title§§ Efficientamento energetico e pubblica illuminazione: la Giunta comunale approva gli atti propedeutici link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702951808480.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "andriaviva.it" del 07 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-07T11:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702951808480.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702951808480.PDF', 'title': 'andriaviva.it'} tp:url§§ https://www.andriaviva.it/amp/notizie/efficientamento-energetico-e-pubblica-illuminazione-la-giunta-comunale-approva-gli-atti-propedeutici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702951808480.PDF tp:ocr§§ E Delibera la presa d’atto della presentazione della proposta di partenariato pubblico privato La Giunta Comunale nella seduta del 5 marzo ha deliberato sulla presa d'atto della presentazione della proposta di partenariato pubblico privato per l'affidamento in concessione degli impianti della illuminazione pubblica ai fini della realizzazione di interventi di riqualificazione energetica, adeguamento normativo nonché di gestione degli stessi per il Comune di Andria.La presa d'atto si accompagna alla dichiarazione di pubblico interesse della proposta presentata, in quanto finalizzata al miglioramento dell'efficienza energetica e della sicurezza degli impianti di illuminazione pubblica con il raggiungimento di obiettivi ambientali, economici e sociali coerenti con i documenti programmatici dell'Ente; a questo seguirà la pubblicazione - nella sezione "Amministrazione Trasparente" del sito istituzionale - del relativo avviso ex art. 193 comma 4 d.lgs. 36/2023 e ss.mm.ii. per la presentazione di eventuali ulteriori proposte relative al medesimo intervento. A questo step procedimentale si è giunti all'indomani della valutazione della proposta giunta già nel maggio 2025.«Questa Amministrazione conferma, con questo intervento, l'attenzione tra gli altri anche ai temi energetici e della sostenibilità ambientale – afferma l'Assessore al Quotidiano con delega al Patrimonio, arch. Mario Loconte - Dopo aver già avviato l'adesione a Consip per l'efficientamento degli impianti termici degli edifici comunali, con quest'ultima delibera approvata oggi in Giunta diamo corso all'iter per realizzare l'efficientamento energetico della pubblica illuminazione.Si tratta di percorsi grazie ai quali si creano le condizioni per ridurre i costi dei consumi energetici per l'Ente, con contestuale possibilità di investimento a costo zero per le casse comunali nonché per migliorare ed estendere il servizio, in questo caso, anche della pubblica illuminazione». tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702951808480.PDF §---§ title§§ Sanità, in Puglia il 68,9% delle prestazioni dei pazienti fuori regione finisce al privato convenzionato link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702908609168.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "borderline24.com" del 07 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-07T21:04:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702908609168.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702908609168.PDF', 'title': 'borderline24.com'} tp:url§§ https://www.borderline24.com/2026/03/07/sanita-in-puglia-il-689-delle-prestazioni-dei-pazienti-fuori-regione-finisce-al-privato-convenzionato/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702908609168.PDF tp:ocr§§ Direttore Responsabile: Adalisa MeiPer segnalazioni: redazione@borderline24.comIn Puglia quasi sette prestazioni sanitarie su dieci effettuate da pazienti provenienti da altre regioni vengono erogate da strutture private convenzionate. È quanto emerge da un report della Fondazione Gimbe che analizza i dati sulla mobilità sanitaria in Italia. Nel 2023 la Puglia registra una quota del 68,9% di mobilità sanitaria attiva gestita dal privato accreditato per quanto riguarda ricoveri e prestazioni specialistiche ambulatoriali. Un dato che colloca la regione tra le prime in Italia.Davanti alla Puglia ci sono solo il Molise, che guida la classifica con il 90,2%, e la Lombardia con il 71,1%. Subito dopo la regione pugliese si posiziona il Lazio con il 63,8%. Il report evidenzia come oltre la metà della spesa sostenuta per ricoveri e prestazioni specialistiche effettuate fuori regione venga incassata dal sistema sanitario privato convenzionato.Secondo il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, la quota di mobilità sanitaria che confluisce verso il privato accreditato non è uniforme su tutto il territorio nazionale, ma dipende dalla capacità attrattiva e dall’offerta sanitaria presente nelle diverse regioni. In alcune aree del Paese la presenza del privato accreditato è infatti molto più limitata: in regioni come Valle d’Aosta, Umbria, Liguria, Basilicata e nella Provincia autonoma di Bolzano la quota di mobilità sanitaria gestita da strutture private resta sotto il 20%.Foto FreepikCopyright 2016-2023 © Bitrecall S.r.l. Tutti i diritti sono riservati | Divisione Quotidiani Sede: Via Montenegro, 19 70121 BariCodice Fiscale, Partita I.V.A. e Iscrizione al Registro delle Imprese di Bari n.07770570724 | R.E.A. di Bari: 580439 | Borderline24 è una Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Bari n.ro R.G. 5301 – R.S. 21 / 2015 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702908609168.PDF §---§ title§§ L'8 marzo dell'Associazione Gianmarco De Maria tra storia e sfide future - Calabria Diretta News link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702875108737.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "calabriadirettanews.com" del 07 Mar 2026

Dalla nascita l''8 marzo 2002 ai successi dell''oncologia pediatrica a Cosenza, l''impegno dell''Associazione Gianmarco De Maria

pubDate§§ 2026-03-07T14:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702875108737.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702875108737.PDF', 'title': 'calabriadirettanews.com'} tp:url§§ https://www.calabriadirettanews.com/2026/03/07/l8-marzo-dellassociazione-gianmarco-de-maria-tra-storia-e-sfide-future/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702875108737.PDF tp:ocr§§ L’8 marzo non rappresenta solo una data simbolica per i diritti delle donne, ma segna anche il momento in cui, nel 2002, l’Associazione Gianmarco De Maria ha iniziato ufficialmente il suo percorso legale.Una coincidenza emersa solo anni dopo, nel 2007, a cui se ne è aggiunta un’altra altrettanto significativa: la ricorrenza di San Giovanni di Dio, fondatore dell’Ordine Ospedaliero dei Fatebenefratelli e precursore del volontariato moderno in corsia. Questi incroci del destino sono stati letti dai volontari come un segnale di incoraggiamento per proseguire una missione nata per rispondere ai bisogni più urgenti dell’oncologia pediatrica nella provincia di Cosenza.Le radici dell’organizzazione affondano in un periodo di grande fermento per la pediatria cosentina. Nel luglio del 2001, grazie all’intuizione del primario Dr. Manila Candusso, nacque un servizio di oncologia pediatrica capace di ottenere un risultato straordinario: l’azzeramento della migrazione sanitaria per questa specialità. Statisticamente, il territorio attendeva tra gli 11 e i 15 casi all’anno; la possibilità di curarli in sede ha permesso di offrire assistenza a chilometro zero, garantendo un tetto e un letto alle famiglie vicino ai propri cari.Questa gestione non ha avuto solo un impatto umano, ma ha generato un risparmio economico rilevante. Accogliendo i piccoli pazienti in un ospedale calabrese, l’Associazione stima di aver fatto risparmiare milioni di euro alle casse della sanità regionale e centinaia di migliaia di euro alle famiglie stesse. Tuttavia, i dati generali sulla mobilità sanitaria restano critici. Il report GIMBE del 2023 evidenzia per la Calabria un passivo di 326,9 milioni di euro dovuto ai cittadini che cercano cure fuori regione.Nonostante i successi, il cammino dell’associazione ha incontrato ostacoli burocratici e strutturali. Nel 2014, insieme alla Direzione dell’Ospedale Annunziata e con il supporto di Trenta Ore per la Vita, fu avviato il progetto “Come a Casa, con mamma e papà”. L’obiettivo era la creazione di un’area pediatrica ad intensità di cura al secondo piano dell’ospedale, riunendo tutte le specialità in un unico ambiente dedicato ai bambini. Nonostante la disponibilità dei fondi e la prontezza dei progetti, l’iniziativa è rimasta l’unica nella storia dell’organizzazione romana a non essere mai stata realizzata.Oggi la migrazione sanitaria è tornata a essere una necessità per molti, come sottolineato da Nino Cartabellotta, Presidente di GIMBE:“Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità. Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale”.L’Associazione Gianmarco De Maria ha saputo diversificare le proprie attività pur mantenendo l’oncologia pediatrica come obiettivo centrale. Attraverso l’adesione alla FIAGOP (Federazione Italiana delle Associazioni di Genitori e Guariti di Oncoematologia Pediatrica), l’organizzazione partecipa attivamente alla sensibilizzazione del legislatore. Tra i risultati più significativi figura la collaborazione per la Legge n. 193 del 7 dicembre 2023 sul Diritto all’Oblio oncologico.L’impegno si estende inoltre al finanziamento di borse di studio, al sostegno dello screening sui tumori infantili e alla promozione della ricerca sui farmaci esclusivamente pediatrici. In occasione del ventiquattresimo compleanno, l’8 marzo, l’associazione ribadirà la volontà di non fermarsi, continuando ad accompagnare le famiglie anche nei difficili viaggi della speranza che, purtroppo, oggi portano ancora troppo spesso lontano dalla Calabria.Trattiamo temi prettamente legati alla nostra regione, la Calabria, cercando di descrivere tutte le realtà della nostra terra, dalla politica al costume. La nostra punta di diamante è  un'informazione dettagliata e costante at traverso il sito internetContattaci: calabriadirettanews@gmail.comCalabria Diretta News  S.A.S.reg. trib. Cosenza 10/10/2020 n°1816© Copyright Calabria Diretta News - Partita IVA 03595570783 tp:writer§§ Redazione CDN guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702875108737.PDF §---§ title§§ Fuga dagli ospedali del Lazio: il pendolarismo sanitario costa oltre 191 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702960408714.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "frosinonetoday.it" del 07 Mar 2026

A "compensare" i valori della mobilità attiva, ma a fare da traino è soprattutto il privato convenzionato. Tutti i numeri nell''ultimo report Gimbe

pubDate§§ 2026-03-07T14:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702960408714.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702960408714.PDF', 'title': 'frosinonetoday.it'} tp:url§§ https://www.frosinonetoday.it/politica/sanita-lazio-gimbe-fuga-pazienti.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702960408714.PDF tp:ocr§§ Roma e il Lazio hanno ancora un grosso problema con il pendolarismo sanitario. Che costa, complessivamente, alla Regione oltre 191 milioni di saldo negativo, per il rimborso dei costi relativi alle cure erogate ai pazienti del Lazio nelle strutture “oltreconfine”.A tracciare il quadro è l’ultimo report Gimbe sulla mobilità sanitaria interregionale.I migliori ospedali di Roma in cui farsi operare, patologia per patologia: le classifiche (con diverse sorprese)Perché il Lazio è “in debito”Partiamo innanzitutto da alcune definizioni, riportate nel rapporto, e che permettono di comprendere meglio la situazione. La mobilità attiva identifica l’indice di attrazione di una Regione, ovvero le prestazioni sanitarie erogate in favore di cittadini residenti in altre Regioni e rappresenta una fonte di credito. Al contrario la mobilità passiva esprime l’indice di fuga da una Regione, ovvero le prestazioni sanitarie erogate ai cittadini in una Regione diversa da quella di residenza. E rappresenta dunque un debito, perché la Regione che eroga la prestazione viene rimborsata da quella di residenza del cittadino tramite il meccanismo di compensazione interregionale della mobilità sanitaria, che avviene in occasione del riparto del Fabbisogno sanitario nazionale (Fsn).La differenza tra mobilità attiva e passiva determina il “saldo di mobilità”, che può essere attivo quando il valore delle prestazioni erogate per cittadini non residenti è superiore a quello delle prestazioni ricevute dai residenti in altre Regioni, oppure negativo. E questo è il caso del Lazio.Pazienti in fuga dalla RegioneIl Lazio, stando al report (i cui dati fanno riferimento al 2023, ultimo anno disponibile) è la Regione con il debito più alto per i pazienti che vanno a curarsi altrove: 621.751.260 euro. Un dato che, va precisato, include anche i 159,6 milioni di euro per le cure erogate dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù, struttura che “se da un lato offre ai cittadini laziali e in particolare romani, di accedere a una eccellenza pediatrica senza spostarsi dalla Regione – si legge nel documento - dall’altro appartiene allo Stato della Città del Vaticano: per questo i servizi erogati vengono rimborsati con i flussi di mobilità passiva della Regione”.Da ospedale pediatrico a hotel di lusso con vista sul Gianicolo. L’ombra della speculazione sul Bambino GesùA compensare questi valori piuttosto negativi c’è però la mobilità attiva, che vale alla Regione un credito di 430.053.910 euro, facendola figurare tra le quattro più attrattive d’Italia, dopo Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. La differenza tra mobilità attiva e passiva genera per il Lazio un “meno” 191.697.350 euro. Il quinto valore più alto (in negativo) in Italia (dopo Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e il più alto in assoluto tra le Regioni del Centro. Un saldo che viene definito, nel report, “negativo rilevante” e che rappresenta il 10.5% del totale nazionale. Il valore è comunque leggermente più basso rispetto al 2022, in cui si era attestato su 193.359.339 euro.Il Bambino Gesù, d’altra parte, può vantare complessivamente un credito di oltre 281 milioni (sono in tutto 281.383.509 euro, in crescita rispetto all’anno precedente).Il ruolo dei privati convenzionatiDa sottolineare, parlando di mobilità attiva, dunque della capacità del Lazio di attrarre pazienti fuori Regione il fatto che a fare la parte del leone, soprattutto per quanto riguarda ricoveri e prestazioni specialistiche, è il privato convenzionato, che nella Regione pesa per il 63.8% (68.1% per ricoveri e prestazioni ambulatoriali e 46.7% per la specialistica ambulatoriale). A essere attrattive, dunque, sono soprattutto le strutture private convenzionate. Un dato che si conferma a livello nazionale, anche se con valori percentuali meno alti: 56.4% per ricoveri ordinari e day hospital e 46.1% per la specialistica ambulatoriale. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702960408714.PDF §---§ title§§ Gli italiani spendono oltre 5 miliardi per le cure fuori casa: è la cifra più alta di sempre link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702875608730.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lindipendente.online" del 07 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-07T14:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702875608730.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702875608730.PDF', 'title': 'lindipendente.online'} tp:url§§ https://www.lindipendente.online/2026/03/07/gli-italiani-spendono-oltre-5-miliardi-per-le-cure-fuori-casa-e-la-cifra-piu-alta-di-sempre/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=gli-italiani-spendono-oltre-5-miliardi-per-le-cure-fuori-casa-e-la-cifra-piu-alta-di-sempre tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702875608730.PDF tp:ocr§§ AccediNel 2023 gli spostamenti interregionali per le cure hanno raggiunto il loro massimo storico, con una spesa complessiva di 5,15 miliardi di euro. Lo ha attestato il nuovo rapporto della Fondazione Gimbe, presentato in occasione dell’apertura del trentennale dell’ente, disegna una geografia sanitaria a due velocità, evidenziando le pesanti conseguenze sui bilanci familiari e sull’equità del Servizio Sanitario Nazionale. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto concentrano da sole il 95% del saldo attivo complessivo, mentre Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna assorbono quasi l’80% del passivo. La Fondazione avverte che, ormai, per centinaia di migliaia di cittadini la mobilità sanitaria non è più una scelta, ma una necessità.«I saldi regionali – ha dichiarato il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta – evidenziano un’enorme frattura strutturale tra Nord e Sud. Le sole Regioni con un saldo positivo superiore a 100 milioni si trovano tutte al Nord, mentre quelle con un saldo negativo oltre 100 milioni appartengono tutte al Mezzogiorno, con l’eccezione del Lazio. La mobilità sanitaria riguarda prevalentemente i ricoveri ospedalieri e non restituisce le diseguaglianze nell’assistenza territoriale e socio-sanitaria: il divario reale tra le Regioni è ancora più marcato». Il rapporto mostra come la mobilità attiva, ovvero i crediti vantati dalle Regioni che curano malati provenienti da altri territori, vede ai primi posti Lombardia (23,2% del totale), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%). Sul fronte opposto, la mobilità passiva – i debiti contratti verso altre Regioni per far curare i propri assistiti – grava in particolare su Lazio, Campania e Lombardia, ciascuna con oltre 400 milioni di euro di esborso. In termini di saldo, spiccano i positivi rilevanti di Lombardia (645,8 milioni), Emilia-Romagna (564,9 milioni) e Veneto (212,1 milioni), mentre i passivi più pesanti toccano Calabria (-326,9 milioni), Campania (-306,3 milioni) e Puglia (-253,2 milioni).La mobilità coinvolge per lo più ricoveri e prestazioni specialistiche: l’Agenzia per i servizi sanitari regionali, Agenas, ha rilevato che circa l’80% della mobilità per ricoveri è «effettiva», cioè dipende dalla scelta del paziente; quella legata all’urgenza o alla discrepanza di domicilio vede invece quote assai più contenute. Per quanto concerne le prestazioni ambulatoriali, la mobilità riguarda in particolare terapie, diagnostica strumentale e analisi di laboratorio. Il dato più significativo è quello che vede oltre la metà del denaro investito fuori regione finire nelle casse di strutture private accreditate: 1.966 milioni (54,5%) contro 1.643 milioni (45,5%) destinati al pubblico. In Molise, addirittura, il privato assorbe il 90,2% della mobilità attiva. Seguono Lombardia (71,1%) e Lazio (63,8%). «La quota di mobilità che confluisce verso il privato convenzionato – spiega Cartabellotta – non è omogenea in tutte le Regioni, perché dipende dall’offerta e dalle capacità attrattive di strutture private d’eccellenza».Nelle scorse settimane, un altro importante report – pubblicato dal Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità (CREA) – ha attestato come, nell’arco degli ultimi 40 anni, la spesa sanitaria privata delle famiglie italiane sia più che raddoppiata, attestandosi a una cifra pari a 43 miliardi di euro. Secondo la ricerca, nel medesimo periodo la copertura pubblica della spesa sanitaria è scesa dall’81% al 72,6%. Oltre il 70% dei nuclei familiari sostiene oggi costi di tasca propria, una quota cresciuta di 19 punti percentuali dagli anni Ottanta. L’aumento ha colpito soprattutto le famiglie più povere e meno istruite, che spendono fino al 6,8% del loro reddito in sanità, contro il 4,3% delle famiglie benestanti. La quota di spesa sanitaria privata sostenuta dal 60% delle famiglie meno abbienti è infatti cresciuta dal 27,6% al 37,6% dell’intera spesa privata, indicando un impatto regressivo.Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. I nterviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.Ti è piaciuto questo articolo? Pensi sia importante che notizie e informazioni come queste vengano pubblicate e lette da sempre più persone? Sostieni il nostro lavoro con una donazione. Grazie.L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. 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Hai già letto 20 articoli de L’IndipendenteTi ricordiamo che il nostro giornale non ospita alcuna pubblicità e non riceve alcun contributo pubblico.È un progetto che esiste solo grazie a Voi lettori.Per continuare a leggere senza limiti e accedere a tutti i contenuti esclusivi, abbonati adesso al costo di un caffè a settimana. 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Estratto da pag. 1 di "livesicilia.it" del 07 Mar 2026

Intervista a Giorgio Tranchida, marito di Maria Cristina Gallo, che sollevò il caso dei ritardi nei referti degli esami istologici a Trapani

pubDate§§ 2026-03-07T06:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030703110006962.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030703110006962.PDF', 'title': 'livesicilia.it'} tp:url§§ https://livesicilia.it/sanita-maria-cristina-gallo-la-denuncia-del-marito/?iref=articolo-ultimaora tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030703110006962.PDF tp:ocr§§ PALERMO – La richiesta alla politica di “scegliere i migliori” per la sanità ma anche l’amarezza per un dato sconfortante: “Sui 356 casi di tumore scoperti dopo lo scoppio dello scandalo dei ritardi nei referti istologici in provincia di Trapani, le denunce sono soltanto nove”. A parlare è Giorgio Tranchida, marito di Maria Cristina Gallo, l’insegnante di Mazara del Vallo che con la sua denuncia sollevò il caso dei ritardi nel lavoro dell’Anatomia patologica dell’Asp di Trapani. “Noi e le altre otto famiglie che hanno presentato denuncia siamo diventati una fastidiosa pratica di tribunale”, è l’amara constatazione.Sono passati cinque mesi dalla morte di sua moglie, in questo periodo è cambiata la sua percezione di quella assurda storia?“Resta dentro di me un sentimento di smarrimento. Ancora non riesco a credere come sia stato possibile tutto questo. Ma io e la mia famiglia raccogliamo le forze e andiamo avanti giorno dopo giorno, è questo quello che voleva Cristina”.Per quella vicenda c’è un’indagine e c’è già stato un incidente probatorio. La giustizia dirà la sua, lei cosa si aspetta dallo Stato?“Sono fiducioso sul fatto che si farà chiarezza. Temo che il tempo possa far scemare l’interesse su questa storia ma io mi fido della giustizia e sono certo che la verità arriverà. Non si tratta soltanto di individuare i responsabili ma di cercare di capire cosa è accaduto realmente, e soprattutto evitare che riaccada”.Che idea si è fatto in questi mesi?“Sono convinto che sia stata fatta una serie di errori e che non si sia mai tenuto conto delle conseguenze di questi errori. Su quegli esami istologici stanno emergendo atteggiamenti di sufficienza, superficialità e pressapochismo”.La vicenda dal punto di vista giudiziario è alle prime battute, in quanti avete deciso di rivolgervi alla giustizia?“Pochissimi. Sui 356 casi di tumore scoperti dopo lo scoppio dello scandalo le denunce sono soltanto nove, compresa la nostra. Un dato sconfortante e che mi lascia atterrito. Cristina ha cercato di smuovere le coscienze: lo faceva anche a scuola, prima della malattia, e con tutti noi nella sua vita quotidiana. Evidentemente non ci siamo riusciti. Il numero dei denuncianti è troppo basso rispetto ai casi di tumore venuti fuori: fa paura”.Come mai questo dato così basso?“Posso giustificarlo in parte. Quando si scopre un tumore non si pensa subito alla denuncia ma alle cure. Così è stato per noi, solo successivamente Cristina ha denunciato. Bisogna anche tenere in considerazione che una battaglia legale ha dei costi e qui in tanti non arrivano a metà mese, probabilmente e comprensibilmente si è preferito dedicare le risorse economiche alle cure visto che per una Tac nel sistema sanitario pubblico passano cinque mesi. Ma c’è anche altro ed è la cosa che fa più male e fa riflettere”.Cosa?“La rassegnazione che nella nostra società siciliana agguanta le persone e le trascina verso il fondo all’insegna dell’antica frase ‘ma chi te lo fa fare?’. C’è sfiducia nelle istituzioni. Io e i miei figli vogliamo continuare questa lotta perché è giusto che venga fatta chiarezza. Dobbiamo comprendere cosa è successo. Perché tanti medici hanno sbagliato e perché chi doveva vigilare sul loro operato si è girato dall’altra parte. La storia è scoppiata con Cristina ma andava avanti da tanto tempo. Quando lei si è operata c’erano già persone che attendevano da un anno il loro referto”.Ma la storia di sua moglie è servita al sistema sanitario siciliano per cambiare e migliorare?“Sento ancora tante notizie di malasanità, forse non tutti hanno compreso. Non ho ancora elementi certi per capire quanto abbiano compreso gli errori fatti. E poi c’è l’aspetto umano…”.Cosa è mancato da quel punto di vista?“Sa che continuiamo a non ricevere alcuna comunicazione da parte dell’Asp di Trapani? Come se il caso di Cristina non fosse mai esistito. Come se, nonostante la sua morte, non meritassimo neanche una semplice domanda su come stiamo. Noi siamo diventati una pratica di tribunale, un nu mero e, forse, anche un fastidio. Una mancanza assoluta di sensibilità”.La ‘lezione’ di Maria Cristina non è servita?“Non dico questo. Alcune cose sono migliorate. Ad esempio, sugli esami istologici, so che oggi vengono esitati nei tempi previsti dalle linee guida. Si tratta di un buon risultato e Cristina ne sarebbe felicissima ma bisogna vigilare affinché si continui su questa strada. Fa piacere leggere di persone che non conoscevano mia moglie ma che la ringraziano perché la sua battaglia ha consentito loro di avere gli esiti nei tempi giusti. Resta però la rabbia: il sacrificio eroico di una donna era proprio necessario?”.Ha seguito le cronache sul rimpasto di governo? In ballo c’è la Sanità. Cosa ne pensa?“Un dibattito che mi inchioda alla realtà delle cose. La politica entra in maniera pesante nella gestione della cosa pubblica e non lo contesto. Si tratta di una regola che va accettata. Ma alla politica bisogna chiedere di fare massima attenzione nella scelta dei vertici delle strutture sanitarie. Il sistema prevede che sia la politica a scegliere ma bisogna pretendere che queste scelte avvengano tra i migliori, in base ai curricula e all’esperienza. Non ne faccio un problema di appartenenza politica: siamo persone, pensiamo e ciascuno ha le proprie idee ma, ripeto, si opti tra chi svolge il proprio lavoro in maniera corretta. La politica scelga i migliori: faccia scelte oculate, ragionate, serie e razionali”.Punta a superare la frammentazione dell’assistenza territorialeL'incontro al ristorante con il medico e l'imprenditoreUna montagna di soldi trovata nell'appartamento di Giuseppe NicolettiIl report della fondazione Gimbe sulla mobilità sanitariaLa cifra monstre sequestrata a casa di Giuseppe NicolettiTra gli indagati tre medici ospedali pubbliciIl voto in commissione Affari istituzionaliNuovi direttori amministrativi al Policlinico (nella foto) e al CannizzaroI vincitori potranno sottoscrivere un contratto a tempo indeterminatoPrevista una spesa di oltre 5 milioni per rimpinguare gli...Le domande di partecipazione vanno presentate entro il 19 marzoNon possiamo permettere che la morte dei poveri diventi una...La discussione sul referendum, il No dell'esponente del PdIl dibattito sul referendum. La parlamentare nazionale FdIParla Giorgio Tranchida, marito dell'insegnante di Mazara morta dopo il...La decadenza della concessione demaniale ha aperto una guerra di...L'alloggio è stato sequestrato. "Danni per almeno 25 mila euro"Schifani: "Clima di collaborazione da sempre"La manager Maria Grazia Furnari: "Non mi presto a campagne..."Porterò la vicenda nelle sedi istituzionali"Direttore Responsabile: Roberto Puglisi Autorizzazione del tribunale di Palermo N. 39 del 17/10/2008 Sede legale: Via della Libertà, 56 - 90143 Palermo Ufficio Registro delle imprese di Palermo N. REA 277361 - P.I. 05808650823 - Capitale Sociale: 50.000 euro interamente versati Tel.: 0916119635 - Email: redazione@livesicilia.it - amministrazione@livesicilia.it - commerciale@livesicilia.it LiveSicilia.it Srl è iscritta nel Registro degli operatori di comunicazione al numero 19965. tp:writer§§ Salvo Cataldo guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030703110006962.PDF §---§ title§§ Corruzione nella sanità siciliana, Giuseppe Nicoletti ha confessato link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702951608482.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "livesicilia.it" del 07 Mar 2026

Arresti domiciliari per il faccendiere Giuseppe Nicoletti, che ha confessato le tangenti ricevute nella sanità siciliana

pubDate§§ 2026-03-07T11:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702951608482.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702951608482.PDF', 'title': 'livesicilia.it'} tp:url§§ https://livesicilia.it/corruzione-nella-sanita-la-confessione-e-gli-arresti/?iref=articolo-ultimaora tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702951608482.PDF tp:ocr§§ PALERMO – Il faccendiere Giuseppe Nicoletti ha confessato, chiamando in causa gli altri indagati. Il giudice per le indagini preliminari ha sciolto la riserva dopo gli interrogatori preventivi nell’inchiesta sulla corruzione per il riconoscimento delle pensioni di invalidità e la fornitura di presidi ortopedici.Nicoletti finisce agli arresti domiciliari e non in carcere proprio in virtù della sua collaborazione. Arresti domiciliari anche per Leonardo Gaziano, medico dell’Asp di Palermo in servizio alla “Casa del sole”, e per l’imprenditore Massimiliano Contino.Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e interdizione dal lavoro per un anno nei confronti della neuropsicologa Sonia Alcamisi e del fisiatra dell'”Enrico Albanese” Sigismondo Brunetto. Divieto di esercitare impresa per un anno nei confronti di un altro imprenditore, Biagio Mendolia.Sono due i filoni dall’inchiesta coordinata dai pubblici ministeri Gianluca De Leo e Andrea Zoppi. Gli affari di Nicoletti andavano a gonfie vele. Non quelli della vendita di tendaggi di cui si occupa da un trentennio, ma la gestione delle pratiche per le pensioni di invalidità. Come ha ricostruito LiveSicilia, nella sua abitazione a Tommaso Natale in macchina nascondeva un milione e 300mila euro in contanti. I soldi sono finiti sotto sequestro del corso della perquisizione degli agenti alla squadra mobile. Gli uomini agli ordini del dirigente Antonio Sfameni continuano a indagare.Nicoletti ha spiegato di ricevere dai clienti cifre comprensive tra 1.500 e 7.000 euro per la gestione delle pratiche. Mentre le tangenti pagate ai medici oscillavano da qualche centinaio di euro a 5.000 euro.Le tangenti sarebbero state pagate in cambio di certificazioni con la prescrizione di presidi ortopedici che servivano per ottenere l’invalidità: sedie a rotelle, busti, plantari e tutori. Quindi sarebbero entrati in gioco gli imprenditori indicati da Gaziano che fornivano il materiale, gonfiando i costi e a sua volta pagando mazzette. Non sempre soldi, ma anche aragoste e gamberoni, tocchi di carne e vino.Parla Giorgio Tranchida, marito dell'insegnante di Mazara morta dopo il...Punta a superare la frammentazione dell’assistenza territorialeL'incontro al ristorante con il medico e l'imprenditoreSi torna in aula il 6 maggioUna montagna di soldi trovata nell'appartamento di Giuseppe NicolettiIl report della fondazione Gimbe sulla mobilità sanitariaLa cifra monstre sequestrata a casa di Giuseppe NicolettiLe intercettazioni della nuova inchiesta sulla sanitàI vincitori potranno sottoscrivere un contratto a tempo indeterminatoPrevista una spesa di oltre 5 milioni per rimpinguare gli...Le domande di partecipazione vanno presentate entro il 19 marzoNon possiamo permettere che la morte dei poveri diventi una...La discussione sul referendum, il No dell'esponente del PdIl dibattito sul referendum. La parlamentare nazionale FdIIl faccendiere finisce ai domiciliari. Le altre misure decise dal...Parla Giorgio Tranchida, marito dell'insegnante di Mazara morta dopo il...Via libera dalla giunta comunaleLa decadenza della concessione demaniale ha aperto una guerra di..."Sui lavori abbiamo sbagliato, ma ecco i pagamenti". La replica:...L'alloggio è stato sequestrato. "Danni per almeno 25 mila euro"Direttore Responsabile: Roberto Puglisi Autorizzazione del tribunale di Palermo N. 39 del 17/10/2008 Sede legale: Via della Libertà, 56 - 90143 Palermo Ufficio Registro delle imprese di Palermo N. REA 277361 - P.I. 05808650823 - Capitale Sociale: 50.000 euro interamente versati Tel.: 0916119635 - Email: redazione@livesicilia.it - amministrazione@livesicilia.it - commerciale@livesicilia.it LiveSicilia.it Srl è iscritta nel Registro degli operatori di comunicazione al numero 19965. tp:writer§§ Riccardo Lo Verso guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702951608482.PDF §---§ title§§ Curarsi fuori regione: numeri record per la mobilità sanitaria, Calabria in passivo per 326 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702898709069.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quicosenza.it" del 07 Mar 2026

Il numero di cittadini che va a curarsi fuori Regione di residenza non è mai stato così alto. Tra Sud e Nord disuguaglianze crescenti

pubDate§§ 2026-03-07T18:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702898709069.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702898709069.PDF', 'title': 'quicosenza.it'} tp:url§§ https://quicosenza.it/news/curarsi-fuori-regione-calabria-passivo-326/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702898709069.PDF tp:ocr§§ Hai assistito a un fatto rilevante? Inviaci il tuo contributo.Lieto fine. La studentessa di Rende Maria Daniela e il fidanzato Andrea stanno rientrando in ItaliaVertenza Amaco, Caputo: â??Il trasporto pubblico non si svende. Deve restare pubblicoâ?â??Prevenzione Antincendioâ?, Unical e Vigili del Fuoco formano i professionisti della sicurezza del territorioComitato di quartiere di Piazza Riforma “Perplessi da esclusione incontro con assessore Varchera”Riqualificazione urbana a Castrolibero: 2,7 milioni per il Cimitero monumentale, Casa Rosa e Social HousingDa Oncorosa un dono di cuore alla Comunità Educativa Specialistica â??Casa Madre Elena Aielloâ? â?? Exodus SudBollette in Calabria: a Cosenza spesa di 1.718 euro a famiglia nel 2025, la seconda provincia più caraFiliera Madeo, il sapore autentico di una Calabria che guarda al futuro: “Rinnoviamo la tradizione”Tragico incidente sulla Statale 107: scontro mortale tra due auto a Casali del MancoMobilità sostenibile nel Parco del Pollino: consegnati 4 minivan ecologici ai Comuni dellâ??area protettaRegistro elettronico nelle scuole dell’infanzia, Renzo: «ai bambini serve usare il diario»Pesca, per il porto e la marineria di Schiavonea 720 mila euro dalla RegioneCartelle “pazze” di IMU e TARI recapitate nel napoletano. Il Comune di Cariati smentisce ogni coinvolgimentoPesca illegale del bianchetto, maxi sequestro di 3 quintali a Roseto Capo SpulicoVigili del Fuoco: confronto a Trebisacce per puntare al distaccamento permanenteSan Nicola Arcella è tra i “Borghi più Belli dâ??Italiaâ?. Certificato il prestigioso riconoscimentoCaracas Grill: ad Amantea la cucina latinoamericana che sposa l’eccellenza italiana. Perla fusion unica in tutta la CalabriaNasce il primo Distretto Turistico della Calabria: è quello del Basso Tirreno CosentinoPraia a Mare, dopo 40 anni il Senato dà il via libera ai terreni contesi: stop ai blocchiSanità allo stremo a Cetraro: Pronto Soccorso sotto pressione e reparti in difficoltàCurarsi fuori regione: numeri record per la mobilità sanitaria, Calabria in passivo per 326 milioniUn bambino su 4 è vittima di bullismo, la proposta del CNDDU al Ministro ValditaraBenzina e gasolio, aumenti record: fino a 2,2 euro in autostrada. Il Governo: â??Rialzi non giustificatiâ?Frode milionaria ai danni dello Stato e dellâ??UE: 12 indagati e 8 società sequestrate anche CalabriaGratta e Vinci da record: vinti 5 milioni di euro con il premio massimo al Maxi Miliardario. Festa anche in CalabriaBalneari, in arrivo modifiche alle concessioni demaniali: «Puntiamo a ripartenza più rapida»Università in Calabria: in arrivo 46 nuovi ricercatori grazie ai fondi del Ministero, 26 destinati allâ??UnicalFermato al cimitero con attrezzi da scasso: in auto reperti manufatti storici in pietra e marmo trafugatiBollette in Calabria: a Cosenza spesa di 1.718 euro a famiglia nel 2025, la seconda provincia più caraLa Calabria sceglie i pagamenti flessibili: è la seconda regione in Italia per acquisti a rate digitaliImpresa Pirossigeno Cosenza: Arrieta segna a 20 secondi dalla fine e agguanta la Meta Catania (3-3)Potenza-Cosenza 1-4: poker dei rossoblu che tornano al successo esterno e salgono al 3' postoCosenza Calcio, mano pesante del Giudice Sportivo: Buscè squalificato per 2 giornate, stop anche per il DS RomaCosenza Calcio, Buscè elogia la rimonta per 3 a 2 contro il Sorrento: â??Vittoria di carattere, ma lâ??espulsione…â?Il Cosenza vince contro il Sorrento, ma che partita pazza: è successo di tuttoTranscash vs banca tradizionale: qual è la miglior opzione per gli acquisti digitali?Vivere tra due luoghi: la realtà del pendolarismo, delle chiamate a casa e del mantenimento di costi pre vedibiliAffaticamento decisionale notturno: rendi le scelte più faciliCome acquistare in sicurezza sia nei negozi mobili che onlineDa Adobe Flash a HTML5: il percorso verso lâ??intrattenimento digitale modernoAlluvioni, frane e spiagge cancellate sul Tirreno: dal 60 spariti 110 metri di costa. Tansi “conto salato tra burocrati e abusivismoâ?Ecatombe fantasma, una tragedia silenziosa. La scia di corpi restituiti dal mare tra Calabria e SiciliaCosenza, un anno senza Salvatore Iaccino. Il ricordo di â??Uccelloâ?, lâ??ultras rossoblu che scriveva poesieCosenza: quando lâ??emergenza sociale diventa pericolo. Due aggressioni senza motivo riaccendono lâ??allarmeKick-off meeting, offensiva europea contro la contraffazione e i crimini sulla proprietà intellettualeCosenza: ingente sequestro di droga, 6 chili di hashish e quasi un chilo di cocaina. Quattro arrestiGuerriglia urbana a Schiavonea: 6 persone denunciate per lesioni aggravate e danneggiamentoMaxi sequestro nel Cosentino da 4,6 milioni di euro: colpito imprenditore condannato in â??Stigeâ?Fermato sulla Statale 106 con due panetti di cocaina purissima: ai domiciliari il 35enne imprenditore di CariatiBlitz del Nas contro un giro di sostanze anabolizzanti, arrestato un 36enne del CosentinoTra Sud e Nord flussi sempre più divergenti e disuguaglianze crescenti. Il numero di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato così alto. La Calabria ha un passivo di 326,9 milioniPubblicatoilDiROMA – Partire per curarsi fuori regione: il fenomeno riguarda soprattutto gli spostamenti dal Sud verso il Nord, ma si registrano anche consistenti flussi tra Regioni settentrionali. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto il record di 5,15 miliardi di euro, in aumento del 2,3% rispetto ai 5,04 miliardi del 2022.A evidenziarlo è il Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe, presentato in occasione del trentennale della Fondazione dal quale emerge come la mobilità sanitaria crescente rifletta forti disuguaglianze tra Regioni, con un Sud sempre più penalizzato, e rafforza il ruolo del privato convenzionato.Secondo i dati, circa metà degli incassi per cure a pazienti non residenti è concentrata in tre sole Regioni: Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute fuori Regione gravano su Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%).Il presidente Gimbe, Nino Cartabellotta spiega che “la migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi”. Il saldo tra mobilità attiva e passiva mette in luce lo svantaggio del Sud: la Lombardia registra un saldo positivo di 645,8 milioni, mentre la Calabria ha un passivo di 326,9 milioni, la Campania di 306,3, la Puglia di 253,2 e la Sicilia di 246,7 milioni.“Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità“, precisa Cartabellotta. “Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale”.La mobilità sanitaria in Italia favorisce soprattutto le strutture private convenzionate: oltre la metà degli importi spesi per prestazioni fuori Regione (1.966 milioni di euro nel 2023) va al privato, rispetto ai 1.643 milioni incassati dal pubblico. “La quota di mobilità che confluisce verso il privato convenzionato – spiega Cartabellotta – non è omogenea in tutte le Regioni. Dipende dall’offerta e dalle capacità attrattive di strutture private d’eccellenza”.T ra gli estremi: Molise attrae il 90,2% della mobilità verso privati, Lombardia 71,1%, Puglia 68,9%, Lazio 63,8%, mentre Basilicata registra solo il 7,2%, Provincia autonoma di Bolzano 9,1%, Liguria 11,4%, Umbria 15,1%, Valle dâ??Aosta 15,7%.Il rapporto mostra che tra i ricoveri:– il 52,4% riguarda interventi ad alta complessità; – il 41,1% interventi a media o bassa complessità; – il 6,5% per interventi a rischio inappropriatezza.Solo una minoranza dei pazienti si sposta per urgenze o vicinanza dellâ??ospedale. Lâ??80,4% delle cure fuori Regione è classificata come “mobilità effettiva”, cioè scelta programmata dal paziente. “I dati sulla mobilità sanitaria – conclude Cartabellotta – ci ricordano che il diritto alla tutela della salute non può dipendere dal codice di avviamento postale”.Il saldo per la  mobilità sanitaria regionale è pari a -326,9 milioni, in aumento di 22,1 milioni rispetto al 2022 che fa della regione quella con il passivo più alto. L’importo, afferma Gimbe, è costituito da crediti per 35.438.878, con la Regione che si colloca in 18ma posizione, e debiti per 362.371.686, con la Regione che si colloca in quinta posizione.Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia insieme, evidenzia Gimbe, rappresentano il 78,2% del saldo passivo. “Il volume dell’erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private – afferma la Fondazione – è un indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato. La Regione si colloca in 12ma posizione con le strutture private che erogano il 36,3% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,5%)”. A livello pro-capite, Gimbe stima l’impatto economico del saldo negativo, in -178 euro.Un bambino su 4 è vittima di bullismo, la proposta del CNDDU al Ministro ValditaraPubblicità sulle nostre testate?© 2011-2025 quicosenza.it - Tribunale di Cosenza Registro Stampa n.9/2012 - Direttore Responsabile Simona Gambaro | P.IVA 03005460781 | Powered by Fullmidia s.r.l. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702898709069.PDF §---§ title§§ Il grido di allarme della sanità: “Senza finanziamenti, tagli o più imposte”. VIDEO link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702888708857.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "reggionline.com" del 07 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-07T16:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702888708857.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702888708857.PDF', 'title': 'reggionline.com'} tp:url§§ https://www.reggionline.com/grido-allarme-della-sanita-senza-finanziamenti-tagli-piu-imposte-video/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702888708857.PDF tp:ocr§§ xA Reggio il presidente del Gimbe per presentare il rapporto nazionale sulla situazione del sistema sanitario: “L’Emilia-Romagna si distingue, ma senza finanziamenti le Regioni non hanno alternative” REGGIO EMILIA – Si parte dai dati, certo, mai negativi come in questo momento: ma oltre all’ennesimo appello a finanziamenti nazionali c’è stato l’invito a stabilire un patto tra medici, istituzioni e cittadini, perché “la vera emergenza di questo Paese è lo stato del sistema sanitario”. A dirlo è il Gimbe, il Gruppo italiano per la medicina basata sulle evidenze, che annualmente mette nero su bianco la situazione. L’ottavo rapporto, uscito lo scorso ottobre, è stato presentato al Capannone 15C delle ex Reggiane su iniziativa dell’Ordine dei medici di casa nostra. “La crisi è strutturale” ha detto Nino Cartabellotta, presidente del Gimbe, al centinaio di colleghi presenti.“L’Emilia-Romagna continua a ricoprire un ruolo di prim’ordine e Reggio al suo interno, ma senza investimenti le Regioni non hanno alternative: o tagliano servizi o aumentano le tasse”, sottolinea Cartabellotta.Un divario della spesa sanitaria pubblica pro capite di 727 euro rispetto alla media degli altri Paesi più avanzati membri dell’Unione Europea, la crisi motivazionale del personale, quasi 5,8 milioni di persone che nel 2023 hanno rinunciato alle cure, di cui 3,1 milioni per motivi economici; questi i principali dati del rapporto nazionale. A Reggio l’evoluzione è verso il territorio.“C’è un nuovo modello di prossimità, dobbiamo mettere a valore le case della comunità, le cure domiciliari”, commenta Davide Fornaciari, direttore generale dell’Ausl di Reggio. “Se noi vogliamo mantenere l’universalità dobbiamo aggiornare alcune prestazioni dei livelli essenziali; il fatto di dare tutto a tutti rischia di garantirlo solo a metà delle persone”, aggiunge Cartabellotta. Oltre agli investimenti e alla consapevolezza di istituzioni e società, servono competenza e visione. “Una programmazione fatta seriamente e non a caso: lei pensi che tra sei anni avremo un esubero di medici mentre con gli infermieri siamo già alla frutta”, chiosa Annamaria Ferrari, presidente dell’Ordine dei medici di Reggio.tel : 0522/304411 email: redazione@reggionline.com tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702888708857.PDF §---§ title§§ Fuga dagli ospedali del Lazio: il pendolarismo sanitario costa oltre 191 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702932908407.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "viterbotoday.it" del 07 Mar 2026

A "compensare" i valori della mobilità attiva, ma a fare da traino è soprattutto il privato convenzionato. Tutti i numeri nell''ultimo report Gimbe

pubDate§§ 2026-03-07T10:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702932908407.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702932908407.PDF', 'title': 'viterbotoday.it'} tp:url§§ https://www.viterbotoday.it/politica/sanita-lazio-gimbe-fuga-pazienti.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702932908407.PDF tp:ocr§§ A "compensare" i valori della mobilità attiva, ma a fare da traino è soprattutto il privato convenzionato. Tutti i numeri nell'ultimo report GimbeRoma e il Lazio hanno ancora un grosso problema con il pendolarismo sanitario. Che costa, complessivamente, alla Regione oltre 191 milioni di saldo negativo, per il rimborso dei costi relativi alle cure erogate ai pazienti del Lazio nelle strutture “oltreconfine”.A tracciare il quadro è l’ultimo report Gimbe sulla mobilità sanitaria interregionale.Partiamo innanzitutto da alcune definizioni, riportate nel rapporto, e che permettono di comprendere meglio la situazione. La mobilità attiva identifica l’indice di attrazione di una Regione, ovvero le prestazioni sanitarie erogate in favore di cittadini residenti in altre Regioni e rappresenta una fonte di credito. Al contrario la mobilità passiva esprime l’indice di fuga da una Regione, ovvero le prestazioni sanitarie erogate ai cittadini in una Regione diversa da quella di residenza. E rappresenta dunque un debito, perché la Regione che eroga la prestazione viene rimborsata da quella di residenza del cittadino tramite il meccanismo di compensazione interregionale della mobilità sanitaria, che avviene in occasione del riparto del Fabbisogno sanitario nazionale (Fsn).La differenza tra mobilità attiva e passiva determina il “saldo di mobilità”, che può essere attivo quando il valore delle prestazioni erogate per cittadini non residenti è superiore a quello delle prestazioni ricevute dai residenti in altre Regioni, oppure negativo. E questo è il caso del Lazio.Il Lazio, stando al report (i cui dati fanno riferimento al 2023, ultimo anno disponibile) è la Regione con il debito più alto per i pazienti che vanno a curarsi altrove: 621.751.260 euro. Un dato che, va precisato, include anche i 159,6 milioni di euro per le cure erogate dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù, struttura che “se da un lato offre ai cittadini laziali e in particolare romani, di accedere a una eccellenza pediatrica senza spostarsi dalla Regione – si legge nel documento - dall’altro appartiene allo Stato della Città del Vaticano: per questo i servizi erogati vengono rimborsati con i flussi di mobilità passiva della Regione”.A compensare questi valori piuttosto negativi c’è però la mobilità attiva, che vale alla Regione un credito di 430.053.910 euro, facendola figurare tra le quattro più attrattive d’Italia, dopo Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. La differenza tra mobilità attiva e passiva genera per il Lazio un “meno” 191.697.350 euro. Il quinto valore più alto (in negativo) in Italia (dopo Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e il più alto in assoluto tra le Regioni del Centro. Un saldo che viene definito, nel report, “negativo rilevante” e che rappresenta il 10.5% del totale nazionale. Il valore è comunque leggermente più basso rispetto al 2022, in cui si era attestato su 193.359.339 euro.Il Bambino Gesù, d’altra parte, può vantare complessivamente un credito di oltre 281 milioni (sono in tutto 281.383.509 euro, in crescita rispetto all’anno precedente).Da sottolineare, parlando di mobilità attiva, dunque della capacità del Lazio di attrarre pazienti fuori Regione il fatto che a fare la parte del leone, soprattutto per quanto riguarda ricoveri e prestazioni specialistiche, è il privato convenzionato, che nella Regione pesa per il 63.8% (68.1% per ricoveri e prestazioni ambulatoriali e 46.7% per la specialistica ambulatoriale). A essere attrattive, dunque, sono soprattutto le strutture private convenzionate. Un dato che si conferma a livello nazionale, anche se con valori percentuali meno alti: 56.4% per ricoveri ordinari e day hospital e 46.1% per la specialistica ambulatoriale.ViterboToday è anche su Mobile! Scarica l’App per rimanere sempre aggiornato.© Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702932908407.PDF §---§