title§§ SANITÀ, CASTELLONE (M5S): “RIFORMA SSN SENZA RISORSE, GOVERNO FACCIA PASSO INDIETRO” - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402951608474.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 14 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 14 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 14 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 14 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 14 Apr 2026
AgenPress. «Il DdL sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive,
pubDate§§ 2026-04-14T10:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402967508629.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402967508629.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2026/04/14/fondazione-gimbe-riforma-ssn-ddl-senza-risorse-con-numerose-criticita-apre-spazi-al-privato-va-ritirato/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402967508629.PDF tp:ocr§§ Continua lo scontro tra “due Papi”Attacco senza precedenti di un presidente degli Stati Uniti contro un PapaIl presidente degli Stati Uniti Donald Trump diventa un “messia digitale”Trump attacca Leone XIV. Vescovi Usa: “Il Papa non è un rivale, né un politico. È il Vicario di Cristo”Elezioni Ungheria. Viktor Orbán ammette la sconfitta“Giovedì potrebbero tenersi nuovi colloqui tra Iran e Stati Uniti”Merz ospita il presidente ucraino Zelenskiy per colloqui a BerlinoColloqui di pace. Vance afferma che spetta all’Iran “fare il passo successivo”L’Iran chiede un risarcimento a Bahrein, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Giordania per la guerra.Due morti in un attacco militare statunitense contro un presunto traghetto di narcotrafficanti nel Pacifico orientaleElezioni Ungheria. Macron: “La Francia saluta la vittoria del popolo ungherese”Elezioni Ungheria: Serracchiani, segnale anche per Meloni e SalviniElezioni Ungheria. Orban: “I risultati elettorali, sebbene non ancora definitivi, sono chiari e per noi dolorosi”Elezioni Ungheria. Ursula von der Leyen: “Stasera in Ungheria il cuore dell’Europa batte più forte”Elezioni Ungheria. Viktor Orbán ammette la sconfittaAgenPress. «Il DdL sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l’esigibilità dei diritti e apre spazi alla sanità privata. Le numerose criticità e la clausola di invarianza finanziaria non permettono di migliorare il testo senza modificarne profondamente l’impianto. Se l’obiettivo dichiarato è davvero “garantire effettività nella tutela della salute”, la Fondazione GIMBE chiede di ritirare il DdL delega e di aprire un confronto ampio su come riformare il SSN, nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità».È questo il messaggio chiave portato dal Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione odierna presso la 10a Commissione del Senato nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge delega n. 1825 sulla riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e sulla revisione del modello organizzativo del SSN.«Il DdL delega sul potenziamento e la riorganizzazione del SSN – ha esordito Cartabellotta – conferma la consapevolezza politica sulla necessità di attuare riforme strutturali per un SSN che oggi non è più in grado di tutelare la salute delle persone in modo universale ed equo». Il provvedimento punta infatti “a garantire l’effettività nella tutela della salute”, nel quadro delle esigenze di ammodernamento del SSN, e propone di rivedere alcuni elementi strategici: centralità della persona, prossimità nell’accesso alle cure, sicurezza e qualità delle prestazioni erogate. «Tuttavia, dall’analisi del testo e della relazione tecnica – ha evidenziato Cartabellotta – emergono numerose criticità che non solo compromettono la possibilità di raggiungere gli obiettivi dichiarati, ma rischiano di generare effetti negativi sull’equità nell’accesso alle cure e sbilanciano i rapporti tra ospedale e territorio e tra pubblico e privato».CRITICITÀ FORMALI. La delega ha un perimetro troppo ampio: princìpi e criteri direttivi non sono sufficientemente determinati e molti oggetti restano generici o indefiniti. «Questo impianto – ha continuato il Presidente – rispetto ai vincoli costituzionali (art. 76) rischia di tradursi in una vera e propria “delega in bianco”. Mancano inoltre sia una cornice strategica, sia una relazione tecnica che ricostruisca in modo puntuale le criticità del SSN e il razionale delle misure proposte».CRITICITÀ POLITICHE. «A fronte di una riforma così ampia e ambiziosa e con un impatto enorme sui servizi sanitari regionali – ha spiegato Carta bellotta – il DdL, emanato con procedura d’urgenza il 13 gennaio 2026, non è stato sottoposto ad esame delle Regioni in sede consultiva. E il ruolo del Parlamento resta marginale: infatti, gli schemi dei decreti legislativi saranno trasmessi alle Commissioni parlamentari solo per un parere non vincolante, da esprimere in appena 30 giorni».CRITICITÀ FINANZIARIE. Le risorse certe sono limitate ai € 30 milioni assegnati dall’ultima Manovra per la sperimentazione 2026 degli ospedali di terzo livello. «La riforma – ha ribadito il Presidente – introduce infatti una clausola di invarianza finanziaria che esclude nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica: una scelta che ne mina alla radice la credibilità, perché incompatibile con interventi ad alta intensità su personale e servizi». In dettaglio, secondo la relazione tecnica, le misure si distinguono in due categorie: con oneri non determinabili e senza maggiori oneri.Misure con oneri non determinabili (n. 4). La relazione tecnica, per la complessità dei temi, rinvia la quantificazione degli oneri ai successivi decreti legislativi per ospedali di terzo livello (dal 2027), nuove reti assistenziali, qualità dell’assistenza per le persone non autosufficienti, standard per le cure palliative. «In sostanza – ha precisato Cartabellotta – per le misure più rilevanti la quantificazione degli oneri viene rinviata sine die, lasciando presumere che si tratti di obiettivi difficilmente raggiungibili». Infatti, la clausola di salvaguardia condiziona all’approvazione di nuovi finanziamenti proprio l’attuazione delle misure più importanti.Misure senza maggiori oneri (n. 9). Sono ben nove le misure per cui la relazione tecnica non prevede oneri aggiuntivi: potenziare l’integrazione ospedale-territorio, identificare gli ospedali elettivi, aggiornare il dimensionamento delle unità operative complesse, promuovere l’appropriatezza dell’offerta ospedaliera, definire il ruolo delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative, promuovere il ruolo della bioetica clinica, assicurare l’integrazione degli interventi socio-sanitari, aggiornare la disciplina dei servizi di salute mentale per adulti, neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, dipendenze patologiche, salute in carcere, riordinare la disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. «Secondo la nostra analisi – ha commentato Cartabellotta – l’attuazione della maggior parte di queste misure richiede interventi organizzativi tutt’altro che neutri sul piano delle risorse e destinati a gravare sui già asfittici bilanci regionali».CRITICITÀ TECNICHE. Rispetto al titolo, il testo si concentra esclusivamente sulla “riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera”, senza affrontare la “revisione del modello organizzativo”. Inoltre, tratta in modo asimmetrico ospedale e territorio, con un marcato sbilanciamento a favore del primo e senza alcun riferimento alla prevenzione. «È paradossale – ha commentato Cartabellotta – che una riforma del SSN, invece di restituire centralità all’assistenza territoriale e puntare sulla prevenzione, finisca per consolidare un modello ospedalo-centrico già fallimentare. Ai limiti del grottesco, poi, che il termine “prevenzione” non ricorra addirittura mai nel testo».Assistenza territoriale. Il DdL interviene su criticità rilevanti e mai risolte: maggiore integrazione ospedale-territorio, qualità dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria per le persone non autosufficienti, migliore articolazione delle cure palliative, aggiornamento della disciplina dei servizi di salute mentale, riordino della disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. «Tuttavia – ha rilevato il Presidente – su integrazione socio-sanitaria, non autosufficienza e cure palliative si resta fermi alle dichiarazioni di intenti, senza rendere realmente esigibili i diritti. Il riordino di MMG e PLS è vago e privo di leve strutturali per aumentare l’attrattività di queste figure chiave e integrarle nell’o rganizzazione dei servizi territoriali. Quanto alla salute mentale, resta incomprensibile come si possano migliorare qualità e appropriatezza in un ambito largamente sottofinanziato: aggiornare la disciplina senza risorse aggiuntive rischia di legittimare la mancata esigibilità dei LEA».Assistenza ospedaliera. L’istituzione di ospedali di terzo livello, nonostante l’ampio spazio dedicato, lascia molti dubbi sui criteri di selezione e le relative procedure, oltre a sollevare seri interrogativi sul finanziamento di strutture che potrebbero ricadere sotto il controllo del Ministero della Salute, con inevitabile “invasione di campo” rispetto alle competenze esclusive delle Regioni. «È difficile comprendere – ha aggiunto Cartabellotta – la necessità di rafforzare poli ospedalieri già forti, inclusi privati ed enti religiosi, senza prevedere obblighi aggiuntivi di servizio pubblico, in termini di accesso, volumi di attività e presa in carico dei pazienti». Altrettanto nebulosa la proposta di individuare i c.d. “ospedali elettivi”, strutture senza pronto soccorso prevalentemente private convenzionate, da destinare a interventi programmati e trasferendo i pazienti in ospedali di livello superiore in caso di complicanze non gestibili. «La definizione incompleta degli standard degli ospedali elettivi e della loro integrazione con la rete dell’emergenza – ha spiegato il Presidente – rischia di trasformarli in strutture che selezionano i casi meno complessi, sottraendoli al pubblico e assegnandoli al privato, per aumentare il tasso di occupazione dei posti letto, indubbiamente sovradimensionati. Inoltre, il trasferimento di pazienti tra le strutture aumenta il rischio clinico e non è affatto privo di costi, come invece sostiene la relazione tecnica».I RISCHI. Il Presidente ha richiamato i possibili “effetti collaterali” della riforma: dal rischio di “deleghe sospese” in assenza di nuove risorse, all’impatto sui bilanci regionali delle misure formalmente senza oneri, fino ai conflitti di competenze tra Governo e Regioni. Dal rafforzamento del modello ospedalo-centrico alla revisione al ribasso degli standard del DM 77, la riforma sull’assistenza territoriale prevista dal PNRR. Dal rischio di contenziosi per l’identificazione degli ospedali di terzo livello a quello di selezione opportunistica dei pazienti da trasferire agli ospedali elettivi. Dall’aumento delle diseguaglianze territoriali e sociali di accesso ai servizi all’incremento della mobilità sanitaria.LA PROPOSTA GIMBE. Il DdL prevede una delega troppo ampia, è privo di risorse certe e incide profondamente sugli equilibri tra ospedale e territorio (a favore del primo) e tra pubblico e privato (a favore del secondo). Punta sul ridisegno di classificazioni, riorganizzazioni e standard, ma resta debole nel rendere esigibili diritti oggi negati. Ambisce a potenziare sia ospedale che territorio, escludendo la prevenzione, in presenza di una clausola di invarianza finanziaria e offre vari assist alla sanità privata. Infine, non introduce innovazioni di governance su finanziamento (es. budget per le reti clinico-assistenziali), valutazione delle performance dei servizi sanitari e meccanismi di rimborso, che dovrebbero evolvere dalle prestazioni ai percorsi assistenziali e agli esiti di salute.«Considerato che il provvedimento presenta troppe criticità e potenziali “effetti collaterali” – ha concluso Cartabellotta – per emendarlo bisognerebbe modificarne l’impianto e disporre di risorse certe. Pertanto, se l’obiettivo è davvero quello di “garantire effettività nella tutela della salute”, la Fondazione GIMBE chiede di ritirare il DdL e di aprire un confronto ampio, partecipato e trasparente su come riformare il SSN, rimanendo nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità».Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Inte rnet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402967508629.PDF §---§ title§§ FONDAZIONE GIMBE * AUDIZIONE AL SENATO: «RIFORMA SSN, SENZA RISORSE FAVORISCE IL PRIVATO E RISCHIA PIÙ DISUGUAGLIANZE» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402936508435.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 14 Apr 2026
«Il DdL sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a
pubDate§§ 2026-04-14T08:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402936508435.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402936508435.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionews/fondazione-gimbe-audizione-al-senato-riforma-ssn-senza-risorse-favorisce-il-privato-e-rischia-piu-disuguaglianze/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402936508435.PDF tp:ocr§§ «Il DdL sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402936508435.PDF §---§ title§§ M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «SANITÀ, MAZZELLA (M5S): “SU RIFORMA SSN GOVERNO CALPESTA PARLAMENTO E REGIONI”» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402884008950.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 14 Apr 2026
L''audizione della Fondazione GIMBE al Senato ha messo in luce le criticità del disegno di legge delega sulla riorganizzazione del Servizio Sanitario
pubDate§§ 2026-04-14T12:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402884008950.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402884008950.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/m5s-movimento-5-stelle-parlamento-sanita-mazzella-m5s-su-riforma-ssn-governo-calpesta-parlamento-e-regioni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402884008950.PDF tp:ocr§§ L'audizione della Fondazione GIMBE al Senato ha messo in luce le criticità del disegno di legge delega sulla riorganizzazione del Servizio Sanitario--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402884008950.PDF §---§ title§§ PD – PARTITO DEMOCRATICO: «SANITÀ: RIFORMA SCHILLACI DA RISCRIVERE INTERAMENTE» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402900308981.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 14 Apr 2026
La Fondazione Gimbe ha espresso una bocciatura totale e motivata nei confronti del disegno di legge Schillaci. Secondo l''analisi della fondazione, si tratta
pubDate§§ 2026-04-14T12:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402900308981.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402900308981.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/pd-partito-democratico-sanita-riforma-schillaci-da-riscrivere-interamente/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402900308981.PDF tp:ocr§§ La Fondazione Gimbe ha espresso una bocciatura totale e motivata nei confronti del disegno di legge Schillaci. Secondo l'analisi della fondazione, si tratta--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402900308981.PDF §---§ title§§ Sanita': Fondazione Gimbe, ritirare Ddl Riforma Servizio sanitario nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402936208428.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "borsaitaliana.it" del 14 Apr 2026
Radiocor. Prima Pagina. Sanita'': Fondazione Gimbe, ritirare Ddl Riforma Servizio sanitario nazionale.
pubDate§§ 2026-04-14T08:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402936208428.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402936208428.PDF', 'title': 'borsaitaliana.it'} tp:url§§ https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/prima-pagina/dettaglio/sanita--fondazione-gimbe-ritirare-ddl-riforma-servizio-sanitario-nazionale-nRC_14042026_1010_233157369.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402936208428.PDF tp:ocr§§ (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 14 apr - 'Il Ddl sulla riforma del Servizio sanitario nazionale prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l'ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l'esigibilita' dei diritti e apre spazi alla sanita' privata. Le numerose criticita' e la clausola di invarianza finanziaria non permettono di migliorare il testo senza modificarne profondamente l'impianto. Se l'obiettivo dichiarato e' davvero 'garantire effettivita' nella tutela della salute', la Fondazione Gimbe chiede di ritirare il testo e di aprire un confronto ampio su come riformare la sanita' pubblica, nel perimetro dell'articolo 32 della Costituzione e dei princi'pi fondanti della legge 833/1978: universalita', uguaglianza, equita''. E' questo il messaggio-chiave del presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, audito dalla 10a Commissione del Senato nell'ambito dell'esame del Disegno di Legge delega n. 1825 sulla riorganizzazione e il potenziamento dell'assistenza territoriale e ospedaliera e sulla revisione del modello organizzativo del Ssn.com-bag.Gli ultimi video Radiocor(RADIOCOR) 14-04-26 10:10:01 (0233)SAN,PA 3 NNNN SanPubblica AmministrazioneNppIta tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402936208428.PDF §---§ title§§ Sanita': Fondazione Gimbe, ritirare Ddl Riforma Servizio sanitario nazionale -2- link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402936408434.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "borsaitaliana.it" del 14 Apr 2026
Radiocor. Prima Pagina. Sanita'': Fondazione Gimbe, ritirare Ddl Riforma Servizio sanitario nazionale -2-.
pubDate§§ 2026-04-14T08:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402936408434.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402936408434.PDF', 'title': 'borsaitaliana.it'} tp:url§§ https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/prima-pagina/dettaglio/sanita--fondazione-gimbe-ritirare-ddl-riforma-servizio-sanitario-nazionale-2-nRC_14042026_1010_234157369.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402936408434.PDF tp:ocr§§ (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 14 apr - 'A fronte di una riforma cosi' ampia e ambiziosa e con un impatto enorme sui servizi sanitari regionali - ha spiegato ancora Cartabellotta - il Ddl, emanato con procedura d'urgenza il 13 gennaio 2026, non e' stato sottoposto all'esame delle Regioni in sede consultiva. E il ruolo del Parlamento resta marginale: infatti, gli schemi dei decreti legislativi saranno trasmessi alle Commissioni parlamentari solo per un parere non vincolante, da esprimere in appena 30 giorni'. Secondo la Fondazione Gimbe il testo e' sbilanciato sull'ospedale e lascia poco spazio alle cure sul territorio: su integrazione socio-sanitaria, non autosufficienza e cure palliative 'si resta fermi alle dichiarazioni di intenti, senza rendere realmente esigibili i diritti'. Il riordino dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta e' 'vago e privo di leve strutturali'. Nove le misure per cui la relazione tecnica non prevede oneri aggiuntivi: dall'integrazione ospedale-territorio a quella socio-sanitaria, dall'identificazione degli ospedali elettivi ai servizi di salute mentale per adulti e di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza fino alle dipendenze patologiche e alla salute in carcere. 'Secondo la nostra analisi - ha commentato Cartabellotta - l'attuazione della maggior parte di queste misure richiede interventi organizzativi tutt'altro che neutri sul piano delle risorse e destinati a gravare sui gia' asfittici bilanci regionali'.com-bag.Gli ultimi video Radiocor(RADIOCOR) 14-04-26 10:10:23 (0234)SAN,PA 3 NNNN SanPubblica AmministrazioneNppIta tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402936408434.PDF §---§ title§§ Monasterace, borse GIMBE sanità e ricerca link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402895709035.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "calabriainchieste.it" del 14 Apr 2026
Sanità e ricerca a Monasterace: 45 giovani per le borse GIMBE tra formazione clinica e rilancio dei borghi con il PNRR.
pubDate§§ 2026-04-14T12:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402895709035.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402895709035.PDF', 'title': 'calabriainchieste.it'} tp:url§§ https://www.calabriainchieste.it/2026/04/14/sanita-e-ricerca-monasterace-laboratorio-nazionale-per-giovani-talenti/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402895709035.PDF tp:ocr§§ Quarantacinque ricercatori under 32 da tutta Italia per le borse di studio GIMBE: formazione, innovazione e rilancio dei borghi grazie al PNRRMONASTERACE (Rc) – Nel cuore della Calabria ionica, lontano dai tradizionali poli accademici ma non dalle grandi ambizioni, Monasterace si trasforma per una settimana in un crocevia della ricerca sanitaria italiana. Qui, tra storia e innovazione, si incontrano 45 giovani ricercatori selezionati a livello nazionale per partecipare a un percorso d’eccellenza sulla metodologia della ricerca clinica, promosso dalla Fondazione GIMBE. Un’iniziativa che va oltre la semplice formazione e che si inserisce in una visione più ampia: portare conoscenza e sviluppo nei territori meno centrali.Il progetto si inserisce nell’ambito di “M.O.R.E. – Monasterace Open Resource Experience”, un programma finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) volto a trasformare il borgo in un vero e proprio campus diffuso di innovazione. L’obiettivo è chiaro: coniugare formazione scientifica avanzata e valorizzazione territoriale, dimostrando che anche realtà periferiche possono diventare luoghi di produzione di sapere.Il corso, articolato in oltre 70 ore tra webinar e attività residenziali intensive, punta a fornire strumenti concreti per progettare, condurre e pubblicare studi clinici secondo gli standard internazionali. Non solo teoria, dunque, ma esercitazioni pratiche, lavori di gruppo e confronto diretto con esperti del settore. Un approccio moderno, che integra anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella produzione e analisi delle evidenze scientifiche.Il tema della qualità della ricerca clinica, del resto, è oggi più centrale che mai. Secondo i dati consolidati dell’Evidence-based Medicine, meno del 10% delle pubblicazioni scientifiche soddisfa criteri metodologici rigorosi. Un dato che pesa sulle decisioni sanitarie, influenzando direttamente l’efficacia delle cure e l’utilizzo delle risorse pubbliche.In questo scenario, la formazione di una nuova generazione di ricercatori assume un valore strategico. «Investire nella metodologia della ricerca – afferma Nino Cartabellotta – significa migliorare la qualità delle decisioni sanitarie. Senza solide evidenze scientifiche, il rischio è adottare interventi inefficaci o inappropriati per i reali bisogni di salute».Il contesto calabrese rende questa iniziativa ancora più significativa. La Regione continua a confrontarsi con difficoltà strutturali nell’accesso alle cure e con un percorso di risalita nei Livelli Essenziali di Assistenza che procede, ma con fatica. In tale quadro, investire nella qualità della ricerca e nella formazione dei professionisti rappresenta una leva concreta per ridurre le diseguaglianze e rafforzare il sistema sanitario.Portare un progetto di alta formazione a Monasterace non è solo una scelta logistica, ma un segnale politico e culturale. Significa ribaltare una prospettiva consolidata, secondo cui innovazione e ricerca possono svilupparsi solo nei grandi centri urbani. Al contrario, l’esperienza dimostra che, con adeguati investimenti e una visione strategica, anche i piccoli borghi possono diventare laboratori di futuro.Per una settimana, Monasterace diventa dunque un punto di incontro tra giovani talenti, competenze scientifiche e sviluppo locale. Un modello che potrebbe essere replicato in altri territori, contribuendo a ridurre il divario tra centro e periferia e a rafforzare il legame tra ricerca e comunità.La presenza di ricercatori provenienti da tutta Italia crea inoltre una rete di relazioni e collaborazioni che va ben oltre la durata del corso. Un capitale umano che, se valorizzato, può incidere nel lungo periodo sulla qualità del sistema sanitario nazionale. tp:writer§§ Redazione Calabria Inchieste guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402895709035.PDF §---§ title§§ Riforma del Servizio Sanitario: timori per risorse e disuguaglianze link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402968308621.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "finanza.lastampa.it" del 14 Apr 2026
"Il DdL sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio...
pubDate§§ 2026-04-14T10:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402968308621.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402968308621.PDF', 'title': 'finanza.lastampa.it'} tp:url§§ http://finanza.lastampa.it/News/2026/04/14/riforma-del-servizio-sanitario-timori-per-risorse-e-disuguaglianze/OTVfMjAyNi0wNC0xNF9UTEI tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402968308621.PDF tp:ocr§§ "Il DdL sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l’esigibilità dei diritti e apre spazi alla sanità privata. Le numerose criticità e la clausola di invarianza finanziaria non permettono di migliorare il testo senza modificarne profondamente l’impianto. Se l’obiettivo dichiarato è davvero "garantire effettività nella tutela della salute", la Fondazione GIMBE chiede di ritirare il DdL delega e di aprire un confronto ampio su come riformare il SSN, nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità".È questo il messaggio chiave portato dal Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione odierna presso la 10a Commissione del Senato nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge delega n. 1825 sulla riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e sulla revisione del modello organizzativo del SSN."Il DdL delega sul potenziamento e la riorganizzazione del SSN – ha esordito Cartabellotta – conferma la consapevolezza politica sulla necessità di attuare riforme strutturali per un SSN che oggi non è più in grado di tutelare la salute delle persone in modo universale ed equo". Il provvedimento punta infatti "a garantire l’effettività nella tutela della salute", nel quadro delle esigenze di ammodernamento del SSN, e propone di rivedere alcuni elementi strategici: centralità della persona, prossimità nell’accesso alle cure, sicurezza e qualità delle prestazioni erogate. "Tuttavia, dall’analisi del testo e della relazione tecnica – ha evidenziato Cartabellotta – emergono numerose criticità che non solo compromettono la possibilità di raggiungere gli obiettivi dichiarati, ma rischiano di generare effetti negativi sull’equità nell’accesso alle cure e sbilanciano i rapporti tra ospedale e territorio e tra pubblico e privato".Criticità Formali. La delega ha un perimetro troppo ampio: princìpi e criteri direttivi non sono sufficientemente determinati e molti oggetti restano generici o indefiniti. "Questo impianto – ha continuato il Presidente – rispetto ai vincoli costituzionali (art. 76) rischia di tradursi in una vera e propria "delega in bianco". Mancano inoltre sia una cornice strategica, sia una relazione tecnica che ricostruisca in modo puntuale le criticità del SSN e il razionale delle misure proposte".Criticità Politiche. "A fronte di una riforma così ampia e ambiziosa e con un impatto enorme sui servizi sanitari regionali – ha spiegato Cartabellotta – il DdL, emanato con procedura d’urgenza il 13 gennaio 2026, non è stato sottoposto ad esame delle Regioni in sede consultiva. E il ruolo del Parlamento resta marginale: infatti, gli schemi dei decreti legislativi saranno trasmessi alle Commissioni parlamentari solo per un parere non vincolante, da esprimere in appena 30 giorni".Criticità Finanziarie. Le risorse certe sono limitate ai 30 milioni di euro assegnati dall’ultima Manovra per la sperimentazione 2026 degli ospedali di terzo livello. "La riforma – ha ribadito il Presidente – introduce infatti una clausola di invarianza finanziaria che esclude nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica: una scelta che ne mina alla radice la credibilità, perché incompatibile con interventi ad alta intensità su personale e servizi". In dettaglio, secondo la relazione tecnica, le misure si distinguono in due categorie: con oneri non determinabili e senza maggiori oneri.Misure con oneri non determinabili. La relazione tecnica, per la complessità dei temi, rinvia la quantificazione degli oneri ai successivi decreti legislativi per ospedali di terzo livello (dal 2027), nuove reti assistenziali, qualità dell’assistenza per le persone non autosufficienti, standard per le cure palliative. "In sostanza – ha precisato Cartabellotta – per le misure più rilevanti la quantificazione degli oneri viene rinviata sine die, l asciando presumere che si tratti di obiettivi difficilmente raggiungibili". Infatti, la clausola di salvaguardia condiziona all’approvazione di nuovi finanziamenti proprio l’attuazione delle misure più importanti.Misure senza maggiori oneri. Sono ben nove le misure per cui la relazione tecnica non prevede oneri aggiuntivi: potenziare l’integrazione ospedale-territorio, identificare gli ospedali elettivi, aggiornare il dimensionamento delle unità operative complesse, promuovere l’appropriatezza dell’offerta ospedaliera, definire il ruolo delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative, promuovere il ruolo della bioetica clinica, assicurare l’integrazione degli interventi socio-sanitari, aggiornare la disciplina dei servizi di salute mentale per adulti, neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, dipendenze patologiche, salute in carcere, riordinare la disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. "Secondo la nostra analisi – ha commentato Cartabellotta – l’attuazione della maggior parte di queste misure richiede interventi organizzativi tutt’altro che neutri sul piano delle risorse e destinati a gravare sui già asfittici bilanci regionali".Criticità Tecniche. Rispetto al titolo, il testo si concentra esclusivamente sulla "riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera", senza affrontare la "revisione del modello organizzativo". Inoltre, tratta in modo asimmetrico ospedale e territorio, con un marcato sbilanciamento a favore del primo e senza alcun riferimento alla prevenzione. "È paradossale – ha commentato Cartabellotta – che una riforma del SSN, invece di restituire centralità all’assistenza territoriale e puntare sulla prevenzione, finisca per consolidare un modello ospedalo-centrico già fallimentare. Ai limiti del grottesco, poi, che il termine "prevenzione" non ricorra addirittura mai nel testo".Assistenza territoriale. Il DdL interviene su criticità rilevanti e mai risolte: maggiore integrazione ospedale-territorio, qualità dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria per le persone non autosufficienti, migliore articolazione delle cure palliative, aggiornamento della disciplina dei servizi di salute mentale, riordino della disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. "Tuttavia – ha rilevato il Presidente – su integrazione socio-sanitaria, non autosufficienza e cure palliative si resta fermi alle dichiarazioni di intenti, senza rendere realmente esigibili i diritti. Il riordino di MMG e PLS è vago e privo di leve strutturali per aumentare l’attrattività di queste figure chiave e integrarle nell’organizzazione dei servizi territoriali. Quanto alla salute mentale, resta incomprensibile come si possano migliorare qualità e appropriatezza in un ambito largamente sottofinanziato: aggiornare la disciplina senza risorse aggiuntive rischia di legittimare la mancata esigibilità dei LEA".Assistenza ospedaliera. L’istituzione di ospedali di terzo livello, nonostante l’ampio spazio dedicato, lascia molti dubbi sui criteri di selezione e le relative procedure, oltre a sollevare seri interrogativi sul finanziamento di strutture che potrebbero ricadere sotto il controllo del Ministero della Salute, con inevitabile "invasione di campo" rispetto alle competenze esclusive delle Regioni. "È difficile comprendere – ha aggiunto Cartabellotta – la necessità di rafforzare poli ospedalieri già forti, inclusi privati ed enti religiosi, senza prevedere obblighi aggiuntivi di servizio pubblico, in termini di accesso, volumi di attività e presa in carico dei pazienti". Altrettanto nebulosa la proposta di individuare i c.d. "ospedali elettivi", strutture senza pronto soccorso prevalentemente private convenzionate, da destinare a interventi programmati e trasferendo i pazienti in ospedali di livello superiore in caso di complicanze non gestibili. "La definizione incompleta degli standard degli ospedali elettivi e della loro integrazione con la rete dell’emergenza – ha spiegato il Presidente – rischia di trasformarli in strutture che selezi onano i casi meno complessi, sottraendoli al pubblico e assegnandoli al privato, per aumentare il tasso di occupazione dei posti letto, indubbiamente sovradimensionati. Inoltre, il trasferimento di pazienti tra le strutture aumenta il rischio clinico e non è affatto privo di costi, come invece sostiene la relazione tecnica".I rischi. Il Presidente ha richiamato i possibili "effetti collaterali" della riforma: dal rischio di "deleghe sospese" in assenza di nuove risorse, all’impatto sui bilanci regionali delle misure formalmente senza oneri, fino ai conflitti di competenze tra Governo e Regioni. Dal rafforzamento del modello ospedalo-centrico alla revisione al ribasso degli standard del DM 77, la riforma sull’assistenza territoriale prevista dal PNRR. Dal rischio di contenziosi per l’identificazione degli ospedali di terzo livello a quello di selezione opportunistica dei pazienti da trasferire agli ospedali elettivi. Dall’aumento delle diseguaglianze territoriali e sociali di accesso ai servizi all’incremento della mobilità sanitaria.La proposta Gimbe. Il DdL prevede una delega troppo ampia, è privo di risorse certe e incide profondamente sugli equilibri tra ospedale e territorio (a favore del primo) e tra pubblico e privato (a favore del secondo). Punta sul ridisegno di classificazioni, riorganizzazioni e standard, ma resta debole nel rendere esigibili diritti oggi negati. Ambisce a potenziare sia ospedale che territorio, escludendo la prevenzione, in presenza di una clausola di invarianza finanziaria e offre vari assist alla sanità privata. Infine, non introduce innovazioni di governance su finanziamento (es. budget per le reti clinico-assistenziali), valutazione delle performance dei servizi sanitari e meccanismi di rimborso, che dovrebbero evolvere dalle prestazioni ai percorsi assistenziali e agli esiti di salute."Considerato che il provvedimento presenta troppe criticità e potenziali "effetti collaterali" – ha concluso Cartabellotta – per emendarlo bisognerebbe modificarne l’impianto e disporre di risorse certe. Pertanto, se l’obiettivo è davvero quello di "garantire effettività nella tutela della salute", la Fondazione GIMBE chiede di ritirare il DdL e di aprire un confronto ampio, partecipato e trasparente su come riformare il SSN, rimanendo nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità". tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402968308621.PDF §---§ title§§ Lvmh debole a Parigi dopo ricavi I trimestre, riflettori accesi anche su Kering - Il Sole 24 ORE link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402969208618.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilsole24ore.com" del 14 Apr 2026
Il colosso del lusso ha accusato il contraccolpo della guerra in Iran, che ha pesato per l''1% sulla crescita organica. Il gruppo della famiglia Pinault comunicherà i ricavi questa sera 14 aprile e giovedì terrà il Capital Market Day
pubDate§§ 2026-04-14T10:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402969208618.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402969208618.PDF', 'title': 'ilsole24ore.com'} tp:url§§ https://www.ilsole24ore.com/art/lvmh-debole-parigi-ricavi-trimestre-riflettori-accesi-anche-kering-AIjwckUC tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402969208618.PDF tp:ocr§§ Le ultime da Radiocor14 aprile, 10:22 ***Conti pubblici: Salvini, superare 3% deficit? Se c'e' problema va risolto14 aprile, 10:10 Sanita': Fondazione Gimbe, ritirare Ddl Riforma Servizio sanitario nazionale14 aprile, 10:06 Iran: negoziati Washington-Teheran potrebbero riprendere questa settimanaVedi tutteAscolta la versione audio dell'articolo3' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.com(Il Sole 24 Ore Radiocor) Settore del lusso sotto la lente, all’indomani della diffusione dei numeri del colosso francese, Lvmh. Le azioni del comparto si muovono in ordine sparso, anche in base alle considerazioni che gli analisti hanno fatto dopo la pubblicazione dei ricavi del primo trimestre 2026 del gruppo della famiglia Arnault, test importante anche per comprendere l'impatto della guerra in Iran, che, come indicato dal gruppo, ha frenato la crescita organica dell'1%. Nel dettaglio le azioni di Lvmh perdono quota, pagando dazio anche alla scarsa visibilità sui conti del 2026 (i vertici del gruppo non hanno fornito stime). Salgono invece quelle di Kering, nell’attesa che il gruppo guidato da Luca De Meo questa sera pubblichi i ricavi del primo trimestre 2026 e soprattutto giovedì esponga la strategia di rilancio, nel corso del Capital Market Day organizzato a Firenze. Gli analisti hanno fiducia nella visione del manager proveniente dal comparto auto. Hermes, che darà i numeri di fatturato domani, è in lieve rialzo. Ed ancora, le azioni della svizzera Cie Financiere Richemont Sa sono comprate, spinte dalla performance della divisione Gioielli e Orologi di Lvmh, che nel primo trimestre è andata molto bene, vantato una crescita organica del 7% a 2,4 miliardi. Va ricordato che Richemont è molto esposta al settore della gioielleria, essendo ad esempio proprietaria di Cartier. A Milano, dopo la frenata della vigilia, salgono le Brunello Cucinellie le Moncler , quest'ultime in vista dei numeri che saranno diffusi la prossima settimana. Vanno bene anche le Salvatore Ferragamo . Da rilevare che guadagnano punti anche le Davide Campari, dopo l'annuncio della performance apprezzabile di Vini e Alcolici del gruppo francese.Tornando ai numeri di Lvmh, il gruppo ha registrato un fatturato di 19,12 miliardi di euro nel primo trimestre del 2026, in calo del 6% o in crescita a livello organico dell'1%. Il conflitto in Medio Oriente ha avuto un impatto negativo di circa l'1%, pesando soprattutto sulla divisione Moda e Pelletteria, la più importante in termini di fatturato: ha registrato ricavi per 9,24 miliardi in calo del 9% o del 2% su base organica. E' andata meglio la divisione Vini e Alcolici, che ha registrato ricavi per 1,2 miliardi (-2% o +5%). Ha tenuto a livello organico la divisione Profumo e Comesi, con un fatturato di 2 miliardi (-6% e 0%), mentre ha fatto molto bene, sempre a livello organico, quella di Orologi e Gioielli (2,44 miliardi i ricavi, -2% e +7%). Infine la divisione Selective Retailing ha registrato un fatturato di 4 miliardi (-3% e +4%), con Sephora che ha continuato a registrare «una crescita solida in tutte le regioni, guadagnando quote di mercato». Il gruppo non ha fornito indicazioni sul 2026, ma la direttrice finanziaria, Cecile Cabanis, ha avvertito che la società registrerà margini stabili solamente a patto che i ricavi registrino una crescita organica del 3-4%. «Forse si potrebbe riuscire anche con qualcosa in meno, ma se si arriva a una crescita piatta o leggermente negativa dei ricavi, questo avrà un impatto sui margini organici», ha spiegato.Loading...Bernstein, comunque, ha reiterato la raccomandazione di ‘Outperform’ sulle Lvmh, sebbene abbia rivisto il target di prezzo a 600 euro, da 685 euro. La casa d’affari ha apprezzato il fatto che, in base a quanto fatto capire dalla conference call, sono stati registrati miglioramenti nei marchi di punta Louis Vuitton e Dior. In più gli analisti sono rimasti colpiti anche dall’indicazione che la domanda in Cina pare in miglioramento e quella in America è in slancio. Certo, ha ammesso Bernstein, «l'incertezza e i venti contrari a breve termine rischiano di oscurare questi miglioramenti di fondo. Se la guerra dovesse protrarsi per tutto il secondo trimestre del 2026, ci aspetteremmo un impatto negativo simile o leggermente maggiore al primo». Rimarranno inoltre le pressioni sui margini dovute alle fluttuazioni valutarie e alla minore crescita del fatturato. Così Bernstein ha abbassato le previsioni di ebit margin per l'esercizio 2026 al 21,7% rispetto al 22% dell'esercizio 2025. Sono invece più cauti gli analisti di Jefferies che hanno raccomandato un ‘Hold’ sulle Lvmh, con target di prezzo tagliato di 100 euro, da 610 a 510 euro. «L'incertezza generale sulla propensione dei consumatori a spendere per i prodotti a prezzi più elevati negli Stati Uniti e in Europa e la misura in cui i consumatori cinesi meno abbienti riprenderanno a far shopping saranno fattori cruciali», hanno considerato gli esperti, ritenendo comunque che in un’ottica di lungo periodo gli attuali livelli di prezzo potrebbero anche rappresentare un valore interessante di ingresso nel titolo Lvmh.STRUMENTICalcola il tuo preventivo online per l’assicurazione della tua auto, moto e motocicloScopri di piùPROMO ABBONAMENTO1 anno di abbonamento al Sole a 69€! Accesso illimitato al sito de Il Sole 24 OreScopri di piùRiproduzione riservata ©ArgomentiricavoKeringParigiDiorLouis VuittonEleonora Micheliredattore Radiocor@eleonoramicheliLinkedInLuogo: MilanoLingue parlate: italiano, inglese, franceseArgomenti: finanza, economiaScheda autoreTrust projectLoading... tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402969208618.PDF §---§ title§§ Sanita': Fondazione Gimbe, ritirare Ddl Riforma Servizio sanitario nazionale - Il Sole 24 ORE link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402969308619.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilsole24ore.com" del 14 Apr 2026
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 14 apr - ''Il Ddl sulla riforma del Servizio sanitario nazionale prevede una delega troppo ampia e, senza mettere s...
pubDate§§ 2026-04-14T10:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402969308619.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402969308619.PDF', 'title': 'ilsole24ore.com'} tp:url§§ https://www.ilsole24ore.com/radiocor/nRC_14.04.2026_10.10_23310233 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402969308619.PDF tp:ocr§§ 14 aprile 2026(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 14 apr - 'Il Ddl sulla riforma del Servizio sanitario nazionale prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l'ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l'esigibilita' dei diritti e apre spazi alla sanita' privata. Le numerose criticita' e la clausola di invarianza finanziaria non permettono di migliorare il testo senza modificarne profondamente l'impianto. Se l'obiettivo dichiarato e' davvero 'garantire effettivita' nella tutela della salute', la Fondazione Gimbe chiede di ritirare il testo e di aprire un confronto ampio su come riformare la sanita' pubblica, nel perimetro dell'articolo 32 della Costituzione e dei princi'pi fondanti della legge 833/1978: universalita', uguaglianza, equita''. E' questo il messaggio-chiave del presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, audito dalla 10a Commissione del Senato nell'ambito dell'esame del Disegno di Legge delega n. 1825 sulla riorganizzazione e il potenziamento dell'assistenza territoriale e ospedaliera e sulla revisione del modello organizzativo del Ssn.com-bag.Gli ultimi video Radiocor(RADIOCOR) 14-04-26 10:10:01 (0233)SAN,PA 3 NNNN14 aprile, 10:3714 aprile, 10:2214 aprile, 10:10Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.FinanzaPlus24FinanzaMedio OrienteEuropaMercatidi Eleonora Micheli e Stefania BlasioliLa mappadi Michela FinizioFinanza13 foto10 fotoFinanza8 fotoFinanza12 fotoApp disponibile su:Google Play App storeP.I. 00777910159 Dati societari © Copyright Il Sole 24 Ore Tutti i diritti riservati Per la tua pubblicità sul sito: 24 Ore System Informativa sui cookie Privacy policy Accessibilità TDM Disclaimer tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402969308619.PDF §---§ title§§ DdL SSN, GIMBE all’attacco: “Una riforma che dimentica la prevenzione e favorisce il privato” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402955608498.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "insalutenews.it" del 14 Apr 2026
Bologna, 14 aprile 2026 - “Il DdL sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l’esigibilità dei diritti e apre spazi alla sanità privata. Le numerose criticità e la
pubDate§§ 2026-04-14T09:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402955608498.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402955608498.PDF', 'title': 'insalutenews.it'} tp:url§§ https://www.insalutenews.it/in-salute/ddl-ssn-gimbe-allattacco-una-riforma-che-dimentica-la-prevenzione-e-favorisce-il-privato/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=ddl-ssn-gimbe-allattacco-una-riforma-che-dimentica-la-prevenzione-e-favorisce-il-privato tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402955608498.PDF tp:ocr§§ Bologna, 14 aprile 2026 – “Il DdL sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l’esigibilità dei diritti e apre spazi alla sanità privata. Le numerose criticità e la clausola di invarianza finanziaria non permettono di migliorare il testo senza modificarne profondamente l’impianto. Se l’obiettivo dichiarato è davvero “garantire effettività nella tutela della salute”, la Fondazione GIMBE chiede di ritirare il DdL delega e di aprire un confronto ampio su come riformare il SSN, nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità”.È questo il messaggio chiave portato dal Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione odierna presso la 10a Commissione del Senato nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge delega n. 1825 sulla riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e sulla revisione del modello organizzativo del SSN.Dott. Nino Cartabellotta“Il DdL delega sul potenziamento e la riorganizzazione del SSN – ha esordito Cartabellotta – conferma la consapevolezza politica sulla necessità di attuare riforme strutturali per un SSN che oggi non è più in grado di tutelare la salute delle persone in modo universale ed equo”.Il provvedimento punta infatti “a garantire l’effettività nella tutela della salute”, nel quadro delle esigenze di ammodernamento del SSN, e propone di rivedere alcuni elementi strategici: centralità della persona, prossimità nell’accesso alle cure, sicurezza e qualità delle prestazioni erogate. “Tuttavia, dall’analisi del testo e della relazione tecnica – ha evidenziato Cartabellotta – emergono numerose criticità che non solo compromettono la possibilità di raggiungere gli obiettivi dichiarati, ma rischiano di generare effetti negativi sull’equità nell’accesso alle cure e sbilanciano i rapporti tra ospedale e territorio e tra pubblico e privato”.Criticità formaliLa delega ha un perimetro troppo ampio: princìpi e criteri direttivi non sono sufficientemente determinati e molti oggetti restano generici o indefiniti. “Questo impianto – ha continuato il Presidente – rispetto ai vincoli costituzionali (art. 76) rischia di tradursi in una vera e propria “delega in bianco”. Mancano inoltre sia una cornice strategica, sia una relazione tecnica che ricostruisca in modo puntuale le criticità del SSN e il razionale delle misure proposte”.Criticità politiche“A fronte di una riforma così ampia e ambiziosa e con un impatto enorme sui servizi sanitari regionali – ha spiegato Cartabellotta – il DdL, emanato con procedura d’urgenza il 13 gennaio 2026, non è stato sottoposto ad esame delle Regioni in sede consultiva. E il ruolo del Parlamento resta marginale: infatti, gli schemi dei decreti legislativi saranno trasmessi alle Commissioni parlamentari solo per un parere non vincolante, da esprimere in appena 30 giorni”.Criticità finanziarieLe risorse certe sono limitate ai € 30 milioni assegnati dall’ultima Manovra per la sperimentazione 2026 degli ospedali di terzo livello. “La riforma – ha ribadito il Presidente – introduce infatti una clausola di invarianza finanziaria che esclude nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica: una scelta che ne mina alla radice la credibilità, perché incompatibile con interventi ad alta intensità su personale e servizi”. In dettaglio, secondo la relazione tecnica, le misure si distinguono in due categorie: con oneri non determinabili e senza maggiori oneri.Misure con oneri non determinabili (n. 4)La relazione tecnica, per la complessità dei temi, rinvia la quantificazione degli oneri ai successivi decreti legislativi per ospedali di terzo livello (dal 2027), nuove reti assistenziali, qualità dell’assistenza per le persone non autosufficienti, standard per le cure palliative. “In sostanza – ha precisato Cartabellotta – per le misure più rilevanti la quantificazione degli oneri viene rinviata sine die, lasciando presumere che si tratti di obiettivi difficilmente raggiungibili”. Infatti, la clausola di salvaguardia condiziona all’approvazione di nuovi finanziamenti proprio l’attuazione delle misure più importanti.Misure senza maggiori oneri (n. 9)Sono ben nove le misure per cui la relazione tecnica non prevede oneri aggiuntivi: potenziare l’integrazione ospedale-territorio, identificare gli ospedali elettivi, aggiornare il dimensionamento delle unità operative complesse, promuovere l’appropriatezza dell’offerta ospedaliera, definire il ruolo delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative, promuovere il ruolo della bioetica clinica, assicurare l’integrazione degli interventi socio-sanitari, aggiornare la disciplina dei servizi di salute mentale per adulti, neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, dipendenze patologiche, salute in carcere, riordinare la disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta.“Secondo la nostra analisi – ha commentato Cartabellotta – l’attuazione della maggior parte di queste misure richiede interventi organizzativi tutt’altro che neutri sul piano delle risorse e destinati a gravare sui già asfittici bilanci regionali”.Criticità tecnicheRispetto al titolo, il testo si concentra esclusivamente sulla “riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera”, senza affrontare la “revisione del modello organizzativo”. Inoltre, tratta in modo asimmetrico ospedale e territorio, con un marcato sbilanciamento a favore del primo e senza alcun riferimento alla prevenzione.“È paradossale – ha commentato Cartabellotta – che una riforma del SSN, invece di restituire centralità all’assistenza territoriale e puntare sulla prevenzione, finisca per consolidare un modello ospedalo-centrico già fallimentare. Ai limiti del grottesco, poi, che il termine “prevenzione” non ricorra addirittura mai nel testo”.Assistenza territorialeIl DdL interviene su criticità rilevanti e mai risolte: maggiore integrazione ospedale-territorio, qualitàdell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria per le persone non autosufficienti, migliore articolazione delle cure palliative, aggiornamento della disciplina dei servizi di salute mentale, riordino della disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta.“Tuttavia – ha rilevato il Presidente – su integrazione socio-sanitaria, non autosufficienza e cure palliative si resta fermi alle dichiarazioni di intenti, senza rendere realmente esigibili i diritti. Il riordino di MMG e PLS è vago e privo di leve strutturali per aumentare l’attrattività di queste figure chiave e integrarle nell’organizzazione dei servizi territoriali. Quanto alla salute mentale, resta incomprensibile come si possano migliorare qualità e appropriatezza in un ambito largamente sottofinanziato: aggiornare la disciplina senza risorse aggiuntive rischia di legittimare la mancata esigibilità dei LEA”.Assistenza ospedalieraL’istituzione di ospedali di terzo livello, nonostante l’ampio spazio dedicato, lascia molti dubbi sui criteri di selezione e le relative procedure, oltre a sollevare seri interrogativi sul finanziamento di strutture che potrebbero ricadere sotto il controllo del Ministero della Salute, con inevitabile “invasione di campo” rispetto alle competenze esclusive delle Regioni.“È difficile comprendere – ha aggiunto Cartabellotta – la necessità di rafforzare poli ospedalieri già forti, inclusi privati ed enti religiosi, senza prevedere obblighi aggiuntivi di servizio pubblico, in termini di accesso, volumi di attività e presa in carico dei pazienti”.Altrettanto nebulosa la proposta di individuare i c.d. “ospedali elettivi”, strutture senza pronto soccorso prevalentemente private convenzionate, da destinare a interventi programmati e trasf erendo i pazienti in ospedali di livello superiore in caso di complicanze non gestibili. “La definizione incompleta degli standard degli ospedali elettivi e della loro integrazione con la rete dell’emergenza – ha spiegato il Presidente – rischia di trasformarli in strutture che selezionano i casi meno complessi, sottraendoli al pubblico e assegnandoli al privato, per aumentare il tasso di occupazione dei posti letto, indubbiamente sovradimensionati. Inoltre, il trasferimento di pazienti tra le strutture aumenta il rischio clinico e non è affatto privo di costi, come invece sostiene la relazione tecnica”.I rischiIl Presidente ha richiamato i possibili “effetti collaterali” della riforma: dal rischio di “deleghe sospese” in assenza di nuove risorse, all’impatto sui bilanci regionali delle misure formalmente senza oneri, fino ai conflitti di competenze tra Governo e Regioni. Dal rafforzamento del modello ospedalo-centrico alla revisione al ribasso degli standard del DM 77, la riforma sull’assistenza territoriale prevista dal PNRR. Dal rischio di contenziosi per l’identificazione degli ospedali di terzo livello a quello di selezione opportunistica dei pazienti da trasferire agli ospedali elettivi. Dall’aumento delle diseguaglianze territoriali e sociali di accesso ai servizi all’incremento della mobilità sanitaria.La proposta GIMBEIl DdL prevede una delega troppo ampia, è privo di risorse certe e incide profondamente sugli equilibri tra ospedale e territorio (a favore del primo) e tra pubblico e privato (a favore del secondo). Punta sul ridisegno di classificazioni, riorganizzazioni e standard, ma resta debole nel rendere esigibili diritti oggi negati. Ambisce a potenziare sia ospedale che territorio, escludendo la prevenzione, in presenza di una clausola di invarianza finanziaria e offre vari assist alla sanità privata. Infine, non introduce innovazioni di governance su finanziamento (es. budget per le reti clinico-assistenziali), valutazione delle performance dei servizi sanitari e meccanismi di rimborso, che dovrebbero evolvere dalle prestazioni ai percorsi assistenziali e agli esiti di salute.“Considerato che il provvedimento presenta troppe criticità e potenziali “effetti collaterali” – ha concluso Cartabellotta – per emendarlo bisognerebbe modificarne l’impianto e disporre di risorse certe. Pertanto, se l’obiettivo è davvero quello di “garantire effettività nella tutela della salute”, la Fondazione GIMBE chiede di ritirare il DdL e di aprire un confronto ampio, partecipato e trasparente su come riformare il SSN, rimanendo nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità”. tp:writer§§ insalutenews.it guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402955608498.PDF §---§ title§§ Ssn, il ddl per la riforma non piace alla Fondazione Gimbe: le criticità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402913609102.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lapresse.it" del 14 Apr 2026
Il ddl delega sulla riforma del Ssn non convince la Fondazione Gimbe: le critiche e la richiesta di ritirare il provvedimento.
pubDate§§ 2026-04-14T13:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402913609102.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402913609102.PDF', 'title': 'lapresse.it'} tp:url§§ https://www.lapresse.it/salute/sanita/2026/04/14/ssn-il-ddl-per-la-riforma-non-piace-alla-fondazione-gimbe-le-criticita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402913609102.PDF tp:ocr§§ Accesso ArchiviUltima oraHome > Salute > Sanità > Ssn, il ddl per la riforma non piace alla Fondazione Gimbe: le criticitàIl ddl delega sulla riforma del Ssn non convince la Fondazione Gimbe: le critiche e la richiesta di ritirare il provvedimento.Non piace alla Fondazione Gimbe il ddl delega sulla riforma del Servizio sanitario nazionale (Ssn). “Prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l’esigibilità dei diritti e apre spazi alla sanità privata”, sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, durante l’audizione odierna al Senato.Il provvedimento punta a garantire l’effettività nella tutela della salutenel quadro delle esigenze di ammodernamento del Ssn, e propone di rivedere alcuni elementi strategici: centralità della persona, prossimità nell’accesso alle cure, sicurezza e qualità delle prestazioni erogate. Ma all’analisi del testo e della relazione tecnica “emergono numerose criticità che non solo compromettono la possibilità di raggiungere gli obiettivi dichiarati, ma rischiano di generare effetti negativi sull’equità nell’accesso alle cure e sbilanciano i rapporti tra ospedale e territorio e tra pubblico e privato”, spiega il numero uno della Fondazione. Tra le criticità rilevate dalla Fondazione Gimbe c’è anche l’aspetto finanziario. Le risorse certe sono limitate ai 30 milioni di euro assegnati dall’ultima legge di bilancio per la sperimentazione degli ospedali di terzo livello. “La riforma introduce una clausola di invarianza finanziaria che esclude nuovi o maggiori oneri, una scelta che ne mina alla radice la credibilità”, ribadisce Cartabellotta. Per il presidente, il testo di riforma non affronta la revisione del modello organizzativo e risulta inoltre sbilanciato a favore dell’ospedale, penalizzando il territorio. “È paradossale che una riforma del Ssn, invece di restituire centralità all’assistenza territoriale e puntare sulla prevenzione, finisca per consolidare un modello ospedalocentrico già fallimentare. Ai limiti del grottesco, poi, che il termine prevenzione non ricorra mai nel testo”, rimarca Cartabellotta. “Se l’obiettivo è davvero quello di garantire effettività nella tutela della salute – conclude – la Fondazione Gimbe chiede di ritirare il ddl e aprire un confronto ampio, partecipato e trasparente su come riformare il Ssn, rimanendo nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza ed equità”. ULTIME NOVITÀP.I. 06723500010 – Copyright: © LaPresse – Tutti i diritti riservatiLa nostra realtàServizi e OffertePartnershipInformazioni e utilityContattiEsteriMilano, Roma, Torino, Firenze, Napoli, Verona, Treviso, Oristano, Messina, Lamezia TermeNew York, Washington, Miami, Bruxelles, Londra, Parigi, Berlino, Madrid, Varsavia, Praga, Ginevra, Vienna, Casablanca, Tokyo, Hong Kong tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402913609102.PDF §---§ title§§ Il ddl delega di riforma del servizio sanitario senza risorse link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402892008870.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "mondoprofessionisti.it" del 14 Apr 2026
In audizione al Senato la fondazione Gimbe chiede il ritiro del testo e un ampio confronto sulla riforma.
pubDate§§ 2026-04-14T11:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402892008870.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402892008870.PDF', 'title': 'mondoprofessionisti.it'} tp:url§§ https://www.mondoprofessionisti.it/focus-su/il-ddl-delega-di-riforma-del-servizio-sanitario-senza-risorse/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402892008870.PDF tp:ocr§§ «Il DdL sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l’esigibilità dei diritti e apre spazi alla sanità privata. Le numerose criticità e la clausola di invarianza finanziaria non permettono di migliorare il testo senza modificarne profondamente l’impianto. Se l’obiettivo dichiarato è davvero “garantire effettività nella tutela della salute”, la Fondazione GIMBE chiede di ritirare il DdL delega e di aprire un confronto ampio su come riformare il SSN, nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità».È questo il messaggio chiave portato dal Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione odierna presso la 10a Commissione del Senato nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge delega n. 1825 sulla riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e sulla revisione del modello organizzativo del SSN.«Il DdL delega sul potenziamento e la riorganizzazione del SSN – ha esordito Cartabellotta – conferma la consapevolezza politica sulla necessità di attuare riforme strutturali per un SSN che oggi non è più in grado di tutelare la salute delle persone in modo universale ed equo». Il provvedimento punta infatti “a garantire l’effettività nella tutela della salute”, nel quadro delle esigenze di ammodernamento del SSN, e propone di rivedere alcuni elementi strategici: centralità della persona, prossimità nell’accesso alle cure, sicurezza e qualità delle prestazioni erogate. «Tuttavia, dall’analisi del testo e della relazione tecnica – ha evidenziato Cartabellotta – emergono numerose criticità che non solo compromettono la possibilità di raggiungere gli obiettivi dichiarati, ma rischiano di generare effetti negativi sull’equità nell’accesso alle cure e sbilanciano i rapporti tra ospedale e territorio e tra pubblico e privato».CRITICITÀ FORMALI. La delega ha un perimetro troppo ampio: princìpi e criteri direttivi non sono sufficientemente determinati e molti oggetti restano generici o indefiniti. «Questo impianto – ha continuato il Presidente – rispetto ai vincoli costituzionali (art. 76) rischia di tradursi in una vera e propria “delega in bianco”. Mancano inoltre sia una cornice strategica, sia una relazione tecnica che ricostruisca in modo puntuale le criticità del SSN e il razionale delle misure proposte».CRITICITÀ POLITICHE. «A fronte di una riforma così ampia e ambiziosa e con un impatto enorme sui servizi sanitari regionali – ha spiegato Cartabellotta – il DdL, emanato con procedura d’urgenza il 13 gennaio 2026, non è stato sottoposto ad esame delle Regioni in sede consultiva. E il ruolo del Parlamento resta marginale: infatti, gli schemi dei decreti legislativi saranno trasmessi alle Commissioni parlamentari solo per un parere non vincolante, da esprimere in appena 30 giorni».CRITICITÀ FINANZIARIE. Le risorse certe sono limitate ai € 30 milioni assegnati dall’ultima Manovra per la sperimentazione 2026 degli ospedali di terzo livello. «La riforma – ha ribadito il Presidente – introduce infatti una clausola di invarianza finanziaria che esclude nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica: una scelta che ne mina alla radice la credibilità, perché incompatibile con interventi ad alta intensità su personale e servizi». In dettaglio, secondo la relazione tecnica, le misure si distinguono in due categorie: con oneri non determinabili e senza maggiori oneri.Misure con oneri non determinabili (n. 4). La relazione tecnica, per la complessità dei temi, rinvia la quantificazione degli oneri ai successivi decreti legislativi per ospedali di terzo livello (dal 2027), nuove reti assistenziali, qualità dell’assistenza per le persone non autosufficienti, standard per le cure palliative. «In sostanza – ha precisato Cartabellotta – per le misure più rilevanti la quantificazione degli oneri viene rinviata sine die, lasciando presumere che si tratti di obiettivi difficilmente raggiungibili». Infatti, la clausola di salvaguardia condiziona all’approvazione di nuovi finanziamenti proprio l’attuazione delle misure più importanti.Misure senza maggiori oneri (n. 9). Sono ben nove le misure per cui la relazione tecnica non prevede oneri aggiuntivi: potenziare l’integrazione ospedale-territorio, identificare gli ospedali elettivi, aggiornare il dimensionamento delle unità operative complesse, promuovere l’appropriatezza dell’offerta ospedaliera, definire il ruolo delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative, promuovere il ruolo della bioetica clinica, assicurare l’integrazione degli interventi socio-sanitari, aggiornare la disciplina dei servizi di salute mentale per adulti, neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, dipendenze patologiche, salute in carcere, riordinare la disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. «Secondo la nostra analisi – ha commentato Cartabellotta – l’attuazione della maggior parte di queste misure richiede interventi organizzativi tutt’altro che neutri sul piano delle risorse e destinati a gravare sui già asfittici bilanci regionali».CRITICITÀ TECNICHE. Rispetto al titolo, il testo si concentra esclusivamente sulla “riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera”, senza affrontare la “revisione del modello organizzativo”. Inoltre, tratta in modo asimmetrico ospedale e territorio, con un marcato sbilanciamento a favore del primo e senza alcun riferimento alla prevenzione. «È paradossale – ha commentato Cartabellotta – che una riforma del SSN, invece di restituire centralità all’assistenza territoriale e puntare sulla prevenzione, finisca per consolidare un modello ospedalo-centrico già fallimentare. Ai limiti del grottesco, poi, che il termine “prevenzione” non ricorra addirittura mai nel testo».Assistenza territoriale. Il DdL interviene su criticità rilevanti e mai risolte: maggiore integrazione ospedale-territorio, qualità dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria per le persone non autosufficienti, migliore articolazione delle cure palliative, aggiornamento della disciplina dei servizi di salute mentale, riordino della disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. «Tuttavia – ha rilevato il Presidente – su integrazione socio-sanitaria, non autosufficienza e cure palliative si resta fermi alle dichiarazioni di intenti, senza rendere realmente esigibili i diritti. Il riordino di MMG e PLS è vago e privo di leve strutturali per aumentare l’attrattività di queste figure chiave e integrarle nell’organizzazione dei servizi territoriali. Quanto alla salute mentale, resta incomprensibile come si possano migliorare qualità e appropriatezza in un ambito largamente sottofinanziato: aggiornare la disciplina senza risorse aggiuntive rischia di legittimare la mancata esigibilità dei LEA».Assistenza ospedaliera. L’istituzione di ospedali di terzo livello, nonostante l’ampio spazio dedicato, lascia molti dubbi sui criteri di selezione e le relative procedure, oltre a sollevare seri interrogativi sul finanziamento di strutture che potrebbero ricadere sotto il controllo del Ministero della Salute, con inevitabile “invasione di campo” rispetto alle competenze esclusive delle Regioni. «È difficile comprendere – ha aggiunto Cartabellotta – la necessità di rafforzare poli ospedalieri già forti, inclusi privati ed enti religiosi, senza prevedere obblighi aggiuntivi di servizio pubblico, in termini di accesso, volumi di attività e presa in carico dei pazienti». Altrettanto nebulosa la proposta di individuare i c.d. “ospedali elettivi”, strutture senza pronto soccorso prevalentemente private convenzionate, da destinare a interventi programmati e trasferendo i pazienti in ospedali di livello superiore in caso di complicanze non gestibili. «La definizione incompleta degli standard degli ospedali elettivi e della loro integrazione con la rete dell’emergenza – ha spiegato il Presidente – rischia di trasformarli in strutture ch e selezionano i casi meno complessi, sottraendoli al pubblico e assegnandoli al privato, per aumentare il tasso di occupazione dei posti letto, indubbiamente sovradimensionati. Inoltre, il trasferimento di pazienti tra le strutture aumenta il rischio clinico e non è affatto privo di costi, come invece sostiene la relazione tecnica».I RISCHI. Il Presidente ha richiamato i possibili “effetti collaterali” della riforma: dal rischio di “deleghe sospese” in assenza di nuove risorse, all’impatto sui bilanci regionali delle misure formalmente senza oneri, fino ai conflitti di competenze tra Governo e Regioni. Dal rafforzamento del modello ospedalo-centrico alla revisione al ribasso degli standard del DM 77, la riforma sull’assistenza territoriale prevista dal PNRR. Dal rischio di contenziosi per l’identificazione degli ospedali di terzo livello a quello di selezione opportunistica dei pazienti da trasferire agli ospedali elettivi. Dall’aumento delle diseguaglianze territoriali e sociali di accesso ai servizi all’incremento della mobilità sanitaria.LA PROPOSTA GIMBE. Il DdL prevede una delega troppo ampia, è privo di risorse certe e incide profondamente sugli equilibri tra ospedale e territorio (a favore del primo) e tra pubblico e privato (a favore del secondo). Punta sul ridisegno di classificazioni, riorganizzazioni e standard, ma resta debole nel rendere esigibili diritti oggi negati. Ambisce a potenziare sia ospedale che territorio, escludendo la prevenzione, in presenza di una clausola di invarianza finanziaria e offre vari assist alla sanità privata. Infine, non introduce innovazioni di governance su finanziamento (es. budget per le reti clinico-assistenziali), valutazione delle performance dei servizi sanitari e meccanismi di rimborso, che dovrebbero evolvere dalle prestazioni ai percorsi assistenziali e agli esiti di salute.«Considerato che il provvedimento presenta troppe criticità e potenziali “effetti collaterali” – ha concluso Cartabellotta – per emendarlo bisognerebbe modificarne l’impianto e disporre di risorse certe. Pertanto, se l’obiettivo è davvero quello di “garantire effettività nella tutela della salute”, la Fondazione GIMBE chiede di ritirare il DdL e di aprire un confronto ampio, partecipato e trasparente su come riformare il SSN, rimanendo nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità». tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402892008870.PDF §---§ title§§ Riforma Ssn. Gimbe chiede il ritiro: “Ddl senza risorse, con numerose criticità, apre spazi al privato e rischia di aumentare diseguaglianze” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402943108369.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 14 Apr 2026
La Fondazione Gimbe ha chiesto, in audizione presso la X Commissione del Senato, il ritiro del Ddl delega sulla riforma del Ssn, giudicandolo troppo ampio, privo di risorse
pubDate§§ 2026-04-14T08:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402943108369.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402943108369.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/riforma-ssn-gimbe-chiede-il-ritiro-ddl-senza-risorse-con-numerose-criticita-apre-spazi-al-privato-e-rischia-di-aumentare-diseguaglianze/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402943108369.PDF tp:ocr§§ “Il Ddl sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l’esigibilità dei diritti e apre spazi alla sanità privata. Le numerose criticità e la clausola di invarianza finanziaria non permettono di migliorare il testo senza modificarne profondamente l’impianto. Se l’obiettivo dichiarato è davvero ‘garantire effettività nella tutela della salute’, la Fondazione Gimbe chiede di ritirare il DdL delega e di aprire un confronto ampio su come riformare il Ssn, nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità”.È questo il messaggio chiave portato dal Presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione odierna presso la 10a Commissione del Senato nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge delega n. 1825 sulla riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e sulla revisione del modello organizzativo del Ssn.“Il Ddl delega sul potenziamento e la riorganizzazione del Ssn – ha esordito Cartabellotta – conferma la consapevolezza politica sulla necessità di attuare riforme strutturali per un Ssn che oggi non è più in grado di tutelare la salute delle persone in modo universale ed equo”. Il provvedimento punta infatti ‘a garantire l’effettività nella tutela della salute’, nel quadro delle esigenze di ammodernamento del Ssn, e propone di rivedere alcuni elementi strategici: centralità della persona, prossimità nell’accesso alle cure, sicurezza e qualità delle prestazioni erogate. “Tuttavia, dall’analisi del testo e della relazione tecnica – ha evidenziato Cartabellotta – emergono numerose criticità che non solo compromettono la possibilità di raggiungere gli obiettivi dichiarati, ma rischiano di generare effetti negativi sull’equità nell’accesso alle cure e sbilanciano i rapporti tra ospedale e territorio e tra pubblico e privato”.Criticità formali. La delega ha un perimetro troppo ampio: princìpi e criteri direttivi non sono sufficientemente determinati e molti oggetti restano generici o indefiniti. “Questo impianto – ha continuato il Presidente – rispetto ai vincoli costituzionali (art. 76) rischia di tradursi in una vera e propria ‘delega in bianco’. Mancano inoltre sia una cornice strategica, sia una relazione tecnica che ricostruisca in modo puntuale le criticità del Ssn e il razionale delle misure proposte”.Criticità politiche. “A fronte di una riforma così ampia e ambiziosa e con un impatto enorme sui servizi sanitari regionali – ha spiegato Cartabellotta – il DdL, emanato con procedura d’urgenza il 13 gennaio 2026, non è stato sottoposto ad esame delle Regioni in sede consultiva. E il ruolo del Parlamento resta marginale: infatti, gli schemi dei decreti legislativi saranno trasmessi alle Commissioni parlamentari solo per un parere non vincolante, da esprimere in appena 30 giorni”.Criticità finanziarie. Le risorse certe sono limitate ai € 30 milioni assegnati dall’ultima Manovra per la sperimentazione 2026 degli ospedali di terzo livello. “La riforma – ha ribadito il Presidente – introduce infatti una clausola di invarianza finanziaria che esclude nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica: una scelta che ne mina alla radice la credibilità, perché incompatibile con interventi ad alta intensità su personale e servizi”. In dettaglio, secondo la relazione tecnica, le misure si distinguono in due categorie: con oneri non determinabili e senza maggiori oneri.Misure con oneri non determinabili (n. 4). La relazione tecnica, per la complessità dei temi, rinvia la quantificazione degli oneri ai successivi decreti legislativi per ospedali di terzo livello (dal 2027), nuove reti assistenziali, qualità dell’assistenza per le persone non autosufficienti, standard per le cure palliative. “In sostanza – ha precisato Cartabellotta – per le misure più rileva nti la quantificazione degli oneri viene rinviata sine die, lasciando presumere che si tratti di obiettivi difficilmente raggiungibili”. Infatti, la clausola di salvaguardia condiziona all’approvazione di nuovi finanziamenti proprio l’attuazione delle misure più importanti.Misure senza maggiori oneri (n. 9). Sono ben nove le misure per cui la relazione tecnica non prevede oneri aggiuntivi: potenziare l’integrazione ospedale-territorio, identificare gli ospedali elettivi, aggiornare il dimensionamento delle unità operative complesse, promuovere l’appropriatezza dell’offerta ospedaliera, definire il ruolo delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative, promuovere il ruolo della bioetica clinica, assicurare l’integrazione degli interventi socio-sanitari, aggiornare la disciplina dei servizi di salute mentale per adulti, neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, dipendenze patologiche, salute in carcere, riordinare la disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. “Secondo la nostra analisi – ha commentato Cartabellotta – l’attuazione della maggior parte di queste misure richiede interventi organizzativi tutt’altro che neutri sul piano delle risorse e destinati a gravare sui già asfittici bilanci regionali”.Criticità tecniche. Rispetto al titolo, il testo si concentra esclusivamente sulla “riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera”, senza affrontare la “revisione del modello organizzativo”. Inoltre, tratta in modo asimmetrico ospedale e territorio, con un marcato sbilanciamento a favore del primo e senza alcun riferimento alla prevenzione. “È paradossale – ha commentato Cartabellotta – che una riforma del Ssn, invece di restituire centralità all’assistenza territoriale e puntare sulla prevenzione, finisca per consolidare un modello ospedalo-centrico già fallimentare. Ai limiti del grottesco, poi, che il termine “prevenzione” non ricorra addirittura mai nel testo”.Assistenza territoriale. Il DdL interviene su criticità rilevanti e mai risolte: maggiore integrazione ospedale-territorio, qualitàdell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria per le persone non autosufficienti, migliore articolazione delle cure palliative, aggiornamento della disciplina dei servizi di salute mentale, riordino della disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. “Tuttavia – ha rilevato il Presidente – su integrazione socio-sanitaria, non autosufficienza e cure palliative si resta fermi alle dichiarazioni di intenti, senza rendere realmente esigibili i diritti. Il riordino di Mmg e Pls è vago e privo di leve strutturali per aumentare l’attrattività di queste figure chiave e integrarle nell’organizzazione dei servizi territoriali. Quanto alla salute mentale, resta incomprensibile come si possano migliorare qualità e appropriatezza in un ambito largamente sottofinanziato: aggiornare la disciplina senza risorse aggiuntive rischia di legittimare la mancata esigibilità dei Lea”.Assistenza ospedaliera. L’istituzione di ospedali di terzo livello, nonostante l’ampio spazio dedicato, lascia molti dubbi sui criteri di selezione e le relative procedure, oltre a sollevare seri interrogativi sul finanziamento di strutture che potrebbero ricadere sotto il controllo del Ministero della Salute, con inevitabile “invasione di campo” rispetto alle competenze esclusive delle Regioni. “È difficile comprendere – ha aggiunto Cartabellotta – la necessità di rafforzare poli ospedalieri già forti, inclusi privati ed enti religiosi, senza prevedere obblighi aggiuntivi di servizio pubblico, in termini di accesso, volumi di attività e presa in carico dei pazienti”. Altrettanto nebulosa la proposta di individuare i c.d. “ospedali elettivi”, strutture senza pronto soccorso prevalentemente private convenzionate, da destinare a interventi programmati e trasferendo i pazienti in ospedali di livello superiore in caso di complicanze non gestibili. “La definizione incompleta degli standard degli ospedali elettivi e della loro integrazio ne con la rete dell’emergenza – ha spiegato il Presidente – rischia di trasformarli in strutture che selezionano i casi meno complessi, sottraendoli al pubblico e assegnandoli al privato, per aumentare il tasso di occupazione dei posti letto, indubbiamente sovradimensionati. Inoltre, il trasferimento di pazienti tra le strutture aumenta il rischio clinico e non è affatto privo di costi, come invece sostiene la relazione tecnica”.I rischi. Il Presidente ha richiamato i possibili “effetti collaterali” della riforma: dal rischio di “deleghe sospese” in assenza di nuove risorse, all’impatto sui bilanci regionali delle misure formalmente senza oneri, fino ai conflitti di competenze tra Governo e Regioni. Dal rafforzamento del modello ospedalo-centrico alla revisione al ribasso degli standard del DM 77, la riforma sull’assistenza territoriale prevista dal Pnrr. Dal rischio di contenziosi per l’identificazione degli ospedali di terzo livello a quello di selezione opportunistica dei pazienti da trasferire agli ospedali elettivi. Dall’aumento delle diseguaglianze territoriali e sociali di accesso ai servizi all’incremento della mobilità sanitaria.La proposta di Gimbe. Il DdL prevede una delega troppo ampia, è privo di risorse certe e incide profondamente sugli equilibri tra ospedale e territorio (a favore del primo) e tra pubblico e privato (a favore del secondo). Punta sul ridisegno di classificazioni, riorganizzazioni e standard, ma resta debole nel rendere esigibili diritti oggi negati. Ambisce a potenziare sia ospedale che territorio, escludendo la prevenzione, in presenza di una clausola di invarianza finanziaria e offre vari assist alla sanità privata. Infine, non introduce innovazioni di governance su finanziamento (es. budget per le reti clinico-assistenziali), valutazione delle performance dei servizi sanitari e meccanismi di rimborso, che dovrebbero evolvere dalle prestazioni ai percorsi assistenziali e agli esiti di salute.“Considerato che il provvedimento presenta troppe criticità e potenziali ‘effetti collaterali’ – ha concluso Cartabellotta – per emendarlo bisognerebbe modificarne l’impianto e disporre di risorse certe. Pertanto, se l’obiettivo è davvero quello di ‘garantire effettività nella tutela della salute’, la Fondazione Gimbe chiede di ritirare il DdL e di aprire un confronto ampio, partecipato e trasparente su come riformare il Ssn, rimanendo nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402943108369.PDF §---§ title§§ Castellone (M5S): “Riforma Ssn senza risorse, Governo faccia passo indietro” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402868908783.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 14 Apr 2026
“Il Ddl sulla riforma del Servizio sanitario nazionale prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l''ospedale che il territorio,
pubDate§§ 2026-04-14T11:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402868908783.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402868908783.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/insights/castellone-m5s-riforma-ssn-senza-risorse-governo-faccia-passo-indietro/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402868908783.PDF tp:ocr§§ “Il Ddl sulla riforma del Servizio sanitario nazionale prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l’esigibilità dei diritti e apre spazi alla sanità privata. Le numerose criticità e la clausola di invarianza finanziaria non permettono di migliorare il testo senza modificarne profondamente l’impianto. Come ha chiaramente evidenziato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nell’audizione odierna in Commissione al Senato, il provvedimento presenta criticità formali, politiche e finanziarie, a partire dalla clausola di invarianza che mina alla radice la credibilità della riforma. A ciò si aggiungono criticità tecniche: il testo si concentra esclusivamente su ospedale e territorio, con un marcato sbilanciamento a favore del primo e senza alcun riferimento alla prevenzione. È paradossale che il termine ‘prevenzione’ non compaia mai nel testo. L’istituzione degli ospedali di terzo livello e la proposta degli ospedali elettivi sollevano seri interrogativi: nel primo caso, sul rischio di una ‘invasione di campo’ rispetto alle competenze delle Regioni; nel secondo, sul pericolo che si creino strutture che selezionano i casi meno complessi sottraendoli al pubblico per assegnarli al privato. Non si può riformare la sanità pubblica con un provvedimento che rischia di indebolirla ulteriormente, senza risorse certe e senza un vero confronto con le Regioni, il Parlamento e gli esperti. Il governo faccia un passo indietro e apra finalmente un dibattito serio sul futuro del nostro Servizio sanitario nazionale”.Lo dichiara la senatrice del Movimento 5 Stelle e vicepresidente del Senato Mariolina Castellone. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402868908783.PDF §---§ title§§ Sereni (Pd): “Riforma Schillaci da riscrivere interamente” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041403030709277.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 14 Apr 2026
“Dalla Fondazione Gimbe arriva una bocciatura totale e argomentata del ddl Schillaci.
pubDate§§ 2026-04-14T13:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041403030709277.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041403030709277.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/insights/sereni-pd-riforma-schillaci-da-riscrivere-interamente/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041403030709277.PDF tp:ocr§§ “Dalla Fondazione Gimbe arriva una bocciatura totale e argomentata del ddl Schillaci. Una legge delega vaga e confusa, mai discussa con le Regioni e con gli altri attori del mondo della sanità. Una proposta di riforma che istituisce nuove tipologie di ospedali, verso cui sposta le già scarse risorse disponibili, mentre non cita nemmeno la prevenzione e alla medicina territoriale dedica solo generiche buone intenzioni. Il tutto, come sempre, a invarianza finanziaria, cioè senza un euro in più. La conclusione della Fondazione Gimbe è chiarissima e del tutto condivisibile: ritirare il ddl e ripartire da un confronto serio e approfondito con tutti i soggetti istituzionali e professionali che possono contribuire a dare una svolta per rispondere ai reali problemi della sanità italiana. Le emergenze sono note: carenze di personale, sottofinanziamento, liste d’attesa, diseguaglianze territoriali e sociali crescenti, debolezza della medicina di prossimità. Anche dalle Regioni viene la richiesta, altrettanto ben argomentata, di sospendere l’iter del provvedimento e riaprire il confronto sugli obiettivi. Il Governo faccia un passo indietro e si apra un confronto serio sui problemi strutturali della sanità pubblica”. Così in una nota Marina Sereni, responsabile Sanità e salute nella segreteria nazionale del Pd. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041403030709277.PDF §---§ title§§ Pharma Academy, 460 giovani formati. Occupazione al 100% nel settore life sciences link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402968808614.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 14 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 14 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 14 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 14 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 14 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 14 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 14 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 14 Apr 2026
Estratto da pag. 1 di "teleborsa.it" del 14 Apr 2026
La Fondazione GIMBE, in audizione al Senato, chiede il ritiro del DDL delega e l’apertura di un confronto più ampio
pubDate§§ 2026-04-14T10:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402958808658.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402958808658.PDF', 'title': 'teleborsa.it'} tp:url§§ https://www.teleborsa.it/DettaglioNews/95_2026-04-14_TLB/Riforma-del-Servizio-Sanitario-timori-per-risorse-e-disuguaglianze.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402958808658.PDF tp:ocr§§ Home Page / Notizie / Riforma del Servizio Sanitario: timori per risorse e disuguaglianze Riforma del Servizio Sanitario: timori per risorse e disuguaglianze La Fondazione GIMBE, in audizione al Senato, chiede il ritiro del DDL delega e l’apertura di un confronto più ampio Economia 14 aprile 2026 - 11.44 (Teleborsa) - "Il DdL sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) prevede una delega troppo ampia e, senza mettere sul piatto risorse aggiuntive, ambisce a potenziare sia l’ospedale che il territorio, senza alcun cenno alla prevenzione. Non rafforza l’esigibilità dei diritti e apre spazi alla sanità privata. Le numerose criticità e la clausola di invarianza finanziaria non permettono di migliorare il testo senza modificarne profondamente l’impianto. Se l’obiettivo dichiarato è davvero "garantire effettività nella tutela della salute", la Fondazione GIMBE chiede di ritirare il DdL delega e di aprire un confronto ampio su come riformare il SSN, nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità".È questo il messaggio chiave portato dal Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione odierna presso la 10a Commissione del Senato nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge delega n. 1825 sulla riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e sulla revisione del modello organizzativo del SSN."Il DdL delega sul potenziamento e la riorganizzazione del SSN – ha esordito Cartabellotta – conferma la consapevolezza politica sulla necessità di attuare riforme strutturali per un SSN che oggi non è più in grado di tutelare la salute delle persone in modo universale ed equo". Il provvedimento punta infatti "a garantire l’effettività nella tutela della salute", nel quadro delle esigenze di ammodernamento del SSN, e propone di rivedere alcuni elementi strategici: centralità della persona, prossimità nell’accesso alle cure, sicurezza e qualità delle prestazioni erogate. "Tuttavia, dall’analisi del testo e della relazione tecnica – ha evidenziato Cartabellotta – emergono numerose criticità che non solo compromettono la possibilità di raggiungere gli obiettivi dichiarati, ma rischiano di generare effetti negativi sull’equità nell’accesso alle cure e sbilanciano i rapporti tra ospedale e territorio e tra pubblico e privato".Criticità Formali. La delega ha un perimetro troppo ampio: princìpi e criteri direttivi non sono sufficientemente determinati e molti oggetti restano generici o indefiniti. "Questo impianto – ha continuato il Presidente – rispetto ai vincoli costituzionali (art. 76) rischia di tradursi in una vera e propria "delega in bianco". Mancano inoltre sia una cornice strategica, sia una relazione tecnica che ricostruisca in modo puntuale le criticità del SSN e il razionale delle misure proposte".Criticità Politiche. "A fronte di una riforma così ampia e ambiziosa e con un impatto enorme sui servizi sanitari regionali – ha spiegato Cartabellotta – il DdL, emanato con procedura d’urgenza il 13 gennaio 2026, non è stato sottoposto ad esame delle Regioni in sede consultiva. E il ruolo del Parlamento resta marginale: infatti, gli schemi dei decreti legislativi saranno trasmessi alle Commissioni parlamentari solo per un parere non vincolante, da esprimere in appena 30 giorni".Criticità Finanziarie. Le risorse certe sono limitate ai 30 milioni di euro assegnati dall’ultima Manovra per la sperimentazione 2026 degli ospedali di terzo livello. "La riforma – ha ribadito il Presidente – introduce infatti una clausola di invarianza finanziaria che esclude nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica: una scelta che ne mina alla radice la credibilità, perché incompatibile con interventi ad alta intensità su personale e servizi". In dettaglio, secondo la relazione tecnica, le misure si distinguono in due categori e: con oneri non determinabili e senza maggiori oneri.Misure con oneri non determinabili. La relazione tecnica, per la complessità dei temi, rinvia la quantificazione degli oneri ai successivi decreti legislativi per ospedali di terzo livello (dal 2027), nuove reti assistenziali, qualità dell’assistenza per le persone non autosufficienti, standard per le cure palliative. "In sostanza – ha precisato Cartabellotta – per le misure più rilevanti la quantificazione degli oneri viene rinviata sine die, lasciando presumere che si tratti di obiettivi difficilmente raggiungibili". Infatti, la clausola di salvaguardia condiziona all’approvazione di nuovi finanziamenti proprio l’attuazione delle misure più importanti.Misure senza maggiori oneri. Sono ben nove le misure per cui la relazione tecnica non prevede oneri aggiuntivi: potenziare l’integrazione ospedale-territorio, identificare gli ospedali elettivi, aggiornare il dimensionamento delle unità operative complesse, promuovere l’appropriatezza dell’offerta ospedaliera, definire il ruolo delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative, promuovere il ruolo della bioetica clinica, assicurare l’integrazione degli interventi socio-sanitari, aggiornare la disciplina dei servizi di salute mentale per adulti, neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, dipendenze patologiche, salute in carcere, riordinare la disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. "Secondo la nostra analisi – ha commentato Cartabellotta – l’attuazione della maggior parte di queste misure richiede interventi organizzativi tutt’altro che neutri sul piano delle risorse e destinati a gravare sui già asfittici bilanci regionali".Criticità Tecniche. Rispetto al titolo, il testo si concentra esclusivamente sulla "riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera", senza affrontare la "revisione del modello organizzativo". Inoltre, tratta in modo asimmetrico ospedale e territorio, con un marcato sbilanciamento a favore del primo e senza alcun riferimento alla prevenzione. "È paradossale – ha commentato Cartabellotta – che una riforma del SSN, invece di restituire centralità all’assistenza territoriale e puntare sulla prevenzione, finisca per consolidare un modello ospedalo-centrico già fallimentare. Ai limiti del grottesco, poi, che il termine "prevenzione" non ricorra addirittura mai nel testo".Assistenza territoriale. Il DdL interviene su criticità rilevanti e mai risolte: maggiore integrazione ospedale-territorio, qualità dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria per le persone non autosufficienti, migliore articolazione delle cure palliative, aggiornamento della disciplina dei servizi di salute mentale, riordino della disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. "Tuttavia – ha rilevato il Presidente – su integrazione socio-sanitaria, non autosufficienza e cure palliative si resta fermi alle dichiarazioni di intenti, senza rendere realmente esigibili i diritti. Il riordino di MMG e PLS è vago e privo di leve strutturali per aumentare l’attrattività di queste figure chiave e integrarle nell’organizzazione dei servizi territoriali. Quanto alla salute mentale, resta incomprensibile come si possano migliorare qualità e appropriatezza in un ambito largamente sottofinanziato: aggiornare la disciplina senza risorse aggiuntive rischia di legittimare la mancata esigibilità dei LEA".Assistenza ospedaliera. L’istituzione di ospedali di terzo livello, nonostante l’ampio spazio dedicato, lascia molti dubbi sui criteri di selezione e le relative procedure, oltre a sollevare seri interrogativi sul finanziamento di strutture che potrebbero ricadere sotto il controllo del Ministero della Salute, con inevitabile "invasione di campo" rispetto alle competenze esclusive delle Regioni. "È difficile comprendere – ha aggiunto Cartabellotta – la necessità di rafforzare poli ospedalieri già forti, inclusi privati ed enti religiosi, senza prevedere obblighi aggiuntivi di servizio pubblico, in termini di accesso, volumi di attività e presa in carico dei pazienti". Altrettanto nebulosa la proposta di individuare i c.d. "ospedali elettivi", strutture senza pronto soccorso prevalentemente private convenzionate, da destinare a interventi programmati e trasferendo i pazienti in ospedali di livello superiore in caso di complicanze non gestibili. "La definizione incompleta degli standard degli ospedali elettivi e della loro integrazione con la rete dell’emergenza – ha spiegato il Presidente – rischia di trasformarli in strutture che selezionano i casi meno complessi, sottraendoli al pubblico e assegnandoli al privato, per aumentare il tasso di occupazione dei posti letto, indubbiamente sovradimensionati. Inoltre, il trasferimento di pazienti tra le strutture aumenta il rischio clinico e non è affatto privo di costi, come invece sostiene la relazione tecnica".I rischi. Il Presidente ha richiamato i possibili "effetti collaterali" della riforma: dal rischio di "deleghe sospese" in assenza di nuove risorse, all’impatto sui bilanci regionali delle misure formalmente senza oneri, fino ai conflitti di competenze tra Governo e Regioni. Dal rafforzamento del modello ospedalo-centrico alla revisione al ribasso degli standard del DM 77, la riforma sull’assistenza territoriale prevista dal PNRR. Dal rischio di contenziosi per l’identificazione degli ospedali di terzo livello a quello di selezione opportunistica dei pazienti da trasferire agli ospedali elettivi. Dall’aumento delle diseguaglianze territoriali e sociali di accesso ai servizi all’incremento della mobilità sanitaria.La proposta Gimbe. Il DdL prevede una delega troppo ampia, è privo di risorse certe e incide profondamente sugli equilibri tra ospedale e territorio (a favore del primo) e tra pubblico e privato (a favore del secondo). Punta sul ridisegno di classificazioni, riorganizzazioni e standard, ma resta debole nel rendere esigibili diritti oggi negati. Ambisce a potenziare sia ospedale che territorio, escludendo la prevenzione, in presenza di una clausola di invarianza finanziaria e offre vari assist alla sanità privata. Infine, non introduce innovazioni di governance su finanziamento (es. budget per le reti clinico-assistenziali), valutazione delle performance dei servizi sanitari e meccanismi di rimborso, che dovrebbero evolvere dalle prestazioni ai percorsi assistenziali e agli esiti di salute."Considerato che il provvedimento presenta troppe criticità e potenziali "effetti collaterali" – ha concluso Cartabellotta – per emendarlo bisognerebbe modificarne l’impianto e disporre di risorse certe. Pertanto, se l’obiettivo è davvero quello di "garantire effettività nella tutela della salute", la Fondazione GIMBE chiede di ritirare il DdL e di aprire un confronto ampio, partecipato e trasparente su come riformare il SSN, rimanendo nel perimetro dell’articolo 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti della L. 833/78: universalità, uguaglianza, equità". Condividi``` Leggi anche Scuola, riforma Istituti Tecnici: Anief contrario per didattica e organici Anief proclama stato agitazione su riforma Istituti tecnici: confronto al MIM su futuro docenti Scuola, Anief auspica rinvio riforma Istituti Tecnici all'AS 2026-2027 Corte Conti: ok a programma 2026 su controlli gestione tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041402958808658.PDF §---§ title§§ “Sanità a Corinaldo (Marche – Italia): onore al merito o ipocrisia politica?” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041403147306319.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "valmisa.com" del 14 Apr 2026
Leggere attentamente le avvertenze: questo non è un articolo divertente, può generare effetti collaterali di scoramento, indignazione, o voglia di impegnarsi, a seconda dei casi. Leggo di un premio dedicato alla memoria di Alfonso Federico Pagliariccio, medico scomparso nel 1980, spesso associato ad attenzione per la persona, rispetto, professionalità unita a sensibilità umana, ad una […]
pubDate§§ 2026-04-14T04:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041403147306319.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041403147306319.PDF', 'title': 'valmisa.com'} tp:url§§ https://www.valmisa.com/274813/sanita-a-corinaldo-marche-italia-onore-al-merito-o-ipocrisia-politica tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041403147306319.PDF tp:ocr§§ Leggere attentamente le avvertenze: questo non è un articolo divertente, può generare effetti collaterali di scoramento, indignazione, o voglia di impegnarsi, a seconda dei casi.Leggo di un premio dedicato alla memoria di Alfonso Federico Pagliariccio, medico scomparso nel 1980, spesso associato ad attenzione per la persona, rispetto, professionalità unita a sensibilità umana, ad una idea di professione medica intesa come prendersi cura e non come lucro.Tutti elementi assai carenti nella pratica medica attuale e nelle scelte politiche.Non entro nel merito della parte tecnico-scientifica del premio (che non conosco, ma che presumo di buon livello) né dei soggetti promotori, che ovviamente rispetto.Però, nelle foto dell’evento conclusivo, vedo tra il pubblico figure di politici ed amministratori pubblici i cui partiti hanno fatto (e continuano a fare) strame del servizio sanitario nazionale: dal 2010 al 2019, col Partito Democratico al governo nazionale quasi tutti gli anni, la sanità pubblica è stata definanziata di 37 miliardi di Euro (fonte Gimbe). Con il PD al governo regionale marchigiano dal 2015 al 2020 sono stati chiusi o declassati 13 ospedali.La premiazione si è tenuta a Corinaldo i cui amministratori (alcuni) mi sembra siano politicamente assai vicini all’attuale principale partito di governo (nazionale e regionale) Fratelli d’Italia: ritengo superfluo argomentare lo stato pietoso in cui versa la sanità attuale, tra visite specialistiche impossibili e sacche di plasma gettate al macero.Ma sarebbe parziale dare le responsabilità solo sulla politica (che pure ne ha tante).Anche la classe medica, di fronte a questo sfacelo, è rimasta spesso silente se non complice, con alcune luminose eccezioni, ad es. il dott. Gabriele Pagliariccio ed altri che singolarmente o riuniti in associazioni professionali, si battono per servizi medici di qualità per tutti.La crisi della sanità pubblica è parallela alla crescita della spesa sanitaria privata a carico delle famiglie (36 miliardi di Euro annui in Italia) con tanti bei guadagni per molti medici. Alla faccia della sanità come bene comune!La mia esperienza di utente dei servizi sanitari corinaldesi è stata pessima, telefoni che squillavano all’infinito in ambulatori medici durante i risicati orari di apertura, senza risposta; ore di fila in spazi angusti per tentare di conferire con un medico, scarsissima sensibilità per le difficoltà organizzative e psicologiche di chi si trova a gestire gravi patologie familiari.Tutto il contrario di quei valori attribuiti al dott. Alfonso Pagliariccio. Ricordo qualche stralcio di un surreale dibattito in consiglio comunale di Corinaldo di qualche mese fa, nel quale si discuteva di sanità, con i consiglieri intenti a dimostrare che la mozione era stata presentata per prima dalla propria fazione politica e non di quella avversa. Ricordo anche un articolo che, senza offendere nessuno, scrissi per raccontare la mia esperienza, che fu censurato nel giornalino comunale corinaldese; i problemi si risolvono nascondendoli? Si predica l’ascolto, ma non lo si pratica.Con questo non intendo fare di tutta un’erba un fascio, ci sono operatori sanitari che svolgono il loro ruolo egregiamente, che non ho mancato di ringraziare di persona.Ma se le cose in ambito sanitario vanno così male la responsabilità è di tanti, compresi quei cittadini che, se non capita qualcosa a loro direttamente, non si interessano, e vanno a letto tranquilli purché vinca Sinner.Auguro tanta salute a tutte e tutti!Massimo Bellucci tp:writer§§ Netservice srl Senigallia - Grafica. Web. Informazione. - http//www.lanetservice.it guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/14/2026041403147306319.PDF §---§