title§§ Mobilità per curarsi, il Veneto terza meta tra le regioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501857402786.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "ARENA" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T03:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501857402786.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501857402786.PDF', 'title': 'ARENA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501857402786.PDF tp:ocr§§ Mobilità per curarsi, il Veneto terza meta tra le regioni Report nazionale della Fondazione Gimbe Oltre 5 miliardi in Italia per terapie in trasferta «Andare in luogo diverso dalla residenza per molti è una necessità» • Sempre più italiani devono lasciare la propria Regione di residenza per curarsi. Nel 2023, il flusso della mobilità sanitaria interregionale ha generato una spesa di 5,15 miliardi, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Una parte consistente di queste risorse è intercettata dalle strutture private convenzionate a cui è destinata oltre la metà della spesa per le prestazioni specialistiche erogate fuori Regione. Sono alcune delle tendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione. «La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi», afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Il rapporto mostra come il fenomeno della mobilità sanitaria sia molto articolato. È vero, infatti, che ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Tuttavia, mentre in quest'ultimo caso si tratta in genere di uno 'scambio' di pazienti tra Regioni limitrofe, per il Meridione si assiste a una fuga di pazienti senza che si registri alcuna attrattività. In particolare, secondo l’analisi, circa metà degli incassi derivanti dall'aver fornito cure a pazienti non residenti va a tre sole Regioni: Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%). Questi dati fanno comprendere che «la mobilità passiva non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord», spiega Cartabellotta. «Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità». È guardando ai saldi tra mobilità attiva e passiva che emerge con forza lo svantaggio del Sud. Se la Lombardia, nonostante la cospicua spesa per le cure nelle Regioni limitrofe ha un saldo positivo di 645,8 milioni, la Calabria ha un passivo di 326,9 milioni, la Campania di 306,3, la Puglia di 253,2, la Sicilia di 246,7. Cresce inoltre il peso del privato: per ogni euro speso per ripagare le prestazioni specialistiche erogate fuori Regione, oltre la metà viene incassata dalla sanità privata convenzionata, a cui, nel 2023 sono andati 1.966 milioni rispetto ai 1.643 milioni delle strutture pubbliche. Le Regioni in cui il provato è più attrattivo sono Molise (dove il privato attrae il 90,2% della mobilità attiva), Lombardia (71,1%), Puglia (68,9%), Lazio (63,8%). «Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità». ---End text--- Author: Redazione Heading: Report nazionale della Fondazione Gimbe Highlight: Image: -tit_org- Mobilità per curarsi, il Veneto terza meta tra le regioni -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501857402786.PDF §---§ title§§ Allarme Gimbe: cure extra regione costano 5 miliardi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502049500611.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "AVVENIRE" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T01:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502049500611.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502049500611.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502049500611.PDF tp:ocr§§ SANITÀ Allarme Gimbe: cure extra regione costano 5 miliardi Sempre più italiani devono lasciare la propria Regione di residenza per curarsi. Nel 2023, il flusso della mobilità sanitaria interregionale ha generato una spesa di 5,15 miliardi, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Una parte consistente di queste risorse è intercettata dalle strutture private convenzionate a cui è destinata oltre la metà della spesa per le prestazioni specialistiche erogate fuori Regione. Sono alcune delle tendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato ieri in occasione del trentennale della Fondazione. «La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi», afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Allarme Gimbe: cure extra regione costano 5 miliardi -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502049500611.PDF §---§ title§§ Sanità Oltre S miliardi di spesa per curarsi fuori dalla propria Regione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503264707659.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "BRESCIAOGGI" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T07:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503264707659.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503264707659.PDF', 'title': 'BRESCIAOGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503264707659.PDF tp:ocr§§ Sanità Oltre5miliardidispesapercurarsi fuoridallapropriaRegione Sempre più italiani devono lasciare la propria Regione di residenza per curarsi. Nel 2023, il flusso della mobilità sanitaria interregionale ha generato una spesa di 5,15 miliardi, in aumento del 2,3% rispetto al 2022. Una grande parte di queste risorse è intercettata dalle strutture private convenzionate a cui è destinata oltre la metà della spesa per le prestazioni erogate fuori Regione. È quanto emerge dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Sanità pubblica Una corsia ospedaliera -tit_org- Sanità Oltre S miliardi di spesa per curarsi fuori dalla propria Regione -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503264707659.PDF §---§ title§§ Per le cure fuori regione spesi ben 5,15 miliardi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501767105995.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "CITTADINO DI LODI" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T05:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501767105995.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501767105995.PDF', 'title': 'CITTADINO DI LODI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501767105995.PDF tp:ocr§§ sanità Report Gimbe: «Offerta non omogenea» Per le cure fuori regione spesi ben 5,15 miliardi Raggiunto il livello più alto di sempre, il 95,1% del saldo attivo si registra in tre aree: Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto Un nuovo record, destinato ad essere superato. La mobilità sanitaria degli italiani in cerca di cure ha raggiunto quota 5,15 miliardi di euro nel 2023, il livello più alto di sempre. Un sonoro +2,3% rispetto al 2022 (quando il dato era di 5,04 miliardi). A dirlo è il nuovo report sulla mobilità sanitaria firmato Fondazione Gimbe, che festeggia 30 anni di attività rinnovando il suo impegno «per il futuro del Servizio sanitario nazionale», scandisce il presidente Nino Cartabellotta. E, certo, quello che conosciamo anche come turismo sanitario è un bel termometro delle diseguaglianze. «Rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi», sintetizza Cartabellotta. Il report certifica l’enorme flusso di risorse economiche in uscita dal Sud verso il Nord. Le destinazioni privilegiate dagli italiani in cerca di cure sono, come sempre, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. In queste tre regioni si concentra il 95,1% del saldo attivo della mobilità sanitaria, «ovvero - spiegano da Gimbe - la differenza tra risorse ricevute per curare pazienti di altre regioni e quelle versate per i propri residenti curati altrove». Per Cartabellotta la mobilità sanitaria «è sempre meno una scelta e sempre più una necessità. Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche regioni, significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale». Più in dettaglio la mobilità sanitaria attiva si concentra in Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%), seguite da Lazio (8,9%), Toscana (6,4%) e Piemonte (5,8%). A pagare il prezzo più alto per la mobilità sanitaria dei propri cittadini sono Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna, che tutte insieme assorbono il 78,2% del saldo passivo. In questo scenario, «l’autonomia differenziata, con il via libera alle pre-intese per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, amplierà inevitabilmente le disuguaglianze», prevede Cartabellotta. n ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Per le cure fuori regione spesi ben 5,15 miliardi -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501767105995.PDF §---§ title§§ Mobilità sanitaria, Umbria giù di 55,8 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501995004034.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "CORRIERE DELL'UMBRIA" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T03:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501995004034.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501995004034.PDF', 'title': "CORRIERE DELL'UMBRIA"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501995004034.PDF tp:ocr§§ Il dato certificato del 2023 di chi va a curarsi fuori regione: saldo negativo moderato ma scivoliamo verso sud Mobilità sanitaria, Umbria giù di 55,8 milioni PERUGIA E’ un “saldo negativo moderato” quello dell’Umbria nella mobilità sanitaria del 2023. Il dato consolidato viene analizzato dalla Fondazione Gimbe. I -55,8 milioni registrati in un anno collocano il cuore verde nel penultimo girone italiano della mobilità passiva. Saldo positivo rilevante, saldo positivo moderato, saldo positivo minimo, saldo negativo minimo, il moderato e poi in coda il rilevante. “I saldi regionali – commenta il presidente Nino Cartabellotta – evidenziano un’enorme frattura strutturale tra Nord e Sud. Le sole Regioni con un saldo positivo superiore a 100 milioni si trovano tutte al Nord, mentre quelle con un saldo negativo otre 100 milioni appartengono tutte al Mezzogiorno, con l’eccezione del Lazio”. Ma l’Umbria è maglia nera soprattutto per quanto riguarda l’attrattività del privato: è quart’ultima con il 15,1%. a livello nazionale. Nel 2023, a livello nazionale la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022. Le analisi della Fondazione Gimbe confermano il progressivo ampliamento dello squilibrio tra Nord e Sud. Con l’Umbria più vicina al Sud. Ale.Ant. ---End text--- Author: Ale Ant Heading: Highlight: Attrattività del privato tra le peggiori a livello nazionale con il 15,1%: terzultima posizione Image:Mobilità tra regioni Il saldo è tra pazienti arrivati da fuorzi e pazienti venuti in Umbria -tit_org- Mobilità sanitaria, Umbria giù di 55,8 milioni -sec_org- tp:writer§§ Ale Ant guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501995004034.PDF §---§ title§§ Fuga di pazienti, persi 306 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503096206838.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "CRONACHE DI CASERTA" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T06:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503096206838.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503096206838.PDF', 'title': 'CRONACHE DI CASERTA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503096206838.PDF tp:ocr§§ Fuga di pazienti, persi 306 milioni Sanità Il report Gimbe sulla mobilità campana CASERTA (an) - La Campania è tra le regioni che pagano il prezzo più alto della mobilità sanitaria interregionale. È quanto emerge dal nuovo report della Fondazione Gimbe, che fotografa un sistema sempre più sbilanciato tra Nord e Sud. Nel 2023 la mobilità sanitaria in Italia ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, con un aumento del 2,3% rispetto all’anno precedente. Una parte consistente di queste risorse continua a spostarsi dal Mezzogiorno verso le regioni del Nord, dove i servizi sanitari risultano più attrattivi. Tra le regioni con il saldo negativo più elevato figura proprio la Campania, con oltre 306 milioni di euro spesi per cure ricevute dai propri residenti fuori regione. Insieme a Calabria, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna, la Campania rientra nel gruppo di territori che assorbono la quota più consistente della cosiddetta mobilità passiva. Secondo il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, questi dati confermano un divario ormai strutturale nel Servizio sanitario nazionale: sempre più cittadini sono costretti a spostarsi per curarsi, con un impatto significativo anche sui bilanci delle famiglie. Un altro elemento rilevante riguarda il ruolo del privato convenzionato, che incassa oltre la metà delle risorse legate alle prestazioni erogate fuori regione. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: a. n. Heading: Sanità Il report Gimbe sulla mobilità campana Highlight: Image: -tit_org- Fuga di pazienti, persi 306 milioni -sec_org- tp:writer§§ a. n. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503096206838.PDF §---§ title§§ Fuga di pazienti, persi 306 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501794205210.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "CRONACHE DI NAPOLI" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T04:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501794205210.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501794205210.PDF', 'title': 'CRONACHE DI NAPOLI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501794205210.PDF tp:ocr§§ Fuga di pazienti, persi 306 milioni Sanità Il report Gimbe sulla mobilità campana NAPOLI (an) - La Campania è tra le regioni che pagano il prezzo più alto della mobilità sanitaria interregionale. È quanto emerge dal nuovo report della Fondazione Gimbe, che fotografa un sistema sempre più sbilanciato tra Nord e Sud. Nel 2023 la mobilità sanitaria in Italia ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, con un aumento del 2,3% rispetto all’anno precedente. Una parte consistente di queste risorse continua a spostarsi dal Mezzogiorno verso le regioni del Nord, dove i servizi sanitari risultano più attrattivi. Tra le regioni con il saldo negativo più elevato figura proprio la Campania, con oltre 306 milioni di euro spesi per cure ricevute dai propri residenti fuori regione. Insieme a Calabria, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna, la Campania rientra nel gruppo di territori che assorbono la quota più consistente della cosiddetta mobilità passiva. Secondo il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, questi dati confermano un divario ormai strutturale nel Servizio sanitario nazionale: sempre più cittadini sono costretti a spostarsi per curarsi, con un impatto significativo anche sui bilanci delle famiglie. Un altro elemento rilevante riguarda il ruolo del privato convenzionato, che incassa oltre la metà delle risorse legate alle prestazioni erogate fuori regione. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: a. n. Heading: Sanità Il report Gimbe sulla mobilità campana Highlight: Image: -tit_org- Fuga di pazienti, persi 306 milioni -sec_org- tp:writer§§ a. n. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501794205210.PDF §---§ title§§ Sanità, record di mobilità: 5,15 miliardi spesi per curarsi fuori regione = Sanità, record di mobilità: 5,15 miliardi spesi per curarsi fuori regione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502134500329.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "DISCUSSIONE" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T01:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502134500329.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502134500329.PDF', 'title': 'DISCUSSIONE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502134500329.PDF tp:ocr§§ Il report Gimbe sul 2023: soprattutto pazienti dal Sud costretti a spostarsi verso il Nord Sanità, record di mobilità: 5,15 miliardi spesi per curarsi fuori regione Il report Gimbe sul 2023: soprattutto pazienti dal Sud costretti a spostarsi verso il Nord Sanità, record di mobilità: 5,15 miliardi spesi per curarsi fuori regione Sono dati, questi, riferiti al 2023. Ma che fanno comunque ben capire come la mobilità sanitaria interregionale sia arrivata a livelli altissimi. E infatti i numeri comunicati ieri dalla Fondazione Gimbe sono chiari e inequivocabili: la mobilità sanitaria interregionale tre anni fa ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il valore più alto mai registrato. continua a pagina 4 La spesa è cresciuta del 2,3% rispetto al 2022, quando era stata pari a 5,04 miliardi, e ha confermato l’aumento dei cittadini che si spostano dalla propria regione di residenza per ricevere cure. Chiaramente, e non era difficile immaginarlo, il fenomeno ha riguardato soprattutto i trasferimenti dal Sud verso il Nord, ma negli ultimi anni sono aumentati anche gli spostamenti tra le stesse regioni settentrionali. La mobilità sanitaria rappresenta uno degli indicatori delle differenze nell’offerta di servizi sanitari tra i territori: quando i pazienti si spostano in modo sistematico verso alcune regioni significa che l’accesso alle cure non è uniforme. Facile intuire che le regioni che hanno attratto il maggior numero di pazienti sono state comunque Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, che hanno concentrato oltre la metà della mobilità attiva. In particolare la Lombardia ha raccolto il 23,2% dei flussi, seguita da Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%). Tra le altre regioni con forte capacità di attrazione ecco Lazio (8,9%), Toscana (6,4%) e Piemonte (5,8%). Del Sud, neanche l’ombra. SALDO ECONOMICO NEGATIVO E POSITIVO E quindi quali sono state le regioni che si sono collocate con il saldo economico più negativo, cioè quelle che hanno sostenuto i costi più elevati per le cure dei propri residenti in altre aree del Paese? Ecco il rovescio della medaglia: i valori più alti hanno riguardato Calabria (-326,9 milioni di euro), Campania (-306,3 milioni), Puglia (-253,2 milioni), Sicilia (-246,7 milioni) e Lazio (-191,7 milioni). Complessivamente, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna hanno concentrato il 78,2% del saldo passivo nazionale. All’opposto i saldi economici più positivi si sono registrati nelle regioni settentrionali: Lombardia (+645,8 milioni di euro) ed Emilia-Romagna (+564,9 milioni) guidano la classifica, seguite dal Veneto (+212,1 milioni). Sono territori, questi, che hanno registrato un numero di prestazioni erogate a cittadini provenienti da altre regioni superiore a quelle sostenute per i propri residenti che si curano altrove. Un altro elemento ha riguardato il peso delle strutture private accreditate nella mobilità sanitaria. Oltre la metà delle risorse, il 54,5%, pari a 1,966 miliardi di euro, è stata assorbita dal settore privato convenzionato, mentre 1,643 miliardi sono andati alle strutture pubbliche. La quota del privato ha superato, nello specifico, il 70% in Lombardia e il 60% in Molise, Puglia e Lazio. DATI AGENAS La mobilità sanitaria ha riguardato soprattutto ricoveri ospedalieri e prestazioni specialistiche ambulatoriali. Secondo i dati Agenasanalizzati nel report, l’80,4% dei ricoveri in mobilità è classificato come effettivo, cioè legato alla scelta del paziente di curarsi in un’altra regione. Per quanto riguarda l’assistenza ambulatoriale, le prestazioni più frequenti hanno riguardato terapie, diagnostica strumentale e analisi di laboratorio, che insieme hanno rappresentato circa il 93% delle attività erogate fuori regione. Il fenomeno non ha riguardato solo le prestazioni sanitarie, ma ha prodotto (e purtroppo continua a produrre) anche effetti economici e sociali per i cittadini che si sono spostati. Viaggi, permanenza lontano da casa e necessità di assistenza hanno comportato (e ancora una volta diciamo purtroppo) costi aggiuntivi per le fami glie. Per molti pazienti, secondo la Fondazione Gimbe, la mobilità sanitaria non rappresenta una scelta, ma una necessità legata alla disponibilità dei servizi, ai tempi di attesa e alla qualità percepita delle cure. Il report ha evidenziato inoltre che i dati sulla mobilità sanitaria fotografano solo una parte delle diseguaglianze territoriali del Servizio sanitario nazionale, perché riguardano principalmente l’assistenza ospedaliera. Le differenze nell’assistenza territoriale e socio-sanitaria risultano ancora più ampie e incidono sulla capacità del sistema di garantire livelli uniformi di tutela della salute in tutte le regioni del Paese. ---End text--- Author: MAURIZIO PICCININO Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sanità, record di mobilità: 5,15 miliardi spesi per curarsi fuori regione Sanità, record di mobilità: 5,15 miliardi spesi per curarsi fuori regione -sec_org- tp:writer§§ Maurizio Piccinino guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502134500329.PDF §---§ title§§ Viaggi della speranza: Puglia terza in Italia per mobilità passiva link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503089006910.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "EDICOLA DEL SUD BARI BAT" del 05 Mar 2026

Un euro su due è incassato dal privato. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto i territori più attrattivi «Un divario strutturale che nel tempo si è consolidato che l ' autonomia differenziata amplierà»

pubDate§§ 2026-03-05T06:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503089006910.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503089006910.PDF', 'title': 'EDICOLA DEL SUD BARI BAT'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503089006910.PDF tp:ocr§§ Viaggi della speranza: Puglia terza in Italia per mobilità passiva Un euro su due è incassato dal privato. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto i territori più attrattivi «Un divario strutturale che nel tempo si è consolidato che l’autonomia differenziata amplierà» RAPPORTO DELLA «FONDAZIONE GIMBE» 2 BARI Li chiamano «viaggi della speranza». Soprattutto nell’era dell’autonomia differenziata, continuano a pesare come macigni sul bilancio della sanità pugliese. Secondo i dati diffusi dalla «Fondazione Gimbe», la nostra regione nel 2023 ha registrato un saldo fortemente negativo nella mobilità sanitaria interregionale, con un disavanzo pari a 253,2 milioni di euro, in aumento di 23 milioni rispetto al 2022. Il saldo pugliese è c o s ì c o m p o s t o : 123.347.695 euro di crediti (nona posizione a livello nazionale), a fronte di 376.593.382 euro di debiti (quarta posizione). Nel confronto tra i due anni presi in esame, hanno fatto peggio solo la Calabria (-326,9 milioni) e la Campania (306,3); leggermente meglio la Sicilia (-246,7). Numeri che confermano la frattura, in termini di offerta sanitaria pubblica, tra le due aree del Paese. L’asse Sud-Nord Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia, secondo il report Gimbe, rappresentano insieme il 78,2% del saldo passivo. A dimostrazione del fatto che i «viaggi della speranza», nella stragrande maggioranza dei casi, seguono la rotta Sud-Nord. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, restano i territori più attrattivi. Secondo l’analisi, circa metà degli incassi derivanti dall’aver fornito cure a pazienti non residenti, va a queste tre regioni. «Non siamo più di fronte a semplici differenze locali - ha spiegato il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta ma a un divario strutturale che nel tempo si è consolidato. In questo scenario, l'autonomia differenziata, con il via libera alle pre-intese per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, amplierà le disuguaglianze». Cresce il privato Il volume dell’erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private è il principale indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato. Anche in questo caso la Puglia si colloca ai primi posti della classifica, esattamente in terza posizione, con le strutture private che erogano il 68,9% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,5%). A livello nazionale, oltre un euro su due speso per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori regione, viene incassato dalla sanità privata convenzionata: 1.966 milioni di euro (54,5%), contro i 1.643 milioni di euro (45,5%) destinati alle strutture pubbliche. Troppe diseguaglianze «Questi dati - ha concluso Cartabellotta - ci ricordano che il diritto alla tutela della salute non può dipendere dal codice di avviamento postale. Il nostro impegno è di continuare a monitorare con rigore le diseguaglianze e a condurre analisi indipendenti per ricostruire un Servizio sanitario nazionale equo e universalistico». ---End text--- Author: SAVERIO RICCI Heading: RAPPORTO DELLA «FONDAZIONE GIMBE» Highlight: “ Il diritto alla tutela della salute non può dipendere dal codice di avviamento postale Nino Cartabellotta, Gimbe Image: -tit_org- Viaggi della speranza: Puglia terza in Italia per mobilità passiva -sec_org- tp:writer§§ SAVERIO RICCI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503089006910.PDF §---§ title§§ Viaggi della speranza: Puglia terza in Italia per mobilità passiva link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503090306907.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "EDICOLA DEL SUD BASILICATA" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T06:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503090306907.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503090306907.PDF', 'title': 'EDICOLA DEL SUD BASILICATA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503090306907.PDF tp:ocr§§ Viaggi della speranza: Puglia terza in Italia per mobilità passiva Un euro su due è incassato dal privato. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto i territori più attrattivi «Un divario strutturale che nel tempo si è consolidato che l’autonomia differenziata amplierà» RAPPORTO DELLA «FONDAZIONE GIMBE» 2 BARI Li chiamano «viaggi della speranza». Soprattutto nell’era dell’autonomia differenziata, continuano a pesare come macigni sul bilancio della sanità pugliese. Secondo i dati diffusi dalla «Fondazione Gimbe», la nostra regione nel 2023 ha registrato un saldo fortemente negativo nella mobilità sanitaria interregionale, con un disavanzo pari a 253,2 milioni di euro, in aumento di 23 milioni rispetto al 2022. Il saldo pugliese è c o s ì c o m p o s t o : 123.347.695 euro di crediti (nona posizione a livello nazionale), a fronte di 376.593.382 euro di debiti (quarta posizione). Nel confronto tra i due anni presi in esame, hanno fatto peggio solo la Calabria (-326,9 milioni) e la Campania (306,3); leggermente meglio la Sicilia (-246,7). Numeri che confermano la frattura, in termini di offerta sanitaria pubblica, tra le due aree del Paese. L’asse Sud-Nord Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia, secondo il report Gimbe, rappresentano insieme il 78,2% del saldo passivo. A dimostrazione del fatto che i «viaggi della speranza», nella stragrande maggioranza dei casi, seguono la rotta Sud-Nord. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, restano i territori più attrattivi. Secondo l’analisi, circa metà degli incassi derivanti dall’aver fornito cure a pazienti non residenti, va a queste tre regioni. «Non siamo più di fronte a semplici differenze locali - ha spiegato il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta ma a un divario strutturale che nel tempo si è consolidato. In questo scenario, l'autonomia differenziata, con il via libera alle pre-intese per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, amplierà le disuguaglianze». Cresce il privato Il volume dell’erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private è il principale indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato. Anche in questo caso la Puglia si colloca ai primi posti della classifica, esattamente in terza posizione, con le strutture private che erogano il 68,9% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,5%). A livello nazionale, oltre un euro su due speso per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori regione, viene incassato dalla sanità privata convenzionata: 1.966 milioni di euro (54,5%), contro i 1.643 milioni di euro (45,5%) destinati alle strutture pubbliche. Troppe diseguaglianze «Questi dati - ha concluso Cartabellotta - ci ricordano che il diritto alla tutela della salute non può dipendere dal codice di avviamento postale. Il nostro impegno è di continuare a monitorare con rigore le diseguaglianze e a condurre analisi indipendenti per ricostruire un Servizio sanitario nazionale equo e universalistico». ---End text--- Author: SAVERIO RICCI Heading: RAPPORTO DELLA «FONDAZIONE GIMBE» Highlight: “ Il diritto alla tutela della salute non può dipendere dal codice di avviamento postale Nino Cartabellotta, Gimbe Image: -tit_org- Viaggi della speranza: Puglia terza in Italia per mobilità passiva -sec_org- tp:writer§§ SAVERIO RICCI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503090306907.PDF §---§ title§§ Pazienti in fuga e sanità in... rosso Le cure in trasferta costano 362 mln link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503113307125.PDF description§§

Estratto da pag. 16 di "GAZZETTA DEL SUD REGGIO CALABRIA" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T06:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503113307125.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503113307125.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL SUD REGGIO CALABRIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503113307125.PDF tp:ocr§§ Pazienti in fuga e sanità in... rosso Le cure in trasferta costano 362 mln Gimbe: la Calabria è quinta tra le regioni per esborso complessivo, diciottesima per capacità di attrazione ed ultima nel 2023 per saldo negativo (327 milioni). Dal privato solo il 36,3% di mobilità attiva (in Italia: 54,5%) Il destino del servizio sanitario calabrese è rimasto incompiuto per lungo tempo e i pazienti si sono trasformati in migranti delle cure, perennemente in fuga da questa terra. Profughi della salute che si muovono in cerca di luoghi attrezzati, dove non ci siano da aspettare anni per una visita cardiologica o una consulenza neurologica e dove un letto si rimedia sempre nei casi di bisogno. Sui treni, con i malati, continuano a viaggiare cartelle cliniche, diagnosi sospese, speranze affidate a un altro indirizzo. Una migrazione che da più di vent’anni segue rotte convergenti dal Sud verso le strutture d’eccellenza nelle terre più virtuose del Centro-Nord. Nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale ha toccato i 5,15 miliardi di euro, record storico per l’Italia. La cifra definisce una mappa ben precisa con il denaro che scorre verso Nord. Il rapporto della Fondazione Gimbe, che ha festeggiato i 30 anni di attività, fotografa uno squilibrio che non è più congiunturale. Secondo Nino Cartabellotta, «Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto concentrano quasi tutto il saldo attivo prodotto dalla mobilità sanitaria». Al contrario, il Mezzogiorno è la macroarea che continua a pagare a caro prezzo i suoi ritardi. In fondo alla classifica dei saldi regionali c’è la Calabria: nel 2023 il passivo ha raggiunto -326,9 milioni di euro, saldo negativo in crescita di 22,1 milioni rispetto all’anno precedente. I crediti per pazienti attratti da altre regioni si fermano a 35,4 milioni e i debiti per calabresi curati in trasferta salgono a 362,3 milioni. Numeri che collocano la Calabria al quinto posto tra le regioni per esborso complessivo, la diciottesima per capacità di attrazione. Il dato non è solo contabile. È la conseguenza di una debolezza strutturale. Quando quasi un terzo di miliardo di euro lascia i bilanci sanitari per finanziare ricoveri e prestazioni verso altre regioni, significa che l’offerta locale non trattiene, non convince, non basta. Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna e Lazio assorbono insieme il 78,2% del saldo passivo nazionale: una faglia che attraversa il Paese. Colpisce anche la composizione della spesa. Oltre la metà dei rimborsi per prestazioni fuori regione finisce al privato convenzionato. In Calabria, però, la quota di mobilità attiva intercettata dalle strutture accreditate si attesta al 36,3%, ben sotto la media nazionale che è del 54,5%. E rappresenta l’immagine di un sistema che non riesce a costruire poli di attrazione neppure nel segmento privato. La mobilità riguarda soprattutto i ricoveri nelle strutture assistenziali e la specialistica ad alta intensità. L’80% delle ospedalizzazioni fuori regione è classificato come “effettivo”, dunque, è una scelta del paziente, non una urgenza. La fuga, dunque, non è soltanto una necessità clinica ma diventa la ricerca di fiducia nelle strutture. Ed è così che la Calabria e le altre sorelle del Sud sono diventate assai prodighe verso le regioni del Nord che accolgono i pazienti per ricoveri ed esami e presentano, poi, il conto. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Giovanni Pastore Heading: Highlight: L’80% delle ospedalizzazioni fuori regione è classificato come “effettivo”: dunque, è una scelta ben precisa del paziente non una urgenza Image:Una migrazione ininterrotta La Calabria nel 2023 ha pagato 362 milioni per cure in trasferta -tit_org- Pazienti in fuga e sanità in... rosso Le cure in trasferta costano 362 mln -sec_org- tp:writer§§ Giovanni Pastore guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503113307125.PDF §---§ title§§ Sanità Oltre 5 miliardi di spesa per curarsi fuori dalla propria Regione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501834405632.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "GAZZETTA DI MANTOVA" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T04:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501834405632.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501834405632.PDF', 'title': 'GAZZETTA DI MANTOVA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501834405632.PDF tp:ocr§§ Sanità Oltre5miliardidispesapercurarsi fuoridallapropriaRegione Sempre più italiani devono lasciare la propria Regione di residenza per curarsi. Nel 2023, il flusso della mobilità sanitaria interregionale ha generato una spesa di 5,15 miliardi, in aumento del 2,3% rispetto al 2022. Una grande parte di queste risorse è intercettata dalle strutture private convenzionate a cui è destinata oltre la metà della spesa per le prestazioni erogate fuori Regione. È quanto emerge dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Sanità pubblica Una corsia ospedaliera -tit_org- Sanità Oltre 5 miliardi di spesa per curarsi fuori dalla propria Regione -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501834405632.PDF §---§ title§§ Mobilità dei pazienti in rosso: saldo negativo per 11,7 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501783006154.PDF description§§

Estratto da pag. 30 di "GAZZETTINO FRIULI" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T05:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501783006154.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501783006154.PDF', 'title': 'GAZZETTINO FRIULI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501783006154.PDF tp:ocr§§ Mobilità dei pazienti in rosso: saldo negativo per 11,7 milioni `Il richiamo in Friuli è trainato da Asufc, Cro e Burlo Il report di Fondazione Gimbe conferma il trend Ma l’attrazione regionale vale comunque 144, 6 milioni La prima resta l’azienda udinese con 46,6 milioni ` DOSSIER Fondazione Gimbe ha presentato ieri il proprio report sulla mobilità sanitaria relativo al 2023. Per quel che riguarda il Friuli Venezia Giulia in quell’anno il saldo era negativo, per la nostra regione, ovvero il saldo tra attrazione e fuga di pazienti, per 10 milioni di euro. I dati relativi all’anno successivo, allegati alla proposta di bilancio sanitario consolidato per il ’26, e relativi al 24, vedono una situazione di sostanziale stabilità, con un saldo ancora negativo per 11,79 milioni di euro. L’ALTRA FACCIA Ma va anche sottolineato come il Fvg sia attrattivo in sanità. La tabella che riassume i dati della mobilità extraregionale vede il Cro al primo posto con 28,6 milioni di euro, di cui 5,7 milioni per ricoveri, 10,5 milioni per attività ambulatoriale, 11,9 milioni per “altro” (trattamenti sanitari e altro). Al secondo posto per valore economico l’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale con 27,4 milioni di euro di cui 13,7 milioni riguardano ricoveri di pazienti provenienti da altre regioni, 2,6 milioni per attività ambulatoriale, 6,5 milioni per altre attività sanitaria. Asufc registra anche la voce ricoveri privati e ambulatoriale privati, rispettivamente per 1,8 e 2,6 milioni. Quindi Asfo con 21,5 milioni di attrazione e3xtraregionale di cui 5,6 milioni per ricovero, 2,6 milioni per attività ambulatoriale. Più alta la quota dei provati con 8,4 milioni per ricoveri e 2,4 milioni per l’ambulatoriale. Chiude il Burlo Garofolo con 5,5 milioni di cui 3,9 per ricoveri e 2,6 per ambulatoriale. IL FENOMENO E poi c’è la tabella relativa alla fuga extraregionale che in Fvg vale 104 milioni di euro, da qui la differenza di -11,7 milioni data dalla differenza tra le due voci. In questo capitolo Asufc è al primo posto per valore con 40,7 milioni di euro di prestazioni sanitarie che la nostra regione ha pagato per le cure di pazienti che hanno scelto ospedali di altre regioni. Si emigra soprattutto per ricoveri, 26,2 milioni la fuga dall’area udinese; 8,3 milioni sono prestazioni ambulatoriali, 6,1 milioni per altro, per un totale, quindi, di 40,7 milioni. Asufc ha quindi un saldo negativo di 13,29 milioni. Per quel che riguarda Asfo la fuga vale 38,8 milioni di eurodi cui 23,5 milioni per ricoveri, 10,39 milioni per attività ambulatoriale, 4,8 milioni per altro. La differenza è negativa per 17,3 milioni. Anche se sulle modalità di calcolo azzardiamo una considerazione. L’attrazione del Cro merita un capitolo dedicato, ma la fuga dal Cro non è in tabella, come quella del Burlo, e forse andrebbe considerata in aggregato. Asugi evidenzia una fuga extraregionale di 24,6 milioni, di cui 16,9 per ricoveri, 4,2 per ambulatoriale, 3,4 milioni per altro, con una differenza in negativo di 15,3 milioni. Ecco dunque che la somma dell’attrazione, detratta la fuga, ci dà il saldo negativo di 11,7 milioni. ATTRAZIONE Un’altra tabella è dedicata alla mobilità regionale, e quindi il valore delle prestazioni che i pazienti ottengono da un’Azienda che non è quella territorialmente competente. Le persone si spostano all’interno del Fvg alla ricerca probabilmente del professionista migliore e dei tempi di attesa più contenuti. Questa mobilità vale 144,6 milioni di euro. Chi attrae maggiormente è Asufc, l’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, che incamera 46,6 milioni di euro di cui 35,3 per ricoveri. Segue il Cro, con 45,7 milioni di cui 11,5 per ricoveri, il Burlo, con 26,4 milioni, di cui 19 per ricoveri, Asugi per 18,4 milioni, chiude Asfo con 7,4 milioni. L’ìAzienda sanitaria Friuli occidentale è al primo posto per fuga regionale per 72,9 milioni di euro, ci cui 38,6 peer ricoveri e 21,1 per ambulatoriale, con una differenza in negativo come saldo tra fuga e attrazione di 65,2 milioni. Segue Asugi con 42,3 milioni, e As ufc per 29,3 milioni. Chiudiamo con Gimbe che segnala come il Fvg sia al 13° posto tra le regioni italiane per valore del credito vantato da altre regioni, e l'impatto economico pro-capite della mobilità sanitaria regionale è pari a -8 euro. Il Friuli Venezia Giulia si colloca infine al 15° posto nella classifica che misura il volume dell'erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private, un indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato. In Fvg le strutture private erogano il 24,7% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale, contro la media italiana del 54,5%. Elena Del Giudice © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Elena Del Giudice Heading: Highlight: LE STRUTTURE PUBBLICHE E ACCREDITATE MENO DIPENDENTI DAL PRIVATO RISPETTO ALLA MEDIA Image:LA FUGA Sempre più friulani vanno a curarsi fuori regione, ma la Regione con le sue eccellenze attrae comunque tanti pazienti: il saldo finale però è negativo per 11 milioni -tit_org- Mobilità dei pazienti in rosso: saldo negativo per 11,7 milioni -sec_org- tp:writer§§ Elena Del Giudice guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501783006154.PDF §---§ title§§ Mobilità dei pazienti in rosso: saldo negativo per 11,7 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503154906517.PDF description§§

Estratto da pag. 30 di "GAZZETTINO PORDENONE" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T05:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503154906517.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503154906517.PDF', 'title': 'GAZZETTINO PORDENONE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503154906517.PDF tp:ocr§§ Mobilità dei pazienti in rosso: saldo negativo per 11,7 milioni `Il richiamo in Friuli è trainato da Asufc, Cro e Burlo Il report di Fondazione Gimbe conferma il trend Ma l’attrazione regionale vale comunque 144, 6 milioni La prima resta l’azienda udinese con 46,6 milioni ` DOSSIER Fondazione Gimbe ha presentato ieri il proprio report sulla mobilità sanitaria relativo al 2023. Per quel che riguarda il Friuli Venezia Giulia in quell’anno il saldo era negativo, per la nostra regione, ovvero il saldo tra attrazione e fuga di pazienti, per 10 milioni di euro. I dati relativi all’anno successivo, allegati alla proposta di bilancio sanitario consolidato per il ’26, e relativi al 24, vedono una situazione di sostanziale stabilità, con un saldo ancora negativo per 11,79 milioni di euro. L’ALTRA FACCIA Ma va anche sottolineato come il Fvg sia attrattivo in sanità. La tabella che riassume i dati della mobilità extraregionale vede il Cro al primo posto con 28,6 milioni di euro, di cui 5,7 milioni per ricoveri, 10,5 milioni per attività ambulatoriale, 11,9 milioni per “altro” (trattamenti sanitari e altro). Al secondo posto per valore economico l’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale con 27,4 milioni di euro di cui 13,7 milioni riguardano ricoveri di pazienti provenienti da altre regioni, 2,6 milioni per attività ambulatoriale, 6,5 milioni per altre attività sanitaria. Asufc registra anche la voce ricoveri privati e ambulatoriale privati, rispettivamente per 1,8 e 2,6 milioni. Quindi Asfo con 21,5 milioni di attrazione e3xtraregionale di cui 5,6 milioni per ricovero, 2,6 milioni per attività ambulatoriale. Più alta la quota dei provati con 8,4 milioni per ricoveri e 2,4 milioni per l’ambulatoriale. Chiude il Burlo Garofolo con 5,5 milioni di cui 3,9 per ricoveri e 2,6 per ambulatoriale. IL FENOMENO E poi c’è la tabella relativa alla fuga extraregionale che in Fvg vale 104 milioni di euro, da qui la differenza di -11,7 milioni data dalla differenza tra le due voci. In questo capitolo Asufc è al primo posto per valore con 40,7 milioni di euro di prestazioni sanitarie che la nostra regione ha pagato per le cure di pazienti che hanno scelto ospedali di altre regioni. Si emigra soprattutto per ricoveri, 26,2 milioni la fuga dall’area udinese; 8,3 milioni sono prestazioni ambulatoriali, 6,1 milioni per altro, per un totale, quindi, di 40,7 milioni. Asufc ha quindi un saldo negativo di 13,29 milioni. Per quel che riguarda Asfo la fuga vale 38,8 milioni di eurodi cui 23,5 milioni per ricoveri, 10,39 milioni per attività ambulatoriale, 4,8 milioni per altro. La differenza è negativa per 17,3 milioni. Anche se sulle modalità di calcolo azzardiamo una considerazione. L’attrazione del Cro merita un capitolo dedicato, ma la fuga dal Cro non è in tabella, come quella del Burlo, e forse andrebbe considerata in aggregato. Asugi evidenzia una fuga extraregionale di 24,6 milioni, di cui 16,9 per ricoveri, 4,2 per ambulatoriale, 3,4 milioni per altro, con una differenza in negativo di 15,3 milioni. Ecco dunque che la somma dell’attrazione, detratta la fuga, ci dà il saldo negativo di 11,7 milioni. ATTRAZIONE Un’altra tabella è dedicata alla mobilità regionale, e quindi il valore delle prestazioni che i pazienti ottengono da un’Azienda che non è quella territorialmente competente. Le persone si spostano all’interno del Fvg alla ricerca probabilmente del professionista migliore e dei tempi di attesa più contenuti. Questa mobilità vale 144,6 milioni di euro. Chi attrae maggiormente è Asufc, l’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, che incamera 46,6 milioni di euro di cui 35,3 per ricoveri. Segue il Cro, con 45,7 milioni di cui 11,5 per ricoveri, il Burlo, con 26,4 milioni, di cui 19 per ricoveri, Asugi per 18,4 milioni, chiude Asfo con 7,4 milioni. L’ìAzienda sanitaria Friuli occidentale è al primo posto per fuga regionale per 72,9 milioni di euro, ci cui 38,6 peer ricoveri e 21,1 per ambulatoriale, con una differenza in negativo come saldo tra fuga e attrazione di 65,2 milioni. Segue Asugi con 42,3 milioni, e As ufc per 29,3 milioni. Chiudiamo con Gimbe che segnala come il Fvg sia al 13° posto tra le regioni italiane per valore del credito vantato da altre regioni, e l'impatto economico pro-capite della mobilità sanitaria regionale è pari a -8 euro. Il Friuli Venezia Giulia si colloca infine al 15° posto nella classifica che misura il volume dell'erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private, un indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato. In Fvg le strutture private erogano il 24,7% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale, contro la media italiana del 54,5%. Elena Del Giudice © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Elena Del Giudice Heading: Highlight: LE STRUTTURE PUBBLICHE E ACCREDITATE MENO DIPENDENTI DAL PRIVATO RISPETTO ALLA MEDIA Image:LA FUGA Sempre più friulani vanno a curarsi fuori regione, ma la Regione con le sue eccellenze attrae comunque tanti pazienti: il saldo finale però è negativo per 11 milioni -tit_org- Mobilità dei pazienti in rosso: saldo negativo per 11,7 milioni -sec_org- tp:writer§§ Elena Del Giudice guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503154906517.PDF §---§ title§§ Via libera per Iacolino, a Bologna l ' incarico ad interim link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501767005994.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "GIORNALE DI SICILIA" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T05:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501767005994.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501767005994.PDF', 'title': 'GIORNALE DI SICILIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501767005994.PDF tp:ocr§§ Via libera per Iacolino, a Bologna l’incarico ad interim Da oggi è il direttore generale del Policlinico G. Martino di Messina PALERMO Prima il sofferto via libera della commissione Affari istituzionali, con spaccature emerse anche in seno alla maggioranza, e adesso il disco verde della giunta regionale, che ha messo il sigillo definitivo sulla procedura di nomina di Salvatore Iacolino a direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria Policlinico G. Martino di Messina, a decorrere da oggi. Iacolino lascia così la carica di dirigente generale del dipartimento della Pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute, prendendo il posto di Giorgio Giulio Santonocito, nominato direttore generale del Policlinico di Catania, mentre la giunta ha deliberato l’avvio di una procedura di interpello per individuare il nuovo dirigente generale. Nelle more, l’incarico verrà ricoperto ad interim dall’avvocato generale della Regione Giovanni Bologna, che lascia a sua volta l’interim del dipartimento Turismo, sport e spettacolo, assegnato al segretario generale della Presidenza Ignazio Tozzo. Un tetris arrivato a poche ore da altre due nomine, che hanno confermato il predominio della Lega di Sammartino e dei meloniani nella sanità catanese: Monica Castro, considerata vicina al Carroccio, che su firma di Santonocito (anch’egli di aria leghista) ha lasciato la direzione amministrativa dell’ospedale Cannizzaro per andare a ricoprire lo stesso ruolo al Policlinico Rodolico-San Marco nel capoluogo etneo, mentre Salvo Torrisi, nell’orbita di Fratelli d’Italia e già dirigente responsabile del provveditorato al Cannizzaro, è diventato direttore amministrativo della stessa azienda ospedaliera. Intanto, fuori dagli aspetti politico-dirigenziali che interessano il mondo della salute, la Fondazione Gimbe, nella sua nuova indagine sulla mobilità sanitaria interregionale realizzata in occasione del trentennale di attività, registra nell’Isola un saldo negativo di circa 247 milioni di euro per il 2023, con un rialzo di 5 milioni su base annuale e con oltre 320 milioni di debiti accumulati nei confronti di altre regioni: una quota che piazza la Sicilia al settimo posto su scala nazionale, a tutto beneficio dei territori scelti dai pazienti per farsi curare, in particolare Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Così, insieme a Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sardegna, il sistema sanitario siciliano rappresenta il 78% del saldo passivo. (*ADO*) © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Nuovo incarico Salvatore Iacolino va a Messina -tit_org- Via libera per Iacolino, a Bologna l ’ incarico ad interim -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501767005994.PDF §---§ title§§ Oltre 5 miliardi di spesa per curarsi fuori dalla propria Regione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503149406506.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "GIORNALE DI VICENZA" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T05:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503149406506.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503149406506.PDF', 'title': 'GIORNALE DI VICENZA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503149406506.PDF tp:ocr§§ Sanità Oltre5miliardidispesapercurarsi fuoridallapropriaRegione Sempre più italiani devono lasciare la propria Regione di residenza per curarsi. Nel 2023, il flusso della mobilità sanitaria interregionale ha generato una spesa di 5,15 miliardi, in aumento del 2,3% rispetto al 2022. Una grande parte di queste risorse è intercettata dalle strutture private convenzionate a cui è destinata oltre la metà della spesa per le prestazioni erogate fuori Regione. È quanto emerge dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Sanità pubblica Una corsia ospedaliera -tit_org- Oltre 5 miliardi di spesa per curarsi fuori dalla propria Regione -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503149406506.PDF §---§ title§§ «Mobilità sanitaria, Basilicata perde 80 milioni» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503153806518.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "LE CRONACHE LUCANE" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T05:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503153806518.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503153806518.PDF', 'title': 'LE CRONACHE LUCANE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503153806518.PDF tp:ocr§§ Nel Cimbe divario tra Nord e Sud. Vizziello: «La sanità lucana è in difficoltà e il nuovo Piano regionale non cambia rot «Mobilità sanitaria, Basilicata perde 80 milioni: POTENZA. Un giro d'affari che supera i cinque miliardi di euro l'anno e che evidenzia profonde diseguaglianze territoriali nell'accesso alle cure. R il fenomeno della mobilità sanitaria interregionale, cioè gli spostamenti dei pazienti lungo la penisola per ricevere assistenza medica fuori dalla propria regione. Un sistema che vede alcune regioni del Nord fortemente attrattive e altre, soprattutto nel Mezzogiorno, costrette a sostenere pesanti costi economici.A commentare il nuovo rapporto Gimbe sulla migrazione sanitaria in Italia nel 2023 è il capogruppo in Consiglio regionale di Basilicata Casa Comune, Giovanni Vizziello . «Si tratta di un giro d'affari che vale oltre cinque miliardi di euro l'anno e nel quale alcune regioni, come la Lombardia, guadagnano circa seicentocinquanta milioni di euro, mentre altre, come la Basilicata, registrano una perdita di quasi ottanta milioni di euro», afferma.Secondo Vizziello il dato conferma una frattura sempre più evidente nel sistema sanitario nazionale. «Quando in sole tré regioni, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, si concentra oltre il novanta per cento del saldo attivo di mobilità sanitaria, cioè la differenza tra quanto una regione spende per i propri residenti che si curano altrove e quanto incassa per assistere pazienti provenienti da altre regioni, significa che il diritto alla salute non è garantito in maniera equa sull'intero territorio nazionale». Il quadro delineato dal rapporto evidenzia come il divario tra Nord e Sud continui ad ampliarsi. «Si tratta di una grave frattura tra i sistemi sanitari delle regioni settentrionali e quelli delle regioni meridionali», aggiunge l'esponente di Basilicata Casa Comune, ricordando che quasi tutte le regioni del Sud, ad eccezione della T.iguria, presentano un saldo negativo nella mobilità sanitaria interregionale.Per Vizziello il deficit registrato dalla Basilicata rappresenta un segnale allarmante sullo stato della sanità lucana. «Il disavanzo di quasi ottanta milioni di euro è la cartina di tornasole delle difficoltà in cui versa il sistema sanitario regionale», sottolinea.Il capogruppo esprime inoltre forti perplessità sul nuovo Piano sanitario regionale 2026-2030 predisposto dalla Giunta. «Sarà molto diffìcile superare queste criticità con un piano che appare estremamente deludente e che punta a conservare l'attuale assetto organizzativo e strutturale dell'offerta ospedaliera, già definito dalla riforma Pittella del 2017», conclude Vizziello. [it«BÌli,Bai»aja¿am Ä •Ssg ^sas¿ ? -tit_org- «Mobilità sanitaria, Basilicata perde 80 milioni» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503153806518.PDF §---§ title§§ Oltre cinque miliardi per cure fuori Regione Benefici per il privato link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501913002286.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "LEGGO" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T02:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501913002286.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501913002286.PDF', 'title': 'LEGGO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501913002286.PDF tp:ocr§§ Oltre cinque miliardi per cure fuori Regione Benefici per il privato LA MOBILITÀ SANITARIA Sempre più italiani devono lasciare la propria Regione di residenza per curarsi. Nel 2023, il flusso della mobilità sanitaria interregionale ha generato una spesa di 5,15 miliardi, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Una parte consistente di queste risorse è intercettata dalle strutture private convenzionate a cui è destinata oltre la metà della spesa per le prestazioni specialistiche erogate fuori Regione. Sono alcune delle tendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato in occasione del trentennale della Fondazione. «La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi», afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. (M. Lan.) ---End text--- Author: M.LAN. Heading: LA MOBILITÀ SANITARIA Highlight: Image: -tit_org- Oltre cinque miliardi per cure fuori Regione Benefici per il privato -sec_org- tp:writer§§ M.LAN. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501913002286.PDF §---§ title§§ Nodo migrazione sanitaria ecco il "peso" dei ricoveri link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503161806630.PDF description§§

Estratto da pag. 22 di "MATTINO BENEVENTO" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T05:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503161806630.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503161806630.PDF', 'title': 'MATTINO BENEVENTO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503161806630.PDF tp:ocr§§ Nodo migrazione sanitaria ecco il “peso” dei ricoveri IL TREND Luella De Ciampis Incidono per circa 18 milioni di euro i ricoveri in mobilità interregionale e regionale, effettuati dai pazienti del Sannio che scelgono di farsi curare oltre i confini della Campania, oppure nelle strutture delle altre province. Di questi 18 milioni, 7 sono relativi alla mobilità interregionale e sono riferiti a 1.978 pazienti che vanno negli ospedali da Roma in su, e poco meno di 11 milioni sono riferiti a 2.330 persone che vanno a curarsi nelle strutture di Napoli, piuttosto che in quelle di Avellino e Caserta. IL QUADRO La mobilità passiva, legata alla migrazione sanitaria nel Sannio, rappresenta uno degli scogli ancora da superare perché rientra, in linea con il resto del territorio regionale, tra le aree che pagano il prezzo più alto del saldo passivo, assorbendo il 78,2% dell'intera somma. A renderlo noto i dati Gimbe, che evidenziano gli squilibri territoriali al riguardo, puntando il dito contro l'autonomia differenziata che amplierà inevitabilmente le diseguaglianze. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022, con 5,04 miliardi. Le analisi della fondazione Gimbe confermano il progressivo ampliamento dello squilibrio tra Nord e Sud perché in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, secondo il report, si concentra il 95,1% del saldo attivo della mobilità sanitaria, ovvero la differenza tra risorse ricevute per curare pazienti di altre regioni e quelle versate per i propri residenti curati altrove. Sul versante opposto, a pagare il prezzo più alto sono Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna, che insieme, assorbono appunto il 78,2% del saldo passivo. In Campania si concentrano il 9,4% degli esborsi legati alla fuga dei pazienti verso strutture più attrattive, che scendono intorno all'8% nelle strutture sannite ma che, comunque, rappresentano una spesa non irrisoria per il Servizio sanitario provinciale. «I saldi regionali - si legge nel report Gimbe - evidenziano un’enorme frattura strutturale tra Nord e Sud. Le sole regioni con un saldo positivo superiore ai 100 milioni si trovano tutte al Nord, mentre quelle con un saldo negativo otre i 100 milioni appartengono tutte al Mezzogiorno, con l’eccezione del Lazio. Infine, la mobilità sanitaria riguarda prevalentemente i ricoveri ospedalieri e non restituisce le diseguaglianze nell’assistenza territoriale e socio-sanitaria. Per questo, il divario reale tra le regioni è ancora più marcato». Nella spesa legata alle trasferte, incidono soprattutto i costi sostenuti per i pazienti oncologici che scelgono di curarsi altrove e, nella maggior parte dei casi, si sottopongono a interventi importanti, che coinvolgono più di un organo, nonostante i protocolli di cura siano ormai gli stessi sull'intero territorio nazionale e offrano le medesime garanzie di successo. Nel Sannio, l'adesione ai tre screening previsti dalla normativa, come nel resto del territorio regionale, non ha ancora raggiunto livelli ottimali, anche se è in ripresa rispetto agli anni scorsi. Non fare prevenzione, vuol dire non scoprire le lesioni tumorali maligne nella prima fase, in cui è più facile e meno dispendioso l'accesso alle cure. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Luella De Ciampis Heading: Highlight: Image: -tit_org- Nodo migrazione sanitaria ecco il “peso” dei ricoveri -sec_org- tp:writer§§ Luella De Ciampis guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503161806630.PDF §---§ title§§ Basilicata e Puglia, fuga dalla sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502926208226.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "MATTINO DI PUGLIA E BASILICATA" del 05 Mar 2026

Saldo negativo pugliese di 253,2milioni di euro, 77,9 milioni quello lucano

pubDate§§ 2026-03-05T08:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502926208226.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502926208226.PDF', 'title': 'MATTINO DI PUGLIA E BASILICATA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502926208226.PDF tp:ocr§§ LA CRESCITA DEL NUMERO DELLE PERSONE CHE VANNO A CURARSI ALTROVE Basilicata e Puglia, fuga dalla sanità Saldo negativo pugliese di 253,2milioni di euro, 77,9 milioni quello lucano È fuga dalla sanità lucana e pugliese per i cittadini che scelgono di curarsi in altre regioni, con signi icative perdite economiche per le Regioni. La Puglia è tra le regioni (tutte del sud) con il peggior saldo tra mobilità attiva e passiva in campo sanitario. E’ quanto emerge dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe riferito a dati del 2023 presentato ieri n occasione del trentennale della Fondazione. In Puglia nel 2023 si rileva un saldo negativo di -253,2 milioni di euro, in aumento di 23 milioni di euro rispetto al 2022. Fanno peggio solo la Calabria (-326,9 milioni), la Campania (-306,3) e un poco meglio la Sicilia (-246,7). Il saldo pugliese è così composto: 123.347.695 euro di crediti, (ovvero la Regione si colloca in 9a posizione), a fronte di 376.593.382 euro di debiti (ovvero la Regione si colloca in 4a posizione). Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia, secondo il report Gimbe, insieme rappresentano il 78,2% del saldo passivo. Il volume dell’erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private è un indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato. La Regione si colloca in 3a posizione con le strutture private che erogano il 68,9% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,5%). Nel 2023, per la Basilicata invece “si rileva un saldo negativo moderato della mobilità sanitaria regionale, pari a -77,9 milioni di euro, in riduzione di 2,9 milioni rispetto al 2022. In particolare, con 56.760.349 euro di crediti, la Regione si colloca in 17/a posizione, in 15/a per i debiti con 134.646.295”. Inoltre, in una nota è speci icato che “il volume dell’erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private è un indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato. La Regione si colloca in 21a posizione con le strutture private che erogano il 7,2% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,5%)”. “Un giro d’affari che vale più di 5 miliardi di euro l’anno e nel quale alcune regioni come la Lombardia guadagnano qualcosa come 650 milioni di euro, altre, come la Basilicata, ci rimettono quasi 80 milioni di euro. E’ la cosiddetta mobilità sanitaria interregionale, cioè gli spostamenti degli italiani lungo la penisola alla ricerca delle cure migliori, un fenomeno che dopo la pandemia riprende a correre e che testimonia, più di qualunque altro, le diseguaglianze territoriali delle cure tra un Nord Italia attrattivo e un Mezzogiorno d’Italia che non riesce a soddisfare al meglio le esigenze di salute dei propri residenti”. Lo scrive, in una nota, il capogruppo in Consiglio regionale di Basilicata Casa Comune, Giovanni Vizziello, in riferimento al Rapporto Gimbe sulla migrazione sanitaria nel 2023, secondo il quale “la sanità lucana versa in gravi dif icoltà”. “Quando in sole tre regioni (Lombardia, Emilia Romagna e Veneto), tutte del Nord Italia, si concentra più del 90% del saldo attivo di mobilità sanitaria, cioè la differenza fra quanto spende una regione per i propri residenti che si curano altrove e quanto incassa per curare pazienti provenienti da altre regioni - aggiunge - vuol dire che il diritto alla salute non è garantito in maniera equa sull’intero territorio nazionale: una grave frattura tra i sistemi sanitari delle regioni del Nord e quelli delle regioni del Sud confermata dal fatto che queste ultime, ad eccezione della Liguria, presentano tutte bilanci in rosso con riguardo al saldo di mobilità interregionale”. Secondo Vizziello, “il de icit di quasi 80 milioni di euro della Basilicata nel saldo di mobilità interregionale è la cartina al tornasole delle gravi dif icoltà in cui versa la sanità lucana: dif icoltà che sarà molto dif icile superare attraverso il nuovo Piano Sanitario 2026-2030 predisposto dalla Giunta regi onale e che è estremamente deludente dal momento che intende conservare l’attuale assetto organizzativo-strutturale dell’offerta ospedaliera realizzato dalla riforma Pittella del 2017”, conclude il dirigente di Basilicata Casa Comune. La situazione di Puglia e Basilicata non è comunque così distante dal resto d’Italia. Sempre più italiani devono lasciare la propria Regione di residenza per curarsi. Nel 2023, il lusso della mobilità sanitaria interregionale ha generato una spesa di 5,15 miliardi, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Una parte consistente di queste risorse è intercettata dalle strutture private convenzionate a cui è destinata oltre la metà della spesa per le prestazioni specialistiche erogate fuori Regione “La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi”, afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Il rapporto mostra come il fenomeno della mobilità sanitaria sia molto articolato. È vero, infatti, che ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Tuttavia, mentre in quest’ultimo caso si tratta in genere di uno ‘scambio’ di pazienti tra Regioni limitrofe, per il Meridione si assiste a una fuga di pazienti senza che si registri alcuuna attrattività. In particolare, secondo l’analisi, circa metà degli incassi derivanti dall’aver fornito cure a pazienti non residenti va a tre sole Regioni: Lombardia (23,2%), EmiliaRomagna (17,6%) e Veneto (11,1%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%). Questi dati fanno comprendere che “la mobilità passiva non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord”, spiega Cartabellotta. “Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord con inanti dotate di servizi di elevata qualità”. È guardando ai saldi tra mobilità attiva e passiva che emerge con forza lo svantaggio del Sud. Se la Lombardia, nonostante la cospicua spesa per le cure nelle Regioni limitrofe ha un saldo positivo di 645,8 milioni, la Calabria ha un passivo di 326,9 milioni, la Campania di 306,3, la Puglia di 253,2, la Sicilia di 246,7. Cresce inoltre il peso del privato: per ogni euro speso per ripagare le prestazioni specialistiche erogate fuori Regione, oltre la metà viene incassata dalla sanità privata convenzionata, a cui, nel 2023 sono andati 1.966 milioni rispetto ai 1.643 milioni delle strutture pubbliche. Le Regioni in cui il provato è più attrattivo sono Molise (dove il privato attrae il 90,2% della mobilità attiva), Lombardia (71,1%), Puglia (68,9%), Lazio (63,8%). “Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità”, precisa Cartabellotta. “Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, signi ica che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale”, conclude il presidente Gimbe. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Basilicata e Puglia, fuga dalla sanità -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502926208226.PDF §---§ title§§ Ricoveri fuori regione più di un euro su due incassato dai privati = Ricoveri e specialisti, il privato non decolla: l'Umbria è diciottesima link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502226301211.PDF description§§

Estratto da pag. 52 di "MESSAGGERO UMBRIA" del 05 Mar 2026

»Lo studio Gimbe sulla mobilità attiva, Umbria in controtendenza: strutture poco attrattive

pubDate§§ 2026-03-05T02:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502226301211.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502226301211.PDF', 'title': 'MESSAGGERO UMBRIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502226301211.PDF tp:ocr§§ Ricoveri fuori regione più di un euro su due incassato dai privati Lo studio Gimbe sulla mobilità attiva, Umbria in controtendenza: strutture poco attrattive ` Ricoveri e specialisti, il privato non decolla: l’Umbria è diciottesima Lo studio Gimbe sulla mobilità attiva: `Ospedale di Perugia, Gabrio Bassotti le prestazioni si fermano al 15 per cento è il nuovo primario di Gastroenterologia ` PERUGIA Oltre 1 euro su 2 speso,a livello nazionale, per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori Regione viene incassato dalla sanità privata convenzionata. Il dato è rilevato dalla Fondazione Gimbe: 1.966 milioni di euro(54,5%) contro i 1.643 milioni (45,5%) destinati alle strutture pubbliche. «La quota di mobilità che confluisce verso il privato convenzionato - spiega nell’analizzare i numeri il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta - non è omogenea in tutte le Regioni, perché dipende dall'offerta e dalle capacità attrattive di strutture private d'eccellenza» L’Umbria non finisce in testa alla classifica, anzi. Benedetti a pag. 55 LO STUDIO PERUGIA Oltre 1 euro su 2 speso,a livello nazionle, per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori Regione viene incassato dalla sanità privata convenzionata. Il dato è rilevato dalla Fondazione Gimbe: 1.966 milioni di euro(54,5%) contro i 1.643 milioni (45,5%) destinati alle strutture pubbliche. «La quota di mobilità che confluisce verso il privato convenzionato - spiega nell’analizzare i numeri il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta - non è omogenea in tutte le Regioni, perché dipende dall'offerta e dalle capacità attrattive di strutture private d'eccellenza» L’Umbria non finisce in testa alla classifica, anzi. I dati analizzati dalla Fondazione Gimbe dimostrano come l’attenzione dei pazienti per la sanità privata non sia da record. Il volume dell’erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private è un indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato. L’Umbria si colloca in diciottesima posizione con le strutture private che erogano il 15,1% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,5%). Per fare un confronto con l’Umbria le strutture private assorbono oltre il 60% della mobilità attiva in Molise (90,2%), Lombardia (71,1%), Puglia (68,9%) e Lazio (63,8%). In altre Regioni la capacità attrattiva del privato resta invece inferiore al 20%: Valle d'Aosta (15,7%), Liguria (11,4%), Provincia autonoma di Bolzano (9,1%) e Basilicata (7,2%). «I dati sulla mobilità sanitaria - analizza Cartabellotta - ci ricordano che il diritto alla tutela della salute non può dipendere dal codice di avviamento postale». Naturalmente lo studio della Fondazione Gimbe guarda anche alla mobilità sanitaria in generale e il saldo dell’Umbria (2023 su 2022) è negativo. Ad avere un saldo positivo rilevante: Lombardia (645,8 milioni di euro), Emilia Romagna (564,9 milioni) e Veneto (212,1 milioni); saldo positivo moderato: Toscana (47,2 milioni); saldo positivo minimo: Molise (18,6 milioni) e Provincia autonoma di Trento (8 milioni); saldo negativo minimo: Provincia autonoma di Bolzano (-3,9 milioni), Friuli Venezia Giulia (-10 milioni), Valle d'Aosta (-12,8 milioni), Piemonte (-20,7 milioni); saldo negativo moderato: Marche (-54,7 milioni), Umbria (-55,8 milioni), Liguria (-74,4 milioni), Basilicata (-77,9 milioni) e Abruzzo (-86,9 milioni); saldo negativo rilevante: Sardegna (-101,9 milioni), Lazio (-191,7 milioni), Sicilia (-246,7 milioni), Puglia (-253,2 milioni), Campania (-306,3 milioni) e Calabria (-326,9 milioni). Nel 2023, per l’Umbria, la Gimbe rileva un saldo negativo moderato della mobilità sanitaria regionale, pari a meno 55,8 milioni di euro in aumento di 19,1 milioni di euro rispetto al 2022. In particolare i crediti(mobilità attiva) sono arrivati a 81.855.582 e la Regione si colloca in 14a posizione. Sul fronte dei debiti toccano quota 137.627.838 e la Regione si colloca in 14a posizione. «I saldi regionali - commenta il presidente della Fondazione Gim be - evidenziano un’enorme frattura strutturale tra Nord e Sud. Le sole Regioni con un saldo positivo superiore a 100 milioni di euro si trovano tutte al Nord, mentre quelle con un saldo negativo oltre 100 milioni appartengono tutte al Mezzogiorno, con l’eccezione del Lazio». A proposito di sanità, si è chiusa, dopo anni, la partita del primario titolare di Gastroenterologia al Santa Maria della Misercordia. L’Azienda ospedaliera perugina, infatti, ha dato il via libera alla nomina del professor Gabrio Bassotti (amerino, classe 1957), che guiderà la Struttura complessa a direzione universitaria. Logico il placet dei due rettori, il precedente Maurizio Oliviero e l’attuale, Massimiliano Marianelli. Professore associato dal 2006 e ordinario dal 2013, Bassotti lavora al Santa Maria dal 1990 e ha insegnato sia a Perugia che all’estero. Luca Benedetti © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Luca Benedetti Heading: Highlight: Image:Al Santa Maria della Misercordia di Perugia dopo anni di polemiche è stato assegnato l’incarico di primario per Gastroenterologia -tit_org- Ricoveri fuori regione più di un euro su due incassato dai privati Ricoveri e specialisti, il privato non decolla: l'Umbria è diciottesima -sec_org- tp:writer§§ Luca Benedetti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502226301211.PDF §---§ title§§ Cure fuori regione Spesa record di 5,15 miliardi: Campania seconda link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501791406062.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "METROPOLIS NAPOLI" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T05:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501791406062.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501791406062.PDF', 'title': 'METROPOLIS NAPOLI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501791406062.PDF tp:ocr§§ Cure fuori regione Spesa record di 5,15 miliardi: Campania seconda &¡è¡È¾¾­ ?§­|?¡?Äv¾q¨?Äqº?q qOÈ Ñ º¾­9­º ·º §?q2­§|qº ?qd §?¡?qK­§q ¨q a ¨ Ä­ Un nuovo record, destinato già ad essere sicuramente superato. La mobilità sanitaria degli italiani in cerca di cure ha raggiunto quota 5,15 miliardi di euro nel 2023, il livello più alto di sempre. Un sonoro +2,3% rispetto al 2022 (quando il dato era di 5,04 miliardi). I 30 ANNI DI GIMBE A dircelo è il nuovo report sulla mobilità sanitaria OTOCVQ(QPFC\KQPG)KODG che festeggia 30 anni di attività rinnovando il suo impegno per il futuro del 5GTXK\KQ UCPKVCTKQ PC\KQnale. “In questa occasione non vogliamo celebrare il passato - ha dichiarato il presidente Nino Cartabellotta - ma rinnoviamo l’impegno per il futuro. Dopo trent’anni la nostra missione non è cambiata: WUCTG FCVK GF GXKFGP\G UEKGPVKOEJG RGT FKHGPFGTG la sanità pubblica e distinguere tra proclami e realtà. Oggi, più che mai, serve una voce rigorosa e indipendente per contrastare gli attacchi scomposti alla UEKGP\C G RGT FGPWPEKCTG che il diritto alla tutela della salute è sempre più EQPFK\KQPCVQ FCN TGFFKVQ GFCNNWQIQFKTGUKFGP\C? E, certo, quello che conosciamo anche come turismo sanitario è un bel termometro delle diseIWCINKCP\G ?4KNGXCFQXGK cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi RGT EWTCTUK? UKPVGVK\\C KN sempre battagliero Cartabellotta. IL REPORT +NTGRQTVEGTVKOECN?GPQTOG flusso di risorse economiche in uscita - come sempre - dal Sud verso il 0QTF .G FGUVKPC\KQPK RTKvilegiate dagli italiani in cerca di cure sono, come sempre, Lombardia, EmiNKC 4QOCIPC G 8GPGVQ +P queste tre regioni si concentra il 95,1% del saldo attivo della mobilità sanitaria, “ovvero - spiegano da )KODG NC FKHHGTGP\C VTC risorse ricevute per curare RC\KGPVKFKCNVTG4GIKQPKG quelle versate per i propri TGUKFGPVK EWTCVK CNVTQXG? Per Cartabellotta la mobilità sanitaria “è sempre meno una scelta e sempre più una necessità. Quando miliardi di euro e centinaKC FK OKINKCKC FK RC\KGPVK convergono verso poche 4GIKQPK UKIPKOECEJGN?QHHGTVCFGKUGTXK\KPQP¨QOQgenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa UWVWVVQKNVGTTKVQTKQPC\KQPCNG 4KEJKGFGURQUVCOGPVK che hanno anche un rilevante impatto economico UWKDKNCPEKFGNNGHCOKINKG? Ma, si sa, la prima cosa è la salute. LOMBARDIA PRIMA META Più in dettaglio la mobilità sanitaria attiva si concentra in Lombardia (23,2%), 'OKNKC 4QOCIPC G 8GPGVQ UGIWKVG FC .C\KQ 6QUECPC G2KGOQPVG RCICTGKNRTG\\QRK¹CNVQRGTNC mobilità sanitaria dei propri cittadini sono Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, .C\KQG5CTFGIPC EJGVWVVG KPUKGOGCUUQTDQPQKN del saldo passivo. In questo scenario, “l’autonomia difHGTGP\KCVC EQPKNXKCNKDGTC alle pre-intese per Liguria, .QODCTFKC 2KGOQPVGG8Gneto, amplierà inevitabilOGPVGNGFKUWIWCINKCP\G? prevede Cartabellotta. FUGA DALLA CAMPANIA I maggiori esborsi per cure ricevute dai proRTKTGUKFGPVKKPCNVTG4GIKQPK UQPQ C ECTKEQ FK .C\KQ (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%), che da sole rappresentano quasi WP VGT\Q FGN VQVCNG EQP oltre 400 milioni di euro di uscite ciascuna. Sì, avete letto bene: la Lombardia è KPGPVTCODGNGENCUUKOEJG Come mai? “La mobilità passiva – spiega Cartabellotta – non coincide esclusivamente con la fuga FKRC\KGPVKFC5WFC0QTF Esiste anche una mobilità FK RTQUUKOKV VTC 4GIKQPK FGN0QTFEQPOPCPVKFQVCVG FKUGTXK\KFKGNGXCVCSWCNKV 4GIKQPK EQOG .QODCTFKC 8GPGVQ G 2KGOQPVG TGIKstrano livelli rilevanti di OQDKNKV RCUUKXC? Bisogna leggere bene i numeri. “I saldi regionali eviFGP\KCPQ WP?GPQTOG HTCVtura strutturale tra Nord e 5WF .GUQNG4GIKQPKEQPWP saldo positivo superiore a 100 milioni si trovano tutte al Nord, mentre quelle con un saldo negativo otre 100 milioni appartengono tutte CN/G\\QIKQTPQ EQPN?GEEG\KQPG FGN .C\KQ? UGIPCNC Cartabellotta. LA SANITÀ PRIVATA Oltre 1 euro su 2 speso RGT TKEQXGTK G RTGUVC\KQPK specialistiche erogate fuoTK4GIKQPGXKGPGKPECUUCVQ dalla sanità privata conXGP\KQPCVC OKNKQPK EQPVTQ K OKlioni (45,5%) destinati alle strutture pubbliche. Le strutture private assorbono QNVTG KN FGNNC OQDKNKV attiva in Molise (90,2%), Lombardia (71,1%), Puglia G .C\KQ +P CNVTG4GIKQPKNCECRCEKV CVtrattiva del privato resta inXGEGKPHGTKQTGCN 8CNNG D’Aosta (15,7%), Umbria (15,1%), Liguria (11,4%), ProXKPEKCCWVQPQOCFK$QN\Cno (9,1%) e Basilicata (7,2%). Ma perchè ci si sposta in cerca di cure? Secondo i FCVK IGPCU N? FGNNC mobilità sanitaria per ricoveri (2.311 milioni) dipende FCNNC UEGNVC FGN RC\KGPVG +N OKNKQPK ¨ KPXGEG NGICVQ C RTGUVC\KQPK urgenti (mobilità casuale) e KN OKNKQPK TKIWCTFC casi in cui il domicilio del RC\KGPVGPQPEQKPEKFGEQP NC 4GIKQPG FK TGUKFGP\C (mobilità apparente). Della mobilità effettiva, solo KN TKIWCTFC TKEQXGTK ordinari a rischio di inapRTQRTKCVG\\C 6WVVK SWGUVK dati “ci ricordano che il diritto alla tutela della salute non può dipendere dal codice di avviamento postale. Il nostro impegno per il futuro è di continuare a monitorare con rigore NGFKUGIWCINKCP\GGCEQPdurre analisi indipendenti per ricostruire un Sistema UCPKVCTKQPC\KQPCNGGSWQG WPKXGTUCNKUVKEQ? EQPENWFG KNRTGUKFGPVG)KODG L’EVENTO .C RTGUGPVC\KQPG FGN TGRQTV WP GXGPVQ PC\KQPCNG in streaming, ha ha aperto ufficialmente l’anno del trentennale di attività delNC (QPFC\KQPG )KODG .C UKVWC\KQPG FGNNC OQDKNKV sanitaria interregionale è stata l’occasione per rilanciare l’allarme sull’equità di accesso alle cure, le diUGIWCINKCP\G VGTTKVQTKCNK K TKVCTFK FGNNC FKIKVCNK\\C\KQPG G FGN 2PTT G RK¹ KP generale, la sostenibilità FGN5UPGNCFKUKPHQTOC\KQPGUEKGPVKOEC L’evento inaugura il perEQTUQ )KODG OGUK in cui si susseguiranno CVVKXKV KUVKVW\KQPCNK KPK\KCtive divulgative, progetti GFKVQTKCNKGC\KQPKFKCFXQcacy in una cornice unitaria fondata su tre pilastri: NC UEKGP\C RGT QTKGPVCTG le decisioni pubbliche, la tutela del Ssn come bene EQOWPG KN TCHHQT\COGPVQ della responsabilità civica per difendere il diritto alla tutela della salute. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Cure fuori regione Spesa record di 5,15 miliardi: Campania seconda -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501791406062.PDF §---§ title§§ La mobilità passiva "pesa" tre milioni in meno. Ma il rischio commissariamento non va via link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503112107129.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "NUOVA DEL SUD" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T06:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503112107129.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503112107129.PDF', 'title': 'NUOVA DEL SUD'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503112107129.PDF tp:ocr§§ La mobilità passiva “pesa” tre milioni in meno. Ma il rischio commissariamento non va via POTENZA - La Basilicata perde 77,9 milioni di euro per la mobilità sanitaria interregionale. È questo il saldo negativo registrato nel 2023 e certificato dal nuovo report della fondazione Gimbe, che inserisce la regione nella fascia del “saldo negativo moderato”, in riduzione di 2,9 milioni rispetto al 2022. In particolare, con 56.760.349 euro di crediti, la Regione si colloca in 17/a posizione, in 15/a per i debiti con 134.646.295. Un dato meno drammatico rispetto alle regioni con disavanzi superiori ai 100 milioni, ma che conferma una fragilità strutturale dell’offerta sanitaria lucana oltre al rischio “commissariamento” del sistema sanitario regionale. A livello nazionale la mobilità sanitaria ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, con un aumento del 2,3% rispetto al 2022. Un flusso imponente di risorse che continua a spostarsi in larga parte dal Mezzogiorno verso il Nord. DIVARIO NORDSUD Oltre il 95% del saldo attivo si concentra in tre regioni: Lombardia (645,8 milioni), Emilia-Romagna (564,9 milioni) e Veneto (212,1 milioni). Sono loro ad attrarre la maggior parte dei pazienti provenienti da altre aree del Paese. Sul fronte opposto, le regioni del Sud continuano a finanziare, con le proprie risorse, i sistemi sanitari settentrionali. Calabria, Campania, Puglia e Sicilia registrano saldi negativi rilevanti. La Basilicata, con i suoi -77,9 milioni, si colloca in una fascia intermedia ma comunque preoccupante. «Non siamo più di fronte a semplici differenze regionali - ha dichiarato il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta - ma a una frattura strutturale che rischia di ampliarsi ulteriormente con La m mil com l’autonomia differenziata». Il diritto alla salute, ribadisce il report, è sempre più condizionato dal luogo di residenza. POCHI VIAGGI VERSO IL PRIVATO ACCREDITATO Un dato distingue nettamente la Basilicata dal resto d’Italia: solo il 7,2% delle prestazioni erogate ai lucani finisce nelle strutture private accreditate. È la percentuale più bassa del Paese. Gimbe specifica che “il volume dell’erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private è un indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato”. La Regione si colloca in 21a posizione con le strutture private che erogano il 7,2% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,5%). A livello nazionale, infatti, oltre la metà della mobilità attiva (54,5%) viene incassata dalla sanità privata convenzionata. In regioni come Molise, Lombardia, Puglia e Lazio il privato assorbe oltre il 60% delle risorse in entrata. In Basilicata, invece, il comparto privato accreditato ha un peso marginale nei flussi di mobilità. Questo può essere letto in due modi: da un lato segnala una minore capacità attrattiva delle strutture private lucane; dall’altro evidenzia uno spazio potenziale non pienamente espresso. IL NODO DEI TETTI DI SPESA Secondo gli operatori del settore, la specialistica ambulatoriale accreditata in Basilicata dispone di competenze e professionalità che potrebbero intercettare una quota maggiore di domanda sanitaria, sia interna sia da fuori regione. Tuttavia, i tetti di spesa imposti alla sanità convenzionata limitano l’espansione dell’offerta. In pratica, anche in presenza di liste d’attesa e di domanda insoddisfatta, le strutture accreditate non possono superare i volumi fissati dai budget regionali. Questo frena la possibilità di trattenere pazienti lucani che scelgono di curarsi altrove per tempi più rapidi o per prestazioni ad alta complessità. La conseguenza è duplice: da un lato aumenta la mobilità passiva, dall’altro non si valorizza appieno un segmento che potrebbe alleggerire la pressione sul pubblico e ridurre le fughe sanitarie. RICOVERI E SPECIALISTICA: DOVE SI CONCENTRA LA MOBILITÀ Secondo i dati Agenas analizzati da Gimbe, l’80,4% della mobilità per ricoveri è “effettiva”, cioè frutto di una scelta del paziente. Solo una quot a residuale riguarda ricoveri inappropriati. Per la specialistica ambulatoriale, il 93% delle prestazioni erogate in mobilità si concentra in tre ambiti: terapie, diagnostica strumentale e laboratorio. È proprio su questo terreno che la Basilicata potrebbe giocare una partita decisiva, rafforzando la rete territoriale e superando rigidità organizzative e finanziarie. AUTONOMIA DIFFERENZIATA E RISCHIO AMPLIAMENTO DEL DIVARIO Il report della fondazione richiama anche le implicazioni dell’autonomia differenziata, già avviata in alcune regioni del Nord. In un contesto in cui le aree più forti attraggono risorse e professionalità, il rischio è quello di consolidare ulteriormente le diseguaglianze. Per la Basilicata, regione con una popolazione ridotta e una distribuzione territoriale frammentata, la sfida è duplice: migliorare la qualità e la tempestività delle cure per ridurre le fughe e, al tempo stesso, valorizzare il ruolo del privato accreditato come alleato del servizio pubblico. TRATTENERE RISORSE, GARANTIRE DIRITTI I 77,9 milioni di saldo negativo non rappresentano solo una voce contabile. Sono risorse che escono dal sistema sanitario regionale e che potrebbero essere reinvestite in personale, tecnologie e servizi territoriali. Ridurre la migrazione sanitaria non significa limitare la libertà di scelta dei cittadini, ma creare condizioni di fiducia e qualità tali da rendere lo spostamento un’opzione e non una necessità. In gioco non c’è soltanto l’equilibrio dei conti, ma l’equità di accesso alle cure. Per la Basilicata, il tema della mobilità sanitaria si intreccia con quello dello spopolamento e della coesione territoriale: una sanità forte e credibile è anche un fattore di attrattività e di permanenza. E il rilancio passa da un equilibrio più efficace tra pubblico e privato accreditato, dentro una visione unitaria del servizio sanitario regionale. ---End text--- Author: ARTURO GIGLIO Heading: Highlight: Solo il 7,2% delle prestazioni erogate ai lucani finisce nelle strutture private accreditate, è la percentuale più bassa del Paese: o specialistica ambulatoriale poco attrattiva o spazi potenziali non pienamente espressi Migrazione sanitaria, Basilicata in “rosso moderato” secondo Gimbe: 77,9 milioni in uscita nel 2023 Con 56.760.349 euro di crediti, la Regione si colloca in 17/a posizione, in 15/a per i debiti con 134.646.295 Image:a i c n t g r r d c l I s d l n v r p p g p p c In basso la mappa in base al valore percentuale della mobilità sanitaria 2023 -tit_org- La mobilità passiva “pesa” tre milioni in meno. Ma il rischio commissariamento non va via -sec_org- tp:writer§§ ARTURO GIGLIO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503112107129.PDF §---§ title§§ II Molise si salva con le cure private link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502926308227.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "NUOVO MOLISE" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T08:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502926308227.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502926308227.PDF', 'title': 'NUOVO MOLISE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502926308227.PDF tp:ocr§§ IL PRIMATO DELLA REGIONE NEGLI INCASSI PER LA MOBILITÀ ATTIVA Il Molise si salva con le cure private Le strutture private molisane assorbono il 90,2% (la percentuale più alta d'Italia) della richiesta di cure di malati da altre regioni, facendo registrare un saldo positivo di 18,6milioni di euro, secondo i dati forniti da Gimbe O ltre un euro su due speso per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori regione viene incassato dalla sanità privata convenzionata. E’ quanto emerge da un report della Fondazione Gimbe. In questo ambito il Molise nel 2023, con il 90,2%, si colloca al primo posto in Italia relativamente al valore percentuale della mobilità sanitaria attiva erogata dalle strutture private accreditate per ricoveri e specialistica ambulatoriale. Con un evento nazionale in streaming, la Fondazione GIMBE ha aperto uf icialmente l’anno del trentennale di attività, presentando il nuovo report sulla mobilità sanitaria interregionale e rilanciando l’allarme sull’equità di accesso alle cure, le diseguaglianze territoriali, i ritardi della digitalizzazione e del Pnrr e, più in generale, la sostenibilità del Ssn e la disinformazione scienti ica. ‘In questa occasione non vogliamo celebrare il passato- ha dichiarato il presidente Nino Cartabellotta- ma rinnoviamo l’impegno per il futuro. Dopo trent’anni la nostra missione non è cambiata: usare dati ed evidenze scienti iche per difendere la sanità pubblica e distinguere tra proclami e realtà. Oggi, più che mai, serve una voce rigorosa e indipendente per contrastare gli attacchi scomposti alla scienza e per denunciare che il diritto alla tutela della salute è sempre più condizionato dal reddito e dal luogo di residenza’. L’evento, che ha visto il presidente Cartabellotta in conversazione con la giornalista Maria Emilia Bonaccorso, inaugura il percorso GIMBE30, 12 mesi in cui si susseguiranno attività istituzionali, iniziative divulgative, progetti editoriali e azioni di advocacy in una cornice unitaria fondata su tre pilastri: la scienza per orientare le decisioni pubbliche, la tutela del Ssn come bene comune, il rafforzamento della responsabilità civica per difendere il diritto alla tutela della salute. Nel corso dell’evento è stato presentato il nuovo Report GIMBE sulla mobilità sanitaria. ‘La migrazione sanitaria tra Regioni- ha sottolineato Cartabellotta- è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del Ssn: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi’. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di € 5,15 miliardi, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 (€ 5,04 miliardi). Le analisi della Fondazione GIMBE confermano il progressivo ampliamento dello squilibrio tra Nord e Sud, con un enorme lusso di risorse economiche in uscita dal Mezzogiorno verso il Nord. In particolare, verso Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, che si confermano le Regioni più attrattive. ‘Questi numeri- afferma Cartabellotta- indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità. Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, signi ica che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale e richiede spostamenti che hanno anche un rilevante impatto economico sui bilanci delle famiglie’. Un principio recentemente ribadito anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, il 28 febbraio scorso, ha ricordato come ‘il diritto alla salute, costituzionalmente garantito, deve trovare uniforme applicazione sull’intero territorio nazionale’, sottolineando che permangono disomogeneità territoriali non più accettabili. Il Report GIMBE sulla mobilità sanitaria 2023 si basa su tre fonti uf iciali: i dati economici aggregati dal Riparto 2025; i lussi dei Modelli M trasmessi dalle Regioni al ministero della Salute; i dati del Report Agenas sulla mobilità sanitaria. In Lombardia, Em ilia-Romagna e Veneto si concentra il 95,1% del saldo attivo della mobilità sanitaria, ovvero la differenza tra risorse ricevute per curare pazienti di altre Regioni e quelle versate per i propri residenti curati altrove. Sul versante opposto, a pagare il prezzo più alto sono Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna, che insieme assorbono il 78,2% del saldo passivo. ‘Non siamo più di fronte a semplici differenze regionali- avverte il Presidente- ma a un divario strutturale che nel tempo si è consolidato. In questo scenario, l’autonomia differenziata, con il via libera alle pre-intese per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, amplierà inevitabilmente le disuguaglianze’. La mobilità attiva si concentra per oltre la metà in Lombardia (23,2%), EmiliaRomagna (17,6%) e Veneto (11,1%), seguite da Lazio (8,9%), Toscana (6,4%) e Piemonte (5,8%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%), che da sole rappresentano quasi un terzo del totale, con oltre € 400 milioni ciascuna. ‘La mobilità passiva- spiega Cartabellotta- non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord. Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord con inanti dotate di servizi di elevata qualità. Regioni come Lombardia, Veneto e Piemonte registrano livelli rilevanti di mobilità passiva’. SALDI REGIONALI, I DATI IN DETTAGLIO - Saldo positivo rilevante: Lombardia (€ 645,8 milioni), Emilia-Romagna (€ 564,9 milioni) e Veneto (€ 212,1 milioni). Saldo positivo moderato: Toscana (€ 47,2 milioni). Saldo positivo minimo: Molise (€ 18,6 milioni), Provincia autonoma di Trento (€ 8 milioni). Saldo negativo minimo: Provincia autonoma di Bolzano (-€ 3,9 milioni), Friuli Venezia Giulia (-€ 10 milioni), Valle d’Aosta (-€ 12,8 milioni), Piemonte (-€ 20,7 milioni). Saldo negativo moderato: Marche (-€ 54,7 milioni), Umbria (-€ 55,8 milioni), Liguria (-€ 74,4 milioni), Basilicata (-€ 77,9 milioni), Abruzzo (-€ 86,9 milioni). Saldo negativo rilevante: Sardegna (-€ 101,9 milioni), Lazio (-€ 191,7 milioni), Sicilia (-€ 246,7 milioni), Puglia (-€ 253,2 milioni), Campania (-€ 306,3 milioni), Calabria (-€ 326,9 milioni). ‘I saldi regionali- commenta il presidente- evidenziano un’enorme frattura strutturale tra Nord e Sud. Le sole Regioni con un saldo positivo superiore a € 100 milioni si trovano tutte al Nord, mentre quelle con un saldo negativo otre € 100 milioni appartengono tutte al Mezzogiorno, con l’eccezione del Lazio. In ine, la mobilità sanitaria riguarda prevalentemente i ricoveri ospedalieri e non restituisce le diseguaglianze nell’assistenza territoriale e socio-sanitaria. Ovvero, il divario reale tra le Regioni è ancora più marcato’. Oltre 1 euro su 2 speso per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori Regione viene incassato dalla sanità privata convenzionata: € 1.966 milioni (54,5%), contro i € 1.643 milioni (45,5%) destinati alle strutture pubbliche. ‘La quota di mobilità che con luisce verso il privato convenzionato- sottolinea Cartabellotta- non è omogenea in tutte le Regioni, perché dipende dall’offerta e dalle capacità attrattive di strutture private d’eccellenza’. Infatti, le strutture private assorbono oltre il 60% della mobilità attiva in Molise (90,2%), Lombardia (71,1%), Puglia (68,9%) e Lazio (63,8%). In altre Regioni la capacità attrattiva del privato resta invece inferiore al 20%: Valle D’Aosta (15,7%), Umbria (15,1%), Liguria (11,4%), Provincia autonoma di Bolzano (9,1%) e Basilicata (7,2%). RICOVERI OSPEDALIERI E SPECIALISTICA AMBULATORIALE - Secondo i dati Agenas, l’80,4% della mobilità per ricoveri è classi icato come effettiva (€ 2.311 milioni), ovvero dipende dalla scelta del paziente. Il 16,7% (€ 480 milioni) è invece legato a prestazioni urgenti (mobilità casuale) e il 3% (€ 85 milioni) riguarda casi in cui il domicilio del paziente non coincide con la Regione di residenza (mobilità apparente). Della mobilità effettiva, solo il 6,5% riguarda ricoveri ordinari a rischio di in appropriatezza. Della specialistica ambulatoriale erogata in mobilità, quasi il 93% si concentra in tre categorie: prestazioni terapeutiche (33,1%), diagnostica strumentale (31,5%) e prestazioni di laboratorio (28%). s ‘I dati sulla mobilità sanitaria- prosegue il presidente- ci ricordano che il diritto alla tutela della salute non può dipendere dal codice di avviamento postale. Il nostro impegno per il futuro è di continuare a monitorare con rigore le diseguaglianze e a condurre analisi indipendenti per ricostruire un SSN equo e universalistico. E da attività come questa prende forma il nuovo percorso avviato con il trentennale: trasformare il monitoraggio GIMBE in strumento di consapevolezza pubblica e advocacy istituzionale’. ‘Il trentennale GIMBE- conclude Cartabellottasegna l’inizio di un nuovo capitolo per la Fondazione: l’avvio di un coinvolgimento della comunità, con strumenti dedicati a rafforzare in modo strutturale la ricerca indipendente, l’educazione alla salute, l’uso consapevole della sanità pubblica e l’advocacy politico-istituzionale inalizzata a rilanciare il Ssn. Perché l’indipendenza, nostro valore fondante, si tutela con trasparenza, partecipazione e responsabilità condivisa. E perché difendere la sanità pubblica signi ica garantire decisioni guidate dalle evidenze scienti iche e dai dati, non da interessi opportunistici o di categoria. Ma signi ica anche costruire una comunità consapevole del valore del SSN e pronta a sostenerlo come pilastro della democrazia e strumento di coesione sociale’. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- II Molise si salva con le cure private -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030502926308227.PDF §---§ title§§ In viaggio per curarsi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503154306523.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "PREALPINA" del 05 Mar 2026

Mobilità sanitaria tra regioni sempre più frequente: spesi oltre 5 miliardi

pubDate§§ 2026-03-05T05:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503154306523.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503154306523.PDF', 'title': 'PREALPINA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503154306523.PDF tp:ocr§§ In viaggio per curarsi Mobilità sanitaria tra regioni sempre più frequente: spesi oltre 5 miliardi ROMA - Sempre più italiani devono lasciare la propria Regione di residenza per curarsi. Nel 2023, il flusso della mobilità sanitaria interregionale ha generato una spesa di 5,15 miliardi, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Una parte consistente di queste risorse è intercettata dalle strutture private convenzionate a cui è destinata oltre la metà della spesa per le prestazioni specialistiche erogate fuori Regione. Sono alcune delle tendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione. Diseguaglianze «La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi», afferma il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta. Il rapporto mostra come il fenomeno della mobilità sanitaria sia molto articolato. È vero, infatti, che ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Tuttavia, mentre in quest’ultimo caso si tratta in genere di uno ‘scambiò di pazienti tra Regioni limitrofe, per il Meridione si assiste a una fuga di pazienti senza che si registri alcuna attrattività. In particolare, secondo l’analisi, circa metà degli incassi derivanti dall’aver fornito cure a pazienti non residenti va a tre sole Regioni: Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%). Questi dati fanno comprendere che «la mobilità passiva non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord», spiega Cartabellotta: «Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità». Saldi positivi o passivi È guardando ai saldi tra mobilità attiva e passiva che emerge con forza lo svantaggio del Sud. Se la Lombardia, nonostante la cospicua spesa per le cure nelle Regioni limitrofe ha un saldo positivo di 645,8 milioni, la Calabria ha un passivo di 326,9 milioni, la Campania di 306,3, la Puglia di 253,2, la Sicilia di 246,7. Cresce inoltre il peso del privato: per ogni euro speso per ripagare le prestazioni specialistiche erogate fuori Regione, oltre la metà viene incassata dalla sanità privata convenzionata, a cui, nel 2023 sono andati 1.966 milioni rispetto ai 1.643 delle strutture pubbliche. Le Regioni in cui il provato è più attrattivo sono Molise (dove il privato attrae il 90,2% della mobilità attiva), Lombardia (71,1%), Puglia (68,9%), Lazio (63,8%). Una scelta obbligata «Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità», precisa Cartabellotta: «Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- In viaggio per curarsi -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503154306523.PDF §---§ title§§ Mobilità attiva prodotta dai privati convenzionati, Molise al top in Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503153906519.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "PRIMO PIANO MOLISE" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T05:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503153906519.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503153906519.PDF', 'title': 'PRIMO PIANO MOLISE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503153906519.PDF tp:ocr§§ Il dato nel Rapporto Gimbe sul 2023: il 90,2% di prestazioni ambulatoriali e ricoveri per extraregionali è ascrivibile alle cliniche Mobilità attiva prodotta dai privati convenzionati, Molise al top in Italia CAMPOBASSO. Oltre un euro su due speso per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori regione viene incassato dalla sanità privata convenzionata. Il dato emerge da un report della Fondazione Gimbe. In questo ambito il Molise nel 2023, con il 90,2%, si colloca al primo posto in Italia relativamente al valore percentuale della mobilità sanitaria attiva prodotta dalle strutture private accreditate per ricoveri e specialistica ambulatoriale. Subito dopo Il grafico d c’è la Lombardia con il 71,1%, poi Puglia (68,9%) e Lazio (63,8%). Per altre regioni, Valle d’Aosta, Umbria, Liguria, Provincia autonoma di Bolzano e Basilicata, la capacità attrattiva del privato resta invece inferiore al 20%. «La quota di mobilità che confluisce verso il privato convenzionato – sottolinea il presidente della Fondazione Nino Cartabellotta – non è omogenea in tutte le regioni, perché dipende dall’offerta e dalle capacità attrattive di strutture private d’eccellenza». Complessivamente, riassume il dossier Gimbe, nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 (5,04 miliardi). Le analisi della Fondazione Gimbe confermano il progressivo ampliamento di investire su dello squilibrio tra Nord e Sud, con un enorme flusso Greco, Primiani di risorse economiche in uscita dal Mezzogiorno verrda i bandi di so il Nord. In particolare, emerso è poverso Lombardia, Emiliasi è espressa Romagna e Veneto, che si confermano le Regioni più missari ad acanti le manifeattrattive. Il Molise si conferche servono a ma la sola realtà del Sud sia altrettanto con un saldo positivo pari a ere presenti in 18,6 milioni. Merito della una scelta: stamobilità attiva realizzata lle. Su questo quasi completamente dalle due più grandi strutture priare affinché il presi, a tutela vate convenzionate, Neuromed e Responsible. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Il grafico del Rapporto Gimbe -tit_org- Mobilità attiva prodotta dai privati convenzionati, Molise al top in Italia -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503153906519.PDF §---§ title§§ Lombardia, Veneto, Emilia le rotte della "migrazione" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501675004930.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "PROVINCIA PAVESE" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T04:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501675004930.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501675004930.PDF', 'title': 'PROVINCIA PAVESE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501675004930.PDF tp:ocr§§ Lombardia, Veneto, Emilia le rotte della “migrazione” La Lombardia è una delle regioni che, insieme all’Emilia Romagna e al Veneto, attrae più pazienti in cerca di cure migliori dato che negli ultimi tempi le differenze tra sistemi regionali sanitari si sono acuite e la migrazione sanitaria è uno dei fenomeni di maggiore attualità oggi. È per questo che, secondo Gimbe, le tre Regioni citate godono di un saldo positivo rilevante, quanto a mobilità sanitaria. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Lombardia, Veneto, Emilia le rotte della “migrazione” -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501675004930.PDF §---§ title§§ Vizziello: «La sanità lucana versa in gravi difficoltà» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503163006626.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T05:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503163006626.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503163006626.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503163006626.PDF tp:ocr§§ Vizziello: «La sanità lucana versa in gravi difficoltà» BASILICATA CASA COMUNE "Un giro d'affari che vale più di 5 miliardi di euro l'anno e nel quale alcune regioni come la Lombardia guadagnano qualcosa come 650 milioni di euro, altre, come la Basilicata, ci rimettono quasi 80 milioni di euro. E' la cosiddetta mobilità sanitaria interregionale, cioè gli spostamenti degli italiani lungo la penisola alla ricerca delle cure migliori, un fenomeno che dopo la pandemia riprende a correre e che testimonia, più di qualunque altro, le diseguaglianze territoriali delle cure tra un Nord Italia attrattivo e un Mezzogiorno d'Italia che non riesce a soddisfare al meglio le esigenze di salute dei propri residenti". E' quanto dichiara, in una nota, il Capogruppo in consiglio regionale di Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello che così commenta il nuovo Rapporto Gimbe sulla migrazione sanitaria in Italia nell'anno 2023. "Quando in sole tre regioni (Lombardia, Emilia Romagna e Veneto), tutte del Nord Italia, si concentra più del 90% del saldo atni Vizziello tivo di mobilità sanitaria, cioè la differenza fra quanto spende una regione per i propri residenti che si curano altrove e quanto incassa per curare pazienti provenienti da altre regioni, vuol dire che il diritto alla salute non è garantito in maniera equa sull'intero territorio nazionale - sottolinea Vizziello - una grave frattura tra i sistemi sanitari delle regioni del Nord e quelli delle regioni del Sud confermata dal fatto che queste ultime, ad eccezione della Liguria, presentano tutte bilanci in rosso con riguardo al saldo di mobilità interregionale". "Il deficit di quasi 80 milioni di euro della Basilicata nel saldo di mobilità interregionale è la cartina al tornasole delle gravi difficoltà in cui versa la sanità lucana - conclude l'esponente di Basilicata Casa Comune - difficoltà che sarà molto difficile superare attraverso il nuovo Piano Sanitario 2026-2030 predisposto dalla Giunta regionale e che è estremamente deludente dal momento che intende conservare l'attuale assetto organizzativo-strutturale dell'offerta ospedaliera realizzato dalla riforma Pittella del 2017". enomeno iprende o ndemia» ---End text--- Author: Redazione Heading: BASILICATA CASA COMUNE Highlight: «Un fenomeno che riprende dopo la pandemia» Image:Giovanni Vizziello -tit_org- Vizziello: «La sanità lucana versa in gravi difficoltà» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503163006626.PDF §---§ title§§ Una riduzione di 2,9 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503161706633.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T05:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503161706633.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503161706633.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO DEL SUD ED. BASILICATA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503161706633.PDF tp:ocr§§ GIMBE Nel 2023 si rileva un saldo negativo moderato della mobilità sanitaria regionale Una riduzione di 2,9 milioni Dal report della Fondazione emerge la capacità attrattiva del privato accreditato. “La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del Servizio sanitario nazionale. Rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi.” Lo evidenzia Nino Cartabellotta che ieri, nel corso di un evento nazionale in streaming, celebra i 30 anni della Fondazione Gimbe presentando il nuovo report sulla mobilità sanitaria interregionale che, nel 2023, ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 (5,04 miliardi). Le analisi della Fondazione, inoltre, confermano il progressivo ampliamento dello squilibrio tra Nord e Sud, con un enorme flusso di risorse economiche in uscita dal Mezzogiorno verso il Nord. In particolare verso Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, che si confermano le Regioni più attrattive. “Questi numeri - afferma Cartabellotta - indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità. Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale e richiede spostamenti che hanno anche un rilevante impatto economico sui bilanci delle famiglie.” Il report Gimbe si basa su tre fonti ufficiali: i dati economici aggregati dal Riparto 2025; i flussi dei Modelli M trasmessi dalle Regioni al ministero della Salute; i dati del report Agenas sulla mobilità sanitaria. Nella ‘geografia’ degli spostamenti per la salute, in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto si concentra il 95% del saldo attivo della mobilità sanitaria, ovvero la differenza tra risorse ricevute per curare pazienti di altre Regioni e quelle versate per i propri residenti curati altrove. Sul versante opposto, a pagare il prezzo più alto sono Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna, che insieme assorbono il 78,2% del saldo passivo. “Non siamo più di fronte a semplici differenze regionali - avverte il presidente - ma a un divario strutturale che nel tempo si è consolidato. In questo scenario l’autonomia differenziata, con il via libera alle pre-intese per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, amplierà inevitabilmente le disuguaglianze.” La mobilità attiva si concentra per oltre la metà in Lombardia (23,2%), Emilia Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%), seguite da Lazio (8,9%), Toscana (6,4%) e Piemonte (5,8%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%), che da sole rappresentano quasi un terzo del totale, con oltre 400 milioni di euro ciascuna. “La mobilità passiva - spiega Cartabellotta - non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord. Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità. Regioni come Lombardia, Veneto e Piemonte registrano livelli rilevanti di mobilità passiva.” Questi i dati nel dettaglio dei saldi regionali. Ad avere un saldo positivo rilevante: Lombardia (645,8 milioni di euro), Emilia Romagna (564,9 milioni) e Veneto (212,1 milioni); saldo positivo moderato: Toscana (47,2 milioni); saldo positivo minimo: Molise (18,6 milioni) e Provincia autonoma di Trento (8 milioni); saldo negativo minimo: Provincia autonoma di Bolzano (-3,9 milioni), Friuli Venezia Giulia (-10 milioni), Valle d’Aosta (12,8 milioni), Piemonte (20,7 milioni); saldo negativo moderato: Marche (54,7 milioni), Umbria (55,8 milioni), Liguria (74,4 milioni), Basilicata (77,9 milioni) e Abruzzo (86,9 milioni); saldo negativo rilevante: Sardegna (101,9 milioni), Lazio (191,7 milioni), Sicilia (246,7 milioni), Puglia (253,2 milioni), Campania (306,3 milioni) e Calabria (326,9 milioni). “I saldi regionali - commenta il presidente della Fondazione Gimbe evidenziano un’enorme frattura strutturale tra Nord e Sud. Le sole Regioni con un saldo positivo superiore a 100 milioni di euro si trovano tutte al Nord, mentre quelle con un saldo negativo oltre 100 milioni appartengono tutte al Mezzogiorno, con l’eccezione del Lazio. Infine, la mobilità sanitaria riguarda prevalentemente i ricoveri ospedalieri e non restituisce le diseguaglianze nell’assistenza territoriale e socio-sanitaria. Ovvero, il divario reale tra le Regioni è ancora più marcato.” Inoltre, il privato convenzionato ha un ruolo rilevante. Oltre 1 euro su 2 speso per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori Regione viene incassato dalla sanità privata convenzionata, rileva Gimbe: 1.966 milioni di euro(54,5%) contro i 1.643 milioni (45,5%) destinati alle strutture pubbliche. “La quota di mobilità che confluisce verso il privato convenzionato - rimarca Cartabellotta - non è omogenea in tutte le Regioni, perché dipende dall’offerta e dalle capacità attrattive di strutture private d’eccellenza.” Infatti, le strutture private assorbono oltre il 60%della mobilità attiva in Molise (90,2%), Lombardia (71,1%), Puglia (68,9%) e Lazio (63,8%). In altre Regioni la capacità attrattiva del privato resta invece inferiore al 20%: Valle d’Aosta (15,7%), Umbria (15,1%), Liguria (11,4%), Provincia autonoma di Bolzano (9,1%) e Basilicata (7,2%). Secondo i dati Agenas, l’80,4% della mobilità per ricoveri è classificato come effettiva (2.311 milioni), ovvero dipende dalla scelta del paziente. Il 16,7% ( 480 milioni) è invece legato a prestazioni urgenti (mobilità casuale) e il 3% ( 85 milioni) riguarda casi in cui il domicilio del paziente non coincide con la Regione di residenza (mobilità apparente). Della mobilità effettiva, solo il 6,5% riguarda ricoveri ordinari a rischio di inappropriatezza. Della specialistica ambulatoriale erogata in mobilità, quasi il 93% si concentra in tre categorie: prestazioni terapeutiche (33,1%), diagnostica strumentale (31,5%) e prestazioni di laboratorio (28%). “I dati sulla mobilità sanitaria - conclude Cartabellotta - ci ricordano che il diritto alla tutela della salute non può dipendere dal codice di avviamento postale. Il nostro impegno per il futuro è di continuare a monitorare con rigore le diseguaglianze e a condurre analisi indipendenti per ricostruire un Ssn equo e universalistico. E da attività come questa prende forma il nuovo percorso avviato con il trentennale: trasformare il monitoraggio Gimbe in strumento di consapevolezza pubblica e advocacy istituzionale.” ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: C’è un enorme flusso di risorse economiche in uscita dal Mezzogiorno verso le regioni del Nord Image: -tit_org- Una riduzione di 2,9 milioni -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503161706633.PDF §---§ title§§ Gimbe: nel 2023 mobilità sanitaria per 5,15 miliardi Nord e Sud divisi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501952703627.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T03:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501952703627.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501952703627.PDF', 'title': "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501952703627.PDF tp:ocr§§ Gimbe: nel 2023 mobilità sanitaria per 5,15 miliardi Nord e Sud divisi CURE & SALUTE Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 (5,04 miliardi). Le analisi della Fondazione Gimbe confermano il progressivo ampliamento dello squilibrio tra Nord e Sud, con un enorme flusso di risorse economiche in uscita dal Mezzogiorno verso il Nord. In particolare, verso Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, che si confermano le Regioni più attrattive. Oltre 1 euro su 2 speso per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori Regione, viene incassato dalla sanità privata convenzionata: 1.966 milioni (54,5%), contro i 1.643 milioni (45,5%) destinati alle strutture pubbliche. ---End text--- Author: Redazione Heading: CURE & SALUTE Highlight: Image: -tit_org- Gimbe: nel 2023 mobilità sanitaria per 5,15 miliardi Nord e Sud divisi -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501952703627.PDF §---§ title§§ Sanità, nuovo record di pazienti in trasferta Valcono 564 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501729504579.PDF description§§

Estratto da pag. 47 di "REPUBBLICA BOLOGNA" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T04:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501729504579.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501729504579.PDF', 'title': 'REPUBBLICA BOLOGNA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501729504579.PDF tp:ocr§§ Sanità, nuovo record di pazienti in trasferta Valgono 564 milioni resce la mobilità sanitaria verso l’Emilia-Romagna, che è seconda solo alla Lombardia come cifre in ballo, ma prima per quota pro-capite. Lo rileva il nuovo Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe di Bologna, che ieri festeggiando i trent’anni di attività ha presentato l’ultima edizione dell’indagine, con dati che risalgono al 2023. Mettendo in fila una serie complessa di indicatori, Gimbe segnala come in Italia la mobilità sanitaria interregionale, cioè quanto il ServiC zio sanitario paga per i pazienti che devono cambiare regione per curarsi o farsi una visita, ha raggiunto quell’anno la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre e in aumento rispetto al 2022, confermando così che il fenomeno «è sempre meno una scelta e sempre più una necessità», dice il presidente Nino Cartabellotta. Fenomeno che certifica l’eccellenza della nostra sanità, ma è visto anche come problematico, tanto che a novembre la Regione ha siglato un accordo con la Calabria proprio per governare i flussi di pazienti fra i due territori. L’Emilia-Romagna si conferma infatti regione molto attrattiva, avendo crediti per 850 milioni per aver ospitato pazienti venuti a curarsi tra Rimini e Piacenza, e debiti invece per 285 milioni per gli emiliani in uscita, quindi con un saldo positivo di quasi 565 milioni che la pone al secondo posto dopo la Lombardia (a 646 milioni). La mobilità attiva, cioè l’attrazione di pazienti “in fuga” da altre Regioni, si concentra per oltre la metà in Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%). Rispetto al 2022 il saldo positivo è cresciuto di 39,4 milioni nella nostra regione, dove viene assicurato dal privato convenzionato il 56% dei servizi erogati in mobilità sanitaria, una quota simile alla media italiana (54,5%) ma molto inferiore per esempio rispetto alla Lombardia, dove oltre il 71% dei servizi è assicurato dai privati. Al di là dei valori assoluti, segnala comunque Gimbe, la mobilità sanitaria dev’essere valutata in relazione alla popolazione esistente, e in questo modo sottraendo alla quota per abitante dei crediti per mobilità sanitaria, 191 euro, i debiti, 64 euro, si arriva a una quota pro-capite positiva di 127 euro, la più alta d’Italia e più del doppio della Lombardia (65 euro). Le regioni invece che soffrono di più di mobilità sanitaria in uscita sono soprattutto quelle del Sud, tra cui Calabria, Sicilia e Puglia, ma anche Sardegna e Lazio. di MARCO BETTAZZI ---End text--- Author: MARCO BETTAZZI Heading: Highlight: L’Emilia-Romagna è prima in Italia per saldo pro capite della mobilità sanitaria da fuori regione: 127 euro a residente, il doppio della Lombardia Image:T Un corridoio in ospedale -tit_org- Sanità, nuovo record di pazienti in trasferta Valcono 564 milioni -sec_org- tp:writer§§ Marco Bettazzi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501729504579.PDF §---§ title§§ Cure fuori regione in un solo anno spesi 306 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501729404578.PDF description§§

Estratto da pag. 44 di "REPUBBLICA NAPOLI" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T04:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501729404578.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501729404578.PDF', 'title': 'REPUBBLICA NAPOLI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501729404578.PDF tp:ocr§§ Cure fuori regione in un solo anno spesi 306 milioni en 306,3 milioni. Non di guadagno ma di perdita. Perché sì, sono quelli sborsati dalla Regione nel 2023, cioè subito dopo il Covid, per le cure e i ricoveri prestati ai pazienti campani in strutture fuori dal nostro territorio. Il dato cristallizza la sanità campana (e non solo lei) nel disastro economico e gestionale che fanno decretare a Gimbe, la Fondazione presieduta da Nino Cartabellotta, un saldo negativo di 482 milioni riB spetto a quello positivo di 176 milioni. Quest’ultimo scaturisce dalle entrate da mobilità attiva (cure prestate in Campania a pazienti di altre regioni). E però basta fare un’elementare sottrazione per rendersi conto come si arriva a quei – 306,3 milioni di perdite. Tutto ciò, tanto per restare a calcoli numerici, significa che la Campania si piazza al 17esimo posto nella classifica dei crediti (cioè delle entrate) e al secondo in quella delle uscite, cioè delle perdite. E significa anche che peggio di noi sta messa solo la Calabria, mentre un po’ meglio stanno Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia. Non è la prima volta che Gimbe si esprime con dati che fotografano la condizione della sanità nazionale ripartita nelle singole regioni in ognuno degli aspetti in cui si articola: cure, ricoveri, prestazioni del privato accreditato e ospedaliere pubbliche, migrazione sanitaria, e via dicendo. Stavolta l’analisi è stata elaborata in coincidenza del trentennale della Fondazione. Ed è tanto più chiara Gimbe quando nella nota di accompagnamento specifica che il “saldo totale” corrisponde alla “differenza tra risorse ricevute per curare pazienti provenienti da altre regioni e quelle versate per i propri cittadini che si sono spostati altrove”. Precisa pure il documento che la “mobilità attiva” si identifica nel “rimborso che la regione ospitante riceve da quella di residenza del paziente per le cure erogate (crediti)”, mentre la “mobilità passiva” si traduce nel “rimborso che la regione di residenza deve restituire alla ospitante per le prestazioni ricevute (debiti)”. Cartabellotta, cui si deve l’organizzazione sistematica della serie di indagini, commenta: «Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità. Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche regioni, significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale e richiede spostamenti che hanno anche un rilevante impatto economico sui bilanci delle famiglie». Sull’argomento si era espresso anche il presidente della Repubblica il 28 febbraio: «Il diritto alla salute, costituzionalmente garantito, deve trovare uniforme applicazione sull’intero territorio nazionale». Rincara la dose Cartabellotta: «Non siamo più di fronte a semplici differenze regionali, ma a un divario strutturale consolidato nel tempo. In questo scenario, l’autonomia differenziata, con il via libera alle pre-intese per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, amplierà le disuguaglianze». D’altronde ancora una volta il predominio del nord è evidente: la mobilità attiva resta concentrata per oltre la metà in Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%), seguite da Lazio (8,9%), Toscana (6,4%) e Piemonte (5,8%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%), che da sole rappresentano quasi un terzo del totale, con oltre 400 milioni ciascuna. «La mobilità passiva – conclude Cartabellotta – non coincide solo con la fuga di pazienti da sud a nord. Esiste anche una mobilità di prossimità tra regioni del nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità». ---End text--- Author: GIUSEPPE DEL BELLO Heading: Highlight: Image:Nino Cartabellotta Guida la fondazione Gimbe -tit_org- Cure fuori regione in un solo anno spesi 306 milioni -sec_org- tp:writer§§ Giuseppe Del Bello guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501729404578.PDF §---§ title§§ Cure fuori regione, è fuga di pazienti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503129806182.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "ROMA" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T05:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503129806182.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503129806182.PDF', 'title': 'ROMA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503129806182.PDF tp:ocr§§ I DATI La Campania seconda in Italia per i maggiori esborsi, registrato un passivo di 326,9 milioni di euro Cure fuori regione, è fuga di pazienti NAPOLI. Sempre più italiani devono lasciare la propria Regione di residenza per curarsi. Nel 2023, il flusso della mobilità sanitaria interregionale ha generato una spesa di 5,15 miliardi, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Una parte consistente di queste risorse è intercettata dalle strutture private convenzionate a cui è destinata oltre la metà della spesa per le prestazioni specialistiche erogate fuori Regione. Sono alcune delle tendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione. «La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi», afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Il rapporto mostra come il fenomeno della mobilità sanitaria sia molto articolato. È vero, infatti, che ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Tuttavia, mentre in quest’ultimo caso si tratta in genere di uno “scambio” di pazienti tra Regioni limitrofe, per il Meridione si assiste a una fuga di pazienti senza che si registri alcuna attrattività. In particolare, secondo l’analisi, circa metà degli incassi derivanti dall’aver fornito cure a pazienti non residenti va a tre sole Regioni: Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%). Questi dati fanno comprendere che «la mobilità passiva non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord», spiega Cartabellotta. «Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità». È guardando ai saldi tra mobilità attiva e passiva che emerge con forza lo svantaggio del Sud. Se la Lombardia, nonostante la cospicua spesa per le cure nelle Regioni limitrofe ha un saldo positivo di 645,8 milioni, la Calabria ha un passivo di 326,9 milioni, la Campania di 306,3, la Puglia di 253,2, la Sicilia di 246,7. Cresce inoltre il peso del privato: per ogni euro speso per ripagare le prestazioni specialistiche erogate fuori Regione, oltre la metà viene incassata dalla sanità privata convenzionata, a cui, nel 2023 sono andati 1.966 milioni rispetto ai 1.643 milioni delle strutture pubbliche. Le Regioni in cui il privato è più attrattivo sono Molise (dove il privato attrae il 90,2% della mobilità attiva), Lombardia (71,1%), Puglia (68,9%), Lazio (63,8%). © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Cure fuori regione, è fuga di pazienti -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503129806182.PDF §---§ title§§ Gimbe: cinque miliardi per le cure fuori regione. Guadagna il privato link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503162506625.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "SICILIA CATANIA" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T05:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503162506625.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503162506625.PDF', 'title': 'SICILIA CATANIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503162506625.PDF tp:ocr§§ Gimbe: cinque miliardi per le cure fuori regione. Guadagna il privato ROMA. Sempre più italiani devono lasciare la propria Regione di residenza per curarsi. Nel 2023, il flusso della mobilità sanitaria interregionale ha generato una spesa di 5,15 miliardi, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Una parte consistente di queste risorse è intercettata dalle strutture private convenzionate a cui è destinata oltre la metà della spesa per le prestazioni specialistiche erogate fuori Regione. Sono alcune delle tendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione. «La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi», afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Il rapporto mostra come il fenomeno della mobilità sanitaria sia molto articolato. È vero, infatti, che ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Tuttavia, mentre in quest’ultimo caso si tratta in genere di uno 'scambiò di pazienti tra Regioni limitrofe, per il Meridione si assiste a una fuga di pazienti senza che si registri alcuna attrattività. In particolare, secondo l’analisi, circa metà degli incassi derivanti dall’aver fornito cure a pazienti non residenti va a tre sole Regioni: Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%). Questi dati fanno comprendere che «la mobilità passiva non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord», spiega Cartabellotta. «Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità». È guardando ai saldi tra mobilità attiva e passiva che emerge con forza lo svantaggio del Sud. Se la Lombardia, nonostante la cospicua spesa per le cure nelle Regioni limitrofe ha un saldo positivo di 645,8 milioni, la Calabria ha un passivo di 326,9 milioni, la Campania di 306,3, la Puglia di 253,2, la Sicilia di 246,7. Cresce inoltre il peso del privato: per ogni euro speso per ripagare le prestazioni specialistiche erogate fuori Regione, oltre la metà viene incassata dalla sanità privata convenzionata, a cui, nel 2023 sono andati 1.966 milioni rispetto ai 1.643 milioni delle strutture pubbliche. Le Regioni in cui il provato è più attrattivo sono Molise (dove il privato attrae il 90,2% della mobilità attiva), Lombardia (71,1%), Puglia (68,9%), Lazio (63,8%). «Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità», precisa Cartabellotta. «Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l'offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale», conclude il presidente Gimbe. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: “ Se la Lombardia ha un saldo positivo di 645,8 milioni, la Calabria ha un passivo di 326,9 e la Sicilia di 246,7 Image: -tit_org- Gimbe: cinque miliardi per le cure fuori regione. Guadagna il privato -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503162506625.PDF §---§ title§§ Gimbe: cinque miliardi per le cure fuori regione. Guadagna il privato link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503161606632.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "SICILIA CATANIA" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T05:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503161606632.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503161606632.PDF', 'title': 'SICILIA CATANIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503161606632.PDF tp:ocr§§ Gimbe: cinque miliardi per le cure fuori regione. Guadagna il privato ROMA. Sempre più italiani devono lasciare la propria Regione di residenza per curarsi. Nel 2023, il flusso della mobilità sanitaria interregionale ha generato una spesa di 5,15 miliardi, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Una parte consistente di queste risorse è intercettata dalle strutture private convenzionate a cui è destinata oltre la metà della spesa per le prestazioni specialistiche erogate fuori Regione. Sono alcune delle tendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione. «La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi», afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Il rapporto mostra come il fenomeno della mobilità sanitaria sia molto articolato. È vero, infatti, che ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Tuttavia, mentre in quest’ultimo caso si tratta in genere di uno 'scambiò di pazienti tra Regioni limitrofe, per il Meridione si assiste a una fuga di pazienti senza che si registri alcuna attrattività. In particolare, secondo l’analisi, circa metà degli incassi derivanti dall’aver fornito cure a pazienti non residenti va a tre sole Regioni: Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%). Questi dati fanno comprendere che «la mobilità passiva non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord», spiega Cartabellotta. «Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità». È guardando ai saldi tra mobilità attiva e passiva che emerge con forza lo svantaggio del Sud. Se la Lombardia, nonostante la cospicua spesa per le cure nelle Regioni limitrofe ha un saldo positivo di 645,8 milioni, la Calabria ha un passivo di 326,9 milioni, la Campania di 306,3, la Puglia di 253,2, la Sicilia di 246,7. Cresce inoltre il peso del privato: per ogni euro speso per ripagare le prestazioni specialistiche erogate fuori Regione, oltre la metà viene incassata dalla sanità privata convenzionata, a cui, nel 2023 sono andati 1.966 milioni rispetto ai 1.643 milioni delle strutture pubbliche. Le Regioni in cui il provato è più attrattivo sono Molise (dove il privato attrae il 90,2% della mobilità attiva), Lombardia (71,1%), Puglia (68,9%), Lazio (63,8%). «Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità», precisa Cartabellotta. «Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l'offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale», conclude il presidente Gimbe. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: “ Se la Lombardia ha un saldo positivo di 645,8 milioni, la Calabria ha un passivo di 326,9 e la Sicilia di 246,7 Image: -tit_org- Gimbe: cinque miliardi per le cure fuori regione. Guadagna il privato -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503161606632.PDF §---§ title§§ Record cure fuori regione: spesi più di 5,15 miliardi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503096306839.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "T QUOTIDIANO" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T06:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503096306839.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503096306839.PDF', 'title': 'T QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503096306839.PDF tp:ocr§§ Record cure fuori regione: spesi più di 5,15 miliardi Un nuovo record, destinato a essere superato. La mobilità sanitaria degli italiani in cerca di cure ha raggiunto quota 5,15 miliardi di euro nel 2023, il livello più alto di sempre. Un sonoro +2,3% rispetto al 2022 (quando il dato era di 5,04 miliardi). A dirlo è il nuovo report sulla mobilità sanitaria firmato Fondazione Gimbe, che festeggia 30 anni di attività rinnovando il suo impegno «per il futuro del Servizio sanitario nazionale», scandisce il presidente Nino Cartabellotta. E, certo, quello che conosciamo anche come turismo sanitario è un bel termometro delle diseguaglianze. «Rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi», sintetizza Cartabellotta. Il report certifica l’enorme flusso di risorse economiche in uscita dal Sud verso il Nord. Le destinazioni privilegiate dagli italiani in cerca di cure sono, come sempre, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. In queste tre regioni si concentra il 95,1% del saldo attivo della mobilità sanitaria, «ovvero - spiegano da Gimbe - la differenza tra risorse ricevute per curare pazienti di altre regioni e quelle versate per i propri residenti curati altrove». Per Cartabellotta la mobilità sanitaria «è sempre meno una scelta e sempre più una necessità. Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche regioni, significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale». Più in dettaglio la mobilità sanitaria attiva si concentra in Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%), seguite da Lazio (8,9%), Toscana (6,4%) e Piemonte (5,8%). A pagare il prezzo più alto per la mobilità sanitaria dei propri cittadini sono Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna, che tutte insieme assorbono il 78,2% del saldo passivo. In questo scenario, «l’autonomia differenziata, con il via libera alle preintese per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, amplierà inevitabilmente le disuguaglianze», prevede Cartabellotta. I maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%), che da sole rappresentano quasi un terzo del totale. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Record cure fuori regione: spesi più di 5,15 miliardi -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503096306839.PDF §---§ title§§ Sanità, la fuga verso la Penisola = Allarme sanità, sempre più sardi sì curano fuori link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501729204580.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "UNIONE SARDA" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T04:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501729204580.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501729204580.PDF', 'title': 'UNIONE SARDA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501729204580.PDF tp:ocr§§ Regione. Fondazione Gimbe: saldo negativo aumentato Sanità, la fuga verso la Penisola Allarme sanità, sempre più sardi si curano fuori 3 6 2 3 0 3 Per i viaggi della speranza il conto supera i 129 milioni Il rapporto Gimbe: «L’Isola nel gruppo delle regioni con il saldo negativo più elevato» Sempre più sardi si curano fuori dalla regione: la spesa a carico delle Asl isolane ha superato i 129 milioni, a fronte dei 27 incassati per i pazienti non residenti che sono stati assistiti negli ospedali locali. E la tendenza indica un peggioramento: il deficit è cresciuto in un anno da 96 milioni a 101. Così nel rapporto Gimbe sulla mobilità sanitaria. Lombardia ed Emilia Romagna le regioni col miglior saldo positivo. ? A. CARTA A PAGINA 6 La sanità della nostra Isola non ha appeal. A fronte di una spesa di 129 milioni per le cure dei sardi in Continente, le Asl locali ne hanno incassato poco più di 27 per assistere i non residenti. E si tratta in gran parte dei ticket pagati dai turisti durante le vacanze estive. Il report Dunque, la Sardegna svela ancora una volta tutta la debolezza strutturale del suo Sistema sanitario. I numeri sulla mobilità per le cure sono contenuti nell’ultimo rapporto di Gimbe, la Fondazione che misura lo stato di salute dell’assistenza medica e ospedaliera in Italia. I dati si riferiscono al 2023. Da una parte ci sono i crediti, ovvero quanto le Asl dell’Isola hanno ricevuto da quelle nazionali; sull’altro versante ecco i debiti, cioè i costi sostenuti dalle nostre Aziende sanitarie per pagare le cure dei sardi negli ospedali della Penisola. Il saldo non solo è negativo ma anche impietoso: al centesimo, è pari a 3 0 3 –101.861.42962euro. Nel 2022 3 era a –96.292.077. Il commento La Sardegna è nel gruppo delle regioni peggiori. Insieme a Calabria, Sicilia, Campania, Puglia e Lazio. Gimbe, infatti, ha diviso il saldo in scaglioni. Oltre i 100 milioni di debito, come nel caso della nostra Isola, si parla di «negativo rilevante». Ha spiegato Nino Cartabellotta, il medico che presiede la Fondazione: «Non siamo più di fronte a semplici differenze territoriali, ma a un divario strutturale che nel tempo si è consolidato». Il numero uno di Gimbe non può fare a meno di calare i numeri della mobilità sanitaria nel più ampio contesto dell’autonomia differenziata, il che vuol dire la riorganizzazione dei servizi in base alla ridistribuzione delle risorse pubbliche. Per Cartabellotta, con lo Stato che arretra nell’erogazione dei servizi sanitari a vantaggio di maggiori poteri alle Regioni, «le diseguaglianze sono inevitabilmente destinate ad ampliarsi». Gli altri numeri In Italia il polo sanitario di riferimento è la Lombardia che nel 2023 ha accumulato crediti per oltre 1,1 miliardi. Seconda l’Emilia Romagna, con 849.913.948 euro. Terzo il Veneto, con 535.652.831 euro. Anche analizzando i dati pro capite, la Sardegna è sempre in coda: il credito per contribuente nell’Isola è pari a 17 euro, contro i 112 della Lombardia, i 191 dell’Emilia Romagna e 110 del Veneto. Nelle tre migliori regioni, il debito, invece, è rispettivamente di 48, 64 e 62 euro. In Sardegna raggiunge gli 82 euro, con un saldo di -65. Il fronte privato Il report di Gimbe sulla mobilità sanitaria fa emergere pure un’altra caratteristica isolana: i non residenti che si curano qui, puntano sugli ospedali pubblici. Il numero di ricoveri garantiti dalle strutture private non va oltre il 22,8%, le visite specialistiche sono poco sopra, al 23%. Nel primo caso, la media nazionale è del 56,4%, nel secondo si attesta sul 46,1%. La scarsa fiducia nel privato, sebbene convenzionato, è un tratto distintivo anche in Valle d’Aosta (20,2% sui ricoveri), Umbria (16,7%), Liguria (12,1%) e Provincia autonoma di Bolzano (8,8). La Basilicata, addirittura, il dato si ferma allo 0,4%. L’ultimo elemento che si ricava dal rapporto Gimbe è complessivo: nel 2023 in Italia il costo della mobilità sanitaria è arrivato a 5,1 miliardi, «il livello più elevato dal 2010, in aumento del 2,3% rispetto all’anno precedente». Alessandra Carta ---End text --- Author: Alessandra Carta Heading: Il rapporto Gimbe: «L’Isola nel gruppo delle regioni con il saldo negativo più elevato» Highlight: Image:LE CURE IN ALTRE REGIONI 129.238.136 € il debito della Sardegna 3623 03 nei confronti degli altri sistemi sanitari regionali 27.376.707 € i crediti vantati dalla Regione per le cure garantite a pazienti residenti in altri territori -101.861.429 € il saldo della mobilità sanitaria -tit_org- Sanità, la fuga verso la Penisola Allarme sanità, sempre più sardi sì curano fuori -sec_org- tp:writer§§ Alessandra Carta guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501729204580.PDF §---§ title§§ Mobilità il Veneto é ai vertic link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503097306837.PDF description§§

Estratto da pag. 35 di "VOCE DI ROVIGO" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T06:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503097306837.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503097306837.PDF', 'title': 'VOCE DI ROVIGO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503097306837.PDF tp:ocr§§ Mobilità, il Veneto è ai vertici SANITÀ Molti pazienti vengono a curarsi nella nostra regione ROMA - Il Veneto è una delle regioni in cui si concentra la maggiore mobilità sanitaria a livello nazionale. Lo sottolinea un report della Fondazione Gimbe. “La migrazione sanitaria tra regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del Servizio sanitario nazionale. Rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi”. Lo ha evidenziato Nino Cartabellotta che ieri, nel corso di un evento nazionale in streaming, ha celebrato i 30 anni della Fondazione Gimbe presentando il nuovo report sulla mobilità sanitaria interregionale che, nel 2023, ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 (5,04 miliardi). Le analisi della Fondazione, inoltre, confermano il progressivo ampliamento dello squilibrio tra Nord e Sud, con un enorme flusso di risorse economiche in uscita dal Mezzogiorno verso il Nord. In particolare verso Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, che si confermano le regioni più attrattive. “Questi numeri ha affermato Cartabellotta - indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità. Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche regioni significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale e richiede spostamenti che hanno anche un rilevante impatto economico sui bilanci delle famiglie”. La mobilità attiva si concentra per oltre la metà in Lombardia (23,2%), Emilia Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%), seguite da Lazio (8,9%), Toscana (6,4%) e Piemonte (5,8%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%), che da sole rappresentano quasi un terzo del totale, con oltre 400 milioni di euro ciascuna. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: SANITÀ Molti pazienti vengono a curarsi nella nostra regione Highlight: Image: -tit_org- Mobilità il Veneto é ai vertic -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030503097306837.PDF §---§ title§§ Medicina, sanità, persona «La vecchiaia, una risorsa» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835305625.PDF description§§

Estratto da pag. 16 di "AVVENIRE" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T04:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835305625.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835305625.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835305625.PDF tp:ocr§§ Medicina, sanità, persona «La vecchiaia, una risorsa» A MILANO GLI INCONTRI DELLA FONDAZIONE AMBROSIANEUM Decine di incontri che fin dal 2012 pongono attenzione ai temi della salute declinati in diversi ambiti. È il fortunato ciclo che, con il titolo complessivo “Medicina, sanità e persona”, è proposto dalla Fondazione Ambrosianeum, in collaborazione con la Fondazione Matarelli e ora la media partnership di Avvenire. A curare l’iniziativa, fin dai suoi inizi, è l’insigne clinico Giorgio Lambertenghi Deliliers, che così ne spiega il senso. «La motivazione che ci muove è l’etica della medicina, la sua umanizzazione, il criterio del rispetto del malato e la responsabilità dell’essere medico». Il prossimo convegno in calendario per l’edizione di quest’anno è dedicato oggi all’anzianità (l’ultimo sarà il 5 maggio su “Esperienze ai confini della morte, tra scienza, coscienza e teologia”). Una questione sempre più urgente, considerando l’invecchiamento della popolazione? «Senza dubbio – risponde Lambertenghi Deliliers –. Infatti abbiamo intitolato l’appuntamento (oggi dalle 17 presso Fondazione Ambrosianeum, via Delle Ore 3 Milano) “La vecchiaia, una ricchezza da condividere”. Purtroppo la vecchiaia è considerata come una malattia e questa visione raccoglie consensi nel contesto sociale dove domina l’individualismo. Potremmo dire che l’Italia è un Paese “di” vecchi ma non “per” vecchi. Per questo abbiamo voluto mettere a confronto esperti e docenti di medicina, come i professori Giuseppe Banfi e Marco Proietti, ma anche politici come Lamberto Bertolé, assessore al Welfare del Comune di Milano». Dopo la strage degli anziani dovuta al Covid si poteva sperare che qualcosa potesse migliorare rispetto alla cura della vecchiaia? «In molti Stati dell’Europa “civile” – è il pensiero del medico – l’anziano è stato messo fuori gioco a priori, per obbedire a protocolli tecnici e formali. Si è cominciato a distinguere, paradossalmente, fra morti “inaccettabili”, riferendosi a persone giovani, e morti “accettabili”, alludendo ai pazienti, avanti negli anni, portatori di polipatologie. Nonostante tutto, la speranza che il pesante tributo pagato dagli anziani alla pandemia, arrivasse a correggere la clamorosa disattenzione riservata loro dalla politica sanitaria è durata poco. La pandemia ha lasciato dietro di sé una montagna di urgenze, che non potrà più essere affrontata solo dalla scienza. Ha evidenziato l’insistere di un’organizzazione sanitaria, priva di un autentico orientamento antropologico: per questo è importante continuare a parlarne». Tutto questo nella logica che ha sempre caratterizzato l’Ambrosianeum, come conferma il presidente della Fondazione, Fabio Pizzul: «Ci occupiamo a 360° di cultura e di ciò che ha a che fare con la vita delle persone, e quindi il tema dell’etica nella cura è uno degli elementi portanti di questa riflessione, specie a fronte dei dilemmi etici posti da tecnologie molto invasive. Tanto è vero che è già in programma un nuovo ciclo di incontri, che partirà a ottobre prossimo, con un focus specifico dedicato al Sistema sanitario nazionale. Devo dire – conclude Pizzul – che la partecipazione assidua a questi incontri testimonia della rilevanza di questioni ritenute centrali per la società». Annamaria Braccini ---End text--- Author: Annamaria Braccini Heading: A MILANO GLI INCONTRI DELLA FONDAZIONE AMBROSIANEUM Highlight: Image: -tit_org- Medicina, sanità, persona «La vecchiaia, una risorsa» -sec_org- tp:writer§§ Annamaria Braccini guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835305625.PDF §---§ title§§ Il pericoloso scaricabarile sulle liste d'attesa link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835205624.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "FOGLIO" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T04:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835205624.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835205624.PDF', 'title': 'FOGLIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835205624.PDF tp:ocr§§ Il pericoloso scaricabarile sulle liste d’attesa I l ministro Schillaci ha detto una cosa vera: le liste d’attesa sono la prima emergenza percepita dagli italiani nella sanità pubblica. Una ferita aperta del Servizio sanitario nazionale che nessun governo è riuscito davvero a rimarginare. Riconoscerlo è un passo utile. Ma tra il riconoscere un problema e risolverlo c’è una distanza che, per ora, i numeri non colmano. Schillaci rivendica una legge con misure “chiare e incisive”. Bene. Ma le leggi non visitano pazienti. Servono medici, infermieri, tecnici. Figure che oggi mancano, soprattutto al sud e nelle aree interne. La domanda è semplice: senza personale e senza un vero rafforzamento della medicina territorialecome si abbattono le liste d’attesa? C’è poi un altro dato che emerge dai sondaggi citati dal ministro: molti italiani non credono più che il regionalismo sanitario garantisca equità. La distanza tra nord e sud nei tempi di cura e nell’accesso ai servizi resta troppo ampia per un sistema che si definisce nazionale. Il governo chiede collaborazione alle regioni. Ma la collaborazione funziona solo se losStato garantisce risorse, Lea davvero esigibili e condizioni omogenee per il personale. I cittadini giudicano dai risultati. E oggi curarsi nei tempi giusti, in troppe zone d’Italia, resta ancora un percorso a ostacoli. (gr) ---End text--- Author: g.r Heading: Highlight: Image: -tit_org- Il pericoloso scaricabarile sulle liste d’attesa -sec_org- tp:writer§§ g.r guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835205624.PDF §---§ title§§ Medici pro migranti, intercettazioni choc «Sbirri maledetti» = Le chat contro gli «sbirri» dei medici filo clandestini link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835805626.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "GIORNALE" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T04:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835805626.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835805626.PDF', 'title': 'GIORNALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835805626.PDF tp:ocr§§ L’INCHIESTA DI RAVENNA Medici pro migranti, intercettazioni choc «Sbirri maledetti» Le chat contro gli «sbirri» dei medici filo clandestini Le intercettazioni dei dottori di Ravenna indagati per i falsi certificati: «Maledetti, gli facciamo il c...» L’inchiesta della procura di Ravenna racconta di 8 medici che avrebbero emesso certificati falsi per evitare l’espulsione dei migranti. Giulia Sorrentino a pagina 12 Un vero e proprio sistema per opporsi al governo utilizzando metodi illeciti. È questo quanto emerge dall’inchiesta della procura di Ravenna, che Il Giornale aveva anticipato, e che vede coinvolti 8 medici che avrebbero emesso certificati falsi per far sì che i migranti non venissero detenuti nei Cpr. Uno dei requisiti per la permanenza all’interno dei centri di rimpatrio, in attesa quindi di far rientro nel proprio Paese, è l’assenza di patologie che rendano incompatibile la vita con la comunità. Ed è proprio giocando con questo dettaglio non certo marginale che una serie di medici ideologizzati avrebbero rimesso in libertà dei veri e propri pluripregiudicati. Anche perché, come è noto, vengono inviati in quelle strutture solo soggetti con diversi precedenti alle spalle e con un certo livello di pericolosità sociale. Secondo i dati raccolti dalla polizia, dei 64 irregolari accompagnati al reparto di Malattie Infettive tra il settembre 2024 e il gennaio 2026, 10 (secondo la dichiarazioni del medico) si erano rifiutati di sottoporsi a visita di fatto facendo venire meno ogni possibilità di certificazione. E 34 erano stati dichiarati non idonei. Al centro delle indagini e del materiale che stanno vagliando gli inquirenti ci sono soprattutto i dispositivi utilizzati dagli indagati: chat, telefonate, qualunque forma di comunicazione che possa spiegare come non si tratti di errori casuali ma di un vero e proprio sistema protratto nel tempo e che potrebbe aver coinvolto anche figure che potrebbero aver collaborato alla riuscita del disegno criminoso. A conferma di ciò, come anche Il Resto del Carlino ha sottolineato, ci sono dei dialoghi esemplificativi: «Bene! Gli facciamo il culo a questi maledetti sbirri», si legge in una chat dove a parlare è un medico, non di Ravenna, che si rivolge a una dottoressa, mentre un altro camice bianco oggi indagata sostiene che «il modo per esprimere dissenso è la non idoneità». Sempre tramite le chat si può dedurre che in reparto gira un modulo prestampato per la non idoneità. Sempre il medico che non è di Ravenna, che era diventato una sorta di referente, chiede: «Fate circolare il modulo preparato per Ravenna?». Una delle indagate avverte i colleghi: «Va riadattato non copiato, ci sono stati problemi con la questura». Un collega chiede: «Bisogna riscrivere tutto a mano?». La dottoressa: «Sì, riscriverlo ogni volta modificandolo». I problemi a cui si fa riferimento in chat sono quelli che il 10 luglio 2025 avevano fatto partire l’indagine della squadra Mobile. Si tratta di un meccanismo estremamente pericoloso non solo per la natura ideologica alla base di questo reato, ma soprattutto perché la maggior parte dei clandestini rimessi in libertà hanno poi commesso nuovamente reati contro la persona. Ravenna, quindi, come probabilmente altre città italiane, era in pericolo senza saperlo, per colpa della decisione di singoli che, una volta che si sono organizzati, hanno deciso di eludere il programma messo in atto dal Governo. Il tutto anche grazie a una rete di sostegno social e propagandistica che da anni non fa che invitare alla mobilitazione contro le misure restrittive scelte dal ministro dell’Interno. ---End text--- Author: Giulia Sorrentino Heading: Highlight: Image: -tit_org- Medici pro migranti, intercettazioni choc «Sbirri maledetti» Le chat contro gli «sbirri» dei medici filo clandestini -sec_org- tp:writer§§ GIULIA SORRENTINO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835805626.PDF §---§ title§§ Medici pro-migranti: «Faremo il c... agli sbirri» = Il medico pro-clandestini «Facciamo il c... agli sbirri» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835905627.PDF description§§

Estratto da pag. 16 di "LIBERO" del 05 Mar 2026

I messaggi tra i camici bianchi che firmavano la "non idoneità" ai migranti per evitare l'invio al Cpr. La replica ai dubbiosi: «È una forma di dissenso»

pubDate§§ 2026-03-05T04:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835905627.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835905627.PDF', 'title': 'LIBERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835905627.PDF tp:ocr§§ CERTIFICATI FALSI PER I CLANDESTINI A RAVENNA Medici pro-migranti: «Faremo il c... agli sbirri» LE CHAT DELL’INCHIESTA SU RAVENNA Il medico pro-clandestini «Facciamo il c... agli sbirri» I messaggi tra i camici bianchi che firmavano la “non idoneità” ai migranti per evitare l’invio al Cpr. La replica ai dubbiosi: «È una forma di dissenso» LORENZO CAFARCHIO a pagina 16 ¦ Non dire mai Cpr in Emilia-Romagna. La politica qui ruota attorno ai Centri di permanenza per i rimpatri. Ora sono salite all’onore delle cronache le chat dei medici no-Cpr di Ravenna. Una sorta di “obiettori di coscienza” che attraverso la loro opera e i loro certificati avrebbero evitato agli immigrati di finire all’interno delle suddette strutture. Di cosa stiamo parlando? Ci troviamo davanti a una serie di messaggi, redatti dai sanitari, destinati a far parlare. Scrive infatti un medico non di Ravenna a cui alcuni dottori indagati si rivolgevano per organizzare l’obiezione di coscienza: «Bene! Gli facciamo il culo a questi maledetti sbirri». Le chat fra i medici, anticipate ieri dal Resto del Carlino, fanno parte dell’inchiesta della Procura di Ravenna sulla questione legata ai falsi certificati anti-rimpatrio. Una vicenda, che se confermata dalle indagini, mostrerebbe una rete stratificata immigrazionista degna della trama del volume Il campo dei santi di Jean Raspail. Per evitare di inviare gli immigrati al Cpr, in sostanza, si firmava la “non idoneità”. Messaggi e dibattiti. Un medico del reparto di malattie infettive non indagato, scrive: «Non sono d’accordo a dare a priori la non idoneità. Se non ci sono ragioni specifiche, io non lo faro». Ma un’altra dottoressa inquisita afferma che «il modo per esprimere dissenso è la non idoneità». La Procura ha depositato la richiesta di interdizione di un anno dalla professione per i medici coinvolti nell’inchiesta. Sessantaquattro immigrati irregolari, secondo la polizia, tra il settembre 2024 e il gennaio 2026 erano stato esaminati dai medici delle malattie infettive. Di questi, 34 sono stati dichiarati non idonei. Il modulo per la mancata adeguatezza? «Va riadattato non copiato, ci sono stati problemi con la questura». I problemi, risalgono allo scorso 10 luglio 2025, avevano fatto avviare l’investigazione. Un certificato conteneva, senza alcuna modifica, l’allegato che vi abbiamo riportato con il titolo “bozza”. Infatti a metà febbraio sei medici sono finiti, nel Ravennate, nel registro degli indagati. L’ipotesi di reato? Quella di aver ostacolato l’accesso nei Cpr di immigrati che erano sottoposti a valutazione clinica. Proprio in quei giorni ha iniziato a circolare un documento, sull’etere, dal titolo «Allegato: bozza di modulo per la valutazione di non idoneità alla vita nel Cpr». Un modulo, facilmente reperibile in rete in cui possiamo leggere quanto segue. Nel prestampato, dove il medico deve inserire i propri dati, vengono segnalati una serie di punti in cui, a seguito di un «colloquio avuto con il paziente e della valutazione clinica» dell’immigrato, viene evidenziato il «ridottissimo tempo concesso per l’effettuazione di un approfondimento clinico». Allora? «Considerato che il paziente è destinato alla detenzione presso il Cpr di...», e qui viene lasciato lo spazio per inserire la località esatta di assegnazione, luogo in cui ci sarebbe «solo un presidio sanitario di base h24 e che, quindi, risulta assente la possibilità di accedere tempestivamente a cure mediche specialistiche». Arriviamo al punto. «Considerati gli articoli 3, 6 e 24 del Codice di Deontologia Medica», senza dimenticare «l’art. 32 dello stesso Codice secondo cui i medici sono tenuti a tutelare i soggetti vulnerabili» il medico esprime «in scienza e coscienza la valutazione di NON IDONEITÀ del paziente al trattenimento nel suddetto Cpr». Anche sul piano politico i Centri di permanenza per i rimpatri avevano acceso la disputa, anche se l’indagine in questo caso non c’entra nulla, tra il governatore emiliano e il suo stesso campo largo. Il tutto a seguito di un’intervista fatta al presidente Michele De Pascale, dal Corriere della Sera, in cui dava la sua disponibilità a sedersi al tavolo dell’esecutivo Meloni per parlare dei centri. «Io lo farei», diceva. «Tra l’altro non si capisce perché a Brindisi va bene e qui no». Matilde Madrid, assessore alla sicurezza del Comune di Bologna, attaccò a testa bassa. «Ce ne sono già moltissimi in Italia» aveva dichiarato, «e ci sono centinaia di posti vuoti, quindi bisognerebbe preoccuparsi di altro». Torniamo all’inchiesta. «Da una parte c’è un governo che lotta e si impegna quotidianamente per rimpatriare soggetti che in Italia non devono stare; dall’altra parrebbero esserci alcuni medici, al pari di qualche magistrato, che fanno “ostruzionismo” ai rimpatri», afferma Marta Evangelisti, capogruppo di Fdi in regione Emilia-Romagna. «Alla luce di questo, cosa dicono Pd e Avs?», si chiede ancora. Mentre il Comitato Remigrazione e Riconquista, che qualche mese aveva organizzato un sit-in a Ravenna, vede in questa vicenda «una grande operazione che unisce i puntini tra medici, ong e progressisti capace, senza sosta, di incentivare l’immigrazione clandestina». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: LORENZO CAFARCHIO Heading: Highlight: IL MEDICO CHE ESULTA La non idoneità? Bene! Gli facciamo il c... a questi m... sbirri IL MEDICO CONTRARIO No a dare a priori la non idoneità. Senza ragioni specifiche non lo farò IL MESSAGGIO AL GOVERNO Il modo per esprimere dissenso è la non idoneità Image:Presidio di solidarietà ai medici indagati per i certificati medici rilasciati ai migranti clandestini per evitare il Cpr (Ansa) -tit_org- Medici pro-migranti: «Faremo il c... agli sbirri» Il medico pro-clandestini «Facciamo il c... agli sbirri» -sec_org- tp:writer§§ LORENZO CAFARCHIO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835905627.PDF §---§ title§§ Infermieri e tecnici del Monaldi: da Oppido offese e intimidazioni = Resa dei conti al Monaldi infermieri contro il primario: «Clima di sfiducia e offese» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835705629.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "MATTINO" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T04:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835705629.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835705629.PDF', 'title': 'MATTINO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835705629.PDF tp:ocr§§ Infermieri e tecnici del Monaldi: da Oppido offese e intimidazioni La lettera Resa dei conti al Monaldi infermieri contro il primario: «Clima di sfiducia e offese» Il caso di Domenico ha squarciato le ombre attorno al reparto di cardiochirurgia pediatrica. In una lettera firmata da infermieri e tecnici, diretta ai vertici dell'Azienda ospedaliera dei Colli, si denuncia «una situazione di estrema gravità» che avrebbe compromesso anche «la sicurezza dell’assistenza erogata ai pazienti». Crimaldi a pag. 2 IL DOCUMENTO No, non c’è pace per il Monaldi. L’ospedale dell’azienda dei Colli di Napoli era e resta un centro di eccellenza nella sanità regionale e nazionale. Ma il caso del povero Domenico Caliendo sembra avere rotto la diga del reparto di cardiochirurgia pediatrica: e quello che ne sta uscendo certifica non poche zone d’ombra sulla gestione di un polo nevralgico della struttura. E come se tutto questo ancora non bastasse, giunge la notizia che la Procura regionale della Corte dei Conti della Campania ha avviato un’inchiesta proprio sul Monaldi per verificare eventuali sprechi di risorse pubbliche. LA MISSIVA E non sarà un caso se una lettera datata 27 gennaio e firmata dal personale infermieristico, operatori socio sanitari e addetti tecnici della sala operatoria venga fuori proprio in questi giorni di bufera. La missiva era diretta a tutti i vertici dell'Azienda ospedaliera dei Colli, universo nel quale gravita anche il Monaldi di Napoli. Prima destinataria, la dire direttrice generale, Anna Iervolino. I firmatari intendevano «sottoporre una situazione di estrema gravità che, da tempo, sta compromettendo in modo significativo il benessere professionale e umano degli operatori, nonché la sicurezza dell’assistenza erogata ai pazienti». IL PENALISTA A renderla nota è stato ieri - mentre si teneva la camera ardente del bimbo morto per una presunta concatenazione di errori - lo stesso avvocato Francesco Petruzzi, il combattivo penalista che sta assistendo la famiglia Caliendo, approfondendo accuratamente tutti gli aspetti collegati alla tragedia. Nella lettera i professionisti del Monaldi «palesano la situazione creata dal dottor Oppido», dice il legale citando brani della missiva, in cui «si parla di una “sfiducia reciproca”: la gerarchia medico-centrica e la comunicazione assente hanno portato a una percezione di insicurezza diffusa tra gli infermieri, operatori socio sanitari e tecnici, che non si sentono attualmente più sicuri di collaborare con il primario che risulta indagato assieme ad altri sei colleghi nell’inchiesta della Procura di Napoli con l’accusa di omicidio colposo. Un lungo cahier de doleance, insomma, quello stilato dai partner professionali di Oppido. Le accuse di essere totalmente incuranti dei bisogni dei pazienti e del loro stato di salute non sono più accettabili e tollerate dall’intera équipe. «Il personale segnala comportamenti sistematici e quotidiani messi in atto dal dottore Guido Oppido, tra cui urla e aggressività verbale, umiliazioni e svalutazioni pubbliche delle competenze professionali, linguaggio offensivo e denigratorio, bestemmie e imprecazioni, atteggiamenti intimidatori tali da inibire la comunicazione in équipe, reazioni ostili e aggressive anche in contesti formali di confronto (come avvenuto, ad esempio, durante l'incontro del 24 novembre 2025), mancato ascolto e considerazione», si legge nella lettera-relazione. «Tali comportamenti - si legge ancora - avvengono prevalentemente in sala operatoria e si ripetono con una frequenza tale da configurare un clima lavorativo caratterizzato da paura, tensione costante e perdita di fiducia reciproca all'interno dell'équipe multiprofessionale. Gli effetti sul personale sono significativi: si osservano ansia persistente, tremori, difficoltà di concentrazione durante le attività correlati a pressione emotiva, stress e diffuso stato di burnout. L'intera équipe ha considerato, in maniera congiunta, la possibilità di trasferimento». Il dottore Oppido, che è il cardiochirurgo che il 23 dicembre operò il povero Domenico, è nel frattempo stato sospeso alla dottoressa Gabriella Farina dall’ospedale Monaldi. La difesa della famiglia Caliendo ha chiesto inoltre all’ordine professionale di Cosenza (per Oppido) e di Benevento (per Farina, anch’essa coinvolta nell’inchiesta) di verificare eventuali violazioni deontologiche in ordine al comportamento dei due medici. Il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli ha invece sollecitato il governatore Fico ad agire con la «massima tempestività» e il «massimo rigore», giu.cri. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: giucri. Heading: La lettera Highlight: ANCHE LA CORTE DEI CONTI AVVIA UN’INDAGINE CONTABILE IL LEGALE DEI CALIENDO: «SERVONO VERIFICHE DEONTOLOGICHE» Image:L’ingresso dell’Ospedale Monaldi di Napoli NEAPHOTO -tit_org- Infermieri e tecnici del Monaldi: da Oppido offese e intimidazioni Resa dei conti al Monaldi infermieri contro il primario: «Clima di sfiducia e offese» -sec_org- tp:writer§§ giucri. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835705629.PDF §---§ title§§ Vittime del vaccino «invadono» il Consiglio veneto = Vittime del vaccino in Regione Veneto per chiedere aiuto L'assessore apre link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835605628.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "VERITÀ" del 05 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-05T04:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835605628.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835605628.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835605628.PDF tp:ocr§§ VOGLIONO AMBULATORI DEDICATI AI DANNEGGIATI: IL NUOVO ASSESSORE APRE Vittime del vaccino «invadono» il Consiglio veneto Vittime del vaccino in Regione Veneto per chiedere aiuto L’assessore apre Sit-in del gruppo Szumski per ottenere ambulatori dedicati ai danneggiati. Gerosa: «Nessuna chiusura ideologica» n Previsto per oggi un sit-in in Consiglio regionale del Veneto da parte dei danneggiati da vaccino ospitati dal gruppo Szumski-Resistere Veneto. La richiesta è quella di ottenere ambulatori per i veneti che lamentano danni da vaccino Covid-19. L’assessore alla Sanità, Gino Gerosa, precisa: «Nessuna chiusura». a pagina 14 n Questa mattina avrà luogo un sit-in durante i lavori del Consiglio regionale del Veneto, per sollecitare l’istituzione di ambulatori specialistici regionali dedicati alla presa in carico delle persone che lamentano effetti avversi post vaccinazione anti-Covid-19. La mozione era stata presentata a gennaio dal gruppo S zu m sk i -Resistere Veneto, con l’obiettivo di ottenere un censimento sistematico dei casi, una valutazione clinica e diagnostica multidisciplinare e perché, una volta verificata la possibile correlazione con il vaccino Covid, ci sia l’accompagnamento terapeutico e riabilitativo delle almeno 1.500 persone che in Veneto ancora soffrono dopo l’inoculo, secondo i dati raccolti dal movimento che fa capo al medico, eletto con 96.474 preferenze alle ultime elezioni regionali. «L’assessore alla Sanità, Gino Gerosa, in un primo momento aveva promesso di attivarsi, ma poi si è eclissato proprio durante il dibattito in Consiglio regionale lasciando l’assemblea all’improvviso», afferma Riccardo Szumski. Il dottore, già sindaco di Santa Lucia di Piave nel Trevigiano, ricorda che «i vaccini, a tutti gli effetti, sono dei farmaci pertanto hanno anche ricadute collaterali. Come tutti i farmaci vanno controllati. Non è stato fatto prima perché questi vaccini hanno avuto - grazie a una certa politica sconsiderata - una specie di scudo che non ha permesso neppure di fugare i dubbi: cosa totalmente antiscientifica. Ora è il momento di occuparci delle persone che sono state danneggiate dai vaccini. Credo che sia questa la priorità». In Aula oggi sarà presente anche Andrea Sillo, 47 anni, presidente dell’associazione Persone in cammino, che accoglie come soci i danneggiati da vaccino Covid-19. In sedia a rotella dopo l’inoculazione, gravemente danneggiato da un’unica dose di profarmaco Moderna, era stato trattato da «complottista no-vax» e allontanato durante una delle serate di promozione del libro Perché guariremo dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza. «Interverrò con alcuni danneggiati. Ci muoviamo a fatica, stiamo male ma la nostra testimonianza è importante», ricordava ieri alla Verità l’ex calciatore e saldatore di 47 anni, ridotto ad essere l’ombra di sé stesso «dopo aver fatto il vaccino perché obbligato dal datore di lavoro». Sillo ha sperimentato di persona «l’inutilità» dell’ambulatorio veneto, istituito nell’ambito del Programma regionale Canale Verde attività per la sorveglianza degli eventi avversi ai vaccini. «Ho passato quattro anni a fare visite, a ottenere referti e certificati di invalidità al cento per cento. Mi volevano far rifare quel calvario di accertamenti, anche invasivi, mentre occorre studiare, capire che cosa sia successo in noi danneggiati e cercare percorsi di cura appropriati». Sillo è rimasto sconcertato da quello che gli è stato detto al centro di sorveglianza della Regione Veneto: «In conclusione il mio sarebbe solo stress, eccessiva preoccupazione per lo stato di salute in cui mi trovo». La mozione presentata da S zu ms ki -Resistere Veneto impegnava invece la giunta «a definire protocolli clinici regionali uniformi, fondati sulla letteratura scientifica internazionale e soggetti a periodico aggiornamento», proprio perché «nessun cittadino può essere lasciato solo, né costretto a dimostrare in solitudine la legittimità della propria sofferenza». La proposta di ambulatori in Veneto era stata contestata dalla senatrice di Italia viva, Daniela Sbrollini, che a gennaio bollava l’iniziativa come «una provocazione grave e irresponsabile. Parlare di ambulatori per “curare” presunte reazioni al vaccino Covid significa alimentare paure infondate». Accusato di aver lasciato l’Aula, l’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, spiega invece alla Verità che «aveva un altro impegno inderogabile» e dichiara «tutta l’attenzione sua personale sulle problematiche legate alle complicanze da vaccino, in acuto e nel cronico. Nessuna chiusura ideologica né di altro tipo, solo piena disponibilità con approccio scientifico». Il cardiochirurgo, neo assessore, precisa però che per quanto riguarda la vaccinazione Covid «nel cronico al momento non ci sono sostanzialmente segnalazioni significative in letteratura, e nemmeno da parte del servizio epidemiologico di prevenzione della Regione Veneto». Aggiunge il professore: «Nel momento in cui avessimo percezione e contezza di problematiche croniche conseguenti alla vaccinazione, è chiaro che ci attiviamo immediatamente». E tutte le persone che dalle campagne vaccinali Covid in emergenza sanitaria si trascinano con patologie e grandi sofferenze? «Dalla direttrice della Prevenzione della Regione Veneto, dottoressa Francesca Russo, mi è stato detto che in questo momento non ci sono segnalazioni così importanti numericamente e per gravità». Ge ro sa r ibadis ce l’efficacia della farmacovigilanza, e che ogni paziente viene preso in carico dal servizio sanitario regionale. Ma negli ambulatori richiesti da Szumski, più che la segnalazione di eventi avversi si dovrebbero eseguire studi osservazionali, percorsi di cure. Davide Lovat, consigliere regionale di Resistere Veneto, dice di non capire «questo muro di gomma» quando «in Sicilia un tribunale del lavoro ha dato ragione a un ricorrente al quale si è paralizzato un braccio e in Liguria si riapre l’indagine sulla morte di Francesca Tuscano» D’altra parte è lo stesso ministro della Salute, Orazio Schillaci, ad aver dimenticato la promessa di istituire una commissione di studio per censire, valutare e gestire le reazioni avverse al vaccino Covid. ---End text--- Author: PATRIZIA FLODER REITTER Heading: Highlight: Il dottore ribelle eletto alle Regionali: «Sulle inoculazioni scudo della politica» Il consigliere Lovat: «Stop muri di gomma, altrove i tribunali si stanno attivando» Image: -tit_org- Vittime del vaccino «invadono» il Consiglio veneto Vittime del vaccino in Regione Veneto per chiedere aiuto L’assessore apre -sec_org- tp:writer§§ PATRIZIA FLODER REITTER guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/05/2026030501835605628.PDF §---§