title§§ Autonomia "sanitaria" Uil e Pd contro le pre-intese link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040902889108842.PDF description§§

Estratto da pag. 15 di "GAZZETTA DEL SUD REGGIO CALABRIA" del 09 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-09T06:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040902889108842.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040902889108842.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL SUD REGGIO CALABRIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040902889108842.PDF tp:ocr§§ Autonomia “sanitaria” Uil e Pd contro le pre-intese «Passo sbagliato e pericoloso, gli squilibri con il Nord diventeranno insostenibili» CATANZARO «La sottoscrizione delle pre-intese sull'autonomia differenziata in materia sanitaria impone una riflessione che la Uil e la Uilfpl Calabria non intendono eludere. La nostra posizione è chiara: non si può procedere su questa strada senza prima aver riequilibrato un sistema che già oggi penalizza strutturalmente il Mezzogiorno e la Calabria in particolare". È quanto affermano Mariaelena Senese e Walter Bloise, segretari generali Uil e Uilfpl Calabria. «I numeri – proseguono – parlano da soli. La Calabria registra un saldo passivo di mobilità sanitaria pari a 326,9 milioni l'anno. E il dato è in crescita. Oltre 40.000 calabresi si ricoverano fuori regione ogni anno. Il Report della Fondazione Gimbe certifica che nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale nazionale ha raggiunto il record storico di 5,15 miliardi di euro, con flussi concentrati specialmente verso Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. La Calabria è tra le regioni che contribuiscono di più a quel dato e tra quelle che ne beneficiano di meno. Questa condizione non è accettabile oggi e sarà insostenibile domani, se l'autonomia differenziata dovesse procedere senza adeguate garanzie di riequilibrio. E anche il Pd Calabria guidato dal senatore Nicola Irto esprime «ferma contrarietà alle pre-intese per l'autonomia differenziata sulla sanità» e richiama il governo alle «proprie responsabilità politiche e istituzionali». «Le pre-intese si legge nella nota – rappresentano un passo sbagliato e pericoloso. Arrivano in un contesto di profonde diseguaglianze territoriali che lo Stato non ha ancora affrontato alla radice. Il punto cruciale è invece la ripartizione del Fondo sanitario nazionale, che, nonostante le ultime modifiche, continua a penalizzare le regioni del Mezzogiorno e soprattutto la Calabria. Senza un riequilibrio, anche per il passato, i trasferimenti di competenze in ambito sanitario andranno ad accrescere le distanze tra i Servizi sanitari regionali. Così, l'autonomia differenziata determinerebbe un aumento fuori controllo delle diseguaglianze, aggraverebbe la mobilità sanitaria e si potrebbero persino avere ulteriori storture, come i tetti al numero dei pazienti curabili fuori regione». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Autonomia “sanitaria” Uil e Pd contro le pre-intese -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040902889108842.PDF §---§ title§§ Alecci (Pd) " svela " il flop della sanità territoriale: Minenna: «Non è vero» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040902888808843.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "GAZZETTA DEL SUD REGGIO CALABRIA" del 09 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-09T06:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040902888808843.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040902888808843.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL SUD REGGIO CALABRIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040902888808843.PDF tp:ocr§§ Alecci (Pd) “svela” il flop della sanità territoriale: Minenna: «Non è vero» Interrogazione del capogruppo del Pd in Regione: L’assessore replica: «I tempi saranno tutti rispettati» La sanità territoriale resta una zavorra in Calabria. Con il Pnrr ormai agli sgoccioli, la situazione rimane alquanto critica. E così, di quelle che dovevano essere le opere-simbolo del Piano di rilancio dopo la grande pandemia, non c’è ancora traccia, Le Case di comunità e gli Ospedali di comunità, pilastri della riforma, rischiano di restare soltanto sulla carta e senza nessuna reale entrata in funzione. A lanciare l’allarme è il consigliere regionale e capogruppo del Pd a Palazzo Campanella, Ernesto Alecci: «La realizzazione delle Case di comunità e degli Ospedali di comunità sta per diventare l’ennesimo flop in tema di sanità pubblica per la Regione Calabria e per il commissario Roberto Occhiuto». A mettere Alecci e il gruppo del Pd in allarme sono i dati Agenas sull’attuazione della Missione Salute del Pnrr, riportati dalla Fondazione Gimbe: «Su 63 Case di Comunità previste, solo 2 (3,2%) offrono almeno un servizio attivo, contro una media nazionale del 45,5%». Ancora più critica la situazione degli Ospedali di comunità: «Su 20 strutture previste, solo una (5%) risulta attiva, a fronte di una media italiana del 27%». Cifee che, sottolinea Alecci, rendono difficile qualsiasi recupero: «A tre mesi dalla scadenza, il raggiungimento dei target fissati dal Pnrr appare pressoché impossibile e non è previsto alcuno slittamento temporale», con il rischio di «problemi nella rendicontazione e possibili restituzioni dei fondi». Il consigliere dem punta poi il dito sulla mancanza di trasparenza: «Se un cittadino calabrese volesse conoscere lo stato dei cantieri attraverso fonti ufficiali, resterebbe deluso». Il sito della Regione Calabria dedicato al Pnrr, infatti, «riporta dati aggiornati al 15 luglio 2025», senza aggiornamenti successivi. Da qui l’idea di muoversi per ottenere chiarimenti. «Ho presentato - dice sempre Alecci un’interrogazione al presidente Occhiuto per conoscere gli aggiornamenti reali sullo stato dei lavori, le ragioni del mancato aggiornamento del sito e le cause specifiche dei ritardi». Il rappresentante dei Dem invoca risposte concrete: «Quali misure concrete intende adottare la Giunta per rendere operative le strutture entro giugno 2026? ». A stretto giro è arrivata la replica dell’assessore regionale con delega al Pnrr, Marcello Minenna: «Usare dati parziali e aggiornati al 31 dicembre 2025 per lanciare allarmi è da irresponsabili. Ed è singolare che ciò avvenga su un tema così delicato come la sanità calabrese, nel quale il governo regionale, riconfermato pochi mesi fa dagli elettori, ha sbloccato interventi fermi da decenni. Occorre documentarsi per evitare di dare i numeri. I target della regione Calabria nell’ambito del Cis salute sono pari a 57 Case di comunità e 15 Ospedali di comunità. ono in corso i cantieri su oltre 70 compendi immobiliari che nell’estate vedranno il completamento delle attività». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Rivolta un’interrogazione al governatore Occhiuto per ottenere dati certi sull’andamento degli obiettivi fissati Image:Strutture fondamentali I presìdi della sanità sul territorio -tit_org- Alecci (Pd) “ svela ” il flop della sanità territoriale: Minenna: «Non è vero» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040902888808843.PDF §---§ title§§ Il trucco del governo sulla sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903265707636.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "FOGLIO" del 09 Apr 2026

Dietro l 'aggiornamento dei Lea c'è un pasticcio economico da risolvere

pubDate§§ 2026-04-09T04:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903265707636.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903265707636.PDF', 'title': 'FOGLIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903265707636.PDF tp:ocr§§ Il trucco del governo sulla sanità Dietro l’aggiornamento dei Lea c’è un pasticcio economico da risolvere C’ è una formula che ricorre come un ritornello nell’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) approdato in Parlamento: “Isorisorse”. Neutrale sotto il profilo finanziario. Senza oneri aggiuntivi per il Sistema sanitario nazionale (Ssn). La si trova decine di volte nella relazione tecnica allegata al decreto: accanto all’inserimento di nuove malattie rare, all'ampliamento delle cure termali, al ritorno degli apparecchi acustici al regime tariffario, alla sostituzione della Tac con la risonanza magnetica per epilessia e morbo di Basedow. Tutto senza risorse aggiuntive. Ma non per i tecnici del Parlamento. Nel dossier del Servizio di bilancio di Camera e Senato i conti non tornano, le platee dei nuovi aventi diritto non sono stimate, i dati citati a supporto si contraddicono. E – dettaglio non da poco – si sottolinea come la Relazione tecnica non reca il visto della Ragioneria generale dello stato, quella bollinatura che rappresenta il sigillo minimo di credibilità finanziaria di qualsiasi provvedimento che tocchi i conti pubblici. L’aggiornamento dei Lea era atteso da quasi un decennio, e contiene novità genuine e benvenute. Lo screening neonatale per l’atrofia muscolare spinale, ad esempio, è un intervento fondato su solide evidenze scientifiche, con una copertura già stanziata e costi stimati in modo credibile. Nessuno sostiene che i Lea non vadano aggiornati, né che ogni espansione dei diritti sanitari debba essere bloccata in nome del rigore contabile. Il punto è che i Lea non sono spese discrezionali: sono diritti. E i diritti, una volta scritti nella legge, generano pretese che il Ssn è obbligato a soddisfare. Se la spesa cresce, il Ssn deve coprire quelle prestazioni aggiuntive in modo puntuale. E’ il paradosso di questo decreto: si aggiornano i diritti fingendo che non abbiano costi aggiuntivi, per non dover affrontare la domanda scomoda su dove trovare le risorse. E’ una finzione contabile che ha una sua logica politica – nessuno vuole intestarsi il taglio di una prestazione sanitaria – ma che scarica il problema a valle, sulle regioni, sulle aziende sanitarie, sui bilanci futuri. Fino a quando il conto non arriva, e qualcuno deve pagarlo. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Il trucco del governo sulla sanità -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903265707636.PDF §---§ title§§ Sanita, costo medio sinistri denunciati 38 mila € link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903267107630.PDF description§§

Estratto da pag. 22 di "ITALIA OGGI" del 09 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-09T04:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903267107630.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903267107630.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903267107630.PDF tp:ocr§§ SANITÀ, COSTO MEDIO SINISTRI DENUNCIATI 38 MILA € Nella sanità italiana il costo medio dei sinistri denunciati è 38.341 euro, significativamente più elevato per le strutture pubbliche (83 mila euro) rispetto alle strutture private (35 mila euro) e al personale sanitario (20 mila euro). Emerge dal Bollettino statistico sui rischi da responsabilità civile generale e r.c. sanitaria nel 2024pubbicato ieri dall’Ivass. Per quanto riguarda la R.c. generale la raccolta premi delle imprese vigilate dall’Ivass è 4.157 milioni di euro (10,2% del totale danni), in crescita del 3,5% su base annua. Il costo medio dei sinistri è 7.574 euro, in aumento del 7,2% rispetto al 2023. Il premio puro, che misura la sinistrosità del ramo, è 95,3 euro (+6,7% sul 2023). Circa la responsabilità civile in campo sanitario, la raccolta premi in Italia è 691 milioni di euro (-2,2% rispetto al 2023), soprattutto per la diminuzione della raccolta presso le strutture sanitarie pubbliche (-8,4%). Le strutture sanitarie pubbliche fanno ampio ricorso alla ritenzione del rischio; nel 2024, gli accantonamenti ai fondi di ritenzione sono quasi il doppio dei premi pagati per coperture assicurative. Le prime dieci imprese raccolgono il 94,6% del totale dei premi; le prime cinque l’81,1%. Il rapporto sinistri su premi presenta valori elevati per le strutture sanitarie mentre è più contenuto per le coperture del personale sanitario. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sanita, costo medio sinistri denunciati 38 mila € -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903267107630.PDF §---§ title§§ Cenl sanità, più soldi e arretrati in busta paga link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903266807631.PDF description§§

Estratto da pag. 26 di "ITALIA OGGI" del 09 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-09T04:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903266807631.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903266807631.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903266807631.PDF tp:ocr§§ Ccnl sanità, più soldi e arretrati in busta paga LA PUBBLICAZIONE IN GU CHIUDE L’ITER SUL RINNOVO Con l’approdo sulla Gazzetta Ufficiale del 7 aprile 2026 il Contratto collettivo nazionale di lavoro dell'area sanità Triennio 2022 – 2024, sottoscritto definitivamente lo scorso 27 febbraio, conclude il proprio iter. Il Ccnl è efficace sin dal 28 febbraio scorso, ma la pubblicazione in GU è un adempimento posto in essere per assicurarne la pubblicità legale. Col Ccnl 137mila dirigenti, divisi tra 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici trovano la nuova disciplina economica e giuridica del proprio rapporto di lavoro. A fronte di un costo di circa 1,2 miliardi di euro, l’incremento stipendiale medio si assesta al 7,27%. In valori assoluti, i trattamenti economici crescono di 322 euro lordi mensili per gli incarichi professionali iniziali, per arrivare ai 530 euro lordi mensili per i direttori di struttura complessa di area chirurgica. La sottoscrizione del Ccnl ha movimentato anche arretrati a partire dagli 8.710 spettanti agli incarichi professionali iniziali, fino un massimo di 14.540 euro riconosciuti ai direttori di struttura complessa di area chirurgica, al lordo dell’indennità di vacanza contrattuale già corrisposta. Già a marzo i dipendenti dell’area dovrebbero aver ricevuto la busta paga più “pesante”, completa degli incrementi contrattuali e degli arretrati. Col nuovo contratto a regime si rafforza la parte fissa della retribuzione di posizione, anche per i dirigenti medici neoassunti, il cui trattamento economico consegue un incremento del 55%, così da rendere più attrattivo l’ingresso dei medici nelle strutture pubbliche. Il Ccnl limita al massimo possibile gli incrementi della retribuzione di risultato, che fanno parte della componente variabile degli emolumenti. Tra i principali elementi di natura giuridica del nuovo Ccnl 27.2.026, si nota l’introduzione della possibilità per i dirigenti di chiedere la ricostituzione del rapporto di lavoro, negli ultimi cinque anni, con una delle aziende con le quali abbia cessato il proprio rapporto. Si disciplinano in modo più incisivo le ferie per rispondere all’indirizzo giurisprudenziale che negli ultimi anni è maturato e tendente a garantire anche ai dirigenti medici il diritto a fruire delle ferie accumulate se il datore pubblico non riesce a dimostrare di averle effettivamente offerte ed aver messo in condizione il dirigente di fruirne. Il Ccnl facilita l’effettiva fruizione delle ferie, fissando anche i criteri ai quali le aziende dovranno attenersi per controllare che siano effettivamente smaltite nei tempi dovuti. Uno strumento nuovo, allo scopo, è la possibilità che i dirigenti siano autorizzati a collocarsi in ferie anche durante il periodo di preavviso, come metodo per chiudere eventuali arretrati accumulati. Un ulteriore aspetto di rilievo è la previsione di una tutela per chi subisca proprio da parte di terzi, con l’assunzione del patrocinio legale da parte dell’azienda sanitaria di appartenenza e, su richiesta del dirigente, il supporto psicologico. ______© Riproduzione riservata _____ n ---End text--- Author: LUIGI OLIVERI Heading: LA PUBBLICAZIONE IN GU CHIUDE L’ITER SUL RINNOVO Highlight: Image: -tit_org- Cenl sanità, più soldi e arretrati in busta paga -sec_org- tp:writer§§ LUIGI OLIVERI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903266807631.PDF §---§ title§§ Mobilitazione nazionale contro il ddl sul fine vita link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903266307638.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "MANIFESTO" del 09 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-09T04:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903266307638.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903266307638.PDF', 'title': 'MANIFESTO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903266307638.PDF tp:ocr§§ SUICIDIO ASSISTITO Mobilitazione nazionale contro il ddl sul fine vita II Ha subito stop and go, lunghi periodi di oblio e improvvise accelerazioni a seconda delle esigenze politiche della maggioranza di governo. Ora il ddl sul Fine vita - di fatto in stallo da nove mesi nelle commissioni Giustizia e Sanità del Senato per incapacità del centrodestra di trovare una sintesi tra posizioni divergenti calendarizzato in Aula in questi giorni di aprile, formalmente attende ancora il parere della commissione Bilancio. I quasi 150 emendamenti non sono mai stati esaminati e a questo punto molto probabilmente (si deciderà in capigruppo la prossima settimana) arriverà in Aula ai primi di maggio e senza relatore. Ma se casomai il testo base messo a punto dai relatori di maggioranza Zanettin (FI) e Zullo (Fd’I) venisse approvato, «cancellerebbe i diritti conquistati grazie alle azioni di disobbedienza civile e alla sentenza "Dj Fabo – Cappato" della Corte costituzionale». È quanto sostiene l’associazione Luca Coscioni che ieri in conferenza stampa ha lanciato una mobilitazione nazionale per chiedere alla premier Meloni «il ritiro definitivo» della proposta di legge che iniziò il suo percorso parlamentare in Senato nel luglio 2025 proprio in occasione dell’incontro della premier col Papa. «Oltre 100 appuntamenti tra piazze, università e luoghi pubblici, fino al 19 aprile, in 80 città distribuite in tutte le Regioni italiane. Banchetti e iniziative con l’obiettivo di informare e raccogliere adesioni all’appello pubblico». È vero in effetti che il ddl che dovrebbe raccogliere e normare le indicazioni della Consulta che nel 2019 riconobbe il diritto ad ottenere dal Ssn l’aiuto al suicidio in determinate condizioni, in realtà va in direzione opposta. Grazie a quella sentenza, infatti, in Italia già «20 persone hanno ottenuto il via libera dal Ssn, in 14 hanno effettivamente avuto accesso al suicidio medicalmente assistito, spesso dopo lunghi percorsi giudiziari», riassume Filomena Gallo. Mentre Matteo Mainardi, altro leader della Coscioni, ricorda che in mancanza di una normativa nazionale «Toscana e Sardegna hanno già approvato una legge regionale per dare tempi e procedure certe sul suicidio assistito, mentre in Calabria, Lazio, Lombardia e Piemonte, tra poco ripartirà la raccolta firme per depositare le proposte di iniziativa popolare nei consigli regionali». A fine 2025, infatti, una nuova sentenza della Consulta (204/2025) ha smentito sul punto il governo: «Le Regioni - sostiene Mainardi - sono competenti a legiferare in materia». ---End text--- Author: ELEONORA MARTINI Heading: Highlight: Image: -tit_org- Mobilitazione nazionale contro il ddl sul fine vita -sec_org- tp:writer§§ ELEONORA MARTINI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903266307638.PDF §---§ title§§ AGGIORNATO - Fondi sanitari fuori dai poteri di vigilanza della Covip = Niente fondi sanitari alla Covip link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903266007639.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "MF" del 09 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-09T04:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903266007639.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903266007639.PDF', 'title': 'MF'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903266007639.PDF tp:ocr§§ RISCRITTA LA NORMA Fondi sanitari fuori dai poteri di vigilanza della Covip PERÒ IL DECRETO SUL PNRR COSTRINGE LE CASSE PREVIDENZIALI A PUBBLICARE IL BILANCIO Niente fondi sanitari alla Covip Marcia indietro anche sull’obbligo per gli enti di iscriversi a sistemi di risoluzione delle controversie Valente a pagina 5 D ietrofront sull’ampliamento dei poteri nelle mani della Commissione di vigilanza sui fondi pensione, la Covip. È stato infatti riscritto, durante l’esame in commissione Bilancio alla Camera, l’articolo 29 del decreto Pnrr che prevedeva originariamente che l’autorità presieduta da Mario Pepe assumesse la vigilanza anche sulle forme di assistenza sanitaria e sociosanitaria integrativa o complementare. Dai fondi sanitari integrativi del Servizio sanitario nazionale agli enti, casse e società di mutuo soccorso con finalità assistenziale. Però la riformulazione del governo (di alcuni emendamenti presentati da FdI, Lega, FI, M5s, Noi moderati, minoranze linguistiche e Azione), tiene ugualmente conto dell’importanza della spesa delle famiglie italiane per prestazioni sanitarie private che è di circa 50 miliardi di euro e dei fondi sanitari, che raccolgono contributi da 18 milioni di iscritti e intermediano il 10% di conto spesa. Ecco che quindi il dl Pnrr, su cui oggi si vota la fiducia in Aula alla Camera, introduce comunque degli obblighi in capo ai fondi sanitari e socio-sanitari integrativi: «Redigere e rendere pubblici nel proprio sito internet istituzionale, entro tre mesi dalla chiusura dell’esercizio, nonché di trasmettere, nel medesimo termine, alle amministrazioni competenti ai sensi della normativa vigente ai fini della vigilanza, i propri bilanci e le relative relazioni, ivi comprese quelle degli organi di controllo comunque denominati». Nei bilanci e nelle relazioni dovranno essere fornite «un quadro fedele delle attività, delle passività e della situazione finanziaria, ivi compresa un’informativa sugli investimenti significativi». Dovranno quindi essere indicati: «Il numero degli iscritti e dei beneficiari, l’ammontare complessivo dei contributi versati dagli aderenti e dai datori di lavoro o comunque delle entrate di natura contributiva, l’ammontare delle prestazioni erogate, distinte per natura e tipologia». E, ancora, «il rapporto tra contributi versati e prestazioni erogate, l’ammontare del patrimonio complessivo del fondo, il rapporto tra patrimonio e prestazioni erogate; i costi di gestione sostenuti nell’esercizio, i costi di gestione sostenuti nell’esercizio con particolare riferimento ai casi di gestione diretta di risorse suscettibili di investimento, se e in quale misura, siano stati presi in considerazione fattori ambientali, sociali e di governo societario». L’inosservanza degli obblighi di redazione, di pubblicazione e di trasmissione, precisa ancora il provvedimento, «comporta l’impossibilità di iscrizione, rinnovo o comunque di permanenza nell'Anagrafe dei Fondi sanitari del ministero della Salute, nonché di fruizione delle agevolazioni, anche fiscali, previste a legislazione vigente». Altra marcia indietro riguarda le risoluzioni stragiudiziali delle controversie: salta l’obbligo, previsto nella prima versione del dl Pnrr, anche per gli enti previdenziali di aderire – come devono invece fare i fondi pensione, nei cui confronti la Covip esercita la propria attività di vigilanza - sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie con iscritti, pensionati e beneficiari». (riproduzione riservata) ---End text--- Author: SILVIA VALENTE Heading: Highlight: Image:Mario Pepe Covip -tit_org- AGGIORNATO - Fondi sanitari fuori dai poteri di vigilanza della Covip Niente fondi sanitari alla Covip -sec_org- tp:writer§§ Silvia Valente guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903266007639.PDF §---§ title§§ Norme & tributi - Malattia simulata, solo il medico legale può disconoscere il certificato link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903266207637.PDF description§§

Estratto da pag. 32 di "SOLE 24 ORE" del 09 Apr 2026

pubDate§§ 2026-04-09T04:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903266207637.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903266207637.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903266207637.PDF tp:ocr§§ Malattia simulata, solo il medico legale può disconoscere il certificato Il giudice non può ritenerlo non valido senza adeguati riscontri tecnici Irrilevanti il comportamento del lavoratore e la presunta competenza del medico Cassazione Il giudice non può “disconoscere” una certificazione medica attestante la malattia limitandosi a valutazioni intuitive o “di esperienza”, senza un adeguato riscontro tecnico, perché il certificato medico costituisce un elemento di particolare valenza probatoria, superabile solo mediante approfondimenti di tipo medico legale. È quanto afferma la Corte di cassazione con l’ordinanza 8738/2026. Il caso nasce da un licenziamento disciplinare intimato a un lavoratore, accusato di avere simulato lo stato di malattia per sottrarsi allo svolgimento di nuove mansioni assegnate e non gradite. In appello, accogliendo il reclamo del datore, la Corte territoriale ha respinto l’impugnazione del licenziamento, ricostruendo la vicenda in termini di condotta fraudolenta: compatibile, sì, che una patologia psichica consenta attività di svago, ma significativo – per il giudice del reclamo – che la certificazione provenisse da un medico di base, ritenuta superficiale, con invito (non seguito) a visita specialistica, mancato acquisto di farmaci prescritti e forte contrarietà del dipendente alle nuove mansioni. La Cassazione ribalta tale decisione impostando il ragionamento su due piani. Da un lato ribadisce la regola generale sull’onere della prova nei licenziamenti: spetta al datore dimostrare la sussistenza della giusta causa/giustificato motivo, senza ridurre la prova a meri “indizi” che finiscano per traslare sul lavoratore l’onere di provare il contrario. Dall’altro, riconosce che il datore può anche provare per presunzioni semplici, ma solo rispettando i requisiti di gravità, precisione e concordanza e senza una lettura atomistica degli indizi. Il punto decisivo, però, riguarda la tenuta del ragionamento presuntivo quando esiste un certificato medico che attesta proprio la malattia ritenuta simulata. La Corte sottolinea che il rilascio del certificato implica assunzione di responsabilità da parte del sanitario: ciò attribuisce alla certificazione un peso probatorio che non può essere neutralizzato con affermazioni come «diagnosi superficiale» o «assenza di riscontri», specie se tali rilievi si fondano sul fatto che la visita sarebbe stata «solo visiva» e sulla qualità del medico (generico o specialista). Secondo la Cassazione, una simile svalutazione si traduce in una valutazione apodittica, che finisce per pretermettere ingiustificatamente le competenze diagnostiche del medico e, soprattutto, non sostituisce ciò che serve davvero: un accertamento medico legale idoneo a “superare” il dato certificativo. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Giampiero Falasca Heading: Cassazione Highlight: Image: -tit_org- Norme & tributi - Malattia simulata, solo il medico legale può disconoscere il certificato -sec_org- tp:writer§§ Giampiero Falasca guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/04/09/2026040903266207637.PDF §---§