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Estratto da pag. 11 di "CORRIERE DEI TERRITORI" del 19 Jan 2026

Mira a diversi obiettivi, dai risparmi al superamento della frammentazione gestionale

pubDate§§ 2026-01-19T06:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901726104409.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901726104409.PDF', 'title': 'CORRIERE DEI TERRITORI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901726104409.PDF tp:ocr§§ REGIONE Partita la riforma voluta dall’amministrazione guidata da Marco Bucci Liguria, rivoluzione nella sanità Mira a diversi obiettivi, dai risparmi al superamento della frammentazione gestionale La Fondazione Gimbe, nell’ambito della campagna SalviamoSSN, ha classificato la Liguria, nel rapporto annuale sul Sistema Sanitario Nazionale, come “giallo” per quanto riguarda i livelli essenziali di assistenza sanitaria e “arancione” invece per la mobilità sanitaria. Un risultato pari alla scarsa sufficienza nella graduatoria a punti stilata dalla Fondazione, ma che, va sottolineato, ha analizzato gli ultimi dati disponibili, vale a dire quelli del 2023. Nel frattempo in Liguria la sanità sta vivendo una vera e propria rivoluzione. L’Amministrazione regionale guidata da Marco Bucci ha, infatti, dato il via, lo scorso 1° gennaio, alla riforma sanitaria che mira a una serie di obiettivi che riguardano il cambio di governance, risparmi e il superamento della frammentazione gestionale per garantire una risposta uniforme ai bisogni di salute su tutto il territorio. Azienda Tutela della Salute Liguria, questo il nome della nuova realtà sanitaria della Regione che si caratterizza, curiosamente, per il fatto di avere una forte trazione imperiese. Il direttore generale, nominato dal governatore Marco Bucci, è, infatti, Marco Damonte Prioli, manager di Imperia con una lunga esperienza maturata nell’Asl 1 Imperiese, fino alla direzione generale, quindi in quella Savonese e in ultimo all’Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova, sempre ai vertici della scala gerarchica. Prioli, al suo fianco, ha voluto il sanremese Michele Orlando come direttore sanitario. Un binomio che si era già consolidato alla direzione dell’As1 Imperiese. Orlando ha ricoperto il ruolo di direttore sanitario anche del Policlinico San Martino di Genova, di Alisa e, fino a dicembre del 2025, è stato direttore generale dell’Asl2 di Savona. Per la direzione amministrativa dell’ATS, Prioli avrà al suo fianco un altro manager che arriva direttamente da Sanremo: Maria Elena Galbusera, direttore generale uscente dell’Asl 1 imperiese. «Sono felice e orgoglioso di ricoprire una carica così prestigiosa e strategica per il nostro sistema sanitario regionale, che ho sempre servito con il massimo impegno e dedizione – ha commentato Prioli – ho lasciato dopo quasi tre anni la Direzione del Policlinico San Martino, che a tutti gli effetti non è solo un grande Ospedale ma è anche e soprattutto una grande famiglia allargata. È stato un viaggio affascinante, sfidante e complesso, in una struttura sempre più di riferimento per la sanità nazionale». Sulla neonata ATS il manager aggiunge: «La nuova riforma del sistema sanitario regionale è una nuova sfida: la nuova ATS Liguria sarà lo strumento che permetterà di garantire più risorse per la cura dei cittadini liguri e un’uniformità di prestazioni e percorsi assistenziali su tutto il territorio regionale. Sono convinto che con la collaborazione di Regione Liguria e della nuova AOM (IRCCS Azienda Ospedaliera Metropolitana di Genova alla cui direzione generale è stata nominata Monica Calamai, ndr) riusciremo a raggiungere gli obiettivi delineati nella riforma». Come cambierà il sistema sul territorio? Le 5 Asl manterranno la struttura di forma, ma cambiano nome in "Aree sociosanitarie" e avranno un Direttore di Area che si occuperà solo del governo della parte sanitaria territoriale. Tra le Aree e la direzione sanitaria si inserisce una sesta area, ex Alisa, oggi Liguria Salute. I nuovi direttori delle aree territoriali sono: Marino Anfosso per Asl EN 1 imperiese, Monica Cirone per Asl 2 savonese, Ivan Mazzoleni in Asl 3 Genova, Maria Elena Secchi per l’Asl4 del Levante genovese, Paolo Cavagnaro per l’Asl 5 La Spezia e per Liguria Salute Giancarlo Bizzarri. La Giunta presieduta dal governatore Bucci, nei giorni scorsi, ha inoltre nominato Francesco Quaglia nel ruolo di Commissario dell’E.O. Ospedali Galliera per 12 mesi, su proposta del Consiglio di amministrazione dell’ospedale presieduto dall’arcivescovo Mar co Tasca. «Ho molta fiducia in questi direttori generali, chiamati a realizzare la riforma della sanità che abbiamo varato – ha detto Bucci - Lavoreremo all’evoluzione di una sanità che non abbia attenzione solo per il malato, ma per tutti i cittadini, puntando anche molto sulla prevenzione. Saremo, per molti, un punto di riferimento: il nuovo IRCCS dell’Azienda Ospedaliera Metropolitana sarà il più grande d’Italia. Abbiamo, inoltre, un’età media molto elevata e questo farà di noi un modello per la civiltà occidentale dei prossimi vent’anni. Ci siamo posti quattro obiettivi principali: migliorare la percezione dei cittadini e ottenere un riscontro reale del miglioramento del servizio; riportare in Liguria, oltre ai pazienti, anche le migliori eccellenze tra i professionisti che oggi lavorano fuori dai nostri confini; realizzare cinque nuovi ospedali; adottare una gestione della spesa secondo criteri moderni». NTRATE l Samirah Muran ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Liguria, rivoluzione nella sanità -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901726104409.PDF §---§ title§§ Livelli di assistenza, nel Nordovest eccelle solo il Piemonte link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901725004410.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "CORRIERE DEI TERRITORI" del 19 Jan 2026

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Estratto da pag. 59 di "CORRIERE DI NOVARA" del 19 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-19T06:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901709904243.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901709904243.PDF', 'title': 'CORRIERE DI NOVARA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901709904243.PDF tp:ocr§§ GIMBE Nel 2023 l’analisi dei Lea riporta grandissimi divari tra le regioni nelle macroaree della prevenzione, ospedaliera e distrettuale Livelli di assistenza, nel Nordovest eccelle solo il Piemonte Nell’ambito delle cure essenziali fornite dalle strutture sanitarie, tra le regioni ci sono forti discrepanze, con differenze anche di 40 punti di divario tra i vari territori. A dirlo è un focus realizzato dalla Fondazione Gimbe che aggrega i dati pubblicati dal ministero della Salute. Secondo la ricerca della fondazione bolognese, sarebbero 8 nel 2023, annualità più recente in cui sono disponibili rilevazioni - le regioni che non raggiungono i livelli essenziali di assistenza previsti dal nuovo sistema di garanzia applicato dal dicastero retto da Orazio Schillaci, fermandosi, nei livelli di valutazione, al di sotto della sufficienza di 60 centesimi in almeno una delle tre macroaree della prevenzione, distrettuale e ospedaliera. «Sommando i punteggi ottenuti nelle tre macro-aree - specificano dalla fondazione - a fronte di un punteggio medio di 226 punti su 300, esistono divari molto marcati: Veneto e Toscana superano i 280 punti, mentre altre Regioni non raggiungono i 200 punti, in particolare nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia) e in Valle d’Aosta. Infine, in ciascuna macro-area, il divario tra le Regioni con le migliori performance e quelle in maggiore difficoltà supera i 40 punti, arrivando in alcune aree a scarti ancora maggiori, con criticità soprattutto sull’assistenza territoriale e sulla prevenzione, concentrate soprattutto al Sud». La misura, stando a una riflessione condotta dal presidente della fondazione, sarebbe pure sottostimata: ««Tenendo conto che il nuovo sistema di garanzia fornisce solo un quadro generale sull’adempimento dei LEA – ha evidenziato Nino Cartabellotta – ma non misura l’effettiva qualità dell’assistenza erogata né tantomeno l’effettiva esigibilità del diritto costituzionale alla tutela della salute, l’entità delle diseguaglianze regionali e territoriali è largamente sottostimata». Scendendo alla concretezza dei dati, la ricerca di Gimbe mette in fila le regioni con il criterio dei punteggi ottenuti nelle varie macro-aree: i territori del Nordovest sono in linea generale su buoni livelli, anche se ci sono delle aree dove la situazione potrebbe decisamente essere migliore, come la prevenzione in Liguria. Ad avere la situazione più critica è la Valle d’Aosta. La sommatoria del punteggio sulle tre aree invece vede primeggiare il Veneto con 288 punti (su un massimo di 300, ndr), seguito da Toscana, Emilia Romagna e Provincia autonoma di Trento. Nell’area del primo quartile, quello con i migliori risultati, spicca il Piemonte con 270 punti. La Lombardia è nel secondo quartile con un totale di 257 punti, mentre la Liguria, con un punteggio di 219 su 300, sarebbe la prima delle regioni inadempienti secondo il nuovo sistema di garanzia stabilito dal ministero. Su questo argomento il presidente di Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta ha tenuto un’audizione al Senato, per criticare l’adozione dell’autonomia differenziata: aumentando ancora di più la responsabilità delle regioni per la gestione del sistema sanitario queste discrepanze, secondo gli osservatori di Gimbe, sono destinate ad aumentare ulteriormente. l a.z. ---End text--- Author: a. z. Heading: Highlight: Image:NUOVO SISTEMA DI GARANZIA PUNTEGGI 2023 DEL NORDOVEST NELLE 3 MACROAREE Regione Area Prevenzione Area Distrettuale Area Ospedaliera Lombardia Piemonte Liguria 95 93 54 76 90 85 86 87 80 Valle d’Aosta 77 35 53 Fonte: Fondazione Gimbe su dati Ministero della Salute -tit_org- Livelli di assistenza, nel Nordovest eccelle solo il Piemonte -sec_org- tp:writer§§ a. z. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901709904243.PDF §---§ title§§ Liguria, rivoluzione nella sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901709604244.PDF description§§

Estratto da pag. 59 di "CORRIERE DI NOVARA" del 19 Jan 2026

Mira a diversi obiettivi, dai risparmi al superamento della frammentazione gestionale

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Un risultato pari alla scarsa sufficienza nella graduatoria a punti stilata dalla Fondazione, ma che, va sottolineato, ha analizzato gli ultimi dati disponibili, vale a dire quelli del 2023. Nel frattempo in Liguria la sanità sta vivendo una vera e propria rivoluzione. L’Amministrazione regionale guidata da Marco Bucci ha, infatti, dato il via, lo scorso 1° gennaio, alla riforma sanitaria che mira a una serie di obiettivi che riguardano il cambio di governance, risparmi e il superamento della frammentazione gestionale per garantire una risposta uniforme ai bisogni di salute su tutto il territorio. Azienda Tutela della Salute Liguria, questo il nome della nuova realtà sanitaria della Regione che si caratterizza, curiosamente, per il fatto di avere una forte trazione imperiese. Il direttore generale, nominato dal governatore Marco Bucci, è, infatti, Marco Damonte Prioli, manager di Imperia con una lunga esperienza maturata nell’Asl 1 Imperiese, fino alla direzione generale, quindi in quella Savonese e in ultimo all’Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova, sempre ai vertici della scala gerarchica. Prioli, al suo fianco, ha voluto il sanremese Michele Orlando come direttore sanitario. Un binomio che si era già consolidato alla direzione dell’As1 Imperiese. Orlando ha ricoperto il ruolo di direttore sanitario anche del Policlinico San Martino di Genova, di Alisa e, fino a dicembre del 2025, è stato direttore generale dell’Asl2 di Savona. Per la direzione amministrativa dell’ATS, Prioli avrà al suo fianco un altro manager che arriva direttamente da Sanremo: Maria Elena Galbusera, direttore generale uscente dell’Asl 1 imperiese. «Sono felice e orgoglioso di ricoprire una carica così prestigiosa e strategica per il nostro sistema sanitario regionale, che ho sempre servito con il massimo impegno e dedizione – ha commentato Prioli – ho lasciato dopo quasi tre anni la Direzione del Policlinico San Martino, che a tutti gli effetti non è solo un grande Ospedale ma è anche e soprattutto una grande famiglia allargata. È stato un viaggio affascinante, sfidante e complesso, in una struttura sempre più di riferimento per la sanità nazionale». Sulla neonata ATS il manager aggiunge: «La nuova riforma del sistema sanitario regionale è una nuova sfida: la nuova ATS Liguria sarà lo strumento che permetterà di garantire più risorse per la cura dei cittadini liguri e un’uniformità di prestazioni e percorsi assistenziali su tutto il territorio regionale. Sono convinto che con la collaborazione di Regione Liguria e della nuova AOM (IRCCS Azienda Ospedaliera Metropolitana di Genova alla cui direzione generale è stata nominata Monica Calamai, ndr) riusciremo a raggiungere gli obiettivi delineati nella riforma». Come cambierà il sistema sul territorio? Le 5 Asl manterranno la struttura di forma, ma cambiano nome in "Aree sociosanitarie" e avranno un Direttore di Area che si occuperà solo del governo della parte sanitaria territoriale. Tra le Aree e la direzione sanitaria si inserisce una sesta area, ex Alisa, oggi Liguria Salute. I nuovi direttori delle aree territoriali sono: Marino Anfosso per Asl E 1 imperiese, Monica Cirone per Asl 2 savonese, Ivan Mazzoleni in Asl 3 Genova, Maria Elena Secchi per l’Asl4 del Levante genovese, Paolo Cavagnaro per l’Asl 5 La Spezia e per Liguria Salute Giancarlo Bizzarri. La Giunta presieduta dal governatore Bucci, nei giorni scorsi, ha inoltre nominato Francesco Quaglia nel ruolo di Commissario dell’E.O. Ospedali Galliera per 12 mesi, su proposta del Consiglio di amministrazione dell’ospedale presieduto dall’arcivescovo Marc o Tasca. «Ho molta fiducia in questi direttori generali, chiamati a realizzare la riforma della sanità che abbiamo varato – ha detto Bucci - Lavoreremo all’evoluzione di una sanità che non abbia attenzione solo per il malato, ma per tutti i cittadini, puntando anche molto sulla prevenzione. Saremo, per molti, un punto di riferimento: il nuovo IRCCS dell’Azienda Ospedaliera Metropolitana sarà il più grande d’Italia. Abbiamo, inoltre, un’età media molto elevata e questo farà di noi un modello per la civiltà occidentale dei prossimi vent’anni. Ci siamo posti quattro obiettivi principali: migliorare la percezione dei cittadini e ottenere un riscontro reale del miglioramento del servizio; riportare in Liguria, oltre ai pazienti, anche le migliori eccellenze tra i professionisti che oggi lavorano fuori dai nostri confini; realizzare cinque nuovi ospedali; adottare una gestione della spesa secondo criteri moderni». NTRATE l Samirah Muran ---End text--- Author: Samirah Muran Heading: Highlight: Image:A sinistra, alcuni nuovi direttori delle Asl con il presidente Marco Bucci. 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Estratto da pag. 51 di "ECO DI BIELLA" del 19 Jan 2026

Mira a diversi obiettivi, dai risparmi al superamento della frammentazione gestionale

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Un risultato pari alla scarsa sufficienza nella graduatoria a punti stilata dalla Fondazione, ma che, va sottolineato, ha analizzato gli ultimi dati disponibili, vale a dire quelli del 2023. Nel frattempo in Liguria la sanità sta vivendo una vera e propria rivoluzione. L’Amministrazione regionale guidata da Marco Bucci ha, infatti, dato il via, lo scorso 1° gennaio, alla riforma sanitaria che mira a una serie di obiettivi che riguardano il cambio di governance, risparmi e il superamento della frammentazione gestionale per garantire una risposta uniforme ai bisogni di salute su tutto il territorio. Azienda Tutela della Salute Liguria, questo il nome della nuova realtà sanitaria della Regione che si caratterizza, curiosamente, per il fatto di avere una forte trazione imperiese. Il direttore generale, nominato dal governatore Marco Bucci, è, infatti, Marco Damonte Prioli, manager di Imperia con una lunga esperienza maturata nell’Asl 1 Imperiese, fino alla direzione generale, quindi in quella Savonese e in ultimo all’Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova, sempre ai vertici della scala gerarchica. Prioli, al suo fianco, ha voluto il sanremese Michele Orlando come direttore sanitario. Un binomio che si era già consolidato alla direzione dell’As1 Imperiese. Orlando ha ricoperto il ruolo di direttore sanitario anche del Policlinico San Martino di Genova, di Alisa e, fino a dicembre del 2025, è stato direttore generale dell’Asl2 di Savona. Per la direzione amministrativa dell’ATS, Prioli avrà al suo fianco un altro manager che arriva direttamente da Sanremo: Maria Elena Galbusera, direttore generale uscente dell’Asl 1 imperiese. «Sono felice e orgoglioso di ricoprire una carica così prestigiosa e strategica per il nostro sistema sanitario regionale, che ho sempre servito con il massimo impegno e dedizione – ha commentato Prioli – ho lasciato dopo quasi tre anni la Direzione del Policlinico San Martino, che a tutti gli effetti non è solo un grande Ospedale ma è anche e soprattutto una grande famiglia allargata. È stato un viaggio affascinante, sfidante e complesso, in una struttura sempre più di riferimento per la sanità nazionale». Sulla neonata ATS il manager aggiunge: «La nuova riforma del sistema sanitario regionale è una nuova sfida: la nuova ATS Liguria sarà lo strumento che permetterà di garantire più risorse per la cura dei cittadini liguri e un’uniformità di prestazioni e percorsi assistenziali su tutto il territorio regionale. Sono convinto che con la collaborazione di Regione Liguria e della nuova AOM (IRCCS Azienda Ospedaliera Metropolitana di Genova alla cui direzione generale è stata nominata Monica Calamai, ndr) riusciremo a raggiungere gli obiettivi delineati nella riforma». Come cambierà il sistema sul territorio? Le 5 Asl manterranno la struttura di forma, ma cambiano nome in "Aree sociosanitarie" e avranno un Direttore di Area che si occuperà solo del governo della parte sanitaria territoriale. Tra le Aree e la direzione sanitaria si inserisce una sesta area, ex Alisa, oggi Liguria Salute. I nuovi direttori delle aree territoriali sono: Marino Anfosso per Asl E 1 imperiese, Monica Cirone per Asl 2 savonese, Ivan Mazzoleni in Asl 3 Genova, Maria Elena Secchi per l’Asl4 del Levante genovese, Paolo Cavagnaro per l’Asl 5 La Spezia e per Liguria Salute Giancarlo Bizzarri. La Giunta presieduta dal governatore Bucci, nei giorni scorsi, ha inoltre nominato Francesco Quaglia nel ruolo di Commissario dell’E.O. Ospedali Galliera per 12 mesi, su proposta del Consiglio di amministrazione dell’ospedale presieduto dall’arcivescovo Marc o Tasca. «Ho molta fiducia in questi direttori generali, chiamati a realizzare la riforma della sanità che abbiamo varato – ha detto Bucci - Lavoreremo all’evoluzione di una sanità che non abbia attenzione solo per il malato, ma per tutti i cittadini, puntando anche molto sulla prevenzione. Saremo, per molti, un punto di riferimento: il nuovo IRCCS dell’Azienda Ospedaliera Metropolitana sarà il più grande d’Italia. Abbiamo, inoltre, un’età media molto elevata e questo farà di noi un modello per la civiltà occidentale dei prossimi vent’anni. Ci siamo posti quattro obiettivi principali: migliorare la percezione dei cittadini e ottenere un riscontro reale del miglioramento del servizio; riportare in Liguria, oltre ai pazienti, anche le migliori eccellenze tra i professionisti che oggi lavorano fuori dai nostri confini; realizzare cinque nuovi ospedali; adottare una gestione della spesa secondo criteri moderni». NTRATE l Samirah Muran ---End text--- Author: Samirah Muran Heading: Highlight: Image:A sinistra, alcuni nuovi direttori delle Asl con il presidente Marco Bucci. Sopra il direttore generale Marco Damonte Prioli -tit_org- Liguria, rivoluzione nella sanità -sec_org- tp:writer§§ Samirah Muran guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901730504549.PDF §---§ title§§ Livelli di assistenza. nel Nordovest eccelle solo il Piemonte link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901731004550.PDF description§§

Estratto da pag. 51 di "ECO DI BIELLA" del 19 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-19T07:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901731004550.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901731004550.PDF', 'title': 'ECO DI BIELLA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901731004550.PDF tp:ocr§§ GIMBE Nel 2023 l’analisi dei Lea riporta grandissimi divari tra le regioni nelle macroaree della prevenzione, ospedaliera e distrettuale Livelli di assistenza, nel Nordovest eccelle solo il Piemonte Nell’ambito delle cure essenziali fornite dalle strutture sanitarie, tra le regioni ci sono forti discrepanze, con differenze anche di 40 punti di divario tra i vari territori. A dirlo è un focus realizzato dalla Fondazione Gimbe che aggrega i dati pubblicati dal ministero della Salute. Secondo la ricerca della fondazione bolognese, sarebbero 8 nel 2023, annualità più recente in cui sono disponibili rilevazioni - le regioni che non raggiungono i livelli essenziali di assistenza previsti dal nuovo sistema di garanzia applicato dal dicastero retto da Orazio Schillaci, fermandosi, nei livelli di valutazione, al di sotto della sufficienza di 60 centesimi in almeno una delle tre macroaree della prevenzione, distrettuale e ospedaliera. «Sommando i punteggi ottenuti nelle tre macro-aree - specificano dalla fondazione - a fronte di un punteggio medio di 226 punti su 300, esistono divari molto marcati: Veneto e Toscana superano i 280 punti, mentre altre Regioni non raggiungono i 200 punti, in particolare nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia) e in Valle d’Aosta. Infine, in ciascuna macro-area, il divario tra le Regioni con le migliori performance e quelle in maggiore difficoltà supera i 40 punti, arrivando in alcune aree a scarti ancora maggiori, con criticità soprattutto sull’assistenza territoriale e sulla prevenzione, concentrate soprattutto al Sud». La misura, stando a una riflessione condotta dal presidente della fondazione, sarebbe pure sottostimata: ««Tenendo conto che il nuovo sistema di garanzia fornisce solo un quadro generale sull’adempimento dei LEA – ha evidenziato Nino Cartabellotta – ma non misura l’effettiva qualità dell’assistenza erogata né tantomeno l’effettiva esigibilità del diritto costituzionale alla tutela della salute, l’entità delle diseguaglianze regionali e territoriali è largamente sottostimata». Scendendo alla concretezza dei dati, la ricerca di Gimbe mette in fila le regioni con il criterio dei punteggi ottenuti nelle varie macro-aree: i territori del Nordovest sono in linea generale su buoni livelli, anche se ci sono delle aree dove la situazione potrebbe decisamente essere migliore, come la prevenzione in Liguria. Ad avere la situazione più critica è la Valle d’Aosta. La sommatoria del punteggio sulle tre aree invece vede primeggiare il Veneto con 288 punti (su un massimo di 300, ndr), seguito da Toscana, Emilia Romagna e Provincia autonoma di Trento. Nell’area del primo quartile, quello con i migliori risultati, spicca il Piemonte con 270 punti. La Lombardia è nel secondo quartile con un totale di 257 punti, mentre la Liguria, con un punteggio di 219 su 300, sarebbe la prima delle regioni inadempienti secondo il nuovo sistema di garanzia stabilito dal ministero. Su questo argomento il presidente di Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta ha tenuto un’audizione al Senato, per criticare l’adozione dell’autonomia differenziata: aumentando ancora di più la responsabilità delle regioni per la gestione del sistema sanitario queste discrepanze, secondo gli osservatori di Gimbe, sono destinate ad aumentare ulteriormente. l a.z. ---End text--- Author: a. z. Heading: Highlight: Image:NUOVO SISTEMA DI GARANZIA PUNTEGGI 2023 DEL NORDOVEST NELLE 3 MACROAREE Regione Area Prevenzione Area Distrettuale Area Ospedaliera Lombardia Piemonte Liguria 95 93 54 76 90 85 86 87 80 Valle d’Aosta 77 35 53 Fonte: Fondazione Gimbe su dati Ministero della Salute -tit_org- Livelli di assistenza. nel Nordovest eccelle solo il Piemonte -sec_org- tp:writer§§ a. z. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901731004550.PDF §---§ title§§ Sanità lucana tra innovazione e sfide: robot Hugo e proposte per il futuro link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901639604696.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "LE CRONACHE LUCANE" del 19 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-19T07:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901639604696.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901639604696.PDF', 'title': 'LE CRONACHE LUCANE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901639604696.PDF tp:ocr§§ Mentre a Matera in sala operatoria entra il robot Hugo, la Fials presenta una proposta di legge sul 118 Sanità lucana tra innovazione e sfide: robot Hugo e proposte per il futuro D a lunedì 19 gennaio prende il via l’attività chirurgica con il robot Hugo all’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera. Si legge in una nota dell’ASM che si tratta di: «Un momento di grande valore che segna un passo importante nel percorso di innovazione tecnologica e crescita professionale del nostro sistema sanitario». Alla presentazione hanno preso parte oltre al personale sanitario che utilizzerà la strumentazione robotica, l’Assessore Regionale alla Salute e politiche della Persona, Cosimo Latronico, il Direttore Generale dell’ASM Maurizio Friolo, il Direttore Sanitario, Andrea Gigliobianco e il Presidente della IV Commissione consiliare “Salute” della Regione Basilicata, Nicola Morea, a testimonianza dell’attenzione e del sostegno dell’Istituzione regionale per l’evoluzione della sanità pubblica lucana. L’introduzione della chirurgia robotica rappresenta un investimento concreto (oltre 1,7 milioni di euro) nella qualità delle cure, nella sicurezza dei pazienti e nel supporto ai professionisti, che potranno contare su strumenti all’avanguardia per interventi sempre più precisi e mininvasivi. E intanto il Segretario regionale del sindacato FIALS, Giovanni Sciannarella, insieme al Segretario di Potenza Giuseppe Costanzo e al Segretario aziendale di Matera Marco Bigherati, ha incontrato l’Assessore Cosimo Latronico Si è trattato di: «Un confronto diretto e costruttivo per illustrare anche a lui la proposta di legge regionale sul 118 e, più in generale, per affrontare i nodi strutturali che da anni frenano la sanità lucana». Queste le idee e le proposte concrete per la Sanità Regionale: assunzioni di operatori socio-sanitari; assunzioni di infermieri; assunzioni di tecnici di fisiopatologia e neurofisiopatologia; assunzioni di tecnici di radiologia e di laboratorio; modelli organizzativi moderni che valorizzino competenze, ruolo e professionalità del personale sanitario; rafforzamento reale della sanità territoriale; per il 118 serve una scelta coraggiosa e concreta nella gestione delle postazioni, che oggi spesso presentano criticità e problemi logistici; problematiche emerse dal confronto con i cittadini sullo screening mammografico, in particolare su tempi di attesa, accessibilità e continuità del servizio. «La Fials, è detto in una nota, si candida con forza a essere portatrice di proposte serie, sostenibili e immediatamente attuabili per rilanciare la sanità in Basilicata. I dati GIMBE sui livelli essenziali di assistenza e quelli relativi alla mobilità passiva interregionale, hanno dipinto un quadro tutt’altro che rassicurante e rispetto al quale l’assessore regionale al ramo Cosimo Latronico, ha tentato in qualche modo di contenere le negatività. Resta il dato che sulla mobilità non si può generalizzare, come ha fatto lui, perché la Basilicata è pen’ ultima, peggio di noi sta messa soltanto la Calabria e sui livelli essenziali di assistenza (LEA), è sufficiente constatare la situazione sul campo per verificare che il dato per cui siamo terz’ultimi tra le regioni, è assolutamente veritiero. Le responsabilità però non possono essere attribuite all’attuale gestione del settore, ma sono il frutto di un sistema che negli anni ha avuto più attenzione alle “clientele” e ad utilizzare la sanità per la raccolta del “consenso” (elettorale), che a costruire un sistema efficace ed efficiente premiando le competenze. Purtroppo un disegno di legge, messo in piedi durante il governo Lega 5 Stelle, non è stato mai approvato e sembra essere finito nel dimenticatoio. Con esso si sottraeva la sanità ai partiti e alle regioni, per darla alla competenza di veri manager, assunti tramite un elenco unico nazionale, redatto con un criterio che teneva presente solo il curriculum professionale, e sganciati dalla sudditanza alle regioni e quindi alla politica». VINCENZO MAIDA ---End text--- Author: Vincenzo MaiDA Heading: Highlight: Im age: -tit_org- Sanità lucana tra innovazione e sfide: robot Hugo e proposte per il futuro -sec_org- tp:writer§§ Vincenzo MaiDA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901639604696.PDF §---§ title§§ Livelli di assistenza, nel Nordovest eccelle solo il Piemonte link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901715704449.PDF description§§

Estratto da pag. 51 di "NOTIZIA OGGI VERCELLI" del 19 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-19T06:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901715704449.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901715704449.PDF', 'title': 'NOTIZIA OGGI VERCELLI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901715704449.PDF tp:ocr§§ GIMBE Nel 2023 l’analisi dei Lea riporta grandissimi divari tra le regioni nelle macroaree della prevenzione, ospedaliera e distrettuale Livelli di assistenza, nel Nordovest eccelle solo il Piemonte Nell’ambito delle cure essenziali fornite dalle strutture sanitarie, tra le regioni ci sono forti discrepanze, con differenze anche di 40 punti di divario tra i vari territori. A dirlo è un focus realizzato dalla Fondazione Gimbe che aggrega i dati pubblicati dal ministero della Salute. Secondo la ricerca della fondazione bolognese, sarebbero 8 nel 2023, annualità più recente in cui sono disponibili rilevazioni - le regioni che non raggiungono i livelli essenziali di assistenza previsti dal nuovo sistema di garanzia applicato dal dicastero retto da Orazio Schillaci, fermandosi, nei livelli di valutazione, al di sotto della sufficienza di 60 centesimi in almeno una delle tre macroaree della prevenzione, distrettuale e ospedaliera. «Sommando i punteggi ottenuti nelle tre macro-aree - specificano dalla fondazione - a fronte di un punteggio medio di 226 punti su 300, esistono divari molto marcati: Veneto e Toscana superano i 280 punti, mentre altre Regioni non raggiungono i 200 punti, in particolare nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia) e in Valle d’Aosta. Infine, in ciascuna macro-area, il divario tra le Regioni con le migliori performance e quelle in maggiore difficoltà supera i 40 punti, arrivando in alcune aree a scarti ancora maggiori, con criticità soprattutto sull’assistenza territoriale e sulla prevenzione, concentrate soprattutto al Sud». La misura, stando a una riflessione condotta dal presidente della fondazione, sarebbe pure sottostimata: ««Tenendo conto che il nuovo sistema di garanzia fornisce solo un quadro generale sull’adempimento dei LEA – ha evidenziato Nino Cartabellotta – ma non misura l’effettiva qualità dell’assistenza erogata né tantomeno l’effettiva esigibilità del diritto costituzionale alla tutela della salute, l’entità delle diseguaglianze regionali e territoriali è largamente sottostimata». Scendendo alla concretezza dei dati, la ricerca di Gimbe mette in fila le regioni con il criterio dei punteggi ottenuti nelle varie macro-aree: i territori del Nordovest sono in linea generale su buoni livelli, anche se ci sono delle aree dove la situazione potrebbe decisamente essere migliore, come la prevenzione in Liguria. Ad avere la situazione più critica è la Valle d’Aosta. La sommatoria del punteggio sulle tre aree invece vede primeggiare il Veneto con 288 punti (su un massimo di 300, ndr), seguito da Toscana, Emilia Romagna e Provincia autonoma di Trento. Nell’area del primo quartile, quello con i migliori risultati, spicca il Piemonte con 270 punti. La Lombardia è nel secondo quartile con un totale di 257 punti, mentre la Liguria, con un punteggio di 219 su 300, sarebbe la prima delle regioni inadempienti secondo il nuovo sistema di garanzia stabilito dal ministero. Su questo argomento il presidente di Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta ha tenuto un’audizione al Senato, per criticare l’adozione dell’autonomia differenziata: aumentando ancora di più la responsabilità delle regioni per la gestione del sistema sanitario queste discrepanze, secondo gli osservatori di Gimbe, sono destinate ad aumentare ulteriormente. l a.z. ---End text--- Author: a, z, Heading: Highlight: Image:NUOVO SISTEMA DI GARANZIA PUNTEGGI 2023 DEL NORDOVEST NELLE 3 MACROAREE Regione Area Prevenzione Area Distrettuale Area Ospedaliera Lombardia Piemonte Liguria 95 93 54 76 90 85 86 87 80 Valle d’Aosta 77 35 53 Fonte: Fondazione Gimbe su dati Ministero della Salute -tit_org- Livelli di assistenza, nel Nordovest eccelle solo il Piemonte -sec_org- tp:writer§§ a, z, guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901715704449.PDF §---§ title§§ Liguria, rivoluzione nella sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901721004450.PDF description§§

Estratto da pag. 51 di "NOTIZIA OGGI VERCELLI" del 19 Jan 2026

Mira a diversi obiettivi, dai risparmi al superamento della frammentazione gestionale

pubDate§§ 2026-01-19T06:52:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901721004450.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901721004450.PDF', 'title': 'NOTIZIA OGGI VERCELLI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901721004450.PDF tp:ocr§§ REGIONE Partita la riforma voluta dall’amministrazione guidata da Marco Bucci Liguria, rivoluzione nella sanità Mira a diversi obiettivi, dai risparmi al superamento della frammentazione gestionale La Fondazione Gimbe, nell’ambito della campagna SalviamoSSN, ha classificato la Liguria, nel rapporto annuale sul Sistema Sanitario Nazionale, come “giallo” per quanto riguarda i livelli essenziali di assistenza sanitaria e “arancione” invece per la mobilità sanitaria. Un risultato pari alla scarsa sufficienza nella graduatoria a punti stilata dalla Fondazione, ma che, va sottolineato, ha analizzato gli ultimi dati disponibili, vale a dire quelli del 2023. Nel frattempo in Liguria la sanità sta vivendo una vera e propria rivoluzione. L’Amministrazione regionale guidata da Marco Bucci ha, infatti, dato il via, lo scorso 1° gennaio, alla riforma sanitaria che mira a una serie di obiettivi che riguardano il cambio di governance, risparmi e il superamento della frammentazione gestionale per garantire una risposta uniforme ai bisogni di salute su tutto il territorio. Azienda Tutela della Salute Liguria, questo il nome della nuova realtà sanitaria della Regione che si caratterizza, curiosamente, per il fatto di avere una forte trazione imperiese. Il direttore generale, nominato dal governatore Marco Bucci, è, infatti, Marco Damonte Prioli, manager di Imperia con una lunga esperienza maturata nell’Asl 1 Imperiese, fino alla direzione generale, quindi in quella Savonese e in ultimo all’Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova, sempre ai vertici della scala gerarchica. Prioli, al suo fianco, ha voluto il sanremese Michele Orlando come direttore sanitario. Un binomio che si era già consolidato alla direzione dell’As1 Imperiese. Orlando ha ricoperto il ruolo di direttore sanitario anche del Policlinico San Martino di Genova, di Alisa e, fino a dicembre del 2025, è stato direttore generale dell’Asl2 di Savona. Per la direzione amministrativa dell’ATS, Prioli avrà al suo fianco un altro manager che arriva direttamente da Sanremo: Maria Elena Galbusera, direttore generale uscente dell’Asl 1 imperiese. «Sono felice e orgoglioso di ricoprire una carica così prestigiosa e strategica per il nostro sistema sanitario regionale, che ho sempre servito con il massimo impegno e dedizione – ha commentato Prioli – ho lasciato dopo quasi tre anni la Direzione del Policlinico San Martino, che a tutti gli effetti non è solo un grande Ospedale ma è anche e soprattutto una grande famiglia allargata. È stato un viaggio affascinante, sfidante e complesso, in una struttura sempre più di riferimento per la sanità nazionale». Sulla neonata ATS il manager aggiunge: «La nuova riforma del sistema sanitario regionale è una nuova sfida: la nuova ATS Liguria sarà lo strumento che permetterà di garantire più risorse per la cura dei cittadini liguri e un’uniformità di prestazioni e percorsi assistenziali su tutto il territorio regionale. Sono convinto che con la collaborazione di Regione Liguria e della nuova AOM (IRCCS Azienda Ospedaliera Metropolitana di Genova alla cui direzione generale è stata nominata Monica Calamai, ndr) riusciremo a raggiungere gli obiettivi delineati nella riforma». Come cambierà il sistema sul territorio? Le 5 Asl manterranno la struttura di forma, ma cambiano nome in "Aree sociosanitarie" e avranno un Direttore di Area che si occuperà solo del governo della parte sanitaria territoriale. Tra le Aree e la direzione sanitaria si inserisce una sesta area, ex Alisa, oggi Liguria Salute. I nuovi direttori delle aree territoriali sono: Marino Anfosso per Asl E 1 imperiese, Monica Cirone per Asl 2 savonese, Ivan Mazzoleni in Asl 3 Genova, Maria Elena Secchi per l’Asl4 del Levante genovese, Paolo Cavagnaro per l’Asl 5 La Spezia e per Liguria Salute Giancarlo Bizzarri. La Giunta presieduta dal governatore Bucci, nei giorni scorsi, ha inoltre nominato Francesco Quaglia nel ruolo di Commissario dell’E.O. Ospedali Galliera per 12 mesi, su proposta del Consiglio di amministrazione dell’ospedale presieduto dall’arcivescovo Marc o Tasca. «Ho molta fiducia in questi direttori generali, chiamati a realizzare la riforma della sanità che abbiamo varato – ha detto Bucci - Lavoreremo all’evoluzione di una sanità che non abbia attenzione solo per il malato, ma per tutti i cittadini, puntando anche molto sulla prevenzione. Saremo, per molti, un punto di riferimento: il nuovo IRCCS dell’Azienda Ospedaliera Metropolitana sarà il più grande d’Italia. Abbiamo, inoltre, un’età media molto elevata e questo farà di noi un modello per la civiltà occidentale dei prossimi vent’anni. Ci siamo posti quattro obiettivi principali: migliorare la percezione dei cittadini e ottenere un riscontro reale del miglioramento del servizio; riportare in Liguria, oltre ai pazienti, anche le migliori eccellenze tra i professionisti che oggi lavorano fuori dai nostri confini; realizzare cinque nuovi ospedali; adottare una gestione della spesa secondo criteri moderni». NTRATE l Samirah Muran ---End text--- Author: Samirah Muran Heading: Highlight: Image:A sinistra, alcuni nuovi direttori delle Asl con il presidente Marco Bucci. Sopra il direttore generale Marco Damonte Prioli -tit_org- Liguria, rivoluzione nella sanità -sec_org- tp:writer§§ Samirah Muran guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901721004450.PDF §---§ title§§ Sel'ai prende il posto del medico link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901951103695.PDF description§§

Estratto da pag. 30 di "CORRIERE DELLA SERA" del 19 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-19T05:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901951103695.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901951103695.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901951103695.PDF tp:ocr§§ SEL’AIPRENDE ILPOSTO DELMEDICO ? Il corsivo del giorno di Luigi Ripamonti O penAI ha annunciato ChatGpt Health, una sezione di ChatGpt con maggiore sicurezza dei dati, dove gli utenti possono caricare cartelle cliniche o collegare feed di app per il benessere. La creazione di una sezione specifica per chi pone domande sulla propria salute alle piattaforme di Intelligenza Artificiale basate su Large Language Model (LLM) risponde a una domanda ma impone qualche riflessione. La domanda sta nei numeri: secondo OpenAI oltre 230 milioni di persone interrogano a questo scopo ChatGpt ogni settimana. Non sorprende visto che in alcuni Paesi chiamare un’ambulanza o andare in Pronto soccorso può tradursi in un «bagno di sangue» economico, mentre in altri può essere difficile vedere un medico o «resistere» a chiedere un consiglio all’AI mentre si è in una lunga lista d’attesa per una visita. Ciò però propone una prima riflessione, che verte sulla fiducia che si può porre in un LLM quando gli si affida «la pelle». Se ChatGpt Health — assicurano — è stata «istruita» da 60 medici con centinaia di migliaia di feedback, non è detto che, in generale, ci si possa mettere nelle mani di un LLM senza cautele stando a una ricerca, caricata sul repository ArXiv nel dicembre 2025 (First, do NOHARM: towards clinically safe large language models), che ha testato 31 importanti LLM riscontrando risposte potenzialmente molto dannose nel 22% dei casi. Una seconda riflessione riguarda l’impatto che questo tipo di uso dell’AI può avere sul rapporto con gli operatori sanitari. Anche per i medici l’AI è ormai un utile supporto. Ma è un supporto, non un vicario. Se per noi l’AI diventa vicario del medico lo scenario cambia. In teoria il problema non si dovrebbe porre dal momento che gli LLM — in teoria, appunto — non sarebbero progettati per formulare diagnosi o dare raccomandazioni mediche. Ma davvero non li usiamo proprio per questo quando facciamo loro domande sulla nostra salute? © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Luigi Ripamonti Heading: ? Il corsivo del giorno di Luigi Ripamonti Highlight: Image: -tit_org- Sel'ai prende il posto del medico -sec_org- tp:writer§§ Luigi Ripamonti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901951103695.PDF §---§ title§§ Norme & tributi - Medici, prorogato lo scudo penale In Parlamento si prepara la riforma link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901950803696.PDF description§§

Estratto da pag. 28 di "SOLE 24 ORE" del 19 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-19T05:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901950803696.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901950803696.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901950803696.PDF tp:ocr§§ Medici, prorogato lo scudo penale In Parlamento si prepara la riforma Ancora per tutto il 2026 responsabilità limitata ai casi di colpa grave Nel disegno di legge le buone pratiche sono parificate alle linee guida Sanità Maurizio Ha2an È arrivata la proroga per un ulteriore anno, fino al 31 dicembre 2026, per lo scudo penale per gli operatori sanitari. A prevederla è il decreto legge Milleproroghe (200/2025), in vigore dal 31 dicembre scorso. Ma è in cantiere un intervento di riforma generale della responsabilità professionale sanitaria, penale e civile. La contiene il disegno di legge approvato a settembre dal Consiglio dei ministri e ora all’esame della commissione Affari sociali della Camera (atto 2700). La proroga La conferma dello scudo penale era stata, tra gli altri, sollecitata dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FnomCeo), che aveva sensibilizzato il Governo sulla necessità di non allentare la tutela dei professionisti sanitari in un periodo in cui le loro condizioni di lavoro continuano a essere difficili. Di qui l’esigenza di dar seguito a quella limitazione di responsabilità che aveva visto la luce ai tempi dell’emergenza Covid, con il decreto legge 44/2021, e che era già stata ripresa dal decreto legge 215/2023. I sanitari continueranno dunque fino al termine del 2026 a rispondere penalmente solo per colpa grave nei casi in cui il danno al paziente si sia verificato «in situazioni di grave carenza di personale sanitario», tenuto conto, tra l’altro, «delle condizioni di lavoro dell’esercente la professione sanitaria, dell’entità delle risorse umane, materiali e finanziarie concretamente disponibili in relazione al numero dei casi da trattare» e del contesto organizzativo in cui i fatti sono commessi. Il provvedimento include inoltre la deroga temporanea al vincolo di incompatibilità per i professionisti sanitari dipendenti del Servizio sanitario nazionale, consentendo lo svolgimento di attività libero-professionale al di fuori dell’orario di servizio, previa autorizzazione dell’azienda sanitaria. Allo stesso tempo è stata confermata anche la possibilità di assunzione a tempo determinato degli specializzandi a partire dal penultimo anno di formazione, per far fronte alle persistenti difficoltà di reclutamento di personale sanitario negli ospedali. La riforma Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri mira invece a ridefinire in modo complessivo alcuni aspetti della legge sulla responsabilità sanitaria (legge 24 del 2017), rispettandone la ratio e cercando un equilibrio tra la tutela del paziente e le esigenze di sostenibilità del sistema sanitario, con l’obiettivo dichiarato di dare il sostegno a chi – i medici in primis – deve poter svolgere la propria professione con serenità e in condizioni di sicurezza. Il disegno di legge dedica ampio spazio alla disciplina penalistica dell’attività dei sanitari, ampliando significativamente – pur senza sconfinare in una depenalizzazione tout court – i limiti normativi alla responsabilità colposa degli operatori sanitari. Viene infatti rimodulato l’articolo 590-sexies del Codice penale, per limitare la responsabilità dei sanitari per omicidio colposo e lesioni colpose ai casi di colpa grave quando si attengono alle linee guida, a cui sono equiparate le buone pratiche clinico-assistenziali. Si introduce poi l’articolo 590-septies, che, nell’accertamento della colpa o del suo grado, riprende l’impostazione normativa della legislazione emergenziale attraverso la previsione di un elenco non esaustivo di fattori di cui tenere conto, anche in relazione al contesto professionale in cui il sanitario si trova a operare. Sul fronte civilistico, il disegno di legge replica l’impostazione penalistica e, nell’individuare le leges artis a cui i professionisti della sanita` devono attenersi, parifica le linee-guida codificate alle buone pratiche cliniche. Richiamando, poi, la centralità dell’articolo 2236 del Codice civile (nella parte in cui limita la responsabilità del sanitario alla colpa grave in tut ti i casi di particolare difficoltà), il progetto di riforma fa propri, in ottica civilistica, i parametri di valutazione della colpa già previsti per il penale (tra cui la scarsità di risorse e le carenze organizzative). D’altronde, il Consiglio dei ministri ha approvato il 12 gennaio 2026 il disegno di legge delega per la riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale, che valorizza le buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative. Il nuovo contratto L’impressione è che la tutela del medico sia il centro dello statuto della nuova responsabilità sanitaria, ferma la prioritaria necessità che le strutture sanitarie garantiscano ai pazienti assetti organizzativi improntati alla miglior gestione del rischio clinico e alla messa in sicurezza delle cure. In quest’ottica va letto anche il nuovo contratto collettivo di settore siglato il 27 ottobre 2025, che prevede che le aziende e gli enti sanitari garantiscano la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro e a assumano ogni onere di difesa del personale aggredito da terzi, per tutti i gradi del giudizio, comprese le spese per consulenti tecnici e le fasi preliminari del procedimento. È prevista inoltre la possibilità di costituirsi parte civile, l’attivazione di un supporto psicologico su richiesta del dipendente e il ricorso a coperture assicurative dedicate. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Andrea Codrino Heading: Sanità Highlight: la valutazione Le condizioni In base al decreto legge 215/2023, ai fini della limitazione della responsabilità penale occorre considerare le condizioni di lavoro dei sanitari, le risorse umane, materiali e finanziarie disponibili in concreto in relazione ai casi da trattare, il quadro organizzativo in cui i fatti sono commessi e il minor grado di esperienza e conoscenze tecniche del personale non specializzato. Image: -tit_org- Norme & tributi - Medici, prorogato lo scudo penale In Parlamento si prepara la riforma -sec_org- tp:writer§§ Andrea Codrino guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901950803696.PDF §---§ title§§ Cosi l'invio dei dati 2025 al Sistema tessera sanitaria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901951003694.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "SOLE 24 ORE ESPERTO RISPONDE" del 19 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-19T05:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901951003694.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901951003694.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE ESPERTO RISPONDE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901951003694.PDF tp:ocr§§ Così l'invio dei dati 2025 al Sistema tessera sanitaria A cura di Giuseppe Merlino Nel 2025, la scadenza semestrale, per l'invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, è stata abolita, divenendo annuale. Se, per l'anno 2025, è stato, comunque, effettuato l'invio dei dati con cadenza semestrale, potrebbe insorgere qualche problema? Ed è possibile, anche per i prossimi anni, mantenere gli invii frazionati? L'articolo 5 del Dlgs 81/2025 ha sostituito la precedente scadenza semestrale (articolo 12 del Dlgs 1/2024), per l’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, con una cadenza annuale; tuttavia, l'aver effettuato, per il 2025, l'invio con cadenza semestrale non comporta alcun problema. Se lo si ritiene utile, anche per i prossimi anni è possibile mantenere gli invii frazionati, senza incorrere in alcuna violazione normativa, purché l’invio finale sia comunque effettuato rispettando il termine previsto dal Dm Economia e finanze 29 ottobre 2025, che sostituisce l'articolo 7, comma 1-bis, del decreto dello stesso Mef 19 ottobre 2020, prevedendo che, «a decorrere dal 1° gennaio 2025, per le spese sanitarie di cui all'articolo 2 la trasmissione dei relativi dati è effettuata entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento delle medesime spese»; in particolare, per i dati dell'anno 2025, tale termine scade il 2 febbraio 2026, in quanto il 31 gennaio 2026 “cade” di sabato. ---End text--- Author: Giuseppe Merlino Heading: Highlight: Image: -tit_org- Cosi l'invio dei dati 2025 al Sistema tessera sanitaria -sec_org- tp:writer§§ Giuseppe Merlino guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901951003694.PDF §---§ title§§ La ricerca tradita link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901949903699.PDF description§§

Estratto da pag. 21 di "STAMPA" del 19 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-19T05:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901949903699.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901949903699.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901949903699.PDF tp:ocr§§ La ricerca tradita VALENTINA PETRINI A nna Frappaolo studia il glioblastoma multiforme, un tumore cerebrale molto aggressivo e maligno, il più rappresentato tra i tumori cerebrali diagnosticati (circa il 45%) con una prognosi infausta e una percentuale di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi bassissima, intorno al 5%. Giovanni Granato è responsabile scientifico di tre progetti di ricerca per 6 unità psichiatriche pubbliche della provincia di Roma, focalizzati sui bambini, affetti da Adhd (Disturbo da deficit di attenzione/iperattività) e Dsa (Disturbi specifici dell’apprendimento). Daniele Cecchetti studia modelli di sicurezza informatica per la costruzione di computer quantistici e nuove tecnologie, come anche macchinari per la diagnosi di malattie che rilasciano un solo fotone e creano quindi meno danni sui tessuti umani. Salvatore Perna indaga l’impatto dell’intelligenza artificiale a scuola e sviluppa modelli di apprendimento basati solo sull’utilizzo del corpo per abbattere le barriere della povertà educativa. Benvenuti nel futuro, anzi nel nostro presente. Anna, Giovanni, Daniele, Salvatore, sono tra le eccellenze italiane del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche). Un vanto per il nostro Paese, ma ahimè sono tutte risorse in scadenza o già scadute. Li abbiamo incontrati - insieme a molti altri loro colleghi - per capire perché da mesi protestano. Giorgia Meloni ha sempre parlato di ricerca come «scelta strategica». «Investire per non perdere talenti e, anzi, attirarli». Il governo ha istituito un fondo di 60 milioni per la ricerca e al Cnr sono in corso le procedure per la stabilizzazione di circa 180 figure analoghe. Dunque qual è il problema? «Soldi insufficienti. Briciole. Il fondo di 60 milioni inoltre sarà così ripartito: 50 per le università, 2 per quelle private e 8 per tutti gli enti pubblici di ricerca. Vuol dire che dai nostri calcoli probabilmente al Cnr andranno 4 milioni di euro, con cui si potranno forse stabilizzare in futuro 70 persone». Antonio Sanguinetti ha radunato i colleghi da ogni parte d’Italia, parla con documenti alla mano. «Il caso Cnr va trattato a parte. Il governo non può vantarsi di queste future 180 stabilizzazioni perchè non dobbiamo a loro questo misero risultato: i soldi per le stabilizzazioni derivano dal tesoretto riservato alle opposizioni nella legge di bilancio 2024, n. 207 art. 1 comma 591. Sono loro che li hanno dati a noi, non il governo». In tutto sono state presentate circa 850 domande e moltissimi sono invece rimasti esclusi dalla preselezione, come diversi di coloro che incontriamo. «Perché per essere ammessi è previsto l’obbligo di avere almeno tre anni di contratto di cui almeno un giorno a tempo determinato ma molti di noi hanno alle spalle solo assegni di ricerca». Giovanni Granato, attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, sviluppa e indaga strumenti che finiranno nelle mani delle Asl e dei neuropsichiatri per la cura e il supporto di pazienti con autismo. «Aiutiamo i medici a concentrarsi di più sulle differenze tra pazienti, perché non sono un numero, sono persone, diverse spesso tra loro e hanno bisogno di percorsi terapeutici personalizzati. Solo così il bambino, ne trarrà beneficio». Tutto ciò nel servizio pubblico per fortuna, non solo per chi può pagare un privato. Salvatore Perna ha sperimentato l’insegnamento del pensiero computazionale con il corpo in centri in cui studiare è molto difficile: Librino, Scampia e Quarto Oggiaro. «Quando parliamo di povertà educativa dobbiamo considerare anche contesti in cui i minori non conoscono l’italiano, ma solo il dialetto o sono minori stranieri. Gli esercizi di programmazione base con i bambini, piuttosto che farli con il computer, li abbiamo realizzati in palestra. Su una scacchiera disegnata a terra con i gessetti, insegniamo gli algoritmi col corpo, attraverso una serie di esercizi fisici di gioco che abbiamo ricavato incrociando ricerca e studi di psicomotricità». Daniele Cecchetti ha indagato la tossicità degli inchiostri per tatuaggi, anche dopo la rimozione. «Oggi sappiamo c he la rottura del pigmento, le operazioni laser, possono liberare nel nostro organismo delle molecole cancerogene. Grazie a queste scoperte è stato varato un emendamento europeo che ha vietato la vendita e l’utilizzo degli inchiostri verdi e blu all’interno dell’Europa». Cora Fontana è anche mamma di un bambino di quattro anni. Architetto, con un dottorato in studi urbani è stata al Cnr dal 2019 a dicembre 2024. «Poi dopo 6 anni di assegni di ricerca sono rimasta a casa». Lei non è tra i 180 che saranno stabilizzati, non è nemmeno tra gli 850 profili risultati idonei: «Perché noi poveri assegnisti con una storia di precarietà spesso anche più lunga, siamo stati esclusi». Cora si occupava di gestione del rischio sismico, prevenzione e pianificazione di emergenza su progetti commissionati e coordinati dal dipartimento di protezione civile nazionale. Carla Scarpa, 41 anni, stima le emissioni di gas serra e particolato atmosferico rilasciate dagli incendi boschivi e dagli incendi rurali, la modellistica della propagazione e del comportamento degli incendi. «Attualmente sono disoccupata perché il mio contratto è scaduto il 31 dicembre». Ma i vostri omologhi, con cui collaborate nel resto d’Europa e del mondo, che inquadramento contrattuale hanno? «Tempo indeterminato oppure l’equivalente del nostro tempo determinato ma molto ben pagato. Noi per lo Stato non siamo lavoratori, siamo come studenti specializzati». «Considera che uno dei nuovi regali che ci ha fatto questo governo è che ora si pagherà l’Irpef pure sulle borse di ricerca. Invece di regalarci finalmente un contratto serio, ci chiedono i soldi». Il contratto spesso non discrimina il ruolo che hai nel progetto: «Io sono responsabile scientifico del mio gruppo di ricerca ma il mio contratto scade a settembre. Che fa l’Asl e l’Istituto superiore di sanità per cui stiamo realizzando la ricerca? Senza di me il progetto crolla». Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato anche i ricercatori Airc: come Anna, che indaga su un tema di interesse nazionale, il tumore, prima lavorava con un tempo determinato e poi siccome sono finiti i fondi ha dovuto accettare la retrocessione e oggi resta una precaria. — ---End text--- Author: VALENTINA PETRINI Heading: Highlight: Mattarella ha visto i ricercatori Airc tra cui Anna Frappaolo che è in scadenza “Probabilmente ci saranno solo 4 milioni per stabilizzare in futuro 70 persone” “ Daniele Cecchetti Esperto di computer quantistici Le operazioni laser per tatuaggi possono essere cancerogene Grazie a noi l’Ue ha vietato l’uso di alcuni inchiostri “ Salvatore Perna Studioso dell’Ai per la scuola Su una scacchiera insegniamo ai bambini gli algoritmi col corpo attraverso una serie di esercizi fisici di gioco “ Anna Frappaolo Studiosa dei tumori cerebrali Svolgo ricerche sul glioblastoma multiforme è un tumore cerebrale molto aggressivo e maligno “ Giovanni Granato Esperto di Ai applicata alla Sanità Aiutiamo i medici a concentrarsi di più sulle differenze tra pazienti: hanno bisogno di terapie personalizzate Viaggio tra i talenti del Cnr che da mesi protestano in tutta Italia contro i tagli e le norme del governo “Noi con contratti precari, fondi ridotti e ora per la prima volta pagheremo anche l’Irpef sulle borse di ricerca” Image:Una protesta dei ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche che chiedono di essere stabilizzati -tit_org- La ricerca tradita -sec_org- tp:writer§§ VALENTINA PETRINI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/19/2026011901949903699.PDF §---§