title§§ I medici di famiglia sono sempre di meno = Medici di famiglia, sempre di meno link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033103158706445.PDF description§§

Estratto da pag. 78 di "GIORNALE DI CARATE" del 31 Mar 2026

Il dato peggiore in Lombardia: nella regione più popolosa mancano all ' appello oltre 1.500 dottori. Nel 2028 il ricambio generazionale risolverà la situazione

pubDate§§ 2026-03-31T04:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033103158706445.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033103158706445.PDF', 'title': 'GIORNALE DI CARATE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033103158706445.PDF tp:ocr§§ SANITÀ I medici di famiglia sono sempre di meno Medici di famiglia, sempre di meno Il dato peggiore in Lombardia: nella regione più popolosa mancano all’appello oltre 1.500 dottori. Nel 2028 il ricambio generazionale risolverà la situazione l a pagina 6 Il problema della carenza dei medici di famiglia è destinato a crescere. Almeno fino al 2028, quando ci sarà un ricambio generazionale serio. Secondo l’ultimo report della fondazione Gimbe, infatti, tra i territori del Nordovest è solamente la Liguria ad avere un numero di assistiti (1.345) inferiore alla media nazionale (1.383). Al 1° gennaio 2025 è la Lombardia ad avere il primato nazionale, con 1.533 assistiti da ogni medico di famiglia. Le altre regioni del Nordovest sono comunque sopra la media nazionale: il Piemonte è a 1.407 assistiti, mentre la Valle d’Aosta a 1.432. Secondo i dati raccolti dalla struttura interregionale dei sanitari convenzionati (Sisac) in tutta Italia all’inizio del 2025 i medici di famiglia erano 36.812, con un numero di assistiti totale pari a oltre 50,9 milioni di persone. La situazione è in continuo peggioramento: a mancare all’appello, su tutto il territorio nazionale, sono infatti ben 5.700 medici di medicina generale, con problematiche serie in 18 regioni su 20 (soprattutto in quelle più popolose, come si è visto con il record lombardo). In 5 anni, tra il 2019 e il 2024, non solo non è aumentato il numero dei MMG, ma è diminuito di 5.197 unità. In Lombardia la variazione è stata del -10%, in Piemonte del -10,6% e in Liguria del -15,1% (su una media nazionale di -14,1%). In un contesto come il nostro, dove nel 2025 gli over 65 sono quasi 14,6 milioni, dei quali almeno la metà con due o più malattie croniche, il calo dei medici è stata la tempesta perfetta. Ogni persona iscritta al servizio sanitario nazionale, infatti, ha diritto a essere seguito da un medico di medicina generale, che è il principale punto di accesso ai servizi specifici e alle prestazioni che compongono i livelli essenziali di assistenza. L’accordo collettivo nazionale fissa in 1.500 il numero massimo di assistiti che ogni medico può avere, estendibile a 1.800. Per individuare le zone carenti questi parametri sono stati modificati: il rapporto era un medico ogni 1.000 residenti, e il nuovo accordo collettivo nazionale (sottoscritto nel gennaio 2026) ha portato questo dato a 1.200, innalzamento già definito nel 2024. Il peso dei pensionamenti Tra il 2025 e il 2028 sono 8.180 i medici di medicina generale che hanno raggiunto o raggiungeranno il limite d’età fissato per la pensione, secondo i dati forniti dalla Fimmg. Limite che è posto a 70 anni, salvo deroghe particolari. Anche in questo caso ci sono forti differenze regionali: rimanendo nei confini del Nordovest il dato più alto è sempre quello lombardo. Sono infatti 929 i professionisti lombardi che fanno parte di questa platea. In Piemonte sono la metà, 433, mentre in Liguria si dimezza di nuovo, arrivando a 215. La Valle d’Aosta è al polo opposto, con solamente 10 dottori che entro il 2028 raggiungeranno l’età per il pensionamento. Al 1° gennaio 2025 la stima dei medici mancanti per regione vede in testa la Lombardia con 1.540, seguita dal Piemonte con 463 professionisti. In Liguria la stima conta che all’appello mancano 116 medici perché l’emergenza possa dirsi conclusa e la situazione normalizzata. Le borse di studio, un rimedio tardivo L’emergenza della carenza di medici non la si è vista arrivare. Contestualmente alle previsioni dei pensionamenti, infatti, c’era il problema della scarsa scelta del corso di studi in questo ambito. Dal 2014 al 2017 le borse di studio ministeriali per sostenere la formazione specifica sono rimaste 1.000 all’anno. Non è stato sufficiente a compensare i pensionamenti, per cui nel 2021 il numero è aumentato a 4.362, grazie alla sovrapposizione di due finanziamenti straordinari. Dal 2022 le borse di studio sono tornate a diminuire, arrivando a 2.228 nel 2025. Secondo la FIMMG, nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale sono stati superiori ai posti disponibili: 2. 810 candidati per 2.228 borse, con un differenziale di 582 candidati (+26,1%). Tuttavia in alcune regioni è stata molto evidente la mancata presentazione di candidati in rapporto ai posti disponibili, tra cui il Piemonte (-29%). «Questa spia rossa – commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – è accesa da anni in diverse Regioni e oggi è sempre più evidente. Da un lato segnala il progressivo calo di attrattività della professione di medico di famiglia; dall’altro mette in luce criticità particolarmente gravi in alcune Regioni dove la carenza di MMG già rilevante rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni». «Oggi – conclude Cartabellotta – i dati documentano che il problema si è spostato dalla mancata programmazione alla scarsa attrattività della professione di MMG, soprattutto nelle grandi Regioni del Nord, dove i giovani medici tendono ad orientarsi verso opportunità professionali più vantaggiose. Tenendo conto di queste dinamiche, è certo che al 2028 le nuove leve non riusciranno a compensare le carenze attuali e i pensionamenti attesi. E mentre si avvicina la scadenza del 30 giugno 2026, alla quale si guardava con fiducia per attuare la riforma dell’assistenza territoriale, il ruolo del medico di famiglia non è ancora stato definito con chiarezza e si moltiplicano, in modo disordinato, le norme che dovrebbero ridisegnarlo. Nella vita quotidiana, intanto, cresce il numero di persone senza medico di famiglia: una condizione che ostacola l’accesso al SSN, riduce la qualità dell’assistenza territoriale e aumenta i rischi per la salute, soprattutto di anziani e persone fragili». l Alessandro Zonca ---End text--- Author: Alessandro Zonca Heading: Highlight: Image:MEDICI DI FAMIGLIA (MMG) MANCANTI NELLE REGIONI, 2025 Regione Lombardia Veneto Campania Emilia Romagna Piemonte Toscana Lazio Puglia Marche Friuli Venezia Giulia Sardegna Liguria P.A. Bolzano P.A. Trento Calabria Valle d’Aosta Abruzzo Umbria Basilicata Molise Sicilia MMG mancanti 1.540 747 643 502 463 394 358 279 161 156 143 116 80 53 43 15 12 12 / / / Fonte: Elaborazione su dati Sisac Riduzione % 2024-2019 -10% -11,1% -12,3% -7,6% -10,6% -15,5% -15,8% -26,3% -4,2% -14,7% -40,3% -15,1% 2,4% -1,5% -20,2% -9,3% -20% -17,6% -17,2% -9,4% -14,7% num. Medio assistiti 1.533 1.526 1.425 1.420 1.407 1.413 1.314 1.331 1.406 1.473 1.384 1.345 1.525 1.388 1.242 1.432 1.216 1.223 1.153 1.154 1.177 -tit_org- I medici di famiglia sono sempre di meno Medici di famiglia, sempre di meno -sec_org- tp:writer§§ Alessandro Zonca guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033103158706445.PDF §---§ title§§ Medici di famiglia, sempre di meno link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033103158906451.PDF description§§

Estratto da pag. 54 di "GIORNALE DI MONZA" del 31 Mar 2026

Il dato peggiore in Lombardia: nella regione più popolosa mancano all ' appello oltre 1.500 dottori. Nel 2028 il ricambio generazionale risolverà la situazione

pubDate§§ 2026-03-31T04:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033103158906451.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033103158906451.PDF', 'title': 'GIORNALE DI MONZA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033103158906451.PDF tp:ocr§§ Medici di famiglia, sempre di meno Il dato peggiore in Lombardia: nella regione più popolosa mancano all’appello oltre 1.500 dottori. Nel 2028 il ricambio generazionale risolverà la situazione Il problema della carenza dei medici di famiglia è destinato a crescere. Almeno fino al 2028, quando ci sarà un ricambio generazionale serio. Secondo l’ultimo report della fondazione Gimbe, infatti, tra i territori del Nordovest è solamente la Liguria ad avere un numero di assistiti (1.345) inferiore alla media nazionale (1.383). Al 1° gennaio 2025 è la Lombardia ad avere il primato nazionale, con 1.533 assistiti da ogni medico di famiglia. Le altre regioni del Nordovest sono comunque sopra la media nazionale: il Piemonte è a 1.407 assistiti, mentre la Valle d’Aosta a 1.432. Secondo i dati raccolti dalla struttura interregionale dei sanitari convenzionati (Sisac) in tutta Italia all’inizio del 2025 i medici di famiglia erano 36.812, con un numero di assistiti totale pari a oltre 50,9 milioni di persone. La situazione è in continuo peggioramento: a mancare all’appello, su tutto il territorio nazionale, sono infatti ben 5.700 medici di medicina generale, con problematiche serie in 18 regioni su 20 (soprattutto in quelle più popolose, come si è visto con il record lombardo). In 5 anni, tra il 2019 e il 2024, non solo non è aumentato il numero dei MMG, ma è diminuito di 5.197 unità. In Lombardia la variazione è stata del -10%, in Piemonte del -10,6% e in Liguria del -15,1% (su una media nazionale di -14,1%). In un contesto come il nostro, dove nel 2025 gli over 65 sono quasi 14,6 milioni, dei quali almeno la metà con due o più malattie croniche, il calo dei medici è stata la tempesta perfetta. Ogni persona iscritta al servizio sanitario nazionale, infatti, ha diritto a essere seguito da un medico di medicina generale, che è il principale punto di accesso ai servizi specifici e alle prestazioni che compongono i livelli essenziali di assistenza. L’accordo collettivo nazionale fissa in 1.500 il numero massimo di assistiti che ogni medico può avere, estendibile a 1.800. Per individuare le zone carenti questi parametri sono stati modificati: il rapporto era un medico ogni 1.000 residenti, e il nuovo accordo collettivo nazionale (sottoscritto nel gennaio 2026) ha portato questo dato a 1.200, innalzamento già definito nel 2024. Il peso dei pensionamenti Tra il 2025 e il 2028 sono 8.180 i medici di medicina generale che hanno raggiunto o raggiungeranno il limite d’età fissato per la pensione, secondo i dati forniti dalla Fimmg. Limite che è posto a 70 anni, salvo deroghe particolari. Anche in questo caso ci sono forti differenze regionali: rimanendo nei confini del Nordovest il dato più alto è sempre quello lombardo. Sono infatti 929 i professionisti lombardi che fanno parte di questa platea. In Piemonte sono la metà, 433, mentre in Liguria si dimezza di nuovo, arrivando a 215. La Valle d’Aosta è al polo opposto, con solamente 10 dottori che entro il 2028 raggiungeranno l’età per il pensionamento. Al 1° gennaio 2025 la stima dei medici mancanti per regione vede in testa la Lombardia con 1.540, seguita dal Piemonte con 463 professionisti. In Liguria la stima conta che all’appello mancano 116 medici perché l’emergenza possa dirsi conclusa e la situazione normalizzata. Le borse di studio, un rimedio tardivo L’emergenza della carenza di medici non la si è vista arrivare. Contestualmente alle previsioni dei pensionamenti, infatti, c’era il problema della scarsa scelta del corso di studi in questo ambito. Dal 2014 al 2017 le borse di studio ministeriali per sostenere la formazione specifica sono rimaste 1.000 all’anno. Non è stato sufficiente a compensare i pensionamenti, per cui nel 2021 il numero è aumentato a 4.362, grazie alla sovrapposizione di due finanziamenti straordinari. Dal 2022 le borse di studio sono tornate a diminuire, arrivando a 2.228 nel 2025. Secondo la FIMMG, nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale sono stati superiori ai posti disponibili: 2.810 candidati per 2.228 borse, con un differenziale di 582 candid ati (+26,1%). Tuttavia in alcune regioni è stata molto evidente la mancata presentazione di candidati in rapporto ai posti disponibili, tra cui il Piemonte (-29%). «Questa spia rossa – commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – è accesa da anni in diverse Regioni e oggi è sempre più evidente. Da un lato segnala il progressivo calo di attrattività della professione di medico di famiglia; dall’altro mette in luce criticità particolarmente gravi in alcune Regioni dove la carenza di MMG già rilevante rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni». «Oggi – conclude Cartabellotta – i dati documentano che il problema si è spostato dalla mancata programmazione alla scarsa attrattività della professione di MMG, soprattutto nelle grandi Regioni del Nord, dove i giovani medici tendono ad orientarsi verso opportunità professionali più vantaggiose. Tenendo conto di queste dinamiche, è certo che al 2028 le nuove leve non riusciranno a compensare le carenze attuali e i pensionamenti attesi. E mentre si avvicina la scadenza del 30 giugno 2026, alla quale si guardava con fiducia per attuare la riforma dell’assistenza territoriale, il ruolo del medico di famiglia non è ancora stato definito con chiarezza e si moltiplicano, in modo disordinato, le norme che dovrebbero ridisegnarlo. Nella vita quotidiana, intanto, cresce il numero di persone senza medico di famiglia: una condizione che ostacola l’accesso al SSN, riduce la qualità dell’assistenza territoriale e aumenta i rischi per la salute, soprattutto di anziani e persone fragili». l Alessandro Zonca ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: MEDICI DI FAMIGLIA (MMG) MANCANTI NELLE REGIONI, 2025 Regione Lombardia Veneto Campania Emilia Romagna Piemonte Toscana Lazio Puglia Marche Friuli Venezia Giulia Sardegna Liguria P.A. Bolzano P.A. Trento Calabria Valle d’Aosta Abruzzo Umbria Basilicata Molise Sicilia MMG mancanti 1.540 747 643 502 463 394 358 279 161 156 143 116 80 53 43 15 12 12 / / / Fonte: Elaborazione su dati Sisac Riduzione % 2024-2019 -10% -11,1% -12,3% -7,6% -10,6% -15,5% -15,8% -26,3% -4,2% -14,7% -40,3% -15,1% 2,4% -1,5% -20,2% -9,3% -20% -17,6% -17,2% -9,4% -14,7% num. Medio assistiti 1.533 1.526 1.425 1.420 1.407 1.413 1.314 1.331 1.406 1.473 1.384 1.345 1.525 1.388 1.242 1.432 1.216 1.223 1.153 1.154 1.177 Image: -tit_org- Medici di famiglia, sempre di meno -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033103158906451.PDF §---§ title§§ Fascicolo elettronico ritardi nel Sannio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101650604628.PDF description§§

Estratto da pag. 25 di "MATTINO BENEVENTO" del 31 Mar 2026

»Da oggi l'entrata in funzione in tutta Italia »»Si tratta di uno strumento che tutela i pazienti ma nel beneventano progetto non decollato trasformando la gestione in un processo digitale

pubDate§§ 2026-03-31T02:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101650604628.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101650604628.PDF', 'title': 'MATTINO BENEVENTO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101650604628.PDF tp:ocr§§ I temi del territorio Fascicolo elettronico ritardi nel Sannio Da oggi l’entrata in funzione in tutta Italia `Si tratta di uno strumento che tutela i pazienti ma nel beneventano progetto non decollato trasformando la gestione in un processo digitale ` LA SANITÀ/1 Luella De Ciampis Si conclude oggi la fase 3 del Pnrr con l’entrata in funzione del Fascicolo sanitario elettronico, rendendolo pienamente operativo in tutta Italia. Ora, le strutture sanitarie pubbliche e private, anche se non convenzionate, hanno l’obbligo di alimentare il fascicolo con referti e documenti entro 5 giorni dalla prestazione, digitalizzando la storia clinica del paziente. Nel Sannio, il progetto non è propriamente decollato perché, in molte strutture, in base a quanto riferiscono gli utenti, fino ai giorni scorsi, l’uso del fascicolo sanitatario elettronico non era stato attivato. Fino a qualche mese fa, secondo le stime della fondazione Gimbe, il consenso informato sul territorio provinciale, non arrivava al 5%. LE PROSPETTIVE Adesso bisogna capire cosa accadrà nei prossimi giorni per avere il quadro preciso della situazione, anche perché, da questo momento in poi, sono previste sanzioni per i centri privati che non si adegueranno, con l'obiettivo di avere almeno il 90% dei documenti clinici caricati. Il cittadino può accedere alla piattaforma tramite lo Spid al fascicolo, mentre l'indice dei documenti viene rimosso 30 anni dopo il decesso dell'assistito. Lo scopo è soprattutto quello di tutelare l'utenza e di rendere cristallino il sistema di controllo delle prestazioni eseguite, attraverso una certificazione puntuale e inoppugnabile delle indagini e delle visite realmente erogate. Il profilo sanitario sintetico, che riguarda lo storico del paziente, deve essere caricato dai medici di famiglia e dai pediatri di libera scelta, mentre le prestazioni eseguite e i referti delle visite ambulatoriali e ospedaliere devono essere inseriti dalle strutture che li erogano. Secondo l’ultimo monitoraggio ufficiale dell’Istituto superiore della Sanità, solo un italiano su quattro lo usa e meno della metà ha già concesso il consenso all’accesso al personale sanitario. Non è stata effettuata al riguardo una campagna informativa adeguata in grado di rendere edotti gli utenti sulla validità e sull’importanza del progetto, né c’è stata un’accettazione in massa da parte delle strutture deputate all'inserimento del fascicolo in piattaforma. LO STRUMENTO Ma quali sono le principali motivazioni che hanno portato alla creazione del Fascicolo sanitario elettronico? Si tratta di uno strumento che tutela i pazienti, trasformando la gestione della salute in un processo digitale, sicuro e accessibile, garantendo che la storia clinica sia sempre disponibile e protetta. I principali benefici in termini di tutela riguardano la continuità delle cure, la rapidità di accesso alle informazioni e la sicurezza dei dati. Permette ai medici e agli operatori sanitari di accedere rapidamente allo storico clinico del paziente, quali referti, lettere di dimissione, profili sanitari sintetici, di fondamentale importanza per decisioni mediche più tempestive e accurate, specialmente in situazioni di emergenza. Ogni utente ha la propria storia sanitaria sempre a disposizione, ovunque si trovi e in qualsiasi momento, eliminando il rischio di smarrire documenti cartacei e facilitando l’accesso alle informazioni anche fuori dalla propria regione. Inoltre, il sistema prevede che il cittadino possa gestire l’accesso ai propri dati sensibili, garantendo che il personale sanitario possa visualizzarli solo previo consenso o in casi di emergenza specifica. La contestuale introduzione del patient summary, che contiene il profilo sanitario sintetico, redatto dal medico di Medicina generale, consente di riassumere la storia clinica del paziente, per patologie, terapie, allergie, offrendo uno strumento essenziale per la tutela della salute. Si tratta infatti, di una possibilità a portata di un semplice click per medici e infermieri, che non può assolutamente essere preclusa. © RIPRODU ZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Luella De Ciampis Heading: Highlight: OGNI PAZIENTE AVRÀ LA PROPRIA STORIA A DISPOSIZIONE A PORTATA DI CLIC A PRESCINDERE DA DOVE SI TROVI Image: -tit_org- Fascicolo elettronico ritardi nel Sannio -sec_org- tp:writer§§ Luella De Ciampis guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101650604628.PDF §---§ title§§ Rimborsato il farmaco per smettere di fumare link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795205230.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "DOMANI" del 31 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-31T03:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795205230.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795205230.PDF', 'title': 'DOMANI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795205230.PDF tp:ocr§§ Servizio sanitario nazionale Rimborsato il farmaco per smettere di fumare Il farmaco Recigar da oggi potrà essere rimborsato dal Ssn per aiutare a smettere di furnare chi ha una dipendenza. L'assunzione del Recigar riduce il piacere associato al fumo e attenua i sintomi dell'astinenza. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Rimborsato il farmaco per smettere di fumare -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795205230.PDF §---§ title§§ Fascicolo sanitario: da oggi è a regime link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795305231.PDF description§§

Estratto da pag. 33 di "SOLE 24 ORE" del 31 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-31T03:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795305231.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795305231.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795305231.PDF tp:ocr§§ sanità digitale Fascicolo sanitario: da oggi è a regime Da oggi il fascicolo sanitario elettronico finanziato anche con i fondi del Pnrr entra pienamente a regime. Regioni e strutture sanitarie (pubbliche e private) dovranno caricare tutti i documenti previsti dalla legge: referti, verbali pronto soccorso, lettere di dimissione, profilo sanitario sintetico, prescrizioni specialistiche e farmaceutiche, cartelle cliniche, erogazione di farmaci, esenzioni, lettere di invito per gli screening, ecc. Per le strutture - pubbliche e private scatta l'obbligo di rispettare stringenti criteri tecnologici (per esempio in merito alla tutela della privacy), ma anche di aggiornamento tempestivo dei dati (entro 5 giorni) dopo l'esecuzione di esami o visite. I sistemi dovranno adeguarsi al Fascicolo sanitario 2.0, in termini di caratteristiche tecniche, interoperabilità e accesso di sanitari e pazienti. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Fascicolo sanitario: da oggi è a regime -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795305231.PDF §---§ title§§ «Priorità sanità territoriale» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795805232.PDF description§§

Estratto da pag. 33 di "SOLE 24 ORE" del 31 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-31T03:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795805232.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795805232.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795805232.PDF tp:ocr§§ «prioritÀ sanità territoriale» Dopo l’uscita dal piano di rientro «dobbiamo lavorare seriamente sulla sanità, scrivere il piano ospedaliero della Regione Campania, lavorare sulla sanità territoriale, sulle case di comunità, gli ospedali di comunità, sulla telemedicina, lavorare sulla rete di emergenza urgenza», così ieri il governatore della Campania Roberto Fico ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:« D « s d -tit_org- «Priorità sanità territoriale» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795805232.PDF §---§ title§§ Pnrr, i nuovi Ospedali di comunità concentrati in quattro Regioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795705235.PDF description§§

Estratto da pag. 33 di "SOLE 24 ORE" del 31 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-31T03:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795705235.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795705235.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795705235.PDF tp:ocr§§ Pnrr, i nuovi Ospedali di comunità concentrati in quattro Regioni La fotografia. Attive 163 strutture destinate a malati fragili e cronici, di cui 118 in Veneto, Lombardia, Emilia e Toscana. Solo 23 quelle aperte in tutto il Sud L a grande scommessa di una Sanità più vicina ai cittadini promessa dagli investimenti del Pnrr rischia di fare più di un mezzo flop, almeno in buona parte d'Italia e in particolare al Sud. Non solo le più “note” Case di comunità - i maxi ambulatori che dovrebbero sfoltire i pronto soccorso e fare prevenzione - sono in ritardo e concentrate al Centro Nord, ma anche i nuovissimi Ospedali di comunità arrancano e sono in gran parte attivi in un drappello di Regioni. Queste nuove strutture finanziate con un miliardo e immaginate per ospitare quei pazienti, spesso anziani cronici e fragili, che hanno bisogno di cure specifiche che a casa non possono ricevere ma senza bisogno di ricorrere all'assistenza ad alta intensità degli ospedali tradizionali sono infatti per circa tre quarti distribuite in sole quattro Regioni e cioè Veneto, Lombardia, Emilia e Toscana dove - secondo l'ultimo monitoraggio dell'Agenas (l'Agenzia per i servizi sanitari regionali) - si registrano 118 aperture delle 163 complessive certificate a dicembre 2025 per un totale di quasi 3mila posti letto. In particolare se ne contanto ben 47 in Veneto, 30 in Lombardia, 17 in Toscana e 24 in Emilia Romagna che da sola ha già aperto un Ospedale di comunità in più di quanto hanno fatto tutte le Regioni meridionali insieme che a dicembre scorso ne avevano attivate complessivamente solo 23. Quattro le Regioni con zero strutture: Marche (proprio ieri è stato in realtà aperto il primo), Basilicata, Valle d'Aosta e Bolzano. Il rischio quindi che all’appuntamento di giugno prossimo - quello fissato come scadenza dall'Europa per i progetti da finanziare con i fondi del Pnrr - si arrivi con la solita coperta corta e con tante differenze regionali, come già accade per la Sanità di tutti i giorni, è più che concreto. Secondo i programmi regionali sono ben 594 gli Ospedali di comunità in cantiere, ma quelli da aprire per rispettare il target minimo dell'Europa la prossima estate sono 307. Un risultato, questo, ancora raggiungibile a livello nazionale per non correre il rischio di perdere i finanziamenti europei se come prevedibile ci sarà un rush finale in questi mesi, ma con l'altro risultato quasi scontato che un bel pezzo d'Italia - a partire dal Sud - resterà sprovvisto chissà per quanto tempo di queste nuove strutture sanitarie che poggiano in particolare sull'assistenza infermieristica 24 ore al giorno, ma con la presenza anche di almeno un medico per circa 4,5 ore al giorno sei giorni su sette. Al momento secondo l’ultimo monitoraggio tutti e 163 gli Ospedali di comunità già attivi garantiscono la presenza degli infermieri tutto il giorno per sette giorni su sette, mentre sono 133 quelli che hanno anche la presenza minima del medico e infine solo 61 Ospedali di comunità assicurano anche la presenza di ambienti protetti con posti letto dedicati a pazienti con demenza o disturbi comportamentali. Ma qual è l'identikit dell'Ospedale di comunità? Secondo la definizione dell'Agenas sono «strutture intermedie tra l'assistenza domiciliare e l'ospedale e hanno l'obiettivo di evitare ricoveri inappropriati supportando al meglio il processo di dimissione dalle strutture di ricovero, garantendo assistenza a pazienti con condizioni complesse». In media l’ospedale di comunità ha circa 15-20 posti letto fino ad un massimo di 40. Il ricovero deve avere una durata massima di 30 giorni e «solo in casi eccezionali, motivati dalla presenza di situazioni cliniche non risolte, la degenza potrà prolungarsi ulteriormente». All'interno di questi Ospedali di comunità possono essere ammesse solo alcune tipologie di pazienti e cioè «tendenzialmente soggetti appartenenti alle categorie fragili della popolazione, che pur avendo un inquadramento diagnostico già esaurito, un programma terapeutico già definito e un quadro clinico nel complesso stabilizzato, han no ancora bisogno di sorveglianza clinica o dell'erogazione di prestazioni infermieristiche, ma con una valutazione prognostica di risoluzione a breve termine», antro appunto 30 giorni. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marzio Bartoloni Heading: Highlight: Il target europeo minimo è di 307 strutture entro giugno, il rischio è quello di ritrovarsi con grandi divari tra le Regioni Image:Il ritardo sulle nuove strutture sanitarie La fotografia delle strutture attive e dei posti letto disponibili a dicembre 2025. Target minimo Pnrr: 307 strutture attive a giugno 2026 OSPEDALI DI COMUNITÀ ATTIVI 0 Veneto 47 Lombardia 30 Emilia Romagna 24 Toscana 17 Umbria 8 Puglia 7 Abruzzo 6 Friuli V. G. 5 Sicilia 4 Lazio 3 P. A. Trento 3 Sardegna 2 Liguria 2 Molise 2 Campania 1 Piemonte 1 Calabria 1 Marche 0 Basilicata 0 P. A. Bolzano 0 Valle d’Aosta 0 ITALIA 163 Fonte: Report Agenas marzo 2026 20 40 60 PREVISTI 80 POSTI LETTO ATTIVI 73 972 66 444 52 377 37 379 16 156 49 92 15 103 14 124 46 48 42 45 4 43 33 30 11 29 2 35 51 10 30 24 20 10 21 0 5 0 5 0 2 0 594 2.921 -tit_org- Pnrr, i nuovi Ospedali di comunità concentrati in quattro Regioni -sec_org- tp:writer§§ Marzio Bartoloni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795705235.PDF §---§ title§§ Sanità, la lista della spesa nel bilanci di Asl e ospedali Deficit di quasi 900 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795605234.PDF description§§

Estratto da pag. 30 di "STAMPA" del 31 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-31T03:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795605234.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795605234.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795605234.PDF tp:ocr§§ I numeri del rendiconto previsionale 2026. Le opposizioni: “La Regione naviga a vista” Sanità, la lista della spesa nei bilanci di Asl e ospedali Deficit di quasi 900 milioni LA POLEMICA ALESSANDRO MONDO I bilanci preventivi sono sempre ipertrofici rispetto a quelli consuntivi, ha ricordato in Commissione Sanità l’assessore Federico Riboldi: vanno sgrossati e integrati con entrate previste ma non ancora arrivate. «L’attuale disavanzo per il 2026 non tiene ancora conto delle risorse derivanti dal nuovo riparto del Fondo sanitario nazionale, che dovrebbero ammontare a 450 milioni e che andranno contabilizzate tra i ricavi, né di eventuali premialità riferite all’esercizio 2026, che potranno concorrere in misura significativa a riequilibrare i conti», ha aggiunto. Vero. Anche così, - 879 milioni sono una cifra da far tremare i polsi. Il condizionale (dovrebbero) riferito alle risorse non ancora arrivate inquieta. E «in misura significativa” non significa la copertura totale. Ecco perchè hanno ragione anche i partiti di opposizione in Consiglio nel chiedere garanzie su un tema sempre e comunque delicato: così delicato che l’assessore non ha partecipato alla giunta, resa speciale dal “caso Chiorino”, per presentarsi in commissione. Più in generale, è vero che anche quest’anno la Sanità piemontese, che di piani di rientro ne sa qualcosa, non verrà commissariata dai ministeri competenti (Salute, Economia e Finanze). Ma è altrettanto vero che, al netto di tutti gli sfrondamenti e i risparmi possibili - mercoledì il primo incontro al Grattacielo Piemonte con i manager - la Regione dovrà ripianare il disavanzo residuo, al solito. Come?, è la domanda. Sforbiciando altri capitoli di spesa (cultura, trasporti) o tagliando i servizi? L’assessore nega recisamente la seconda ipotesi, e rilancia. «Il disavanzo previsionale iniziale del 2025 era di circa 901,7 milioni e si chiuso a 203, nonostante un aumento importante delle prestazioni, che hanno superato addirittura il numero di quelle erogate pre Covid». E ancora: «Si conferma una precisa scelta politica, non tagliare i servizi ma investire sulla qualità, sull’appropriatezza clinico-organizzativa, sul personale e sull’eliminazione della spesa improduttiva». Una voce, quest’ultima, che si presta a mille interpretazioni. E’ improduttiva la spesa per la sostituzione dei componenti dei robot chirurgici, così come la loro manutenzione, che ora le Asl/ospedali non possono più prendere in comodato su disposizione della Regione? Trasparenza e concorrenza, certo, ma alla base dello stop anche i costi per la Sanità pubblica. Un esempio tra i molti possibili. Dove finiscono i “desiderata” dei direttori generali, che nei bilanci previsionali inseriscono di tutto un po’ in vista della“limatura” da parte dell’assessorato (della serie: chiedo 150 sapendo che otterrò 90), e dove cominciano le spese imprescindibili? Tra le minoranze regnano gli interrogativi. «Quest’anno ci sarà un aumento inflattivo che non è stato considerato - spiega Valle, Pd -. Né sono stati forniti elementi sulle operazioni di risparmio, le stesse genericamente declamate l'anno scorso. Se si razioinalizza sugli immobili, quali saranno venduti e quali affitti saranno lasciati? Se ci sarà una nuova logistica efficiente del farmaco, quando partirà e in cosa consisterà? E soprattutto quanto faranno risparmiare queste operazioni?». Dello stesso avviso Avs (Ravinale, Cera, Marro): «Assurdo che la Regione porti come risultato positivo il fatto di aver sforato, nel 2025, di "soli" 200 milioni, o siamo ancora in attesa di capire con quali risorse verranno coperti. Nè va dimenticato che da quella somma a consuntivo manca ancora il rosso di Città della Salute, ancora da chiudere il bilancio 2024». nallo, Italia Viva: «Non possiamo affidarci ogni anno ai trasferimenti dell'ultimo minuto per raggiungere il pareggio. Serve una visione politica per invertire la tendenza». Disabato, M5s: «Si continua a parlare di risorse attese dallo Stato, non quantificabili, e di generiche operazioni di risparmio mai dettagliate. D omande che restano senza risposta per una sanità in piena sofferenza». — ---End text--- Author: ALESSANDRO MONDO Heading: Highlight: L’assessorato conta di ridurre l’ammanco con 450 milioni attesi da Roma ma in Asl e ospedali è già scattata la corsa ai risparmi Image:FEDERICO RIBOLDI ASSESSORE SANITÀ “ La perdita finale sarà più contenuta Servizi garantiti e non torneremo in piano di rientro LE PREVISIONI PER IL 2026 Valori espressi in migliaia di euro 152.592,99 ASL Città di Torino ASL Torino 3 ASL Torino 4 29.844,94 49.975,95 Ospedale Regina Margherita ASL Vercelli 39.835,70 Azienda Zero ASL Biella 35.254,24 ASL Verbano-Cusio-Ossola 57.959,14 ASL Cuneo 1 37.672,26 ASL Cuneo 2 43.573,03 ASL Asti ASL Alessandria Osp. S. Luigi Gonzaga 129.970,80 Città della Salute Torino 34.658,37 52.531,98 27.506,66 Osp. Mauriziano Torino ASL Torino 5 ASL Novara 9.997,05 Osp. S. Antonio BIagio/Arrigo 0 20.530,06 In crescita la domanda di prestazioni TOTALE AGGREGATO AZIENDE 879.329,02 32.379,42 53.793,42 12.367,90 Osp. Maggiore della Carità 27.979,45 Osp. S. Croce e Carle 30.905,66 Withub Ogni Asl deve fare i conti con entrate e uscite -tit_org- Sanità, la lista della spesa nel bilanci di Asl e ospedali Deficit di quasi 900 milioni -sec_org- tp:writer§§ ALESSANDRO MONDO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795605234.PDF §---§