title§§ Liguria nella mappa Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012501651204822.PDF description§§

Estratto da pag. 29 di "ANCORA" del 25 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-25T06:54:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012501651204822.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012501651204822.PDF', 'title': 'ANCORA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012501651204822.PDF tp:ocr§§ Liguria nella mappa Gimbe La Liguria si colloca in una fascia di attenzione nella “mappa a colori” che misura la performance delle regioni italiane sul rispetto dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Secondo la classificazione elaborata dalla Fondazione Gimbe, la Regione risulta infatti in “giallo” per quanto riguarda l’erogazione dei servizi sanitari essenziali, mentre passa in “arancione” sul fronte della mobilità sanitaria, con un saldo negativo definito “moderato” (dati riferiti al 2021). Il quadro emerge mentre è entrata nel vivo la nuova riforma sanitaria regionale, avviata dall’1 gennaio, che punta su diversi obiettivi: un cambiamento della governance, misure di risparmio e, nelle intenzioni, un maggiore avvicinamento della sanità ai territori. La fotografia Gimbe e i dati disponibili La Fondazione Gimbe, a dieci anni dal lancio della campagna SalviamoSSN, ha rilanciato l’analisi utilizzando gli ultimi dati disponibili, riferiti al 2023, con l’obiettivo di alimentare consapevolezza e partecipazione nella tutela del Servizio sanitario nazionale. La valutazione complessiva si basa su una scala a quattro colori, che va dal verde scuro al verde chiaro, passando per giallo e rosso (quest’ultimo associato all’inadempienza nel sistema di garanzia). Dai risultati 2021 al peggioramento nel 2023 Nel 2021, secondo lo studio, la Liguria si attestava a 232,6 punti su 300, in una posizione comparabile a quella di Abruzzo, Puglia, Basilicata e Provincia autonoma di Bolzano per il rispetto dei Lea. Nel 2023, invece, la Regione sarebbe scesa fino al penultimo posto nella graduatoria nazionale relativa all’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, cioè quell’insieme di prestazioni sanitarie garantite ai cittadini, gratuitamente o tramite ticket, attraverso il sistema regionale. In particolare, nell’area della prevenzione, la Liguria avrebbe totalizzato 54 punti su 100, con un distacco di 44 punti rispetto alle prime della classifica, occupate da Provincia autonoma di Trento e Veneto. Mobilità sanitaria: saldo negativo “moderato” Per quanto riguarda invece la mobilità sanitaria, sempre con riferimento al 2021, la Liguria rientrava nella fascia arancione, che corrisponde a un saldo negativo “moderato”, una situazione simile a quella registrata in Umbria, Marche, Sardegna e Basilicata. La risposta della Regione: “dato influenzato da disallineamento” Su questi risultati, la Regione era già intervenuta con alcune precisazioni. L’assessore alla Sanità Massimo Nicolò aveva spiegato che i dati relativi alla prevenzione in Liguria nel 2023 sarebbero stati condizionati da un disallineamento nella trasmissione delle informazioni, sottolineando che il problema sarebbe stato risolto già nell’annualità successiva. Secondo quanto dichiarato dall’assessore, nel 2024 la Liguria avrebbe ottenuto un risultato nettamente migliore, con una valutazione di 93 su 100 anche nell’ambito della prevenzione. Lo scontro politico: le critiche dell’opposizione Nel frattempo, il tema continua ad alimentare lo scontro politico, soprattutto dopo le polemiche legate alla riforma e alla gestione del sistema sanitario regionale. Il capogruppo del Partito Democratico in Regione Liguria, Armando Sanna, ha commentato i dati diffusi da Gimbe come la prova di un fallimento nella conduzione della sanità ligure, evidenziando che la regione risulterebbe penultima in Italia e ultima nel Nord per qualità della prevenzione, oltre a essere considerata inadempiente sui Lea. Secondo Sanna, la situazione avrebbe ricadute dirette sui cittadini: tempi d’attesa lunghi, difficoltà ad accedere alle visite e agli esami, rinunce alle cure e un crescente ricorso alla sanità privata, con conseguente aumento delle disuguaglianze. Una tendenza che, a suo giudizio, rischierebbe di peggiorare ulteriormente anche alla luce della nuova riforma. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Cala la valutazione sui Livelli Essenziali di Assistenza, pesa anche la mobilità sanitaria Image: -tit_org- Liguria nella mappa Gimbe -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012501651204822.PDF §---§ title§§ Personale sanitario, Gimbe: "Dal 2012 sottratti 33 miliardi. Senza risorse il ddl non basta" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012501836205596.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "DOTTNET" del 25 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-25T11:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012501836205596.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012501836205596.PDF', 'title': 'DOTTNET'} tp:url§§ dottnet tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012501836205596.PDF tp:ocr§§ Personale sanitario, Gimbe: "Dal 2012 sottratti 33 miliardi. Senza risorse il ddl non basta" SANITÀ PUBBLICA REDAZIONE DOTTNET | 23/01/2026 11:01 Secondo la Fondazione Gimbe la riduzione della spesa per il personale ha indebolito il SSN. Cartabellotta: senza finanziamenti vincolati la riforma rischia di restare solo ordinamentale. Dal 2012 al 2024 la spesa per il personale sanitario è progressivamente diminuita m rapporto alla spesa sanitaria complessiva, passando dal 39,7% al 36,6%. Una riduzione che, secondo una simulazione della Fondazione Gimbe, equivale a una perdita virtuale di 33,04 miliardi di euro, di cui 12,82 miliardi concentrati nel solo periodo 2020-2024. I dati sono stati illustrati dal presidente Nino Cartabellotta nel corso dell'audizione alla Camera dei Deputati, nell'ambito dell'esame del disegno di legge delega di riforma delle professioni sanitarie. La spesa per il personale non tiene il passo della spesa sanitaria Secondo Gimbe, le risorse destinate al personale non hanno seguito la crescita della spesa sanitaria complessiva. Una dinamica che, nel tempo, ha contribuito a indebolire il capitale umano del Servizio sanitario nazionale. "È del tutto evidente che un saccheggio di risorse pubbliche di tale portata ha progressivamente indebolito e demotivato il personale del SiSTV", ha affermato Cartabellotta, sottolineando come questa tendenza abbia alimentato l'abbandono del servizio pubblico e la disaffezione verso alcune professioni e specialità. Il limite strutturale del ddl sulle professioni sanitarie Nel giudizio della Fondazione, una delle principali criticità del disegno di legge in discussione riguarda l'assenza di risorse dedicate. "Senza risorse aggiuntive e vincolate al personale sanitario la legge delega e i successivi decreti legislativi rischiano di ridursi a un intervento meramente ordinamentale". Un rischio che renderebbe la riforma incapace di incidere sulla crisi strutturale del personale, sia m termini di attrattività delle professioni e delle specialità meno scelte, sia nella capacità del sistema pubblico di trattenere i professionisti. Medici: il problema non è il numero, ma la distribuzione In termini assoluti, l'Italia non presenta una carenza di medici. Con 5,4 medici per 1.000 abitanti, il Paese è al secondo posto tra quelli Ocse, a fronte di una media di 3,9 per 1.000. Tuttavia, circa 92 mila medici operano al di fuori del Servizio sanitario nazionale. Le criticità si concentrano in specifici ambiti, in particolare nella medicina generale, con una carenza stimata di circa 5.500 unità, e in alcune specialità considerate meno attrattive, come emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia e medicina nucleare. Infermieri sotto la media Ocse Diversa la situazione per il personale infermieristico. L'Italia conta 6,9 infermieri per 1.000 abitanti, un valore nettamente inferiore alla media Ocse di 9,5. Un divario che contribuisce alle difficoltà organizzative del SSN e alla pressione crescente sui servizi territoriali e ospedalieri. Altre criticità: responsabilità professionale e specializzandi Secondo Gimbe, il disegno di legge così architettato non sembra destinato a risolvere neppure altre questioni strutturali, come la regolamentazione della responsabilità professionale e il riordino dell'impiego degli specializzandi. Temi che, in assenza di un adeguato sostegno finanziario, rischiano di tradursi m interventi formali, senza effetti concreti sull'organizzazione del lavoro sanitario. Nel complesso, l'analisi della Fondazione rafforza l'idea che il riordino delle professioni sanitarie, senza un deciso cambio di passo sul fronte delle risorse, difficilmente potrà incidere sulle fragilità strutturali che da anni caratterizzano il Servizio sanitario nazionale. -tit_org- Personale sanitario, Gimbe: “Dal 2012 sottratti 33 miliardi. Senza risorse il ddl non basta” -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012501836205596.PDF §---§ title§§ Sanità, la Fondazione Gimbe sferza il centrosinistra link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012501952703609.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "REPUBBLICA BOLOGNA" del 25 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-25T04:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012501952703609.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012501952703609.PDF', 'title': 'REPUBBLICA BOLOGNA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012501952703609.PDF tp:ocr§§ Sanità, la Fondazione Gimbe sferza il centrosinistra ulla sanità il governo può essere attaccato in maniera seria ma in questo momento l’opposizione non lo sta facendo». La sferzata al centrosinistra arriva da Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe, che ha partecipato ieri alla giornata di formazione “Europa Emilia-Romagna” organizzata a Casalecchio dall’europarlamentare Stefano Bonaccini e dal Pd regionale. «Forse questo accade perché come sapete ci sono delle storiche fratture interne del partito, ma non si riesce a trovare all’interno di questo campo largo un fronte comune per lavorare su quello che è il diritto più importante», afferma il presidente di Gimbe, chiamato a confrontarsi sulla sanità con il presidente della regione Michele de Pascale. «Il nostro è un sistema pubblico che eroga le prestazioni sulla base del fatto che hai davanti degli essere umani e non degli assicurati, lo dico con grande chiarezza», interviene il governatore. «Ma la parola universalità - precisa - dobbiamo abbinarla alla parola appropriatezza perché ogni volta che sbagliamo nel collocare un professionista sanitario in una posizione, stiamo togliendo quel professionista a chi ne ha veramente bisogno». Al termine del panel, battuta di Bonaccini: «Il primo che riesce a fare una foto del ministro Orazio Schillaci in giro per i territori vince un premio, visto che non lo ha mai visto nessuno in tre anni». S ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe T -tit_org- Sanità, la Fondazione Gimbe sferza il centrosinistra -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012501952703609.PDF §---§ title§§ Con i farmaci non seguire le mode link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012502022603412.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "CORRIERE SALUTE" del 25 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-25T04:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012502022603412.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012502022603412.PDF', 'title': 'CORRIERE SALUTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012502022603412.PDF tp:ocr§§ ? L’editoriale Con i farmaci non seguire le mode «Sono in grande difficoltà con il numero sempre maggiore di miei assistiti che mi chiedono di prescrivere loro incretino-mimetici (i nuovi farmaci per dimagrire, ndr) senza indicazione: solo oggi ne ho contati sei in studio». Si sfoga così con noi un medico di medicina generale di Milano, che aggiunge: «Uno addirittura pretendeva che dichiarassi il falso in una ricetta sull’esito dei suoi esami per poterli ottenere». Ormai il fenomeno sta degenerando. E certamente non solo da noi. In Paesi dove, a certe condizioni, è possibile la prescrizione di queste medicine dopo una visita telematica, c’è chi ha modificato il proprio aspetto sullo schermo con l’Intelligenza Artificiale per sembrare obeso. Proprio su queste colonne, di recente, si è ribadito come il ricorso a questi farmaci senza una giusta ragione sia potenzialmente dannoso per sé stessi, per gli altri e per il «sistema», anche quando li si paghi di tasca propria. Queste molecole sono preziose, e rappresentano un grande e utilissimo passo avanti per chi ne ha bisogno (e stanno anche trovando nuovi campi d’applicazione). Ma se vi si ricorre a scopo «cosmetico» o come «scorciatoia» si rischia di incorrere inutilmente in effetti collaterali, visto che, come per qualsiasi principio biologicamente attivo, anche in questo caso sono possibili, salvo poi iscriversi magari al «partito» di influencer e celebrità «pentite» che se ne lamentano (talora, fra l’altro, in modo discutibile), creando timori ingiustificati a chi invece ne potrebbe beneficiare davvero. Senza contare che se queste medicine si vogliono prendere solo per «buttare giù» qualche chilo di troppo (e troppo in fretta) senza prima provarci cambiando i propri stili di vita, si perde anche l’occasione di stare meglio a 360 gradi, perché il benessere che procurano una dieta commisurata ai proprio bisogni e un adeguato esercizio fisico non riducono solo il girovita, ma fanno stare (tanto) meglio in generale. Seguire le mode con i farmaci, ridurli a una questione di «costume» (dovremmo dire «prova costume»?) è sempre sbagliato. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Luigi Ripamonti Heading: Highlight: Image: -tit_org- Con i farmaci non seguire le mode -sec_org- tp:writer§§ Luigi Ripamonti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012502022603412.PDF §---§ title§§ Come ridurre i tempi della ricerca traslazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012502022403414.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "CORRIERE SALUTE" del 25 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-25T04:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012502022403414.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012502022403414.PDF', 'title': 'CORRIERE SALUTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012502022403414.PDF tp:ocr§§ COME RIDURRE I TEMPI DELLA RICERCA TRASLAZIONALE Vanno compresi i meccanismi su cui intervenire per rendere più rapido il «frutto» degli studi N el 2011 il Journal of the Royal Society of Medicine pubblicava un articolo dal titolo volutamente provocatorio: «The answer is 17 years, what is the question?». L’autrice, Zoë Slote Morris, metteva in discussione un dato ripetuto come un mantra nel dibattito sulla ricerca medica: servirebbero in media 17 anni perché una scoperta scientifica diventi pratica clinica. A distanza di oltre un decennio, quella provocazione resta drammaticamente attuale. La risposta è sempre la stessa, ma la domanda — perché servano 17 anni e dove si perda tempo — continua a non avere una risposta operativa. L’articolo nasceva da una revisione della letteratura sui cosiddetti tempi di traslazione della ricerca sanitaria. Il risultato era disarmante: pochi studi, difficilmente confrontabili, ciascuno basato su definizioni e indicatori diversi. Il celebre numero 17 emergeva non come una misura solida, ma come una media artificiale, ottenuta sommando fasi eterogenee di processi molto diversi tra loro. Eppure, da allora, quel numero è diventato un riferimento quasi dogmatico. Politiche sanitarie, programmi di finanziamento e documenti strategici continuano a citarlo, come se fosse un dato acquisito. Il paradosso è che, nonostante l’enfasi sulla ricerca traslazionale, non si è costruito un sistema condiviso per misurare davvero i ritardi, né per capire in quali passaggi — sperimentazione, regolazione, linee guida, organizzazione dei servizi — il tempo si accumuli inutilmente. Il problema non è solo teorico. Studi economici hanno dimostrato che il rendimento degli investimenti pubblici in ricerca dipende in modo cruciale dalla durata di questi ritardi. Ridurre anche di pochi anni l’intervallo tra laboratorio e letto del paziente può generare benefici sanitari ed economici enormi. Ma senza sapere dove intervenire, le politiche di accelerazione rischiano di restare dichiarazioni d’intenti, più che strumenti efficaci. A oltre 10 anni dalla pubblicazione dell’articolo di Slote Morris, il bilancio è amaro: il dibattito è cresciuto, le parole si sono moltiplicate, ma i risultati concreti sono scarsi. La ricerca continua a essere finanziata come se il problema fosse solo produrre nuove conoscenze, non trasformarle in cure in tempi ragionevoli. Forse è arrivato il momento di prendere sul serio quella provocazione del 2011. Se la risposta continua a essere «17 anni», significa che non abbiamo ancora capito che dietro un ritardo ci sono persone che soffrono. E finché non la formuleremo — con modelli chiari, misure condivise e responsabilità definite — la distanza tra ricerca e pratica clinica resterà una delle inefficienze più costose del nostro sistema sanitario. *Ordinario di Oftalmologia Università di Milano, Presidente Società Italiana dì Oftalmologia Pediatrica e Strabismo ---End text--- Author: Paolo Nucci Heading: Highlight: ? Un decennio fa ci volevano, in media, 17 anni perché una scoperta diventasse pratica clinica Ci vogliono ancora e questo è un problema Image: -tit_org- Come ridurre i tempi della ricerca traslazionale -sec_org- tp:writer§§ Paolo Nucci guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012502022403414.PDF §---§ title§§ L'assicurazione per i medici come la rc auto link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012502022503415.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "CORRIERE SALUTE" del 25 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-25T04:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012502022503415.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012502022503415.PDF', 'title': 'CORRIERE SALUTE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012502022503415.PDF tp:ocr§§ L’ASSICURAZIONE PER I MEDICI COME LA RC AUTO In arrivo modifiche normative che rendono obbligatoria la copertura per responsabilità civile di Tullio Proserpio * L o scenario sanitario italiano sta attraversando un passaggio importante per quanto riguarda la sicurezza del sistema e la stabilità professionale di chi opera ogni giorno in prima linea. Si parla molto dell’obbligo assicurativo per medicichirurghi e odontoiatri. A prima vista potrebbe apparire un ulteriore «impiccio» burocratico-amministrativo, ma in realtà rappresenta una garanzia basilare, capace sia di proteggere i sanitari, sia di offrire rassicurazione ai pazienti. Il percorso normativo viene da lontano, ancor prima del 2017, anno di promulgazione della Legge Gelli-Bianco, ma la data che segna il vero spartiacque sarà il marzo 2026, che sancirà la piena operatività delle nuove disposizioni rendendo il completo adeguamento imminente. L’introduzione di queste regole certe interessa sia medici, sia strutture che dovranno obbligatoriamente essere coperti contro eventi avversi colposi. La norma introduce innovazioni significative come l’istituzione di fondi di rischio e sinistri per le strutture che scelgono l’auto-assicurazione parziale. Viene inoltre stabilito che la formula assicurativa standard debba essere quella del claims made, con la fissazione puntuale dei massimali per evento e per anno in base alla specifica professione. Un passo avanti riguarda poi la definizione della retroattività e dell’ultra-attività, fissate a 10 anni, e la regolamentazione del diritto di recesso delle Compagnie, a cui sarà impedito di abbandonare il sanitario al verificarsi del primo evento sfavorevole, se non in casi estremamente particolari. Uno degli aspetti rilevanti sarà la possibilità di esercitare l’azione diretta risarcitoria nei confronti della Compagnia assicurativa, senza necessità di coinvolgere in prima battuta il professionista. Parallelamente, la norma impone standard elevati anche all’interno degli ospedali, regolando la composizione dei comitati di valutazione dei sinistri che dovranno essere caratterizzati da alta professionalità e multidisciplinarietà. Un legame indissolubile viene poi creato tra la validità della copertura e l’aggiornamento professionale continuo: i medici dovranno infatti aver raggiunto la percentuale richiesta (70%) di crediti formativi triennali, pena l’inefficacia della protezione assicurativa. Nonostante questi progressi, restano criticità aperte: la legge mantiene il paradosso per cui il medico deve assicurarsi ma la Compagnia non è obbligata ad accettarlo. Infine, è consigliato affiancare a queste polizze una di tutela legale specifica per i procedimenti penali, dove la copertura di responsabilità civile non ha validità. In conclusione ci si trova di fronte a un’evoluzione positiva simile per taluni aspetti a quella che portò stabilità nel settore RC Auto, segnando un passo avanti verso una gestione dei potenziali eventi avversi colposi, più moderna e meno accidentata per tutti. *Medico-Legale Consigliere OmceoMi ---End text--- Author: Tullio Proserpio Heading: Highlight: ? Un’evoluzione che mira a tutelare maggiormente medici, strutture e pazienti ma che presenta ancora alcune criticità e paradossi Image: -tit_org- L’assicurazione per i medici come la rc auto -sec_org- tp:writer§§ Tullio Proserpio guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012502022503415.PDF §---§ title§§ Gheddafi, Alfano e San Donato Mistero Ghribi, il re degli ospedali link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012502022803418.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "DOMANI" del 25 Jan 2026

Periltunisino che parlaconHaftar, «esportare ilknow-how ospedaliero italiano può essere uno strumento di soft power» Gli investimenti negliEmiratieilegamiconl'ambasciatoreFanara, legato all'ex delfino di Berlusconi. La sua arte? Mediare

pubDate§§ 2026-01-25T04:42:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012502022803418.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012502022803418.PDF', 'title': 'DOMANI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012502022803418.PDF tp:ocr§§ VITA E OPERE DEL VICEPRESIDENTE DEL GRUPPO ROTELLI: SUI SOCIAL HA SEI MILIONI DI FOLLOWER. COME ELTON JOH Gheddafi, M Lino e San Donato Mistero (ihnhi, il rè degli ospedal Per il tunisino che parla con Haftar, «esportare il know-how ospedaliere italiano può essere uno strumento di soft powe Gli investimenti negli Emirati e i legami con l'ambasciatore Fanara, legato al l'exdelfino di Berlusconi. La sua arte? Medie STEFANOVERGINE L'ultimo affare riguarda la Cirenaica- U gruppo San Donato lo ha annunciato il i5gennaio spiegando che l'obiettivo è quello di «trasferire» alla parte orientale della Libia «l'esperienza italiana, in particolare quella dell'ospedale San Raffaele, nei settori della sanità, dell'ingegneria e dell'energia». La multìnazionale della famiglia Roteili riceverà due miliardi di dollari per prendere in mano la gestione del Bengasi Medical Center e del Centro oncologico della capitale della Cirenaica, e anche per realizzare im impianto capace di trasformare in elettricità i rifiuti bruciati. Non sono accordi che si realizzano tutti i giorni, a maggior ragione in un territorio difficile come la cirenaica gestita da Khalifa Haftar. Il generale che controlla buona parte della Libia, educato militarmente negli Usa e oggi alleato di Mosca, sei mesi fa ha voluto umiliare l'Italia respingendo all'aeroporto di Bengasi il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. Rimandato indietro senza tante spiegazioni. Sei mesi dopo l'Italia è tornata Cirenaica da protagonista- O meglio: protagonista è stata una alleanza tra un gruppo privato milanese, il San Donato appunto, e un uomo d'affari tunisino. Lui si chiama Kamel Ghribi, è nato a sfax nel 1962, ha il passaporto svizzero e la residenza a Lugano, ed è vicepresidente del gruppo San Donato. «Un leader di elevata caratura, imprendito re visionario efilantropo», recita la bio ufficiale sotto una sua foto a cui sono state aggiunte le bandiere di Tunisia, Svizzera, Italia e Unione europea. I video di autopromozioneloritraggono mentre stringe la mano a Papa Leone XÎV, parla con il presidente siriano Ahmed Al-Sharaa, passeggia con il premier iracheno Mohammed Shia' Al Sudani. in cinque anni Ghribi è sicuramente diventato il volto internazionale del San Donato, l'uomo capace di parlare e vendere a governi di mezzo mondo. Anche a quelli con cui l'Italia non ha rapporti consolidati. Ma come ha fatto ad arrivare qui? Genesi del potere Lui racconta di aver iniziato con 11 trading di petrolio, di aver presieduto la Olympic Petroleum Corporation a New York, a soli 29 anni, e poi la Attack Oilnel Eegno Unito, venduta nel 2005. Nella sua biograna non fa cenno ai rapporti con la Libia di Gheddafi, ma nel '99 fu lui stesso a raccontare al corriere della sera di aver organizzato im incontro segreto tra il colonnello e l'alierà ambasciatore statunitense Herman Cohen- Unvertice per aprire il dialogo tra due nazioni che all'epoca rischiavano la guerra. Oggi il consulente dei Roteili parla con Haftar, allora era un uomo di fiducia di GheddafL Rappresentava Lafìco, la finanziaria usata dalla Libia per investire all'estero le rendite petrolifere, All'inizio del 2000 ru anche rappresentante di Lafìco nel Cotonificio Olcese, società italiana quotata a Piazza Affari di cui Tripoli possedeva il 20 per cento. «Avendo rappresentato la Ubiaper tanti anni conosce tutti. È entrato nei gangli della politica, in Medio Oriente ma non solo», suggerisce chi lo frequenta da anni. Oggi vicepresidente del gruppo, Ghribi è entrato nel San Donato nel 20l6i Erano passari dnque anni dalla morie di Gheddafi e solo tré da quella del fondatore del gruppo sanitario, Giuseppe Roteili. La vedova, Gilda Castaidi - madre di Paolo, Marco e Giulia, allora nemmeno trentenni -dedsedi metterlo a fianco ai figli per guidare l'azienda. Chi ha assistito a quella fase ricorda che «lui era già vicino alla famiglia. Ha preso i ragazzi sotto la sua ala protettrice, ha capito che per ñòåscere bisognava uscire dall'Italia e andare all'estero». È partito dall'Iraq, dove da due anni il gruppo gestisce inte ramente l'ospedale pubblico di Najaf. Poi sono arrivati accordi in Egitto, Emirati Arabi Uniti, ArabiaSaudita, Siria, Libia, Albania, Polonia. Oggi il San Donato èpresente in tutte queste nazioni con cliniche, consulenza sanitaria, impianti energetici. Non è solo questione di soldi. «Esportare il know-how sanitario italiano può essere uno strumento di soft power e l'Italia ha un ruolo chiave da giocare su questo fronte». Sono parole pronunciate dallo stesso Ghribi, e sembra un condensato della ricerta che ha portato al successo il San Donato e il suo mediatore tunisino. La sanità come anna diplomatica, esportata anche in nazioni rette da regimi, talvolta con conflitti interni in corso, ricche di risorse naturali. Un angolo di geopolitica che non poteva lasciare indifferente governo e istituzioni italiane. Basti ricordare a questo proposito la presenza a Bengasi, in occasione dei recenti accordi del San Donato con Haftar, prima del capo dell'Aise, Giovanni Caravelli, e poi del viceministro degli Esteri, Edmondo Cirielli, La rete di Käme) Chi segue Ghribi da tempo dice che fino al 2020 sui social network aveva qualche decina di follower, ora su Instagram ne ha 6 milioni, come Eltonjohn o LennyKravitz: decinedi migliaia di like sui post con la sua faccia (anche se sconosciuta ai più), ma pochissimi i commenti- Si è fatto conoscere al pubblico nei primi mesi dell'emergenza Covid. da portavoce delle donazioni di ossigeno alla Tunisia da parte dell'azienda dei Roteili. In quell'occasione ha trovato un contatto fortunato: l'ambasciatore italiano Lorenzo Fanara. Proprio come l'ex ministro e oggi presidente del San Donato, Angelino Aliano, Fanara è cresciuto ad Agrigento, ha frequentato il liceo m ritta, ha studiato giurisprudenza. Lui ha seguito la carriera diplomatica, Aliano quella politica. Si sono ritrovati nel 2017, con Fanara vicecapo di gabinetto di Alfano (allora ministro degli Esteri). L'anno dopo arriva la nomina ad ambasciatore e il primo incarico a Tunisi: qui nel 2020 da il benvenuto a Ghribi che, nel frattempo, era diventato collega di Alfano. Un triangolo fortunato (per il San Donato, s'intende) riperutosi anche in un altro paese. Dal 2022 il diplomatico è infatti ambasciatore negli Emirati Arabi uniti, dove l'anno dopo i Roteili hanno investito 125 milioni di euro, per sviluppare università e diniche. I confìtti di Ghribi nonsi fermano alle ambasciate italiane. Lui è uomo di monda conosce tutti, dai banchieri di Davos ai consessi dei leader africani. Ü primo accomo importante ottenuto da Ghribi per il San Donatoèstatoiniraq, dove da due anni il gruppo gestisce interamente l'ospedale pubblico di Najaf e ha preso in consegna anche quello di Bassora. Un successo che ha fatto fare unulteriore salto di popolarità a Ghribi cuicerto nondispiace farsi vedere ingiro con personalità importanti. Per dire nel 2024, m una serata organizzata dal san Donato, era in compagnia dd presidente dell'interpol, l'emiratino Ahmed Naser Al-Raisi dell'ex questore di Milano, Bruno Megaîe. e di vari diplomatici italiani Non è chiaro che cosa esattamente gli abbia permesso di diventare un interlocutore affidabile per tante nazioni del mondoin così poootempoesuummateria così delicata come la sanità Secondo chi d lavora a fianca è la sua (Straordinaria empatia». Di sicuro, Ghribihapermessoai Roteili di diventare una forza in Nord AftìcaeMedio Oriente E di risollevaiecosìlesortidelgruppot rispettoacinqueanrd fa, il fàtturatodellahcddingdi famigliaè infatti raddoppiaroraggiungendo24miliardi di euro, Affari svizzeri Parallelamente al ruolo di ambasciatore dei Roteili nel mondo, Ghribi si è creato un business personale Si chiama Gksdedèiigmppo creato nel 2020 proprio per internazionalizzare il San Donato, per esportare il modello sanitario italiana I Roteili hanno il 50 per cento delle quote di Gksd. il resto è di proprietà dell'uomo d'affari tunisina La. società opera ßç Italia, m Europa, inAfricae inMedioQrienteattraversounaretedi partecipate iscritteabilando per 187 òØînidi euro, Sono tante le imprese aperte per costr uire e gestire amiche, impianti energetici e fornire consulenze in giro per il mondu L'ultimo hilando, del 2024, dichiara un paliimonionettodi4;7 milioni, costituito m gran parte dai guadagni accumulati nei dnqueanni di vita. U fatturatodue anni fa è stato di il milioni di euro, con un utile netto di 350rnila euro, e secondo fonti vidneallasodetàii 2025èandato ancora meglio grazie agli introiti delle cliniche in Polonia. Quanto ha incassato finora Ghribigrazie ai suoi affari coni Eotetli, però, è impossibile da sapere con certezza. Il mediatore tunisino gestisce h sua partecipazione in Gksd attraverso la Gk Investment Holding È la società che dice di aver fondato a metà anni Novantaperlesueattivitàpersonali.L'ha registrataaLugano.inSvizzera.dove non c'è obbligo di pubblicare il bilanda SRITODJÌIDNERISERWA Kamel Ghribi è nato a Sfax nel 1962, if passaporto svizzero ñ la residenza a Lugano -tit_org- Gheddafi, Alfano e San Donato Mistero Ghribi, il re degli ospedali -sec_org- tp:writer§§ STEFANO VERGINE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/25/2026012502022803418.PDF §---§