title§§ GIORNALE RADIO - CONTI IN TASCA 10.00 - "Nino Cartabellotta ospite della trasmissione" - (07-03-2026) * link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702951308479.MP3 description§§

pubDate§§ 2026-03-07T11:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702951308479.MP3 category§§ FONDAZIONE GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702951308479.MP3', 'title': 'GIORNALE RADIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702951308479.MP3 tp:ocr§§ In onda: 07-03-2026 Condotto da: Ospiti: NINO CARTABELLOTTA (PRESIDENTE FONDAZIONE GIMBE) Servizio di: Durata del servizio: 00:13:13 Orario di rilevazione: 11:37:32 Intervento di: NINO CARTABELLOTTA (PRESIDENTE FONDAZIONE GIMBE) Speech to text sul giornale radio la radio libera a informare questo e conti in tasca il settimanale economico di approfondimento del sabato sono sergio luciano saluto e ringrazio nino cartabellotta presidente della fondazione gimbe che ha accettato di stare con noi in quest'ultimo slot nostra depressione permettendoci di girare pagina anche presidente perché qua stiamo per è indispensabile parlare di guerre parlare degli effetti quando c'è la guerra e per carità lo facciamo con assoluta convinzione però poi diventa anche una specie di cappa asfissiante perché non se non se ne vede lo sbocco e quindi lo diceva parliamo d'altro parliamo magari di altri problemi come quelli che tutti almeno adesso ma almeno sono problemi dove speriamo di poter intervenire come stai innanzitutto assolute mentre tu buongiorno buongiorno a tutti avete ascoltatore bene solo entrando in viaggio da reggio emilia bologna vi farò compagnia del santo necessario che tra non molto salutare ma intanto ascoltiamo perché ha dalla sua fondazione ha appena pubblicato come sempre devo dire siete in grado di fare dei dati interessanti e anche classificati in maniera come dire illuminante sul cosiddetto turismo sanitario molesto in modo simpatico e people indica un problema grave in realtà la migrazione sanitaria nel duemilasei ventitré x è il dato assestato l'ultimo esatto che avete riclassificato c'è stato un record di costi cinque dieci miliardi oltre un euro su due sono andati al privato convenzionato nord e sud sempre più divisi dalla dalla come dire fedeltà alla cura disponibile nel proprio luogo di residenza cioè dal sud si emigra è un problema storico è un problema perché è un problema perché di fatto la mobilità sanitaria o migrazione sanitaria che dir si voglia a riflette quella che la disomogenea erogazione delle cure nelle varie parti del paese noi ormai da anni denunciamo questo ritardo del mezzogiorno che purtroppo o sia ampia per tutta una serie di ragioni rispetto alle regioni del nord è per quello che riguarda la mobilità sanitaria come ricordato ci sono più di cinque miliardi e cento milioni di compensazioni tra regione che significa siccome il cittadino è libero di curarsi nella regione che vuole ogni regione che riceve incassa dai soldi ovviamente alla regione da cui si va via deve poi pagare queste prestazioni alla regione che vengono ricevute e di fatto ne abbiamo solo tre regioni lombardia l'emilia romagna il veneto che attraggono o circa il novantacinque per cento della mobilità attiva cioè facendo la differenza tra quanto entra e quanto esce praticamente le tre regioni attrattiva rimangono quelle tutto il mezzogiorno o inclusa l'ansia voglio dire che hanno dei saldi negativi che vanno oltre cento milioni quindi diciamo che rappresenta un'ulteriore impoverimento per la sanità del mezzogiorno ecco utile precisare che queste cifre non includono i costi di spostamento delle famiglia di soggiorno ovviamente il sistema sanitario non dico questi sono i costi di compensazione che è una regione paga all'altro e quindi il volume complessivo della mobilità sanitaria è superiore ai cinque miliardi che è un dato di diseguaglianza particolarmente importante però questo punto la domanda è fatto cento le ragioni per cui gli italiani si comportano così quanta percentuale diamo alla constatata l'effettiva i minore capacità prestazionale o per dimensioni o per competenze delle regioni abbandonate deflusso e quanto invece è moda o come dire opinione di comune andiamo allora che ci guardava me poi vedi non è così ma ha secondo me ci sono due fenomeni allora in generale e anche le persone che risiedono nel mezzogiorno o hanno avuto e hanno negli ultimi anni soprattutto una scarsa fiducia nel proprio servizio sanitario regionale che questo è un dato di fatto che potrebbe uso il condizionale indurre alcune persone a spostarsi anche quando non necessari allora noi teniamo conto che di questi chin il di cento milioni diciamo ai sessantacinque sessantasei per cento riguarda i ricoveri sia ordinari sia il ricovero in day hospital però lasciano strisce che l'agenzia per i se rvizi sanitari regionali la intellicato il ministero ci dice che più dell'ottanta per cento diciamo di questa mobilità per come ricoveri e reale quindi non è nemmeno mobilità apparente è una novità dettata da bisogni specifici e quindi la maggior parte dei cittadini che si sposta per essere ricoverato si sposta perché non trova delle risposte adeguate sul proprio territorio poi c'è un quindici per cento di mobilità di prestazione diagnostica ambulatoriale di visite specialistiche che potrebbe essere legata più a difficoltà locali che si verifica spesso nelle zone di confine cioè ci sono alcune strutture diciamo di confine che sono più vicine è quella della regione diciamo accanto a quella della mia regione a seconda di dove uno vive però in generale il cittadino si sposta per reale necessità tanto che noi abbiamo proprio documentato anche questo report una relazione diretta tra i punteggi lea che sono i voti che il ministero assegna alle regioni sull'erogazione dei livello essenziale delle prestazioni e l'entità della mobilità sanitaria quindi significa che dove le cose vanno peggio ci si sposta di più ecco quindi diciamo così che per me per noi cittadini italiani ma aggiungo tra parentesi ma senza imbarazzo per me napoletano nato a napoli anche se vivo a milano da quarantadue anni per nino cartabellotta che a sua volta non è precisamente di bolzano ma fare che sia assolutamente se ci chiama bologna è una regione di amarezza questo fatto perché dimostra due cose primo che la riforma su base regionale della sanità non è servita a realizzare quella e quella perequazione sacrosanta no uno non dovrebbe essere costretto a farsi centinaia di chilometri per curarsi deve potersi curare ragionevolmente bene dove si trova salvo per carità patologie specifiche estremamente magari non frequenti ma insomma in condizioni su queste proporzioni fenomeno veramente inquietante ed io lega cioè non credo che ci siano due finiscono il personale sanitario medico e paramedico di origini meridionali spesso ormai anche straniere va bene sono bravissimi cioè una questione di persone risorse umane evidentemente questione di risorse strutturali ma qua ci sono due ragionamenti che ovviamente includono anche le decisioni politiche dopo la riforma del titolo quinto è evidente che la gestione della sanità passò alla regione ma ci sono state due grandi errori il primo che ovviamente si partiva da situazioni disastrose ecco allora venivano chiamate addirittura le regioni canaglia che legavano debiti altissimi perché è evidente che la mala politica fa la malasanità ha fatto la malasanità così come la buona politica ha fatto ha fatto la buona sanità il problema qual è stato che in quegli anni quando furono avviati i cosidetti piani di rientro che in realtà si chiamano piano di riorganizzazione riqualificazione del servizio sanitario regionale sono state applicate in chiave prevalentemente finanziaria c'è l'obiettivo principale è stato quello di arrivare al bilancio diciamo al pareggio del bilancio però preoccupandosi poco dello sviluppo siccome poi dal duemiladieci in poi c'è stato un definanziamento progressivo ecco che ovviamente tutti i puntini diciamo che abbiamo allineati quindi quelle regioni che non arrivasse indietro per colpa loro poi sono state gestite dallo stato diciamo con affiancamento inadeguato poi nel frattempo sono arrivate pure meno soldi ed è evidente che anche con una buona volontà politica a è molto difficile che la regione su di sé il sorriso allegro anche perché tra l'altro ora la mannaia dell'autonomia differenziata con la firma già dai primi accordi di quattro ragione rischia di indebolire ulteriormente il sud e permette neanche ad aggiungere un ulteriore elemento io sono preoccupato anche dal fatto che l'ulteriore indebolimento del sud possa fare diciamo a possa portare troppe persone verso le regioni del nord e quindi renderli un po sento sempre state a ha riportato a riportare praticamente erogare le prestazioni prego che i cittadini onorevoli colleghi certo eccolo adesso un nostro ascoltatore apoditticamente ma non senza una sua una sua forza dice signori in la verità è che il servizio sanità regionale un fallimento l'attuale gestione fallimentare se io voglio girare questa questa affermazione assolutista per petra analizzarla un attimo e che sicuramente smisurata nazionale oggi veda anche a milano un'esperienza personale mi dai qualche giorno fa liste d'attesa a me ma lunghissima senza un anno per una confederazione diciamo indicata non acuta ma indicata in un ospizio non rifarsi non ti fa un lifting estetico ma qualcosa importante un anno a milano ma guarda il problema reale è questo quanto più aumenta la mobilità sanitaria nelle regioni del nord e quanto più queste saranno impossibilitate a erogare le prestazioni per i propri cittadini precedente che questa cosa si è lamentata il presidente de pascale in romagna ma anche il presidente fontana cioè l'eccesso di mobilità non fa bene una regione quantunque questo sia performante sia brava perché è ovvio che vengono in competizione il diritto del cittadino che si deve sport capacità della regione di erogare prestazioni quindi se il servizio sanitario in questo momento sta facendo un po' acqua da tutte le parti anche nelle regioni cosiddette virtuose è ovvio che se arrivano troppi paziente dalla regione a sud a quella nord hanno due scelte o curare loro oppure curare i propri cittadini precedente quindi anche l'equilibrio dei diritti costituzionali finiscono in qualche maniera aperta per venire meno quindi quindi diciamo il problema è il problema c'è però ecco non mi pare c'è eccome però non mi pare onestamente senza buttarla in politica in maniera becera però insomma assolutamente là degli enunciati non c'è un pensiero rotondo per migliorare la situazione al viso insomma no non c'è perché manca la visione cioè nel senso che nessuna classe politica negli ultimi quindici anni ha ha ha detto chiaramente quale il servizio sanitario nazionale noi vogliamo lasciare alle future generazioni c'è quando spesso mi chiedono ma si sta privatizzando la sanità c'è nessuno dirà mai che si vuole privatizzare la sanità ma è evidente che il continuo indebolimento del servizio pubblico volente o nolente porta un rafforzamento della privatizzazione sia come spesa a carico dei cittadini sia come strutture private non solo accreditate ma anche privato puro che continuano a moltiplicarsi sul territorio nazionale c'è quantomeno meno forte il pubblico tanto più forte diventa il privato ma non per volontà politica diciamo per astensione politica rafforzare il pubblico esatto quindi ecco su questo poi un'altra cosa insomma siamo tutti consapevoli che l'attività iniziativa privata nella sanità ha prodotto grandi eccellenza anche in italia anche vicino a noi solitamente resta il fatto che in effetti l'ha detta generazione di utili i profitti di esercizio molto pingui dentro i settori di prima necessità come la medicina e la farmacia un poco di inquietudine morale tragedia notte la terra genera perché uno dice se fosse lo stesso risultato prodotto in mano pubblica il margine di profitto renderebbero investito completamente in ulteriori ricerche ulteriori strutture in ulteriori professionalità nel privato c'è una giusta sacrosanta quel punto percentuale di profitto che va nelle tasche degli azionisti che ci fanno quello che vogliono ma non il maestro questo è un tema ideologico scivoloso però esiste no è un tema ideologico che esiste però io diciamo o attendere a distinguere l'aggettivo privato in sanità viene applicato a tipologie di strutture troppo diverse tra loro come giustamente tu dicevi sono strutture di eccellenza che funzionano anche meglio di quelle pubbliche voglio dire quindi però poi nel calderone complessivo sia dalla percezione pubblica voglio sia dalla distribuzione delle risorse stanno tutte insieme allora il tema non è soltanto quante strutture private d'eccellenza che abbiamo in italia ma qual è la presenza del privato accreditato convenzionato che sostituisce quello che potrebbe fare tranquillamente il pubblico quello è il vero tema anche perché privata accreditata non si occupa sicuramente di tutta un a serie di patologie che sono poco remunerative chi c'è che invece voglio dire sono bisogno di popolazione che il pubblico odio non fa non fa più non riesce a gestire pensiamo ai disagi che si chiave psichiatri genere adolescenti pensiamo a tutto noi tutto il tempo non autosufficienza cioè tutte problematiche voglio dire reali del paese intermedi bisogno di salute ma non soddisfatto dal pubblico non trattiene per il privato e il sano equilibrio che manca soprattutto non curate john anche perché rispetto ai centri d'eccellenza fammi dire un'altra cosa che non è che la qualità dell'assistenza si misura solo dalle punte di diamante come se volessimo valutare la qualità di una squadra di calcio soltanto dalla torre voglio dire l'assistenza è qualcosa che riguarda i diritti di tutti i cittadini soprattutto di quelle più fragili quelle più anziane quindi ben vengano le strutture d'eccellenza anche private accreditate ma non ci dobbiamo dimenticare che ci sono persone che oggi non si curano più certo infatti c'è anche questo c'è anche questo rinunciano per incapacità economica e per l'impraticabilità del caos liste d'attesa troppo lunghe il portafoglio non ce la fa e rinuncia alle prestazioni sanitarie presidente della tabella otto ci hanno avvisato che deve lasciarci perché è un impegno cogente proprio questione di secondi e quindi lo ringraziamo e salutiamo nemmeno che possa contesto sempre un piacere è stata come sempre un piacere stare con voi allora grazie buon lavoro e continuate con la grazia grazie alla prossima sia tutelato il calcolo esatto speriamo che questo genere di analisi oggettive lucide siano anche poi spunto di autocritica della politica per cambiare in meglio le cose così bene non vanno e adesso ID:6814237 Tag: FONDAZIONE GIMBE , MOBILITÀ SANITARIA, DIVARIO NORD-SUD, SANITÀ PRIVATA, TURISMO SANITARIO SPC/IB 07-03-26 12.02 NNNN  tp:writer§§ guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/07/2026030702951308479.MP3 §---§