title§§ Una settimana di studi con Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/19/2026041901666204939.PDF description§§
Estratto da pag. 15 di "QUOTIDIANO DEL SUD ED. REGGIO CALABRIA" del 19 Apr 2026
Estratto da pag. 8 di "CORRIERE SALUTE" del 19 Apr 2026
Estratto da pag. 7 di "DOMANI" del 19 Apr 2026
Il ministro ha puntato sulla riforma del sistema sanitario dellesercito che crea le basi per lingresso di soggetti privati Suamoglie è da poco entrata nella proprietà di un poliambulatorio accreditato. Traisociun imprenditore in affari conla Difesa
pubDate§§ 2026-04-19T03:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/19/2026041902016103226.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/19/2026041902016103226.PDF', 'title': 'DOMANI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/19/2026041902016103226.PDF tp:ocr§§ FATTI La “clinica Crosetto”, le analisi elariformadella sanita militare LA REPLICA DEL MINISTERO DELLA DIFESA: «NESSUN CONFLITTO D'INTERESSI» La grande riforma della sanita militare Cosi la “clinica Crosetto” puo sfruttarla Il ministro ha puntato sulla riforma del sistema sanitario dellesercito che crea le basi per lingresso di soggetti privati Suamoglie è da poco entrata nella proprietà di un poliambulatorio accreditato. Traisociun imprenditore in affari conla Difesa STEFANO VERGINE a pagina7 Mettere i medici militarial servizio anchedeicivili,cosidaabbatterelelistedattesadel Servizio sanitario nazionale.Equestaunadelle novità pitisponsorizzate della riforma della sanita militare voluta dal ministro della Difesa, Guido Crosetto.Analizzandoil decreto legislativo si scopre pero che cè anche unaltro aspetto: della riforma potrebbero beneficiare i poliambulatori privati. E chi è da poco diventata proprietaria di un poliambulatorio privato? Sua moglie, un amico del ministro e un imprenditore attivo nel settore della difesa. Per comprendere la questione bisogna chiarire come funzionalasanità perimilitari, cioècarabinieri, esercito, aeronautica e marina. Attualmente, un apPpartenente a questi corpi si rivolgeai medici militari perfarsi attestare l'idoneità al servizio, mentre per curarsio fare esami devesolitamenteusciredallacasermae passarecometutti attraversoil Serviziosanitarionazionale (Ssn). La riforma prevede che i medici militari potranno dorain poi fornireailoro colleghierelativi familiarianche servizi di sanita pubblica, riducendocosiil caricodilavoroincapo alSsn. Vistocomestato organizzatofinora il sistema, il problema & cheallinternodelle forzearmate attualmente i dottori sono quasi tutti specializzatiin medicinadellavoroolegale. Pochissimi quelli di medicina generale, ancoramenoglispecialisti Daltronde, finoranon cenerastato bisogno. Cosa farà d'ora in poi un militare o un suo familiare che vuole farsi visitare da un ‘medico di medicina generale o da uno specialista? La rete di poliambulatori La riforma prevede che il ministero della Difesa possa sviluppare«unsistema di poliambulatori da autorizzare all'esercizio dell'attività sanitaria, ed eventualmente da accreditare presso il Ssn» con stipula di accordi contrattuali con le Asl. In pratica viene creata una rete nazionale di poliambulatori militari, che possono operare come se fossero strutture Ssn, intercettandoi fondi del sistemasanitario pubblico. Questi poliambulatori operano attraverso Difesa Servizi Spa, società in-house del ministero. Su questo punto la riforma prevede anche che, inmancanzadi personale interno, i poliambulatori militari possano reclutare sanitari provenienti da strutture esterne, pagati con fondi pubblici; ecco perché un poliambulatorio privato potrebbe beneficiare della riforma. Cè poi un altro potenziale vantaggio. Il decreto legislativo introduce per medici e psicologi militari la possibilita di svolgerelalibera professione allinterno delle strutture militari, ma con una specificita: se gli spazi militari non sonoadeguati,silegge, «ilministerodella Difesapuostipulareconvenzioni conla Difesa Servizi Spa, enti pubblici e soggetti privati convenzionati con il Ssp». Insomma, poliambulatori privati accreditati potranno ricevere medici militari che esercitanolalibera professione e, per questo servizio, verranno rimborsati con soldi pubblici. La riforma crea insomma le condizioni af finché soggetti privati della sanità, in particolare poliambulatori giaaccreditati con Ssn, possano accedere al mercato della sanita militare apertaai civili La clinica della moglie Per questi motivi colpisceil fatto che Gaia Saponaro, moglie di Crosetto, sia diventata da poco azionistadi unasocieta proprietaria diun poliambulatorioche dal 2024 è accreditato conil Ssn. Limpresaéla AXOSIL Il poliambulatorio—dotatodi specialisti divario genere, dagli ortopedici ai cardiologi, dagli osteopati ai gastroenterologi—sichiamainvece Centro Medico Flaminio, si trova appunto in zona Flami nio.aRoma, cittadovehasedeil ministero della Difesa, lo Stato rmaggioreenumerosi presidi sanitari militari. Saponaro ha comprato per 73.200 euro il 24 per cento della societa nel giugno del 2025, sei mesi prima dell'approvazione in via preliminare della riforma da parte del Consigliodei ministri.Insiemea lei sono entrati nella A80 come azionisti altri quattro soci: Giada Srl e Cmb Srl, con il 25 per cento a testa; Human Medicasrl,conil2percento;labritannica Ginevra Ltd, con il 24 per cento. Ginevraé stata fondataa Londra da Giancarlo Innocenzi Botti, ex sottosegretario e compagno di partito di Crosetto 15 anni fa in Forza Italia, gia socio del figlio del ministro, Alessandroinunaltraimpresaitaliana (Entheos Worldwide) ora in liquidazione. Cmb è di Eugenio Bartoleschi, unchirurgoviterbese specializzato in ortopedia. HumnanMedicaécontrollatada Fabio Cantarella, direttore di unaclinicadimedicina estetica a Fiuggi, che vanta partnership conil Circolo canottieri Roma, il CircolocanottieriAnieneelaDiplomatic and International Golf Association. Giada Srl è invecedi proprieta diGianlucaFera, imprenditore che controlla anche altre imprese in Italia. Tra queste dal 2023 cé anchela T2S1], specializzata in servizi di ingegneria peril settoredelladifesa. Ia societa vanta tra i suoi clienti più importanti Leonardo, Mbda e Thales Alenia Space. Sono tutti gruppi a controllo pubblico. Fino al 2022 Crosetto Îi ha rappresentati come presidentedi Aiad Iassociazione industriale di categoria. Oggi il suo ministero è uno dei clienti principali di queste aziende. Come possiamo escludere che un poliambulatorio privato beneficera della riforma? Il ministero della Difesa ci ha risposto precisando che con la riforma «il sistema resta pubblico e sottocontrollo, non viene esternalizzato ai poliambulatori privati. Quelli militari, in caso di carenza di personale, possonoavvalersi di professionisti esterni tramite convenzioni dirette con singoli medici o psicologi, nontramiteaffidamentiastrutture private. Non è corretto affermare che i poliambulatori “reclutino strutture” o chei privati vengano automaticamente finanziati: i rimborsi pubblid nonsonogeneralizzati madipendonodaspecificiaccordi,accreditamenti e dalla programmazione sanitaria regionale». ORIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: STEFANO VERGINE Heading: Highlight: Image:Il ministro della Difesa Guido Crosetto con Gaia Saponaro, sua moglie FOTO ANSA -tit_org- La “clinica Crosetto”, le analisi e la riforma della sanità militare La grande riforma della sanita militare Cosi la “clinica Crosetto” puo sfruttarla -sec_org- tp:writer§§ STEFANO VERGINE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/19/2026041902016103226.PDF §---§ title§§ Inteligenza artificiale salute reale = L'Ai che cura Diagnosi veloci e salute: ora può cambiare tutto link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/19/2026041902021603233.PDF description§§
Estratto da pag. 2 di "L'IDENTITÀ" del 19 Apr 2026
Estratto da pag. 11 di "SECOLO XIX" del 19 Apr 2026
La Regione respinge il progetto per recuperare personale «Non accentra abbastanza». Allo studio la nuova versione
pubDate§§ 2026-04-19T03:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/19/2026041902016203223.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/19/2026041902016203223.PDF', 'title': 'SECOLO XIX'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/19/2026041902016203223.PDF tp:ocr§§ Riforma della sanità, tensione in Liguria Bocciata la proposta stilata dalla super Asl La Regione respinge il progetto per recuperare personale «Non accentra abbastanza». Allo studio la nuova versione Roberto Sculli / GENOVA L a riforma è stata approvata e la fusione delle cinque Asl liguri è formalmente operativa dal 1° gennaio di quest’anno. Il percorso per passare alla teoria alla pratica, tuttavia, si sta rivelando piuttosto accidentato. Tanto che una prima bozza di piano di riordino delle funzioni che si intendono accorpare, messo a punto dall’Azienda tutela della salute, cui fanno riferimento le vecchie Asl e motore dell’operazione di efficientamento, è stata respinta al mittente (e con toni piuttosto perentori). Tanto che una seconda versione è in lavorazione proprio in questi ultimi giorni. Tuttavia, a risultare già evidente, è che i tempi della riforma rischiano di non essere per nulla quelli attesi. La corrispondenza risale ai primi di aprile e vede il direttore generale dell’Area Salute e servizi sociali della Regione Liguria, Paolo Bordon, replicare per iscritto a un documento di una cinquantina di pagine inviato solo pochi giorni prima dai vertici di Ats, la super Asl diretta da Marco Damonte Prioli. Nella cinquanta pagine di proposta è contenuto quello che, agli occhi di Ats, è (era) un ragionevole piano di gestione transitoria del disegno, che, nelle intenzioni della Regione, attraverso la legge 12 del 2025, deve eliminare qualsiasi ridondanza di funzioni tra quelle che, fino al 2025, erano aziende con un elevato grado di autonomia gestionale. La finalità è chiara: tagliare dove si può, sopratutto negli uffici, e concentrare più risorse sulla mission principale, cioè la fornitura di servizi sanitari di qualità. Dire, però, non è fare. E la prima proposta di Ats, che si trova a far da cuscinetto tra i desiderata della politica, trasmessi energicamente dal dipartimento Salute, e le esigenze delle periferie, chiamate in pratica a reinventarsi dopo decenni, cercava di tenere assieme le due esigenze. La chiave di lettura principale era quella di calare il nuovo assetto sulla situazione attuale, che la riforma non ha potuto cancellare con un colpo di penna. In parole povere: alle funzioni corrispondono persone, e queste svolgono delle funzioni. E se è vero che l’idea è di accorparle, il processo - secondo la visione delle ex Asl e di Ats - va necessariamente fatto per gradi. Perché non tutte le figure dei circa 27 mila lavoratori del comparto in Liguria possono essere considerate intercambiabili, anzi. Ecco quindi che la prima bozza aveva tra le chiavi di lettura quella di considerare le età degli interessati molti sono over 60 - e quindi la prospettiva di un pensionamento in tempi non troppo lunghi. E la possibilità di far ruotare le professionalità in ruoli compatibili con la formazione e percorso lavorativo. Tendendo comunque a un’organizzazione molto più leggera, fondata su un totale di strutture capaci di surrogare alle precedenti attive nelle singole Asl, ben più numerose e frastagliate. La risposta di Bordon, tuttavia, non è stata tenera. Secondo il direttore di dipartimento quello elaborato da Ats, in prima battuta, era nella sostanza una fotografia dell’esistente, non in linea con gli obiettivi della riforma e con un «impianto che, allo stato, risulta poco innovativo e non consente di apprezzare in modo puntuale né il reale ridisegno organizzativo né gli effetti operativi attesi in termini di accentramento delle funzioni e recupero di efficienza». Nella medesima lettera, che risale al 4 aprile, Bordon ha chiesto l’invio di una nuova proposta «entro 10 giorni», affinché sia valutata dalla Cabina di regia, vale a dire l’organismo deputato a gestire il riordino e composto dall’assessore ligure alla Sanità Massimo Nicolò, dagli stessi Bordon e Damonte Prioli, oltre a quelli dell’Azienda ospedaliera metropolitana, diretta da Monica Calamai, dai rappresentanti dell’ospedale Gaslini e dal vertice di Liguria Salute. Quest’ultimo è vacante da quando, agli inizi di marzo, l’uomo voluto alla guid a dell’ex Alisa, e uno dei punti di riferimento della riforma, ha salutato la Liguria - era stato nominato solo il 24 dicembre scorso accettando un incarico in Veneto come direttore generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana. Un avvicendamento lampo di una figura chiave che non ha certo agevolato il percorso. Tra gli obiettivi fissati dalla parte politica, e trasmessi da Bordon, c’è in primis - recita ancora la lettera del direttore generale - «il recupero di risorse umane conseguibile per ciascuna attività, in conseguenza del nuovo modello organizzativo». Secondo indiscrezioni il target di personale da recuperare ruoterebbe attorno al migliaio di unità. E in tempi rapidi. La partita è ancora apertissima. E mentre la “base” inizia ad alzare i toni (si veda la comunicazione sindacale riportata a centro pagina ndr), l’ente di piazza De Ferrari, in una nota, si dice fiducioso di riuscire a trovare una soluzione. «Regione Liguria precisa che i lavori sono tuttora in corso. Il primo documento a cui si fa riferimento non costituiva un vero e proprio progetto di revisione, ma un testo preliminare sottoposto all’attenzione del dipartimento Salute per una prima valutazione. Eventuali sviluppi saranno comunicati quando il percorso sarà più definito».— ---End text--- Author: Roberto Sculli Heading: Highlight: Image:Un’infermiera trasporta un paziente all’ospedale Galliera -tit_org- Riforma della sanità, tensione In Liguria Bocciata la proposta stilata dalla super Asl -sec_org- tp:writer§§ Roberto Sculli guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/19/2026041902016203223.PDF §---§