title§§ Il Bilancio piccolo piccolo del Governo Meloni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030201654104824.PDF description§§

Estratto da pag. 57 di "ALTRECONOMIA" del 02 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-02T07:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030201654104824.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030201654104824.PDF', 'title': 'ALTRECONOMIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030201654104824.PDF tp:ocr§§ Il Bilancio piccolo piccolo del Governo Meloni Il Paese affronterà profondi cambiamenti nel prossimo decennio. Le politiche sociali della coalizione di centro-destra non sono adeguate Politiche pubbliche, società nuova Bassa crescita economica, invecchiamento demografico, aumento della quota dei “grandi vecchi” oltre gli 80 anni: per affrontare le sfide del prossimo decennio sono necessarie misure incisive, a “presa rapida”, in diversi settori di politica sociale. In questa cornice, costretta dai vincoli di bilancio imposti dalla procedura di infrazione Ue e plasmata dagli orientamenti politici della maggioranza parlamentare, la quarta Legge di Bilancio del Governo Meloni appare “piccola piccola”, del tutto inadeguata per le sfide tanto formidabili quanto urgenti. Per la sanità è stato previsto un incremento di risorse pari a 2,4 miliardi nel 2026 e 2,6 miliardi nel 2027 e nel 2028. Sono importi che ridurranno dal 6,2% al 5,9% la quota di spesa sul Pil destinata alla salute, insufficienti per aggredire le criticità della sanità italiana, che vede una spesa sanitaria pro-capite al 73% della media Ue, la crescita da 4,1 a 5,8 milioni delle persone che hanno rinunciato alle cure in soli due anni, l’aumento al 22% della spesa privata delle famiglie (out of pocket) sulla spesa totale -molto oltre la media Ue (14%) e la soglia raccomandata dall’Oms (15%)- per effetto dell’esplosione della spesa nel privato non convenzionato (+137% dal 2016, dati Fondazione Gimbe). Un’ampia letteratura ha messo in luce gli effetti perversi dei sistemi sanitari fortemente privatizzati: iniquità nell’accesso e conseguente inefficacia del sistema si accompagnano all’inefficienza, con spesa complessiva elevata e fuori controllo. Molto modeste anche le misure per le famiglie: incremento del “Bonus mamme” da 40 a 60 euro al mese per le lavoratrici con almeno due figli e reddito fino a 40mila euro; estensione del congedo parentale fino a 14 anni dei figli (prima 12). L’incremento di spesa, pari a 1,6 miliardi, 0,07% del Pil, difficilmente consentirà di allineare la spesa italiana -che pur era cresciuta significativamente (da 1,1% a 1,5% del Pil) tra il 2019 e il 2022- alla media europea: i dati più recenti mostrano ancora uno scarto di 0,7 punti percentuali, ben due punti sotto la Germania. Inoltre, nonostante i fondi previsti dal Pnrr il ridimensionamento dell’obiettivo di estensione della copertura degli asili nido per i bambini sotto i tre anni non consentirà all’Italia di raggiungere nella legislatura il target indicato dall’Ue (45%). Sulla lotta alla povertà troviamo solo il rifinanziamento della “Carta dedicata a te” -500 euro una tantum per le famiglie con Isee fino a 15mila euro per beni di prima necessità- mentre, nonostante la crescita dell’occupazione, si registrano gli effetti della sostituzione del Reddito di cittadinanza con l’Assegno di inclusione: la quota di famiglie protette (749.676) si riduce del 35%, mentre la povertà assoluta rimane attorno al 10% della popolazione, toccando il livello più alto di sempre (9,5%) tra i potenziali beneficiari di un reddito minimo (adulti 35-64 anni) e il massimo dal 2014 tra i minori (13,8%, vedi Ae 289). Infine le pensioni, a lungo al centro del dibattito e dello scontro politico nella maggioranza. Le misure adottate sono infatti in contrasto con le promesse elettorali del centro-destra: abolizione di “Quota 103” e “Opzione Donna”, incremento (seppur diluito) di età o anni di contribuzione per il pensionamento di vecchiaia o anticipato, misure a favore della previdenza complementare. Barra dritta sulla sostenibilità economico-finanziaria, dunque, e mantenimento dell’architettura pensionistica con un profilo sensibilmente regressivo. Rifinanziamento della sola Ape sociale (anticipo pensionistico) e blocco dell’età pensionabile soltanto per i lavoratori impiegati in mansioni usuranti sono misure troppo deboli per aggredire le criticità sul piano dell’adeguatezza e dell’equità tanto nelle condizioni di accesso alla quiescenza quanto nell’importo degli assegni. I problemi del sistema pens ionistico italiano rimangono tutti da affrontare. ---End text--- Author: Matteo Jessoula Heading: Politiche pubbliche, società nuova Highlight: 22% La spesa sanitaria out of pocket delle famiglie italiane. Il valore massimo raccomandato dall’Oms è del 15%. www.eprahub.com Matteo Jessoula, professore di Scienza politica presso l’Università degli Studi di Milano. Image: -tit_org- Il Bilancio piccolo piccolo del Governo Meloni -sec_org- tp:writer§§ Matteo Jessoula guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030201654104824.PDF §---§ title§§ Escalation Iran, mercati in allarme. Prezzi petrolio: rischio impennata link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202009403125.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "DIARIODIAC" del 02 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-02T04:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202009403125.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202009403125.PDF', 'title': 'DIARIODIAC'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202009403125.PDF tp:ocr§§ LA SETTIMANA Escalation Iran, mercati in allarme. Prezzi petrolio: rischio impennata 01 Mar 2026 di Maria Cristina Carlini Dall’Istat i dati definitivi su Pil e deficit, nodo su uscita dalla procedura d’infrazione Ue Al via le audizioni sui Dl Pnrr e Dl Bollette Città da vivere, dall’emergenza casa alla rigenerazione urbana, il 4 marzo confronto all’Ance L'attacco contro l'Iran e la rappresaglia di Teheran contro i Paesi del Golfo rischiano di scatenare un vero e proprio shock sui mercati e sul commercio internazionale. L’attesa è tutta rivolta alla risposta che daranno oggi i mercati mentre centinaia di petroliere e navi di gas liquefatto sono ferme ai lati dello Stretto di Hormuz e le portacontainer commerciali dei colossi internazionali della logistica come Maesrk costrette a deviare dal Golfo hanno spinto il prezzo del petrolio. Il prezzo del Brent, il benchmark internazionale per le quotazioni del greggio, è volato da 72,8 della chiusura di venerdì a 80 dollari. Gli analisti già pronosticano un avvicinamento ai 100 dollari, soglia toccata l'ultima volta allo scoppio della guerra in Ucraina. L’Opec+ ha annunciato l'aumento della produzione di petrolio dei Paesi membri di 206mila barili al giorno ad aprile. Nel comunicato diffuso al termine della riunione virtuale tenuta ieri, non viene nominato l'attacco all'Iran, ma si parla di "una stabile prospettiva economica globale" e di "attuali solidi fondamentali del mercato". "I paesi - viene quindi specificato - continueranno a monitorare e valutare attentamente le condizioni di mercato e, nel loro continuo impegno a sostenere la stabilità del mercato, hanno ribadito l'importanza di adottare un approccio cauto e di mantenere la massima flessibilità per aumentare, sospendere o invertire la graduale eliminazione degli aggiustamenti volontari della produzione". Dall’Istat i dati definitivi su Pil e deficit, nodo su uscita dalla procedura d’infrazione Ue Arrivano oggi i dati definitivi 2025 dell’Istat su Pil e indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche. Dati che potrebbero certificare un dato leggermente inferiore al 3% nel rapporto deficit-Pil. In tal caso, potrebbe essere vicina l’uscita dalla procedura Ue per disavanzo eccessivo, avviata nel 2024. Documento programmatico di finanza pubblica il governo ha indicato un valore pari al 3%. La decisione finale spetterà a Bruxelles dopo la validazione dei dati da parte di Eurostat il 22 marzo. Resta aperta la questione tecnica: basterà uno 0,01% sotto la soglia (2,99%) o servirà un miglioramento più netto (2,9%)? Quella che si apre è una settimana ad alta intensità per i mercati, scandita da una raffica di indicatori macroeconomici in Europa, Stati Uniti e Asia. Si parte oggi , lunedì 2 marzo, anche con i dati Pmi di Giappone, Germania, Francia, Italia ed Eurozona, l’ISM manifatturiero e il Markit PMI finale. Martedì i riflettori si spostano sull’inflazione: l’Italia pubblica i dati preliminari di febbraio e anche l’Eurozona diffonde la stima flash. Mercoledì giornata particolarmente densa: in Italia ancora Istat con occupazione, conti economici trimestrali e Pil finale del quarto trimestre; in Eurozona tasso di disoccupazione e prezzi alla produzione. Dagli Stati Uniti sono attesi la stima ADP sui nuovi occupati e l’ISM servizi, indicatori cruciali in vista del job report. Giovedì focus su commercio al dettaglio italiano e su produttività e costo del lavoro negli Usa, mentre venerdì si chiude con il dato clou della settimana: il report sul lavoro americano oltre al Pil finale dell’Eurozona. Al via le audizioni sui Dl Pnrr e Dl Bollette La settimana parlamentare alla Camera dei Deputati si apre con un’agenda fitta di appuntamenti dedicati al decreto per l’attuazione del Pnrr, snodo centrale dell’azione di governo sui fondi europei. Oggi la Commissione Bilancio avvia un ciclo di audizioni con una platea ampia e trasversale di soggetti istituzionali, rappresentanze produttive e associazioni. Tra gli auditi figurano Fondazione Gimbe, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Invitalia, Assonime, Ance e altre r ealtà coinvolte nell’attuazione dei progetti finanziati dal Piano. Domani , si prosegue con prosegue il confronto sempre in Commissione Bilancio, con la Conferenza delle Regioni, dell’Upi e delle principali organizzazioni imprenditoriali e sindacali (Confapi, Confimi, Alleanza Cooperative, Cgil, Cisl, Uil e altre). Nella stessa giornata interviene anche il Comitato per la legislazione, chiamato a esprimere il proprio parere tecnico sul testo. Mercoledì laCommissione Bilancio – riunita con Politiche Ue – affronta il capitolo europeo sul quadro finanziario pluriennale 2028-2034 e procede alle votazioni sul decreto Pnrr. Settimana intensa anche per il decreto Bollette, incardinato presso la Commissione Attività produttive della Camera dei DeputatI dov’è oggi prende il via un ampio ciclo di audizioni con le principali organizzazioni economiche, energetiche e sindacali. Intervengono, tra gli altri, Confindustria, Confcommercio, Confapi, Cgil, Cisl, Uil, Elettricità Futura, Arera, Federchimica e rappresentanti delle imprese energivore e del settore gas. Il focus è sulle misure di contenimento dei costi energetici e sull’impatto per imprese e famiglie. Domani il confronto prosegue con ulteriori audizioni: mondo portuale, associazioni per lo sviluppo sostenibile, settore agricolo (Confagricoltura, Coldiretti), comparto bioenergia e utility locali. Nella stessa giornata è previsto anche il parere del Comitato per la legislazione, passaggio tecnico che accompagna l’iter verso l’esame emendativo. Nuovo round di conti, Snam presenta il piano industriale Settimana ricca anche sul fronte corporate, con numerosi consigli di amministrazione chiamati ad approvare i risultati contabili 2025 e diversi appuntamenti con il mercato Lunedì aprono le danze Anima Holding e Lottomatica Group. Martedì sarà una delle giornate più dense, con i conti di Ariston Group, Banco BPM, FinecoBank e Italgas. In agenda anche conference call con analisti per Ariston e Lottomatica. Mercoledì tocca a un gruppo eterogeneo di big e mid cap: Amplifon, Banca Generali, Intercos, Maire, Nexi e Snam che presenterà anche il piano industriale 2026-2030. Giovedì spazio a Mediobanca, Azimut Holding, Italmobiliare, Piaggio & C., Ascopiave e Generalfinance. Città da vivere, dall’emergenza casa alla rigenerazione urbana, il 4 marzo confronto all’Ance Città da vivere – Come rilanciare il modello della città italiana”, promosso da Ance nazionale in collaborazione con Assimpredil Ance, che si terrà mercoledì 4 marzo alle 10.30presso l’Associazione nazionale costruttori edili. L’emergenza casa che pressa l’Italia e l’Europa e le risposte da dare ai cittadini in termini dí accessibilità , inclusione, rigenerazione urbana saranno al centro del dibattito, arricchito da dati, analisi e confronti sulle trasformazioni sociali, economiche e urbanistiche delle città italiane e nel mondo. All’evento, a cui è prevista la partecipazione del viceministro delle Infrastrutture, Edoardo Rixi,interverranno, tra gli altri, la presidente Ance, Federica Brancaccio, il presidente Assimpredil Ance, Giovanni Deleo, alcuni protagonisti degli anni del cambiamento delle maggiori città italiane (Gabriele Albertini, Antonio Bassolino, Leoluca Orlando, Francesco Rutelli, Flavio Tosi),parlamentari di maggioranza e opposizione (Chiara Braga, Alessandro Cattaneo, Maurizio Lupi, Marco Osnato), e la presidente della Commissione speciale sulla crisi degli alloggi nell'Unione europea,Irene Tinagli. “Concorrenza e trasporto aereo nelle infrastrutture strategiche “, il 4 marzo convegno di Adr ed Enac L’Enac, l’ente Nazionale per l’Aviazione Civile, e Aeroporti di Roma hanno organizzato l’incontro “Concorrenza e trasporto aereo nel sistema delle infrastrutture strategiche”, promosso nel ricordo di Antonio Catricalà, che si terrà mercoledì 4 marzo 2026 alle ore 10.00presso il Terminal 5 dell'aeroporto di Roma Fiumicino. L’appuntamento si aprirà con i saluti introduttivi delSindaco di Fiumicino Mario Baccini e dell’Amministratore Delegato di Aeroporti di Roma Marco Troncone. Seguirà una tavola rotonda con la partecipazione del Presidente dell’ENAC Pierluigi Di Palma, del Direttore delle Strategie dell’ENAV Felice Catapano, del Presidente di Aeroporti di Roma Vincenzo Nunziata e del Professore della Luiss School of Law Aristide Police. Le conclusioni saranno affidate a Gianni Letta e al Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi. ---End text--- Author: Maria Cristina Carlini Heading: Highlight: Image: -tit_org- Escalation Iran, mercati in allarme. Prezzi petrolio: rischio impennata -sec_org- tp:writer§§ Maria Cristina Carlini guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202009403125.PDF §---§ title§§ Al via le audizioni sui Dl Pnrr e Dl Bollette link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030201639904710.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "DIARIODIAC" del 02 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-02T06:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030201639904710.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030201639904710.PDF', 'title': 'DIARIODIAC'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030201639904710.PDF tp:ocr§§ Al via le audizioni sui Dl Pnrr e Dl Bollette La settimana parlamentare alla Camera dei Deputati si apre con un’agenda fitta di appuntamenti dedicati al decreto per l’attuazione del Pnrr, snodo centrale dell’azione di governo sui fondi europei. Oggi la Commissione Bilancio avvia un ciclo di audizioni con una platea ampia e trasversale di soggetti istituzionali, rappresentanze produttive e associazioni. Tra gli auditi figurano Fondazione Gimbe, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Invitalia, Assonime, Ance e altre realtà coinvolte nell’attuazione dei progetti finanziati dal Piano. Domani , si prosegue con prosegue il confronto sempre in Commissione Bilancio, con la Conferenza delle Regioni, dell’Upi e delle principali organizzazioni imprenditoriali e sindacali (Confapi, Confimi, Alleanza Cooperative, Cgil, Cisl, Uil e altre). Nella stessa giornata interviene anche il Comitato per la legislazione, chiamato a esprimere il proprio parere tecnico sul testo. Mercoledì laCommissione Bilancio – riunita con Politiche Ue – affronta il capitolo europeo sul quadro finanziario pluriennale 2028-2034 e procede alle votazioni sul decreto Pnrr. Settimana intensa anche per il decreto Bollette, incardinato presso la Commissione Attività produttive della Camera dei DeputatI dov’è oggi prende il via un ampio ciclo di audizioni con le principali organizzazioni economiche, energetiche e sindacali. Intervengono, tra gli altri, Confindustria, Confcommercio, Confapi, Cgil, Cisl, Uil, Elettricità Futura, Arera, Federchimica e rappresentanti delle imprese energivore e del settore gas. Il focus è sulle misure di contenimento dei costi energetici e sull’impatto per imprese e famiglie. Domani il confronto prosegue con ulteriori audizioni: mondo portuale, associazioni per lo sviluppo sostenibile, settore agricolo (Confagricoltura, Coldiretti), comparto bioenergia e utility locali. Nella stessa giornata è previsto anche il parere del Comitato per la legislazione, passaggio tecnico che accompagna l’iter verso l’esame emendativo. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Al via le audizioni sui Dl Pnrr e Dl Bollette -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030201639904710.PDF §---§ title§§ Prima la salute, poi la privacy link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202035603567.PDF description§§

Estratto da pag. 17 di "ITALIA OGGI SETTE" del 02 Mar 2026

Le Asl possono inviare Sms perla prevenzione sanitaria

pubDate§§ 2026-03-02T04:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202035603567.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202035603567.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI SETTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202035603567.PDF tp:ocr§§ Le linee guida del Garante sull’impiego dei recapiti telefonici di pazienti già in archivio Prima la salute, poi la privacy Le Asl possono inviare Sms per la prevenzione sanitaria Pagina a cura di ANTONIO CICCIA MESSINA uando si tratta di salute, la privacy non si mette di traverso. Anzi, gli ostacoli burocratici possono essere superati. Come è successo per le campagne di prevenzione di gravi malattie, per le quali è stato chiarito che l’Azienda sanitaria può mandare l’invito ai pazienti con un Sms, avvalendosi di alcune agevolazioni: non è necessario il consenso dell’assistito e l’ente sanitario può fruire di una semplificazione quanto all’informativa prevista dall’articolo 13 del regolamento Ue sulla privacy n. 2016/679 (Gdpr). Le aziende sanitarie possono usare i recapiti telefonici dei pazienti adulti, raccolti in occasione di precedenti prestazioni sanitarie, e ciò anche se gli assistiti, quando hanno rilasciato i loro recapiti, non sono stati informati dall’Asl della possibilità di essere contattati per successive iniziative di prevenzione. È questo lo scenario, snello e alleggerito, definito dal Garante della privacy, che con il provvedimento n. 79 del 12 febbraio 2026 ha fornito agli organi sanitari apposite linee guida, comprensive di un pratico decalogo, sull’uso dei numeri telefonici dei pazienti già presenti nei loro archivi per realizzare la prevenzione sanitaria. Le aziende sanitarie, pertanto, possono avvantaggiarsi di uno scivolo “privacy” a tutto favore dello svolgimento delle campagne di screening, previste da norme nazionali o regionali. Non necessario il consenso. Alle attività di trattamento svolte in esecuzione delle prestazioni sanitarie di screening si applica l’articolo 9, par. 2, lett. h) e par. 3 del Gdpr, secondo cui i dati possono essere trattati senza il consenso dell’interessato, se strettamente necessari alla finalità di diagnosi, assistenza o terapia sanitaria e se trattati da o sotto la responsabilità di un professionista soggetto al segreto professionale. Il problema dei trattamenti ulteriori. Le Asl intendono usare i recapiti telefonici dei pazienti, già presenti nei loro archivi, per l’invio di Sms informativi alla popolazione target dei programmi di screening, con particolare riferimento a quelli oncologici: ciò per contattare gli interessati con modalità diverse da quelle dell’invito cartaceo spedito Q all’indirizzo postale. Il problema, sollevato dagli stessi organismi sanitari, è rappresentato dal fatto che al momento della raccolta originaria dei dati relativi al contatto telefonico, gli interessati potrebbero non essere stati informati della possibilità di utilizzare i dati di recapito anche per finalità di prevenzione. E se il trattamento successivo realizzato è diverso da quello inserito nell’informativa, allora c’è una questione di privacy. Al riguardo, si consideri che l’articolo 5, par. 1, lett. b) del Gdpr detta il principio della «limitazione della finalità», in base al quale i dati personali, raccolti per finalità determinate, esplicite e legittime, devono essere successivamente trattati in modo che non sia incompatibile con tali iniziali finalità. Inoltre, la premessa n. 50 del Gdpr specifica che il trattamento dei dati personali, realizzato per finalità diverse da quelle per le quali i dati personali sono stati inizialmente raccolti, è consentito solo se compatibile con le finalità, per le quali i dati personali sono stati inizialmente raccolti. Il bilanciamento degli interessi. Di conseguenza, il quesito è se mandare un Sms di invito a visite preventive di controllo nell’ambito di un programma nazionale o regionale sia finalità compatibile rispetto all’uso del cellulare per comunicazioni relative a una prestazione sanitaria erogata al singolo paziente. Prendendo posizione su questi aspetti, il Garante ha ritenuto che il trattamento dei dati strettamente necessario allo svolgimento di attività di promozione all’adesione a programmi sanitari pubblici di prevenzione basati su leggi nazionali e regionali possa essere considerato compatibile con l e originarie finalità di cura, diagnosi e assistenza sanitaria, anche tenuto conto delle ragionevoli aspettative degli interessati. In effetti, per gli assistiti ricevere un Sms relativo a un programma di prevenzione sanitaria non è qualcosa di imprevedibile o illogico e, quindi, non c’è nessun agguato alla riservatezza. Questo però non risolve tutti i dubbi, in quanto ci sono aspetti pratici, di cui il Garante si fa carico. In proposito il provvedimento descrive il rischio derivante dall’eventuale l’invio degli inviti allo screening ad un numero di telefono in uso a più soggetti. In quest’ultima eventualità, più persone potrebbero venire a sapere se uno si sta sottoponendo a esami di controllo e/o se ha già ricevuto prestazioni sanitarie, in ipotesi anche con riferimento a patologie, che fruiscono di speciali tutele di anonimato. Il decalogo per le aziende sanitarie. Per prevenire questi inconvenienti, il Garante della privacy ha elaborato un pratico decalogo. L’azienda sanitaria, in primo luogo, deve aggiornare le informazioni da fornire agli interessati, al fine di specificare che i dati di contatto forniti in occasione delle prestazioni sanitarie (finalità di cura) possono essere utilizzati anche ed esclusivamente per finalità di promozione all’adesione a programmi sanitari pubblici di prevenzione basati su leggi nazionali e regionali, fermo restando il diritto di opposizione dell’interessato. In secondo luogo, l’utilizzo dei dati di contatto deve essere limitato all’avvio di campagne di screening previste dalla normativa di settore, nazionale o regionale, con riferimento alla sola popolazione target indicata. Nel terzo punto del decalogo si spiega che i dati di contatto non possono essere utilizzati per finalità ulteriori rispetto a quella dell’invito alle campagne di screening, nel rispetto dei principi di liceità, correttezza e trasparenza, limitazione della finalità. Il paziente può sempre opporsi. L’uso ulteriore dei dati di contatto è subordinato alla mancata opposizione già espressa dall’interessato circa l’utilizzo dei dati di contatto per finalità diverse da quelle per le quali li aveva forniti al titolare (quarta prescrizione). La quinta misura impone di utilizzare solo i dati di contatto di pazienti adulti forniti dall’interessato esclusivamente per finalità di cura, diagnosi e prevenzione e non anche per altre finalità specifiche (ad esempio ricerca scientifica o finalità amministrative). Il sesto punto riferisce che non possono essere utilizzati i dati di contatto rilasciati dagli interessati in occasione di prestazioni sanitarie in cui sono trattati dati a maggior tutela di anonimato (interruzione di gravidanza, parto in anonimato, prestazioni dei consultori, prestazioni a persone sieropositive, prestazioni a vittime di atti di violenza sessuale o di pedofilia o a persone che fanno uso di sostanze stupefacenti, di sostanze psicotrope e di alcool). Attenzione ai numeri sbagliati. Possono, poi, essere utilizzati solo i dati di contatto che abbiano superato un vaglio di esattezza e aggiornamento anche temporale escludendo quelli meno recenti (settima disposizione). L’ottavo punto indica che nel messaggio di invito allo screening, da inviare da una numerazione telefonica o con un identificatore del mittente (cosiddetto alias) che sia riconducibile all’azienda sanitaria promotrice, è necessario indicare le modalità (ad esempio mediante richiamo a documenti presenti sul sito web aziendale) con le quali sono fornite le informative “privacy” estese e complete di tutti gli elementi previsti dall’articolo 13 Gdpr. Con la penultima misura si impone di riportare espressamente, nel messaggio di invito allo screening, il diritto di opposizione all’invio di messaggi di promozione alle campagne di prevenzione e le modalità (agevoli) con cui esercitarlo. Infine (decimo punto del decalogo), l’azienda sanitaria deve istruire in merito agli specifici aspetti di protezione dei dati personali i dipendenti e tutti i soggetti autorizzati, coinvolti nel trattamento relativo agli inviti alla campagna di screenin g. L’avviso preventivo. Nel provvedimento, il Garante della privacy, al fine di facilitare l’applicazione delle misure componenti il decalogo, suggerisce alle Asl, prima dell’utilizzo dei dati di contatto degli interessati nell’ambito di campagne di screening, di inviare un messaggio per spiegare l’iniziativa. Nel messaggio è opportuno dichiarare le finalità di informazione sulle campagne di prevenzione, riferire le modalità per ottenere una informativa “privacy” completa e, infine, mettere già a disposizione in quella sede la possibilità di opporsi in maniera semplice. Al riguardo, il Garante ha anche proposto un fac simile di messaggio. Le sanzioni in agguato. I punti del decalogo rappresentano misure di garanzia che le aziende sanitarie devono rispettare, in attuazione del principio di protezione dei dati fin dalla progettazione e per impostazione predefinita, assicurando la conformità del trattamento ai principi di liceità, correttezza e trasparenza, limitazione della finalità, minimizzazione dei dati, esattezza e limitazione della conservazione. Eventuali inosservanze del decalogo costituiscono violazione del Gdpr, che è punita, avendo riguardo alla violazione dei principi del trattamento (articolo 5 Gdpr), con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 20 milioni di euro (articolo 83 Gdpr). ---End text--- Author: ANTONIO CICCIA MESSINA Heading: Highlight: Il Garante suggerisce alle Asl, prima dell’utilizzo dei dati di contatto degli interessati nell’ambito di campagne di screening, di inviare un messaggio per spiegare l’iniziativa La formula consigliata dal Garante • Gentile utente, l’Azienda XY, La informa che i Suoi recapiti telefonici, forniti in passato per ?nalità di cura, potranno essere utilizzati esclusivamente per informarla sui programmi sanitari pubblici di prevenzione basati su leggi nazionali e regionali condotti dall’Azienda • L’informativa completa è disponibile sul sito web dell’Azienda • Se non desidera ricevere ulteriori comunicazioni in tal senso, può rispondere in qualunque momento a questo messaggio scrivendo ‘NO’ Image: -tit_org- Prima la salute, poi la privacy -sec_org- tp:writer§§ ANTONIO CICCIA MESSINA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202035603567.PDF §---§ title§§ Trapianto fallito, scontro fra medici «A Bolzano ci diedero ghiaccio secco» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202035503562.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 02 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-02T04:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202035503562.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202035503562.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO NAZIONALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202035503562.PDF tp:ocr§§ NAPOLI La difesa della chirurga che ha eseguito l’espianto. La famiglia del bimbo: silenzio e decoro Trapianto fallito, scontro fra medici «A Bolzano ci diedero ghiaccio secco» Contrapposizioni senza fine sullo sfondo della tragica vicenda del bambino dal cuore bruciato, morto a Napoli dopo un trapianto reso inefficace dalla compromissione dell’organo donato che sarebbe avvenuta durante il trasporto da Bolzano al capoluogo campano. L’ultimo scontro si è verificato tra Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo – nome e cognome della vittima – e gli avvocati della cardiochirurga Gabriella Farina, responsabile dell’equipe medica del Monaldi che ha eseguito l’espianto del cuore a Bolzano. I legali della donna invitano a prendere in considerazione la posizione del personale di sala di Bolzano che avrebbe fornito anidride carbonica allo stato solido (ghiaccio secco) invece del ghiaccio comune. Istanze davanti alle quali l’avvocato della famiglia Caliendo chiede «silenzio e decoro invece che difese arraffazzonate e goffe». E potrebbe arrivare già oggi, al più tardi domani mattina, la decisione del gip sull’istanza di ricusazione presentata sabato dall’avvocato della famiglia del piccolo Domenico nei confronti del professor Mauro Rinaldi, uno dei tre periti nominati nel collegio incaricato di procedere con l’incidente probatorio. La decisione del giudice determinerà anche i tempi dell’autopsia del bimbo deceduto il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi di Napoli dopo che il cuore trapiantatogli proveniente da Bolzano è arrivato danneggiato per essere stato a contatto con il ghiaccio secco durante il trasferimento. Per questa vicenda sono sette gli indagati per omicidio colposo. L’avvocato della famiglia Caliendo, Francesco Petruzzi, contesta al cardiochirurgo torinese, professore ordinario di Cardiochirurgia, di non poter garantire l’imparzialità necessaria per essersi già espresso sui fatti in oggetto e per aver cofirmato una pubblicazione scientifica con uno dei medici indagati. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Trapianto fallito, scontro fra medici «A Bolzano ci diedero ghiaccio secco» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202035503562.PDF §---§ title§§ Norme & tributi - Sanità, l'azienda risponde se il consenso dei pazienti non è davvero informato link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202038003543.PDF description§§

Estratto da pag. 30 di "SOLE 24 ORE" del 02 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-02T04:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202038003543.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202038003543.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202038003543.PDF tp:ocr§§ Sanità, l’azienda risponde se il consenso dei pazienti non è davvero informato Il medico deve illustrare in modo preciso intervento, rischi, effetti e alternative Risarcimenti Sussiste responsabilità sanitaria per lesione del diritto all’autodeterminazione quando il consenso del paziente non è realmente informato. Con due ordinanze ravvicinate, la 316 del 7 gennaio 2026 e la 2968 del 10 febbraio 2026, la Cassazione torna sul tema, ribadendo principi consolidati ma spesso trascurati nella prassi. La prima vicenda riguarda una paziente sottoposta nel 2013 a un intervento, nel corso del quale si verificarono lesioni, che poi hanno causato disagi protratti nel tempo. La seconda riguardava una frattura del polso trattata in ambito ambulatoriale. In entrambi i casi, i pazienti agivano in giudizio chiedendo il risarcimento dei danni, contestando anche la violazione del diritto all’autodeterminazione per insufficiente informazione sui rischi e sulle alternative terapeutiche. La Cassazione ha, nel primo caso, censurato il ragionamento della Corte territoriale, accogliendo i motivi relativi al consenso informato e nel secondo caso dichiarato inammissibile il motivo presentato dall’azienda sanitaria in ordine alla sua prova di una adeguata allegazione. Il cuore di entrambe le decisioni riguarda contenuto e prova dell’obbligo informativo. La Cassazione afferma, infatti, che, per consentire un consenso «informato» il medico deve fornire informazioni dettagliate su natura, portata ed estensione dell’intervento, sui rischi e i risultati conseguibili, sulle possibili conseguenze negative e soprattutto sulle alternative praticabili. Queste informazioni possono essere riportate anche in un modulo prestampato, ma la sua idoneità va esclusa se il contenuto è generico. Il modulo, infatti, ha funzione prevalentemente documentale in quanto attesta la prestazione formale del consenso, ma non esaurisce il profilo sostanziale. Ciò che conta è l’effettività dell’informazione, cioè la concreta possibilità per il paziente di autodeterminarsi. Per la Corte, inoltre, il consenso informato non è un atto meramente formale né assimilabile a un contratto: non basta una generica dichiarazione di consapevolezza dei rischi, non potendo mai il consenso del paziente “coprire” una scelta terapeutica erronea: il paziente, pur informato, non è equiparabile al medico nella valutazione tecnico-professionale della correttezza della terapia. Secondo la Cassazione il giudice di merito non può effettuare una valutazione presuntiva inadeguata, fondata su «circostanze indizianti» (quali possono essere rapporto fiduciario, visita pre-operatoria, livello culturale della paziente, condizioni cliniche), poiché l’adempimento dell’obbligo informativo non può essere desunto da elementi generici o formule stereotipate. Esso deve invece risultare da una verifica concreta del contenuto dell’informazione resa. Non è ammissibile, pertanto, un modulo scritto che si limiti a richiamare diagnosi e tipo di intervento e una formula generale su rischi e vantaggi, senza spiegare i rischi specifici, conseguenze e opzioni alternative. Ancor di più non basta un consenso orale allegato in modo apodittico, né una dichiarazione di consapevolezza priva di contenuto verificabile. In conclusione, per entrambe le decisioni il baricentro della valutazione giudiziale si sposta dall’esistenza del consenso alla sua qualità sostanziale: solo un’informazione specifica, completa, personalizzata e documentabile consente la piena esplicazione del diritto all’autodeterminazione del paziente. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Rosa Sciatta Heading: Risarcimenti Highlight: Le indicazioni dei giudici Il modulo prestampato La Cassazione, con l’ordinanza 316/2026, ha ribadito che, per permettere al paziente di esprimere un consenso informato, il medico deve fornirgli informazioni dettagliate che possono essere contenute in un modulo prestampato; questo non è però idoneo se ha un contenuto generico. L’errore del medico Con l’ordinanza 2968/2026, la Cassazione ha inoltre chiarito che il consenso del paziente non può giustificare una scelta erronea del medico; infatti il paziente non può essere equiparato a un medico negli errori di scelta terapeutica, tanto più se non ha ricevuto informazioni complete e congrue. Image: -tit_org- Norme & tributi - Sanità, l’azienda risponde se il consenso dei pazienti non è davvero informato -sec_org- tp:writer§§ Rosa Sciatta guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202038003543.PDF §---§ title§§ Sanità e medici: le pagelle degli italiani = Strutture, infermieri, medici, liste d'attesa: le pagelle degli italiani sulla sanità pubblica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202035803565.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "SOLE 24 ORE" del 02 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-02T04:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202035803565.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202035803565.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202035803565.PDF tp:ocr§§ Sanità e medici: le pagelle degli italiani Noto Sondaggi Confronto con Francia, Germania, Spagna e Uk Pesano i tempi lunghi Strutture, infermieri, medici, liste d’attesa: le pagelle degli italiani sulla sanità pubblica Noto Sondaggi. Confronto con Spagna, Francia, Germania e Uk. Il 53% dei nostri connazionali boccia il sistema sanitario. Sui professionisti giudizi meno positivi che all’estero. Tempi lunghi per le prestazioni. Promossi i controlli preventivi Gli italiani risultano i più critici in Europa nei confronti della sanità pubblica. È quanto emerge da un’indagine inedita realizzata da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore del Lunedì, che confronta il giudizio dei cittadini di Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito sui servizi sanitari pubblici. Nel nostro Paese meno di un italiano su due esprime una valutazione positiva complessiva, una quota nettamente inferiore a quella rilevata negli altri grandi Paesi europei. Le difficoltà maggiori si concentrano sui tempi di attesa per visite, esami diagnostici e ricoveri, indicati come l’elemento più penalizzante dell’esperienza nel servizio sanitario nazionale. Il sondaggio segnala anche una quota elevata di cittadini che, proprio a causa delle liste d’attesa, rinuncia alle cure. Bartoloni, Finizio, Uccello —a pag. 10-11 Michela Finizio Serena Uccello Per gli italiani la sanità pubblica non raggiunge la sufficienza: solo il 47% esprime un giudizio positivo sul servizio sanitario nazionale e la quota dei connazionali soddisfatti è nettamente inferiore rispetto a quelle rilevate in Spagna (79%), Francia (73%), Germania (68%) e Regno Unito (77%). In pratica la maggioranza degli italiani ha una percezione negativa del sistema sanitario (nel dettaglio il 53%, cioè un italiano su due). E la percentuale di chi esprime giudizio positivo sulla professionalità dei medici (72%) e degli infermieri (71%) e sull’igiene delle strutture (55%) è più bassa di quella rilevata negli altri Paesi. Nelle altre nazioni analizzate queste tre voci sono considerate positive in più dell’80% dei casi. È questa, in sintesi, la percezione degli intervistati rispetto a cure, esami diagnostici, visite e ricoveri offerti dal servizio pubblico: oltre mille soggetti residenti in ognuno dei cinque Stati selezionati hanno risposto al questionario messo a punto da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore del Lunedì. Il livello di soddisfazione Il giudizio complessivamente espresso rispetto alla sanità pubblica è dunque più severo in Italia. Inoltre, stringendo il focus sull’ultima prestazione ricevuta, gli italiani sembrano più critici su alcuni aspetti: il 26% esprime giudizi negativi sull’igiene della struttura, percentuale ferma sotto il 12% negli altri Paesi; il 23% è scontento della professionalità di medici e il 20% di quella degli infermieri, percentuali che oltreconfine non superano mai il 10% del totale. Si avvicina solo la quota dei tedeschi, pari al 15%, insoddisfatti dell’operato dei medici. Appaiono più in linea con quelli degli altri Paesi, invece, i giudizi relativi alla qualità della informazioni, alle cure e alla correttezza delle diagnosi ricevute. Pesa, infine, lo sguardo sul futuro: la continua emergenza sanitaria percepita spinge il 42% degli italiani ad aspettarsi un peggioramento della qualità dei servizi sanitari nei prossimi due o tre anni. Le aspettative negative, invece, si fermano al 32% in Spagna, al 27% nel Regno Unito, al 23% in Germania e al 17% in Francia. Il nodo dei tempi d’attesa Per le prestazioni e i servizi utilizzati nel corso del 2025 gli italiani dichiarano di essersi rivolti a un pronto soccorso pubblico nell’89% dei casi, ma solo nel 45% dei casi al servizio sanitario nazionale per visite specialistiche o esami di diagnostica. La sanità privata o convenzionata risulta più “frequentata” che in Italia solamente in Francia dove solo il 38% ha scelto una struttura pubblica per visite specialistiche e il 43% per esami diagnostici. Il punto su cui sembra crollare ogni confronto europeo arriva sui tempi di attesa: il 33% degli italiani ha dovuto attender e più di tre mesi per un esame di diagnostica, contro il 18% degli spagnoli, il 14% degli inglesi, il 12% dei francesi e l’11% dei tedeschi; e inoltre il 27% ha atteso più di un trimestre per una visita specialistica, percentuale che arriva al 29% in Spagna ma che resta sotto il 20% in Francia, Germania e Regno Unito. Sommando chi seleziona un’attesa tra due e tre mesi e chi dice di aver atteso più di tre mesi per una visita specialistica, gli italiani sembra non abbiano rivali: il 49% in Spagna contro il 69% in Italia (nel nostro Paese solo il 13% è stato visitato entro una settimana). Proprio in relazione ai tempi di attesa l’esperienza degli italiani è marcatamente più negativa rispetto a quella degli altri Paesi, con un picco negativo nei giudizi espressi sui servizi di diagnostica (per il 72%) e sui ricoveri (per il 69%). In Italia tempi d’attesa eccessivi si traducono in una rinuncia alle visite specialistiche nel 28% dei casi, una percentuale allarmante e unica nel contesto internazionale che mette in luce la crisi del nostro sistema sanitario nazionale. Questo dato scende al 22% in Germania, al 17% in Francia, al 14% in Spagna e all’8% nel Regno Unito. La rinuncia a causa delle liste d’attesa riguarda anche il 21% degli esami diagnostici in Italia e, in questo caso, in nessuno degli altri Paesi la percentuale di chi rinvia l’appuntamento non supera mai il 20 per cento. La tiepida fiducia degli italiani è intercettata anche da un altro dato, quando si chiede loro se in caso di malattia grave di un familiare o di un amico suggerirebbero di rivolgersi a una struttura collocata nel luogo dove si risiede: ecco questo consiglio arriverebbe dal 51% degli italiani, ma il 29 suggerirebbe invece un trasferimento; l’11% consiglierebbe di rivolgersi al privato. Si rivolge invece alla sanità vicino casa il 77% degli inglesi, il 76% degli spagnoli, il 61 dei francesi e dei tedeschi. La prossimità e gli screening In discussione è l’intero modello organizzativo, fino alla medicina di prossimità sul territorio. Il giudizio sulla professionalità del medico di base resta positivo per il 76% degli italiani, ma premia più i professionisti spagnoli (88%), francesi (92%), tedeschi (89) e inglesi (88). Sulla disponibilità del medico di famiglia, però, il giudizio positivo degli italiani crolla al 43% e sulle visite a domicilio si abbassa al 21 per cento. In tutti gli altri Paesi interpellati la soddisfazione, invece, risulta superiore. Tra le note positive, il 69% degli italiani è stato invitato ad effettuare analisi e diagnostica in maniera gratuita dal sistema sanitario pubblico per fare test tumorali o per altre malattie. Gli screening e la prevenzione risultano così più diffusi che in Spagna (63%), Germania e Regno Unito (entrambe con il 58%). Si consolida, infine, anche il ruolo delle farmacie dove il 24% degli italiani dichiara di aver prenotato visite, il 14% di aver fatto l’elettrocardiogramma e il 12% l’holter, tutti dati in linea con i risultati negli altri Paesi. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Michela Finizio :-: Serena Uccello Heading: Highlight: Qualità in peggioramento nei prossimi anni per il 42% degli italiani Medici di base apprezzati meno che in altri Paesi Image:AdobeStock In corsia. In Italia solo il 55% degli intervistati esprime un giudizio positivo sulle condizioni di igiene delle strutture ospedaliere Le risposte degli intervistati Questionario sulla percezione della qualità dei servizi sanitari. Risposte in percentuale ITALIA SPAGNA FRANCIA R. UNITO GERMANIA I TEMPI DI ATTESA In relazione alla sua esperienza sui tempi di attesa, il suo giudizio è positivo o negativo? NEGATIVO POSITIVO ITALIA SPAGNA 38 In particolare, quanto tempo le è stato detto di attendere per poter eseguire l’esame? Domanda posta a coloro che hanno usufruito di servizi di diagnostica 1 SETTIMANA O MENO FRANCIA GERMANIA REGNO UNITO 2 SETTIMANE/1 MESE 2/3 MESI Visita specialistica 62 I TEMPI DI ATTESA 38 62 21 79 27 73 81 19 PIÙ DI 3 MESI NON SAPREI ITA Servizi di diagnostica 72 2 8 28 72 83 17 32 68 18 82 Pronto soccorso 55 45 36 64 45 55 68 32 35 65 SPA FRA 35 38 GER 41 UK 42 33 In particolare quanto tempo le è stato detto di attendere per poter eseguire l’esame? Domanda posta a coloro che hanno effettuato visite specialistiche 1 SETTIMANA O MENO 2 SETTIMANE/1 MESE 2/3 MESI PIÙ DI 3 MESI Ricovero 69 31 22 78 85 15 31 69 29 71 NON SAPREI ITA SPA FRA 32 39 34 GER UK 36 39 Nell’ultimo anno ha rinunciato a una prestazione sanitaria pubblica a causa dei tempi di attesa eccessivi? HA RINUNCIATO NON HA RINUNCIATO ITALIA SPAGNA FRANCIA GERMANIA REGNO UNITO Visita specialistica 28 72 14 86 17 83 22 78 92 8 MEDICINA DI PROSSIMITÀ E SCREENING Nel corso dell’ultimo anno, lei ha utilizzato la farmacia per… SÌ NO Prenotare visite in ospedale ITA Servizi di diagnostica 21 79 11 89 15 85 19 81 7 93 94 11 89 15 85 6 94 24 76 SPA FRA GER UK 15 85 16 84 17 83 21 79 Pronto soccorso 14 86 6 Elettrocardiogramma ITA Ricovero 13 87 94 6 14 86 19 81 9 91 14 86 SPA FRA GER UK 13 87 11 89 13 87 13 87 SPA FRA GER UK 11 89 7 93 6 94 6 94 MEDICINA DI PROSSIMITÀ E SCREENING Qual è il giudizio sul suo medico di base relativamente a… NEGATIVO NON SAPREI POSITIVO ITALIA SPAGNA FRANCIA Holter ITA GERMANIA REGNO UNITO Professionalità 17 76 8 7 88 92 6 4 9 2 89 8 2 12 88 88 4 Disponibilità 53 53 23 75 23 74 81 17 30 64 Esami del sangue 4 2 3 2 6 Visite a domicilio 51 21 28 12 36 52 28 28 44 38 19 43 26 24 50 ITA SPA FRA GER UK 14 86 24 76 21 79 21 79 19 81 ITALIA SPAGNA FRANCIA R. UNITO GERMANIA Ha ricevuto richieste di effettuare analisi e diagnostica gratuitamente dal sistema sanitario pubblico per esempio per test tumorali o altre malattie? NO Sì ITALIA SPAGNA FRANCIA GERMANIA REGNO UNITO Visita specialistica 31 69 37 63 72 28 42 58 42 58 IL GIUDIZIO SULLA SANITÀ Qual è in generale la sua valutazione del Sistema Sanitario Pubblico nella nazione in cui risiede? NEGATIVO POSITIVO ITALIA SPAGNA 53 47 FRANCIA 79 21 27 GERMANIA 73 32 68 REGNO UNITO 23 77 Qual è il suo giudizio sull’ultima prestazione ricevuta nelle strutture della sanità pubblica rispetto a… NEGATIVO NON SAPREI POSITIVO ITALIA SPAGNA FRANCIA GERMANIA REGNO UNITO Professionalità dei medici 23 72 90 8 5 8 84 2 15 8 82 9 3 89 2 Professionalità degli infermieri 20 71 88 9 9 8 86 3 10 6 81 88 9 9 3 L’igiene della struttura 36 55 12 9 83 11 5 82 10 7 83 85 12 7 3 Qual è il suo giudizio sull’ultima prestazione ricevuta nelle strutture della sanità pubblica rispetto a… NEGATIVO NON SAPREI POSITIVO ITALIA SPAGNA FRANCIA GERMANIA REGNO UNITO La qualità delle informazioni ricevute 18 72 84 12 10 13 4 79 20 8 70 12 10 83 5 Le cure che ha ricevuto 13 80 88 11 7 9 85 1 14 6 80 88 10 6 2 La correttezza della diagnosi ricevuta 11 79 83 11 10 9 81 6 13 10 75 10 12 81 9 Nei prossimi 2/3 anni la qualità dei servizi sanitari pubblici della sua nazione… PEGGIORERÀ NON SAPREI ITALIA RESTERÀ UGUALE SPAGNA FRANCIA MIGLIORERÀ GERMANIA REGNO UNITO Visita specialistica 42 17 32 28 19 41 23 34 27 30 10 31 7 33 8 32 4 39 7 36 Data di realizzazione del sondaggio: 19-24/2/2026. Committente: Il Sole 24 Ore. Istituto fornitore: Noto Sondaggi. Estensione territoriale: Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Campione: popolazione adulta residente in ognuna delle Nazioni. Tecnica di somministrazione delle interviste: Cawi. Consistenza numerica del campione: 1.000 soggetti in target in ognuna delle 5 Nazioni. Rispondenti in %: 89% in Italia, 91% in Francia, 90% in Germania, 89% in Spagna e 93% in Regno Unito. Fonte: Noto Sondaggi -tit_org- Sanità e medici: le pagelle degli italiani Strutture, infermieri, medici, liste d’attesa: le pagelle degli italiani sulla sanità pubblica -sec_org- tp:writer§§ Michela Finizio - Serena Uccello guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202035803565.PDF §---§ title§§ Avevano la Sanità, Fico ora fa il vago Il caso Monaldi imbarazza I 5 stelle = Infezioni, carenze e morti sospette Il M5s sapeva dei guai del Monaldi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202038203541.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "VERITÀ" del 02 Mar 2026

pubDate§§ 2026-03-02T04:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202038203541.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202038203541.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202038203541.PDF tp:ocr§§ Avevano la Sanità, Fico ora fa il vago Il caso Monaldi imbarazza i 5 stelle VERITÀ PER DOMENICO Infezioni, carenze e morti sospette Il M5s sapeva dei guai del Monaldi Oggi le deleghe alla Sanità campana sono in mano al governatore Fico, ma già ai tempi del ministro Grillo erano noti l’assenza di reparti adeguati e numerosi casi di bambini colpiti da batteri ospedalieri VERITÀ PER DOMENICO n L a tra ge d i a del piccolo Domenico e lo scandalo del Monaldi riguarda anche il Movimento 5 stelle, da Fico all’ex ministro Grillo. a pagina 13 n Domenico, Pamela, Iside, Claudio. Nomi propri che diventano casi giudiziari, fascicoli, consulenze tecniche, perizie. Nomi che evocavano culle e fotografie conservate nei telefoni. E che poi sono finiti accostati a errori o infezioni ospedaliere. È sempre lì che si torna. A una sala operatoria che non funziona, a una rianimazione per adulti usata per i bimbi, a un batterio invisibile, a un ritardo che diventa irreversibile. A un mi è sembrato di aver sentito un «sì» di risposta alla richiesta in sala operatoria sul nuovo cuore per Domenico. Il cardiochirurgo Guido Oppido, emerge dall’inchiesta, avrebbe chiesto se il cuore fosse presente e se tutte le procedure fossero state seguite prima di procedere all’espianto del cuore, sì malato, ma che teneva il piccolo in vita. Ora le indagini cercano di ricostruire passo dopo passo le fasi dell’operazione e il nesso causale tra le azioni dei medici e la morte del bimbo. Le concause delle ultime tragedie al Monaldi, però, sono da ricercare altrove. Pamela, quasi la stessa età di Domenico, muore nel 2024 dopo un trapianto, stroncata da una miocardite batterica e da emorragia cerebrale. I nomi di alcuni dei medici che si sono occupati di lei coincidono con quelli del caso di Domenico. Il reparto è lo stesso. «Pamela», racconta l’avvocato Carlo Spirito, che ha assistito i genitori della piccola, «avrebbe riscontrato una ventina di positività a infezioni batteriche». E perfino una da Escherichia coli. La sua vicenda finisce in un’ispezione del Centro nazionale trapianti e di un verbale (che, stando alla denuncia di Federconsumatori, sarebbe rimasto per mesi nei cassetti). Si parla di criticità organizzative, di percorsi pediatrici non dedicati, di un reparto promesso e mai realizzato entro la deadline fissata per marzo 2025. Un anno prima è toccato a Claudio, tre mesi e mezzo. Secondo quanto riferito dai genitori, «non funzionavano il reparto di cardiologia neonatale, né la sala operatoria né la rianimazione». L’operazione viene rinviata, poi eseguita. Dopo poche ore, ricoverato nella rianimazione per adulti, Claudio ha una crisi respiratoria e muore. Iside aveva solo quattro mesi quando è morta. Nel 2021 era stata operata al cuore, per una grave cardiopatia, dalla stessa equipe di medici che ha operato Domenico. Il giorno delle dimissioni, ha ricostruito ieri sera Fuori dal coro, la trasmissione condotta da Mario Giordano su Rete 4, i genitori vengono rassicurati dai medici: «È andato tutto bene». Iside muore 15 giorni dopo l’ultima visita al Monaldi per un’infezione che avrebbe contratto in ospedale. Infezioni che i sanitari avrebbero nascosto ai genitori. L’inchiesta è stata archiviata per «l’assenza di correlazioni» con le azioni dei medici Cto Monaldi-Cotugno. Una successiva perizia medico-legale chiesta dalla famiglia, invece, svela che l’infezione che ha ucciso la piccola era «un’Ica», letteralmente «infezione correlata all’assistenza». La vittima sarebbe quindi stata mandata a casa senza un’adeguata profilassi medica. «Mi piacerebbe sentirmi dire “abbiamo sbagliato”», afferma ora la mamma ai microfoni di Fuori dal coro. Quattro storie diverse. Un unico luogo. E sempre lo stesso interrogativo che resta sospeso tra le carte. Andando indietro negli anni la situazione peggiora. Tra i piccoli pazienti trapiantati fra il 2014 e il 2016 si registra un’impennata dei decessi: 26 morti in tre anni. Bambini immunodepressi ricoverati in reparti per adulti. «Ma i casi giudiziari che riguardano il decesso di bambini al Monaldi sono comi nciati presto, ne ricordo uno del 1995», svela alla Verità un ex funzionario dell’ufficio legale dell’ospedale. Il 17 febbraio 1995, infatti, un esposto viene presentato alla Procura circondariale di Napoli per le condizioni del reparto di cardiochirurgia pediatrica del Monaldi. A firmarlo è il padre di un bambino di due anni operato per una grave malformazione cardiaca. Si denunciavano carenze strutturali e si chiedeva conto della mancata esecutività di una delibera che stanziava 6 miliardi per l’acquisto di attrezzature idonee. Nel reparto, stando all’esposto, esisteva soltanto un bagno del quale si servivano adulti e bambini. Le criticità erano già nero su bianco. «Ed erano passati solo sette anni dal primo trapianto», ricorda l’ex funzionario. Il 15 gennaio del 1988, infatti, il cardiochirurgo Maurizio Cotrufo partì alla volta di Barcellona per prelevare un cuore. Tornò a Napoli ed effettuò il primo trapianto nella storia del Monaldi. Quell’operazione fu presentata come il simbolo di una sanità che voleva stare al passo con l’Europa. Ma l’ospedale è poi stato intac c ato d a l l a l eg i o n e l l a (2009), proprio nei reparti di rianimazione della cardiochirurgia pediatrica e nella terapia intensiva neonatale, da vari esposti di Federconsumatori e dalla sospensione (nel 2017) del reparto dei trapianti. Da anni si elencano sempre le stesse criticità: «Assenza di un reale reparto di trapiantologia pediatrica», pazienti ospitati in aree per adulti, «assenza di una terapia sub-intensiva». È in queste «assenze» che si nascondono le concause. Negli anni dell’opposizione i pentastellati si intestarono perfino un’ispezione del loro ministro di riferimento: «La visita di Giulia Grillo ha prodotto il suo primo effetto (l’ispezione, ndr). Da anni denunciamo gravi carenze nell’organizzazione dell’assistenza all’ospedale Monaldi di bambini trapiantati, una situazione protrattasi in parallelo a un tasso di mortalità mai così elevato […]. A partire dal 2014 si è assistito alla morte di tutti i bambini trapiantati tranne uno». Oggi alla guida della Regione c’è Roberto Fico, che ha tenuto per sé la delega alla Sanità. La risposta davanti al caso Monaldi è stata l’invio di ispettori e l’attesa delle determinazioni ministeriali e delle indagini della magistratura. Fredda negli atti e nelle parole, tutta concentrata sulle procedure e incapace di mostrare una minima partecipazione umana verso i genitori del piccolo Domenico. La formula attendista, però, questa volta non basta. Perché le concause del malfunzionamento del Monaldi sono da ricercare proprio nella gestione politica. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: FABIO AMENDOLARA Heading: VERITÀ PER DOMENICO VERITÀ PER DOMENICO Highlight: A «Fuori dal coro» i genitori di Iside, dimessa da infetta: spirò in 15 giorni Fra il 2014 e il 2016 sono deceduti ben 26 piccoli ricoverati MILANO Baby gang rapina un tredicenne n Un tredicenne è stato accerchiato e rapinato da un gruppo di giovanissimi sabato a Milano in via Col Moschin nei pressi dell’università Bocconi. Un agente di polizia fuori servizio è intervenuto riuscendo a bloccare uno dei presunti aggressori - un italiano di 14 anni - poi portato al carcere minorile Beccaria con l’accusa di rapina aggravata in concorso. Il tredicenne, anche lui italiano, ha raccontato di essere stato aggredito attorno alle 18.30 dal gruppo, che gli ha portato via una collanina, un orologio e la felpa. Il poliziotto, notando il capannello di giovani e la scena al centro della strada, è intervenuto immediatamente. Image:SCANDALO A destra: fiori, peluche e fotografie deposti all’esterno dell’ospedale Monaldi. Sotto: l’ex ministro della Sanità Giulia Grillo [Ansa] -tit_org- Avevano la Sanità, Fico ora fa il vago Il caso Monaldi imbarazza I 5 stelle Infezioni, carenze e morti sospette Il M5s sapeva dei guai del Monaldi -sec_org- tp:writer§§ FABIO AMENDOLARA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/03/02/2026030202038203541.PDF §---§