title§§ Carenza medici di base, una crisi che tocca tutti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901808105361.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "PONTE" del 29 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-29T06:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901808105361.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901808105361.PDF', 'title': 'PONTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901808105361.PDF tp:ocr§§ Carenza medici di base, una crisi che tocca tutti Un allarme che suona ormai da anni, per una professione sempre meno attrattiva e con difficoltà di ricambio generazionale. A Rimini, secondo le stime, sono 95 i professionisti mancanti. Ma la crisi è generale. Uno studio della Fondazione GIMBE indaga cause e possibili soluzioni A llarme medici? Proprio in queste settimane è tornato d’attualità un tema che gli addetti ai lavori sottolineano, ormai da anni, con una certa preoocupazione: la carenza dei medici di base. Se n’è parlato a Rimini di recente, quando dalla ricognizione dei fabbisogni nei territori condotta da Ausl Romagna per il 2026 è emerso un “buco” che ammonterebbe, secondo le stime, a circa 95 medici in provincia: nello specifico, rispetto al fabbisogno di 323 medici, stimato su parametri nazionali e criteri numerici, oggi ne corrispondono 228 presenti in ruolo. A Rimini capoluogo sono 39 i professionisti mancanti, a Bellaria 8, a Verucchio 3, a Santarcangelo-Poggio Torriana 6, in Alta Valmarecchia 8. Per un totale di 64 carenze nel distretto di Rimini, a cui si aggiungono le 31 del distretto di Riccione (Riccione e Misano 7, Cattolica e San Giovanni 8, Coriano 7, Valconca 9). Un tema, come detto, che desta preoccupazione ormai da tempo. Ma a cosa è dovuta questa situazione? Proprio su questo è intervenuta, nei giorni scorsi, la Fondazione GIMBE (organizzazione indipendente impegnata in attività di ricerca e divulgazione scientifica) che in un ricco e approfondito dossier ha analizzato l’argomento in ottica nazionale e territoriale, per indagare le cause che hanno portato alla situazione attuale e gli elementi sui quali agire per provare a cambiare la rotta. Lo studio L’indagine illustra come siano oltre 5.700 i medici di medicina generale (MMG) mancanti a livello nazionale. Medici che in Italia sono diminuiti di quasi 5.200 unità tra il 2019 e il 2024. Questa carenza, dunque, è realtà concreta e ben nota, e rappresenta “un problema ormai diffuso in tutte le Regioni, che affonda le radici in una programmazione che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. - è l’analisi di Nino Cartabellotta (foto piccola), Presidente della Fondazione GIMBE – Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili”. Sotto esame, quindi, le difficoltà di ricambio generazionale e la poca attrattività della professione, ma non va ignorato il contesto demografico, che vede un Paese in progressivo invecchiamento con conseguente aumento dei bisogni clinicoassistenziali e della cronicità della patologie. Demografia “Negli ultimi quarant’anni - si legge nello studio - la quota di residenti in Italia over 65 anni è quasi raddoppiata: dal 12,9% (7,29 milioni) nel 1985 al 24,7% (14,58 milioni) nel 2025. Ancora più marcato l’aumento degli over 80, la cui prevalenza è più che triplicata: dal 2,5% (1,4 milioni) nel 1985 al 7,8% (4,58 milioni) nel 2025”. Un trend confermato anche dalle proiezioni dell’ISTAT, secondo cui nel 2035 gli over 65 e gli over 80 saranno rispettivamente il 30% e il 9,3% della popolazione, che nel 2055 arriveranno fino al 34,5% e al 15%. Ma non solo: “Al quadro demografico si aggiunge il peso crescente delle cronicità. - aggiunge il report - Secondo l’ISTAT nel 2024 11,3 milioni di over 65 (77,3%) erano affetti da almeno una malattia cronica, di cui 8,1 milioni (55,5%) con due o più cronicità. I criteri per definire il numero massimo di assistiti per MMG non hanno mai tenuto conto dell’evoluzione demografica: un massimale di 1.500 assistiti per MMG, adeguato al quadro demografico sino agli anni Novanta, oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilità e qualità dell’assistenza”. Pensionamenti e ricambio generazionale Lo studio di GIMBE si concentra poi sulla situazione del ricambio generazionale, sottolineando come al 2028 ben 8.180 medici raggiungeranno il limite di età per la pensione (70 anni salvo deroghe). E i nuovi ingressi? “Situazione buona solo in apparenza. - si legge nell’indagine - Secondo i dati FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale sono stati superiori ai posti disponibili: 2.810 candidati per 2.228 borse. Tuttavia, la mancata presentazione di candidati in rapporto ai posti disponibili è molto evidente in alcune Regioni, come Provincia autonoma di Bolzano e Valle d’Aosta (-60%) e Marche (-49%). Questa spia rossa è accesa da anni in diverse Regioni e oggi è sempre più evidente. Da un lato segnala il progressivo calo di attrattività della professione di medico di famiglia, dall’altro mette in luce criticità particolarmente gravi in alcune Regioni dove la carenza rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni”. “Anche se tutti i medici di medicina generale andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e portate a termine, le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028 e le carenze stimate al 1° gennaio 2025, con un gap di oltre 2.700 MMG. – aggiunge il presidente Cartabellotta - Peraltro, trattandosi dell’ipotesi più ottimistica, è evidente che nel 2028 il divario tra pensionamenti e ingresso delle nuove leve sarà ancora più ampio”. Come intervenire in questo scenario per cambiare la rotta? Conclude Cartabellotta: “A questa crisi bisognerebbe rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva, perché i giovani medici tendono ad orientarsi verso opportunità professionali più vantaggiose. Senza una visione d’insieme Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate solo per tamponare. Nella vita quotidiana, intanto, cresce il numero di persone senza medico di famiglia: una condizione che ostacola l’accesso al sistema sanitario nazionale, riduce la qualità dell’assistenza territoriale e aumenta i rischi per la salute, soprattutto di anziani e persone fragili”. C’è questo rischio a Rimini? Ausl Romagna rassicura: “Nessuno a Rimini resterà senza medico. - fa sapere l’azienda - Anzi, alla luce dei bandi, nelle aree più popolate ci sarà addirittura un surplus”. Simone Santini ---End text--- Author: Simone Santini Heading: Highlight: In Emilia-Romagna: - entro il 2028 490 MMG raggiungeranno l’età di pensionamento - il numero medio di assistiti è 1.420 per medico (sopra la media nazionale) - al 2025 in regione mancano 502 medici - nel periodo 2019-2024 i medici sono diminuiti del 7,6% (media nazionale 14%) Image: -tit_org- Carenza medici di base, una crisi che tocca tutti -sec_org- tp:writer§§ Simone Santini guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901808105361.PDF §---§ title§§ A Celle di San Vito la presenza del medico si riduce a un giorno su sette link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901973303909.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "AVVENIRE" del 29 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-29T04:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901973303909.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901973303909.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901973303909.PDF tp:ocr§§ A Celle di San Vito la presenza del medico si riduce a un giorno su sette IL CASO DEL COMUNE FOGGIANO Celle di San Vito (Foggia) I n un borgo di poco più di 140 abitanti, dove gli anziani rappresentano la maggioranza e l’isolamento è già di per sé un grave disagio, da qualche tempo anche il diritto alla salute è diventato un miraggio. A Celle di San Vito, il comune più piccolo della Puglia, non è disponibile un medico di base per l’assistenza ambulatoriale. La dottoressa incaricata del territorio garantisce la propria presenza solo in caso di emergenze, richiedendo agli abitanti spostamenti complessi fino al comune più vicino, Castelluccio Valmaggiore, dove si trova lo studio medico. Una soluzione quasi impossibile per chi non dispone di mezzi propri o di un sostegno familiare. Il Comune, da tempo, ha offerto gratuitamente una sede all’interno del Municipio e si è fatto carico delle utenze, cercando di facilitare l’attività del medico. «Il diritto alla salute dei miei cittadini è calpestato – ha denunciato la sindaca Palma Maria Giannini –. Non possiamo accettare che persone fragili, già isolate, siano lasciate senza cure di base». La situazione deriva dal pensionamento, avvenuto a ottobre, dell’unico medico di medicina generale in servizio nel paese. L’ASL spiega che l’assistenza viene comunque garantita attraverso l’Aggregazione Funzionale Territoriale, mettendo in rete i medici dei comuni vicini e indirizzando i cittadini verso ambulatori di Castelluccio Valmaggiore, Troia e Faeto. Tuttavia, le difficoltà logistiche restano enormi. Una prima svolta è arrivata nei giorni scorsi, a margine di un incontro svoltosi nella sede dell’ASL Foggia: «La riunione si è conclusa positivamente – ha dichiarato la sindaca – e ringrazio il commissario straordinario e la dottoressa che ha accettato di garantire la presenza una volta a settimana, il giovedì, a Celle di San Vito». All’incontro hanno preso parte il commissario straordinario della ASL Foggia, Antonio Nigri, e la dottoressa Barbara Del Grosso. Il medico, già in servizio a Castelluccio Valmaggiore e Faeto, assicurerà dunque una presenza settimanale anche nel piccolo centro, offrendo finalmente un punto di riferimento sanitario diretto per la comunità. «Speriamo che il problema venga definitivamente risolto», ha aggiunto la sindaca Giannini. «Sia io sia la sindaca abbiamo ringraziato la dottoressa, al netto della consapevolezza – ha dichiarato il commissario straordinario dell’ASL Foggia, Antonio Nigri – che la carenza di medici di medicina generale e le attuali normative di definizione delle carenze nelle aree geografiche più fragili, soprattutto quelle del Subappennino, continuano a determinare situazioni di criticità che non possono considerarsi risolte». Il caso di Celle di San Vito è segno tangibile, dunque, di come garantire oggi la presenza di un medico, anche solo per un giorno a settimana, significa provare a ricucire una distanza che non è soltanto sanitaria, ma anche sociale ed esistenziale. È il segnale di quanto, senza una programmazione più ampia e lungimirante, capace di rendere davvero sostenibile e attrattivo il lavoro medico nei territori marginali, il rischio sia quello di lasciare intere comunità sospese tra il diritto alla salute proclamato e quello realmente garantito. ---End text--- Author: ANTONELLA D’AVOLA Heading: IL CASO DEL COMUNE FOGGIANO Highlight: L’unico dottore è andato in pensione a ottobre. Dopo mesi di “vuoto” e gli appelli locali si è deciso di garantire almeno un presidio settimanale Image: -tit_org- A Celle di San Vito la presenza del medico si riduce a un giorno su sette -sec_org- tp:writer§§ ANTONELLA D'AVOLA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901973303909.PDF §---§ title§§ Se è vero soltanto ciò che appare link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901972203910.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "CORRIERE SALUTE" del 29 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-29T04:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901972203910.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901972203910.PDF', 'title': 'CORRIERE SALUTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901972203910.PDF tp:ocr§§ di Luigi Ripamonti In una Opinione nelle pagine seguenti Andrea Piccioli, direttore generale dell'Istituto Superiore di Sanità, riflette sulle opportunità, ma anche sui rischi dell'Intelligenza Artificiale generativa non tanto in medicina, quanto, specificamente, proprio nell'infonnazìone sulla salute. Vale la pena sutto lineare due degli aspetti evocati; la verosimiglianza e la «palatabilità» di cìò che viene prodotto. Senza negare l'indubbia utilità del mezzo non si può omettere di considerare un rischio sottile, òàððãå sentalo dal fatto che, proprio in ragione della sua struttura, l'Ai generativa è in grado di costruire risposte coerenti con una assoluta proprietà di linguaggio e una logica L'editoriale Se è vero soltanto ciò che appare ferrea che le conferiscono credibilità e fascino. Tanto da far apparire quasi «preistorich e le news (vere o false) «prodotte» dall'uomo e fatte circolare sui social. D termine preistoriche non è scelto a caso, perché la sostituzione del «dottor Google», conia «dottoressa AI» segna una linea di demarcazione epocale non solo tecnologica, ma anche psicologica. Come trattato di recente su queste pagine, non a caso con i chatbot si intessono ormai relazioni quasi affettive. E pur tenendo sempre ben presente il valido aiuto che può dare in medicina ÃÀ² (e la sua irrevocabilità), non si può non scorgere i rischi che può comportare la vicariazione del rapporto con il medico, non solo per la sua «umanità», ma anche per la sua capacità divedere, a differenza dell'Ai, ciò che ancora non sa. «La sfida che ci attende non è solo tecnologica, ma culturale e civile. Servono algoritmi responsabili, istituzioni vigili e cittadini dotati di un nuovo spirito critico» scrive Piccioli. Soprattutto, ma non solo, per il pericolo rappresentato dagli errori che possono commettere i Large Language Model, con relative indicazioni fuorvianti. Ð tema riguarda, più in generale, proprio le dinamiche fra verità e verosimiglianza. Considerandogli enormì interessi economici in gioco, è importante, unche nell'ambito della salute, tenere presente il rischio che se, alla fine, è veru ciò che appare e appare solo cío che si vuole far apparire, questo non solo modifichi la realtà mu diventi la realtà stessa. tu MïiWAlA -tit_org- Se è vero soltanto ciò che appare -sec_org- tp:writer§§ Luigi Ripamonti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901972203910.PDF §---§ title§§ Un nuovo manuale per «inquadrare» i disagi mentali link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901971403918.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "CORRIERE SALUTE" del 29 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-29T04:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901971403918.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901971403918.PDF', 'title': 'CORRIERE SALUTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901971403918.PDF tp:ocr§§ Un nuovo manuale per «inquadrare» i disagi mentali la terza edizione del PDM-3: si prefìgge di collocare le diagnosi nelle specificità del ciclo di vita e nel contesto storico-culturale d i Danilo di Diodoro la terza edizione (PDM-ç, Cortina editore, 2025). Insieme hanno coordinato più di cento specialisti in tutto il mondo, con il sostegno di importanti società scientifiche ñ professionali, tra cui l'International Psychoanalytic Association. «L'approccio PDM è multo diverso da quello del DSM, ma i due manuali possono dialogare (si veda il box m alto)» dice Vittorio Lìngiardi, psichiatra e psicoanalista, ordinario di Psicologia dinámica presso la facoltà di Medicina ñ Psicologia della Sapienza università di Roma, dove ñ anche senior research fellow della Scuola Superiore di Studi Avanzati (Ssas). «u PDM vuole evitare che le diagnosi siano riduttive, le colloca nelle specificità del ciclo di vita, prima infanzia, infanzia, adolescenza, età adulta, età anziana, ed è struttura to m tré assi; P, M, S. L'Asse P descrive per ogni età il livello di organizzazione di personalità - per esempio nevrotico, borderline o psicotico - e l'eventuale presenza dì disturbi di personalità - per cscmpiu ossessivo, istrionico, dipendente ñ cosi via. L'Asse M valuta le risorse e le vulnerabilità del funzionamento mentale: ne abbiamo identificate 13, ad esempio la capacita di attenzione ñ di autosscrvarione, i meccanismi di difesa, l'impulsività, l'empatia, l'autostima. L'Asse S identifica la sintomatologia e come questa interferisce con il funzionamento cognitivo, affettivo, relazionale, somatico. Lavalutazionc integrata dei tré assi offre un'immagine tridimensionale della persona, non solo del disturbo. Ê permette di inquadrare i sintomi nel contesto della personalità ñ delle capacità psicologiche. Senza dimenticare che ogni paziente ha anche le sue risorse e i snoì punti di forza. Quindi il paziente non vìene diagnosticaro come "disturbo mentale", ma inquadrato come persona che può presentare un disturbo psichico e/o comportamentale. IlÐÏÌ può quindi essere impiegato da psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, neuropsichiatri infantili, ma anche nelle supervisioni clinichc, per integrare il rigore diagnostico con la comprensione soggettiva. Ed ñ un riferimento importante per chi lavora in contesti mul- tidisciplinari, dove serve un linguaggio condiviso e non gergale, non riduttivo ne semplificatorio». Rispetto al PDM-a, la nuova edizione introduce diversi cambiamenti. «La prima differenza è una maggiore attenzione al ciclo di vita, con sezioni riorganizzate cronologicamente a partire dalla primissima infanzia ñ focus specifici sulle transizioni evolutive, specialmente tra adolescenza e età adulta» dice ancora Lingiardi. «²ÿ seconda è l'ampliamento dell'Asse M, la parte della diagnosi psicodinamica che riguarda le diverse funzioni mentali; abbiamo approfondito î temi della mentalìzzazione e della fiducia, quella interpersonale ma anche quella verso le informazioni ricevute da figure significative o fonti autorevoli. Spazio anche ai vissuti legati al corpo. La terza novità sono le sezioni dedicate, per ogni fascia d'età, alle esperienze psicolugiche che possono richiedere attenzione clinica, pur non essendo un vero ñ proprio disturbo psichico. Servono a collocare la diagnosi psicologica nel suo contesto sociale e culturale. Dal clima alle pandemie, dalla guerra all'intelligenza artificiale, la nostra vita psichica si intreccia sempre più strettamente con le trasformazioni ñ le fragilità del mondo in cui viviamo. Pensiamo, per esempio, alla valutazione del disagio in adolescenza: possiamo davvero comprenderlo prescindendo dall'impatto dei social media e delle nuove tecnologie? Con l'attenzione a questo tipo di esperienze pensiamo di ridurre il rischio, da un lato, di rendere patologico ciò che patologico non è, dall'altro di ign orare o sottovalutare un disagio. Il ÐÏÌ-ç riconosce che eventi collettivi e condizioni sociali possono generare un problema psicologico senza che questo costituisca di perse un disturb o mentale. Offrire una cornice clínica per tali esperienze significa restituire dignità alla soggettività, senza trasformare ogni difficoltà in diagnosi». Il PDMèun riferimenta ¡m portante per eh i lavora in contesti multidisdplinan -tit_org- Un nuovo manuale per «inquadrare» i disagi mentali -sec_org- tp:writer§§ Danilo di Diodoro guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901971403918.PDF §---§ title§§ Il premio che sostiene e incoraggia chi dedica attenzione ai pazienti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901971903923.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "CORRIERE SALUTE" del 29 Mar 2026

Sono aperte le candidature alla settima edizione degli «Humanizing Health Awards», l'iniziativa di Teva Italia che intende sostenere e valorizzare i progetti che si distinguono per empatia e attenzione alla persona

pubDate§§ 2026-03-29T04:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901971903923.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901971903923.PDF', 'title': 'CORRIERE SALUTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901971903923.PDF tp:ocr§§ IL premio che sostiene e incoragg chi dedica attenzione ai pazienti Sono aperte ie candidature olio settima edizione degli «Humanizing Health Awards», l'iniziativa dì Tevo Italia che intende sostenere e valorizzare i progetti che si distìnguono per empatia e attenzione aita persona II contributo delle associazioni no profit e dei volontaci al Servizio Sanitario Nazionale è molto più profondo di quanto spesso sì percepisca; non è solo un «aiuto», ma in molti casi è ciò che rende ricoveri e terapie accessibili e più umani ed è in grado di rispondere alle difficoltà e complessità nel momento ¡n cui si è più fragili. Enti e associa2¡oni, infatti, promuovono progetti di grande valore ¡n ambiti fondamentali, quali la prevenzione, l'ascolto, l'assistenza e l'accoglienza dei pazienti. In altre parole, supportando loro e le loro famiglie, migliorano l'esperienza di cura. perché forniscono qualcosa che va oltre trattamenti e farmaci: empatia. dialogo e attenzione alla persona. E curare la persona non sostituisce la terapia ma la potenzia, rendendola più sostenibile, umana ed efficace. Del resto, per comprendere quanto sia importante l'attenzione all'individuo è sufficiente pensare all'impatto che condivisione delle decisioni e supporto emotivo possono avere sull'aderenza e la continuità terapeutica. Per questi motivi Teva, leader mondiale nei farmaci equivalenti che ha ampliato le proprie competenze nello sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative, per migliorare continuamente la salute delle persone, ha dato vita agli Humanizing Health Awards, cha già da sette anni premiano i progetti dedicati all'umanizzazione delle cure. «In un percorso di cura Ý fondamentale affiancare ai trattamenti terapeutici anche interventi che supportino la dimensione emotiva, relazionale e psicologica del paziente — dichiara Umberto Comberiati. Generai Manager di Teva italia —, Con la settima edizione qui in Italia degli Humanizing Health Awards vogliamo continuare a premiare e dare visibilità al prezioso lavoro svolto dalle tante asso ciazioni impegnate nei sociale e che ogni giorno si impegnano sui territorio nazionale per creare contesti di cura più attenti ai bisogni delle persone». LE CANDIDATURE SONO APERTE FINO AL 20 APRILE 2026 Sii Humanizing Health Awards mirano a valorizzare e sostenere le iniziative di enti e associazioni senza scopo di lucro che migliorano concretamente il percorso di cura e intendono sostenere i progetti rivolti ai pazienti e ai loro caregiver (non retribuiti), impegnati nell'assistenza di persone affette da patologie croniche gravi o potenzialmente rischiose per la vita. Gli enti no profit interessati possono consultare il bando sul sito di Teva Italia, nella sezione dedicala agli Humanizing Health Awards: www.tevaitalia.il/humanizinghealtn-awardE. dove possono candidare i loro progetti in una delle cinque categorie: caregiver; patologie oncologiche; patologie pediatriche; salute mentale e malattie neurodegenerative; malattie croniche. Al termine della selezione, i progetti vincitori riceveranno una donazione di 10.ÛOO euro per ciascuno, da destinare allo sviluppo delle inizialive. per un totale donato di 50.000 euro. Le candidature rimarranno aperte fino alle 23:59 di lunedì 20 aprile 2026. LE ASSOCIAZIONI E I CINQUE PROGETTI PREMIATI NEL 2025 Dall'istituzione del programma. Teva Italia ha già premiato 26 iniziative presenti su tutto il territorio nazionale, contribuendo allo sviluppo di attività che hanno migliorato la qualità di vita di pazienti e caregiver. L'edizione 2025 ha ricevuto 140 candidature — numero più che raddoppiato rispetto alle 60 del 2024 — presentate da associazioni ed enti no profit impegnati nell'umanizzazione ÏB«)=3 í/ ~ delle cure in ambito sanitario. Tra questi sono state selezionate cinque associazioni e sostenuti i loro progetti con la donazione a ognuno di 10.000 euro. Per la categoria malattie pedistriche il progetto Gimme five, qua ¡s zampa! della Fondazione II Porto dei piccoli, che porta un aiufo concreto ai bambini ricoverati all'Istitulo Gas lini di Genova, grazie a cani addestrati e operatori specializzati che offrono gioco, affetto e compagnia. Per le palologie oncologiche il progetto Specia! stage di Officine Buone, che porta la musica dal vivo nei reparti di oncologia ir» sette regioni italiane, trasformando le corsìe Ìn «palchi speciali». Nella categoria caregiver l'iniziativa Fare strada a! à accoglienza, di ËÂÑ Bambini Chirurgici, che offre alloggi gratuiti alle «Vogliamo premiare e dare visibilità al lavoro delle tante associazioni che si impegnano per creare contesti di cura più attenti ai bisogni delle persone» Umberto Corn beri at i. Generai Manager Teva Italia famiglie dei bambini ricoverati nel reparto di chirurgig dell'IRCCS Materno Infantile Burlo Carotalo di Trieste. Oltre il tempo, reattà virtuale per ¡a ²åããà eia di Ñamo APS, che utilizza la realtà virtuale per migliorare la qualità della vita degli anziani in RSA. è stato selezionato per ²8 categoria malattie croniche. Infine, nella categoria salute mentale e malattie neurodegenerative il progetto scelto è stato Vivere con fragililà, di OBM ETS. che sostiene i bambini con malattie neurologiche croniche e le loro famiglie, in cura all'ospedale Buzzi di Milano. ALLe terapie occorre affiancare interventi che supportino la dimensione emotiva e psicologica del paziente Ú«)=3 v/ ~ -tit_org- Il premio che sostiene e incoraggia chi dedica attenzione ai pazienti -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901971903923.PDF §---§ title§§ Se l'algoritmo ci ruba la verità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901971603924.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "CORRIERE SALUTE" del 29 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-29T04:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901971603924.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901971603924.PDF', 'title': 'CORRIERE SALUTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901971603924.PDF tp:ocr§§ SE L'ALGORITMO CI RUBA LA VERITÀ II rischio più sottile risiede nelle «allucinazioni» delle AI: die inventano protocolli e dosaci con una proprietà di linguaggio tale da risultare indiscutibili di Andrea Riccioli* Recentemente, un amìco ha digitato sullo smartphone una domanda elementare: «Perché mi trema la mano?». In pochi istanti, un'intelligenza artificiale ha generato un ventaglio di risposte plausibili, citando malattie neurologiche degenerative, studi scientifici e persìno suggerimEnti terapeutici. lina risposta convincente, coerente, autorevole. Peccato che fosse falsa. Quella notte, U mio amico ha attraversato il purgatorio delle paure moderne, per poi scoprire dal medico, il matti no dopo, la vera diagnosi: troppo caffè. Questo episodio è l'emblema del paradosso del nostro tempo: siamo circondati da errori perfettamente credibili. Viviamo immersi in un ecosistema informativo in cui le fake news non sono più testi sgrammaticati facilmente identifica bili, ma contenuti sintetici capaci di simulale una scientificità impeccabile. Non possiamo più fidarci solo dei nostri occhi. Siamo entrati in una «fabbrica della realtà» dove la responsabilità ü³ disperde in scatole nere al- goritmichc e l'origine delle fonti si dissolve. I dati del MIT (Massachusetts Institute of Technology) pubblicati sulla rivista scientìfica Science sono spieiati: le notizie false corrono sei voltepiù veloci della verità. Nel campo della salute, questo significa che una cura miracolosa priva di fondamento può raggiungere milioni di persone prima che la comunità scientifica abbia il tempo di smentirla. Il rischio più sottile risiede nelle «allucina zionì» delle AI generative: sistemi che inventano protocolli e dosaggi con una proprietà di linguaggio tale da risultarc indiscutibili. Ð punto è che la macchina non cerca la verità, ma la coerenza statistica. Non restituisce ciò che è vero, ma ciò che appare verosimile. Qui 1 In novazione incontra una fragilità antica della natura umana. Giacomo Leopardi scriveva che «il piacere più solido di questa vita è il piacere vano delle illusioni». Oggi quelle illusioni non sono più letterarie, ma digitali; prodotte da algoritmi capaci di costruire narrazioni rassicuranti o sensazionali stich e, ma prive di radici nella realta. In medicina, scambiare un'illusione ben confezionata per una prova scientifica è un pericolo pubblico. Eppure, demonizzare la tecnologia sarebbe un errore. L'intelligenza artificiale può essere uno straordinario strumento di difesa, se usata per map pare la disinformazione in tempo reale e costruire un «vaccino comunicativo». Come ricordava lo storico Melvin Kranzberg, la tecnologia non è mai neutrale: dipende dall'uso che ne facciamo. La sfida che ci attende non è solo tecnologica, ma culturale ñ civile. Servono algoritmi responsabili, istituzioni vigili e cittadini dotati di un nuovo spirito critico. Perché la battaglia decisiva della nostra era non si combatte tra uomini ñ macchine, ma tra la verosimiglianza e la verità. ''Direttore generale presso istituto Superiore di Sanità Nel c;iin¡)[) dell;) s.iUilc signillc.i che una cura miracolosa senza fondamento può raggiungere milioni di persone prima che la comunità scientifica abbia il tempo di smentirla -tit_org- Se l'algoritmo ci ruba la verità -sec_org- tp:writer§§ Andrea Piccioli guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/29/2026032901971603924.PDF §---§