title§§ Il medico di base non si trova: nel Lazio cresce l’esercito degli “orfani della sanità” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031903071009644.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "abitarearoma.it" del 19 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-19T13:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031903071009644.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031903071009644.PDF', 'title': 'abitarearoma.it'} tp:url§§ https://abitarearoma.it/il-medico-di-base-non-si-trova-nel-lazio-cresce-lesercito-degli-orfani-della-sanita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031903071009644.PDF tp:ocr§§ A fotografare una situazione ormai strutturale è il nuovo report della Fondazione GimbeFederica Esposito - 19 Marzo 2026La sanità di prossimità nel Lazio lancia un segnale d’allarme sempre più difficile da ignorare. A fotografare una situazione ormai strutturale è il nuovo report della Fondazione Gimbe, che racconta di un sistema in affanno, dove a mancare non sono le strutture ma le persone chiamate a farle funzionare: i medici di base.Il dato più evidente è quello dei 358 medici di medicina generale assenti all’appello nella regione. Un vuoto che non resta confinato nelle statistiche, ma si traduce nella quotidianità di migliaia di cittadini – soprattutto nelle periferie romane – costretti a fare i conti con ambulatori saturi, liste piene e, in molti casi, con l’impossibilità di scegliere un medico vicino casa.Negli ultimi anni il quadro si è progressivamente aggravato. Tra il 2019 e il 2024, in Italia, si sono persi oltre 5mila medici di famiglia, con un calo che supera il 14%. E il futuro non promette inversioni rapide: entro il 2028, anche nelle ipotesi più ottimistiche, mancheranno ancora circa 2.700 professionisti.Nel Lazio la pressione è già oggi evidente: ogni medico segue in media 1.383 pazienti, ben oltre la soglia considerata ottimale, fissata intorno ai 1.200 assistiti.Dietro questa crisi si nasconde un insieme di fattori che rende la professione sempre meno attrattiva. Da un lato, il mancato ricambio generazionale: i giovani medici preferiscono percorsi ospedalieri o il settore privato, percepiti come più stabili e remunerativi.Dall’altro, pesa una burocrazia crescente che sottrae tempo all’attività clinica, trasformando spesso il medico di famiglia in un compilatore di pratiche più che in un riferimento sanitario per il paziente.A complicare ulteriormente il quadro c’è l’assenza di un vero percorso universitario strutturato per la medicina generale, che continua a essere percepita come una scelta “di ripiego” rispetto ad altre specializzazioni. Una criticità che, nel tempo, ha contribuito a svuotare il bacino di nuovi ingressi.Per evitare il collasso, istituzioni regionali e nazionali hanno già messo in campo alcune misure tampone: dall’innalzamento dell’età pensionabile fino a 72 anni all’aumento del numero massimo di pazienti per medico, fino all’impiego anticipato dei medici in formazione. Interventi necessari, ma che non risolvono il problema alla radice.In questo scenario si inserisce anche la sfida delle Case della Comunità, uno dei pilastri del PNRR. Strutture moderne, pensate per avvicinare la sanità ai cittadini, ma che rischiano di restare gusci vuoti senza un numero adeguato di professionisti e senza un modello organizzativo chiaro.Il nodo resta aperto: i medici di famiglia continueranno a operare come liberi professionisti convenzionati o diventeranno parte integrante del Servizio sanitario nazionale?Le conseguenze si riflettono soprattutto sulle fasce più fragili. Per anziani e pazienti cronici, il medico di base rappresenta spesso il primo – e talvolta unico – punto di riferimento sanitario. La sua assenza non è solo un disservizio, ma un vulnus che può ritardare diagnosi, cure e percorsi di assistenza.La fotografia scattata dal report non lascia spazio a interpretazioni: senza un intervento strutturale, il rischio è quello di una sanità territoriale sempre più fragile, incapace di rispondere ai bisogni reali della popolazione.E con un numero crescente di cittadini costretti a fare a meno di quella figura che, per decenni, ha rappresentato il pilastro più vicino e accessibile del sistema sanitario.Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.Il tuo i ndirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati * Sì, aggiungimi alla lista di invio della newsletter.© Cofine Srl - ABITARE A ROMA - direttore Enzo Luciani - Reg. Trib. Roma N. 550/02 (2/10/02) -Privacy policy - Cookie policy - Cambia Preferenze tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031903071009644.PDF §---§ title§§ Sanità territoriale e medicina generale, Paolucci (Pd): “la Giunta Marsilio delibera12 milioni di tagli” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902682510899.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "azinforma.com" del 19 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-19T21:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902682510899.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902682510899.PDF', 'title': 'azinforma.com'} tp:url§§ https://azinforma.com/sanita-territoriale-e-medicina-generale-paolucci-pd-la-giunta-marsilio-delibera12-milioni-di-tagli/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=sanita-territoriale-e-medicina-generale-paolucci-pd-la-giunta-marsilio-delibera12-milioni-di-tagli tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902682510899.PDF tp:ocr§§ L’Aquila. “La decisione della Fimmg Abruzzo di interrompere la trattativa sull’Accordo integrativo regionale e proclamare lo stato di agitazione è un segnale gravissimo, che certifica ancora una volta il fallimento della Regione sul fronte della sanità territoriale e lo scollamento dalla realtà su cui incide anche il nuovo allarme della Fondazione Gimbe che per l’Abruzzo annuncia il rischio di ulteriori scoperture con il pensionamento di 237 medici entro il 2028”, dichiara il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Silvio Paolucci dopo l’annuncio del segretario regionale Fimmg Mauro Petrucci.“Invece la Regione che fa? Conferma 12 milioni di tagli nel Programma Operativo e si nasconde dietro i vincoli del piano di rientro e il rischio commissariamento che loro stessi hanno provocato, scaricando sulle spalle dei medici di medicina generale e, di conseguenza, dei cittadini, il peso della propria inerzia – sottolinea Paolucci – . È particolarmente grave che anche di fronte alla disponibilità dimostrata dalla Fimmg, arrivata a proporre una soluzione con risorse addirittura identiche a quelle del lontano 2006 (venti anni fa), la Regione non sia stata in grado di chiudere un accordo fondamentale per il funzionamento della sanità territoriale”.“Inoltre l’Ente contabilizza un taglio in modo inaudito: conteggia gli assistiti iscritti e non gli assistitili utenti, introitando come risparmio la non-iscrizione di oltre 60.000 cittadini che non sono coperti da alcun medico di medicina generale, rendendo ancora più difficoltosa la copertura di questo servizio nelle aree interne. Stiamo dalla parte dei medici di medicina generale, che rappresentano il primo presidio sanitario per le comunità, soprattutto per le persone più fragili, gli anziani e chi vive nei territori più difficili”.“Senza un accordo aggiornato, senza strumenti organizzativi e senza un riequilibrio delle risorse tra ospedale e territorio, qualsiasi riforma resterà solo sulla carta. Il rischio concreto, come abbiamo tante volte denunciato – incalza Paolucci – è quello di compromettere l’attuazione del PNRR e del DM 77: Case della comunità, ospedali di comunità e integrazione tra servizi non possono funzionare senza il pieno coinvolgimento e la valorizzazione della medicina generale. La verità è che manca una visione. La Regione continua a non investire sul territorio, lasciando scoperto il livello di assistenza più vicino ai cittadini, mentre le liste d’attesa crescono e i pronto soccorso restano sotto pressione. Serve un cambio di passo immediato. La Regione riapra il confronto, dia risposte concrete e smetta di rinviare. Perché senza medici di base messi nelle condizioni di lavorare, a pagare saranno ancora una volta i cittadini abruzzesi”.Tags: aperturaGiunta Marsiliogiunta regionale abruzzosanità abruzzosilvio paolucci tp:writer§§ Redazione AZ Informa guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902682510899.PDF §---§ title§§ La Fimmg rompe con la Regione: stop alle trattative per l'Accordo integrativo e stato di agitazione dei medici di famiglia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031903026809318.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilpescara.it" del 19 Mar 2026

Il segretario regionale della Federazione italiana medici di medicina generale Petrucci: "Nessuna risposta e nessuna certezza e si rischia il commissariamento. Non è una battaglia di categoria: così si indeboliscono i servizi per i cittadini"

pubDate§§ 2026-03-19T11:36:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031903026809318.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031903026809318.PDF', 'title': 'ilpescara.it'} tp:url§§ https://www.ilpescara.it/attualita/fimmg-interruzione-trattative-air-stato-agitazione-famiglia.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031903026809318.PDF tp:ocr§§ Il segretario regionale della Federazione italiana medici di medicina generale Petrucci: "Nessuna risposta e nessuna certezza e si rischia il commissariamento. Non è una battaglia di categoria: così si indeboliscono i servizi per i cittadini"La sezione abruzzese della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) proclama lo stato di agitazione e dopo tre anni di trattative interrompe le trattative per l’Accordo integrativo regionale (Air) fermo ormai da quasi vent’anni. Le ragioni le spiega il segretario regionale Mauro Petrucci al termine dell’incontro con i rappresentanti pubblici della delegazione trattante della Regione che si è tenuto il 17 marzo: “dopo tre anni di trattative e dopo le rassicurazioni arrivate nei mesi scorsi, ci aspettavamo risposte chiare sulla chiusura dell’Air. Invece – dichiara Petrucci - la Regione non ha saputo dare certezze e ha confermato che i vincoli del piano di rientro e la situazione dei conti della sanità non consentono margini di spesa, con il rischio di commissariamento. A questo punto non possiamo che prendere atto della situazione: interrompiamo la trattativa e proclamiamo lo stato di agitazione”.Una decisione che arriva a pochi giorni dalla pubblicazione del rapporto Gimbe sui medici di famiglia da cui è emerso come, dal 2019 al 2024, l’Abruzzo ne abbia perso il 20% e che entro il 2028 in pensione ne andranno 237. “Parliamo di un accordo fermo da quasi vent’anni - ribadisce il segretario Fimmg - e di una trattativa avviata ormai tre anni fa, nel corso della quale avevamo manifestato più volte la nostra disponibilità a trovare una soluzione condivisa. Eravamo arrivati anche a dichiararci pronti ad accettare una proposta economica ad isorisorse, proprio per senso di responsabilità verso il sistema sanitario regionale”. Ricevi le notizie de IlPescara su Whatsapp“Senza l’accordo integrativo regionale diventa molto difficile attuare concretamente le riforme previste dal pnrr e dal decreto ministeriale 77, che prevedono il rafforzamento dell’assistenza territoriale, con le Case della salute, gli ospedali di comunità e una maggiore integrazione tra territorio e ospedale – denuncia Petrucci -. Sono modelli organizzativi che richiedono il coinvolgimento diretto della medicina generale, ma che, senza un quadro contrattuale aggiornato e senza un riequilibrio della spesa tra ospedale e territorio, rischiano di restare sulla carta”. “Il paradosso - osserva il segretario - è che mentre a livello nazionale si parla di rafforzare la sanità territoriale, in Abruzzo si continua a chiedere al territorio di fare sacrifici. Così si rischia di creare una medicina del territorio di ‘serie B’ rispetto ad altre regioni vicine che invece stanno investendo proprio su questo modello assistenziale. La medicina generale sta già vivendo una fase molto delicata. con pensionamenti in aumento e sempre meno giovani attratti da questa professione. In molte zone della regione diventa difficile garantire la presenza di un medico di famiglia e le aree interne sono quelle che rischiano di pagare il prezzo più alto. Sempre più cittadini faticano a trovare un medico di riferimento e il ricambio generazionale non è più garantito”. “La nostra non è una battaglia di categoria – precisa -: quando si indebolisce la medicina territoriale a pagarne il prezzo sono prima di tutto i cittadini. Con lo stato di agitazione vogliamo aprire una fase di confronto pubblico sulla situazione della sanità territoriale in Abruzzo e informare la comunità su ciò che sta accadendo”. “Da oggi - conclude Petrucci - parte la nostra mobilitazione in difesa della sanità territoriale e del diritto dei cittadini ad avere servizi sanitari accessibili e di qualità, soprattutto nelle aree più fragili della regione”.IlPescara è anche su Mobile! Scarica l’App per rimanere sempre aggiornato.© Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031903026809318.PDF §---§ title§§ Stato di agitazione Fimmg, l'assessore Verì: "Accoglieremo le richieste". L'attacco di Paolucci (Pd): "Fallimento Regione" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902720110267.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilpescara.it" del 19 Mar 2026

L’assessore regionale sottolinea che non c’è un ruolo politico nella trattativa sull’Accordo integrativo regionale, ora interrotta, ma che l’indirizzo è quello di rispondere alle richieste della Federazione. Il caso, però, è diventato politico e a puntare

pubDate§§ 2026-03-19T16:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902720110267.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902720110267.PDF', 'title': 'ilpescara.it'} tp:url§§ https://www.ilpescara.it/politica/fimmg-stato-agitazione-air-assessore-veri-paolucci-pd.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902720110267.PDF tp:ocr§§ L’assessore regionale sottolinea che non c’è un ruolo politico nella trattativa sull’Accordo integrativo regionale, ora interrotta, ma che l’indirizzo è quello di rispondere alle richieste della Federazione. Il caso, però, è diventato politico e a puntare il dito contro l’ente è il capogruppo regionale del Partito Democratico, che assicura pieno sostegno a medici e cittadiniA occuparsi della trattativa per il rinnovo dell’Air (Accordo integrativo regionale) con la Fimmg Abruzzo (Federazione italiana medici di medicina generale) è seguita dalla delegazione di parte pubblica e non dall’organo politico, ma l’indirizzo politico c’è ed è quello di “accogliere le istanze dei medici, ma va trovato un giusto equilibrio tra le legittime aspettative della categoria, i vincoli di bilancio e le condizioni applicate dalle altre Regioni italiane”. Lo precisa l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì sottolineando che quindi “non c’è nessuna volontà da parte della Regione di penalizzare la medicina generale, tutt’altro”. Parole con cui commenta l’annuncio dello stato di agitazione da parte della Fimmg e l’interruzione della trattativa durata tre anni per un accordo che si attende di rinnovare ormai da circa vent’anni. A schierarsi al fianco della Fimmg, nel frattempo, è il capogruppo regionale Pd Silvio Paolucci che commentando la decisione della Federazione parla di “segnale gravissimo che certifica il fallimento della Regione sul fronte della sanità territoriale” rilanciando l’allarme emerso dai numeri forniti dalla fondazione Gimbe sulla carenza dei medici di medicina generale e denunciando il fatto che la Regione, invece di agire in favore di cittadini e medici, nel programma operativo ha deliberato 12 milioni di euro di tagli. Capogruppo regionale che si dice comunque fiducioso sul fatto che alla fine, una soluzione si troverà. Sebbene la Verì sottolinei che la trattativa non è politica, ma che politico è l’indirizzo, il caso politico lo è diventato. L’assessore ribadisce quindi che l’obiettivo è “evitare l’applicazione unilaterale del contratto, consentita dalla legge, cercando di recepire le richieste della categoria, fondamentale per le nuove sfide dell’assistenza sanitaria sul territorio”. “Sono state avanzate delle proposte nel corso dei mesi da parte dei medici, che però avrebbero impattato in modo eccessivo sui conti delle Asl, non garantendo la sostenibilità del sistema – conferma Verì-. Per questo la discussione è andata avanti nel tentativo di individuare un punto di caduta che possa soddisfare entrambe le parti”. Ricevi le notizie de IlPescara su WhatsappAl centro del dibattito, spiega, c’è l’indennità aggiuntiva per le Aft, le aggregazioni funzionali. La proposta dei sindacati di categoria risulta troppo onerosa e superiore di circa il 20 per cento rispetto a quella adottata negli accordi integrativi di altre Regioni. “Siamo pronti a continuare la trattativa – ribadisce l’assessore regionale -, ma non possiamo ignorare che l’Abruzzo oggi è una Regione in piano di rientro, i cui bilanci sono monitorati dai ministeri affiancanti. All’epoca del precedente accordo, invece, non c’era alcun vincolo e questo ha consentito l’introduzione di elementi contrattuali aggiuntivi che oggi non sono più previsti neppure dal contratto nazionale”. Rassicurazioni che per Paolucci però contraddirebbero l’operato di una Regione che si trova a fronteggiare, ribadisce, un futuro che parla (questi i dati Gimbe) di 237 pensionamenti entro il 2028. Di fronte a questo, denuncia nuovamente, l’ente “conferma 12 milioni di tagli nel programma operativo e si nasconde dietro i vincoli del piano di rientro e il rischio commissariamento che loro stessi hanno provocato, scaricando sulle spalle dei medici di medicina generale e, di conseguenza, dei cittadini, il peso della propria inerzia”. “È particolarmente grave che anche di fronte alla disponibilità dimostrata dalla Fimmg, arrivata a proporre una soluzione con risorse addirittura identiche a quelle del lontano 2006 (venti anni fa), la Regione non sia stata in grado di chiudere un accordo fondamentale per il funzionamento della sanità territoriale”, chiosa. “Inoltre l’ente contabilizza un taglio in modo inaudito: conteggia gli assistiti iscritti e non gli assistitili utenti, introitando come risparmio la non-iscrizione di oltre 60mila cittadini che non sono coperti da alcun medico di medicina generale, rendendo ancora più difficoltosa la copertura di questo servizio nelle aree interne”. “Stiamo dalla parte dei medici di medicina generale – ribadisce Paolucci -, che rappresentano il primo presidio sanitario per le comunità, soprattutto per le persone più fragili, gli anziani e chi vive nei territori più difficili. Senza un accordo aggiornato, senza strumenti organizzativi e senza un riequilibrio delle risorse tra ospedale e territorio, qualsiasi riforma resterà solo sulla carta”.“Il rischio concreto, come abbiamo tante volte denunciato – incalza il capogruppo regionale Pd – è quello di compromettere l’attuazione del pnrr e del decreto ministeriale 77: Case della comunità, ospedali di comunità e integrazione tra servizi non possono funzionare senza il pieno coinvolgimento e la valorizzazione della medicina generale. La verità è che manca una visione. La Regione continua a non investire sul territorio, lasciando scoperto il livello di assistenza più vicino ai cittadini, mentre le liste d’attesa crescono e i pronto soccorso restano sotto pressione. Serve un cambio di passo immediato. La Regione riapra il confronto, dia risposte concrete e smetta di rinviare. Perché senza medici di base messi nelle condizioni di lavorare, a pagare saranno ancora una volta i cittadini abruzzesi”. “Non ho dubbi, in ogni caso – conclude -, che nei prossimi giorni sarà trovata una soluzione adeguata anche a questa vertenza, nel rispetto della normativa e degli strumenti programmatori regionali vigenti, a partire dal programma operativo 2026-2028”.IlPescara è anche su Mobile! Scarica l’App per rimanere sempre aggiornato.© Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902720110267.PDF §---§ title§§ Medici di base contro Regione Abruzzo: proclamato lo stato di agitazione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902996710069.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "laquilablog.it" del 19 Mar 2026

“Dopo tre anni di trattative e dopo le rassicurazioni arrivate nei mesi scorsi, ci aspettavamo risposte chiare sulla chiusura dell’accordo integrativo regionale (Air).

pubDate§§ 2026-03-19T15:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902996710069.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902996710069.PDF', 'title': 'laquilablog.it'} tp:url§§ https://www.laquilablog.it/medici-di-base-contro-regione-abruzzo-proclamato-lo-stato-di-agitazione/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902996710069.PDF tp:ocr§§ Stampa in pdfL’AQUILA – “Dopo tre anni di trattative e dopo le rassicurazioni arrivate nei mesi scorsi, ci aspettavamo risposte chiare sulla chiusura dell’accordo integrativo regionale (Air). Invece la Regione non ha saputo dare certezze e ha confermato che i vincoli del piano di rientro e la situazione dei conti della sanità non consentono margini di spesa, con il rischio di commissariamento. A questo punto non possiamo che prendere atto della situazione: interrompiamo la trattativa e proclamiamo lo stato di agitazione”. Lo afferma il segretario regionale della Fimmg Abruzzo, Mauro Petrucci, dopo l’incontro con i rappresentanti pubblici della delegazione trattante della Regione Abruzzo, annunciando la mobilitazione del sindacato. “Parliamo di un accordo fermo da quasi vent’anni – prosegue Petrucci – e di una trattativa avviata ormai tre anni fa, nel corso della quale avevamo manifestato più volte la nostra disponibilità a trovare una soluzione condivisa. Eravamo arrivati anche a dichiararci pronti ad accettare una proposta economica ad isorisorse, proprio per senso di responsabilità verso il sistema sanitario regionale. Senza l’accordo integrativo regionale diventa difficile attuare concretamente le riforme previste dal PNRR e dal DM 77, che prevedono il rafforzamento dell’assistenza territoriale, con le Case della salute, gli ospedali di comunità e una maggiore integrazione tra territorio e ospedale. Sono modelli organizzativi che richiedono il coinvolgimento diretto della medicina generale, ma che, senza un quadro contrattuale aggiornato e senza un riequilibrio della spesa tra ospedale e territorio, rischiano di restare sulla carta”.“Il paradosso – osserva il segretario – è che mentre a livello nazionale si parla di rafforzare la sanità territoriale, in Abruzzo si continua a chiedere al territorio di fare sacrifici. Così si rischia di creare una medicina del territorio di serie B rispetto ad altre regioni vicine che invece stanno investendo proprio su questo modello assistenziale. La medicina generale sta già vivendo una fase molto delicata. con pensionamenti in aumento e sempre meno giovani attratti da questa professione. In molte zone della regione diventa difficile garantire la presenza di un medico di famiglia e le aree interne sono quelle che rischiano di pagare il prezzo più alto. Sempre più cittadini faticano a trovare un medico di riferimento e il ricambio generazionale non è più garantito”.“La nostra non è una battaglia di categoria: quando si indebolisce la medicina territoriale a pagarne il prezzo sono prima di tutto i cittadini. Con lo stato di agitazione vogliamo aprire una fase di confronto pubblico sulla situazione della sanità territoriale in Abruzzo e informare la comunità su ciò che sta accadendo. Da oggi – conclude Petrucci – parte la nostra mobilitazione in difesa della sanità territoriale e del diritto dei cittadini ad avere servizi sanitari accessibili e di qualità, soprattutto nelle aree più fragili della regione”.Sanità territoriale e medici di medicina generale, Paolucci (PD): “Nel Programma Operativo la Giunta Marsilio delibera12 milioni di tagli. Siamo con medici e i cittadini”“La decisione della Fimmg Abruzzo di interrompere la trattativa sull’Accordo integrativo regionale e proclamare lo stato di agitazione è un segnale gravissimo, che certifica ancora una volta il fallimento della Regione sul fronte della sanità territoriale e lo scollamento dalla realtà su cui incide anche il nuovo allarme della Fondazione Gimbe che per l’Abruzzo annuncia il rischio di ulteriori scoperture con il pensionamento di 237 medici entro il 2028”, dichiara il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Silvio Paolucci dopo l’annuncio del segretario regionale Fimmg Mauro Petrucci.“Invece la Regione che fa? Conferma 12 milioni di tagli nel Programma Operativo e si nasconde dietro i vincoli del piano di rientro e il rischio commissariamento che loro stessi hanno provocato, scaricando sulle spalle dei medici di medicina gener ale e, di conseguenza, dei cittadini, il peso della propria inerzia – sottolinea Paolucci – . È particolarmente grave che anche di fronte alla disponibilità dimostrata dalla Fimmg, arrivata a proporre una soluzione con risorse addirittura identiche a quelle del lontano 2006 (venti anni fa), la Regione non sia stata in grado di chiudere un accordo fondamentale per il funzionamento della sanità territoriale. Inoltre l’Ente contabilizza un taglio in modo inaudito: conteggia gli assistiti iscritti e non gli assistitili utenti, introitando come risparmio la non-iscrizione di oltre 60.000 cittadini che non sono coperti da alcun medico di medicina generale, rendendo ancora più difficoltosa la copertura di questo servizio nelle aree interne. Stiamo dalla parte dei medici di medicina generale, che rappresentano il primo presidio sanitario per le comunità, soprattutto per le persone più fragili, gli anziani e chi vive nei territori più difficili. Senza un accordo aggiornato, senza strumenti organizzativi e senza un riequilibrio delle risorse tra ospedale e territorio, qualsiasi riforma resterà solo sulla carta. Il rischio concreto, come abbiamo tante volte denunciato – incalza Paolucci – è quello di compromettere l’attuazione del PNRR e del DM 77: Case della comunità, ospedali di comunità e integrazione tra servizi non possono funzionare senza il pieno coinvolgimento e la valorizzazione della medicina generale. La verità è che manca una visione. La Regione continua a non investire sul territorio, lasciando scoperto il livello di assistenza più vicino ai cittadini, mentre le liste d’attesa crescono e i pronto soccorso restano sotto pressione. Serve un cambio di passo immediato. La Regione riapra il confronto, dia risposte concrete e smetta di rinviare. Perché senza medici di base messi nelle condizioni di lavorare, a pagare saranno ancora una volta i cittadini abruzzesi”. Stampa in pdf TAGS medici di base medium regione abruzzo sanità tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902996710069.PDF §---§ title§§ Fimmg contro la Regione, proclamato lo stato di agitazione. Verì «Sì a istanze dei medici, ma con equilibrio» - News Town L'Aquila Abruzzo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902718410346.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "news-town.it" del 19 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-19T16:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902718410346.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902718410346.PDF', 'title': 'news-town.it'} tp:url§§ https://news-town.it/2026/03/19/affari-pubblici/accordo-integrativo-stato-di-agitazione-dei-medici-medicina-generale-veri-si-alle-loro-istanze-ma-con-equilibrio/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902718410346.PDF tp:ocr§§ Tutti i risultati...La Fimmg Abruzzo interrompe la trattativa sull’Accordo integrativo regionale (Air) e proclama lo stato di agitazione.Lo annuncia lo stesso sindacato, sottolineanco che, «dopo tre anni di trattative e dopo le rassicurazioni arrivate nei mesi scorsi«, la Regione Abruzzo «non ha saputo dare certezze e ha confermato che i vincoli del piano di rientro e la situazione dei conti della sanità non consentono margini di spesa, con il rischio di commissariamento».Dopo l’incontro in Regione che c’è stato martedì 17 marzo, il segretario della Fimmg Abruzzo, Mauro Petrucci, ricorda che si tratta di «un accordo fermo da quasi vent’anni e di una trattativa avviata ormai tre anni fa, nel corso della quale avevamo manifestato più volte la nostra disponibilità a trovare una soluzione», arrivando anche a «dichiararci pronti ad accettare una proposta economica ad isorisorse, per senso di responsabilità verso il sistema sanitario».«Senza l’Accordo integrativo regionale – aggiunge – diventa molto difficile attuare concretamente le riforme previste dal Pnrr e dal Dm 77, che prevedono il rafforzamento dell’assistenza territoriale, con le Case della salute, gli ospedali di comunità e una maggiore integrazione tra territorio e ospedale».L’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, è intervenuta sullo stato di agitazione dei medici di medicina generale proclamato dal sindacato Fimmg, affermando che «non c’è nessuna volontà da parte della Regione di penalizzare la medicina generale, tutt’altro: l’indirizzo politico è quello di accogliere le istanze dei medici, ma va trovato un giusto equilibrio tra le legittime aspettative della categoria, i vincoli di bilancio e le condizioni applicate dalle altre Regioni italiane”.«La trattativa per l’accordo integrativo regionale – ha detto l’assessore – è condotta dalla delegazione di parte pubblica della quale non fa parte l’organo politico, che però ha dettato un preciso indirizzo: evitare l’applicazione unilaterale del contratto, consentita dalla legge, cercando di recepire le richieste della categoria, fondamentale per le nuove sfide dell’assistenza sanitaria sul territorio. Sono state avanzate delle proposte nel corso dei mesi da parte dei medici, che però avrebbero impattato in modo eccessivo sui conti delle Asl, non garantendo la sostenibilità del sistema. Per questo la discussione è andata avanti nel tentativo di individuare un punto di caduta che possa soddisfare entrambe le parti»Al centro del dibattito c’è l’indennità aggiuntiva per le Aft, le aggregazioni funzionali. La proposta dei sindacati di categoria risulta troppo onerosa e superiore di circa il 20 per cento rispetto a quella adottata negli accordi integrativi di altre Regioni.«Siamo pronti – ha concluso l’assessore – a continuare la trattativa, ma non possiamo ignorare che l’Abruzzo oggi è una Regione in piano di rientro, i cui bilanci sono monitorati dai ministeri affiancanti. All’epoca del precedente accordo, invece, non c’era alcun vincolo e questo ha consentito l’introduzione di elementi contrattuali aggiuntivi che oggi non sono più previsti neppure dal contratto nazionale. Non ho dubbi, in ogni caso, che nei prossimi giorni sarà trovata una soluzione adeguata anche a questa vertenza, nel rispetto della normativa e degli strumenti programmatori regionali vigenti, a partire dal programma operativo 2026-2028».Sulla questione è intervenuto anche il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Silvio Paolucci : «La decisione della Fimmg Abruzzo di interrompere la trattativa sull’Accordo integrativo regionale e proclamare lo stato di agitazione è un segnale gravissimo, che certifica ancora una volta il fallimento della Regione sul fronte della sanità territoriale e lo scollamento dalla realtà su cui incide anche il nuovo allarme della Fondazione Gimbe che per l’Abruzzo annuncia il rischio di ulteriori scoperture con il pensionamento di 237 medici entro il 2028»«Invece la Regione che fa? Conferma 12 milioni di tagli nel Programma Operativo e si nasconde dietro i vincoli del piano di rientro e il rischio commissariamento che loro stessi hanno provocato, scaricando sulle spalle dei medici di medicina generale e, di conseguenza, dei cittadini, il peso della propria inerzia – ha sottolineato Paolucci – . È particolarmente grave che anche di fronte alla disponibilità dimostrata dalla Fimmg, arrivata a proporre una soluzione con risorse addirittura identiche a quelle del lontano 2006 (venti anni fa), la Regione non sia stata in grado di chiudere un accordo fondamentale per il funzionamento della sanità territoriale. Inoltre l’Ente contabilizza un taglio in modo inaudito: conteggia gli assistiti iscritti e non gli assistitili utenti, introitando come risparmio la non-iscrizione di oltre 60.000 cittadini che non sono coperti da alcun medico di medicina generale, rendendo ancora più difficoltosa la copertura di questo servizio nelle aree interne».«Stiamo dalla parte dei medici di medicina generale, che rappresentano il primo presidio sanitario per le comunità, soprattutto per le persone più fragili, gli anziani e chi vive nei territori più difficili. Senza un accordo aggiornato, senza strumenti organizzativi e senza un riequilibrio delle risorse tra ospedale e territorio, qualsiasi riforma resterà solo sulla carta. Il rischio concreto, come abbiamo tante volte denunciato è quello di compromettere l’attuazione del PNRR e del DM 77: Case della comunità, ospedali di comunità e integrazione tra servizi non possono funzionare senza il pieno coinvolgimento e la valorizzazione della medicina generale. La verità è che manca una visione. La Regione continua a non investire sul territorio, lasciando scoperto il livello di assistenza più vicino ai cittadini, mentre le liste d’attesa crescono e i pronto soccorso restano sotto pressione. Serve un cambio di passo immediato. La Regione riapra il confronto, dia risposte concrete e smetta di rinviare. Perché senza medici di base messi nelle condizioni di lavorare, a pagare saranno ancora una volta i cittadini abruzzesi», ha concluso. tp:writer§§ Marianna Galeota guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902718410346.PDF §---§ title§§ Campania. Senese (Smi): “Sulla medicina generale evitare debacle, riscrivere l’Air” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902900108979.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 19 Mar 2026

Appello al presidente Fico affinché si possa riscrivere “un AIR degno di questo nome che mette al centro il cittadino e che renda più attrattiva la professione medica,

pubDate§§ 2026-03-19T09:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902900108979.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902900108979.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/campania/campania-senese-smi-sulla-medicina-generale-evitare-debacle-riscrivere-lair/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902900108979.PDF tp:ocr§§ “Secondo i dati recenti diffusi qualche giorno fa dalla Fondazione Gimbe, la situazione dei Medici di Medicina Generale (MMG) in Italia è critica, con una carenza nazionale che supera i 5.700 medici di medici di famiglia. La Regione Campania è una delle più colpite, con una carenza di 643 medici al 1° gennaio 2025. I nuovi pensionamenti entro il 2028, aggiungeranno altri 1.147 MMG in pensione solo in Campania. Questa situazione si traduce, inevitabilmente, in un elevato carico di pazienti che limita fortemente la qualità dell’assistenza e metta a rischio la tenuta della medicina territoriale”. A dichiararlo, in una nota, Giovanni Senese, segretario regionale Campania dello Smi.In Campania a ottobre 2025 è stato scritto un Accordo Integrativo Regionale (A.I.R) della medicina generale che la segreteria regionale dello Smi definisce “capestro” e fortemente criticato dallo S.M.I. in quanto ritenuto “illegittimo e contrario all’Accordo Collettivo Nazionale (A.C.N.)”. “A nostro avviso l’A.I.R. configura un danno erariale e per questo sono stati chiesti chiarimenti alla Regione richiedendone una sospensiva nell’applicazione”, spiega Senese.L’ultimo AIR, inoltre, rappresenta per lo Smi “un passo indietro che va nella direzione sbagliata contribuendo a rendere meno attrattiva in Campania la nobile professione del medico di famiglia, che viene ridotta a un puro terminale burocratico-amministrativo e a un mero ricettificio”.“Chiediamo a viva voce al neo-eletto Presidente Fico di prendere una decisione chiara affinché si possa riscrivere un AIR degno di questo nome che mette al centro il cittadino e che renda più attrattiva la professione medica, considerato che se si continua di questo passo i cittadini resteranno soli. I medici di medicina generale, di questo passo, troveranno certamente altre collocazioni, come già si sta verificando, scegliendo soluzioni lavorative con meno burn-out per svolgere la propria attività in modo più sostenibile e più equilibrato. Dalla Campania parta l’iniziativa per rendere attrattiva la Medicina Generale”, conclude Senese. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902900108979.PDF §---§ title§§ Medici di base: nel Lazio quasi mille in meno entro il 2028 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902900008978.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "romatoday.it" del 19 Mar 2026

Il Lazio è la terza Regione italiana a pagare il prezzo più alto a causa di professionisti sempre più vicini all''età della pensione. E difficili da sostituire. Tutti i numeri

pubDate§§ 2026-03-19T09:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902900008978.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902900008978.PDF', 'title': 'romatoday.it'} tp:url§§ https://www.romatoday.it/politica/allarme-lazio-senza-mille-medici.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902900008978.PDF tp:ocr§§ Entro il 2028 Roma e il Lazio si ritroveranno con quasi mille medici in meno. E quelli che rimarranno operativi saranno sempre più anziani e “sovraccarichi”. Il dato arriva dall’ultimo report della Fondazione Gimbe, che è tornata a mappare la situazione della sanità pubblica nella Regione e in Italia, concentrandosi stavolta sulla situazione dei medici di medicina generale.Nel Lazio medici sempre più anzianiSecondo il report sono oltre 8100 i medici di base che entro il 2028 raggiungeranno l’età di pensionamento, ovvero i 70 anni. Di questi ben 925 sono operativi nel Lazio. Si tratta del terzo dato regionale più alto dopo quello della Campania (-1147) e della Lombardia (-928). Il che significa che tra due anni la Capitale e tutta la Regione perderanno quasi mille medici di base. Un numero importante considerando anche che il Lazio, sempre secondo il report Gimbe, fa già i conti con almeno 358 camici bianchi in meno rispetto a quelli che sarebbero effettivamente necessari. Dal 2019 al 2024, inoltre, secondo lo studio, la Regione ha subito una riduzione percentuale del 15.8% del numero di medici.“La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili”.La situazione a RomaGuardando poi nel dettaglio alla situazione di Roma, il fatto che sia tutt’altro che rosea era emerso anche dall’ultimo report Salute e Sanità del Comune. Dal 2023 al 2024, la Capitale ha perso 62 medici di medicina generale, passando da 1917 a 1855 professionisti, mentre dal 2015 il totale dei medici di base persi è pari a 527.Tra le conseguenze di questa situazione c’è l’aumento del numero di assistiti per ogni medico che, in diverse zone della città, sfora il massimale dei 1500. In particolare: la situazione più preoccupante si riscontra nel VI municipio, dove un medico assiste in media 1947 pazienti. Oltre il limite ci sono anche i municipi X (128 medici con una media di 1577 assistiti), XI (85 medici e una media di 1586 assistiti) e XV (66 professionisti e una media di 1666 pazienti). Cosa accadrà quando questi medici andranno in pensione?Per cercare di intervenire sull’emergenza in corso, la Regione ha pubblicato un avviso per l’assegnazione degli ambiti territoriali carenti per i medici di medicina generale.Il nodo delle case della comunitàLa situazione dei medici di base è collegata anche a un’altra questione, un cavallo di battaglia del presidente della Regione, Francesco Rocca: le case della comunità. Strutture che prevedono la presenza dei medici H24 e sette giorni su sette nelle strutture hub e H12, sei giorni su sette negli spoke. Per rendere davvero effettivo al 100% il funzionamento delle nuove case della comunità, è in discussione da tempo il nuovo accordo integrativo regionale con i medici di base. Ma se i pensionamenti aumentano sarà davvero possibile riempire queste strutture.Rivoluzione o "scatole vuote". Cosa sono le case della comunità e come cambiano la sanità a RomaSe lo chiede l’opposizione in Regione, con il dem Massimiliano Valeriani, che ha più volte sollevato la questione. Ma anche il Campidoglio, con la consigliera del Pd e presidente della commissione Politiche sociali, Nella Converti, che ha di nuovo ribadito il rischio che queste strutture rimangano delle “scatole vuote”, proprio per la carenza di medici.“È certo che al 2028 le nuove leve non riusciranno a compensare le carenze attuali e i pensionamenti attesi – sottolinea dalla Fondazione Gimbe Cartabellotta -. E mentre si avvicina la scadenza del 30 giugno 2026, alla quale si guardava con fiducia per attuare la riforma dell’assistenza territo riale, il ruolo del medico di famiglia non è ancora stato definito con chiarezza e si moltiplicano, in modo disordinato, le norme che dovrebbero ridisegnarlo”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902900008978.PDF §---§ title§§ Medici di famiglia, Snami dopo i dati GIMBE: “Serve riforma su formazione e lavoro” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902902409018.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "tuttosanita.com" del 19 Mar 2026

TuttoSanità - Medici di famiglia, Snami dopo i dati GIMBE: “Serve riforma su formazione e lavoro” - CAMPANIA

pubDate§§ 2026-03-19T10:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902902409018.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902902409018.PDF', 'title': 'tuttosanita.com'} tp:url§§ https://www.tuttosanita.com/medici-di-famiglia-snami-dopo-i-dati-gimbe-serve-riforma-su-formazione-e-lavoro/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=medici-di-famiglia-snami-dopo-i-dati-gimbe-serve-riforma-su-formazione-e-lavoro tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902902409018.PDF tp:ocr§§ La medicina generale è in una fase critica e richiede una riforma strutturale su formazione e condizioni di lavoro. È la posizione dello SNAMI, che interviene dopo i dati diffusi dalla Fondazione GIMBE sulla carenza di medici di famiglia e sull’aumento del carico assistenziale.In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale, con una media di 1.383 assistiti per medico, superiore al livello ritenuto ottimale, riferisce la nota. Entro il 2028 sono inoltre previsti oltre 8.000 pensionamenti, a fronte di un numero insufficiente di nuovi ingressi.“Non siamo più di fronte a una difficoltà contingente, ma a una crisi strutturale che richiede interventi immediati e una visione di sistema”, dichiara Simona Autunnali, segretario nazionale SNAMI.Il sindacato evidenzia come le misure adottate finora – aumento dei massimali, proroghe oltre i 70 anni e impiego dei medici in formazione – non abbiano inciso sulle cause della carenza.“Il tema centrale oggi è la perdita di attrattività della medicina generale”, prosegue Autunnali. “I giovani medici scelgono altri percorsi perché percepiscono questa professione come poco sostenibile, sia dal punto di vista organizzativo che professionale”.Sulla stessa linea Federico Di Renzo, addetto stampa SNAMI: “Se si indebolisce il primo punto di accesso al Servizio sanitario nazionale, si indebolisce l’intero sistema. È necessario uscire dalla logica delle misure tampone e costruire un modello moderno, capace di integrare territorio, prevenzione e presa in carico delle cronicità”.Tra le proposte, SNAMI indica la necessità di una riforma della formazione con il riconoscimento della medicina generale come specializzazione universitaria, per aumentare l’attrattività della professione e rafforzarne il ruolo nel sistema sanitario.Il sindacato richiama infine l’impatto dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento delle patologie croniche, che contribuiscono a incrementare i carichi assistenziali e a ridurre il tempo dedicato ai pazienti. Senza interventi strutturali, conclude SNAMI, il rischio è quello di lasciare un numero crescente di cittadini senza medico di famiglia, con ricadute sull’accesso e sulla qualità dell’assistenza.Condividi:Condividi su TumblrE-mailWhatsAppStampaMi piace:Mi piace Caricamento... Correlati tp:writer§§ La Redazione guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902902409018.PDF §---§ title§§ Smi Campania, appello alla Regione: si riscriva l’Accordo Integrativo Regionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902909909201.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "tuttosanita.com" del 19 Mar 2026

TuttoSanità - Smi Campania, appello alla Regione: si riscriva l’Accordo Integrativo Regionale - CAMPANIA

pubDate§§ 2026-03-19T10:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902909909201.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902909909201.PDF', 'title': 'tuttosanita.com'} tp:url§§ https://www.tuttosanita.com/smi-campania-appello-alla-regione-si-riscriva-laccordo-integrativo-regionale/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=smi-campania-appello-alla-regione-si-riscriva-laccordo-integrativo-regionale tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902909909201.PDF tp:ocr§§ Secondo i dati recenti diffusi qualche giorno fa dalla Fondazione Gimbe, la situazione dei Medici di Medicina Generale (MMG) in Italia è critica, con una carenza nazionale che supera i 5.700 medici di medici di famiglia. La Regione Campania è una delle più colpite, con una carenza di 643 medici al 1° gennaio 2025. I nuovi pensionamenti entro il 2028, aggiungeranno altri 1.147 MMG in pensione solo in Campania. Questa situazione si traduce, inevitabilmente, in un elevato carico di pazienti che limita fortemente la qualità dell’assistenza e metta a rischio la tenuta della medicina territoriale, così Giovanni Senese, Segretario Regionale Campania dello SMI.In Campania a ottobre 2025 è stato scritto un Accordo Integrativo Regionale (A.I.R) della medicina generale che definiamo capestro e fortemente criticato dallo S.M.I. in quanto illegittimo e contrario all’Accordo Collettivo Nazionale (A.C.N.). A nostro avviso l’A.I.R. configura un danno erariale e per questo sono stati chiesti chiarimenti alla Regione richiedendone una sospensiva nell’applicazione.L’ultimo AIR, inoltre, rappresenta un passo indietro che va nella direzione sbagliata contribuendo a rendere meno attrattiva in Campania la nobile professione del medico di famiglia, che viene ridotta a un puro terminale burocratico-amministrativo e a un mero ricettificio.Chiediamo a “viva voce” al neo-eletto Presidente Fico di prendere una decisione chiara affinché si possa riscrivere un AIR degno di questo nome che mette al centro il cittadino e che renda più attrattiva la professione medica, considerato che se si continua di questo passo i cittadini resteranno soli. I medici di medicina generale, di questo passo, troveranno certamente altre collocazioni, come già si sta verificando, scegliendo soluzioni lavorative con meno burn-out per svolgere la propria attività in modo più sostenibile e più equilibrato. Dalla Campania parta l’iniziativa per rendere attrattiva la Medicina Generale.Condividi:Condividi su TumblrE-mailWhatsAppStampaMi piace:Mi piace Caricamento... Correlati tp:writer§§ La Redazione guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/19/2026031902909909201.PDF §---§