title§§ Exposanità, la medicina si fa hi-tech link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101667904986.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "CORRIERE DI BOLOGNA" del 21 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-21T03:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101667904986.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101667904986.PDF', 'title': 'CORRIERE DI BOLOGNA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101667904986.PDF tp:ocr§§ Exposanità, la medicina si fa hi-tech In Fiera da domani S alvare il carattere universalistico del sistema sanitario nazionale, che deve avere come pilastro la prossimità, e affrontare le nuove sfide aperte dalla tecnologia nel settore della cura delle persone. Exposanità è il salone biennale di riferimento per la sanità e i servizi sociosanitari. L’edizione 2026, intitolata «Planning Solutions», si tiene a BolognaFiere da domani a venerdì e ha come tema di confronto la necessità di costruire una nuova programmazione che sia anche innovativa, mettendo l’intelligenza artificiale, la telemedicina, la robotica e l’ingegneria clinica al servizio di cura e servizi, dalla prevenzione all’assistenza alla disabilità, dalla cronicità alla riabilitazione. Senza dimenticare il ruolo, in una regione in cui mancano almeno 4 mila infermieri, del capitale umano. Il convegno inaugurale, che si svolgerà domani alle 10.30, è «Sfide socio-sanitarie e soluzioni tech – Nuove risposte per garantire il diritto alla cura». Interverranno, tra gli altri, l’assessore alle Politiche per la salute della Regione Massimo Fabi, il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta e Barbara Mangiacavalli, presidente Fnopi, la federazione degli ordini delle professioni infermieristiche. I focus successivi saranno invece dedicati all’intelligenza artificiale in cardiologia e in oncologia. La kermesse vedrà anche la partecipazione del Cip, il comitato paralimpico che, assieme ad atleti e tecnici, animerà il salone con dimostrazioni aperte a tutti. Giovedì sarà ospite la campionessa olimpica di pattinaggio Francesca Lollobrigida. Sono cinque i focus in cartellone ad Exposanità: hospital, diagnostica, terza età, sanità digitale e Horus. Tra le novità Rehab Awards, il premio inedito che intende valorizzare i professionisti della riabilitazione e le aziende del comparto. Alessandra Testa © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Alessandra Testa Heading: In Fiera da domani Highlight: Image: -tit_org- Exposanità, la medicina si fa hi-tech -sec_org- tp:writer§§ Alessandra Testa guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101667904986.PDF §---§ title§§ Con i vaccini che calano pertosse e morbillo aumentano link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101776405947.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "AVVENIRE" del 21 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-21T03:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101776405947.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101776405947.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101776405947.PDF tp:ocr§§ Con i vaccini che calano pertosse e morbillo aumentano Di certo i messaggi allarmistici (e falsi) nei confronti dei vaccini, veicolati nei social anche da autorevoli leader internazionali, Italia compresa, non hanno aiutato. Perché se è vero che la Regione europea dell’Oms (che, oltre all’Europa, comprende anche l’Asia Centrale) «è rimasta indenne dalla poliomielite endemica dal 2002», e che, dal «2000 al 2024, i casi di rosolia sono diminuiti di oltre il 99%, quelli di difterite del 90% e quelli di parotite del 95%», è anche vero che come conseguenza del recente calo delle coperture vaccinali, nel 2024 «sono stati segnalati oltre 298 mila casi di pertosse, il numero più alto mai registrato. Nello stesso anno, i casi di morbillo hanno superato i 127 mila, il numero più alto degli ultimi 27 anni». Il Sos è contenuto in una nota congiunta della Commissione europea, dell’Ufficio regionale per l’Europa dell’Oms e dell’Ufficio regionale per l’Europa e l’Asia dell’Unicef, in occasione della Settimana europea dell’immunizzazione che si celebra fino a sabato 25. Per le organizzazioni, «parte di questo fenomeno può essere attribuito alla scarsa consapevolezza, alla disinformazione e alla sfiducia nei vaccini o nelle autorità sanitarie». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Con i vaccini che calano pertosse e morbillo aumentano -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101776405947.PDF §---§ title§§ Salute mentale, dall'IA un aiuto senza esclusiva = Il primo Manifesto su IA e salute mentale «Senza relazione, l'aiuto è una trappola» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101766705974.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "AVVENIRE" del 21 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-21T03:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101766705974.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101766705974.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101766705974.PDF tp:ocr§§ IL MANIFESTO Salute mentale, dall’IA un aiuto senza esclusiva Il primo Manifesto su IA e salute mentale «Senza relazione, l’aiuto è una trappola» Fa luce su un punto nodale il Manifesto italiano sulla salute mentale e l’intelligenza artificiale, presentato ieri. Salinaro a pagina 9 «N on riesco più a controllare l’ansia, cosa posso fare?». «Ho continui pensieri che non riesco a fermare: è normale?». «Mi capita di stare male senza un motivo preciso, puoi aiutarmi a capire?». Le domande che fino a pochi anni fa venivano rivolte a psicologi in carne e ossa, oggi sempre più spesso – anche in Italia – sono poste a terapeuti governati da algoritmi di intelligenza artificiale. I chatbot non si sottraggono mai alle richieste e, anzi, attivano con l’utente-paziente un dialogo veloce, gratuito e dal tono empatico e comprensivo. Non stupisce dunque che oggi il mercato delle intelligenze artificiali per il supporto psicologico sia in piena espansione: mentre sono nate piattaforme specializzate nella salute mentale come Wysa, Youper, Elomia o Meomind che offrono alternative più economiche e “on demand” alla terapia tradizionale, si stima che il settore supererà i 17 miliardi di dollari entro il 2030. Già nel 2023 una persona su dieci – rivela uno studio condotto negli Stati Uniti – si era rivolta almeno una volta a strumenti automatizzati per ricevere supporto emotivo o psicologico, e anche OpenAI nel 2025 ha dichiarato che ogni settimana, centinaia di migliaia di conversazioni sulla piattaforma generalista ChatGPT riguardano proprio temi di disagio psicologico. Se la tendenza è chiara, non sembrano esserlo altrettanto i rischi che, dunque, hanno voluto mettere nero su bianco i professionisti del Comitato Direttivo della Consulta delle Scuole Italiane di Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale (CBT Italia) attraverso un documento: il Manifesto italiano sulla salute mentale e l’intelligenza artificiale. «Abbiamo sentito la necessità di scrivere questo testo programmatico – spiega Maria Grazia Foschino Barbaro, psicologa e psicoterapeuta che ha lavorato al Manifesto, presentato lunedì 20 aprile a Roma in collaborazione con l’Università pontificia salesiana – perché l’Ia è entrata in modo prevalente nell’ambito della salute mentale. Tantissime persone, e ce lo raccontano candidamente anche i pazienti, si affidano a questi sistemi per consegnare le proprie pene. Le sofferenze mentali, però, non sono mai meri elenchi di sintomi né condizioni affrontabili con modalità probabilistiche». Se l’intelligenza artificiale ha il merito di offrire una risposta immediata e a portata di mano, per altro con un linguaggio che simula vicinanza umana, «manca la relazione – sintetizza Foschino Barbaro – che è il centro di ogni percorso psicologico. A differenza di altri ambiti medici in cui l’Ia porta a risultati perché consente di gestire una grande quantità di dati e di processi, nella salute mentale i progressi si verificano solo in virtù di un’alleanza tra due individui: il paziente e il terapeuta. Non si può prescindere da questo». Secondo gli autori del Manifesto, questo scarto è proprio un limite strutturale dei sistemi di intelligenza artificiale che non potrà essere superato nemmeno con l’avvento di algoritmi migliori. Il problema è che non tutti i pazienti hanno gli strumenti per accorgersene e così un’intelligenza artificiale che simula empatia e capacità di comprensione può diventare una trappola insidiosa, soprattutto per chi si trova in una fase particolarmente vulnerabile, come gli adolescenti o gli anziani. «Le risposte dei chatbot – insiste la psicologa – sono rapide e per un attimo riescono anche a placare ansie e paure, ma non sono mai risolutive. Inoltre le intelligenze artificiali rischiano di incappare in risposte errate, fuorvianti, parziali, e persino inappropriate e si basano su pregiudizi più che sul vissuto personale del singolo paziente». Tutti questi elementi non solo non aiutano ma possono anche peggiorare il quadro clinico e spingere la persona verso un maggiore isolamento invece di indirizzarla vers o un percorso di trasformazione, che è l’obiettivo finale di ogni terapia. L’intelligenza artificiale può essere utile ma non può sostituirsi alla terapia: è questo il concetto ribadito lungo tutto il Manifesto, che si rivolge anzitutto agli addetti ai lavori ma anche ai decisori politici e alle persone comuni, nelle quali vorrebbe diffondere una maggiore consapevolezza, approfondendo i documenti esistenti sulla materia e indicando alcuni criteri operativi. «L’Ia può aiutare, per esempio, per la parte organizzativa, per avvicinare i pazienti a materiali psicoeducativi ma anche in una prima fase di supporto. Ma la diagnosi, la gestione delle crisi e le interpretazioni dei sintomi – precisa Foschino – devono sempre restare nelle mani umane del terapeuta». «Noi psicologi e psicoterapeuti – aggiunge ancora la professionista – non condanniamo l’intelligenza artificiale tout court. Anzi, riteniamo che possa essere un punto di partenza nella cura. L’importante che poi il discorso evolva all’interno di uno spazio con un professionista che ha le competenze per muoversi in un momento di crisi. Altrimenti, se la terapia è interpretata solo come un insieme di risposte corrette, disponibili subito e a basso costo, allora diventa naturale immaginare che possa essere automatizzata. Ma non è così». ---End text--- Author: ILARIA BERETTA Heading: Highlight: Gli psicoterapeuti avvertono che è rischioso affidare ai chatbot i propri problemi. Foschino Barbaro: «I progressi non possono prescindere dall’alleanza tra paziente e terapeuta» Image:immediata e a portata di mano, per altro con un linguaggio che simula vicinanza umana, «manca la relazione – sintetizza Foschino Barbaro – che è il centro di ogni percorso psicologico. A differenza di altri ambiti non tutti i pazienti hanno gli strurispos colog riesco paure Inoltr schian rate, f inapp dizi p singo menti sono a nico e magg rizzar mazio ogni t L’inte utile m rapia: lungo ge an anche sone diffon volezz ti esis alcun tare, p nizza mater in una diagn interp Fosch nelle «Noi p giung conda le to pos nel di sp h p ri b -tit_org- Salute mentale, dall’IA un aiuto senza esclusiva Il primo Manifesto su IA e salute mentale «Senza relazione, l’aiuto è una trappola» -sec_org- tp:writer§§ ILARIA BERETTA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101766705974.PDF §---§ title§§ Turismo sanitario link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101767605971.PDF description§§

Estratto da pag. 53 di "CORRIERE DELLA SERA SETTE" del 21 Apr 2026

All'inizio il rimando era alle terme, con associazione all'idea di benessere fisico e relax. oggi il riferimento è a quanti sono costretti a muoversi per curare malattie gravi e già è nata l'espressione "turismo ospedaliero". ma che c'entra il dolore con il piacere?

pubDate§§ 2026-04-21T03:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101767605971.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101767605971.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA SETTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101767605971.PDF tp:ocr§§ i i TU r smO SAN t aRiO All’inizio il rimando era alle terme, con associazione all’idea di benessere ?sico e relax. Oggi il riferimento è a quanti sono costretti a muoversi per curare malattie gravi e già è nata l’espressione “turismo ospedaliero”. Ma che c’entra il dolore con il piacere? PA RO L E L E Z I O N I D I I TA L I A N O GIUSEPPE ANTONELLI lettereasette@rcs.it Qualche tempo fa ho partecipato, in una della sale di Montecitorio, a un convegno in cui si discuteva – fra l’altro – delle parole da usare nella comunicazione in ambito oncologico. Durante una tavola rotonda, la giornalista Annalisa Cuzzocrea ha fatto notare quanto sia stridente parlare di «turismo sanitario» per riferirsi a persone (e con loro, spesso, a famiglie) che viaggiano – per l’Italia, innanzi tutto, quasi sempre da Sud a Nord – in cerca di cure ef?caci per gravi patologie. Stridente e irrispettosa: per quell’accostamento tra un vocabolo come turismo, che rimanda a un’esperienza di viaggio grati?cante e piacevole, e la situazione di dolore, angoscia, a volte dif?coltà economiche di chi si sposta per cercare una speranza di guarigione. Da una parte, una scelta legata a una possibilità; dall’altra, una necessità legata a un’emergenza. Condividendo appieno questa sensazione di fastidio, mi sono ripromesso di indagare più a fondo sull’origine e la fortuna di un’espressione così infelice e contraddittoria. E ho scoperto che ha alle spalle una storia lunga almeno un secolo. Il primo esempio che mi è riuscito di trovare, infatti, è in una lezione tenuta il 16 settembre 1931 all’Università per Stranieri di Perugia. Qui la classi?cazione dei principali tipi di turismo («turismo di ricognizione», «sportivo», «culturale», «religioso», «artistico», «commerciale») si concludeva proprio con il «turismo sanitario o igienico: villeggiatura, bagni, cure, ecc.». Dalle antiche terme alle odierne spa, il turismo sanitario era legato – in origine – alla dimensione del benessere ?sico: a quella cura preventiva del corpo che oggi associamo a un sereno relax. Niente a che vedere con ospedali, chirurgia e terapie salvavita. Il signi?cato dell’espressione è andato poi progressivamente spostandosi verso la cura delle malattie, cominciando via via a riferirsi anche a persone in cerca di terapie o interventi medici di migliore qualità o minor costo. È così che, tra la ?ne del secolo scorso e i primi due decenni di questo, turismo sanitario ha preso a riferirsi ai viaggi – nazionali, o più di frequente, internazionali – per cure dentarie o chirurgia estetica, ad esempio. Fino ad arrivare alla de?nizione inequivocabile riportata nel 2008 tra i neologismi Treccani: «Viaggio intrapreso da chi necessita di interventi medici non disponibili nel proprio luogo di residenza». (Il che peraltro non impediva a una ricerca di marketing pubblicata nel 2020 di sottolineare le potenzialità economiche del fenomeno come richiamo dall’estero: «Il valore del turismo sanitario in Italia si aggira intorno ai 2 miliardi di euro»). Basta dare un’occhiata ai gra?ci ricavabili da Google libri, per rendersi conto di come la locuzione turismo sanitario si diffonda rapidamente nell’uso: diventando 130 volte più frequente tra il 1990 e il 2022. Ma anche della parallela diffusione – con l’intento probabilmente di distinguere i due tipi di viaggio (health tourism/medical tourism) – dell’espressione turismo medico o appunto medicale. E da ultimo, con una cruda oggettività che potrebbe forse far esplodere la contraddizione, di turismo ospedaliero: «Jesolo, ampliato il polo riabilitativo: nasce il turismo “ospedaliero”» (Corriere del Veneto, 31.5.2013); «Io non riesco ad accettarlo che in un paese “civile” come il nostro, se puoi permettertele ricevi cure adeguate, altrimenti ti arrangi. Il turismo ospedaliero è il più grande scandalo del nostro Paese» (così la giornalista Stefania Pinna in Instagram il 20.9.2023). ---End text--- Author: Redazione Heading: PA RO L E L E Z I O N I D I I TA L I A N O GIUSEPPE ANTONELLI lettereasette@rcs.it Highlight: Dal 1990 al 2022 la diffusione di ques to modo di dire è cresciuta Image: -tit_org- Turismo sanitario -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101767605971.PDF §---§ title§§ La via che resta da percorrere per garantire assistenza e cure = Cure palliative: la via ancora da percorrere per garantire assistenza e terapie tempestive link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101772405987.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "DUBBIO" del 21 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-21T03:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101772405987.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101772405987.PDF', 'title': 'DUBBIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101772405987.PDF tp:ocr§§ PALLIATIVE La via che resta da percorrere per garantire assistenza e cure LORENZO D'AVACK ë Ê Cure palliative: la via ancora da percorrere per garantire assistenza e terapie tempestiv LORENZO D'AVACK Sarà di questi giorni la presentazione alla Camera del volume curato da Paola Binetti e Maria Grazia de Marinis, dal titolo "L'approccio della medicina palliativa: Oltre i confini della guarigione". Su di analogo tema a Bolognasi tiene unconvegno sulla relazione di cura e famiglia e sulla personalizzazione della cura. La Libreria éditrice vaticana permiziativadellaPontificia Accademia per la Vita e della Conferenza episcopale lombarda presenta il 29 aprile alla Camera il "Libro Bianco per la promozione delle cure palliative in Italia". Ciò di cui si discute è il problema delle cure compassionevoli palliative che sorge quando il paziente ha una diagnosi di grave patologia per la quale non esistono terapie validate o quando quelle disponibili non sono efficaci. Pertanto, il paziente sulla base di un'indicazione medica chiede di ã³ñî³òåãå a metodi di cura non ancora approvati dall'autorità regolatoria. E una strada che può precedere l'aiuto al suicidiomedicalizzatoolarichiestadellasedazione profonda ai Sunsi della legge 219/2017. In questi casi ci si muove entro la zona grigia di un percorso scientifico di vai idazione iniziato, ma non ancora concluso e verificato. D'altra parte la maggior parte dei paesi ha avvertito negli ultimi anni l'esigenza di prevedere la somministrazione di tannaci o di altri trattamenti terapeutici anche in assenza di approvazione dell'autorità r8golatoria:attraversountrattanìento compassionevole, cosiddetto off-label, che implica modalità o dosaggi diversi da quelli autorizzati, mapercuiesistonosolide basi scientifiche di efficacia e tollerabilità. Nel contesto intemazionale è considerata la dichiarazione di Helsinki che all'articolo 37 consente un intervento non provato, sotto la responsabilità del medico e con il consenso informato del paziente, quando non esistono altre cure o interventi conosciuti die si siano dimostrati efficaci e dopo aver ricercato l'opinione di esperti in materia. In Italia la legge 38/2010 è stata la prima ad occuparsi di cure palliative e terapia del dolore in tutti gli ambiti assistenziali, m ogni fase della vita e per qualunque patologia ad andamento cronico ed evolutivo per le quali non esistono terapie o, se vi sono, risultano inadeguate ai fini della stabilizzazione. Questi casi drammatici pongono l'accento sulla libertà di cura e sulla ovvia domanda se sia legittimo accantonare il normale decorso di una corretta verifica sperimentale dei medicinali a frontRdiun"dirittoalla speranza" del pazienteche, consapevolmente, chiede un'incerta terapia per tentare di salvare o prolungare o migliorare la propria vita. All'interno di questo dibattito va sottolineata la frequente sfasatura trail normale prolungato decorso di una corretta verifica sperimentale e le urgenti attese individuali. Vi è una carenza di strutture specialistiche e di un lavoro di squadra che possa por- tare avanti in vicende come questa un 'assistenza globale integrata, La scuola di specializzazione non ha ancora ricevuto un riconoscimento a li vello europeo e lecure palliative non sono un settore disciplinare dell'università, ma un settore concorsuale del Servizio Sanitario Nazionale. Peraltro, la rigidità del percorso protocollare potrebbe essere attenuata in considerazione della cosiddetta "medicina personalizzata" che tenga conto delle condizioni e delle circostanze, con particolare riferimento alla differenza tra la valutazionescientifìca regolarmente accertata e i benefici rivendicati in concretodaIpaziente.Aciòsiaggiunga la scarsità di esperti m grado di seguire questi malati e la diffusione delle tecnologie dell'informazione della comunicazione (ICT) che rendono più facilmente consultabile da parte di pazienti "non addetti ai lavori" dati di ricerche scientifiche in corso. Inoltre, i costi die i percorsi di sperimentazione richiedono per la commercializzazione di un nuovo farmaco fanno sì che alcune patologie, in particolare quel le rare, non siano oggetto di ricerca da parte delle case farmaceutiche. Per gran parte di queste patologie, quindi, i sistemi sanitari non sono in grado di offrire cure o anche solo trattamenti che consentanoun mi glioramento della qualità della vita. Peraltro, questi tentativi non vanno pensati "al di fuori" delle sperimentazioni scientifiche, ma "accanto"ad esse, comecasicheœmunque non interferiscono con i trials, ma si accompagnano ad essi non usualmente, ma solo in casi eccezionali e con modalità accuratamente definite. E in queste specifiche situazioni per poter ravvisare un diritto alla cura, si dovrebbero indicare evidenze scientifiche plurime circa la ragionevole probabilità che il prodotto possa dare un beneficio e che il rischio sia proporzionale e contenuto. La Cassazione in una circostanza analoga ebbe a confermare che, per quanto il diritto alla salute non sia suscettibile di aftievolimento e quindi il paziente abbia un diritto ad ottenere cure tempestive e gratuite, queste prestazioni debbono rispettare i principi di "appropriatezza" del farmaco o delle terapie, entro i parametri fissati dalle norme di legge e di efficacia che richiedono "necessariamente un confronto tra i risultati positivi delle cure samtarie e gli eventuali riflessi negativi della terapia stessa sulle condizioni di vita del paziente" (18676/2014). -tit_org- La via che resta da percorrere per garantire assistenza e cure Cure palliative: la via ancora da percorrere per garantire assistenza e terapie tempestive -sec_org- tp:writer§§ LORENZO D'AVACK guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101772405987.PDF §---§ title§§ Nomine in Sanità con vista elezioni = Emergenza alla Salute: valzer di poltrone prima delle urne link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101766405975.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "FATTO QUOTIDIANO" del 21 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-21T03:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101766405975.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101766405975.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101766405975.PDF tp:ocr§§ VALZER IN ZONA SCHILLACI Nomine in Sanità con vista elezioni q DI BENEDETTO A PAG. 6 PUZZLE Corsa a piazzare i dirigenti tra dipartimenti e nuovi organismi: tra chi spera c’è Maria Rosaria Campitiello, moglie del meloniano Cirielli Emergenza alla Salute: valzer di poltrone prima delle urne A l ministero della Salute, a un anno dalla fine della legislatura, i numeri della sanità descrivono un panorama di emergenza nazionale: le liste d’attesa continuano a peggiorare, il 25 per cento della spesa sanitaria nazionale è ormai a carico dei cittadini e le Case di Comunità finanziate dal Pnrr sono quasi vuote. Eppure nei corridoi del Lungotevere Ripa, sede del ministero, l’unica vera urgenza sembra essere un’altra: le poltrone. E la corsa è già iniziata. Ed è soprattutto la parabola di Maria Rosaria Campitiello a raccontare cosa sta accadendo. Moglie del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, figura di peso di Fratelli d’Italia in Campania, Campitiello è entrata al ministero come consulente sulla procreazione assistita. Da lì ha scalato rapidamente le posizioni: da capo della segreteria tecnica del ministro a capo del Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero della Salute, un incarico che vale circa 240.000 euro annui. Ora, come già anticipato dal Fatto Quotidiano, il suo nome è in cima alla lista per guidare il nuovo Organismo di verifica e controllo sulle liste d’attesa, un ente istituito con il decreto legge 73 del 2024, nato a ridosso delle elezioni europee come spot elettorale, rimasto inattivo per due anni e oggi improvvisamente “resuscitato”. Nonostante una quindicina di candidati formali, il verdetto sembra già scritto: la nomina a direttore generale arriverà entro un mese, blindando un ruolo chiave di controllo politico sulle Regioni. UN ULTERIORE ricollocamento si è visto poi con la possibile nomina del capo di gabinetto del ministero della Salute Marco Mattei a consigliere alla Corte dei Conti, interpretato da molti come un premio alla fedeltà verso le sorelle Meloni, Giorgia e Arianna (vedi articolo accanto). Ma i segnali di questa deriva erano emersi già mesi prima, col tentativo di Marco Mattei di “l ib erar si ” di Pierluigi Russo, direttore scientifico dell’Aifa, l’agenzia pubblica che valuta e autorizza i farmaci in Italia e ne negozia i prezzi con le case farmaceutiche. Il metodo scelto è stato un incarico all’Organizzazione mondiale della Sanità di Ginevra da 350.000 euro annui, un paracadute confezionato con la copertura personale del ministro OraPOT A TA LE N SOL INTE AL M zio Schillaci. Russo ha prima detto sì, ma poi ha fatto marcia indietro, restando asserragliato nel suo ufficio. Poco dopo è finito sotto accusa per uno scostamento di quasi 3 miliardi sulla spesa farmaceutica, con una lettera durissima firmata dallo stesso ministro. Saltata la trattativa, i rapporti tra Mattei e Schillaci si sono deteriorati e il risiko delle nomine all’Aifa si è bloccato. Con l’uscita di scena di Russo, sarebbe dovuto subentrare Arturo Cavaliere, presidente della Sifo (Società italiana di farmacia ospedaliera). Cavaliere è considerato vicino sia al ministro Schillaci sia al sottosegretario meloniano Marcello Gemmato, ed è ritenuto da fonti interne un punto di riferimento per i colossi del settore farmaceutico, come AbbVie. Oggi alla guida della Asl di Frosinone, attende da tempo un incarico più in linea con le sue ambizioni. LA GUERRIGLIA interna non risparmia neppure Francesco Saverio Mennini, capo del Dipartimento della Programmazione. Al dirigente, la cui posizione vale circa 240.000 euro annui, sarebbe stato chiesto di farsi da parte. Tra le accuse a cui ha dovuto replicare spicca il mancato aggiornamento del Piano sanitario nazionale, lo strumento che dovrebbe definire le priorità della salute pubblica italiana, fermo incredibilmente al 2008. In sedici anni, e nonostante quattro anni di governo Meloni alle spalle, il piano è rimasto al palo. E E ITI ERO COSÌ, mentre la piattaforma nazionale Agenas continua a non fornire dati disaggrega ti e trasparenti, rendendo impossibile ogni reale controllo sulle inadempienze regionali, quello che si sta consumando al ministero della Salute non è un piano di rilancio, ma una strategia di ritirata. È il ritratto del potere meloniano che, sentendo avvicinarsi il tramonto, non lavora per una sanità migliore, ma per consegnare al “dopo” delle poltrone blindate e inattaccabili per chiunque vincerà le prossime elezioni politiche. ---End text--- Author: Linda Di Benedetto Heading: Highlight: POTERE A TARDARE LE NOMINE SOLO LE LITI INTERNE AL MINISTERO Image:Tutti in fila Il ministro della Salute, Orazio Schillaci. A destra, Marco Mattei FOTO ANSA -tit_org- Nomine in Sanità con vista elezioni Emergenza alla Salute: valzer di poltrone prima delle urne -sec_org- tp:writer§§ LINDA DI BENEDETTO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101766405975.PDF §---§ title§§ Una buona sanità non è di destra né di sinistra link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101769105950.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "SECOLO XIX" del 21 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-21T03:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101769105950.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101769105950.PDF', 'title': 'SECOLO XIX'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101769105950.PDF tp:ocr§§ UNA BUONA SANITÀ NON È DI DESTRA NÉ DI SINISTRA APPELLO A CHI GOVERNA L a sanità italiana è in costante difficoltà per ragioni organizzative ed economiche, ma anche perché la popolazione anziana e fragile sta aumentando a dismisura. I pazienti si lamentano, giustamente, perché devono aspettare mesi o anni per una colonscopia o una visita dermatologica. Ridurre le disuguaglianze regionali è una priorità: non si può essere curati bene o male a seconda di dove risiedi. La riforma del Titolo V ha creato 21 sistemi sanitari differenti; è necessario ridefinire in maniera seria e condivisa i livelli essenziali di assistenza per garantire prestazioni omogenee e efficienti su tutto il territorio nazionale. Il finanziamento del Sistema Sanitario Nazionale dovrebbe essere agganciato a una strategia con un respiro almeno decennale, con la definizione e l’approvazione di un nuovo Piano Sanitario Nazionale, che manca ormai da 15 anni. C’è poi la povertà sanitaria. Una fascia di popolazione che per condizioni di indigenza non può curarsi, se non per le urgenze e le emergenze. Questi cittadini necessiterebbero di un fondo specifico ben regolamentato e finanziato. Occorre favorire l’immissione nel mercato del lavoro di professionisti sanitari di alto livello scelti con strumenti più meritocratici e oggettivi del concorso pubblico. Servono risorse per aumentare gli stipendi e per ridurre i carichi di lavoro. Va spostata l’assistenza dall’ospedale al territorio, potenziando le case di comunità, le cure domiciliari e il ruolo dei medici di medicina generale. Ci vuole più digitalizzazione, più elettronica, più intelligenza artificiale, più internazionalizzazione e meno firme, meno burocrazia, meno carte da compilare, meno centralini da chiamare e uffici da visitare. Il Sistema Sanitario Nazionale ha bisogno di un profondo restyling e di una nuove veste. Ha bisogno urgente di essere rianimato e riabilitato. Tutti abbiamo le nostre colpe, ma il SSN, dato spesso per scontato, è diventato invivibile e insostenibile. Mi piacerebbe poter leggere nei programmi elettorali di chi si candiderà alla guida del paese come questi temi verranno affrontati e risolti. Questo non può e non deve essere un tema di sinistra o di destra: salvare il SSN deve essere un obiettivo bipartisan. ---End text--- Author: MATTEO BASSETTI Heading: APPELLO A CHI GOVERNA Highlight: Image: -tit_org- Una buona sanità non è di destra né di sinistra -sec_org- tp:writer§§ Matteo Bassetti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101769105950.PDF §---§ title§§ Addio al paziente medio, verso un passaporto genetico per curare meglio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101769405953.PDF description§§

Estratto da pag. 25 di "SOLE 24 ORE" del 21 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-21T03:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101769405953.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101769405953.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101769405953.PDF tp:ocr§§ Addio al paziente medio, verso un passaporto genetico per curare meglio L’Agenzia del farmaco La prescrittomica D alle terapie a taglia unica alle cure su misura: il modello tradizionale basato su prescrizioni adatte a un “paziente medio”, lascia sempre di più lo spazio a un approccio personalizzato, capace di adattare diagnosi e terapie alle caratteristiche genetiche, cliniche e ambientali dell'individuo. Con il beneficio ulteriore che individuare terapie tarate sul singolo paziente può evitare anche il fenomeno della politerapia: quasi un anziano su tre (circa il 30%) in Italia assume 10 o più farmaci quotidianamente mentre il 68% degli over 65 ne assume almeno cinque. Sono tutti indispensabili? A squarciare il velo su quello che potrebbe essere il futuro vicino della prescrizione dei farmaci pronta a diventare prescrittomica - l’analisi cioè dei dati del genoma per definire dosaggi su misura - è il report dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sulla medicina di precisione. Un report che auspica, per il futuro, l'adozione di un passaporto farmacogenomico, ovvero una carta d'identità genetica del paziente. Negli ultimi vent'anni, la ricerca ha mostrato un limite della medicina tradizionale: pazienti con la stessa patologia possono rispondere in modo diverso alle stesse cure, in base a età, genere, corporatura, caratteristiche genetiche. Da qui l'esigenza di trattamenti più mirati, in grado di ridurre terapie inefficaci o dannose. Nella pratica clinica questo si traduce nell'impiego di strumenti innovativi come bioinformatica e intelligenza artificiale. Tra gli strumenti che sono a disposizione c'è oggi anche la farmacogenomica, per analizzare le varianti del dna, diverse tra individui o popolazioni, che possono influenzare la risposta ai farmaci. Quando assumiamo una terapia, infatti, il suo assorbimento ed eliminazione, come anche l'efficacia e i possibili effetti collaterali, dipendono da proteine ed enzimi codificati dai nostri geni. Tra le prospettive, quindi, c'è «il passaporto farmacogenomico, una carta d'identità genetica del paziente che potrebbe accompagnarlo per tutta la vita» e che può rappresentare «una prospettiva concreta per migliorare sicurezza ed efficacia delle cure», precisa il presidente dell'Aifa, Robert Nisticò. «La medicina di precisione non deve essere un lusso per pochi, ma un diritto per tutti», l'obiettivo è renderla «accessibile, equa e sostenibile», spiega Nisticò. Un ambito in cui è già realtà è l'oncologia: la chemioterapia è stata affiancata da terapie mirate e meglio tollerate. Molto si può fare per i malati cronici, che sono in continua crescita con il progressivo invecchiamento . In Italia, il 68% degli over 65 assume almeno cinque terapie diverse: la prescrittomica è una disciplina emergente che mira a integrare dati genetici, molecolari, clinici e ambientali, per ridurre gli effetti negativi delle interazioni tra farmaci diversi. «La sfida è prescrivere meglio, non di più, utilizzando le informazioni genetiche e cliniche per evitare rischi inutili», conclude Nisticò. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marzio Bartoloni Heading: Highlight: Nisticò (AIfa): «La medicina di precisione non deve essere un lusso per pochi, ma un diritto per tutti» c R s p t s Image: -tit_org- Addio al paziente medio, verso un passaporto genetico per curare meglio -sec_org- tp:writer§§ Marzio Bartoloni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101769405953.PDF §---§ title§§ Psichiatria Salute mentale, allarme giovani = Salute mentale, allarme giovani: 75mila nuovi pazienti under 35 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101767705972.PDF description§§

Estratto da pag. 24 di "SOLE 24 ORE" del 21 Apr 2026

Barbara Gobbi —a pag. 24

pubDate§§ 2026-04-21T03:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101767705972.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101767705972.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101767705972.PDF tp:ocr§§ Psichiatria Salute mentale, allarme giovani Barbara Gobbi —a pag. 24 Salute 24 Salute mentale, allarme giovani: 75mila nuovi pazienti under 35 I numeri. Più di un nuovo utente su quattro dei servizi psichiatrici ha meno di 35 anni e i tassi nella fascia 18-24 anni sono molto alti. Il nodo del personale insufficiente e il piano che stanzia 255 milioni in tre anni L’ emergenza giovani, la mancanza di personale, l’estrema variabilità tra regioni. E’ questa la triplice cifra che balza agli occhi a leggere il Rapporto salute mentale 2024, pubblicato ieri dal ministero guidato da Orazio Schillaci. Un quadro delle cure psichiatriche in Italia, che però - come si legge nell’introduzione al documento - andrà tarato e arricchito, con “indicatori utili” a monitorare le nuove linee d’intervento previste dal Piano di azioni nazionale per la salute mentale (Pansm) 2025-2030 varato dalla Conferenza Unificata e voluto da Schillaci dopo 13 anni senza strategie. Un piano annunciato come una rivoluzione che dovrà tenere conto del boom di disagio che affligge il Paese - a cominciare proprio dalle nuove generazioni passando per le fasce in età lavorativa della necessaria riorganizzazione delle cure sul territorio e dello storico gap di risorse finanziarie e umane che affligge il settore, tra le “cenerentole” del Ssn. Proprio per invertire la rotta, l’ultima legge di bilancio ha stanziato 255 milioni nel triennio 2026-2028 e 30 milioni l’anno a partire dal 2029. Prevenzione e personale sono le priorità: alla prima infatti è riservato il 30% dei fondi; mentre a medici, infermieri e agli altri operatori la manovra riserva per assunzioni a tempo indeterminato 30 milioni l’anno. Intanto, la fotografia scattata dal Rapporto 2024 parla di 845.516 utenti psichiatrici assistiti dai servizi specialistici, con tassi che oscillano dai 119,1 per 10mila abitanti adulti delle Marche ai 447,2 della Liguria e rispetto a un valore-Italia di 171,9 utenti per diecimila abitanti. Dati - incompleti per l’assenza dell’Abruzzo e l’invio solo parziale del Molise - che tracciano l’identikit di un’utenza femminile nel 55,9% dei casi con il 66,3% dei pazienti che supera i 45 anni. A questa platea nel 2024 i servizi psichiatrici tra Centri salute mentale, centri diurni e strutture residenziali - hanno erogato 10 milioni di prestazioni, cioè appena 13,6 per utente, soprattutto in sede (l’81,7% degli interventi) e per lo più tramite medici (28,9%) e infermieri (44,1%). Che hanno curato disturbi con «importanti differenze legate al genere»: il tasso di schizofrenia, abuso di sostanze e ritardo mentale è maggiore negli uomini mentre nelle donne la depressione “raddoppia” totalizzando quota 46,5 per diecimila abitanti. Al di là dei freddi numeri, la spia del disagio emergente è data dai “nuovi utenti”, cioè dai pazienti che per la prima volta in assoluto hanno avuto un contatto con strutture psichiatriche. Nel 2024 il rapporto certifica un’incidenza di 272.497 “new entry” nei Dipartimenti di salute mentale (Dsm), in un puzzle dove al boom di Valle d’Aosta (118,5 nuovi utenti per diecimila abitanti), Calabria (106,4) e Liguria (100,1) fanno da contraltare nello stesso anno i 25,7 nuovi utenti delle Marche, i 31,3 della Sardegna e i 33,2 della Toscana. Una forbice molto ampia, dovuta anche a differenti modalità di raccolta e interpretazione dei dati, che spetterà al Tavolo tecnico salute mentale e alle stesse Regioni uniformare per mettere in campo interventi mirati e appropriati. Intanto, sempre tra i nuovi utenti - in maggioranza donne e con meno di 55 anni per i giovanissimi (18-24 anni) si osservano tassi particolarmente elevati: 82,4 per 10mila abitanti nei maschi e 105,6 per 10mila nelle femmine. Nel complesso, gli under 35 che nel s 2024 hanno bussato per la prima volta alla porta di un Dsm sono 75.200, più di un quarto dei nuovi utenti. Depressione, sindromi nevrotiche o “somatoformi” come dolore, tachicardia e affaticamento, poi schizofrenia e psicosi sono le prime patologie. Una nuova ondata di disagio, che bussa alla porta dei Dsm ma preme anche p er il 3,3% sui circa 20mila accessi totali in Pronto soccorso e alla quale il Servizio sanitario nazionale destina appena 75,2 euro per residente e 33.142 operatori distribuiti su tutte le unità operative psichiatriche pubbliche. Numeri che gli stessi esperti bacchettano come «inadeguati» e che occorrerà fare decollare, per rilanciare davvero la psichiatria come deciso dal nuovo Piano di azioni nazionale. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Barbara Gobbi Heading: Salute 24 Highlight: la crescita Nel 2024 si sono state 272.497 “new entry” nei Dipartimenti di salute mentale Image:Il piano contro il disagio. L’ultima legge di bilancio ha stanziato 255 milioni nel triennio 2026-2028 e 30 milioni l’anno a partire dal 2029. Prevenzione e personale le priorità. -tit_org- Psichiatria Salute mentale, allarme giovani Salute mentale, allarme giovani: 75mila nuovi pazienti under 35 -sec_org- tp:writer§§ Barbara Gobbi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/21/2026042101767705972.PDF §---§