title§§ REPORT NURSING UP. "DEFAULT SILENZIOSO DEL SSN: RISORSE INFERMIERISTICHE SOTTOVALUTATE E PERICOLOSO SQUILIBRIO TRA MEDICI E INFERMIERI" | AgenSalute link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/26/2026032603047709552.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agensalute.it" del 26 Mar 2026

DE PALMA: «PRIMI IN EUROPA PER MEDICI, AGLI ULTIMI POSTI PER PRESENZA DI INFERMIERI: COSÌ SI SPRECA E SI INDEBOLISCE IL SISTEMA! ECCO I NUMERI DEL DEFICIT»

pubDate§§ 2026-03-26T12:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/26/2026032603047709552.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/26/2026032603047709552.PDF', 'title': 'agensalute.it'} tp:url§§ https://agensalute.it/2026/03/26/report-nursing-up-default-silenzioso-del-ssn-risorse-infermieristiche-sottovalutate/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/26/2026032603047709552.PDF tp:ocr§§ DE PALMA: «PRIMI IN EUROPA PER MEDICI, AGLI ULTIMI POSTI PER PRESENZA DI INFERMIERI: COSÌ SI SPRECA E SI INDEBOLISCE IL SISTEMA! ECCO I NUMERI DEL DEFICIT»ROMA, 26 MARZO 2026 – Il Servizio sanitario nazionale è entrato in una fase di default silenzioso, in cui la gestione squilibrata delle risorse infermieristiche incide direttamente su conti pubblici e qualità delle cure. Non è una crisi improvvisa, ma il risultato di scelte organizzative che continuano a penalizzare l’assistenza, nonostante le evidenze scientifiche internazionali.«Non è una crisi improvvisa, è un cedimento strutturale: il sistema sta collassando sotto il peso delle sue inefficienze», dichiara Antonio De Palma, presidente nazionale Nursing Up.IL PARADOSSO ITALIANO: PIÙ MEDICI, MENO INFERMIERISecondo i dati OCSE (Health at a Glance 2024-2025), l’Italia ha 5,4 medici per 1.000 abitanti (media OCSE 3,9; UE 4,07), con 4,1 nel pubblico. Sul fronte infermieristico, invece, si ferma a 6,2–6,9 per 1.000 abitanti, circa 4,7 nel pubblico, contro 9,2 OCSE e 8,4 UE.Non è solo carenza: è uno squilibrio strutturale che altera l’uso delle competenze, aumenta i costi e riduce l’efficacia del sistema.IL RAPPORTO CHE SPIEGA L’INEFFICIENZANei sistemi europei il rapporto infermieri/medici è 2,2, fino a 2,7 nell’area OCSE (Health at a Glance Europe 2024). In Italia resta tra 1,3 e 1,5. Questo squilibrio genera maggiore rigidità organizzativa, minore capacità di presa in carico e più pressione sugli ospedali.L’EUROPA CAMBIA MODELLO, L’ITALIA RESTA INDIETRONei sistemi più avanzati (Germania, Paesi Bassi, Regno Unito), il rafforzamento infermieristico ha migliorato efficienza e sostenibilità, con sviluppo dell’assistenza territoriale e riduzione dei ricoveri evitabili. Le evidenze indicano: riduzione dei costi fino al 20% (Health Policy – Maier & Aiken), –1.677 euro per paziente nei programmi post-dimissione (Springer, 2024), oltre –5.400 dollari per paziente nella gestione del diabete (American Journal of Managed Care).In Italia, secondo la Fondazione GIMBE, la spesa sanitaria pro-capite è la più bassa tra i Paesi del G7, con un gap di circa 43 miliardi di euro. Ne deriva un doppio squilibrio: meno investimenti e uso inefficiente delle risorse, con aumento dei ricoveri evitabili e della spesa legata alle inefficienze.LA FUGA DAL PUBBLICOI dati ENPAPI segnalano un +17% di infermieri liberi professionisti nel primo semestre 2025. Non è crisi vocazionale: è uscita dal sistema pubblico. Ogni uscita riduce la capacità operativa e aumenta i costi indiretti.LA LINEA DI FRATTURAIl SSN è davanti a una scelta non più rinviabile: continuare con un modello squilibrato o riequilibrare valorizzando le competenze infermieristiche. È una questione di sostenibilità economica e tenuta del sistema Paese.«Abbiamo costruito una sanità che spende male e cura peggio. L’Europa dimostra che investire sugli infermieri significa ridurre la spesa e migliorare gli esiti. Senza un cambio di rotta, il SSN non reggerà l’urto della cronicità», conclude De Palma.Quotidiano telematico reg. Tribunale di Roma n.13/2026 del 29 gennaio 2026Direttore Responsabile: Alessandro CozzaEditore: FaroPress di Fabio RolloEditore Fabio Rollo  |  Via dell’Ospedaletto Marziale, 28 – 00189 Roma  |  P.Iva 15302271000© 2026 FaroPress Network – AgenSalute | Tutti i diritti sono riservati.Quotidiano telematico reg. Tribunale di Roma n.13/2026 del 29 gennaio 2026Direttore Responsabile: Alessandro CozzaEditore: FaroPress di Fabio RolloEditore FaroPress di Fabio Rollo  |  Via dell’Ospedaletto Marziale, 28 – 00189 Roma  |  P.Iva 15302271000© 2026 FaroPress Network – AgenSalute | Tutti i diritti sono riservati. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/26/2026032603047709552.PDF §---§ title§§ Fascicolo sanitario elettronico 2.0, dal 31 marzo tutte le novità per i cittadini e gli operatori sanitari | Corriere.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/26/2026032602971009805.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "corriere.it" del 26 Mar 2026

Sistemi interoperabili, obblighi per medici e strutture, dati clinici aggiornati: il FSE 2.0 entra nella fase operativa. Ma disuguaglianze territoriali, ritardi e criticità su privacy e utilizzo restano sul tavolo

pubDate§§ 2026-03-26T14:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/26/2026032602971009805.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/26/2026032602971009805.PDF', 'title': 'corriere.it'} tp:url§§ https://www.corriere.it/salute/ehealth/26_marzo_26/fascicolo-sanitario-elettronico-2-0-dal-31-marzo-tutte-le-novita-per-i-cittadini-e-gli-operatori-sanitari-382b023f-cee4-479f-b8e6-778ff3f3dxlk.shtml tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/26/2026032602971009805.PDF tp:ocr§§ Type Status ReportDescription The target resource does not have a current representation that would be acceptable to the user agent, according to the proactive negotiation header fields received in the request, and the server is unwilling to supply a default representation.; } catch (error) { console.log(error) }Maurizio Gasparri costretto a lasciare la poltrona di capogruppo di Forza Italia: al suo posto Stefania CraxiSalva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.Sistemi interoperabili, obblighi per medici e strutture, dati clinici aggiornati: il FSE 2.0 entra nella fase operativa. Ma disuguaglianze territoriali, ritardi e criticità su privacy e utilizzo restano sul tavolo(Getty Images)Il 31 marzo,  il Fascicolo sanitario elettronico (FSE) entra nella sua fase pienamente operativa, completando il percorso di riforma avviato con il progetto FSE 2.0. Un passaggio atteso da anni, sostenuto dagli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che mira a trasformare il fascicolo da strumento sperimentale a infrastruttura centrale del Servizio sanitario nazionale. Le date sono importanti, per carità. Ma per il Fse, la grande «incompiuta» del Servizio sanitario nazionale, la scadenza di fine mese non sarà uno «stargate» verso il futuro. Come è emerso anche nei recenti Stati generali sul diabete l'Fse, strumento cruciale per l’accessibilità ai servizi sanitari, evidenzia ancora profonde disomogeneità regionali, che configurano vere e proprie «fratture digitali», sia in termini di servizi offerti che di utilizzo da parte di cittadini e professionisti sanitari.Hai un dubbio sulla tua salute? Scrivi ai nostri o consulta tutte le risposte su IlMedicoRisponde, il servizio online di Corriere della SeraIl Fascicolo sanitario elettronico è l’insieme dei dati e documenti digitali che descrivono la storia clinica di ogni cittadino, dalle prescrizioni ai referti, fino alle lettere di dimissione ospedaliera. Con il FSE 2.0, il sistema viene potenziato e standardizzato: tutte le informazioni devono essere raccolte secondo modelli uniformi e rese accessibili, nel rispetto della privacy, ai professionisti sanitari autorizzati su tutto il territorio nazionale.Il traguardo del 31 marzo 2026 segna quindi il passaggio da una logica regionale, frammentata e disomogenea, a una piattaforma realmente integrata.La trasformazione più significativa riguarda il lavoro quotidiano degli operatori sanitari. Da fine marzo, tutte le strutture sanitarie - pubbliche e private - sono tenute ad alimentare il Fascicolo sanitario elettronico in modo sistematico. L’obbligo si estende anche ai liberi professionisti, che entrano così a pieno titolo nell’ecosistema digitale della sanità.Questo significa che ogni documento clinico dovrà essere prodotto in formato digitale, secondo standard definiti a livello nazionale, firmato e trasmesso al fascicolo del paziente. Non è più possibile, quindi, mantenere flussi paralleli o archivi separati: il FSE diventa il punto di convergenza unico della documentazione sanitaria.Per medici e strutture si tratta di un cambiamento organizzativo profondo, che richiede l’adozione di nuovi strumenti digitali e una revisione dei processi interni, ma che al tempo stesso promette di migliorare la continuità delle cure e la qualità delle informazioni disponibili.Uno degli obiettivi centrali della riforma è garantire che il fascicolo non sia solo completo, ma anche aggiornato. In passato, infatti, uno dei principali limiti del sistema era rappresentato dai ritardi nel caricamento dei documenti e dalla presenza di informazioni incomplete.Con il FSE 2.0 si punta a superare queste criticità, introducendo regole più stringenti sulla tempestività e sulla qualità dei dati. I documenti sanitari devono essere inseriti ne l sistema in tempi rapidi dopo la prestazione, così da rendere il fascicolo uno strumento realmente utile nella pratica clinica.In questo contesto assume un ruolo centrale il profilo sanitario sintetico, una scheda riassuntiva redatta dal medico di medicina generale che contiene le informazioni essenziali sullo stato di salute del paziente, come patologie, allergie e terapie in corso. Questo documento è pensato per essere immediatamente consultabile, soprattutto in situazioni di emergenza.Per i cittadini, il Fascicolo sanitario elettronico diventa uno strumento sempre più concreto e integrato nella vita quotidiana. La possibilità di accedere online ai propri dati sanitari - referti, prescrizioni, vaccinazioni - consente una maggiore consapevolezza e partecipazione al proprio percorso di cura.Inoltre, la condivisione delle informazioni tra diversi professionisti sanitari riduce il rischio di esami duplicati e migliora la continuità assistenziale, anche quando ci si sposta tra Regioni diverse. Il fascicolo si configura così come un vero e proprio «diario sanitario digitale», aggiornato automaticamente e disponibile in ogni momento.Resta comunque centrale il tema del controllo dei dati: il cittadino mantiene il diritto di decidere chi può accedere alle proprie informazioni e può limitarne la visibilità.Alla vigilia del 31 marzo, però, il quadro che emerge dai più recenti monitoraggi restituisce un’immagine a chiaroscuri. Le analisi della Fondazione GIMBE indicano che nessuna Regione ha ancora un Fascicolo sanitario elettronico completo.In base ai dati riportati sul sito del Dipartimento per la trasformazione digitale del Ministero della salute, soltanto il 27% dei cittadini ha utilizzato il Fse nei 90 giorni precedenti la rilevazione (luglio -settembre 2025). E, dato ancora più preoccupante, appena il 44% ha espresso il consenso alla consultazione dei propri documenti. Gli obiettivi risultano formalmente raggiunti, invece, sul fronte degli operatori sanitari: in particolare, è stata superata la soglia del 95% dei medici di medicina generale coinvolti nell’alimentazione del fascicolo entro il 2025. E l'88% degli specialisti delle aziende sanitarie risultano abilitati al Fse. Tuttavia, come sottolinea Gimbe, mancano dati pubblici dettagliati sulla qualità e sulla continuità di questo utilizzo, rendendo difficile capire quanto il sistema sia effettivamente utilizzato nella pratica clinica quotidiana.Il Decreto del Ministero della Salute del 7 settembre 2023 ha definito i contenuti del Fse 2.0, ma non tutte le Regioni rendono disponibili tutti i documenti. Sempre il cruscotto ministeriale di monitoraggio del Fse, ci dice che soltanto l'Emilia Romagna ha implementato nel Fse dei propri cittadini tutti i 17 documenti previsti (referti di laboratorio; referti di radiologia; referti di specialistica ambulatoriale; referti di anatomia patologica; verbali di pronto soccorso; lettere di dimissione ospedaliera; profilo sanitario sintetico; prescrizioni farmaceutiche; prescrizioni di specialistica ambulatoriale; cartelle cliniche; erogazioni di farmaci a carico SSN e non a carico SSN; schede di singola vaccinazione; certificato sullo stato vaccinale; erogazione di prestazioni di assistenza specialistica; taccuino personale dell’assistito; tessere portatore di impianto; lettere di invito per screening, vaccinazione o altri percorsi di prevenzione).La Puglia è la regione ad averne di meno: 11.  A queste criticità si aggiunge il tema della trasparenza. Diversi monitoraggi indipendenti sul PNRR segnalano la carenza di dati pubblici completi e confrontabili, rendendo complesso distinguere tra il raggiungimento formale degli obiettivi e la loro reale efficacia.Nel complesso, il sistema arriva alla scadenza con una struttura ormai definita e diffusa, ma ancora segnata da limiti operativi. È proprio su questo terreno,  qualità dei dati, utilizzo concreto e uniformità territoriale, che si giocherà la vera sfida dei prossimi mesi.Le criticità riguardano anche aspetti tecnici e organizzativi. L’in tegrazione tra i diversi sistemi regionali non è ancora del tutto uniforme e persistono difficoltà legate agli standard tecnologici e alla qualità dei dati.Sul fronte della sicurezza, il trattamento di dati sanitari sensibili richiede livelli elevati di protezione e uniformità nelle garanzie, aspetti su cui sono stati sollevati alcuni rilievi anche da parte del Garante per la privacy.Un altro elemento cruciale è rappresentato dalla formazione del personale sanitario. L’introduzione del FSE comporta infatti un cambiamento nelle modalità di lavoro che richiede competenze digitali adeguate, non sempre diffuse in modo omogeneo.Oltre agli aspetti tecnici e organizzativi, il successo del Fascicolo sanitario elettronico dipende da un fattore decisivo: l’adozione reale da parte di cittadini e professionisti. Come si evidenzia dai dati sopra riportati, il sistema può essere tecnicamente avanzato e normativamente obbligatorio, ma senza un utilizzo diffuso rischia di rimanere sottoutilizzato. È quindi necessario promuovere una maggiore consapevolezza tra i cittadini e accompagnare i professionisti sanitari in questo cambiamento.Il servizio esclusivo del Corriere della Sera con medici e specialisti d'eccellenza che rispondono gratuitamente ai quesiti sulla tua salute26 marzo 2026© RIPRODUZIONE RISERVATACosì può minare il benessere psicologico dei ragazzi: le ferite come quelle provocate da armiUn contatto veloce con igiornalisti della redazioneSalute del Corriere della SeraPer usufruire del servizio di domande e risposte de ilMedicoRisponde è necessario essere registrati al sito Corriere.it o a un altro dei siti di RCS Mediagroup.Non ricordi le credenziali?Recupera il tuo accountTi informiamo che con il tuo piano puoi leggere Corriere.it su 1 dispositivo alla voltaQuesto messaggio verrà visualizzato su un altro dispositivo/accesso e tu potrai continuare a leggere le notizie da qui. L'altro dispositivo/accesso rimarrà collegato a questo account. Puoi accedere con il tuo account su tutti i dispositivi che desideri, ma utilizzandoli in momenti diversi secondo il tuo piano di abbonamento.Perché tu o qualcun altro sta leggendo Corriere.it con questo account su più di due dispositivi/accessi. Il tuo attuale abbonamento permette di leggere Corriere.it solo su due dispositivi in contemporanea (computer, telefono o tablet).Se sei abbonato con un altro account accedi con le tue credenziali. Se siete in 2 o più che utilizzano lo stesso abbonamento, passa all'offerta Family e condividi l'abbonamento con altre due persone. Altrimenti, fai clic su "Continua a leggere qui" e assicurati di essere l'unica persona che visualizza Corriere.it con questo account.Ti consigliamo di cambiare la tua password cliccando qui tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/26/2026032602971009805.PDF §---§ title§§ IL DEFAULT SILENZIOSO DEL SSN: RISORSE INFERMIERISTICHE SOTTOVALUTATE E PERICOLOSO SQUILIBRIO TRA MEDICI E INFERMIERI link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/26/2026032602894709026.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "imgpress.it" del 26 Mar 2026

Secondo i dati OCSE (Health at a Glance 2024-2025), l’Italia ha 5,4 medici per 1.000 abitanti (media OCSE 3,9; UE 4,07), con 4,1 nel pubblico. Sul fronte infermieristico, invece, si ferma a 6,2–6,9 per 1.000 abitanti, circa 4,7 nel pubblico, contro 9,2 OCSE e 8,4 UE.Non è solo carenza: è uno squilibrio strutturale che altera l’uso delle competenze, aumenta i costi e riduce l’efficacia del sistema.

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Estratto da pag. 1 di "lametino.it" del 26 Mar 2026

Lamezia Terme - Sabato 28 marzo, alle ore 17:30, si terrà a Lamezia Terme la presentazione del volume di Pino Scarpelli dal titolo “La rivoluzione possibile - Costruire una sanità al servizio dei cittadini”. L’incontro, inizialmente previsto per il 1...

pubDate§§ 2026-03-26T10:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/26/2026032602912709110.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/26/2026032602912709110.PDF', 'title': 'lametino.it'} tp:url§§ http://www.lametino.it/Ultimora/lamezia-il-28-marzo-la-presentazione-del-libro-di-pino-scarpelli-la-rivoluzione-possibile.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/26/2026032602912709110.PDF tp:ocr§§ Lamezia Terme - Sabato 28 marzo, alle ore 17:30, si terrà a Lamezia Terme la presentazione del volume di Pino Scarpelli dal titolo “La rivoluzione possibile - Costruire una sanità al servizio dei cittadini”. L’incontro, inizialmente previsto per il 16 marzo e rinviato a causa dell’allerta meteo, avrà luogo presso il Laboratorio d’arte - Cerra, in via L. Pirandello n. 9. L'evento, introdotto da Rosella Cerra (Rete Civica Meridionale), vedrà l'autore confrontarsi con la giornalista Sonia Rocca e con Pino Commodari, già responsabile Sanità Calabria per Rifondazione Comunista e oggi esponente di Potere al Popolo Catanzaro. Seguirà un dibattito arricchito dagli interventi di Fiore Isabella (Presidente del Tribunale del Malato di Lamezia Terme), Cesare Perri (psichiatra, già Direttore del Dipartimento di Salute Mentale) e Vittorio Sacco (USB - Sanità Calabria).Il libro, edito da Luigi Pellegrini Editore (che patrocina l’iniziativa), nasce dall’esigenza di rivoluzionare l’attuale visione del sistema sanitario. "Investire sulla salute e non sulla malattia": è questo lo slogan di Scarpelli che racchiude il senso profondo dell’opera.Pubblicato nel 2024, il volume riprende e attualizza un Piano Socio-Sanitario elaborato nel 2007 da un team coordinato dal dott. Francesco Caccavari, utilizzandolo come base per analizzare l'attuale crisi del sistema calabrese. Una realtà che paga ogni anno circa 300 milioni di euro per l'emigrazione sanitaria e che, secondo i rapporti della Fondazione GIMBE, risulterebbe la più penalizzata dall'Autonomia Differenziata. Il testo analizza inoltre l'attuale emergenza nei pronto soccorso, sostenuta dalla presenza dei medici cubani, e vanta il contributo del prof. Silvio Gambino, che approfondisce gli effetti del "regionalismo differenziato" sui diritti fondamentali, primo fra tutti quello alla salute. L’incontro rappresenta un momento di riflessione culturale e informativa su temi di estrema attualità, necessari per alimentare un dibattito costante sul diritto alle cure. "Data l’importanza dei temi e la capienza della sala, è suggerita la prenotazione", affermano i promotori dell'evento. © RIPRODUZIONE RISERVATA tp:writer§§ Lametino7 guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/26/2026032602912709110.PDF §---§ title§§ Nursing Up: primi in Europa per medici, penultimi per infermieri link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/26/2026032602903609007.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "tuttosanita.com" del 26 Mar 2026

TuttoSanità - Nursing Up: primi in Europa per medici, penultimi per infermieri - CAMPANIA

pubDate§§ 2026-03-26T09:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/26/2026032602903609007.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/26/2026032602903609007.PDF', 'title': 'tuttosanita.com'} tp:url§§ https://www.tuttosanita.com/nursing-up-primi-in-europa-per-medici-penultimi-per-infermieri/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=nursing-up-primi-in-europa-per-medici-penultimi-per-infermieri tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/26/2026032602903609007.PDF tp:ocr§§ Il Servizio sanitario nazionale somiglia oggi più che mai ad una nave con un motore sovradimensionato e senza equipaggio: consuma di più, ma avanza sempre meno. È il paradosso denunciato dal Nursing Up, che fotografa un sistema in default silenzioso, dove la gestione errata delle risorse infermieristiche produce effetti devastanti su conti pubblici e qualità delle cure.Non è una deriva inevitabile, ma il risultato di scelte organizzative che continuano a penalizzare il ruolo dell’assistenza, ignorando le evidenze scientifiche internazionali.«Non è una crisi improvvisa, è un cedimento strutturale: il sistema sta collassando sotto il peso delle sue inefficienze», dichiara Antonio De Palma, presidente nazionale Nursing Up.IL PARADOSSO ITALIANO: PIÙ MEDICI, MENO INFERMIERI, PIÙ COSTISecondo i dati OCSE (Health at a Glance 2024-2025), l’Italia presenta una delle più alte densità mediche: 5,4 medici per 1.000 abitanti (media OCSE 3,9; media UE 4,07), con 4,1 nel pubblico.Sul fronte infermieristico, invece, resta indietro: 6,2–6,9 per 1.000 abitanti, 4,7 nel pubblico, contro 9,2 OCSE e 8,4 UE.Non è solo carenza: è uno squilibrio strutturale che altera l’uso delle competenze, aumenta i costi e riduce l’efficacia del sistema.IL RAPPORTO CHE SPIEGA L’INEFFICIENZANei sistemi europei il rapporto infermieri/medici è 2,2, fino a 2,7 nell’area OCSE (Health at a Glance Europe 2024).In Italia resta tra 1,3 e 1,5, tra i più bassi in Europa.Questo squilibrio genera un circuito vizioso: più rigidità organizzativa, minore capacità di presa in carico e maggiore pressione sugli ospedali.L’EUROPA CAMBIA MODELLO, L’ITALIA RESTA FERMANei sistemi più avanzati (Germania, Paesi Bassi, Regno Unito), il rafforzamento delle competenze infermieristiche ha portato a modelli più efficienti e sostenibili, con sviluppo dell’assistenza territoriale e riduzione dei ricoveri evitabili.Le evidenze lo confermano:– riduzione dei costi fino al 20% (Health Policy – Maier & Aiken)– –1.677 euro per paziente nei programmi post-dimissione (Springer, 2024)– oltre –5.400 dollari per paziente nella gestione del diabete (American Journal of Managed Care)In Italia, invece, il sistema continua a investire in modo squilibrato.Secondo la Fondazione GIMBE, il Paese è ultimo nel G7 per spesa sanitaria pro-capite, con un gap di circa 43 miliardi di euro.Il risultato è un doppio squilibrio: meno investimenti e uso inefficiente delle risorse, con aumento dei ricoveri evitabili e crescita della spesa legata alle inefficienze.LA FUGA DAL PUBBLICO: IL SEGNALE PIÙ PREOCCUPANTEI dati ENPAPI registrano un +17% di infermieri liberi professionisti nel primo semestre 2025.Non è crisi vocazionale: gli infermieri lasciano un sistema che non li valorizza.Ogni uscita è una perdita di capacità operativa e un aumento dei costi indiretti.LA LINEA DI FRATTURA DEL SSNIl SSN è davanti a una scelta non più rinviabile: continuare a gestire in modo inefficiente le risorse infermieristiche o riequilibrare il sistema valorizzando il ruolo dell’assistenza.Non è solo una questione sanitaria: è sostenibilità economica e tenuta del sistema Paese.Il gap di 43 miliardi lo dimostra.UNA SCELTA NON PIÙ RINVIABILE«Abbiamo costruito una sanità che spende male e cura peggio. Pensiamo di risparmiare tagliando sugli infermieri, ma stiamo solo alimentando una voragine di costi nascosti.L’Europa dimostra che investire sugli infermieri significa ridurre la spesa e migliorare gli esiti. Noi continuiamo a fare l’opposto.Senza un cambio immediato di rotta, il Servizio sanitario nazionale non reggerà l’urto della cronicità. Non è più un rischio teorico: è una traiettoria già in atto», conclude De Palma.Condividi:Condividi su TumblrE-mailWhatsAppStampaMi piace:Mi piace Caricamento... Correlati tp:writer§§ La Redazione guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/26/2026032602903609007.PDF §---§