title§§ Il trucco delle liste d'attesa: spariti i malati non curati = Il trucco delle liste d'attesa: malati cancellati e non curati link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101770006021.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "FATTO QUOTIDIANO" del 11 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-11T04:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101770006021.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101770006021.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101770006021.PDF tp:ocr§§ E IL CASO BERTOLASO Il trucco delle liste d’attesa: spariti i malati non curati COLLASSO SALUTE • Non mantenuta la promessa di Meloni Il trucco delle liste d’attesa: malati cancellati e non curati q DI BENEDETTO E MANTOVANI A PAG. 13 E ra il giugno 2024 quando la premier Giorgia Meloni presentava il decreto sulle liste d’attesa come una “svolta storica”, destinata a ridurre i tempi della sanità pubblica. A distanza di due anni, e dopo quattro anni di governo, la promessa è rimasta sulla carta. Le liste d’attesa sono sprofondate e il sistema sanitario continua a muoversi dentro le stesse distorsioni di sempre. I numeri parlano chiaro. Nel Lazio, un accesso agli atti richiesto dal consigliere di Azione Alessio D’Amato ha rivelato che tra luglio 2025 e marzo 2026 il sistema ReCUP ha registrato oltre 2,5 milioni di “rifiuti” sulla prima disponibilità proposta. Un sistema che usa “l’ambito di garanzia” per offrire appuntamenti anche a centinaia di chilometri. Quando il paziente rifiuta perché non può raggiungerli, viene registrato come “rinuncia” e le liste si “puliscono” senza che la prestazione sia stata erogata. In Sicilia si tocca il fondo. A Lentini si aspettano 727 giorni per una colonscopia – quasi due anni e mezzo per un esame che serve a diagnosticare il tumore del colon. In Puglia, su circa 60 mila prestazioni anticipate tra febbraio e marzo, oltre 34 mila cittadini hanno rifiutato l’anticipo delle visite – spesso perché nel frattempo avevano già pagato il privato o avevano rinunciato a curarsi. In Emilia-Romagna, spesso considerata insieme al Veneto una regione “virtuosa”, uno dei meccanismi spesso utilizzati sono le liste di galleggiamento: prenotazioni senza una data fissata, che di fatto producono una “ripulitura” solo apparente. Intanto, i dati aggiornati ad aprile 2026 dell’Emilia-Romagna mostrano tempi di attesa in alcune zone ancora critici: fino a 200 giorni per l’oculistica, e circa 120 giorni per le risonanze magnetiche (Ferrara). In Lombardia dai dati ufficiali emerge un sistema sotto forte pressione con casi estremi che superano anche i 700 giorni di attesa. In Campania un’inchiesta di Reportaveva svelato un altro trucco per abbattere le liste di attesa: il software di alcune Asl sarebbe stato impostato per registrare automaticamente la dicitura “paziente rifiuta la prima di spon ibil ità”. E i dati 2025 mostrano un quadro pesante: in classe U (urgenze entro 72 ore) il 63% dei pazienti, pari a oltre 78 mila persone, risulta aver “rifiutato” la prima proposta. In classe P (programmabile) si arriva a circa 3 milioni di rinunce, pari al 76% dei casi. In Calabria i dati mostrano un progressivo peggioramento della priorità programmata con tempi medi estremamente dilatati: 430 giorni di attesa media per una colonscopia. Ma ad aggravare il quadro è il meccanismo della scadenza delle ricette, difeso dal ministro Schillaci come misura di appropriatezza, che ha avuto i suoi primi effetti in Lombardia. Con la riduzione della validità a sei mesi, sarebbero stati annullati d’ufficio milioni di impegnative senza che la prestazione sia stata erogata. Tutto questo avviene mentre il ministero della Salute prepara una nuova campagna di comunicazione trionfale sull’abbattimento delle liste. Ma la realtà è un’altra: il sistema ha smesso di curare i malati per iniziare a cancellarli. ---End text--- Author: Linda Di Benedetto Heading: Highlight: COME VA NEL RESTO D’EUROPA BUONI ESEMPI In testa alle classifiche delle liste d’attesa, secondo le statistiche europee, ci sono paesi come la Svizzera, dove si registrano appena 2 giorni d’attesa per le visite mediche e 28 per trattamenti non urgenti. In Olanda la maggior parte degli esami e degli interventi vengono effettuati entro tre mesi. In Germania, visite mediche entro 4 giorni Image:La resa Malati costretti ad attese infinite -tit_org- Il trucco delle liste d’attesa: spariti i malati non curati Il trucco delle liste d’attesa: malati cancellati e non curati -sec_org- tp:writer§§ LINDA DI BENEDETTO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101770006021.PDF §---§ title§§ Intervista a Vittorio Agnoletto - " Bertolaso ritiri la super-intramoenia L'attacco al Ssn dividerà l'Italia in due " link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101788106026.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "FATTO QUOTIDIANO" del 11 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-11T04:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101788106026.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101788106026.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101788106026.PDF tp:ocr§§ VITTORIO AGNOLETTO OGGI MANIFESTAZIONE PER LA SANITÀ PUBBLICA DAVANTI ALLA REGIONE LOMBARDIA “Bertolaso ritiri la super-intramoenia L’attacco al Ssn dividerà l’Italia in due” L’INTERVISTA » Alessandro Mantovani “L a delibera sulla sup e r i n t ra m o e n i a dev’essere ritirata”, dice Vittorio Agnoletto, medico milanese di Medicina democratica, portavoce del Genoa social forum al G8 di Genova 2001 e poi eurodeputato di Rifondazione comunista. È in prima linea nell’organizzazione della manifestazione che oggi alle 15 sfida l’assessore Guido Bertolaso e la destra lombarda davanti al Pirellone. Da La Lombardia Si Cura alla Cgil, al Pd, ad Avs, al M5S e a un lungo elenco di adesioni in difesa della sanità pubblica. E contro la superintramoenia di Bertolaso, che fa entrare assicurazioni e fondi mutualistici nella aziende sanitarie pubbliche Ats e Asst. Perché proprio adesso questa manifestazione? La Regione Lombardia il prossimo mese deve decidere se prorogare la delibera del 15 settembre 2025 sulla superintramoenia. Prevede convenzioni per accedere a visite, esami e ricoveri. Si chiede al personale pubblico di dare la disponibilità per questa attività extra, con il pagamento intermediato da assicurazioni e fondi. Solo 14 giorni dopo, il 29 settembre, la Regione ha stanziato 10 milioni di euro destinati alle strutture private per smaltire le liste d’attesa del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Hanno detto che il pubblico non ha risorse ma possono offrire servizi a chi ha la copertura integrativa? Quando l’intramoenia è spesso già oltre il limite di legge? Così diminuirà l’attività per i pazienti del Ssn. Dopo sei mesi avete notizie di questi accordi? Non sappiamo, silenzio più totale dei direttori generali. Forse gli accordi non si fanno perché Bertolaso ha messo troppi paletti rispetto al privato? La Regione sta trattando con il governo il rimborso di oltre un miliardo di spese sanitarie non previste. Uno dei capitoli non riconosciuti è l’aumento dei massimali per alcuni rimborsi alle strutture private convenzionate. Del resto il Protocollo per l’autonomia differenziata del ministro Calderoli con Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria chiedeva che le Regioni potessero spendere i soldi senza vincoli e che potessero avviare un sistema misto con le assicurazioni. Insomma, siamo all’a u to n o mi a differenziata prima ancora che sia approvata. La superintramoenia non riporterà nel pubblico ricavi che oggi vanno ai privati? Ma così il privato può avere un peso enorme, assicurazioni con centinaia di migliaia di iscritti finiranno per condizionare le aziende. L’assic urazione dirà ‘mi servono più Tac che posti letto’? Sì, oppure ‘non mi interessa l’oc ulistica’. Ma l’obiettivo è la salute, non il pareggio di bilancio. Gino Strada diceva che davanti a un bilancio sanitario ci sarà sempre il segno meno. Se investo in sanità oggi avrò domani meno giorni di malattia al lavoro, meno caregiver, meno assistenza domiciliari. Altrimenti si investe solo nei settori che danno ritorno economico: cure di alto livello e non la sanità di tutti i giorni. Infatti il governo ha appena chiesto la delega per riorganizzare il Ssn, è la prima volta dalla legge 883 del 1978: puntano sugli ospedali di terzo livello, gli hub iperspecialistici che dovrebbero rispondere al governo. Sarò brutale, se va avanti lo smantellamento del Ssn avremo ‘‘ Se con così av un’eno diversi nella s di vita una diversificazione enorme nell’attesa di vita: una parte della popolazione supererà i cent’anni con le tecnologie e i farmaci, un’altra non accederà alle cure. Già diminuisce l’attesa di vita in buona salute, lo dice l’Ocse. Nella manifestazione di Milano non vedo i sindacati di base e un pezzo di sinistra radicale, ma c’è il Pd, anche se il centrosinistra ha le sue responsabilità dal Titolo V al definanziamento della sanità. Primo, l’area di sinistra ci sarà, non c’è stata rottura con i sindacati di base e altre realtà che sono in L a Lombardia Si Cura. Secondo, non c’ è d u b b i o c h e l’attacco al Ssn è iniziato ben prima del governo Mel oni, si sono persi 36 miliardi negli ultimi 15 anni sotto governi di tutti i colori, le responsabilità sono anche nel centrosinistra. Ma se il Pd aderisce su una piattaforma così precisa dovrà gestire al suo interno le sue contraddizioni. La delibera sull’intramoenia va ritirata. Per tutti, senza distinzioni tra le assicurazioni e i singoli fondi. nuano emo me cazi one eranza © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Alessandro Mantovani Heading: Highlight: ‘‘ Se continuano così avremo un’enorme diversificazione nella speranza di vita Image:Idee opposte Qui accanto Bertolaso. A sinistra, Agnoletto FOTO ANSA/ LAPRESSE N -tit_org- Intervista a Vittorio Agnoletto - “ Bertolaso ritiri la super-intramoenia L’attacco al Ssn dividerà l’Italia in due ” -sec_org- tp:writer§§ ALESSANDRO MANTOVANI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101788106026.PDF §---§ title§§ Gemmato a Decaro «Buco Asl, il conto non sui cittadini» = «Sanità, le scelte regionali non taglino le cure per i cittadini» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101788006025.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 11 Apr 2026

Sanità, il piano anti-deficit Gemmato: è necessario un impegno condiviso tra istituzioni

pubDate§§ 2026-04-11T04:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101788006025.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101788006025.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101788006025.PDF tp:ocr§§ Gemmato a Decaro «Buco Asl, il conto non sui cittadini» Sanità, il piano anti-deficit «Sanità, le scelte regionali non taglino le cure per i cittadini» Gemmato: è necessario un impegno condiviso tra istituzioni PUGLIA «IN ROSSO» PARLA IL SOTTOSEGRETARIO LA PROCEDURA IN CASO DI BUCO «Con il disavanzo, se non vengono individuate le coperture entro il 30 aprile, il governatore diventa commissario ad acta» SERVIZIO A PAGINA 5>> l «La tutela della salute dei cittadini pugliesi deve restare il punto fermo di ogni valutazione. Qualunque riflessione sul sistema sanitario regionale non può tradursi in un arretramento dei servizi o in un aggravio per le persone, che hanno diritto a cure efficaci, tempestive e di qualità»: il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato segue la querelle sui conti in rossa della Sanità della Regione Puglia e alla «Gazzetta» ha offerto la sua riflessione istituzionale. «In questo quadro complesso ha aggiunto - le recenti dichiarazioni del presidente della Regione Antonio Decaro su un possibile commissariamento della sanità meritano attenzione e senso di responsabilità. Si tratta di prendere atto di una situazione che richiede un’analisi seria e condivisa senza alimentare allarmismi». «I dati disponibili al quarto trimestre 2025 - ha specificato il politico barese - hanno tristemente evidenziato un disavanzo sanitario certificato di 369 milioni di euro e un andamento che, negli ultimi dieci anni almeno, mostra criticità persistenti. È un elemento che non può essere sottovalutato e che impone un impegno ulteriore per rafforzare la sostenibilità del sistema sanitario regionale». Su come intervenire, Decaro per ora non si è sbilanciato, ma il commissariamento è una ipotesi concreta: «Il quadro normativo in questi casi è ben definito. La legge 311 del 2004 prevede che, in presenza di disavanzi, le Regioni adottino piani di rientro con misure idonee al riequilibrio. In particolare, se in sede di verifica del quarto trimestre emerge un disavanzo e non vengono individuate le necessarie coperture entro il 30 aprile, il presidente della Regione assume il ruolo di commissario ad acta, provvede all’approvazione del bilancio, accerta la perdita d’esercizio e ne dispone il ripiano. In caso di mancato adempimento entro il 31 maggio, si attivano automaticamente le misure previste dalla normativa vigente, tra cui l’incremento delle aliquote fiscali ai livelli massimi consentiti. Ma auspico con decisione che questo scenario non si avveri, per non gravare economicamente sui cittadini e soprattutto non inficiare l’offerta di salute per i pugliesi», ha chiarito Gemmato. L’attenzione di Roma per la Sanità pugliese? «Vediamo il quadro delle risorse disponibili e di quelle aggiuntive che il governo Meloni ha destinato alla Puglia e al Mezzogiorno. Il confronto nel tempo evidenzia con chiarezza la crescita del finanziamento: il Fondo sanitario nazionale è passato da circa 111 miliardi di euro nel 2016 a 143 miliardi previsti per il 2026, con un incremento di 17 miliardi solo negli ultimi tre anni. In parallelo, la quota assegnata alla Puglia è cresciuta da circa 7,2 miliardi di dieci anni fa ai quasi 8,8 miliardi del 2025 - considerando quote indistinte, vincolate e premiali - con un aumento dal 2022 di 700 milioni». Decaro contesta alcuni schemi di ripartizione: «Eppure i nuovi criteri di riparto hanno consentito alla Regione di beneficiare di circa 130 milioni di euro aggiuntivi negli ultimi tre anni, contribuendo a ridurre squilibri storici”. “Il tema - ha proseguito - centrale è quello della gestione e dell’efficacia degli interventi, più che della disponibilità complessiva delle risorse. In questa direzione, è fondamentale rafforzare la capacità di programmazione e attuazione». Alla Sanità ha dedicato un passaggio anche Giorgia Meloni nell’informativa alle Camere: «Faccio mio il richiamo del Presidente del Consiglio dei ministri di due giorni fa alle Camere circa la necessità di una collaborazione piena tra Stato e Regioni. La sanità rappresenta un pilastro fondamentale e le criticità ancora pres enti – dalle liste d’attesa alle disuguaglianze territoriali – richiedono un impegno condiviso, concreto e continuo». «Solo attraverso un lavoro coordinato, “facendo squadra”, è possibile intervenire in modo efficace e rispondere ai bisogni dei cittadini. E in questo la collaborazione del Governo centrale, del Ministero della Salute e mia personale non sono mai venute meno e mai lo saranno», ha concluso Gemmato. ---End text--- Author: MICHELE DE FEUDIS Heading: PUGLIA «IN ROSSO» PARLA IL SOTTOSEGRETARIO LA PROCEDURA IN CASO DI BUCO «Con il disavanzo, se non vengono individuate le coperture entro il 30 aprile, il governatore diventa commissario ad acta» Highlight: Image:FDI Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato -tit_org- Gemmato a Decaro «Buco Asl, il conto non sui cittadini» «Sanità, le scelte regionali non taglino le cure per i cittadini» -sec_org- tp:writer§§ MICHELE DE FEUDIS guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101788006025.PDF §---§ title§§ Con genoma puglia straordinarie storie di buona sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101788706028.PDF description§§

Estratto da pag. 48 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 11 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-11T04:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101788706028.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101788706028.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101788706028.PDF tp:ocr§§ CON GENOMA PUGLIA STRAORDINARIE STORIE DI BUONA SANITÀ SENATORE PD I l Programma Genoma Puglia continua a scrivere straordinarie pagine di cura e di buona sanità. L’ultimo caso riguarda una neonata che, con ogni probabilità, è stata salvata dalla cecità. Nata il 24 febbraio scorso, con il consenso dei genitori è stata sottoposta al prelievo di poche gocce di sangue dal tallone. L’analisi, condotta dal laboratorio di Genetica Medica dell’Ospedale Di Venere, ha permesso di individuare una forma di retinite pigmentosa. Senza questo accertamento precoce, la patologia si sarebbe manifestata più avanti, compromettendo progressivamente la vista della bambina. In questo caso, invece, la diagnosi è arrivata prima dell’insorgenza dei sintomi, rendendo possibile l’accesso immediato alle cure. Il programma, nato grazie alla legge regionale Amati, è oramai un modello strutturato di sanità pubblica che ha mostrato il suo assoluto valore. Con un investimento stabile di circa 5 milioni di euro l’anno, la Regione Puglia ha costruito uno dei sistemi di screening genomico neonatale più avanzati al mondo: gratuito, accessibile a tutti e integrato nel servizio sanitario. Dal 1° gennaio il programma di sequenziamento genomico neonatale si è ulteriormente rafforzato. L’aggiornamento del pannello genetico ha ampliato la capacità diagnostica del sistema, rendendo possibili più diagnosi precoci, una presa in carico più tempestiva e una maggiore equità di accesso. È un passaggio importante, perché conferma la capacità del programma di evolvere insieme alle evidenze scientifiche e ai bisogni di cura. Il programma ha già coinvolto quasi 25.000 neonati e consente di analizzare 433 geni, individuando fino a 597 malattie rare o condizioni che richiedono monitoraggio. Le diagnosi precoci sono ormai centinaia — oltre 500 casi individuati — e permettono di intervenire tempestivamente, spesso prima ancora che la patologia si manifesti. Nel caso di questa bambina, la presenza nel pannello del gene responsabile ha reso possibile una diagnosi che, allo stato attuale, rappresenta un caso unico. Non si tratta soltanto di tecnologia, ma di organizzazione e visione. Tutte le neonatologie pugliesi sono collegate al laboratorio di Genetica Medica dell’ospedale Di Venere di Bari, all’interno di un sistema integrato che garantisce rapidità, tracciabilità e uniformità di accesso. In questo impianto, il lavoro del dottor Mattia Gentile e del suo staff ha avuto un ruolo decisivo nel tradurre l’innovazione genetica in un modello clinico stabile, accessibile e pienamente integrato nella sanità pubblica regionale. L’adesione delle famiglie supera il 90%, segno di una fiducia costruita nel tempo e di una proposta percepita come utile e sicura. A confermare la solidità di questa esperienza è arrivato anche un riconoscimento internazionale di grande rilievo. Il Brasile ha chiesto ufficialmente di collaborare con la Puglia sullo screening genomico neonatale. Non è un caso, quindi, che proprio in questi giorni Bari ospiti un confronto nazionale sull’evoluzione dello screening neonatale. La scelta del capoluogo pugliese non è simbolica: rappresenta il riconoscimento di un’esperienza che ha già prodotto risultati concreti e che oggi è guardata come riferimento. Quando un modello funziona, diventa inevitabilmente oggetto di confronto e possibile replicabilità. Ed è proprio questo il passaggio successivo. A partire dall’esperienza pugliese, lo scorso anno in Senato, insieme alla collega Beatrice Lorenzin, abbiamo presentato una proposta di legge per estendere lo screening genomico neonatale a tutti i nuovi nati in Italia. Nel frattempo, diverse Regioni hanno iniziato a muoversi autonomamente, segno che la direzione è ormai tracciata. Per questo è fondamentale che il Senato avvii l’esame della proposta. Non solo per uniformare l’accesso a un servizio che oggi dipende ancora dal territorio di nascita, ma per affermare una precisa idea di politica sanitaria: investire nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nell’innovazione per migliorare la qualità della vita e garantire la sostenibilità del sistema. ---End text--- Author: ALBERTO LOSACCO Heading: Highlight: Image: -tit_org- Con genoma puglia straordinarie storie di buona sanità -sec_org- tp:writer§§ ALBERTO LOSACCO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101788706028.PDF §---§ title§§ Lea. gli infermieri chiedono un riconoscimento link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101769606017.PDF description§§

Estratto da pag. 29 di "ITALIA OGGI" del 11 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-11T04:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101769606017.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101769606017.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101769606017.PDF tp:ocr§§ LEA, GLI INFERMIERI CHIEDONO UN RICONOSCIMENTO Riconoscere il contributo dell’assistenza infermieristica per fare in modo che i Lea (Livelli essenziali di assistenza) siano davvero esigibili. È la richiesta fatta dalla Fondazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), intervenuta in audizione alla Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui Lea e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle regioni. A parlare per la Fnopi Saverio Andreula, consigliere del comitato centrale: «Riconoscere pienamente il contributo dell’assistenza infermieristica significa rafforzare la programmazione, migliorare il monitoraggio, sostenere la sostenibilità del Sistema sanitario nazionale e, soprattutto, garantire in modo più equo il diritto alla salute dei cittadini». Il punto, secondo Andreula, non è introdurre nuove prestazioni, «ma riconoscere e rendere misurabile il contributo già oggi essenziale dell’assistenza infermieristica nei percorsi di cura». Un tema decisivo, il pensiero del consigliere, riguarda il monitoraggio. «Le evidenze scientifiche e i dati del Rapporto Fnopi–Sant’Anna confermano che una adeguata dotazione infermieristica è associata a migliori risultati di salute: minori ricoveri evitabili, migliore gestione delle cronicità e maggiore sicurezza delle cure». In conclusione, la Fnopi chiede di intervenire su più livelli: «definire un linguaggio comune e standardizzato; costruire modelli organizzativi chiari ma flessibili; rivedere i sistemi informativi e di prenotazione per rendere accessibili le prestazioni infermieristiche senza confonderle con quelle specialistiche; valorizzare anche economicamente le competenze infermieristiche, comprese quelle specialistiche». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Lea. gli infermieri chiedono un riconoscimento -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101769606017.PDF §---§ title§§ Sanità Calabria, fine del commissariamento link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101770306020.PDF description§§

Estratto da pag. 27 di "ITALIA OGGI" del 11 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-11T04:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101770306020.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101770306020.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101770306020.PDF tp:ocr§§ Sanità Calabria, fine del commissariamento LA DECISIONE ARRIVA DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI DI ALBERTO MORO Dopo 17 anni, la sanità calabrese esce dal commissariamento avviato nel 2009 nell’ambito del piano di rientro dal disavanzo. La revoca è stata deliberata dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, con il parere favorevole dei ministeri dell’Economia e della Salute. La decisione segna la fine di una delle gestioni straordinarie più lunghe mai adottate nel sistema sanitario nazionale. Il commissariamento era stato introdotto per fronteggiare gravi squilibri finanziari e criticità strutturali che avevano compromesso la tenuta del sistema. Nei primi anni la funzione di commissario ad acta si era sovrapposta a quella del presidente della Regione, mentre dal 2018, con la separazione dei ruoli, si sono succeduti commissari di nomina statale senza che però si riuscisse a chiudere la fase emergenziale. Una svolta è arrivata con l’elezione di Roberto Occhiuto alla presidenza della Regione e con la successiva assunzione, nel 2022, anche del ruolo di commissario. «Diciassette anni con questa camicia di forza: ce ne siamo liberati», ha dichiarato il governatore, definendo l’uscita dal commissariamento Il presidente Ro «un risultato storico». Secondo Occhiuto, il lavoro svolto negli ultimi anni ha riguardato la ricognizione del debito, il rafforzamento della interlocuzione con i ministeri vigilanti e l’avvio di un percorso di riequilibrio che ha consentito al Governo di deliberare la revoca. «Ora la responsabilità torna pienamente alla Regione – ha aggiunto – e potremo programmare senza i vincoli della gestione straordinaria». La fine del commissariamento non coincide però con l’uscita dal piano di rientro, che resta il prossimo obiettivo dichiarato dall’amministrazione regionale. La sfida sarà trasformare erto Occhiuto il superamento della gestione straordinaria in un miglioramento strutturale dei servizi, in un sistema segnato da carenze di personale, mobilità sanitaria elevata e forti diseguaglianze territoriali. ---End text--- Author: ALBERTO Moro Heading: LA DECISIONE ARRIVA DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI Highlight: Image:Il presidente Roberto Occhiuto -tit_org- Sanità Calabria, fine del commissariamento -sec_org- tp:writer§§ Alberto Moro guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/11/2026041101770306020.PDF §---§