title§§ Migrazione sanitaria: nel 2023 record di 5,15 miliardi e oltre 1 euro su 2 al privato convenzionato - AboutPharma link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403018710176.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "aboutpharma.com" del 04 Mar 2026

Migrazione sanitaria: nel 2023 record di € 5,15 miliardi e oltre 1 euro su 2 al privato convenzionato

pubDate§§ 2026-03-04T17:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403018710176.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403018710176.PDF', 'title': 'aboutpharma.com'} tp:url§§ https://www.aboutpharma.com/sanita-e-politica/migrazione-sanitaria-nel-2023-record-di-e-515-miliardi-e-oltre-1-euro-su-2-al-privato-convenzionato/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403018710176.PDF tp:ocr§§ Chi Siamo | Contatti | Lavora con noi | ShopNel 2023 la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 (5,04 miliardi di euro). È quanto emerge dal nuovo Report Gimbe sulla mobilità sanitaria, presentato nel corso di una conferenza stampa che apre anche il trentesimo anno di attività della Fondazione.Il documento conferma il progressivo ampliamento dello squilibrio tra Nord e Sud, con un enorme flusso di risorse economiche in uscita dal Mezzogiorno verso il Nord. In particolare, verso Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, che si confermano le Regioni più attrattive.“La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del Servizio sanitario nazionale – ha sottolineato Cartabellotta – rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi”.“Questi numeri – continua Cartabellotta – indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità. Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale e richiede spostamenti che hanno anche un rilevante impatto economico sui bilanci delle famiglie”.La mobilità attiva si concentra per oltre la metà in Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%), regioni in cui si concentra il 95,1% del saldo attivo della mobilità sanitaria, ovvero la differenza tra risorse ricevute per curare pazienti di altre Regioni e quelle versate per i propri residenti curati altrove. Seguono Lazio (8,9%), Toscana (6,4%) e Piemonte (5,8%).Sul versante opposto, a pagare il prezzo più alto sono Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna, che insieme assorbono il 78,2% del saldo passivo. Nel dettaglio, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%), che da sole rappresentano quasi un terzo del totale, con oltre € 400 milioni ciascuna.“Non siamo più di fronte a semplici differenze regionali – avverte il Presidente – ma a un divario strutturale che nel tempo si è consolidato. In questo scenario, l’autonomia differenziata, con il via libera alle pre-intese per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, amplierà inevitabilmente le disuguaglianze”.“La mobilità passiva – continua Cartabellotta – non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord. Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità. Regioni come Lombardia, Veneto e Piemonte registrano livelli rilevanti di mobilità passiva”.“I saldi regionali evidenziano un’enorme frattura strutturale tra Nord e Sud” fa notare Cartabellotta. “Le sole Regioni con un saldo positivo superiore a € 100 milioni si trovano tutte al Nord, mentre quelle con un saldo negativo otre € 100 milioni appartengono tutte al Mezzogiorno, con l’eccezione del Lazio. Infine, la mobilità sanitaria riguarda prevalentemente i ricoveri ospedalieri e non restituisce le diseguaglianze nell’assistenza territoriale e socio-sanitaria. Ovvero, il divario reale tra le Regioni è ancora più marcato”.Oltre 1 euro su 2 speso per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori Regione viene incassato dalla sanità privata convenzionata: 1.966 milioni di euro (54,5%), contro i 1.643 milioni di euro (45,5%) destinati alle strutture pubbliche.“La quota di mobilità che confluisce verso il privato convenzionato – sottolinea Cartabellotta – non è omogenea in tutte le Regioni, perché dipende dall’offerta e dalle capacità attrattive di strutture private d’eccellenza”.Infatti, le strutture private assorbono oltre il 60% della mobilità attiva in Molise (90,2%), Lombardia (71,1%), Puglia (68,9% ) e Lazio (63,8%). In altre Regioni la capacità attrattiva del privato resta invece inferiore al 20%: Valle D’Aosta (15,7%), Umbria (15,1%), Liguria (11,4%), Provincia autonoma di Bolzano (9,1%) e Basilicata (7,2%).Secondo i dati Agenas, l’80,4% della mobilità per ricoveri è classificato come effettiva (€ 2.311 milioni), ovvero dipende dalla scelta del paziente. Il 16,7% (€ 480 milioni) è invece legato a prestazioni urgenti (mobilità casuale) e il 3% (€ 85 milioni) riguarda casi in cui il domicilio del paziente non coincide con la Regione di residenza (mobilità apparente). Della mobilità effettiva, solo il 6,5% riguarda ricoveri ordinari a rischio di inappropriatezza.Della specialistica ambulatoriale erogata in mobilità, quasi il 93% si concentra in tre categorie: prestazioni terapeutiche (33,1%), diagnostica strumentale (31,5%) e prestazioni di laboratorio (28%).“I dati sulla mobilità sanitaria ci ricordano che il diritto alla tutela della salute non può dipendere dal codice di avviamento postale” conclude il presidente.Tag: divario nord-sud / fondazione gimbe / migrazione sanitaria /L'INFORMAZIONE OGNI GIORNOUn nuovo report di Evaluate disegna il panorama che potrebbe delinearsi nei prossimi mesi: a partire dai lanci, con nuovi target metabolici, passando per le aziende a maggior fatturato, con una in particolare che sembra destinata a diventare regina indiscussaIl ministro della Salute Orazio Schillaci in una lettera inviata ai vertici dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) chiede chiarimenti sull’andamento della spesa farmaceutica 2024-2025QUICK LINKS Contenuto realizzato in partnershipSEGUICI SUAP-DATEGLANCECONTATTINOTE LEGALIAboutPharma è un brand di Helyx S.r.l.Milano: Via Eritrea 21 – 20157 Tel +39 02 2772 991 (sede legale)Roma: Viale dell’Arte, 25 – 00144www.aboutpharma.com – info@aboutpharma.com – PEC helyx.srl@legalmail.it – P. IVA 07106000966AboutPharma – Testata online registrata al Tribunale di Milano n°385/11-12-2014 tp:writer§§ redazione5 guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403018710176.PDF §---§ title§§ SANITÀ, CASTELLONE (M5S): “MOBILITÀ RECORD, SSN SEMPRE PIÙ DISEGUALE” - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403048809553.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 04 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-04T13:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403048809553.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403048809553.PDF', 'title': 'agenparl.eu'} tp:url§§ https://agenparl.eu/2026/03/04/sanita-castellone-m5s-mobilita-record-ssn-sempre-piu-diseguale/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403048809553.PDF tp:ocr§§ (AGENPARL) – Wed 04 March 2026 SANITÀ, CASTELLONE (M5S): “MOBILITÀ RECORD, SSN SEMPRE PIÙ DISEGUALE”Roma, 4 mar. – “I dati presentati oggi dalla Fondazione Gimbe sulla mobilità sanitaria interregionale fotografano una realtà allarmante: con 5,15 miliardi di euro raggiunti nel 2023, la mobilità sanitaria non rappresenta più una libera scelta, ma una necessità per troppi cittadini costretti a spostarsi per curarsi. La concentrazione del 95% del saldo attivo in poche Regioni del Nord e i saldi passivi pesantissimi di molte Regioni del Mezzogiorno certificano una frattura strutturale che nel tempo si è consolidata, mettendo in discussione il principio costituzionale di uguaglianza nell’accesso alle cure. Ancora più significativo è che oltre il 54% delle risorse della mobilità confluisca nel privato convenzionato: un dato che impone una riflessione sul progressivo indebolimento della sanità pubblica territoriale, soprattutto dove già scontiamo carenze di personale, liste d’attesa e ritardi negli investimenti. La mobilità sanitaria è solo la punta dell’iceberg di diseguaglianze più profonde che riguardano anche l’assistenza territoriale e socio-sanitaria. In questo quadro, qualsiasi riforma, a partire dall’autonomia differenziata, deve garantire prima di tutto livelli essenziali di assistenza realmente uniformi e finanziati in modo adeguato su tutto il territorio nazionale. Occorre rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale con investimenti strutturali, valorizzazione del personale e piena attuazione degli interventi previsti dal Pnrr, riportando dati ed evidenze scientifiche al centro delle decisioni politiche. Il diritto alla salute non può dipendere dal CAP”. Lo dichiara in una nota la senatrice del Movimento 5 Stelle e vicepresidente del Senato Mariolina Castellone.—————–Ufficio Stampa ParlamentoMovimento 5 StelleSave my name, email, and website in this browser for the next time I comment.?Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403048809553.PDF §---§ title§§ SANITÀ, ALOISIO (M5S): “SSN IN CRISI, DISUGUAGLIANZE CRESCENTI” - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403070109670.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 04 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-04T14:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403070109670.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403070109670.PDF', 'title': 'agenparl.eu'} tp:url§§ https://agenparl.eu/2026/03/04/sanita-aloisio-m5s-ssn-in-crisi-disuguaglianze-crescenti/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403070109670.PDF tp:ocr§§ (AGENPARL) – Wed 04 March 2026 SANITÀ, ALOISIO (M5S): “SSN IN CRISI, DISUGUAGLIANZE CRESCENTI”Roma, 4 mar. – “Il nuovo report della Fondazione GIMBE sulla mobilità sanitaria interregionale getta un’ombra sempre più preoccupante sul futuro del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Con un incremento della mobilità sanitaria interregionale a 5,15 miliardi di euro già dal 2023, il report denuncia un divario sempre più profondo tra Nord e Sud del Paese. Le regioni come Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto si confermano come i principali centri di attrazione, mentre il Mezzogiorno continua a vedere le sue risorse drenate, costringendo i cittadini a cercare cure altrove. Non si tratta solo di statistiche, ma del riflesso di una mala gestio che il governo Meloni sta perpetrando nei confronti della sanità pubblica. Il diritto alla salute si sta trasformando in un vero e proprio privilegio per pochi, condizionato dal reddito e dalla residenza. L’ineguaglianza nell’accesso alle cure non è mai stata così marcata, e la digitalizzazione e il PNRR rimangono un miraggio per molte Regioni. Non è tutto: più del 50% della mobilità sanitaria italiana sostiene le strutture private. Infatti, per ogni euro destinato a coprire le prestazioni specialistiche ricevute al di fuori della propria Regione, oltre la metà va a favore della sanità privata convenzionata. Nonostante le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sottolineato l’importanza di un’applicazione uniforme del diritto alla salute, e l’appello della Fondazione GIMBE, l’attuale governo sembra tuttora ignorare questi allarmi. Ancora una volta ci troviamo dinanzi a una sanità divisa e a una politica che preferisce alimentare un’economia di guerra piuttosto che farsi carico di queste problematiche. La priorità dell’Esecutivo dovrebbe essere quella di riportare la salute al centro del dibattito pubblico e garantire che ogni cittadino, indipendentemente dal proprio codice di avviamento postale, possa accedere a cure adeguate e tempestive”. Lo scrive in una nota Vincenza Aloisio, senatrice del Movimento 5 Stelle.—————–Ufficio Stampa ParlamentoMovimento 5 StelleSave my name, email, and website in this browser for the next time I comment.?Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403070109670.PDF §---§ title§§ SANITÀ, MAZZELLA (M5S): “VIAGGI DELLA SPERANZA E DIVARI NORD-SUD, GOVERNO DISTRUGGE DIRITTO SALUTE” - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402989609889.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 04 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-04T15:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402989609889.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402989609889.PDF', 'title': 'agenparl.eu'} tp:url§§ https://agenparl.eu/2026/03/04/sanita-mazzella-m5s-viaggi-della-speranza-e-divari-nord-sud-governo-distrugge-diritto-salute/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402989609889.PDF tp:ocr§§ (AGENPARL) – Wed 04 March 2026 SANITÀ, MAZZELLA (M5S): “VIAGGI DELLA SPERANZA E DIVARI NORD-SUD, GOVERNO DISTRUGGE DIRITTO SALUTE”Roma, 4 mar. – “I dati diffusi dalla Fondazione GIMBE certificano un quadro drammatico per il nostro Servizio Sanitario Nazionale: nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale ha toccato la cifra record di 5,15 miliardi di euro. Parliamo di milioni di cittadini, prevalentemente residenti nel Mezzogiorno, costretti a intraprendere veri e propri ‘viaggi della speranza’ verso il Nord per poter ricevere le cure necessarie. Questo esodo forzato non è soltanto una fredda statistica economica, ma rappresenta la negazione quotidiana del diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione. Il divario tra Nord e Sud si fa ogni giorno più profondo, creando cittadini di serie A e cittadini di serie B in base al mero codice di avviamento postale della propria residenza. Invece di intervenire strutturalmente per riequilibrare i servizi, assumere personale medico e finanziare adeguatamente la sanità pubblica nei territori più svantaggiati, assistiamo allo smantellamento progressivo dei presidi ospedalieri locali. A rendere questo scenario ancora più allarmante è il fatto che oltre un euro su due, generato da questa migrazione, finisca direttamente nelle casse delle strutture private. In questo modo la nostra sanità pubblica viene disintegrata. Il Governo dovrebbe lavorare sulla prevenzione e su un approccio ‘One Health’ per ridurre la spesa, come ho scritto innumerevoli volte, invece continua a tagliare i fondi. C’è bisogno di un cambio di rotta immediato”. Lo scrive in una nota Orfeo Mazzella, senatore del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della X Commissione di Palazzo Madama.—————–Ufficio Stampa ParlamentoMovimento 5 StelleSave my name, email, and website in this browser for the next time I comment.?Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402989609889.PDF §---§ title§§ Sei anni dopo il Covid, il SSN resta un "castello di "sabbia" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402720910274.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 04 Mar 2026

DE PALMA: “SENZA INFERMIERI E PROFESSIONISTI SANITARI NON SI SALVANO VITE”

pubDate§§ 2026-03-04T17:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402720910274.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402720910274.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2026/03/04/sei-anni-dopo-il-covid-il-ssn-resta-un-castello-di-sabbia/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402720910274.PDF tp:ocr§§ Katz: “Il successore di Khamenei sarà preso di mira per essere eliminato”Il figlio di Ali Khamenei eletto nuova Guida Suprema dell’IranHegseth: “Gli alleati tradizionali dell’America esitano e vacillano quando si tratta di usare la forza”Emmanuel Macron ordina aumento delle testate nucleariJet israeliani bombardano contemporaneamente Libano e IranLibano: 7 bambini uccisi e 38 feriti nelle ultime 24 oreLa Turchia critica gli attacchi di rappresaglia dell’IranAttacchi iraniani in Qatar, Dubai e RiyadhOndate di attacchi iraniani contro IsraeleGli Stati Uniti hanno inflitto ingenti danni alla marina iranianaGuardie della Rivoluzione Islamica: “Chiuso lo stretto di Hormuz”Meloni: “L’Italia rinnova la propria vicinanza alla popolazione civile iraniana”Mistero sulla morte di Ali Khamenei, guida spirituale dell’IranTrump conferma l’attacco contro l’Iran in un video messaggio su Truth Social Azizi (parlamentare iraniano): “Ora avete imboccato una strada la cui fine non è più nelle vostre mani”DE PALMA: “SENZA INFERMIERI E PROFESSIONISTI SANITARI NON SI SALVANO VITE”AgenPress. A sei anni dall’inizio della pandemia il Servizio sanitario nazionale resta un sistema ancora fragile: terapie intensive sotto target, piano pandemico non definitivamente consolidato e una rete territoriale che procede a velocità diverse. Ma soprattutto, ovunque emergano squilibri del sistema, la vera criticità resta la carenza di personale sanitario, a partire dagli infermieri.I dati ufficiali sull’attuazione della Missione 6 – Salute del PNRR, rilevati dalla Ragioneria Generale dello Stato, analizzati nelle relazioni della Corte dei Conti, supportati dall’attività tecnica di AGENAS e oggetto di monitoraggio indipendente da parte dell’Osservatorio PNRR Salute della Fondazione GIMBE, indicano che la messa in sicurezza del Servizio sanitario nazionale non può dirsi definitivamente completata.Il piano di rafforzamento dell’area critica prevedeva un target complessivo di 5.922 nuovi posti tra terapia intensiva e sub-intensiva. Ad oggi risultano attivati 4.227 posti, di cui 1.839 in terapia intensiva e 2.388 in sub-intensiva, a fronte di obiettivi minimi fissati in 2.692 posti di intensiva e 3.230 di sub-intensiva. Restano dunque centinaia di posti ancora da rendere pienamente operativi, con un ritardo stimato di almeno cinque mesi rispetto alle scadenze programmate e con disomogeneità territoriali significative.«L’incremento rispetto al periodo pre-pandemico c’è stato, ma la stabilizzazione strutturale dell’area critica non è affatto conclusa», afferma Antonio De Palma, presidente nazionale Nursing Up.Secondo il sindacato il vero nodo resta la dotazione di personale: una terapia intensiva non è solo un posto letto, ma un’équipe multiprofessionale operativa h24. «Ogni posto richiede personale formato, turnazioni complete e competenze avanzate. Senza questo elemento l’infrastruttura resta capacità teorica», prosegue De Palma.Il problema è confermato anche dalla letteratura scientifica internazionale: uno studio pubblicato su The Lancet mostra che ogni paziente aggiuntivo assegnato a un infermiere aumenta del 7% il rischio di mortalità ospedaliera a 30 giorni, mentre altre analisi indicano riduzioni della mortalità tra il 10% e il 20% negli ospedali con maggiore dotazione infermieristica.«Abbiamo fin qui potenziato strutture e programmato riforme, ma se non rafforziamo stabilmente il personale la resilienza del sistema resta teorica», conclude De Palma. «Senza infermieri e senza professionisti sanitari non si salvano vite». Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il li bero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402720910274.PDF §---§ title§§ STUDIO NURSING UP: SEI ANNI DOPO COVID, SISTEMA SANITARIO ITALIANO È ANCORA FRAGILE link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402877908768.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agensalute.it" del 04 Mar 2026

DE PALMA: “SENZA INFERMIERI, SENZA PROFESSIONISTI SANITARI NON SI SALVANO VITE!”

pubDate§§ 2026-03-04T09:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402877908768.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402877908768.PDF', 'title': 'agensalute.it'} tp:url§§ https://agensalute.it/2026/03/04/studio-nursing-up-sei-anni-dopo-covid-sistema-sanitario-italiano-e-ancora-fragile/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402877908768.PDF tp:ocr§§ DE PALMA: “SENZA INFERMIERI, SENZA PROFESSIONISTI SANITARI NON SI SALVANO VITE!”Terapie intensive ancora sotto target, piano pandemico non definitivamente consolidato e una rete territoriale che procede a velocità diverse: ma soprattutto, ovunque emergano scompensi del sistema, la vera spina nel fianco resta la carenza di personale, in primis di infermieri. ROMA 4 MAR 2026 – Terapie intensive ancora sotto target, piano pandemico non definitivamente consolidato e una rete territoriale che procede a velocità diverse: ma soprattutto, ovunque emergano scompensi del sistema, la vera spina nel fianco resta la carenza di personale, in primis di infermieri. È questa la sbiadita fotografia della sanità italiana a sei anni dall’inizio della pandemia. Lo rivelano fonti autorevoli.I dati ufficiali sull’attuazione della Missione 6 – Salute del PNRR, rilevati dalla Ragioneria Generale dello Stato, analizzati nelle relazioni della Corte dei Conti, supportati dall’attività tecnica di AGENAS e oggetto di monitoraggio indipendente da parte dell’Osservatorio PNRR Salute della Fondazione GIMBE, indicano che la messa in sicurezza del Servizio sanitario nazionale non può dirsi definitivamente completata.Il piano di rafforzamento dell’area critica prevedeva un target complessivo di 5.922 nuovi posti tra terapia intensiva e sub-intensiva. Ad oggi risultano attivati 4.227 posti, di cui 1.839 in terapia intensiva e 2.388 in sub-intensiva, a fronte di obiettivi minimi fissati in 2.692 posti di intensiva e 3.230 di sub-intensiva. Restano dunque centinaia di posti ancora da rendere pienamente operativi, con un ritardo stimato di almeno cinque mesi rispetto alle scadenze programmate e con disomogeneità territoriali significative.«L’incremento rispetto al periodo pre-pandemico c’è stato, è innegabile. Le risorse sono state stanziate e in parte spese. Ma la stabilizzazione strutturale dell’area critica non è affatto conclusa», esordisce così nella sua disamina Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up. Parallelamente, il nuovo piano pandemico nazionale non risulta ancora definitivamente consolidato, mentre quello precedente risaliva al 2006. La capacità di risposta sistemica non poggia ancora su un quadro pienamente aggiornato e uniforme.«Il nodo decisivo non è solo infrastrutturale. Una terapia intensiva non è un numero: è un’équipe multiprofessionale operativa h24. Ogni posto letto richiede personale formato, turnazioni complete, competenze avanzate. Senza questo elemento, l’infrastruttura resta capacità teorica», continua De Palma.L’Italia continua a collocarsi sotto la media europea per dotazione infermieristica in rapporto alla popolazione, e questo squilibrio incide direttamente sulla capacità reale di rendere operativi i posti programmati e di sostenere la rete territoriale. Ogni scompenso – dalle liste d’attesa alla pressione sui pronto soccorso – trova nella carenza di personale il suo denominatore comune.La letteratura scientifica internazionale è chiara. Uno studio pubblicato su The Lancet (Aiken et al., 2014), condotto su oltre 420.000 pazienti in 12 Paesi europei, dimostra che ogni paziente aggiuntivo assegnato a un infermiere aumenta del 7% il rischio di mortalità ospedaliera a 30 giorni. Analisi successive pubblicate su BMJ Quality & Safety confermano che gli ospedali con migliore dotazione infermieristica registrano riduzioni della mortalità comprese tra il 10% e il 20% rispetto alle strutture sotto-organico. Anche i report di OCSE e OMS Europa evidenziano come i sistemi con maggiore densità infermieristica abbiano mostrato migliore capacità di risposta durante la pandemia. Non è una valutazione sindacale: è un dato consolidato nella letteratura sugli esiti sanitari.«La pandemia – dichiara ancora Antonio De Palma – avrebbe dovuto rafforzare definitivamente le fondamenta del sistema. Abbiamo potenziato le strutture, ma se non rafforziamo stabilmente il personale, la resilienza resta teorica. Senza infermieri e senza professionisti sanitari non si salvano vite».A sei anni dal Covid, il sistema non è immobile. Ha investito, ha ampliato l’area critica, ha programmato riforme. Ma finché la forza lavoro sanitaria resterà sotto pressione e non allineata alla domanda assistenziale, la struttura resterà vulnerabile.«Un castello di sabbia può apparire solido. Ma al primo soffio di vento, drammaticamente cede», conclude De Palma.Quotidiano telematico reg. Tribunale di Roma n.13/2026 del 29 gennaio 2026Direttore Responsabile: Alessandro CozzaEditore: FaroPress di Fabio RolloEditore Fabio Rollo  |  Via dell’Ospedaletto Marziale, 28 – 00189 Roma  |  P.Iva 15302271000© 2026 FaroPress Network – AgenSalute | Tutti i diritti sono riservati.Quotidiano telematico reg. Tribunale di Roma n.13/2026 del 29 gennaio 2026Direttore Responsabile: Alessandro CozzaEditore: FaroPress di Fabio RolloEditore FaroPress di Fabio Rollo  |  Via dell’Ospedaletto Marziale, 28 – 00189 Roma  |  P.Iva 15302271000© 2026 FaroPress Network – AgenSalute | Tutti i diritti sono riservati. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402877908768.PDF §---§ title§§ FONDAZIONE GIMBE * MOBILITÀ SANITARIA 2023 EROGATA DA STRUTTURE PRIVATE ACCREDITATE: «MOLISE 90,2% / LOMBARDIA 71,1% / PUGLIA 68,9% / TRENTINO 58,3%» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402872008825.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 04 Mar 2026

30 ANNI DI IMPEGNO CIVICO AL SERVIZIO DEL PAESE. GIMBE APRE L’ANNO DEL TRENTENNALE E PRESENTA I NUOVI DATI SULLA MIGRAZIONE SANITARIA: NEL 2023 RECORD DI €

pubDate§§ 2026-03-04T09:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402872008825.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402872008825.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionews/fondazione-gimbe-mobilita-sanitaria-2023-erogata-da-strutture-private-accreditate-molise-902-lombardia-711-puglia-689-trentino-583/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402872008825.PDF tp:ocr§§ 30 ANNI DI IMPEGNO CIVICO AL SERVIZIO DEL PAESE. GIMBE APRE L’ANNO DEL TRENTENNALE E PRESENTA I NUOVI DATI SULLA MIGRAZIONE SANITARIA: NEL 2023 RECORD DI €--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402872008825.PDF §---§ title§§ RAINEWS * SALUTE: «SANITÀ, GLI ITALIANI SPENDONO 5,15 MILIARDI PER LE CURE FUORI REGIONE, È RECORD» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402905509012.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 04 Mar 2026

Gimbe: “Curarsi lontano da dove si vive è sempre meno una scelta e sempre più necessità”

pubDate§§ 2026-03-04T11:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402905509012.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402905509012.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/rainews-salute-sanita-gli-italiani-spendono-515-miliardi-per-le-cure-fuori-regione-e-record/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402905509012.PDF tp:ocr§§ Gimbe: “Curarsi lontano da dove si vive è sempre meno una scelta e sempre più necessità”--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402905509012.PDF §---§ title§§ RAINEWS * SALUTE: «CANCRO, DECISO CALO ANCHE PER I MORTI, MA AUMENTA CHI SI SPOSTA PER CURARSI» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402907809179.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 04 Mar 2026

Scendono a 362mila le diagnosi di tumore, ma resta bassa la prevenzione. Gimbe: più di 5 miliardi per curarsi fuori Regione

pubDate§§ 2026-03-04T12:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402907809179.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402907809179.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/rainews-salute-cancro-deciso-calo-anche-per-i-morti-ma-aumenta-chi-si-sposta-per-curarsi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402907809179.PDF tp:ocr§§ Scendono a 362mila le diagnosi di tumore, ma resta bassa la prevenzione. Gimbe: più di 5 miliardi per curarsi fuori Regione--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402907809179.PDF §---§ title§§ M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «SANITÀ, CASTELLONE (M5S): “MOBILITÀ RECORD, SSN SEMPRE PIÙ DISEGUALE”» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403017310134.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 04 Mar 2026

I dati presentati oggi dalla Fondazione Gimbe sulla mobilità sanitaria interregionale fotografano una realtà allarmante: con 5,15 miliardi di euro raggiunti

pubDate§§ 2026-03-04T16:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403017310134.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403017310134.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/m5s-movimento-5-stelle-parlamento-sanita-castellone-m5s-mobilita-record-ssn-sempre-piu-diseguale/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403017310134.PDF tp:ocr§§ I dati presentati oggi dalla Fondazione Gimbe sulla mobilità sanitaria interregionale fotografano una realtà allarmante: con 5,15 miliardi di euro raggiunti--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403017310134.PDF §---§ title§§ M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «SANITÀ, ALOISIO (M5S): “SSN IN CRISI, DISUGUAGLIANZE CRESCENTI”» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402718110374.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 04 Mar 2026

Il nuovo report della Fondazione GIMBE sulla mobilità sanitaria interregionale getta un''ombra sempre più preoccupante sul futuro del nostro Servizio Sanitario

pubDate§§ 2026-03-04T18:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402718110374.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402718110374.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/m5s-movimento-5-stelle-parlamento-sanita-aloisio-m5s-ssn-in-crisi-disuguaglianze-crescenti/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402718110374.PDF tp:ocr§§ Il nuovo report della Fondazione GIMBE sulla mobilità sanitaria interregionale getta un'ombra sempre più preoccupante sul futuro del nostro Servizio Sanitario--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402718110374.PDF §---§ title§§ M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «SANITÀ, MAZZELLA (M5S): “VIAGGI DELLA SPERANZA E DIVARI NORD-SUD, GOVERNO DISTRUGGE DIRITTO SALUTE”» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402742810637.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 04 Mar 2026

I dati diffusi dalla Fondazione GIMBE certificano un quadro drammatico per il nostro Servizio Sanitario Nazionale: nel 2023 la mobilità sanitaria

pubDate§§ 2026-03-04T20:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402742810637.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402742810637.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/m5s-movimento-5-stelle-parlamento-sanita-mazzella-m5s-viaggi-della-speranza-e-divari-nord-sud-governo-distrugge-diritto-salute/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402742810637.PDF tp:ocr§§ I dati diffusi dalla Fondazione GIMBE certificano un quadro drammatico per il nostro Servizio Sanitario Nazionale: nel 2023 la mobilità sanitaria--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402742810637.PDF §---§ title§§ Gimbe: nel 2023 la mobilità interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402877808767.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenzianova.com" del 04 Mar 2026

Gimbe: nel 2023 la mobilità interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi Leggi le notizie su Agenzia Nova

pubDate§§ 2026-03-04T09:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402877808767.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402877808767.PDF', 'title': 'agenzianova.com'} tp:url§§ https://www.agenzianova.com/news/gimbe-nel-2023-la-mobilita-interregionale-ha-raggiunto-la-cifra-record-di-515-miliardi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402877808767.PDF tp:ocr§§ Gimbe: nel 2023 la mobilità interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi Leggi le notizie su Agenzia Nova--PARTIAL-- tp:writer§§ Redazione Agenzia Nova guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402877808767.PDF §---§ title§§ Italiani spendono 5,15 miliardi per le cure fuori regione, è record - Italia-Mondo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402867208809.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "altoadige.it" del 04 Mar 2026

Gimbe: ''curarsi lontano da dove si vive è sempre meno una scelta e sempre più necessità''

pubDate§§ 2026-03-04T09:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402867208809.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402867208809.PDF', 'title': 'altoadige.it'} tp:url§§ http://www.altoadige.it/italia-mondo/italiani-spendono-5-15-miliardi-per-le-cure-fuori-regione-%C3%A8-record-1.4308723 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402867208809.PDF tp:ocr§§ (ANSA) - ROMA, 04 MAR - Il flusso di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato tanto abbondante. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Sono queste le tendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione. (ANSA). tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402867208809.PDF §---§ title§§ Italiani spendono 5,15 miliardi per le cure fuori regione, è record - Salute e Benessere link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402867608813.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "altoadige.it" del 04 Mar 2026

Alto Adige è il quotidiano online di Bolzano continuamente aggiornato, con foto e video, su cronaca, politica, sport, cultura, spettacoli ed economia

pubDate§§ 2026-03-04T09:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402867608813.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402867608813.PDF', 'title': 'altoadige.it'} tp:url§§ http://www.altoadige.it/salute-e-benessere/italiani-spendono-5-15-miliardi-per-le-cure-fuori-regione-%C3%A8-record-1.4308727 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402867608813.PDF tp:ocr§§ (ANSA) - ROMA - Il flusso di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato tanto abbondante. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Sono queste le tendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione. Tuttavia, mentre nel caso delle regioni settentrionali si tratta in genere di uno ‘scambio’ di pazienti tra Regioni limitrofe, per il Meridione si assiste a una fuga di pazienti senza che si registri alcuna attrattività.    “La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi”, afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta.   Secondo l’analisi, circa metà degli incassi derivanti dall’aver fornito cure a pazienti non residenti va a tre sole Regioni: Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%). Questi dati fanno comprendere che “la mobilità passiva non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord”, spiega Cartabellotta. “Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità”. È guardando ai saldi tra mobilità attiva e passiva che emerge con forza lo svantaggio del Sud. Se la Lombardia, nonostante la cospicua spesa per le cure nelle Regioni limitrofe ha un saldo positivo di 645,8 milioni, la Calabria ha un passivo di 326,9 milioni, la Campania di 306,3, la Puglia di 253,2, la Sicilia di 246,7.   “Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità”, precisa Cartabellotta. “Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale”, conclude il presidente Gimbe. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402867608813.PDF §---§ title§§ Italiani spendono 5,15 miliardi per le cure fuori regione, è record - Italia-Mondo - Alto Adige link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402871208833.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "altoadige.it" del 04 Mar 2026

Gimbe: ''curarsi lontano da dove si vive è sempre meno una scelta e sempre più necessità''

pubDate§§ 2026-03-04T10:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402871208833.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402871208833.PDF', 'title': 'altoadige.it'} tp:url§§ https://www.altoadige.it/italia-mondo/italiani-spendono-5-15-miliardi-per-le-cure-fuori-regione-%C3%A8-record-1.4308723 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402871208833.PDF tp:ocr§§ (ANSA) - ROMA, 04 MAR - Il flusso di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato tanto abbondante. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Sono queste le tendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione. (ANSA). tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402871208833.PDF §---§ title§§ Italiani spendono più di 5 miliardi per le cure fuori regione, è record - Salute e Benessere link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402900208991.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "altoadige.it" del 04 Mar 2026

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pubDate§§ 2026-03-04T11:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402900208991.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402900208991.PDF', 'title': 'altoadige.it'} tp:url§§ http://www.altoadige.it/salute-e-benessere/italiani-spendono-pi%C3%B9-di-5-miliardi-per-le-cure-fuori-regione-%C3%A8-record-1.4308802 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402900208991.PDF tp:ocr§§ Il flusso di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato tanto abbondante. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Sono queste le tendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione. Tuttavia, mentre nel caso delle regioni settentrionali si tratta in genere di uno ‘scambio’ di pazienti tra Regioni limitrofe, per il Meridione si assiste a una fuga di pazienti senza che si registri alcuna attrattività.    “La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi”, afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta.   Secondo l’analisi, circa metà degli incassi derivanti dall’aver fornito cure a pazienti non residenti va a tre sole Regioni: Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%). Questi dati fanno comprendere che “la mobilità passiva non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord”, spiega Cartabellotta. “Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità”. È guardando ai saldi tra mobilità attiva e passiva che emerge con forza lo svantaggio del Sud. Se la Lombardia, nonostante la cospicua spesa per le cure nelle Regioni limitrofe ha un saldo positivo di 645,8 milioni, la Calabria ha un passivo di 326,9 milioni, la Campania di 306,3, la Puglia di 253,2, la Sicilia di 246,7.   “Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità”, precisa Cartabellotta. “Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale”, conclude il presidente Gimbe. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402900208991.PDF §---§ title§§ Italiani spendono 5,15 miliardi per le cure fuori regione, è record - Sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402868108802.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 04 Mar 2026

Il flusso di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato tanto abbondante. (ANSA)

pubDate§§ 2026-03-04T09:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402868108802.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402868108802.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/03/04/italiani-spendono-515-miliardi-per-le-cure-fuori-regione-e-record_a19e9d05-2dc9-48bb-bbb9-8616dd06baa0.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402868108802.PDF tp:ocr§§ Il flusso di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato tanto abbondante. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Sono queste le tendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione. Tuttavia, mentre nel caso delle regioni settentrionali si tratta in genere di uno ‘scambio’ di pazienti tra Regioni limitrofe, per il Meridione si assiste a una fuga di pazienti senza che si registri alcuna attrattività.    “La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi”, afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta.   Secondo l’analisi, circa metà degli incassi derivanti dall’aver fornito cure a pazienti non residenti va a tre sole Regioni: Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%). Questi dati fanno comprendere che “la mobilità passiva non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord”, spiega Cartabellotta. “Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità”. È guardando ai saldi tra mobilità attiva e passiva che emerge con forza lo svantaggio del Sud. Se la Lombardia, nonostante la cospicua spesa per le cure nelle Regioni limitrofe ha un saldo positivo di 645,8 milioni, la Calabria ha un passivo di 326,9 milioni, la Campania di 306,3, la Puglia di 253,2, la Sicilia di 246,7.   “Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità”, precisa Cartabellotta. “Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale”, conclude il presidente Gimbe.   Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402868108802.PDF §---§ title§§ Italiani spendono 5,15 miliardi per le cure fuori regione, è record - Ultima ora link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402868408805.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 04 Mar 2026

Il flusso di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato tanto abbondante. (ANSA)

pubDate§§ 2026-03-04T09:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402868408805.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402868408805.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/03/04/italiani-spendono-515-miliardi-per-le-cure-fuori-regione-e-record_8b9bdc96-9fda-4dc4-a058-91967d5f572a.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402868408805.PDF tp:ocr§§ Il flusso di cittadini che va acurarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai statotanto abbondante. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionaleha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, illivello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022quando era stata pari a 5,04 miliardi. Ci si muove soprattuttodal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a fortispostamenti anche tra Regioni settentrionali. Sono queste letendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria dellaFondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennaledella Fondazione.    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402868408805.PDF §---§ title§§ Sanità: Gimbe, oltre 74 milioni di fughe sanitarie in Liguria nel 2023 - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402887008875.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 04 Mar 2026

Sono costate 74,4 milioni le fughe sanitarie extra regione nel 2023 alla Liguria, unica regione del Nord Italia con un ''saldo negativo moderato'' della mobilità sanitaria regionale in lieve riduzione di 260mila euro rispetto all''anno precedente. (ANSA)

pubDate§§ 2026-03-04T10:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402887008875.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402887008875.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/liguria/notizie/2026/03/04/sanita-gimbe-oltre-74-milioni-di-fughe-sanitarie-in-liguria-nel-2023_d24aff14-f406-4100-8d57-6f928efc97c2.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402887008875.PDF tp:ocr§§ Sono costate 74,4 milioni le fughesanitarie extra regione nel 2023 alla Liguria, unica regione delNord Italia con un 'saldo negativo moderato' della mobilitàsanitaria regionale in lieve riduzione di 260mila euro rispettoall'anno precedente. Lo rileva la Fondazione Gimbe in un reportindipendente sulla mobilità sanitaria interregionale realizzatoin occasione dell'apertura ufficiale dell'anno del trentennaledi attività.     Ammontano a 157 milioni e 464mila euro i crediti sanitarivantati nel 2023 dalla Liguria, che si colloca in ottavaposizione a livello nazionale, ma pesano 231 milioni e 829 didebiti accumulati a causa delle fughe sanitarie, che posizionanola Regione in undicesima posizione.     Gimbe segnala che "il volume dell'erogazione di ricoveri eprestazioni specialistiche da parte di strutture private è unindicatore della presenza e della capacità attrattiva delprivato accreditato, la Liguria si colloca in diciannovesimaposizione con le strutture private che erogano l'11,4% delvalore totale della mobilità sanitaria attiva regionale rispettoalla media italiana del 54,5%".    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402887008875.PDF §---§ title§§ Nel 2023 saldo negativo 'moderato' della mobilità sanitaria umbra - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402886808877.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 04 Mar 2026

E'' un saldo negativo moderato della mobilità sanitaria quello rilevato in Umbria nel 2023. Pari a meno 55,8 milioni di euro ma in aumento di 19,1 rispetto al 2022. (ANSA)

pubDate§§ 2026-03-04T10:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402886808877.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402886808877.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/umbria/notizie/2026/03/04/nel-2023-saldo-negativo-moderato-della-mobilita-sanitaria-umbra_78075102-3f4b-4b59-9f05-21247d9f0101.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402886808877.PDF tp:ocr§§ E' un saldo negativo moderatodella mobilità sanitaria quello rilevato in Umbria nel 2023.     Pari a meno 55,8 milioni di euro ma in aumento di 19,1 rispettoal 2022. Lo ha rilevato la Fondazione Gimbe che in occasionedell'apertura ufficiale dell'anno del trentennale di attività,ha realizzato un report indipendente sulla mobilità sanitariainterregionale nel 2023.     In quell'anno l'Umbria ha vantato crediti per 81 milioni855.582 euro, collocandosi in 14/a posizione tra le regioniitaliane, e debiti per 137 milioni 627.838, sempre 14/a.     Gimbe ha quindi valutato il volume dell'erogazione diricoveri e prestazioni specialistiche da parte di struttureprivate, definito un indicatore della presenza e della capacitàattrattiva del privato accreditato. Secondo l'analisi dellafondazione, l'Umbria si colloca in 18/a posizione con lestrutture private che hanno erogato il 15,1% del valore totaledella mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,5%).        Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402886808877.PDF §---§ title§§ Mobilità sanitaria: nel 2023 per la Basilicata una riduzione di 2,9 milioni di euro - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402892608883.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 04 Mar 2026

Nel 2023, per la Basilicata "si rileva un saldo negativo moderato della mobilità sanitaria regionale, pari a -77,9 milioni di euro, in riduzione di 2,9 milioni rispetto al 2022. In particolare, con 56.760. (ANSA)

pubDate§§ 2026-03-04T10:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402892608883.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402892608883.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/basilicata/notizie/2026/03/04/mobilita-sanitaria-nel-2023-per-la-basilicata-una-riduzione-di-29-milioni-di-euro_fe741b80-ff62-4e66-b39b-f2cebb7eb886.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402892608883.PDF tp:ocr§§ Nel 2023, per la Basilicata "sirileva un saldo negativo moderato della mobilità sanitariaregionale, pari a -77,9 milioni di euro, in riduzione di 2,9milioni rispetto al 2022. In particolare, con 56.760.349 euro dicrediti, la Regione si colloca in 17/a posizione, in 15/a per idebiti con 134.646.295". Sono alcuni dei dati che emergono dalReport sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbepresentato oggi in occasione del trentennale della stessaFondazione.     Inoltre, in una nota è specificato che "il volumedell'erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche daparte di strutture private è un indicatore della presenza edella capacità attrattiva del privato accreditato. La Regione sicolloca in 21a posizione con le strutture private che erogano il7,2% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale(media Italia 54,5%)".    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402892608883.PDF §---§ title§§ Gli italiani spendono più di 5 miliardi per le cure fuori regione, è record link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402883908972.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 04 Mar 2026

Il flusso di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato tanto abbondante. (ANSA)

pubDate§§ 2026-03-04T10:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402883908972.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402883908972.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/03/04/italiani-spendono-515-miliardi-per-le-cure-fuori-regione-e-record_a19e9d05-2dc9-48bb-bbb9-8616dd06baa0.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402883908972.PDF tp:ocr§§ Il flusso di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato tanto abbondante. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Sono queste le tendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione. Tuttavia, mentre nel caso delle regioni settentrionali si tratta in genere di uno ‘scambio’ di pazienti tra Regioni limitrofe, per il Meridione si assiste a una fuga di pazienti senza che si registri alcuna attrattività.  “La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi”, afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Secondo l’analisi, circa metà degli incassi derivanti dall’aver fornito cure a pazienti non residenti va a tre sole Regioni: Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%). Questi dati fanno comprendere che “la mobilità passiva non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord”, spiega Cartabellotta. “Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità”. È guardando ai saldi tra mobilità attiva e passiva che emerge con forza lo svantaggio del Sud. Se la Lombardia, nonostante la cospicua spesa per le cure nelle Regioni limitrofe ha un saldo positivo di 645,8 milioni, la Calabria ha un passivo di 326,9 milioni, la Campania di 306,3, la Puglia di 253,2, la Sicilia di 246,7. “Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità”, precisa Cartabellotta. “Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale”, conclude il presidente Gimbe.   Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402883908972.PDF §---§ title§§ Nel 2023 spesi 54,7 milioni per la mobilità sanitaria passiva nelle Marche - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402883708974.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 04 Mar 2026

Le Marche chiudono il 2023 con un saldo negativo della mobilità sanitaria interregionale di 54,7 milioni, un milione in più rispetto all''anno precedente. (ANSA)

pubDate§§ 2026-03-04T10:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402883708974.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402883708974.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/03/04/nel-2023-spesi-547-milioni-per-la-mobilita-sanitaria-passiva-nelle_775f2b3d-4f40-45b2-a2ff-770150a673a6.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402883708974.PDF tp:ocr§§ Le Marche chiudono il 2023 con unsaldo negativo della mobilità sanitaria interregionale di 54,7milioni, un milione in più rispetto all'anno precedente. Lorileva un report della Fondazione Gimbe: la regione incassa 123milioni dai pazienti che scelgono di curarsi qui da altreregioni - decima posizione nazionale - ma ne spende 178 per imarchigiani che vanno a farsi curare altrove, collocandosi altredicesimo posto per debiti.     Sul fronte del privato convenzionato, le strutture privateerogano il 45,9% del valore totale della mobilità attivaregionale, quota inferiore alla media nazionale del 54,5%.     Il quadro marchigiano si inserisce in un record nazionale:nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto 5,15miliardi, con più di un euro su due finito al privatoconvenzionato.    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402883708974.PDF §---§ title§§ Gimbe, saldo mobilità sanitaria Valle d'Aosta è di -12,8 milioni - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402901508988.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 04 Mar 2026

Nel 2023 il saldo della mobilità sanitaria della Valle d''Aosta è di -12,8 milioni di euro, in aumento di 0,89 milioni rispetto al 2022. Lo rivela il report indipendente sulla mobilità sanitaria interregionale nel 2023 realizzato da Gimbe. (ANSA)

pubDate§§ 2026-03-04T11:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402901508988.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402901508988.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/valledaosta/notizie/2026/03/04/gimbe-saldo-mobilita-sanitaria-valle-daosta-e-di-128-milioni_2995a921-1be2-4165-a3aa-090a7c669669.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402901508988.PDF tp:ocr§§ Nel 2023 il saldo della mobilitàsanitaria della Valle d'Aosta è di -12,8 milioni di euro, inaumento di 0,89 milioni rispetto al 2022. Lo rivela il reportindipendente sulla mobilità sanitaria interregionale nel 2023realizzato da Gimbe. I crediti sono stati 15.004.802 di euromentre i debiti ammontano a 27.842.607 di euro. Inoltre, laValle d'Aosta si colloca in 17a posizione con le struttureprivate che erogano il 15,7% del valore totale della mobilitàsanitaria attiva regionale (media Italia 54,5%).    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402901508988.PDF §---§ title§§ E-R prima in Italia per saldo pro capite della mobilità sanitarie - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402897009087.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 04 Mar 2026

L''Emilia-Romagna è prima in Italia per saldo pro capite della mobilità sanitaria con 127 euro per residente, quasi il doppio della Lombardia che si ferma a 65 euro. (ANSA)

pubDate§§ 2026-03-04T11:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402897009087.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402897009087.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2026/03/04/e-r-prima-in-italia-per-saldo-pro-capite-della-mobilita-sanitarie_bf310c2f-3f1f-4eb2-9a3d-c6316d7452a4.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402897009087.PDF tp:ocr§§ L'Emilia-Romagna è prima in Italiaper saldo pro capite della mobilità sanitaria con 127 euro perresidente, quasi il doppio della Lombardia che si ferma a 65euro. Il dato emerge dal report della Fondazione Gimbe sullamobilità sanitaria interregionale 2023 presentato in occasionedel 30/o anniversario della Fondazione.     Nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto illivello record di 5,15 miliardi di euro, il più alto di sempre,in aumento del 2,3% rispetto al 2022. Ci si muove soprattuttodal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a fortispostamenti anche tra regioni settentrionali.     L'Emilia-Romagna ha registrato un saldo positivo di 564,8milioni di euro tra crediti per mobilità attiva, pari a 849,9milioni, e debiti per mobilità passiva, pari a 285 milioni. Lavariazione rispetto al 2022 è stata di 39,4 milioni, ilmiglioramento più alto tra tutte le regioni. L'Emilia-Romagnaconcentra il 17,6% della mobilità attiva nazionale, seconda soloalla Lombardia con il 23,2%.     Circa metà degli incassi derivanti dalle cure a pazienti nonresidenti va a tre sole regioni: Lombardia, Emilia-Romagna eVeneto. Sul fronte opposto i maggiori esborsi per cure ricevutedai propri residenti in altre regioni sono a carico di Lazio conil 12,1%, Campania con il 9,4% e Lombardia con il 9,2%.    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402897009087.PDF §---§ title§§ In Calabria nel 2023 spesi 326,9 milioni per la mobilità sanitaria - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403028109250.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 04 Mar 2026

Nel 2023, in Calabria, è stato rilevato un saldo negativo "rilevante" della mobilità sanitaria regionale, pari a -326,9 milioni, in aumento di 22,1 milioni rispetto al 2022 che fa della regione quella con il passivo più alto. (ANSA)

pubDate§§ 2026-03-04T12:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403028109250.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403028109250.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/calabria/notizie/2026/03/04/in-calabria-nel-2023-spesi-3269-milioni-per-la-mobilita-sanitaria_16a03f94-c40c-4cd8-979d-1cb42e57c46a.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403028109250.PDF tp:ocr§§ Nel 2023, in Calabria, è statorilevato un saldo negativo "rilevante" della mobilità sanitariaregionale, pari a -326,9 milioni, in aumento di 22,1 milionirispetto al 2022 che fa della regione quella con il passivo piùalto. E' quanto emerge dal Report sulla mobilità sanitaria dellaFondazione Gimbe presentato oggi a Roma in occasione deltrentennale della Fondazione.     L'importo, afferma Gimbe, è costituito da crediti per35.438.878, con la Regione che si colloca in 18ma posizione, edebiti per 362.371.686, con la Regione che si colloca in quintaposizione.     Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sardegna e Siciliainsieme, evidenzia Gimbe, rappresentano il 78,2% del saldopassivo.     "Il volume dell'erogazione di ricoveri e prestazionispecialistiche da parte di strutture private - afferma laFondazione - è un indicatore della presenza e della capacitàattrattiva del privato accreditato. La Regione si colloca in12ma posizione con le strutture private che erogano il 36,3% delvalore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (mediaItalia 54,5%)".     A livello pro-capite, Gimbe stima l'impatto economico delsaldo negativo, in -178 euro.    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403028109250.PDF §---§ title§§ Gimbe, nel 2023 tanti sardi 'in fuga' per curarsi - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403035109444.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 04 Mar 2026

Anche nel 2023 sono tanti i sardi hanno deciso di andare a curarsi fuori regione. E'' quanto emerge dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione. (ANSA)

pubDate§§ 2026-03-04T13:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403035109444.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403035109444.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2026/03/04/gimbe-nel-2023-tanti-sardi-in-fuga-per-curarsi_85e1b0bc-97a8-4154-b725-95ae27d9ee7b.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403035109444.PDF tp:ocr§§ Anche nel 2023 sono tanti i sardihanno deciso di andare a curarsi fuori regione. E' quanto emergedal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbepresentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione.     In Sardegna, infatti, nel 2023 il saldo negativo è "rilevante"essendo pari a -101,9 milioni di euro, in aumento di 5,6 milionirispetto al 2022.     Nel dettaglio i crediti che vanta il servizio sanitarioregionale ammontano a soli 27.376.707 euro, ponendo la Sardegnain 20/a posizione, mentre i debiti ammontano a 129.238.136 euro,con la regione che si colloca in 16/a posizione.     Inoltre Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sardegna e Siciliainsieme rappresentano il 78,2% del saldo passivo.     "Non siamo più di fronte a semplici differenze regionali -avverte il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta- ma a un divario strutturale che nel tempo si è consolidato. Inquesto scenario, l'autonomia differenziata, con il via liberaalle pre-intese per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto,amplierà inevitabilmente le disuguaglianze"    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403035109444.PDF §---§ title§§ Basilicata Casa Comune, la sanità lucana versa in gravi difficoltà - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403054509498.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 04 Mar 2026

"Un giro d''affari che vale più di 5 miliardi di euro l''anno e nel quale alcune regioni come la Lombardia guadagnano qualcosa come 650 milioni di euro, altre, come la Basilicata, ci rimettono quasi 80 milioni di euro. (ANSA)

pubDate§§ 2026-03-04T13:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403054509498.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403054509498.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/basilicata/notizie/2026/03/04/basilicata-casa-comune-la-sanita-lucana-versa-in-gravi-difficolta_a08f5b17-e53f-4246-8d36-22c0b47acab7.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403054509498.PDF tp:ocr§§ "Un giro d'affari che vale più di5 miliardi di euro l'anno e nel quale alcune regioni come laLombardia guadagnano qualcosa come 650 milioni di euro, altre,come la Basilicata, ci rimettono quasi 80 milioni di euro. E' lacosiddetta mobilità sanitaria interregionale, cioè glispostamenti degli italiani lungo la penisola alla ricerca dellecure migliori, un fenomeno che dopo la pandemia riprende acorrere e che testimonia, più di qualunque altro, lediseguaglianze territoriali delle cure tra un Nord Italiaattrattivo e un Mezzogiorno d'Italia che non riesce a soddisfareal meglio le esigenze di salute dei propri residenti". Loscrive, in una nota, il capogruppo in Consiglio regionale diBasilicata Casa Comune, Giovanni Vizziello, in riferimento alRapporto Gimbe sulla migrazione sanitaria nel 2023, secondo ilquale "la sanità lucana versa in gravi difficoltà".     "Quando in sole tre regioni (Lombardia, Emilia Romagna eVeneto), tutte del Nord Italia, si concentra più del 90% delsaldo attivo di mobilità sanitaria, cioè la differenza fraquanto spende una regione per i propri residenti che si curanoaltrove e quanto incassa per curare pazienti provenienti daaltre regioni - aggiunge - vuol dire che il diritto alla salutenon è garantito in maniera equa sull'intero territorionazionale: una grave frattura tra i sistemi sanitari delleregioni del Nord e quelli delle regioni del Sud confermata dalfatto che queste ultime, ad eccezione della Liguria, presentanotutte bilanci in rosso con riguardo al saldo di mobilitàinterregionale".     Secondo Vizziello, "il deficit di quasi 80 milioni di eurodella Basilicata nel saldo di mobilità interregionale è lacartina al tornasole delle gravi difficoltà in cui versa lasanità lucana: difficoltà che sarà molto difficile superareattraverso il nuovo Piano Sanitario 2026-2030 predisposto dallaGiunta regionale e che è estremamente deludente dal momento cheintende conservare l'attuale assetto organizzativo-strutturaledell'offerta ospedaliera realizzato dalla riforma Pittella del2017", conclude il dirigente di Basilicata Casa Comune.    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403054509498.PDF §---§ title§§ Molise al top in Italia per mobilità sanitaria attiva da privati convenzionati - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402989809887.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 04 Mar 2026

Oltre un euro su due speso per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori regione viene incassato dalla sanità privata convenzionata. E'' quanto emerge da un report della Fondazione Gimbe. (ANSA)

pubDate§§ 2026-03-04T15:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402989809887.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402989809887.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/molise/notizie/2026/03/04/molise-al-top-in-italia-per-mobilita-sanitaria-attiva-da-privati-convenzionati_5b70a5fb-2543-41d4-b0a6-41b21b052cb4.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402989809887.PDF tp:ocr§§ Oltre un euro su due speso perricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori regioneviene incassato dalla sanità privata convenzionata. E' quantoemerge da un report della Fondazione Gimbe. In questo ambito ilMolise nel 2023, con il 90,2%, si colloca al primo posto inItalia relativamente al valore percentuale della mobilitàsanitaria attiva erogata dalle strutture private accreditate perricoveri e specialistica ambulatoriale. Subito dopo c'è laLombardia con il 71,1%, poi Puglia, 68,9% e Lazio, 63,8%.     Per altre regioni, Valle d'Aosta, Umbria, Liguria, Provinciaautonoma di Bolzano e Basilicata, la capacità attrattiva delprivato resta invece inferiore al 20%.     "La quota di mobilità che confluisce verso il privatoconvenzionato - sottolinea Nino Cartabellotta - non è omogeneain tutte le regioni, perché dipende dall'offerta e dallecapacità attrattive di strutture private d'eccellenza".    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402989809887.PDF §---§ title§§ Migrazione sanitaria dal Sud al Nord: nel 2023 un vero e proprio esodo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403064409725.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "basilicata24.it" del 04 Mar 2026

Il consigliere regionale Vizziello (Bacc) commenta il nuovo Rapporto Gimbe: "La Basilicata ci ha rimesso quasi 80 milioni di euro"

pubDate§§ 2026-03-04T14:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403064409725.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403064409725.PDF', 'title': 'basilicata24.it'} tp:url§§ https://www.basilicata24.it/2026/03/migrazione-sanitaria-dal-sud-al-nord-nel-2023-un-vero-e-proprio-esodo-156849/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403064409725.PDF tp:ocr§§ Il consigliere regionale Vizziello (Bacc) commenta il nuovo Rapporto Gimbe: “La Basilicata ci ha rimesso quasi 80 milioni di euro”“Un giro d’affari che vale più di 5 miliardi di euro l’anno e nel quale alcune regioni come la Lombardia guadagnano qualcosa come 650 milioni di euro, altre, come la Basilicata, ci rimettono quasi 80 milioni di euro. E’ la cosiddetta mobilità sanitaria interregionale, cioè gli spostamenti degli italiani lungo la penisola alla ricerca delle cure migliori, un fenomeno che dopo la pandemia riprende a correre e che testimonia, più di qualunque altro, le diseguaglianze territoriali delle cure tra un Nord Italia attrattivo e un Mezzogiorno d’Italia che non riesce a soddisfare al meglio le esigenze di salute dei propri residenti”. E’ quanto dichiara, in una nota, il Capogruppo in consiglio regionale di Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello che così commenta il nuovo Rapporto Gimbe sulla migrazione sanitaria in Italia nell’anno 2023.“Quando in sole tre regioni (Lombardia, Emilia Romagna e Veneto), tutte del Nord Italia, si concentra più del 90% del saldo attivo di mobilità sanitaria, cioè la differenza fra quanto spende una regione per i propri residenti che si curano altrove e quanto incassa per curare pazienti provenienti da altre regioni, vuol dire che il diritto alla salute non è garantito in maniera equa sull’intero territorio nazionale” -sottolinea Vizziello-“ una grave frattura tra i sistemi sanitari delle regioni del Nord e quelli delle regioni del Sud confermata dal fatto che queste ultime, ad eccezione della Liguria, presentano tutte bilanci in rosso con riguardo al saldo di mobilità interregionale “.“Il deficit di quasi 80 milioni di euro della Basilicata nel saldo di mobilità interregionale è la cartina al tornasole delle gravi difficoltà in cui versa la sanità lucana” -conclude l’esponente di Basilicata Casa Comune-“ difficoltà che sarà molto difficile superare attraverso il nuovo Piano Sanitario 2026-2030 predisposto dalla Giunta regionale e che è estremamente deludente dal momento che intende conservare l’attuale assetto organizzativo-strutturale dell’offerta ospedaliera realizzato dalla riforma Pittella del 2017”.Invia notiziaFeed rssRedazioneLa tua pubblicità sul giornaleRichiedi informazioniBasilicata24 - Copyright © 2011 - 2026Basilicata24 Edizioni - Partita IVA: 02084690763Tel. +39 0971.445309 - redazione@basilicata24.itIscrizione al Roc n. 35519Testata giornalistica registrata al Tribunale di Potenza n. 364 in data 5 luglio 2011 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403064409725.PDF §---§ title§§ I viaggi della speranza continuano a pesare, la Puglia perde 253,2 milioni per la mobilità dei pazienti - Buonasera 24 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402897109088.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "buonasera24.it" del 04 Mar 2026

Il report della Fondazione Gimbe evidenzia un saldo negativo in crescita. La regione tra quelle con i maggiori costi per cure effettuate fuori territorio

pubDate§§ 2026-03-04T11:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402897109088.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402897109088.PDF', 'title': 'buonasera24.it'} tp:url§§ https://buonasera24.it/news/cronaca/914775/i-viaggi-della-speranza-continuano-a-pesare-la-puglia-perde-253-2-milioni-per-la-mobilita-dei-pazienti.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402897109088.PDF tp:ocr§§ BARI - Nel 2023 la Puglia ha registrato un saldo fortemente negativo nella mobilità sanitaria interregionale, con un disavanzo pari a 253,2 milioni di euro, in aumento di 23 milioni rispetto al 2022. È quanto emerge da un report indipendente realizzato dalla Fondazione Gimbein occasione dell’apertura dell’anno che celebra il trentennale di attività dell’ente.L’analisi prende in esame il fenomeno della migrazione sanitaria tra le regioni italiane, valutando la differenza tra le risorse ricevute per curare pazienti provenienti da altre regioni e quelle che le amministrazioni regionali devono invece versare per i propri cittadini che scelgono di farsi curare altrove.Nel dettaglio, il saldo complessivo della Puglia nel 2023 è negativo per 253,2 milioni di euro, risultato della differenza tra 123.347.695 euro di crediti e 376.593.382 euro di debiti.I crediti rappresentano il valore delle prestazioni sanitarie erogate a cittadini provenienti da altre regioni, per le quali la Puglia riceve un rimborso. In questa voce la regione si colloca al 9° posto a livello nazionale.Ben più consistente è invece il valore delle prestazioni sanitarie ricevute dai pugliesi in altre regioni. In questo caso la Puglia figura al 4° posto nella classifica dei debiti, cioè tra le regioni che spendono di più per la mobilità sanitaria passiva.Secondo il report, il fenomeno coinvolge in modo particolare alcune aree del Paese. Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia insieme rappresentano il 78,2 per cento del saldo passivo complessivo nazionale.L’analisi della Fondazione Gimbe prende in considerazione anche il ruolo delle strutture private accreditate nella mobilità sanitaria. Il volume di ricoveri e prestazioni erogati da queste strutture viene infatti considerato un indicatore della capacità attrattiva del sistema sanitario regionale.In questo ambito la Puglia presenta un dato particolarmente elevato. Le strutture private erogano il 68,9 per cento del valore complessivo della mobilità sanitaria attiva regionale, una quota nettamente superiore alla media nazionale del 54,5 per cento.Con questo dato la regione si colloca al 3° posto in Italia per peso delle strutture private nell’erogazione delle prestazioni sanitarie rivolte a pazienti provenienti da altre regioni. tp:writer§§ Francesco Alberti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402897109088.PDF §---§ title§§ Calabria, fuga per la salute: oltre 326 milioni spesi fuori regione - Calabria Diretta News link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403045409403.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "calabriadirettanews.com" del 04 Mar 2026

Con un deficit di 326,9 milioni di euro, la Calabria detiene il primato nazionale per la spesa sanitaria passiva, evidenziando una cronica carenza di servizi locali

pubDate§§ 2026-03-04T13:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403045409403.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403045409403.PDF', 'title': 'calabriadirettanews.com'} tp:url§§ https://www.calabriadirettanews.com/2026/03/04/calabria-fuga-per-la-salute-oltre-326-milioni-spesi-fuori-regione/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403045409403.PDF tp:ocr§§ Il panorama della sanità italiana nel 2023 ha fatto registrare un nuovo record per quanto riguarda la mobilità interregionale.Secondo i dati presentati il 3 marzo 2026 dalla Fondazione Gimbe in occasione del suo trentennale, il valore economico dei cittadini che si spostano per ricevere cure ha raggiunto i 5,15 miliardi di euro. Si tratta di un incremento del 2,3% rispetto all’anno precedente, un segnale inequivocabile di un sistema che viaggia a velocità differenti lungo la penisola.I flussi migratori dei pazienti delineano una geografia della salute molto precisa, caratterizzata da una direttrice costante che parte dal Mezzogiorno per approdare nelle strutture settentrionali. A differenza di quanto accade tra le regioni del Nord, dove spesso si verifica uno scambio reciproco di pazienti dovuto alla prossimità o a specifiche specializzazioni, nel Meridione il fenomeno appare unidirezionale. Le regioni del Sud faticano a esercitare una reale attrattività, diventando principalmente territori di “fuga”.Il mercato della mobilità attiva, ovvero gli incassi derivanti dalle cure erogate a pazienti non residenti, è fortemente polarizzato. Quasi la metà delle risorse totali viene assorbita da tre sole realtà regionali: la Lombardia guida la classifica con il 23,2%, seguita dall’Emilia-Romagna con il 17,6% e dal Veneto con l’11,1%.Sul fronte opposto, analizzando chi sostiene i costi maggiori per inviare i propri cittadini a curarsi altrove, emergono il Lazio (12,1%), la Campania (9,4%) e, paradossalmente, la stessa Lombardia (9,2%). Quest’ultimo dato evidenzia la complessità del fenomeno, dove anche centri di eccellenza possono generare una mobilità passiva rilevante verso territori confinanti.Durante la presentazione del rapporto, il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ha evidenziato il significato profondo di questi numeri:«La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi».Cartabellotta ha inoltre precisato che la situazione sta evolvendo in una direzione preoccupante per l’equità del sistema:«Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità».Il bilancio tra mobilità attiva e passiva restituisce l’immagine di un’Italia spaccata. La Lombardia chiude con un saldo ampiamente positivo di 645,8 milioni di euro, confermandosi il principale hub sanitario del Paese.Al contrario, il Sud presenta conti pesantemente in rosso. La Calabria registra un saldo negativo di 326,9 milioni di euro, seguita dalla Campania con 306,3 milioni, dalla Puglia con 253,2 milioni e dalla Sicilia con 246,7 milioni. Secondo quanto emerso dal report, quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti si concentrano verso poche aree, il diritto alla tutela della salute non risulta garantito in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale.Trattiamo temi prettamente legati alla nostra regione, la Calabria, cercando di descrivere tutte le realtà della nostra terra, dalla politica al costume. La nostra punta di diamante è  un'informazione dettagliata e costante attraverso il sito internetContattaci: calabriadirettanews@gmail.comCalabria Diretta News  S.A.S.reg. trib. Cosenza 10/10/2020 n°1816© Copyright Calabria Diretta News - Partita IVA 03595570783 tp:writer§§ Redazione CDN guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403045409403.PDF §---§ title§§ In Calabria nel 2023 spesi 326,9 milioni per la mobilità sanitaria verso altre Regioni - Calabria News link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402731410487.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "calabrianews.it" del 04 Mar 2026

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Estratto da pag. 1 di "catanzaroinforma.it" del 04 Mar 2026

Report Gimbe sulla mobilità sanitaria 2023: in Italia spesa record di 5,15 miliardi. Calabria tra le regioni con saldo più negativo, 326,9 milioni per cure fuori regione.

pubDate§§ 2026-03-04T13:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403055209489.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403055209489.PDF', 'title': 'catanzaroinforma.it'} tp:url§§ https://www.catanzaroinforma.it/sanita-e-salute/2026/03/04/mobilita-sanitaria-calabria-tra-le-regioni-con-saldo-peggiore-326-milioni-spesi-per-cure-fuori-regione/405450/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403055209489.PDF tp:ocr§§ La mobilità sanitaria interregionale in Italia continua a crescere e nel 2023 ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro. È quanto emerge dal report della Fondazione Gimbe sulla mobilità sanitaria, che evidenzia un fenomeno sempre più rilevante nel sistema sanitario nazionale e forti squilibri territoriali tra le diverse aree del Paese.Secondo l’analisi, rispetto ai 5,04 miliardi del 2022 si registra un incremento del 2,3%. Il fenomeno riguarda centinaia di migliaia di pazienti che ogni anno si spostano dalla propria Regione di residenza per ricevere cure programmate altrove, con un flusso ancora fortemente orientato dal Sud verso il Nord Italia.Tra le Regioni che attraggono il maggior numero di pazienti figurano Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, che insieme concentrano circa la metà degli incassi derivanti dalle prestazioni sanitarie erogate a cittadini non residenti.Il report mette in evidenza anche i saldi tra mobilità attiva e passiva, indicatori delle differenze territoriali nell’offerta sanitaria. In questo quadro la Lombardia registra un saldo positivo di 645,8 milioni di euro, mentre diverse Regioni del Mezzogiorno presentano forti passivi.La Calabria risulta tra le più penalizzate con un saldo negativo di 326,9 milioni di euro, seguita da Campania (-306,3 milioni), Puglia (-253,2 milioni) e Sicilia (-246,7 milioni).Secondo il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, la mobilità sanitaria rappresenta uno degli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del sistema sanitario regionale. “Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni – afferma – significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale”.Il report evidenzia inoltre il crescente peso del settore privato convenzionato nella mobilità sanitaria. Nel 2023 le strutture private accreditate hanno incassato circa 1,96 miliardi di euro per prestazioni a pazienti provenienti da altre Regioni, una quota superiore rispetto a quella delle strutture pubbliche, pari a circa 1,64 miliardi.Dall’analisi emerge infine che la maggior parte degli spostamenti riguarda interventi programmati: oltre l’80% dei casi rientra infatti nella cosiddetta mobilità effettiva, cioè la scelta dei pazienti di curarsi fuori Regione per ricevere prestazioni ritenute più adeguate o tempestive. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403055209489.PDF §---§ title§§ Mobilità sanitaria: -326,9 milioni per la Calabria nel report Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403063809731.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "citynow.it" del 04 Mar 2026

La Calabria è la regione col saldo peggiore. Nel report Gimbe anche il dato sul privato accreditato e il peso sul turismo sanitario

pubDate§§ 2026-03-04T14:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403063809731.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403063809731.PDF', 'title': 'citynow.it'} tp:url§§ https://www.citynow.it/calabria-mobilita-sanitaria-2023-passivo-record-report-gimbe/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403063809731.PDF tp:ocr§§ La Calabria è la regione col saldo peggiore. Nel report Gimbe anche il dato sul privato accreditato e il peso sul turismo sanitario04 Marzo 2026 - 15:11 | Comunicato StampaNel 2023, in Calabria, è stato rilevato un saldo negativo “rilevante” della mobilità sanitaria regionale, pari a -326,9 milioni, in aumento di 22,1 milioni rispetto al 2022 che fa della regione quella con il passivo più alto.È quanto emerge dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi a Roma in occasione del trentennale della Fondazione.L’importo, afferma Gimbe, è costituito da crediti per 35.438.878, con la Regione che si colloca in 18ma posizione, e debiti per 362.371.686, con la Regione che si colloca in quinta posizione.Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia insieme, evidenzia Gimbe, rappresentano il 78,2% del saldo passivo.“Il volume dell’erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private – afferma la Fondazione – è un indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato. La Regione si colloca in 12ma posizione con le strutture private che erogano il 36,3% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,5%)”.A livello pro-capite, Gimbe stima l’impatto economico del saldo negativo, in -178 euro.Secondo i dati riportati dalla Fondazione, la Calabria registra nel 2023 un saldo negativo di -326,9 milioni, in crescita di 22,1 milioni rispetto all’anno precedente, risultando la regione con il passivo più elevato.Il report indica crediti per 35.438.878 e debiti per 362.371.686. Inoltre, Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia rappresentano complessivamente il 78,2% del saldo passivo.Nel quadro descritto, la Fondazione evidenzia il ruolo delle strutture private accreditate nell’erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche: in Calabria il privato eroga il 36,3% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale, a fronte di una media italiana del 54,5%.Fonte: Ansa CalabriaIl Giornale online con le notizie di Reggio Calabria. Cronaca, Politica, Sport, Spettacolo, Moda, Cultura, Scuola, Musica, Cucina e Tecnologia raccontati attraverso Articoli, Foto e Video.Pubblicità sul nostro giornale? Richiedi infoCityNow.it - Reg. Tribunale Reggio Calabria n 13/2013 | Coop. “Libero Nocera” ARL - Via Modena, 14 - 89132 Reggio Calabria - P.I. 00866240807 tp:writer§§ Eva Curatola guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403063809731.PDF §---§ title§§ Italiani spendono 5,15 miliardi per le cure fuori regione, è record | Corriere.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402892108882.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "corriere.it" del 04 Mar 2026

Gimbe: «curarsi lontano da dove si vive è sempre meno una scelta e sempre più necessità»

pubDate§§ 2026-03-04T10:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402892108882.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402892108882.PDF', 'title': 'corriere.it'} tp:url§§ https://www.corriere.it/salute/26_marzo_04/italiani-spendono-5-15-miliardi-per-le-cure-fuori-regione-e-record-cef1b200-9499-4708-a727-f2d2c7d6axlk.shtml tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402892108882.PDF tp:ocr§§ Guerra in Iran e in Medio Oriente, le ultime notizie in direttaSalva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.Gimbe: «curarsi lontano da dove si vive è sempre meno una scelta e sempre più necessità» Il flusso di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato tanto abbondante. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Sono queste le tendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione.    Secondo il rapporto oltre un euro su due speso per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori Regione viene incassato dalla sanità privata convenzionata: 1.966 milioni di euro (54,5%), contro i 1.643 milioni di euro (45,5%) destinati alle strutture pubbliche.  «La quota di mobilità che confluisce verso il privato convenzionato - sottolinea Nino Cartabellotta, presidente di Fondazione Gimbe - non è omogenea in tutte le Regioni, perché dipende dall'offerta e dalle capacità attrattive di strutture private d'eccellenza». Infatti, le strutture private assorbono oltre il 60% della mobilità attiva in Molise (90,2%), Lombardia (71,1%), Puglia (68,9%) e Lazio (63,8%). In altre Regioni la capacità attrattiva del privato resta invece inferiore al 20%: Valle D'Aosta (15,7%), Umbria (15,1%), Liguria (11,4%), Provincia autonoma di Bolzano (9,1%) e Basilicata (7,2%). Secondo i dati Agenas, l'80,4% della mobilità per ricoveri è classificato come effettiva (2.311 milioni di euro), ovvero dipende dalla scelta del paziente. Il 16,7% (480 milioni di euro) è invece legato a prestazioni urgenti (mobilità casuale) e il 3% (85 milioni di euro) riguarda casi in cui il domicilio del paziente non coincide con la Regione di residenza (mobilità apparente). Della mobilità effettiva, solo il 6,5% riguarda ricoveri ordinari a rischio di inappropriatezza. Della specialistica ambulatoriale erogata in mobilità, quasi il 93% si concentra in tre categorie: prestazioni terapeutiche (33,1%), diagnostica strumentale (31,5%) e prestazioni di laboratorio (28%).   4 marzo 2026© RIPRODUZIONE RISERVATACosì può minare il benessere psicologico dei ragazzi: le ferite come quelle provocate da armiUn contatto veloce con igiornalisti della redazioneSalute del Corriere della SeraPer usufruire del servizio di domande e risposte de ilMedicoRisponde è necessario essere registrati al sito Corriere.it o a un altro dei siti di RCS Mediagroup.Non ricordi le credenziali?Recupera il tuo accountTi informiamo che con il tuo piano puoi leggere Corriere.it su 1 dispositivo alla voltaQuesto messaggio verrà visualizzato su un altro dispositivo/accesso e tu potrai continuare a leggere le notizie da qui. L'altro dispositivo/accesso rimarrà collegato a questo account. Puoi accedere con il tuo account su tutti i dispositivi che desideri, ma utilizzandoli in momenti diversi secondo il tuo piano di abbonamento.Perché tu o qualcun altro sta leggendo Corriere.it con questo account su più di due dispositivi/accessi. Il tuo attuale abbonamento permette di leggere Corriere.it solo su due dispositivi in contemporanea (computer, telefono o tablet).Se sei abbonato con un altro account accedi con le tue credenziali. Se siete in 2 o più che utilizzano lo stesso abbonamento, passa all'offerta Family e condividi l'abbonamento con altre due persone. Altrimenti, fai clic su "Continua a leggere qui" e assicurati di essere l'unica persona che visualizza Corriere.it con quest o account.Ti consigliamo di cambiare la tua password cliccando qui tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402892108882.PDF §---§ title§§ Gli italiani spendono 5,15 miliardi per le cure fuori regione, è record | Corriere.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402890008909.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "corriere.it" del 04 Mar 2026

Gimbe: «Curarsi lontano da dove si vive è sempre meno una scelta e sempre più necessità»

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Estratto da pag. 1 di "corrieredellacalabria.it" del 04 Mar 2026

Campania, Calabria e la Sicilia guidano la classifica dei saldi negativi

pubDate§§ 2026-03-04T10:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402880508942.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402880508942.PDF', 'title': 'corrieredellacalabria.it'} tp:url§§ https://www.corrieredellacalabria.it/2026/03/04/sanita-gli-italiani-spendono-515-miliardi-per-le-cure-fuori-regione/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402880508942.PDF tp:ocr§§ I nostri canaliROMA Il flusso di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato tanto abbondante. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Sono queste le tendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione.Tuttavia, mentre nel caso delle regioni settentrionali si tratta in genere di uno “scambio” di pazienti tra Regioni limitrofe, per il Meridione si assiste a una fuga di pazienti senza che si registri alcuna attrattività. «La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi», afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Secondo l’analisi, circa metà degli incassi derivanti dall’aver fornito cure a pazienti non residenti va a tre sole Regioni: Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%). Questi dati fanno comprendere che «la mobilità passiva non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord», spiega Cartabellotta. «Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità». È guardando ai saldi tra mobilità attiva e passiva che emerge con forza lo svantaggio del Sud. Se la Lombardia, nonostante la cospicua spesa per le cure nelle Regioni limitrofe ha un saldo positivo di 645,8 milioni, la Calabria ha un passivo di 326,9 milioni, la Campania di 306,3, la Puglia di 253,2, la Sicilia di 246,7. «Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità», precisa Cartabellotta. «Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale», conclude il presidente Gimbe.Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornatoNews&Com SRLTelefono: 0968-53665 Email: newsandcom@gmail.comx tp:writer§§ Redazione Corriere guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402880508942.PDF §---§ title§§ Oltre 5 miliardi per cure fuori Regione, guadagna soprattutto il privato link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402745810535.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "corrieredellacalabria.it" del 04 Mar 2026

Curarsi in un luogo diverso da quello di residenza è sempre meno una scelta e sempre più una necessità

pubDate§§ 2026-03-04T18:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402745810535.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402745810535.PDF', 'title': 'corrieredellacalabria.it'} tp:url§§ https://www.corrieredellacalabria.it/2026/03/04/oltre-5-miliardi-per-cure-fuori-regione-guadagna-soprattutto-il-privato/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402745810535.PDF tp:ocr§§ I nostri canaliROMA Sempre più italiani devono lasciare la propria Regione di residenza per curarsi. Nel 2023, il flusso della mobilità sanitaria interregionale ha generato una spesa di 5,15 miliardi, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Una parte consistente di queste risorse è intercettata dalle strutture private convenzionate a cui è destinata oltre la metà della spesa per le prestazioni specialistiche erogate fuori Regione. Sono alcune delle tendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione.   “La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi”, afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Il rapporto mostra come il fenomeno della mobilità sanitaria sia molto articolato. È vero, infatti, che ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Tuttavia, mentre in quest’ultimo caso si tratta in genere di uno ‘scambio’ di pazienti tra Regioni limitrofe, per il Meridione si assiste a una fuga di pazienti senza che si registri alcuna attrattività.In particolare, secondo l’analisi, circa metà degli incassi derivanti dall’aver fornito cure a pazienti non residenti va a tre sole Regioni: Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%). Questi dati fanno comprendere che “la mobilità passiva non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord”, spiega Cartabellotta.   “Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità”. È guardando ai saldi tra mobilità attiva e passiva che emerge con forza lo svantaggio del Sud. Se la Lombardia, nonostante la cospicua spesa per le cure nelle Regioni limitrofe ha un saldo positivo di 645,8 milioni, la Calabria ha un passivo di 326,9 milioni, la Campania di 306,3, la Puglia di 253,2, la Sicilia di 246,7. Cresce inoltre il peso del privato: per ogni euro speso per ripagare le prestazioni specialistiche erogate fuori Regione, oltre la metà viene incassata dalla sanità privata convenzionata, a cui, nel 2023 sono andati 1.966 milioni rispetto ai 1.643 milioni delle strutture pubbliche. Le Regioni in cui il provato è più attrattivo sono Molise (dove il privato attrae il 90,2% della mobilità attiva), Lombardia (71,1%), Puglia (68,9%), Lazio (63,8%). “Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità”, precisa Cartabellotta. “Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale”, conclude il presidente Gimbe.News&Com SRLTelefono: 0968-53665 Email: newsandcom@gmail.comx tp:writer§§ Redazione Corriere guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402745810535.PDF §---§ title§§ Gimbe: record di mobilità sanitaria – Corriere dell'Irpinia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402891408887.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "corriereirpinia.it" del 04 Mar 2026

Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale fa segnare la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 (5,04 miliardi). Emerge dalle analisi della Fondazione Gimbe. È la conferma che cresce l’ampliamento dello squilibrio tra Nord e Sud, ovvero risorse economiche in uscita dal

pubDate§§ 2026-03-04T10:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402891408887.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402891408887.PDF', 'title': 'corriereirpinia.it'} tp:url§§ https://corriereirpinia.it/gimbe-record-di-mobilita-sanitaria/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402891408887.PDF tp:ocr§§ Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale fa segnare la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 (5,04 miliardi). Emerge dalle analisi della Fondazione Gimbe. È la conferma che cresce l’ampliamento dello squilibrio tra Nord e Sud, ovvero risorse economiche in uscita dal--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402891408887.PDF §---§ title§§ Del Giudice (FederCusi): “Con One Health Foundation Cus cassa di risonanza per prevenzione” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402984409949.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ecoseven.net" del 04 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-04T15:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402984409949.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402984409949.PDF', 'title': 'ecoseven.net'} tp:url§§ https://www.ecoseven.net/flash-news/del-giudice-federcusi-con-one-health-foundation-cus-cassa-di-risonanza-per-prevenzione/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402984409949.PDF tp:ocr§§ Condividi questo articolo:(Adnkronos) – "Il protocollo d'intesa con One Health Foundation che abbiamo firmato oggi è un passaggio fondamentale perché rafforza la missione di FederCusi, la Federazione italiana dello sport universitario, orientata al benessere psicofisico degli atleti e degli studenti universitari, e più in generale alla promozione di sani stili di vita". Così Paola Del Giudice, commissario straordinario del Cus Napoli, intervenuta in delega del presidente di FederCusi alla firma dell'accordo, oggi a Roma. Secondo Del Giudice, l'intesa consentirà di "creare opportunità a livello locale e nazionale attraverso i singoli Cus, sviluppando progettualità territoriali dedicate alla promozione della salute con il supporto di un team di esperti". "La collaborazione con One Health Foundation – ha aggiunto – è strategica perché punta a rafforzare la prevenzione all'interno delle strutture dei Cus, che possono diventare cassa di risonanza delle attività previste dal protocollo. Si tratta di una sinergia concreta per incrementare, già da oggi, le iniziative dedicate ai corretti stili di vita e alla tutela della salute in coerenza con gli obiettivi dell'Agenda 2030". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)Altri articoli consigliati per te:Pni, la più grande business plan competition italiana per startup nel Lazio con 77 finalisteMyanmar, esercito birmano attacca un ospedale: almeno 33 mortiCartabellotta (Gimbe): "Istituzioni prendano decisione definitiva su futuro Ssn"Questo articolo è stato letto 1 volte. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402984409949.PDF §---§ title§§ Mobilità sanitaria, in Toscana saldo positivo di oltre 47 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403055109500.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "firenzedintorni.it" del 04 Mar 2026

Rapporto Gimbe su dati 2023: calo di 2 milioni rispetto alla rilevazione precedente

pubDate§§ 2026-03-04T13:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403055109500.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403055109500.PDF', 'title': 'firenzedintorni.it'} tp:url§§ https://www.firenzedintorni.it/it/articolo/35429/mobilita-sanitaria-in-toscana-saldo-positivo-di-oltre-47-milioni-rapporto-gimbe-su-dati-2023-calo-di-2-milioni-rispetto-alla-rilevazione-precedente.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403055109500.PDF tp:ocr§§ La Toscana si conferma regione attrattiva per quanto riguarda la sanità, con un saldo positivo nel 2023 di 47,2 milioni di euro, differenza tra le risorse ricevute per curare pazienti provenienti da altre Regioni e quelle versate per i propri cittadini che si sono spostati altrove. E' quanto emerge dal rapporto della Fondazione Gimbe sulla mobilità sanitaria interregionale. In particolare la Toscana ha fatto registrare crediti per 308.329.307 euro (quinta in Italia) e 261.094.622 di debiti (decima a livello nazionale).    Un saldo positivo moderato (compreso nella fascia che va dai 25,1 ai 100 milioni) in calo di 2 milioni di euro rispetto alla rilevazione del 2022.    Per quanto riguarda invece il volume dell'erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private, indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato, la Toscana si colloca in 14/a posizione con le strutture private che erogano il 27,9% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale, una percentuale che è circa la metà della media nazionale, pari al 54,5%. Sponsor Condividi La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni) Attiva i cookies tp:writer§§ Firenze Web Division guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403055109500.PDF §---§ title§§ Sanità, le “fughe” costano 74,4 milioni alla Liguria ma c’è una (piccola) inversione di tendenza link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402717710370.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "genova24.it" del 04 Mar 2026

Il passivo si è ridotto di 260mila euro, l''assessore Nicolò: "Premiato il nostro lavoro". Il Pd: "Irrilevante, è solo propaganda". Ai privati l''11,4% delle risorse, tra i dati più bassi in Italia.

pubDate§§ 2026-03-04T18:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402717710370.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402717710370.PDF', 'title': 'genova24.it'} tp:url§§ https://www.genova24.it/2026/03/sanita-le-fughe-costano-744-milioni-alla-liguria-ma-ce-uninversione-di-tendenza-456103/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402717710370.PDF tp:ocr§§ Genova. Le fughe dei pazienti verso altre regioni continuano a pesare sui conti della sanità della Liguria. Il saldo della mobilità registrato nel 2023 resta negativo per 74,4 milioni di euro, secondo l’ultimo report diffuso oggi dalla Fondazione Gimbe, ma con un’inversione di tendenza: il passivo si è ridotto infatti di 260mila euro rispetto all’anno precedente.“Questi dati premiano il lavoro che stiamo portando avanti sul fronte della mobilità sanitaria – sottolinea l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò –. Abbiamo già varato nel 2025 un piano da 68 milioni di euro per ridurre la mobilità passiva e rendere le cure sempre più accessibili e di qualità. Fermare la migrazione sanitaria significa consentire ai cittadini di curarsi vicino a casa, evitando spostamenti onerosi, e allo stesso tempo valorizzare le professionalità e le strutture liguri”.Il piano, ricorda la Regione, “prevede un rafforzamento dell’attività nelle strutture pubbliche, una riorganizzazione delle liste d’attesa e una presa in carico più proattiva dei pazienti”.Sempre secondo i dati diffusi da Gimbe, l’11,4% dei soldi spesi dalla Liguria per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori regione finisce alle strutture private, uno dei dati più bassi d’Italia (terzultimo posto) che si riduce al 7% per le sole prestazioni ospedaliere.“Il coinvolgimento delle strutture private accreditate non è un elemento negativo: si tratta di strutture che operano per conto del servizio sanitario regionale e senza costi aggiuntivi per i cittadini, contribuendo anche con prestazioni ad alta complessità – commenta Nicolò -. Continuiamo a lavorare per un obiettivo chiaro: costruire un sistema sanitario sempre più vicino ai cittadini e capace di rispondere in tempi rapidi ai bisogni di salute del nostro territorio”.A livello nazionale, nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 (5,04 miliardi). Le analisi della Fondazione Gimbe confermano il progressivo ampliamento dello squilibrio tra Nord e Sud, con un enorme flusso di risorse economiche in uscita dal Mezzogiorno verso il Nord. In particolare, verso Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, che si confermano le regioni più attrattive.“Questi numeri – afferma il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità. Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche regioni, significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale e richiede spostamenti che hanno anche un rilevante impatto economico sui bilanci delle famiglie”.Il Pd: “Dato irrilevante, variazione dello 0,35%”“La propaganda della giunta Bucci prova a presentare come inversione di tendenza una riduzione della mobilità passiva pari a 260mila euro. Ma basta guardare i numeri per capire che siamo di fronte a un dato irrilevante – commentano i consiglieri Pd Enrico Ioculano e Katia Piccardo -. La mobilità sanitaria passiva della Liguria vale 231 milioni di euro, a fronte dei 157 di credito per un saldo di -74. In questo contesto, 260mila euro rappresentano una variazione minima (0,35%), nell’ordine di pochi centesimi ogni 100 euro spesi. È una oscillazione fisiologica, non un cambio strutturale. Per rendere l’idea: 260mila euro equivalgono a circa 2-3 medici ospedalieri per un anno o 215 turni di medicina gettonisti. È una cifra che può coprire pochi mesi di attività di un reparto medio. È meno del costo di alcune singole apparecchiature diagnostiche di fascia alta. Se rapportata alla mobilità complessiva, incide in modo quasi impercettibile sui conti regionali”.“Parlare di frenata o addirittura di successo politico su questa base è un’operazione comunicativa, non un risultato strutturale – continuano i dem -. Colpisce inoltre che il grosso della mobilità pass iva riguardi interventi di media complessità, per cui i liguri sono costretti a recarsi fuori regione a causa dell’incompetenza della Giunta regionale a dare risposte sul territorio. Ricordiamo che in alcune Asl per il 2026 le risorse aggiuntive per ridurre le liste d’attesa sono state fortemente ridotte rispetto al budget 2025. Duecentosessanta mila euro non cambiano la fotografia della sanità ligure. Se davvero vogliamo fermare la migrazione sanitaria, servono investimenti e programmazione. Restiamo l’unica Regione del Nord con saldo negativo sulla mobilità e le continue perdite (vere e proprie emorragie) di pazienti e di professionisti dimostrano che non c’è proprio nulla da festeggiare. Come membri della commissione Sanità della Regione Liguria, chiederemo conto del Piano di Regione sulla riduzione delle fughe”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402717710370.PDF §---§ title§§ Sanità divisa in Italia: nel 2023 gli italiani hanno speso 5,15 miliardi per curarsi fuori regione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402889208853.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "giornalelavoce.it" del 04 Mar 2026

Record storico della mobilità sanitaria. Dal Sud al Nord migliaia di pazienti ogni anno lasciano la propria città per trovare cure migliori. Gimbe...

pubDate§§ 2026-03-04T10:13:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402889208853.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402889208853.PDF', 'title': 'giornalelavoce.it'} tp:url§§ https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/679925/sanita-divisa-in-italia-nel-2023-gli-italiani-hanno-speso-5-15-miliardi-per-curarsi-fuori-regione.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402889208853.PDF tp:ocr§§ C’è un’Italia che viaggia per lavoro, per turismo o per studio, ma ce n’è un’altra che si muove per un motivo molto più delicato: curarsi. Sempre più spesso, infatti, i cittadini sono costretti a lasciare la propria regione per trovare strutture sanitarie considerate più efficienti o per accedere a cure che vicino a casa non riescono a ottenere. Il risultato è un fenomeno ormai strutturale del sistema sanitario nazionale, la cosiddetta mobilità sanitaria interregionale, che nel 2023 ha raggiunto livelli mai registrati prima.Secondo il nuovo report della Fondazione Gimbe, presentato a Roma in occasione del trentennale dell’organizzazione, la spesa complessiva generata dagli spostamenti dei pazienti ha toccato quota 5,15 miliardi di euro, il valore più alto di sempre. Solo un anno prima, nel 2022, la cifra era stata di 5,04 miliardi: un aumento del 2,3% che conferma una tendenza ormai consolidata. Dietro a questi numeri si nasconde una realtà che racconta molto delle disuguaglianze territoriali della sanità italiana, dove il diritto alla salute, almeno nei fatti, non sempre viene garantito allo stesso modo in ogni parte del Paese.La mobilità sanitaria funziona attraverso un meccanismo preciso: quando un cittadino riceve cure in una regione diversa da quella di residenza, la regione di origine paga quella che ha erogato il servizio sanitario. Si tratta quindi di una sorta di compensazione economica tra sistemi sanitari regionali, che permette di quantificare con precisione gli spostamenti dei pazienti e il peso economico di questo fenomeno.Il dato complessivo di oltre cinque miliardi di euro indica che ogni anno centinaia di migliaia di persone attraversano i confini regionali per visite, esami diagnostici, ricoveri o interventi chirurgici, generando un flusso economico enorme che riflette le differenze nella qualità e nella disponibilità dei servizi sanitari. Non si tratta sempre di grandi operazioni chirurgiche o di trattamenti altamente specializzati. In molti casi i cittadini si spostano anche per diagnosi complesse, cure oncologiche o visite specialistiche, spesso perché nella propria regione i tempi di attesa sono troppo lunghi o perché le strutture disponibili non offrono le tecnologie o le competenze necessarie.Il report della Fondazione Gimbe evidenzia come quasi la metà delle risorse generate dalla mobilità sanitaria finisca nelle casse di tre sole regioni del Nord. La Lombardia è quella che incassa di più, con il 23,2% del totale, seguita dall’Emilia-Romagna con il 17,6% e dal Veneto con l’11,1%. Queste tre regioni rappresentano da anni i principali poli di attrazione per i pazienti provenienti dal resto d’Italia, grazie alla presenza di ospedali altamente specializzati, centri universitari di eccellenza e strutture considerate tra le più avanzate del Paese.Il fenomeno non riguarda però solo i cittadini del Sud. Anche tra le regioni settentrionali esistono spostamenti significativi di pazienti, spesso legati alla vicinanza geografica e alla possibilità di raggiungere più facilmente un ospedale situato appena oltre il confine regionale. In questi casi si parla di mobilità di prossimità, cioè di uno scambio reciproco tra territori confinanti che dispongono di sistemi sanitari comparabili per qualità e servizi.La vera frattura emerge però quando si osservano i saldi economici tra mobilità attiva e passiva, cioè la differenza tra quanto una regione incassa curando pazienti provenienti da altre zone e quanto invece deve pagare per i propri cittadini che si curano altrove. In questo confronto il divario tra Nord e Sud appare evidente. La Lombardia, pur sostenendo una spesa significativa per i propri residenti che si rivolgono a strutture di altre regioni, registra comunque un saldo positivo di oltre 645 milioni di euro, grazie alla grande quantità di pazienti che arrivano nei suoi ospedali.La situazione è invece opposta per molte regioni meridionali. La Calabria presenta un saldo negativo di 326,9 milioni di euro, la Campania perde 306,3 mili oni, la Puglia registra un passivo di 253,2 milioni, mentre la Sicilia arriva a 246,7 milioni. Questi numeri raccontano una realtà molto chiara: una parte consistente dei pazienti del Sud continua a rivolgersi agli ospedali del Centro e del Nord, generando una perdita economica significativa per i sistemi sanitari delle regioni di origine.Secondo il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, la mobilità sanitaria rappresenta uno degli indicatori più sensibili delle disuguaglianze che caratterizzano il sistema sanitario italiano. “La migrazione sanitaria tra regioni – spiega – è uno strumento molto efficace per capire dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove invece sono costretti a spostarsi per ricevere cure appropriate”.Il punto centrale, sottolinea Cartabellotta, è che negli ultimi anni questo fenomeno sta cambiando natura. Se in passato spostarsi per curarsi poteva essere una scelta personale legata alla reputazione di un ospedale o alla presenza di specialisti particolarmente noti, oggi sempre più spesso si tratta di una decisione obbligata. “Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche regioni – osserva – significa che l’offerta dei servizi sanitari non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale”.Dietro ai dati statistici ci sono storie concrete di persone e famiglie che devono affrontare viaggi lunghi e costosi, trasferte improvvise e periodi lontani da casa. Per molti pazienti, soprattutto quando si tratta di malattie gravi o interventi complessi, la scelta di curarsi lontano dalla propria regione comporta anche difficoltà economiche e logistiche. Spesso i familiari devono organizzare spostamenti frequenti, trovare alloggi temporanei e sostenere spese aggiuntive che non sempre vengono rimborsate dal sistema sanitario. Questo aspetto rende la mobilità sanitaria non solo un problema di organizzazione dei servizi, ma anche una questione sociale, che colpisce in modo particolare le famiglie con meno risorse.Il fenomeno ha inoltre un impatto diretto sui bilanci delle regioni. Quando molti cittadini si curano altrove, le risorse finanziarie destinate alla sanità regionale vengono trasferite ad altri territori, riducendo la disponibilità di fondi per migliorare le strutture locali. Si crea così un circolo difficile da interrompere: meno risorse significano meno investimenti in ospedali, tecnologie e personale sanitario, e questo può spingere ancora più pazienti a cercare cure altrove. Nel lungo periodo il rischio è quello di accentuare ulteriormente la distanza tra regioni forti e regioni in difficoltà, con sistemi sanitari sempre più diversi tra loro.Negli ultimi anni il tema della mobilità sanitaria è tornato al centro del dibattito anche a causa delle difficoltà che il Servizio sanitario nazionale sta affrontando. La carenza di personale medico e infermieristico, l’aumento della domanda di cure legato all’invecchiamento della popolazione e le lunghe liste d’attesa per visite ed esami diagnostici stanno mettendo sotto pressione molte strutture ospedaliere. In questo contesto, gli ospedali considerati più efficienti diventano punti di riferimento per pazienti provenienti da tutta Italia, con il rischio di sovraccaricare alcune strutture mentre altre rimangono meno utilizzate.Il report della Fondazione Gimbe non si limita quindi a registrare un nuovo record economico, ma offre anche una fotografia precisa delle criticità del sistema sanitario italiano.La mobilità sanitaria, in sostanza, funziona come una lente d’ingrandimento che mette in evidenza le differenze tra i diversi territori. Più cittadini sono costretti a spostarsi per ricevere cure, più significa che il sistema non riesce a garantire ovunque gli stessi livelli di assistenza. Ed è proprio questo il messaggio principale che emerge dall’analisi dei dati: curarsi lontano da casa, per molti italiani, non è più una scelta ma una necessità dettata dalle disuguaglia nze della sanità territoriale.Il record dei 5,15 miliardi di euro spesi nel 2023 rappresenta quindi molto più di un semplice dato statistico. È il segnale di un Paese in cui il diritto alla salute continua a essere formalmente universale, ma dove l’accesso concreto alle cure dipende sempre più dal luogo in cui si vive. Ridurre queste differenze, secondo gli esperti, richiederà investimenti mirati, una migliore organizzazione dei servizi sanitari regionali e una strategia nazionale capace di rafforzare le strutture più fragili. Fino a quando questo equilibrio non verrà raggiunto, migliaia di cittadini continueranno a fare la valigia per curarsi altrove, alimentando un fenomeno che ormai rappresenta una delle sfide più complesse per il futuro della sanità italiana. Distretto San Mauro-Chivasso, la nomina che fa discutere: Angelo Testa primo, Roglia seconda Il posto lasciato libero da Mauro Trioni a fine 2025 va al presidente nazionale Snami. La dottoressa Daniela Roglia, che guidava il distretto come facente funzione, si piazza seconda. Tra operatori sanitari e corridoi dell’Asl TO4 non mancano commenti e interpretazioni Chivasso, infermiere demansionato per anni: l’AslTo4 condannata dal Tribunale di Ivrea Sentenza del Tribunale di Ivrea riconosce il “grave demansionamento” nel reparto di Psichiatria. Il caso sollevato dal Si Cobas accende i riflettori su carenze di organico e sovraccarico nella sanità pubblica L’orrore dell’uomo sulla natura: 4.000 specie sacrificate al mercato nero (LE FOTO) Il report WWF denuncia un sistema criminale globale da oltre 20 miliardi l’anno che devasta animali, piante e foreste per profitto tp:writer§§ Virginia Serpe guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402889208853.PDF §---§ title§§ Sanità a due velocità: oltre 5 miliardi spesi per curarsi fuori Regione, il sistema sanitario si svuota al Sud link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402733610401.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "giornalelavoce.it" del 04 Mar 2026

A incassare di più sono Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, mentre cresce il peso delle strutture private convenzionate

pubDate§§ 2026-03-04T18:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402733610401.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402733610401.PDF', 'title': 'giornalelavoce.it'} tp:url§§ https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/680110/sanita-a-due-velocita-oltre-5-miliardi-spesi-per-curarsi-fuori-regione-il-sistema-sanitario-si-svuota-al-sud.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402733610401.PDF tp:ocr§§ Sempre più italiani sono costretti a lasciare la propria Regione per potersi curare. Nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale ha generato una spesa complessiva di 5,15 miliardi di euro, il valore più alto mai registrato. Il dato segna un aumento del 2,3% rispetto al 2022, quando la spesa era stata pari a 5,04 miliardi.A rivelarlo è il nuovo Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe, presentato oggi in occasione del trentennale della fondazione. Dall’analisi emerge anche un altro elemento rilevante: una parte consistente di queste risorse finisce nelle casse delle strutture private convenzionate, che intercettano oltre la metà della spesa destinata alle prestazioni specialistiche erogate fuori Regione.Il fenomeno, secondo gli esperti, racconta molto più di un semplice spostamento di pazienti tra territori: rappresenta uno degli indicatori più sensibili delle disuguaglianze nel servizio sanitario regionale.«La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi», afferma il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta.NINO CARTABELLOTTA, PRESIDENTE FONDAZIONE GIMBEIl quadro che emerge dal rapporto è articolato. Tradizionalmente i flussi di pazienti si muovono dal Sud verso il Nord, ma negli ultimi anni si registrano anche spostamenti significativi tra Regioni settentrionali. In questi casi si tratta spesso di una sorta di scambio di pazienti tra territori confinanti dotati di servizi sanitari di alto livello.Diversa la situazione per molte aree del Mezzogiorno, dove si assiste a una vera e propria fuga di pazienti senza un corrispondente flusso in entrata.I dati economici mostrano con chiarezza dove si concentrano le principali destinazioni della mobilità sanitaria. Circa metà degli incassi derivanti dalle cure erogate a pazienti provenienti da altre Regioni finisce infatti in tre territori: Lombardia con il 23,2%, Emilia-Romagna con il 17,6% e Veneto con l’11,1%.Sul versante opposto, le Regioni che sostengono la maggiore spesa per le cure ricevute dai propri residenti fuori territorio sono Lazio con il 12,1%, Campania con il 9,4% e Lombardia con il 9,2%.Questi numeri, spiega ancora Cartabellotta, dimostrano che la mobilità passiva non riguarda esclusivamente il trasferimento dei pazienti dal Sud verso il Nord.«La mobilità passiva non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord. Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità», precisa il presidente della Fondazione Gimbe.È osservando il saldo tra mobilità attiva e passiva che emerge con maggiore forza lo squilibrio territoriale. Nonostante una consistente spesa per le cure ricevute nelle Regioni limitrofe, la Lombardia mantiene un saldo positivo di 645,8 milioni di euro. Al contrario, diverse Regioni del Sud registrano forti passivi: Calabria con 326,9 milioni, Campania con 306,3 milioni, Puglia con 253,2 milioni e Sicilia con 246,7 milioni.Il report segnala inoltre la crescente centralità della sanità privata convenzionata. Per ogni euro speso per prestazioni specialistiche erogate fuori Regione, oltre la metà finisce nelle strutture private. Nel 2023 queste hanno incassato 1.966 milioni di euro, contro i 1.643 milioni delle strutture pubbliche.Tra le Regioni dove il privato risulta più attrattivo spiccano Molise, dove intercetta il 90,2% della mobilità attiva, Lombardia con il 71,1%, Puglia con il 68,9% e Lazio con il 63,8%.Per Cartabellotta, il significato di questi numeri è chiaro.«Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità», sottolinea il presidente della Fondazione Gimbe.«Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, signi fica che l'offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale», conclude Nino Cartabellotta. L'assessore regionale alla sanità Riboldi? "Un piazzista seriale!" Alberto Deambrogio (PRC) accusa: “Piazzista seriale di pezze peggiori dei buchi”. Il sindacato Nursing Up con Claudio Delli Carri: “Senza assunzioni strutturali si tradisce lo spirito del PNRR” Per prenotare una visita oculistica si rivolge alla Polizia e gliela fissano il giorno dopo Tra prescrizioni contraddittorie e sportelli che respingono i cittadini: la storia di un malato cronico costretto a insistere e a chiamare la polizia per ottenere una visita oculistica Tumori in Italia, 362mila nuovi casi nel 2025: cala la mortalità ma il Sud resta indietro Il nuovo rapporto dei registri tumori rivela un Paese che migliora nelle cure ma resta diviso: sopravvivenza più alta al Nord e al Centro, mentre al Sud pesa il peggioramento degli stili di vita e cresce l’incidenza tra le donne tp:writer§§ Manuel Cartosio guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402733610401.PDF §---§ title§§ Sanità a due velocità: oltre 5 miliardi spesi per curarsi fuori Regione, il sistema sanitario si svuota al Sud link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402733010407.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "giornalelavoce.it" del 04 Mar 2026

A incassare di più sono Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, mentre cresce il peso delle strutture private convenzionate

pubDate§§ 2026-03-04T18:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402733010407.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402733010407.PDF', 'title': 'giornalelavoce.it'} tp:url§§ https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/680110/sanita-a-due-velocita-oltre-5-miliardi-spesi-per-curarsi-fuori-regione-il-sistema-sanitario-si-svuota-al-sud.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402733010407.PDF tp:ocr§§ Sempre più italiani sono costretti a lasciare la propria Regione per potersi curare. Nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale ha generato una spesa complessiva di 5,15 miliardi di euro, il valore più alto mai registrato. Il dato segna un aumento del 2,3% rispetto al 2022, quando la spesa era stata pari a 5,04 miliardi.A rivelarlo è il nuovo Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe, presentato oggi in occasione del trentennale della fondazione. Dall’analisi emerge anche un altro elemento rilevante: una parte consistente di queste risorse finisce nelle casse delle strutture private convenzionate, che intercettano oltre la metà della spesa destinata alle prestazioni specialistiche erogate fuori Regione.Il fenomeno, secondo gli esperti, racconta molto più di un semplice spostamento di pazienti tra territori: rappresenta uno degli indicatori più sensibili delle disuguaglianze nel servizio sanitario regionale.«La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi», afferma il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta.NINO CARTABELLOTTA, PRESIDENTE FONDAZIONE GIMBEIl quadro che emerge dal rapporto è articolato. Tradizionalmente i flussi di pazienti si muovono dal Sud verso il Nord, ma negli ultimi anni si registrano anche spostamenti significativi tra Regioni settentrionali. In questi casi si tratta spesso di una sorta di scambio di pazienti tra territori confinanti dotati di servizi sanitari di alto livello.Diversa la situazione per molte aree del Mezzogiorno, dove si assiste a una vera e propria fuga di pazienti senza un corrispondente flusso in entrata.I dati economici mostrano con chiarezza dove si concentrano le principali destinazioni della mobilità sanitaria. Circa metà degli incassi derivanti dalle cure erogate a pazienti provenienti da altre Regioni finisce infatti in tre territori: Lombardia con il 23,2%, Emilia-Romagna con il 17,6% e Veneto con l’11,1%.Sul versante opposto, le Regioni che sostengono la maggiore spesa per le cure ricevute dai propri residenti fuori territorio sono Lazio con il 12,1%, Campania con il 9,4% e Lombardia con il 9,2%.Questi numeri, spiega ancora Cartabellotta, dimostrano che la mobilità passiva non riguarda esclusivamente il trasferimento dei pazienti dal Sud verso il Nord.«La mobilità passiva non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord. Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità», precisa il presidente della Fondazione Gimbe.È osservando il saldo tra mobilità attiva e passiva che emerge con maggiore forza lo squilibrio territoriale. Nonostante una consistente spesa per le cure ricevute nelle Regioni limitrofe, la Lombardia mantiene un saldo positivo di 645,8 milioni di euro. Al contrario, diverse Regioni del Sud registrano forti passivi: Calabria con 326,9 milioni, Campania con 306,3 milioni, Puglia con 253,2 milioni e Sicilia con 246,7 milioni.Il report segnala inoltre la crescente centralità della sanità privata convenzionata. Per ogni euro speso per prestazioni specialistiche erogate fuori Regione, oltre la metà finisce nelle strutture private. Nel 2023 queste hanno incassato 1.966 milioni di euro, contro i 1.643 milioni delle strutture pubbliche.Tra le Regioni dove il privato risulta più attrattivo spiccano Molise, dove intercetta il 90,2% della mobilità attiva, Lombardia con il 71,1%, Puglia con il 68,9% e Lazio con il 63,8%.Per Cartabellotta, il significato di questi numeri è chiaro.«Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità», sottolinea il presidente della Fondazione Gimbe.«Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, signi fica che l'offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale», conclude Nino Cartabellotta. L'assessore regionale alla sanità Riboldi? "Un piazzista seriale!" Alberto Deambrogio (PRC) accusa: “Piazzista seriale di pezze peggiori dei buchi”. Il sindacato Nursing Up con Claudio Delli Carri: “Senza assunzioni strutturali si tradisce lo spirito del PNRR” Per prenotare una visita oculistica si rivolge alla Polizia e gliela fissano il giorno dopo Tra prescrizioni contraddittorie e sportelli che respingono i cittadini: la storia di un malato cronico costretto a insistere e a chiamare la polizia per ottenere una visita oculistica Tumori in Italia, 362mila nuovi casi nel 2025: cala la mortalità ma il Sud resta indietro Il nuovo rapporto dei registri tumori rivela un Paese che migliora nelle cure ma resta diviso: sopravvivenza più alta al Nord e al Centro, mentre al Sud pesa il peggioramento degli stili di vita e cresce l’incidenza tra le donne tp:writer§§ Manuel Cartosio guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402733010407.PDF §---§ title§§ Sanità Calabria: fuga dei pazienti e costi record nel 2023 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402739810603.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilcrotonese.it" del 04 Mar 2026

Mobilità sanitaria, Gimbe: la Regione Calabria affronta una grave fuga di pazienti, registrando un passivo di 326,9 milioni nella sanità

pubDate§§ 2026-03-04T19:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402739810603.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402739810603.PDF', 'title': 'ilcrotonese.it'} tp:url§§ https://www.ilcrotonese.it/2026/03/04/sanita-calabria-fuga-dei-pazienti-e-costi-record-nel-2023/1726210/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402739810603.PDF tp:ocr§§ Mobilità sanitaria, Gimbe: la Regione Calabria affronta una grave fuga di pazienti, registrando un passivo di 326,9 milioni nella sanità--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402739810603.PDF §---§ title§§ Mobilità sanitaria, in Fvg saldo negativo di 10 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403063609733.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilfriuli.it" del 04 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-04T14:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403063609733.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403063609733.PDF', 'title': 'ilfriuli.it'} tp:url§§ https://www.ilfriuli.it/cronaca/mobilita-sanitaria-in-fvg-saldo-negativo-di-10-milioni/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403063609733.PDF tp:ocr§§ Nel 2023 in Friuli Venezia Giulia la mobilità sanitaria regionale registra un “saldo negativo minimo”, pari a -10 milioni di euro. Un dato in miglioramento rispetto al 2022, quando il saldo era di -11,7 milioni di euro. E’ quanto emerge dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe.Il saldo corrisponde alla differenza tra le risorse ricevute per curare pazienti provenienti da altre Regioni e quelle versate per i propri cittadini che si sono spostati altrove. Nel dettaglio, il Friuli Venezia Giulia è 13/o in Italia per crediti vantati (87 milioni e 710 mila euro), ovvero il rimborso che il Friuli Venezia Giulia riceve dalla Regione di residenza del paziente per le cure erogate, e 17/o per i debiti (97 milioni e 746mila euro), ovvero il rimborso che la nostra regione deve rimborsare a quella ospitante per le prestazioni ricevute. L’impatto economico pro-capite della mobilità sanitaria in Fvg è pari a -8 euro.Il Friuli Venezia Giulia si colloca infine in 15/a posizione nella classifica che misura il volume dell’erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private, un indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato. In Fvg le strutture private erogano il 24,7% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale, contro la media italiana del 54,5%.P.IVA 01907840308Iscritto presso il Registro delle Imprese Tribunale di Udine n. 22270 – CCIAA Ud 203820©2023 IL FRIULI – Tutti i diritti riservati.Powered by Rubidia tp:writer§§ guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403063609733.PDF §---§ title§§ Sanità, cure fuori regione: Puglia terza in Italia per "mobilità passiva" - il Giornale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402984009945.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilgiornale.it" del 04 Mar 2026

Secondo la Fondazione Gimbe, la regione ha un passivo di oltre 253 milioni di euro, peggio solo di Calabria e Campania

pubDate§§ 2026-03-04T15:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402984009945.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402984009945.PDF', 'title': 'ilgiornale.it'} tp:url§§ http://www.ilgiornale.it/news/nazionale/sanit-cure-fuori-regione-puglia-terza-italia-mobilit-passiva-2633546.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402984009945.PDF tp:ocr§§ Secondo la Fondazione Gimbe, la regione ha un passivo di oltre 253 milioni di euro, peggio solo di Calabria e Campania--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402984009945.PDF §---§ title§§ Pediatri sotto pressione, equilibrio fragile in Sicilia: il nodo tra pensionamenti e il ricambio che manca link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402939908348.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilsicilia.it" del 04 Mar 2026

In Sicilia si registra un fenomeno che rischia di tradursi in una vera e propria emergenza sociale e sanitaria con numerose famiglie segnalano difficoltà crescenti nel reperire un pediatra di libera scelta per i propri figli.

pubDate§§ 2026-03-04T07:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402939908348.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402939908348.PDF', 'title': 'ilsicilia.it'} tp:url§§ https://ilsicilia.it/pediatri-sotto-pressione-equilibrio-fragile-in-sicilia-il-nodo-tra-pensionamenti-e-il-ricambio-che-manca/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402939908348.PDF tp:ocr§§ Cronache localiIl NetworkIn Sicilia si registra un fenomeno che rischia di tradursi in una vera e propria emergenza sociale e sanitaria con numerose famiglie segnalano difficoltà crescenti nel reperire un pediatra per i propri figli.Secondo le elaborazioni della Fondazione GIMBE, in Italia mancano almeno 500 pediatri di libera scelta rispetto al fabbisogno teorico. Al primo gennaio 2024 il rapporto medio nazionale è di circa 900 assistiti per medico, un valore vicino ai limiti massimi previsti dall’Accordo collettivo nazionale. La stessa Fondazione stima che entro il 2028 oltre 2.500 pediatri andranno in pensione, con un impatto significativo sulla tenuta dell’assistenza territoriale se non compensato da un adeguato ricambio generazionale.Il problema è quindi strutturale. L’invecchiamento della categoria, la programmazione delle borse di specializzazione negli anni passati e la distribuzione non omogenea dei professionisti stanno producendo squilibri territoriali. In alcune aree del Paese le carenze sono già formalmente riconosciute, in altre emergono soprattutto a livello locale.Se si guarda ai dati regionali nel loro complesso, la Sicilia non risulta formalmente tra le Regioni con una carenza numerica certificata di pediatri secondo le ultime analisi della Fondazione GIMBE aggiornate al 2024. Questo significa che, nel rapporto medio tra numero di bambini e pediatri convenzionati, l’Isola rientra ancora nei parametri previsti. Il dato medio, però, non racconta sempre quello che accade nei singoli territori. La presenza di un numero sufficiente di pediatri a livello regionale non esclude difficoltà nei distretti sanitari dove i medici hanno già raggiunto il numero massimo di assistiti consentito.Secondo l’Accordo collettivo nazionale ogni pediatra può seguire un determinato numero di bambini. Quando questa soglia viene superata o avvicinata, non è possibile iscrivere nuovi assistiti, anche se nel complesso la Regione non risulta ufficialmente carente. Su questo equilibrio incide anche la programmazione regionale. Con il decreto assessoriale n. 887 del 13 agosto 2025 è stata introdotta una disciplina transitoria che modifica il rapporto ottimale tra pediatra e assistiti. Un cambiamento che può avere effetti diretti sulla possibilità di dichiarare nuove zone carenti e quindi di attivare ulteriori incarichi.A rendere evidente la questione sono soprattutto le segnalazioni provenienti da alcune province, in particolare quella di Catania, dove diversi pediatri avrebbero già raggiunto il numero massimo di assistiti. In questi casi le famiglie possono trovarsi nella condizione di dover cercare disponibilità in altri comuni o attendere che si liberi un posto.L’assistenza pediatrica per i bambini fino ai sei anni rientra nei Livelli essenziali di assistenza definiti dal Ministero della Salute. Si tratta di prestazioni che il Servizio sanitario nazionale deve garantire in modo uniforme. Quando l’assegnazione del medico risulta complessa, le ricadute possono tradursi in maggiore ricorso alla sanità privata o in un aumento degli accessi impropri ai pronto soccorso.Il tutto avviene in un contesto demografico in costante cambiamento. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Istat, la natalità in Sicilia è in calo da anni, in linea con l’andamento nazionale. La diminuzione delle nascite, però, non elimina automaticamente le criticità organizzative, che dipendono soprattutto dalla distribuzione dei professionisti e dalla programmazione sanitaria.In questo scenario si inserisce l’intervento del deputato regionale del gruppo Mpa-Grande Sicilia, Santo Primavera, che ha presentato un’interrogazione (CLICCA QUI) urgente al Presidente della Regione Renato Schifani e all’Assessore alla Salute Daniela Faraoni.“In Sicilia oltre 50 mila bambini sono oggi privi del pediatra di libera scelta. È un dato che non può lasciarci indifferenti”, afferma il parlamentare. Nell’atto ispettivo si parla di pensionamenti non sostituiti e di distre tti nei quali un solo medico sarebbe chiamato a seguire un numero di piccoli pazienti superiore ai limiti ordinari.Primavera chiede una revisione della programmazione del fabbisogno regionale sulla base dei dati demografici aggiornati e un piano straordinario di reclutamento e incentivazione, con particolare attenzione alle aree interne e disagiate. “L’articolo 32 della Costituzione tutela la salute come diritto fondamentale e questo diritto deve essere garantito in maniera uniforme su tutto il territorio regionale“, sostiene.Al di là del confronto politico, il tema dei pediatri di libera scelta rimanda a una questione più ampia che riguarda l’organizzazione della medicina territoriale. Il ricambio generazionale, la definizione delle zone carenti e la capacità di programmare con anticipo il fabbisogno rappresentano variabili decisive per evitare che le criticità locali si trasformino in emergenze diffuse.I numeri nazionali mostrano una tendenza che richiede interventi strutturali. Le segnalazioni provenienti da alcune aree della Sicilia indicano che il problema dell’accesso potrebbe non essere soltanto teorico. La risposta, ora, passa dalla verifica puntuale dei dati territoriali e dalle scelte di programmazione che la Regione deciderà di adottare nei prossimi mesi.Ai microfoni de ilSicilia.it, il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate, che per mesi ha lavorato sul testo ed è stato relatore in aula.Il lavoro svolto in queste settimane dai coordinatori democristiani è stato principalmente quello di tessere un nuovo rapporto tra la base del partito e il gruppo parlamentare all’ArsLa 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionaleVi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.Copyright © ilSicilia | aut. Tribunale di Palermo n.11 del 29/09/2015 Editore: Mercurio Comunicazione Soc. Coop. A.R.L.Direttore Editoriale: Maurizio ScaglioneDirettore Responsabile: Maria Calabresep.zza Sant’Oliva, 9 – 90141 – Palermo – 091335557P.IVA: 06334930820Mercurio Comunicazione Società Cooperativa a r.l. è iscritta al Registro degli Operatori di Comunicazione al numero 26988Sito gestito da La Digitale srl – info@ladigitale.it tp:writer§§ Riccardo Vaccaro guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402939908348.PDF §---§ title§§ La fuga dei pazienti in altre Regioni supera i 5 miliardi: Lombardia, Emilia e Veneto le più scelte link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402907709182.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilsole24ore.com" del 04 Mar 2026

Secondo i dati diffusi dalla Fondazione Gimbe emerge anche che la crescita sta favorendo soprattutto le strutture sanitarie private

pubDate§§ 2026-03-04T12:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402907709182.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402907709182.PDF', 'title': 'ilsole24ore.com'} tp:url§§ https://www.ilsole24ore.com/art/la-fuga-pazienti-altre-regioni-supera-5-miliardi-lombardia-emilia-e-veneto-piu-scelte-AIh1QTlB tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402907709182.PDF tp:ocr§§ ServizioServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa mobilità sanitariaLa fuga dei pazienti in altre Regioni supera i 5 miliardi: Lombardia, Emilia e Veneto le più scelteSecondo i dati diffusi dalla Fondazione Gimbe emerge anche che la crescita sta favorendo soprattutto le strutture sanitarie privatedi Marzio Bartoloni4 marzo 2026INAUGURAZIONE DEL NUOVO REPARTO DI PEDIATRIA ALL'OSPEDALE SAN CARLO (MATT CORNER, MILANO - 2015-04-27) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate4' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.comI punti chiaveLe Regioni più attrattive e quelle con più pazienti in fugaCresce il ruolo delle strutture sanitarie privateLa maggior parte sono ricoveri “per scelta” Ascolta la versione audio dell'articolo4' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.comIl flusso di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato così tanto massiccio. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale - quelli che una volta venivano chiamati i viaggi della speranza dei pazienti - ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord - con gli ospedali di Lombardia, Emilia e Veneto tra i più gettonati -, ma sempre più spesso si assiste anche a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Sono queste le tendenze che si delineano nel nuovo report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato in occasione del suo trentennale e dal quale emerge anche che la crescita della mobilità sanitaria in Italia sta favorendo soprattutto le strutture sanitarie private. “Questi numeri – afferma il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta – indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità. Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l'offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale”.Le Regioni più attrattive e quelle con più pazienti in fugaIn Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto si concentra il 95,1% del saldo attivo della mobilità sanitaria, ovvero la differenza tra risorse ricevute per curare pazienti di altre Regioni e quelle versate per i propri residenti curati altrove. Sul versante opposto, a pagare il prezzo più alto sono Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna, che insieme assorbono il 78,2% del saldo passivo. «Non siamo più di fronte a semplici differenze regionali – avverte il Presidente di Gimbe – ma a un divario strutturale che nel tempo si è consolidato. In questo scenario, l'autonomia differenziata, con il via libera alle pre-intese per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, amplierà inevitabilmente le disuguaglianze». In particolare la mobilità attiva - l'attrazione cioè di pazienti “in fuga” da altre Regioni - si concentra per oltre la metà in Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%), seguite da Lazio (8,9%), Toscana (6,4%) e Piemonte (5,8%) . Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%) dove però pesa la presenza di strutture “extra territoriali” come il Bambino Gesù che è una struttura del Vaticano, Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%), che da sole rappresentano quasi un terzo del totale, con oltre 400 milioni ciascuna. «La mobilità passiva – spiega Cartabellotta – non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord. Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità. Regioni come Lombardia, Veneto e Piemonte registrano livelli rilevanti di mobil ità passiva».Loading...Cresce il ruolo delle strutture sanitarie privateLa crescita della mobilità sanitaria in Italia sta favorendo poi soprattutto le strutture sanitarie private. Per ogni euro speso per ripagare le prestazioni specialistiche erogate fuori Regione, oltre la metà viene incassata dalla sanità privata convenzionata, a cui, nel 2023, sono andati 1.966 milioni rispetto ai 1.643 milioni delle strutture pubbliche, avverte ancora il Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe. “La quota di mobilità che confluisce verso il privato convenzionato non è omogenea in tutte le Regioni”, spiega Cartabellotta. “Dipende dall'offerta e dalle capacità attrattive di strutture private d'eccellenza”. Così il rapporto mostra come in Molise il privato attragga il 90,2% della mobilità attiva, in Lombardia il 71,1%, in Puglia il 68,9%, nel Lazio il 63,8%. All'estremo opposto, la Basilicata, dove il privato attrae solo il 7,2% della mobilità attiva, la Provincia autonoma di Bolzano (9,1%), la Liguria (11,4%), l'Umbria (15,1%), la Valle D'Aosta (15,7%). L'analisi mostra anche cosa cercano i pazienti che vanno fuori Regione. Tra i ricoveri, circa la metà (52,4%) è legata a interventi ad alta complessità, mentre il 41,1% a interventi a media o bassa complessità. Un 6,5% dei pazienti si sposta, poi, per interventi classificati come a rischio inappropriatezza.La maggior parte sono ricoveri “per scelta” Dal rapporto arriva anche la conferma che solo una minoranza delle cure ottenute fuori Regione sono legate a necessità immediate (per esempio un'urgenza mentre ci si trova fuori Regione) o al fatto che il domicilio del paziente non coincide con la Regione di residenza, come nei casi in cui l'ospedale più vicino a casa non è nella propria Regione.. Secondo i dati Agenas, l'80,4% della mobilità per ricoveri è classificato come effettiva per 2,311 miliardi, ovvero dipende dalla scelta del paziente. Il 16,7% (480 milioni) è invece legato a prestazioni urgenti (mobilità casuale) e il 3% (€ 85 milioni) riguarda casi in cui il domicilio del paziente non coincide con la Regione di residenza (mobilità apparente). Della mobilità effettiva, solo il 6,5% riguarda ricoveri ordinari a rischio di inappropriatezza, cioè davvero non necessari. Della specialistica ambulatoriale erogata in mobilità, quasi il 93% si concentra in tre categorie: prestazioni terapeutiche (33,1%), diagnostica strumentale (31,5%) e prestazioni di laboratorio (28 per cento). «Il trentennale GIMBE – conclude Cartabellotta – segna l'inizio di un nuovo capitolo per la Fondazione: l'avvio di un coinvolgimento della comunità, con strumenti dedicati a rafforzare in modo strutturale la ricerca indipendente, l'educazione alla salute, l'uso consapevole della sanità pubblica e l'advocacy politico-istituzionale finalizzata a rilanciare il Ssn”.NewsletterSanità24, la newsletter sul settore sanitarioScopri di piùPROMO ABBONAMENTO1 anno di abbonamento al Sole a 49€!Accesso illimitato al sito de Il Sole 24 OreScopri di più?Riproduzione riservata ©ArgomentimobilitàLombardiaVenetoEmilia RomagnaLazioMarzio Bartolonicaposervizio@marziobartoloniEmailLuogo: RomaLingue parlate: italiano, inglese, spagnoloArgomenti: sanità, imprese, innovazione, ricerca, universitàScheda autoreTrust projectLoading... tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402907709182.PDF §---§ title§§ La fuga dei pazienti in altre Regioni supera i 5 miliardi: Lombardia, Emilia e Veneto le più scelte - Il Sole 24 ORE link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403044109410.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilsole24ore.com" del 04 Mar 2026

Secondo i dati diffusi dalla Fondazione Gimbe emerge anche che la crescita sta favorendo soprattutto le strutture sanitarie private

pubDate§§ 2026-03-04T13:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403044109410.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403044109410.PDF', 'title': 'ilsole24ore.com'} tp:url§§ https://www.ilsole24ore.com/art/la-fuga-pazienti-altre-regioni-supera-5-miliardi-lombardia-emilia-e-veneto-piu-scelte-AIh1QTlB tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403044109410.PDF tp:ocr§§ Ascolta la versione audio dell'articolo4' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.comIl flusso di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato così tanto massiccio. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale - quelli che una volta venivano chiamati i viaggi della speranza dei pazienti - ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord - con gli ospedali di Lombardia, Emilia e Veneto tra i più gettonati -, ma sempre più spesso si assiste anche a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Sono queste le tendenze che si delineano nel nuovo report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato in occasione del suo trentennale e dal quale emerge anche che la crescita della mobilità sanitaria in Italia sta favorendo soprattutto le strutture sanitarie private. “Questi numeri – afferma il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta – indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità. Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l'offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale”.Le Regioni più attrattive e quelle con più pazienti in fugaIn Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto si concentra il 95,1% del saldo attivo della mobilità sanitaria, ovvero la differenza tra risorse ricevute per curare pazienti di altre Regioni e quelle versate per i propri residenti curati altrove. Sul versante opposto, a pagare il prezzo più alto sono Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna, che insieme assorbono il 78,2% del saldo passivo. «Non siamo più di fronte a semplici differenze regionali – avverte il Presidente di Gimbe – ma a un divario strutturale che nel tempo si è consolidato. In questo scenario, l'autonomia differenziata, con il via libera alle pre-intese per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, amplierà inevitabilmente le disuguaglianze». In particolare la mobilità attiva - l'attrazione cioè di pazienti “in fuga” da altre Regioni - si concentra per oltre la metà in Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%), seguite da Lazio (8,9%), Toscana (6,4%) e Piemonte (5,8%) . Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%) dove però pesa la presenza di strutture “extra territoriali” come il Bambino Gesù che è una struttura del Vaticano, Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%), che da sole rappresentano quasi un terzo del totale, con oltre 400 milioni ciascuna. «La mobilità passiva – spiega Cartabellotta – non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord. Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità. Regioni come Lombardia, Veneto e Piemonte registrano livelli rilevanti di mobilità passiva».Loading...Cresce il ruolo delle strutture sanitarie privateLa crescita della mobilità sanitaria in Italia sta favorendo poi soprattutto le strutture sanitarie private. Per ogni euro speso per ripagare le prestazioni specialistiche erogate fuori Regione, oltre la metà viene incassata dalla sanità privata convenzionata, a cui, nel 2023, sono andati 1.966 milioni rispetto ai 1.643 milioni delle strutture pubbliche, avverte ancora il Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe. “La quota di mobilità che confluisce verso il privato convenzionato non è omogenea in tutte le Regioni”, spiega Cartabellotta. “Dipende dall'offerta e dalle capacità attrattive di strutture private d'eccellenza”. Così il rapporto mostra come in Molise il privato attragga il 90,2% della mobilità attiva, in Lombardia il 71,1%, in Puglia il 68,9%, nel Lazio il 63,8%. All'estremo opposto, la Basilicata, dove il privato attrae solo il 7,2% della mo bilità attiva, la Provincia autonoma di Bolzano (9,1%), la Liguria (11,4%), l'Umbria (15,1%), la Valle D'Aosta (15,7%). L'analisi mostra anche cosa cercano i pazienti che vanno fuori Regione. Tra i ricoveri, circa la metà (52,4%) è legata a interventi ad alta complessità, mentre il 41,1% a interventi a media o bassa complessità. Un 6,5% dei pazienti si sposta, poi, per interventi classificati come a rischio inappropriatezza.La maggior parte sono ricoveri “per scelta” Dal rapporto arriva anche la conferma che solo una minoranza delle cure ottenute fuori Regione sono legate a necessità immediate (per esempio un'urgenza mentre ci si trova fuori Regione) o al fatto che il domicilio del paziente non coincide con la Regione di residenza, come nei casi in cui l'ospedale più vicino a casa non è nella propria Regione.. Secondo i dati Agenas, l'80,4% della mobilità per ricoveri è classificato come effettiva per 2,311 miliardi, ovvero dipende dalla scelta del paziente. Il 16,7% (480 milioni) è invece legato a prestazioni urgenti (mobilità casuale) e il 3% (€ 85 milioni) riguarda casi in cui il domicilio del paziente non coincide con la Regione di residenza (mobilità apparente). Della mobilità effettiva, solo il 6,5% riguarda ricoveri ordinari a rischio di inappropriatezza, cioè davvero non necessari. Della specialistica ambulatoriale erogata in mobilità, quasi il 93% si concentra in tre categorie: prestazioni terapeutiche (33,1%), diagnostica strumentale (31,5%) e prestazioni di laboratorio (28 per cento). «Il trentennale GIMBE – conclude Cartabellotta – segna l'inizio di un nuovo capitolo per la Fondazione: l'avvio di un coinvolgimento della comunità, con strumenti dedicati a rafforzare in modo strutturale la ricerca indipendente, l'educazione alla salute, l'uso consapevole della sanità pubblica e l'advocacy politico-istituzionale finalizzata a rilanciare il Ssn”.NewsletterSanità24, la newsletter sul settore sanitarioScopri di piùPROMO ABBONAMENTO1 anno di abbonamento al Sole a 49€!Accesso illimitato al sito de Il Sole 24 OreScopri di più?Riproduzione riservata ©ArgomentimobilitàLombardiaVenetoEmilia RomagnaLazioMarzio Bartolonicaposervizio@marziobartoloniEmailLuogo: RomaLingue parlate: italiano, inglese, spagnoloArgomenti: sanità, imprese, innovazione, ricerca, universitàScheda autoreTrust projectLoading... tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403044109410.PDF §---§ title§§ SANITÀ, ANALISI-STUDIO NURSING UP: SEI ANNI DOPO IL COVID IL SISTEMA SANITARIO ITALIANO È ANCORA UN FRAGILE CASTELLO DI SABBIA! link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402876308720.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "imgpress.it" del 04 Mar 2026

I dati ufficiali sull’attuazione della Missione 6 – Salute del PNRR, rilevati dalla Ragioneria Generale dello Stato, analizzati nelle relazioni della Corte dei Conti, supportati dall’attività tecnica di AGENAS e oggetto di monitoraggio indipendente da parte dell’Osservatorio PNRR Salute della Fondazione GIMBE, indicano che la messa in sicurezza del Servizio sanitario nazionale non può dirsi definitivamente completata.

pubDate§§ 2026-03-04T09:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402876308720.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402876308720.PDF', 'title': 'imgpress.it'} tp:url§§ https://www.imgpress.it/attualita/sanita-analisi-studio-nursing-up-sei-anni-dopo-il-covid-il-sistema-sanitario-italiano-e-ancora-un-fragile-castello-di-sabbia/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402876308720.PDF tp:ocr§§ Terapie intensive ancora sotto target, piano pandemico non definitivamente consolidato e una rete territoriale che procede a velocità diverse: ma soprattutto, ovunque emergano scompensi del sistema, la vera spina nel fianco resta la carenza di personale, in primis di infermieri. È questa la sbiadita fotografia della sanità italiana a sei anni dall’inizio della pandemia. Lo rivelano fonti autorevoli.I dati ufficiali sull’attuazione della Missione 6 – Salute del PNRR, rilevati dalla Ragioneria Generale dello Stato, analizzati nelle relazioni della Corte dei Conti, supportati dall’attività tecnica di AGENAS e oggetto di monitoraggio indipendente da parte dell’Osservatorio PNRR Salute della Fondazione GIMBE, indicano che la messa in sicurezza del Servizio sanitario nazionale non può dirsi definitivamente completata.Il piano di rafforzamento dell’area critica prevedeva un target complessivo di 5.922 nuovi posti tra terapia intensiva e sub-intensiva. Ad oggi risultano attivati 4.227 posti, di cui 1.839 in terapia intensiva e 2.388 in sub-intensiva, a fronte di obiettivi minimi fissati in 2.692 posti di intensiva e 3.230 di sub-intensiva. Restano dunque centinaia di posti ancora da rendere pienamente operativi, con un ritardo stimato di almeno cinque mesi rispetto alle scadenze programmate e con disomogeneità territoriali significative.«L’incremento rispetto al periodo pre-pandemico c’è stato, è innegabile. Le risorse sono state stanziate e in parte spese. Ma la stabilizzazione strutturale dell’area critica non è affatto conclusa», esordisce così nella sua disamina Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up. Parallelamente, il nuovo piano pandemico nazionale non risulta ancora definitivamente consolidato, mentre quello precedente risaliva al 2006. La capacità di risposta sistemica non poggia ancora su un quadro pienamente aggiornato e uniforme.«Il nodo decisivo non è solo infrastrutturale. Una terapia intensiva non è un numero: è un’équipe multiprofessionale operativa h24. Ogni posto letto richiede personale formato, turnazioni complete, competenze avanzate. Senza questo elemento, l’infrastruttura resta capacità teorica», continua De Palma.L’Italia continua a collocarsi sotto la media europea per dotazione infermieristica in rapporto alla popolazione, e questo squilibrio incide direttamente sulla capacità reale di rendere operativi i posti programmati e di sostenere la rete territoriale. Ogni scompenso – dalle liste d’attesa alla pressione sui pronto soccorso – trova nella carenza di personale il suo denominatore comune.La letteratura scientifica internazionale è chiara. Uno studio pubblicato su The Lancet (Aiken et al., 2014), condotto su oltre 420.000 pazienti in 12 Paesi europei, dimostra che ogni paziente aggiuntivo assegnato a un infermiere aumenta del 7% il rischio di mortalità ospedaliera a 30 giorni. Analisi successive pubblicate su BMJ Quality & Safety confermano che gli ospedali con migliore dotazione infermieristica registrano riduzioni della mortalità comprese tra il 10% e il 20% rispetto alle strutture sotto-organico. Anche i report di OCSE e OMS Europa evidenziano come i sistemi con maggiore densità infermieristica abbiano mostrato migliore capacità di risposta durante la pandemia. Non è una valutazione sindacale: è un dato consolidato nella letteratura sugli esiti sanitari.«La pandemia – dichiara ancora Antonio De Palma – avrebbe dovuto rafforzare definitivamente le fondamenta del sistema. Abbiamo potenziato le strutture, ma se non rafforziamo stabilmente il personale, la resilienza resta teorica. Senza infermieri e senza professionisti sanitari non si salvano vite».A sei anni dal Covid, il sistema non è immobile. Ha investito, ha ampliato l’area critica, ha programmato riforme. Ma finché la forza lavoro sanitaria resterà sotto pressione e non allineata alla domanda assistenziale, la struttura resterà vulnerabile.«Un castello di sabbia può apparire solido. Ma al primo soffio di vento, d rammaticamente cede», conclude De Palma.  Stampa tp:writer§§ roberto guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402876308720.PDF §---§ title§§ SSN, mobilità sanitaria record e divario Nord-Sud sempre più profondo. Report GIMBE link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402907309178.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "insalutenews.it" del 04 Mar 2026

Bologna, 4 marzo 2026 - Trent’anni di impegno civico indipendente con i fari puntati sulle criticità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e sull’integrità della scienza. Con un evento nazionale in streaming, la Fondazione GIMBE ha aperto ufficialmente l’anno del trentennale di attività, presentando il nuovo report sulla mobilità sanitaria interregionale e rilanciando l’allarme sull’equità di

pubDate§§ 2026-03-04T12:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402907309178.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402907309178.PDF', 'title': 'insalutenews.it'} tp:url§§ https://www.insalutenews.it/in-salute/ssn-mobilita-sanitaria-record-e-divario-nord-sud-sempre-piu-profondo-report-gimbe/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=ssn-mobilita-sanitaria-record-e-divario-nord-sud-sempre-piu-profondo-report-gimbe tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402907309178.PDF tp:ocr§§ Bologna, 4 marzo 2026 – Trent’anni di impegno civico indipendente con i fari puntati sulle criticità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e sull’integrità della scienza. Con un evento nazionale in streaming, la Fondazione GIMBE ha aperto ufficialmente l’anno del trentennale di attività, presentando il nuovo report sulla mobilità sanitaria interregionale e rilanciando l’allarme sull’equità di accesso alle cure, le diseguaglianze territoriali, i ritardi della digitalizzazione e del PNRR e, più in generale, la sostenibilità del SSN e la disinformazione scientifica.“In questa occasione non vogliamo celebrare il passato – ha dichiarato il Presidente Nino Cartabellotta – ma rinnoviamo l’impegno per il futuro. Dopo trent’anni la nostra missione non è cambiata: usare dati ed evidenze scientifiche per difendere la sanità pubblica e distinguere tra proclami e realtà. Oggi, più che mai, serve una voce rigorosa e indipendente per contrastare gli attacchi scomposti alla scienza e per denunciare che il diritto alla tutela della salute è sempre più condizionato dal reddito e dal luogo di residenza”.L’evento, che ha visto il Presidente Cartabellotta in conversazione con la giornalista Maria Emilia Bonaccorso, inaugura il percorso #GIMBE30, 12 mesi in cui si susseguiranno attività istituzionali, iniziative divulgative, progetti editoriali e azioni di advocacy in una cornice unitaria fondata su tre pilastri: la scienza per orientare le decisioni pubbliche, la tutela del SSN come bene comune, il rafforzamento della responsabilità civica per difendere il diritto alla tutela della salute.Nel corso dell’evento è stato presentato il nuovo Report GIMBE sulla mobilità sanitaria. “La migrazione sanitaria tra Regioni – ha sottolineato Cartabellotta – è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del SSN: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi”.La mobilità sanitaria interregionale nel 2023Dott. Nino CartabellottaNel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di € 5,15 miliardi, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 (€ 5,04 miliardi). Le analisi della Fondazione GIMBE confermano il progressivo ampliamento dello squilibrio tra Nord e Sud, con un enorme flusso di risorse economiche in uscita dal Mezzogiorno verso il Nord. In particolare, verso Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, che si confermano le Regioni più attrattive.“Questi numeri – afferma Cartabellotta – indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità. Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale e richiede spostamenti che hanno anche un rilevante impatto economico sui bilanci delle famiglie”.Un principio recentemente ribadito anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, il 28 febbraio scorso, ha ricordato come “il diritto alla salute, costituzionalmente garantito, deve trovare uniforme applicazione sull’intero territorio nazionale”, sottolineando che permangono disomogeneità territoriali non più accettabili.Il Report GIMBE sulla mobilità sanitaria 2023 si basa su tre fonti ufficiali: i dati economici aggregati dal Riparto 2025; i flussi dei Modelli M trasmessi dalle Regioni al Ministero della Salute; i dati del Report Agenas sulla mobilità sanitaria.Flussi economici e squilibri territorialiIn Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto si concentra il 95,1% del saldo attivo della mobilità sanitaria, ovvero la differenza tra risorse ricevute per curare pazienti di altre Regioni e quelle versate per i propri residenti curati altrove. Sul versante opposto, a pagare il prezzo più alto sono Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna, che insieme assorbono il 78,2% del saldo passivo.“Non siamo più di fronte a semplici differenze regionali – avverte il Presidente – ma a un divario strutturale che nel tempo si è consolidato. In questo scenario, l’autonomia differenziata, con il via libera alle pre-intese per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, amplierà inevitabilmente le disuguaglianze”.Regioni “attrattive” e pazienti “in fuga”La mobilità attiva si concentra per oltre la metà in Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%), seguite da Lazio (8,9%), Toscana (6,4%) e Piemonte (5,8%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%), che da sole rappresentano quasi un terzo del totale, con oltre € 400 milioni ciascuna.“La mobilità passiva – spiega Cartabellotta – non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord. Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità. Regioni come Lombardia, Veneto e Piemonte registrano livelli rilevanti di mobilità passiva”.Saldi regionali, i dati in dettaglio:Saldo positivo rilevante: Lombardia (€ 645,8 milioni), Emilia-Romagna (€ 564,9 milioni) e Veneto (€ 212,1 milioni);Saldo positivo moderato: Toscana (€ 47,2 milioni);Saldo positivo minimo: Molise (€ 18,6 milioni), Provincia autonoma di Trento (€ 8 milioni);Saldo negativo minimo: Provincia autonoma di Bolzano (-€ 3,9 milioni), Friuli Venezia Giulia (-€ 10 milioni), Valle d’Aosta (-€ 12,8 milioni), Piemonte (-€ 20,7 milioni);Saldo negativo moderato: Marche (-€ 54,7 milioni), Umbria (-€ 55,8 milioni), Liguria (-€ 74,4 milioni), Basilicata (-€ 77,9 milioni), Abruzzo (-€ 86,9 milioni);Saldo negativo rilevante: Sardegna (-€ 101,9 milioni), Lazio (-€ 191,7 milioni), Sicilia (-€ 246,7 milioni), Puglia (-€ 253,2 milioni), Campania (-€ 306,3 milioni), Calabria (-€ 326,9 milioni).“I saldi regionali – commenta il Presidente – evidenziano un’enorme frattura strutturale tra Nord e Sud. Le sole Regioni con un saldo positivo superiore a € 100 milioni si trovano tutte al Nord, mentre quelle con un saldo negativo otre € 100 milioni appartengono tutte al Mezzogiorno, con l’eccezione del Lazio. Infine, la mobilità sanitaria riguarda prevalentemente i ricoveri ospedalieri e non restituisce le diseguaglianze nell’assistenza territoriale e socio-sanitaria. Ovvero, il divario reale tra le Regioni è ancora più marcato”.Il ruolo del privato convenzionatoOltre 1 euro su 2 speso per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori Regione viene incassato dalla sanità privata convenzionata: € 1.966 milioni (54,5%), contro i € 1.643 milioni (45,5%) destinati alle strutture pubbliche.“La quota di mobilità che confluisce verso il privato convenzionato – sottolinea Cartabellotta – non è omogenea in tutte le Regioni, perché dipende dall’offerta e dalle capacità attrattive di strutture private d’eccellenza”. Infatti, le strutture private assorbono oltre il 60% della mobilità attiva in Molise (90,2%), Lombardia (71,1%), Puglia (68,9%) e Lazio (63,8%). In altre Regioni la capacità attrattiva del privato resta invece inferiore al 20%: Valle D’Aosta (15,7%), Umbria (15,1%), Liguria (11,4%), Provincia autonoma di Bolzano (9,1%) e Basilicata (7,2%).Ricoveri ospedalieri e specialistica ambulatorialeSecondo i dati Agenas, l’80,4% della mobilità per ricoveri è classificato come effettiva (€ 2.311 milioni), ovvero dipende dalla scelta del paziente. Il 16,7% (€ 480 milioni) è invece legato a prestazioni urgenti (mobilità casuale) e il 3% (€ 85 milioni) riguarda casi in cui il domicilio del paziente non coincide con la Regione di residenza (mobilità apparente).Della mobilità effettiva, solo il 6,5% riguarda ricoveri ordinari a rischio di inappropriatezza. Della specialistica ambulatoriale erogata in mobilità, quasi il 93% si concentra in tre categorie: prestazioni terapeutiche (33,1%), diagno stica strumentale (31,5%) e prestazioni di laboratorio (28%).“I dati sulla mobilità sanitaria – prosegue il Presidente – ci ricordano che il diritto alla tutela della salute non può dipendere dal codice di avviamento postale. Il nostro impegno per il futuro è di continuare a monitorare con rigore le diseguaglianze e a condurre analisi indipendenti per ricostruire un SSN equo e universalistico. E da attività come questa prende forma il nuovo percorso avviato con il trentennale: trasformare il monitoraggio GIMBE in strumento di consapevolezza pubblica e advocacy istituzionale”.“Il trentennale GIMBE – conclude Cartabellotta – segna l’inizio di un nuovo capitolo per la Fondazione: l’avvio di un coinvolgimento della comunità, con strumenti dedicati a rafforzare in modo strutturale la ricerca indipendente, l’educazione alla salute, l’uso consapevole della sanità pubblica e l’advocacy politico-istituzionale finalizzata a rilanciare il SSN. Perché l’indipendenza, nostro valore fondante, si tutela con trasparenza, partecipazione e responsabilità condivisa. E perché difendere la sanità pubblica significa garantire decisioni guidate dalle evidenze scientifiche e dai dati, non da interessi opportunistici o di categoria. Ma significa anche costruire una comunità consapevole del valore del SSN e pronta a sostenerlo come pilastro della democrazia e strumento di coesione sociale”. tp:writer§§ insalutenews.it guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402907309178.PDF §---§ title§§ Fughe sanitarie, il report di Gimbe: nel 2023 riduzione di 260 mila euro, nel 2025 piano da 68 milioni per fermare la migrazione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403016410141.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ivg.it" del 04 Mar 2026

Il Piano prevede un rafforzamento dell''attività nelle strutture pubbliche, una riorganizzazione delle liste d''attesa e una presa in carico più proattiva dei pazienti

pubDate§§ 2026-03-04T16:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403016410141.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403016410141.PDF', 'title': 'ivg.it'} tp:url§§ https://www.ivg.it/2026/03/fughe-sanitarie-il-report-di-gimbe-nel-2023-riduzione-di-260-mila-euro-nel-2025-piano-da-68-milioni-per-fermare-la-migrazione/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403016410141.PDF tp:ocr§§ Liguria. La Fondazione Gimbe certifica un’inversione di tendenza per la Liguria sul fronte delle fughe sanitarie: nel 2023 la mobilità passiva si è ridotta di 260 mila euro rispetto all’anno precedente. Un dato che arriva dal report sulla mobilità sanitaria interregionale diffuso in occasione dell’apertura ufficiale dell’anno del trentennale di attività della fondazione.“Questi dati premiano il lavoro che stiamo portando avanti sul fronte della mobilità sanitaria – sottolinea l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò –. Abbiamo già varato nel 2025 un Piano da 68 milioni di euro per ridurre la mobilità passiva e rendere le cure sempre più accessibili e di qualità. Fermare la migrazione sanitaria significa consentire ai cittadini di curarsi vicino a casa, evitando spostamenti onerosi, e allo stesso tempo valorizzare le professionalità e le strutture liguri”.Il Piano prevede un rafforzamento dell’attività nelle strutture pubbliche, una riorganizzazione delle liste d’attesa e una presa in carico più proattiva dei pazienti.Quanto al ruolo del privato accreditato, che in Liguria eroga meno del 7% delle prestazioni ospedaliere confermandosi tra le regioni italiane che meno ricorre al privato, Nicolò aggiunge: “Il coinvolgimento delle strutture private accreditate non è un elemento negativo: si tratta di strutture che operano per conto del Servizio sanitario regionale e senza costi aggiuntivi per i cittadini, contribuendo anche con prestazioni ad alta complessità. Continuiamo a lavorare per un obiettivo chiaro: costruire un sistema sanitario sempre più vicino ai cittadini e capace di rispondere in tempi rapidi ai bisogni di salute del nostro territorio”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403016410141.PDF §---§ title§§ Mobilità sanitaria dal Sud verso le regioni del Nord in Italia: 5,15 miliardi nel 2023. In Calabria saldo passivo di 326,9 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402917709138.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lacnews24.it" del 04 Mar 2026

Il report della Fondazione Gimbe evidenzia forti squilibri territoriali: centinaia di migliaia di pazienti costretti a spostarsi per cure programmate

pubDate§§ 2026-03-04T11:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402917709138.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402917709138.PDF', 'title': 'lacnews24.it'} tp:url§§ https://www.lacnews24.it/sanita/mobilita-sanitaria-dal-sud-verso-le-regioni-del-nord-in-italia-5-15-miliardi-nel-2023-in-calabria-saldo-passivo-di-326-9-milioni-jz9p99t8 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402917709138.PDF tp:ocr§§ Il flusso di cittadini che si spostano per curarsi fuori dalla propria Regione non è mai stato così elevato. Nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto mai registrato, con un aumento del 2,3% rispetto ai 5,04 miliardi del 2022. È quanto emerge dal report sulla mobilità sanitaria presentato dalla Fondazione Gimbe in occasione del trentennale dell’organizzazione. Il fenomeno continua a vedere un forte spostamento di pazienti dal Sud verso il Nord, ma negli ultimi anni si osserva anche una crescente mobilità tra le stesse Regioni settentrionali. Secondo Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, «la migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi». Le regioni che attraggono più pazienti Circa la metà degli incassi derivanti dalle cure fornite a pazienti non residenti si concentra in tre Regioni: Lombardia con il 23,2% Emilia-Romagna con il 17,6% Veneto con l’11,1% Sul fronte opposto, le Regioni che sostengono i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri cittadini altrove sono: Lazio con il 12,1% Campania con il 9,4% Lombardia con il 9,2% «La mobilità passiva non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord», chiarisce Cartabellotta. «Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità». Il divario tra Nord e Sud È osservando il saldo tra mobilità attiva e passiva che emerge con chiarezza il divario territoriale. La Lombardia, pur sostenendo costi per cure dei propri cittadini nelle Regioni vicine, registra un saldo positivo di 645,8 milioni di euro. Situazione opposta per diverse Regioni meridionali: Calabria: saldo negativo di 326,9 milioni Campania: –306,3 milioni Puglia: –253,2 milioni Sicilia: –246,7 milioni «Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità», sottolinea Cartabellotta. «Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l'offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale». Cresce il peso della sanità privata La crescita della mobilità sanitaria sta inoltre favorendo in misura significativa il settore privato convenzionato. Per ogni euro speso per prestazioni specialistiche fuori Regione, oltre la metà finisce alle strutture private accreditate. Nel 2023 queste hanno incassato 1.966 milioni di euro, contro i 1.643 milioni destinati alle strutture pubbliche. «La quota di mobilità che confluisce verso il privato convenzionato non è omogenea in tutte le Regioni», spiega Nino Cartabellotta. «Dipende dall’offerta e dalle capacità attrattive di strutture private d’eccellenza». Il report evidenzia differenze marcate: Molise: il privato intercetta il 90,2% della mobilità attiva Lombardia: 71,1% Puglia: 68,9% Lazio: 63,8% All’estremo opposto: Basilicata: 7,2% Provincia autonoma di Bolzano: 9,1% Liguria: 11,4% Umbria: 15,1% Valle d’Aosta: 15,7% Cure ad alta complessità e mobilità programmata Analizzando le motivazioni degli spostamenti, il rapporto mostra che oltre la metà dei ricoveri (52,4%) riguarda interventi ad alta complessità, mentre il 41,1% è legato a interventi di media o bassa complessità. Una quota del 6,5% riguarda invece interventi classificati come a rischio inapp ropriatezza. Solo una minoranza delle cure ottenute fuori Regione è dovuta a necessità immediate, come urgenze durante soggiorni lontano dalla propria residenza o casi in cui l’ospedale più vicino si trova oltre il confine regionale. La grande maggioranza degli spostamenti — l’80,4% — rientra infatti nella cosiddetta «mobilità effettiva», ovvero la scelta deliberata del paziente di curarsi altrove per interventi programmati. «I dati sulla mobilità sanitaria», conclude Nino Cartabellotta, «ci ricordano che il diritto alla tutela della salute non può dipendere dal codice di avviamento postale». tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402917709138.PDF §---§ title§§ Italiani spendono 5,15 miliardi per le cure fuori regione, è record - Attualità | l'Adige.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402872108826.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ladige.it" del 04 Mar 2026

Gimbe: ''curarsi lontano da dove si vive è sempre meno una scelta e sempre più necessità''

pubDate§§ 2026-03-04T09:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402872108826.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402872108826.PDF', 'title': 'ladige.it'} tp:url§§ https://www.ladige.it/attualita/2026/03/04/italiani-spendono-5-15-miliardi-per-le-cure-fuori-regione-e-record-1.4308725 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402872108826.PDF tp:ocr§§ Gimbe: 'curarsi lontano da dove si vive è sempre meno una scelta e sempre più necessità'(ANSA) - ROMA, 04 MAR - Il flusso di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato tanto abbondante. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Sono queste le tendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione. (ANSA).S.I.E. S.p.A. - Società Iniziative Editoriali - via Missioni Africane n. 17 - 38121 Trento - P.I. 01568000226 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402872108826.PDF §---§ title§§ Cure fuori regione, Gimbe: “Sempre meno una scelta e sempre più necessità” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402883808971.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lametino.it" del 04 Mar 2026

Roma - Il flusso di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato tanto abbondante. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sem...

pubDate§§ 2026-03-04T10:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402883808971.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402883808971.PDF', 'title': 'lametino.it'} tp:url§§ http://www.lametino.it/Ultimora/cure-fuori-regione-gimbe-sempre-meno-una-scelta-e-sempre-piu-necessita.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402883808971.PDF tp:ocr§§ Roma - Il flusso di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato tanto abbondante. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Sono queste le tendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione.Tuttavia, mentre nel caso delle regioni settentrionali si tratta in genere di uno 'scambio' di pazienti tra Regioni limitrofe, per il Meridione si assiste a una fuga di pazienti senza che si registri alcuna attrattività.    "La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi", afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta.    Secondo l'analisi, circa metà degli incassi derivanti dall'aver fornito cure a pazienti non residenti va a tre sole Regioni: Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%). Questi dati fanno comprendere che "la mobilità passiva non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord", spiega Cartabellotta. "Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità". È guardando ai saldi tra mobilità attiva e passiva che emerge con forza lo svantaggio del Sud. Se la Lombardia, nonostante la cospicua spesa per le cure nelle Regioni limitrofe ha un saldo positivo di 645,8 milioni, la Calabria ha un passivo di 326,9 milioni, la Campania di 306,3, la Puglia di 253,2, la Sicilia di 246,7."Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità", precisa Cartabellotta. "Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l'offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale", conclude il presidente Gimbe.Gimbe, per mobilità sanitaria 1 euro su 2 va al privatoLa crescita della mobilità sanitaria in Italia sta favorendo soprattutto le strutture sanitarie private. Per ogni euro speso per ripagare le prestazioni specialistiche erogate fuori Regione, oltre la metà viene incassata dalla sanità privata convenzionata, a cui, nel 2023, sono andati 1.966 milioni rispetto ai 1.643 milioni delle strutture pubbliche, secondo il Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi. "La quota di mobilità che confluisce verso il privato convenzionato non è omogenea in tutte le Regioni", spiega il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. "Dipende dall'offerta e dalle capacità attrattive di strutture private d'eccellenza". Così il rapporto mostra come in Molise il privato attragga il 90,2% della mobilità attiva, in Lombardia il 71,1%, in Puglia il 68,9%, nel Lazio il 63,8%. All'estremo opposto, la Basilicata, dove il privato attrae solo il 7,2% della mobilità attiva, la Provincia autonoma di Bolzano (9,1%), la Liguria (11,4%), l'Umbria (15,1%), la Valle D'Aosta (15,7%).L'analisi mostra anche cosa cercano i pazienti che vanno fuori Regione. Tra i ricoveri, circa la metà (52,4%) è legata a interventi ad alta complessità, mentre il 41,1% a interventi a media o bassa complessità. Un 6,5% dei pazienti si sposta, poi, per interventi classificati come a rischio inappropriatezza.Dal rapporto arriva anche la conferma che solo una minoranza delle cure ottenute fuori Regione sono legate a necessità immediate (per esempio un'urgenza mentre ci si trova fuori Regione) o al fatto che il domicilio del paziente non coincide con la Regione di residenza, come nei casi in cui l'ospedale più vicino a casa non è nella propria Regione. L'80,4% delle cure fuori Regione è infatti classificata come "mobilità effettiva", cioè scelta del paziente per cure programmate. "I dati sulla mobilità sanitaria ci ricordano che il diritto alla tutela della salute non può dipendere dal codice di avviamento postale", afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta.Tumori, in Italia 362mila casi nel 2025. La mortalità cala ma al Sud è più alta del 5%Nel 2025 sono stimati 362.100 nuovi casi di tumore (182.300 uomini, 179.800 donne) e si riduce il divario tra Nord e Sud: nelle regioni meridionali aumentano stili di vita meno salutari e di conseguenza scompare il tradizionale vantaggio che aveva in termini di minore incidenza. Migliora la sopravvivenza a 5 anni ma resta un divario del 5% a sfavore di Sud e Isole rispetto al Centro-Nord. Sono i dati principali, presentati al ministero della Salute, dall'Associazione Italiana dei Registri Tumori (Airtum) elaborati sulla base di oltre 3 milioni di casi registrati da 34 Registri Tumori, che coprono circa l'80% della popolazione. Il tumore più frequente resta quello alla mammella (55.900 casi), seguito da polmone (43.500), colon-retto (41.700) e prostata (31.200, il più frequente tra gli uomini). Negli uomini diminuiscono sia incidenza (-1,9% annuo) sia mortalità (-1,8%). Nelle donne la mortalità cala (-0,6%), ma l'incidenza è stabile, con un aumento dei tumori al polmone (+2,3%), legato alla diffusione del fumo. In calo in entrambi i sessi fegato, colon-retto e stomaco; in aumento il melanoma. Le donne hanno una sopravvivenza più alta degli uomini (74,1% vs 70,7%).Per quanto riguarda i tumori pediatrici e adolescenziali, l'incidenza è stabile nei bambini (0-14 anni) con sopravvivenza all'85% (+2%). Negli adolescenti (15-19 anni) aumentano quelli alla tiroide e il melanoma ma aumenta anche la sopravvivenza, salita all'89% senza particolari differenze geografiche. "I dati confermano progressi nella prevenzione e nella cura, ma evidenziano criticità nel Sud e tra le donne, soprattutto per i tumori fumo-correlati", ha spiegato, illustrando i dati al ministero della Salute, Fabrizio Stracci, presidente dell'Airtum e responsabile del Registro Tumori dell'Umbria. © RIPRODUZIONE RISERVATA tp:writer§§ Lametino7 guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402883808971.PDF §---§ title§§ Viaggi in cerca di cure: mobilità sanitaria da 5,15 mld di euro. Ecco le mete più gettonate link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402868008801.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lapresse.it" del 04 Mar 2026

Dove vanno e perchè gli italiani in cerca di cure: la nuova mappa della mobilità sanitaria firmata Fondazione Gimbe.

pubDate§§ 2026-03-04T09:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402868008801.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402868008801.PDF', 'title': 'lapresse.it'} tp:url§§ https://www.lapresse.it/salute/sanita/2026/03/04/viaggi-in-cerca-di-cure-mobilita-sanitaria-da-515-mld-di-euro-ecco-le-mete-piu-gettonate/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402868008801.PDF tp:ocr§§ Accesso ArchiviUltima oraHome > Salute > Sanità > Viaggi in cerca di cure: mobilità sanitaria da 5,15 mld di euro. Ecco le mete più gettonateDove vanno e perchè gli italiani in cerca di cure: la nuova mappa della mobilità sanitaria firmata Fondazione Gimbe.Un nuovo record, destinato ad essere superato. La mobilità sanitaria degli italiani in cerca di cure nel 2023 ha raggiunto quota 5,15 miliardi di euro nel 2023, il livello più alto di sempre. Un sonoro +2,3% rispetto al 2022 (quando il dato era di 5,04 miliardi). A dircelo è il nuovo report sulla mobilità sanitaria firmato Fondazione Gimbe, che festeggia 30 anni di attività rinnovando il suo impegno per il futuro del Servizio sanitario nazionale. “Dopo trent’anni la nostra missione non è cambiata: usare dati ed evidenze scientifiche per difendere la sanità pubblica e distinguere tra proclami e realtà. Oggi, più che mai, serve una voce rigorosa e indipendente per contrastare gli attacchi scomposti alla scienza e per denunciare che il diritto alla tutela della salute è sempre più condizionato dal reddito e dal luogo di residenza”, scandisce il presidente Nino Cartabellotta. E, certo, quello che conosciamo anche come turismo sanitario è un bel termometro delle diseguaglianze. “Rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi”, sintetizza il sempre battagliero Cartabellotta.Il report certifica l’enorme flusso di risorse economiche in uscita – come sempre – dal Sud verso il Nord. Le destinazioni privilegiate dagli italiani in cerca di cure sono, come sempre, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. In queste tre regioni si concentra il 95,1% del saldo attivo della mobilità sanitaria, “ovvero – spiegano da Gimbe – la differenza tra risorse ricevute per curare pazienti di altre Regioni e quelle versate per i propri residenti curati altrove”.Per Cartabellotta la mobilità sanitaria “è sempre meno una scelta e sempre più una necessità. Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale. Richiede spostamenti che hanno anche un rilevante impatto economico sui bilanci delle famiglie”. Ma, si sa, la prima cosa è la salute. Più in dettaglio la mobilità sanitaria attiva si concentra in Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%), seguite da Lazio (8,9%), Toscana (6,4%) e Piemonte (5,8%). A pagare il prezzo più alto per la mobilità sanitaria dei propri cittadini sono Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna, che tutte insieme assorbono il 78,2% del saldo passivo. In questo scenario, “l’autonomia differenziata, con il via libera alle pre-intese per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, amplierà inevitabilmente le disuguaglianze”, prevede Cartabellotta.In dettaglio, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%), che da sole rappresentano quasi un terzo del totale, con oltre 400 milioni di euro di uscite ciascuna. Sì, avete letto bene: la Lombardia è in entrambe le classifiche. Come mai? “La mobilità passiva – spiega Cartabellotta – non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord. Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità. Regioni come Lombardia, Veneto e Piemonte registrano livelli rilevanti di mobilità passiva”.Bisogna leggere bene i numeri. “I saldi regionali evidenziano un’enorme frattura strutturale tra Nord e Sud. Le sole Regioni con un saldo positivo superiore a 100 milioni si trovano tutte al Nord, mentre quelle con un saldo negativo otre 100 milioni appartengono tutte al Mezzogiorno, con l’eccezione del Lazio”, segnala Cartabellotta.Saldo positivo rilevante: Lombardia (€ 645,8 milioni), Emilia-Romagna ( € 564,9 milioni) e Veneto (€ 212,1 milioni); Saldo positivo moderato: Toscana (€ 47,2 milioni);Saldo positivo minimo: Molise (€ 18,6 milioni), Provincia autonoma di Trento (€ 8 milioni);Saldo negativo minimo: Provincia autonoma di Bolzano (-€ 3,9 milioni), Friuli Venezia Giulia (-€ 10 milioni), Valle d’Aosta (-€ 12,8 milioni), Piemonte (-€ 20,7 milioni);Saldo negativo moderato: Marche (-€ 54,7 milioni), Umbria (-€ 55,8 milioni), Liguria (-€ 74,4 milioni), Basilicata (-€ 77,9 milioni), Abruzzo (-€ 86,9 milioni)Saldo negativo rilevante: Sardegna (-€ 101,9 milioni), Lazio (-€ 191,7 milioni), Sicilia (-€ 246,7 milioni), Puglia (-€ 253,2 milioni), Campania (-€ 306,3 milioni), Calabria (-€ 326,9 milioni).Attenzione: la mobilità sanitaria riguarda prevalentemente i ricoveri ospedalieri e non restituisce le diseguaglianze nell’assistenza territoriale e socio-sanitaria. “Il divario reale tra le Regioni è ancora più marcato”, chiarisce il presidente Gimbe.Oltre 1 euro su 2 speso per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori Regione viene incassato dalla sanità privata convenzionata: 1.966 milioni (54,5%), contro i 1.643 milioni (45,5%) destinati alle strutture pubbliche. Le strutture private assorbono oltre il 60% della mobilità attiva in Molise (90,2%), Lombardia (71,1%), Puglia (68,9%) e Lazio (63,8%). In altre Regioni la capacità attrattiva del privato resta invece inferiore al 20%: Valle D’Aosta (15,7%), Umbria (15,1%), Liguria (11,4%), Provincia autonoma di Bolzano (9,1%) e Basilicata (7,2%).Ma perchè ci si sposta in cerca di cure? Secondo i dati Agenas, l’80,4% della mobilità sanitaria per ricoveri (2.311 milioni) dipende dalla scelta del paziente. Il 16,7% (480 milioni) è invece legato a prestazioni urgenti (mobilità casuale) e il 3% (85 milioni) riguarda casi in cui il domicilio del paziente non coincide con la Regione di residenza (mobilità apparente). Della mobilità effettiva, solo il 6,5% riguarda ricoveri ordinari a rischio di inappropriatezza. Tutti questi dati “ci ricordano che il diritto alla tutela della salute non può dipendere dal codice di avviamento postale. Il nostro impegno per il futuro è di continuare a monitorare con rigore le diseguaglianze e a condurre analisi indipendenti per ricostruire un Ssn equo e universalistico”, conclude il presidente Gimbe, annunciando l’inizio di un nuovo capitolo per la Fondazione. Quello del “coinvolgimento della comunità, con strumenti dedicati a rafforzare in modo strutturale la ricerca indipendente, l’educazione alla salute, l’uso consapevole della sanità pubblica e l’advocacy politico-istituzionale finalizzata a rilanciare il Ssn. Perché l’indipendenza, nostro valore fondante, si tutela con trasparenza, partecipazione e responsabilità condivisa”, chiarisce Nino Cartabellotta, niente affatto stanco dopo tre decenni di lavoro. L’unione, Cartabellotta lo sa, fa la forza. E per dare respiro a un Ssn in difficoltà di forza ne serve tanta. ULTIME NOVITÀP.I. 06723500010 – Copyright: © LaPresse – Tutti i diritti riservatiLa nostra realtàServizi e OffertePartnershipInformazioni e utilityContattiEsteriMilano, Roma, Torino, Firenze, Napoli, Verona, Treviso, Oristano, Messina, Lamezia TermeNew York, Washington, Miami, Bruxelles, Londra, Parigi, Berlino, Madrid, Varsavia, Praga, Ginevra, Vienna, Casablanca, Tokyo, Hong Kong tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402868008801.PDF §---§ title§§ Malati in fuga dalle liste d’attesa: Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto attraggono più del Piemonte - La Stampa link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403046609575.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lastampa.it" del 04 Mar 2026

Oltre 1 euro su 2 speso per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori regione viene incassato dalla sanità privata convenzionata

pubDate§§ 2026-03-04T13:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403046609575.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403046609575.PDF', 'title': 'lastampa.it'} tp:url§§ https://www.lastampa.it/torino/2026/03/04/news/malati_visite_esami_fuori_regione_liste_attesa_piemonte-15531211/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403046609575.PDF tp:ocr§§ Mobilità sanitaria: le Regioni del Nord fanno man bassa di pazienti provenienti da altre parti d’Italia, il Piemonte non perde particolarmente ma nemmeno brilla per attrattività. Lo certifica la Fondazione Gimbe, che ha aperto ufficialmente l’anno del trentennale di attività, presentando il nuovo report sulla mobilità sanitaria interregionale e rilanciando l’allarme sull’equità di accesso alle cure, le diseguaglianze territoriali, i ritardi della digitalizzazione e del Pnrr e, più in generale, la sostenibilità del Ssn e la disinformazione scientifica. Un tema, quello delle disuguaglianze sanitarie, sul quale si è espresso pochi giorni fa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’appello del Colle L’occasione è stata la Giornata mondiale delle Malattie rare. «Per definizione, la cura dei pazienti affetti da malattie rare si presenta particolarmente complessa. Opportunamente, quest’anno, la Giornata Mondiale delle Malattie Rare è dedicata all’equità nell’accesso alle cure. Il tema richiama l’attenzione sulla necessità di garantire a tutte le persone, indipendentemente dalla natura della malattia da cui si è affetti, pari diritti e pari opportunità terapeutiche. Un impegno che non riguarda soltanto l’accesso ai farmaci e si estende all’insieme delle terapie, dei trattamenti e dei servizi che accompagnano l’intero percorso di cura – spiegava il capo dello Stato -. Permangono, tuttavia, disomogeneità territoriali che incidono sull’effettiva esigibilità delle prestazioni e determinano disparità non più accettabili: il diritto alla salute, costituzionalmente garantito, deve trovare uniforme applicazione sull’intero territorio nazionale”. Uno squilibrio che non riguarda solo le Malattie rare ma si estende alla Sanità pubblica, in tutte le sue declinazioni. In difesa Nel 2023 il Piemonte registra un saldo negativo minimo della mobilità sanitaria regionale, pari a -20,7 milioni di euro, in aumento di 14,4 milioni di euro rispetto al 2022. In particolare, i crediti ammontano a 282.010.812 di euro (la Regione si colloca in sesta posizione) e i debiti a 302.680.840 di euro (ottava posizione). Il peso del privato Il volume dell'erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private è un indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato. «La Regione Piemonte - comunica Gimbe - si colloca in nona posizione, con le strutture private che erogano il 49,5% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,5%)». I perché dell’esodo Un tema, quello della mobilità sanitaria passiva, cioè in uscita, del quale il nostro giornale si è occupato in più occasioni. Le dinamiche, peraltro, sono note: la perdita di risorse segue la migrazione dei pazienti verso le strutture che offrono specializzazioni avanzate, maggiore dotazione tecnologica, minori tempi di attesa e una più consolidata reputazione clinica, ai vari livelli. Come in tutte le situazioni complesse, l’affanno del Piemonte dipende da una combinazione di fattori: la marginalità geografica si somma alla obsolescenza strutturale e tecnologica delle strutture sanitarie (al netto delle professionalità che vi operano) ma anche al peso ridotto di una Sanità privata che pur in crescita rimane la pallida ombra di quella lombarda e veneta. Non ultimo, l’assenza di Irccs, eccezion fatta per l’Istituto dei Tumori di Candiolo. Non a caso, la Regione sta pianificando la nascita di nuovi Irccs attraverso un apposito gruppo di lavoro. Le liste di attesa nel pubblico, poi, sono la ciliegina sulla torta. Italia a due velocità In Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto si concentra il 95,1% del saldo attivo della mobilità sanitaria, ovvero la differenza tra risorse ricevute per curare pazienti di altre Regioni e quelle versate per i propri residenti curati altrove. Sul versante opposto, a pagare il prezzo più alto sono Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna, che insieme assorbono il 78,2% del saldo passivo. «Non siamo più di fronte a semplici differenze regionali – avverte il presidente – ma a un div ario strutturale che nel tempo si è consolidato. In questo scenario, l’autonomia differenziata, con il via libera alle pre-intese per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, amplierà inevitabilmente le disuguaglianze». Un’alternativa, ma non per tutti Oltre 1 euro su 2 speso per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori regione viene incassato dalla sanità privata convenzionata: 1.966 milioni di euro (54,5%), contro i 1.643 milioni (45,5%) destinati alle strutture pubbliche. «La quota di mobilità che confluisce verso il privato convenzionato – sottolinea Cartabellotta – non è omogenea in tutte le Regioni, perché dipende dall’offerta e dalle capacità attrattive di strutture private d’eccellenza». Infatti, le strutture private assorbono oltre il 60% della mobilità attiva in Molise (90,2%), Lombardia (71,1%), Puglia (68,9%) e Lazio (63,8%). In altre Regioni la capacità attrattiva del privato resta invece inferiore al 20%: Valle D’Aosta (15,7%), Umbria (15,1%), Liguria (11,4%), Provincia autonoma di Bolzano (9,1%) e Basilicata (7,2%), tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403046609575.PDF §---§ title§§ Sanità, meno fughe dalla Liguria: nel 2023 cala la mobilità passiva link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403047709574.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lavocedigenova.it" del 04 Mar 2026

Il report della Fondazione Gimbe certifica una riduzione di 260 mila euro. L’assessore Massimo Nicolò: “Piano da 68 milioni per cure più vicine e tempi più rapidi”

pubDate§§ 2026-03-04T13:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403047709574.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403047709574.PDF', 'title': 'lavocedigenova.it'} tp:url§§ https://www.lavocedigenova.it/2026/03/04/leggi-notizia/argomenti/sanita-2/articolo/sanita-meno-fughe-dalla-liguria-nel-2023-cala-la-mobilita-passiva.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403047709574.PDF tp:ocr§§ La Fondazione Gimbe certifica un’inversione di tendenza per la Liguria sul fronte delle fughe sanitarie: nel 2023 la mobilità passiva si è ridotta di 260 mila euro rispetto all’anno precedente. Un dato che arriva dal report sulla mobilità sanitaria interregionale diffuso in occasione dell’apertura ufficiale dell’anno del trentennale di attività della fondazione.“Questi dati premiano il lavoro che stiamo portando avanti sul fronte della mobilità sanitaria – sottolinea l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò –. Abbiamo già varato nel 2025 un Piano da 68 milioni di euro per ridurre la mobilità passiva e rendere le cure sempre più accessibili e di qualità.Fermare la migrazione sanitaria significa consentire ai cittadini di curarsi vicino a casa, evitando spostamenti onerosi, e allo stesso tempo valorizzare le professionalità e le strutture liguri”.Il Piano prevede un rafforzamento dell’attività nelle strutture pubbliche, una riorganizzazione delle liste d’attesa e una presa in carico più proattiva dei pazienti. Quanto al ruolo del privato accreditato, che in Liguria eroga meno del 7% delle prestazioni ospedaliere confermandosi tra le regioni italiane che meno ricorre al privato, Nicolò aggiunge: “Il coinvolgimento delle strutture private accreditate non è un elemento negativo: si tratta di strutture che operano per conto del Servizio sanitario regionale e senza costi aggiuntivi per i cittadini, contribuendo anche con prestazioni ad alta complessità. Continuiamo a lavorare per un obiettivo chiaro: costruire un sistema sanitario sempre più vicino ai cittadini e capace di rispondere in tempi rapidi ai bisogni di salute del nostro territorio”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403047709574.PDF §---§ title§§ Record di spesa per le cure fuori Regione: 5,15 miliardi in un anno link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402867508808.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "livesicilia.it" del 04 Mar 2026

Il flusso di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato tanto abbondante. Nel 2023 cifra record di 5,15 miliardi

pubDate§§ 2026-03-04T09:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402867508808.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402867508808.PDF', 'title': 'livesicilia.it'} tp:url§§ https://livesicilia.it/record-di-spesa-per-le-cure-fuori-regione-515-miliardi-in-un-anno/?iref=articolo-ultimaora tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402867508808.PDF tp:ocr§§ ROMA – Il flusso di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato tanto abbondante. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi.Ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Sono queste le tendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione.Tuttavia, mentre nel caso delle regioni settentrionali si tratta in genere di uno ‘scambio’ di pazienti tra Regioni limitrofe, per il Meridione si assiste a una fuga di pazienti senza che si registri alcuna attrattività.    “La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi”, afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Secondo l’analisi, circa metà degli incassi derivanti dall’aver fornito cure a pazienti non residenti va a tre sole Regioni: Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%). Questi dati fanno comprendere che “la mobilità passiva non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord”, spiega Cartabellotta.“Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità”. È guardando ai saldi tra mobilità attiva e passiva che emerge con forza lo svantaggio del Sud. Se la Lombardia, nonostante la cospicua spesa per le cure nelle Regioni limitrofe ha un saldo positivo di 645,8 milioni, la Calabria ha un passivo di 326,9 milioni, la Campania di 306,3, la Puglia di 253,2, la Sicilia di 246,7.    “Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità”, precisa Cartabellotta. “Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale”, conclude il presidente Gimbe.La crescita della mobilità sanitaria in Italia sta favorendo soprattutto le strutture sanitarie private. Per ogni euro speso per ripagare le prestazioni specialistiche erogate fuori Regione, oltre la metà viene incassata dalla sanità privata convenzionata, a cui, nel 2023, sono andati 1.966 milioni rispetto ai 1.643 milioni delle strutture pubbliche, secondo il Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi.“La quota di mobilità che confluisce verso il privato convenzionato non è omogenea in tutte le Regioni”, spiega il presidente Gimbe. “Dipende dall’offerta e dalle capacità attrattive di strutture private d’eccellenza”. Così il rapporto mostra come in Molise il privato attragga il 90,2% della mobilità attiva, in Lombardia il 71,1%, in Puglia il 68,9%, nel Lazio il 63,8%. All’estremo opposto, la Basilicata, dove il privato attrae solo il 7,2% della mobilità attiva, la Provincia autonoma di Bolzano (9,1%), la Liguria (11,4%), l’Umbria (15,1%), la Valle D’Aosta (15,7%).L’analisi mostra anche cosa cercano i pazienti che vanno fuori Regione. Tra i ricoveri, circa la metà (52,4%) è legata a interventi ad alta complessità, mentre il 41,1% a interventi a media o bassa complessità. Un 6,5% dei pazienti si sposta, poi, per interventi classificati come a rischio inappropriatezza.Dal rapporto arriva anche la conferma che solo una minoranza delle cure ottenute fuori Regione sono legate a necessità immediate (per esempio un’urgenza mentre ci si trova fuori Regione) o al fatto che il domicilio de l paziente non coincide con la Regione di residenza, come nei casi in cui l’ospedale più vicino a casa non è nella propria Regione. L’80,4% delle cure fuori Regione è infatti classificata come “mobilità effettiva”, cioè scelta del paziente per cure programmate. “I dati sulla mobilità sanitaria ci ricordano che il diritto alla tutela della salute non può dipendere dal codice di avviamento postale”, afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. La cifra monstre sequestrata a casa di Giuseppe NicolettiTra gli indagati tre medici ospedali pubbliciIl voto in commissione Affari istituzionaliNuovi direttori amministrativi al Policlinico (nella foto) e al CannizzaroL'intervento del capogruppo Dem all'Ars Michele CatanzaroTutta Napoli piange il bambino morto a 2 anniAnche i valori sull'assitenza psichiatrica sono elevatiFaraoni: nuovi posti letto e macchinari più moderniI vincitori potranno sottoscrivere un contratto a tempo indeterminatoPrevista una spesa di oltre 5 milioni per rimpinguare gli...Le domande di partecipazione vanno presentate entro il 19 marzoNon possiamo permettere che la morte dei poveri diventi una...La discussione sul referendum, il No dell'esponente del PdIl dibattito sul referendum. La parlamentare nazionale FdIRischia l'arresto assieme a tre mediciMagnitudo di 4.5. A Ragalna danni ad alcuni edificiCrolli di calcinacci anche nella chiesa di Santa BarbaraLe domande che hanno bisogno di una rispostaLa cifra monstre sequestrata a casa di Giuseppe NicolettiMisura di prevenzione per il geometra Andrea BonafedeDirettore Responsabile: Roberto Puglisi Autorizzazione del tribunale di Palermo N. 39 del 17/10/2008 Sede legale: Via della Libertà, 56 - 90143 Palermo Ufficio Registro delle imprese di Palermo N. REA 277361 - P.I. 05808650823 - Capitale Sociale: 50.000 euro interamente versati Tel.: 0916119635 - Email: redazione@livesicilia.it - amministrazione@livesicilia.it - commerciale@livesicilia.it LiveSicilia.it Srl è iscritta nel Registro degli operatori di comunicazione al numero 19965. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402867508808.PDF §---§ title§§ Da commerciante di tessuti a "ras delle tangenti" per le pensioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402895809043.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "livesicilia.it" del 04 Mar 2026

I poliziotti hanno trovato circa 1,3 milioni a casa di Giuseppe Nicoletti, il faccendiere per cui è stato chiesto l''arresto per corruzione a Palermo

pubDate§§ 2026-03-04T11:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402895809043.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402895809043.PDF', 'title': 'livesicilia.it'} tp:url§§ https://livesicilia.it/da-commerciante-di-tessuti-a-ras-delle-tangenti-per-le-pensioni/?iref=articolo-ultimaora tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402895809043.PDF tp:ocr§§ PALERMO – I poliziotti cercavano agende e dispositivi elettronici, hanno trovato un tesoretto. Il conteggio si è fermato poco sotto il milione e trecentomila euro. Erano conservati a casa di Giuseppe Nicoletti, il faccendiere per cui dalla Procura della Repubblica di Palermo chiede l’arresto per un giro di corruzione. Tangenti pagate per ottenere certificati di invalidità finalizzato al riconoscimento della pensione.Il ritrovamento del denaro ha accelerato l’interrogatorio preventivo di Nicoletti, sentito ieri dal giudice per le indagini preliminari che deve decidere sulla richiesta di arresto. In presenza del suo avvocato, Giuseppe Piazza, l’indagato si è difeso per ore cercando di giustificare la somma di denaro che aveva nella sua abitazione a Tommaso Natale.È una storia singolare quella di Nicoletti, da trent’anni commerciante di tessuti e tendaggi. Nel tempo però ha sviluppato una seconda attività. Il suo giro di clienti è vasto. Sono una quindicina le pratiche su cui finora hanno messo gli occhi gli agenti della squadra mobile di Palermo.Nelle intercettazioni Nicoletti prendeva accordi con le persone a cui servivano i certificati per spingere la pratica di invalidità incassare la pensione. Ad alcuni prospettava la divisione a metà al momento del pagamento degli arretrati.Era in contatto con tre medici: Leonardo gaziano dell’Asp, gismondo Brunetto dell’Enrico Albanese e Sonia Alcamisi del Buccheri La Ferla. I medici avrebbero attestato le patologie, in alcuni casi secondo l’accusa falsando i certificati oppure prescrivevano l’esigenza di protesi, carrozzine e presidi sanitari in modo da far risultare aggravato il quadro sanitario.L’inchiesta è destinata ad allargarsi, visto che sono emersi contatti anche con l’ex responsabile nel dipartimento integrazione socio sanitaria all’Asp. Alcune pratiche sono passate dal suo ufficio. Nicoletti è stato intercettato pure mentre cercava di bonificare la sua macchina dalla presenza di microspie. I poliziotti sono arrivati a casa sua e si sono ritrovati davanti una montagna in soldi nascosti in cassetti e armadi dell’appartamento.Il report della fondazione Gimbe sulla mobilità sanitariaLa cifra monstre sequestrata a casa di Giuseppe NicolettiTra gli indagati tre medici ospedali pubbliciIl voto in commissione Affari istituzionaliNuovi direttori amministrativi al Policlinico (nella foto) e al CannizzaroL'intervento del capogruppo Dem all'Ars Michele CatanzaroEra stato arrestato a piazza MarinaTutta Napoli piange il bambino morto a 2 anniI vincitori potranno sottoscrivere un contratto a tempo indeterminatoPrevista una spesa di oltre 5 milioni per rimpinguare gli...Le domande di partecipazione vanno presentate entro il 19 marzoNon possiamo permettere che la morte dei poveri diventi una...La discussione sul referendum, il No dell'esponente del PdIl dibattito sul referendum. La parlamentare nazionale FdIUna montagna di soldi trovata nell'appartamento di Giuseppe NicolettiRischia l'arresto assieme a tre mediciLe domande che hanno bisogno di una rispostaMagnitudo di 4.5. A Ragalna danni ad alcuni edificiCrolli di calcinacci anche nella chiesa di Santa BarbaraUn uomo trasportato in codice rosso in ospedaleDirettore Responsabile: Roberto Puglisi Autorizzazione del tribunale di Palermo N. 39 del 17/10/2008 Sede legale: Via della Libertà, 56 - 90143 Palermo Ufficio Registro delle imprese di Palermo N. REA 277361 - P.I. 05808650823 - Capitale Sociale: 50.000 euro interamente versati Tel.: 0916119635 - Email: redazione@livesicilia.it - amministrazione@livesicilia.it - commerciale@livesicilia.it LiveSicilia.it Srl è iscritta nel Registro degli operatori di comunicazione al numero 19965. tp:writer§§ Riccardo Lo Verso guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402895809043.PDF §---§ title§§ Sindacato Nursing Up: "Senza infermieri e professionisti sanitari non si salvano vite" Newtuscia Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402739310602.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "newtuscia.it" del 04 Mar 2026

Sanità, analisi Nursing Up: sei anni dopo il Covid, il SSN resta un "castello di sabbia". De Palma: "Senza Infermieri e professionisti sanitari non si salvano vite"

pubDate§§ 2026-03-04T19:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402739310602.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402739310602.PDF', 'title': 'newtuscia.it'} tp:url§§ https://www.newtuscia.it/2026/03/04/sindacato-nursing-up-senza-infermieri-e-professionisti-sanitari-non-si-salvano-vite/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402739310602.PDF tp:ocr§§ Indirizzo E-mailRegistratiInserito da Ilaria SofiaNewTuscia – ROMA – A sei anni dall’inizio della pandemia il Servizio sanitario nazionale resta un sistema ancora fragile: terapie intensive sotto target, piano pandemico non definitivamente consolidato e una rete territoriale che procede a velocità diverse. Ma soprattutto, ovunque emergano squilibri del sistema, la vera criticità resta la carenza di personale sanitario, a partire dagli infermieri.I dati ufficiali sull’attuazione della Missione 6 – Salute del PNRR, rilevati dalla Ragioneria Generale dello Stato, analizzati nelle relazioni della Corte dei Conti, supportati dall’attività tecnica di AGENAS e oggetto di monitoraggio indipendente da parte dell’Osservatorio PNRR Salute della Fondazione GIMBE, indicano che la messa in sicurezza del Servizio sanitario nazionale non può dirsi definitivamente completata.Il piano di rafforzamento dell’area critica prevedeva un target complessivo di 5.922 nuovi posti tra terapia intensiva e sub-intensiva. Ad oggi risultano attivati 4.227 posti, di cui 1.839 in terapia intensiva e 2.388 in sub-intensiva, a fronte di obiettivi minimi fissati in 2.692 posti di intensiva e 3.230 di sub-intensiva. Restano dunque centinaia di posti ancora da rendere pienamente operativi, con un ritardo stimato di almeno cinque mesi rispetto alle scadenze programmate e con disomogeneità territoriali significative.«L’incremento rispetto al periodo pre-pandemico c’è stato, ma la stabilizzazione strutturale dell’area critica non è affatto conclusa», afferma Antonio De Palma, presidente nazionale Nursing Up.Secondo il sindacato il vero nodo resta la dotazione di personale: una terapia intensiva non è solo un posto letto, ma un’équipe multiprofessionale operativa h24. «Ogni posto richiede personale formato, turnazioni complete e competenze avanzate. Senza questo elemento l’infrastruttura resta capacità teorica», prosegue De Palma.Il problema è confermato anche dalla letteratura scientifica internazionale: uno studio pubblicato su The Lancet mostra che ogni paziente aggiuntivo assegnato a un infermiere aumenta del 7% il rischio di mortalità ospedaliera a 30 giorni, mentre altre analisi indicano riduzioni della mortalità tra il 10% e il 20% negli ospedali con maggiore dotazione infermieristica.«Abbiamo fin qui potenziato strutture e programmato riforme, ma se non rafforziamo stabilmente il personale la resilienza del sistema resta teorica», conclude De Palma. «Senza infermieri e senza professionisti sanitari non si salvano vite».Condividere:Via Santa Maria della Grotticella 77/b 01100 Viterbo, Lazio340-9409572info@newtuscia.it tp:writer§§ Ilaria Sofia guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402739310602.PDF §---§ title§§ Italiani spendono 5,15 miliardi per le cure fuori regione, è record link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403035009443.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "notizie.tiscali.it" del 04 Mar 2026

(ANSA) - ROMA, 04 MAR - Il flusso di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione diresidenza non è mai stato tanto abbondante. Nel 2023...

pubDate§§ 2026-03-04T13:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403035009443.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403035009443.PDF', 'title': 'notizie.tiscali.it'} tp:url§§ https://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/456f8cf7-17af-11f1-b01a-005056a86fbe/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403035009443.PDF tp:ocr§§ (ANSA) - ROMA, 04 MAR - Il flusso di cittadini che va acurarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai statotanto abbondante. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionaleha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, illivello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022quando era stata pari a 5,04 miliardi. Ci si muove soprattuttodal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a fortispostamenti anche tra Regioni settentrionali. Sono queste letendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria dellaFondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennaledella Fondazione. (ANSA). tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403035009443.PDF §---§ title§§ Italiani spendono 5,15 miliardi per le cure fuori regione, è record link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402867408807.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "prealpina.it" del 04 Mar 2026

(ANSA) - ROMA, 04 MAR - Il flusso di cittadini che va acurarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai statotanto abbondante. Nel 2023, la mobilità...

pubDate§§ 2026-03-04T09:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402867408807.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402867408807.PDF', 'title': 'prealpina.it'} tp:url§§ https://www.prealpina.it/pages/italiani-spendono-515-miliardi-per-le-cure-fuori-regione-e-record-406725.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402867408807.PDF tp:ocr§§ (ANSA) - ROMA, 04 MAR - Il flusso di cittadini che va acurarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai statotanto abbondante. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionaleha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, illivello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022quando era stata pari a 5,04 miliardi. Ci si muove soprattuttodal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a fortispostamenti anche tra Regioni settentrionali. Sono queste letendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria dellaFondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennaledella Fondazione. (ANSA). ANSA © Riproduzione Riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402867408807.PDF §---§ title§§ Migrazione sanitaria. Gimbe: “Nel 2023 record di 5,15 miliardi e oltre 1 euro su 2 al privato convenzionato. Nord e Sud sempre più divisi” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402875608733.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 04 Mar 2026

Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto che concentrano il 95% del saldo attivo.

pubDate§§ 2026-03-04T09:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402875608733.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402875608733.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/migrazione-sanitaria-gimbe-nel-2023-record-di-515-miliardi-e-oltre-1-euro-su-2-al-privato-convenzionato-nord-e-sud-sempre-piu-divisi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402875608733.PDF tp:ocr§§ Trent’anni di impegno civico indipendente con i fari puntati sulle criticità del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) e sull’integrità della scienza. Con un evento nazionale in streaming, la Fondazione Gimbe ha aperto ufficialmente l’anno del trentennale di attività, presentando il nuovo report sulla mobilità sanitaria interregionale e rilanciando l’allarme sull’equità di accesso alle cure, le diseguaglianze territoriali, i ritardi della digitalizzazione e del Pnrr e, più in generale, la sostenibilità del Ssn e la disinformazione scientifica.“In questa occasione non vogliamo celebrare il passato – ha dichiarato il Presidente Nino Cartabellotta – ma rinnoviamo l’impegno per il futuro. Dopo trent’anni la nostra missione non è cambiata: usare dati ed evidenze scientifiche per difendere la sanità pubblica e distinguere tra proclami e realtà. Oggi, più che mai, serve una voce rigorosa e indipendente per contrastare gli attacchi scomposti alla scienza e per denunciare che il diritto alla tutela della salute è sempre più condizionato dal reddito e dal luogo di residenza”.L’evento, che ha visto il Presidente Cartabellotta in conversazione con la giornalista Maria Emilia Bonaccorso, inaugura il percorso #GIMBE30, 12 mesi in cui si susseguiranno attività istituzionali, iniziative divulgative, progetti editoriali e azioni di advocacy in una cornice unitaria fondata su tre pilastri: la scienza per orientare le decisioni pubbliche, la tutela del SSN come bene comune, il rafforzamento della responsabilità civica per difendere il diritto alla tutela della salute.Nel corso dell’evento è stato presentato il nuovo Report Gimbe sulla mobilità sanitaria. “La migrazione sanitaria tra Regioni – ha sottolineato Cartabellotta – è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del Ssn: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi”.La mobilità sanitaria interregionale nel 2023Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di € 5,15 miliardi, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 (€ 5,04 miliardi). Le analisi della Fondazione Gimbe confermano il progressivo ampliamento dello squilibrio tra Nord e Sud, con un enorme flusso di risorse economiche in uscita dal Mezzogiorno verso il Nord. In particolare, verso Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, che si confermano le Regioni più attrattive.“Questi numeri – afferma Cartabellotta – indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità. Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale e richiede spostamenti che hanno anche un rilevante impatto economico sui bilanci delle famiglie”. Un principio recentemente ribadito anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, il 28 febbraio scorso, ha ricordato come «il diritto alla salute, costituzionalmente garantito, deve trovare uniforme applicazione sull’intero territorio nazionale», sottolineando che permangono disomogeneità territoriali non più accettabili.Il Report Gimbe sulla mobilità sanitaria 2023 si basa su tre fonti ufficiali: i dati economici aggregati dal Riparto 2025; i flussi dei Modelli M trasmessi dalle Regioni al Ministero della Salute; i dati del Report Agenas sulla mobilità sanitaria.Flussi economici e squilibri territoriali. In Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto si concentra il 95,1% del saldo attivo della mobilità sanitaria, ovvero la differenza tra risorse ricevute per curare pazienti di altre Regioni e quelle versate per i propri residenti curati altrove. Sul versante opposto, a pagare il prezzo più alto sono Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna, che insieme assorbono il 78,2% del saldo passivo. “Non siamo più di fronte a semplici differenze regionali – avverte il Presidente – ma a un divario strutturale che nel tempo si è consolidato. In questo scenario, l’autonomia differenziata, con il via libera alle pre-intese per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, amplierà inevitabilmente le disuguaglianze”.Regioni “attrattive” e pazienti “in fuga”. La mobilità attiva si concentra per oltre la metà in Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%), seguite da Lazio (8,9%), Toscana (6,4%) e Piemonte (5,8%) (figura 1). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%), che da sole rappresentano quasi un terzo del totale, con oltre € 400 milioni ciascuna (figura 2). “La mobilità passiva – spiega Cartabellotta – non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord. Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità. Regioni come Lombardia, Veneto e Piemonte registrano livelli rilevanti di mobilità passiva”.Saldi regionali, i dati in dettaglio (figura 3):– Saldo positivo rilevante: Lombardia (€ 645,8 milioni), Emilia-Romagna (€ 564,9 milioni) e Veneto (€ 212,1 milioni)– Saldo positivo moderato: Toscana (€ 47,2 milioni)– Saldo positivo minimo: Molise (€ 18,6 milioni), Provincia autonoma di Trento (€ 8 milioni)– Saldo negativo minimo: Provincia autonoma di Bolzano (-€ 3,9 milioni), Friuli Venezia Giulia (-€ 10 milioni), Valle d’Aosta (-€ 12,8 milioni), Piemonte (-€ 20,7 milioni)– Saldo negativo moderato: Marche (-€ 54,7 milioni), Umbria (-€ 55,8 milioni), Liguria (-€ 74,4 milioni), Basilicata (-€ 77,9 milioni), Abruzzo (-€ 86,9 milioni)– Saldo negativo rilevante: Sardegna (-€ 101,9 milioni), Lazio (-€ 191,7 milioni), Sicilia (-€ 246,7 milioni), Puglia (-€ 253,2 milioni), Campania (-€ 306,3 milioni), Calabria (-€ 326,9 milioni)“I saldi regionali – commenta il Presidente – evidenziano un’enorme frattura strutturale tra Nord e Sud. Le sole Regioni con un saldo positivo superiore a € 100 milioni si trovano tutte al Nord, mentre quelle con un saldo negativo otre € 100 milioni appartengono tutte al Mezzogiorno, con l’eccezione del Lazio. Infine, la mobilità sanitaria riguarda prevalentemente i ricoveri ospedalieri e non restituisce le diseguaglianze nell’assistenza territoriale e socio-sanitaria. Ovvero, il divario reale tra le Regioni è ancora più marcato”.Il ruolo del privato convenzionato. Oltre 1 euro su 2 speso per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori Regione viene incassato dalla sanità privata convenzionata: € 1.966 milioni (54,5%), contro i € 1.643 milioni (45,5%) destinati alle strutture pubbliche. “La quota di mobilità che confluisce verso il privato convenzionato – sottolinea Cartabellotta – non è omogenea in tutte le Regioni, perché dipende dall’offerta e dalle capacità attrattive di strutture private d’eccellenza”. Infatti, le strutture private assorbono oltre il 60% della mobilità attiva in Molise (90,2%), Lombardia (71,1%), Puglia (68,9%) e Lazio (63,8%). In altre Regioni la capacità attrattiva del privato resta invece inferiore al 20%: Valle D’Aosta (15,7%), Umbria (15,1%), Liguria (11,4%), Provincia autonoma di Bolzano (9,1%) e Basilicata (7,2%) (figura 4).Ricoveri ospedalieri e specialistica ambulatoriale. Secondo i dati Agenas, l’80,4% della mobilità per ricoveri è classificato come effettiva (€ 2.311 milioni), ovvero dipende dalla scelta del paziente. Il 16,7% (€ 480 milioni) è invece legato a prestazioni urgenti (mobilità casuale) e il 3% (€ 85 milioni) riguarda casi in cui il domicilio del paziente non coincide con la Regione di residenza (mobilità apparente). Della mobilità effettiva, solo il 6,5% riguarda ricoveri ordinari a rischio di inappropriatezza (figura 5). Della specialistica ambulatoriale erogata in mobilità, quasi il 93% si concentra in tre categorie: prestazioni terapeutiche (33,1%), diagnostica strumentale (31,5%) e prestazioni di laboratorio (28%) (figura 6).“I dati sulla mobilità sanitaria – prosegue il Presidente – ci ricordano che il diritto alla tutela della salute non può dipendere dal codice di avviamento postale. Il nostro impegno per il futuro è di continuare a monitorare con rigore le diseguaglianze e a condurre analisi indipendenti per ricostruire un Ssn equo e universalistico. E da attività come questa prende forma il nuovo percorso avviato con il trentennale: trasformare il monitoraggio Gimbe in strumento di consapevolezza pubblica e advocacy istituzionale”.“Il trentennale Gimbe – conclude Cartabellotta – segna l’inizio di un nuovo capitolo per la Fondazione: l’avvio di un coinvolgimento della comunità, con strumenti dedicati a rafforzare in modo strutturale la ricerca indipendente, l’educazione alla salute, l’uso consapevole della sanità pubblica e l’advocacy politico-istituzionale finalizzata a rilanciare il Ssn. Perché l’indipendenza, nostro valore fondante, si tutela con trasparenza, partecipazione e responsabilità condivisa. E perché difendere la sanità pubblica significa garantire decisioni guidate dalle evidenze scientifiche e dai dati, non da interessi opportunistici o di categoria. Ma significa anche costruire una comunità consapevole del valore del SSN e pronta a sostenerlo come pilastro della democrazia e strumento di coesione sociale”.Le figure tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402875608733.PDF §---§ title§§ Castellone (M5S): “Mobilità record, Ssn sempre più diseguale” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402976909762.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 04 Mar 2026

 “I dati presentati oggi dalla Fondazione Gimbe sulla mobilità sanitaria interregionale fotografano una realtà allarmante: con 5,15 miliardi di euro raggiunti nel 2023, la mobilità sanitaria non rappresenta

pubDate§§ 2026-03-04T14:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402976909762.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402976909762.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/insights/castellone-m5s-mobilit-record-ssn-sempre-pi-diseguale/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402976909762.PDF tp:ocr§§ “I dati presentati oggi dalla Fondazione Gimbe sulla mobilità sanitaria interregionale fotografano una realtà allarmante: con 5,15 miliardi di euro raggiunti nel 2023, la mobilità sanitaria non rappresenta più una libera scelta, ma una necessità per troppi cittadini costretti a spostarsi per curarsi. La concentrazione del 95% del saldo attivo in poche Regioni del Nord e i saldi passivi pesantissimi di molte Regioni del Mezzogiorno certificano una frattura strutturale che nel tempo si è consolidata, mettendo in discussione il principio costituzionale di uguaglianza nell’accesso alle cure. Ancora più significativo è che oltre il 54% delle risorse della mobilità confluisca nel privato convenzionato: un dato che impone una riflessione sul progressivo indebolimento della sanità pubblica territoriale, soprattutto dove già scontiamo carenze di personale, liste d’attesa e ritardi negli investimenti. La mobilità sanitaria è solo la punta dell’iceberg di diseguaglianze più profonde che riguardano anche l’assistenza territoriale e socio-sanitaria. In questo quadro, qualsiasi riforma, a partire dall’autonomia differenziata, deve garantire prima di tutto livelli essenziali di assistenza realmente uniformi e finanziati in modo adeguato su tutto il territorio nazionale. Occorre rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale con investimenti strutturali, valorizzazione del personale e piena attuazione degli interventi previsti dal Pnrr, riportando dati ed evidenze scientifiche al centro delle decisioni politiche. Il diritto alla salute non può dipendere dal CAP”.Lo dichiara in una nota la senatrice del Movimento 5 Stelle e vicepresidente del Senato Mariolina Castellone. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402976909762.PDF §---§ title§§ Sanità, gli italiani spendono 5,15 miliardi per le cure fuori regione, è record link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402899909004.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 04 Mar 2026

Gimbe: “Curarsi lontano da dove si vive è sempre meno una scelta e sempre più necessità”

pubDate§§ 2026-03-04T11:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402899909004.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402899909004.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/articoli/2026/03/sanita-gli-italiani-spendono-515-miliardi-per-le-cure-fuori-regione-e-record--a29ee923-058a-4d41-a185-ce8dd96d93b8.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402899909004.PDF tp:ocr§§ Il flusso di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato tanto abbondante. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Sono queste le tendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione. Tuttavia, mentre nel caso delle regioni settentrionali si tratta in genere di uno 'scambio' di pazienti tra Regioni limitrofe, per il Meridione si assiste a una fuga di pazienti senza che si registri alcuna attrattività. "La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi", afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Secondo l'analisi, circa metà degli incassi derivanti dall'aver fornito cure a pazienti non residenti va a tre sole Regioni: Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%). Questi dati fanno comprendere che "la mobilità passiva non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord", spiega Cartabellotta. "Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità". È guardando ai saldi tra mobilità attiva e passiva che emerge con forza lo svantaggio del Sud. Se la Lombardia, nonostante la cospicua spesa per le cure nelle Regioni limitrofe ha un saldo positivo di 645,8 milioni, la Calabria ha un passivo di 326,9 milioni, la Campania di 306,3, la Puglia di 253,2, la Sicilia di 246,7. "Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità", precisa Cartabellotta. "Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l'offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale", conclude il presidente Gimbe. tp:writer§§ Redazione di Rainews guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402899909004.PDF §---§ title§§ Cancro, deciso calo anche per i morti, ma aumenta chi si sposta per curarsi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403022409305.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 04 Mar 2026

Scendono a 362mila le diagnosi di tumore, ma resta bassa la prevenzione. Gimbe: più di 5 miliardi per curarsi fuori Regione

pubDate§§ 2026-03-04T12:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403022409305.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403022409305.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/video/2026/03/cancro-deciso-calo-anche-per-i-morti-ma-aumenta-chi-si-sposta-per-curarsi-ecb95b02-ea47-4ae1-977a-6496240b58b8.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403022409305.PDF tp:ocr§§ Scendono a 362mila le diagnosi di tumore, ma resta bassa la prevenzione. Gimbe: più di 5 miliardi per curarsi fuori Regione--PARTIAL-- tp:writer§§ Redazione di Rainews guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403022409305.PDF §---§ title§§ Sanità, cure fuori regione: Puglia terza in Italia per "mobilità passiva" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403044809401.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 04 Mar 2026

Secondo la Fondazione Gimbe, la regione ha un passivo di oltre 253 milioni di euro, peggio solo di Calabria e Campania.

pubDate§§ 2026-03-04T13:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403044809401.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403044809401.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/puglia/articoli/2026/03/sanita-cure-fuori-regione-puglia-terza-in-italia-per-mobilita-passiva-63ec723c-39d2-4b3e-8798-baeabd1fb62d.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403044809401.PDF tp:ocr§§ In Puglia cresce la mobilità passiva in sanità. Lo rileva un nuovo rapporto della Fondazione Gimbe secondo cui la Puglia è la terza peggior regione italiana per saldo tra mobilità attiva e passiva in campo sanitario. In Puglia nel 2023 si rileva un saldo negativo di -253,2 milioni di euro, in aumento di 23 milioni di euro rispetto al 2022. Fanno peggio solo la Calabria (-326,9 milioni) e la Campania (-306,3); leggermente meglio la Sicilia (-246,7). Dati che mettono in mostra una condizione di forte svantaggio delle regioni del sud rispetto a quelle settentrionali. Il saldo pugliese, secondo il rapporto, è composto da 123.347.695 euro di crediti (che colloca ovvero la regione in nona posizione), a fronte di 376.593.382 euro di debiti (che pone la Puglia al quarto posto). Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia, secondo il report Gimbe, insiemerappresentano il 78,2% del saldo passivo."La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi", afferma il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta.Il volume dell'erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private è un indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato. La Regione si colloca in 3a posizione con le strutture private che erogano il 68,9% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,5%). tp:writer§§ TGR Puglia guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403044809401.PDF §---§ title§§ Nel 2023 tanti sardi in viaggio fuori dall'Isola per curarsi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402984709948.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 04 Mar 2026

Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta: "E'' un divario strutturale che nel tempo si è consolidato"

pubDate§§ 2026-03-04T15:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402984709948.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402984709948.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/sardegna/articoli/2026/03/nel-2023-tanti-sardi-in-viaggio-fuori-dallisola-per-curarsi-c9425715-93dd-449a-84a5-31568d8f9292.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402984709948.PDF tp:ocr§§ La tendenza si è ripetuta anche nel 2023. Tanti sardi hanno deciso di andare a curarsi fuori regione. Si rileva dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato in occasione del trentennale della Fondazione. In Sardegna, nel 2023, il saldo negativo è "rilevante" essendo pari a -101,9 milioni di euro, in aumento di 5,6 milioni rispetto al 2022. I crediti che vanta il servizio sanitario regionale ammontano a 27.376.707 euro, ponendo la Sardegna in 20esima posizione, mentre i debiti ammontano a 129.238.136 euro, con la regione che si colloca in 16esima posizione. Inoltre Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia insieme rappresentano il 78,2 per cento del saldo passivo. “Non siamo più di fronte a semplici differenze regionali - avverte il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta - ma a un divario strutturale che nel tempo si è consolidato”. tp:writer§§ TGR Sardegna guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402984709948.PDF §---§ title§§ Migrazione sanitaria record, ai calabresi costa 326 milioni di euro l'anno link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402732810409.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 04 Mar 2026

Secondo i dati della Fondazione Gimbe la nostra regione è una di quelle che spende di più per rimborsare le cure dei pazienti che partono per operarsi in altri territori

pubDate§§ 2026-03-04T18:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402732810409.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402732810409.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/calabria/articoli/2026/03/migrazione-sanitaria-record-ai-calabresi-costa-326-milioni-di-euro-lanno-183cd28c-d1ee-4839-962a-49b1728bd6d1.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402732810409.PDF tp:ocr§§ La Calabria paga il prezzo più alto per la migrazione sanitaria fuori regione dei propri residenti, che costa a326,9 milioni di euro al sistema sanitario regionale. Lo rivela il nuovo report di Fondazione Gimbe, secondo cui nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di € 5,15 miliardi, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 (€ 5,04 miliardi). Le analisi della Fondazione Gimbe confermano il progressivo ampliamento dello squilibrio tra Nord e Sud, con un enorme flusso di risorse economiche in uscita dal Mezzogiorno verso il Nord. In particolare, verso Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, che si confermano le Regioni più attrattive. La Puglia è tra le regioni (tutte del sud) con il peggior saldo tra mobilità attiva e passiva in campo sanitario. Fanno peggio solo la Calabria (-326,9 milioni), la Campania (-306,3) e un poco meglio la Sicilia (-246,7). I maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%), che da sole rappresentano quasi un terzo del totale, con oltre 400 milioni di euro di uscite ciascuna. In Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto si concentra il 95,1% del saldo attivo della mobilità sanitaria, ovvero la differenza tra risorse ricevute per curare pazienti di altre Regioni e quelle versate per i propri residenti curati altrove. Sul versante opposto, a pagare il prezzo più alto sono Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna, che insieme assorbono il 78,2% del saldo passivo. “Non siamo più di fronte a semplici differenze regionali- avverte il Presidente di Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta - ma a un divario strutturale che nel tempo si è consolidato. In questo scenario, l'autonomia differenziata aumenterà le disuguaglianze”. tp:writer§§ TGR Calabria guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402732810409.PDF §---§ title§§ Chi va e chi viene, la mobilità dei pazienti che rischia di ingolfare la sanità anche in Piemonte link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402732910410.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 04 Mar 2026

Insieme ai movimenti tra regioni arrivati a 5 miliardi di euro crescono, secondo la Fondazione GIMBE, anche i disequilibri. E così c''è chi sceglie di fuggire pure dalle regioni più attrattive

pubDate§§ 2026-03-04T18:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402732910410.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402732910410.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2026/03/pazienti-mobilita-sanitaria-gimbe-prestazioni-esami-visite-liste-attesa-piemonte-7ede524f-a0c7-4618-a558-34a42a720a45.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402732910410.PDF tp:ocr§§ Cittadini che vengono a curarsi in Piemonte ma anche piemontesi che vanno a curarsi altrove. L'ultimo rapporto della Fondazione GIMBE sulla mobilità sanitaria fotografa una geografia di anno in anno più complicata nell'accesso a visite, esami, operazioni nei nostri ospedali. Più arrivano pazienti, specie dal sud, più si genera ulteriore mobilità anche tra le regioni del nord, spiega il presidente Nino Cartabellotta: “Fa sì che vada in competizione il diritto del paziente di potersi spostare con la possibilità della regione di curare i propri residenti quindi anche le regioni che hanno una sanità più avanti cominciano a essere in difficoltà”.Si spiegherebbe così perché il Piemonte, sesta regione più attrattiva dopo Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Lazio e Toscana, ha comunque un saldo negativo, seppur minimo, di circa 20 milioni di euro nel 2023, in aumento rispetto all'anno precedente.Pesa la cosiddetta mobilità di prossimità, con le regioni più vicine. Ma è anche il privato convenzionato ad attrarre, un euro su due della spesa in ricoveri e prestazioni specialistiche. Il volume complessivo della mobilità sanitaria tra regioni adesso vale -  secondo GIMBE - la cifra record di oltre 5 miliardi di euro.Servizio di Francesca Nacini; montaggio di Dario FoguIntervento di Nino Cartabellotta, presidente GIMBE tp:writer§§ Francesca Nacini guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402732910410.PDF §---§ title§§ Mobilità sanitaria, saldo negativo moderato link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402733410411.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 04 Mar 2026

Lo certifica un report della fondazione Gimbe.

pubDate§§ 2026-03-04T18:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402733410411.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402733410411.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/umbria/articoli/2026/03/mobilita-sanitaria-saldo-negativo-moderato--1f970975-1c25-45ae-8394-3bb90324dcbb.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402733410411.PDF tp:ocr§§ Gli umbri che vanno a curarsi in altre regioni sono di più di quelli che arrivano da fuori. E' quanto emerge da un report della fondazione Gimbe sulla mobilità sanitaria nel 2023 secondo il quale l'Umbria ha fatto registrare un saldo negativo definito "moderato". Il saldo è di meno 55,8 milioni di euro, ma in aumento di 19,1 rispetto al 2022. In quell'anno l'Umbria ha vantato crediti per quasi 82 milioni di euro, collocandosi in 14esima posizione tra le regioni italiane, e debiti per oltre 137 milioni. Le strutture private, sempre secondo il report, assorbono circa il 15% del valore totale della mobilità attiva regionale, contro una media nazionale del 54%. tp:writer§§ TGR Umbria guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402733410411.PDF §---§ title§§ Gimbe: Nel 2023 nel Lazio saldo negativo per mobilità regionale a 191,7 milioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402670710776.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 04 Mar 2026

Si tratta della differenza tra le risorse ricevute per curare pazienti provenienti da altre regioni e quelle versate per i propri cittadini che si sono spostati altrove

pubDate§§ 2026-03-04T21:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402670710776.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402670710776.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/lazio/articoli/2026/03/gimbe-nel-2023-nel-lazio-saldo-negativo-per-mobilita-regionale-a-1917-milioni-d0036545-34e5-4b7b-8bca-12285b2e72c2.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402670710776.PDF tp:ocr§§ Nel Lazio, nel 2023 la mobilità sanitaria regionale ha registrato un saldo negativo rilevante e che si assesta a meno 191,7 milioni, comunque in calo di 1,7 milioni rispetto al 2022. E' quanto emerge dal rapporto Gimbe sulla migrazione sanitaria interregionale. Il saldo attiene alla differenza tra le risorse ricevute per curare pazienti provenienti da altre regioni e quelle versate per i propri cittadini che si sono spostati altrove. Uno scenario peggiore si registra in Sicilia (meno 246,7 milioni), Puglia (meno 253,2 milioni), Campania (meno 306,3 milioni), Calabria (meno 326,9 milioni). Tra le Regioni con saldo negativo rilevante va meglio del Lazio la Sardegna (meno 101,9 milioni). Nel dettaglio, per il 2023, il Lazio si colloca in prima posizione per i debiti contratti, pari a 621.751.260 euro, e in quarta posizione per i crediti maturati pari a 430.053.910 euro. La mobilità attiva si concentra per oltre la metà in Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%), seguite da Lazio (8,9%), Toscana (6,4%) e Piemonte (5,8%).Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%), che da sole rappresentano quasi un terzo del totale, con oltre 400 milioni di euro ciascuna. tp:writer§§ TGR Lazio guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402670710776.PDF §---§ title§§ Gimbe, nel 2023 tanti sardi ‘in fuga’ per curarsi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403007210033.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "reportsardegna24.it" del 04 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-04T16:13:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403007210033.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403007210033.PDF', 'title': 'reportsardegna24.it'} tp:url§§ https://www.reportsardegna24.it/gimbe-nel-2023-tanti-sardi-in-fuga-per-curarsi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403007210033.PDF tp:ocr§§ Anche nel 2023 sono tanti i sardi hanno deciso di andare a curarsi fuori regione.E’ quanto emerge dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione.In Sardegna, infatti, nel 2023 il saldo negativo è “rilevante” essendo pari a -101,9 milioni di euro, in aumento di 5,6 milioni rispetto al 2022. Nel dettaglio i crediti che vanta il servizio sanitario regionale ammontano a soli 27.376.707 euro, ponendo la Sardegna in 20/a posizione, mentre i debiti ammontano a 129.238.136 euro, con la regione che si colloca in 16/a posizione.Inoltre Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia insieme rappresentano il 78,2% del saldo passivo.“Non siamo più di fronte a semplici differenze regionali – avverte il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta – ma a un divario strutturale che nel tempo si è consolidato.In questo scenario, l’autonomia differenziata, con il via libera alle pre-intese per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, amplierà inevitabilmente le disuguaglianze” Tags: fondazione Gimbegimbenel 2023 tanti sardi 'in fuga' per curarsi tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403007210033.PDF §---§ title§§ Gimbe, nel 2023 tanti sardi ‘in fuga’ per curarsi – Report Sardegna 24 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403007910036.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "reportsardegna24.it" del 04 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-04T16:13:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403007910036.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403007910036.PDF', 'title': 'reportsardegna24.it'} tp:url§§ https://www.reportsardegna24.it/gimbe-nel-2023-tanti-sardi-in-fuga-per-curarsi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403007910036.PDF tp:ocr§§ Anche nel 2023 sono tanti i sardi hanno deciso di andare a curarsi fuori regione.E’ quanto emerge dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione.In Sardegna, infatti, nel 2023 il saldo negativo è “rilevante” essendo pari a -101,9 milioni di euro, in aumento di 5,6 milioni rispetto al 2022.Nel dettaglio i crediti che vanta il servizio sanitario regionale ammontano a soli 27.376.707 euro, ponendo la Sardegna in 20/a posizione, mentre i debiti ammontano a 129.238.136 euro, con la regione che si colloca in 16/a posizione. Inoltre Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia insieme rappresentano il 78,2% del saldo passivo.“Non siamo più di fronte a semplici differenze regionali – avverte il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta – ma a un divario strutturale che nel tempo si è consolidato.In questo scenario, l’autonomia differenziata, con il via libera alle pre-intese per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, amplierà inevitabilmente le disuguaglianze” Tags: fondazione Gimbegimbenel 2023 tanti sardi 'in fuga' per curarsi tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403007910036.PDF §---§ title§§ In Calabria nel 2023 spesi 326,9 milioni per la mobilità sanitaria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402730210507.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "rticalabria.tv" del 04 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-04T18:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402730210507.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402730210507.PDF', 'title': 'rticalabria.tv'} tp:url§§ https://www.rticalabria.tv/cronaca/in-calabria-nel-2023-spesi-3269-milioni-per-la-mobilita-sanitaria/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402730210507.PDF tp:ocr§§ 46 Report Fondazione Gimbe, la quota pro capite è stimata in -178 euroNel 2023, in Calabria, è stato rilevato un saldo negativo “rilevante” della mobilità sanitaria regionale, pari a -326,9 milioni, in aumento di 22,1 milioni rispetto al 2022 che fa della regione quella con il passivo più alto.E’ quanto emerge dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi a Roma in occasione del trentennale della Fondazione.    L’importo, afferma Gimbe, è costituito da crediti per 35.438.878, con la Regione che si colloca in 18ma posizione, e debiti per 362.371.686, con la Regione che si colloca in quinta posizione.    Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia insieme, evidenzia Gimbe, rappresentano il 78,2% del saldo passivo.    “Il volume dell’erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private – afferma la Fondazione – è un indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato.La Regione si colloca in 12ma posizione con le strutture private che erogano il 36,3% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,5%)”.    A livello pro-capite, Gimbe stima l’impatto economico del saldo negativo, in -178 euro. tp:writer§§ guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402730210507.PDF §---§ title§§ Mobilità sanitaria, record nel 2023 e flussi concentrati al Nord. Il report Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403023909300.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 04 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-04T12:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403023909300.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403023909300.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/regioni-e-asl/7131/mobilita-sanitaria-record-nel-2023-e-flussi-concentrati-al-nord-il-report-gimbe.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403023909300.PDF tp:ocr§§ Politica sanitaria Mobilità sanitaria 04 Marzo 2026 Mobilità sanitaria, record nel 2023 e flussi concentrati al Nord. Il report Gimbe Nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale raggiunge 5,15 miliardi di euro, il valore più alto mai registrato Nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto il valore più alto mai registrato, con 5,15 miliardi di euro, in aumento del 2,3% rispetto ai 5,04 miliardi del 2022. È quanto emerge dal Report sulla mobilità sanitaria interregionale 2023 presentato a Bologna dalla Fondazione GIMBE in occasione dell’apertura delle iniziative per il trentennale dell’organizzazione. Secondo l’analisi, i flussi economici legati ai pazienti che si spostano tra regioni per ricevere cure continuano a evidenziare un forte squilibrio territoriale. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto concentrano il 95,1% del saldo attivo della mobilità sanitaria, ovvero la differenza tra le risorse ricevute per assistere pazienti provenienti da altre regioni e quelle versate per i propri residenti curati altrove. Sul fronte opposto, i saldi negativi più rilevanti riguardano Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna, che complessivamente rappresentano il 78,2% del saldo passivo nazionale. Secondo il presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, questi dati indicano un divario territoriale ormai strutturale nell’offerta dei servizi sanitari. Il report evidenzia inoltre il ruolo rilevante del privato convenzionato. Oltre un euro su due della mobilità sanitaria per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori regione confluisce infatti verso strutture private accreditate, pari a 1,966 miliardi di euro (54,5%), mentre 1,643 miliardi (45,5%) sono destinati alle strutture pubbliche. L’analisi si basa su tre fonti istituzionali: i dati economici del Riparto 2025, i flussi dei Modelli M trasmessi dalle regioni al Ministero della Salute e i dati del Report Agenas sulla mobilità sanitaria. Secondo GIMBE, la mobilità sanitaria rappresenta uno degli indicatori più sensibili delle disuguaglianze del Servizio sanitario nazionale, perché misura dove i cittadini trovano risposta ai bisogni di cura e dove, invece, sono costretti a spostarsi per ricevere assistenza. Il report segnala infine che la mobilità riguarda soprattutto i ricoveri ospedalieri, mentre non restituisce pienamente le differenze territoriali nell’assistenza territoriale e socio-sanitaria, che potrebbero risultare ancora più marcate.  Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter! ISCRIVITI POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE 04/03/2026 Governo e Parlamento Giornata mondiale Obesità, presentato il Manifesto di Erice. Le dieci azioni per accesso alle cure e LEA Governo e Parlamento Giornata mondiale Obesità, presentato il Manifesto di Erice. Le dieci azioni per accesso alle cure e LEA Oggi si svolge in tutto il mondo la Giornata Mondiale dell'Obesità, promossa dalla World Obesity Federation 04/03/2026 Governo e Parlamento Sordità, in Italia 2 neonati su 1.000 nascono sordi. Verso un Osservatorio nazionale Governo e Parlamento Sordità, in Italia 2 neonati su 1.000 nascono sordi. Verso un Osservatorio nazionale Alla Camera confronto tra società scientifiche, associazioni e politica: prevenzione, diagnosi precoce e accesso alle cure al centro della proposta bipartisan 04/03/2026 Governo e Parlamento Farmaci innovativi, Schillaci: accesso non dipenda dalla regione Governo e Parlamento Farmaci innovativi, Schillaci: accesso non dipenda dalla regione All’Investing for Life Health Summit il ministro della Salute richiama il nuovo Testo unico della farmaceutica  04/03/2026 Regioni e Asl Hiv, Lazio avvia nuovi percorsi per le terapie long acting Regioni e Asl Hiv, Lazio avvia nuovi percorsi per le terapie long acting La Regione Lazio punta a rafforzare prevenzione e presa in carico dell’Hiv con percorsi dedicati alle terapie iniettabili a lunga durata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403023909300.PDF §---§ title§§ Hiv, Lazio avvia nuovi percorsi per le terapie long acting link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403023709302.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 04 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-04T12:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403023709302.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403023709302.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/regioni-e-asl/7130/hiv-lazio-avvia-nuovi-percorsi-per-le-terapie-long-acting.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403023709302.PDF tp:ocr§§ Politica sanitaria Hiv 04 Marzo 2026 Hiv, Lazio avvia nuovi percorsi per le terapie long acting La Regione Lazio punta a rafforzare prevenzione e presa in carico dell’Hiv con percorsi dedicati alle terapie iniettabili a lunga durata La Regione Lazio avvia nuovi percorsi assistenziali per l’Hiv con l’obiettivo di rafforzare prevenzione, diagnosi precoce e continuità terapeutica, con particolare attenzione alle terapie iniettabili a lunga durata d’azione. L’iniziativa è stata al centro dell’incontro “Hiv Call 2025-2026. Regione Lazio: nuove opportunità di gestione per l’emergenza sanitaria silente. Quali politiche a livello locale?”, svoltosi all’Istituto Luigi Sturzo di Roma con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, specialisti e Terzo settore.In Italia si stimano circa 150.000 persone che vivono con Hiv e il Lazio è tra le regioni con la più alta incidenza di nuove diagnosi, secondo il Centro operativo Aids dell’Istituto superiore di sanità. In questo contesto, è stato richiamato lo studio randomizzato Latitude, pubblicato sul New England Journal of Medicine, che ha valutato il trattamento iniettabile mensile con cabotegravir e rilpivirina in persone con viremia persistente e difficoltà di aderenza alla terapia orale.Nel trial, condotto su 306 persone, il fallimento terapeutico a 48 settimane è risultato pari al 22,8% nel gruppo trattato con formulazione iniettabile, rispetto al 41,2% nel gruppo in terapia orale standard. Secondo gli esperti intervenuti, il dato è rilevante perché riguarda una popolazione tradizionalmente difficile da trattare e apre nuove prospettive nella gestione clinica dell’infezione.“La Regione Lazio ha avviato un nuovo percorso per rafforzare la presa in carico precoce delle cosiddette patologie silenti, intervenendo prima che si manifestino nelle loro forme più avanzate”, ha affermato Fabio De Lillo, direttore Ufficio Sanità del presidente Rocca con delega alla spesa farmaceutica. L’obiettivo, ha spiegato, è potenziare prevenzione e screening mirato, individuando le fasce di popolazione a maggiore rischio sulla base di dati epidemiologici, età e stili di vita.L’adozione delle terapie long acting comporta anche una revisione dei modelli organizzativi. La gestione delle somministrazioni periodiche, il coordinamento tra strutture ospedaliere e servizi territoriali e il monitoraggio delle comorbidità richiedono percorsi dedicati e un’integrazione più stretta tra ospedale e territorio. “Le terapie long acting segnano un passaggio nella gestione dell’Hiv, poiché introducono una modalità programmata con il centro clinico”, ha sottolineato Andrea Antinori, direttore del Dipartimento clinico dell’Inmi Spallanzani di Roma, evidenziando la necessità di agende dedicate, personale formato e percorsi personalizzati.Secondo Massimo Andreoni, membro del Consiglio superiore di sanità, l’Hiv resta una sfida di sanità pubblica e, in assenza di un vaccino, le strategie si fondano su prevenzione ed efficacia delle terapie antiretrovirali. La difficoltà di mantenere l’aderenza rappresenta un elemento critico, con ricadute cliniche ed epidemiologiche. Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter! ISCRIVITI POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE 04/03/2026 Governo e Parlamento Giornata mondiale Obesità, presentato il Manifesto di Erice. Le dieci azioni per accesso alle cure e LEA Governo e Parlamento Giornata mondiale Obesità, presentato il Manifesto di Erice. Le dieci azioni per accesso alle cure e LEA Oggi si svolge in tutto il mondo la Giornata Mondiale dell'Obesità, promossa dalla World Obesity Federation 04/03/2026 Governo e Parlamento Sordità, in Italia 2 neonati su 1.000 nascono sordi. Verso un Osservatorio nazionale Governo e Parlamento Sordità, in Italia 2 neonati su 1.000 nascono sordi. Verso un Osservatorio nazionale Alla Camera confronto tra società scientifiche, associazioni e politica: prevenzione, diagnosi precoce e accesso alle cure al centro della proposta bipartisan 04/03/2026 Governo e Parlamento Farmaci innovativi, Schillaci: accesso non dipenda dalla regione Governo e Parlamento Farmaci innovativi, Schillaci: accesso non dipenda dalla regione All’Investing for Life Health Summit il ministro della Salute richiama il nuovo Testo unico della farmaceutica  04/03/2026 Regioni e Asl Mobilità sanitaria, record nel 2023 e flussi concentrati al Nord. Il report Gimbe Regioni e Asl Mobilità sanitaria, record nel 2023 e flussi concentrati al Nord. Il report Gimbe Nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale raggiunge 5,15 miliardi di euro, il valore più alto mai registrato tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403023709302.PDF §---§ title§§ Farmaci innovativi, Schillaci: accesso non dipenda dalla regione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403022609303.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 04 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-04T12:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403022609303.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403022609303.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/governo-e-parlamento/7132/farmaci-innovativi-schillaci-accesso-non-dipenda-dalla-regione.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403022609303.PDF tp:ocr§§ Politica sanitaria Farmaci innovativi 04 Marzo 2026 Farmaci innovativi, Schillaci: accesso non dipenda dalla regione All’Investing for Life Health Summit il ministro della Salute richiama il nuovo Testo unico della farmaceutica  L’accesso ai farmaci innovativi non deve dipendere dalla regione di residenza. È il messaggio lanciato dal ministro della Salute Orazio Schillaci intervenendo a Roma all’Investing for Life Health Summit, evento dedicato al confronto tra istituzioni, mondo scientifico e industria sui temi della politica sanitaria e dell’innovazione.Nel suo intervento il ministro ha ricordato che è attualmente in discussione al Senato il Testo unico della farmaceutica, provvedimento che punta a semplificare il quadro normativo, ridurre la burocrazia e sostenere la ricerca nel settore farmaceutico.«Il diritto di accesso ai farmaci innovativi non può dipendere dal luogo di residenza», ha affermato Schillaci, sottolineando la necessità di garantire equità nell’accesso alle terapie su tutto il territorio nazionale.Tra le priorità indicate dal ministro figurano anche le liste d’attesa, definite uno dei principali ostacoli all’accesso alle cure. Il governo ha introdotto misure per affrontare il problema, ma la loro efficacia richiederà una collaborazione stretta con le regioni per l’attuazione delle regole previste.Un altro ambito centrale riguarda la prevenzione, considerata un investimento strategico per la sostenibilità del sistema sanitario. Schillaci ha ricordato l’estensione degli screening gratuiti, in particolare in ambito oncologico, e l’attenzione alle malattie cardiovascolari, prima causa di morte nel Paese.Il ministro ha inoltre richiamato il rafforzamento dell’assistenza territoriale, con il monitoraggio degli interventi previsti dal PNRR per la realizzazione delle Case della comunità e degli Ospedali di comunità.Nel suo intervento Schillaci ha infine sottolineato il ruolo della sanità digitale e dell’intelligenza artificiale nel migliorare l’accesso ai servizi sanitari, ricordando che il potenziamento del Fascicolo sanitario elettronico rappresenta uno degli strumenti principali per rendere più efficienti i percorsi di cura.Il ministro ha concluso ribadendo che il Servizio sanitario nazionale rappresenta una delle principali infrastrutture pubbliche del Paese e che la sua modernizzazione è necessaria per rispondere ai nuovi bisogni di salute della popolazione. Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter! ISCRIVITI POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE 04/03/2026 Governo e Parlamento Giornata mondiale Obesità, presentato il Manifesto di Erice. Le dieci azioni per accesso alle cure e LEA Governo e Parlamento Giornata mondiale Obesità, presentato il Manifesto di Erice. Le dieci azioni per accesso alle cure e LEA Oggi si svolge in tutto il mondo la Giornata Mondiale dell'Obesità, promossa dalla World Obesity Federation 04/03/2026 Governo e Parlamento Sordità, in Italia 2 neonati su 1.000 nascono sordi. Verso un Osservatorio nazionale Governo e Parlamento Sordità, in Italia 2 neonati su 1.000 nascono sordi. Verso un Osservatorio nazionale Alla Camera confronto tra società scientifiche, associazioni e politica: prevenzione, diagnosi precoce e accesso alle cure al centro della proposta bipartisan 04/03/2026 Regioni e Asl Hiv, Lazio avvia nuovi percorsi per le terapie long acting Regioni e Asl Hiv, La zio avvia nuovi percorsi per le terapie long acting La Regione Lazio punta a rafforzare prevenzione e presa in carico dell’Hiv con percorsi dedicati alle terapie iniettabili a lunga durata 04/03/2026 Regioni e Asl Mobilità sanitaria, record nel 2023 e flussi concentrati al Nord. Il report Gimbe Regioni e Asl Mobilità sanitaria, record nel 2023 e flussi concentrati al Nord. Il report Gimbe Nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale raggiunge 5,15 miliardi di euro, il valore più alto mai registrato tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403022609303.PDF §---§ title§§ Sordità, in Italia 2 neonati su 1.000 nascono sordi. Verso un Osservatorio nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403022709304.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 04 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-04T12:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403022709304.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403022709304.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/governo-e-parlamento/7129/sordita-in-italia-2-neonati-su-1-000-nascono-sordi-verso-un-osservatorio-nazionale.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403022709304.PDF tp:ocr§§ Politica sanitaria Sordità 04 Marzo 2026 Sordità, in Italia 2 neonati su 1.000 nascono sordi. Verso un Osservatorio nazionale Alla Camera confronto tra società scientifiche, associazioni e politica: prevenzione, diagnosi precoce e accesso alle cure al centro della proposta bipartisan In Italia 2 neonati su 1.000 nascono con sordità e circa un milione di persone sopra i 15 anni presenta gravi limitazioni dell’udito. Sono invece 7 milioni, pari al 12% della popolazione, coloro che nel corso della vita sperimentano una riduzione dell’udito, con un incremento significativo tra gli over 80. È il quadro emerso oggi alla Camera in occasione della Giornata mondiale dell’udito, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e della V Giornata nazionale di sensibilizzazione sulle malattie dell’orecchio. Il simposio nazionale “Ipoacusia, sordità e innovazione: il contributo della scienza, delle istituzioni e del Terzo settore” è stato organizzato dall’Associazione Nazionale Sordi in collaborazione con SIOeChCf e Siaf. L’obiettivo condiviso è stato quello di rafforzare prevenzione, diagnosi precoce, accesso alle cure e inclusione sociale, attraverso l’istituzione di un Osservatorio nazionale sulla sordità.L’iniziativa ha rappresentato il momento culminante della campagna “Sordità: un problema nascosto”, con screening otologici gratuiti, open day e attività nelle scuole su tutto il territorio nazionale. Il tema centrale è stato quello della sottovalutazione dei disturbi uditivi meno gravi, spesso diagnosticati in ritardo. Un fenomeno paragonato a un iceberg: emergono solo i casi più evidenti, mentre resta sommersa una quota significativa di ipoacusie non intercettate. “Per Ans questo è un momento storico – ha dichiarato il presidente Luca Iacovino –. È la prima volta che organizziamo un incontro alla Camera insieme al comitato scientifico. Abbiamo invitato tutte le realtà associative a firmare un patto di alleanza per istituire un Osservatorio e affrontare le criticità che riscontriamo in tutta Italia”. Secondo Marco De Vincentiis, presidente SIOeChCf, i dati impongono di rafforzare la prevenzione e rendere più accessibili le cure fin dall’infanzia, perché la perdita dell’udito comporta importanti ricadute sull’inserimento sociale. Domenico Cuda, presidente Siaf, ha evidenziato come l’eccessiva frammentazione tra i diversi attori abbia indebolito le politiche sanitarie, ampliando il divario tra innovazioni tecnologiche e pratica clinica. “Serve una visione unitaria – ha sottolineato – e un Osservatorio nazionale insieme a un Piano nazionale sordità”.Nel corso dei lavori si è discusso anche di innovazione: dalle protesi acustiche e impianti cocleari di nuova generazione all’intelligenza artificiale e alle prospettive delle terapie geniche. Al centro del confronto anche lo stato dei tavoli “Hearing” a quattro anni dalla loro istituzione, con focus su screening, accessibilità alle tecnologie, rischio rumore e riabilitazione. Sul piano politico si registra un’apertura trasversale. La senatrice Elena Murelli (Lega) ha depositato una proposta di legge per istituire un Piano nazionale sulla sordità e un Osservatorio permanente. Alla Camera, il deputato Marco Furfaro (Pd) ha annunciato la disponibilità bipartisan per una proposta condivisa, mentre Luciano Ciocchetti (Fdi), vicepresidente della Commissione Affari sociali, ha espresso sostegno all’iniziativa. Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter! ISCRIVITI POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE 04/03/2026 Governo e Parlamento Giornata mondiale Obesità, presentato il Manifesto di Erice. Le dieci azioni per accesso alle cure e LEA Governo e Parlamento Giornata mondiale Obesità, presentato il Manifesto di Erice. Le dieci azioni per accesso alle cure e LEA Oggi si svolge in tutto il mondo la Giornata Mondiale dell'Obesità, promossa dalla World Obesity Federation 04/03/2026 Governo e Parlamento Farmaci innovativi, Schillaci: accesso non dipenda dalla regione Governo e Parlamento Farmaci innovativi, Schillaci: accesso non dipenda dalla regione All’Investing for Life Health Summit il ministro della Salute richiama il nuovo Testo unico della farmaceutica  04/03/2026 Regioni e Asl Hiv, Lazio avvia nuovi percorsi per le terapie long acting Regioni e Asl Hiv, Lazio avvia nuovi percorsi per le terapie long acting La Regione Lazio punta a rafforzare prevenzione e presa in carico dell’Hiv con percorsi dedicati alle terapie iniettabili a lunga durata 04/03/2026 Regioni e Asl Mobilità sanitaria, record nel 2023 e flussi concentrati al Nord. Il report Gimbe Regioni e Asl Mobilità sanitaria, record nel 2023 e flussi concentrati al Nord. Il report Gimbe Nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale raggiunge 5,15 miliardi di euro, il valore più alto mai registrato tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403022709304.PDF §---§ title§§ Pediatri sotto pressione, equilibrio fragile in Sicilia: il nodo tra pensionamenti e il ricambio che manca link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402960308712.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanitainsicilia.it" del 04 Mar 2026

In Sicilia si registra un fenomeno che rischia di tradursi in una vera e propria emergenza sociale e sanitaria con numerose famiglie segnalano difficoltà crescenti nel reperire un pediatra di libera scelta per i propri figli.

pubDate§§ 2026-03-04T09:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402960308712.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402960308712.PDF', 'title': 'sanitainsicilia.it'} tp:url§§ https://www.sanitainsicilia.it/pediatri-sotto-pressione-equilibrio-fragile-in-sicilia-il-nodo-tra-pensionamenti-e-il-ricambio-che-manca/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402960308712.PDF tp:ocr§§ In Sicilia si registra un fenomeno che rischia di tradursi in una vera e propria emergenza sociale e sanitaria con numerose famiglie segnalano difficoltà crescenti nel reperire un pediatra per i propri figli.Secondo le elaborazioni della Fondazione GIMBE, in Italia mancano almeno 500 pediatri di libera scelta rispetto al fabbisogno teorico. Al primo gennaio 2024 il rapporto medio nazionale è di circa 900 assistiti per medico, un valore vicino ai limiti massimi previsti dall’Accordo collettivo nazionale. La stessa Fondazione stima che entro il 2028 oltre 2.500 pediatri andranno in pensione, con un impatto significativo sulla tenuta dell’assistenza territoriale se non compensato da un adeguato ricambio generazionale.Il problema è quindi strutturale. L’invecchiamento della categoria, la programmazione delle borse di specializzazione negli anni passati e la distribuzione non omogenea dei professionisti stanno producendo squilibri territoriali. In alcune aree del Paese le carenze sono già formalmente riconosciute, in altre emergono soprattutto a livello locale.Se si guarda ai dati regionali nel loro complesso, la Sicilia non risulta formalmente tra le Regioni con una carenza numerica certificata di pediatri secondo le ultime analisi della Fondazione GIMBE aggiornate al 2024. Questo significa che, nel rapporto medio tra numero di bambini e pediatri convenzionati, l’Isola rientra ancora nei parametri previsti. Il dato medio, però, non racconta sempre quello che accade nei singoli territori. La presenza di un numero sufficiente di pediatri a livello regionale non esclude difficoltà nei distretti sanitari dove i medici hanno già raggiunto il numero massimo di assistiti consentito.Secondo l’Accordo collettivo nazionale ogni pediatra può seguire un determinato numero di bambini. Quando questa soglia viene superata o avvicinata, non è possibile iscrivere nuovi assistiti, anche se nel complesso la Regione non risulta ufficialmente carente. Su questo equilibrio incide anche la programmazione regionale. Con il decreto assessoriale n. 887 del 13 agosto 2025 è stata introdotta una disciplina transitoria che modifica il rapporto ottimale tra pediatra e assistiti. Un cambiamento che può avere effetti diretti sulla possibilità di dichiarare nuove zone carenti e quindi di attivare ulteriori incarichi.A rendere evidente la questione sono soprattutto le segnalazioni provenienti da alcune province, in particolare quella di Catania, dove diversi pediatri avrebbero già raggiunto il numero massimo di assistiti. In questi casi le famiglie possono trovarsi nella condizione di dover cercare disponibilità in altri comuni o attendere che si liberi un posto.L’assistenza pediatrica per i bambini fino ai sei anni rientra nei Livelli essenziali di assistenza definiti dal Ministero della Salute. Si tratta di prestazioni che il Servizio sanitario nazionale deve garantire in modo uniforme. Quando l’assegnazione del medico risulta complessa, le ricadute possono tradursi in maggiore ricorso alla sanità privata o in un aumento degli accessi impropri ai pronto soccorso.Il tutto avviene in un contesto demografico in costante cambiamento. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Istat, la natalità in Sicilia è in calo da anni, in linea con l’andamento nazionale. La diminuzione delle nascite, però, non elimina automaticamente le criticità organizzative, che dipendono soprattutto dalla distribuzione dei professionisti e dalla programmazione sanitaria.In questo scenario si inserisce l’intervento del deputato regionale del gruppo Mpa-Grande Sicilia, Santo Primavera, che ha presentato un’interrogazione (CLICCA QUI) urgente al Presidente della Regione Renato Schifani e all’Assessore alla Salute Daniela Faraoni.“In Sicilia oltre 50 mila bambini sono oggi privi del pediatra di libera scelta. È un dato che non può lasciarci indifferenti”, afferma il parlamentare. Nell’atto ispettivo si parla di pensionamenti non sostituiti e di distretti nei quali un solo medico sarebbe chiamato a seguire un numero di piccoli pazienti superiore ai limiti ordinari.Primavera chiede una revisione della programmazione del fabbisogno regionale sulla base dei dati demografici aggiornati e un piano straordinario di reclutamento e incentivazione, con particolare attenzione alle aree interne e disagiate. “L’articolo 32 della Costituzione tutela la salute come diritto fondamentale e questo diritto deve essere garantito in maniera uniforme su tutto il territorio regionale“, sostiene.Al di là del confronto politico, il tema dei pediatri di libera scelta rimanda a una questione più ampia che riguarda l’organizzazione della medicina territoriale. Il ricambio generazionale, la definizione delle zone carenti e la capacità di programmare con anticipo il fabbisogno rappresentano variabili decisive per evitare che le criticità locali si trasformino in emergenze diffuse.I numeri nazionali mostrano una tendenza che richiede interventi strutturali. Le segnalazioni provenienti da alcune aree della Sicilia indicano che il problema dell’accesso potrebbe non essere soltanto teorico. La risposta, ora, passa dalla verifica puntuale dei dati territoriali e dalle scelte di programmazione che la Regione deciderà di adottare nei prossimi mesi.Sviluppato, Gestito ed ottimizzato da Coffice s.r.l. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402960308712.PDF §---§ title§§ Gimbe: calano le fughe sanitarie dalla Liguria. Nel 2023 mobilità passiva giù di 260 mila euro  - Sanremonews.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403048909554.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanremonews.it" del 04 Mar 2026

Nicolò rivendica il lavoro avviato con il Piano regionale: più attività nelle strutture pubbliche, liste d’attesa riorganizzate e presa in carico più proattiva dei pazienti

pubDate§§ 2026-03-04T13:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403048909554.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403048909554.PDF', 'title': 'sanremonews.it'} tp:url§§ https://www.sanremonews.it/2026/03/04/leggi-notizia/argomenti/politica-1/articolo/gimbe-calano-le-fughe-sanitarie-dalla-liguria-nel-2023-mobilita-passiva-giu-di-260-mila-euro.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403048909554.PDF tp:ocr§§ Edizione locale IlNazionale.itMassimo NicolòLa Fondazione Gimbe certifica un’inversione di tendenza per la Liguria sul fronte delle fughe sanitarie: nel 2023 la mobilità passiva si è ridotta di 260 mila euro rispetto all’anno precedente. Un dato che arriva dal report sulla mobilità sanitaria interregionale diffuso in occasione dell’apertura ufficiale dell’anno del trentennale di attività della fondazione.“Questi dati premiano il lavoro che stiamo portando avanti sul fronte della mobilità sanitaria – sottolinea l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò –. Abbiamo già varato nel 2025 un Piano da 68 milioni di euro per ridurre la mobilità passiva e rendere le cure sempre più accessibili e di qualità. Fermare la migrazione sanitaria significa consentire ai cittadini di curarsi vicino a casa, evitando spostamenti onerosi, e allo stesso tempo valorizzare le professionalità e le strutture liguri”.Il Piano prevede un rafforzamento dell’attività nelle strutture pubbliche, una riorganizzazione delle liste d’attesa e una presa in carico più proattiva dei pazienti. Quanto al ruolo del privato accreditato, che in Liguria eroga meno del 7% delle prestazioni ospedaliere confermandosi tra le regioni italiane che meno ricorre al privato, Nicolò aggiunge: “Il coinvolgimento delle strutture private accreditate non è un elemento negativo: si tratta di strutture che operano per conto del Servizio sanitario regionale e senza costi aggiuntivi per i cittadini, contribuendo anche con prestazioni ad alta complessità. Continuiamo a lavorare per un obiettivo chiaro: costruire un sistema sanitario sempre più vicino ai cittadini e capace di rispondere in tempi rapidi ai bisogni di salute del nostro territorio”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403048909554.PDF §---§ title§§ Sanità, aumenta il numero di sardi costretti a curarsi fuori dall’Isola link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402998010069.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sardiniapost.it" del 04 Mar 2026

Sanità, aumenta il numero di sardi costretti a curarsi fuori dall''Isola - Cronaca - sardiniapost

pubDate§§ 2026-03-04T16:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402998010069.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402998010069.PDF', 'title': 'sardiniapost.it'} tp:url§§ https://www.sardiniapost.it/cronaca/sanita-aumenta-il-numero-di-sardi-costretti-a-curarsi-fuori-dallisola/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402998010069.PDF tp:ocr§§ I numeri del report della Fondazione Gimbe, presentato in occasione del trentennale dell’organizzazione. Anche nel 2023 molti cittadini sardi hanno scelto – o sono stati costretti – a curarsi fuori dall’isola. È quanto emerge dal report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe, presentato in occasione del trentennale dell’organizzazione. Per la Sardegna il saldo tra prestazioni erogate a pazienti provenienti da altre regioni e cure ricevute dai sardi fuori regione resta nettamente negativo. Nel 2023 il saldo passivo raggiunge –101,9 milioni di euro, in aumento di 5,6 milioni rispetto al 2022. Nel dettaglio, i crediti del servizio sanitario regionale – cioè quanto la Sardegna incassa per le cure prestate a pazienti provenienti da altre regioni – ammontano a 27,3 milioni di euro, dato che colloca l’isola al 20° posto in Italia. I debiti, ossia la spesa sostenuta per le cure dei sardi fuori regione, arrivano invece a 129,2 milioni di euro, con la Sardegna al 16° posto.Il fenomeno non è nuovo. Già nel 2022 la mobilità sanitaria della Sardegna aveva registrato un saldo negativo di 96,3 milioni di euro, confermando una tendenza consolidata dei pazienti a cercare cure fuori dall’isola. Secondo il report Gimbe, insieme a Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia, la Sardegna contribuisce a oltre il 78,2% del saldo passivo complessivo nazionale della mobilità sanitaria. “Non siamo più di fronte a semplici differenze regionali – avverte il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta – ma a un divario strutturale che nel tempo si è consolidato”. In questo contesto, aggiunge, l’introduzione dell’autonomia differenziata “rischia inevitabilmente di ampliare le disuguaglianze”. tp:writer§§ Andrea Tramonte guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402998010069.PDF §---§ title§§ Mobilità sanitaria, Fondazione Gimbe: riduzione di 2,9 milioni di euro nel 2023 in Basilicata - SassiLive link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402880408941.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sassilive.it" del 04 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-04T10:38:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402880408941.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402880408941.PDF', 'title': 'sassilive.it'} tp:url§§ https://www.sassilive.it/salute-e-sociale/notizie-mediche/mobilita-sanitaria-fondazione-gimbe-riduzione-di-29-milioni-di-euro-nel-2023-in-basilicata/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402880408941.PDF tp:ocr§§ Nel 2023 per la Basilicata “si rileva un saldo negativo moderato della mobilità sanitaria regionale, pari a -77,9 milioni di euro, in riduzione di 2,9 milioni rispetto al 2022.In particolare, con 56.760.349 euro di crediti, la Regione si colloca in 17/a posizione, in 15/a per i debiti con 134.646.295”.Sono alcuni dei dati che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della stessa Fondazione.Inoltre, in una nota è specificato che “il volume dell’erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche da parte di strutture private è un indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato. La Regione si colloca in 21a posizione con le strutture private che erogano il 7,2% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,5%)”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402880408941.PDF §---§ title§§ Migrazione sanitaria, Consigliere regionale Vizziello: nel 2023 un vero e proprio esodo verso il Nord Italia di pazienti del Sud, molti dei quali sono lucani. - SassiLive link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403034409441.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sassilive.it" del 04 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-04T13:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403034409441.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403034409441.PDF', 'title': 'sassilive.it'} tp:url§§ https://www.sassilive.it/cronaca/politica/migrazione-sanitaria-consigliere-regionale-vizziello-nel-2023-un-vero-e-proprio-esodo-verso-il-nord-italia-di-pazienti-del-sud-molti-dei-quali-sono-lucani/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403034409441.PDF tp:ocr§§ Migrazione sanitaria, Consigliere regionale Vizziello: nel 2023 un vero e proprio esodo verso il Nord Italia di pazienti del Sud, molti dei quali sono lucani. Di seguito la nota integrale.“Un giro d’affari che vale più di 5 miliardi di euro l’anno e nel quale alcune regioni come la Lombardia guadagnano qualcosa come 650 milioni di euro, altre, come la Basilicata, ci rimettono quasi 80 milioni di euro. E’ la cosiddetta mobilità sanitaria interregionale, cioè gli spostamenti degli italiani lungo la penisola alla ricerca delle cure migliori, un fenomeno che dopo la pandemia riprende a correre e che testimonia, più di qualunque altro, le diseguaglianze territoriali delle cure tra un Nord Italia attrattivo e un Mezzogiorno d’Italia che non riesce a soddisfare al meglio le esigenze di salute dei propri residenti”.E’ quanto dichiara, in una nota, il Capogruppo in consiglio regionale di Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello che così commenta il nuovo Rapporto Gimbe sulla migrazione sanitaria in Italia nell’anno 2023.“Quando in sole tre regioni(Lombardia, Emilia Romagna e Veneto), tutte del Nord Italia, si concentra più del 90% del saldo attivo di mobilità sanitaria, cioè la differenza fra quanto spende una regione per i propri residenti che si curano altrove e quanto incassa per curare pazienti provenienti da altre regioni, vuol dire che il diritto alla salute non è garantito in maniera equa sull’intero territorio nazionale” -sottolinea Vizziello-” una grave frattura tra i sistemi sanitari delle regioni del Nord e quelli delle regioni del Sud confermata dal fatto che queste ultime, ad eccezione della Liguria, presentano tutte bilanci in rosso con riguardo al saldo di mobilità interregionale “.“Il deficit di quasi 80 milioni di euro della Basilicata nel saldo di mobilità interregionale è la cartina al tornasole delle gravi difficoltà in cui versa la sanità lucana” -conclude l’esponente di Basilicata Casa Comune-” difficoltà che sarà molto difficile superare attraverso il nuovo Piano Sanitario 2026-2030 predisposto dalla Giunta regionale e che è estremamente deludente dal momento che intende conservare l’attuale assetto organizzativo-strutturale dell’offerta ospedaliera realizzato dalla riforma Pittella del 2017?. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403034409441.PDF §---§ title§§ In aumento (+2,3%) la migrazione sanitaria da Sud a Nord, soprattutto verso Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto | Sestopotere link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403068609619.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sestopotere.com" del 04 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-04T14:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403068609619.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403068609619.PDF', 'title': 'sestopotere.com'} tp:url§§ https://sestopotere.com/in-aumento-23-la-migrazione-sanitaria-da-sud-a-nord-soprattutto-verso-lombardia-emilia-romagna-e-veneto/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403068609619.PDF tp:ocr§§ (Sesto Potere) – Bologna – 4 marzo 2026 – Con un evento nazionale in streaming, la Fondazione GIMBE ha aperto ufficialmente l’anno del trentennale di attività, presentando il nuovo report sulla mobilità sanitaria interregionale e rilanciando l’allarme sull’equità di accesso alle cure, le diseguaglianze territoriali, i ritardi della digitalizzazione e del PNRR e, più in generale, la sostenibilità del SSN e la disinformazione scientifica.L’evento, che ha visto il Presidente Cartabellotta in conversazione con la giornalista Maria Emilia Bonaccorso, inaugura il percorso #GIMBE30, 12 mesi in cui si susseguiranno attività istituzionali, iniziative divulgative, progetti editoriali e azioni di advocacy in una cornice unitaria fondata su tre pilastri: la scienza per orientare le decisioni pubbliche, la tutela del SSN come bene comune, il rafforzamento della responsabilità civica per difendere il diritto alla tutela della salute.Nel corso dell’evento è stato presentato il nuovo Report GIMBE sulla mobilità sanitaria. «La migrazione sanitaria tra Regioni – ha sottolineato Cartabellotta – è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del SSN: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi».LA MOBILITÀ SANITARIA INTERREGIONALE NEL 2023Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di € 5,15 miliardi, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 (€ 5,04 miliardi). Le analisi della Fondazione GIMBE confermano il progressivo ampliamento dello squilibrio tra Nord e Sud, con un enorme flusso di risorse economiche in uscita dal Mezzogiorno verso il Nord. In particolare, verso Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, che si confermano le Regioni più attrattive.«Questi numeri – afferma Cartabellotta – indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità. Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale e richiede spostamenti che hanno anche un rilevante impatto economico sui bilanci delle famiglie». Un principio recentemente ribadito anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, il 28 febbraio scorso, ha ricordato come «il diritto alla salute, costituzionalmente garantito, deve trovare uniforme applicazione sull’intero territorio nazionale», sottolineando che permangono disomogeneità territoriali non più accettabili.Il Report GIMBE sulla mobilità sanitaria 2023 si basa su tre fonti ufficiali: i dati economici aggregati dal Riparto 2025; i flussi dei Modelli M trasmessi dalle Regioni al Ministero della Salute; i dati del Report Agenas sulla mobilità sanitaria.Flussi economici e squilibri territoriali. In Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto si concentra il 95,1% del saldo attivo della mobilità sanitaria, ovvero la differenza tra risorse ricevute per curare pazienti di altre Regioni e quelle versate per i propri residenti curati altrove. Sul versante opposto, a pagare il prezzo più alto sono Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna, che insieme assorbono il 78,2% del saldo passivo. «Non siamo più di fronte a semplici differenze regionali – avverte il Presidente – ma a un divario strutturale che nel tempo si è consolidato. In questo scenario, l’autonomia differenziata, con il via libera alle pre-intese per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, amplierà inevitabilmente le disuguaglianze».Regioni “attrattive” e pazienti “in fuga”. La mobilità attiva si concentra per oltre la metà in Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%), seguite da Lazio (8,9%), Toscana (6,4%) e Piemonte (5,8%) (figura 1). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%), che da sole rappresen tano quasi un terzo del totale, con oltre € 400 milioni ciascuna (figura 2). «La mobilità passiva – spiega Cartabellotta – non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord. Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità. Regioni come Lombardia, Veneto e Piemonte registrano livelli rilevanti di mobilità passiva».SALDI REGIONALI, i dati in dettaglio (figura 3):Saldo positivo rilevante: Lombardia (€ 645,8 milioni), Emilia-Romagna (€ 564,9 milioni) e Veneto (€ 212,1 milioni)Saldo positivo moderato: Toscana (€ 47,2 milioni)Saldo positivo minimo: Molise (€ 18,6 milioni), Provincia autonoma di Trento (€ 8 milioni)Saldo negativo minimo: Provincia autonoma di Bolzano (-€ 3,9 milioni), Friuli Venezia Giulia (-€ 10 milioni), Valle d’Aosta (-€ 12,8 milioni), Piemonte (-€ 20,7 milioni)Saldo negativo moderato: Marche (-€ 54,7 milioni), Umbria (-€ 55,8 milioni), Liguria (-€ 74,4 milioni), Basilicata (-€ 77,9 milioni), Abruzzo (-€ 86,9 milioni)Saldo negativo rilevante: Sardegna (-€ 101,9 milioni), Lazio (-€ 191,7 milioni), Sicilia (-€ 246,7 milioni), Puglia (-€ 253,2 milioni), Campania (-€ 306,3 milioni), Calabria (-€ 326,9 milioni)«I saldi regionali – commenta il Presidente – evidenziano un’enorme frattura strutturale tra Nord e Sud. Le sole Regioni con un saldo positivo superiore a € 100 milioni si trovano tutte al Nord, mentre quelle con un saldo negativo otre € 100 milioni appartengono tutte al Mezzogiorno, con l’eccezione del Lazio. Infine, la mobilità sanitaria riguarda prevalentemente i ricoveri ospedalieri e non restituisce le diseguaglianze nell’assistenza territoriale e socio-sanitaria. Ovvero, il divario reale tra le Regioni è ancora più marcato».Il ruolo del privato convenzionato. Oltre 1 euro su 2 speso per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori Regione viene incassato dalla sanità privata convenzionata: € 1.966 milioni (54,5%), contro i € 1.643 milioni (45,5%) destinati alle strutture pubbliche. «La quota di mobilità che confluisce verso il privato convenzionato – sottolinea Cartabellotta – non è omogenea in tutte le Regioni, perché dipende dall’offerta e dalle capacità attrattive di strutture private d’eccellenza». Infatti, le strutture private assorbono oltre il 60% della mobilità attiva in Molise (90,2%), Lombardia (71,1%), Puglia (68,9%) e Lazio (63,8%). In altre Regioni la capacità attrattiva del privato resta invece inferiore al 20%: Valle D’Aosta (15,7%), Umbria (15,1%), Liguria (11,4%), Provincia autonoma di Bolzano (9,1%) e Basilicata (7,2%) (figura 4).Ricoveri ospedalieri e specialistica ambulatoriale. Secondo i dati Agenas, l’80,4% della mobilità per ricoveri è classificato come effettiva (€ 2.311 milioni), ovvero dipende dalla scelta del paziente. Il 16,7% (€ 480 milioni) è invece legato a prestazioni urgenti (mobilità casuale) e il 3% (€ 85 milioni) riguarda casi in cui il domicilio del paziente non coincide con la Regione di residenza (mobilità apparente). Della mobilità effettiva, solo il 6,5% riguarda ricoveri ordinari a rischio di inappropriatezza (figura 5). Della specialistica ambulatoriale erogata in mobilità, quasi il 93% si concentra in tre categorie: prestazioni terapeutiche (33,1%), diagnostica strumentale (31,5%) e prestazioni di laboratorio (28%) (figura 6).«I dati sulla mobilità sanitaria – prosegue il Presidente – ci ricordano che il diritto alla tutela della salute non può dipendere dal codice di avviamento postale. Il nostro impegno per il futuro è di continuare a monitorare con rigore le diseguaglianze e a condurre analisi indipendenti per ricostruire un SSN equo e universalistico. E da attività come questa prende forma il nuovo percorso avviato con il trentennale: trasformare il monitoraggio GIMBE in strumento di consapevolezza pubblica e advocacy istituzionale». tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403068609619.PDF §---§ title§§ Italiani spendono 5,15 miliardi per le cure fuori regione, è record link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402886908878.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sumailombardia.info" del 04 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-04T10:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402886908878.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402886908878.PDF', 'title': 'sumailombardia.info'} tp:url§§ https://sumailombardia.info/sanita-nazionale/ansa/2026/03/04/italiani-spendono-515-miliardi-per-le-cure-fuori-regione-e-record/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402886908878.PDF tp:ocr§§ Gimbe: ‘curarsi lontano da dove si vive è sempre meno una scelta e sempre più necessità’SUMAI Lombardia | Via Costanza Arconati, 9 - 20135 Milano | Email segreteria: lombardia@sumaiweb.it | Telefono: +39 02 475450© 2024 SUMAI LombardiaItalianoOfferto da OneTapPredefinito tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402886908878.PDF §---§ title§§ Italiani spendono 5,15 miliardi per le cure fuori regione: è record. Fuga di pazienti dal Sud link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402889508852.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "telenorba.it" del 04 Mar 2026

Gli italiani che decidono avere le cure fuori regione di residenza non è mai stato tanto abbondante. Il report di Fondazione Gimbe

pubDate§§ 2026-03-04T10:13:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402889508852.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402889508852.PDF', 'title': 'telenorba.it'} tp:url§§ https://telenorba.it/2026/03/04/italiani-spendono-515-miliardi-per-le-cure-fuori-regione-e-record-fuga-di-pazienti-dal-sud/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402889508852.PDF tp:ocr§§ Gli italiani che decidono di curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato tanto abbondante. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale, ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Gli spostamenti sono soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a fortispostamenti anche tra Regioni settentrionali. Questi dati emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe.Per il Meridione si assiste a una fuga di pazienti senza che si registri alcuna attrattività. “La migrazione sanitaria tra Regioni è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del servizio sanitario regionale:rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi”, afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta.Tuttavia, “esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità”. È guardando ai saldi tra mobilità attiva e passiva che emerge con forza lo svantaggio del Sud. Se la Lombardia, nonostante la cospicua spesa per le cure nelle Regioni limitrofe ha un saldo positivo di 645,8 milioni, la Calabria ha un passivo di 326,9 milioni, la Campania di 306,3, la Puglia di 253,2, laSicilia di 246,7.“Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità”, precisa Cartabellotta. “Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale”, conclude il presidente Gimbe.Telenorba SPAVia Pantaleo 20/a – C.a.p. 70014Conversano (BA) – ItalyTel:       080 4092111Fax:      080 4955412P.IVA:   00825610728Direttore responsabile: Domenico CastellanetaWeb Designer: Carmela Del Core2021 – All rights reservedConcessionaria PubblicitàMade with by XdevelSeguci su: tp:writer§§ Donatella Azzone guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402889508852.PDF §---§ title§§ Mobilità sanitaria in Italia: record da 5,15 miliardi nel 2023 e flussi dal Sud verso il Nord| TG LA 7 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402883308970.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "tg.la7.it" del 04 Mar 2026

Un report del Gimbe sulla mobilità sanitaria certifica l’enorme flusso di risorse economiche in uscita dal Sud verso il Nord. Leggi sul Tg la 7

pubDate§§ 2026-03-04T10:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402883308970.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402883308970.PDF', 'title': 'tg.la7.it'} tp:url§§ https://tg.la7.it/cronaca/mobilita-sanitaria-italia-record-2023-flussi-verso-nord-04-03-2026-253581 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402883308970.PDF tp:ocr§§ Un nuovo record. La mobilità sanitaria degli italiani in cerca di cure nel 2023 ha raggiunto quota 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre. Un +2,3% rispetto al 2022 (quando il dato era di 5,04 miliardi). Il dato emerge dal nuovo report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe. Dove vanno gli italiani in cerca di cureIl report certifica l’enorme flusso di risorse economiche in uscita dal Sud verso il Nord. Le destinazioni privilegiate dagli italiani in cerca di cure sono, come sempre, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.Per Cartabellotta la mobilità sanitaria “è sempre meno una scelta e sempre più una necessità. Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale. Richiede spostamenti che hanno anche un rilevante impatto economico sui bilanci delle famiglie”.  Le mete più gettonatePiù in dettaglio la mobilità sanitaria attiva si concentra in Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%), seguite da Lazio (8,9%), Toscana (6,4%) e Piemonte (5,8%).Chi pagaIn dettaglio, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%), che da sole rappresentano quasi un terzo del totale, con oltre 400 milioni di euro di uscite ciascuna. La Lombardia è in entrambe le classifiche. “La mobilità passiva – spiega Cartabellotta – non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord. Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità. Regioni come Lombardia, Veneto e Piemonte registrano livelli rilevanti di mobilità passiva”.La mobilità sanitaria riguarda prevalentemente i ricoveri ospedalieri.Ma perchè ci si sposta in cerca di cure? Secondo i dati Agenas, l’80,4% della mobilità sanitaria per ricoveri (2.311 milioni) dipende dalla scelta del paziente. Il 16,7% (480 milioni) è invece legato a prestazioni urgenti e il 3% (85 milioni) riguarda casi in cui il domicilio del paziente non coincide con la Regione di residenza. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402883308970.PDF §---§ title§§ Mobilità sanitaria, le mete più scelte dagli italiani per le cure: i dati link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403025109344.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "tg24.sky.it" del 04 Mar 2026

Leggi su Sky TG24 l''articolo Mobilità sanitaria, le mete più scelte dagli italiani per le cure: i dati

pubDate§§ 2026-03-04T12:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403025109344.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403025109344.PDF', 'title': 'tg24.sky.it'} tp:url§§ https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2026/03/04/mobilita-sanitaria-italia-mete-dati tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403025109344.PDF tp:ocr§§ Gli italiani spendono 5,15 miliardi di euro per le cure fuori regione. Circa metà degli incassi derivanti dall'aver fornito cure a pazienti non residenti va a tre sole Regioni: Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. "Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l'offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale",  dichiara il presidente GimbeIl flusso di cittadini che va a curarsi fuori dalla propria Regione di residenza non è mai stato tanto abbondante. Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, in aumento del 2,3% rispetto al 2022 quando era stata pari a 5,04 miliardi. Ci si muove soprattutto dal Sud verso il Nord, ma sempre più spesso si assiste a forti spostamenti anche tra Regioni settentrionali. Sono queste le tendenze che emergono dal Report sulla mobilità sanitaria della Fondazione Gimbe presentato oggi in occasione del trentennale della Fondazione. Secondo l'analisi, circa metà degli incassi derivanti dall'aver fornito cure a pazienti non residenti va a tre sole Regioni: Lombardia (23,2%), Emilia-Romagna (17,6%) e Veneto (11,1%). Sul fronte opposto, i maggiori esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni sono a carico di Lazio (12,1%), Campania (9,4%) e Lombardia (9,2%). Questi dati fanno comprendere che "la mobilità passiva non coincide esclusivamente con la fuga di pazienti da Sud a Nord", spiega Cartabellotta. "Esiste anche una mobilità di prossimità tra Regioni del Nord confinanti dotate di servizi di elevata qualità". È guardando ai saldi tra mobilità attiva e passiva che emerge con forza lo svantaggio del Sud. Se la Lombardia, nonostante la cospicua spesa per le cure nelle Regioni limitrofe ha un saldo positivo di 645,8 milioni, la Calabria ha un passivo di 326,9 milioni, la Campania di 306,3, la Puglia di 253,2, la Sicilia di 246,7. "Questi numeri indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità", precisa Cartabellotta. "Quando miliardi di euro e centinaia di migliaia di pazienti convergono verso poche Regioni, significa che l'offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa su tutto il territorio nazionale", conclude il presidente Gimbe.  I dati sono in crescita anche in Italia, dove a esserne colpiti sono circa 6 milioni di persone...Nel Meridione i tassi di obesità sono più alti, ma i luoghi dove curarsi sono per lo più...Il tumore al seno continuerà a rappresentare una delle principali minacce per la salute delle...Nel mondo 430 milioni di persone necessitano di riabilitazione per affrontare una perdita...Secondo uno studio di AstraRicerche per Gruppo Edulcoranti di Unione Italiana Food c’è un divario...Per il consumatore clicca qui per i Moduli, Condizioni contrattuali, Privacy & Cookies, informazioni sulle modifiche contrattuali o per trasparenza tariffaria, assistenza e contatti. Tutti i marchi Sky e i diritti di proprietà intellettuale in essi contenuti, sono di proprietà di Sky international AG e sono utilizzati su licenza. Copyright 2026 Sky Italia - Sky Italia Srl  Via Monte Penice, 7 - 20138 Milano P.IVA 04619241005. SkyTG24: ISSN 3035-1537 e SkySport: ISSN 3035-1545. Segnalazione Abusi tp:writer§§ Sky TG24 guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403025109344.PDF §---§ title§§ Turismo della salute, 5 miliardi per cure fuori regione: è record link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402918209139.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "tgcom24.mediaset.it" del 04 Mar 2026

Stando ai dati di Fondazione Gimbe per la mobilita sanitaria gli italiani spendono 5 miliardi per cure fuori regione: è record. Un euro su 2 al privato.

pubDate§§ 2026-03-04T11:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402918209139.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402918209139.PDF', 'title': 'tgcom24.mediaset.it'} tp:url§§ https://www.tgcom24.mediaset.it/salute/turismo-pendolari-salute-spesa-cure-fuori-regione-record_109637968-202602k.shtml tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402918209139.PDF tp:ocr§§ Stando ai dati di Fondazione Gimbe per la mobilita sanitaria gli italiani spendono 5 miliardi per cure fuori regione: è record. Un euro su 2 al privato.--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030402918209139.PDF §---§ title§§ Gli italiani spendono più di 5 miliardi di euro per curarsi lontano da casa: chi guadagna dalla migrazione sanitaria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403067809627.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "today.it" del 04 Mar 2026

Secondo gli ultimi dati Gimbe la spesa sanitaria degli italiani per cercare cure e terapie fuori dalla regione di residenza è in costante aumento e ha toccato ormai quota 5,15 miliardi in un movimento che coinvolge ogni anno migliaia di persone e avvantag

pubDate§§ 2026-03-04T14:10:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403067809627.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403067809627.PDF', 'title': 'today.it'} tp:url§§ https://www.today.it/attualita/mobilita-sanitaria-chi-ci-guadagna.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403067809627.PDF tp:ocr§§ Una soglia record di oltre 5 miliardi: per la precisione 5,15 miliardi di euro. È quanto gli italiani spendono ogni anno per cercare cure e prestazioni sanitarie fuori dalla propria regione di residenza, secondo l’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe. Nel 2023, l’ultimo anno disponibile, la mobilità sanitaria interregionale ha infatti raggiunto il livello più alto mai registrato.Un meccanismo che genera un enorme flusso di pazienti - e di risorse economiche - dalle regioni del Sud verso quelle del Nord e che contribuisce ad aumentare in modo significativo i ricavi delle strutture del cosiddetto privato convenzionato.Dal Sud al Nord: le Regioni che vincono (e quelle che perdono) Per osservare gli effetti della mobilità sanitaria è utile guardare a un parametro fondamentale: i crediti e i debiti regionali legati alla mobilità sanitaria. Prima, però, è necessaria una premessa.Il Fondo sanitario nazionale (Fsn) è la principale fonte di finanziamento del Servizio sanitario nazionale ed è destinato a garantire i Livelli essenziali di assistenza. Le risorse vengono ripartite tra le Regioni attraverso un meccanismo tecnico chiamato "quota capitaria pesata". In sostanza si parte dal numero di abitanti, ma il dato viene corretto utilizzando indicatori che stimano quanto quella popolazione "consuma" in termini di sanità.Uno dei fattori più rilevanti, ad esempio, è la percentuale di persone anziane, che notoriamente richiedono un maggior numero di prestazioni sanitarie. Non a caso la regione con il finanziamento pro capite più alto è la Liguria, che presenta una delle popolazioni più anziane d’Italia.La seconda premessa riguarda l’organizzazione del sistema sanitario. In Italia la sanità è gestita su base regionale e, quando un cittadino riceve una prestazione pubblica fuori dalla propria regione di residenza, è quest’ultima a dover sostenere il costo.Se, ad esempio, un cittadino residente in Calabria si opera in Lombardia, la Regione Calabria deve rimborsare alla Regione Lombardia il costo della prestazione, che si tratti di un intervento chirurgico, di una visita specialistica o di un esame diagnostico.Il bilancio della mobilità sanitaria si articola quindi in due flussi: la mobilità attiva, cioè quella in entrata, che genera crediti per le regioni che erogano le prestazioni, e la mobilità passiva, cioè quella in uscita, che produce invece debiti per le regioni di provenienza dei pazienti.La mappa dei saldi per mobilità sanitaria (Fonte: Gimbe) Come si intuisce dalla mappa, sono soprattutto le regioni del Nord a beneficiare dei flussi della mobilità sanitaria, mentre quelle del Sud registrano i saldi più pesanti.In particolare, tre regioni del Settentrione concentrano la gran parte dei crediti: Lombardia (645,8 milioni di euro), Emilia-Romagna (564,9 milioni) e Veneto (212,1 milioni).Al contrario, i saldi negativi più rilevanti si registrano soprattutto nelle regioni del Sud e in parte del Centro: Sardegna (-101,9 milioni di euro), Lazio (-191,7 milioni), Sicilia (-246,7 milioni), Puglia (-253,2 milioni), Campania (-306,3 milioni) e Calabria (-326,9 milioni).Un quadro che restituisce con chiarezza una frattura territoriale: l’accesso alle prestazioni sanitarie - e quindi alle possibilità di cura - resta ancora oggi molto disomogeneo sul territorio nazionale. Le Regioni con più crediti per quanto riguarda la mobilità sanitaria attiva (Fonte: Gimbe) E il gap potrebbe essere addirittura sottostimato: "I saldi regionali - commenta il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta - evidenziano un’enorme frattura strutturale tra Nord e Sud. Le sole Regioni con un saldo positivo superiore a 100 milioni di euro si trovano tutte al Nord, mentre quelle con un saldo negativo otre 100 milioni di euro appartengono tutte al Mezzogiorno, con l’eccezione del Lazio. Infine, la mobilità sanitaria riguarda prevalentemente i ricoveri ospedalieri e non restituisce le diseguaglianze nell’assistenza territoriale e socio-sanitaria. Ovvero, il divario reale tra le Regioni è ancora più marcato".Gli affari d'oro del privato convenzionato con la mobilità sanitariaAncora più interessante è capire chi guadagna davvero dalla mobilità sanitaria dei cittadini italiani. Accanto agli ospedali pubblici, infatti, operano sempre più spesso strutture private convenzionate con il Servizio sanitario regionale: un mercato che negli ultimi anni si è espanso notevolmente, come abbiamo evidenziato in questo Dossier.Sono proprio queste strutture a intercettare una quota crescente delle centinaia di migliaia di pazienti che ogni anno si spostano da una regione all’altra per curarsi, generando ricavi sempre più consistenti.Secondo i dati analizzati da Gimbe, oltre un euro su due speso per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori regione finisce infatti alla sanità privata convenzionata: 1,966 miliardi di euro (54,5%), contro 1,643 miliardi (45,5%) destinati alle strutture pubbliche.In alcune regioni, inoltre, sono quasi esclusivamente le strutture private ad assorbire la domanda di prestazioni sanitarie legata alla mobilità dei pazienti.Le prestazioni erogate da privati convenzionati per singola Regione (Fonte: Gimbe) Come si può osservare dal grafico sopra, in alcune regioni il ruolo del privato convenzionato è particolarmente rilevante. In Molise, ad esempio, le strutture private erogano quasi il 90% delle prestazioni, mentre in Lombardia superano il 70%.La parola chiave utilizzata per descrivere questo modello è “sussidiarietà”. Ma è difficile non notare come, per molti operatori del settore, questo meccanismo si traduca anche in un vero e proprio business, finanziato però con risorse pubbliche.Dalle diagnosi alle operazioni: per cosa ci si sposta Ma per quali prestazioni ci si sposta da una regione all’altra? Secondo i dati Agenas, l’80,4% della mobilità legata ai ricoveri è classificata come mobilità effettiva, cioè dipende da una scelta del paziente. Il 16,7% è invece legato a prestazioni urgenti - la cosiddetta mobilità casuale - mentre circa il 3% riguarda casi in cui il domicilio del paziente non coincide con la regione di residenza, definita mobilità apparente. In quest’ultimo caso, peraltro molto marginale, la mobilità sanitaria è in realtà solo apparente.I tipi di interventi che innescano la mobilità sanitaria (Fonte: Gimbe) Tornando alla mobilità effettiva, cioè quella legata alla scelta del paziente, la quota di ricoveri potenzialmente inappropriati risulta molto limitata: appena il 6,5% riguarda ricoveri ordinari considerati a rischio di inappropriatezza.Per quanto riguarda invece le prestazioni ambulatoriali effettuate fuori regione, quasi il 93% si concentra in tre categorie principali: prestazioni terapeutiche (33,1%), diagnostica strumentale - come Tac o risonanze - (31,5%) e analisi di laboratorio (28%).Numeri che segnalano uno squilibrio evidente tra i sistemi sanitari regionali: molti pazienti si spostano per avere la certezza di ottenere prestazioni che spesso, per qualità dell’offerta o tempi di attesa, non riescono a ottenere nella propria regione di residenza. Non a caso, come mostra anche il grafico sopra, una parte significativa degli spostamenti riguarda interventi ad alta complessità."I dati sulla mobilità sanitaria - osserva Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe - ci ricordano che il diritto alla tutela della salute non può dipendere dal codice di avviamento postale". Con l'evidenza, purtoppo banale, che oggi il diritto alla salute non sia uniforme su scala nazionale. Con buona pace della nostra Costituzione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403067809627.PDF §---§ title§§ Gli italiani spendono più di 5 miliardi di euro per curarsi lontano da casa: chi guadagna dalla migrazione sanitaria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403064509726.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "today.it" del 04 Mar 2026

Secondo gli ultimi dati Gimbe la spesa sanitaria degli italiani per cercare cure e terapie fuori dalla regione di residenza è in costante aumento e ha toccato ormai quota 5,15 miliardi in un movimento che coinvolge ogni anno migliaia di persone e avvantag

pubDate§§ 2026-03-04T14:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403064509726.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403064509726.PDF', 'title': 'today.it'} tp:url§§ https://www.today.it/attualita/mobilita-sanitaria-chi-ci-guadagna.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403064509726.PDF tp:ocr§§ Portobello, Intervista a Fabrizio GifuniSecondo gli ultimi dati Gimbe la spesa sanitaria degli italiani per cercare cure e terapie fuori dalla regione di residenza è in costante aumento: un movimento che coinvolge ogni anno migliaia di persone e avvantaggia pochi operatori e RegioniUna soglia record di oltre 5 miliardi: per la precisione 5,15 miliardi di euro. È quanto gli italiani spendono ogni anno per cercare cure e prestazioni sanitarie fuori dalla propria regione di residenza, secondo l’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe. Nel 2023, l’ultimo anno disponibile, la mobilità sanitaria interregionale ha infatti raggiunto il livello più alto mai registrato.Un meccanismo che genera un enorme flusso di pazienti - e di risorse economiche - dalle regioni del Sud verso quelle del Nord e che contribuisce ad aumentare in modo significativo i ricavi delle strutture del cosiddetto privato convenzionato.Per osservare gli effetti della mobilità sanitaria è utile guardare a un parametro fondamentale: i crediti e i debiti regionali legati alla mobilità sanitaria. Prima, però, è necessaria una premessa.Il Fondo sanitario nazionale (Fsn) è la principale fonte di finanziamento del Servizio sanitario nazionale ed è destinato a garantire i Livelli essenziali di assistenza. Le risorse vengono ripartite tra le Regioni attraverso un meccanismo tecnico chiamato "quota capitaria pesata". In sostanza si parte dal numero di abitanti, ma il dato viene corretto utilizzando indicatori che stimano quanto quella popolazione "consuma" in termini di sanità.Uno dei fattori più rilevanti, ad esempio, è la percentuale di persone anziane, che notoriamente richiedono un maggior numero di prestazioni sanitarie. Non a caso la regione con il finanziamento pro capite più alto è la Liguria, che presenta una delle popolazioni più anziane d’Italia.La seconda premessa riguarda l’organizzazione del sistema sanitario. In Italia la sanità è gestita su base regionale e, quando un cittadino riceve una prestazione pubblica fuori dalla propria regione di residenza, è quest’ultima a dover sostenere il costo.Se, ad esempio, un cittadino residente in Calabria si opera in Lombardia, la Regione Calabria deve rimborsare alla Regione Lombardia il costo della prestazione, che si tratti di un intervento chirurgico, di una visita specialistica o di un esame diagnostico.Il bilancio della mobilità sanitaria si articola quindi in due flussi: la mobilità attiva, cioè quella in entrata, che genera crediti per le regioni che erogano le prestazioni, e la mobilità passiva, cioè quella in uscita, che produce invece debiti per le regioni di provenienza dei pazienti.Come si intuisce dalla mappa, sono soprattutto le regioni del Nord a beneficiare dei flussi della mobilità sanitaria, mentre quelle del Sud registrano i saldi più pesanti.In particolare, tre regioni del Settentrione concentrano la gran parte dei crediti: Lombardia (645,8 milioni di euro), Emilia-Romagna (564,9 milioni) e Veneto (212,1 milioni).Al contrario, i saldi negativi più rilevanti si registrano soprattutto nelle regioni del Sud e in parte del Centro: Sardegna (-101,9 milioni di euro), Lazio (-191,7 milioni), Sicilia (-246,7 milioni), Puglia (-253,2 milioni), Campania (-306,3 milioni) e Calabria (-326,9 milioni).Un quadro che restituisce con chiarezza una frattura territoriale: l’accesso alle prestazioni sanitarie - e quindi alle possibilità di cura - resta ancora oggi molto disomogeneo sul territorio nazionale. E il gap potrebbe essere addirittura sottostimato: "I saldi regionali - commenta il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta - evidenziano un’enorme frattura strutturale tra Nord e Sud. Le sole Regioni con un saldo positivo superiore a 100 milioni di euro si trovano tutte al Nord, mentre quelle con un saldo negativo otre 100 milioni di euro appartengono tutte al Mezzogiorno, con l’eccezione del Lazio. Infine, la mobilità sanitaria riguarda prevalentemente i ricoveri ospe dalieri e non restituisce le diseguaglianze nell’assistenza territoriale e socio-sanitaria. Ovvero, il divario reale tra le Regioni è ancora più marcato".Ancora più interessante è capire chi guadagna davvero dalla mobilità sanitaria dei cittadini italiani. Accanto agli ospedali pubblici, infatti, operano sempre più spesso strutture private convenzionate con il Servizio sanitario regionale: un mercato che negli ultimi anni si è espanso notevolmente, come abbiamo evidenziato in questo Dossier.Sono proprio queste strutture a intercettare una quota crescente delle centinaia di migliaia di pazienti che ogni anno si spostano da una regione all’altra per curarsi, generando ricavi sempre più consistenti.Secondo i dati analizzati da Gimbe, oltre un euro su due speso per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori regione finisce infatti alla sanità privata convenzionata: 1,966 miliardi di euro (54,5%), contro 1,643 miliardi (45,5%) destinati alle strutture pubbliche.In alcune regioni, inoltre, sono quasi esclusivamente le strutture private ad assorbire la domanda di prestazioni sanitarie legata alla mobilità dei pazienti.Come si può osservare dal grafico sopra, in alcune regioni il ruolo del privato convenzionato è particolarmente rilevante. In Molise, ad esempio, le strutture private erogano quasi il 90% delle prestazioni, mentre in Lombardia superano il 70%.La parola chiave utilizzata per descrivere questo modello è “sussidiarietà”. Ma è difficile non notare come, per molti operatori del settore, questo meccanismo si traduca anche in un vero e proprio business, finanziato però con risorse pubbliche.Ma per quali prestazioni ci si sposta da una regione all’altra? Secondo i dati Agenas, l’80,4% della mobilità legata ai ricoveri è classificata come mobilità effettiva, cioè dipende da una scelta del paziente. Il 16,7% è invece legato a prestazioni urgenti - la cosiddetta mobilità casuale - mentre circa il 3% riguarda casi in cui il domicilio del paziente non coincide con la regione di residenza, definita mobilità apparente. In quest’ultimo caso, peraltro molto marginale, la mobilità sanitaria è in realtà solo apparente.Tornando alla mobilità effettiva, cioè quella legata alla scelta del paziente, la quota di ricoveri potenzialmente inappropriati risulta molto limitata: appena il 6,5% riguarda ricoveri ordinari considerati a rischio di inappropriatezza.Per quanto riguarda invece le prestazioni ambulatoriali effettuate fuori regione, quasi il 93% si concentra in tre categorie principali: prestazioni terapeutiche (33,1%), diagnostica strumentale - come Tac o risonanze - (31,5%) e analisi di laboratorio (28%).Numeri che segnalano uno squilibrio evidente tra i sistemi sanitari regionali: molti pazienti si spostano per avere la certezza di ottenere prestazioni che spesso, per qualità dell’offerta o tempi di attesa, non riescono a ottenere nella propria regione di residenza. Non a caso, come mostra anche il grafico sopra, una parte significativa degli spostamenti riguarda interventi ad alta complessità."I dati sulla mobilità sanitaria - osserva Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe - ci ricordano che il diritto alla tutela della salute non può dipendere dal codice di avviamento postale". Con l'evidenza, purtoppo banale, che oggi il diritto alla salute non sia uniforme su scala nazionale. Con buona pace della nostra Costituzione. © Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403064509726.PDF §---§ title§§ Mobilità sanitaria, pazienti in fuga dall'Umbria e maggiori esborsi per le cure: saldo negativo sopra i 55 milioni di euro link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403054909502.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "umbriadomani.it" del 04 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-04T13:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403054909502.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403054909502.PDF', 'title': 'umbriadomani.it'} tp:url§§ https://www.umbriadomani.it/in-evidenza/mobilita-sanitaria-pazienti-in-fuga-dallumbria-e-maggiori-esborsi-per-le-cure-saldo-negativo-sopra-i-55-milioni-di-euro-341308/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403054909502.PDF tp:ocr§§ E’ un saldo negativo della mobilità sanitaria quello rilevato in Umbria nel 2023: pari a meno 55,8 milioni di euro, in aumento del 19,1 rispetto al 2022. Lo ha rilevato la Fondazione Gimbe che in occasione dell’apertura ufficiale dell’anno del trentennale di attività, ha realizzato un report indipendente sulla mobilità sanitaria interregionale nel 2023. In quell’anno l’Umbria ha vantato crediti per 81 milioni 855.582 euro, collocandosi in 14esima posizione tra le regioni italiane, e debiti per 137 milioni 627.838, sempre 14/a. Gimbe ha quindi valutato il volume dell’erogazione di ricoveri e prestazioni specialistiche di strutture private, definito un indicatore della presenza e della capacità attrattiva del privato accreditato. Secondo l’analisi della fondazione, l’Umbria si colloca in 18/a posizione con le strutture private che hanno erogato il 15,1% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (media Italia 54,5%).  Le analisi della Fondazione Gimbe confermano, purtroppo, il progressivo ampliamento dello squilibrio tra le regioni italiane. I numeri che emergono dal report dimostrano che l’offerta dei servizi non è omogenea e che il diritto alla tutela della salute non è garantito in maniera equa. Un ampliamento dello squilibrio che riguarda in pieno anche l’Umbria, con spostamenti di pazienti che hanno un impatto economico sul bilancio regionale e sui bilanci delle famiglie. Le regioni “attrattive” sono la Lombardia (23,2%), Emilia Romagna (17,6%), Veneto (11,1%),  Toscana (6,4%). L’Umbria, ad esempio, ha registrato un saldo negativo di 55,8 milioni leggermente superiore a quello delle Marche (-54,7 milioni). Peggio soltanto le regioni del Mezzogiorno, come Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna, Puglia, Basilicata e Abruzzo. Così come è poco rilevante la capacità attrattiva del privato umbro che si ferma al 15,1%, solo Liguria (11,4%), Provincia autonoma di Bolzano (9,1%) e Basilicata (7,2%) fanno peggio.  “Questi numeri – afferma il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta – indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità”.  Il report si riferisce al 2023 ma la migrazione sanitaria dall’Umbria non si è fermata nemmeno negli anni successivi, compreso il 2025. Dati ufficiali non sono ancora stati comunicati ma da voci di corridoio il saldo negativo avrebbe raggiunto i 60 milioni di euro. Il sistema sanitario regionale si trova a un punto di svolta critico: senza riforme strutturali e un adeguamento dei finanziamenti, il rischio di collasso del sistema pubblico è alto, con un aumento delle disuguaglianze e del ricorso alla sanità privata di altre regioni del Nord del Paese. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403054909502.PDF §---§ title§§ Mobilità sanitaria, Valle d’Aosta poco attrattiva tra equilibrio fragile e divario nazionale - Valledaostaglocal.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403022509306.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "valledaostaglocal.it" del 04 Mar 2026

Sintesi tra tenuta dei conti regionali e frattura strutturale Nord-Sud: nel 2023 la Valle registra un saldo negativo contenuto, mentre a livello nazionale la mobilità sanitaria tocca il record di 5,15 miliardi di euro, con oltre metà delle risorse destinate al privato convenzionato

pubDate§§ 2026-03-04T12:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403022509306.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403022509306.PDF', 'title': 'valledaostaglocal.it'} tp:url§§ https://www.valledaostaglocal.it/2026/03/04/leggi-notizia/argomenti/salute-in-valle-daosta/articolo/mobilita-sanitaria-valle-daosta-poco-attrattiva-tra-equilibrio-fragile-e-divario-nazionale.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403022509306.PDF tp:ocr§§ Massimo Uberti, direttore generale Usl VdA, e l'assessesore regionale Carlo Marzi (ds)La Valle d’Aosta resta in equilibrio, ma dentro un sistema nazionale sempre più diviso. I numeri della mobilità sanitaria 2023 fotografano una regione con un saldo negativo minimo pari a 12,8 milioni di euro, in lieve peggioramento rispetto al 2022 (+0,89 milioni), ma lontana dagli squilibri strutturali che attraversano altre aree del Paese.Nel dettaglio, la Valle registra crediti per 15.004.802 euro e debiti per 27.842.607 euro, collocandosi in entrambi i casi al ventunesimo posto nel ranking nazionale. Un dato che riflette la dimensione demografica della regione, ma anche una sostanziale tenuta del sistema sanitario locale.Il quadro cambia radicalmente se si allarga lo sguardo al livello nazionale. Secondo il nuovo report presentato dalla Fondazione GIMBE, nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,15 miliardi di euro, con un aumento del 2,3% rispetto al 2022. “La migrazione sanitaria tra Regioni – ha sottolineato il presidente Nino Cartabellotta – è tra gli indicatori più sensibili delle diseguaglianze del SSN: rileva dove i cittadini trovano risposte adeguate e dove, invece, sono costretti a spostarsi per curarsi”.Il dato più evidente è la polarizzazione territoriale: Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto concentrano il 95,1% del saldo attivo complessivo, mentre Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna assorbono il 78,2% del saldo passivo. “Non siamo più di fronte a semplici differenze regionali – avverte Cartabellotta – ma a un divario strutturale che nel tempo si è consolidato”.In questo scenario, la Valle d’Aosta si colloca nel gruppo delle regioni con saldo negativo minimo, insieme alla Provincia autonoma di Bolzano (-3,9 milioni), al Friuli Venezia Giulia (-10 milioni) e al Piemonte (-20,7 milioni). Una posizione intermedia che non segnala un’emorragia di risorse, ma neppure una forte capacità attrattiva.Un indicatore significativo è il ruolo del privato accreditato. In Italia, oltre un euro su due speso per ricoveri e prestazioni specialistiche erogate fuori regione finisce alle strutture private convenzionate: 1.966 milioni di euro, pari al 54,5% del totale. “La quota di mobilità che confluisce verso il privato convenzionato – osserva Cartabellotta – dipende dall’offerta e dalla capacità attrattiva di strutture private d’eccellenza”.In Valle d’Aosta, le strutture private erogano il 15,7% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale, dato che colloca la regione al diciassettesimo posto e ben al di sotto della media nazionale. Un elemento che evidenzia come il sistema valdostano resti fortemente ancorato al pubblico e presenti una limitata incidenza del privato nell’attrazione di pazienti da fuori regione.La mobilità sanitaria riguarda prevalentemente i ricoveri ospedalieri: secondo i dati Agenas, l’80,4% della mobilità per ricoveri è classificata come “effettiva”, cioè legata alla scelta del paziente, mentre solo il 16,7% è dovuta a urgenze. “Questi numeri – afferma Cartabellotta – indicano che la mobilità sanitaria è sempre meno una scelta e sempre più una necessità”. Quando centinaia di migliaia di cittadini si spostano per curarsi, il principio costituzionale di uniformità nell’accesso alle cure viene messo in discussione.Non a caso, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha recentemente ribadito che “il diritto alla salute, costituzionalmente garantito, deve trovare uniforme applicazione sull’intero territorio nazionale”, richiamando l’attenzione sulle disomogeneità territoriali.Per la Valle d’Aosta la sfida è duplice: da un lato mantenere la sostenibilità economica del proprio sistema sanitario, evitando un ampliamento del saldo passivo; dall’altro rafforzare qualità e specializzazione per ridurre la necessità di spostamenti verso altre regioni, soprattutto per prestazioni ad alta complessità.“I dati sulla mobilità sanitaria – conclude Cartabellotta (nella foto) – ci ricordano che il diritto alla tutela della salute non può dipendere dal codice di avviamento postale”. Una riflessione che, letta dalla prospettiva valdostana, assume un valore particolare: in un territorio di montagna, periferico per definizione, la tenuta del servizio sanitario pubblico non è solo una questione contabile, ma un presidio di coesione sociale e di attrattività territoriale.La fotografia del 2023 racconta una Valle in equilibrio fragile ma sotto controllo. Il vero banco di prova sarà la capacità di reggere, negli anni a venire, le tensioni finanziarie e le riforme in atto, in un Paese dove la mobilità sanitaria non è più un fenomeno marginale, ma uno specchio delle disuguaglianze strutturali del Servizio sanitario nazionale. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/04/2026030403022509306.PDF §---§