title§§ Astigiano senza dottori, mancano 26 medici di famiglia, tra due anni il doppio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/24/2026032401642304728.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lastampa.it" del 24 Mar 2026

È quanto emerge dall’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe: “L’emergenza è destinata a peggiorare”

pubDate§§ 2026-03-24T04:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/24/2026032401642304728.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/24/2026032401642304728.PDF', 'title': 'lastampa.it'} tp:url§§ https://www.lastampa.it/asti/2026/03/24/news/astigiano_dottori-15557136/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/24/2026032401642304728.PDF tp:ocr§§ In EvidenzaSezioniEdizioni LocaliLa voce de La StampaServiziSei qui:Articolo FreeSANITA’È quanto emerge dall’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe: “L’emergenza è destinata a peggiorare”PAOLO VIARENGO2 minuti di letturaL'ascolto è riservato agli abbonatiNell’Astigiano mancano 26 medici di famiglia e nel 2025 ne sono arrivati solo 6. È quanto emerge dall’ultimo rapporto della Fondazione Gruppo italiano per la medicina basata sulle evidenze (Gimbe), che fotografa una situazione già critica e destinata a peggiorare nei prossimi anni.Il problema, infatti, è solo all’inizio: considerando il limite di età fissato a 71 anni, nei prossimi tre anni andranno in pensione dieci medici, ma se si prende come riferimento l’età minima di uscita, pari a 68 anni, il numero sale a 23.Sommando queste uscite alla carenza attuale, entro il 2028 si arriverà a 43 posti scoperti su 147 necessari, ovvero circa un medico su tre.A fronte di questa prospettiva, il ricambio generazionale appare insufficiente: dai corsi di formazione in medicina generale sono attesi due nuovi medici nel 2027, cinque nel 2028 e tre nel 2029. L’emergenza non riguarda solo l’Astigiano, ma coinvolge l’intero Piemonte, dove nel 2025 sono state assegnate appena 100 posizioni su 605 disponibili; la situazione più critica si registra a Biella, dove mancano 28 medici di base e non è arrivato alcun sostegno.Anche la formazione mostra segnali di difficoltà: lo scorso anno si sono iscritti 80 candidati a fronte di 160 posti disponibili, mentre quest’anno le adesioni sono scese a 55, a parità di borse. «In tutta la regione si copre meno della metà del fabbisogno», avverte Claudio Nuti, responsabile regionale del corso triennale post-laurea, sottolineando che «entro tre anni i medici non saranno sufficienti».Alla base della scarsa attrattività della professione ci sono diversi fattori: «Le altre specializzazioni prevedono compensi intorno ai 1.700 euro mensili, mentre chi sceglie la medicina generale si ferma a meno di 800 euro, con prospettive economiche future poco competitive rispetto al resto del settore sanitario», spiega Nuti.Incide anche un contratto fermo da anni, con una retribuzione legata al numero di assistiti: circa 70 euro lordi per paziente fino a 500, cifra che si riduce della metà oltre quella soglia.Anche raggiungendo il massimo degli assistiti, il reddito annuo si aggira sui 70 mila euro lordi, da cui vanno detratti tasse, costi di gestione e spese professionali, tra cui segreteria, affitto dello studio e sostituzioni durante ferie o malattia.«Chi intraprende oggi questa carriera deve affrontare un percorso formativo articolato», aggiunge Nuti, «gestito interamente dalla Regione tramite l’Asl To Città Metropolitana, che definisce i programmi con società scientifiche, agenzie e sindacati, lasciando fuori l’Università che dovrebbe avere un ruolo centrale».Tra i nuovi ingressi nell’Astigiano c’è Tiziana Marchisio, in servizio da febbraio 2025 nella zona nord dell'Astigiano tra Montafia e Villanova d’Asti, dove ha già un carico di 1.600 pazienti: «Già durante la fase finale della formazione avevo sostituito un collega trasferito e ora seguo anche i pazienti di un’altra dottoressa andata in pensione da poco». Un lavoro impegnativo, tra visite e pratiche amministrative, che lascia poco spazio alla vita privata . «Si guadagna poco e si lavora tantissimo. Durante i tre anni di corso per coprire le spese, facevo sostituzioni e turni di guardia medica. Mi capitava di finire il tirocinio, iniziare il turno notturno e poi andare a lezione». Nonostante le difficoltà, Marchisio rivendica la scelta fatta: «Non ho intrapreso questa strada per notorietà o denaro. Ho deciso di fare il medico per curare la gente».GEDI News Network S.p.A. Via Ernesto Lugaro n. 15 - 10126 Torino - P.I. 01578251009 Società soggetta all'attività di direzione e coordinamento di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/24/2026032401642304728.PDF §---§ title§§ Decreto Carburanti, per finanziarlo previsto un taglio di 86 milioni anche alla Salute link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/24/2026032402931708410.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rifday.it" del 23 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-24T08:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/24/2026032402931708410.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/24/2026032402931708410.PDF', 'title': 'rifday.it'} tp:url§§ https://www.rifday.it/2026/03/23/decreto-carburanti-per-finanziarlo-previsto-un-taglio-di-86-milioni-anche-alla-salute/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/24/2026032402931708410.PDF tp:ocr§§ Roma, 24 marzo – Al netto di ogni discussione sulla tempistica della riduzione temporanea (varrà infatti solo per 20 giorni) di 25 centesimi al litro sulle accise di benzina e gasolio proprio alla vigilia della consultazione referendaria sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, forse converrebbe porsi altre domande sull’opportunità e l’efficacia del decreto legge n. 33/2026 sul caro carburanti entrato in vigore entrato in vigore il 18 marzo, adottato – è stato spiegato – per contenere l’aumento dei prezzi dei carburanti legato alla crisi internazionale del petrolio seguita dal conflitto scatenato da USA e Israele contro l’Iran e dal conseguente blocco dei traffici nello stretto di Hormuz.Il provvedimento in parola “vale” circa 530 milioni di euro, 417 dei quali saranno appunto “bruciati” in 20 soli giorni di taglio alle accise. Eccola, allora, la domanda, inevitabile alla luce dei chiari di luna dei nostri bilanci pubblici: da dove arrivano, i soldi?  Purtroppo non da un forziere nascosto, né da “tesoretti” accantonati previdentemente per far fronte a eventuali necessità impreviste. Molto più semplicemente, sono stati recuperati, come riporta l’allegato 1 dello stesso decreto legge, sottraendoli ad altri dicasteri, tra i quali il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (96,5 milioni di euro), il Ministero della Salute (86 milioni) e il Ministero dell’Interno (30 milioni). Seguono poi con tagli lineari di importo minore Economia, Istruzione, Università e altri.Il fatto per molti singolare è che con queste misure, l’Italia si distingue come l’unico Paese europeo ad aver messo mano alle risorse del Ministero della Salute per intervenire sul caro benzina. Ciascuno, ovviamente, potrà fare al riguardo le valutazioni che ritiene più opportune. Il fatto è però che – anche a voler dare per scontate le migliori intenzioni del governo nel varare il decreto legge entrato in vigore il 18 marzo scorso – “suona” davvero male che abbia deciso di pescare in larga misura proprio nella sanità le risorse per finanziare misure che – per quanto apprezzabili  nelle intenzioni – sono manifestamente insufficienti, come subito segnalato in sede di commento tecnico da gran parte degli esperti, molto perplessi sull’efficacia del decreto così come formulato.Non mancano certamente decisioni condivisibili, come quelle di rafforzare i meccanismi di controllo lungo la filiera del carburante e di istituire un regime speciale di monitoraggio, affidando al Garante dei prezzi il compito di individuare anomalie lungo tutta la filiera tra l’andamento dei prezzi alla pompa e le quotazioni internazionali, segnalandole alla Guardia di Finanza. Ma resta il fatto che il decreto – che dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni e che da giorni e il bersaglio grosso delle bordate ad alzo zero delle opposizioni (“Un ridicolo tentativo di pannicello referendario” per il Movimento 5 stelle, “Ampiamente insufficiente” per il Partito democratico, “Una colossale presa in giro per gli italiani” a giudizio di Alleanza verdi e sinistra) –  ha deciso di scegliere la sanità come “pompa” principale (insieme al ministero delle Infrastrutture) da cui attingere le risorse per finanziare il taglio pro tempore delle accise sui carburanti.Quella stessa sanità – è il caso di ricordarlo – oggetto di un de-finanziamento strutturale (-13,1 miliardi negli ultimi tre anni, secondo i calcoli della Fondazione Gimbe) che l’ha portata alla canna del gas, per usare una metafora in tono con l’emergenza energetica.Ecco, comunque lo si voglia vedere e giudicare, anche inforcando gli occhiali del giustificazionismo da necessità, per il popolo della sanità, che si fa carico di portare avanti il Ssn con tutte le sue criticità, e per i cittadini italiani che della sanità pubblica usufruiscono, pur con tutte le sue manchevolezze, non è davvero un segnale rassicurante, da nessun punto di vista. A partire da quello della comunicazione, e questo – considerato quanto il governo Meloni abbia sempre dimostrato di tenerci molto – è un elemento che sorprende.Mattinale di informazionedell'Ordine dei Farmacisti di RomaReg. Tribunale di Roma n. 11959del 25/1/1968Direttore responsabile: Emilio CroceRIFday prosegue l'esperienza del mensile RIF - Rassegna informativa dell'Ordine dei Farmacisti di Roma, condotta dal 1968 fino a dicembre 2021In collaborazione con:Art Director Design Strategy s.r.l.RIFday © 2026Mattinale d'informazione per il farmacista tp:writer§§ RIFday guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/24/2026032402931708410.PDF §---§ title§§ AI e medicina: la svolta parte da Torino con Net Zero Medical link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/24/2026032402878108754.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "torinocronaca.it" del 24 Mar 2026

L’iniziativa si inserisce nel contesto della crescente digitalizzazione della sanità e punta a integrare intelligenza artificiale

pubDate§§ 2026-03-24T10:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/24/2026032402878108754.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/24/2026032402878108754.PDF', 'title': 'torinocronaca.it'} tp:url§§ https://torinocronaca.it/news/torino/616638/ai-e-medicina-la-svolta-parte-da-torino-con-net-zero-medical.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/24/2026032402878108754.PDF tp:ocr§§ A Torino è stata avviata Net Zero Medical, nuova divisione di Net Zero Digital dedicata alla comunicazione nel settore sanitario. L’iniziativa si inserisce nel contesto della crescente digitalizzazione della sanità e punta a integrare intelligenza artificiale, sostenibilità e performance digitale nei processi di comunicazione online.Il progetto nasce nel capoluogo piemontese, già attivo come polo di sviluppo tecnologico, ed è operativo su scala nazionale ed europea. Net Zero Medical deriva dall’esperienza maturata da Net Zero Digital nella trasformazione digitale e dalle attività di ricerca condotte da NEZEDI AI in ambito di intelligenza artificiale e sostenibilità. Powered by In ospedale arriva la realtà immersiva: così cambia la cura dei bambini L’intervento, sostenuto anche dalla Fondazione Boscolo, prevede l’utilizzo di ledwall interattivi e visori di realtà estesaUno degli elementi centrali del progetto è la creazione di un network multidisciplinare, che comprende oltre cento realtà tra professionisti sanitari, cliniche, poliambulatori e aziende del settore. Le competenze coprono più di venti ambiti specialistici, tra cui ginecologia, urologia, dermatologia, odontoiatria, chirurgia estetica, neurologia, ortopedia e cardiologia. Questa struttura consente di sviluppare strategie differenziate in base alle specificità dei singoli ambiti clinici.Negli ultimi anni il settore sanitario ha registrato un aumento significativo dell’utilizzo dei canali digitali da parte degli utenti, che ricorrono alla rete per informazioni su sintomi, trattamenti e scelta degli specialisti. In questo scenario, la presenza online rappresenta un fattore rilevante per la visibilità e l’organizzazione delle attività sanitarie. Croce Rossa Torino inaugura le “Officine della Salute”: visite ed esami gratuiti su prenotazione Un nuovo servizio per ampliare l’accesso alla prevenzione, con particolare attenzione alle persone più fragiliLa comunicazione in ambito medico è tuttavia soggetta a normative specifiche e richiede attenzione alla correttezza scientifica e al rispetto delle linee guida etiche. Per questo motivo, il progetto si concentra su un approccio specialistico che coniuga strumenti digitali avanzati e conoscenza del contesto regolatorio.Il modello operativo di Net Zero Medical si basa sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per l’analisi dei dati e l’ottimizzazione delle strategie digitali, affiancato da pratiche orientate alla sostenibilità delle infrastrutture online e alla misurazione delle performance. Al Mauriziano arriva il “Codice Argento”: percorso dedicato per gli anziani fragili al pronto soccorso Un nuovo codice al triage per intercettare prima i pazienti più vulnerabili e migliorare la gestione dei casi complessiSecondo i promotori, il progetto risponde a una carenza di operatori specializzati nella comunicazione sanitaria digitale, proponendo un servizio strutturato che unisce competenze tecnologiche e conoscenze settoriali. L’iniziativa si propone di sviluppare modelli di comunicazione più efficaci e conformi alle esigenze del sistema sanitario contemporaneo. Sanità italiana: mancano 6mila medici di base, è allarme per 18 Regioni Il rapporto Gimbe fotografa un sistema sotto pressione: 8mila pensionamenti entro il 2028 e borse di studio in calo del 15%. La professione non attrae più i giovani. tp:writer§§ Marta Mastrocinque guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/24/2026032402878108754.PDF §---§