari a circa 3 miliardi nel 2023, è salito a 4,3 miliardi nel 2024, anno in cui la Corte dei Conti ha già certificato un disavanzo delle Regioni superiore a 1,5 miliardi. E la forbice è destinata ad ampliarsi ulteriormente: 7,1 miliardi nel 2027, € 10,1 miliardi nel 2028 e 13,4 miliardi nel 2029, configurando, ad oggi, un definanziamento strutturale del Ssn sempre più marcato. Complessivamente, infatti, nel triennio 2027-2029 il divario tra previsioni di spesa sanitaria per erogare i livelli essenziali di assistenza e risorse disponibili ammonta a 30,6 miliardi. “In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio – commenta il presidente Gimbe – questo scarto non è solo un dato tecnico, ma una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte. E a pagare saranno comunque i cittadini”.Riproduzione riservata ©Argomentispesa sanitariaFondazione GimbeCorte dei ContiConsiglio dei MinistriLoading... tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802871808810.PDF §---§ title§§ Gimbe: rapporto spesa/Pil congelato fino al 2029 e buco di 30 mld per le prestazioni - Il Sole 24 ORE link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802885208932.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilsole24ore.com" del 28 Apr 2026
Il presidente Cartabellotta: “Senza nuovi investimenti le Regioni saranno costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi”
pubDate§§ 2026-04-28T08:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802885208932.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802885208932.PDF', 'title': 'ilsole24ore.com'} tp:url§§ https://www.ilsole24ore.com/art/gimbe-rapporto-spesapil-congelato-fino-2029-e-buco-30-mld-le-prestazioni-AI777WkC tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802885208932.PDF tp:ocr§§ Ascolta la versione audio dell'articolo3' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.comLa spesa sanitaria resterà ferma al 6,4% del Pil fino al 2029 e nel triennio 2027-2029, rispetto alle previsioni, mancheranno 30,6 miliardi necessari per garantire le prestazioni ai cittadini. È il dato centrale dell’analisi della Fondazione Gimbe sul Documento di finanza pubblica 2026, approvato il 22 aprile dal Consiglio dei ministri.Il quadro indica una distanza crescente tra il fabbisogno stimato e le risorse già programmate per il fondo sanitario nazionale. “E in assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio - commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi”.Loading...La Fondazione Gimbe ha esaminato il consuntivo della spesa sanitaria 2025, le previsioni per il 2026 e le stime per il triennio 2027-2029, confrontandoli con le previsioni di spesa e il finanziamento pubblico assegnato fotografando una sanità pubblica sempre di più sotto pressione finanziaria.Consuntivo 2025Per l’anno 2025 il DFP 2026 certifica un rapporto spesa sanitaria/Pil pari al 6,3%, invariato rispetto al 2024, confermando che in rapporto alla ricchezza prodotta dal Paese la spesa sanitaria rimane stabile. In valore assoluto, nel 2025 la spesa sanitaria ammonta a 141.539 milioni, con una crescita del 2,5% rispetto ai 138.335 milioni del 2024. “L’incremento di 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025 – osserva Cartabellotta – risulta nettamente inferiore alle previsioni dello scorso ottobre: infatti, il Documento programmatico di finanza pubblica, aggiornando le previsioni del DFP 2025, stimava una spesa sanitaria di 144.021 milioni, quasi € 2,5 miliardi in più rispetto a quella del consuntivo 2025. Un segnale evidente di quanto le previsioni sulla spesa sanitaria siano instabili e, soprattutto, avvengono sempre al ribasso”.NewsletterSanità24, la newsletter sul settore sanitarioScopri di piùPROMO ABBONAMENTO1 anno di abbonamento al Sole a 69€! Accesso illimitato al sito de Il Sole 24 OreScopri di piùPrevisionale 2026 Per l’anno 2026, il DFP stima un rapporto spesa sanitaria/Pil al 6,4%, in lieve aumento rispetto al 6,3% del 2025. In valore assoluto, la spesa sanitaria prevista è di 148.522 milioni, con un incremento di 6.983 milioni (+4,9%) rispetto all’anno precedente. “Considerando che l’ultima Manovra ha fissato per il 2026 il fondo sanitario nazionale a 143,1 miliardi – spiega Cartabellotta – la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Ovvero, come per il consuntivo 2025, è verosimile che tale previsione sarà successivamente rivista al ribasso”.Stime 2027-2029Il rapporto spesa sanitaria/Pil resta congelato al 6,4%. In valore assoluto, la previsione di spesa sanitaria sale a € 151.222 milioni nel 2027 (+1,8% rispetto al 2026), a 155.059 milioni nel 2028 (+2,5% rispetto al 2028) e a 159.443 milioni nel 2029 (+2,8% rispetto al 2028). «Dietro l’apparente stabilità nella quota di Pil destinata alla spesa sanitaria – commenta il presidente Gimbe – si nasconde un quadro fragile e facilmente esposto a revisioni al ribasso, sia per la stagnazione economica che per le incertezze geopolitiche. Ma soprattutto, non si intravede alcuna inversione di tendenza nelle politiche del Paese, che prevedono di destinare alla sanità un incremento percentuale inferiore alla crescita del Pil”. Infatti, per il triennio 2027-2029, a fronte di una crescita media annua del Pil nominale del 2,6%, il DFP 2026 stima un incremento medio annuo della spesa sanitaria del 2,37%.Gap tra previsioni di spesa sanitaria e fondo sanitario nazionaleSe da un lato le stime del DFP 2026 delineano la stabilità del rapporto spesa sanitaria/Pil, dall’altro, secondo Gimbe, nascondono una grave insidia per le Regioni. Infatti, il divario crescente tra le previsioni di spesa del DFP 2026 e le risorse a llocate dall’ultima Manovra si traduce in una tensione finanziaria sempre più evidente per i bilanci regionali. Il gap tra FSN e spesa sanitaria, pari a circa 3 miliardi nel 2023, è salito a 4,3 miliardi nel 2024, anno in cui la Corte dei Conti ha già certificato un disavanzo delle Regioni superiore a 1,5 miliardi. E la forbice è destinata ad ampliarsi ulteriormente: 7,1 miliardi nel 2027, € 10,1 miliardi nel 2028 e 13,4 miliardi nel 2029, configurando, ad oggi, un definanziamento strutturale del Ssn sempre più marcato. Complessivamente, infatti, nel triennio 2027-2029 il divario tra previsioni di spesa sanitaria per erogare i livelli essenziali di assistenza e risorse disponibili ammonta a 30,6 miliardi. “In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio – commenta il presidente Gimbe – questo scarto non è solo un dato tecnico, ma una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte. E a pagare saranno comunque i cittadini”.Riproduzione riservata ©Argomentispesa sanitariaFondazione GimbeCorte dei ContiConsiglio dei MinistriLoading... tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802885208932.PDF §---§ title§§ Una bomba a orologeria: il DFP 2026 svela il definanziamento strutturale della sanità italiana. Report GIMBE link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802915509135.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "insalutenews.it" del 28 Apr 2026
Bologna, 28 aprile 2026 - “Le analisi sul Documento di Finanza Pubblica 2026 non rilevano alcuna inversione di tendenza della spesa sanitaria che rimane ferma al 6,4% del PIL fino al 2029; mentre si amplia progressivamente il divario con il finanziamento pubblico che per il triennio 2027-2029 raggiunge complessivamente € 30,6 miliardi. In assenza di
pubDate§§ 2026-04-28T09:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802915509135.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802915509135.PDF', 'title': 'insalutenews.it'} tp:url§§ https://www.insalutenews.it/in-salute/una-bomba-a-orologeria-il-dfp-2026-svela-il-definanziamento-strutturale-della-sanita-italiana-report-gimbe/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=una-bomba-a-orologeria-il-dfp-2026-svela-il-definanziamento-strutturale-della-sanita-italiana-report-gimbe tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802915509135.PDF tp:ocr§§ Bologna, 28 aprile 2026 – “Le analisi sul Documento di Finanza Pubblica 2026 non rilevano alcuna inversione di tendenza della spesa sanitaria che rimane ferma al 6,4% del PIL fino al 2029; mentre si amplia progressivamente il divario con il finanziamento pubblico che per il triennio 2027-2029 raggiunge complessivamente € 30,6 miliardi. In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi”. Così Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, commenta i dati sulla spesa sanitaria contenuti nel Documento di Finanza Pubblica (DFP) 2026 approvato lo scorso 22 aprile dal Consiglio dei Ministri.“Per offrire al dibattito pubblico dati oggettivi e sottrarre il tema a letture strumentali – spiega Cartabellotta – la Fondazione GIMBE ha condotto analisi indipendenti sul DFP 2026”. Le analisi riguardano il consuntivo della spesa sanitaria 2025, le stime per il 2026 e per il triennio 2027-2029, oltre che la congruenza tra le previsioni di spesa e il finanziamento pubblico assegnato.Consuntivo 2025Dott. Nino CartabellottaPer l’anno 2025 il DFP 2026 certifica un rapporto spesa sanitaria/PIL pari al 6,3%, invariato rispetto al 2024, confermando che in rapporto alla ricchezza prodotta dal Paese la spesa sanitaria rimane stabile. In valore assoluto, nel 2025 la spesa sanitaria ammonta a € 141.539 milioni, con una crescita del 2,5% rispetto ai € 138.335 milioni del 2024.“L’incremento di € 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025 – osserva Cartabellotta – risulta nettamente inferiore alle previsioni dello scorso ottobre: infatti, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica, aggiornando le previsioni del DFP 2025, stimava una spesa sanitaria di € 144.021 milioni, quasi € 2,5 miliardi in più rispetto a quella del consuntivo 2025. Un segnale evidente di quanto le previsioni sulla spesa sanitaria siano instabili e, soprattutto, avvengono sempre al ribasso”.Previsionale 2026Per l’anno 2026, il DFP stima un rapporto spesa sanitaria/PIL al 6,4%, in lieve aumento rispetto al 6,3% del 2025. In valore assoluto, la spesa sanitaria prevista è di € 148.522 milioni, con un incremento di € 6.983 milioni (+4,9%) rispetto all’anno precedente.“Considerando che – chiosa Cartabellotta – l’ultima Manovra ha fissato per il 2026 il fondo sanitario nazionale a € 143,1 miliardi, la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Ovvero, come per il consuntivo 2025, è verosimile che tale previsione sarà successivamente rivista al ribasso”.Stime 2027-2029Il rapporto spesa sanitaria/PIL resta congelato al 6,4%. In valore assoluto, la previsione di spesa sanitaria sale a € 151.222 milioni nel 2027 (+1,8% rispetto al 2026), a € 155.059 milioni nel 2028 (+2,5% rispetto al 2028) e a € 159.443 milioni nel 2029 (+2,8% rispetto al 2028).“Dietro l’apparente stabilità nella quota di PIL destinata alla spesa sanitaria – commenta il Presidente – si nasconde un quadro fragile e facilmente esposto a revisioni al ribasso, sia per la stagnazione economica che per le incertezze geopolitiche. Ma soprattutto, non si intravede alcuna inversione di tendenza nelle politiche allocative del Paese, che prevedono di destinare alla sanità un incremento percentuale inferiore alla crescita del PIL. Una scelta politica precisa, non una fatalità”. Infatti, per il triennio 2027-2029, a fronte di una crescita media annua del PIL nominale del 2,6%, il DFP 2026 stima un incremento medio annuo della spesa sanitaria del 2,37%.Gap tra previsioni di spesa sanitaria e fondo sanitario nazionaleSe da un lato le stime del DFP 2026 delineano la stabilità del rapporto spesa sanitaria/PIL, dall’altro nascondono una grave insidia per le Regioni. Infatti, il divario crescente tra le previsioni di spesa del DFP 2026 e le risorse allocate dall’ultima Mano vra si traduce in una tensione finanziaria sempre più evidente per i bilanci regionali. Il gap tra FSN e spesa sanitaria, pari a circa € 3 miliardi nel 2023, è salito a € 4,3 miliardi nel 2024, anno in cui la Corte dei Conti ha già certificato un disavanzo delle Regioni superiore a € 1,5 miliardi.E la forbice è destinata ad ampliarsi ulteriormente: € 7,1 miliardi nel 2027, € 10,1 miliardi nel 2028 e € 13,4 miliardi nel 2029, configurando, ad oggi, un definanziamento strutturale del SSN sempre più marcato. Complessivamente, infatti, nel triennio 2027-2029 il divario tra previsioni di spesa sanitaria per erogare i livelli essenziali di assistenza e risorse disponibili ammonta a € 30,6 miliardi.“In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio – commenta il Presidente – questo scarto non è solo un dato tecnico, ma una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte. E a pagare saranno comunque i cittadini”.Quadro macroeconomicoLo scorso 23 aprile l’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha validato il DFP, segnalando però rilevanti margini di incertezza e rischio di revisioni anche nel breve periodo, a conferma della fragilità del contesto su cui si fondano le previsioni di spesa.“Ancorare il futuro del SSN a previsioni così fragili – commenta Nino Cartabellotta – significa costruire il sistema su basi instabili, con il rischio concreto che le risorse siano insufficienti già a breve termine, considerato il contesto macroeconomico”.“Il DFP 2026 – conclude Cartabellotta – fotografa una sanità pubblica sempre più sotto pressione finanziaria: a fronte dell’aumento dei bisogni di salute e della persistente crisi di sostenibilità del SSN, non inverte la tendenza della spesa sanitaria sul PIL e si amplia progressivamente la distanza tra spesa prevista e finanziamento pubblico. In queste condizioni, il SSN rischia di soffocare con ulteriore peggioramento dell’accesso alle cure e delle diseguaglianze, oltre che della spesa a carico dei cittadini. E soprattutto chiama il Governo a intervenire perché senza una consistente iniezione di risorse nella prossima Legge di Bilancio, la capacità di erogare i livelli essenziali di assistenza da parte delle Regioni sarà inevitabilmente destinata a peggiorare”. tp:writer§§ insalutenews.it guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802915509135.PDF §---§ title§§ Sanità sempre più cara, il gap tra spesa e Fondi è destinato a crescere link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802901508963.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lapresse.it" del 28 Apr 2026
La nuova analisi di Fondazione Gimbe sul Documento di Finanza Pubblica 2026 e il gap che insidia il futuro della sanità pubblica.
pubDate§§ 2026-04-28T08:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802901508963.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802901508963.PDF', 'title': 'lapresse.it'} tp:url§§ https://www.lapresse.it/salute/sanita/2026/04/28/sanita-sempre-piu-cara-il-gap-tra-spesa-e-fondi-e-destinato-a-crescere/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802901508963.PDF tp:ocr§§ Accesso ArchiviUltima oraHome > Salute > Sanità > Sanità sempre più cara, il gap tra spesa e Fondi è destinato a crescere La nuova analisi di Fondazione Gimbe sul Documento di Finanza Pubblica 2026 e il gap che insidia il futuro della sanità pubblica.In un’Italia che invecchia e che si trova a navigare nella nuova era delle permacrisi globali, il divario tra previsioni di spesa e fondo sanitario è destinato a crescere. Risultato? Nel triennio 2027-2029 mancheranno 30 miliardi alla sanità pubblica. E a farne le spese saranno prima le Regioni, poi i cittadini. A segnalarlo è la nuova analisi di Fondazione Gimbe sul Documento di Finanza Pubblica 2026. Da un lato la spesa sanitaria rimane ferma al 6,4% del Pil fino al 2029, mentre il divario con il finanziamento pubblico schizza, per la precisione, a 30,6 miliardi nel triennio.Risultato? In assenza di investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio “questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi”, prevede il presidente Nino Cartabellotta.Ma entriamo nei dettagli. Per il 2025 il Dfp 2026 certifica un rapporto spesa sanitaria/Pil al 6,3%, invariato rispetto al 2024, mentre la spesa sanitaria ammonta a 141.539 milioni, con una crescita del 2,5% rispetto al 2024.“L’incremento di 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025 risulta nettamente inferiore alle previsioni dello scorso ottobre: infatti, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica, aggiornando le previsioni del Dfp 2025, stimava una spesa sanitaria di 144.021 milioni, quasi 2,5 miliardi in più rispetto a quella del consuntivo 2025. Un segnale evidente di quanto le previsioni sulla spesa sanitaria siano instabili e, soprattutto, avvengono sempre al ribasso”, segnala Cartabellotta.Per il 2026 invece il Documento stima un rapporto spesa sanitaria/Pil al 6,4%, in lieve aumento. Questo mentre la spesa per la sanità prevista è di 148.522 milioni, con un incremento di 6.983 milioni (+4,9%) rispetto all’anno precedente.“Considerando che l’ultima Manovra ha fissato per il 2026 il fondo sanitario nazionale a 143,1 miliardi, la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Ovvero, come per il consuntivo 2025, è verosimile che tale previsione sarà successivamente rivista al ribasso”, chiarisce il presidente Gimbe.Nel triennio in esame il rapporto spesa sanitaria/Pil resta congelato al 6,4%, mentre la previsione di spesa sanitaria sale a 151.222 milioni nel 2027 (+1,8% rispetto al 2026), a 155.059 milioni nel 2028 (+2,5% rispetto al 2028) e a 159.443 milioni nel 2029 (+2,8% rispetto al 2028). “Dietro l’apparente stabilità nella quota di Pil destinata alla spesa sanitaria si nasconde un quadro fragile e facilmente esposto a revisioni al ribasso, sia per la stagnazione economica che per le incertezze geopolitiche. Ma soprattutto, non si intravede alcuna inversione di tendenza nelle politiche allocative del Paese, che prevedono di destinare alla sanità un incremento percentuale inferiore alla crescita del Pil. Una scelta politica precisa”, sottolinea Cartabellotta. Per il triennio 2027-2029, a fronte di una crescita media annua del Pil nominale del 2,6%, il Dfp 2026 stima un incremento medio annuo della spesa per la sanità del 2,37%. Il quadro che emerge nasconde, secondo Gimbe, una grave insidia per le Regioni. Infatti il divario crescente tra le previsioni di spesa e le risorse allocate dall’ultima Manovra si traduce in una tensione finanziaria sempre più evidente per i bilanci regionali.Il gap tra Fondo e spesa sanitaria, pari a circa 3 miliardi nel 2023, è salito a 4,3 miliardi nel 2024. E la forbice è destinata ad ampliarsi ulteriormente: 7,1 miliardi nel 2027, 10,1 miliardi nel 2028 e 13,4 miliardi nel 2029 configurando un definanziamento strutturale del Ssn sempre più marcato. Ecco che si arriva al maxi divario da 30,6 miliardi nel triennio 20 27-2029. Non solo un dato tecnico, “ma una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte. E a pagare saranno comunque i cittadini”, chiosa Cartabellotta, stigmatizzando una “sanità pubblica sempre più sotto pressione finanziaria”.La conclusione è amara. “Senza una consistente iniezione di risorse nella prossima Legge di Bilancio, la capacità di erogare i livelli essenziali di assistenza da parte delle Regioni sarà inevitabilmente destinata a peggiorare”, conclude il numero uno di Gimbe. La coperta, insomma, sarà sempre più corta.ULTIME NOVITÀP.I. 06723500010 – Copyright: © LaPresse – Tutti i diritti riservatiLa nostra realtàServizi e OffertePartnershipInformazioni e utilityContattiEsteriMilano, Roma, Torino, Firenze, Napoli, Verona, Treviso, Oristano, Messina, Lamezia TermeNew York, Washington, Miami, Bruxelles, Londra, Parigi, Berlino, Madrid, Varsavia, Praga, Ginevra, Vienna, Casablanca, Tokyo, Hong Kong tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802901508963.PDF §---§ title§§ Medicina generale, la riforma corre sul doppio binario link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802941108367.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "medicoepaziente.it" del 28 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "mondoprofessionisti.it" del 28 Apr 2026
Gimbe. Cresce il divario tra previsioni di spesa e fondo sanitario: nel triennio 2027-2029 mancano € 30 miliardi.
pubDate§§ 2026-04-28T11:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802988809872.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802988809872.PDF', 'title': 'mondoprofessionisti.it'} tp:url§§ https://www.mondoprofessionisti.it/focus-su/il-rapporto-spesa-sanitaria-pil-congelato-al-64-fino-al-2029/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802988809872.PDF tp:ocr§§ «Le analisi sul Documento di Finanza Pubblica 2026 non rilevano alcuna inversione di tendenza della spesa sanitaria che rimane ferma al 6,4% del PIL fino al 2029; mentre si amplia progressivamente il divario con il finanziamento pubblico che per il triennio 2027-2029 raggiunge complessivamente € 30,6 miliardi. In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi». Così Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, commenta i dati sulla spesa sanitaria contenuti nel Documento di Finanza Pubblica (DFP) 2026 approvato lo scorso 22 aprile dal Consiglio dei Ministri.«Per offrire al dibattito pubblico dati oggettivi e sottrarre il tema a letture strumentali – spiega Cartabellotta – la Fondazione GIMBE ha condotto analisi indipendenti sul DFP 2026». Le analisi riguardano il consuntivo della spesa sanitaria 2025, le stime per il 2026 e per il triennio 2027-2029, oltre che la congruenza tra le previsioni di spesa e il finanziamento pubblico assegnato (Tabella 1).Consuntivo 2025. Per l’anno 2025 il DFP 2026 certifica un rapporto spesa sanitaria/PIL pari al 6,3%, invariato rispetto al 2024, confermando che in rapporto alla ricchezza prodotta dal Paese la spesa sanitaria rimane stabile. In valore assoluto, nel 2025 la spesa sanitaria ammonta a € 141.539 milioni, con una crescita del 2,5% rispetto ai € 138.335 milioni del 2024. «L’incremento di € 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025 – osserva Cartabellotta – risulta nettamente inferiore alle previsioni dello scorso ottobre: infatti, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica, aggiornando le previsioni del DFP 2025, stimava una spesa sanitaria di € 144.021 milioni, quasi € 2,5 miliardi in più rispetto a quella del consuntivo 2025. Un segnale evidente di quanto le previsioni sulla spesa sanitaria siano instabili e, soprattutto, avvengono sempre al ribasso».Previsionale 2026. Per l’anno 2026, il DFP stima un rapporto spesa sanitaria/PIL al 6,4%, in lieve aumento rispetto al 6,3% del 2025. In valore assoluto, la spesa sanitaria prevista è di € 148.522 milioni, con un incremento di € 6.983 milioni (+4,9%) rispetto all’anno precedente. «Considerando che – chiosa Cartabellotta – l’ultima Manovra ha fissato per il 2026 il fondo sanitario nazionale a € 143,1 miliardi, la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Ovvero, come per il consuntivo 2025, è verosimile che tale previsione sarà successivamente rivista al ribasso»Stime 2027-2029. Il rapporto spesa sanitaria/PIL resta congelato al 6,4%. In valore assoluto, la previsione di spesa sanitaria sale a € 151.222 milioni nel 2027 (+1,8% rispetto al 2026), a € 155.059 milioni nel 2028 (+2,5% rispetto al 2028) e a € 159.443 milioni nel 2029 (+2,8% rispetto al 2028). «Dietro l’apparente stabilità nella quota di PIL destinata alla spesa sanitaria – commenta il Presidente – si nasconde un quadro fragile e facilmente esposto a revisioni al ribasso, sia per la stagnazione economica che per le incertezze geopolitiche. Ma soprattutto, non si intravede alcuna inversione di tendenza nelle politiche allocative del Paese, che prevedono di destinare alla sanità un incremento percentuale inferiore alla crescita del PIL. Una scelta politica precisa, non una fatalità». Infatti, per il triennio 2027-2029, a fronte di una crescita media annua del PIL nominale del 2,6%, il DFP 2026 stima un incremento medio annuo della spesa sanitaria del 2,37%.Gap tra previsioni di spesa sanitaria e fondo sanitario nazionale. Se da un lato le stime del DFP 2026 delineano la stabilità del rapporto spesa sanitaria/PIL, dall’altro nascondono una grave insidia per le Regioni. Infatti, il divario crescente tra le previsioni di spesa del DFP 2026 e le risorse allocate dall’ultima Manovra si traduce in una tensione finanziaria sempre più evidente per i bilanci regionali (Figura 1). Il gap tra FSN e spesa sanitaria, pari a circa € 3 miliard i nel 2023, è salito a € 4,3 miliardi nel 2024, anno in cui la Corte dei Conti ha già certificato un disavanzo delle Regioni superiore a € 1,5 miliardi. E la forbice è destinata ad ampliarsi ulteriormente: € 7,1 miliardi nel 2027, € 10,1 miliardi nel 2028 e € 13,4 miliardi nel 2029 (Figura 2), configurando, ad oggi, un definanziamento strutturale del SSN sempre più marcato. Complessivamente, infatti, nel triennio 2027-2029 il divario tra previsioni di spesa sanitaria per erogare i livelli essenziali di assistenza e risorse disponibili ammonta a € 30,6 miliardi. «In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio – commenta il Presidente – questo scarto non è solo un dato tecnico, ma una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte. E a pagare saranno comunque i cittadini».Quadro macroeconomico. Lo scorso 23 aprile l’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha validato il DFP, segnalando però rilevanti margini di incertezza e rischio di revisioni anche nel breve periodo, a conferma della fragilità del contesto su cui si fondano le previsioni di spesa. «Ancorare il futuro del SSN a previsioni così fragili – commenta Nino Cartabellotta – significa costruire il sistema su basi instabili, con il rischio concreto che le risorse siano insufficienti già a breve termine, considerato il contesto macroeconomico».«Il DFP 2026 – conclude Cartabellotta – fotografa una sanità pubblica sempre più sotto pressione finanziaria: a fronte dell’aumento dei bisogni di salute e della persistente crisi di sostenibilità del SSN, non inverte la tendenza della spesa sanitaria sul PIL e si amplia progressivamente la distanza tra spesa prevista e finanziamento pubblico. In queste condizioni, il SSN rischia di soffocare con ulteriore peggioramento dell’accesso alle cure e delle diseguaglianze, oltre che della spesa a carico dei cittadini. E soprattutto chiama il Governo a intervenire perché senza una consistente iniezione di risorse nella prossima Legge di Bilancio, la capacità di erogare i livelli essenziali di assistenza da parte delle Regioni sarà inevitabilmente destinata a peggiorare». tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802988809872.PDF §---§ title§§ Sanità: Gimbe su Dfp, gap tra spesa e fondo in 2027-2029 a 30 mld link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802730310483.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ore12.net" del 28 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "ore12.net" del 28 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 28 Apr 2026
Spesa sanitaria ferma al 6,4% del Pil fino al 2029, gap cumulato con il fabbisogno reale di oltre 30 miliardi nel triennio.
pubDate§§ 2026-04-28T10:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042803036009400.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042803036009400.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/dfp-gimbe-rapporto-spesa-sanitaria-pil-congelato-al-64-fino-al-2029-a-rischio-bilanci-regionali-e-erogazioni-prestazioni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042803036009400.PDF tp:ocr§§ “Le analisi sul Documento di Finanza Pubblica 2026 non rilevano alcuna inversione di tendenza della spesa sanitaria che rimane ferma al 6,4% del PIL fino al 2029; mentre si amplia progressivamente il divario con il finanziamento pubblico che per il triennio 2027-2029 raggiunge complessivamente € 30,6 miliardi. In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi”.Così Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, commenta i dati sulla spesa sanitaria contenuti nel Documento di Finanza Pubblica (DFP) 2026 approvato lo scorso 22 aprile dal Consiglio dei Ministri.“Per offrire al dibattito pubblico dati oggettivi e sottrarre il tema a letture strumentali – spiega Cartabellotta – la Fondazione Gimbe ha condotto analisi indipendenti sul DFP 2026”. Le analisi riguardano il consuntivo della spesa sanitaria 2025, le stime per il 2026 e per il triennio 2027-2029, oltre che la congruenza tra le previsioni di spesa e il finanziamento pubblico assegnato (Tabella 1).Consuntivo 2025. Per l’anno 2025 il Dfp 2026 certifica un rapporto spesa sanitaria/Pil pari al 6,3%, invariato rispetto al 2024, confermando che in rapporto alla ricchezza prodotta dal Paese la spesa sanitaria rimane stabile. In valore assoluto, nel 2025 la spesa sanitaria ammonta a € 141.539 milioni, con una crescita del 2,5% rispetto ai € 138.335 milioni del 2024. “L’incremento di € 3.204 milioni tra il 2024 e il 2025 – osserva Cartabellotta – risulta nettamente inferiore alle previsioni dello scorso ottobre: infatti, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica, aggiornando le previsioni del Dfp 2025, stimava una spesa sanitaria di € 144.021 milioni, quasi € 2,5 miliardi in più rispetto a quella del consuntivo 2025. Un segnale evidente di quanto le previsioni sulla spesa sanitaria siano instabili e, soprattutto, avvengono sempre al ribasso”.Previsionale 2026. Per l’anno 2026, il Dfp stima un rapporto spesa sanitaria/Pil al 6,4%, in lieve aumento rispetto al 6,3% del 2025. In valore assoluto, la spesa sanitaria prevista è di € 148.522 milioni, con un incremento di € 6.983 milioni (+4,9%) rispetto all’anno precedente. “Considerando che – chiosa Cartabellotta – l’ultima Manovra ha fissato per il 2026 il fondo sanitario nazionale a € 143,1 miliardi, la previsione di spesa sanitaria non è realistica senza aumentare i disavanzi regionali. Ovvero, come per il consuntivo 2025, è verosimile che tale previsione sarà successivamente rivista al ribasso”.Stime 2027-2029. Il rapporto spesa sanitaria/Pil resta congelato al 6,4%. In valore assoluto, la previsione di spesa sanitaria sale a € 151.222 milioni nel 2027 (+1,8% rispetto al 2026), a € 155.059 milioni nel 2028 (+2,5% rispetto al 2028) e a € 159.443 milioni nel 2029 (+2,8% rispetto al 2028). “Dietro l’apparente stabilità nella quota di PIL destinata alla spesa sanitaria – commenta il Presidente – si nasconde un quadro fragile e facilmente esposto a revisioni al ribasso, sia per la stagnazione economica che per le incertezze geopolitiche. Ma soprattutto, non si intravede alcuna inversione di tendenza nelle politiche allocative del Paese, che prevedono di destinare alla sanità un incremento percentuale inferiore alla crescita del PIL. Una scelta politica precisa, non una fatalità”. Infatti, per il triennio 2027-2029, a fronte di una crescita media annua del Pil nominale del 2,6%, il Dfp 2026 stima un incremento medio annuo della spesa sanitaria del 2,37%.Gap tra previsioni di spesa sanitaria e fondo sanitario nazionale. Se da un lato le stime del Dfp 2026 delineano la stabilità del rapporto spesa sanitaria/Pil, dall’altro nascondono una grave insidia per le Regioni. Infatti, il divario crescente tra le previsioni di spesa del Dfp 2026 e le risorse allocate dall’ultima Manovra si traduce in una tensione finanziaria sempre più evidente per i bilanci regionali (Figura 1). Il gap tra Fsn e spesa sanitaria, pari a circa € 3 miliardi nel 2023, è salito a € 4,3 miliardi nel 2024, anno in cui la Corte dei Conti ha già certificato un disavanzo delle Regioni superiore a € 1,5 miliardi. E la forbice è destinata ad ampliarsi ulteriormente: € 7,1 miliardi nel 2027, € 10,1 miliardi nel 2028 e € 13,4 miliardi nel 2029 (Figura 2), configurando, ad oggi, un definanziamento strutturale del Ssn sempre più marcato. Complessivamente, infatti, nel triennio 2027-2029 il divario tra previsioni di spesa sanitaria per erogare i livelli essenziali di assistenza e risorse disponibili ammonta a € 30,6 miliardi.“In assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio – commenta il Presidente – questo scarto non è solo un dato tecnico, ma una bomba a orologeria per i bilanci delle Regioni che senza risorse aggiuntive avranno solo due strumenti per evitare i Piani di rientro: tagliare i servizi e aumentare le imposte. E a pagare saranno comunque i cittadini”.Quadro macroeconomico. Lo scorso 23 aprile l’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha validato il DFP, segnalando però rilevanti margini di incertezza e rischio di revisioni anche nel breve periodo, a conferma della fragilità del contesto su cui si fondano le previsioni di spesa. “Ancorare il futuro del Ssn a previsioni così fragili – commenta Nino Cartabellotta – significa costruire il sistema su basi instabili, con il rischio concreto che le risorse siano insufficienti già a breve termine, considerato il contesto macroeconomico”.“Il Dfp 2026 – conclude Cartabellotta – fotografa una sanità pubblica sempre più sotto pressione finanziaria: a fronte dell’aumento dei bisogni di salute e della persistente crisi di sostenibilità del Ssn, non inverte la tendenza della spesa sanitaria sul Pil e si amplia progressivamente la distanza tra spesa prevista e finanziamento pubblico. In queste condizioni, il Ssn rischia di soffocare con ulteriore peggioramento dell’accesso alle cure e delle diseguaglianze, oltre che della spesa a carico dei cittadini. E soprattutto chiama il Governo a intervenire perché senza una consistente iniezione di risorse nella prossima Legge di Bilancio, la capacità di erogare i livelli essenziali di assistenza da parte delle Regioni sarà inevitabilmente destinata a peggiorare”.Vedi qui tutte le figure e tabelle. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042803036009400.PDF §---§ title§§ La Svizzera è vicina: qualche riflessione oltre alla comprensibile indignazione per le fatture che ci ha mandato link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802734710367.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 28 Apr 2026
Gentile Direttore, la polemica scoppiata sulla richiesta di pagamento delle cure ai familiari dei ragazzi feriti a Crans- Montana da parte della Confederazione Svizzera fa riflettere.
pubDate§§ 2026-04-28T13:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802734710367.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802734710367.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/la-svizzera-e-vicina-qualche-riflessione-oltre-alla-comprensibile-indignazione-per-le-fatture-che-ci-ha-mandato/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802734710367.PDF tp:ocr§§ Lettere al direttoreGentile Direttore, la polemica scoppiata sulla richiesta di pagamento delle cure ai familiari dei ragazzi feriti a Crans- Montana da parte della Confederazione Svizzera fa riflettere.Gentile Direttore,La polemica scoppiata sulla richiesta di pagamento delle cure ai familiari dei ragazzi feriti a Crans- Montana da parte della Confederazione Svizzera fa riflettere.“Una richiesta ignobile” così la definisce la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mentre l’ambasciatore italiano in Svizzera dichiara “Non pagheremo né ora né mai” e di richiesta “irricevibile”? “È tutto molto spiacevole e inopportuno… parlare di soldi con un’indagine in corso” afferma il padre di uno dei ragazzi feriti.Tutto molto comprensibile. Come si fa a chiedere soldi quando è evidente che ci sono responsabilità del Paese che le manda, quando era ed è in gioco la vita di giovani ragazzi, quando anche l’Italia ha fatto la sua parte ricoverando senza indugi alcuni dei ragazzi svizzeri feriti?Mi ha fatto pensare, fra l’altro, agli anni in cui, giovane medico, ho lavorato in Ciad. Nell’Ospedale Nazionale di N’Djamena, la capitale, qualunque fosse il problema, la persona che arrivava in pronto soccorso riceveva una ricetta con elencato tutto il necessario per ricevere le cure (farmaci, siringhe, diluenti, garze…) e di fatto non veniva curata finché non si trovavano i soldi per pagare. Un sistema che faceva rabbrividire, frutto delle imposizioni della Banca Mondiale, che ovviamente induceva le persone ad arrangiarsi in altro modo. Un paragone un po’ audace, forse, ma pensandoci bene il meccanismo non è poi così distante.Le reazioni italiane alla richiesta svizzera non tengono forse conto del fatto che il sistema sanitario svizzero è mutualistico, funziona cioè grazie al versamento di un premio annuale da parte delle famiglie a una delle casse autorizzate dal governo, a differenza di quello italiano, che è universalistico, finanziato dalla fiscalità generale e governato dallo stato. Come hanno spiegato gli stessi funzionari svizzeri, certamente in modo poco empatico, la fattura recapitata alle famiglie dei ragazzi feriti a Crans-Montana è un atto dovuto, parte del meccanismo di accordo bilaterale che prevede poi un rimborso da parte dello Stato Italiano. Lo stesso dovrebbe accadere con i ragazzi svizzeri curati all’ospedale Niguarda di Milano. Non trattandosi di cittadini europei, il nostro SSN dovrebbe chiedere il pagamento delle cure al sistema svizzero. Si obietterà che questo non è il caso di cure di routine, che questo è un caso eccezionale dove ci sono per giunta delle implicazioni penali. Vero.Ma quello che trovo interessante e degna di qualche riflessione è la veemenza con cui ci si scaglia contro una procedura che in sé è formalmente ineccepibile. Mi sembra che la chiave di interpretazione di questo atteggiamento stia nella percezione di noi italiani sul fatto che il servizio sanitario sia un servizio essenziale, eticamente dovuto, indipendentemente dall’ammontare dei costi e dalla situazione finanziaria dell’assistito. E in effetti così è stato, in Italia, dal 1978, anno di istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, che ha introdotto appunto le cure universalistiche, cioè rivolte a tutti indipendentemente dal censo. Dico “è stato” perché, come tutti dovrebbero sapere (ma la maggior parte sembra non sapere o far finta di niente) il Servizio Sanitario italiano da anni soffre di un costante sottofinanziamento che ha determinato una scarsità di personale e posti letto rispetto alla maggioranza degli altri paesi europei , ha ridotto nettamente l’offerta pubblica, ha prodotto un estenuante allungamento dei tempi di attesa e, di conseguenza, ha alimentato il ricorso al settore privato, tanto che ormai da anni si parla di rischio della privatocrazia a proposito della crisi del Ssn.Non dobbiamo parlare di soldi? Parliamone, invece.La spesa privata in Italia nel 2023 ha raggiunto quota 45,8 miliardi di euro. Di questi, 40,6 mili ardi sono a carico dei cittadini; nello stesso anno 5,8 milioni di persone hanno rinunciato alle cure, di cui 3,1 milioni per motivi economici. Si sta erodendo il principio di universalità del Servizio Sanitario Nazionale, accentuando le disuguaglianze nell’accesso alle cure. La migrazione sanitaria e i disagi quotidiani sui tempi di attesa e sui pronto soccorso affollati dimostrano che la tenuta del SSN è prossima al punto di non ritorno, che i princìpi fondanti di universalismo, equità e uguaglianza sono stati ormai traditi e che si sta sgretolando il diritto costituzionale alla tutela della salute, in particolare per le fasce socio-economiche più deboli, gli anziani e i fragili, chi vive nel Mezzogiorno e nelle aree interne e disagiate (vedi l’ultimo Rapporto Gimbe).Questo è il frutto di scelte di anni, in cui tutti i Governi hanno sottofinanziato il SSN e nessuno ha avviato un piano strutturale di rilancio del finanziamento pubblico, accompagnato da una coraggiosa stagione di riforme per ammodernare e riorganizzare la più grande opera pubblica mai costruita in Italia: quel Servizio Sanitario Nazionale istituito per tutelare la salute di tutti, che per anni è stato fra i primi servizi sanitari al mondo. Mentre il Governo trova le risorse per altri settori strategici, come la difesa, non è in grado di impegnarsi altrettanto nel rafforzamento del SSN, pilastro della nostra democrazia, strumento di coesione sociale e leva di sviluppo economico del Paese.Arriverà il momento, e rischia di non essere così lontano, in cui chi non potrà sottoscrivere un’assicurazione non avrà il diritto di accedere alle cure. Arriverà il giorno in cui non dovremo aspettare una tragedia oltralpe per ricevere fatture da migliaia di euro. Arriverà forse il giorno in cui, a chi esclama “cose da terzo mondo!” riferendosi al nostro servizio sanitario, non potrò più rispondere che non sa di cosa sta parlando.Di fronte alla comprensibile indignazione per le fatture ricevute dalla Svizzera, me ne aspetterei una di pari grado per la lenta ma progressiva demolizione del nostro servizio sanitario. Ce lo hanno già detto: stiamo per raggiungere il punto di non ritorno. Non aspettiamo che succeda.Emanuela Sbriscia, Specialista in Medicina Interna Senigallia (An)28 Aprile 2026© Riproduzione riservataGentile Direttore,la mia senilità e la lunga esperienza professionale, mi dicono che quando gli animi si infiammano sul tema della dipendenza medica, probabilmente siamo sulla strada giusta, perché difficilmente e,...Gentile Direttore,il Senato ha appena convertito in legge il Decreto PNRR 2026. Tra le misure sanitarie, l'articolo 15 introduce una semplificazione attesa: le Regioni potranno acquistare i farmaci in monopolio...Gentile Direttore,dopo aver letto le anticipazioni sul riordino della medicina generale messo a punto dal Ministero della Salute, mi sono chiesto se chi ha stilato quelle linee d’indirizzo abbia mai...Gentile Direttore,si è svolto a Roma il 24 aprile il primo workshop del Laboratorio RES (Reti, Equità, Sostenibilità), un’iniziativa finalizzata a supportare l’evoluzione organizzativa del Servizio Sanitario Nazionale attraverso modelli...Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisioneMedici di famiglia. Cambia la convenzione con nuovi obblighi organizzativi e dipendenza su base volontaria. Arriva la riforma Schillaci per far funzionare le Case della Comunità. Ecco la bozzaCase della Comunità: stop al medico che lavora da solo. Agenas pubblica le linee d’indirizzo sulle équipe multidisciplinari. 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Sì alla fiducia alla Camera. Precari stabilizzati, medici di famiglia fino a 72 anni, cantieri sbloccati e farmaci più velociQuotidiano onlined'informazione sanitariaSede legale e operativa:Via della Stelletta, 23, 00186 - RomaSede operativa:Via Luigi Galvani, 24, 20124 - MilanoTel: (+39) 06 45209 715Email: [email protected]Copyright 2013-2026 © Homnya SrlTutti i diritti sono riservatiP.I. e C.F. 13026241003Iscrizione al ROC n.34308Iscrizione Tribunale di Roma n.115/2013 del 22/05/2013Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802734710367.PDF §---§ title§§ Dfp. Quartini (M5S): “Per la sanità briciole, ma per le armi un miliardo al mese in più” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802734510369.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 28 Apr 2026
“Sulla sanità solo briciole, per le armi un miliardo al mese in più”.
pubDate§§ 2026-04-28T13:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802734510369.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802734510369.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/dfp-quartini-m5s-per-la-sanita-briciole-ma-per-le-armi-un-miliardo-al-mese-in-piu/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802734510369.PDF tp:ocr§§ “Continuano a piovere sentenze di bocciatura inappellabile sulle politiche sanitarie del governo Meloni. Da un lato la Corte dei Conti certifica una spesa inferiore di due miliardi rispetto a quanto annunciato soltanto sei mesi fa nel Dpfp di ottobre, dall’altro Fondazione Gimbe disegna un quadro drammatico conseguente all’ultimo Dfp”.Lo scrive in una nota Andrea Quartini, deputato del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali e Coordinatore del Comitato Salute e Inclusione Sociale del M5S.“L’analisi del Presidente Cartabellotta attesta che non esiste nessuna inversione di tendenza sulla spesa sanitaria, che rimane inchiodata al 6,4% del Pil dal 2026 al 2029. Come se non bastasse, continua a crescere il divario con il finanziamento pubblico, che nel triennio 2027-2029 supererà i 30 miliardi di euro, con conseguenze drammatiche per i conti delle Regioni, che si troveranno davanti al consueto dilemma: aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi. In ogni caso, a pagare saranno come sempre i cittadini, che finiranno per pagare di più o per avere meno diritti. Serviranno investimenti consistenti in legge di bilancio, al contrario delle manovre lacrime e sangue proposte finora dal governo. E non ci sono coperte corte che tengano: da chi mette briciole sulla sanità e aumenta la spesa per le armi di un miliardo al mese, non accettiamo scuse”, conclude Quartini. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042802734510369.PDF §---§ title§§ Dfp, Gimbe: spesa ferma al 6,4% del Pil fino al 2029. Gap da 30 miliardi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042803019710149.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 28 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 28 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "sumailombardia.info" del 28 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "sumailombardia.info" del 28 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "sumailombardia.info" del 28 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "wired.it" del 28 Apr 2026
Il piano introduce un doppio modello di lavoro tra convenzione e dipendenza nel Ssn. L’obiettivo è rafforzare l’assistenza territoriale, ma il progetto divide
pubDate§§ 2026-04-28T12:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042803018510153.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042803018510153.PDF', 'title': 'wired.it'} tp:url§§ https://www.wired.it/article/cosa-potrebbe-cambiare-per-i-medici-di-famiglia-con-la-riforma-schillaci/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042803018510153.PDF tp:ocr§§ Se oggi un cittadino entra negli studi dei medici di famiglia trova professionisti convenzionati con il Servizio sanitario nazionale. In futuro, invece, potrebbe aprirsi un secondo modello: oltre al medico convenzionato, potremmo incontrare un medico dipendente del Sistema sanitario nazionale. È uno dei cambiamenti al centro della riforma della medicina generale proposta dal ministro della Salute Orazio Schillaci, che punta a cambiare il modello dei medici di famiglia introducendo un doppio canale di lavoro e ridisegnando il loro ruolo nella sanità territoriale. La bozza del provvedimento, ancora in fase preliminare e non tradotta in un testo definitivo, ha già aperto un confronto serrato tra governo, Regioni e professioni sanitarie.Oggi i medici di famiglia operano come liberi professionisti convenzionati con il Servizio sanitario nazionale: lavorano sul territorio con studi propri e sono remunerati principalmente in base al numero di assistiti, secondo le regole stabilite dall’Accordo collettivo nazionale.La riforma non elimina questo sistema, ma ne modifica l’organizzazione. La convenzione resterebbe il modello principale, ma con nuovi obblighi. Maggiore integrazione nelle reti territoriali, attività programmate nelle strutture pubbliche della sanità di prossimità, utilizzo dei sistemi informativi condivisi e una presa in carico più strutturata dei pazienti cronici e fragili. Anche il sistema di remunerazione potrebbe cambiare progressivamente, riducendo il peso del numero di assistiti e introducendo criteri legati agli obiettivi e alle funzioni svolte.Al centro della proposta c'è poi la trasformazione dell'assistenza territoriale con le Case di Comunità previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) come perno del nuovo sistema. Si tratta di strutture pensate proprio per concentrare in un unico luogo medici di famiglia, infermieri, specialisti e servizi diagnostici di base, con l'obiettivo di ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso e rafforzare la presa in carico dei pazienti.Accanto al modello convenzionato, la bozza introduce la possibilità di un rapporto di lavoro dipendente su base volontaria. I medici che scelgono questa opzione potrebbero essere assunti dalle aziende sanitarie per coprire funzioni territoriali più strutturate, in particolare negli hub delle Case della Comunità, nel coordinamento dei servizi e nella continuità assistenziale. L’ingresso sarebbe graduale e limitato, con possibilità di stabilizzazione per chi già opera nel sistema.Il governo lega la riforma alla necessità di rendere operative le Case finanziate dal Pnrr e di rafforzare la sanità di prossimità. “Fare presto per dare agli italiani una sanità più efficiente e vicina ai cittadini, soprattutto ai più fragili”, ha dichiarato Schillaci, indicando nella medicina territoriale uno dei pilastri della revisione del sistema.La proposta ha però incontrato una reazione immediata nel mondo professionale. Per la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, guidata da Filippo Anelli, il rischio è quello di alterare l'equilibrio della medicina generale, indebolendo il rapporto diretto tra medico e paziente e spostando il baricentro verso un modello più organizzativo e meno fiduciario.Ancora più dura la Federazione italiana medici di medicina generale, che ha chiesto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di sospendere l’iter del provvedimento. Secondo il sindacato, il nuovo assetto rischia di rendere la professione meno attrattiva per i giovani medici, aggravando la carenza di medici di famiglia e producendo effetti negativi sull’accesso alle cure territoriali.Il dibattito si inserisce in una fase di forte criticità per la medicina territoriale. “Colpisce che si discuta di una riforma di cui non è ancora disponibile un testo definitivo, con il rischio di alimentare contrapposizioni ideologiche più che un confronto di merito”, osserva Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.Secondo C artabellotta, la direzione della riforma è comprensibile ma l'impianto resta fragile. L'obiettivo di rafforzare le Case della Comunità è accettabile, ma non può essere perseguito intervenendo solo sullo status dei medici. “È condivisibile l’obiettivo di dare concretezza alla riforma dell’assistenza territoriale prima della scadenza del Pnrr; meno convincente è l’idea che il problema possa essere risolto intervenendo sullo status di una parte dei medici di famiglia”.Il rischio, spiega, è triplice. “Spaccare la medicina generale in due regimi concorrenti, indebolire ulteriormente la prossimità territoriale nelle aree più fragili e intervenire per decreto su un assetto organizzativo che richiederebbe invece l’attuazione dell’Accordo collettivo nazionale, personale di supporto — in particolare infermieristico — e investimenti organizzativi”.Il tema centrale resta però quello dell'attrattiva della professione. “Questa riforma si inserisce in un contesto già critico: il problema non è più solo la programmazione, ma la scarsa attrattività della professione del medico di medicina generale, con un ricambio generazionale insufficiente a compensare pensionamenti e carenze già evidenti”.In questo scenario, conclude, nuove regole organizzative rischiano di non affrontare la base del problema: “senza rendere la professione più attrattiva, qualsiasi riforma organizzativa rischia di restare incompleta”. Intanto, sul territorio, continua ad aumentare il numero di cittadini senza un medico di riferimento, con effetti diretti sull’accesso alle cure e sulla qualità dell’assistenza.La proposta è stata presentata alle Regioni in forma preliminare e dovrà essere ulteriormente definita nei prossimi passaggi tecnici prima di arrivare a un testo definitivo. Il confronto istituzionale proseguirà nelle prossime settimane, anche in vista del passaggio in Consiglio dei ministri. Dopo l'attacco di Israele e Stati Uniti all'Iran, il golfo Persico rischia di esplodere: segui gli aggiornamenti Arriva The Wallet, la nuova newsletter settimanale di Wired che ti racconta l'economia. Iscriviti ora! Il caso Epstein non accenna a placarsi. E le sue ripercussioni si fanno sentire anche in Italia Qual è la situazione a quattro anni dall'esplosione del conflitto tra Ucraina e Russia? 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MILANO N. 00834980153 SOCIETÀ CON SOCIO UNICO tp:writer§§ Elena Betti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/28/2026042803018510153.PDF §---§