title§§ I medici di famiglia sono sempre di meno = Medici di famiglia, sempre di meno link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033103158706445.PDF description§§
Estratto da pag. 78 di "GIORNALE DI CARATE" del 31 Mar 2026
Il dato peggiore in Lombardia: nella regione più popolosa mancano all ' appello oltre 1.500 dottori. Nel 2028 il ricambio generazionale risolverà la situazione
pubDate§§ 2026-03-31T04:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033103158706445.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033103158706445.PDF', 'title': 'GIORNALE DI CARATE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033103158706445.PDF tp:ocr§§ SANITÀ I medici di famiglia sono sempre di meno Medici di famiglia, sempre di meno Il dato peggiore in Lombardia: nella regione più popolosa mancano all’appello oltre 1.500 dottori. Nel 2028 il ricambio generazionale risolverà la situazione l a pagina 6 Il problema della carenza dei medici di famiglia è destinato a crescere. Almeno fino al 2028, quando ci sarà un ricambio generazionale serio. Secondo l’ultimo report della fondazione Gimbe, infatti, tra i territori del Nordovest è solamente la Liguria ad avere un numero di assistiti (1.345) inferiore alla media nazionale (1.383). Al 1° gennaio 2025 è la Lombardia ad avere il primato nazionale, con 1.533 assistiti da ogni medico di famiglia. Le altre regioni del Nordovest sono comunque sopra la media nazionale: il Piemonte è a 1.407 assistiti, mentre la Valle d’Aosta a 1.432. Secondo i dati raccolti dalla struttura interregionale dei sanitari convenzionati (Sisac) in tutta Italia all’inizio del 2025 i medici di famiglia erano 36.812, con un numero di assistiti totale pari a oltre 50,9 milioni di persone. La situazione è in continuo peggioramento: a mancare all’appello, su tutto il territorio nazionale, sono infatti ben 5.700 medici di medicina generale, con problematiche serie in 18 regioni su 20 (soprattutto in quelle più popolose, come si è visto con il record lombardo). In 5 anni, tra il 2019 e il 2024, non solo non è aumentato il numero dei MMG, ma è diminuito di 5.197 unità. In Lombardia la variazione è stata del -10%, in Piemonte del -10,6% e in Liguria del -15,1% (su una media nazionale di -14,1%). In un contesto come il nostro, dove nel 2025 gli over 65 sono quasi 14,6 milioni, dei quali almeno la metà con due o più malattie croniche, il calo dei medici è stata la tempesta perfetta. Ogni persona iscritta al servizio sanitario nazionale, infatti, ha diritto a essere seguito da un medico di medicina generale, che è il principale punto di accesso ai servizi specifici e alle prestazioni che compongono i livelli essenziali di assistenza. L’accordo collettivo nazionale fissa in 1.500 il numero massimo di assistiti che ogni medico può avere, estendibile a 1.800. Per individuare le zone carenti questi parametri sono stati modificati: il rapporto era un medico ogni 1.000 residenti, e il nuovo accordo collettivo nazionale (sottoscritto nel gennaio 2026) ha portato questo dato a 1.200, innalzamento già definito nel 2024. Il peso dei pensionamenti Tra il 2025 e il 2028 sono 8.180 i medici di medicina generale che hanno raggiunto o raggiungeranno il limite d’età fissato per la pensione, secondo i dati forniti dalla Fimmg. Limite che è posto a 70 anni, salvo deroghe particolari. Anche in questo caso ci sono forti differenze regionali: rimanendo nei confini del Nordovest il dato più alto è sempre quello lombardo. Sono infatti 929 i professionisti lombardi che fanno parte di questa platea. In Piemonte sono la metà, 433, mentre in Liguria si dimezza di nuovo, arrivando a 215. La Valle d’Aosta è al polo opposto, con solamente 10 dottori che entro il 2028 raggiungeranno l’età per il pensionamento. Al 1° gennaio 2025 la stima dei medici mancanti per regione vede in testa la Lombardia con 1.540, seguita dal Piemonte con 463 professionisti. In Liguria la stima conta che all’appello mancano 116 medici perché l’emergenza possa dirsi conclusa e la situazione normalizzata. Le borse di studio, un rimedio tardivo L’emergenza della carenza di medici non la si è vista arrivare. Contestualmente alle previsioni dei pensionamenti, infatti, c’era il problema della scarsa scelta del corso di studi in questo ambito. Dal 2014 al 2017 le borse di studio ministeriali per sostenere la formazione specifica sono rimaste 1.000 all’anno. Non è stato sufficiente a compensare i pensionamenti, per cui nel 2021 il numero è aumentato a 4.362, grazie alla sovrapposizione di due finanziamenti straordinari. Dal 2022 le borse di studio sono tornate a diminuire, arrivando a 2.228 nel 2025. Secondo la FIMMG, nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale sono stati superiori ai posti disponibili: 2. 810 candidati per 2.228 borse, con un differenziale di 582 candidati (+26,1%). Tuttavia in alcune regioni è stata molto evidente la mancata presentazione di candidati in rapporto ai posti disponibili, tra cui il Piemonte (-29%). «Questa spia rossa – commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – è accesa da anni in diverse Regioni e oggi è sempre più evidente. Da un lato segnala il progressivo calo di attrattività della professione di medico di famiglia; dall’altro mette in luce criticità particolarmente gravi in alcune Regioni dove la carenza di MMG già rilevante rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni». «Oggi – conclude Cartabellotta – i dati documentano che il problema si è spostato dalla mancata programmazione alla scarsa attrattività della professione di MMG, soprattutto nelle grandi Regioni del Nord, dove i giovani medici tendono ad orientarsi verso opportunità professionali più vantaggiose. Tenendo conto di queste dinamiche, è certo che al 2028 le nuove leve non riusciranno a compensare le carenze attuali e i pensionamenti attesi. E mentre si avvicina la scadenza del 30 giugno 2026, alla quale si guardava con fiducia per attuare la riforma dell’assistenza territoriale, il ruolo del medico di famiglia non è ancora stato definito con chiarezza e si moltiplicano, in modo disordinato, le norme che dovrebbero ridisegnarlo. Nella vita quotidiana, intanto, cresce il numero di persone senza medico di famiglia: una condizione che ostacola l’accesso al SSN, riduce la qualità dell’assistenza territoriale e aumenta i rischi per la salute, soprattutto di anziani e persone fragili». l Alessandro Zonca ---End text--- Author: Alessandro Zonca Heading: Highlight: Image:MEDICI DI FAMIGLIA (MMG) MANCANTI NELLE REGIONI, 2025 Regione Lombardia Veneto Campania Emilia Romagna Piemonte Toscana Lazio Puglia Marche Friuli Venezia Giulia Sardegna Liguria P.A. Bolzano P.A. Trento Calabria Valle d’Aosta Abruzzo Umbria Basilicata Molise Sicilia MMG mancanti 1.540 747 643 502 463 394 358 279 161 156 143 116 80 53 43 15 12 12 / / / Fonte: Elaborazione su dati Sisac Riduzione % 2024-2019 -10% -11,1% -12,3% -7,6% -10,6% -15,5% -15,8% -26,3% -4,2% -14,7% -40,3% -15,1% 2,4% -1,5% -20,2% -9,3% -20% -17,6% -17,2% -9,4% -14,7% num. Medio assistiti 1.533 1.526 1.425 1.420 1.407 1.413 1.314 1.331 1.406 1.473 1.384 1.345 1.525 1.388 1.242 1.432 1.216 1.223 1.153 1.154 1.177 -tit_org- I medici di famiglia sono sempre di meno Medici di famiglia, sempre di meno -sec_org- tp:writer§§ Alessandro Zonca guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033103158706445.PDF §---§ title§§ Medici di famiglia, sempre di meno link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033103158906451.PDF description§§
Estratto da pag. 54 di "GIORNALE DI MONZA" del 31 Mar 2026
Il dato peggiore in Lombardia: nella regione più popolosa mancano all ' appello oltre 1.500 dottori. Nel 2028 il ricambio generazionale risolverà la situazione
pubDate§§ 2026-03-31T04:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033103158906451.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033103158906451.PDF', 'title': 'GIORNALE DI MONZA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033103158906451.PDF tp:ocr§§ Medici di famiglia, sempre di meno Il dato peggiore in Lombardia: nella regione più popolosa mancano all’appello oltre 1.500 dottori. Nel 2028 il ricambio generazionale risolverà la situazione Il problema della carenza dei medici di famiglia è destinato a crescere. Almeno fino al 2028, quando ci sarà un ricambio generazionale serio. Secondo l’ultimo report della fondazione Gimbe, infatti, tra i territori del Nordovest è solamente la Liguria ad avere un numero di assistiti (1.345) inferiore alla media nazionale (1.383). Al 1° gennaio 2025 è la Lombardia ad avere il primato nazionale, con 1.533 assistiti da ogni medico di famiglia. Le altre regioni del Nordovest sono comunque sopra la media nazionale: il Piemonte è a 1.407 assistiti, mentre la Valle d’Aosta a 1.432. Secondo i dati raccolti dalla struttura interregionale dei sanitari convenzionati (Sisac) in tutta Italia all’inizio del 2025 i medici di famiglia erano 36.812, con un numero di assistiti totale pari a oltre 50,9 milioni di persone. La situazione è in continuo peggioramento: a mancare all’appello, su tutto il territorio nazionale, sono infatti ben 5.700 medici di medicina generale, con problematiche serie in 18 regioni su 20 (soprattutto in quelle più popolose, come si è visto con il record lombardo). In 5 anni, tra il 2019 e il 2024, non solo non è aumentato il numero dei MMG, ma è diminuito di 5.197 unità. In Lombardia la variazione è stata del -10%, in Piemonte del -10,6% e in Liguria del -15,1% (su una media nazionale di -14,1%). In un contesto come il nostro, dove nel 2025 gli over 65 sono quasi 14,6 milioni, dei quali almeno la metà con due o più malattie croniche, il calo dei medici è stata la tempesta perfetta. Ogni persona iscritta al servizio sanitario nazionale, infatti, ha diritto a essere seguito da un medico di medicina generale, che è il principale punto di accesso ai servizi specifici e alle prestazioni che compongono i livelli essenziali di assistenza. L’accordo collettivo nazionale fissa in 1.500 il numero massimo di assistiti che ogni medico può avere, estendibile a 1.800. Per individuare le zone carenti questi parametri sono stati modificati: il rapporto era un medico ogni 1.000 residenti, e il nuovo accordo collettivo nazionale (sottoscritto nel gennaio 2026) ha portato questo dato a 1.200, innalzamento già definito nel 2024. Il peso dei pensionamenti Tra il 2025 e il 2028 sono 8.180 i medici di medicina generale che hanno raggiunto o raggiungeranno il limite d’età fissato per la pensione, secondo i dati forniti dalla Fimmg. Limite che è posto a 70 anni, salvo deroghe particolari. Anche in questo caso ci sono forti differenze regionali: rimanendo nei confini del Nordovest il dato più alto è sempre quello lombardo. Sono infatti 929 i professionisti lombardi che fanno parte di questa platea. In Piemonte sono la metà, 433, mentre in Liguria si dimezza di nuovo, arrivando a 215. La Valle d’Aosta è al polo opposto, con solamente 10 dottori che entro il 2028 raggiungeranno l’età per il pensionamento. Al 1° gennaio 2025 la stima dei medici mancanti per regione vede in testa la Lombardia con 1.540, seguita dal Piemonte con 463 professionisti. In Liguria la stima conta che all’appello mancano 116 medici perché l’emergenza possa dirsi conclusa e la situazione normalizzata. Le borse di studio, un rimedio tardivo L’emergenza della carenza di medici non la si è vista arrivare. Contestualmente alle previsioni dei pensionamenti, infatti, c’era il problema della scarsa scelta del corso di studi in questo ambito. Dal 2014 al 2017 le borse di studio ministeriali per sostenere la formazione specifica sono rimaste 1.000 all’anno. Non è stato sufficiente a compensare i pensionamenti, per cui nel 2021 il numero è aumentato a 4.362, grazie alla sovrapposizione di due finanziamenti straordinari. Dal 2022 le borse di studio sono tornate a diminuire, arrivando a 2.228 nel 2025. Secondo la FIMMG, nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale sono stati superiori ai posti disponibili: 2.810 candidati per 2.228 borse, con un differenziale di 582 candid ati (+26,1%). Tuttavia in alcune regioni è stata molto evidente la mancata presentazione di candidati in rapporto ai posti disponibili, tra cui il Piemonte (-29%). «Questa spia rossa – commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – è accesa da anni in diverse Regioni e oggi è sempre più evidente. Da un lato segnala il progressivo calo di attrattività della professione di medico di famiglia; dall’altro mette in luce criticità particolarmente gravi in alcune Regioni dove la carenza di MMG già rilevante rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni». «Oggi – conclude Cartabellotta – i dati documentano che il problema si è spostato dalla mancata programmazione alla scarsa attrattività della professione di MMG, soprattutto nelle grandi Regioni del Nord, dove i giovani medici tendono ad orientarsi verso opportunità professionali più vantaggiose. Tenendo conto di queste dinamiche, è certo che al 2028 le nuove leve non riusciranno a compensare le carenze attuali e i pensionamenti attesi. E mentre si avvicina la scadenza del 30 giugno 2026, alla quale si guardava con fiducia per attuare la riforma dell’assistenza territoriale, il ruolo del medico di famiglia non è ancora stato definito con chiarezza e si moltiplicano, in modo disordinato, le norme che dovrebbero ridisegnarlo. Nella vita quotidiana, intanto, cresce il numero di persone senza medico di famiglia: una condizione che ostacola l’accesso al SSN, riduce la qualità dell’assistenza territoriale e aumenta i rischi per la salute, soprattutto di anziani e persone fragili». l Alessandro Zonca ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: MEDICI DI FAMIGLIA (MMG) MANCANTI NELLE REGIONI, 2025 Regione Lombardia Veneto Campania Emilia Romagna Piemonte Toscana Lazio Puglia Marche Friuli Venezia Giulia Sardegna Liguria P.A. Bolzano P.A. 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Estratto da pag. 25 di "MATTINO BENEVENTO" del 31 Mar 2026
»Da oggi l'entrata in funzione in tutta Italia »»Si tratta di uno strumento che tutela i pazienti ma nel beneventano progetto non decollato trasformando la gestione in un processo digitale
pubDate§§ 2026-03-31T02:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101650604628.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101650604628.PDF', 'title': 'MATTINO BENEVENTO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101650604628.PDF tp:ocr§§ I temi del territorio Fascicolo elettronico ritardi nel Sannio Da oggi l’entrata in funzione in tutta Italia `Si tratta di uno strumento che tutela i pazienti ma nel beneventano progetto non decollato trasformando la gestione in un processo digitale ` LA SANITÀ/1 Luella De Ciampis Si conclude oggi la fase 3 del Pnrr con l’entrata in funzione del Fascicolo sanitario elettronico, rendendolo pienamente operativo in tutta Italia. Ora, le strutture sanitarie pubbliche e private, anche se non convenzionate, hanno l’obbligo di alimentare il fascicolo con referti e documenti entro 5 giorni dalla prestazione, digitalizzando la storia clinica del paziente. Nel Sannio, il progetto non è propriamente decollato perché, in molte strutture, in base a quanto riferiscono gli utenti, fino ai giorni scorsi, l’uso del fascicolo sanitatario elettronico non era stato attivato. Fino a qualche mese fa, secondo le stime della fondazione Gimbe, il consenso informato sul territorio provinciale, non arrivava al 5%. LE PROSPETTIVE Adesso bisogna capire cosa accadrà nei prossimi giorni per avere il quadro preciso della situazione, anche perché, da questo momento in poi, sono previste sanzioni per i centri privati che non si adegueranno, con l'obiettivo di avere almeno il 90% dei documenti clinici caricati. Il cittadino può accedere alla piattaforma tramite lo Spid al fascicolo, mentre l'indice dei documenti viene rimosso 30 anni dopo il decesso dell'assistito. Lo scopo è soprattutto quello di tutelare l'utenza e di rendere cristallino il sistema di controllo delle prestazioni eseguite, attraverso una certificazione puntuale e inoppugnabile delle indagini e delle visite realmente erogate. Il profilo sanitario sintetico, che riguarda lo storico del paziente, deve essere caricato dai medici di famiglia e dai pediatri di libera scelta, mentre le prestazioni eseguite e i referti delle visite ambulatoriali e ospedaliere devono essere inseriti dalle strutture che li erogano. Secondo l’ultimo monitoraggio ufficiale dell’Istituto superiore della Sanità, solo un italiano su quattro lo usa e meno della metà ha già concesso il consenso all’accesso al personale sanitario. Non è stata effettuata al riguardo una campagna informativa adeguata in grado di rendere edotti gli utenti sulla validità e sull’importanza del progetto, né c’è stata un’accettazione in massa da parte delle strutture deputate all'inserimento del fascicolo in piattaforma. LO STRUMENTO Ma quali sono le principali motivazioni che hanno portato alla creazione del Fascicolo sanitario elettronico? Si tratta di uno strumento che tutela i pazienti, trasformando la gestione della salute in un processo digitale, sicuro e accessibile, garantendo che la storia clinica sia sempre disponibile e protetta. I principali benefici in termini di tutela riguardano la continuità delle cure, la rapidità di accesso alle informazioni e la sicurezza dei dati. Permette ai medici e agli operatori sanitari di accedere rapidamente allo storico clinico del paziente, quali referti, lettere di dimissione, profili sanitari sintetici, di fondamentale importanza per decisioni mediche più tempestive e accurate, specialmente in situazioni di emergenza. Ogni utente ha la propria storia sanitaria sempre a disposizione, ovunque si trovi e in qualsiasi momento, eliminando il rischio di smarrire documenti cartacei e facilitando l’accesso alle informazioni anche fuori dalla propria regione. Inoltre, il sistema prevede che il cittadino possa gestire l’accesso ai propri dati sensibili, garantendo che il personale sanitario possa visualizzarli solo previo consenso o in casi di emergenza specifica. La contestuale introduzione del patient summary, che contiene il profilo sanitario sintetico, redatto dal medico di Medicina generale, consente di riassumere la storia clinica del paziente, per patologie, terapie, allergie, offrendo uno strumento essenziale per la tutela della salute. Si tratta infatti, di una possibilità a portata di un semplice click per medici e infermieri, che non può assolutamente essere preclusa. © RIPRODU ZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Luella De Ciampis Heading: Highlight: OGNI PAZIENTE AVRÀ LA PROPRIA STORIA A DISPOSIZIONE A PORTATA DI CLIC A PRESCINDERE DA DOVE SI TROVI Image: -tit_org- Fascicolo elettronico ritardi nel Sannio -sec_org- tp:writer§§ Luella De Ciampis guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101650604628.PDF §---§ title§§ Rimborsato il farmaco per smettere di fumare link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/31/2026033101795205230.PDF description§§
Estratto da pag. 10 di "DOMANI" del 31 Mar 2026
Estratto da pag. 33 di "SOLE 24 ORE" del 31 Mar 2026
Estratto da pag. 33 di "SOLE 24 ORE" del 31 Mar 2026