title§§ Il futuro della sanità territoriale Confronto ospitato da Federfarma link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/12/2026041202052400636.PDF description§§
Estratto da pag. 39 di "RESTO DEL CARLINO REGGIO EMILIA" del 12 Apr 2026
Estratto da pag. 17 di "TEMPO" del 12 Apr 2026
Sbraga a pagina 17 Su 880 camici bianchi andati in pensione solo 280 sostituiti
pubDate§§ 2026-04-12T01:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/12/2026041202212901073.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/12/2026041202212901073.PDF', 'title': 'TEMPO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/12/2026041202212901073.PDF tp:ocr§§ SOS SANITÀ NELLA CAPITALE Oltre 800mila romani sono senza medico di base Sbraga a pagina 17 Senza medico di base 800 mila romani Su 880 camici bianchi andati in pensione solo 280 sostituiti SOS SALUTE L’Ordine: «Nel Lazio dottori ridotti di un terzo in due anni e andrà ancora peggio» ••• Se fosse un Comune, sarebbegrande quasi come Torino: è la città popolata dagli 800 mila romani «senza-medici». Tanti sono i residenti nella Capitale rimasti senza i camici bianchi di famiglia. A quantificare la grande carenza capitolina dei medici di base è il sindacato Fimmg: «Possiamo stimare che il numero di cittadini senza medico sia cresciuto, attestandosi a 750/800 mila persone, perché le vecchie carenze ancoranon sono state coperte e, nel frattempo, ci sono stati altri pensionamenti in questi due anni - spiega Felice de Ruggieri, responsabile formazione della Fimmg - La dottoressa che va in pensione al quartiere Montinon potrà esseresostituita finché non faranno un bando per la sede vacante. Allo stesso modo per gli altri colleghi che sono andati o vanno in pensione». Il Lazio, infatti, è sul mesto podio delle Regioni che perderanno più medici di famiglia per il pensionamento nei prossimi due anni: ben 925 in meno entro il2028 (terzaRegione dopo Campania e Lombardia, secondo le stime della Fondazione Gimbe). Ma già adesso il Lazio risulta la settima Regione per medici di medicina generale mancanti (-358) e settima pure per la maggior riduzione percentuale dei camici bianchi di famiglia (-15,8%). Il 18 dicembre scorso la Regione ha pubblicato la «graduatoria regionale definitiva di medicina generale valida per l’anno 2026» con 1.019 aspiranti medici di famiglia. Però le Asl devono ancora completare le assegnazioni degli incarichi nei vari distretti sanitari, dove «permane un fabbisogno assistenziale», come ha già scritto nell’estate scorsa la Regione, che nel giro di un anno ha registrato l’incremento delle carenze del +146%. Nella Capitale giànell’agosto scorsosiè contato il numero più alto (362) di «incarichi vacanti di medico del ruolo unico di assistenza primaria»: 115 nell’Asl Roma 1, ben 211 nell’Asl Roma 2 del quad r a n t e licata sud-est (con carenze rea finire cord a Torre Angela, 26, e l 2028 a Borghesiauiescenza na, 15) e 36 nell’Asl Roma 3 del quadrante ovest. Ma il presidente dell’Ordine dei medici capitolino, AntonioMagi, avverte che «il dato degli 800 mila romani senza medico di famigliaè pure sottostimato, perché nel 2025 sono andati in pensione 880 medici di famiglia e ne sono stati rimpiazzati soltanto 280. Quindi all’inizio del 2026 ne mancavano già 600. Poi, però, nel primo trimestre sono ulteriormente andati in pensione tanti medici di quei 900 che già sappiamo raggiungeranno l'età pensionabile entro la fine del 2026. La situazione è molto critica, nel giro di un paio d’anni i medici di famiglia si sono ridotti di un terzo: siamo passati da 4.800 ai 3.300 attuali nel Lazio». ---End text--- Author: ANTONIO SBRAGA Heading: SOS SALUTE L’Ordine: «Nel Lazio dottori ridotti di un terzo in due anni e andrà ancora peggio» Highlight: Regione «sguarnita» Graduatoria 2026 pubblicata ma le Asl devono ancora finire le assegnazioni. Entro il 2028 altri 925 andranno in quiescenza Image: -tit_org- Oltre 800mila romani sono senza medico di base Senza medico di base 800 mila romani -sec_org- tp:writer§§ ANTONIO SBRAGA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/12/2026041202212901073.PDF §---§ title§§ «Orfani» del dottore 800 mila romani = Senza medico di base 800 mila romani link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/12/2026041202190302011.PDF description§§
Estratto da pag. 17 di "TEMPO ROMA" del 12 Apr 2026
L'Ordine: «Nel 2025 in pensione 880 medici di base» In tutta la regione entro il 2028 altri 925 lasceranno Su 880 camici bianchi andati in pensione solo 280 sostituiti
pubDate§§ 2026-04-12T02:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/12/2026041202190302011.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/12/2026041202190302011.PDF', 'title': 'TEMPO ROMA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/12/2026041202190302011.PDF tp:ocr§§ SOS SALUTE «Orfani» del dottore 800 mila romani L’Ordine: «Nel 2025 in pensione 880 medici di base» In tutta la regione entro il 2028 altri 925 lasceranno Senza medico di base 800 mila romani Su 880 camici bianchi andati in pensione solo 280 sostituiti SOS SALUTE L’Ordine: «Nel Lazio dottori ridotti di un terzo in due anni e andrà ancora peggio» Sbraga a pagina 17 ••• Se fosse un Comune, sarebbegrande quasi come Torino: è la città popolata dagli 800 mila romani «senza-medici». Tanti sono i residenti nella Capitale rimasti senza i camici bianchi di famiglia. A quantificare la grande carenza capitolina dei medici di base è il sindacato Fimmg: «Possiamo stimare che il numero di cittadini senza medico sia cresciuto, attestandosi a 750/800 mila persone, perché le vecchie carenze ancoranon sono state coperte e, nel frattempo, ci sono stati altri pensionamenti in questi due anni - spiega Felice de Ruggieri, responsabile formazione della Fimmg - La dottoressa che va in pensione al quartiere Montinon potrà esseresostituita finché non faranno un bando per la sede vacante. Allo stesso modo per gli altri colleghi che sono andati o vanno in pensione». Il Lazio, infatti, è sul mesto podio delle Regioni che perderanno più medici di famiglia per il pensionamento nei prossimi due anni: ben 925 in meno entro il2028 (terzaRegione dopo Campania e Lombardia, secondo le stime della Fondazione Gimbe). Ma già adesso il Lazio risulta la settima Regione per medici di medicina generale mancanti (-358) e settima pure per la maggior riduzione percentuale dei camici bianchi di famiglia (-15,8%). Il 18 dicembre scorso la Regione ha pubblicato la «graduatoria regionale definitiva di medicina generale valida per l’anno 2026» con 1.019 aspiranti medici di famiglia. Però le Asl devono ancora completare le assegnazioni degli incarichi nei vari distretti sanitari, dove «permane un fabbisogno assistenziale», come ha già scritto nell’estate scorsa la Regione, che nel giro di un anno ha registrato l’incremento delle carenze del +146%. Nella Capitale giànell’agosto scorsosiè contato il numero più alto (362) di «incarichi vacanti di medico del ruolo unico di assistenza primaria»: 115 nell’Asl Roma 1, ben 211 nell’Asl Roma 2 del quad r a n t e licata sud-est (con carenze rea finire cord a Torre Angela, 26, e l 2028 a Borghesiauiescenza na, 15) e 36 nell’Asl Roma 3 del quadrante ovest. Ma il presidente dell’Ordine dei medici capitolino, AntonioMagi, avverte che «il dato degli 800 mila romani senza medico di famigliaè pure sottostimato, perché nel 2025 sono andati in pensione 880 medici di famiglia e ne sono stati rimpiazzati soltanto 280. Quindi all’inizio del 2026 ne mancavano già 600. Poi, però, nel primo trimestre sono ulteriormente andati in pensione tanti medici di quei 900 che già sappiamo raggiungeranno l'età pensionabile entro la fine del 2026. La situazione è molto critica, nel giro di un paio d’anni i medici di famiglia si sono ridotti di un terzo: siamo passati da 4.800 ai 3.300 attuali nel Lazio». ---End text--- Author: ANTONIO SBRAGA Heading: SOS SALUTE L’Ordine: «Nel Lazio dottori ridotti di un terzo in due anni e andrà ancora peggio» Highlight: Regione «sguarnita» Graduatoria 2026 pubblicata ma le Asl devono ancora finire le assegnazioni. Entro il 2028 altri 925 andranno in quiescenza Image: -tit_org- «Orfani» del dottore 800 mila romani Senza medico di base 800 mila romani -sec_org- tp:writer§§ ANTONIO SBRAGA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/12/2026041202190302011.PDF §---§ title§§ Turismo abortivo specchio di società smarrite = Le donne che scelgono di abortire in spagna il «turismo sanitario» di una società perdente link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/12/2026041201989104079.PDF description§§
Estratto da pag. 17 di "AVVENIRE" del 12 Apr 2026
Estratto da pag. 8 di "CORRIERE SALUTE" del 12 Apr 2026
Estratto da pag. 8 di "CORRIERE SALUTE" del 12 Apr 2026
Estratto da pag. 2 di "SOLE 24 ORE DOMENICA" del 12 Apr 2026
Sanità globale/1. l'intelligenza artificiale fornisce tutta una serie di vantaggi, ma se usata male rischia addirittura di aggravare le disuguaglianze. il denso volume curato da luciano floridi
pubDate§§ 2026-04-12T04:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/12/2026041201988804080.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/12/2026041201988804080.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE DOMENICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/12/2026041201988804080.PDF tp:ocr§§ la nostra salute nell’epoca dell’ai Sanità globale/1. L’intelligenza artificiale fornisce tutta una serie di vantaggi, ma se usata male rischia addirittura di aggravare le disuguaglianze. Il denso volume curato da Luciano Floridi I l ritorno dei Quaderni di San Giorgio, la storica collana della Fondazione Giorgio Cini che tra il 1955 e il 1984 ospitò alcune delle voci più autorevoli del dibattito internazionale, non poteva avvenire in un momento più propizio né con un tema più urgente. Il volume numero 39, Global Health in the Age of Ai, curato dal filosofo Luciano Floridi, non è soltanto una raccolta di contributi accademici: si presenta piuttosto come un manifesto politico-economico su una delle sfide più radicali della nostra epoca, ovvero come integrare l’intelligenza artificiale nel sistema nervoso della sanità globale senza comprometterne equità e sostenibilità. Come osserva Gianfelice Rocca nel prologo, i sistemi sanitari contemporanei sembrano avviati su un binario morto. Da un lato, l’invecchiamento demografico spinge la domanda di cure verso livelli sempre più elevati; dall’altro, l’innovazione tecnologica, contrariamente a quanto accade in molti altri settori industriali, tende ad accrescere i costi invece di ridurli. In questo scenario, l’intelligenza artificiale viene spesso presentata come il “proiettile d’argento”, la soluzione capace di eliminare inefficienze e rigidità organizzative. Si pensi, per esempio, ad algoritmi che leggono esami radiologici in pochi secondi, a sistemi predittivi che anticipano i ricoveri, o a piattaforme che ottimizzano le liste d’attesa. Il volume invita però a diffidare di questo riflesso di fiducia quasi automatica nella tecnologia. Il rischio è quello che gli autori definiscono tecnosoluzionismo: l’idea che un avanzamento tecnico, di per sé, basti a sciogliere nodi strutturali che sono invece politici, economici e istituzionali. Sul piano economico, la posta in gioco è evidente. L’intelligenza artificiale potrebbe trasformarsi in una commodity accessibile soltanto a pochi grandi sistemi sanitari o a centri di ricerca dotati di risorse straordinarie, accentuando il divario tra Nord e Sud del mondo, tra istituzioni ricche e reti sanitarie territoriali sottofinanziate. Se piegata esclusivamente alla logica della competizione geopolitica, l’intelligenza artificiale rischia di diventare un fattore di esclusione anziché un autentico bene pubblico globale. Il cuore del problema, e dunque anche della possibile soluzione, risiede nei dati. Il volume introduce il concetto di long data: insiemi informativi raccolti nell’arco di decenni che consentono di individuare pattern epidemiologici invisibili all’osservazione umana, migliorare la prevenzione e gestire le crisi sanitarie su scala sistemica. Per esempio, ricostruendo nel tempo la diffusione di malattie croniche o individuando correlazioni tra stili di vita e insorgenza di patologie. Ma chi controlla questi dati? Qui la riflessione si fa più critica. La recensione mette in luce un fenomeno sempre più discusso: l’estrattivismo dei dati e il rischio di un nuovo colonialismo tecnologico. Le grandi piattaforme digitali raccolgono spesso dati provenienti da popolazioni vulnerabili per addestrare algoritmi i cui benefici, sotto forma di prodotti, servizi o profitti, raramente tornano a chi quei dati li ha generati. Dal punto di vista economico, il nodo sollevato dagli autori è cruciale: esiste oggi un vero e proprio divario tra le promesse teoriche dell’intelligenza artificiale e la sua effettiva capacità di trasformare la pratica clinica. Molte soluzioni di IA, pur brillanti in laboratorio, faticano a scalare nelle corsie degli ospedali: infrastrutture digitali insufficienti, incertezze normative e diffidenza del personale sanitario ne limitano l’adozione concreta. Uno dei meriti del volume è quello di non limitarsi alla diagnosi dei problemi. Gli autori individuano cinque requisiti infrastrutturali per un’implementazione etica e sostenibile dell’intelligenza artificiale in sanità: condivisione dei dati sicura e ben int egrata tra sistemi; decisioni affidabili e comprensibili per il personale sanitario, che deve poterle verificare; tutela concreta dei valori fondamentali della medicina; responsabilità chiara sui risultati prodotti dai sistemi di intelligenza artificiale; e, infine, sostenibilità ambientale. Quest’ultimo punto è particolarmente rilevante anche per l’agenda ESG delle imprese. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale ha infatti un costo ecologico spesso trascurato: i data center hanno consumi molto elevati di energia e acqua per il raffreddamento, con un impatto non trascurabile soprattutto nelle regioni già esposte agli effetti del cambiamento climatico. Basti pensare che i data center di grandi dimensioni possono arrivare a consumare fino a venti milioni di litri d’acqua al giorno, quanto una città di 10.000–50.000 persone. Global Health in the Age of AI ricorda dunque che la tecnologia non è un destino inevitabile ma il risultato di scelte di tipo istituzionale e di governance. Per l’economia italiana ed europea la sfida è duplice: investire con decisione nell’innovazione per non restare ai margini della competizione globale, ma al tempo stesso difendere un modello di welfare universale in cui la salute continui a essere concepita come diritto fondamentale e non soltanto come mercato. Riaccendendo la “lanterna” dei Quaderni di San Giorgio, la Fondazione Cini offre ai lettori una bussola preziosa per orientarsi nel dibattito sull’intelligenza artificiale. Il messaggio che emerge dalle pagine del volume è semplice ma tutt’altro che rassicurante: la finestra temporale per definire le regole di questo nuovo ecosistema tecnologico si sta restringendo rapidamente. Decidere ora la rotta significa stabilire non solo quale sanità avremo domani, ma quale idea di società vogliamo difendere. Rettrice del Politecnico di Milano © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Donatella Sciuto Heading: Highlight: Luciano Floridi ( a cura di) Global health in the age of Ai Quaderni di San Giorgio/Fondazione Giorgio Cini, numero 39, 2026, pagg. 88, € 25 Image:Il corpo è umano. «L’anatomia spiegata alle bambine e ai bambini», è un invito alla curiosità, alla consapevolezza e al rispetto di sé. Conoscere il proprio corpo è il primo passo per prendersene cura. L’albo è firmato da Chiara Gregori e illustrato da Chiara Morra. In libreria dal 17 aprile per Becco Giallo -tit_org- La nostra salute nell’epoca dell’ai -sec_org- tp:writer§§ Donatella Sciuto guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/12/2026041201988804080.PDF §---§