title§§ AISI: SPESA SANITA’ PRIVATA SALITA A 46,4 MILIARDI (+7,7%), OLTRE 47% SU SPECIALISTICA E DIAGNOSTICA. “SIAMO PILASTRO DI TENUTA DEL SISTEMA” | AgenSalute link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/28/2026032801971303922.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agensalute.it" del 28 Mar 2026

INTEGRAZIONE STRATEGICA, EFFICIENZA OPERATIVA E SOSTENIBILITÀ: LE PROPOSTE DI AISI ALLA POLITICA PER GARANTIRE QUALITÀ E ACCESSO ALLE CURE

pubDate§§ 2026-03-28T12:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/28/2026032801971303922.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/28/2026032801971303922.PDF', 'title': 'agensalute.it'} tp:url§§ https://agensalute.it/2026/03/28/aisi-spesa-sanita-privata-salita-a-464-miliardi-siamo-pilastro-di-tenuta-del-sistema/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/28/2026032801971303922.PDF tp:ocr§§ INTEGRAZIONE STRATEGICA, EFFICIENZA OPERATIVA E SOSTENIBILITÀ: LE PROPOSTE DI AISI ALLA POLITICA PER GARANTIRE QUALITÀ E ACCESSO ALLE CUREROMA, 28 MARZO 2026 – L’analisi dei dati sulla spesa sanitaria in Italia evidenzia una realtà consolidata: il comparto del privato non rappresenta un costo aggiunto, ma una risorsa strutturale che garantisce sempre di più la continuità dei servizi ai cittadini. Secondo le recenti elaborazioni basate sui dati del Sistema dei Conti della Sanità (ISTAT/MEF) e monitorate dalla Fondazione GIMBE (con report autorevole del portale specializzato Money.it), la spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie (out-of-pocket) ha toccato nel 2024 la cifra record di 46,4 miliardi di euro, con un incremento stimato del 7,7% rispetto all’anno precedente.AISI (Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti) sottolinea come questi numeri non vadano letti come una contrapposizione al pubblico, ma come la testimonianza di una scelta di qualità e tempestività che merita un riconoscimento istituzionale e un sostegno politico strutturale.Domanda crescente e centralità della specialistica territorialeL’incremento della spesa privata, che porta la media pro-capite italiana a circa 1.115 euro (un valore superiore alla media OCSE di 906 euro, come rilevato dai rapporti Cergas Bocconi – OASI 2024), riflette una domanda crescente di servizi specialistici. Oltre il 47% della spesa privata è infatti concentrato su visite specialistiche e diagnostica ambulatoriale: aree dove le strutture della sanità privata, in Italia, accreditata e pura, garantiscono standard d’eccellenza, contribuendo in modo decisivo a contenere i tempi d’attesa e a decongestionare le strutture del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).“La sanità privata agisce oggi come uno scudo di stabilità per l’intero sistema salute,” afferma Karin Saccomanno, Presidente di AISI. “I dati ci dicono che i cittadini si rivolgono a noi non per una logica di esclusione del pubblico, ma per una necessità di efficacia e personalizzazione delle cure. È essenziale che la politica superi i pregiudizi ideologici e consideri la sanità privata come un partner strategico. Il nostro obiettivo è un’integrazione reale nelle politiche di programmazione sanitaria, per far sì che la qualità che offriamo sia sempre più accessibile e sostenuta da una visione d’insieme.”Capacità produttiva, investimenti e innovazione organizzativaSul fronte della capacità produttiva del settore, interviene il Direttore Generale, Giovanni Onesti: “Le imprese sanitarie sostengono autonomamente costi tecnologici e organizzativi di alto livello, rispondendo a una domanda che la spesa pubblica, cresciuta a ritmi inferiori nel 2024, fatica a soddisfare interamente. Siamo un motore di innovazione che opera al servizio del territorio. Chiediamo che questa capacità operativa venga valorizzata attraverso politiche che facilitino l’attività d’impresa in ambito sanitario, eliminando gli ostacoli burocratici che frenano lo sviluppo di servizi essenziali per la comunità.”Equilibrio del sistema e strumenti per la sostenibilitàIl Segretario Generale di AISI, Fabio Vivaldi, evidenzia la necessità di un dialogo costruttivo: “Condividiamo le preoccupazioni sull’equilibrio del sistema sanitario nazionale: se l’apporto della sanità privata venisse meno, la sostenibilità complessiva della salute pubblica sarebbe a rischio. La nostra posizione è propositiva: la politica deve guardare al comparto privato come a una componente essenziale di un’unica offerta di salute. Occorre lavorare su strumenti che alleggeriscano l’onere diretto sui cittadini, ad esempio attraverso una revisione dei modelli di defiscalizzazione e il superamento dei vincoli alla capacità erogativa, per garantire che l’eccellenza rimanga un diritto tutelato per tutti.”Conclusioni: verso una sanità integrata e di qualitàIn conclusione, AISI ribadisce che la crescita della spesa privata dimostra come siamo di fronte ad una realtà da non demonizzare. I dati rap presentano un segnale di fiducia dei cittadini verso un modello di cura efficiente. L’Associazione auspica finalmente un patto di collaborazione con le istituzioni che riconosca alle imprese indipendenti il ruolo di “sostegno vitale” del sistema, promuovendo un modello dove pubblico e privato collaborino armoniosamente per l’unico obiettivo comune: il benessere e la salute dell’individuo.Quotidiano telematico reg. Tribunale di Roma n.13/2026 del 29 gennaio 2026Direttore Responsabile: Alessandro CozzaEditore: FaroPress di Fabio RolloEditore Fabio Rollo  |  Via dell’Ospedaletto Marziale, 28 – 00189 Roma  |  P.Iva 15302271000© 2026 FaroPress Network – AgenSalute | Tutti i diritti sono riservati.Quotidiano telematico reg. Tribunale di Roma n.13/2026 del 29 gennaio 2026Direttore Responsabile: Alessandro CozzaEditore: FaroPress di Fabio RolloEditore FaroPress di Fabio Rollo  |  Via dell’Ospedaletto Marziale, 28 – 00189 Roma  |  P.Iva 15302271000© 2026 FaroPress Network – AgenSalute | Tutti i diritti sono riservati. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/28/2026032801971303922.PDF §---§ title§§ Allarme nel Bresciano, mancano 400 medici di base. «I giovani preferiscono fare altro» | Bresciaoggi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/28/2026032801920402389.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "bresciaoggi.it" del 26 Mar 2026

Personale sanitario sotto organico (tranne che per certe specialità), persone senza medico di base, medici che lavorano anche dopo... Scopri di più

pubDate§§ 2026-03-28T04:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/28/2026032801920402389.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/28/2026032801920402389.PDF', 'title': 'bresciaoggi.it'} tp:url§§ https://www.bresciaoggi.it/territorio-bresciano/brescia/allarme-nel-bresciano-mancano-400-medici-di-base-i-giovani-preferiscono-fare-altro-1.12968254 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/28/2026032801920402389.PDF tp:ocr§§ Personale sanitario sotto organico (tranne che per certe specialità), persone senza medico di base, medici che lavorano anche dopo la pensione, per non parlare delle liste d’attesa: lo stato di salute della sanità italiana, con Lombardia e Brescia che non fanno eccezione, è grave. Eppure, per far fronte al caro carburanti, il governo ha deciso di tagliare le spese proprio in ambito sanitario.Il decreto legge che «taglia»Dal 18 marzo è in vigore il decreto-legge n. 33 sul caro carburanti, che prevede una riduzione delle accise di 25 centesimi al litro su benzina e gasolio per una durata di 20 giorni, finanziata attraverso riduzioni di spesa in vari settori tra cui quello della sanità, dove invece il bisogno di fondi, ma non solo, è concreto e drammatico.Lo dimostrano i numeri diffusi da Fondazione Gimbe sui medici di base: in Lombardia mancano 1.540 medici di famiglia, quelli attivi hanno in media 1.533 persone assistite, entro il 2028 oltre 900 raggiungeranno l’età del pensionamento (70 anni). Nel Bresciano la situazione non è migliore: eccezion fatta per la città, in alcune zone della Bassa o delle Valli i paesi sono senza medico di base. Ne servirebbero circa 400 in più per rimediare ma non c’è affezione verso questa specialità della medicina, molto meno attrattiva della cardiologia o dell’oculistica.Il rapporto della Fondazione Gimbe fa inoltre sapere che, entro il 2028, 929 medici raggiungeranno l’età del pensionamento e non ci saranno nuovi ingressi: in Lombardia, tra il 2019 e il 2024 i medici di famiglia si sono ridotti del 10%. Se non ci saranno davvero incentivi di sistema non usciremo presto dalla sofferenza, e le misure tampone — come far restare in servizio chi è in pensione — non bastano a risolvere una carenza strutturale.La possibilità confermata dal Decreto Milleproroghe permette ai medici, su base volontaria, di restare in attività (o di rientrare dopo il pensionamento) fino al compimento dei 72 anni. Tuttavia, la percentuale di adesione è bassa e il contributo resta limitato. Sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per anziane e pazienti fragili. © Riproduzione riservata Bresciaoggi è su Whatsapp. Clicca qui per iscriverti al nostro canale e rimanere aggiornato in tempo reale.Personale sanitario sotto organico (tranne che per certe specialità), persone senza medico di base, medici che lavorano anche dopo la pensione, per non parlare delle liste d’attesa: lo stato di salute della sanità italiana, con Lombardia e Brescia che non fanno eccezione, è grave. Eppure, per far fronte al caro carburanti, il governo ha deciso di tagliare le spese proprio in ambito sanitario.Il decreto legge che «taglia»Dal 18 marzo è in vigore il decreto-legge n. 33 sul caro carburanti, che prevede una riduzione delle accise di 25 centesimi al litro su benzina e gasolio per una durata di 20 giorni, finanziata attraverso riduzioni di spesa in vari settori tra cui quello della sanità, dove invece il bisogno di fondi, ma non solo, è concreto e drammatico.Lo dimostrano i numeri diffusi da Fondazione Gimbe sui medici di base: in Lombardia mancano 1.540 medici di famiglia, quelli attivi hanno in media 1.533 persone assistite, entro il 2028 oltre 900 raggiungeranno l’età del pensionamento (70 anni). Nel Bresciano la situazione non è migliore: eccezion fatta per la città, in alcune zone della Bassa o delle Valli i paesi sono senza medico di base. Ne servirebbero circa 400 in più per rimediare ma non c’è affezione verso questa specialità della medicina, molto meno attrattiva della cardiologia o dell’oculistica.Il rapporto della Fondazione Gimbe fa inoltre sapere che, entro il 2028, 929 medici raggiungeranno l’età del pensionamento e non ci saranno nuovi ingressi: in Lombardia, tra il 2019 e il 2024 i medici di famiglia si sono ridotti del 10%. Se non ci saranno davvero incentivi di sistema non usciremo presto dalla sofferenza, e le misure tampone — come far restare in servizio chi è in pensione — non bastano a risolvere una carenza strutturale.La possibilità confermata dal Decreto Milleproroghe permette ai medici, su base volontaria, di restare in attività (o di rientrare dopo il pensionamento) fino al compimento dei 72 anni. Tuttavia, la percentuale di adesione è bassa e il contributo resta limitato. Sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per anziane e pazienti fragili. tp:writer§§ Società Editrice Athesis S.p.A. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/28/2026032801920402389.PDF §---§