title§§ La salute in un angolo: crisi e futuro del Servizio sanitario nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022802963808596.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "arezzo24.net" del 28 Feb 2026

Martina Benedetti a confronto con la CGIL di Arezzo.

pubDate§§ 2026-02-28T15:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022802963808596.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022802963808596.PDF', 'title': 'arezzo24.net'} tp:url§§ https://www.arezzo24.net/notizie/sanita/la-salute-in-un-angolo-crisi-e-futuro-del-servizio-sanitario-nazionale/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022802963808596.PDF tp:ocr§§ sabato | 28-02-202628/02/2026 15:30di Massimo GianniMartina Benedetti a confronto con la CGIL di Arezzo.“La salute in un angolo, crisi e futuro del nostro sistema sanitario”, Edizione Dedalo, è il titolo del libro di Martina Benedetti e anche il filo conduttore della tavola rotonda organizzata giovedì pomeriggio dalla CGIL Arezzo ad Arezzo. Un incontro partecipato, che ha messo al centro una riflessione critica sullo stato di salute del Servizio sanitario nazionale e sulla sua capacità di garantire, oggi, un diritto che la Costituzione riconosce come fondamentale.Il libro di Benedetti nasce con un obiettivo preciso: aiutare cittadini e cittadine a riscoprire la preziosità del Servizio sanitario nazionale, pensato come sistema pubblico, universale e accessibile a tutti, almeno sul piano normativo. Ma la distanza tra principi e realtà quotidiana è sempre più evidente.Perché parla di un diritto “non esigibile” nella pratica quotidiana?“Il nostro servizio sanitario è universale e accessibile sulla carta – spiega Benedetti – ma nella vita quotidiana i cittadini si scontrano sempre più spesso con inefficienze che rendono il diritto alla salute difficile da esercitare. Liste d’attesa lunghissime, tempi enormi nei pronto soccorso, difficoltà ad accedere alle prestazioni: tutto questo fa sì che un diritto costituzionale diventi, di fatto, un diritto indebolito”.Secondo l’autrice, è fondamentale che le persone comprendano che cos’è davvero il diritto alla salute, come la Costituzione e la legge 833 del 1978 lo definiscono e quali strumenti esistono per tutelarlo.“Difendere la sanità pubblica – sottolinea – significa prima di tutto conoscerla”.Da dove nascono le criticità che i cittadini vivono ogni giorno?“Spesso ci si arrabbia con il singolo problema – risponde Benedetti – la visita che non arriva, l’attesa infinita al pronto soccorso. Ma questi sono solo la punta dell’iceberg. Dietro c’è un sistema che negli anni è stato progressivamente indebolito”.Il nodo centrale, secondo l’autrice, è uno e va chiamato per nome: definanziamento.“È una parola chiave – afferma – perché la stagione dei tagli alla sanità pubblica, in particolare tra il 2009 e il 2019, ha prodotto effetti strutturali profondi. Parliamo di anni in cui le risorse sono state ridotte in modo sistematico”.Oggi si investe di più in sanità: non è sufficiente?“Gli investimenti nominali sono aumentati – riconosce Benedetti – ma non bastano. La pandemia ha assorbito una quantità enorme di risorse e, soprattutto, continuiamo a non raggiungere il 7% del PIL destinato alla sanità pubblica, che rappresenta la soglia media europea”.Una distanza che pesa sulla qualità e sull’equità del sistema. “Senza raggiungere quella soglia – conclude – diventa sempre più difficile garantire una sanità davvero accessibile, uguale per tutti e capace di rispondere ai bisogni delle persone”.La tavola rotonda promossa dalla CGIL di Arezzo ha voluto rilanciare il tema della sanità pubblica come questione politica e sociale centrale, non solo per gli addetti ai lavori ma per l’intera comunità. Il libro di Martina Benedetti si inserisce in questo percorso come strumento di consapevolezza e di difesa di un bene comune che rischia, sempre più spesso, di essere relegato “in un angolo”.Martina Benedetti è divulgatrice scientifica, scrittrice e infermiera al reparto di terapie intensive del NOA di Massa Carrara, esperta di metodologia della ricerca clinica, autrice del saggio Salvarsi da bufale e fake news (Nutrimenti, 2024). Un suo selfie a 28 anni, con i segni della mascherina in volto, diventò viralissimo a marzo 2020, in piena pandemia. Collabora con la fondazione Gimbe e il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Scrive di sanità, salute e scienza con la rivista scientifica Almanacco della Scienza (Cnr) e con le testate giornalistiche Today.it e Wired Italia.26/02/2026 09:19di Redazione Arezzo24 18/02/2026 13:30di Redazione Arezzo2415/02/2026 11:26di Redazione Arezzo2411/02/2026 12:40di Redazione Arezzo24Copyright © FULL TIME s.r.l. Tutti i diritti sono riservati.Sede Legale: Via Cesalpino, 15 – 52100 Arezzo AR. Codice Fiscale e P.IVA: 02315130514Iscrizione Registro Stampa Tribunale di Arezzo N° 4 1709/2018 del 22/06/2018Direttore responsabile Guido AlbucciQuesto sito utilizza cookie e tecnologie simili per garantire il corretto funzionamento e la sicurezza del servizio. Previo consenso, utilizza inoltre cookie per finalità statistiche e per la visualizzazione di contenuti esterni.Puoi accettare tutti i cookie, rifiutare quelli non necessari oppure personalizzare le tue preferenze in qualsiasi momento cliccando sull'apposito link a fondo pagina. Per saperne di più tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022802963808596.PDF §---§ title§§ Curarsi in Calabria ai tempi del carovita tra lunghe attese e costi troppo alti - Gazzetta del Sud link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803089406892.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "calabria.gazzettadelsud.it" del 28 Feb 2026

A Cosenza e Reggio Calabria l’inflazione è tra le più alte d’Italia e la voce che cresce di più a gennaio 2026 è proprio quella sanitaria. Nel 2025 il 79% di calabresi si è rivolto al privato, pagando in media 225 euro a visita

pubDate§§ 2026-02-28T06:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803089406892.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803089406892.PDF', 'title': 'calabria.gazzettadelsud.it'} tp:url§§ https://calabria.gazzettadelsud.it/articoli/cronaca/2026/02/28/curarsi-in-calabria-ai-tempi-del-carovita-tra-lunghe-attese-e-costi-troppo-alti-8178391f-9f2d-44db-8513-2675c264de0c/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803089406892.PDF tp:ocr§§ EdizioniSezioniFocusSpecialiA Cosenza e Reggio Calabria l’inflazione è tra le più alte d’Italia e la voce che cresce di più a gennaio 2026 è proprio quella sanitaria. Nel 2025 il 79% di calabresi si è rivolto al privato, pagando in media 225 euro a visitadi Giovanni PastoreLe architetture verbali segnano da oltre vent’anni la rotta del sistema salute calabrese. Annunci di una sanità migliore che sfumano, puntualmente, dentro il caos dei nostri ospedali, perennemente sotto assedio. In fondo, la storia illustra una sanità pubblica che in Calabria fatica ad offrire cure in tempi certi ai cittadini. Ma le patologie non aspettano, non restano in coda nelle agende. E quando le attese diventano impossibili e il male avanza, il diritto alla cura si assottiglia fino a diventare una voce nel deserto della solitudine.Lo squarcio non è soltanto organizzativo ma assume i connotati sociali perché genera un pericoloso fenomeno di esclusione. Secondo la Fondazione Gimbe, nel 2024 il 10% dei calabresi – più di 180 mila persone – ha dichiarato di aver rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria. Una quota superiore alla media nazionale e cresciuta rispetto all’anno precedente. Nel 2025 le stime si fanno più dure: quasi un terzo dei cittadini sarebbe pronto a fare a meno di visite ed esami, secondo una ricerca Facile.it-mUp Research. Non sempre per mancanza di denaro. A volte per sfinimento. L’erosione del tempo tra liste interminabili e diagnosi rinviate diventa così una forma di esclusione. Tre pazienti su quattro raccontano di essersi scontrati almeno una volta con l’impossibilità stessa di prenotare, di tenere in vita la speranza.L'articolo completo è disponibile sull'edizione cartacea e digitale1Oggi in edicolaPrima paginaCaricamento commentiCommenta la notiziaS.E.S. Società Editrice Sud S.p.A. C.F. e P.I. 00072240831Copyright 2023 - Tutti i diritti riservati tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803089406892.PDF §---§ title§§ Sondaggio in Lombardia: aumentare la spesa sanitaria e assumere più medici link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803213608138.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "milano.notizie.it" del 28 Feb 2026

pubDate§§ 2026-02-28T10:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803213608138.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803213608138.PDF', 'title': 'milano.notizie.it'} tp:url§§ https://milano.notizie.it/strutture-ospedaliere-milano/2026/02/28/sondaggio-in-lombardia-aumentare-la-spesa-sanitaria-e-assumere-piu-medici/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803213608138.PDF tp:ocr§§ Il 78% dei lombardi chiede un aumento della spesa pubblica per la sanità e investimenti mirati su medici e infermieri per affrontare liste d'attesa e accessibilitàA Palazzo Pirelli il 27/02/2026 è stato presentato un sondaggio commissionato dal gruppo regionale del Pd che misura il livello di insoddisfazione verso la gestione sanitaria regionale. La ricerca, condotta su 1.209 persone maggiorenni, è stata realizzata nella settimana tra il 16 e il 23 febbraio ed è riferita a un campione distribuito su tutto il territorio.Dallo studio emergono preoccupazioni diffuse su liste d’attesa, carenza di personale e ricorso al settore privato. Il dato più significativo indica che il 78% degli intervistati ritiene opportuno aumentare la spesa pubblica per la sanità e destinare i fondi principalmente ad assunzioni di medici di medicina generale, medici ospedalieri e infermiere. I risultati hanno fatto da sfondo ai commenti dei relatori e alle proposte politiche sul futuro del sistema sanitario regionale, che saranno discussi nel prossimo ciclo di audizioni in consiglio regionale.Percezione dell’evoluzione della sanità LombardiaIl sondaggio presentato a Palazzo Pirelli rileva un sentimento prevalente di peggioramento tra i cittadini. Il 57% ritiene che la sanità regionale sia peggiorata negli ultimi vent’anni, suddiviso in un 45% che la giudica peggiorata e un 12% che la giudica molto peggiorata.Solo il 19% valuta un miglioramento e il 2% un miglioramento marcato. Complessivamente il 52% esprime un giudizio negativo sul sistema, con una quota dell’11% che definisce la situazione molto negativa, mentre le valutazioni molto positive sono il 5%.Il dato evidenzia una disaffezione netta verso la qualità percepita dei servizi sanitari, elemento che potrebbe influenzare il dibattito politico e le audizioni previste in consiglio regionale.Responsabilità e giudizi sulle istituzioniIl sondaggio evidenzia una netta divisione delle responsabilità percepite tra Governo e Regione, con ripercussioni sul dibattito politico locale e sulle audizioni in consiglio regionale. Il 63% degli intervistati valuta negativamente l’operato del Governo, di cui il 22% esprime un giudizio molto negativo. Il 58% formula un giudizio negativo sull’azione della Regione.Su questioni operative, i cittadini attribuiscono responsabilità distinte. La carenza di medici viene imputata al Governo dal 54% degli intervistati e alla Regione dal 37%. Le liste d’attesa sono percepite come un problema regionale dal 57% delle persone intervistate.Problemi concreti: liste d’attesa, personale e accessibilitàLe liste d’attesa restano al centro delle preoccupazioni per la sanità regionale, secondo il sondaggio citato. Il 57% delle persone intervistate le considera un problema regionale e l’85% le indica tra le criticità principali. Per il 61% risultano il problema prioritario, mentre una quota significativa le giudica comunque urgenti.Al secondo posto figura la carenza di medici e infermieri, segnalata come primaria dal 13% e rilevante per un ulteriore 29% degli intervistati. Cresce inoltre l’attenzione verso l’accessibilità ai servizi sanitari, intesa come tempi, luoghi e barriere organizzative che ostacolano le cure. Le risposte delineano un quadro in cui tempi di attesa e dotazione di personale si influenzano reciprocamente, con impatti concreti su utenti e strutture.Accesso alle cure e ricorso al privatoI dati mostrano conseguenze concrete per gli utenti e per il sistema sanitario regionale. Circa due milioni di persone nell’ultimo anno hanno rinunciato a cure o si sono rivolte al privato, ha ricordato la deputata e segretaria regionale del Pd. Il 79% degli intervistati dichiara di essersi rivolto almeno una volta al privato per motivi di tempestività, fenomeno che alimenta la percezione di «ricatto» tra tempi lunghi e costi e mette in discussione l’equità di accesso al servizio pubblico.Proposte politiche e interpretazioni degli espertiNel corso del l’incontro, il capogruppo del Pd in Regione Pierfrancesco Majorino ha chiesto uno «shock» di investimenti a livello nazionale e la revisione delle regole che disciplinano il rapporto tra sanità pubblica e sanità privata accreditata. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la medicina territoriale e garantire una regia pubblica in grado di ridare centralità al diritto alle cure.Gli esperti intervenuti hanno interpretato la proposta come un tentativo di bilanciare capacità erogativa e accesso universale ai servizi. Secondo Giulia Romano, ex Google Ads specialist, i dati raccontano una storia interessante sulla necessità di investimenti mirati nella comunicazione e nell’organizzazione dei servizi sanitari. Il tema rimane al centro del dibattito politico regionale e appare destinato a influenzare le successive decisioni istituzionali.Il punto di vista della comunità scientificaIl presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ha distinto tra le eccellenze ospedaliere e la valutazione complessiva del sistema sanitario. Secondo Cartabellotta, la misura centrale della qualità resta l’equità d’accesso. Disporre di strutture d’eccellenza non compensa la carenza di servizi essenziali come l’assistenza sociosanitaria e l’assistenza alle persone con disabilità.Il dibattito, alimentato dal sondaggio, si concentra su tre direttrici: maggiori risorse pubbliche, riorganizzazione della governance regionale per limitare lo spiazzamento del privato e potenziamento dell’offerta territoriale con nuove assunzioni. I dati raccolti offrono una fotografia critica e costituiscono la base per le proposte che i gruppi politici intendono presentare nei prossimi mesi. Giulia Romano, giornalista esperta in analisi dei dati, osserva che tali evidenze offrono indicatori utili per misurare l’impatto delle misure e per monitorare gli sviluppi normativi e finanziari attesi a livello regionale. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803213608138.PDF §---§ title§§ Povertà in Liguria, uno abitante su sette è a rischio: ecco la situazione - Primocanale.it - Le notizie aggiornate dalla Liguria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803236007210.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "primocanale.it" del 28 Feb 2026

Analisi sulla povertà a Genova e in Liguria: l''8% della popolazione ricorre alle mense solidali. Scopri i dati su precarietà lavorativa, emergenza abitativa e rinuncia alle cure mediche in una regione dove una persona su sette è a rischio esclusione sociale | Stipendi bassi e affitti insostenibili: il quadro della crisi economica in Liguria. Dai disoccupati di lunga durata ai "lavoratori poveri", ecco perché il divario salariale con l''Europa spinge sempre più famiglie e giovani liguri sotto la soglia di dignità

pubDate§§ 2026-02-28T06:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803236007210.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803236007210.PDF', 'title': 'primocanale.it'} tp:url§§ https://www.primocanale.it/attualità/64017-poverta-liguria-dati-situazione-problemi-panoramica.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803236007210.PDF tp:ocr§§ Partiamo da un dato, negli ultimi dieci anni a Genova si sono recati alla mensa di Sant'Egidio 42 mila persone diverse. Un numero che rappresenta l'8% della popolazione cittadina. Sono 4.500 invece quelle che si sono rivolte nell'ultimo anno ai centri di ascolto della Caritas, il 56% sono state donne. Ma quello che colpisce è la fascia di età più rappresentata di chi chiede aiuto: quasi la metà è quella tra i 35 e i 55 anni, ovvero chi è in piena età lavorativa. E già qui può partire una riflessione sulle condizioni del mondo del lavoro dei nostri giorni tra contratti precari e paghe sotto la soglia di dignità.A queste situazioni si aggiunge chi un lavoro non ce l'ha. Seppur con un trend in calo negli ultimi anni, circa 14 mila e 600 individui rientrano nella categoria 'disoccupati di lunga durata'. Ma questo non vuol dire che automaticamente sono a rischio povertà, tra loro infatti ci sono anche i giovanissimi tra i 15 e 18 anni che nella maggior parte dei casi hanno una famiglia alle spalle. Secondo i dati Istat a livello nazionale quasi una persona su quattro si trova al limite della soglia. Si tratta di tutti coloro che percepiscono una cifra pari a 1.245 euro netti al mese in busta paga con l'Italia che si colloca sotto la media europea. In Liguria i dati sono lievemente migliori, a rischio esclusione sociale il 13,8% della popolazione: praticamente una persona su sette.E allora quanti sono coloro che si trovano sotto la soglia? In Liguria si parla di circa 67 mila e 500 persone (dati Banco Alimentare) con un'incidenza in aumento (da 5,7 del 2023 al 7,3% del 2024): per fare un paragone è come se tutti i residenti di Savona e Varazze insieme vivessero in condizioni di disagio economico. Nel Nord solo in Piemonte si registrano percentuali più alte. A soffrire di questa condizione sono soprattutto le famiglie composte da quattro o più componenti con genitori con titoli di studio assente o limitato alla licenza media (27,2%). Un terzo sono unità familiari composte da soli stranieri. Situazioni diverse: disoccupati in cerca di lavoro (21,3%), precari, ma anche operai e assimilati (15,6%), e anziani con la pensione minima.E poi c'è il capitolo dei giovani che vivono nel "vorrei ma non posso" crearsi una indipendenza e costruirsi una famiglia. Trasferirsi in una casa propria diventa sempre più complicato. Due i grandi macigni degli italiani: uno è proprio la casa, l'altro sono le cure sanitarie. Secondo i dati della Fondazione Gimbe, il 7,8% delle famiglie liguri rinuncia a curarsi, una larga parte a causa delle condizioni economiche. In media in Liguria un singolo cittadino deve affrontare una spesa di più di 1.750 euro all'anno per le spese mediche. Oltre 5 mila famiglie che vivono in Liguria sono in attesa di una casa popolare e ci sono 3 mila abitazioni vuote, 2 mila solo a Genova. Ma per recuperarle e renderle disponibili servirebbero circa 15 milioni di euro (fonte Sicet Liguria). Gestire una casa infatti può costare fino a 15 mila euro all'anno tra mutui o affitti e bollette varie. Cifre comunque in linea con la media dell'Unione europea, quello che non è in linea sono gli stipendi: gli italiani che guadagnano circa 10 mila euro all'anno in meno dei francesi, 20 mila euro in meno dei tedeschi. Abissale addirittura la differenza con i lavoratori del Nord Europa: un danese infatti in un anno percepisce quello che un italiano medio guadagna in due anni e due mesi di lavoro. tp:writer§§ Andrea Popolano guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803236007210.PDF §---§ title§§ Sanità, firmato il contratto dei medici: aumenti da 491 euro mensili lordi. Una vittoria a metà: ecco perché link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022802867708791.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidiano.net" del 28 Feb 2026

Il Ssn perde medici verso il privato, la missione è cercare di rendere il pubblico più attrattivo. Fronte sindacale spaccato: Fp Cgil Medici non ha firmato. Quando pesa la spaccatura?

pubDate§§ 2026-02-28T18:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022802867708791.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022802867708791.PDF', 'title': 'quotidiano.net'} tp:url§§ https://www.quotidiano.net/economia/firmato-contratto-nazionale-medici-1db3b7b7 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022802867708791.PDF tp:ocr§§ Proporzionale? Senza premio1 € al mese Firmato il rinnovo del contratto nazionale per i mediciRoma, 28 febbraio 2026 – Con la firma definitiva all’Aran del contratto 2022-2024 dell’Area Sanità si chiude formalmente una partita che riguarda circa 137mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale, tra cui 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici. Sul tavolo ci sono 1,2 miliardi di euro e un incremento medio indicato dall’Aran del 7,27%, pari a circa 491 euro lordi al mese per tredici mensilità. È la cifra-simbolo del rinnovo, quella che il governo e l’Agenzia mettono al centro per rivendicare un risultato atteso da mesi.Dietro il numero medio, però, c’è una realtà più sfumata. L’aumento strutturale sul tabellare decorre dal 1° gennaio 2024 ed è pari a 230 euro lordi mensili, mentre il totale arriva intorno ai 490 euro considerando anche anticipazioni e altre componenti economiche. Anaao e Cimo-Fesmed spiegano che, a seconda dell’incarico ricoperto, gli incrementi possono oscillare tra 322 e 530 euro lordi mensili, con arretrati che per alcuni profili apicali arrivano fino a 14.540 euro. In altre parole, il rinnovo porta soldi veri nelle buste paga, ma non in modo uniforme e non con lo stesso impatto per tutti.Il contratto non si limita agli aspetti retributivi. Rafforza la retribuzione di posizione nella parte fissa, che per i neoassunti registra un incremento del 55%, nel tentativo evidente di rendere più attrattivo l’ingresso nel servizio pubblico. Crescono anche le indennità di direzione delle strutture complesse e quelle di specificità per i profili medico-veterinari e sanitari.Sul versante normativo entrano poi misure molto concrete: patrocinio legale a carico dell’azienda in caso di aggressione, supporto psicologico su richiesta, più garanzie per la fruizione delle ferie anche nel periodo di preavviso e possibilità di ricostituire il rapporto di lavoro entro cinque anni dalla cessazione con una delle aziende di provenienza.Dal punto di vista sindacale, la firma certifica però una spaccatura politica e di merito. Hanno sottoscritto Anaao-Assomed, Cimo-Fesmed, Aaroi-Emac, Fvm, Cisl Medici, Uil Fpl e, questa volta, anche Fassid, che non aveva aderito alla pre-intesa di novembre. La sola organizzazione rimasta fuori è la Fp Cgil Medici, che parla di contratto “definanziato” rispetto all’inflazione del triennio, quantifica in 580 euro lordi il divario e denuncia il permanere di squilibri a danno dei dirigenti sanitari e delle professioni sanitarie. È una critica che pesa, perché non riguarda solo la quantità delle risorse ma la loro distribuzione e il messaggio politico complessivo.E qui si arriva al punto decisivo: questo rinnovo chiude il triennio sul piano formale, ma non risolve la crisi di attrattività del Servizio sanitario nazionale. La Fondazione Gimbe ha documentato che nel triennio 2023-2025 la sanità pubblica ha lasciato per strada 13,1 miliardi se letta in rapporto al Pil; nel 2024 la spesa sanitaria a carico delle famiglie ha toccato 41,3 miliardi e oltre 5,8 milioni di persone, quasi un italiano su dieci, hanno rinunciato a prestazioni sanitarie. Nello stesso rapporto Gimbe segnala che l’Italia è seconda in Europa per numero complessivo di medici, ma il problema è la fuga dal pubblico e la scarsa attrattività di molte specialità e della medicina territoriale.È un passaggio cruciale anche per capire il senso economico del contratto. Se il sistema perde professionisti verso il privato, l’estero o forme di lavoro più remunerative e meno gravose, il rinnovo salariale diventa una condizione necessaria ma non sufficiente. La stessa Gimbe, lo scorso dicembre, ha sottolineato che oltre 90mila medici non lavorano nel Ssn e che il problema non è il numero assoluto dei laureati, bensì la difficoltà del pubblico nel trattenerli. Letta così, la firma di ieri appare come un tentativo di mettere una toppa a una falla più larga: migliorare le retribuzioni e le tutele per evitare che il sistema continui a perdere pezzi.Non a caso, già il giorno prima della firma definitiva, il Comitato di Settore Regioni-Sanità ha approvato gli atti di indirizzo per avviare il rinnovo 2025-2027, sia per il comparto sia per la dirigenza. Le Regioni parlano di oltre 590mila professionalità del comparto e circa 138 mila dirigenti medici e sanitari coinvolti, con uno stanziamento che la legge di bilancio collega a un incremento complessivo del 5,4% del monte salari 2023. Anaao quantifica per la prossima tornata 968 milioni a regime dal 2027. Il messaggio è chiaro: la vera partita non finisce con la firma del 2022-2024, ma comincia subito dopo.Per il governo e per l’Aran, dunque, questa è una prova di affidabilità nella regolarizzazione dei rinnovi della pubblica amministrazione. Per i sindacati firmatari è un risultato utile, ma non risolutivo. Per la Cgil, invece, è un’occasione mancata. La verità, probabilmente, sta nel mezzo: i medici e i dirigenti sanitari vedranno finalmente aumenti, arretrati e qualche tutela in più, ma il rilancio del Ssn si giocherà su un terreno più ampio, fatto di finanziamenti, organizzazione, carichi di lavoro e capacità di rendere di nuovo desiderabile la scelta del servizio pubblico. Senza questo salto, i 491 euro medi rischiano di essere ricordati più come il prezzo di una tregua che come l’inizio di una svolta.© Riproduzione riservataRobin Srl Società soggetta a direzione e coordinamento di MonrifcategorieabbonamentipubblicitàCopyright @2026 - P.Iva 12741650159 - ISSN: 2499-3085 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022802867708791.PDF §---§ title§§ Sanità, firmato il contratto dei medici: aumenti da 491 euro mensili lordi. Una vittoria a metà: ecco perché link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022802871908813.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidiano.net" del 28 Feb 2026

Il Ssn perde medici verso il privato, la missione è cercare di rendere il pubblico più attrattivo. Fronte sindacale spaccato: Fp Cgil Medici non ha firmato. Quando pesa la spaccatura?

pubDate§§ 2026-02-28T18:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022802871908813.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022802871908813.PDF', 'title': 'quotidiano.net'} tp:url§§ https://www.quotidiano.net/salute/news/firmato-contratto-nazionale-medici-1db3b7b7 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022802871908813.PDF tp:ocr§§ Firmato il rinnovo del contratto nazionale per i mediciRoma, 28 febbraio 2026 – Con la firma definitiva all’Aran del contratto 2022-2024 dell’Area Sanità si chiude formalmente una partita che riguarda circa 137mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale, tra cui 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici. Sul tavolo ci sono 1,2 miliardi di euro e un incremento medio indicato dall’Aran del 7,27%, pari a circa 491 euro lordi al mese per tredici mensilità. È la cifra-simbolo del rinnovo, quella che il governo e l’Agenzia mettono al centro per rivendicare un risultato atteso da mesi.Dietro il numero medio, però, c’è una realtà più sfumata. L’aumento strutturale sul tabellare decorre dal 1° gennaio 2024 ed è pari a 230 euro lordi mensili, mentre il totale arriva intorno ai 490 euro considerando anche anticipazioni e altre componenti economiche. Anaao e Cimo-Fesmed spiegano che, a seconda dell’incarico ricoperto, gli incrementi possono oscillare tra 322 e 530 euro lordi mensili, con arretrati che per alcuni profili apicali arrivano fino a 14.540 euro. In altre parole, il rinnovo porta soldi veri nelle buste paga, ma non in modo uniforme e non con lo stesso impatto per tutti.Il contratto non si limita agli aspetti retributivi. Rafforza la retribuzione di posizione nella parte fissa, che per i neoassunti registra un incremento del 55%, nel tentativo evidente di rendere più attrattivo l’ingresso nel servizio pubblico. Crescono anche le indennità di direzione delle strutture complesse e quelle di specificità per i profili medico-veterinari e sanitari.Sul versante normativo entrano poi misure molto concrete: patrocinio legale a carico dell’azienda in caso di aggressione, supporto psicologico su richiesta, più garanzie per la fruizione delle ferie anche nel periodo di preavviso e possibilità di ricostituire il rapporto di lavoro entro cinque anni dalla cessazione con una delle aziende di provenienza.Dal punto di vista sindacale, la firma certifica però una spaccatura politica e di merito. Hanno sottoscritto Anaao-Assomed, Cimo-Fesmed, Aaroi-Emac, Fvm, Cisl Medici, Uil Fpl e, questa volta, anche Fassid, che non aveva aderito alla pre-intesa di novembre. La sola organizzazione rimasta fuori è la Fp Cgil Medici, che parla di contratto “definanziato” rispetto all’inflazione del triennio, quantifica in 580 euro lordi il divario e denuncia il permanere di squilibri a danno dei dirigenti sanitari e delle professioni sanitarie. È una critica che pesa, perché non riguarda solo la quantità delle risorse ma la loro distribuzione e il messaggio politico complessivo.E qui si arriva al punto decisivo: questo rinnovo chiude il triennio sul piano formale, ma non risolve la crisi di attrattività del Servizio sanitario nazionale. La Fondazione Gimbe ha documentato che nel triennio 2023-2025 la sanità pubblica ha lasciato per strada 13,1 miliardi se letta in rapporto al Pil; nel 2024 la spesa sanitaria a carico delle famiglie ha toccato 41,3 miliardi e oltre 5,8 milioni di persone, quasi un italiano su dieci, hanno rinunciato a prestazioni sanitarie. Nello stesso rapporto Gimbe segnala che l’Italia è seconda in Europa per numero complessivo di medici, ma il problema è la fuga dal pubblico e la scarsa attrattività di molte specialità e della medicina territoriale.È un passaggio cruciale anche per capire il senso economico del contratto. Se il sistema perde professionisti verso il privato, l’estero o forme di lavoro più remunerative e meno gravose, il rinnovo salariale diventa una condizione necessaria ma non sufficiente. La stessa Gimbe, lo scorso dicembre, ha sottolineato che oltre 90mila medici non lavorano nel Ssn e che il problema non è il numero assoluto dei laureati, bensì la difficoltà del pubblico nel trattenerli. Letta così, la firma di ieri appare come un tentativo di mettere una toppa a una falla più larga: migliorare le retribuzioni e le tutele per evitare che il sistema continui a perdere pezzi.Non a caso, già il giorno prima della firma definitiva, il Comitato di Settore Regioni-Sanità ha approvato gli atti di indirizzo per avviare il rinnovo 2025-2027, sia per il comparto sia per la dirigenza. Le Regioni parlano di oltre 590mila professionalità del comparto e circa 138 mila dirigenti medici e sanitari coinvolti, con uno stanziamento che la legge di bilancio collega a un incremento complessivo del 5,4% del monte salari 2023. Anaao quantifica per la prossima tornata 968 milioni a regime dal 2027. Il messaggio è chiaro: la vera partita non finisce con la firma del 2022-2024, ma comincia subito dopo.Per il governo e per l’Aran, dunque, questa è una prova di affidabilità nella regolarizzazione dei rinnovi della pubblica amministrazione. Per i sindacati firmatari è un risultato utile, ma non risolutivo. Per la Cgil, invece, è un’occasione mancata. La verità, probabilmente, sta nel mezzo: i medici e i dirigenti sanitari vedranno finalmente aumenti, arretrati e qualche tutela in più, ma il rilancio del Ssn si giocherà su un terreno più ampio, fatto di finanziamenti, organizzazione, carichi di lavoro e capacità di rendere di nuovo desiderabile la scelta del servizio pubblico. Senza questo salto, i 491 euro medi rischiano di essere ricordati più come il prezzo di una tregua che come l’inizio di una svolta.© Riproduzione riservataIn occasione della Giornata sulle Malattie Rare (Rare Disease Day 2026) il centro di cicerca nazionale dell’Iss fa il punto: i numeri. Studi in corso sulle mutazioni del gene CDC42La modella è tornata all’Ariston dopo il tumore ovarico. “È stato l’anno più duro della mia vita. Quando ricrescono i capelli, tutto credono che l'hai superata. Ma è da quel momento che bisogna elaborare”In tema di salute mentale l’Italia vanta un primato in negativo. Oltre 1.43 milioni di persone che vivono con una...La comunità scientifica non ha dubbi: i dati dimostrano gli effetti positivi per corpo e mente. E con l’aumentare del disagio giovanile, può essere uno strumento da insegnare nelle scuoleUna ricerca sullo sviluppo prenatale delle università di Ferrara, Padova e New York ha scoperto che lo sbadiglio può essere una regolazione fisiologica legata allo stress del nascituroRobin Srl Società soggetta a direzione e coordinamento di MonrifcategorieabbonamentipubblicitàCopyright @2026 - P.Iva 12741650159 - ISSN: 2499-3085 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022802871908813.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica, Cartabellotta (Gimbe): “Da 15 anni fuori dall’agenda politica. Così i cittadini perdono diritti” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803213708139.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "radiolombardia.it" del 28 Feb 2026

pubDate§§ 2026-02-28T10:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803213708139.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803213708139.PDF', 'title': 'radiolombardia.it'} tp:url§§ https://www.radiolombardia.it/2026/02/27/sanita-pubblica-cartabellotta-gimbe-da-15-anni-fuori-dallagenda-politica-cosi-i-cittadini-perdono-diritti/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803213708139.PDF tp:ocr§§ La sanità pubblica italiana continua a scivolare ai margini delle priorità politiche, con conseguenze sempre più evidenti per i cittadini, soprattutto per le fasce socio-economiche più fragili. È il monito lanciato da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, intervenuto a Palazzo Pirelli durante l’iniziativa “L’Italia che si prende cura”, organizzata dal Partito Democratico.La sanità pubblica italiana continua a scivolare ai margini delle priorità politiche, con conseguenze sempre più evidenti per i cittadini, soprattutto per le fasce socio-economiche più fragili. È il monito lanciato da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, intervenuto a Palazzo Pirelli durante l’iniziativa “L’Italia che si prende cura”, organizzata dal Partito Democratico. “La sanità non è più al centro dell’agenda politica”Cartabellotta ha denunciato un progressivo disinvestimento pubblico che, a suo giudizio, dura da oltre quindici anni e che nell’attuale fase politica risulterebbe ancora più marcato. Secondo il presidente di Gimbe, questa tendenza produce un effetto diretto: “Ogni giorno i cittadini perdono un pezzo di diritto”, con un impatto maggiore su chi ha minori risorse economiche e sociali. La proposta Schlein: finanziamento al 7,5% del Pil entro il 2028Al centro del dibattito anche la proposta di legge a prima firma Elly Schlein, che punta a incrementare gradualmente il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale fino al 7,5% del Pil entro il 2028. Cartabellotta ha definito la direzione “corretta” sul piano del rifinanziamento pubblico, ma ha sottolineato la necessità di maggiore chiarezza sulle coperture economiche.Tra le priorità indicate: definire un piano strutturato di reperimento delle risorse; accompagnare il rifinanziamento con un programma di riforme progressive; aggiornare regole e modelli organizzativi “scritti ormai 30 anni fa”.? Autonomia differenziata e rischio diseguaglianzeUn altro nodo cruciale riguarda l’Autonomia differenziata. Cartabellotta ha ribadito la posizione critica della Fondazione Gimbe, secondo cui un ampliamento delle competenze regionali in materia sanitaria rischierebbe di accentuare le disparità territoriali.In passato, Gimbe aveva chiesto alle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato di escludere la tutela della salute dalle materie su cui le Regioni possono richiedere maggiore autonomia. Le ragioni indicate: un possibile ulteriore indebolimento del Mezzogiorno; un rischio di “colpo di grazia” al Servizio Sanitario Nazionale.?? Lep e Lea: perché la distinzione è decisivaNel testo della legge delega, la tutela della salute è stata esclusa dalle materie per cui definire i Livelli Essenziali delle Prestazioni (Lep). Cartabellotta ha però ribadito la necessità di includere anche la sanità, ricordando che: i Lep non coincidono con i Lea (Livelli Essenziali di Assistenza); senza Lep definiti, si rischia di cristallizzare le diseguaglianze già presenti nell’erogazione dei servizi sanitari. tp:writer§§ Levati Luca guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/02/28/2026022803213708139.PDF §---§