title§§ SANITÀ, QUARTINI (M5S): “BRICIOLE PER PERSONALE, GOVERNO DISTRUGGE SSN” - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302965608576.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 23 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-23T11:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302965608576.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302965608576.PDF', 'title': 'agenparl.eu'} tp:url§§ https://agenparl.eu/2026/01/23/sanita-quartini-m5s-briciole-per-personale-governo-distrugge-ssn/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302965608576.PDF tp:ocr§§ (AGENPARL) – Fri 23 January 2026 SANITÀ, QUARTINI (M5S): “BRICIOLE PER PERSONALE, GOVERNO DISTRUGGE SSN”Roma, 23 gen. – “È molto allarmante l’ultima analisi sul personale sanitario della Fondazione GIMBE, secondo cui dal 2012 al 2024 la spesa dedicata è scesa dal 39,7% della spesa sanitaria al 36,6%, che significa una perdita di 33 miliardi. Nel corso della sua audizione alla Camera sul disegno di legge di riforma delle professioni sanitarie, il Presidente Cartabellotta ha parlato di ‘saccheggio’ di risorse pubbliche, con la conseguenza di aver indebolito e demotivato il capitale umano del Servizio sanitario nazionale. È un problema che denunciamo da anni: i nostri medici e infermieri, che tengono letteralmente in piedi la sanità pubblica con il loro lavoro, si trovano a combattere contro carenza di personale, turni massacranti e stipendi tra i più bassi d’Europa. Questo si traduce in un sempre più frequente abbandono del servizio pubblico, verso il privato o addirittura l’estero, e in una crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità. Di fronte a questo scenario, il governo pensa di rispondere con un ddl senza risorse, che anche GIMBE sottolinea come una delle principali criticità di un disegno di legge che rischia di ‘ridursi a un intervento meramente ordinamentale, incapace di incidere sulla crisi strutturale del personale sanitario’. Insomma, Meloni e Schillaci pensano di cavarsela con il solito provvedimento propagandistico, a costo zero e di conseguenza perfettamente inutile, per di più dopo una manovra in cui hanno messo le briciole. E a pagare saranno, come sempre, il nostro personale sanitario e i cittadini, il cui diritto alla salute continua a essere preso a picconate dal governo, che sta letteralmente distruggendo il SSN”. Lo scrive in una nota Andrea Quartini, deputato del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali e Coordinatore del Comitato Salute e Inclusione Sociale M5S.—————–Ufficio Stampa ParlamentoMovimento 5 StelleSave my name, email, and website in this browser for the next time I comment.?Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302965608576.PDF §---§ title§§ FONDAZIONE GIMBE * RIFORMA PROFESSIONI SANITARIE – AUDIZIONE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI: «33 MILIARDI TOLTI AL PERSONALE DAL 2012, SANITÀ PUBBLICA IN CRISI E FUGA DAL SSN» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302937208420.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 23 Jan 2026

La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare lettera morta

pubDate§§ 2026-01-23T10:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302937208420.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302937208420.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/fondazione-gimbe-riforma-professioni-sanitarie-audizione-alla-camera-dei-deputati-33-miliardi-tolti-al-personale-dal-2012-sanita-pubblica-in-crisi-e-fuga-dal-ssn/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302937208420.PDF tp:ocr§§ La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare lettera morta--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302937208420.PDF §---§ title§§ M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «SANITÀ, QUARTINI (M5S): “BRICIOLE PER PERSONALE, GOVERNO DISTRUGGE SSN”» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302959208640.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 23 Jan 2026

È molto allarmante l''ultima analisi sul personale sanitario della Fondazione GIMBE, secondo cui dal 2012 al 2024 la spesa dedicata è scesa dal 39,7% della

pubDate§§ 2026-01-23T11:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302959208640.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302959208640.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/m5s-movimento-5-stelle-parlamento-sanita-quartini-m5s-briciole-per-personale-governo-distrugge-ssn/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302959208640.PDF tp:ocr§§ È molto allarmante l'ultima analisi sul personale sanitario della Fondazione GIMBE, secondo cui dal 2012 al 2024 la spesa dedicata è scesa dal 39,7% della--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302959208640.PDF §---§ title§§ Gimbe: Senza risorse non si ferma la fuga dal Servizio sanitario nazionale, -33 miliardi al personale dal 2012 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303223508111.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenzianova.com" del 23 Jan 2026

Gimbe: Senza risorse non si ferma la fuga dal Servizio sanitario nazionale, -33 miliardi al personale dal 2012 Leggi Agenzia Nova

pubDate§§ 2026-01-23T08:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303223508111.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303223508111.PDF', 'title': 'agenzianova.com'} tp:url§§ https://www.agenzianova.com/news/gimbe-senza-risorse-non-si-ferma-la-fuga-dal-servizio-sanitario-nazionale-33-miliardi-al-personale-dal-2012/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303223508111.PDF tp:ocr§§ Gimbe: Senza risorse non si ferma la fuga dal Servizio sanitario nazionale, -33 miliardi al personale dal 2012 Leggi Agenzia Nova--PARTIAL-- tp:writer§§ Redazione Agenzia Nova guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303223508111.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica “senza ossigeno”: GIMBE boccia la riforma delle professioni senza risorse – Agipress – Agenzia di stampa nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302956108481.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agipress.it" del 23 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-23T10:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302956108481.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302956108481.PDF', 'title': 'agipress.it'} tp:url§§ https://www.agipress.it/sanita-pubblica-senza-ossigeno-gimbe-boccia-la-riforma-delle-professioni-senza-risorse/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302956108481.PDF tp:ocr§§ I numeri della crisi del personaleGIMBE fotografa una situazione paradossale. In Italia i medici non mancano in valore assoluto (5,4 per 1.000 abitanti, tra i primi in Europa), ma oltre 92 mila non lavorano nel SSN. Le carenze sono selettive e colpiscono soprattutto medici di famiglia e specialità poco attrattive come emergenza-urgenza, laboratorio, radioterapia, medicina nucleare, cure palliative e medicina di comunità. Ancora più critica la situazione degli infermieri: l’Italia è al 23° posto OCSE per numero pro capite e la professione non attira più. Nell’anno accademico 2025-2026, le domande di iscrizione sono state inferiori ai posti disponibili.“Poche leve concrete” nella legge delegaSecondo GIMBE, la parte del ddl dedicata alla valorizzazione delle professioni è ricca di enunciazioni ma povera di strumenti reali. Le misure per trattenere il personale si limitano a riconoscimenti formali, senza progressioni economiche né incentivi, anche nelle aree più disagiate. Ambigue le norme sulla formazione manageriale e sul percorso della medicina generale; difficili da attuare quelle sulla semplificazione e sui meccanismi premiali, perché dipendono da risorse e competenze regionali molto disomogenee.Responsabilità professionale: scudo sì, ma con rischiIl ddl rafforza lo scudo penale, ma – avverte GIMBE – crea nuove incertezze equiparando linee guida e buone pratiche clinico-assistenziali, spesso meno rigorose dal punto di vista metodologico. Questo vuoto normativo potrebbe aumentare il contenzioso e indebolire le tutele per i professionisti.Il nodo delle risorseIl dato più allarmante riguarda i finanziamenti: dal 2012 al 2024 la quota di spesa sanitaria destinata al personale è scesa dal 39,7% al 36,6%. Tradotto in valori assoluti, il SSN ha “perso” 33 miliardi di euro per il personale in dodici anni, di cui quasi 13 solo tra 2020 e 2024. «Un saccheggio che ha demotivato il capitale umano del SSN», sottolinea Cartabellotta.L’ultima chiamata per il SSNLa conclusione è netta: senza risorse aggiuntive e vincolate al personale, la riforma non potrà incidere sulla crisi strutturale. Rischia anzi di aggravare le disuguaglianze territoriali, soprattutto alla luce dell’autonomia differenziata. «Se anche questa volta si interverrà senza scelte strutturali e senza una visione di lungo periodo – avverte GIMBE – il SSN non avrà più margini per recuperare il capitale umano perduto». In gioco non c’è solo una riforma ordinamentale, ma la sopravvivenza stessa del servizio sanitario pubblico e la tutela della salute dei cittadini.D.L.AGIPRESS tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302956108481.PDF §---§ title§§ Gimbe, da 2012 la spesa per il personale sanitario ridotta di 33 miliardi - Salute e Benessere link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302956608482.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "altoadige.it" del 23 Jan 2026

Alto Adige è il quotidiano online di Bolzano continuamente aggiornato, con foto e video, su cronaca, politica, sport, cultura, spettacoli ed economia

pubDate§§ 2026-01-23T10:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302956608482.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302956608482.PDF', 'title': 'altoadige.it'} tp:url§§ http://www.altoadige.it/salute-e-benessere/gimbe-da-2012-la-spesa-per-il-personale-sanitario-ridotta-di-33-miliardi-1.4274115 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302956608482.PDF tp:ocr§§ Dal 2012 al 2024 la spesa per il personale sanitario è scesa dal 39,7% della spesa sanitaria al 36,6%. Un calo che si traduce, virtualmente, in una perdita di 33,04 miliardi, di cui 12,82 nel solo periodo 2020-2024. È la stima illustrata dal presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, nel corso dell'audizione presso la Camera dei Deputati sul disegno di legge di riforma delle professioni sanitarie.La simulazione di Fondazione Gimbe mostra come le risorse destinate al personale non abbiano tenuto il passo dell'aumento della spesa sanitaria: "È del tutto evidente che un "saccheggio" di risorse pubbliche di tale portata ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del servizio sanitario nazionale, alimentando l'abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità", dice Cartabellotta.Proprio l'assenza di fondi dedicati rappresenta una delle criticità del disegno di legge. "Senza risorse aggiuntive e vincolate al personale sanitario la legge delega e i successivi decreti legislativi rischiano di ridursi a un intervento meramente ordinamentale, incapace di incidere sulla crisi strutturale del personale sanitario, in termini sia di attrattività delle professioni e delle specialità più disertate, sia di capacità di trattenere i professionisti nel servizio pubblico", aggiunge Cartabellotta.I numeri della crisi sono da tempo noti. In numero assoluto, nel nostro Paese non si può parlare di carenza di medici: con 5,4 medici per 1.000 abitanti siamo al secondo posto tra i paesi Ocse, dove si registra una media di 3,9 medici per 1.000 abitanti. Circa 92 mila medici lavorano però al di fuori del servizio sanitario. Le carenze riguardano specifiche figure: medici di famiglia (una carenza stimata di 5.500 unità) e le specialità meno attrattive, come emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare. Diverso il caso degli infermieri per i quali l'Italia, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti, è sotto la media Ocse di 9,5 per 1.000.Su questo fronte, secondo Cartabellotta, la legge non sembra destinata a risolvere problemi. Criticità sono segnalate anche sul fronte della regolamentazione della responsabilità professionale, così come sul riordino dell'impiego degli specializzandi. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302956608482.PDF §---§ title§§ Gimbe, da 2012 la spesa per il personale sanitario ridotta di 33 miliardi - Sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302930308235.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 23 Jan 2026

Dal 2012 al 2024 la spesa per il personale sanitario è scesa dal 39,7% della spesa sanitaria al 36,6%. Un calo che si traduce, virtualmente, in una perdita di 33,04 miliardi, di cui 12,82 nel solo periodo 2020-2024. (ANSA)

pubDate§§ 2026-01-23T09:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302930308235.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302930308235.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/01/23/gimbe-da-2012-la-spesa-per-il-personale-sanitario-ridotta-di-33-miliardi_36e3fc81-bcea-4830-ad53-62be654d63c6.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302930308235.PDF tp:ocr§§ Dal 2012 al 2024 la spesa per ilpersonale sanitario è scesa dal 39,7% della spesa sanitaria al36,6%. Un calo che si traduce, virtualmente, in una perdita di33,04 miliardi, di cui 12,82 nel solo periodo 2020-2024. È lastima illustrata dal presidente della Fondazione Gimbe NinoCartabellotta, nel corso dell'audizione presso la Camera deiDeputati sul disegno di legge di riforma delle professionisanitarie.     La simulazione di Fondazione Gimbe mostra come le risorsedestinate al personale non abbiano tenuto il passo dell'aumentodella spesa sanitaria: "È del tutto evidente che un "saccheggio"di risorse pubbliche di tale portata ha progressivamenteindebolito e demotivato il capitale umano del servizio sanitarionazionale, alimentando l'abbandono del servizio pubblico e lacrescente disaffezione verso alcune professioni e specialità",dice Cartabellotta.     Proprio l'assenza di fondi dedicati rappresenta una dellecriticità del disegno di legge. "Senza risorse aggiuntive evincolate al personale sanitario la legge delega e i successividecreti legislativi rischiano di ridursi a un interventomeramente ordinamentale, incapace di incidere sulla crisistrutturale del personale sanitario, in termini sia diattrattività delle professioni e delle specialità più disertate,sia di capacità di trattenere i professionisti nel serviziopubblico", aggiunge Cartabellotta.     I numeri della crisi sono da tempo noti. In numero assoluto,nel nostro Paese non si può parlare di carenza di medici: con5,4 medici per 1.000 abitanti siamo al secondo posto tra i paesiOcse, dove si registra una media di 3,9 medici per 1.000abitanti. Circa 92 mila medici lavorano però al di fuori delservizio sanitario. Le carenze riguardano specifiche figure:medici di famiglia (una carenza stimata di 5.500 unità) e lespecialità meno attrattive, come emergenza-urgenza, disciplinedi laboratorio, radioterapia, medicina nucleare. Diverso il casodegli infermieri per i quali l'Italia, con 6,9 infermieri per1.000 abitanti, è sotto la media Ocse di 9,5 per 1.000.     Su questo fronte, secondo Cartabellotta, la legge non sembradestinata a risolvere problemi. Criticità sono segnalate anchesul fronte della regolamentazione della responsabilitàprofessionale, così come sul riordino dell'impiego deglispecializzandi.    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302930308235.PDF §---§ title§§ Gimbe, da 2012 la spesa per il personale sanitario ridotta di 33 miliardi - Sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302940508325.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 23 Jan 2026

Dal 2012 al 2024 la spesa per il personale sanitario è scesa dal 39,7% della spesa sanitaria al 36,6%. Un calo che si traduce, virtualmente, in una perdita di 33,04 miliardi, di cui 12,82 nel solo periodo 2020-2024. (ANSA)

pubDate§§ 2026-01-23T10:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302940508325.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302940508325.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/01/23/gimbe-da-2012-la-spesa-per-il-personale-sanitario-ridotta-di-33-miliardi_36e3fc81-bcea-4830-ad53-62be654d63c6.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302940508325.PDF tp:ocr§§ Dal 2012 al 2024 la spesa per il personale sanitario è scesa dal 39,7% della spesa sanitaria al 36,6%. Un calo che si traduce, virtualmente, in una perdita di 33,04 miliardi, di cui 12,82 nel solo periodo 2020-2024. È la stima illustrata dal presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, nel corso dell'audizione presso la Camera dei Deputati sul disegno di legge di riforma delle professioni sanitarie. La simulazione di Fondazione Gimbe mostra come le risorse destinate al personale non abbiano tenuto il passo dell'aumento della spesa sanitaria: "È del tutto evidente che un "saccheggio" di risorse pubbliche di tale portata ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del servizio sanitario nazionale, alimentando l'abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità", dice Cartabellotta. Proprio l'assenza di fondi dedicati rappresenta una delle criticità del disegno di legge. "Senza risorse aggiuntive e vincolate al personale sanitario la legge delega e i successivi decreti legislativi rischiano di ridursi a un intervento meramente ordinamentale, incapace di incidere sulla crisi strutturale del personale sanitario, in termini sia di attrattività delle professioni e delle specialità più disertate, sia di capacità di trattenere i professionisti nel servizio pubblico", aggiunge Cartabellotta. I numeri della crisi sono da tempo noti. In numero assoluto, nel nostro Paese non si può parlare di carenza di medici: con 5,4 medici per 1.000 abitanti siamo al secondo posto tra i paesi Ocse, dove si registra una media di 3,9 medici per 1.000 abitanti. Circa 92 mila medici lavorano però al di fuori del servizio sanitario. Le carenze riguardano specifiche figure: medici di famiglia (una carenza stimata di 5.500 unità) e le specialità meno attrattive, come emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare. Diverso il caso degli infermieri per i quali l'Italia, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti, è sotto la media Ocse di 9,5 per 1.000. Su questo fronte, secondo Cartabellotta, la legge non sembra destinata a risolvere problemi. Criticità sono segnalate anche sul fronte della regolamentazione della responsabilità professionale, così come sul riordino dell'impiego degli specializzandi.    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302940508325.PDF §---§ title§§ Gimbe, da 2012 la spesa per il personale sanitario ridotta di 33 miliardi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302894809036.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 23 Jan 2026

Dal 2012 al 2024 la spesa per il personale sanitario è scesa dal 39,7% della spesa sanitaria al 36,6%. Un calo che si traduce, virtualmente, in una perdita di 33,04 miliardi, di cui 12,82 nel solo periodo 2020-2024. (ANSA)

pubDate§§ 2026-01-23T14:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302894809036.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302894809036.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/01/23/gimbe-da-2012-la-spesa-per-il-personale-sanitario-ridotta-di-33-miliardi_36e3fc81-bcea-4830-ad53-62be654d63c6.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302894809036.PDF tp:ocr§§ Dal 2012 al 2024 la spesa per il personale sanitario è scesa dal 39,7% della spesa sanitaria al 36,6%. Un calo che si traduce, virtualmente, in una perdita di 33,04 miliardi, di cui 12,82 nel solo periodo 2020-2024. È la stima illustrata dal presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, nel corso dell'audizione presso la Camera dei Deputati sul disegno di legge di riforma delle professioni sanitarie. La simulazione di Fondazione Gimbe mostra come le risorse destinate al personale non abbiano tenuto il passo dell'aumento della spesa sanitaria: "È del tutto evidente che un "saccheggio" di risorse pubbliche di tale portata ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del servizio sanitario nazionale, alimentando l'abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità", dice Cartabellotta. Proprio l'assenza di fondi dedicati rappresenta una delle criticità del disegno di legge. "Senza risorse aggiuntive e vincolate al personale sanitario la legge delega e i successivi decreti legislativi rischiano di ridursi a un intervento meramente ordinamentale, incapace di incidere sulla crisi strutturale del personale sanitario, in termini sia di attrattività delle professioni e delle specialità più disertate, sia di capacità di trattenere i professionisti nel servizio pubblico", aggiunge Cartabellotta. I numeri della crisi sono da tempo noti. In numero assoluto, nel nostro Paese non si può parlare di carenza di medici: con 5,4 medici per 1.000 abitanti siamo al secondo posto tra i paesi Ocse, dove si registra una media di 3,9 medici per 1.000 abitanti. Circa 92 mila medici lavorano però al di fuori del servizio sanitario. Le carenze riguardano specifiche figure: medici di famiglia (una carenza stimata di 5.500 unità) e le specialità meno attrattive, come emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare. Diverso il caso degli infermieri per i quali l'Italia, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti, è sotto la media Ocse di 9,5 per 1.000. Su questo fronte, secondo Cartabellotta, la legge non sembra destinata a risolvere problemi. Criticità sono segnalate anche sul fronte della regolamentazione della responsabilità professionale, così come sul riordino dell'impiego degli specializzandi.    Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302894809036.PDF §---§ title§§ Carenza record: mancano 16mila dottori. Reparti sotto organico in tutta Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302993809894.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "borderline24.com" del 23 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-23T22:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302993809894.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302993809894.PDF', 'title': 'borderline24.com'} tp:url§§ https://www.borderline24.com/2026/01/23/carenza-record-mancano-16mila-dottori-reparti-sotto-organico-in-tutta-italia/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302993809894.PDF tp:ocr§§ Direttore Responsabile: Adalisa MeiPer segnalazioni: redazione@borderline24.comNegli ospedali italiani mancano circa 16,5 mila dottori. Turni che si coprono a fatica, reparti costretti a lavorare con personale ridotto, visite che slittano perché non c’è nessuno a sostituire chi si ammala o va in ferie.Una carenza che riguarda il servizio pubblico e che si è aggravata negli ultimi anni, mentre la popolazione invecchia e la domanda di cure cresce. Eppure il paradosso resta: l’Italia continua a formare dottori, ma una parte sempre più ampia non resta negli ospedali pubblici. C’è chi sceglie il privato, chi va all’estero, chi lascia corsie e turni diventati insostenibili.I DATI Il quadro generale è stato tracciato dall’8° Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe, presentato nell’autunno 2025 Nel 2023, secondo i dati Ocse, i dottori attivi in Italia erano 315.720, pari a 5,4 ogni mille abitanti, uno dei valori più alti in Europa Ma questo dato cambia peso se si restringe lo sguardo al servizio pubblico I dipendenti risultano poco più di 109 mila, mentre i convenzionati sono circa 58 mila Il resto è fuori dal sistema: professionisti che lavorano nel privato, che hanno lasciato il servizio pubblico o che hanno scelto l’estero. Secondo le stime più aggiornate, quasi 180 mila professionisti sanitari hanno lasciato l’Italia tra il 2000 e il 2022, una tendenza che non si è arrestata fino ad oggi.È su questi dati che si innesta la lettura di Gapmed, provider internazionale di servizi e soluzioni tecnologiche per il settore healthcare. Incrociando le analisi Gimbe con dati Ocse, Agenas, FNOMCeO e fonti regionali, Gapmed mette in evidenza come la carenza non sia generale, ma concentrata: mancano dottori in alcune regioni e in alcune specializzazioni chiave, proprio quelle più esposte alla pressione quotidiana.LE CRITICITÀ Le criticità emergono già nella formazione. Nel concorso per le scuole di specializzazione 2025-2026 circa 1 contratto su 6 è rimasto scoperto, nonostante l’aumento delle borse disponibili. I vuoti si concentrano sempre nelle stesse aree: medicina d’emergenza-urgenza, radioterapia, microbiologia, farmacologia clinica, alcune chirurgie. Specializzazioni decisive per il funzionamento degli ospedali, ma percepite come meno sostenibili per carichi di lavoro, turni e prospettive di carriera A pesare è anche la demografia In quarant’anni la quota di over 65 è raddoppiata, superando il 24% della popolazione, mentre gli over 80 sono triplicati. L’aumento della domanda di cure, soprattutto per patologie croniche, non ha trovato una crescita parallela del personale disponibile nel servizio pubblico.I PENSIONAMENTI Sul medio periodo incombe poi la variabile dei pensionamenti. Secondo le stime più recenti, tra il 2026 e il 2038 potrebbero uscire dal servizio pubblico circa 39 mila dottori, con un picco previsto tra il 2029 e il 2033. Le disuguaglianze territoriali accentuano il problema. Il Lazio è la regione con meno personale dipendente, 8,7 unità ogni mille abitanti, seguita da Campania (9), Sicilia (9,4) e Molise (9,8). Distanze che si traducono in maggiore pressione sugli ospedali, servizi meno stabili e tempi di attesa più lunghi. Negli ultimi anni sono state avviate misure per arginare l’emergenza: allentamento dei tetti di spesa, incentivi economici, riforma delle professioni sanitarie, maggiore flessibilità organizzativa. Ma, come sottolineano sia Gimbe sia Gapmed, non basta aumentare i numeri in ingresso senza interventi sull’organizzazione del lavoro.Copyright 2016-2023 © Bitrecall S.r.l. Tutti i diritti sono riservati | Divisione Quotidiani Sede: Via Montenegro, 19 70121 BariCodice Fiscale, Partita I.V.A. e Iscrizione al Registro delle Imprese di Bari n.07770570724 | R.E.A. di Bari: 580439 | Borderline24 è una Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Bari n.ro R.G. 5301 – R.S. 21 / 2015 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302993809894.PDF §---§ title§§ Anche per Gimbe ci sono troppi medici e pochi infermieri link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303062409720.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "dimensioneinfermiere.it" del 23 Jan 2026

Non mancano i medici, ma gli infermieri: è questa la vera emergenza silenziosa che sta logorando il Servizio sanitario nazionale.

pubDate§§ 2026-01-23T18:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303062409720.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303062409720.PDF', 'title': 'dimensioneinfermiere.it'} tp:url§§ https://www.dimensioneinfermiere.it/gimbe-troppi-medici-pochi-infermieri/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303062409720.PDF tp:ocr§§ Non mancano i medici, ma gli infermieri: è questa la vera emergenza silenziosa che sta logorando il Servizio sanitario nazionale.--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303062409720.PDF §---§ title§§ Tg Commissioni, edizione del 23 gennaio 2026 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302994609886.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "dire.it" del 23 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-23T21:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302994609886.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302994609886.PDF', 'title': 'dire.it'} tp:url§§ https://www.dire.it/23-01-2026/1210987-tg-commissioni-edizione-del-23-gennaio-2026/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302994609886.PDF tp:ocr§§ La proposta di legge per la regolamentazione delle lobby verso l’Aula. Nella seduta di giovedì, la commissione Affari costituzionali della Camera ha conferito il mandato al relatore, Nazario Pagano di Forza Italia. Le opposizioni si sono astenute. Il testo è in calendario a partire da lunedì. “Un percorso coerente che risponde anche alle indicazioni della Corte costituzionale”, ha sottolineato Pagano, ricordando che la Consulta ha sollecitato il legislatore ad adottare “quanto prima un’organica disciplina delle attività di lobbying”. Occorre garantire, ha concluso il parlamentare azzurro, “trasparenza nelle prassi di interlocuzione con le istituzioni”.Passi in avanti per il congedo parentale equiparato per le mamme e i papà. La commissione Lavoro della Camera ha adottato come testo base la proposta di legge unitaria delle opposizioni a prima firma Elly Schlein. Il provvedimento prevede di portare il congedo di paternità dagli attuali dieci giorni a cinque mesi. C’è però il tema delle coperture, e per questo la maggioranza ha chiesto un approfondimento tecnico alla Ragioneria di Stato. Secondo i calcoli, la proposta di legge ha un costo di tre miliardi l’anno che, nel testo presentato dalle opposizioni, verrebbe coperto con la rimodulazione e l’eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi (Sad).Un’indagine conoscitiva sull’attuazione dei LEA e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelleRegioni. Partirà in commissione Affari sociali alla Camera, dove è stata deliberata all’unanimità. A presentarla la proponente Marianna Ricciardi, capogruppo del M5s in Commissione, durante una conferenza stampa a cui hanno partecipato anche il presidente della Affari sociali Ugo Cappellacci e Nino Cartabellotta della Fondazione Gimbe. “Purtroppo i divari tra una Regione e l’altra sono diventati inaccettabili – spiega Ricciardi – e la salute sta diventando sempre più un lusso legato al codice di avviamento postale del cittadino”.Il Pd chiede di avviare l’iter della proposta di legge di iniziativa popolare che introduce pene dai sei mesi ai due anni per chi produce, distribuisce, diffonde o vende oggetti raffiguranti simboli fascisti o nazisti. E lo stesso per chi ne fa propaganda richiamandone pubblicamente la simbologia o la gestualità, con un inasprimento di un terzo della condanna se il fatto è commesso attraverso il web o i social. Il provvedimento, per il quale nel 2021 sono state raccolte 241mila firme, è fermo da tempo in commissione Giustizia alla Camera.Una legge importante, ha detto la capogruppo Pd Chiara Braga, “in un momento storico in cui si ritenta di riabilitare il fascismo”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302994609886.PDF §---§ title§§ Professioni sanitarie, Gimbe: medici non mancano, ma lasciano il SSN | Doctor33 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302869908767.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "doctor33.it" del 23 Jan 2026

Secondo la Fondazione l’Italia ha un numero di medici sopra la media OCSE, ma oltre 92.000 lavorano fuori dal SSN. Persistono carenze in medicina generale

pubDate§§ 2026-01-23T12:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302869908767.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302869908767.PDF', 'title': 'doctor33.it'} tp:url§§ https://www.doctor33.it/articolo/66622/professioni-sanitarie-gimbe-medici-non-mancano-ma-lasciano-il-ssn-1 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302869908767.PDF tp:ocr§§ L’Italia dispone di 5,4 medici per 1.000 abitanti, un dato superiore alla media OCSE pari a 3,9, ma oltre 92.000 professionisti operano al di fuori del Servizio sanitario nazionale. Le carenze si concentrano in alcuni ambiti, a partire dalla medicina generale, con oltre 5.500 medici di famiglia mancanti, e in specialità come emergenza-urgenza, radioterapia, medicina nucleare, cure palliative e medicina di comunità / cure primarie. È quanto emerge dall’analisi presentata da Fondazione Gimbe nel corso di un’audizione alla Camera sul disegno di legge di riforma delle professioni sanitarie.Secondo il presidente Nino Cartabellotta, il quadro riflette un progressivo indebolimento delle condizioni di lavoro nel settore pubblico. Tra il 2012 e il 2024 la spesa per il personale sanitario si è ridotta virtualmente di 33,04 miliardi di euro, con una contrazione della quota sulla spesa sanitaria totale dal 39,7% al 36,6%.Le criticità riguardano anche il personale infermieristico. Il rapporto in Italia è di 6,9 infermieri per 1.000 abitanti, a fronte di una media OCSE di 9,5, e per l’anno accademico 2025-2026 le domande di iscrizione ai corsi di laurea risultano inferiori ai posti disponibili.Gimbe evidenzia che il disegno di legge sulle professioni sanitarie presenta obiettivi condivisibili, ma, in assenza di risorse dedicate e in presenza della clausola di invarianza finanziaria, le misure previste potrebbero non produrre effetti concreti. «La legge delega rischia di ridursi a un intervento meramente ordinamentale», ha osservato Cartabellotta, sottolineando che «in assenza di risorse per trattenere i professionisti e rendere attrattive le carriere, il rilancio delle politiche del personale rimarrà un miraggio».Un ulteriore elemento di attenzione riguarda la revisione delle norme sulla responsabilità professionale. Secondo la Fondazione, l’equiparazione tra linee guida e buone pratiche clinico-assistenziali potrebbe generare un quadro di incertezza normativa e non rafforzare la tutela dei professionisti. «Questa impostazione rischia di non rafforzare la tutela dei professionisti e di creare un vuoto normativo», ha aggiunto Cartabellotta.???????????Gli algoritmi relativi alla medicina di emergenza rappresentano una risorsa fondamentale per i professionisti sanitari che, ciascuno nel proprio ambito...L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...Edra, sempre attenta a garantire una formazione completa e adeguata alle esigenze del sistema salute, ha progettato il nuovo corso...Introdurre la Medicina Narrativa nella progettazione dei percorsi di cura. Integrare la narrazione nel sistema cura e nel sistema persona...Inserisci le tue chiavi di accesso tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302869908767.PDF §---§ title§§ Gimbe, sanità pubblica senza ossigeno: dal 2012 33 miliardi euro sottratti al personale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303039109451.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "finanza.lastampa.it" del 23 Jan 2026

"La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare...

pubDate§§ 2026-01-23T17:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303039109451.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303039109451.PDF', 'title': 'finanza.lastampa.it'} tp:url§§ http://finanza.lastampa.it/News/2026/01/23/gimbe-sanita-pubblica-senza-ossigeno-dal-2012-33-miliardi-euro-sottratti-al-personale/MTMzXzIwMjYtMDEtMjNfVExC tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303039109451.PDF tp:ocr§§ "La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare lettera morta e di non riuscire ad arginare la fuga dei professionisti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e a rendere davvero attrattive le professioni e le specialità mediche sempre più disertate. Preoccupa inoltre la revisione della norma sulla responsabilità professionale, che risolve parzialmente le criticità, ma ne introduce di nuove, finendo per equiparare impropriamente linee guida e buone pratiche clinico-assistenziali". È la posizione che Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, ha espresso nel corso dell’audizione di ieri presso la Camera dei Deputati sul DdL C. 2700, recante “Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”.Nella parte iniziale dell’audizione, il Presidente ha richiamato i numeri principali documentando che: In Italia i medici non mancano in valore assoluto: con 5,4 medici per 1.000 abitanti, il nostro Paese si colloca al secondo posto tra i paesi OCSE (media 3,9). "il paradosso – ha commentato Cartabellotta – è che oltre 92 mila medici non lavorano nel SSN né come dipendenti, né come convenzionati, né come medici in formazione specialistica". Le carenze sono selettive e riguardano i medici di famiglia (al 1° gennaio 2024 ne mancavano oltre 5.500) e tutte le specialità meno attrattive: emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare, cure palliative, medicina di comunità e delle cure primarie. La situazione più critica riguarda il personale infermieristico: l’Italia è al 23° posto su 31 paesi europei dell’area OCSE, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti (media OCSE 9,5) "Ma soprattutto – ha spiegato il Presidente – la professione non è più attrattiva e i laureati sono sempre meno: nell’anno accademico 2025-2026 il numero di domande di accesso ai corsi di laurea in infermieristica è stato addirittura inferiore a quello dei posti disponibili"."Di fronte a una crisi senza precedenti del personale sanitario – ha spiegato Cartabellotta – la sezione della legge delega dedicata alla valorizzazione delle professioni sanitarie si limita ad un’elencazione di princìpi molto generici, offrendo pochissime leve concrete. Il risultato è una norma sovrabbondante nella forma, ma povera nella sostanza: molte misure sono difficilmente attuabili e, soprattutto, non è previsto alcun investimento aggiuntivo»". tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303039109451.PDF §---§ title§§ Gimbe, sanità pubblica senza ossigeno: dal 2012 33 miliardi euro sottratti al personale - Economia e Finanza link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303039009450.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "finanza.repubblica.it" del 23 Jan 2026

"La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare lettera morta e di non riuscire ad arginare la fuga

pubDate§§ 2026-01-23T17:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303039009450.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303039009450.PDF', 'title': 'finanza.repubblica.it'} tp:url§§ https://finanza.repubblica.it/News/2026/01/23/gimbe_sanita_pubblica_senza_ossigeno_dal_2012_33_miliardi_euro_sottratti_al_personale-133/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303039009450.PDF tp:ocr§§ "La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare lettera morta e di non riuscire ad arginare la fuga--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303039009450.PDF §---§ title§§ L’allarme di Gimbe: pronto soccorso e medicina generale, mancano medici e infermieri - HuffPost Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303067009618.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "huffingtonpost.it" del 23 Jan 2026

Le carenze riguardano figure chiave come i medici di medicina generale (con un deficit stimato di 5.500 unità) e le specialità meno attrattive, t…

pubDate§§ 2026-01-23T18:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303067009618.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303067009618.PDF', 'title': 'huffingtonpost.it'} tp:url§§ https://www.huffingtonpost.it/politica/2026/01/23/news/sanita_33_miliardi_in_meno_al_personale_del_ssn_lallarme_di_gimbe_medici_e_infermieri-21030968/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303067009618.PDF tp:ocr§§ Scegli di capire.GEDI Digital S.r.l. - Via Ernesto Lugaro 15, 10126 Torino - Partita IVA 06979891006La crisi del personale sanitario continua a rappresentare una delle principali emergenze del Servizio sanitario nazionale. Alle misure su cui il governo sta lavorando per affrontare le carenze di medici e infermieri arrivano critiche convergenti da Fondazione Gimbe, medici dell’emergenza-urgenza e rappresentanti della professione infermieristica, che denunciano l’assenza di investimenti dedicati e di politiche capaci di rendere davvero attrattivo il lavoro nel settore pubblico. Nel corso dell’audizione alla Camera dei Deputati sul disegno di legge di riforma delle professioni sanitarie, il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ha illustrato una simulazione dell'andamento della spesa sanitaria che fotografa una progressiva marginalizzazione del personale. Dal 2012 al 2024 la quota di spesa destinata a medici, infermieri e altri operatori è scesa dal 39,7% al 36,6%, con una perdita virtuale stimata in 33,04 miliardi di euro, di cui 12,82 miliardi nel solo periodo 2020-2024.Secondo Gimbe, le risorse destinate al personale non hanno seguito la crescita complessiva della spesa sanitaria. "È del tutto evidente che un ‘saccheggio’ di risorse pubbliche di tale portata ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del Servizio sanitario nazionale, alimentando l’abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità”, ha affermato Cartabellotta. Proprio l’assenza di fondi dedicati rappresenta una delle criticità centrali del disegno di legge delega: "Senza risorse aggiuntive e vincolate al personale sanitario la legge rischia di ridursi a un intervento meramente ordinamentale, incapace di incidere sulla crisi strutturale del settore".Un’analisi condivisa anche dai medici dell’emergenza-urgenza. Per Alessandro Riccardi, presidente Simeu, Società Italiana della Medicina di Emergenza-Urgenza, il quadro è ulteriormente aggravato dall’aumento della spesa sanitaria privata sostenuta direttamente dai cittadini. "I dati della Ragioneria dello Stato dimostrano un aumento preoccupante delle spese nella sanità privata e indicano la necessità di un cambio di rotta nella tutela del Servizio sanitario nazionale", sottolinea Riccardi a HuffPost. "Sulla carta, però, non ci sono prese di posizione reali per tutelare i professionisti e rendere il SSN realmente attrattivo".I numeri confermano una crisi selettiva. In Italia non manca il numero complessivo di medici – con 5,4 per 1.000 abitanti il Paese è al secondo posto tra quelli Ocse – ma circa 92mila professionisti operano al di fuori del Servizio sanitario nazionale. Le carenze riguardano figure chiave come i medici di medicina generale (con un deficit stimato di 5.500 unità) e le specialità meno attrattive, tra cui emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia e medicina nucleare. Ancora più critica è la situazione degli infermieri: con 6,9 professionisti per 1.000 abitanti, l’Italia resta ben al di sotto della media Ocse di 9,5.Su questo fronte interviene anche Antonio De Palma, presidente di Nursing Up, il sindacato nazionale degli infermieri e delle professioni sanitarie, che si dice "assolutamente d’accordo con le posizioni di Gimbe". "Si tratta di denunce specifiche che portiamo avanti da tempo", dice a HuffPost. "Le nostre indagini dimostrano che gli infermieri in Italia non ci sono perché il nostro Paese li paga collocandosi al terzultimo posto in Europa". Una condizione che spinge molti professionisti a lasciare il Servizio sanitario nazionale. "Quelli che ci sono sono sempre più propensi ad andare via, nel settore privato o addirittura all’estero".Di Palma critica inoltre quella che definisce una gestione incoerente delle politiche professionali. "In Parlamento è in discussione una norma che introduce tre nuove lauree magistrali per gli infermieri, che sono positive per l’evoluzione della cultura infermieristica e a vantagg io dei cittadini. Ma il problema resta sempre lo stesso: le risorse". Secondo il presidente di Nursing Up, creare nuovi percorsi formativi senza prevedere un adeguato inquadramento contrattuale rischia di essere inutile. "Come si possono formare specialisti con maggiori responsabilità e competenze diverse senza collocarli in contratti adeguati? È quello che è già accaduto con i laureati magistrali, oggi inseriti nel contratto del comparto sanità, che non ha nulla a che vedere con la loro formazione, invece che nel contratto della dirigenza".Per Riccardi, senza un’inversione di tendenza, il rischio è quello di un servizio pubblico sempre più fragile. "I servizi di emergenza continueranno a esistere, ma saranno mantenuti in vita da professionisti non specialisti, mentre il SSN diventerà sempre più zoppicante rispetto al privato", sottolinea ad HuffPost. Uno scenario che va in direzione opposta rispetto al modello difeso dalle società scientifiche e dai sindacati: "Noi crediamo in un servizio sanitario universalistico, gratuito e accessibile a tutti". Un obiettivo che, secondo tutti gli attori coinvolti, non può prescindere da investimenti strutturali sul personale, dalla revisione delle tutele professionali e da una strategia capace di trattenere medici e infermieri nel Servizio sanitario nazionale.HuffPost crede nel valore del confronto tra diverse opinioni. Partecipa al dibattito con gli altri membri della community.Scegli di capire.Copyright © 2019- 2026 GEDI Digital S.r.l. Tutti i diritti sono riservati GEDI Digital S.r.l. - Via Ernesto Lugaro 15, 10126 Torino - Partita IVA 06979891006 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303067009618.PDF §---§ title§§ Dalla nascita di ChatGPT Salute ai dubbi di Google: l’IA tra opportunità e rischi in sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303175707765.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilsicilia.it" del 23 Jan 2026

OpenAI lancia ChatGPT Salute, Google frena sulle risposte mediche della sua IA. Due scelte opposte che riaccendono il dibattito su opportunità e rischi dell’intelligenza artificiale in sanità.

pubDate§§ 2026-01-23T07:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303175707765.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303175707765.PDF', 'title': 'ilsicilia.it'} tp:url§§ https://ilsicilia.it/dalla-nascita-di-chatgpt-salute-ai-dubbi-di-google-lia-tra-opportunita-e-rischi-in-sanita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303175707765.PDF tp:ocr§§ Cronache localiIl NetworkNel giro di poche settimane, il rapporto tra intelligenza artificiale e salute ha subito una brusca accelerazione. Da un lato OpenAI ha annunciato il lancio di ChatGPT Salute, un ambiente dedicato alle informazioni sanitarie personali, progettato per affiancare, e non sostituire, il medico. Dall’altro Google ha scelto una linea opposta, limitando o rimuovendo alcune risposte mediche generate da AI Overview dopo un’inchiesta del Guardian che ha messo in dubbio l’accuratezza clinica dei suoi “sommari” automatici.Due strategie divergenti che fotografano la stessa inquietudine. L’ingresso sempre più profondo dell’IA in un ambito delicatissimo come quello sanitario, dove un’informazione imprecisa non è solo un errore, ma può diventare un rischio concreto per la salute delle persone.La decisione di Google di ridimensionare le risposte dell’IA su quesiti medici, come i valori di riferimento degli esami del sangue o i parametri della pressione arteriosa, nasce da una criticità strutturale ovvero l’assenza di contesto clinico. Le risposte automatiche forniscono valori medi che non tengono conto di variabili decisive come età, sesso, condizioni pregresse e comorbilità.È proprio su questo punto che si concentra l’analisi di Tiziano Innocenti, direttore dell’Unità di metodologia della ricerca della Fondazione GIMBE:“L’intelligenza artificiale generativa, se impiegata con consapevolezza, può aiutare i cittadini a orientarsi meglio: spiegare termini medici complessi, preparare domande per la visita, riassumere informazioni o tradurre referti in un linguaggio più semplice”. Ma il confine è sottile. “Questi sistemi non “ragionano” come un professionista sanitario e non verificano la correttezza dei contenuti che producono. Generano testi fluidi e convincenti, che possono sembrare autorevoli anche quando contengono errori”.Un’informazione apparentemente corretta può dunque diventare fuorviante se estrapolata dalla realtà individuale del paziente. Un anziano con patologie cardiovascolari, ad esempio, ha obiettivi pressori diversi rispetto a un giovane adulto in buona salute. “Se il cittadino utilizza l’IA come se stesse parlando con un professionista, il rischio di disinformazione cresce: interpretazioni errate dei sintomi, sottovalutazione di segnali d’allarme o, al contrario, allarmismi ingiustificati”, avverte Innocenti.OpenAI, al contrario di Google, ha scelto di strutturare un ambiente separato e regolamentato per l’uso sanitario. ChatGPT Salute promette maggiori tutele sulla privacy, la possibilità di collegare cartelle cliniche e app di benessere e modelli sviluppati con il contributo diretto di centinaia di medici. Un tentativo di governare il fenomeno, più che di limitarlo.Ma quanto è solida, oggi, la base scientifica di queste applicazioni? Secondo Innocenti, le evidenze esistono, ma vanno lette con cautela: “Le prove scientifiche stanno aumentando, ma la loro qualità è ancora molto disomogenea. È importante distinguere tra la performance tecnica degli strumenti e la loro reale utilità clinica”.Se sul piano tecnico alcuni modelli mostrano buone prestazioni in compiti ben delimitati, come riassunti o supporto alla scrittura ma: “ben diverso è il quadro quando si valuta efficacia, sicurezza e appropriatezza in contesti reali”. Qui le evidenze sono ancora limitate e i rischi non sono solo teorici: “I modelli possono produrre informazioni false o inventate, le cosiddette allucinazioni, pur formulate in modo credibile. Possono riflettere distorsioni presenti nei dati di addestramento e mostrare prestazioni variabili in base alla lingua, al contesto clinico e alla complessità del caso, rendendo difficile un utilizzo standardizzato e sicuro. La lettura più prudente è quindi quella di una tecnologia promettente, ma non ancora matura per un impiego esteso nelle applicazioni cliniche.Le evidenze appaiono più solide per utilizzi a rischio contenuto, come il miglioramento della chiarezza dei testi, l a comunicazione con i pazienti o il supporto alle attività amministrative e documentali. In ogni caso, l’output dovrebbe essere sempre controllato e validato da personale competente.”Un altro nodo cruciale riguarda l’uso diretto dell’IA da parte dei cittadini. Il rischio è che aumentino richieste inappropriate di esami e prestazioni. “Se un paziente inserisce sintomi generici , come stanchezza o mal di testa,  l’IA può restituire un ventaglio molto ampio di possibili cause, incluse patologie gravi, senza però stimarne la probabilità nel singolo caso”, spiega Innocenti. In alcune persone questo può tradursi in ansia e in una corsa agli esami “per sicurezza”.Ma l’effetto non è univoco. “Se utilizzati con consapevolezza, questi strumenti possono anche aiutare i pazienti a preparare domande da discutere con il medico e a capire che alcuni esami, in determinati contesti, hanno un valore limitato”. L’impatto sull’appropriatezza dipende dunque dal design dello strumento, dal modo in cui le risposte vengono presentate e dal livello di alfabetizzazione sanitaria dell’utente.Il rischio più grande resta quello di percepire l’IA come un sostituto del medico. “È fondamentale impedire che un sistema nato per generare testi venga usato come strumento decisionale clinico”, sottolinea Innocenti. “La prima regola è la trasparenza: l’utente deve sapere sempre di interagire con un’IA e comprenderne i limiti”.Diagnosi e decisioni terapeutiche, ricorda GIMBE, non sono delegabili a un algoritmo. “L’IA può supportare la comprensione di concetti e informazioni generali, ma non dovrebbe produrre output prescrittivi sul singolo caso, come indicazioni terapeutiche o dosaggi. Ancora più delicato il tema delle urgenze. In presenza di sintomi gravi, il sistema dovrebbe interrompere la conversazione e indirizzare esplicitamente verso un professionista o i servizi di emergenza.Servono inoltre audit periodici, monitoraggio continuo, canali per segnalare errori, garanzie sulla privacy e controlli per evitare discriminazioni. E soprattutto formazione: I professionisti devono saper interpretare criticamente gli output e usare l’IA come supporto comunicativo, non come scorciatoia clinica”.Il punto centrale, oggi, non è stabilire se l’intelligenza artificiale debba entrare nel campo della salute. È già successo. La vera sfida è culturale: spiegare ai cittadini che l’IA non “sa”, ma elabora; che non decide, ma genera risposte probabilistiche; che non sostituisce il giudizio clinico.Senza alfabetizzazione sanitaria e digitale, il rischio è quello di scambiare una risposta convincente per una risposta giusta. E in medicina, come dimostra il confronto tra Google e OpenAI, questa differenza non è mai stata così decisiva.La Conferenza stampa a Palazzo d’Orleans.Il vescovo di Acireale affronta le criticità che affliggono i giovani, il deterioramento dei rapporti familiari per l’assenza sempre più frequente di comunicazioneLa 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionaleVi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.Copyright © ilSicilia | aut. Tribunale di Palermo n.11 del 29/09/2015 Editore: Mercurio Comunicazione Soc. Coop. A.R.L.Direttore Editoriale: Maurizio ScaglioneDirettore Responsabile: Maria Calabresep.zza Sant’Oliva, 9 – 90141 – Palermo – 091335557P.IVA: 06334930820Mercurio Comunicazione Società Cooperativa a r.l. è iscritta al Registro degli Operatori di Comunicazione al numero 26988Sito gestito da La Digitale srl – info@ladigitale.it tp:writer§§ Riccardo Vaccaro guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303175707765.PDF §---§ title§§ Sanità, Gravina: Con l’indagine conoscitiva sui LEA costruiamo un quadro oggettivo per affrontare divari e criticità del Servizio sanitario nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303032809248.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "informamolise.com" del 23 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-23T15:50:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303032809248.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303032809248.PDF', 'title': 'informamolise.com'} tp:url§§ https://www.informamolise.com/prima-pagina/sanita-gravina-con-lindagine-conoscitiva-sui-lea-costruiamo-un-quadro-oggettivo-per-affrontare-divari-e-criticita-del-servizio-sanitario-nazionale/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303032809248.PDF tp:ocr§§ Si è tenuta il 22 gennaio alla Camera dei Deputati la conferenza stampa di presentazione dell’indagine conoscitiva sui Livelli essenziali di assistenza (LEA) promossa dal Movimento 5 Stelle e approvata all’unanimità dalla Commissione Affari Sociali, Politiche Sociali e del Lavoro.All’incontro, introdotto dalla deputata Marianna Ricciardi, sono intervenuti il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, la segretaria generale di Cittadinanzattiva Anna Lisa Mandorino e il deputato M5S Andrea Quartini. Tra i relatori anche il consigliere regionale del Molise e coordinatore nazionale Enti Locali M5S Roberto Gravina, che ha collaborato alla definizione del programma dell’indagine.Ricciardi ha sottolineato come «siamo molto felici di avviare questa indagine che il Movimento 5 Stelle ha fortemente voluto. È sotto gli occhi di tutti l’esistenza di divari profondi tra Regioni: non garantire gli stessi servizi significa non garantire lo stesso diritto alla salute. Abbiamo scelto un approccio non retorico: nel 2023 solo 13 Regioni sono risultate adempienti ai LEA. Ora, con il voto unanime della Commissione, tutte le forze politiche devono sentirsi responsabili».Il presidente della Commissione, Francesco Cappellacci, ha evidenziato lo spirito collaborativo del lavoro avviato: «La salute è un tema che merita convergenza e non scontro. Ho apprezzato subito questa iniziativa, che tocca un nodo cruciale. Un’indagine conoscitiva è uno strumento potente perché ascolta chi opera davvero nei servizi. Serve per capire e, da lì, costruire soluzioni. In Commissione stiamo dimostrando una visione che supera le differenze, come i cittadini si aspettano».Da parte degli esperti, il presidente Gimbe Nino Cartabellotta ha richiamato l’attenzione sul progressivo indebolimento del sistema: «L’accesso alle cure è la prima grande frattura, soprattutto tra Nord e Sud. Oggi siamo in un sistema semi federalista che lo Stato monitora con strumenti parziali: usare solo 25 indicatori significa restituire una fotografia troppo grossolana. I piani di rientro, applicati da vent’anni in molte Regioni, hanno mostrato limiti evidenti: hanno rimesso in ordine i bilanci, ma non i servizi».La segretaria generale di Cittadinanzattiva, Anna Lisa Mandorino, ha rimarcato la necessità di restituire al Parlamento un ruolo centrale: «Questa indagine è utile perché mette al centro i LEA e il tema dell’equità del sistema sanitario regionale. La fotografia attuale è viziata dagli indicatori utilizzati, spesso incapaci di misurare davvero innovazioni e bisogni. Servono indicatori adeguati e una visione più ampia».Il deputato M5S Andrea Quartini ha richiamato la necessità di cambiare approccio: «Il cittadino non chiede solo prestazioni, ma presa in carico. Spesso la politica lo dimentica, riducendo il diritto alla salute a un calcolo ragionieristico. Se continuiamo a ragionare solo in termini di prestazioni, alimentiamo competitività improprie e disfunzioni. L’indagine può aiutarci a recuperare questa prospettiva, ponendo attenzione anche al benessere complessivo del personale sanitario».Nel suo intervento conclusivo, Roberto Gravina ha illustrato alcuni dei punti chiave che saranno affrontati nel corso dell’indagine: «Abbiamo lavorato per definire un percorso che consenta finalmente di restituire un quadro oggettivo delle criticità territoriali. Il tema del privato accreditato, ad esempio, impone una riflessione seria: pubblico e privato operano con regole diverse, e ciò incide anche sulla mobilità sanitaria. Le Regioni con bilanci più solidi riescono ad attrarre servizi e risorse, mentre realtà come Molise o Calabria, strette nei piani di rientro, faticano a garantire servizi adeguati».Gravina ha inoltre evidenziato il peso dei fattori demografici e territoriali: «Lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione condizionano profondamente i servizi sanitari, soprattutto nelle Regioni del Centro-Sud. Anche per questo i criteri di riparto dei fondi devono essere aggiornati per rispecchiare i reali bisogni dei territori».Il consigliere ha concluso richiamando uno dei pilastri dell’indagine: «Sarà fondamentale analizzare l’istituto del commissariamento, capire perché per molte Regioni è così difficile uscirne e quali correttivi introdurre. Le missioni nei territori previste dall’indagine permetteranno di ascoltare chi opera ogni giorno e di ricostruire un quadro reale, su cui impostare proposte concrete per ridurre le disuguaglianze e rafforzare la presenza del Servizio sanitario nazionale come garanzia di sicurezza sociale». tp:writer§§ mtredazione guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303032809248.PDF §---§ title§§ 33 miliardi persi in 12 anni: il personale sanitario paga il conto della spending review. Report Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302933108391.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "insalutenews.it" del 23 Jan 2026

Bologna, 23 gennaio 2026 - “La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare lettera morta e di non riuscire ad arginare la fuga dei professionisti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e a rendere davvero attrattive le professioni e le specialità mediche sempre più disertate.

pubDate§§ 2026-01-23T10:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302933108391.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302933108391.PDF', 'title': 'insalutenews.it'} tp:url§§ https://www.insalutenews.it/in-salute/33-miliardi-persi-in-12-anni-il-personale-sanitario-paga-il-conto-della-spending-review-report-gimbe/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=33-miliardi-persi-in-12-anni-il-personale-sanitario-paga-il-conto-della-spending-review-report-gimbe tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302933108391.PDF tp:ocr§§ Bologna, 23 gennaio 2026 – “La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare lettera morta e di non riuscire ad arginare la fuga dei professionisti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e a rendere davvero attrattive le professioni e le specialità mediche sempre più disertate.Preoccupa inoltre la revisione della norma sulla responsabilità professionale, che risolve parzialmente le criticità, ma ne introduce di nuove, finendo per equiparare impropriamente linee guida e buone pratiche clinico-assistenziali”. È la posizione che Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, ha espresso nel corso dell’audizione di ieri presso la Camera dei Deputati sul DdL C. 2700, recante “Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”.Personale sanitario: i numeri della crisiNella parte iniziale dell’audizione, il Presidente ha richiamato i numeri principali documentando che:In Italia i medici non mancano in valore assoluto: con 5,4 medici per 1.000 abitanti, il nostro Paese si colloca al secondo posto tra i paesi OCSE (media 3,9). “Il paradosso – ha commentato Cartabellotta – è che oltre 92 mila medici non lavorano nel SSN né come dipendenti, né come convenzionati, né come medici in formazione specialistica”.Le carenze sono selettive e riguardano i medici di famiglia (al 1° gennaio 2024 ne mancavano oltre 5.500) e tutte le specialità meno attrattive: emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare, cure palliative, medicina di comunità e delle cure primarie.La situazione più critica riguarda il personale infermieristico: l’Italia è al 23° posto su 31 paesi europei dell’area OCSE, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti (media OCSE 9,5). “Ma soprattutto – ha spiegato il Presidente – la professione non è più attrattiva e i laureati sono sempre meno: nell’anno accademico 2025-2026 il numero di domande di accesso ai corsi di laurea in infermieristica è stato addirittura inferiore a quello dei posti disponibili”.Professioni sanitarie: poche leve concreteDott. Nino Cartabellotta“Di fronte a una crisi senza precedenti del personale sanitario – ha spiegato Cartabellotta – la sezione della legge delega dedicata alla valorizzazione delle professioni sanitarie si limita ad un’elencazione di princìpi molto generici, offrendo pochissime leve concrete. Il risultato è una norma sovrabbondante nella forma, ma povera nella sostanza: molte misure sono difficilmente attuabili e, soprattutto, non è previsto alcun investimento aggiuntivo”. In dettaglio, il Presidente ha illustrato le valutazioni della Fondazione GIMBE sulle misure previste dal Capo I, distinguendo tra interventi privi di effetti tangibili, disposizioni che richiedono chiarimenti e misure con criticità di attuazione.Misure senza effetti tangibiliDiversi interventi introdotti dalla legge delega appaiono, nel complesso, incapaci di produrre cambiamenti reali: il riordino dell’impiego degli specializzandi, ad esempio, non interviene su contratti, tutele e continuità formazione-lavoro. Le misure finalizzate a ‘trattenere’ in servizio il personale sanitario si limitano a riconoscimenti formali, privi di progressioni economiche, professionali o incentivi concreti, anche nelle aree più disagiate. Analogamente, il tentativo di affinare la stima del fabbisogno di specializzandi non affronta il vero nodo, ovvero la crescente disaffezione verso numerose specialità, che alimenta le carenze indipendentemente da qualsiasi esercizio di programmazione.Misure che richiedono chiarimentiAlcune disposizioni risultano ambigue e poco definite. È il caso dell’aggiornamento dei criteri per la formazione manageriale del personale del SSN e della ridefinizione del percorso della medicina generale, rispetto al quale non è chiarito se si intenda o men o istituire una Scuola di Specializzazione e soprattutto allinearsi alla normativa europea.Misure con criticità attuativeAltre misure presentano criticità ancora più evidenti sul piano dell’attuazione: la semplificazione amministrativa e i meccanismi premiali dipendono quasi interamente da competenze e risorse regionali, in un contesto segnato da profonde disomogeneità organizzative e, soprattutto, dall’assenza di risorse aggiuntive. Anche il sistema nazionale di certificazione delle competenze rischia di restare marginale: in Italia la certificazione è facoltativa e gestita da soggetti privati e l’ipotesi di un accreditamento obbligatorio da parte del sistema pubblico non appare realistico nel contesto normativo attuale.Responsabilità professionale: attenzione al “rigore” delle fonti e al vacuum normativoIl Capo II del DdL delega rafforza lo scudo penale per i professionisti sanitari e tiene conto delle criticità organizzative del SSN per limitare la responsabilità penale e civile. Tuttavia, questa impostazione presenta criticità rilevanti legate all’evoluzione del Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG). Negli ultimi anni, infatti, la produzione documentale si è progressivamente spostata dalle linee guida alle buone pratiche clinico-assistenziali (BPCA), spesso basate sul consenso tra esperti e caratterizzate da un minore rigore metodologico.“Questa involuzione – spiega Nino Cartabellotta – non è stata accompagnata da un necessario intervento normativo, creando un vuoto che si riflette direttamente sulla responsabilità penale e civile dei professionisti sanitari”. Le società scientifiche, infatti, sono chiamate per legge a produrre linee guida, ma non buone pratiche clinico-assistenziali.“La scelta dell’Istituto Superiore di Sanità di estendere alle società scientifiche la possibilità di elaborare BPCA – ha precisato Cartabellotta – è avvenuta senza sanare una lacuna normativa, con il rischio di indebolire le tutele giuridiche dei professionisti sanitari, sia in ambito penale che civile”. Di conseguenza, la parificazione tra linee guida e BPCA rischia di generare incertezza applicativa, ampliare la discrezionalità dei giudici e, paradossalmente, aumentare il contenzioso.Il nodo delle risorse: una riforma sulla cartaNel corso dell’audizione,il Presidente ha documentato come, nel periodo 2012-2024, il capitolo di spesa per il personale sanitario sia stato notevolmente sacrificato. In termini percentuali, la quota destinata al personale dipendente e convenzionato è scesa dal 39,7% del 2012 al 36,6% del 2024. L’entità della riduzione emerge in tutta la sua gravità da una simulazione che ipotizza il mantenimento costante, nel periodo 2012-2024, della quota di spesa per il personale del 2012 (39,7%). In soli 12 anni il personale sanitario del SSN ha complessivamente “perso” € 33,04 miliardi, di cui € 12,82 miliardi nel solo periodo 2020-2024.“È del tutto evidente – ha commentato il Presidente – che un ‘saccheggio’ di risorse pubbliche di tale portata ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del SSN, alimentando l’abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità”.“Senza risorse aggiuntive e vincolate al personale sanitario – ha concluso Cartabellotta – la legge delega e i successivi decreti legislativi rischiano di ridursi a un intervento meramente ordinamentale, incapace di incidere sulla crisi strutturale del personale sanitario, in termini sia di attrattività delle professioni e delle specialità più disertate, sia di capacità di trattenere i professionisti nel servizio pubblico. In assenza di criteri rigorosi per la determinazione dei fabbisogni, la riforma rischia inoltre di produrre interventi disomogenei e di aggravare le diseguaglianze territoriali, anche in considerazione della legge sull’autonomia differenziata. È molto grave perché questa riforma rappresenta un’ultima chiamata per rilanciare le politiche del personale sanitario. Se anche questa volta si interverrà senza risorse, senza scelte strutturali e senza una visione di lungo periodo, il SSN non avrà più margini per recuperare il capitale umano perduto. In presenza della clausola di invarianza finanziaria, la legge delega sulle professioni sanitarie si traduce in un mero esercizio di stile, rendendo di fatto impossibile il rilancio delle politiche del personale sanitario, condicio sine qua non per la sopravvivenza del SSN e per la tutela della salute pubblica”. tp:writer§§ insalutenews.it guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302933108391.PDF §---§ title§§ Medici e infermieri: i numeri della crisi e la riforma delle professioni sanitarie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302894909037.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "lapresse.it" del 23 Jan 2026

Medici e infermieri verso la riforma delle professioni sanitarie: l''analisi di Gimbe, Fnomceo e Nursind.

pubDate§§ 2026-01-23T14:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302894909037.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302894909037.PDF', 'title': 'lapresse.it'} tp:url§§ https://www.lapresse.it/salute/sanita/2026/01/23/medici-e-infermieri-i-numeri-della-crisi-e-la-riforma-delle-professioni-sanitarie/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302894909037.PDF tp:ocr§§ Accesso ArchiviUltima oraHome > Salute > Sanità > Medici e infermieri: i numeri della crisi e la riforma delle professioni sanitarieMedici e infermieri verso la riforma delle professioni sanitarie: l’analisi di Gimbe, Fnomceo e Nursind.Il sogno del camice bianco si scontra in Italia, ormai da anni, con una realtà che tende ad allontanare i medici dalla sanità pubblica. Il fatto è, come ha puntualizzato il presidente di Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta – in audizione alla Camera sulla Legge delega di riforma delle professioni sanitarie – che in Italia non mancano medici in assoluto.Solo che un piccolo esercito di oltre 92 mila professionisti “non lavorano nel Ssn né come dipendenti, né come convenzionati, né come medici in formazione specialistica”. Le carenze, insomma, ci sono ma sono selettive e riguardano i medici di famiglia (al 1 gennaio 2024 ne mancavano oltre 5.500) e alcune specialità ‘chiave’: emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare, cure palliative, medicina di comunità e delle cure primarie.La situazione più critica, però, riguarda gli infermieri: l’Italia è al 23.mo posto su 31 Paesi europei dell’area Ocse, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti (media 9,5). E “nell’anno accademico 2025-2026 il numero di domande di accesso ai corsi di laurea in infermieristica è stato addirittura inferiore a quello dei posti disponibili”, sottolineano da Gimbe.“Di fronte a una crisi senza precedenti del personale sanitario, la sezione della legge delega dedicata alla valorizzazione delle professioni sanitarie si limita ad un’elencazione di princìpi molto generici, offrendo pochissime leve concrete. Il risultato è una norma sovrabbondante nella forma, ma povera nella sostanza: molte misure sono difficilmente attuabili e, soprattutto, non è previsto alcun investimento aggiuntivo”, lamenta il numero uno di Gimbe. Cartabellotta è convinto che i princìpi della norma sia “condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario, rischiano di restare lettera morta e di non riuscire ad arginare la fuga dei professionisti dal Servizio Sanitario Nazionale e a rendere davvero attrattive le professioni e le specialità mediche sempre più disertate. Preoccupa inoltre la revisione della norma sulla responsabilità professionale: risolve parzialmente le criticità, ma ne introduce di nuove, finendo per equiparare impropriamente linee guida e buone pratiche clinico-assistenziali”. Per il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega, quella sulle professioni sanitarie è “una riforma ancora troppo blanda che, purtroppo, non aggiunge nulla alla professione degli infermieri. Non c’è la minima traccia, infatti, di una revisione delle regole dell’esercizio professionale, ferme al secolo scorso”. “Eppure, mai come in questo momento, il nostro lavoro avrebbe bisogno di essere valorizzato per ritornare ad essere attrattivo. Spiace constatare che nessuno dei nostri input sia stato recepito e, quindi, che in generale non si sia compresa a fondo la crisi che vive questa professione e che rischia di travolgere l’intero Ssn”, scandisce Bottega.Più articolato il giudizio della Federazione degli Ordini dei medici. “Nell’apprezzare alcuni contenuti del provvedimento, ribadiamo la necessità di investire nel Servizio sanitario nazionale per continuare a garantire universalità, uguaglianza ed equità nelle cure”, ha detto in audizione il vicepresidente Fnomceo Giovanni Leoni.Dalla formazione dei medici alla sicurezza delle cure, dalle applicazioni dell’Intelligenza artificiale in medicina alla riduzione delle disuguaglianze di salute, dall’equo compenso alle società tra professionisti, sino ad arrivare alla revisione della Legge Lorenzin, che otto anni fa, ha riordinato la disciplina delle professioni sanitarie, diversi i temi al centro delle proposte Fnomceo.Uno l’elemento fondamentale: “Occorre una migliore governance del ministero della Salute – ha auspicato Leoni – che gestisca la materia d ella contrattazione separatamente dalla funzione pubblica per l’individuazione di uno status giuridico adeguato ai professionisti che operano nel Ssn. La contrattazione nazionale dei medici e dirigenti sanitari deve essere inserita nell’alveo della responsabilità primaria del ministero della Salute, in raccordo con gli altri dicasteri competenti, ma con una chiara guida sanitaria”.Quanto alla responsabilità professionale, Leoni ha rimarcato la necessità di “una compiuta disamina del significato e delle modalità di accertamento del grado della colpa”. Senza dimenticare che il 97-98% delle cause contro i medici si conclude con un nulla di fatto, l’assoluzione o l’archiviazione.ULTIME NOVITÀP.I. 06723500010 – Copyright: © LaPresse – Tutti i diritti riservatiLa nostra realtàServizi e OffertePartnershipInformazioni e utilityContattiEsteriMilano, Roma, Torino, Firenze, Napoli, Verona, Treviso, Oristano, Messina, Lamezia TermeNew York, Washington, Miami, Bruxelles, Londra, Parigi, Berlino, Madrid, Varsavia, Praga, Ginevra, Vienna, Casablanca, Tokyo, Hong Kong tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302894909037.PDF §---§ title§§ Asp, intervista al direttore Alberto Firenze link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303166006644.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "livesicilia.it" del 23 Jan 2026

Alberto Firenze è il nuovo direttore generale dell''Asp di Palermo. Nell''intervista racconta i cambiamenti che intende fare

pubDate§§ 2026-01-23T05:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303166006644.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303166006644.PDF', 'title': 'livesicilia.it'} tp:url§§ https://livesicilia.it/asp-di-palermo-intervista-alberto-firenze/?iref=articolo-ultimaora tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303166006644.PDF tp:ocr§§ Dottore Firenze, di cosa hanno bisogno, secondo lei, l’Asp di Palermo e la sanità siciliana?“Di normalità”.Alberto Firenze, 56 anni, curriculum denso e abbondante, è diventato direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo dopo una telenovela che abbiamo seguito puntata per puntata. La sua nomina incontra parecchi favori, è bastato chiedere in modalità random ai dipendenti dell’Asp incrociati prima dell’intervista.L’insediamento è avvenuto pochi giorni fa, il nuovo comandante in capo ha già tutti i dossier aperti fra tavolo di lavoro e pc e si è buttato a capofitto nell’impresa. Si parte dalla parola d’ordine.Normalità. La cosa più difficile.“Premetto che non voglio fare torto a nessuno. I cittadini questo chiedono. La normalità di non perdere tempo per il cambio del medico, di accedere ai servizi, di non bloccarsi, di non essere costretti a seguire le pratiche negli uffici, appresso a mille lungaggini…”.Da dove si comincia?“Intanto, con una comunicazione corretta. La gente sa che cos’è un ospedale, ma con una Asp ha meno confidenza, non sa di che si tratta. Dobbiamo avvicinarci. Ecco perché vogliamo costruire un filo diretto, non sovrapponibile a quelli tradizionali: penso a una mail per ricevere segnalazioni, suggerimenti e consigli. Sarà presto disponibile”.E poi?“Per spiegare che l’Asp ha un valore di filtro importantissimo, nella medicina di prossimità sul territorio, abbiamo in mente un evento pubblico, da tenere probabilmente a fine maggio al Teatro Politeama, per raccontare cosa facciamo e cosa faremo”.Che ambiente ha trovato?“Qui c’è tanta voglia di fare e ci sono molte eccellenze da valorizzare. Io punto tutto sul capitale umano, perché da soli non si combina niente. Sono un allenatore, in fondo, devo combinare le professionalità affinché rendano al meglio. Il mio punto di riferimento è il mitico Julio Velasco e a lui, nel mio piccolo, mi ispiro anche in questa situazione. Rifletto pure sulla campagna acquisti…”.In che settore?“La sicurezza delle cure, la sorveglianza sanitaria… Tutto quello che ci permette un salto di qualità. E voglio puntare la massima attenzione sulle aree lontane e disagiate. I problemi ci sono. A Corleone, per esempio, riscontriamo una difficile fidelizzazione degli operatori sanitari che preferiscono stare a Palermo, ma non accade solo lì. Creeremo incentivi e collaboreremo con le amministrazioni comunali. I servizi, oltre le competenze specifiche in ambito sanitario, chiamano in causa la responsabilità di tutti”.Che percezione registra della sanità siciliana?“C’è un allineamento nella sfiducia, spesso, tra operatori e cittadini perché avvertono la mancanza di risposte adeguate, ognuno nel suo specifico. Dobbiamo sistemare la macchina. Il Covid (il dottore Firenze è stato commissario a Messina, ndr) ci ha insegnato il valore della prossimità. Ogni tessera del mosaico dell’assistenza è risultato essenziale. Gli operatori sanitari si occupavano di cure, gli amministrativi di amministrazione, gli informatici di rete…”.Ma lei che obiettivo spera di raggiungere?“Voglio recuperare i delusi della sanità e ci riusciremo”.Altre criticità?“C’è, in tutta Italia, il punto dolente delle risorse che mancano in termini umani. Non soltanto medici, soprattutto infermieri e operatori sociosanitari. Le case di comunità, come quella di Monreale, sono strutture importanti. Ma non le possiamo inaugurare finché restano vuote. E’ necessario intervenire sulle terapie domiciliari e palliative, sulle liste d’attesa. Il sovracup è un servizio utile per le prenotazioni, ma ritengo ci sia una frammentazione tecnologica e organizzativa che non aiuta i cittadini a orientarsi. Il mio obiettivo è il superamento delle singole soluzioni aziendali verso una unica soluzione provinciale che esponga in modo chiaro agli assistiti l’offerta istituzionale e quella dei privati, offrendo più canali di accesso alle prestazioni sanitarie, per consentire di superare in modo definitivo il problema delle liste d’ attesa”.I medici di medicina generale, spesso alle prese con carichi pesantissimi?“Tanti sono molto giovani e stanno aggiungendo alle esperienze già preesistenti forza e freschezza. Conosciamo le difficoltà: apriremo un confronto permanente e ascolteremo”.Lei arriva all’Asp dopo una lunga parentesi…“Mi sono messo subito al lavoro. Sento fiducia e questo mi carica. Ho molto apprezzato le parole del presidente Schifani”.Che cosa le ha detto il presidente della Regione?“Faccia le sue scelte e porti i risultati. Solo questo interessa ai siciliani e a me. Così mi ha detto. Sono pienamente d’accordo”.Scrivi a direttore@livesicilia.itIl dg Mazzara: così ridurremo le carenze di personale medico,...Il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta, spiega i particolariMedicata dai colleghi dell'Umberto IL'intervento della vice capogruppo del M5s all'ArsPunto per punto, i rilievi dei magistrati contabiliAll'ospedale di Taormina un'emergenza che poteva rivelarsi fataleIl segretario Bonsignore: “Inutile sparare nel mucchio o prendersela col...La mossa iniziale. Aspettando le altre che dovrebbero arrivareFigure, requisiti, come presentare la domanda e scadenzaIl dg Mazzara: così ridurremo le carenze di personale medico,...Tutto quello che c'è da sapere sulla nuova iniziativa di...Una tragedia immaneUn Pastore e la sua comunitàIl Comune visto da sinistraParla Alberto Firenze, il nuovo direttore generaleLa figlia del capo dei capi è tornata a CorleoneLa giunta regionale stanzia i primi 70 milioni, verso un...Ingenti danni anche al borgo marinaro. L'intervista al sindaco ScandurraLe parole del presidente di SicindustriaAlla stima si aggiungono le conseguenze sulle attività produttiveDirettore Responsabile: Roberto Puglisi Autorizzazione del tribunale di Palermo N. 39 del 17/10/2008 Sede legale: Via della Libertà, 56 - 90143 Palermo Ufficio Registro delle imprese di Palermo N. REA 277361 - P.I. 05808650823 - Capitale Sociale: 50.000 euro interamente versati Tel.: 0916119635 - Email: redazione@livesicilia.it - amministrazione@livesicilia.it - commerciale@livesicilia.it LiveSicilia.it Srl è iscritta nel Registro degli operatori di comunicazione al numero 19965. tp:writer§§ Roberto Puglisi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303166006644.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica senza ossigeno link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302947408566.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "mondoprofessionisti.it" del 23 Jan 2026

Dal 2012 sottratti 33 miliardi al personale. La riforma delle professioni sanitarie è l’ultima chiamata, ma senza risorse non fermerà la fuga dal Ssn né renderà attrattive le professioni disertate.

pubDate§§ 2026-01-23T11:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302947408566.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302947408566.PDF', 'title': 'mondoprofessionisti.it'} tp:url§§ https://www.mondoprofessionisti.it/focus-su/sanita-pubblica-senza-ossigeno/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302947408566.PDF tp:ocr§§ La riforma delle professioni sanitarie nasce con obiettivi condivisibili, ma rischia di restare un intervento sulla carta se non verrà accompagnata da risorse economiche concrete e vincolate. È il messaggio netto lanciato dalla Fondazione GIMBE nel corso dell’audizione alla Camera dei Deputati sul disegno di legge C. 2700, “Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”. Secondo il Presidente Nino Cartabellotta, senza investimenti strutturali sul personale sarà impossibile arrestare la fuga dei professionisti dal Servizio Sanitario Nazionale e rendere attrattive le professioni e le specialità mediche sempre più disertate.Nel suo intervento Cartabellotta ha innanzitutto chiarito che in Italia i medici non mancano in termini assoluti. Con 5,4 medici per 1.000 abitanti, il nostro Paese è al secondo posto tra quelli OCSE, ben al di sopra della media. Il paradosso, però, è che oltre 92 mila medici non lavorano nel SSN né come dipendenti, né come convenzionati, né come medici in formazione specialistica. Le carenze, dunque, non sono quantitative ma selettive e colpiscono in modo particolare la medicina generale, con oltre 5.500 medici di famiglia mancanti a inizio 2024, e le specialità meno attrattive come emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare, cure palliative e medicina di comunità.Ancora più critica appare la situazione del personale infermieristico. L’Italia si colloca al 23° posto su 31 Paesi europei dell’area OCSE, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti a fronte di una media di 9,5. Ma il dato più allarmante riguarda il futuro della professione: nell’anno accademico 2025-2026 il numero di domande di accesso ai corsi di laurea in infermieristica è stato addirittura inferiore ai posti disponibili, segnale evidente di una perdita di attrattività che rischia di compromettere la tenuta stessa del sistema.Di fronte a una crisi del personale senza precedenti, la legge delega – secondo la Fondazione GIMBE – si limita a un elenco di princìpi generici, offrendo pochissime leve operative. Molte delle misure previste non sono in grado di produrre effetti concreti: il riordino dell’impiego degli specializzandi non interviene su contratti, tutele e continuità tra formazione e lavoro; le iniziative per trattenere il personale sanitario in servizio si riducono a riconoscimenti formali, senza progressioni economiche, incentivi o reali opportunità di sviluppo professionale, nemmeno nelle aree più disagiate. Anche il tentativo di migliorare la programmazione dei fabbisogni rischia di essere inefficace, perché non affronta la crescente disaffezione verso molte specialità, che alimenta le carenze indipendentemente da qualsiasi esercizio di pianificazione.Permangono inoltre diverse ambiguità normative, come quelle legate alla formazione manageriale del personale del SSN e al futuro percorso della medicina generale, rispetto al quale non è chiaro se si intenda istituire una Scuola di Specializzazione né se vi sarà un allineamento con la normativa europea. Sul piano attuativo, molte misure risultano difficilmente realizzabili perché demandate alle Regioni, in un contesto segnato da profonde disomogeneità organizzative e, soprattutto, dall’assenza di risorse aggiuntive.Per quanto riguarda la responsabilità professionale, il rafforzamento dello scudo penale rappresenta un passo in avanti, ma introduce nuove criticità. Negli ultimi anni il Sistema Nazionale Linee Guida ha progressivamente privilegiato le buone pratiche clinico-assistenziali rispetto alle linee guida, spesso basate su consenso tra esperti e caratterizzate da un minore rigore metodologico. Questa evoluzione, non accompagnata da un adeguato intervento normativo, rischia di indebolire le tutele giuridiche dei professionisti sanitari, sia in ambito penale che civile, aumentando l’incertezza applicativa e la discrezionalità dei giudici.Il nodo centrale resta però quello delle risorse. Tra il 2012 e il 2024 la quota di spesa sanitaria de stinata al personale dipendente e convenzionato è scesa dal 39,7% al 36,6%. Se quella percentuale fosse stata mantenuta costante, il personale del SSN avrebbe potuto contare su 33,04 miliardi di euro in più in dodici anni, di cui 12,82 miliardi solo nel periodo 2020-2024. Un definanziamento che ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del servizio pubblico, alimentando l’abbandono del SSN e la disaffezione verso molte professioni e specialità.Senza risorse aggiuntive e vincolate al personale sanitario, ha concluso Cartabellotta, la legge delega e i successivi decreti legislativi rischiano di tradursi in un intervento meramente ordinamentale, incapace di incidere sulla crisi strutturale del personale e destinato ad aggravare le diseguaglianze territoriali, anche alla luce dell’autonomia differenziata. Questa riforma rappresenta un’ultima chiamata per rilanciare le politiche del personale sanitario: se anche questa occasione verrà persa, il Servizio Sanitario Nazionale potrebbe non avere più margini per recuperare il capitale umano perduto e garantire la tutela della salute pubblica. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302947408566.PDF §---§ title§§ Al via l’indagine parlamentare sui Lea: quadro oggettivo per trovare i rimedi | PrimoPiano Molise link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303021409306.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "primopianomolise.it" del 23 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-23T16:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303021409306.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303021409306.PDF', 'title': 'primopianomolise.it'} tp:url§§ https://www.primopianomolise.it/attualita/153095/al-via-lindagine-parlamentare-sui-lea-quadro-oggettivo-per-trovare-i-rimedi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303021409306.PDF tp:ocr§§ Disegnare un quadro oggettivo dello stato di salute del Servizio sanitario nazionale per affrontarne criticità e disuguaglianze. Questo l’obiettivo dell’indagine conoscitiva sui Livelli essenziali di assistenza, promossa dal Movimento 5 Stelle e approvata all’unanimità dalla Commissione Affari Sociali, presentata ieri alla Camera.Ad aprire i lavori è stata la deputata Marianna Ricciardi, che ha rivendicato la scelta di un approccio “non retorico” a un tema cruciale come il diritto alla salute. «Nel 2023 solo 13 Regioni sono risultate adempienti ai Lea – ha ricordato –. Esistono divari profondi tra territori e non garantire gli stessi servizi significa non garantire lo stesso diritto. Il voto unanime della Commissione chiama ora tutte le forze politiche a una responsabilità condivisa».Sulla stessa linea il presidente della Commissione, Francesco Cappellacci, che ha sottolineato il valore collaborativo dell’iniziativa: «La salute merita convergenza e non scontro. Un’indagine conoscitiva è uno strumento potente perché consente di ascoltare chi opera davvero nei servizi e di costruire soluzioni a partire dai dati».Numerosi i contributi degli esperti. Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ha evidenziato il progressivo indebolimento del sistema sanitario, a partire dall’accesso alle cure e dalle differenze tra Nord e Sud. «Il monitoraggio attuale si basa su strumenti parziali: 25 indicatori non bastano a restituire una fotografia fedele. I piani di rientro hanno risanato i bilanci, ma non i servizi», ha affermato.Per Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, l’indagine restituisce centralità al Parlamento e al tema dell’equità: «Servono indicatori capaci di misurare davvero i bisogni e le innovazioni, superando una visione riduttiva del sistema».Il parlamentare pentastellato Andrea Quartini ha infine richiamato la necessità di superare una sanità intesa come semplice erogazione di prestazioni: «Il cittadino chiede presa in carico, non contabilità. Ridurre il diritto alla salute a un calcolo ragionieristico produce disfunzioni».A chiudere l’incontro, il consigliere regionale del Molise e coordinatore nazionale Enti Locali M5s, Roberto Gravina, che ha illustrato i nodi centrali dell’indagine: dal ruolo del privato accreditato alla mobilità sanitaria, fino agli effetti dei piani di rientro e del commissariamento. «Le missioni nei territori – ha spiegato – permetteranno di ascoltare chi opera ogni giorno e di costruire proposte concrete per ridurre le disuguaglianze e rafforzare il Servizio sanitario nazionale come presidio di sicurezza sociale». Stampa Articolo tp:writer§§ Ppm guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303021409306.PDF §---§ title§§ Riforma professioni. Gimbe: “È l’ultima chiamata, ma senza risorse non si può fermare fuga da Ssn” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303218308171.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 23 Jan 2026

Il presidente Cartabellotta in audizione alla Camera avverte che la proposta non affronta la fuga dal Ssn e rischia di indebolire la tutela legale dei medici, equiparando impropriamente

pubDate§§ 2026-01-23T09:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303218308171.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303218308171.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/riforma-professioni-gimbe-e-lultima-chiamata-ma-senza-risorse-non-si-puo-fermare-fuga-da-ssn/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303218308171.PDF tp:ocr§§ “La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare lettera morta e di non riuscire ad arginare la fuga dei professionisti dal Ssn e a rendere davvero attrattive le professioni e le specialità mediche sempre più disertate. Preoccupa inoltre la revisione della norma sulla responsabilità professionale, che risolve parzialmente le criticità, ma ne introduce di nuove, finendo per equiparare impropriamente linee guida e buone pratiche clinico-assistenziali”.È la posizione che Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, ha espresso nel corso dell’audizione di ieri presso la Camera dei Deputati sul DdL C. 2700, recante “Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”.Personale sanitario: i numeri della crisi. Nella parte iniziale dell’audizione, il Presidente ha richiamato i numeri principali documentando che:– In Italia i medici non mancano in valore assoluto: con 5,4 medici per 1.000 abitanti, il nostro Paese si colloca al secondo posto tra i paesi Ocse (media 3,9). “Il paradosso – ha commentato Cartabellotta – è che oltre 92 mila medici non lavorano nel Ssn né come dipendenti, né come convenzionati, né come medici in formazione specialistica” (figura 1 e tabella 1).– Le carenze sono selettive e riguardano i medici di famiglia (al 1° gennaio 2024 ne mancavano oltre 5.500) e tutte le specialità meno attrattive: emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare, cure palliative, medicina di comunità e delle cure primarie (tabella 2).– La situazione più critica riguarda il personale infermieristico: l’Italia è al 23° posto su 31 paesi europei dell’area Ocse, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti (media Ocse 9,5) (figura 2). “Ma soprattutto – ha spiegato il Presidente – la professione non è più attrattiva e i laureati sono sempre meno: nell’anno accademico 2025-2026 il numero di domande di accesso ai corsi di laurea in infermieristica è stato addirittura inferiore a quello dei posti disponibili” (figura 3). Professioni sanitare: poche leve concrete. “Di fronte a una crisi senza precedenti del personale sanitario – ha spiegato Cartabellotta – la sezione della legge delega dedicata alla valorizzazione delle professioni sanitarie si limita ad un’elencazione di princìpi molto generici, offrendo pochissime leve concrete. Il risultato è una norma sovrabbondante nella forma, ma povera nella sostanza: molte misure sono difficilmente attuabili e, soprattutto, non è previsto alcun investimento aggiuntivo”. In dettaglio, il Presidente ha illustrato le valutazioni della Fondazione Gimbe sulle misure previste dal Capo I, distinguendo tra interventi privi di effetti tangibili, disposizioni che richiedono chiarimenti e misure con criticità di attuazione.Misure senza effetti tangibili. Diversi interventi introdotti dalla legge delega appaiono, nel complesso, incapaci di produrre cambiamenti reali: il riordino dell’impiego degli specializzandi, ad esempio, non interviene su contratti, tutele e continuità formazione-lavoro. Le misure finalizzate a “trattenere” in servizio il personale sanitario si limitano a riconoscimenti formali, privi di progressioni economiche, professionali o incentivi concreti, anche nelle aree più disagiate. Analogamente, il tentativo di affinare la stima del fabbisogno di specializzandi non affronta il vero nodo, ovvero la crescente disaffezione verso numerose specialità, che alimenta le carenze indipendentemente da qualsiasi esercizio di programmazione.Misure che richiedono chiarimenti. Alcune disposizioni risultano ambigue e poco definite. È il caso dell’aggiornamento dei criteri per la formazione manageriale del personale del Ssn e della ridefinizione del percorso della medicina generale, rispetto al quale non è chiarito se si intenda o meno istituire una Scuola di Specializzazione e soprattutto alli nearsi alla normativa europea.Misure con criticità attuative. Altre misure presentano criticità ancora più evidenti sul piano dell’attuazione: la semplificazione amministrativa e i meccanismi premiali dipendono quasi interamente da competenze e risorse regionali, in un contesto segnato da profonde disomogeneità organizzative e, soprattutto, dall’assenza di risorse aggiuntive. Anche il sistema nazionale di certificazione delle competenze rischia di restare marginale: in Italia la certificazione è facoltativa e gestita da soggetti privati e l’ipotesi di un accreditamento obbligatorio da parte del sistema pubblico non appare realistico nel contesto normativo attuale.Responsabilità professionale: attenzione al “rigore” delle fondi e al vacuum normativoIl Capo II del DdL delega rafforza lo scudo penale per i professionisti sanitari e tiene conto delle criticità organizzative del SSN per limitare la responsabilità penale e civile. Tuttavia, questa impostazione presenta criticità rilevanti legate all’evoluzione del Sistema Nazionale Linee Guida (Snlg). Negli ultimi anni, infatti, la produzione documentale si è progressivamente spostata dalle linee guida alle buone pratiche clinico-assistenziali (Bpca), spesso basate sul consenso tra esperti e caratterizzate da un minore rigore metodologico.“Questa involuzione – spiega Nino Cartabellotta – non è stata accompagnata da un necessario intervento normativo, creando un vuoto che si riflette direttamente sulla responsabilità penale e civile dei professionisti sanitari”. Le società scientifiche, infatti, sono chiamate per legge a produrre linee guida, ma non buone pratiche clinico-assistenziali. “La scelta dell’Istituto Superiore di Sanità di estendere alle società scientifiche la possibilità di elaborare Bpca – ha precisato Cartabellotta – è avvenuta senza sanare una lacuna normativa, con il rischio di indebolire le tutele giuridiche dei professionisti sanitari, sia in ambito penale che civile”. Di conseguenza, la parificazione tra linee guida e Bpca rischia di generare incertezza applicativa, ampliare la discrezionalità dei giudici e, paradossalmente, aumentare il contenzioso.Il nodo delle risorse: una riforma sulla carta. Nel corso dell’audizione,il Presidente ha documentato come, nel periodo 2012-2024, il capitolo di spesa per il personale sanitario sia stato notevolmente sacrificato. In termini percentuali, la quota destinata al personale dipendente e convenzionato è scesa dal 39,7% del 2012 al 36,6% del 2024 (figura 4). L’entità della riduzione emerge in tutta la sua gravità da una simulazione che ipotizza il mantenimento costante, nel periodo 2012-2024, della quota di spesa per il personale del 2012 (39,7%). In soli 12 anni il personale sanitario del Ssn ha complessivamente “perso” € 33,04 miliardi, di cui € 12,82 miliardi nel solo periodo 2020-2024 (figura 5). “È del tutto evidente – ha commentato il Presidente – che un “saccheggio” di risorse pubbliche di tale portata ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del Ssn, alimentando l’abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità”.“Senza risorse aggiuntive e vincolate al personale sanitario – ha concluso Cartabellotta – la legge delega e i successivi decreti legislativi rischiano di ridursi a un intervento meramente ordinamentale, incapace di incidere sulla crisi strutturale del personale sanitario, in termini sia di attrattività delle professioni e delle specialità più disertate, sia di capacità di trattenere i professionisti nel servizio pubblico. In assenza di criteri rigorosi per la determinazione dei fabbisogni, la riforma rischia inoltre di produrre interventi disomogenei e di aggravare le diseguaglianze territoriali, anche in considerazione della legge sull’autonomia differenziata. È molto grave perché questa riforma rappresenta un’ultima chiamata per rilanciare le politiche del personale sanitario. Se anche questa volta si interverrà senza risorse, senza scelte strutturali e senza una visione di lungo periodo, i l Ssn non avrà più margini per recuperare il capitale umano perduto. In presenza della clausola di invarianza finanziaria, la legge delega sulle professioni sanitarie si traduce in un mero esercizio di stile, rendendo di fatto impossibile il rilancio delle politiche del personale sanitario, condicio sine qua non per la sopravvivenza del Ssn e per la tutela della salute pubblica”.Vedi qui figure e tabelle. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303218308171.PDF §---§ title§§ Commissione Affari Sociali della Camera (22.01.2026) link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302912609114.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "radioradicale.it" del 22 Jan 2026

Commissione. Ascolta l''audio registrato giovedì 22 gennaio 2026 presso Camera dei deputati. Commissione Affari Sociali della Camera

pubDate§§ 2026-01-23T15:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302912609114.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302912609114.PDF', 'title': 'radioradicale.it'} tp:url§§ https://www.radioradicale.it/scheda/779800/commissione-affari-sociali-della-camera tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302912609114.PDF tp:ocr§§ Nel’ambito dell’esame del disegno di legge recante “Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, svolge le seguenti audizioni:…ore 14 Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (FIASO); Federsanità; Associazione italiana ospedalità privata (AIOP); Federazione delle società medico-scientifiche italiane (FISM)ore 14.40 Fondazione Gimbe; ore 15.00 Sindacato unico medicina ambulatoriale italiana e professionalità dell’area sanitaria (Sumai Assoprof); Sindacato medici italiani (SMI); NurSind-Il sindacato delle professioni infermieristicheore 15.40 Fondazione Italia in saluteore 16.00 Organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL, UGLore 16.30 Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO); Commissione nazionale per la formazione continua in medicinaore 16.50 Conferenza permanente dei presidenti dei corsi di laurea magistrale di Medicina e chirurgia; Conferenza permanente dei corsi di laurea e laurea magistrale delle professioni sanitarieore 17.10 Federazione medici territoriali; Consociazione nazionale delle associazioni infermiere/i (CNAI)ore 17.30 Consiglio nazionale forense; Associazione nazionale forense.leggi tutto tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302912609114.PDF §---§ title§§ In Lombardia nasce FibronetCare, prima rete regionale per la fibromialgia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945908519.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 23 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-23T11:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945908519.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945908519.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/regioni-e-asl/6857/in-lombardia-nasce-fibronetcare-prima-rete-regionale-per-la-fibromialgia.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945908519.PDF tp:ocr§§ Ricerca e cura Lombardia 23 Gennaio 2026 In Lombardia nasce FibronetCare, prima rete regionale per la fibromialgia Presentata a Milano FibronetCare, rete regionale che integra centri di reumatologia  In Lombardia nasce FibronetCare, la prima rete regionale dedicata alla diagnosi, alla cura e alla presa in carico dei pazienti con fibromialgia. Il progetto è stato presentato a Milano nel corso di un incontro pubblico di confronto tra istituzioni, clinici, associazioni e pazienti.La rete si fonda su un coordinamento tra centri di reumatologia regionali e su un’applicazione gratuita, disponibile per sistemi Android e iOS, che consente ai pazienti già diagnosticati di entrare in contatto diretto con il proprio centro di riferimento. Attraverso la piattaforma è possibile registrarsi, selezionare la struttura sanitaria e compilare autovalutazioni sui sintomi, condivise con gli specialisti per supportare l’impostazione di percorsi terapeutici personalizzati. L’app include inoltre servizi di supporto, tra cui la possibilità di contattare uno specialista o uno psicologo.Il coordinamento clinico dell’iniziativa è affidato a Oscar Epis, dell’Ospedale Niguarda di Milano, con il supporto di Roberto Gorla, dell’Asst Spedali Civili di Brescia.L’approccio assistenziale adottato si basa sul modello bio-psico-sociale e prevede l’integrazione di terapie farmacologiche mirate, attività fisica, supporto psicologico e altre modalità di intervento. Il progetto include anche attività di formazione rivolte agli operatori sanitari, con l’obiettivo di ridurre i tempi di riconoscimento della patologia e favorire una presa in carico più strutturata.Secondo le stime richiamate durante l’incontro, la fibromialgia interessa tra il 2% e il 2,5% della popolazione italiana, con una prevalenza maggiore nelle donne. Il ritardo diagnostico può arrivare fino a otto anni, anche in considerazione della complessità dei sintomi e delle difficoltà di inquadramento clinico.Tra gli obiettivi dichiarati della rete figurano l’ampliamento progressivo dei servizi disponibili e il rafforzamento della ricerca clinica, con l’intento di strutturare percorsi assistenziali più omogenei sul territorio regionale. Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter! ISCRIVITI POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE 23/01/2026 Governo e Parlamento Ddl professioni sanitarie, Federsanità: attuazione decisiva per qualità e sicurezza Governo e Parlamento Ddl professioni sanitarie, Federsanità: attuazione decisiva per qualità e sicurezza Federsanità valuta il Ddl sulle professioni sanitarie un passaggio strategico, ma chiede un’attuazione condivisa con Regioni e aziende 23/01/2026 Governo e Parlamento Prevenzione veterinaria, Gemmato: “Il 70% delle infezioni emergenti nasce dagli animali” Governo e Parlamento Prevenzione veterinaria, Gemmato: “Il 70% delle infezioni emergenti nasce dagli animali” Intervistato a margine della presentazione della Giornata nazionale per la Prevenzione Veterinaria, il sottosegretario Marcello Gemmato richiama il ruolo dei servizi veterinari nel controllo delle... 23/01/2026 Governo e Parlamento Professioni sanitarie, Gimbe: Personale "saccheggiato" di 33 miliardi. La riforma è a rischio Governo e Parlamento Professioni sanitarie, Gimbe: Personale "saccheggiato" di 33 miliardi. La riforma è a rischio In dodici anni l a spesa per i professionisti è crollata dal 39,7% al 36,6%. Cartabellotta avverte: “Senza risorse il nuovo Ddl sarà solo un esercizio di stile. Il SSN rischia il collasso... 23/01/2026 Regioni e Asl Tumore prostata, Lombardia e Basilicata aprono percorsi regionali strutturati per lo screening Regioni e Asl Tumore prostata, Lombardia e Basilicata aprono percorsi regionali strutturati per lo screening Lombardia e Basilicata hanno attivato programmi regionali di screening per il tumore della prostata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945908519.PDF §---§ title§§ Policlinico Tor Vergata diventa Azienda ospedaliera universitaria integrata con il Ssn link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945608520.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 23 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-23T11:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945608520.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945608520.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/ospedali/6859/policlinico-tor-vergata-diventa-azienda-ospedaliera-universitaria-integrata-con-il-ssn.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945608520.PDF tp:ocr§§ Politica sanitaria ssn 23 Gennaio 2026 Policlinico Tor Vergata diventa Azienda ospedaliera universitaria integrata con il Ssn Con Dpcm del 23 dicembre 2025 il Policlinico Tor Vergata è costituito come Azienda ospedaliera universitaria di tipo A nella Regione Lazio Il Policlinico Tor Vergata è ufficialmente costituito come Azienda ospedaliera universitaria (Aou) integrata con il Servizio sanitario nazionale nella Regione Lazio. La comunicazione è pubblicata in Gazzetta Ufficiale e fa riferimento al Dpcm del 23 dicembre 2025, con cui viene istituita l’Azienda ospedaliera universitaria integrata “Policlinico Tor Vergata” con sede a Roma.La nuova configurazione inquadra la struttura come Aou di tipo A, modello che prevede una governance condivisa tra Università e Regione e un’integrazione funzionale, organizzativa e gestionale delle attività assistenziali, didattiche e di ricerca. La normativa richiamata nel decreto disciplina i rapporti tra Servizio sanitario nazionale e Università e definisce gli organi della nuova azienda, tra cui il direttore generale, il collegio sindacale, l’organo di indirizzo e il collegio di direzione.Secondo quanto riportato dall’Università di Roma Tor Vergata, l’Aou presenterà un assetto unitario volto allo svolgimento congiunto delle attività di assistenza, formazione e ricerca, con uniformità nelle scelte strategiche, nella gestione delle risorse e nella responsabilità organizzativa.Il Policlinico Tor Vergata rappresenta uno dei principali poli ospedaliero-universitari del Lazio ed è presidio di alta specializzazione. Opera in un bacino territoriale di circa 850.000 residenti diretti e oltre 1,5 milioni di abitanti per le funzioni di alta specialità. Dispone di 583 posti letto, è organizzato in sei dipartimenti e 39 unità operative complesse, con oltre 2.000 addetti.Nel 2024 ha garantito oltre 2,4 milioni di prestazioni ambulatoriali, più di 17.600 ricoveri in degenza ordinaria per oltre 155.000 giorni di degenza e circa 46.000 accessi al pronto soccorso. La struttura è Dea di II livello ed è hub per diverse reti cliniche regionali, tra cui ictus, emergenza cardiologica e cardiochirurgica, trauma grave, rete oncologica, malattie rare, terapia del dolore e malattie infettive di secondo livello.Il Policlinico è stato riconosciuto da Agenas nel 2023 tra le migliori aziende ospedaliere universitarie del Lazio. I dati del Programma regionale di valutazione degli esiti 2025 confermano livelli di qualità clinico-assistenziale in diverse aree operative. Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter! ISCRIVITI POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE 23/01/2026 Governo e Parlamento Ddl professioni sanitarie, Federsanità: attuazione decisiva per qualità e sicurezza Governo e Parlamento Ddl professioni sanitarie, Federsanità: attuazione decisiva per qualità e sicurezza Federsanità valuta il Ddl sulle professioni sanitarie un passaggio strategico, ma chiede un’attuazione condivisa con Regioni e aziende 23/01/2026 Governo e Parlamento Prevenzione veterinaria, Gemmato: “Il 70% delle infezioni emergenti nasce dagli animali” Governo e Parlamento Prevenzione veterinaria, Gemmato: “Il 70% delle infezioni emergenti nasce dagli animali” Intervistato a margine della presentazione della Giornata nazionale per la Prevenzione Veterinaria, il sottosegretario Marcello Gemmato richiama il ruolo dei servizi veterinari nel controllo delle... 23/01/2026 Governo e Parlamento< br/> Professioni sanitarie, Gimbe: Personale "saccheggiato" di 33 miliardi. La riforma è a rischio Governo e Parlamento Professioni sanitarie, Gimbe: Personale "saccheggiato" di 33 miliardi. La riforma è a rischio In dodici anni la spesa per i professionisti è crollata dal 39,7% al 36,6%. Cartabellotta avverte: “Senza risorse il nuovo Ddl sarà solo un esercizio di stile. Il SSN rischia il collasso... 23/01/2026 Regioni e Asl In Lombardia nasce FibronetCare, prima rete regionale per la fibromialgia Regioni e Asl In Lombardia nasce FibronetCare, prima rete regionale per la fibromialgia Presentata a Milano FibronetCare, rete regionale che integra centri di reumatologia tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945608520.PDF §---§ title§§ Prevenzione veterinaria, Gemmato: “Il 70% delle infezioni emergenti nasce dagli animali” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945708521.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 23 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-23T11:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945708521.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945708521.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/governo-e-parlamento/6860/prevenzione-veterinaria-gemmato-il-70-delle-infezioni-emergenti-nasce-dagli-animali.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945708521.PDF tp:ocr§§ Politica sanitaria Veterinaria 23 Gennaio 2026 Prevenzione veterinaria, Gemmato: “Il 70% delle infezioni emergenti nasce dagli animali” Intervistato a margine della presentazione della Giornata nazionale per la Prevenzione Veterinaria, il sottosegretario Marcello Gemmato richiama il ruolo dei servizi veterinari nel controllo delle zoonosi Il 70% delle infezioni emergenti ha origine animale e rende centrale il ruolo dei servizi veterinari nella prevenzione sanitaria. Lo ha affermato Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute con delega alla sanità veterinaria, intervistato a margine della presentazione della Giornata nazionale per la Prevenzione Veterinaria – Legge 49/25, il 22 gennaio a Palazzo Madama.Gemmato ha richiamato l’importanza del lavoro svolto dai dipartimenti e dai servizi veterinari pubblici nel controllo delle zoonosi e delle infezioni, sottolineando che la loro attività non deve essere limitata alla gestione delle emergenze, ma inserita in una strategia strutturale di prevenzione. “I medici veterinari hanno un ruolo strategico nella tutela della salute, perché la maggior parte delle infezioni emergenti deriva dagli animali”, ha spiegato, collegando il tema al modello One Health, che integra salute animale, salute umana e tutela dell’ambiente.Secondo il sottosegretario, investire in prevenzione consente anche una maggiore sostenibilità del sistema sanitario nel medio periodo. In questa prospettiva, ha richiamato il valore delle buone pratiche vaccinali e delle misure di contenimento sanitario come strumenti in grado di ridurre l’impatto delle emergenze infettive e i costi correlati.A titolo di esempio, Gemmato ha ricordato i risultati ottenuti sul fronte delle principali zoonosi monitorate nel Paese. Per quanto riguarda la peste suina africana, ha indicato l’uscita della Lombardia dalla cosiddetta “zona 3” e la liberazione di alcune Regioni, tra cui Sardegna e Calabria, dalle aree di restrizione. Sul versante della brucellosi, ha riferito una riduzione dell’incidenza al di sotto dei limiti di guardia nei principali focolai, in particolare nell’area del Casertano e a Foggia, anche grazie al lavoro dei commissari nominati dal Governo.Il sottosegretario ha ribadito che il rafforzamento della prevenzione veterinaria rappresenta un tassello centrale per la sicurezza sanitaria complessiva e per il funzionamento dei sistemi di sorveglianza, in una fase caratterizzata dalla circolazione di agenti infettivi e dalla crescente interconnessione tra salute animale, umana e ambientale. Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter! ISCRIVITI POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE 23/01/2026 Governo e Parlamento Ddl professioni sanitarie, Federsanità: attuazione decisiva per qualità e sicurezza Governo e Parlamento Ddl professioni sanitarie, Federsanità: attuazione decisiva per qualità e sicurezza Federsanità valuta il Ddl sulle professioni sanitarie un passaggio strategico, ma chiede un’attuazione condivisa con Regioni e aziende 23/01/2026 Governo e Parlamento Professioni sanitarie, Gimbe: Personale "saccheggiato" di 33 miliardi. La riforma è a rischio Governo e Parlamento Professioni sanitarie, Gimbe: Personale "saccheggiato" di 33 miliardi. La riforma è a rischio In dodici anni la spesa per i professionisti è crollata dal 39,7% al 36,6%. Cartabellotta avverte: “Senza risorse il nuovo Ddl sarà solo un esercizio di stile. Il SSN rischia il collasso... 23/01/2026 Regioni e Asl In Lombardia nasce FibronetCare, prima rete regionale per la fibromialgia Regioni e Asl In Lombardia nasce FibronetCare, prima rete regionale per la fibromialgia Presentata a Milano FibronetCare, rete regionale che integra centri di reumatologia  23/01/2026 Regioni e Asl Tumore prostata, Lombardia e Basilicata aprono percorsi regionali strutturati per lo screening Regioni e Asl Tumore prostata, Lombardia e Basilicata aprono percorsi regionali strutturati per lo screening Lombardia e Basilicata hanno attivato programmi regionali di screening per il tumore della prostata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945708521.PDF §---§ title§§ Professioni sanitarie, Gimbe: Personale "saccheggiato" di 33 miliardi. La riforma è a rischio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302946108525.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 23 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-23T11:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302946108525.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302946108525.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/governo-e-parlamento/6861/professioni-sanitarie-gimbe-personale-saccheggiato-di-33-miliardi-la-riforma-e-a-rischio.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302946108525.PDF tp:ocr§§ Politica sanitaria Professioni sanitarie 23 Gennaio 2026 Professioni sanitarie, Gimbe: Personale "saccheggiato" di 33 miliardi. La riforma è a rischio In dodici anni la spesa per i professionisti è crollata dal 39,7% al 36,6%. Cartabellotta avverte: “Senza risorse il nuovo Ddl sarà solo un esercizio di stile. Il SSN rischia il collasso definitivo” Un "saccheggio" sistematico di risorse pubbliche durato oltre un decennio, che ha prosciugato le corsie degli ospedali e svuotato gli ambulatori. È questa la fotografia scattata dalla Fondazione GIMBE durante l’audizione alla Camera dei Deputati sul disegno di legge di riforma delle professioni sanitarie. Secondo i dati presentati dal presidente Nino Cartabellotta, tra il 2012 e il 2024 la spesa per il personale sanitario è stata ridotta virtualmente di 33,04 miliardi di euro. La simulazione di GIMBE rivela un dato strutturale: se nel 2012 la quota destinata al personale rappresentava il 39,7% della spesa sanitaria totale, nel 2024 questa percentuale è scivolata al 36,6%. Una contrazione che si è accentuata paradossalmente proprio negli anni della pandemia e del post-Covid: ben 12,8 miliardi sono stati sottratti nel solo quadriennio 2020-2024.“È del tutto evidente che una perdita di tale portata ha indebolito e demotivato il capitale umano del Servizio Sanitario Nazionale (SSN)”, ha dichiarato Cartabellotta. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: fuga verso il privato, abbandono precoce della professione e una disaffezione crescente dei giovani medici verso le specialità più gravose. I numeri dell'analisi GIMBE smentiscono in parte il mito della carenza assoluta di medici. L’Italia, con 5,4 medici per 1.000 abitanti, è al secondo posto tra i paesi OCSE (la cui media è di 3,9). Il problema è dove questi professionisti scelgano di lavorare: oltre 92.000 medici operano al di fuori del servizio pubblico. Le vere voragini si aprono in settori specifici: per la medicina di base mancano oltre 5.500 medici di famiglia. Come specialità "disertate" ci sono: pronto soccorso (emergenza-urgenza), radioterapia e medicina nucleare sono ormai ai margini delle scelte dei neolaureati. Per gli infermieri il dato è drammatico. Con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti, l’Italia è ben lontana dalla media OCSE di 9,5. Per l’anno accademico 2025-2026, le domande di iscrizione ai corsi di laurea sono state inferiori ai posti disponibili.Il giudizio di GIMBE sul disegno di legge attualmente in discussione è netto: senza investimenti vincolati, la riforma rischia di essere «lettera morta». La critica principale riguarda la clausola di invarianza finanziaria: si vorrebbe riformare il sistema senza spendere un euro in più. “La legge delega rischia di ridursi a un intervento meramente ordinamentale”, avverte Cartabellotta. “In assenza di risorse per trattenere i professionisti e rendere attrattive le carriere, il rilancio delle politiche del personale rimarrà un miraggio”. GIMBE solleva dubbi anche sulla revisione delle norme sulla responsabilità civile e penale. La tendenza a equiparare le "linee guida" (scientificamente rigorose) alle "buone pratiche" (spesso basate solo sul consenso tra esperti) creerebbe un vuoto normativo pericoloso. Secondo la Fondazione, questa incertezza non solo non protegge i medici, ma rischia di aumentare il contenzioso giudiziario. Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter! ISCRIVITI POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE 23/01/2026 Governo e Parlamento Ddl professioni sanitarie, Federsanità: attuazione decisiva per qualità e sicurezza Governo e Parlamento Ddl professioni sanitarie, Federsanità: attuazione decisiva per quali tà e sicurezza Federsanità valuta il Ddl sulle professioni sanitarie un passaggio strategico, ma chiede un’attuazione condivisa con Regioni e aziende 23/01/2026 Governo e Parlamento Prevenzione veterinaria, Gemmato: “Il 70% delle infezioni emergenti nasce dagli animali” Governo e Parlamento Prevenzione veterinaria, Gemmato: “Il 70% delle infezioni emergenti nasce dagli animali” Intervistato a margine della presentazione della Giornata nazionale per la Prevenzione Veterinaria, il sottosegretario Marcello Gemmato richiama il ruolo dei servizi veterinari nel controllo delle... 23/01/2026 Regioni e Asl In Lombardia nasce FibronetCare, prima rete regionale per la fibromialgia Regioni e Asl In Lombardia nasce FibronetCare, prima rete regionale per la fibromialgia Presentata a Milano FibronetCare, rete regionale che integra centri di reumatologia  23/01/2026 Regioni e Asl Tumore prostata, Lombardia e Basilicata aprono percorsi regionali strutturati per lo screening Regioni e Asl Tumore prostata, Lombardia e Basilicata aprono percorsi regionali strutturati per lo screening Lombardia e Basilicata hanno attivato programmi regionali di screening per il tumore della prostata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302946108525.PDF §---§ title§§ Ddl professioni sanitarie, Federsanità: attuazione decisiva per qualità e sicurezza link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945008526.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 23 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-23T11:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945008526.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945008526.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/governo-e-parlamento/6856/ddl-professioni-sanitarie-federsanita-attuazione-decisiva-per-qualita-e-sicurezza.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945008526.PDF tp:ocr§§ Politica sanitaria Professioni sanitarie 23 Gennaio 2026 Ddl professioni sanitarie, Federsanità: attuazione decisiva per qualità e sicurezza Federsanità valuta il Ddl sulle professioni sanitarie un passaggio strategico, ma chiede un’attuazione condivisa con Regioni e aziende Il disegno di legge sulle professioni sanitarie e sulla responsabilità professionale rappresenta «un passaggio strategico per rafforzare qualità, sicurezza ed equità del Servizio sanitario nazionale», ma il successo della riforma dipenderà dalla capacità di garantirne «un’attuazione condivisa e coerente con i modelli organizzativi del Ssn». Lo ha dichiarato Gennaro Sosto, direttore generale dell’Asl Salerno e vicepresidente vicario di Federsanità, intervenendo in audizione informale presso la XII Commissione (Affari sociali) della Camera sul disegno di legge C.2700.Secondo Sosto, la fase attuativa dovrà valorizzare le professioni, tutelare gli operatori e «assicurare ai cittadini cure appropriate e di prossimità». Federsanità ha inoltre sottolineato la necessità di prevedere «il coinvolgimento di Regioni, aziende sanitarie ed enti locali», assicurando coerenza con lo sviluppo delle Case della comunità e degli Ospedali di comunità, sostenibilità organizzativa ed equità di accesso ai servizi su tutto il territorio nazionale.Tra le priorità indicate figurano «il rafforzamento del collegamento tra competenze e formazione», «un piano nazionale per affrontare la crisi del personale del Ssn con standard di dotazione sicura», «il riconoscimento e la certificazione delle competenze avanzate delle professioni sanitarie» e «una maggiore chiarezza nel riparto delle responsabilità tra professionisti e strutture», anche al fine di «garantire certezza del diritto e contrastare la medicina difensiva».Federsanità ha infine confermato «la propria disponibilità a collaborare con Parlamento e Governo nella fase attuativa della riforma». Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter! ISCRIVITI POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE 23/01/2026 Governo e Parlamento Prevenzione veterinaria, Gemmato: “Il 70% delle infezioni emergenti nasce dagli animali” Governo e Parlamento Prevenzione veterinaria, Gemmato: “Il 70% delle infezioni emergenti nasce dagli animali” Intervistato a margine della presentazione della Giornata nazionale per la Prevenzione Veterinaria, il sottosegretario Marcello Gemmato richiama il ruolo dei servizi veterinari nel controllo delle... 23/01/2026 Governo e Parlamento Professioni sanitarie, Gimbe: Personale "saccheggiato" di 33 miliardi. La riforma è a rischio Governo e Parlamento Professioni sanitarie, Gimbe: Personale "saccheggiato" di 33 miliardi. La riforma è a rischio In dodici anni la spesa per i professionisti è crollata dal 39,7% al 36,6%. Cartabellotta avverte: “Senza risorse il nuovo Ddl sarà solo un esercizio di stile. Il SSN rischia il collasso... 23/01/2026 Regioni e Asl In Lombardia nasce FibronetCare, prima rete regionale per la fibromialgia Regioni e Asl In Lombardia nasce FibronetCare, prima rete regionale per la fibromialgia Presentata a Milano FibronetCare, rete regionale che integra centri di reumatologia  23/01/2026 Regioni e Asl Tumore prostata, Lombardia e Basilicata aprono percorsi regionali strutturati per lo screening Regioni e Asl Tumore prostata, Lombardia e Basilicata aprono percorsi regionali strutturati per lo screening Lombardia e Basilicata hanno attivato programmi regionali di screening per il tumore della prostata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945008526.PDF §---§ title§§ Angioedema ereditario, approvata in Ue nuova terapia di profilassi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945108527.PDF description§§

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pubDate§§ 2026-01-23T11:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945108527.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945108527.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/terapia/6855/angioedema-ereditario-approvata-in-ue-nuova-terapia-di-profilassi.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945108527.PDF tp:ocr§§ Ricerca e cura Malattie rare 23 Gennaio 2026 Angioedema ereditario, approvata in Ue nuova terapia di profilassi La Commissione Europea ha autorizzato donidalorsen per la prevenzione degli attacchi di angioedema ereditario in adulti e adolescenti La Commissione Europea ha concesso l’autorizzazione alla commercializzazione di donidalorsen per la profilassi a lungo termine degli attacchi ricorrenti dell’angioedema ereditario (HAE) negli adulti e negli adolescenti con età pari o superiore ai 12 anni.L’angioedema ereditario è una malattia genetica rara, cronica e potenzialmente mortale che colpisce circa 15.000 pazienti in Europa. L’HAE è una malattia genetica che causa episodi imprevedibili di gonfiore che possono interessare gli arti, il viso, l’addome, gli organi genitali e la laringe. Circa il 50% dei pazienti con HAE presenta i primi sintomi entro i 10 anni e comunque la maggior parte manifesta i primi sintomi o il primo attacco entro i 18 anni. Ansia e depressione sono comuni nei pazienti con HAE, spesso causate dalla natura imprevedibile, dalla frequenza e dalla gravità degli episodi di gonfiore.“L’HAE colpisce i pazienti sia sul piano fisico che psicologico, con sintomi che possono minare fortemente la qualità di vita” afferma Mauro Cancian, Responsabile UOSD di Allergologia presso l’Azienda Ospedale Università di Padova, Presidente del network italiano per l’angioedema ITACA e chair dell’Angioedema Working Group dell’EAACI. Donidalorsen è una terapia di profilassi first in class mirata all’RNA per gli attacchi di HAE con somministrazione sottocutanea. È un oligonucleotide antisenso coniugato con ligando che riduce la produzione di precallicreina nel fegato, interrompendo il meccanismo patologico che causa gli attacchi e di ridurre quindi in modo significativo la frequenza di questi ultimi. Inoltre, offre la possibilità di ridurre il numero di somministrazioni rispetto alle attuali profilassi minimizzando quindi il burden of treatment, “Rappresentando quindi un’opportunità preziosa di profilassi a lungo termine sia per i pazienti che provengono da una terapia on demand, sia per quanti provengono da una precedente terapia profilattica che non è risultata efficace o che comportava effetti collaterali significativi” afferma Cancian.La decisione fa seguito al parere positivo del Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) di novembre 2025. La nuova autorizzazione si riferisce ai 27 Stati membri della UE, Islanda, Liechtenstein, e Norvegia.Donidalorsen ha dimostrato una riduzione significativa del tasso di attacchi di HAE rispetto a placebo nello studio di Fase 3 OASIS-HAE con una riduzione del 55% (tasso medio di attacchi 1,02 vs 2,26 del placebo) ogni otto settimane.Alla settimana 24, il 91% dei pazienti con somministrazione presentava malattia ben controllata rispetto al 41% dei pazienti nel gruppo placebo, secondo la misurazione con l’Angioedema Control Test, ed è stato osservato un miglioramento della qualità di vita, dimostrato da una riduzione rispetto al valore basale di 24,8 punti nel punteggio totale medio di Angioedema Quality-of-Life. Nello studio non sono stati identificati gravi eventi avversi che comprendono reazioni nel sito dell’iniezione, tipiche delle profilassi sottocutanee, aumento transitorio degli enzimi epatici e reazioni di ipersensibilità.Nel 2023 Ionis Pharmaceuticals, Inc. e Otsuka Pharmaceutical Co., Ltd hanno stipulato l’accordo iniziale di licenza per la commercializzazione di donidalorsen in Europa, con la successiva estensione all’area Asia Pacifico. “Donidalorsen potrebbe rappresentare un’opzione utile per le persone con angioedema ereditario, contribuendo a migliorare la gestione della quotidianità, sia in ambito lavorativo che scolastico” ha concluso Alessandro Lattuada, Managing Director Otsuka Italia. Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social segu endoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter! ISCRIVITI POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE 23/01/2026 Governo e Parlamento Ddl professioni sanitarie, Federsanità: attuazione decisiva per qualità e sicurezza Governo e Parlamento Ddl professioni sanitarie, Federsanità: attuazione decisiva per qualità e sicurezza Federsanità valuta il Ddl sulle professioni sanitarie un passaggio strategico, ma chiede un’attuazione condivisa con Regioni e aziende 23/01/2026 Governo e Parlamento Prevenzione veterinaria, Gemmato: “Il 70% delle infezioni emergenti nasce dagli animali” Governo e Parlamento Prevenzione veterinaria, Gemmato: “Il 70% delle infezioni emergenti nasce dagli animali” Intervistato a margine della presentazione della Giornata nazionale per la Prevenzione Veterinaria, il sottosegretario Marcello Gemmato richiama il ruolo dei servizi veterinari nel controllo delle... 23/01/2026 Governo e Parlamento Professioni sanitarie, Gimbe: Personale "saccheggiato" di 33 miliardi. La riforma è a rischio Governo e Parlamento Professioni sanitarie, Gimbe: Personale "saccheggiato" di 33 miliardi. La riforma è a rischio In dodici anni la spesa per i professionisti è crollata dal 39,7% al 36,6%. Cartabellotta avverte: “Senza risorse il nuovo Ddl sarà solo un esercizio di stile. Il SSN rischia il collasso... 23/01/2026 Regioni e Asl In Lombardia nasce FibronetCare, prima rete regionale per la fibromialgia Regioni e Asl In Lombardia nasce FibronetCare, prima rete regionale per la fibromialgia Presentata a Milano FibronetCare, rete regionale che integra centri di reumatologia tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945108527.PDF §---§ title§§ Tumore prostata, Lombardia e Basilicata aprono percorsi regionali strutturati per lo screening link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302944808528.PDF description§§

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pubDate§§ 2026-01-23T11:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302944808528.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302944808528.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/regioni-e-asl/6858/tumore-prostata-lombardia-e-basilicata-aprono-percorsi-regionali-strutturati-per-lo-screening.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302944808528.PDF tp:ocr§§ Politica sanitaria Screening 23 Gennaio 2026 Tumore prostata, Lombardia e Basilicata aprono percorsi regionali strutturati per lo screening Lombardia e Basilicata hanno attivato programmi regionali di screening per il tumore della prostata In assenza di un programma nazionale organizzato di screening per il tumore della prostata, Lombardia e Basilicata hanno attivato percorsi regionali strutturati di prevenzione e diagnosi precoce. I dati sono stati presentati in un report diffuso da Fondazione Onda ETS, che dal 2023 coordina tavoli di confronto interregionali sul tema.Secondo il report, nel 2024 in Italia si stimano 40.192 nuove diagnosi di tumore della prostata, che rappresenta la neoplasia più frequente nella popolazione maschile.In Lombardia, il programma è operativo da novembre 2024 ed è coordinato dalle Ats con il coinvolgimento delle Asst e degli Irccs. Il percorso prevede la compilazione di un questionario attraverso il Fascicolo sanitario elettronico, l’accesso al test del PSA mediante voucher, la visita urologica nei casi a rischio e, se indicato, risonanza magnetica e biopsia. A dicembre 2025 risultano circa 26.000 questionari compilati, 20.444 soggetti idonei al buono PSA, 6.996 PSA eseguiti, 1.122 visite urologiche e 98 risonanze proposte. È stato inoltre avviato il gestionale regionale Screen-Up per gli screening oncologici, con estensione prevista nel 2026. La fascia di età target sarà progressivamente ampliata dai 50–59 anni a partire da gennaio 2026 fino ai 69 anni entro la fine dell’anno.In Basilicata, il programma è attivo da giugno 2025 e coinvolge la popolazione tra i 45 e i 70 anni. Al mese di dicembre 2025 sono stati registrati 6.500 questionari, 3.700 PSA, 545 visite programmate (di cui 480 eseguite), 260 risonanze prescritte (di cui 165 effettuate), 22 biopsie, 9 diagnosi positive e 3 prostatectomie radicali. Il modello prevede una piattaforma digitale dedicata e l’estensione del percorso ai soggetti con rischio eredo-familiare.Il report evidenzia la necessità di definire un modello nazionale coordinato, con protocolli condivisi, indicatori omogenei, sistemi di monitoraggio e un’organizzazione multidisciplinare dei percorsi diagnostico-terapeutici. Viene inoltre richiamata l’attenzione sul tema della sostenibilità e sulla gestione del rischio di sovradiagnosi e trattamenti non appropriati. Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter! ISCRIVITI POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE 23/01/2026 Governo e Parlamento Ddl professioni sanitarie, Federsanità: attuazione decisiva per qualità e sicurezza Governo e Parlamento Ddl professioni sanitarie, Federsanità: attuazione decisiva per qualità e sicurezza Federsanità valuta il Ddl sulle professioni sanitarie un passaggio strategico, ma chiede un’attuazione condivisa con Regioni e aziende 23/01/2026 Governo e Parlamento Prevenzione veterinaria, Gemmato: “Il 70% delle infezioni emergenti nasce dagli animali” Governo e Parlamento Prevenzione veterinaria, Gemmato: “Il 70% delle infezioni emergenti nasce dagli animali” Intervistato a margine della presentazione della Giornata nazionale per la Prevenzione Veterinaria, il sottosegretario Marcello Gemmato richiama il ruolo dei servizi veterinari nel controllo delle... 23/01/2026 Governo e Parlamento Professioni sanitarie, Gimbe: Personale "saccheggiato" di 33 miliardi. La riforma è a rischio Governo e Parlamento Professioni sanitarie, Gimbe: Personale "saccheggiato" di 33 miliardi. La riforma è a rischio In dodici anni la spesa per i professionisti è crollata dal 39,7% al 36,6%. Cartabellotta avverte: “Senza risorse il nuovo Ddl sarà solo un esercizio di stile. Il SSN rischia il collasso... 23/01/2026 Regioni e Asl In Lombardia nasce FibronetCare, prima rete regionale per la fibromialgia Regioni e Asl In Lombardia nasce FibronetCare, prima rete regionale per la fibromialgia Presentata a Milano FibronetCare, rete regionale che integra centri di reumatologia tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302944808528.PDF §---§ title§§ Lupus eritematoso sistemico: nuovi dati sull’efficacia di anifrolumab per via endovenosa link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302944908529.PDF description§§

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pubDate§§ 2026-01-23T11:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302944908529.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302944908529.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/terapia/6854/lupus-eritematoso-sistemico-nuovi-dati-sull-efficacia-di-anifrolumab-per-via-endovenosa.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302944908529.PDF tp:ocr§§ Ricerca e cura Reumatologia 23 Gennaio 2026 Lupus eritematoso sistemico: nuovi dati sull’efficacia di anifrolumab per via endovenosa Lo studio TULIP-SC dimostra che anifrolumab somministrato per via sottocutanea riduce in maniera statisticamente significativa e clinicamente rilevante l’attività di malattia  Dall’analisi dello studio TULIP-SC I è emerso come anifrolumab somministrato per via sottocutanea ha portato a una riduzione statisticamente significativa e clinicamente rilevante dell’attività di malattia, rispetto al placebo, nei pazienti con lupus eritematoso sistemico (LES). I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Arthritis & Rheumatology.Nell’analisi risulta che il 56,2% dei pazienti che hanno ricevuto anifrolumab ha ottenuto una riduzione dell’attività di malattia alla settimana 52, rispetto al 37,1% che hanno ricevuto placebo, misurata utilizzando la scala British Isles Lupus Assessment Group based Composite Lupus Assessment (BICLA), risultato che si è dimostrato coerente con quello degli studi precedenti. Anifrolumab somministrato per via sottocutanea è risultato ben tollerato e la frequenza di eventi avversi globali è risultata equilibrata tra i due gruppi di trattamento con anifrolumab e con placebo. I risultati completi hanno confermato i dati dell’analisi ad interim, che era risultata statisticamente significativa. Il lupus eritematoso sistemico è una patologia che colpisce più di 3.4 milioni di persone a livello globale e rappresenta una delle principali cause di morte tra le giovani donne negli Stati Uniti ed è più comune tra le popolazioni asiatiche, nere o ispaniche. Convivere con il LES può essere doloroso, debilitante e avere un profondo impatto sul benessere mentale e finanziario dei pazienti. I pazienti con LES presentano un rischio più elevato di morte precoce e si stima che il 50% di essi sviluppi un danno d’organo irreversibile entro cinque anni dalla diagnosi a causa dell’attività della malattia e dell’utilizzo cronico di corticosteroidi orali. Ridurre l’attività della malattia e al contempo l’uso di OCS riduce il rischio di danno d’organo a lungo termine e aiuta i pazienti a evitare gli effetti debilitanti della malattia. Le raccomandazioni terapeutiche per il LES recentemente aggiornate sottolineano ora il raggiungimento della remissione secondo i criteri DORIS come obiettivo primario di cura e incoraggiano fortemente la riduzione graduale del dosaggio di OCS, fino all’interruzione, per minimizzarne l’esposizione a lungo termine.Anifrolumab è un anticorpo monoclonale completamente umanizzato che si lega alla sottounità 1 del recettore dell’interferone di tipo I, bloccando l’attività di tutti gli interferoni di tipo I. Anifrolumab somministrato tramite infusione per via endovenosa è il primo farmaco biologico ad aver mostrato dati di remissione nel LES nello studio TULIP-LTE. La somministrazione per via sottocutanea ha ricevuto l’approvazione nell’Unione Europea nel 2025 ed offre ai pazienti la possibilità di gestire il trattamento mediante auto-somministrazione al di fuori dell’ambiente clinico con il supporto di un operatore sanitario o di un caregiver, attraverso una procedura semplice.“Lo studio conferma l’efficacia di anifrolumab già dimostrata con la formulazione con somministrazione per via endovenosa, rafforzando l’importanza di puntare al raggiungimento della remissione di malattia come traguardo fondamentale per migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti - spiega la Prof.ssa Marta Mosca, Ordinario di Reumatologia presso l’Università degli Studi di Pisa, Direttore della Unità Operativa di Reumatologia e Responsabile della Lupus Clinic - L’autosomministrazione per via sottocutanea di anifrolumab rappresenta una nuova opportunità, in aggiunta alla somministrazione per via endovenosa già disponibile, particolarmente significativa per pazienti spesso fragili e con bisogni assistenziali complessi”.Sharon Barr, EVP BioPharmaceuticals R&D, AstraZeneca, dichiara: “Questi risultati rafforzano l’approccio unico di anifrolumab, che mira al recettore dell’interferone di tipo 1 per ridurre l’attività di malattia, con l’ulteriore vantaggio dell’autosomministrazione per via sottocutanea. I risultati dello studio TULIP-SC si basano sulle solide evidenze scientifiche di anifrolumab, che ha aiutato i pazienti a raggiungere la remissione e a ridurre significativamente la dipendenza dai corticosteroidi orali, rafforzando ulteriormente la nostra ambizione di trasformare il trattamento del lupus eritematoso sistemico.”  Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter! 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La riforma è a rischio Governo e Parlamento Professioni sanitarie, Gimbe: Personale "saccheggiato" di 33 miliardi. La riforma è a rischio In dodici anni la spesa per i professionisti è crollata dal 39,7% al 36,6%. Cartabellotta avverte: “Senza risorse il nuovo Ddl sarà solo un esercizio di stile. Il SSN rischia il collasso... 23/01/2026 Regioni e Asl In Lombardia nasce FibronetCare, prima rete regionale per la fibromialgia Regioni e Asl In Lombardia nasce FibronetCare, prima rete regionale per la fibromialgia Presentata a Milano FibronetCare, rete regionale che integra centri di reumatologia tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302944908529.PDF §---§ title§§ Piani di rientro, Consulta: fondi sanitari vincolati ai Lea. Stop a spese extra in Puglia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302900108977.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 23 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-23T13:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302900108977.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302900108977.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/regioni-e-asl/6863/piani-di-rientro-consulta-fondi-sanitari-vincolati-ai-lea-stop-a-spese-extra-in-puglia.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302900108977.PDF tp:ocr§§ Politica sanitaria Lea 23 Gennaio 2026 Piani di rientro, Consulta: fondi sanitari vincolati ai Lea. Stop a spese extra in Puglia La Corte Costituzione boccia le norme della regione Puglia sulla telemedicina Per le Regioni in piano di rientro, come la Puglia, i fondi del Servizio sanitario regionale sono preordinati al finanziamento dei livelli essenziali di assistenza e non possono essere utilizzati per spese che non sono direttamente destinate a prestazioni sanitarie. È quanto ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza numero 4 del 2026, depositata oggi, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli 98, comma 5, e 160, comma 2, della legge della Regione Puglia numero 42 del 2024, là dove prevedono l'erogazione di contributi del Fondo sanitario per finalità non direttamente riconducibili a prestazioni sanitarie.La Consulta ha affermato che a essere in  contrasto con la Costituzione non è l'impegno della Regione a  sostenere le spese per il potenziamento della telemedicina, ma la  copertura degli oneri connessi a tale iniziativa con le risorse  destinate alle spese per il finanziamento e la garanzia dei Lea.  Pertanto, nell'ipotesi in cui intenda potenziare la telemedicina, la  Regione deve reperire le risorse necessarie riducendo spese diverse da quelle sanitarie. Per la Corte inoltre sono infondate le questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 117 della legge della Regione Puglia numero 42 del 2024, in quanto tale disposizione si limita a prevedere che nei centri per la cura dei disturbi alimentari sia presente un biologo con la specializzazione in nutrizione, figura professionale prevista dalla legislazione statale.La Corte, infine, ha affermato che non sono costituzionalmente illegittimi in riferimento all'articolo 117 della Costituzione gli articoli 132 e 217 della legge pugliese che prevedono l'intercambiabilità, per un periodo massimo di 24 mesi, dei tecnici sanitari della riabilitazione nei centri specializzati per il trattamento dei disturbi dello spettro autistico e delle comunità riabilitative assistenziali psichiatriche dedicate ai pazienti autori di reati ad elevata complessità. La Corte, sottolineando che il legislatore regionale è intervenuto in un settore di particolare delicatezza per garantire l'avvio dei centri specializzati per la cura dei disturbi dello spettro autistico in ragione della carenza delle figure professionali necessarie sul territorio pugliese, ha tuttavia circoscritto la portata normativa di tali disposizioni stabilendo che l'intercambiabilità deve operare solo in via residuale e rigorosamente temporanea. Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter! ISCRIVITI POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE 23/01/2026 Governo e Parlamento Ddl professioni sanitarie, Federsanità: attuazione decisiva per qualità e sicurezza Governo e Parlamento Ddl professioni sanitarie, Federsanità: attuazione decisiva per qualità e sicurezza Federsanità valuta il Ddl sulle professioni sanitarie un passaggio strategico, ma chiede un’attuazione condivisa con Regioni e aziende 23/01/2026 Governo e Parlamento Prevenzione veterinaria, Gemmato: “Il 70% delle infezioni emergenti nasce dagli animali” Governo e Parlamento Prevenzione veterinaria, Gemmato: “Il 70% delle infezioni emergenti nasce dagli animali” Intervistato a margine della presentazione della Giornata nazionale per la Prevenzione Veterinaria, il sottosegretario Marcello Gemmato richiama il ruolo dei se rvizi veterinari nel controllo delle... 23/01/2026 Governo e Parlamento Professioni sanitarie, Gimbe: Personale "saccheggiato" di 33 miliardi. La riforma è a rischio Governo e Parlamento Professioni sanitarie, Gimbe: Personale "saccheggiato" di 33 miliardi. La riforma è a rischio In dodici anni la spesa per i professionisti è crollata dal 39,7% al 36,6%. Cartabellotta avverte: “Senza risorse il nuovo Ddl sarà solo un esercizio di stile. Il SSN rischia il collasso... 23/01/2026 Governo e Parlamento Sanità globale, gli Usa escono dall’Oms. Impatti su bilancio e governance Governo e Parlamento Sanità globale, gli Usa escono dall’Oms. Impatti su bilancio e governance Gli Stati Uniti hanno formalmente lasciato l’Oms il 22 gennaio dopo il periodo di preavviso tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302900108977.PDF §---§ title§§ Tumore prostata, Lombardia e Basilicata aprono percorsi regionali strutturati per lo screening link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302900608978.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 23 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-23T13:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302900608978.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302900608978.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/regioni-e-asl/6858/tumore-prostata-lombardia-e-basilicata-aprono-percorsi-strutturati-per-lo-screening.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302900608978.PDF tp:ocr§§ Politica sanitaria Screening 23 Gennaio 2026 Tumore prostata, Lombardia e Basilicata aprono percorsi strutturati per lo screening Lombardia e Basilicata hanno attivato programmi regionali di screening per il tumore della prostata In assenza di un programma nazionale organizzato di screening per il tumore della prostata, Lombardia e Basilicata hanno attivato percorsi regionali strutturati di prevenzione e diagnosi precoce. I dati sono stati presentati in un report diffuso da Fondazione Onda ETS, che dal 2023 coordina tavoli di confronto interregionali sul tema.Secondo il report, nel 2024 in Italia si stimano 40.192 nuove diagnosi di tumore della prostata, che rappresenta la neoplasia più frequente nella popolazione maschile.In Lombardia, il programma è operativo da novembre 2024 ed è coordinato dalle Ats con il coinvolgimento delle Asst e degli Irccs. Il percorso prevede la compilazione di un questionario attraverso il Fascicolo sanitario elettronico, l’accesso al test del PSA mediante voucher, la visita urologica nei casi a rischio e, se indicato, risonanza magnetica e biopsia. A dicembre 2025 risultano circa 26.000 questionari compilati, 20.444 soggetti idonei al buono PSA, 6.996 PSA eseguiti, 1.122 visite urologiche e 98 risonanze proposte. È stato inoltre avviato il gestionale regionale Screen-Up per gli screening oncologici, con estensione prevista nel 2026. La fascia di età target sarà progressivamente ampliata dai 50–59 anni a partire da gennaio 2026 fino ai 69 anni entro la fine dell’anno.In Basilicata, il programma è attivo da giugno 2025 e coinvolge la popolazione tra i 45 e i 70 anni. Al mese di dicembre 2025 sono stati registrati 6.500 questionari, 3.700 PSA, 545 visite programmate (di cui 480 eseguite), 260 risonanze prescritte (di cui 165 effettuate), 22 biopsie, 9 diagnosi positive e 3 prostatectomie radicali. Il modello prevede una piattaforma digitale dedicata e l’estensione del percorso ai soggetti con rischio eredo-familiare.Il report evidenzia la necessità di definire un modello nazionale coordinato, con protocolli condivisi, indicatori omogenei, sistemi di monitoraggio e un’organizzazione multidisciplinare dei percorsi diagnostico-terapeutici. Viene inoltre richiamata l’attenzione sul tema della sostenibilità e sulla gestione del rischio di sovradiagnosi e trattamenti non appropriati. Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter! ISCRIVITI POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE 23/01/2026 Governo e Parlamento Ddl professioni sanitarie, Federsanità: attuazione decisiva per qualità e sicurezza Governo e Parlamento Ddl professioni sanitarie, Federsanità: attuazione decisiva per qualità e sicurezza Federsanità valuta il Ddl sulle professioni sanitarie un passaggio strategico, ma chiede un’attuazione condivisa con Regioni e aziende 23/01/2026 Governo e Parlamento Prevenzione veterinaria, Gemmato: “Il 70% delle infezioni emergenti nasce dagli animali” Governo e Parlamento Prevenzione veterinaria, Gemmato: “Il 70% delle infezioni emergenti nasce dagli animali” Intervistato a margine della presentazione della Giornata nazionale per la Prevenzione Veterinaria, il sottosegretario Marcello Gemmato richiama il ruolo dei servizi veterinari nel controllo delle... 23/01/2026 Governo e Parlamento Professioni sanitarie, Gimbe: Personale "saccheggiato" di 33 miliardi. La riforma è a rischio Governo e Parlamento Professioni sanitarie, Gimbe: Personale "saccheggiato" di 33 miliardi. La riforma è a rischio In dodici anni la spesa per i professionisti è crollata dal 39,7% al 36,6%. Cartabellotta avverte: “Senza risorse il nuovo Ddl sarà solo un esercizio di stile. Il SSN rischia il collasso... 23/01/2026 Governo e Parlamento Sanità globale, gli Usa escono dall’Oms. Impatti su bilancio e governance Governo e Parlamento Sanità globale, gli Usa escono dall’Oms. Impatti su bilancio e governance Gli Stati Uniti hanno formalmente lasciato l’Oms il 22 gennaio dopo il periodo di preavviso tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302900608978.PDF §---§ title§§ Sanità globale, gli Usa escono dall’Oms. Impatti su bilancio e governance link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302900508981.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 23 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-23T13:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302900508981.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302900508981.PDF', 'title': 'sanita33.it'} tp:url§§ https://www.sanita33.it/governo-e-parlamento/6862/sanita-globale-gli-usa-escono-dall-oms-impatti-su-bilancio-e-governance.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302900508981.PDF tp:ocr§§ Politica sanitaria Usa 23 Gennaio 2026 Sanità globale, gli Usa escono dall’Oms. Impatti su bilancio e governance Gli Stati Uniti hanno formalmente lasciato l’Oms il 22 gennaio dopo il periodo di preavviso Gli Stati Uniti hanno formalmente lasciato l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) il 22 gennaio, dopo il periodo di preavviso previsto dalla normativa americana. La decisione dà attuazione all’ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump il primo giorno del mandato nel 2025. Secondo quanto riportato da Reuters, Washington non intende rientrare nell’agenzia né mantenere uno status di osservatore e prevede di collaborare con altri Paesi attraverso accordi diretti, anziché tramite un’organizzazione internazionale.In una nota congiunta dei Dipartimenti della Salute e di Stato, l’amministrazione statunitense ha indicato che i rapporti con l’Oms saranno limitati al fine di completare il processo di uscita. Un funzionario sanitario governativo ha dichiarato che non sono previsti né un ritorno né una partecipazione come osservatore. Il governo Usa ha inoltre confermato l’interruzione dei trasferimenti di risorse verso l’agenzia.Resta aperta la controversia sui contributi arretrati. In base alla normativa statunitense, il recesso dovrebbe essere preceduto dal pagamento di tutte le quote dovute, stimate in circa 260 milioni di dollari. Un funzionario del Dipartimento di Stato ha tuttavia contestato che la legge preveda l’obbligo di versamento prima dell’uscita. L’Oms ha riferito che gli Stati Uniti non hanno ancora saldato i contributi relativi agli anni 2024 e 2025. La questione sarà esaminata dal Consiglio esecutivo dell’organizzazione nel mese di febbraio, insieme alle modalità operative della gestione dell’uscita.Sul piano organizzativo, l’impatto finanziario è già in atto. Come riportato in precedenza da Reuters, gli Stati Uniti rappresentavano circa il 18% del finanziamento complessivo dell’Oms. La riduzione delle risorse ha avviato una revisione del bilancio dell’agenzia, con un dimezzamento del management e una riduzione programmata di circa un quarto del personale entro la metà dell’anno, insieme a una riorganizzazione delle attività operative.Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha invitato a riconsiderare la decisione. Esperti di salute globale hanno segnalato possibili ricadute sulla capacità operativa dell’organizzazione. Secondo Lawrence Gostin, direttore dell’O’Neill Institute for Global Health Law della Georgetown University, la scelta configurerebbe una violazione della normativa statunitense, anche se difficilmente contestabile sul piano politico. Interpellato da Reuters al Forum di Davos, Bill Gates, presidente della Gates Foundation, ha dichiarato di non attendersi un ripensamento a breve termine.Negli ultimi mesi l’amministrazione statunitense ha avviato l’uscita anche da altri organismi delle Nazioni Unite. Secondo Reuters, sono state avanzate da alcuni osservatori ipotesi sulla creazione di una nuova agenzia alternativa all’Oms, mentre un documento esaminato in precedenza dall’amministrazione suggeriva l’opzione di promuovere riforme interne e una maggiore leadership statunitense all’interno dell’organizzazione. Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su: Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter! ISCRIVITI POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE 23/01/2026 Governo e Parlamento Ddl professioni sanitarie, Federsanità: attuazione decisiva per qualità e sicurezza Governo e Parlamento Ddl professioni sanitarie, Federsanità: attuazione decisiva per qualità e sicurezza Federsanità valuta il Ddl sulle professioni sanitarie un passa ggio strategico, ma chiede un’attuazione condivisa con Regioni e aziende 23/01/2026 Governo e Parlamento Prevenzione veterinaria, Gemmato: “Il 70% delle infezioni emergenti nasce dagli animali” Governo e Parlamento Prevenzione veterinaria, Gemmato: “Il 70% delle infezioni emergenti nasce dagli animali” Intervistato a margine della presentazione della Giornata nazionale per la Prevenzione Veterinaria, il sottosegretario Marcello Gemmato richiama il ruolo dei servizi veterinari nel controllo delle... 23/01/2026 Governo e Parlamento Professioni sanitarie, Gimbe: Personale "saccheggiato" di 33 miliardi. La riforma è a rischio Governo e Parlamento Professioni sanitarie, Gimbe: Personale "saccheggiato" di 33 miliardi. La riforma è a rischio In dodici anni la spesa per i professionisti è crollata dal 39,7% al 36,6%. Cartabellotta avverte: “Senza risorse il nuovo Ddl sarà solo un esercizio di stile. Il SSN rischia il collasso... 23/01/2026 Regioni e Asl In Lombardia nasce FibronetCare, prima rete regionale per la fibromialgia Regioni e Asl In Lombardia nasce FibronetCare, prima rete regionale per la fibromialgia Presentata a Milano FibronetCare, rete regionale che integra centri di reumatologia tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302900508981.PDF §---§ title§§ Dalla nascita di ChatGPT Salute ai dubbi di Google: l’IA tra opportunità e rischi in sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302870708823.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sanitainsicilia.it" del 23 Jan 2026

OpenAI lancia ChatGPT Salute, Google frena sulle risposte mediche della sua IA. Due scelte opposte che riaccendono il dibattito su opportunità e rischi dell’intelligenza artificiale in sanità.

pubDate§§ 2026-01-23T12:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302870708823.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302870708823.PDF', 'title': 'sanitainsicilia.it'} tp:url§§ https://www.sanitainsicilia.it/dalla-nascita-di-chatgpt-salute-ai-dubbi-di-google-lia-tra-opportunita-e-rischi-in-sanita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302870708823.PDF tp:ocr§§ Nel giro di poche settimane, il rapporto tra intelligenza artificiale e salute ha subito una brusca accelerazione. Da un lato OpenAI ha annunciato il lancio di ChatGPT Salute, un ambiente dedicato alle informazioni sanitarie personali, progettato per affiancare, e non sostituire, il medico. Dall’altro Google ha scelto una linea opposta, limitando o rimuovendo alcune risposte mediche generate da AI Overview dopo un’inchiesta del Guardian che ha messo in dubbio l’accuratezza clinica dei suoi “sommari” automatici.Due strategie divergenti che fotografano la stessa inquietudine. L’ingresso sempre più profondo dell’IA in un ambito delicatissimo come quello sanitario, dove un’informazione imprecisa non è solo un errore, ma può diventare un rischio concreto per la salute delle persone.La decisione di Google di ridimensionare le risposte dell’IA su quesiti medici, come i valori di riferimento degli esami del sangue o i parametri della pressione arteriosa, nasce da una criticità strutturale ovvero l’assenza di contesto clinico. Le risposte automatiche forniscono valori medi che non tengono conto di variabili decisive come età, sesso, condizioni pregresse e comorbilità.È proprio su questo punto che si concentra l’analisi di Tiziano Innocenti, direttore dell’Unità di metodologia della ricerca della Fondazione GIMBE:“L’intelligenza artificiale generativa, se impiegata con consapevolezza, può aiutare i cittadini a orientarsi meglio: spiegare termini medici complessi, preparare domande per la visita, riassumere informazioni o tradurre referti in un linguaggio più semplice”. Ma il confine è sottile. “Questi sistemi non “ragionano” come un professionista sanitario e non verificano la correttezza dei contenuti che producono. Generano testi fluidi e convincenti, che possono sembrare autorevoli anche quando contengono errori”.Un’informazione apparentemente corretta può dunque diventare fuorviante se estrapolata dalla realtà individuale del paziente. Un anziano con patologie cardiovascolari, ad esempio, ha obiettivi pressori diversi rispetto a un giovane adulto in buona salute. “Se il cittadino utilizza l’IA come se stesse parlando con un professionista, il rischio di disinformazione cresce: interpretazioni errate dei sintomi, sottovalutazione di segnali d’allarme o, al contrario, allarmismi ingiustificati”, avverte Innocenti.OpenAI, al contrario di Google, ha scelto di strutturare un ambiente separato e regolamentato per l’uso sanitario. ChatGPT Salute promette maggiori tutele sulla privacy, la possibilità di collegare cartelle cliniche e app di benessere e modelli sviluppati con il contributo diretto di centinaia di medici. Un tentativo di governare il fenomeno, più che di limitarlo.Ma quanto è solida, oggi, la base scientifica di queste applicazioni? Secondo Innocenti, le evidenze esistono, ma vanno lette con cautela: “Le prove scientifiche stanno aumentando, ma la loro qualità è ancora molto disomogenea. È importante distinguere tra la performance tecnica degli strumenti e la loro reale utilità clinica”.Se sul piano tecnico alcuni modelli mostrano buone prestazioni in compiti ben delimitati, come riassunti o supporto alla scrittura ma: “ben diverso è il quadro quando si valuta efficacia, sicurezza e appropriatezza in contesti reali”. Qui le evidenze sono ancora limitate e i rischi non sono solo teorici: “I modelli possono produrre informazioni false o inventate, le cosiddette allucinazioni, pur formulate in modo credibile. Possono riflettere distorsioni presenti nei dati di addestramento e mostrare prestazioni variabili in base alla lingua, al contesto clinico e alla complessità del caso, rendendo difficile un utilizzo standardizzato e sicuro. La lettura più prudente è quindi quella di una tecnologia promettente, ma non ancora matura per un impiego esteso nelle applicazioni cliniche.Le evidenze appaiono più solide per utilizzi a rischio contenuto, come il miglioramento della chiarezza dei testi, la comunicazione con i pazienti o il supporto alle attività amministrative e documentali. In ogni caso, l’output dovrebbe essere sempre controllato e validato da personale competente.”Un altro nodo cruciale riguarda l’uso diretto dell’IA da parte dei cittadini. Il rischio è che aumentino richieste inappropriate di esami e prestazioni. “Se un paziente inserisce sintomi generici , come stanchezza o mal di testa,  l’IA può restituire un ventaglio molto ampio di possibili cause, incluse patologie gravi, senza però stimarne la probabilità nel singolo caso”, spiega Innocenti. In alcune persone questo può tradursi in ansia e in una corsa agli esami “per sicurezza”.Ma l’effetto non è univoco. “Se utilizzati con consapevolezza, questi strumenti possono anche aiutare i pazienti a preparare domande da discutere con il medico e a capire che alcuni esami, in determinati contesti, hanno un valore limitato”. L’impatto sull’appropriatezza dipende dunque dal design dello strumento, dal modo in cui le risposte vengono presentate e dal livello di alfabetizzazione sanitaria dell’utente.Il rischio più grande resta quello di percepire l’IA come un sostituto del medico. “È fondamentale impedire che un sistema nato per generare testi venga usato come strumento decisionale clinico”, sottolinea Innocenti. “La prima regola è la trasparenza: l’utente deve sapere sempre di interagire con un’IA e comprenderne i limiti”.Diagnosi e decisioni terapeutiche, ricorda GIMBE, non sono delegabili a un algoritmo. “L’IA può supportare la comprensione di concetti e informazioni generali, ma non dovrebbe produrre output prescrittivi sul singolo caso, come indicazioni terapeutiche o dosaggi. Ancora più delicato il tema delle urgenze. In presenza di sintomi gravi, il sistema dovrebbe interrompere la conversazione e indirizzare esplicitamente verso un professionista o i servizi di emergenza.Servono inoltre audit periodici, monitoraggio continuo, canali per segnalare errori, garanzie sulla privacy e controlli per evitare discriminazioni. E soprattutto formazione: I professionisti devono saper interpretare criticamente gli output e usare l’IA come supporto comunicativo, non come scorciatoia clinica”.Il punto centrale, oggi, non è stabilire se l’intelligenza artificiale debba entrare nel campo della salute. È già successo. La vera sfida è culturale: spiegare ai cittadini che l’IA non “sa”, ma elabora; che non decide, ma genera risposte probabilistiche; che non sostituisce il giudizio clinico.Senza alfabetizzazione sanitaria e digitale, il rischio è quello di scambiare una risposta convincente per una risposta giusta. E in medicina, come dimostra il confronto tra Google e OpenAI, questa differenza non è mai stata così decisiva.Sviluppato, Gestito ed ottimizzato da Coffice s.r.l. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302870708823.PDF §---§ title§§ Gimbe, da 2012 la spesa per il personale sanitario ridotta di 33 miliardi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302938308347.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sumailombardia.info" del 23 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-23T10:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302938308347.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302938308347.PDF', 'title': 'sumailombardia.info'} tp:url§§ https://sumailombardia.info/sanita-nazionale/ansa/2026/01/23/gimbe-da-2012-la-spesa-per-il-personale-sanitario-ridotta-di-33-miliardi/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302938308347.PDF tp:ocr§§ Cartabellotta, ‘senza risorse il ddl sulle professioni sanitarie non risolverà i problemi’SUMAI Lombardia | Via Costanza Arconati, 9 - 20135 Milano | Email segreteria: lombardia@sumaiweb.it | Telefono: +39 02 475450© 2024 SUMAI Lombardia tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302938308347.PDF §---§ title§§ Gimbe, sanità pubblica senza ossigeno: dal 2012 33 miliardi euro sottratti al personale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303037809454.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "teleborsa.it" del 23 Jan 2026

"La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare...

pubDate§§ 2026-01-23T17:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303037809454.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303037809454.PDF', 'title': 'teleborsa.it'} tp:url§§ https://www.teleborsa.it/DettaglioNews/133_2026-01-23_TLB/Gimbe-sanit-pubblica-senza-ossigeno-dal-2012-33-miliardi-euro-sottratti-al-personale.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303037809454.PDF tp:ocr§§ Home Page  /  Notizie  /  Gimbe, sanità pubblica senza ossigeno: dal 2012 33 miliardi euro sottratti al personale Gimbe, sanità pubblica senza ossigeno: dal 2012 33 miliardi euro sottratti al personale Economia 23 gennaio 2026 - 17.48 (Teleborsa) - "La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare lettera morta e di non riuscire ad arginare la fuga dei professionisti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e a rendere davvero attrattive le professioni e le specialità mediche sempre più disertate. Preoccupa inoltre la revisione della norma sulla responsabilità professionale, che risolve parzialmente le criticità, ma ne introduce di nuove, finendo per equiparare impropriamente linee guida e buone pratiche clinico-assistenziali". È la posizione che Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, ha espresso nel corso dell’audizione di ieri presso la Camera dei Deputati sul DdL C. 2700, recante “Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”.Nella parte iniziale dell’audizione, il Presidente ha richiamato i numeri principali documentando che: In Italia i medici non mancano in valore assoluto: con 5,4 medici per 1.000 abitanti, il nostro Paese si colloca al secondo posto tra i paesi OCSE (media 3,9). "il paradosso – ha commentato Cartabellotta – è che oltre 92 mila medici non lavorano nel SSN né come dipendenti, né come convenzionati, né come medici in formazione specialistica". Le carenze sono selettive e riguardano i medici di famiglia (al 1° gennaio 2024 ne mancavano oltre 5.500) e tutte le specialità meno attrattive: emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare, cure palliative, medicina di comunità e delle cure primarie. La situazione più critica riguarda il personale infermieristico: l’Italia è al 23° posto su 31 paesi europei dell’area OCSE, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti (media OCSE 9,5) "Ma soprattutto – ha spiegato il Presidente – la professione non è più attrattiva e i laureati sono sempre meno: nell’anno accademico 2025-2026 il numero di domande di accesso ai corsi di laurea in infermieristica è stato addirittura inferiore a quello dei posti disponibili"."Di fronte a una crisi senza precedenti del personale sanitario – ha spiegato Cartabellotta – la sezione della legge delega dedicata alla valorizzazione delle professioni sanitarie si limita ad un’elencazione di princìpi molto generici, offrendo pochissime leve concrete. Il risultato è una norma sovrabbondante nella forma, ma povera nella sostanza: molte misure sono difficilmente attuabili e, soprattutto, non è previsto alcun investimento aggiuntivo»". Condividi``` Leggi anche Zona Euro, surplus delle partite correnti scende a 9 miliardi di euro a novembre Assogestioni, risparmio gestito: a novembre rallenta la raccolta Autonomia differenziata in sanità, Gimbe: "Equiparare Lea e Lep è scorciatoia per accelerare la legge" OPA Health Italia, CONSOB riavvia i termini istruttori tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303037809454.PDF §---§ title§§ Il buco nero della sanità: "Dal 2012 sottratti 33 miliardi al personale" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302933808382.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "today.it" del 23 Jan 2026

L''allarme della fondazione Gimbe: "Indebolito e demotivato il capitale umano del servizio sanitario nazionale"

pubDate§§ 2026-01-23T10:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302933808382.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302933808382.PDF', 'title': 'today.it'} tp:url§§ https://www.today.it/attualita/sanita-fondi-allarme.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302933808382.PDF tp:ocr§§ Sos sanità pubblica. Le spese per il personale si sono ridotte drasticamente dal 2012 al 2024: una perdita di almeno 33 miliardi di euro. Il calo è stato quantificato dalla fondazione Gimbe, organizzazione no-profit che si occupa di ricerca e informazione sulla sanità."Saccheggio di risorse pubbliche"La stima è stata illustrata dal presidente della fondazione Nino Cartabellotta durante un'audizione alla Camera sulla riforma delle professioni sanitarie. La simulazione dell'organizzazione ha mostrato come le risorse destinate al personale non abbiano tenuto il passo dell'aumento della spesa sanitaria: "È del tutto evidente che un 'saccheggio' di risorse pubbliche di tale portata ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del servizio sanitario nazionale, alimentando l'abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità", ha spiegato Cartabellotta.In particolare tra il 2012 e il 2024 la spesa per il personale è scesa dal 39,7 per cento delle risorse dedicate al comparto al 36,6 per cento. Un calo che si è tradotto, virtualmente, in una perdita di 33,04 miliardi, di cui 12,82 nel solo periodo 2020-2024. Ma il presidente della fondazione Gimbe ha puntato il dito anche contro l'assenza di fondi dedicati all'interno della riforma che stanno esaminando i deputati. "Senza risorse aggiuntive e vincolate al personale sanitario la legge delega e i successivi decreti legislativi rischiano di ridursi a un intervento meramente ordinamentale, incapace di incidere sulla crisi strutturale del personale sanitario, in termini sia di attrattività delle professioni e delle specialità più disertate, sia di capacità di trattenere i professionisti nel servizio pubblico", ha spiegato Cartabellotta.Chi guadagna miliardi sulla nostra saluteLe figure che mancanoIl quadro preoccupante della sanità pubblica non è una novità. In numeri assoluti nel nostro Paese non si può parlare di carenza dei camici bianchi: con 5,4 medici per 1.000 abitanti l'Italia è al secondo posto tra i paesi Ocse, dove si registra una media di 3,9 medici per 1.000 abitanti. Circa 92 mila medici lavorano però al di fuori del servizio sanitario. Secondo la fondazione le carenze riguardano specifiche figure. Si va dai medici di famiglia - con una carenza stimata di 5.500 unità - alle specialità meno attrattive, come emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia e medicina nucleare. Diverso invece il caso degli infermieri per i quali l'Italia, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti, è sotto la media Ocse di 9,5 per 1.000. Su questo fronte, ha spiegato Cartabellotta, la legge non sembra destinata a risolvere problemi. Criticità sono poi segnalate anche sul fronte della regolamentazione della responsabilità professionale, così come sul riordino dell'impiego degli specializzandi.Ospedali a rischio collasso: per il governo una grana da 350 milioni tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302933808382.PDF §---§ title§§ La stima della fondazione Gimbe sulla sanità: "Dal 2012 sottratti 33 miliardi al personale" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302953308453.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "today.it" del 23 Jan 2026

L''allarme della fondazione Gimbe: "Indebolito e demotivato il capitale umano del servizio sanitario nazionale"

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Estratto da pag. 1 di "today.it" del 23 Jan 2026

L''allarme della fondazione Gimbe: "Indebolito e demotivato il capitale umano del servizio sanitario nazionale"

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