title§§ SANITÀ, QUARTINI (M5S): “BRICIOLE PER PERSONALE, GOVERNO DISTRUGGE SSN” - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302965608576.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 23 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 23 Jan 2026
La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare lettera morta
pubDate§§ 2026-01-23T10:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302937208420.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302937208420.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/fondazione-gimbe-riforma-professioni-sanitarie-audizione-alla-camera-dei-deputati-33-miliardi-tolti-al-personale-dal-2012-sanita-pubblica-in-crisi-e-fuga-dal-ssn/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302937208420.PDF tp:ocr§§ La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare lettera morta--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302937208420.PDF §---§ title§§ M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «SANITÀ, QUARTINI (M5S): “BRICIOLE PER PERSONALE, GOVERNO DISTRUGGE SSN”» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302959208640.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 23 Jan 2026
È molto allarmante l''ultima analisi sul personale sanitario della Fondazione GIMBE, secondo cui dal 2012 al 2024 la spesa dedicata è scesa dal 39,7% della
pubDate§§ 2026-01-23T11:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302959208640.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302959208640.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/m5s-movimento-5-stelle-parlamento-sanita-quartini-m5s-briciole-per-personale-governo-distrugge-ssn/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302959208640.PDF tp:ocr§§ È molto allarmante l'ultima analisi sul personale sanitario della Fondazione GIMBE, secondo cui dal 2012 al 2024 la spesa dedicata è scesa dal 39,7% della--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302959208640.PDF §---§ title§§ Gimbe: Senza risorse non si ferma la fuga dal Servizio sanitario nazionale, -33 miliardi al personale dal 2012 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303223508111.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenzianova.com" del 23 Jan 2026
Gimbe: Senza risorse non si ferma la fuga dal Servizio sanitario nazionale, -33 miliardi al personale dal 2012 Leggi Agenzia Nova
pubDate§§ 2026-01-23T08:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303223508111.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303223508111.PDF', 'title': 'agenzianova.com'} tp:url§§ https://www.agenzianova.com/news/gimbe-senza-risorse-non-si-ferma-la-fuga-dal-servizio-sanitario-nazionale-33-miliardi-al-personale-dal-2012/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303223508111.PDF tp:ocr§§ Gimbe: Senza risorse non si ferma la fuga dal Servizio sanitario nazionale, -33 miliardi al personale dal 2012 Leggi Agenzia Nova--PARTIAL-- tp:writer§§ Redazione Agenzia Nova guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303223508111.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica “senza ossigeno”: GIMBE boccia la riforma delle professioni senza risorse – Agipress – Agenzia di stampa nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302956108481.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agipress.it" del 23 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "altoadige.it" del 23 Jan 2026
Alto Adige è il quotidiano online di Bolzano continuamente aggiornato, con foto e video, su cronaca, politica, sport, cultura, spettacoli ed economia
pubDate§§ 2026-01-23T10:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302956608482.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302956608482.PDF', 'title': 'altoadige.it'} tp:url§§ http://www.altoadige.it/salute-e-benessere/gimbe-da-2012-la-spesa-per-il-personale-sanitario-ridotta-di-33-miliardi-1.4274115 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302956608482.PDF tp:ocr§§ Dal 2012 al 2024 la spesa per il personale sanitario è scesa dal 39,7% della spesa sanitaria al 36,6%. Un calo che si traduce, virtualmente, in una perdita di 33,04 miliardi, di cui 12,82 nel solo periodo 2020-2024. È la stima illustrata dal presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, nel corso dell'audizione presso la Camera dei Deputati sul disegno di legge di riforma delle professioni sanitarie.La simulazione di Fondazione Gimbe mostra come le risorse destinate al personale non abbiano tenuto il passo dell'aumento della spesa sanitaria: "È del tutto evidente che un "saccheggio" di risorse pubbliche di tale portata ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del servizio sanitario nazionale, alimentando l'abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità", dice Cartabellotta.Proprio l'assenza di fondi dedicati rappresenta una delle criticità del disegno di legge. "Senza risorse aggiuntive e vincolate al personale sanitario la legge delega e i successivi decreti legislativi rischiano di ridursi a un intervento meramente ordinamentale, incapace di incidere sulla crisi strutturale del personale sanitario, in termini sia di attrattività delle professioni e delle specialità più disertate, sia di capacità di trattenere i professionisti nel servizio pubblico", aggiunge Cartabellotta.I numeri della crisi sono da tempo noti. In numero assoluto, nel nostro Paese non si può parlare di carenza di medici: con 5,4 medici per 1.000 abitanti siamo al secondo posto tra i paesi Ocse, dove si registra una media di 3,9 medici per 1.000 abitanti. Circa 92 mila medici lavorano però al di fuori del servizio sanitario. Le carenze riguardano specifiche figure: medici di famiglia (una carenza stimata di 5.500 unità) e le specialità meno attrattive, come emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare. Diverso il caso degli infermieri per i quali l'Italia, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti, è sotto la media Ocse di 9,5 per 1.000.Su questo fronte, secondo Cartabellotta, la legge non sembra destinata a risolvere problemi. Criticità sono segnalate anche sul fronte della regolamentazione della responsabilità professionale, così come sul riordino dell'impiego degli specializzandi. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302956608482.PDF §---§ title§§ Gimbe, da 2012 la spesa per il personale sanitario ridotta di 33 miliardi - Sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302930308235.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 23 Jan 2026
Dal 2012 al 2024 la spesa per il personale sanitario è scesa dal 39,7% della spesa sanitaria al 36,6%. Un calo che si traduce, virtualmente, in una perdita di 33,04 miliardi, di cui 12,82 nel solo periodo 2020-2024. (ANSA)
pubDate§§ 2026-01-23T09:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302930308235.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302930308235.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/01/23/gimbe-da-2012-la-spesa-per-il-personale-sanitario-ridotta-di-33-miliardi_36e3fc81-bcea-4830-ad53-62be654d63c6.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302930308235.PDF tp:ocr§§ Dal 2012 al 2024 la spesa per ilpersonale sanitario è scesa dal 39,7% della spesa sanitaria al36,6%. Un calo che si traduce, virtualmente, in una perdita di33,04 miliardi, di cui 12,82 nel solo periodo 2020-2024. È lastima illustrata dal presidente della Fondazione Gimbe NinoCartabellotta, nel corso dell'audizione presso la Camera deiDeputati sul disegno di legge di riforma delle professionisanitarie. La simulazione di Fondazione Gimbe mostra come le risorsedestinate al personale non abbiano tenuto il passo dell'aumentodella spesa sanitaria: "È del tutto evidente che un "saccheggio"di risorse pubbliche di tale portata ha progressivamenteindebolito e demotivato il capitale umano del servizio sanitarionazionale, alimentando l'abbandono del servizio pubblico e lacrescente disaffezione verso alcune professioni e specialità",dice Cartabellotta. Proprio l'assenza di fondi dedicati rappresenta una dellecriticità del disegno di legge. "Senza risorse aggiuntive evincolate al personale sanitario la legge delega e i successividecreti legislativi rischiano di ridursi a un interventomeramente ordinamentale, incapace di incidere sulla crisistrutturale del personale sanitario, in termini sia diattrattività delle professioni e delle specialità più disertate,sia di capacità di trattenere i professionisti nel serviziopubblico", aggiunge Cartabellotta. I numeri della crisi sono da tempo noti. In numero assoluto,nel nostro Paese non si può parlare di carenza di medici: con5,4 medici per 1.000 abitanti siamo al secondo posto tra i paesiOcse, dove si registra una media di 3,9 medici per 1.000abitanti. Circa 92 mila medici lavorano però al di fuori delservizio sanitario. Le carenze riguardano specifiche figure:medici di famiglia (una carenza stimata di 5.500 unità) e lespecialità meno attrattive, come emergenza-urgenza, disciplinedi laboratorio, radioterapia, medicina nucleare. Diverso il casodegli infermieri per i quali l'Italia, con 6,9 infermieri per1.000 abitanti, è sotto la media Ocse di 9,5 per 1.000. Su questo fronte, secondo Cartabellotta, la legge non sembradestinata a risolvere problemi. Criticità sono segnalate anchesul fronte della regolamentazione della responsabilitàprofessionale, così come sul riordino dell'impiego deglispecializzandi. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302930308235.PDF §---§ title§§ Gimbe, da 2012 la spesa per il personale sanitario ridotta di 33 miliardi - Sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302940508325.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 23 Jan 2026
Dal 2012 al 2024 la spesa per il personale sanitario è scesa dal 39,7% della spesa sanitaria al 36,6%. Un calo che si traduce, virtualmente, in una perdita di 33,04 miliardi, di cui 12,82 nel solo periodo 2020-2024. (ANSA)
pubDate§§ 2026-01-23T10:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302940508325.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302940508325.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/01/23/gimbe-da-2012-la-spesa-per-il-personale-sanitario-ridotta-di-33-miliardi_36e3fc81-bcea-4830-ad53-62be654d63c6.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302940508325.PDF tp:ocr§§ Dal 2012 al 2024 la spesa per il personale sanitario è scesa dal 39,7% della spesa sanitaria al 36,6%. Un calo che si traduce, virtualmente, in una perdita di 33,04 miliardi, di cui 12,82 nel solo periodo 2020-2024. È la stima illustrata dal presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, nel corso dell'audizione presso la Camera dei Deputati sul disegno di legge di riforma delle professioni sanitarie. La simulazione di Fondazione Gimbe mostra come le risorse destinate al personale non abbiano tenuto il passo dell'aumento della spesa sanitaria: "È del tutto evidente che un "saccheggio" di risorse pubbliche di tale portata ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del servizio sanitario nazionale, alimentando l'abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità", dice Cartabellotta. Proprio l'assenza di fondi dedicati rappresenta una delle criticità del disegno di legge. "Senza risorse aggiuntive e vincolate al personale sanitario la legge delega e i successivi decreti legislativi rischiano di ridursi a un intervento meramente ordinamentale, incapace di incidere sulla crisi strutturale del personale sanitario, in termini sia di attrattività delle professioni e delle specialità più disertate, sia di capacità di trattenere i professionisti nel servizio pubblico", aggiunge Cartabellotta. I numeri della crisi sono da tempo noti. In numero assoluto, nel nostro Paese non si può parlare di carenza di medici: con 5,4 medici per 1.000 abitanti siamo al secondo posto tra i paesi Ocse, dove si registra una media di 3,9 medici per 1.000 abitanti. Circa 92 mila medici lavorano però al di fuori del servizio sanitario. Le carenze riguardano specifiche figure: medici di famiglia (una carenza stimata di 5.500 unità) e le specialità meno attrattive, come emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare. Diverso il caso degli infermieri per i quali l'Italia, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti, è sotto la media Ocse di 9,5 per 1.000. Su questo fronte, secondo Cartabellotta, la legge non sembra destinata a risolvere problemi. Criticità sono segnalate anche sul fronte della regolamentazione della responsabilità professionale, così come sul riordino dell'impiego degli specializzandi. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302940508325.PDF §---§ title§§ Gimbe, da 2012 la spesa per il personale sanitario ridotta di 33 miliardi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302894809036.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 23 Jan 2026
Dal 2012 al 2024 la spesa per il personale sanitario è scesa dal 39,7% della spesa sanitaria al 36,6%. Un calo che si traduce, virtualmente, in una perdita di 33,04 miliardi, di cui 12,82 nel solo periodo 2020-2024. (ANSA)
pubDate§§ 2026-01-23T14:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302894809036.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302894809036.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/01/23/gimbe-da-2012-la-spesa-per-il-personale-sanitario-ridotta-di-33-miliardi_36e3fc81-bcea-4830-ad53-62be654d63c6.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302894809036.PDF tp:ocr§§ Dal 2012 al 2024 la spesa per il personale sanitario è scesa dal 39,7% della spesa sanitaria al 36,6%. Un calo che si traduce, virtualmente, in una perdita di 33,04 miliardi, di cui 12,82 nel solo periodo 2020-2024. È la stima illustrata dal presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, nel corso dell'audizione presso la Camera dei Deputati sul disegno di legge di riforma delle professioni sanitarie. La simulazione di Fondazione Gimbe mostra come le risorse destinate al personale non abbiano tenuto il passo dell'aumento della spesa sanitaria: "È del tutto evidente che un "saccheggio" di risorse pubbliche di tale portata ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del servizio sanitario nazionale, alimentando l'abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità", dice Cartabellotta. Proprio l'assenza di fondi dedicati rappresenta una delle criticità del disegno di legge. "Senza risorse aggiuntive e vincolate al personale sanitario la legge delega e i successivi decreti legislativi rischiano di ridursi a un intervento meramente ordinamentale, incapace di incidere sulla crisi strutturale del personale sanitario, in termini sia di attrattività delle professioni e delle specialità più disertate, sia di capacità di trattenere i professionisti nel servizio pubblico", aggiunge Cartabellotta. I numeri della crisi sono da tempo noti. In numero assoluto, nel nostro Paese non si può parlare di carenza di medici: con 5,4 medici per 1.000 abitanti siamo al secondo posto tra i paesi Ocse, dove si registra una media di 3,9 medici per 1.000 abitanti. Circa 92 mila medici lavorano però al di fuori del servizio sanitario. Le carenze riguardano specifiche figure: medici di famiglia (una carenza stimata di 5.500 unità) e le specialità meno attrattive, come emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare. Diverso il caso degli infermieri per i quali l'Italia, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti, è sotto la media Ocse di 9,5 per 1.000. Su questo fronte, secondo Cartabellotta, la legge non sembra destinata a risolvere problemi. Criticità sono segnalate anche sul fronte della regolamentazione della responsabilità professionale, così come sul riordino dell'impiego degli specializzandi. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302894809036.PDF §---§ title§§ Carenza record: mancano 16mila dottori. Reparti sotto organico in tutta Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302993809894.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "borderline24.com" del 23 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "dimensioneinfermiere.it" del 23 Jan 2026
Non mancano i medici, ma gli infermieri: è questa la vera emergenza silenziosa che sta logorando il Servizio sanitario nazionale.
pubDate§§ 2026-01-23T18:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303062409720.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303062409720.PDF', 'title': 'dimensioneinfermiere.it'} tp:url§§ https://www.dimensioneinfermiere.it/gimbe-troppi-medici-pochi-infermieri/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303062409720.PDF tp:ocr§§ Non mancano i medici, ma gli infermieri: è questa la vera emergenza silenziosa che sta logorando il Servizio sanitario nazionale.--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303062409720.PDF §---§ title§§ Tg Commissioni, edizione del 23 gennaio 2026 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302994609886.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "dire.it" del 23 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "doctor33.it" del 23 Jan 2026
Secondo la Fondazione l’Italia ha un numero di medici sopra la media OCSE, ma oltre 92.000 lavorano fuori dal SSN. Persistono carenze in medicina generale
pubDate§§ 2026-01-23T12:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302869908767.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302869908767.PDF', 'title': 'doctor33.it'} tp:url§§ https://www.doctor33.it/articolo/66622/professioni-sanitarie-gimbe-medici-non-mancano-ma-lasciano-il-ssn-1 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302869908767.PDF tp:ocr§§ L’Italia dispone di 5,4 medici per 1.000 abitanti, un dato superiore alla media OCSE pari a 3,9, ma oltre 92.000 professionisti operano al di fuori del Servizio sanitario nazionale. Le carenze si concentrano in alcuni ambiti, a partire dalla medicina generale, con oltre 5.500 medici di famiglia mancanti, e in specialità come emergenza-urgenza, radioterapia, medicina nucleare, cure palliative e medicina di comunità / cure primarie. È quanto emerge dall’analisi presentata da Fondazione Gimbe nel corso di un’audizione alla Camera sul disegno di legge di riforma delle professioni sanitarie.Secondo il presidente Nino Cartabellotta, il quadro riflette un progressivo indebolimento delle condizioni di lavoro nel settore pubblico. Tra il 2012 e il 2024 la spesa per il personale sanitario si è ridotta virtualmente di 33,04 miliardi di euro, con una contrazione della quota sulla spesa sanitaria totale dal 39,7% al 36,6%.Le criticità riguardano anche il personale infermieristico. Il rapporto in Italia è di 6,9 infermieri per 1.000 abitanti, a fronte di una media OCSE di 9,5, e per l’anno accademico 2025-2026 le domande di iscrizione ai corsi di laurea risultano inferiori ai posti disponibili.Gimbe evidenzia che il disegno di legge sulle professioni sanitarie presenta obiettivi condivisibili, ma, in assenza di risorse dedicate e in presenza della clausola di invarianza finanziaria, le misure previste potrebbero non produrre effetti concreti. «La legge delega rischia di ridursi a un intervento meramente ordinamentale», ha osservato Cartabellotta, sottolineando che «in assenza di risorse per trattenere i professionisti e rendere attrattive le carriere, il rilancio delle politiche del personale rimarrà un miraggio».Un ulteriore elemento di attenzione riguarda la revisione delle norme sulla responsabilità professionale. Secondo la Fondazione, l’equiparazione tra linee guida e buone pratiche clinico-assistenziali potrebbe generare un quadro di incertezza normativa e non rafforzare la tutela dei professionisti. «Questa impostazione rischia di non rafforzare la tutela dei professionisti e di creare un vuoto normativo», ha aggiunto Cartabellotta.???????????Gli algoritmi relativi alla medicina di emergenza rappresentano una risorsa fondamentale per i professionisti sanitari che, ciascuno nel proprio ambito...L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...Edra, sempre attenta a garantire una formazione completa e adeguata alle esigenze del sistema salute, ha progettato il nuovo corso...Introdurre la Medicina Narrativa nella progettazione dei percorsi di cura. Integrare la narrazione nel sistema cura e nel sistema persona...Inserisci le tue chiavi di accesso tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302869908767.PDF §---§ title§§ Gimbe, sanità pubblica senza ossigeno: dal 2012 33 miliardi euro sottratti al personale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303039109451.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "finanza.lastampa.it" del 23 Jan 2026
"La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare...
pubDate§§ 2026-01-23T17:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303039109451.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303039109451.PDF', 'title': 'finanza.lastampa.it'} tp:url§§ http://finanza.lastampa.it/News/2026/01/23/gimbe-sanita-pubblica-senza-ossigeno-dal-2012-33-miliardi-euro-sottratti-al-personale/MTMzXzIwMjYtMDEtMjNfVExC tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303039109451.PDF tp:ocr§§ "La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare lettera morta e di non riuscire ad arginare la fuga dei professionisti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e a rendere davvero attrattive le professioni e le specialità mediche sempre più disertate. Preoccupa inoltre la revisione della norma sulla responsabilità professionale, che risolve parzialmente le criticità, ma ne introduce di nuove, finendo per equiparare impropriamente linee guida e buone pratiche clinico-assistenziali". È la posizione che Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, ha espresso nel corso dell’audizione di ieri presso la Camera dei Deputati sul DdL C. 2700, recante “Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”.Nella parte iniziale dell’audizione, il Presidente ha richiamato i numeri principali documentando che: In Italia i medici non mancano in valore assoluto: con 5,4 medici per 1.000 abitanti, il nostro Paese si colloca al secondo posto tra i paesi OCSE (media 3,9). "il paradosso – ha commentato Cartabellotta – è che oltre 92 mila medici non lavorano nel SSN né come dipendenti, né come convenzionati, né come medici in formazione specialistica". Le carenze sono selettive e riguardano i medici di famiglia (al 1° gennaio 2024 ne mancavano oltre 5.500) e tutte le specialità meno attrattive: emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare, cure palliative, medicina di comunità e delle cure primarie. La situazione più critica riguarda il personale infermieristico: l’Italia è al 23° posto su 31 paesi europei dell’area OCSE, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti (media OCSE 9,5) "Ma soprattutto – ha spiegato il Presidente – la professione non è più attrattiva e i laureati sono sempre meno: nell’anno accademico 2025-2026 il numero di domande di accesso ai corsi di laurea in infermieristica è stato addirittura inferiore a quello dei posti disponibili"."Di fronte a una crisi senza precedenti del personale sanitario – ha spiegato Cartabellotta – la sezione della legge delega dedicata alla valorizzazione delle professioni sanitarie si limita ad un’elencazione di princìpi molto generici, offrendo pochissime leve concrete. Il risultato è una norma sovrabbondante nella forma, ma povera nella sostanza: molte misure sono difficilmente attuabili e, soprattutto, non è previsto alcun investimento aggiuntivo»". tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303039109451.PDF §---§ title§§ Gimbe, sanità pubblica senza ossigeno: dal 2012 33 miliardi euro sottratti al personale - Economia e Finanza link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303039009450.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "finanza.repubblica.it" del 23 Jan 2026
"La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare lettera morta e di non riuscire ad arginare la fuga
pubDate§§ 2026-01-23T17:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303039009450.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303039009450.PDF', 'title': 'finanza.repubblica.it'} tp:url§§ https://finanza.repubblica.it/News/2026/01/23/gimbe_sanita_pubblica_senza_ossigeno_dal_2012_33_miliardi_euro_sottratti_al_personale-133/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303039009450.PDF tp:ocr§§ "La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare lettera morta e di non riuscire ad arginare la fuga--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303039009450.PDF §---§ title§§ L’allarme di Gimbe: pronto soccorso e medicina generale, mancano medici e infermieri - HuffPost Italia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303067009618.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "huffingtonpost.it" del 23 Jan 2026
Le carenze riguardano figure chiave come i medici di medicina generale (con un deficit stimato di 5.500 unità) e le specialità meno attrattive, t…
pubDate§§ 2026-01-23T18:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303067009618.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303067009618.PDF', 'title': 'huffingtonpost.it'} tp:url§§ https://www.huffingtonpost.it/politica/2026/01/23/news/sanita_33_miliardi_in_meno_al_personale_del_ssn_lallarme_di_gimbe_medici_e_infermieri-21030968/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303067009618.PDF tp:ocr§§ Scegli di capire.GEDI Digital S.r.l. - Via Ernesto Lugaro 15, 10126 Torino - Partita IVA 06979891006La crisi del personale sanitario continua a rappresentare una delle principali emergenze del Servizio sanitario nazionale. Alle misure su cui il governo sta lavorando per affrontare le carenze di medici e infermieri arrivano critiche convergenti da Fondazione Gimbe, medici dell’emergenza-urgenza e rappresentanti della professione infermieristica, che denunciano l’assenza di investimenti dedicati e di politiche capaci di rendere davvero attrattivo il lavoro nel settore pubblico. Nel corso dell’audizione alla Camera dei Deputati sul disegno di legge di riforma delle professioni sanitarie, il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ha illustrato una simulazione dell'andamento della spesa sanitaria che fotografa una progressiva marginalizzazione del personale. Dal 2012 al 2024 la quota di spesa destinata a medici, infermieri e altri operatori è scesa dal 39,7% al 36,6%, con una perdita virtuale stimata in 33,04 miliardi di euro, di cui 12,82 miliardi nel solo periodo 2020-2024.Secondo Gimbe, le risorse destinate al personale non hanno seguito la crescita complessiva della spesa sanitaria. "È del tutto evidente che un ‘saccheggio’ di risorse pubbliche di tale portata ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del Servizio sanitario nazionale, alimentando l’abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità”, ha affermato Cartabellotta. Proprio l’assenza di fondi dedicati rappresenta una delle criticità centrali del disegno di legge delega: "Senza risorse aggiuntive e vincolate al personale sanitario la legge rischia di ridursi a un intervento meramente ordinamentale, incapace di incidere sulla crisi strutturale del settore".Un’analisi condivisa anche dai medici dell’emergenza-urgenza. Per Alessandro Riccardi, presidente Simeu, Società Italiana della Medicina di Emergenza-Urgenza, il quadro è ulteriormente aggravato dall’aumento della spesa sanitaria privata sostenuta direttamente dai cittadini. "I dati della Ragioneria dello Stato dimostrano un aumento preoccupante delle spese nella sanità privata e indicano la necessità di un cambio di rotta nella tutela del Servizio sanitario nazionale", sottolinea Riccardi a HuffPost. "Sulla carta, però, non ci sono prese di posizione reali per tutelare i professionisti e rendere il SSN realmente attrattivo".I numeri confermano una crisi selettiva. In Italia non manca il numero complessivo di medici – con 5,4 per 1.000 abitanti il Paese è al secondo posto tra quelli Ocse – ma circa 92mila professionisti operano al di fuori del Servizio sanitario nazionale. Le carenze riguardano figure chiave come i medici di medicina generale (con un deficit stimato di 5.500 unità) e le specialità meno attrattive, tra cui emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia e medicina nucleare. Ancora più critica è la situazione degli infermieri: con 6,9 professionisti per 1.000 abitanti, l’Italia resta ben al di sotto della media Ocse di 9,5.Su questo fronte interviene anche Antonio De Palma, presidente di Nursing Up, il sindacato nazionale degli infermieri e delle professioni sanitarie, che si dice "assolutamente d’accordo con le posizioni di Gimbe". "Si tratta di denunce specifiche che portiamo avanti da tempo", dice a HuffPost. "Le nostre indagini dimostrano che gli infermieri in Italia non ci sono perché il nostro Paese li paga collocandosi al terzultimo posto in Europa". Una condizione che spinge molti professionisti a lasciare il Servizio sanitario nazionale. "Quelli che ci sono sono sempre più propensi ad andare via, nel settore privato o addirittura all’estero".Di Palma critica inoltre quella che definisce una gestione incoerente delle politiche professionali. "In Parlamento è in discussione una norma che introduce tre nuove lauree magistrali per gli infermieri, che sono positive per l’evoluzione della cultura infermieristica e a vantagg io dei cittadini. Ma il problema resta sempre lo stesso: le risorse". Secondo il presidente di Nursing Up, creare nuovi percorsi formativi senza prevedere un adeguato inquadramento contrattuale rischia di essere inutile. "Come si possono formare specialisti con maggiori responsabilità e competenze diverse senza collocarli in contratti adeguati? È quello che è già accaduto con i laureati magistrali, oggi inseriti nel contratto del comparto sanità, che non ha nulla a che vedere con la loro formazione, invece che nel contratto della dirigenza".Per Riccardi, senza un’inversione di tendenza, il rischio è quello di un servizio pubblico sempre più fragile. "I servizi di emergenza continueranno a esistere, ma saranno mantenuti in vita da professionisti non specialisti, mentre il SSN diventerà sempre più zoppicante rispetto al privato", sottolinea ad HuffPost. Uno scenario che va in direzione opposta rispetto al modello difeso dalle società scientifiche e dai sindacati: "Noi crediamo in un servizio sanitario universalistico, gratuito e accessibile a tutti". Un obiettivo che, secondo tutti gli attori coinvolti, non può prescindere da investimenti strutturali sul personale, dalla revisione delle tutele professionali e da una strategia capace di trattenere medici e infermieri nel Servizio sanitario nazionale.HuffPost crede nel valore del confronto tra diverse opinioni. Partecipa al dibattito con gli altri membri della community.Scegli di capire.Copyright © 2019- 2026 GEDI Digital S.r.l. Tutti i diritti sono riservati GEDI Digital S.r.l. - Via Ernesto Lugaro 15, 10126 Torino - Partita IVA 06979891006 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303067009618.PDF §---§ title§§ Dalla nascita di ChatGPT Salute ai dubbi di Google: l’IA tra opportunità e rischi in sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303175707765.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilsicilia.it" del 23 Jan 2026
OpenAI lancia ChatGPT Salute, Google frena sulle risposte mediche della sua IA. Due scelte opposte che riaccendono il dibattito su opportunità e rischi dell’intelligenza artificiale in sanità.
pubDate§§ 2026-01-23T07:18:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303175707765.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303175707765.PDF', 'title': 'ilsicilia.it'} tp:url§§ https://ilsicilia.it/dalla-nascita-di-chatgpt-salute-ai-dubbi-di-google-lia-tra-opportunita-e-rischi-in-sanita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303175707765.PDF tp:ocr§§ Cronache localiIl NetworkNel giro di poche settimane, il rapporto tra intelligenza artificiale e salute ha subito una brusca accelerazione. Da un lato OpenAI ha annunciato il lancio di ChatGPT Salute, un ambiente dedicato alle informazioni sanitarie personali, progettato per affiancare, e non sostituire, il medico. Dall’altro Google ha scelto una linea opposta, limitando o rimuovendo alcune risposte mediche generate da AI Overview dopo un’inchiesta del Guardian che ha messo in dubbio l’accuratezza clinica dei suoi “sommari” automatici.Due strategie divergenti che fotografano la stessa inquietudine. L’ingresso sempre più profondo dell’IA in un ambito delicatissimo come quello sanitario, dove un’informazione imprecisa non è solo un errore, ma può diventare un rischio concreto per la salute delle persone.La decisione di Google di ridimensionare le risposte dell’IA su quesiti medici, come i valori di riferimento degli esami del sangue o i parametri della pressione arteriosa, nasce da una criticità strutturale ovvero l’assenza di contesto clinico. Le risposte automatiche forniscono valori medi che non tengono conto di variabili decisive come età, sesso, condizioni pregresse e comorbilità.È proprio su questo punto che si concentra l’analisi di Tiziano Innocenti, direttore dell’Unità di metodologia della ricerca della Fondazione GIMBE:“L’intelligenza artificiale generativa, se impiegata con consapevolezza, può aiutare i cittadini a orientarsi meglio: spiegare termini medici complessi, preparare domande per la visita, riassumere informazioni o tradurre referti in un linguaggio più semplice”. Ma il confine è sottile. “Questi sistemi non “ragionano” come un professionista sanitario e non verificano la correttezza dei contenuti che producono. Generano testi fluidi e convincenti, che possono sembrare autorevoli anche quando contengono errori”.Un’informazione apparentemente corretta può dunque diventare fuorviante se estrapolata dalla realtà individuale del paziente. Un anziano con patologie cardiovascolari, ad esempio, ha obiettivi pressori diversi rispetto a un giovane adulto in buona salute. “Se il cittadino utilizza l’IA come se stesse parlando con un professionista, il rischio di disinformazione cresce: interpretazioni errate dei sintomi, sottovalutazione di segnali d’allarme o, al contrario, allarmismi ingiustificati”, avverte Innocenti.OpenAI, al contrario di Google, ha scelto di strutturare un ambiente separato e regolamentato per l’uso sanitario. ChatGPT Salute promette maggiori tutele sulla privacy, la possibilità di collegare cartelle cliniche e app di benessere e modelli sviluppati con il contributo diretto di centinaia di medici. Un tentativo di governare il fenomeno, più che di limitarlo.Ma quanto è solida, oggi, la base scientifica di queste applicazioni? Secondo Innocenti, le evidenze esistono, ma vanno lette con cautela: “Le prove scientifiche stanno aumentando, ma la loro qualità è ancora molto disomogenea. È importante distinguere tra la performance tecnica degli strumenti e la loro reale utilità clinica”.Se sul piano tecnico alcuni modelli mostrano buone prestazioni in compiti ben delimitati, come riassunti o supporto alla scrittura ma: “ben diverso è il quadro quando si valuta efficacia, sicurezza e appropriatezza in contesti reali”. Qui le evidenze sono ancora limitate e i rischi non sono solo teorici: “I modelli possono produrre informazioni false o inventate, le cosiddette allucinazioni, pur formulate in modo credibile. Possono riflettere distorsioni presenti nei dati di addestramento e mostrare prestazioni variabili in base alla lingua, al contesto clinico e alla complessità del caso, rendendo difficile un utilizzo standardizzato e sicuro. La lettura più prudente è quindi quella di una tecnologia promettente, ma non ancora matura per un impiego esteso nelle applicazioni cliniche.Le evidenze appaiono più solide per utilizzi a rischio contenuto, come il miglioramento della chiarezza dei testi, l a comunicazione con i pazienti o il supporto alle attività amministrative e documentali. In ogni caso, l’output dovrebbe essere sempre controllato e validato da personale competente.”Un altro nodo cruciale riguarda l’uso diretto dell’IA da parte dei cittadini. Il rischio è che aumentino richieste inappropriate di esami e prestazioni. “Se un paziente inserisce sintomi generici , come stanchezza o mal di testa, l’IA può restituire un ventaglio molto ampio di possibili cause, incluse patologie gravi, senza però stimarne la probabilità nel singolo caso”, spiega Innocenti. In alcune persone questo può tradursi in ansia e in una corsa agli esami “per sicurezza”.Ma l’effetto non è univoco. “Se utilizzati con consapevolezza, questi strumenti possono anche aiutare i pazienti a preparare domande da discutere con il medico e a capire che alcuni esami, in determinati contesti, hanno un valore limitato”. L’impatto sull’appropriatezza dipende dunque dal design dello strumento, dal modo in cui le risposte vengono presentate e dal livello di alfabetizzazione sanitaria dell’utente.Il rischio più grande resta quello di percepire l’IA come un sostituto del medico. “È fondamentale impedire che un sistema nato per generare testi venga usato come strumento decisionale clinico”, sottolinea Innocenti. “La prima regola è la trasparenza: l’utente deve sapere sempre di interagire con un’IA e comprenderne i limiti”.Diagnosi e decisioni terapeutiche, ricorda GIMBE, non sono delegabili a un algoritmo. “L’IA può supportare la comprensione di concetti e informazioni generali, ma non dovrebbe produrre output prescrittivi sul singolo caso, come indicazioni terapeutiche o dosaggi. Ancora più delicato il tema delle urgenze. In presenza di sintomi gravi, il sistema dovrebbe interrompere la conversazione e indirizzare esplicitamente verso un professionista o i servizi di emergenza.Servono inoltre audit periodici, monitoraggio continuo, canali per segnalare errori, garanzie sulla privacy e controlli per evitare discriminazioni. E soprattutto formazione: I professionisti devono saper interpretare criticamente gli output e usare l’IA come supporto comunicativo, non come scorciatoia clinica”.Il punto centrale, oggi, non è stabilire se l’intelligenza artificiale debba entrare nel campo della salute. È già successo. La vera sfida è culturale: spiegare ai cittadini che l’IA non “sa”, ma elabora; che non decide, ma genera risposte probabilistiche; che non sostituisce il giudizio clinico.Senza alfabetizzazione sanitaria e digitale, il rischio è quello di scambiare una risposta convincente per una risposta giusta. E in medicina, come dimostra il confronto tra Google e OpenAI, questa differenza non è mai stata così decisiva.La Conferenza stampa a Palazzo d’Orleans.Il vescovo di Acireale affronta le criticità che affliggono i giovani, il deterioramento dei rapporti familiari per l’assenza sempre più frequente di comunicazioneLa 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionaleVi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.Copyright © ilSicilia | aut. Tribunale di Palermo n.11 del 29/09/2015 Editore: Mercurio Comunicazione Soc. Coop. A.R.L.Direttore Editoriale: Maurizio ScaglioneDirettore Responsabile: Maria Calabresep.zza Sant’Oliva, 9 – 90141 – Palermo – 091335557P.IVA: 06334930820Mercurio Comunicazione Società Cooperativa a r.l. è iscritta al Registro degli Operatori di Comunicazione al numero 26988Sito gestito da La Digitale srl – info@ladigitale.it tp:writer§§ Riccardo Vaccaro guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303175707765.PDF §---§ title§§ Sanità, Gravina: Con l’indagine conoscitiva sui LEA costruiamo un quadro oggettivo per affrontare divari e criticità del Servizio sanitario nazionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303032809248.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "informamolise.com" del 23 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "insalutenews.it" del 23 Jan 2026
Bologna, 23 gennaio 2026 - “La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare lettera morta e di non riuscire ad arginare la fuga dei professionisti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e a rendere davvero attrattive le professioni e le specialità mediche sempre più disertate.
pubDate§§ 2026-01-23T10:25:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302933108391.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302933108391.PDF', 'title': 'insalutenews.it'} tp:url§§ https://www.insalutenews.it/in-salute/33-miliardi-persi-in-12-anni-il-personale-sanitario-paga-il-conto-della-spending-review-report-gimbe/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=33-miliardi-persi-in-12-anni-il-personale-sanitario-paga-il-conto-della-spending-review-report-gimbe tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302933108391.PDF tp:ocr§§ Bologna, 23 gennaio 2026 – “La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare lettera morta e di non riuscire ad arginare la fuga dei professionisti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e a rendere davvero attrattive le professioni e le specialità mediche sempre più disertate.Preoccupa inoltre la revisione della norma sulla responsabilità professionale, che risolve parzialmente le criticità, ma ne introduce di nuove, finendo per equiparare impropriamente linee guida e buone pratiche clinico-assistenziali”. È la posizione che Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, ha espresso nel corso dell’audizione di ieri presso la Camera dei Deputati sul DdL C. 2700, recante “Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”.Personale sanitario: i numeri della crisiNella parte iniziale dell’audizione, il Presidente ha richiamato i numeri principali documentando che:In Italia i medici non mancano in valore assoluto: con 5,4 medici per 1.000 abitanti, il nostro Paese si colloca al secondo posto tra i paesi OCSE (media 3,9). “Il paradosso – ha commentato Cartabellotta – è che oltre 92 mila medici non lavorano nel SSN né come dipendenti, né come convenzionati, né come medici in formazione specialistica”.Le carenze sono selettive e riguardano i medici di famiglia (al 1° gennaio 2024 ne mancavano oltre 5.500) e tutte le specialità meno attrattive: emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare, cure palliative, medicina di comunità e delle cure primarie.La situazione più critica riguarda il personale infermieristico: l’Italia è al 23° posto su 31 paesi europei dell’area OCSE, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti (media OCSE 9,5). “Ma soprattutto – ha spiegato il Presidente – la professione non è più attrattiva e i laureati sono sempre meno: nell’anno accademico 2025-2026 il numero di domande di accesso ai corsi di laurea in infermieristica è stato addirittura inferiore a quello dei posti disponibili”.Professioni sanitarie: poche leve concreteDott. Nino Cartabellotta“Di fronte a una crisi senza precedenti del personale sanitario – ha spiegato Cartabellotta – la sezione della legge delega dedicata alla valorizzazione delle professioni sanitarie si limita ad un’elencazione di princìpi molto generici, offrendo pochissime leve concrete. Il risultato è una norma sovrabbondante nella forma, ma povera nella sostanza: molte misure sono difficilmente attuabili e, soprattutto, non è previsto alcun investimento aggiuntivo”. In dettaglio, il Presidente ha illustrato le valutazioni della Fondazione GIMBE sulle misure previste dal Capo I, distinguendo tra interventi privi di effetti tangibili, disposizioni che richiedono chiarimenti e misure con criticità di attuazione.Misure senza effetti tangibiliDiversi interventi introdotti dalla legge delega appaiono, nel complesso, incapaci di produrre cambiamenti reali: il riordino dell’impiego degli specializzandi, ad esempio, non interviene su contratti, tutele e continuità formazione-lavoro. Le misure finalizzate a ‘trattenere’ in servizio il personale sanitario si limitano a riconoscimenti formali, privi di progressioni economiche, professionali o incentivi concreti, anche nelle aree più disagiate. Analogamente, il tentativo di affinare la stima del fabbisogno di specializzandi non affronta il vero nodo, ovvero la crescente disaffezione verso numerose specialità, che alimenta le carenze indipendentemente da qualsiasi esercizio di programmazione.Misure che richiedono chiarimentiAlcune disposizioni risultano ambigue e poco definite. È il caso dell’aggiornamento dei criteri per la formazione manageriale del personale del SSN e della ridefinizione del percorso della medicina generale, rispetto al quale non è chiarito se si intenda o men o istituire una Scuola di Specializzazione e soprattutto allinearsi alla normativa europea.Misure con criticità attuativeAltre misure presentano criticità ancora più evidenti sul piano dell’attuazione: la semplificazione amministrativa e i meccanismi premiali dipendono quasi interamente da competenze e risorse regionali, in un contesto segnato da profonde disomogeneità organizzative e, soprattutto, dall’assenza di risorse aggiuntive. Anche il sistema nazionale di certificazione delle competenze rischia di restare marginale: in Italia la certificazione è facoltativa e gestita da soggetti privati e l’ipotesi di un accreditamento obbligatorio da parte del sistema pubblico non appare realistico nel contesto normativo attuale.Responsabilità professionale: attenzione al “rigore” delle fonti e al vacuum normativoIl Capo II del DdL delega rafforza lo scudo penale per i professionisti sanitari e tiene conto delle criticità organizzative del SSN per limitare la responsabilità penale e civile. Tuttavia, questa impostazione presenta criticità rilevanti legate all’evoluzione del Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG). Negli ultimi anni, infatti, la produzione documentale si è progressivamente spostata dalle linee guida alle buone pratiche clinico-assistenziali (BPCA), spesso basate sul consenso tra esperti e caratterizzate da un minore rigore metodologico.“Questa involuzione – spiega Nino Cartabellotta – non è stata accompagnata da un necessario intervento normativo, creando un vuoto che si riflette direttamente sulla responsabilità penale e civile dei professionisti sanitari”. Le società scientifiche, infatti, sono chiamate per legge a produrre linee guida, ma non buone pratiche clinico-assistenziali.“La scelta dell’Istituto Superiore di Sanità di estendere alle società scientifiche la possibilità di elaborare BPCA – ha precisato Cartabellotta – è avvenuta senza sanare una lacuna normativa, con il rischio di indebolire le tutele giuridiche dei professionisti sanitari, sia in ambito penale che civile”. Di conseguenza, la parificazione tra linee guida e BPCA rischia di generare incertezza applicativa, ampliare la discrezionalità dei giudici e, paradossalmente, aumentare il contenzioso.Il nodo delle risorse: una riforma sulla cartaNel corso dell’audizione,il Presidente ha documentato come, nel periodo 2012-2024, il capitolo di spesa per il personale sanitario sia stato notevolmente sacrificato. In termini percentuali, la quota destinata al personale dipendente e convenzionato è scesa dal 39,7% del 2012 al 36,6% del 2024. L’entità della riduzione emerge in tutta la sua gravità da una simulazione che ipotizza il mantenimento costante, nel periodo 2012-2024, della quota di spesa per il personale del 2012 (39,7%). In soli 12 anni il personale sanitario del SSN ha complessivamente “perso” € 33,04 miliardi, di cui € 12,82 miliardi nel solo periodo 2020-2024.“È del tutto evidente – ha commentato il Presidente – che un ‘saccheggio’ di risorse pubbliche di tale portata ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del SSN, alimentando l’abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità”.“Senza risorse aggiuntive e vincolate al personale sanitario – ha concluso Cartabellotta – la legge delega e i successivi decreti legislativi rischiano di ridursi a un intervento meramente ordinamentale, incapace di incidere sulla crisi strutturale del personale sanitario, in termini sia di attrattività delle professioni e delle specialità più disertate, sia di capacità di trattenere i professionisti nel servizio pubblico. In assenza di criteri rigorosi per la determinazione dei fabbisogni, la riforma rischia inoltre di produrre interventi disomogenei e di aggravare le diseguaglianze territoriali, anche in considerazione della legge sull’autonomia differenziata. È molto grave perché questa riforma rappresenta un’ultima chiamata per rilanciare le politiche del personale sanitario. Se anche questa volta si interverrà senza risorse, senza scelte strutturali e senza una visione di lungo periodo, il SSN non avrà più margini per recuperare il capitale umano perduto. In presenza della clausola di invarianza finanziaria, la legge delega sulle professioni sanitarie si traduce in un mero esercizio di stile, rendendo di fatto impossibile il rilancio delle politiche del personale sanitario, condicio sine qua non per la sopravvivenza del SSN e per la tutela della salute pubblica”. tp:writer§§ insalutenews.it guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302933108391.PDF §---§ title§§ Medici e infermieri: i numeri della crisi e la riforma delle professioni sanitarie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302894909037.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lapresse.it" del 23 Jan 2026
Medici e infermieri verso la riforma delle professioni sanitarie: l''analisi di Gimbe, Fnomceo e Nursind.
pubDate§§ 2026-01-23T14:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302894909037.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302894909037.PDF', 'title': 'lapresse.it'} tp:url§§ https://www.lapresse.it/salute/sanita/2026/01/23/medici-e-infermieri-i-numeri-della-crisi-e-la-riforma-delle-professioni-sanitarie/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302894909037.PDF tp:ocr§§ Accesso ArchiviUltima oraHome > Salute > Sanità > Medici e infermieri: i numeri della crisi e la riforma delle professioni sanitarieMedici e infermieri verso la riforma delle professioni sanitarie: l’analisi di Gimbe, Fnomceo e Nursind.Il sogno del camice bianco si scontra in Italia, ormai da anni, con una realtà che tende ad allontanare i medici dalla sanità pubblica. Il fatto è, come ha puntualizzato il presidente di Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta – in audizione alla Camera sulla Legge delega di riforma delle professioni sanitarie – che in Italia non mancano medici in assoluto.Solo che un piccolo esercito di oltre 92 mila professionisti “non lavorano nel Ssn né come dipendenti, né come convenzionati, né come medici in formazione specialistica”. Le carenze, insomma, ci sono ma sono selettive e riguardano i medici di famiglia (al 1 gennaio 2024 ne mancavano oltre 5.500) e alcune specialità ‘chiave’: emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare, cure palliative, medicina di comunità e delle cure primarie.La situazione più critica, però, riguarda gli infermieri: l’Italia è al 23.mo posto su 31 Paesi europei dell’area Ocse, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti (media 9,5). E “nell’anno accademico 2025-2026 il numero di domande di accesso ai corsi di laurea in infermieristica è stato addirittura inferiore a quello dei posti disponibili”, sottolineano da Gimbe.“Di fronte a una crisi senza precedenti del personale sanitario, la sezione della legge delega dedicata alla valorizzazione delle professioni sanitarie si limita ad un’elencazione di princìpi molto generici, offrendo pochissime leve concrete. Il risultato è una norma sovrabbondante nella forma, ma povera nella sostanza: molte misure sono difficilmente attuabili e, soprattutto, non è previsto alcun investimento aggiuntivo”, lamenta il numero uno di Gimbe. Cartabellotta è convinto che i princìpi della norma sia “condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario, rischiano di restare lettera morta e di non riuscire ad arginare la fuga dei professionisti dal Servizio Sanitario Nazionale e a rendere davvero attrattive le professioni e le specialità mediche sempre più disertate. Preoccupa inoltre la revisione della norma sulla responsabilità professionale: risolve parzialmente le criticità, ma ne introduce di nuove, finendo per equiparare impropriamente linee guida e buone pratiche clinico-assistenziali”. Per il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega, quella sulle professioni sanitarie è “una riforma ancora troppo blanda che, purtroppo, non aggiunge nulla alla professione degli infermieri. Non c’è la minima traccia, infatti, di una revisione delle regole dell’esercizio professionale, ferme al secolo scorso”. “Eppure, mai come in questo momento, il nostro lavoro avrebbe bisogno di essere valorizzato per ritornare ad essere attrattivo. Spiace constatare che nessuno dei nostri input sia stato recepito e, quindi, che in generale non si sia compresa a fondo la crisi che vive questa professione e che rischia di travolgere l’intero Ssn”, scandisce Bottega.Più articolato il giudizio della Federazione degli Ordini dei medici. “Nell’apprezzare alcuni contenuti del provvedimento, ribadiamo la necessità di investire nel Servizio sanitario nazionale per continuare a garantire universalità, uguaglianza ed equità nelle cure”, ha detto in audizione il vicepresidente Fnomceo Giovanni Leoni.Dalla formazione dei medici alla sicurezza delle cure, dalle applicazioni dell’Intelligenza artificiale in medicina alla riduzione delle disuguaglianze di salute, dall’equo compenso alle società tra professionisti, sino ad arrivare alla revisione della Legge Lorenzin, che otto anni fa, ha riordinato la disciplina delle professioni sanitarie, diversi i temi al centro delle proposte Fnomceo.Uno l’elemento fondamentale: “Occorre una migliore governance del ministero della Salute – ha auspicato Leoni – che gestisca la materia d ella contrattazione separatamente dalla funzione pubblica per l’individuazione di uno status giuridico adeguato ai professionisti che operano nel Ssn. La contrattazione nazionale dei medici e dirigenti sanitari deve essere inserita nell’alveo della responsabilità primaria del ministero della Salute, in raccordo con gli altri dicasteri competenti, ma con una chiara guida sanitaria”.Quanto alla responsabilità professionale, Leoni ha rimarcato la necessità di “una compiuta disamina del significato e delle modalità di accertamento del grado della colpa”. Senza dimenticare che il 97-98% delle cause contro i medici si conclude con un nulla di fatto, l’assoluzione o l’archiviazione.ULTIME NOVITÀP.I. 06723500010 – Copyright: © LaPresse – Tutti i diritti riservatiLa nostra realtàServizi e OffertePartnershipInformazioni e utilityContattiEsteriMilano, Roma, Torino, Firenze, Napoli, Verona, Treviso, Oristano, Messina, Lamezia TermeNew York, Washington, Miami, Bruxelles, Londra, Parigi, Berlino, Madrid, Varsavia, Praga, Ginevra, Vienna, Casablanca, Tokyo, Hong Kong tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302894909037.PDF §---§ title§§ Asp, intervista al direttore Alberto Firenze link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303166006644.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "livesicilia.it" del 23 Jan 2026
Alberto Firenze è il nuovo direttore generale dell''Asp di Palermo. Nell''intervista racconta i cambiamenti che intende fare
pubDate§§ 2026-01-23T05:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303166006644.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303166006644.PDF', 'title': 'livesicilia.it'} tp:url§§ https://livesicilia.it/asp-di-palermo-intervista-alberto-firenze/?iref=articolo-ultimaora tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303166006644.PDF tp:ocr§§ Dottore Firenze, di cosa hanno bisogno, secondo lei, l’Asp di Palermo e la sanità siciliana?“Di normalità”.Alberto Firenze, 56 anni, curriculum denso e abbondante, è diventato direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo dopo una telenovela che abbiamo seguito puntata per puntata. La sua nomina incontra parecchi favori, è bastato chiedere in modalità random ai dipendenti dell’Asp incrociati prima dell’intervista.L’insediamento è avvenuto pochi giorni fa, il nuovo comandante in capo ha già tutti i dossier aperti fra tavolo di lavoro e pc e si è buttato a capofitto nell’impresa. Si parte dalla parola d’ordine.Normalità. La cosa più difficile.“Premetto che non voglio fare torto a nessuno. I cittadini questo chiedono. La normalità di non perdere tempo per il cambio del medico, di accedere ai servizi, di non bloccarsi, di non essere costretti a seguire le pratiche negli uffici, appresso a mille lungaggini…”.Da dove si comincia?“Intanto, con una comunicazione corretta. La gente sa che cos’è un ospedale, ma con una Asp ha meno confidenza, non sa di che si tratta. Dobbiamo avvicinarci. Ecco perché vogliamo costruire un filo diretto, non sovrapponibile a quelli tradizionali: penso a una mail per ricevere segnalazioni, suggerimenti e consigli. Sarà presto disponibile”.E poi?“Per spiegare che l’Asp ha un valore di filtro importantissimo, nella medicina di prossimità sul territorio, abbiamo in mente un evento pubblico, da tenere probabilmente a fine maggio al Teatro Politeama, per raccontare cosa facciamo e cosa faremo”.Che ambiente ha trovato?“Qui c’è tanta voglia di fare e ci sono molte eccellenze da valorizzare. Io punto tutto sul capitale umano, perché da soli non si combina niente. Sono un allenatore, in fondo, devo combinare le professionalità affinché rendano al meglio. Il mio punto di riferimento è il mitico Julio Velasco e a lui, nel mio piccolo, mi ispiro anche in questa situazione. Rifletto pure sulla campagna acquisti…”.In che settore?“La sicurezza delle cure, la sorveglianza sanitaria… Tutto quello che ci permette un salto di qualità. E voglio puntare la massima attenzione sulle aree lontane e disagiate. I problemi ci sono. A Corleone, per esempio, riscontriamo una difficile fidelizzazione degli operatori sanitari che preferiscono stare a Palermo, ma non accade solo lì. Creeremo incentivi e collaboreremo con le amministrazioni comunali. I servizi, oltre le competenze specifiche in ambito sanitario, chiamano in causa la responsabilità di tutti”.Che percezione registra della sanità siciliana?“C’è un allineamento nella sfiducia, spesso, tra operatori e cittadini perché avvertono la mancanza di risposte adeguate, ognuno nel suo specifico. Dobbiamo sistemare la macchina. Il Covid (il dottore Firenze è stato commissario a Messina, ndr) ci ha insegnato il valore della prossimità. Ogni tessera del mosaico dell’assistenza è risultato essenziale. Gli operatori sanitari si occupavano di cure, gli amministrativi di amministrazione, gli informatici di rete…”.Ma lei che obiettivo spera di raggiungere?“Voglio recuperare i delusi della sanità e ci riusciremo”.Altre criticità?“C’è, in tutta Italia, il punto dolente delle risorse che mancano in termini umani. Non soltanto medici, soprattutto infermieri e operatori sociosanitari. Le case di comunità, come quella di Monreale, sono strutture importanti. Ma non le possiamo inaugurare finché restano vuote. E’ necessario intervenire sulle terapie domiciliari e palliative, sulle liste d’attesa. Il sovracup è un servizio utile per le prenotazioni, ma ritengo ci sia una frammentazione tecnologica e organizzativa che non aiuta i cittadini a orientarsi. Il mio obiettivo è il superamento delle singole soluzioni aziendali verso una unica soluzione provinciale che esponga in modo chiaro agli assistiti l’offerta istituzionale e quella dei privati, offrendo più canali di accesso alle prestazioni sanitarie, per consentire di superare in modo definitivo il problema delle liste d’ attesa”.I medici di medicina generale, spesso alle prese con carichi pesantissimi?“Tanti sono molto giovani e stanno aggiungendo alle esperienze già preesistenti forza e freschezza. Conosciamo le difficoltà: apriremo un confronto permanente e ascolteremo”.Lei arriva all’Asp dopo una lunga parentesi…“Mi sono messo subito al lavoro. Sento fiducia e questo mi carica. Ho molto apprezzato le parole del presidente Schifani”.Che cosa le ha detto il presidente della Regione?“Faccia le sue scelte e porti i risultati. Solo questo interessa ai siciliani e a me. Così mi ha detto. Sono pienamente d’accordo”.Scrivi a direttore@livesicilia.itIl dg Mazzara: così ridurremo le carenze di personale medico,...Il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta, spiega i particolariMedicata dai colleghi dell'Umberto IL'intervento della vice capogruppo del M5s all'ArsPunto per punto, i rilievi dei magistrati contabiliAll'ospedale di Taormina un'emergenza che poteva rivelarsi fataleIl segretario Bonsignore: “Inutile sparare nel mucchio o prendersela col...La mossa iniziale. Aspettando le altre che dovrebbero arrivareFigure, requisiti, come presentare la domanda e scadenzaIl dg Mazzara: così ridurremo le carenze di personale medico,...Tutto quello che c'è da sapere sulla nuova iniziativa di...Una tragedia immaneUn Pastore e la sua comunitàIl Comune visto da sinistraParla Alberto Firenze, il nuovo direttore generaleLa figlia del capo dei capi è tornata a CorleoneLa giunta regionale stanzia i primi 70 milioni, verso un...Ingenti danni anche al borgo marinaro. L'intervista al sindaco ScandurraLe parole del presidente di SicindustriaAlla stima si aggiungono le conseguenze sulle attività produttiveDirettore Responsabile: Roberto Puglisi Autorizzazione del tribunale di Palermo N. 39 del 17/10/2008 Sede legale: Via della Libertà, 56 - 90143 Palermo Ufficio Registro delle imprese di Palermo N. REA 277361 - P.I. 05808650823 - Capitale Sociale: 50.000 euro interamente versati Tel.: 0916119635 - Email: redazione@livesicilia.it - amministrazione@livesicilia.it - commerciale@livesicilia.it LiveSicilia.it Srl è iscritta nel Registro degli operatori di comunicazione al numero 19965. tp:writer§§ Roberto Puglisi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303166006644.PDF §---§ title§§ Sanità pubblica senza ossigeno link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302947408566.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "mondoprofessionisti.it" del 23 Jan 2026
Dal 2012 sottratti 33 miliardi al personale. La riforma delle professioni sanitarie è l’ultima chiamata, ma senza risorse non fermerà la fuga dal Ssn né renderà attrattive le professioni disertate.
pubDate§§ 2026-01-23T11:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302947408566.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302947408566.PDF', 'title': 'mondoprofessionisti.it'} tp:url§§ https://www.mondoprofessionisti.it/focus-su/sanita-pubblica-senza-ossigeno/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302947408566.PDF tp:ocr§§ La riforma delle professioni sanitarie nasce con obiettivi condivisibili, ma rischia di restare un intervento sulla carta se non verrà accompagnata da risorse economiche concrete e vincolate. È il messaggio netto lanciato dalla Fondazione GIMBE nel corso dell’audizione alla Camera dei Deputati sul disegno di legge C. 2700, “Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”. Secondo il Presidente Nino Cartabellotta, senza investimenti strutturali sul personale sarà impossibile arrestare la fuga dei professionisti dal Servizio Sanitario Nazionale e rendere attrattive le professioni e le specialità mediche sempre più disertate.Nel suo intervento Cartabellotta ha innanzitutto chiarito che in Italia i medici non mancano in termini assoluti. Con 5,4 medici per 1.000 abitanti, il nostro Paese è al secondo posto tra quelli OCSE, ben al di sopra della media. Il paradosso, però, è che oltre 92 mila medici non lavorano nel SSN né come dipendenti, né come convenzionati, né come medici in formazione specialistica. Le carenze, dunque, non sono quantitative ma selettive e colpiscono in modo particolare la medicina generale, con oltre 5.500 medici di famiglia mancanti a inizio 2024, e le specialità meno attrattive come emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare, cure palliative e medicina di comunità.Ancora più critica appare la situazione del personale infermieristico. L’Italia si colloca al 23° posto su 31 Paesi europei dell’area OCSE, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti a fronte di una media di 9,5. Ma il dato più allarmante riguarda il futuro della professione: nell’anno accademico 2025-2026 il numero di domande di accesso ai corsi di laurea in infermieristica è stato addirittura inferiore ai posti disponibili, segnale evidente di una perdita di attrattività che rischia di compromettere la tenuta stessa del sistema.Di fronte a una crisi del personale senza precedenti, la legge delega – secondo la Fondazione GIMBE – si limita a un elenco di princìpi generici, offrendo pochissime leve operative. Molte delle misure previste non sono in grado di produrre effetti concreti: il riordino dell’impiego degli specializzandi non interviene su contratti, tutele e continuità tra formazione e lavoro; le iniziative per trattenere il personale sanitario in servizio si riducono a riconoscimenti formali, senza progressioni economiche, incentivi o reali opportunità di sviluppo professionale, nemmeno nelle aree più disagiate. Anche il tentativo di migliorare la programmazione dei fabbisogni rischia di essere inefficace, perché non affronta la crescente disaffezione verso molte specialità, che alimenta le carenze indipendentemente da qualsiasi esercizio di pianificazione.Permangono inoltre diverse ambiguità normative, come quelle legate alla formazione manageriale del personale del SSN e al futuro percorso della medicina generale, rispetto al quale non è chiaro se si intenda istituire una Scuola di Specializzazione né se vi sarà un allineamento con la normativa europea. Sul piano attuativo, molte misure risultano difficilmente realizzabili perché demandate alle Regioni, in un contesto segnato da profonde disomogeneità organizzative e, soprattutto, dall’assenza di risorse aggiuntive.Per quanto riguarda la responsabilità professionale, il rafforzamento dello scudo penale rappresenta un passo in avanti, ma introduce nuove criticità. Negli ultimi anni il Sistema Nazionale Linee Guida ha progressivamente privilegiato le buone pratiche clinico-assistenziali rispetto alle linee guida, spesso basate su consenso tra esperti e caratterizzate da un minore rigore metodologico. Questa evoluzione, non accompagnata da un adeguato intervento normativo, rischia di indebolire le tutele giuridiche dei professionisti sanitari, sia in ambito penale che civile, aumentando l’incertezza applicativa e la discrezionalità dei giudici.Il nodo centrale resta però quello delle risorse. Tra il 2012 e il 2024 la quota di spesa sanitaria de stinata al personale dipendente e convenzionato è scesa dal 39,7% al 36,6%. Se quella percentuale fosse stata mantenuta costante, il personale del SSN avrebbe potuto contare su 33,04 miliardi di euro in più in dodici anni, di cui 12,82 miliardi solo nel periodo 2020-2024. Un definanziamento che ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del servizio pubblico, alimentando l’abbandono del SSN e la disaffezione verso molte professioni e specialità.Senza risorse aggiuntive e vincolate al personale sanitario, ha concluso Cartabellotta, la legge delega e i successivi decreti legislativi rischiano di tradursi in un intervento meramente ordinamentale, incapace di incidere sulla crisi strutturale del personale e destinato ad aggravare le diseguaglianze territoriali, anche alla luce dell’autonomia differenziata. Questa riforma rappresenta un’ultima chiamata per rilanciare le politiche del personale sanitario: se anche questa occasione verrà persa, il Servizio Sanitario Nazionale potrebbe non avere più margini per recuperare il capitale umano perduto e garantire la tutela della salute pubblica. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302947408566.PDF §---§ title§§ Al via l’indagine parlamentare sui Lea: quadro oggettivo per trovare i rimedi | PrimoPiano Molise link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303021409306.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "primopianomolise.it" del 23 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 23 Jan 2026
Il presidente Cartabellotta in audizione alla Camera avverte che la proposta non affronta la fuga dal Ssn e rischia di indebolire la tutela legale dei medici, equiparando impropriamente
pubDate§§ 2026-01-23T09:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303218308171.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303218308171.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/riforma-professioni-gimbe-e-lultima-chiamata-ma-senza-risorse-non-si-puo-fermare-fuga-da-ssn/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303218308171.PDF tp:ocr§§ “La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare lettera morta e di non riuscire ad arginare la fuga dei professionisti dal Ssn e a rendere davvero attrattive le professioni e le specialità mediche sempre più disertate. Preoccupa inoltre la revisione della norma sulla responsabilità professionale, che risolve parzialmente le criticità, ma ne introduce di nuove, finendo per equiparare impropriamente linee guida e buone pratiche clinico-assistenziali”.È la posizione che Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, ha espresso nel corso dell’audizione di ieri presso la Camera dei Deputati sul DdL C. 2700, recante “Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”.Personale sanitario: i numeri della crisi. Nella parte iniziale dell’audizione, il Presidente ha richiamato i numeri principali documentando che:– In Italia i medici non mancano in valore assoluto: con 5,4 medici per 1.000 abitanti, il nostro Paese si colloca al secondo posto tra i paesi Ocse (media 3,9). “Il paradosso – ha commentato Cartabellotta – è che oltre 92 mila medici non lavorano nel Ssn né come dipendenti, né come convenzionati, né come medici in formazione specialistica” (figura 1 e tabella 1).– Le carenze sono selettive e riguardano i medici di famiglia (al 1° gennaio 2024 ne mancavano oltre 5.500) e tutte le specialità meno attrattive: emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare, cure palliative, medicina di comunità e delle cure primarie (tabella 2).– La situazione più critica riguarda il personale infermieristico: l’Italia è al 23° posto su 31 paesi europei dell’area Ocse, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti (media Ocse 9,5) (figura 2). “Ma soprattutto – ha spiegato il Presidente – la professione non è più attrattiva e i laureati sono sempre meno: nell’anno accademico 2025-2026 il numero di domande di accesso ai corsi di laurea in infermieristica è stato addirittura inferiore a quello dei posti disponibili” (figura 3). Professioni sanitare: poche leve concrete. “Di fronte a una crisi senza precedenti del personale sanitario – ha spiegato Cartabellotta – la sezione della legge delega dedicata alla valorizzazione delle professioni sanitarie si limita ad un’elencazione di princìpi molto generici, offrendo pochissime leve concrete. Il risultato è una norma sovrabbondante nella forma, ma povera nella sostanza: molte misure sono difficilmente attuabili e, soprattutto, non è previsto alcun investimento aggiuntivo”. In dettaglio, il Presidente ha illustrato le valutazioni della Fondazione Gimbe sulle misure previste dal Capo I, distinguendo tra interventi privi di effetti tangibili, disposizioni che richiedono chiarimenti e misure con criticità di attuazione.Misure senza effetti tangibili. Diversi interventi introdotti dalla legge delega appaiono, nel complesso, incapaci di produrre cambiamenti reali: il riordino dell’impiego degli specializzandi, ad esempio, non interviene su contratti, tutele e continuità formazione-lavoro. Le misure finalizzate a “trattenere” in servizio il personale sanitario si limitano a riconoscimenti formali, privi di progressioni economiche, professionali o incentivi concreti, anche nelle aree più disagiate. Analogamente, il tentativo di affinare la stima del fabbisogno di specializzandi non affronta il vero nodo, ovvero la crescente disaffezione verso numerose specialità, che alimenta le carenze indipendentemente da qualsiasi esercizio di programmazione.Misure che richiedono chiarimenti. Alcune disposizioni risultano ambigue e poco definite. È il caso dell’aggiornamento dei criteri per la formazione manageriale del personale del Ssn e della ridefinizione del percorso della medicina generale, rispetto al quale non è chiarito se si intenda o meno istituire una Scuola di Specializzazione e soprattutto alli nearsi alla normativa europea.Misure con criticità attuative. Altre misure presentano criticità ancora più evidenti sul piano dell’attuazione: la semplificazione amministrativa e i meccanismi premiali dipendono quasi interamente da competenze e risorse regionali, in un contesto segnato da profonde disomogeneità organizzative e, soprattutto, dall’assenza di risorse aggiuntive. Anche il sistema nazionale di certificazione delle competenze rischia di restare marginale: in Italia la certificazione è facoltativa e gestita da soggetti privati e l’ipotesi di un accreditamento obbligatorio da parte del sistema pubblico non appare realistico nel contesto normativo attuale.Responsabilità professionale: attenzione al “rigore” delle fondi e al vacuum normativoIl Capo II del DdL delega rafforza lo scudo penale per i professionisti sanitari e tiene conto delle criticità organizzative del SSN per limitare la responsabilità penale e civile. Tuttavia, questa impostazione presenta criticità rilevanti legate all’evoluzione del Sistema Nazionale Linee Guida (Snlg). Negli ultimi anni, infatti, la produzione documentale si è progressivamente spostata dalle linee guida alle buone pratiche clinico-assistenziali (Bpca), spesso basate sul consenso tra esperti e caratterizzate da un minore rigore metodologico.“Questa involuzione – spiega Nino Cartabellotta – non è stata accompagnata da un necessario intervento normativo, creando un vuoto che si riflette direttamente sulla responsabilità penale e civile dei professionisti sanitari”. Le società scientifiche, infatti, sono chiamate per legge a produrre linee guida, ma non buone pratiche clinico-assistenziali. “La scelta dell’Istituto Superiore di Sanità di estendere alle società scientifiche la possibilità di elaborare Bpca – ha precisato Cartabellotta – è avvenuta senza sanare una lacuna normativa, con il rischio di indebolire le tutele giuridiche dei professionisti sanitari, sia in ambito penale che civile”. Di conseguenza, la parificazione tra linee guida e Bpca rischia di generare incertezza applicativa, ampliare la discrezionalità dei giudici e, paradossalmente, aumentare il contenzioso.Il nodo delle risorse: una riforma sulla carta. Nel corso dell’audizione,il Presidente ha documentato come, nel periodo 2012-2024, il capitolo di spesa per il personale sanitario sia stato notevolmente sacrificato. In termini percentuali, la quota destinata al personale dipendente e convenzionato è scesa dal 39,7% del 2012 al 36,6% del 2024 (figura 4). L’entità della riduzione emerge in tutta la sua gravità da una simulazione che ipotizza il mantenimento costante, nel periodo 2012-2024, della quota di spesa per il personale del 2012 (39,7%). In soli 12 anni il personale sanitario del Ssn ha complessivamente “perso” € 33,04 miliardi, di cui € 12,82 miliardi nel solo periodo 2020-2024 (figura 5). “È del tutto evidente – ha commentato il Presidente – che un “saccheggio” di risorse pubbliche di tale portata ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del Ssn, alimentando l’abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità”.“Senza risorse aggiuntive e vincolate al personale sanitario – ha concluso Cartabellotta – la legge delega e i successivi decreti legislativi rischiano di ridursi a un intervento meramente ordinamentale, incapace di incidere sulla crisi strutturale del personale sanitario, in termini sia di attrattività delle professioni e delle specialità più disertate, sia di capacità di trattenere i professionisti nel servizio pubblico. In assenza di criteri rigorosi per la determinazione dei fabbisogni, la riforma rischia inoltre di produrre interventi disomogenei e di aggravare le diseguaglianze territoriali, anche in considerazione della legge sull’autonomia differenziata. È molto grave perché questa riforma rappresenta un’ultima chiamata per rilanciare le politiche del personale sanitario. Se anche questa volta si interverrà senza risorse, senza scelte strutturali e senza una visione di lungo periodo, i l Ssn non avrà più margini per recuperare il capitale umano perduto. In presenza della clausola di invarianza finanziaria, la legge delega sulle professioni sanitarie si traduce in un mero esercizio di stile, rendendo di fatto impossibile il rilancio delle politiche del personale sanitario, condicio sine qua non per la sopravvivenza del Ssn e per la tutela della salute pubblica”.Vedi qui figure e tabelle. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303218308171.PDF §---§ title§§ Commissione Affari Sociali della Camera (22.01.2026) link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302912609114.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "radioradicale.it" del 22 Jan 2026
Commissione. Ascolta l''audio registrato giovedì 22 gennaio 2026 presso Camera dei deputati. Commissione Affari Sociali della Camera
pubDate§§ 2026-01-23T15:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302912609114.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302912609114.PDF', 'title': 'radioradicale.it'} tp:url§§ https://www.radioradicale.it/scheda/779800/commissione-affari-sociali-della-camera tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302912609114.PDF tp:ocr§§ Nel’ambito dell’esame del disegno di legge recante “Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, svolge le seguenti audizioni:…ore 14 Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (FIASO); Federsanità; Associazione italiana ospedalità privata (AIOP); Federazione delle società medico-scientifiche italiane (FISM)ore 14.40 Fondazione Gimbe; ore 15.00 Sindacato unico medicina ambulatoriale italiana e professionalità dell’area sanitaria (Sumai Assoprof); Sindacato medici italiani (SMI); NurSind-Il sindacato delle professioni infermieristicheore 15.40 Fondazione Italia in saluteore 16.00 Organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL, UGLore 16.30 Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO); Commissione nazionale per la formazione continua in medicinaore 16.50 Conferenza permanente dei presidenti dei corsi di laurea magistrale di Medicina e chirurgia; Conferenza permanente dei corsi di laurea e laurea magistrale delle professioni sanitarieore 17.10 Federazione medici territoriali; Consociazione nazionale delle associazioni infermiere/i (CNAI)ore 17.30 Consiglio nazionale forense; Associazione nazionale forense.leggi tutto tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302912609114.PDF §---§ title§§ In Lombardia nasce FibronetCare, prima rete regionale per la fibromialgia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945908519.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 23 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 23 Jan 2026
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Estratto da pag. 1 di "sanita33.it" del 23 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "sanitainsicilia.it" del 23 Jan 2026
OpenAI lancia ChatGPT Salute, Google frena sulle risposte mediche della sua IA. Due scelte opposte che riaccendono il dibattito su opportunità e rischi dell’intelligenza artificiale in sanità.
pubDate§§ 2026-01-23T12:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302870708823.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302870708823.PDF', 'title': 'sanitainsicilia.it'} tp:url§§ https://www.sanitainsicilia.it/dalla-nascita-di-chatgpt-salute-ai-dubbi-di-google-lia-tra-opportunita-e-rischi-in-sanita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302870708823.PDF tp:ocr§§ Nel giro di poche settimane, il rapporto tra intelligenza artificiale e salute ha subito una brusca accelerazione. Da un lato OpenAI ha annunciato il lancio di ChatGPT Salute, un ambiente dedicato alle informazioni sanitarie personali, progettato per affiancare, e non sostituire, il medico. Dall’altro Google ha scelto una linea opposta, limitando o rimuovendo alcune risposte mediche generate da AI Overview dopo un’inchiesta del Guardian che ha messo in dubbio l’accuratezza clinica dei suoi “sommari” automatici.Due strategie divergenti che fotografano la stessa inquietudine. L’ingresso sempre più profondo dell’IA in un ambito delicatissimo come quello sanitario, dove un’informazione imprecisa non è solo un errore, ma può diventare un rischio concreto per la salute delle persone.La decisione di Google di ridimensionare le risposte dell’IA su quesiti medici, come i valori di riferimento degli esami del sangue o i parametri della pressione arteriosa, nasce da una criticità strutturale ovvero l’assenza di contesto clinico. Le risposte automatiche forniscono valori medi che non tengono conto di variabili decisive come età, sesso, condizioni pregresse e comorbilità.È proprio su questo punto che si concentra l’analisi di Tiziano Innocenti, direttore dell’Unità di metodologia della ricerca della Fondazione GIMBE:“L’intelligenza artificiale generativa, se impiegata con consapevolezza, può aiutare i cittadini a orientarsi meglio: spiegare termini medici complessi, preparare domande per la visita, riassumere informazioni o tradurre referti in un linguaggio più semplice”. Ma il confine è sottile. “Questi sistemi non “ragionano” come un professionista sanitario e non verificano la correttezza dei contenuti che producono. Generano testi fluidi e convincenti, che possono sembrare autorevoli anche quando contengono errori”.Un’informazione apparentemente corretta può dunque diventare fuorviante se estrapolata dalla realtà individuale del paziente. Un anziano con patologie cardiovascolari, ad esempio, ha obiettivi pressori diversi rispetto a un giovane adulto in buona salute. “Se il cittadino utilizza l’IA come se stesse parlando con un professionista, il rischio di disinformazione cresce: interpretazioni errate dei sintomi, sottovalutazione di segnali d’allarme o, al contrario, allarmismi ingiustificati”, avverte Innocenti.OpenAI, al contrario di Google, ha scelto di strutturare un ambiente separato e regolamentato per l’uso sanitario. ChatGPT Salute promette maggiori tutele sulla privacy, la possibilità di collegare cartelle cliniche e app di benessere e modelli sviluppati con il contributo diretto di centinaia di medici. Un tentativo di governare il fenomeno, più che di limitarlo.Ma quanto è solida, oggi, la base scientifica di queste applicazioni? Secondo Innocenti, le evidenze esistono, ma vanno lette con cautela: “Le prove scientifiche stanno aumentando, ma la loro qualità è ancora molto disomogenea. È importante distinguere tra la performance tecnica degli strumenti e la loro reale utilità clinica”.Se sul piano tecnico alcuni modelli mostrano buone prestazioni in compiti ben delimitati, come riassunti o supporto alla scrittura ma: “ben diverso è il quadro quando si valuta efficacia, sicurezza e appropriatezza in contesti reali”. Qui le evidenze sono ancora limitate e i rischi non sono solo teorici: “I modelli possono produrre informazioni false o inventate, le cosiddette allucinazioni, pur formulate in modo credibile. Possono riflettere distorsioni presenti nei dati di addestramento e mostrare prestazioni variabili in base alla lingua, al contesto clinico e alla complessità del caso, rendendo difficile un utilizzo standardizzato e sicuro. La lettura più prudente è quindi quella di una tecnologia promettente, ma non ancora matura per un impiego esteso nelle applicazioni cliniche.Le evidenze appaiono più solide per utilizzi a rischio contenuto, come il miglioramento della chiarezza dei testi, la comunicazione con i pazienti o il supporto alle attività amministrative e documentali. In ogni caso, l’output dovrebbe essere sempre controllato e validato da personale competente.”Un altro nodo cruciale riguarda l’uso diretto dell’IA da parte dei cittadini. Il rischio è che aumentino richieste inappropriate di esami e prestazioni. “Se un paziente inserisce sintomi generici , come stanchezza o mal di testa, l’IA può restituire un ventaglio molto ampio di possibili cause, incluse patologie gravi, senza però stimarne la probabilità nel singolo caso”, spiega Innocenti. In alcune persone questo può tradursi in ansia e in una corsa agli esami “per sicurezza”.Ma l’effetto non è univoco. “Se utilizzati con consapevolezza, questi strumenti possono anche aiutare i pazienti a preparare domande da discutere con il medico e a capire che alcuni esami, in determinati contesti, hanno un valore limitato”. L’impatto sull’appropriatezza dipende dunque dal design dello strumento, dal modo in cui le risposte vengono presentate e dal livello di alfabetizzazione sanitaria dell’utente.Il rischio più grande resta quello di percepire l’IA come un sostituto del medico. “È fondamentale impedire che un sistema nato per generare testi venga usato come strumento decisionale clinico”, sottolinea Innocenti. “La prima regola è la trasparenza: l’utente deve sapere sempre di interagire con un’IA e comprenderne i limiti”.Diagnosi e decisioni terapeutiche, ricorda GIMBE, non sono delegabili a un algoritmo. “L’IA può supportare la comprensione di concetti e informazioni generali, ma non dovrebbe produrre output prescrittivi sul singolo caso, come indicazioni terapeutiche o dosaggi. Ancora più delicato il tema delle urgenze. In presenza di sintomi gravi, il sistema dovrebbe interrompere la conversazione e indirizzare esplicitamente verso un professionista o i servizi di emergenza.Servono inoltre audit periodici, monitoraggio continuo, canali per segnalare errori, garanzie sulla privacy e controlli per evitare discriminazioni. E soprattutto formazione: I professionisti devono saper interpretare criticamente gli output e usare l’IA come supporto comunicativo, non come scorciatoia clinica”.Il punto centrale, oggi, non è stabilire se l’intelligenza artificiale debba entrare nel campo della salute. È già successo. La vera sfida è culturale: spiegare ai cittadini che l’IA non “sa”, ma elabora; che non decide, ma genera risposte probabilistiche; che non sostituisce il giudizio clinico.Senza alfabetizzazione sanitaria e digitale, il rischio è quello di scambiare una risposta convincente per una risposta giusta. E in medicina, come dimostra il confronto tra Google e OpenAI, questa differenza non è mai stata così decisiva.Sviluppato, Gestito ed ottimizzato da Coffice s.r.l. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302870708823.PDF §---§ title§§ Gimbe, da 2012 la spesa per il personale sanitario ridotta di 33 miliardi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302938308347.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "sumailombardia.info" del 23 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "teleborsa.it" del 23 Jan 2026
"La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare...
pubDate§§ 2026-01-23T17:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303037809454.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303037809454.PDF', 'title': 'teleborsa.it'} tp:url§§ https://www.teleborsa.it/DettaglioNews/133_2026-01-23_TLB/Gimbe-sanit-pubblica-senza-ossigeno-dal-2012-33-miliardi-euro-sottratti-al-personale.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303037809454.PDF tp:ocr§§ Home Page / Notizie / Gimbe, sanità pubblica senza ossigeno: dal 2012 33 miliardi euro sottratti al personale Gimbe, sanità pubblica senza ossigeno: dal 2012 33 miliardi euro sottratti al personale Economia 23 gennaio 2026 - 17.48 (Teleborsa) - "La legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie enuncia princìpi condivisibili, ma senza alcun impegno finanziario rischia di restare lettera morta e di non riuscire ad arginare la fuga dei professionisti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e a rendere davvero attrattive le professioni e le specialità mediche sempre più disertate. Preoccupa inoltre la revisione della norma sulla responsabilità professionale, che risolve parzialmente le criticità, ma ne introduce di nuove, finendo per equiparare impropriamente linee guida e buone pratiche clinico-assistenziali". È la posizione che Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, ha espresso nel corso dell’audizione di ieri presso la Camera dei Deputati sul DdL C. 2700, recante “Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”.Nella parte iniziale dell’audizione, il Presidente ha richiamato i numeri principali documentando che: In Italia i medici non mancano in valore assoluto: con 5,4 medici per 1.000 abitanti, il nostro Paese si colloca al secondo posto tra i paesi OCSE (media 3,9). "il paradosso – ha commentato Cartabellotta – è che oltre 92 mila medici non lavorano nel SSN né come dipendenti, né come convenzionati, né come medici in formazione specialistica". Le carenze sono selettive e riguardano i medici di famiglia (al 1° gennaio 2024 ne mancavano oltre 5.500) e tutte le specialità meno attrattive: emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia, medicina nucleare, cure palliative, medicina di comunità e delle cure primarie. La situazione più critica riguarda il personale infermieristico: l’Italia è al 23° posto su 31 paesi europei dell’area OCSE, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti (media OCSE 9,5) "Ma soprattutto – ha spiegato il Presidente – la professione non è più attrattiva e i laureati sono sempre meno: nell’anno accademico 2025-2026 il numero di domande di accesso ai corsi di laurea in infermieristica è stato addirittura inferiore a quello dei posti disponibili"."Di fronte a una crisi senza precedenti del personale sanitario – ha spiegato Cartabellotta – la sezione della legge delega dedicata alla valorizzazione delle professioni sanitarie si limita ad un’elencazione di princìpi molto generici, offrendo pochissime leve concrete. Il risultato è una norma sovrabbondante nella forma, ma povera nella sostanza: molte misure sono difficilmente attuabili e, soprattutto, non è previsto alcun investimento aggiuntivo»". Condividi``` Leggi anche Zona Euro, surplus delle partite correnti scende a 9 miliardi di euro a novembre Assogestioni, risparmio gestito: a novembre rallenta la raccolta Autonomia differenziata in sanità, Gimbe: "Equiparare Lea e Lep è scorciatoia per accelerare la legge" OPA Health Italia, CONSOB riavvia i termini istruttori tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012303037809454.PDF §---§ title§§ Il buco nero della sanità: "Dal 2012 sottratti 33 miliardi al personale" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302933808382.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "today.it" del 23 Jan 2026
L''allarme della fondazione Gimbe: "Indebolito e demotivato il capitale umano del servizio sanitario nazionale"
pubDate§§ 2026-01-23T10:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302933808382.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302933808382.PDF', 'title': 'today.it'} tp:url§§ https://www.today.it/attualita/sanita-fondi-allarme.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302933808382.PDF tp:ocr§§ Sos sanità pubblica. Le spese per il personale si sono ridotte drasticamente dal 2012 al 2024: una perdita di almeno 33 miliardi di euro. Il calo è stato quantificato dalla fondazione Gimbe, organizzazione no-profit che si occupa di ricerca e informazione sulla sanità."Saccheggio di risorse pubbliche"La stima è stata illustrata dal presidente della fondazione Nino Cartabellotta durante un'audizione alla Camera sulla riforma delle professioni sanitarie. La simulazione dell'organizzazione ha mostrato come le risorse destinate al personale non abbiano tenuto il passo dell'aumento della spesa sanitaria: "È del tutto evidente che un 'saccheggio' di risorse pubbliche di tale portata ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del servizio sanitario nazionale, alimentando l'abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità", ha spiegato Cartabellotta.In particolare tra il 2012 e il 2024 la spesa per il personale è scesa dal 39,7 per cento delle risorse dedicate al comparto al 36,6 per cento. Un calo che si è tradotto, virtualmente, in una perdita di 33,04 miliardi, di cui 12,82 nel solo periodo 2020-2024. Ma il presidente della fondazione Gimbe ha puntato il dito anche contro l'assenza di fondi dedicati all'interno della riforma che stanno esaminando i deputati. "Senza risorse aggiuntive e vincolate al personale sanitario la legge delega e i successivi decreti legislativi rischiano di ridursi a un intervento meramente ordinamentale, incapace di incidere sulla crisi strutturale del personale sanitario, in termini sia di attrattività delle professioni e delle specialità più disertate, sia di capacità di trattenere i professionisti nel servizio pubblico", ha spiegato Cartabellotta.Chi guadagna miliardi sulla nostra saluteLe figure che mancanoIl quadro preoccupante della sanità pubblica non è una novità. In numeri assoluti nel nostro Paese non si può parlare di carenza dei camici bianchi: con 5,4 medici per 1.000 abitanti l'Italia è al secondo posto tra i paesi Ocse, dove si registra una media di 3,9 medici per 1.000 abitanti. Circa 92 mila medici lavorano però al di fuori del servizio sanitario. Secondo la fondazione le carenze riguardano specifiche figure. Si va dai medici di famiglia - con una carenza stimata di 5.500 unità - alle specialità meno attrattive, come emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia e medicina nucleare. Diverso invece il caso degli infermieri per i quali l'Italia, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti, è sotto la media Ocse di 9,5 per 1.000. Su questo fronte, ha spiegato Cartabellotta, la legge non sembra destinata a risolvere problemi. Criticità sono poi segnalate anche sul fronte della regolamentazione della responsabilità professionale, così come sul riordino dell'impiego degli specializzandi.Ospedali a rischio collasso: per il governo una grana da 350 milioni tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302933808382.PDF §---§ title§§ La stima della fondazione Gimbe sulla sanità: "Dal 2012 sottratti 33 miliardi al personale" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302953308453.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "today.it" del 23 Jan 2026
L''allarme della fondazione Gimbe: "Indebolito e demotivato il capitale umano del servizio sanitario nazionale"
pubDate§§ 2026-01-23T10:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302953308453.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302953308453.PDF', 'title': 'today.it'} tp:url§§ https://www.today.it/attualita/sanita-fondi-allarme.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302953308453.PDF tp:ocr§§ Il Falsario, l'intervista al cast: "Un film che parla di ambizione, sacrificio e compromesso"L'allarme della fondazione Gimbe: "Indebolito e demotivato il capitale umano del servizio sanitario nazionale"Sos sanità pubblica. Le spese per il personale si sono ridotte drasticamente dal 2012 al 2024: una perdita di almeno 33 miliardi di euro. Il calo è stato quantificato dalla fondazione Gimbe, organizzazione no-profit che si occupa di ricerca e informazione sulla sanità.La stima è stata illustrata dal presidente della fondazione Nino Cartabellotta durante un'audizione alla Camera sulla riforma delle professioni sanitarie. La simulazione dell'organizzazione ha mostrato come le risorse destinate al personale non abbiano tenuto il passo dell'aumento della spesa sanitaria: "È del tutto evidente che un 'saccheggio' di risorse pubbliche di tale portata ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del servizio sanitario nazionale, alimentando l'abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità", ha spiegato Cartabellotta.In particolare tra il 2012 e il 2024 la spesa per il personale è scesa dal 39,7 per cento delle risorse dedicate al comparto al 36,6 per cento. Un calo che si è tradotto, virtualmente, in una perdita di 33,04 miliardi, di cui 12,82 nel solo periodo 2020-2024. Ma il presidente della fondazione Gimbe ha puntato il dito anche contro l'assenza di fondi dedicati all'interno della riforma che stanno esaminando i deputati. "Senza risorse aggiuntive e vincolate al personale sanitario la legge delega e i successivi decreti legislativi rischiano di ridursi a un intervento meramente ordinamentale, incapace di incidere sulla crisi strutturale del personale sanitario, in termini sia di attrattività delle professioni e delle specialità più disertate, sia di capacità di trattenere i professionisti nel servizio pubblico", ha spiegato Cartabellotta.Il quadro preoccupante della sanità pubblica non è una novità. In numeri assoluti nel nostro Paese non si può parlare di carenza dei camici bianchi: con 5,4 medici per 1.000 abitanti l'Italia è al secondo posto tra i paesi Ocse, dove si registra una media di 3,9 medici per 1.000 abitanti. Circa 92 mila medici lavorano però al di fuori del servizio sanitario. Secondo la fondazione le carenze riguardano specifiche figure. Si va dai medici di famiglia - con una carenza stimata di 5.500 unità - alle specialità meno attrattive, come emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia e medicina nucleare. Diverso invece il caso degli infermieri per i quali l'Italia, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti, è sotto la media Ocse di 9,5 per 1.000. Su questo fronte, ha spiegato Cartabellotta, la legge non sembra destinata a risolvere problemi. Criticità sono poi segnalate anche sul fronte della regolamentazione della responsabilità professionale, così come sul riordino dell'impiego degli specializzandi.© Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302953308453.PDF §---§ title§§ Il buco nero della sanità: "Dal 2012 sottratti 33 miliardi al personale" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945808518.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "today.it" del 23 Jan 2026
L''allarme della fondazione Gimbe: "Indebolito e demotivato il capitale umano del servizio sanitario nazionale"
pubDate§§ 2026-01-23T11:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945808518.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945808518.PDF', 'title': 'today.it'} tp:url§§ https://www.today.it/attualita/sanita-fondi-allarme.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945808518.PDF tp:ocr§§ Il Falsario, l'intervista al cast: "Un film che parla di ambizione, sacrificio e compromesso"L'allarme della fondazione Gimbe: "Indebolito e demotivato il capitale umano del servizio sanitario nazionale"Sos sanità pubblica. Le spese per il personale si sono ridotte drasticamente dal 2012 al 2024: una perdita di almeno 33 miliardi di euro. Il calo è stato quantificato dalla fondazione Gimbe, organizzazione no-profit che si occupa di ricerca e informazione sulla sanità.La stima è stata illustrata dal presidente della fondazione Nino Cartabellotta durante un'audizione alla Camera sulla riforma delle professioni sanitarie. La simulazione dell'organizzazione ha mostrato come le risorse destinate al personale non abbiano tenuto il passo dell'aumento della spesa sanitaria: "È del tutto evidente che un 'saccheggio' di risorse pubbliche di tale portata ha progressivamente indebolito e demotivato il capitale umano del servizio sanitario nazionale, alimentando l'abbandono del servizio pubblico e la crescente disaffezione verso alcune professioni e specialità", ha spiegato Cartabellotta.In particolare tra il 2012 e il 2024 la spesa per il personale è scesa dal 39,7 per cento delle risorse dedicate al comparto al 36,6 per cento. Un calo che si è tradotto, virtualmente, in una perdita di 33,04 miliardi, di cui 12,82 nel solo periodo 2020-2024. Ma il presidente della fondazione Gimbe ha puntato il dito anche contro l'assenza di fondi dedicati all'interno della riforma che stanno esaminando i deputati. "Senza risorse aggiuntive e vincolate al personale sanitario la legge delega e i successivi decreti legislativi rischiano di ridursi a un intervento meramente ordinamentale, incapace di incidere sulla crisi strutturale del personale sanitario, in termini sia di attrattività delle professioni e delle specialità più disertate, sia di capacità di trattenere i professionisti nel servizio pubblico", ha spiegato Cartabellotta.Il quadro preoccupante della sanità pubblica non è una novità. In numeri assoluti nel nostro Paese non si può parlare di carenza dei camici bianchi: con 5,4 medici per 1.000 abitanti l'Italia è al secondo posto tra i paesi Ocse, dove si registra una media di 3,9 medici per 1.000 abitanti. Circa 92 mila medici lavorano però al di fuori del servizio sanitario. Secondo la fondazione le carenze riguardano specifiche figure. Si va dai medici di famiglia - con una carenza stimata di 5.500 unità - alle specialità meno attrattive, come emergenza-urgenza, discipline di laboratorio, radioterapia e medicina nucleare. Diverso invece il caso degli infermieri per i quali l'Italia, con 6,9 infermieri per 1.000 abitanti, è sotto la media Ocse di 9,5 per 1.000. Su questo fronte, ha spiegato Cartabellotta, la legge non sembra destinata a risolvere problemi. Criticità sono poi segnalate anche sul fronte della regolamentazione della responsabilità professionale, così come sul riordino dell'impiego degli specializzandi.© Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/23/2026012302945808518.PDF §---§