title§§ La sfiducia nel Ssn? Da riequilibrare con la conoscenza dei fatti - AboutPharma link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602888908837.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "aboutpharma.com" del 16 Apr 2026

La sintesi del dibattito promosso a Roma all''interno del 3° Forum di Adnkronos su salute, prevenzione e risorse del Servizio sanitario nazionale

pubDate§§ 2026-04-16T10:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602888908837.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602888908837.PDF', 'title': 'aboutpharma.com'} tp:url§§ https://www.aboutpharma.com/sanita-e-politica/forum-salute-adnkronos/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602888908837.PDF tp:ocr§§ Chi Siamo | Contatti | Lavora con noi | ShopAvanza la sfiducia degli italiani nel Servizio sanitario nazionale, per effetto delle liste di attesa, della carenza di personale e per una generale percezione di scarse risorse investite nel pubblico. Un quadro che tuttavia non tiene conto delle tante, troppe prestazioni inappropriate richieste al Ssn che finiscono per gravare i più punti dell’organizzazione. Questa la sintesi del dibattito che si è sviluppato all’interno della 3ª edizione del Forum Adnkronos Q&A “Salute, prevenzione e risorse: le sfide” che si è svolto ieri mattina a Roma.La discussione ruota intorno al sondaggio Adnkronos 2026, condotto tra fine febbraio e inizio aprile su oltre 6.300 utenti. I dati restituiscono un quadro articolato: da un lato cresce l’attenzione verso salute e prevenzione, dall’altro persistono difficoltà nell’accesso alle cure. Il livello di fiducia nel Ssn si mantiene significativo, con il 58% degli intervistati che dichiara di avere fiducia nel sistema pubblico. Fiducia che tuttavia cala rispetto allo scorso anno (era al 65%). Il dato più critico riguarda l’accesso alle prestazioni con il 70% degli intervistati che afferma di aver rinunciato almeno una volta a esami o cure a causa delle lunghe liste d’attesa: un dato in crescita rispetto al 62% dello scorso anno. Va da sé che aumenti l’accesso al privato: il 45% dichiara di avervi fatto ricorso nell’ultimo anno. Solo il 29% che dispone di un’assicurazione sanitaria.Il ministro della Salute Orazio Schillaci riconosce la gravità del problema liste d’attesa, definendolo il punto cruciale su cui si gioca la credibilità del Ssn. Il Ministro ha annunciato interventi concreti, tra cui la pubblicazione mensile dei dati Agenas regione per regione per garantire trasparenza, e ha ribadito l’importanza della riforma della medicina territoriale per migliorare l’equità del sistema.Un tema centrale emerso nel dibattito riguarda proprio la reale misurazione delle criticità. Rocco Bellantone, presidente dell’Istituto di Sanità, ha evidenziato come le rilevazioni vadano lette alla luce di un enorme problema di inappropriatezza: i medici sono spesso sotto pressione e costretti a una “medicina difensiva” che moltiplica esami non necessari. A fargli eco, Alberto Siracusano, presidente del Consiglio Superiore di Sanità: “In Italia spendiamo il 90% in farmaci e pochissimo per la prevenzione. Il nuovo Piano per la salute mentale mette in luce alte percentuali di disagio psichico nelle fasce giovanili (60%) che generano liste di attesa e anche accessi impropri. Se vogliamo fare realmente prevenzione dobbiamo ragionare in modo diverso. Non va bene che l’AI stia diventando il primo strumento di diagnosi e cura soprattutto tra i più giovani. Questo è il primo vero segno di sfiducia nel Ssn”.Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha insistito sulla necessità di governare la domanda di prestazioni. “È fondamentale ricordare che il potenziamento della capacità produttiva debba essere necessariamente accompagnato da una gestione più efficace. Sebbene manchino dati italiani dettagliati, la letteratura internazionale evidenzia come una quota compresa tra il 20% e il 40% delle prestazioni diagnostico-ambulatoriali risulti inappropriata, presentando un profilo rischio-beneficio inadeguato per il paziente. Si riscontra una percentuale molto elevata di cittadini che non riesce ad accedere ai servizi necessari, pertanto, oltre al semplice rafforzamento dell’offerta e delle piattaforme tecnologiche, è indispensabile introdurre strumenti capaci di governare i flussi di richiesta. Questo fenomeno è alimentato da una crescente medicalizzazione della società, che esercita forti pressioni sui medici al momento della prescrizione”.Cartabellotta insiste: “Da anni tutti siamo convinti che bisogna essere più appropriati nella prescrizione, nell’erogazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie, però se non modifichiamo l’architettura, è evidente che tutto si poggia sulla cultura del professionista e sulla domanda appropriata del cittadino. Parlare di sanità a pagamento significa dire la verità senza omettere il ruolo degli attori privati, siano essi singoli professionisti o strutture organizzate. Se il cittadino può permetterselo, paga di tasca propria, alimentando la spesa cosiddetta out-of-pocket; se non può, rinuncia alla prestazione. Il tema centrale dietro i 5,8 milioni di persone che hanno rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria richiede però precisione terminologica. Non si tratta necessariamente di rinuncia alle cure in senso lato, un termine spesso usato in modo improprio, ma della rinuncia a specifiche prestazioni diagnostiche o specialistiche prescritte dal medico”.Sugli strumenti messi annunciati dal ministro Schillaci interviene Americo Cicchetti, direttore Altems-Università Cattolica: “Il monitoraggio Agenas rappresenta senza dubbio uno strumento prezioso, sebbene non possa essere considerato l’unico fattore determinante per la risoluzione delle criticità sistemiche, poiché la sua utilità è intrinsecamente duplice: da un lato funge da supporto alla programmazione delle singole Regioni, ambito in cui il sistema è già parzialmente operativo, dato che i flussi inviati alla piattaforma nazionale restano nella disponibilità delle amministrazioni locali, permettendo loro di analizzare l’andamento delle aziende sanitarie con diversi gradi di efficacia, ma dall’altro persiste una criticità significativa a livello nazionale riguardante la trasparenza verso i cittadini, i quali non hanno ancora accesso a dati granulari e stratificati che distinguano chiaramente tra attività pubblica e privata”. C’è almeno un nodo da sciogliere. “Il superamento di questa barriera conoscitiva dipende strettamente dall’accordo con le Regioni e, sebbene a metà febbraio il consenso su un modello di indicatori rappresentativo e privo di distorsioni fosse ormai raggiunto al 95% – prosegue Cicchetti – la piena visibilità dello strumento per l’utente finale resta legata alla finalizzazione di tali intese istituzionali. Nonostante l’importanza dei dati, l’attività di monitoraggio costituisce solo una parte del processo perché, accanto al potenziamento dell’offerta già avviato in misura significativa, la sfida cruciale risiede nel governo della domanda, che non consiste nell’esercitare pressione sui medici di medicina generale, quanto piuttosto nel mettere in campo azioni strutturali e buone pratiche cliniche come quelle avviate dall’Istituto Superiore di Sanità per guidare specialisti e medici di base oltre la logica dei semplici range di appropriatezza.Un secondo strumento (“fondamentale”) di cui parla ancora Cicchetti, è rappresentato dal modello nazionale di classificazione e stratificazione della popolazione, che permetterebbe di fornire alle Regioni dei benchmark sulle prescrizioni attese “calcolando il volume di prestazioni necessario per ogni distretto in base a dati storici e indicatori di letteratura, sebbene l’utilizzo routinario di tali algoritmi sia attualmente frenato dalla mancanza del parere del Garante della Privacy sull’interconnessione dei flussi dati ministeriali”.Cicchetti insiste sulla necessità di contrastare i fenomeni di “overuse” e le prestazioni obsolete attraverso un de-listing sistematico gestito dalla Commissione nazionale Aggiornamento Lea, “la quale è strutturata per produrre revisioni annuali nonostante l’obiettivo di un aggiornamento entro la fine del 2025 non sia stato pienamente centrato”. Cicchetti pensa che l’opera possa essere svolta grazie al programma di analisi della spesa del MEF “che ha già individuato aree di ottimizzazione immediata, come l’eliminazione degli esami preoperatori per la chirurgia a basso rischio che permetterebbe di recuperare 120 milioni di euro, contribuendo a una stima complessiva di risparmio che potrebbe raggiungere i 3 miliardi di euro”.Il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha rivendicato l’impegno del governo nel potenziare la prossimità, citando l’assunzione di 7.300 tra medici e infermieri e la stabilizzazione d ella “farmacia dei servizi”, considerata un presidio strategico soprattutto nelle zone fragili grazie a un finanziamento di 50 milioni di euro. “Il governo ha l’obbligo di investire in prevenzione e investire sulla prossimità. La stabilizzazione di questo modello, sostenuta con un finanziamento consente di migliorare l’accessibilità alle cure, soprattutto per anziani e soggetti più vulnerabili. Sul fronte delle carenze, stiamo rafforzando gli strumenti normativi per favorire la produzione nazionale di farmaci e principi attivi e monitorare tempestivamente eventuali criticità, a tutela della continuità terapeutica. Parallelamente, investiamo nella digitalizzazione e nell’integrazione dei dati sanitari, leve fondamentali per l’assistenza e la ricerca”.Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari sociali della Camera, già presidente della Regione Sardegna, nel ricordare il valore universalista del Ssn non nasconde, provocatoriamente, di essere un autonomista ‘pentito’. “Si stanno creando pesanti disuguaglianze di salute tra le regioni italiane anche per effetto di soldi non spesi e/o mal distribuiti”. Aggiunge Marina Sereni, responsabile Salute e Sanità del Pd. “Il Ssn resta insostituibile ed efficace per i pazienti gravi e gravissimi. Un codice rosso è totalmente preso in carico. I problemi e le disuguaglianze nascono proprio nella prevenzione, nella gestione delle cronicità e per tutto il rtetso della vita. Uno dei problemi che si è ripresentato è il definanziamento del Ssn certificato anche dalla Corte dei Conti: siamo fermi al 6.01 del Pil. Serve un grande investimento sul personale e mettere più soldi nel sistema pubblico e non solo nel privato e nel privato accreditato”.Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, ancora una volta ha ribadito i temi cari alle imprese. “Oggi le priorità sono chiare: sostenere l’innovazione con strumenti nuovi e superare definitivamente un meccanismo di payback che, con 2,3 miliardi di euro, è ormai insostenibile e rischia di compromettere la capacità del Paese di attrarre investimenti. Il governo ha dato un segnale importante intervenendo nella legge di bilancio, ma ora serve un passo strutturale nel Testo Unico, fondato su semplificazione, certezza delle regole, uso dei dati e misurazione degli esiti di salute. In questo contesto va affrontato con decisione anche il tema della Most Favoured Nation, che non è transitorio e richiede una risposta coordinata e di alto livello. Serve garantire equità, tempi certi e accesso omogeneo all’innovazione, nell’interesse dei cittadini, del Servizio sanitario e di un’industria strategica per l’Italia e per l’Europa”.Aggiunge Riccardo Zagaria, neopresidente di Egualia, l’associazione che raggruppa i produttori di medicinali equivalenti e biosimilari: “che rappresentano un asset fondamentale per il Ssn con 6,9 miliardi di euro risparmiati negli ultimi anni e che possono essere messi a disposizione dell’innovazione. I nostri farmaci curano soprattutto la cronicità ma vorremmo che le istituzioni ci garantissero la possibilità di sopravvivere: i prezzi che ci vengono riconosciuti sono troppo bassi. Ci opponiamo alla revisione dei prontuari; chiediamo che il payback sia eliminato e abbia clausole che valutino i diversi impatti per azienda. Inoltre vorremmo una previsione di pricing che tenga conto dei vantaggi terapeutici aggiunti; che le gare pubbliche già al massimo ribasso prevedano più aggiudicatari”.Tag: alberto siracusano / Americo Cicchetti / forum salute adnkronos / marcello cattani / marcello gemmato / nino carbellotta / orazio schillaci / riccardo zagaria / Rocco Bellantone /L'INFORMAZIONE OGNI GIORNOno studio condotto dall’Università di Torino mette a nudo gli oneri economici che gravano sui pazienti oncologici italiani. Tra prestazioni private per bypassare le liste d’attesa e spese logistiche, la tossicità finanziaria emerge come un fattore prognostico che incide sulla qualità della vita e sull’equità delle cureSi attendono le motivazioni dell’Agenzia dopo che entrambi i farmaci erano stati autorizzati a livello europeoQUICK LINKS Contenuto realizzato in partnershipSEGUICI SUAP-DATEGLANCECONTATTINOTE LEGALIAboutPharma è un brand di Helyx S.r.l.Milano: Via Eritrea 21 – 20157 Tel +39 02 2772 991 (sede legale)Roma: Viale dell’Arte, 25 – 00144www.aboutpharma.com – info@aboutpharma.com – PEC helyx.srl@legalmail.it – P. IVA 07106000966AboutPharma – Testata online registrata al Tribunale di Milano n°385/11-12-2014 tp:writer§§ Stefano Di Marzio guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602888908837.PDF §---§ title§§ Oncologia, il futuro tra cronicità e intelligenza artificiale. Tutte le foto - Foto 1 di 31 - Buonasera 24 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602942108377.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "buonasera24.it" del 16 Apr 2026

Si chiude il Cracking Cancer Forum: cresce il numero dei pazienti che convivono con il tumore, sfida aperta su accesso alle cure e innovazione

pubDate§§ 2026-04-16T07:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602942108377.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602942108377.PDF', 'title': 'buonasera24.it'} tp:url§§ https://buonasera24.it/gallery/cronaca/917865/oncologia-il-futuro-tra-cronicita-e-intelligenza-artificiale-tutte-le-foto.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602942108377.PDF tp:ocr§§ BARI - Si è conclusa la due giorni del Cracking Cancer Forum, appuntamento promosso da Koncept che ha riunito nel capoluogo pugliese esperti, istituzioni e professionisti della sanità per discutere le nuove frontiere dell’oncologia. Al centro del confronto due temi chiave: la trasformazione del tumore in malattia cronica e l’impatto dell’intelligenza artificiale nei percorsi di cura.A tracciare il quadro epidemiologico è stato Gianni Amunni, che ha evidenziato un cambiamento profondo. “Negli ultimi anni si è registrata una trasformazione inattesa, con la possibilità di convivere a lungo con alcune forme tumorali”, ha spiegato, aprendo una riflessione sulle ricadute organizzative per il sistema sanitario.Un fenomeno confermato anche dai numeri. Secondo le stime illustrate da Fabrizio Stracci, entro il 2030 si supereranno i 4 milioni di casi prevalenti, ovvero persone che vivono dopo una diagnosi oncologica. Un dato che impone un ripensamento complessivo dell’assistenza, come sottolineato durante i lavori.Sul tema dell’accesso alle cure si è soffermato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. “Il problema principale oggi è garantire equità nell’accesso alle innovazioni”, ha affermato, evidenziando come molte terapie e servizi non siano ancora distribuiti in modo uniforme sul territorio.La crescita dei pazienti lungo sopravviventi richiede infatti modelli organizzativi diversi, più vicini ai territori e capaci di accompagnare il paziente anche dopo la fase acuta. In questa direzione si inserisce il tema della digitalizzazione dei percorsi sanitari.“Serve un percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale sempre più digitalizzato”, ha spiegato Vito Montanaro, direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia, sottolineando l’importanza di strumenti come telemedicina, teleconsulto e monitoraggio a distanza. L’obiettivo è garantire una presa in carico completa, evitando che il paziente debba gestire autonomamente esami e controlli.Un ruolo centrale è stato attribuito anche all’intelligenza artificiale, indicata come uno dei principali fattori di innovazione. “È una svolta che va governata senza paura”, ha dichiarato Felice Antonio Spaccavento, mentre Mariangela Ciccarese ha invitato a un utilizzo consapevole. “Rappresenta una grande opportunità, ma è necessario definire con chiarezza confini e limiti”, ha precisato.Nel corso del forum è emerso anche il peso crescente della prevalenza oncologica. Alessandra Fabi ha ricordato che in Italia sono 925000 le donne che convivono con una diagnosi di tumore al seno, dato che evidenzia l’impatto sociale e sanitario del fenomeno.Ampio spazio è stato dedicato al ruolo delle reti oncologiche territoriali. Alessandro Delle Donne ha sottolineato i risultati raggiunti in Puglia. “La rete oncologica accompagna il paziente dalla diagnosi al follow up, garantendo un percorso strutturato e completo”, ha affermato, evidenziando l’importanza di ridurre la mobilità sanitaria e le liste d’attesa.Sulla stessa linea Giammarco Surico, che ha ribadito come la rete regionale rappresenti uno strumento efficace per affrontare le nuove sfide. “L’obiettivo è assicurare una presa in carico complessiva, completando anche la fase del follow up nei prossimi mesi”, ha spiegato.Nel corso delle due giornate si è discusso anche della qualità della vita dei pazienti, tema richiamato dalla vicesindaca di Bari Giovanna Iacovone. “La salute si costruisce anche fuori dagli ospedali”, ha affermato, sottolineando la necessità di creare ambienti favorevoli alla prevenzione e di sostenere i pazienti nel percorso di vita, contrastando l’isolamento.Il forum ha ospitato anche la sesta edizione dei Cracking Cancer Award. Tra i riconoscimenti assegnati, il premio “Donato Metallo” è andato alla Asl Lecce per un progetto dedicato alla riduzione delle disuguaglianze negli screening oncologici per le persone con varianza di genere.Durante la cerimonia, Angela Metallo ha ricordato il valor e dell’iniziativa. “Questo lavoro nasce dall’impegno per arrivare alla legge 25 del 2024 e dalla volontà di rendere questi temi una normalità”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di criteri basati su inclusione, innovazione e rispetto della dignità delle persone.Tra gli altri premiati figurano Giammarco Surico per il contributo alla rete oncologica pugliese, Samantha Bove per la ricerca, ed Elisabetta Martini e Mauro Iannopollo per la qualità dei processi assistenziali. Riconoscimenti anche per progetti legati all’innovazione digitale nei percorsi di cura.Dalla due giorni barese emerge un quadro chiaro: l’oncologia sta cambiando profondamente, con nuove sfide legate alla gestione della cronicità e all’introduzione di tecnologie avanzate. Un’evoluzione che richiede modelli organizzativi più flessibili, maggiore equità nell’accesso alle cure e un dialogo costante tra ricerca, istituzioni e territorio. tp:writer§§ Francesco Alberti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602942108377.PDF §---§ title§§ Flop della sanità digitale nel Lazio: quasi nessuno usa il fascicolo elettronico. La Regione corre ai ripari link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602912209114.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "frosinonetoday.it" del 16 Apr 2026

Ad aderire al fascicolo sanitario elettronico è meno di un cittadino su dieci: il 9% secondo Gimbe (in Emilia Romagna lo usa il 92% della popolazione). La Regione prova a invertire il trend puntando sulla comunicazione

pubDate§§ 2026-04-16T14:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602912209114.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602912209114.PDF', 'title': 'frosinonetoday.it'} tp:url§§ https://www.frosinonetoday.it/politica/fascicolo-sanitario-elettronico-flop-lazio-cosa-e.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602912209114.PDF tp:ocr§§ Da una parte l’Emilia Romagna, con una percentuale di adesione al Fascicolo sanitario elettronico al 92%, dall’altra, molto più sotto, il Lazio, dove lo utilizza appena il 9% della popolazione. Dunque meno di un cittadino su dieci.La fotografia arriva da un recente rapporto di Gimbe e conferma che, nella Capitale e in tutta la Regione, i cittadini che aderiscono al Fascicolo sanitario elettronico sono ancora pochissimi, nonostante si tratti di uno strumento importante e molto utile per ricostruire, in tempi brevi, la storia clinica di ogni paziente.Per questo la Regione ha scelto di correre ai ripari: prima pubblicando, nelle scorse settimane, un video sui propri canali social che mostra il presidente della Regione, Francesco Rocca, impegnato a discutere dell’importanza del fascicolo sanitario elettronico con la primaria Solange Fugger, star di Tik Tok con l’account Minerva salute, e poi avviando una campagna di comunicazione da 6mila euro rivolta ai cittadini per incrementare l’utilizzo di questo strumento.Record negativo nel LazioI numeri che arrivano da Gimbe parlano chiaro: il Lazio è tra le Regioni con il più basso livello di adesione: 9%. A fare peggio sono: Basilicata (7%), Molise (6%), Campania (3%), Calabria e Abruzzo (2%). I dati sono aggiornati a settembre 2025. La media italiana è del 44%, mentre molto sopra a questa percentuale ci sono Emilia Romagna (95%), Provincia autonoma di Trento (90%), Veneto (89%). "Non è un problema tecnico, ma un fallimento culturale e organizzativo" ha spiegato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta.Cos’è il fascicolo sanitario elettronico Il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) raccoglie la storia clinica del paziente, rendendo disponibili le informazioni e i documenti prodotti dal Sistema sanitario nazionale da medici e operatori sanitari anche di strutture diverse (Asl, Aziende ospedaliere, medici di famiglia e pediatri) e da strutture sanitarie private. All’interno si trovano referti, lettere di dimissioni, verbali di pronto soccorso, prescrizioni e tutto il materiale che descrive gli eventi clinici del paziente. Si tratta di uno strumento che semplifica e velocizza il lavoro del medico nel momento in cui visita per la prima volta un paziente, perché gli consente di avere subito a disposizione tutta la sua storia clinica.Per consentirlo, però, è necessario che il paziente fornisca il consenso alla consultazione del proprio Fascicolo sanitario elettronico online. Cosa che, nel Lazio, fanno ancora pochissimi cittadini.La Regione corre ai ripariA fronte di questa situazione, la Regione ha scelto di correre ai ripari, prima potenziando, come prima in Italia, il Fascicolo sanitario elettronico, introducendo anche le valutazioni e gli accertamenti effettuati dagli infermieri. Non solo: con un atto approvato lo scorso 30 marzo è stata affidato alla società Bsg Srl i un servizio per la realizzazione di un piano mezzi per una campagna di comunicazione dedicata al Fascicolo sanitario elettronico, per un importo complessivo di 5978 euro, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini di Roma e del Lazio. Migliorando così i pessimi dati sull’adesione al Fascicolo sanitario elettronico fotografati da Gimbe.Come si aderisceSe si è in possesso di una tessera sanitaria con chip (TS-CNS) abilitata, di una carta d'identità elettronica italiana (Cie) o di un'utenza Spid, è possibile accedere tramite il link apposito al servizio del portale www.salutelazio.it ed esprimere i consensi alla consultazione del fascicolo sanitario elettronico direttamente online. In caso contrario sarà necessario recarsi in uno dei punti territoriali di accesso (Pta) e abilitare la carta. Nel momento dell'attivazione sarà possibile anche richiedere l'attivazione del fascicolo. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602912209114.PDF §---§ title§§ Liste d'attesa nella sanità, Cartabellotta (Gimbe): 'Troppe prescrizioni improprie, rivedere modalità'. link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602132700279.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "oggitreviso.it" del 16 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-16T00:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602132700279.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602132700279.PDF', 'title': 'oggitreviso.it'} tp:url§§ http://www.oggitreviso.it//liste-dattesa-nella-sanit%C3%A0-cartabellotta-gimbe-troppe-prescrizioni-improprie-rivedere-modalit%C3%A0-au16145-374761 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602132700279.PDF tp:ocr§§ Liste d'attesa nella sanità, Cartabellotta (Gimbe): "Troppe prescrizioni improprie, rivedere modalità". 16/04/2026 02:15 | AdnKronos | 16/04/2026 02:15 | AdnKronos | 12345     Roma, 15 apr. (Adnkronos Salute) - "Da decenni siamo tutti convinti che" per ridurre le liste d'attesa "bisogna essere più appropriati nella prescrizione e nell'erogazione dei servizi sanitari. Però, se non modifichiamo l'architrave, l'architettura con la quale fare queste prescrizioni, è evidente che tutto si poggia sulla cultura del professionista e sulla domanda appropriata del cittadino. Questo ha una prescrizione secondo una sua classe di priorità, ma se ritiene che questi tempi siano troppo lunghi, si rivolge alla sanità a pagamento e se non può più spendere, a causa dell'aumento della povertà, semplicemente esce dal sistema. Per questo la spesa out of pocket non è più un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche". Così Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe, nel suo intervento oggi in collegamento al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', in corso a Roma."A quasi un anno dal lancio della versione 1.0 della piattaforma nazionale sulle liste d'attesa - spiega Cartabellotta - noi abbiamo soltanto ancora dei dati aggregati a livello nazionale", quindi "non abbiamo la possibilità di sapere se il decreto ha prodotto dei benefici. Non disponiamo né di dati regionali, né tantomeno aziendali, né ancor tanto meno divisi per pubblico e privato accreditato piuttosto che per entrare nel regime Ssn. Dal punto di vista progettuale, la piattaforma dovrebbe - e uso volutamente il condizionale - mettere a disposizione tutti questi dati, capire dove sono le difficoltà e mettere in campo gli interventi correttivi. Però oggi, sostanzialmente, noi disponiamo soltanto di un dato aggregato nazionale, espresso con modalità già complicate per i tecnici - rimarca - figuriamoci per i cittadini".Sul tema dell'appropriatezza delle prestazioni "non abbiamo dati italiani dettagliati, però la letteratura internazionale dice che mediamente il 30% delle prestazioni di diagnostica ambulatoriale è inappropriato: significa che il profilo rischio-beneficio per quel paziente non è adeguato - chiarisce Cartabellotta - Poi però abbiamo una percentuale molto alta di pazienti che non riesce ad accedere. Quindi, al di là della piattaforma e del potenziamento dell'offerta, bisogna mettere in campo strumenti per governare la domanda, che non possono riguardare soltanto i professionisti. Oggi i pazienti sono fortemente influenzati da quella che io chiamo 'medicalizzazione della società', che esercita anche delle pressioni su chi deve prescrivere. Quindi il problema è come gestire tutto questo, anche modificando le modalità prescrittive, il nomenclatore per le prestazioni".   16/04/2026 02:15 AdnKronos tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602132700279.PDF §---§ title§§ Sereni (Pd): 'Ddl delega per riforma Ssn non affronta problemi strutturali, fermiamoci'. link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602132400280.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "oggitreviso.it" del 16 Apr 2026

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Estratto da pag. 1 di "oggitreviso.it" del 16 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-16T01:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602252301443.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602252301443.PDF', 'title': 'oggitreviso.it'} tp:url§§ https://www.oggitreviso.it/liste-dattesa-nella-sanit%C3%A0-cartabellotta-gimbe-troppe-prescrizioni-improprie-rivedere-modalit%C3%A0-au16145-374761 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602252301443.PDF tp:ocr§§ Liste d'attesa nella sanità, Cartabellotta (Gimbe): "Troppe prescrizioni improprie, rivedere modalità". 16/04/2026 02:15 | AdnKronos | 16/04/2026 02:15 | AdnKronos | 12345     Roma, 15 apr. (Adnkronos Salute) - "Da decenni siamo tutti convinti che" per ridurre le liste d'attesa "bisogna essere più appropriati nella prescrizione e nell'erogazione dei servizi sanitari. Però, se non modifichiamo l'architrave, l'architettura con la quale fare queste prescrizioni, è evidente che tutto si poggia sulla cultura del professionista e sulla domanda appropriata del cittadino. Questo ha una prescrizione secondo una sua classe di priorità, ma se ritiene che questi tempi siano troppo lunghi, si rivolge alla sanità a pagamento e se non può più spendere, a causa dell'aumento della povertà, semplicemente esce dal sistema. Per questo la spesa out of pocket non è più un indicatore affidabile delle mancate tutele pubbliche". Così Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe, nel suo intervento oggi in collegamento al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', in corso a Roma."A quasi un anno dal lancio della versione 1.0 della piattaforma nazionale sulle liste d'attesa - spiega Cartabellotta - noi abbiamo soltanto ancora dei dati aggregati a livello nazionale", quindi "non abbiamo la possibilità di sapere se il decreto ha prodotto dei benefici. Non disponiamo né di dati regionali, né tantomeno aziendali, né ancor tanto meno divisi per pubblico e privato accreditato piuttosto che per entrare nel regime Ssn. Dal punto di vista progettuale, la piattaforma dovrebbe - e uso volutamente il condizionale - mettere a disposizione tutti questi dati, capire dove sono le difficoltà e mettere in campo gli interventi correttivi. Però oggi, sostanzialmente, noi disponiamo soltanto di un dato aggregato nazionale, espresso con modalità già complicate per i tecnici - rimarca - figuriamoci per i cittadini".Sul tema dell'appropriatezza delle prestazioni "non abbiamo dati italiani dettagliati, però la letteratura internazionale dice che mediamente il 30% delle prestazioni di diagnostica ambulatoriale è inappropriato: significa che il profilo rischio-beneficio per quel paziente non è adeguato - chiarisce Cartabellotta - Poi però abbiamo una percentuale molto alta di pazienti che non riesce ad accedere. Quindi, al di là della piattaforma e del potenziamento dell'offerta, bisogna mettere in campo strumenti per governare la domanda, che non possono riguardare soltanto i professionisti. Oggi i pazienti sono fortemente influenzati da quella che io chiamo 'medicalizzazione della società', che esercita anche delle pressioni su chi deve prescrivere. Quindi il problema è come gestire tutto questo, anche modificando le modalità prescrittive, il nomenclatore per le prestazioni".   16/04/2026 02:15 AdnKronos tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602252301443.PDF §---§ title§§ Sereni (Pd): "Ddl delega per riforma Ssn non affronta problemi strutturali, fermiamoci". link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602252001444.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "oggitreviso.it" del 16 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-16T01:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602252001444.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602252001444.PDF', 'title': 'oggitreviso.it'} tp:url§§ https://www.oggitreviso.it/sereni-pd-ddl-delega-riforma-ssn-non-affronta-problemi-strutturali-fermiamoci-au16145-374762 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602252001444.PDF tp:ocr§§ Sereni (Pd): "Ddl delega per riforma Ssn non affronta problemi strutturali, fermiamoci". 16/04/2026 02:15 | AdnKronos | 16/04/2026 02:15 | AdnKronos | 12345     Milano, 15 apr. (Adnkronos Salute) - "La delega che si sta discutendo al Senato" sulla riforma del Servizio sanitario nazionale "ci sembra davvero impropria. Ieri le Regioni hanno chiesto di sospendere l'iter di questo provvedimento. Lo stesso ha fatto la Fondazione Gimbe e ci sono state posizioni critiche di Cgil, Cisl, Uil e di altri organi e sindacati professionali. Ma a che serve quella delega? Non affronta nessuno dei problemi strutturali, non nomina mai la parola prevenzione". E' la posizione espressa da Marina Sereni, responsabile salute e sanità del Partito Democratico, intervenuta oggi al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', in corso a Roma. Una posizione critica sul Ddl delega sulla riforma del Ssn. Con questo provvedimento "si istituiscono due nuovi tipi di ospedale, gli ospedali di terzo livello e gli ospedali elettivi, di cui non sentivamo granché bisogno, e non si investe davvero sulla medicina di prossimità. Allora io dico: fermiamoci. Siamo ad un anno dalla fine della legislatura, fermiamoci", è l'invito di Sereni. "E' una legge delega vaga, confusa - ha argomentato l'esponente dem - e che per di più ristabilisce una centralità dell'ospedale, quando in tutti i discorsi, persino della maggioranza e del Governo, sentiamo parlare di cronicità e di medicina territoriale".   16/04/2026 02:15 AdnKronos tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602252001444.PDF §---§ title§§ Fascicolo sanitario elettronico: nel Lazio è un flop e la Regione corre ai ripari link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602887008862.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "romatoday.it" del 16 Apr 2026

Ad aderire al fascicolo sanitario elettronico è meno di un cittadino su dieci: il 9% secondo Gimbe (in Emilia Romagna lo usa il 92% della popolazione). La Regione prova a invertire il trend puntando sulla comunicazione

pubDate§§ 2026-04-16T11:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602887008862.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602887008862.PDF', 'title': 'romatoday.it'} tp:url§§ https://www.romatoday.it/politica/fascicolo-sanitario-elettronico-flop-lazio-cosa-e.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602887008862.PDF tp:ocr§§ Da una parte l’Emilia Romagna, con una percentuale di adesione al Fascicolo sanitario elettronico al 92%, dall’altra, molto più sotto, il Lazio, dove lo utilizza appena il 9% della popolazione. Dunque meno di un cittadino su dieci.La fotografia arriva da un recente rapporto di Gimbe e conferma che, nella Capitale e in tutta la Regione, i cittadini che aderiscono al Fascicolo sanitario elettronico sono ancora pochissimi, nonostante si tratti di uno strumento importante e molto utile per ricostruire, in tempi brevi, la storia clinica di ogni paziente.Per questo la Regione ha scelto di correre ai ripari: prima pubblicando, nelle scorse settimane, un video sui propri canali social che mostra il presidente della Regione, Francesco Rocca, impegnato a discutere dell’importanza del fascicolo sanitario elettronico con la primaria Solange Fugger, star di Tik Tok con l’account Minerva salute, e poi avviando una campagna di comunicazione da 6mila euro rivolta ai cittadini per incrementare l’utilizzo di questo strumento.Record negativo nel LazioI numeri che arrivano da Gimbe parlano chiaro: il Lazio è tra le Regioni con il più basso livello di adesione: 9%. A fare peggio sono: Basilicata (7%), Molise (6%), Campania (3%), Calabria e Abruzzo (2%). I dati sono aggiornati a settembre 2025. La media italiana è del 44%, mentre molto sopra a questa percentuale ci sono Emilia Romagna (95%), Provincia autonoma di Trento (90%), Veneto (89%). "Non è un problema tecnico, ma un fallimento culturale e organizzativo" ha spiegato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta.Cos’è il fascicolo sanitario elettronico Il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) raccoglie la storia clinica del paziente, rendendo disponibili le informazioni e i documenti prodotti dal Sistema sanitario nazionale da medici e operatori sanitari anche di strutture diverse (Asl, Aziende ospedaliere, medici di famiglia e pediatri) e da strutture sanitarie private. All’interno si trovano referti, lettere di dimissioni, verbali di pronto soccorso, prescrizioni e tutto il materiale che descrive gli eventi clinici del paziente. Si tratta di uno strumento che semplifica e velocizza il lavoro del medico nel momento in cui visita per la prima volta un paziente, perché gli consente di avere subito a disposizione tutta la sua storia clinica.Per consentirlo, però, è necessario che il paziente fornisca il consenso alla consultazione del proprio Fascicolo sanitario elettronico online. Cosa che, nel Lazio, fanno ancora pochissimi cittadini.La Regione corre ai ripariA fronte di questa situazione, la Regione ha scelto di correre ai ripari, prima potenziando, come prima in Italia, il Fascicolo sanitario elettronico, introducendo anche le valutazioni e gli accertamenti effettuati dagli infermieri. Non solo: con un atto approvato lo scorso 30 marzo è stata affidato alla società Bsg Srl i un servizio per la realizzazione di un piano mezzi per una campagna di comunicazione dedicata al Fascicolo sanitario elettronico, per un importo complessivo di 5978 euro, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini di Roma e del Lazio. Migliorando così i pessimi dati sull’adesione al Fascicolo sanitario elettronico fotografati da Gimbe.Come si aderisceSe si è in possesso di una tessera sanitaria con chip (TS-CNS) abilitata, di una carta d'identità elettronica italiana (Cie) o di un'utenza Spid, è possibile accedere tramite il link apposito al servizio del portale www.salutelazio.it ed esprimere i consensi alla consultazione del fascicolo sanitario elettronico direttamente online. In caso contrario sarà necessario recarsi in uno dei punti territoriali di accesso (Pta) e abilitare la carta. Nel momento dell'attivazione sarà possibile anche richiedere l'attivazione del fascicolo. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602887008862.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica: Nino Cartabellotta a Varese per discutere il futuro del SSN link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602892608870.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "varese7press.it" del 16 Apr 2026

VARESE, 16 aprile 2026- Dopo la recente mobilitazione regionale tenutasi a Milano, l''attenzione sul tema della salute pubblica si sposta a Varese. Questa sera, giovedì 16 aprile alle ore 18:00, la Sala Montanari ospiterà il convegno dal titolo "Quale futuro per il Servizio Sanitario Nazionale?", un momento di riflessione cruciale sulle sfide e le criticità [...]

pubDate§§ 2026-04-16T11:13:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602892608870.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602892608870.PDF', 'title': 'varese7press.it'} tp:url§§ https://www.varese7press.it/2026/04/16/sanita-pubblica-nino-cartabellotta-a-varese-per-discutere-il-futuro-del-ssn/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602892608870.PDF tp:ocr§§ “Fuori Rosa”: il CSI Milano schiera 300 società contro la violenza di genereScomparsa di Monguzzi, il ricordo dei Comitati Civici milanesi: “Senza di te siamo più soli, ma la tua coerenza resta la nostra guida”Primavera a Milano: Flora et Decora trasforma Piazza Sant’Ambrogio in un giardino diffusoPiero Gobetti, l’attualità di un’intransigenza: incontro al Circolo Caldara a cento anni dalla scomparsaVARESE, 16 aprile 2026- Dopo la recente mobilitazione regionale tenutasi a Milano, l’attenzione sul tema della salute pubblica si sposta a Varese.Questa sera, giovedì 16 aprile alle ore 18:00, la Sala Montanari ospiterà il convegno dal titolo “Quale futuro per il Servizio Sanitario Nazionale?”, un momento di riflessione cruciale sulle sfide e le criticità che interessano il sistema sanitario italiano.L’evento nasce dalla collaborazione tra diverse realtà sociali e sindacali del territorio: è infatti promosso da Acli provinciali di Varese, Cgil Varese, Spi Cgil Varese e Fap Acli. Queste organizzazioni, da tempo impegnate nella difesa del diritto alla salute, hanno scelto di unire le forze per offrire alla cittadinanza un’occasione di approfondimento tecnico e politico.Protagonista dell’incontro sarà Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE e una delle voci più autorevoli e ascoltate nel panorama della sanità nazionale.Grazie al costante monitoraggio effettuato dalla Fondazione sulla spesa sanitaria e sull’efficacia delle prestazioni, Cartabellotta fornirà un’analisi dettagliata sullo stato di salute del nostro SSN, discutendo le riforme necessarie per garantirne la sostenibilità e l’universalità di fronte ai tagli e alle crescenti disuguaglianze regionali.redazione@varese7press.itUtilizziamo i cookie per migliorare la tua navigazione e analizzare come utilizzi il nostro giornale. Puoi scegliere di accettare tutto, rifiutare i cookie non necessari o configurare le tue preferenze in modo granulare. La tua scelta non pregiudica l'accesso ai contenuti editoriali di base. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/16/2026041602892608870.PDF §---§