title§§ Cartello le regioni del Sud per abbattere la mobilità passiva link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031403239107394.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "EDICOLA DEL SUD BARI BAT" del 14 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-14T07:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031403239107394.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031403239107394.PDF', 'title': 'EDICOLA DEL SUD BARI BAT'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031403239107394.PDF tp:ocr§§ Cartello le regioni del Sud per abbattere la mobilità passiva L’iniziativa di Puglia, Basilicata e Campania metterà a sistema dati clinici, cure e sperimentazioni sul carcinoma del seno FEDERICA DIBENEDETTO ALLEANZA MEDITERRANEA ONCOLOGICA 2 BARI La Puglia entra nella rete dei grandi centri oncologici del Mezzogiorno per rafforzare diagnosi e cure del tumore al seno e contrastare la migrazione sanitaria. Un obiettivo reso possibile grazie al progetto «Beacon» (Breast cancer enhanced assessment and care with outcome-driven navigation) e punta a mettere in connessione competenze cliniche, ricerca e tecnologie digitali. Il progetto sarà presentato lunedì prossimo nell’auditorium dell’«Irccs Centro di Riferimento Oncologico» della Basilicata (Crob) di Rionero in Vulture, in provincia di Potenza. L’iniziativa nasce nell’ambito dell’«Alleanza Mediterranea Oncologia in Rete» (A.M.O.Re.), che collega tre Irccs oncologici del Mezzogiorno. Oltre al centro lucano partecipano, infatti, l’Istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari e l’Istituto nazionale tumori Fondazione Pascale di Napoli. Alla presentazione del progetto saranno presenti i direttori generali dei tre istituti coinvolti: Massimo De Fino per l’Irccs Crob, Alessandro Delle Donne per l’Istituto Tumori di Bari e Maurizio Di Mauro per l’istituto napoletano Pascale. L’idea alla base è quella di costruire un sistema integrato per la gestione del carcinoma mammario, attraverso la condivisione dei dati clinici, il confronto multidisciplinare tra specialisti e l’utilizzo di strumenti digitali. In questo modo le pazienti potranno essere seguite lungo tutto il percorso di cura, dalla diagnosi al trattamento fino al follow-up, con protocolli condivisi e standard assistenziali elevati. Il progetto si inserisce in un contesto segnato da una criticità storica della sanità meridionale: la migrazione sanitaria. Ogni anno migliaia di pazienti del Sud si spostano verso altre regioni per ricevere cure specialistiche, soprattutto in ambito oncologico, con un impatto rilevante sia sul piano sociale sia su quello economico. Proprio la Puglia continua a fare i conti con questo fenomeno. Secondo l’ultimo rapporto della «Fondazione Gimbe» sulla mobilità sanitaria interregionale, nel 2023 la regione ha registrato un saldo negativo di 253,2 milioni di euro, determinato dalla differenza tra quanto incassato per curare pazienti provenienti da altre regioni e quanto invece pagato per i pugliesi che scelgono di farsi curare fuori regione. Numeri che fotografano un sistema segnato da forti squilibri territoriali e che rendono, dunque, ancora più strategiche iniziative di cooperazione tra centri di eccellenza del Mezzogiorno. La sfida, insomma, non è soltanto clinica ma anche territoriale. ---End text--- Author: FEDERICA DIBENEDETTO Heading: ALLEANZA MEDITERRANEA ONCOLOGICA Highlight: Image:Uno dei tre ospedali coinvolti nel progetto -tit_org- Cartello le regioni del Sud per abbattere la mobilità passiva -sec_org- tp:writer§§ FEDERICA DIBENEDETTO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031403239107394.PDF §---§ title§§ Cartello le regioni del Sud per abbattere la mobilità passiva link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031403082206721.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "EDICOLA DEL SUD BASILICATA" del 14 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-14T06:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031403082206721.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031403082206721.PDF', 'title': 'EDICOLA DEL SUD BASILICATA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031403082206721.PDF tp:ocr§§ Cartello le regioni del Sud per abbattere la mobilità passiva L’iniziativa di Puglia, Basilicata e Campania metterà a sistema dati clinici, cure e sperimentazioni sul carcinoma del seno ALLEANZA MEDITERRANEA ONCOLOGICA 2 BARI La Puglia entra nella rete dei grandi centri oncologici del Mezzogiorno per rafforzare diagnosi e cure del tumore al seno e contrastare la migrazione sanitaria. Un obiettivo reso possibile grazie al progetto «Beacon» (Breast cancer enhanced assessment and care with outcome-driven navigation) e punta a mettere in connessione competenze cliniche, ricerca e tecnologie digitali. Il progetto sarà presentato lunedì prossimo nell’auditorium dell’«Irccs Centro di Riferimento Oncologico» della Basilicata (Crob) di Rionero in Vulture, in provincia di Potenza. L’iniziativa nasce nell’ambito dell’«Alleanza Mediterranea Oncologia in Rete» (A.M.O.Re.), che collega tre Irccs oncologici del Mezzogiorno. Oltre al centro lucano partecipano, infatti, l’Istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari e l’Istituto nazionale tumori Fondazione Pascale di Napoli. Alla presentazione del progetto saranno presenti i direttori generali dei tre istituti coinvolti: Massimo De Fino per l’Irccs Crob, Alessandro Delle Donne per l’Istituto Tumori di Bari e Maurizio Di Mauro per l’istituto napoletano Pascale. L’idea alla base è quella di costruire un sistema integrato per la gestione del carcinoma mammario, attraverso la condivisione dei dati clinici, il confronto multidisciplinare tra specialisti e l’utilizzo di strumenti digitali. In questo modo le pazienti potranno essere seguite lungo tutto il percorso di cura, dalla diagnosi al trattamento fino al follow-up, con protocolli condivisi e standard assistenziali elevati. Il progetto si inserisce in un contesto segnato da una criticità storica della sanità meridionale: la migrazione sanitaria. Ogni anno migliaia di pazienti del Sud si spostano verso altre regioni per ricevere cure specialistiche, soprattutto in ambito oncologico, con un impatto rilevante sia sul piano sociale sia su quello economico. Proprio la Puglia continua a fare i conti con questo fenomeno. Secondo l’ultimo rapporto della «Fondazione Gimbe» sulla mobilità sanitaria interregionale, nel 2023 la regione ha registrato un saldo negativo di 253,2 milioni di euro, determinato dalla differenza tra quanto incassato per curare pazienti provenienti da altre regioni e quanto invece pagato per i pugliesi che scelgono di farsi curare fuori regione. Numeri che fotografano un sistema segnato da forti squilibri territoriali e che rendono, dunque, ancora più strategiche iniziative di cooperazione tra centri di eccellenza del Mezzogiorno. La sfida, insomma, non è soltanto clinica ma anche territoriale. ---End text--- Author: FEDERICA DIBENEDETTO Heading: ALLEANZA MEDITERRANEA ONCOLOGICA Highlight: Image:Uno dei tre ospedali coinvolti nel progetto -tit_org- Cartello le regioni del Sud per abbattere la mobilità passiva -sec_org- tp:writer§§ FEDERICA DIBENEDETTO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031403082206721.PDF §---§ title§§ Sanità, i primi tagli dopo il maxi-buco = Sanità, scattano i primi tagli dopo il buco da 369 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401780906096.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 14 Mar 2026

Nel 2025 pagato il 22% in più ai privati La Regione blocca le assunzioni «elettorali» delle Sanitaservice I conti: nel 2025 la spesa a favore dei privati è cresciuta del 22%

pubDate§§ 2026-03-14T05:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401780906096.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401780906096.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401780906096.PDF tp:ocr§§ PUGLIA LA REGIONE HA FERMATO LE ASSUNZIONI NELLE SANITASERVICE Sanità, i primi tagli dopo il maxi-buco Nel 2025 pagato il 22% in più ai privati Sanità, scattano i primi tagli dopo il buco da 369 milioni La Regione blocca le assunzioni «elettorali» delle Sanitaservice I conti: nel 2025 la spesa a favore dei privati è cresciuta del 22% PUGLIA I NODI DEL CENTROSINISTRA «SI PARTE CON LA PRESA IN CARICO» L’annuncio di Decaro: ora ci occuperemo dei malati oncologici, devono essere i reparti a occuparsi di prenotare esami e visite SCAGLIARINI A PAGINA 11>> l BARI. Le assunzioni effettuate dalle Sanitaservice nel corso del 2025 potrebbero aver aggravato i conti delle Asl per una cifra quantificabile tra i 20 e i 40 milioni. Il tutto nonostante una delibera della giunta regionale che dal 2024 imponeva una stretta gestionale sulle società in-house. È per questo che ieri il capo di gabinetto della Regione, Davide Pellegrino, ha firmato una direttiva con cui impone di fermare tutto. Il dipartimento Salute dovrà quindi ordinare alle Asl di sospendere tutte le procedure assunzionali, dirette e tramite contratti interinali, nonché tutte le esternalizzazioni di servizi e tutte le consulenze, pena la rimozione degli amministratori unici delle Sanitaservice: eventuali eccezioni dovranno essere autorizzate dalla Regione. Una decisione che Pellegrino ha annunciato «nelle more della prossima adozione delle misure regionali finalizzate al rafforzamento dei meccanismi di governo, contenimento e controllo della spesa del Servizio sanitario regionale», divenute ormai urgenti per via del buco da 369 milioni di euro che costringerà la Regione ad aumentare l’addizionale Irpef, oltre che a presentare ai ministeri vigilianti un Piano operativo triennale per riportare in equilibrio la gestione delle Asl. La riunione romana di martedì 10 ha infatti portato i ministeri di Economia e Salute a chiedere nuovamente alla Puglia di intervenire con misure strutturali. Si tratta ovviamente di tagli alla rete ospedaliera, con l’applicazione dei criteri previsti dal Dm 77 sui volumi di attività dei reparti, ma anche con la chiusura di alcuni piccoli ospedali. Una prospettiva che ha scatenato il panico dal punto di vista politico, anche perché sono circolate liste di ospedali da chiudere totalmente inventate: al momento infatti non c’è alcuna decisione, salvo un ragionamento emerso in una riunione tecnica con il governatore Antonio Decaro, lunedì scorso - che porta a quantificare in 100 milioni di euro il valore della spesa corrente da tagliare. Nei prossimi giorni il dipartimento Salute dovrà consegnare alla giunta un’analisi dettagliata della spesa, per capire dove sono finiti i soldi. Solo una piccola parte degli extracosti è stata assorbita dalla rete ospedaliera. È noto ad esempio l’incremento di 40 milioni per la spesa farmaceutica dovuto ai farmaci usciti dalla lista degli innovativi e dunque finiti sui conti delle Regioni. Ma è un tema anche la spesa per la sanità privata, aumentata del 22% tra 2024 e 2025, in particolare sulle strutture residenziali (la psichiatria) e sulla riabilitazione. Per quanto riguarda il sociosanitario, l’internalizzazione delle Rsa (Campi Salentina, Torremaggiore e Sannicandro Garganico) è costata 19 milioni, più altri 9 milioni per Ceglie Messapica. In tutto questo le Sanitaservice (che si occupano di ausiliariato, pulizie, portierato e servizi accessori) sono un argomento delicatissimo. Una parte dell’incremento di spesa è dovuto all’internalizzazione del servizio 118 che è andata a regime nel 2025. Alcune delle società in-house (in particolare Bari, Foggia e Taranto) nell’anno delle elezioni sono diventate veri e propri serbatoi di assunzioni, anche grazie al ricorso alle agenzie interinali che sfuggono al controllo e permettono di imbarcare gente collegata alla politica. A Foggia pende un concorso con 8.242 candidati per 28 posti e due giorni fa il commissario straordinario della Asl Foggia, Giuseppe Nigri, aveva approvato il piano assunzionale 2026 che prevede un’altra infornata. A due giorni dalle e lezioni regionali il «Riuniti» di Foggia aveva tentato di entrare nella Sanitaservice della Asl, con un’operazione che la Corte dei conti ha definito «priva di resilienza finanziaria». Ieri intanto in un video sui social il governatore Decaro ha annunciato che dopo le liste di attesa si occuperà della presa in carico dei pazienti oncologici, avviando finalmente i percorsi di assistenza che assegnano ai reparti il compito di prenotare direttamente visite ed esami attraverso agende dedicate. «Noi vogliamo - ha detto Decaro - che chi ha un tumore non deve andare in giro con delle prescrizioni per una visita specialistica o un’indagine diagnostica». ---End text--- Author: MASSIMILIANO SCAGLIARINI Heading: PUGLIA I NODI DEL CENTROSINISTRA «SI PARTE CON LA PRESA IN CARICO» L’annuncio di Decaro: ora ci occuperemo dei malati oncologici, devono essere i reparti a occuparsi di prenotare esami e visite Highlight: RSA E FARMACI Per i medicinali spesi 40 milioni in più. Altri 28 impiegati per internalizzare Image:IL RISCHIO SPRECHI La Regione ha imposto lo stop delle assunzioni nelle Sanitaservice che durante il 2025 potrebbero aver aggravato i conti delle Asl di una cifra variabile tra 20 e 40 milioni di euro . -tit_org- Sanità, i primi tagli dopo il maxi-buco Sanità, scattano i primi tagli dopo il buco da 369 milioni -sec_org- tp:writer§§ Massimiliano Scagliarini guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401780906096.PDF §---§ title§§ Più welfare ai professionisti con il nuovo statuto Emapi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401782006091.PDF description§§

Estratto da pag. 29 di "ITALIA OGGI" del 14 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-14T05:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401782006091.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401782006091.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401782006091.PDF tp:ocr§§ Più welfare ai professionisti con il nuovo statuto Emapi con il nuovo statuto Emapi «Salto di qualità» all’orizzonte per l’Emapi, l’Ente di mutua assistenza dei professionisti (fondo sanitario riconosciuto dal ministero della Salute) costituito da 17 Casse di previdenza private: grazie alle recentissime modifiche statutarie potrà, infatti, diventare un organismo «in house» dei propri azionisti. E potenziare così l’offerta di welfare per gli iscritti agli Istituti pensionistici e assistenziali, erogando prestazioni direttamente «in autoassicurazione», massimizzando i vantaggi per fornitori e beneficiari. È lo stesso presidente Nunzio Luciano a raccontare, conversando con ItaliaOggi, la strategia che, dice, punta a «valorizzare il ruolo delle Casse, diventate sempre più punto di riferimento per le iniziative di welfare» somministrate alle proprie platee, in un contesto nel quale le pensioni pagate, specie quelle calcolate con il metodo contributivo su redditi non elevati, «sono e saranno spesso non totalmente adeguate al sostentamento». Ecco, dunque, che diventa necessario garantire «in primis» una più vasta assistenza sanitaria, ma pure «agire in maniera consulenziale»: ad esempio, argomenta, si potrebbero veicolare informazioni ai professionisti sulle opportunità presenti sul loro territorio di accedere agevolmente alle cure ed effettuare visite e accertamenti nelle strutture pubbliche «e, dove ciò non sarà possibile, far sapere, o ricordare, che ci sono i loro Enti che suppliscono lì dove il Servizio nazionale non riesce ad arrivare». Ad aderire all’Emapi sono le Casse degli avvocati, dei geometri, dei dottori commercialisti, dei notai, dei ragionieri, degli agenti di commercio e dei consulenti finanziari, dei biologi, dei consulenti del lavoro, dei farmacisti, dei dirigenti e impiegati in agricoltura, dei medici e dei dentisti, degli psicologi, degli infermieri, dei veterinari, dei chimici, fisici, geologi, dottori agronomi e forestali e attuari, dei periti industriali e degli ingegneri e architetti; la quota associativa versata annualmente va dagli 8.000 ai 15.000 euro, a cui si aggiungono stanziamenti (per diversi milioni) finalizzati ad ottenere le coperture per oltre 1,3 milioni di iscritti. «La prima sfida» del nuovo corso dell’Ente sarà impegnarsi per assegnare la «Long term care» (la rendita vitalizia corrisposta in caso di non autosufficienza) attraverso «l’autoassicurazione: inizialmente», precisa Luciano, «non potendo sobbarcarci il rischio totale, verranno stipulate delle convenzioni con le compagnie» del settore. In prospettiva, perciò, con le risorse di tutti gli azionisti, si potrebbero creare strumenti di supporto per i professionisti con cui superare, ad esempio, i limiti anagrafici che le aziende pongono su determinate coperture. E alimentare i servizi di base con pacchetti «ad hoc» tarati sulle esigenze delle Casse che vantano platee non uniformi per età e per genere. Simona D’Alessio _____© Riproduzione riservata _____ n ---End text--- Author: Simona D'Alessio Heading: Highlight: Image: -tit_org- Più welfare ai professionisti con il nuovo statuto Emapi -sec_org- tp:writer§§ SIMONA D'ALESSIO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401782006091.PDF §---§ title§§ Covid, sospensione termini non per tutte le cartelle link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401782106092.PDF description§§

Estratto da pag. 25 di "ITALIA OGGI" del 14 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-14T05:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401782106092.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401782106092.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401782106092.PDF tp:ocr§§ Covid, sospensione termini non per tutte le cartelle La sospensione dei termini durante l’emergenza epidemiologica da Covid 19 non si applica indistintamente a tutte le cartelle esattoriali, ma solo a quelle riferibili ad un arco temporale definito dalla legge. Con queste motivazioni la Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia (nella sentenza n. 2591/2025 resa nota solo in questi giorni) ha rigettato l’appello dell’Agenzia delle entrate Riscossione di Lecco, accogliendo invece l’appello incidentale di un contribuente che si era visto recapitare tre cartelle di pagamento (per un importo totale di euro 44.792,70) per Irpef, addizionale regionale e comunale, sanzioni ed interessi relative agli anni 2006,2007 e 2008. In primo grado, il contribuente, difeso dall’avvocato Stefano Cazzato, aveva ottenuto dalla Cgt di Lecco il riconoscimento dell’avvenuta prescrizione quinquennale di sanzioni e interessi, mentre non era stata riconosciuta la prescrizione decennale delle imposte erariali, vista la sospensione: - dal 1° gennaio 2014 al 15 giugno 2014 per i ruoli affidati in riscossione fino al 31 ottobre 2013 (come per le cartelle oggetto di contestazione); - dall’8 marzo 2020 al 31 agosto 2021, ai sensi dell'articolo 68 del decreto legge n. 18/2020 (“Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da Covid 19) come modificato dall’articolo 2 del dl 30.6.2021 n. 99. La sentenza di primo grado è stata impugnata non solo dall’Ader ma anche dal contribuente con un li autonomi invece la scaappello incidentale volto per il prossimo 30 aprile. a dichiarare il decorso delo infatti nella vigente verla prescrizione decennale olo 4 comma 6-quinquies delle imposte in quanto re, post modifiche apportalative al triennio 4 comma 1 lett. a) e b) del 2006-2008. La Cgt di secon2026 le certificazioni condo grado ha osservato che amente redditi che deri“nel caso di specie non si zioni di lavoro autonomo tratta di carichi, relativi sercizio di arte o profesalle entrate tributarie e vvero provvigioni per le non tributarie, affidati n occasionali inerenti a all’agente della riscossiommissione, di agenzia, di ne durante il periodo di sorappresentanza di comspensione di cui ai commi acciamento di affari van1 e 2-bis e, successivamenvia telematica all'agenzia te, fino alla data del 31 ditro il 30 aprile dell'anno cembre 2021, e neppure afello in cui le somme e i vafidati dopo lo stesso 31 dirrisposti. cembre 2021, bensì affidantinua il comma 6-quinti in precedenza in quan’ultima trance di trasmisto relativi agli anni d'imesiduano quelle contenenposta 2006-2008. Ne consete redditi esenti o non digue che i termini di decaante la dichiarazione predenza e prescrizione relapossono essere trasmessi tivi alle stesse entrate e entrate entro il termine non possono ritenersi proe della dichiarazione dei rogati”. sta ovvero entro il prossi"In definitiva quindi”, 26 (che essendo di sabato ha concluso il collegio, “ mine al 2 novembre 2026). l'intimazione di pagamenicordare che per ogni certo impugnata è tardiva, ssa, tardiva o errata si apcome rilevato nell'appello e di 100 euro con un massiincidentale, in quanto la 00 per sostituto di imposospensione dei termini errata trasmissione della di riscossione dal 1° gena sanzione non si applica naio 2014 al 15 giugno ne della corretta certifica2014 per i ruoli affidati in ata entro i cinque giorni riscossione fino al 31 ottoscadenza. Se la certificabre 2013 non è sufficiente mente trasmessa entro 60 a far ritenere rispettato il ni previsti nel primo e nel termine decennale di prea sanzione è ridotta a un scrizione”. ssimo di euro 20 mila €. Francesco Cerisano Giuliano Mandolesi dipendenti ______© Riproduzione riservata _____ _____© Riproduzione riservata______ ---End text--- Author: Francesco Cerisano Heading: Highlight: Image: -tit_org- Covid, sospensione termini non per tutte le cartelle -sec_org- tp:writer§§ FRANCESCO CERISANO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401782106092.PDF §---§ title§§ Oms: è un dovere della scuola l ' insegnamento di sane abitudini alimentari link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401781506098.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "OSSERVATORE ROMANO" del 14 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-14T05:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401781506098.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401781506098.PDF', 'title': 'OSSERVATORE ROMANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401781506098.PDF tp:ocr§§ Pubblicate linee-guida per sollecitare gli stati a politiche mirate a ridurre l’obesità fra i bambini Oms: è un dovere della scuola l’insegnamento di sane abitudini alimentari di EMILIANO MAGISTRI S uperare il più grande paradosso ancora oggi esistente: il fenomeno di sovrappeso e obesità a cui fa da contraltare la denutrizione. Con al centro le vittime di questo stesso paradosso: i bambini. La sfida l’ha lanciata l’Organizzazione mondiale della sanità pubblicando Policies and interventions to create healthy school food environments, le lineeguida globali su politiche e interventi da adottare per creare ambienti scolastici sani proprio a partire dall’alimentazione. Per l’Oms, infatti, il tema è e deve essere al centro delle azioni da mettere in campo per aiutare i più piccoli a sviluppare abitudini più sane a tavola a partire dalla scuola, per poi adottarle durante il resto della vita. A dare valore a questo obiettivo, come spesso accade, ci pensano i numeri. Nel 2025 circa un bambino e un adolescente in età scolare su dieci in tutto il mondo (parliamo di circa 188 milioni di minori) è risultato obeso, arrivando a superare per la prima volta il numero di chi invece è sottopeso. Trascorrendo gran parte della loro giornata tra i banchi dei vari istituti, per i piccoli le abitudini alimentari sane devono iniziare già dalla prima infanzia. Allo stesso tempo, la scuola deve diventare l’ambiente ideale dove plasmare questi comportamenti e, soprattutto, ridurre le diseguaglianze in materia di salute e nutrizione. A oggi circa 466 milioni di bambini in tutto il mondo consumano pasti a scuola: nonostante questo dato scatti una fotografia piuttosto esaustiva del fenomeno, a quanto comunica l’Oms le informazioni disponibili sulla qualità nutrizionale del cibo che viene somministrato rimangono piuttosto limitate. Spesso si tratta di prodotti disponibili, serviti, venduti o promossi all’interno e nei dintorni di molte scuole, ad alto contenuto di grassi saturi, acidi grassi, zuccheri liberi e sale, e non in linea con le linee-guida alimentari nazionali. Le diete malsane tra i bambini rappresentano un grave rischio per la salute pubblica a livello globale, in quanto possono portare a forme come denutrizione, carenze di micronutrienti, sovrappeso, obesità e malattie non trasmissibili legate all’alimentazione. Negli ultimi anni, oltre 45 milioni di bambini di età inferiore ai 5 anni sono risultati affetti da deperimento, di cui 13,6 milioni da deperimento grave: ben 148,1 milioni, sempre sotto i 5 anni, sono stati quelli ad aver manifestato l’arresto della crescita. Inoltre, in base a quanto indicato nel documento dell’Organizzazione mondiale della sanità, nella fascia d’età tra i 5 e i 19 anni, 65,1 milioni di ragazze e 94,2 milioni di ragazzi sono risultati obesi, con un aumento rispettivamente di 51,2 milioni e 76,7 milioni rispetto alla precedente indagine effettuata nel 1990. Una condizione che ha portato l’agenzia dell’Onu a rilanciare la necessità di interventi mirati alla luce dell’assenza di progressi proprio nella riduzione del sovrappeso infantile; anche perché le politiche da sole non sono sufficienti ma occorre integrarle con meccanismi di monitoraggio e applicazione per garantire che le linee-guida siano attuate in modo efficace e coerente nelle scuole. Secondo il database globale dell’Oms sull’attuazione delle azioni in materia di alimentazione e nutrizione (Gifna), a ottobre 2025 centoquattro stati membri hanno adottato politiche sull’alimentazione sana nelle scuole, con quasi tre quarti che includevano criteri obbligatori per guidare la composizione dei pasti scolastici. Tuttavia, solo quarantotto di essi avevano politiche che limitavano la commercializzazione di alimenti ad alto contenuto di zucchero, sale o grassi malsani. Le linee-guida vogliono quindi sensibilizzare nazioni e governi su una duplice azione: da un lato aumentare la disponibilità, l’acquisto e il consumo di alimenti e bevande che contribuiscano a una dieta sana, dall’altro ridurre la presenza e il consumo di quelli che non lo fann o. Più nello specifico, gli obiettivi sono: fornire raccomandazioni basate su prove scientifiche in merito a politiche e interventi da adottare in materia di alimentazione e nutrizione scolastica; consentire una promozione informata per promuovere azioni su alimentazione e nutrizione scolastica; orientare la ricerca futura per rafforzare le prove scientifiche a supporto di interventi alimentari e nutrizionali scolastici; contribuire alla creazione di ambienti alimentari che consentano pratiche sane tra i bambini. Lo scopo generale delle lineeguida è quello di contribuire al raggiungimento di popolazioni più sane attraverso approcci multisettoriali, in linea con il 14° Programma generale di lavoro dell’Oms (2025-2028), nonché favorire l’attuazione di ulteriori interventi su nutrizione e salute. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Oms: è un dovere della scuola l ’ insegnamento di sane abitudini alimentari -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401781506098.PDF §---§ title§§ Certificati per impedire il rimpatrio dei migranti Il gip: «Tre medici sospesi dalla professione» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401781006093.PDF description§§

Estratto da pag. 17 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 14 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-14T05:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401781006093.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401781006093.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO NAZIONALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401781006093.PDF tp:ocr§§ Certificati per impedire il rimpatrio dei migranti Il gip: «Tre medici sospesi dalla professione» RAVENNA Misure restrittive anche per altri cinque camici bianchi accusati di falso ideologico. Il peso delle chat sui cellulari degli indagati Tre medici sono stati sospesi dalla professione per 10 mesi. Agli altri cinque colleghi indagati, sempre per 10 mesi è stato vietato di occuparsi di certificati relativi all’idoneità per la detenzione amministrativa nei cpr, i centri di permanenza per i rimpatri. Così ieri pomeriggio ha deciso il gip per gli otto camici bianchi del reparto di Malattie Infettive di Ravenna accusati di avere compilato in maniera preordinata e ideologica certificati falsi per impedire il rimpatrio di stranieri irregolari. La Procura romagnola aveva chiesto per ciascuno l’interdizione per 12 mesi dalla professione. Il gip ha evidentemente graduato le misure (le accuse sono di falso ideologico continuato e di interruzione di pubblico servizio) ritenendo però che sussista il pericolo di reiterazione del reato nel contesto di gravi indizi. L’indagine della polizia era scatta nel luglio 2025 quando una delle dottoresse indagate, per errore, assieme a un certificato, aveva inviato in Questura un modulo prestampato della Simm, la società italiana di medicina delle migrazioni, relativo alla non idoneità. Gli agenti avevano chiesto chiarimenti. E lei stessa, come poi emerso da una delle chat sequestrate, si era preoccupata: «È arrivato l’ispettore e ora mi vogliono fare un verbale». I dati tra il settembre 2024 e il gennaio 2026, avevano fotografato questa situazione: dei 64 irregolari accompagnati in ospedale per la visita, 44 erano tornati liberi perché in 34 erano stati ritenuti non idonei e 10 si erano rifiutati di sottoporsi agli accertamenti medici. Di questi, 10 avevano poi commesso una ventina di reati. Tra il 10 settembre 2025 e il 16 gennaio 2026, nessun irregolare sottoposto a visita aveva ottenuto idoneità. Una delle indagate per 11 volte di fila l’aveva negata. «Per me la cosa dei crp è molto chiara - commentava una delle dottoresse - e oramai ci siamo dentro così tanto». E poi: «È una rottura ma la scelta è puramente etica. Noi avremmo dato più di 20 non idoneità e non è successo niente. La cosa importante è essere uniti e non succede nulla». In un’altra chat, una dottoressa si definiva «anarchica e antagonista». C’era pure chi aveva registrato le reazioni della persona visitata: «Ho dato la non idoneità per un cpr e il ragazzo è tornato a ringraziarmi». Nelle chat ravennate si è fatta largo anche la figura di un infettivologo in servizio in una struttura di Milano e molto attivo nella rete anti-cpr: «Bene! Gli facciamo il c...o a questi maledetti sbirri», scriveva a una collega di Ravenna per esprimerle soddisfazione per altri certificati di non idoneità. E poi: «Se vi va mandatemi copia delle certificazioni che sto tenendo una mappatura». Andrea Colombari ---End text--- Author: Andrea Colombari Heading: RAVENNA Misure restrittive anche per altri cinque camici bianchi accusati di falso ideologico. Il peso delle chat sui cellulari degli indagati Highlight: Image:La solidarietà agli otto medici indagati, espressa dai colleghi dell’ospedale di Ravenna -tit_org- Certificati per impedire il rimpatrio dei migranti Il gip: «Tre medici sospesi dalla professione» -sec_org- tp:writer§§ Andrea Colombari guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/14/2026031401781006093.PDF §---§