title§§ Sanità ed edilizia Senza più Pnrr coverno nei guai = Sanità a pezzi, edilizia a rischio Senza il Pnrril governo è nei guai link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696704120.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "DOMANI" del 26 Jan 2026

Laspesa sanitaria lontana dagli standard. Il governo snocciola numeri straordinari su economia e occupazione Mac'è pocodastare tranquilli. Il settore delle costruzioni teme iltracollo. L'allarme: «Sta per finire l'effetto doping»

pubDate§§ 2026-01-26T05:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696704120.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696704120.PDF', 'title': 'DOMANI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696704120.PDF tp:ocr§§ I SOLDI AGLI SGOCCIOLI: CHI RISCHIA DI PIÙ Sanità ed edilizia Senza più Pnir governo nei guai STEFANO IANNACCO- NE apaqina? Il governo di Giorgia Meloni a breve dovrà gestire la deìicatafase del posf-Pnrr . INCHIESTA SULLA BOLLA DEI FONDI POST-PANDEMIA Sanità a pezzi, edilizia a rischio Senza il Pnrr il governo è nei gua La spesa sanitaria lontana dagli standard. Il governo snocciola numeri straordinari su economia e occupazione Ma c'è poco bastare tranquilli. Il settore dellecostruzionitemeil tracollo. L'allarme; «Sta perfinire l'effettodopìni STEFANO IANNACCONE Cosa resterà di questo Pnrr, si potrebbe dire parafrasando la famosa canzone di Raf sugli anni Ottanta. La fatidica data del 30 giugno è infatti vicina. Dalla sanità alla transizione ecologica, dalla digitalizzazione al sostegno alle imprese , passando per le infrastnitture, il Piano nazionale di ripresa e resilienza è stato infatti il Moloch del dibattito politico. Sembrava ü Mr. Wolf dei problemi italiani. Invece, a pochi mesi dalla scadenza, quei problemi sono tutti intatti o quasi. La sanità è ü miglior parametro per misurare gli effetti concreti: Next generation EU, il nome europeo del piano, è nato come risposta all'emergenza da pandemia di covid. Poca salute Cosa è cambiato? Poco o niente. Innanzitutto la spesa sanitaria italiana è ferma; oscilla tra il 6,3 e il 6/4 per cento rispetto al Pii, lontanissima dalla media europea, che è al 6,9 per cento. Il ministro della Salute, Grazio Schillaci, aveva assunto l'impegno di portarla vicina al 7 per cento. E non si tratta di una semplice percentuale, il numero si traduce con quanto riportato dal Centro per la ricerca economica applicata in sanità (crea), che ha confermato un trend preoccupante: la spesa privata per la salute è in aumento; ormai sette italiani su dieci fanno ricorso alle strutture privateci sono poi delle distorsioni indotte dallo stesso Pnrr. «Sta progressivamente aumentando la quota di anziani presi in carico in tutte le Regioni, fenomeno spinto dall'obiettivo di raggiungere la soglia del 10,0 per cento previsto dal Pnrr e contestualmente si sta riducendo l'intensità di cura (le ore per paziente anziano)», si legge nel rapporto del Crea. Pur di raggiungere gli obiettivi si fa di tutto, aumentando le persone in cura, ma con la conseguenza di abbassare la qualità del servizio. C'èpoi il pericolo concreto di consegnare al paese tante piccole cattedrali nel deserto: le Case di comunità. Queste strutture erano state immaginate come laverà rivoluzione in campo sanitario: aperte 7 giorni su 7, h24, per potenziare la rete di prima assistenza primariaedecongestìonare i pronto soccorso. La sani tà di prossimità, dunque, come risposta anche a future emergenze pandemiche- Obiettivo nobile. Ma ci sono stati nodi: prima di tutto c'è un ridimensionamento della gittata, il numero di Case di comunità da realizzare è diminuito di circa il 30 per cento. Oggi sono 1.038 quelle da ultimare con le risorse del Piano. Oltre i dati, ancora una volta, ci sono le storie. «Se ci saranno strutture per le Case di comunità, mancherà il personale per mandarle avanti. Non ci sono gli infermieri per garantire i servizi previsti», spiega a Domani Andrea Bottega, segretario di Nursind, il sindacato di categoria degli infermieri. «Con le risorse del Pnrr si finanziano le opere, ma bisogna pensare al dopo», aggiunge il sindacalista, perché «le richieste della cittadinanza sono di carattere assistenziale, rnsomma, servono infermieri, personale qualificato. Non c'è alcun provvedimento ad hoc per rendere più appetibile la professione». Manca la prospettiva; «L'importazione di personale dall'estero non è fattibile. Perché questi professionisti scelgono altri paesi, Germania o Inghilterra, che garantiscono stipendi e condizioni migliori». La fotografia è impietosa: l'Italia ha potenziato il sistema sanitario, prevedendo le Case di comunità, ma non è stato reso funzionante questo meccanismo. ÐÑçéô-salva-Pil" Se la sanità è la pietra angolare del Piano, c'è i ] quadro macroeconomico da tenere in considerazione: le rate provenienti da Bruxelles (per 194 miliardi di euro] sono state le bombole di ossigeno a cui è stata attaccata l'economia negli anni del governo Meloni, La Banca d'Italia, nel suo primo bollettino del 2026, lo ha messo nero su bianco: gli «in vestimenti hanno beneficiato degli incentivi fiscali e delle altre misure connesse con il Pnrr». Eppure l'impatto sul Pii non ha provocato scatti in avanti: attenendosi alla previsione della Banca d'Italia, nell'anno in corso la crescita dovrebbe fermarsi allo 0,6 per cento. Il governo ha previsto il +0,7 per cento, ma comunque nell'ambito dello zero virgola, nonostante un Pnrr a pieno regime nel motore economico. Cosa può accadere quando il Piano arriverà a conclusione? «Finisce l'effetto doping e á sarà il post-sbornia», osserva Fabio Scacciavillani, economista ex Fondo monetario intemazionale e docente della Bologna Business School. Scacciavillani aggiunge: «II parassitismo, girato intorno al Pnrr, è destinato a terminare». Tradotto: «Si fa la bella vita, firmando cambiali». Primo o poi, però, bisogna saldare il conto. Il risultato è che «se non andiamo in recessione, sarà qualcosa vicino alla stagnazione, intorno allo O o un po' sotto», sottolìnea l'economista. Gli analisti sono concordi su un punto: servirebbe un piano post-pnrr. In tutti i comparti. L'Ance, l'associazione dei costruttori, ha già fatto le proprie valutazioni: «Nel 2026 nel settore delle costruzioni torna il segno positivo per gli investimenti: dopo la lieve flessione del 2025 (-1,1 per cento) quest'anno è previsto un in- cremento del 5,6 per cento», ha reso noto una recente ricerca. Dunque, «il modello Ðïãã ha funzionato», grazie a una spesa di circa 50 miliardi di euro per l'edilizia. Una miniera che sta per esaurirsi. «È arrivato il momento di mettere nero su bianco un Piano casa», ha detto la presidente dell'Ance, Federica Brancaccio. Serve un "dopo-Pnrr", dunque. Senza progettualità II convitato di pietra al tavolo del Pnrr è la mancanza di una progettualità vera . «Anche in questa occasione, non ci sarà un cambio di marcia , sia di velocità che di direzione, nonostante gli investimenti straordinari», annota Michele Costabile, docente di Economia e gestione d'Impresa e direttore del Centro di ricerca Luiss x-ite. Costabile pone delle questioni pratiche: «È migliorata la mobilità sociale? ci sono stati interventi sulla demografia?». La risposta è scontata. Per Luca Bianchi, direttore della Svimez, il Pnrr può trasformarsi in un «processo incompiuto per la mancanza di continuità a questo percorso. Questoriguarderà in particolare tè grandi opere infrastrutturali, finanziate in parte con iIPnnx La scarsa progettualità si manifesta con le poche prospettive per le giovani generazioni «11 tasso di Neet, giovani che stanno sul divano, è il più alto in Europa insieme alla Spagna», ricorda Costabile. «La scolarizzazione non è una questione ideologica», insiste il docente della Luiss, «ma porta un vantaggio economico nel medio periodo. Bisogna entrare nell'ottica che le disuguaglianze educative sono un costo sodale, non un capriccio. Un laureato genera maggiore Pii rispetto a un diplomato». E cosa è stato fatto su questo punto? Niente, stando ai dati concreti. L'altro pilastro del Pnrr sarebbe la transizione ecologi ca, che però negli anni si è persa per strada. «Per esperienza personale», aggiunge Scacciavillani, «posso dire che sul dissesto idrogeologico la situazione è sconcertante. ci sono stati tanti micro-progetti, piccole opere di manutenzione e riparazione, di poche decine di migliaia di euro. che non hanno dato alcun risultato concreto». Tra î tanti casi di attuazione a singhiozzo, c ' è il flop sulla progettualità delle ricariche elettriche. «Si è registrato un numero elevato di rinunce che ha prodotto una copertura assai inferiore rispetto alle iniziali ambizioni», ha ricordato uno studio di Assonime, insieme all'associazione Openpolis. La conversione dell'economia verso il green resta una chimera, che si candida a essere la parola chiave con cui sintetizzare il Pnrr. RIPRODUZIONE RISERVATA II governo di Giorgia Meloni dovrà/are ¡ÑÎϲ! con ¡afine delPnrr agmcjtìo di ÛtItîO -tit_org- Sanità ed edilizia Senza più Pnrr coverno nei guai Sanità a pezzi, edilizia a rischio Senza il Pnrril governo è nei guai -sec_org- tp:writer§§ Stefano Iannaccone guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696704120.PDF §---§ title§§ Dati sanitari al sistema TS. Saranno consultabili in caso di controllo = Dati sanitari pronti per l'uso link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696604119.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "ITALIA OGGI SETTE" del 26 Jan 2026

Saranno a disposizione dei funzionari AdE per i controlli

pubDate§§ 2026-01-26T05:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696604119.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696604119.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI SETTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696604119.PDF tp:ocr§§ Dati sanitari al sistema TS. Saranno consultabili in caso di controllo Entro il 2 febbraio la prima trasmissione in modalità annuale. Opposizioni entro il 9 marzo Dati sanitari pronti per l’uso Saranno a disposizione dei funzionari AdE per i controlli Mandolesi a pag. 7 Pagina a cura DI GIULIANO MANDOLESI hiamata alle armi per medici, farmacie, strutture e operatori sanitari: entro il prossimo 2 febbraio vanno trasmesse al portale TS (tessera sanitaria) le spese sostenute dai clienti/pazienti e relative all’intera annualità 2025 per la predisposizione della prossima dichiarazione precompilata. I dati trasmessi, per la prima volta in forma annuale (rispetto a quella semestrale operativa fino alle spese targate 2024) saranno, anch’essi per la prima volta, a disposizione dei funzionari dell’Agenzia delle entrate e consultabili (unicamente) in caso di controllo formale della dichiarazione dei contribuenti. Se da un lato l’invio “unico” annuale semplifica l’adempimento per l’intero comparto sanitario rispetto alla trasmissione spezzata per semestre, dall’altro resta una comunicazione articolata con un impianto sanzionatorio sproporzionato e vessatorio con 100 euro di pena pecuniaria irrogata per ogni singolo dato (fattura/scontrino) omesso o errato. I contribuenti che non si vogliono prestare al “gioco della precompilata”, anche per questioni di privacy, possono manifestare l’opposizione alla trasmissione dei dati al fisco nel portale TS entro dal 10 febbraio al 9 marzo 2026 (l’8 marzo la scadenza ordinaria cade di domenica). La nuova trasmissione annuale delle spese sanitarie. Va preliminarmente ricordato che con l’articolo 5 del dlgs 81/20025 il legislatore, modificando l’articolo 12 del dlgs 1/2024, ha stabilito che i soggetti tenuti all'invio dei dati delle spese sanitarie al sistema tessera sanitaria per la predisposizione da parte dell'agenzia delle entrate della dichiarazione dei redditi precompilata, a partire dai dati relativi al 2025, devono provvedere alla trasmissione dei citati dati con cadenza annuale, entro il termine stabilito con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze. L’Agenzia delle entrate, con la Faq del 24 settembre 2025, rispondendo a specifica domanda su quale sarebbe stata la trasmissione al sistema tessera sanitaria dei dati delle spese sanitarie riferite all’anno 2025, ha indicato che proprio in conseC guenza della citata modifica normativa, doveva ritenersi superato il termine del 30 settembre 2025 per l’invio delle spese sanitarie riferite al primo semestre 2025, previsto dal decreto del Ministero dell'economia e delle finanze dell’8 febbraio 2024. La nuova scadenza (quella per le spese 2025), continuava l’amministrazione nella risposta, doveva essere fissata con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze poi emesso il 29 ottobre 2025 e pubblicato 10 novembre 2025 in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 261). Con l’articolo 1 del citato dm è stato sostituito l’articolo 7, comma 1-bis del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 19 ottobre 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 29 ottobre 2020, n. 270, stabilendo che a decorrere dal 1° gennaio 2025, per le spese sanitarie la trasmissione dei relativi dati è effettuata entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento delle medesime spese. Per l’anno in corso il 31 gennaio cade di sabato quindi il termine ultimo per la trasmissione è il 2 febbraio 2026. Sono soggetti all’invio delle spese mediche, strutture sanitarie (accreditate al Ssn, autorizzate non accreditate e quelle appartenenti alla Sanità militare), farmacie e parafarmacie, medici chirurghi e odontoiatri, psicologi, infermieri, tecnici radiologi, ostetrici e gli ottici e dal 2019 gli iscritti ai nuovi albi professionali in base decreto del Ministero della salute del 13 marzo 2018 e gli iscritti all’Albo dei Biologi. I dati invece da trasmettere al Sistema TS riguardano le ricevute di pagamento, gli scontrini fiscali e gli eventuali rimborsi relativi alle spese sanitarie sostenute da ciascun assistito. Come ch iaramente indicato all’articolo 2 comma 2 lettera c) del già citato dm 19/10/2020, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2021, i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema TS devono provvedere anche alla trasmissione dei dati dei documenti fiscali per i quali il cittadino ha esercitato l’opposizione. In questo caso però dovrà essere trasmesso il tipo di documento fiscale, l’aliquota ovvero la natura Iva della singola operazione e l’indicazione dell’esercizio dell’opposizione da parte del cittadino senza comunicare il codice fiscale dell’assistito. I dati nelle mani dei funzionari dell’Agenzia delle entrate. Il dm del 29/10/2025, aggiungendo il comma 4-bis all’articolo 4 del dm 270/2020 ha previsto una ulteriore novità in relazione al dato comunicato delle spese mediche prevedendo che lo stesso è consultabile da parte dell’Agenzia delle entrate, nello specifico dai funzionari predisposti alle attività di controllo formale delle dichiarazioni (ex articolo 36-ter del dpr 600/1973), quando la dichiarazione del contribuente è soggetta a questo tipo di verifica. Come indicato nell’allegato B al dm 29/10/2025, il disciplinare tecnico riguardante il trattamento dei dati da rendere disponibili all’Agenzia delle entrate da parte del Sistema TS, relativamente alle sole dichiarazioni selezionate in via centralizzata dall’amministrazione finanziaria per il controllo formale ai sensi dell’articolo 36-ter del dpr 600/1973, sono disponibili in consultazione ai dipendenti dell’Agenzia delle entrate, incardinati nell’Ufficio territorialmente competente all’attività di controllo, le informazioni di dettaglio delle spese veterinarie e delle spese sanitarie riferibili al contribuente e ai familiari che risultano essere a suo carico solo in un caso. Tale operazione è possibile infatti quando si superano le inibizioni dai controlli previste in caso di presentazione ed utilizzo della precompilata ovvero in caso di modifiche del dato delle spese operate direttamente sulla dichiarazione da parte del contribuente, anche in modalità di compilazione semplificata, ovvero per il tramite del sostituto d'imposta che presta l'assistenza fiscale, o mediante gli intermediari. L’opposizione all’invio dei dati in tre modi. Come disposto dall’articolo 1 del decreto del Mef del 31 luglio 2015, i “pazienti” posso scegliere di non comunicare all’Agenzia delle entrate i dati relativi della spesa effettuata, opponendosi all’invio dei dati è in tre modi: - Al momento dell’emissione del documento fiscale, non comunicando al soggetto che emette lo scontrino il proprio codice fiscale, oppure in caso di emissione di fattura, chiedendo al medico o alla struttura di annotare l’opposizione sul documento; - in relazione ad ogni singola voce, dal 9 febbraio all’8 marzo dell’anno successivo al periodo d’imposta di riferimento, accedendo all’area autenticata del sito web dedicato del Sistema Tessera Sanitaria tramite tessera sanitaria TS-CNS oppure tramite le credenziali Fisconline rilasciate dall’Agenzia delle entrate; - dal 1° ottobre dell’anno di riferimento al 31 gennaio dell’anno successivo al sostenimento della spesa comunicando all’Agenzia delle entrate l’opposizione all’invio dei dati aggregati relativi ad una o più tipologie di spesa. Per l’anno in corso, la seconda opzione, ovvero l’opposizione al dato tramite portale TS potrà essere fatta dal 10 febbraio al 9 marzo 2026 mentre quella tramite l’agenzia delle entrate fino al 2 febbraio 2026. Le sanzioni. Con la risoluzione 22/E pubblicata il 23 maggio 2022 l’Agenzia delle entrate ha esposto la propria interpretazione relativamente al regime sanzionatorio per le violazioni degli obblighi di comunicazione al portale tessera sanitaria disciplinato all’articolo 3 c. 5-bis del dlgs 175/2014. Secondo quanto indicato nel citato documento, la pena pecuniaria fissata dalla normativa di 100 euro è da riferirsi al singolo documento di spesa errato, omesso, o tardivamente inviato al sistema tessera sanitaria fino ad un massimo di 50.000 euro. Inoltre, come espressamente previsto nel primo periodo del cita to comma 5-bis la sanzione di 100 euro per ogni singolo documento di spesa si applica senza possibilità di fruire del c.d. cumulo giuridico di cui all’articolo 12 del dlgs n. 472 del 1997. È opportuno segnalare che nei casi di errata comunicazione dei dati al portale tessera sanitaria, la sanzione non si applica se la trasmissione è effettuata entro i cinque giorni successivi alla scadenza ovvero, in caso di segnalazione da parte dell'Agenzia delle entrate, entro i cinque successivi alla segnalazione stessa. Se la comunicazione è correttamente trasmessa entro sessanta giorni dalla scadenza prevista, la sanzione è ridotta a un terzo con un massimo di euro 20.000. ---End text--- Author: GIULIANO MANDOLESI Heading: Highlight: Nei casi di errata comunicazione dei dati al portale tessera sanitaria, la sanzione non si applica se la trasmissione è effettuata entro i cinque giorni successivi alla scadenza ovvero, in caso di segnalazione da parte dell'Agenzia delle entrate, entro i cinque successivi alla segnalazione stessa All’appello strutture sanitarie accreditate al Ssn, autorizzate non accreditate e appartenenti alla Sanità militare, farmacie e parafarmacie, medici chirurghi e odontoiatri, psicologi, infermieri, tecnici radiologi, ostetrici, ottici e iscritti a nuovi albi Image:Il calendario 2026 delle spese sanitarie al TS 2 febbraio Termine invio dati di spesa sanitaria da parte dei soggetti obbligati 9 febbraio Termine invio dei dati in modi?ca Periodo per manifestare l’opposizione per l’invio dei 10 febbraio - 9 marzo dati sul portale TS -tit_org- Dati sanitari al sistema TS. Saranno consultabili in caso di controllo Dati sanitari pronti per l’uso -sec_org- tp:writer§§ GIULIANO MANDOLESI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696604119.PDF §---§ title§§ Addio a Foege, il medico che debellò il vaiolo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696004117.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "REPUBBLICA" del 26 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-26T05:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696004117.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696004117.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696004117.PDF tp:ocr§§ Addio a Foege, il medico che debellò il vaiolo ROMA illiam H. Foege è morto. Il medico che cancellò il vaiolo dalla storia dell’umanità si è spento sabato notte, a 89 anni, per un’insufficienza cardiaca nella sua abitazione di Atlanta, in Georgia. A dare l’annuncio al New York Times, l’amico e collega Mark Rosenberg. L’epidemiologo statunitense, figura chiave della sanità pubblica mondiale, è stato tra i principali artefici della strategia di “vaccinazione ad anello” che negli anni Settanta permise di contenere e quindi eliminare il vaiolo. Ma fu anche colui che guidò la risposta iniziale degli Stati Uniti all’epidemia di Aids difendendo la riservatezza dei pazienti, oltre a cercare risorse per la ricerca in un contesto fortemente stigW matizzato. E poi promosse i programmi globali di vaccinazione infantile in qualità di direttore dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), la principale agenzia sanitaria pubblica dell’America. Alto come un giocatore di basket dell’Nba (superava i due metri) e dotato di grande pazienza, il dottor Foege stava prestando servizio come medico missionario della Chiesa luterana in Africa quando, nel 1966, l’Oms lanciò un programma internazionale per eradicare il vaiolo, malattia altamente contagiosa e letale che nel corso dei secoli aveva causato circa 500 milioni di morti. Si trasferì assieme alla moglie e al figlio piccolo a Enugu in Nigeria orientale: all’epoca, la regione più difficile al mondo quando si parlava di vaiolo. Di fronte alla scarsità di vaccini, mise a punto un approccio innovativo: individuare i casi, isolarli e vaccinare rapidamente i contatti diretti e indiretti, creando una barriera attorno ai focolai. Un metodo ispirato – come raccontò lui stesso – alle tecniche di contenimento degli incendi boschivi nell’Ovest degli Stati Uniti. «Non una strategia nuova – disse – Ciò che era importante era l’abbandono della prima strategia, la vaccinazione di massa». L’intuizione a ogni modo si rivelò decisiva. Nel 1970 il vaiolo fu eliminato dall’Africa occidentale e centrale. Nel ’78 venne registrato l’ultimo caso al mondo in Somalia. Due anni dopo, l’Oms dichiarò ufficialmente eradicato il virus. Ma Foege non fu solo riconosciuto come uno dei principali architetti di quel successo storico. Anni dopo guidò la Task force for child survival, contribuendo a portare il tasso di vaccinazione infantile mondiale dal 15 per cento degli anni Ottanta a circa l’80 per cento nel 1990. E, balzo in avanti, in epoca recente si è distinto anche come voce critica verso le politiche sanitarie delle amministrazioni Trump e le posizioni antivacciniste dell’attuale segretario alla Sanità statunitense, Robert F. Kennedy Jr. Le ha definite «pericolose per la sanità pubblica». ©RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: GIULIA BOERO Heading: Highlight: Negli anni ’70 ideò la strategia vincente per la vaccinazione contro il virus. Avviò la risposta Usa all’Aids Image:William Herbert Foege, morto 89 anni nella sua casa di Atlanta. Negli anni ’70 avviò le vaccinazioni contro il vaiolo R -tit_org- Addio a Foege, il medico che debellò il vaiolo -sec_org- tp:writer§§ GIULIA BOERO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696004117.PDF §---§ title§§ Intervista a Giancarlo Icardi - Covid, 5 anni fa i primi casi «Attenti, non è scomparso» = «Cinque anni fa l'inizio del Covid, così ha cambiato le nostre vite» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696104118.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "SECOLO XIX" del 26 Jan 2026

Icardi: «Cosi la Liguria indicò la strada da seguire:

pubDate§§ 2026-01-26T05:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696104118.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696104118.PDF', 'title': 'SECOLO XIX'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696104118.PDF tp:ocr§§ Covid, 5 anni fa i primi casi «Attenti, non è scomparso» Icardi: «Così la Liguria indicò la strada da seguire» «Cinque anni fa l’inizio del Covid, così ha cambiato le nostre vite» Il direttore di Igiene del San Martino: «Ci siamo trovati a combattere contro un nemico sconosciuto Non penso a cosa sarebbe successo senza il vaccino. Colpisce ancora ma i casi gravi sono pochi» Giancarlo Icardi Il 29 gennaio 2021 il Covid fece la sua comparsa in Italia, con due turisti cinesi a Roma. Giancarlo Icardi, direttore di Igiene al San Martino, avverte che il virus non è debellato e ricorda: «In Liguria chiudemmo per primi le scuole, indicando la strada da seguire». GUIDO FILIPPI / PAGINA 9 Guido Filippi / GENOVA S ono cinque anni dai primi due casi di Covid in Italia, quando una coppia di turisti cinesi fu ricoverata all’ospedale Spallanzani di Roma. Poi a metà febbraio i primi casi e le prime vittime in Veneto e la Lombardia. Il Covid ha sconvolto il mondo e cambiato le nostre vite, le nostre abitudini e lasciato tante paure. Cinque anni, sembra sia passata una vita. Il professor Giancarlo Icardi, prorettore dell’Università di Genova, direttore di Igiene del San Martino e referente unico per la Liguria dell’Istituto Superiore di Sanità, parla spesso di quei giorni quando nessuno conosceva il nemico e nessuno sapeva cosa fare. «Ricordo quella mattina quando ci siamo visti in Regione per la prima riunione tecnica sul Covid: nonostante non ci fossero le conoscenze e ci fossero solo le prime avvisaglie, abbiamo deciso immediatamente di chiudere le scuole in tutta la Liguria. Una decisione che è stata fondamentale per limitare i casi, il numero dei ricoveri e delle vittime. La mia proposta di chiusura è stata subito accolta dall’allora presidente Toti; siamo stati i primi in Italia ad adottare questa contromisura, partendo dai bambini che sono la prima fonte di trasmissione». Cosa è rimasto del Covid cinque anni dopo? «All’inizio si ipotizzava che non rimanesse nulla e che il virus sparisse nel giro di qualche mese. Purtroppo non è andata così: la prima epidemia è durata pochi mesi, fino a giugno 2020, quando c’è stato un calo notevole dei contagi e della trasmissione, poi, purtoppo nei mesi invernali il Covid è ripartito e nei mesi invernali ha fatto registrare lo stesso numero di contagi della prima ondata epidemica. Si è ripetuto quello che era successo per la Spagnola. La seconda ondata è stata peggiore della prima. E sappiamo tutti cosa è successo nel mondo». Poi è arrivato il vaccino e, a fine dicembre, è partita la prima campagna di vaccinazione. «Sì per fortuna è arrivato il vaccino. Possiamo solo immaginare cosa sarebbe successo senza». Non aggiunge altro. Ma il Covid c’è ancora? «Sì, ma è un’altra cosa e oggi parliamo di un parente lontano di quel ceppo. C’è un virus respiratorio: abbiamo ancora infezioni respiratorie acute che provocano ricoveri e decessi, ma per fortuna in numero ridotto. Lo dobbiamo dire». Anche in Liguria? «I casi di quest’anno sono degni di attenzione: in Liguria, tra settembre e ottobre, ci sono stati tanti casi e ricoveri, per alcuni dei quali si è resa necessaria la terapia intensiva. Purtroppo anche alcuni decessi di persone fragili. Voglio ricordare una cosa». Quale? «Dai tempi del Covid l’Istituto Superiore di Sanità ha attivato un controllo giornaliero in tutta Italia che permette di monitorare la situazione». Il Covid sparirà? «È possibile che tra qualche anno questa nuova forma di virus sparisca o quasi, ma soltanto il tempo dirà se si trasmetterà ancora». È utile vaccinarsi contro il Covid? Chi deve farlo? «A cinque anni dai primi casi, e dall’inizio della vaccinazione, il 27 dicembre 2020, le persone fragili, gli over 80 e chi ha malattie croniche fanno bene a vaccinarsi: si proteggono dalle complicanze del virus. Quest’anno in Liguria un certo numero di persone ha chiesto di essere vaccinata contro il Covid, così come è aumentato il numero di chi si è vaccinato contro l’influenza». Nel frattempo la ricerca continua «Il mondo della ricerca sta portando avanti speri mentazioni cliniche che studiano vaccinati sempre aggiornati e combinati per il Covid e l’influenza. Anche per altri virus respiratori. E l’appello non cambia: il vaccino è raccomandato per le persone a rischio». Pausa e amara riflessione finale. «Da osservatore non è però rimasto un gesto che era diventato comune: l’igiene delle mani. Ora quasi nessuno ha in tasca o in borsa il flaconcino per igienizzare le mani che sono uno dei principali veicoli di contagio». — ---End text--- Author: Guido Filippi Heading: Giancarlo Icardi Highlight: È possibile che questo virus, lontano parente di quel ceppo, sparisca tra qualche anno In quei giorni fu fondamentale la decisione di chiudere subito le scuole in Liguria Image:Il reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Martino, durante quei terribili giorni sconvolti dal Covid “ GIANCARLO ICARDI DIRETTORE DI IGIENE DELL’OSPEDALE SAN MARTINO E REFERENTE LIGURE DELL’ ISTITUTO DI SANITÀ -tit_org- Intervista a Giancarlo Icardi - Covid, 5 anni fa i primi casi «Attenti, non è scomparso» «Cinque anni fa l’inizio del Covid, così ha cambiato le nostre vite» -sec_org- tp:writer§§ Guido Filippi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696104118.PDF §---§ title§§ Ccnl Sanità, i principi base per poter pianificare le ferie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696304116.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "SOLE 24 ORE ESPERTO RISPONDE" del 26 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-26T05:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696304116.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696304116.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE ESPERTO RISPONDE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696304116.PDF tp:ocr§§ Ccnl Sanità, i princìpi base per poter pianificare le ferie Rapporto di lavoro privato A cura di Ornella Lacqua e Alessandro Rota Porta Lavoro per un ospedale privato convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, che applica il contratto collettivo nazionale di lavoro Sanità. Vorrei avere conferma del fatto che il periodo della fruizione delle ferie estive non può essere deciso dal datore di lavoro (seguendo un calendario ciclico annuale per ogni dipendente di una determinata area), anche se si deve coprire una turnistica e mantenere un servizio (ambulatorio). Se è così, ho diritto a non essere obbligato a fruire delle ferie quando lo decide il datore di lavoro, o a firmare una richiesta in cui dichiaro di voler fruire di un altro periodo? In primo luogo, va tenuto presente che - in linea generale - il lavoratore non può essere obbligato a fruire delle ferie in un determinato periodo stabilito unilateralmente dal datore di lavoro, neanche tramite regolamento aziendale. Il lavoratore stesso ha la facoltà di indicare il periodo in cui intende fruire delle ferie, che il datore di lavoro deve conciliare con le esigenze organizzative dell'impresa. E nemmeno può essere imposto al dipendente di sottoscrivere una richiesta di ferie non concordata. Venendo poi ai princìpi specifici del Ccnl (contratto collettivo nazionale di lavoro) Sanità - e, precisamente, all’articolo 49, del titolo IV, capo III, che detta la disciplina delle ferie - è chiaramente stabilito che le ferie «sono fruite, previa autorizzazione espressa e tempestiva, nel corso di ciascun anno solare, in periodi compatibili con le esigenze di servizio, tenuto conto delle richieste del dipendente». Inoltre, il punto 9 dello stesso articolo 49 prevede che «l'Azienda o Ente pianifica le ferie dei dipendenti al fine di garantire la fruizione delle stesse nel termini previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti». Infine, il punto 12 specifica che, «compatibilmente con le oggettive esigenze del servizio, il dipendente può frazionare le ferie in più periodi. La fruizione delle ferie dovrà avvenire nel rispetto dei turni di ferie prestabiliti, assicurando comunque al dipendente che ne abbia fatto richiesta il godimento di almeno quindici giorni continuativi di ferie nel periodo 1 giugno - 30 settembre o, alternativamente, in caso di dipendenti con figli in età compresa nel periodo dell’obbligo scolastico che ne abbiano fatto richiesta, nel periodo 15 giugno - 15 settembre al fine di promuovere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro». In conclusione, la regolamentazione delle ferie, nel caso illustrato, deve avvenire in ossequio alle condizioni enunciate. ---End text--- Author: Ornella Lacqua :-: Alessandro Rota Porta Heading: Rapporto di lavoro privato Highlight: Image: -tit_org- Ccnl Sanità, i principi base per poter pianificare le ferie -sec_org- tp:writer§§ Ornella Lacqua - Alessandro Rota Porta guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/26/2026012601696304116.PDF §---§