title§§ Dati Lea del 2023, noti e analizzati - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011502881008918.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 15 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 15 Jan 2026
"I dati relativi ai Livelli essenziali di assistenza (Lea) 2023 sono noti e fanno riferimento al monitoraggio ufficiale del Ministero della Salute attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia e le analisi della Fondazione Gimbe, pubblicato nel mese di settembre... (ANSA)
pubDate§§ 2026-01-15T17:36:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011502886108941.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011502886108941.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/basilicata/notizie/2026/01/15/sanita-latronico-i-dati-lea-del-2023-sulla-basilicata-gia-noti_82a93f3e-b240-42b5-ab87-87ec8141a2e1.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011502886108941.PDF tp:ocr§§ "I dati relativi ai Livelliessenziali di assistenza (Lea) 2023 sono noti e fannoriferimento al monitoraggio ufficiale del Ministero della Saluteattraverso il Nuovo Sistema di Garanzia e le analisi dellaFondazione Gimbe, pubblicato nel mese di settembre 2025. Suquesto quadro la Regione Basilicata lavora da tempo, assumendole criticità emerse come base di analisi e di intervento". Così- attraverso l'ufficio stampa della Giunta lucana - l'assessorealla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr, Cosimo Latronico. "Le evidenze del monitoraggio Lea 2023 - ha aggiunto - sonostate valutate e hanno orientato scelte organizzative e azionidi rafforzamento dei servizi, in particolare nell'ambitodell'assistenza territoriale e della prevenzione, in coerenzacon la programmazione sanitaria e con le risorse disponibili. Ilrecente contributo della Fondazione Gimbe si inserisce neldibattito nazionale sul Disegno di Legge per la definizione deiLivelli essenziali delle prestazioni (Lep) e sul temadell'autonomia differenziata. Si tratta di un'analisi dicarattere generale, basata su dati consolidati, che nonintroduce nuove valutazioni specifiche sul sistema sanitariolucano". Secondo l'assessore, "è fondamentale mantenere un rapportotrasparente con i cittadini, fondato su dati ufficiali e su unacorretta contestualizzazione delle informazioni senza accedere anarrazioni rassicuranti e senza tuttavia, tendere a logichepuntualmente svilenti. L'obiettivo - ha concluso Latronico -resta il miglioramento progressivo della qualità edell'accessibilità dei servizi sanitari, attraverso un lavorocontinuo e misurabile, orientato ai bisogni reali dellepersone". Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011502886108941.PDF §---§ title§§ Sanità, Errico (FI): “I dati Gimbe certificano che la sanità campana non va” - Anteprima24.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503275507599.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "anteprima24.it" del 15 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "basilicata24.it" del 15 Jan 2026
L''assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico: "Le evidenze del monitoraggio sono state valutate e hanno orientato scelte organizzative e azioni di rafforzamento dei servizi, in particolare nell’ambito dell’assistenza territoriale e della prevenzione"
pubDate§§ 2026-01-15T19:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011502918009132.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011502918009132.PDF', 'title': 'basilicata24.it'} tp:url§§ https://www.basilicata24.it/2026/01/sanita-dati-lea-del-2023-noti-e-analizzati-155501/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011502918009132.PDF tp:ocr§§ L’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico: “Le evidenze del monitoraggio sono state valutate e hanno orientato scelte organizzative e azioni di rafforzamento dei servizi, in particolare nell’ambito dell’assistenza territoriale e della prevenzione”“I dati relativi ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) 2023 sono noti e fanno riferimento al monitoraggio ufficiale del Ministero della Salute attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia e le analisi della Fondazione Gimbe, pubblicato nel mese di settembre 2025. Su questo quadro la Regione Basilicata lavora da tempo, assumendo le criticità emerse come base di analisi e di intervento”, dichiara l’assessore alla Salute, Politiche per la Persona e PNRR, Cosimo Latronico.“Le evidenze del monitoraggio LEA 2023 sono state valutate e hanno orientato scelte organizzative e azioni di rafforzamento dei servizi, in particolare nell’ambito dell’assistenza territoriale e della prevenzione, in coerenza con la programmazione sanitaria e con le risorse disponibili. Il recente contributo della Fondazione GIMBE si inserisce nel dibattito nazionale sul Disegno di Legge per la definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) e sul tema dell’autonomia differenziata.Si tratta di un’analisi di carattere generale, basata su dati consolidati, che non introduce nuove valutazioni specifiche sul sistema sanitario lucano. È fondamentale mantenere un rapporto trasparente con i cittadini, fondato su dati ufficiali e su una corretta contestualizzazione delle informazioni senza accedere a narrazioni rassicuranti e senza tuttavia, tendere a logiche puntualmente svilenti. L’obiettivo – conclude l’assessore – resta il miglioramento progressivo della qualità e dell’accessibilità dei servizi sanitari, attraverso un lavoro continuo e misurabile, orientato ai bisogni reali delle persone”.Invia notiziaFeed rssRedazioneLa tua pubblicità sul giornaleRichiedi informazioniBasilicata24 - Copyright © 2011 - 2026Basilicata24 Edizioni - Partita IVA: 02084690763Tel. +39 0971.445309 - redazione@basilicata24.itIscrizione al Roc n. 35519Testata giornalistica registrata al Tribunale di Potenza n. 364 in data 5 luglio 2011 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011502918009132.PDF §---§ title§§ Errico: "Sanità in Campania non va, lo certifica Gimbe" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503192407924.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cronachedelsannio.it" del 15 Jan 2026
Il consigliere regionale azzurro commenta i dati illustrati in Senato
pubDate§§ 2026-01-15T11:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503192407924.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503192407924.PDF', 'title': 'cronachedelsannio.it'} tp:url§§ https://www.cronachedelsannio.it/sannionews24/errico-sanita-campania-gimbe/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503192407924.PDF tp:ocr§§ La Campania è la tredicesima regione italiana per i livelli di assistenza sanitaria: è quanto emerge dai dati 2023, gli ultimi disponibili, presentati in Senato. La Regione si colloca in una fascia medio-bassa della classifica nazionale dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), i parametri che misurano la capacità delle Regioni di garantire ai cittadini le prestazioni sanitarie fondamentali. La fotografia scattata dalla Fondazione Gimbe restituisce un quadro articolato nelle tre principali aree di valutazione: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Nel primo ambito la Campania si posiziona al sedicesimo posto su 21 con 62 punti; nell’assistenza distrettuale è tredicesima con 72 punti; mentre per l’area ospedaliera si colloca al quindicesimo posto, sempre con 72 punti. A commentare i dati sui Lea diffusi da Gimbe è il consigliere regionale di Forza Italia, Fernando Errico.“I numeri non consentono letture edulcorate: la sanità campana non va. Il tredicesimo posto su 21 e un punteggio ampiamente al di sotto della media nazionale certificano una realtà che milioni di cittadini vivono ogni giorno: servizi inadeguati, prevenzione debole, assistenza territoriale fragile e ospedali sotto costante pressione. La Campania resta ancora una volta nelle retrovie della classifica nazionale, lontana anni luce dai sistemi sanitari che funzionano davvero”. Errico sottolinea come “essere non ultimi non equivalga a garantire cure dignitose e tempestive, nonostante il grande e duro lavoro quotidiano dei nostri operatori sanitari, medici e infermieri, che suppliscono con professionalità a gravi carenze organizzative”. “Il dato più allarmante – aggiunge – riguarda la prevenzione, dove la Campania precipita al sedicesimo posto: questo significa diagnosi tardive, malattie intercettate quando ormai hanno un costo umano ed economico altissimo e un conseguente sovraccarico degli ospedali. Anche l’assistenza territoriale, pilastro di qualsiasi sanità moderna, continua a essere largamente insufficiente. Il risultato è un sistema che non tutela i più fragili, alimenta la migrazione sanitaria e scarica le proprie inefficienze su pazienti e famiglie”.“La Campania – conclude Errico – continua a pagare ritardi strutturali, scelte politiche deboli e una governance incapace di colmare il divario con il resto del Paese. Questi numeri non raccontano un successo, ma una normalizzazione del fallimento. Senza un cambio di rotta serio, concreto e misurabile, a partire dalla prevenzione e dalla sanità di prossimità, la Regione resterà intrappolata in una sanità che regge nei bilanci, ma non funziona nella vita reale dei cittadini”.Comunicato stampa tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503192407924.PDF §---§ title§§ SANITA’ DI BASILICATA: PEGGIORANO I DATI SULLE CURE MINIME DI BASE. CIFARELLI: “LEA SOTTO SOGLIA, A RISCHIO I DIRITTI DEI PAZIENTI”. LATRONICO: “DATI DEL 2023 GIÀ NOTI ED ANALIZZATI” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011502910209210.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "filippomele.blogspot.com" del 15 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "giornalelavoce.it" del 15 Jan 2026
Allontanamento improvviso da Asti dopo una discussione, decisivo l’intervento della polizia
pubDate§§ 2026-01-15T11:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503198007868.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503198007868.PDF', 'title': 'giornalelavoce.it'} tp:url§§ https://www.giornalelavoce.it/news/cronaca/665790/scappa-di-casa-a-undici-anni-dopo-una-lite-in-famiglia-rintracciato-fuori-provincia-dopo-ore-di-paura.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503198007868.PDF tp:ocr§§ Una discussione domestica, il desiderio di un cellulare negato e una decisione presa d’impulso. A 11 anni lascia casa, sale su un treno e si allontana dalla provincia senza avvisare nessuno. È una vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso una famiglia di Asti per diverse ore e che si è conclusa solo grazie all’intervento della polizia di Stato, con un lieto fine arrivato nel corso della stessa giornata.Tutto comincia nel primo pomeriggio, quando il ragazzino esce di casa dopo una lite familiare legata al mancato acquisto di uno smartphone. Un episodio che, almeno inizialmente, non sembrava diverso da tanti altri dissapori domestici. Con il passare delle ore, però, l’assenza del bambino inizia a destare una preoccupazione crescente: l’undicenne non era mai sparito prima e non aveva mai fatto perdere le proprie tracce così a lungo.A lanciare l’allarme è il fratello maggiore, che si presenta spontaneamente in questura ad Asti per segnalare l’allontanamento. Racconta agli agenti che il fratellino non è rientrato e che nessuno riesce a contattarlo. Da quel momento scatta la macchina delle ricerche. Gli uomini delle volanti avviano subito le verifiche, ricostruendo i movimenti del bambino e cercando di capire se possa essersi spostato con qualche mezzo.Nel frattempo, la madre riceve una telefonata dal figlio. Il numero è sconosciuto e la conversazione dura poco: il bambino dice di stare bene, ma non riesce o non vuole spiegare dove si trovi. Una chiamata che, invece di rassicurare, aumenta l’angoscia, perché conferma che il ragazzino si è allontanato e si trova in un luogo non identificato.A quel punto, uno degli agenti decide di richiamare direttamente quel numero. Dall’altra parte risponde l’undicenne. La voce è tremante, il tono spaventato. Dice di stare bene, ma ammette di essersi smarrito e di trovarsi in una stazione ferroviaria fuori provincia. Non sa spiegare con precisione come sia arrivato lì, se non raccontando di aver preso un treno dopo essere uscito di casa, spinto dalla rabbia e dal desiderio di allontanarsi.Grazie alle indicazioni fornite durante la telefonata, gli agenti riescono a individuare la stazione in cui si trova il bambino. A quel punto la comunicazione passa rapidamente alla famiglia, che si mette subito in viaggio per raggiungerlo. Sono momenti di tensione, ma anche di sollievo: il ragazzino è stato localizzato ed è in buone condizioni.Poco dopo arriva la conferma. Il fratello maggiore invia un messaggio di ringraziamento alla questura, spiegando che l’undicenne sta bene ed è già sulla strada del ritorno verso Asti. La fuga improvvisata si chiude così, senza conseguenze fisiche, ma con un carico emotivo che difficilmente verrà dimenticato.La vicenda mette in luce quanto possano essere fragili gli equilibri emotivi anche in età molto giovane e quanto rapidamente un gesto impulsivo possa trasformarsi in una situazione di emergenza. Una discussione apparentemente banale, legata a un oggetto di uso quotidiano, si è trasformata in un allontanamento che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e ha mobilitato un’intera famiglia.Resta il sollievo per un epilogo positivo, ma anche la consapevolezza che episodi simili richiedono attenzione, ascolto e dialogo. Perché dietro una fuga ci sono spesso emozioni difficili da gestire, soprattutto quando a viverle è un bambino di undici anni. Trump fa il dito medio in fabbrica: al Rouge di Ford esplode il caso Epstein, tra lavoro, insulti e potere Scontro allo stabilimento Ford di Dearborn: un operaio accusa Donald Trump di proteggere i pedofili, il presidente risponde con un gesto osceno. Video virale, sospensione disciplinare e riapertura dello scontro sulle carte di Jeffrey Epstein. Sanità a due velocità, la denuncia di Gimbe: l’autonomia differenziata passa dalla pelle dei pazienti Con l’equiparazione tra Lep e Lea il diritto alla salute cambia volto Il sociale lasciato a secco: la Regione tir a dritto, i Comuni affondano, Canalis denuncia «Bilancio 2026 senza visione, Consorzi e non autosufficienza ancora sottofinanziati» tp:writer§§ Virginia Serpe guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503198007868.PDF §---§ title§§ Tredicimila abitanti senza un pediatra: la sanità di prossimità si è già arresa? link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503197107871.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "giornalelavoce.it" del 15 Jan 2026
Nel quartiere torinese da ottobre 250 bambini senza assistenza pediatrica diretta: un caso locale che racconta una crisi nazionale fatta di carenze, annunci e p...
pubDate§§ 2026-01-15T11:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503197107871.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503197107871.PDF', 'title': 'giornalelavoce.it'} tp:url§§ https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/665777/tredicimila-abitanti-senza-un-pediatra-la-sanita-di-prossimita-si-e-gia-arresa.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503197107871.PDF tp:ocr§§ Alle Vallette, estrema periferia nord di Torino, la sanità territoriale non è più una promessa disattesa: è una assenza concreta, quotidiana, che pesa sulle famiglie e soprattutto sui bambini. Da ottobre 2025 il quartiere è rimasto senza pediatra di libera scelta. Nessun ambulatorio, nessuna presenza nemmeno parziale. In un territorio di 13.000 abitanti, con circa 250 bambini, genitori e nonni sono costretti a spostarsi fuori quartiere per una visita, una febbre improvvisa, un controllo. Una situazione che fotografa con brutalità lo stato della medicina territoriale, ben oltre i comunicati e le parole d’ordine sulla “prossimità”.Il caso delle Vallette non arriva dal nulla. Il distretto nord ovest dell’Asl Città di Torino è da tempo sotto pressione. Negli ultimi mesi si sono accumulati problemi sui presidi territoriali di via del Ridotto, via le Chiuse, via Foligno, in un’area che comprende le circoscrizioni 5 e 4. Ora l’emergenza pediatrica segna un nuovo punto di rottura. Da quattro mesi non c’è più nessun professionista che garantisca l’assistenza ai più piccoli direttamente nel quartiere.Non è la prima volta. Già nel 2018 le Vallette erano rimaste senza pediatra. Allora, però, nel giro di qualche mese l’Asl era riuscita a trovare una soluzione tampone: un medico disponibile ad aprire l’ambulatorio per alcune ore alla settimana, un compromesso minimo ma fondamentale per le famiglie non automunite e per evitare a bambini malati viaggi lunghi sui mezzi pubblici. Oggi nemmeno questo. Nessuna presenza, nessuna alternativa locale, nessuna risposta strutturata.Il dato demografico rende il quadro ancora più paradossale. Alle Vallette l’età media è di 45 anni, inferiore a quella cittadina che si attesta intorno ai 47. Un quartiere quindi non anziano, con famiglie giovani, bambini, nuclei che avrebbero bisogno più di altri di una rete sanitaria di base solida. E invece proprio qui il sistema si è ritirato, lasciando un vuoto che pesa soprattutto su chi ha meno risorse e meno possibilità di spostamento.Per mesi si è parlato delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) come possibile svolta. L’avvio delle AFT dei pediatri, annunciato per l’inizio del 2026, avrebbe dovuto garantire un maggiore coordinamento tra i professionisti, una gestione condivisa dei carichi di lavoro, una risposta più flessibile alle aree scoperte. Per le Vallette, questa prospettiva aveva acceso una speranza concreta: con un’organizzazione nuova, si pensava, una soluzione sarebbe arrivata.Ad oggi, però, quella speranza si è dissolta. L’AFT dei pediatri del distretto nord ovest non è stata ancora costituita, nonostante i reiterati annunci dell’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi. Non c’è l’AFT e non c’è il pediatra. C’è solo un quartiere lasciato ad arrangiarsi, mentre la narrazione istituzionale continua a parlare di riforme imminenti.Il caso delle Vallette è emblematico perché non è un’eccezione. È una spia di una crisi più ampia, che riguarda l’intera sanità italiana. A livello nazionale, secondo i dati della Fondazione Gimbe e delle principali organizzazioni di categoria, mancano già oggi migliaia di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. Entro il 2030, con l’ondata di pensionamenti prevista, il numero dei medici di base potrebbe ridursi di oltre 10.000 unità. I pediatri non sono esclusi da questa emorragia: in molte regioni il ricambio generazionale non tiene il passo con le uscite, e le zone periferiche sono le prime a restare scoperte.Il problema non è solo numerico, ma strutturale. La medicina territoriale, quella che dovrebbe intercettare i bisogni prima che diventino emergenze ospedaliere, è stata per anni considerata marginale. Poco attrattiva per i giovani medici, gravata da burocrazia, carichi di lavoro crescenti e compensi che non riflettono la complessità del ruolo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: ambulatori che chiudono, assistiti redistribuiti su professionisti già saturi, chilometri da percorrere per una visita di base.< br/>Alle Vallette, questa crisi assume un volto preciso. È quello dei genitori che devono prendere permessi dal lavoro, dei nonni che accompagnano i nipoti fuori quartiere, dei bambini febbricitanti sui mezzi pubblici. È il volto di una periferia che sperimenta sulla propria pelle cosa significa essere lontani non dal centro, ma dai servizi essenziali.Il paradosso è che proprio mentre si parla di Case di comunità, sanità di prossimità, territorio come fulcro del sistema, realtà come le Vallette scivolano ai margini. La mancanza di un pediatra non è un dettaglio organizzativo: è un segnale politico. Dice quali territori sono prioritari e quali no. Dice che, ancora una volta, la periferia può aspettare.Il rischio, se non si interviene, è duplice. Da un lato si sovraccaricano i pronto soccorso, perché le famiglie, senza alternative, finiscono per rivolgersi all’ospedale anche per problemi che potrebbero essere gestiti sul territorio. Dall’altro si allarga il divario sociale, perché chi ha mezzi e tempo si sposta, chi non li ha rinuncia o ritarda le cure.Se il buongiorno si vede dal mattino, il 2026 non si apre sotto i migliori auspici. L’assenza dell’AFT, la mancanza di un pediatra alle Vallette, il silenzio che accompagna una situazione nota da mesi raccontano una continuità preoccupante. La giunta Cirio, al di là delle dichiarazioni, sembra ancora una volta trascurare la medicina territoriale, quella più capillare, più vicina alle famiglie, più decisiva per ridurre le disuguaglianze.Alle Vallette non servono tavoli tecnici né nuovi annunci. Serve un pediatra. Subito. Perché dietro i numeri, le sigle e le riforme incompiute ci sono 250 bambini che oggi, semplicemente, non hanno un medico sotto casa. E questa, più che una crisi organizzativa, è una sconfitta della sanità pubblica. La sanità riscritta da zero, il governo ridisegna il Ssn tra ospedali d’élite e territorio Via libera alla riforma che cambia regole, strutture e ruolo dei medici di base Genitori di un bambino di 4 anni denunciano: "Nostro figlio con un frammento di una noce nell'occhio mandato via dal Pronto Soccorso di Chivasso" La lettera firmata dei genitori racconta un accesso senza visita, senza ispezione e senza presa in carico. Il problema risolto all'ospedale Maria Vittoria a Torino San Raffaele Cimena, oltre 500 persone per “Bruciamo la Befana” Il palo guarda Superga: secondo la tradizione è buon segno tp:writer§§ Virginia Serpe guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503197107871.PDF §---§ title§§ Sanità lucana, Latronico spegne le polemiche: ecco il piano d'azione regionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011502892909057.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilmattinoquotidiano.it" del 15 Jan 2026
“I dati relativi ai Livelli essenziali di assistenza (Lea) 2023 sono noti e fanno riferimento al monitoraggio ufficiale del Ministero della Salute attrave...
pubDate§§ 2026-01-15T18:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011502892909057.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011502892909057.PDF', 'title': 'ilmattinoquotidiano.it'} tp:url§§ https://www.ilmattinoquotidiano.it/news/basilicata-free/200484/sanita-lucana-latronico-spegne-le-polemiche-ecco-il-piano-d-azione-regionale.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011502892909057.PDF tp:ocr§§ “I dati relativi ai Livelli essenziali di assistenza (Lea) 2023 sono noti e fanno riferimento al monitoraggio ufficiale del Ministero della Salute attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia e le analisi della Fondazione Gimbe, pubblicato nel mese di settembre 2025. Su questo quadro la Regione Basilicata lavora da tempo, assumendo le criticità emerse come base di analisi e di intervento”. Così - attraverso l'ufficio stampa della Giunta lucana - l’assessore alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr, Cosimo Latronico. “Le evidenze del monitoraggio Lea 2023 - ha aggiunto - sono state valutate e hanno orientato scelte organizzative e azioni di rafforzamento dei servizi, in particolare nell’ambito dell’assistenza territoriale e della prevenzione, in coerenza con la programmazione sanitaria e con le risorse disponibili. Il recente contributo della Fondazione Gimbe si inserisce nel dibattito nazionale sul Disegno di Legge per la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) e sul tema dell’autonomia differenziata. Si tratta di un’analisi di carattere generale, basata su dati consolidati, che non introduce nuove valutazioni specifiche sul sistema sanitario lucano". Secondo l'assessore, "è fondamentale mantenere un rapporto trasparente con i cittadini, fondato su dati ufficiali e su una corretta contestualizzazione delle informazioni senza accedere a narrazioni rassicuranti e senza tuttavia, tendere a logiche puntualmente svilenti. L’obiettivo – ha concluso Latronico - resta il miglioramento progressivo della qualità e dell’accessibilità dei servizi sanitari, attraverso un lavoro continuo e misurabile, orientato ai bisogni reali delle persone”. tp:writer§§ Il Mattino di Basilicata guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011502892909057.PDF §---§ title§§ Livelli essenziali di assistenza, Umbria promossa: per il 2023 ha lo stesso punteggio della Lombardia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503104106945.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilmessaggero.it" del 15 Jan 2026
PERUGIA - Quinto posto. Questa la meta raggiunta dall’Umbria nella classifica elaborata dalla Fondazione Gimbe sui livelli essenziali di assistenza in base ai dati forniti dal Ministero...
pubDate§§ 2026-01-15T06:56:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503104106945.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503104106945.PDF', 'title': 'ilmessaggero.it'} tp:url§§ https://www.ilmessaggero.it/umbria/livelli_essenziali_assistenza_umbria_promossa_per_2023_stesso_punteggio_lombardia-9297785.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503104106945.PDF tp:ocr§§ PERUGIA - Quinto posto. Questa la meta raggiunta dall’Umbria nella classifica elaborata dalla Fondazione Gimbe sui livelli essenziali di assistenza in base ai dati forniti dal Ministero della Salute. Il Cuore verde raggiunge il punteggio di 257, pari merito con la Lombardia e si piazza dietro a Veneto (288), Toscana (286) e a Provincia di Trento ed Emilia-Romagna (entrambe quarte a quota 278). I TEMPI Ma cosa c’è dietro questi numeri? Intanto una questione di tempi piuttosto significativa: la rilevazione, infatti, fa riferimento a quanto accaduto nel corso del 2023. Nel caso dell’Umbria la data conta parecchio perché vuol dire un’altra maggioranza rispetto a quella attuale: la misurazione riguarda la “performance” del sistema sanitario regionale durane la gestione Tesei-Coletto. COME FUNZIONA Quanto ai punteggi, si tratta di una somma che mette insieme la misura delle prestazioni offerte ai cittadini in termini di assistenza ospedaliera, assistenza territoriale e prevenzione. Il Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza è stato istituito al ministero della Salute ormai da cinque anni con il compito di tenere sotto controllo attraverso una serie di indicatori il livello di prestazioni e servizi sanitari cui tutti i cittadini hanno diritto di accedere gratuitamente o anche pagando il ticket quando sia dovuto. Tecnicamente, è stato definito “sistema di garanzia” ed è stata fissata a quota 60 la soglia della sufficienza per i tre ambiti analizzati. Nel caso dell’Umbria, il verdetto finale suona così: 86 punti per l’assistenza ospedaliera, 76 per l’assistenza territoriale e 93 punti per la prevenzione. Totale: 257. Il punteggio medio italiano è decisamente più basso: 226. Sono ben otto, infatti, le Regioni che risultano inadempienti rispetto ad almeno uno dei parametri fissati. Sicilia, Valle d’Aosta e Calabria sono in fondo alla classifica. I punteggi sono assegnati attraverso una serie di indicatori che misurano la qualità delle prestazioni offerte anche in termini di appropriatezza del sistema sanitario, i tempi con cui il sistema sanitario risponde e il modo in cui lo fa. Alcune prestazioni vengono utilizzate come punto di riferimento: ad esempio le attività di screening, in particolare per l’oncologia, ma anche le vaccinazioni dei bambini, il livello di ospedalizzazione rispetto alle cure sul territorio oppure il numero di pazienti con più di 65 anni che in caso di frattura al femore vengono operati nell’arco di 48 ore. Ma questi dati non sono mera statistica, perché hanno anche un risvolto sui conti. Il rispetto dei parametri sui livelli essenziali di assistenza, infatti, consente alle Regioni di accedere alla quota premiale del fondo sanitario nazionale. Anche in questo caso, per i bilanci del Cuore verde un dettaglio tutt’altro che secondario. LA POLEMICA Intanto è polemica sul fronte delle liste d’attesa, con il capogruppo della Lega in consiglio regionale, Enrico Melasecche, che ha presentato un’interrogazione sulla «corretta applicazione della normativa di presa in carico delle prescrizioni sanitarie». «Tanti cittadini - spiega Melasecche stanno denunciando che viene loro impedito di entrare nelle liste d’attesa attraverso il rifiuto della presa in carico delle prescrizioni, in violazione della normativa. Una prassi amministrativa segnalata con crescente frequenza anche nelle farmacie convenzionate che altera anche i dati sulla domanda reale di prestazioni sanitarie. Ma così si consuma una lesione dei diritti. La normativa nazionale e regionale è chiara: ogni prescrizione deve essere presa in carico e registrata, indipendentemente dalla disponibilità immediata. Solo così può essere attivato il percorso di tutela, che garantisce comunque l’erogazione della prestazione nei tempi previsti». © RIPRODUZIONE RISERVATA Roma Weekend - Newsletter Gli eventi del fine settimana, ogni giovedì Iscriviti e ricevi le notizie via email tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503104106945.PDF §---§ title§§ La Toscana eccelle nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza: lo conferma il Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503212808160.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "italiasette.it" del 15 Jan 2026
La Regione Toscana si conferma un punto di riferimento nel panorama sanitario italiano, raggiungendo elevati standard nell’erogazione
pubDate§§ 2026-01-15T12:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503212808160.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503212808160.PDF', 'title': 'italiasette.it'} tp:url§§ https://italiasette.it/sanita/la-toscana-eccelle-nellerogazione-dei-livelli-essenziali-di-assistenza-lo-conferma-il-gimbe/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503212808160.PDF tp:ocr§§ La Regione Toscana si distingue per l'efficienza dei servizi sanitari offerti15/01/2026 alle 12:51La Regione Toscana si conferma un punto di riferimento nel panorama sanitario italiano, raggiungendo elevati standard nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Un’analisi dettagliata condotta dal Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze (Gimbe) ha recentemente attestato l’eccellenza della regione nel garantire ai cittadini l’accesso a servizi sanitari di qualità, posizionandola ai vertici della classifica nazionale. I risultati, relativi al 2023, evidenziano un impegno costante e un’efficace gestione delle risorse, che si traducono in benefici tangibili per la salute dei cittadini. La Toscana, con un punteggio di 286, si colloca ben al di sopra della media nazionale, fissata a 226 punti, dimostrando una capacità di risposta alle esigenze sanitarie della popolazione superiore alla media.L’analisi del Gimbe, svolta nel corso del 2023, ha preso in esame tre aree fondamentali dell’assistenza sanitaria: la prevenzione collettiva e la sanità pubblica, l’assistenza distrettuale e l’assistenza ospedaliera. In ciascuna di queste aree, la Toscana ha dimostrato un’elevata performance, seppur con alcune sfumature. Nel dettaglio, per quanto concerne la prevenzione, la Regione ha ottenuto un punteggio di 95 punti, posizionandosi subito dopo il Veneto e la Provincia autonoma di Trento, entrambe in prima posizione. Anche nell’ambito dell’assistenza distrettuale, la Toscana ha registrato un punteggio di 95 punti, distanziandosi di un solo punto dal Veneto, che si è classificato al primo posto. Nell’area dell’assistenza ospedaliera, la Toscana ha ottenuto un punteggio di 96, a un solo punto dalla Provincia autonoma di Trento, leader in questa categoria. Questi risultati testimoniano un sistema sanitario regionale solido e ben strutturato, capace di fornire risposte efficaci e complete alle diverse esigenze di salute della popolazione.La Fondazione Gimbe, con la sua analisi, non solo conferma l’eccellenza della sanità toscana, ma fornisce anche un importante strumento di valutazione e miglioramento continuo. I dati raccolti e analizzati consentono di individuare aree di forza e di debolezza, orientando le politiche sanitarie verso un’ottimizzazione dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi offerti. L’impegno della Regione Toscana nel garantire i LEA si traduce in un miglioramento della qualità della vita dei cittadini, in una maggiore accessibilità alle cure e in una maggiore attenzione alla prevenzione delle malattie. Questi risultati rappresentano un motivo di orgoglio per la regione e un esempio virtuoso per il sistema sanitario nazionale. La trasparenza e la completezza delle analisi del Gimbe offrono ai cittadini un quadro chiaro e dettagliato dello stato di salute del sistema sanitario regionale, incentivando la partecipazione attiva e la consapevolezza del diritto alla salute.Il riconoscimento del Gimbe sottolinea l’importanza di investire nella sanità e di garantire un’assistenza di qualità a tutti i cittadini. L’esperienza della Toscana, con i suoi risultati, dimostra che è possibile raggiungere elevati standard di efficienza e di qualità, offrendo servizi sanitari all’avanguardia. I dati evidenziano la necessità di un impegno costante e di una continua attenzione alle esigenze della popolazione, per garantire un futuro in cui la salute sia un diritto tutelato e garantito per tutti. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503212808160.PDF §---§ title§§ Sanità, Errico (Forza Italia): "I dati Gimbe certificano che la sanità campana non va" - link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503221208084.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "labtv.net" del 15 Jan 2026
La Campania è la tredicesima regione italiana per i livelli di assistenza sanitaria: è quanto emerge dai dati 2023, gli ultimi disponibili, presentati in
pubDate§§ 2026-01-15T12:04:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503221208084.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503221208084.PDF', 'title': 'labtv.net'} tp:url§§ https://www.labtv.net/politica/2026/01/15/sanita-errico-forza-italia-i-dati-gimbe-certificano-che-la-sanita-campana-non-va/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503221208084.PDF tp:ocr§§ Sanità, Errico (Forza Italia): “I dati Gimbe certificano che la sanità campana non va” 15 Gennaio 2026 | by Redazione Bn Politica 0 La Campania è la tredicesima regione italiana per i livelli di assistenza sanitaria: è quanto emerge dai dati 2023, gli ultimi disponibili, presentati in Senato. La Regione si colloca in una fascia medio-bassa della classifica nazionale dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), i parametri che misurano la capacità delle Regioni di garantire ai cittadini le prestazioni sanitarie fondamentali. La fotografia scattata dalla Fondazione Gimbe restituisce un quadro articolato nelle tre principali aree di valutazione: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Nel primo ambito la Campania si posiziona al sedicesimo posto su 21 con 62 punti; nell’assistenza distrettuale è tredicesima con 72 punti; mentre per l’area ospedaliera si colloca al quindicesimo posto, sempre con 72 punti. A commentare i dati sui Lea diffusi da Gimbe è il consigliere regionale di Forza Italia, Fernando Errico. “I numeri non consentono letture edulcorate: la sanità campana non va. Il tredicesimo posto su 21 e un punteggio ampiamente al di sotto della media nazionale certificano una realtà che milioni di cittadini vivono ogni giorno: servizi inadeguati, prevenzione debole, assistenza territoriale fragile e ospedali sotto costante pressione.La Campania resta ancora una volta nelle retrovie della classifica nazionale, lontana anni luce dai sistemi sanitari che funzionano davvero”. Errico sottolinea come “essere non ultimi non equivalga a garantire cure dignitose e tempestive, nonostante il grande e duro lavoro quotidiano dei nostri operatori sanitari, medici e infermieri, che suppliscono con professionalità a gravi carenze organizzative”. “Il dato più allarmante – aggiunge – riguarda la prevenzione, dove la Campania precipita al sedicesimo posto: questo significa diagnosi tardive, malattie intercettate quando ormai hanno un costo umano ed economico altissimo e un conseguente sovraccarico degli ospedali. Anche l’assistenza territoriale, pilastro di qualsiasi sanità moderna, continua a essere largamente insufficiente. Il risultato è un sistema che non tutela i più fragili, alimenta la migrazione sanitaria e scarica le proprie inefficienze su pazienti e famiglie”. “La Campania – conclude Errico – continua a pagare ritardi strutturali, scelte politiche deboli e una governance incapace di colmare il divario con il resto del Paese. Questi numeri non raccontano un successo, ma una normalizzazione del fallimento. Senza un cambio di rotta serio, concreto e misurabile, a partire dalla prevenzione e dalla sanità di prossimità, la Regione resterà intrappolata in una sanità che regge nei bilanci, ma non funziona nella vita reale dei cittadini”. Visualizzazioni: 12 tp:writer§§ Redazione Bn guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503221208084.PDF §---§ title§§ Sanità in Liguria, prevenzione in fondo alla classifica Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503265007638.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lastampa.it" del 15 Jan 2026
La Fondazione Gimbe: è penultima tra le regioni. Sanna: fallimento Bucci. Nicolò: dati 2023 disallineati
pubDate§§ 2026-01-15T09:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503265007638.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503265007638.PDF', 'title': 'lastampa.it'} tp:url§§ https://www.lastampa.it/imperia-sanremo/2026/01/15/news/sanita_liguria_prevenzione_fondazione_gimbe_classifica-15468761/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503265007638.PDF tp:ocr§§ In EvidenzaSezioniEdizioni LocaliLa voce de La StampaServiziSei qui:Articolo Freeil rapportoLa Fondazione Gimbe: è penultima tra le regioni. Sanna: fallimento Bucci. Nicolò: dati 2023 disallineatiVALENTINA CAROSINI2 minuti di letturaL'ascolto è riservato agli abbonatiLiguria “in giallo” secondo la classificazione colori che fotografa lo stato delle regioni italiane nella graduatoria per punti sul rispetto dei livelli essenziali di assistenza sanitaria, “in arancione” invece per quanto riguarda la mobilità sanitaria con un saldo negativo “moderato” dai dati relativi al 2021.Mentre entra nel vivo la nuova riforma sanitaria regionale, partita il 1° gennaio con una serie di obiettivi che riguardano il cambio di governance, risparmi ma anche riavvicinamento della sanità ai territori c’è questo nella classificazione della Fondazione Gimbe che, a dieci anni dall’avvio della campagna #SalviamoSSN, rilancia l’analisi sulla base degli ultimi dati disponibili, quelli sul 2023, per aumentare il coinvolgimento nella tutela del Servizio sanitario nazionale.Liguria che, da quanto emerso dallo studio, in una scala di 4 colori che vanno dal verde scuro al verde chiaro, al giallo e al rosso (che indica l’inadempienza secondo il sistema di garanzia), si classificava nel 2021 a 232, su un massimo di 300 nello stesso range di Abruzzo, Puglia, Basilicata e Provincia Autonoma di Bolzano quanto al rispetto dei Lea, i livelli essenziali di assistenza. Nel 2023, sempre secondo la Fondazione, la Liguria scendeva invece al penultimo posto nella graduatoria delle regioni italiane sul rispetto dei livelli essenziali di servizio che comprendono prestazioni erogate gratuitamente o tramite ticket attraverso le Regioni, e nell’area delle prevenzione otteneva 54 punti su cento, con 44 punti di distanza dalle prime posizioni della classifica occupate da Provincia Autonoma di Trento e Veneto. Sulla mobilità sanitaria regionale, sempre nel 2021, il livello arancione corrispondeva ad un saldo negativo moderato che accomunava la situazione ligure a Umbria, Marche, Sardegna, Basilicata.Dati e scenari sui quali la Regione era già intervenuta con una serie di precisazioni. «I risultati dell’analisi della Fondazione Gimbe sulla qualità della prevenzione sanitaria in Liguria nel 2023 – aveva spiegato l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò – sono stati influenzati da un disallineamento nella trasmissione dei dati, il problema è stato risolto già per l’annualità del 2024 dove la Liguria è stata promossa anche nell’ambito della prevenzione con un risultato di 93 su 100».Intanto però, dopo le polemiche sulla riforma della sanità e sulla gestione del sistema, l’opposizione regionale attacca: «I dati diffusi dalla Fondazione Gimbe – commenta il capogruppo del Pd in Regione Liguria, Armando Sanna – certificano il fallimento della destra al governo della Regione sulla sanità: la Liguria è penultima in Italia e ultima regione del Nord per qualità della prevenzione sanitaria ed è dichiarata inadempiente sui livelli essenziali di assistenza». «Sempre più cittadini non riescono a curarsi, rinunciano alle visite, aspettano mesi per un esame o sono costretti a rivolgersi al privato pagando di tasca propria, aumentando le disuguaglianze nell’accesso alle cure – conclude Sanna – La propaganda della giunta Bucci non potrà coprire quanto sta succedendo e purtroppo, alla luce della nuova riforma sanitaria, è destinato a peggiorare. La sanità pubblica deve tornare a essere una priorità».GEDI News Network S.p.A. Via Ernesto Lugaro n. 15 - 10126 Torino - P.I. 01578251009 Società soggetta all'attività di direzione e coordinamento di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503265007638.PDF §---§ title§§ Fondazione Gimbe: l’autonomia regionale peggiorerà i livelli di assistenza al Sud - la Repubblica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503260707435.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "napoli.repubblica.it" del 15 Jan 2026
Il rischio delle riforme del governo. Mentre la Regione riceve finanziamenti insufficienti per le reali esigenze di salute
pubDate§§ 2026-01-15T08:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503260707435.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503260707435.PDF', 'title': 'napoli.repubblica.it'} tp:url§§ https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/01/15/news/fondazione_gimbe_l_autonomia_regionale_peggiorera_i_livelli_di_assistenza_al_sud-425096194/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503260707435.PDF tp:ocr§§ Il rischio delle riforme del governo. Mentre la Regione riceve finanziamenti insufficienti per le reali esigenze di salute--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503260707435.PDF §---§ title§§ Errico (FI): “I dati Gimbe certificano che la sanità campana non va” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503181607704.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ntr24.tv" del 15 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "nurse24.it" del 15 Jan 2026
Gimbe interviene sul dibattito LEP e riforma del Ssn: senza risorse adeguate il rischio è ampliare le disuguaglianze territoriali.
pubDate§§ 2026-01-15T07:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503227507247.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503227507247.PDF', 'title': 'nurse24.it'} tp:url§§ https://www.nurse24.it/infermiere/attualita-infermieri/autonomia-differenziata-gimbe-equiparare-lea-lep-scorciatoia-accelerare-legge.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503227507247.PDF tp:ocr§§ Nel pieno del dibattito sulla riforma del Servizio sanitario nazionale e sull’autonomia differenziata, la Fondazione Gimbe mette in guardia il Parlamento: assimilare i Livelli essenziali di assistenza (LEA) ai Livelli essenziali delle prestazioni (LEP) in sanità è una scorciatoia normativa che rischia di rendere strutturali le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure.LEP e LEA, una distinzione che pesa sui dirittiNino Cartabellotta, presidente Fondazione GimbeNel corso dell’audizione in Commissione Affari Costituzionali del Senato sul disegno di legge delega per la determinazione dei LEP, la Fondazione Gimbe ha ribadito una posizione netta: LEP e LEA non sono concetti sovrapponibili, né sul piano giuridico né su quello sostanziale.I Livelli essenziali delle prestazioni (LEP) rappresentano la soglia minima di prestazioni che lo Stato è tenuto a garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale per rendere effettivi i diritti civili e sociali.I Livelli essenziali di assistenza (LEA), invece, sono lo strumento operativo con cui il Servizio sanitario nazionale eroga le prestazioni sanitarie. Confondere i due piani, secondo Gimbe, significa trasformare uno strumento tecnico in un vincolo costituzionale, senza affrontare il nodo centrale delle risorse.Disuguaglianze già profonde nei LEAIl richiamo di Gimbe si inserisce in un contesto già critico. I dati del Nuovo Sistema di Garanzia del Ministero della Salute mostrano che nel 2023 otto Regioni non hanno raggiunto la soglia minima di adempienza dei LEA in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera.Il divario complessivo tra le Regioni supera in alcuni casi i 40 punti e si concentra soprattutto nel Mezzogiorno, con criticità rilevanti sull’assistenza territoriale e sulla prevenzione.Tenendo conto che il NSG non misura la reale esigibilità del diritto alla tutela della salute l’entità delle disuguaglianze è probabilmente sottostimata ha sottolineato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.Secondo la Fondazione, l’equiparazione tra LEA e LEP in sanità risponde a un obiettivo preciso: accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata. Una scelta che, però, rischia di legittimare normativamente differenze regionali già oggi inaccettabili nell’accesso alle cure.Gambe ribadisce una posizione già espressa durante l’iter della riforma: la tutela della salute non dovrebbe rientrare tra le materie trasferibili alle Regioni, perché questo passaggio renderebbe strutturali i divari tra Nord e Sud, in contrasto con il principio costituzionale di uguaglianza.Il nodo del finanziamentoUn altro punto critico riguarda le risorse. I LEA non sono direttamente finanziati: il Fondo sanitario nazionale viene ripartito principalmente in base alla popolazione residente, con una ponderazione per età.I LEP, al contrario, richiederebbero una copertura finanziaria commisurata ai costi reali necessari per garantirli in modo uniforme.Secondo Gimbe, oggi nessuno è in grado di quantificare con precisione quanto costerebbe assicurare in tutto il Paese servizi essenziali come pronto soccorso non sovraffollati, tempi di attesa adeguati o una rete territoriale realmente funzionante. In assenza di risorse sufficienti, definire i LEP sanitari senza finanziarli significherebbe proclamare diritti non esigibili.Le conseguenze ricadrebbero direttamente sui cittadini. Già oggi, in molte aree del Paese, l’accesso alle prestazioni sanitarie avviene con tempi incompatibili con i bisogni di salute, costringendo migliaia di persone a spostarsi in altre Regioni.Secondo Gimbe, senza una definizione chiara e finanziata dei LEP sanitari, l’autonomia differenziata rischia di amplificare la mobilità sanitaria, con un doppio effetto: ulteriore indebolimento delle Regioni del Mezzogiorno e pressione crescente sui sistemi sanitari del Nord. Tags :Infermieri, Attualità Infermieri tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503227507247.PDF §---§ title§§ GIMBE: “Equiparare Lea e Lep accelera l’attuazione dell’autonomia differenziata, ma cristallizza le diseguaglianze regionali” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503269807654.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "nursetimes.org" del 15 Jan 2026
GIMBE: "Equiparare Lea e Lep accelera l''attuazione dell''autonomia differenziata, ma cristallizza le diseguaglianze regionali"
pubDate§§ 2026-01-15T10:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503269807654.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503269807654.PDF', 'title': 'nursetimes.org'} tp:url§§ https://nursetimes.org/gimbe-equiparare-lea-e-lep-accelera-lattuazione-dellautonomia-differenziata-ma-cristallizza-le-diseguaglianze-regionali tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503269807654.PDF tp:ocr§§ GIMBE: "Equiparare Lea e Lep accelera l'attuazione dell'autonomia differenziata, ma cristallizza le diseguaglianze regionali"--PARTIAL-- tp:writer§§ Redazione Nurse Times guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503269807654.PDF §---§ title§§ Sanità molisana al bivio: Cartabellotta (Gimbe) a Termoli per analizzare la crisi del sistema e trovare soluzioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503264507653.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "primonumero.it" del 15 Jan 2026
Il 16 gennaio a Termoli l’incontro promosso da ALI e CGIL con il presidente della Fondazione Gimbe Cartabellotta.
pubDate§§ 2026-01-15T10:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503264507653.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503264507653.PDF', 'title': 'primonumero.it'} tp:url§§ https://www.primonumero.it/2026/01/sanita-molisana-al-bivio-sanita-molisana-al-bivio-cartabellotta-gimbe-a-termoli-per-analizzare-la-crisi-del-sistema/1530886585/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503264507653.PDF tp:ocr§§ Il 16 gennaio a Termoli l’incontro promosso da ALI e CGIL con il presidente della Fondazione Gimbe Cartabellotta.--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503264507653.PDF §---§ title§§ Sanità Puglia nella Top 10 nazionale Fondazione Gimbe per i LEA link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503183107699.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "puglia.com" del 15 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "qualcosadisinistra.info" del 15 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "quotidianodelsud.it" del 15 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "quotidianodelsud.it" del 15 Jan 2026
Sanità: Lea, Gimbe boccia la Basilicata. La Regione è 17esima nel 2023, risultando inadempiente per il Nuovo Sistema di Garanzia.
pubDate§§ 2026-01-15T10:36:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503184107745.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503184107745.PDF', 'title': 'quotidianodelsud.it'} tp:url§§ https://www.quotidianodelsud.it/basilicata/cronache/salute-e-assistenza/2026/01/15/sanita-basilicata-inadempiente-il-gimbe-la-boccia-ancora-sui-lea tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503184107745.PDF tp:ocr§§ Sanità: Lea, Gimbe boccia la Basilicata. La Regione è 17esima nel 2023, risultando inadempiente per il Nuovo Sistema di Garanzia. Per la Fondazione, anche i Lep devono essere definiti come tutte le materie.Diciassettesimo posto in Italia. Nel più ampio contesto di un trend diviso, sostanzialmente, con quasi tutto il Sud. È un quadro ben poco consolatorio quello che la Fondazione Gimbe traccia attorno ai Livelli essenziali di assistenza (Lea) in Basilicata, con il territorio lucano a mostrarsi carente su tutti e tre gli ambiti presi in considerazione (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera), attestandosi, nel migliore dei casi, al dodicesimo posto (per quel che riguarda il primo comparto), con una performance comunque insufficienti a issarsi dalla “zona rossa” delle regioni inadempienti. Se la risposta sul fronte della prevenzione è stata tutto sommato positiva, con 68 punti totali (meglio di territori come Lazio e Campania), l’andamento negativo è stato riscontrato soprattutto nell’area distrettuale (17esimo posto con 52 punti) e in quella ospedaliera (16esimo, con 69), per un totale complessivo di 189 punti. Peggio, va solo in Abruzzo, Calabria, Sicilia e Valle d’Aosta. L’analisi Gimbe, in sostanza, vede sei regioni non in linea con gli standard richiesti dai livelli assistenziali (inclusa la Sardegna, sedicesima), con dati riferiti all’ultimo anno disponibile, il 2023.LEA IN BASILICATA, LE CRITICITÀ DEL NUOVO SISTEMA DI GARANZIA E LA MOBILITÀ PASSIVAAl netto della forbice dei due anni e dei potenziali interventi intercorsi, la Fondazione torna quindi a bacchettare il sistema sanitario lucano, dopo quanto emerso nell’ottavo Rapporto, pubblicato a ottobre (e riferito sempre al 2023) e nel quale, in primo luogo, veniva contestata la necessità, per molti lucani, di ricorrere a cure fuori regione. Risultati non in linea con il Nuovo Sistema di Garanzia (Nsg) che, chiaramente, richiede una maggiore armonizzazione dei tre ambiti presi in esame per la valutazione sia dei Livelli essenziali di assistenza che dei Livelli essenziali di prestazione (Lep). La stessa Gimbe ha rimarcato le forti differenze regionali, parlando proprio del Sud Italia come l’area del Paese maggiormente in ritardo nell’adempimento richiesto dal Nsg. Il quale, in ogni caso, «fornisce solo un quadro generale sull’adempimento dei LEA – come evidenziato dal presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta – ma non misura l’effettiva qualità dell’assistenza erogata né tantomeno l’effettiva esigibilità del diritto costituzionale alla tutela della salute, l’entità delle diseguaglianze regionali e territoriali è largamente sottostimata».IL DIVARIO CON IL NORD: IL PESO DELL’ASSISTENZA DISTRETTUALEIn pratica, pur in presenza di dati numerici, il trend registrato in relazione al Nuovo Sistema di Garanzia sarebbe puramente indicativo. Il che, in buona sostanza, significa la potenziale presenza di livelli criticità estremamente limitanti per consentire ai sistemi sanitari interessati di mettersi in carreggiata. Del resto, tra le Regioni con le performance migliori e quelle più indietro, il divario supera agilmente i 40 punti. La Basilicata, ad esempio, paga lo scotto peggiore proprio sull’Area distrettuale, avendo accumulato ben 44 punti di ritardo rispetto al Veneto (primo a 96) e ben 21 dalla prima regione del Sud, il Molise (73). Leggermente migliori le prestazioni sugli altri due fronti, con i 68 punti della macro-area della Prevenzione che valgono “solo” un -30 dall’accoppiata di testa Trento e Veneto, e i 69 dell’Area ospedaliera a segnarne 28 in meno rispetto alla Provincia autonoma di Trento.LE PROSPETTIVE DI MIGLIORAMENTO: DEFINIZIONE DEI LEP E CAPILLARITÀUn primo impulso al miglioramento, secondo Gimbe, potrebbe arrivare dalla definizione dei Lep, ancora non coincidenti sia «sul piano sostanziale» che sul fronte normativo coi Lea. L’obiettivo è muovere le performance regionali al fine di non cristallizzare le divisio ni esistenti. Il che, in casa lucana, significa in primis lavorare sulla capillarità delle prestazioni. Al momento, dati alla mano, il vero punto debole. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503184107745.PDF §---§ title§§ Sanità, Basilicata inadempiente il Gimbe la boccia ancora sui Lea link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503207107971.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianodelsud.it" del 14 Jan 2026
Sanità: Lea, Gimbe boccia la Basilicata. La Regione è 17esima nel 2023, risultando inadempiente per il Nuovo Sistema di Garanzia.
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Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 15 Jan 2026
Il provvedimento punta a riorganizzare l’assistenza territoriale e ospedaliera, ma di fatto privilegia i grandi poli ospedalieri e le strutture elettive, lasciando il territorio in una persistente condizione
pubDate§§ 2026-01-15T08:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503246607310.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503246607310.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/riforma-ssn-una-legge-delega-che-ripropone-al-centro-lospedale-e-dimentica-la-salute-di-comunita-e-il-territorio/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503246607310.PDF tp:ocr§§ Le fragilità della delega: centralità nuovamente ospedaliera, genericità sul territorio, finanza neutra. Ma il Covid non ha insegnato nulla?Il cuore politico del provvedimento sta nella revisione della classificazione ospedaliera, con l’introduzione di ospedali di terzo livello – strutture di eccellenza, anche private non profit ed ecclesiastiche, con bacino nazionale e sovranazionale – e degli ospedali elettivi, cioè presìdi per acuti senza Pronto soccorso. Per i primi si prevede un set articolato di criteri e uno schema di finanziamento specifico, che li rende di fatto poli privilegiati di attrazione di casistica, mobilità e professionisti, mentre i secondi sono pensati come strutture protette da una rete di emergenza garantita principalmente da ospedali pubblici.Sembrerebbe quella degli ospedali elettivi, nell’idea di chi propone il testo di legge, di voler creare strutture di offerta e di “sola produzione” senza risposta in emergenza, garantendo così a chi lavora, di poter selezionare l’offerta stessa.Questa scelta, ad oggi, sposterebbe l’asse del sistema verso pochi grandi centri, spesso già forti e visibili, e verso un segmento di offerta elettiva in gran parte privata, ridisegnando gli equilibri interni senza una parallela riflessione su come redistribuire i volumi, chiudere i presìdi sottoutilizzati e salvaguardare la funzione dei “normali” ospedali generalisti. Il risultato possibile è una concorrenza interna al SSN nella quale alcune strutture diventano sempre più attrattive, mentre altre restano a gestire urgenze, complessità quotidiane e carenza di professionisti, in un quadro in cui il territorio continua a essere l’anello più debole.Il Modello Lombardo come ipotesi di riferimentoSullo sfondo sembra di vedere la volontà di estendere il Modello di SSR della Lombardia, come modello tendenziale di riferimento. Come è noto il modello sanitario lombardo, pur integrando elementi territoriali, è caratterizzato da una forte competizione tra strutture pubbliche e private accreditate basata sulla qualità (tutte le strutture di eccellenza sono accreditate con il SSR, ma anche con modelli di eccellenza, vedi Joint Commission International).Le caratteristiche del modello lombardo sono sintetizzabili in:-Centralità degli Ospedali: Forte investimento e sviluppo di servizi clinici e ospedalieri, con competizione tra pubblico e privato accreditato e importante presenza di strutture di eccellenza private.-Riforma (post-2015): La Legge Regionale n. 23/2015 ha introdotto le Agenzie di Tutela della Salute (ATS) e le Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST) per rafforzare il territorio, ma la centralità degli ospedali è rimasta una caratteristica distintiva.-Sfide della Pandemia: La pandemia ha messo in luce le criticità del modello, evidenziando la necessità di un maggiore potenziamento della medicina territoriale e delle strutture di prossimità, come case e ospedali di comunità. Gli indirizzi di programmazione approvati dalla Giunta regionale per il 2026 mirano esplicitamente a superare la centralità dell’ospedale attraverso il potenziamento della medicina di prossimità., la riduzione delle liste d’attesa (vedi lo stanziamento di circa 10 milioni di euro per coinvolgere maggiormente il privato accreditato nel percorso di abbattimento dei tempi) e la digitalizzazione tramite investimenti verso la telemedicina e l’innovazione digitale per gestire i pazienti cronici a casa anziché in ospedale. Elemento cardine per superare la centralità degli ospedali è lo sviluppo della rete territoriale. È prevista l’apertura o il pieno regime di circa 200 Case di Comunità. A fine 2024 risultavano già funzionanti 132 strutture su 195 programmate, con l’obiettivo di terminare i cantieri rimanenti (già aperti per il 70%) entro il 2026. Nonostante la riforma, il modello continua a ricevere critiche per diversi fattori quali la carenza di personale rallenta l’effettiva operatività delle Case della Com unità, che rischiano di rimanere “scatole vuote” senza un adeguato ricambio generazionale dei medici; forte squilibrio pubblico-privato tramite un continuo ricorso al privato accreditato, mantenendo il sistema frammentato. La prevenzione territoriale è ancora sottofinanziata rispetto alle prestazioni ospedaliere acute.Dai principi all’individuazione di possibili leve di cambiamento.Sul versante territoriale e della prevenzione, la delega elenca buone intenzioni – salute mentale, integrazione socio-sanitaria, presa in carico dei cronici, residenzialità per la non autosufficienza – senza tradurle in standard vincolanti, obiettivi misurabili e meccanismi certi di implementazione e finanziamento aggiuntivo. Colpisce anche la totale assenza di una parola chiave come “prevenzione” nel cuore dei principi e criteri direttivi, segno di una visione che continua a collocare la salute dentro il perimetro delle strutture e delle reti assistenziali, più che dentro le politiche di popolazione.A questo si aggiunge il vincolo di neutralità finanziaria: i decreti attuativi dovranno essere coperti con risorse già disponibili o, eventualmente, con futuri provvedimenti di spesa. In pratica, nell’immediato non si crea un fondo strutturale per riequilibrare territorio, prevenzione e personale, ma si ridefinisce la mappa dell’offerta lavorando quasi solo su redistribuzioni interne, con il rischio di rafforzare chi è già in posizione di vantaggio.Per orientare efficacemente i decreti attuativi del DDL delega è necessario distinguere con chiarezza tra due categorie di interventi.-La prima categoria comprende i “principi”: affermazioni valoriali corrette, ma prive di meccanismi implementativi, la cui presenza nei documenti normativi non modifica i comportamenti degli attori del sistema perché non altera gli “incentivi”, le responsabilità, le risorse o le competenze.-La seconda categoria comprende le leve di cambiamento: interventi che modificano concretamente le condizioni operative del sistema, alterando flussi finanziari, responsabilità organizzative, competenze professionali, infrastrutture tecnologiche o meccanismi di accountability in modo tale da rendere conveniente, necessario o inevitabile il cambiamento dei comportamenti.La distinzione non è sempre netta. Un principio può diventare leva di cambiamento se accompagnato da strumenti attuativi appropriati, mentre una potenziale leva può restare lettera morta se formulata in modo vago o priva di meccanismi sanzionatori.La “centralità della persona” e i “percorsi di cura” richiamati nella stessa lettera i) soffrono dello stesso problema. Sono principi universalmente condivisi che tutti sottoscrivono e nessuno implementa, perché il sistema continua a essere organizzato per prestazioni, finanziato per prestazioni, valutato per prestazioni. Finché il modello di finanziamento premia chi produce più prestazioni (ospedalizzazioni, visite, esami) anziché chi mantiene le persone in salute e connesse alla comunità, la centralità della persona resterà uno slogan.Liste d’attesa e domanda di salute: l’appropriatezza, parte mancante della delegaLa struttura dell’articolo 2 è costruita per aree tematiche (ospedali, territorio, reti, salute mentale, non autosufficienza, informazione sanitaria, MMG/PLS), ma non contiene né il termine “liste d’attesa” né un richiamo diretto a tempi massimi di erogazione o a obiettivi di riduzione. L’unico passaggio potenzialmente collegato è il riferimento molto generico all’”appropriatezza dell’offerta ospedaliera”, che però rimane confinato alla definizione di standard di ricovero.Intervenire davvero sulle attese significherebbe toccare nodo per nodo:-La domanda (prescrizioni spesso inutili o ridondanti);-Le modalità di lavoro dei professionisti;-L’uso del privato accreditato;-La razionalizzazione della rete;-L’allocazione delle risorse. ?Tutti elementi ad altissimo costo politico, perché è risap uto che una quota importante di esami è inappropriata e che la politica evita di dire ai cittadini che anche il loro comportamento contribuisce al problema.È plausibile quindi che il governo scelga una delega “strutturale” ma astratta: si ridefiniscono cornici e categorie (ospedali di terzo livello, ospedali elettivi, reti, standard), rinviando a successivi atti amministrativi o piani specifici il tema concreto dei tempi di accesso. In questo modo si evitano, almeno in sede di legge, gli scontri diretti con categorie professionali, territori e utenti che sarebbero coinvolti da misure davvero incisive sulle liste. Permane così, lo spostamento del problema dal versante dell’offerta al versante della domanda senza mai chiedersi se le richieste di prestazioni sono appropriate rispetto al bisogno di salute.Il ragionamento è chiaro: se ci si limita ad aggiungere prestazioni, senza toccare i meccanismi che generano e alimentano la domanda, le liste d’attesa tendono a ricrescere, e talvolta ad allungarsi, perché più offerta, può stimolare più richieste.Tutti, sono a conoscenza come una quota importante delle indagini diagnostiche richieste sia superflua o inappropriata: le stime più prudenti parlano di almeno un quinto delle richieste, ma c’è chi ritiene plausibile che la metà degli esami potrebbe essere evitata senza peggiorare gli esiti di salute. Si tratta di esami chiesti per rassicurare, per difesa, per consuetudine, o per rispondere a una domanda indotta da un clima culturale segnato da una sorta di ipocondria collettiva, coltivata anche da chi ha interesse a mantenere elevati i volumi di attività.Una parte del problema riguarda i cittadini, che spesso pretendono accertamenti complessi per problemi banali, e considerano il ricorso a test e imaging come diritto incondizionato indipendentemente dall’indicazione clinica. Un’altra parte riguarda i professionisti, che hanno progressivamente sostituito l’esame obiettivo e il ragionamento clinico con la richiesta automatica di batterie di esami, che raramente vengono ridiscussi o filtrati. La legge delega sfiora solo marginalmente questi temi attraverso riferimenti generici alle “buone pratiche clinico-assistenziali”, ma non disegna un vero programma nazionale di appropriatezza, di audit e di regolazione della domanda.Il FSN e l’appropriatezzaOgni anno, purtroppo, una parte preziosa del Fondo Sanitario Nazionale viene erosa da sprechi e inefficienze. Non si tratta solo di corruzione (che pure va combattuta con fermezza), ma di un problema molto più vasto e strutturale che Centri di Ricerca analizzano e documentano da anni. Non è solo un problema italiano, ma anche in altri Paesi. Per esempio in USA studi svolti da Don Berwick e Hacbarth (“Eliminating waste in USA health care”) stimano sprechi dal 21,7% al 47,6% di tutta la spesa sanitaria americana pari al 16,0% del loro PIL, ben più rilevante di quello italiano. A cosa ci riferiamo esattamente?-Sovra-utilizzo: farmaci, esami e visite inutili privi di reale beneficio per i pazienti.-Sotto-utilizzo: trattamenti efficaci che non raggiungono chi ne avrebbe davvero bisogno.-Inefficienze organizzative e acquisti a costi eccessivi.Questi non sono solo “numeri”: sono risorse sottratte a chi attende un esame salvavita, a chi ha bisogno di assistenza domiciliare, a chi cerca un medico nel proprio territorio. La proposta è semplice: disinvestire dagli sprechi per re-investire nella salute. Di quanto parliamo in Italia? Che cifre sono in ballo? In Italia si stimavano alcuni anni fa circa 25 mld di Euro di sprechi sui circa 112 mld del FSN (circa il 22% del totale della spesa diretta) e circa il 17,1% della spesa sanitaria globale, pubblica e privata pari allora a circa 146 mld di Euro, ovvero, parliamo in monte sprechi, a vario titolo, di circa 25 miliardi di Euro …Quindi non servono tagli lineari che colpiscono tutti indistintamente. Servirebbe una “chirurgia di precisione” per eliminare il superfluo e riallocare ogni euro recuperato lì dove serve davvero:-Servizi Essenziali: per garantire i LEA in tutte le Regioni.-Innovazione: per rendere accessibili le nuove tecnologie e i farmaci più avanzati.-Personale: per valorizzare medici e infermieri che tengono in piedi il sistema.Questa è la sfida: pretendere che ogni centesimo pubblico produca il massimo ritorno in termini di salute per i cittadini. Senza questa azione interna contro gli sprechi, qualsiasi aumento di fondi rischia di continuare ad alimentare inappropriatezza e sprechi!I “principi” con potenziale trasformativo condizionatoI “principi” del DDL hanno un potenziale trasformativo reale, ma solo se i decreti attuativi li declineranno in modo sufficientemente prescrittivo. La revisione del DM 77/2022 (lettera a) può essere un’occasione di cambiamento sostanziale se introduce standard vincolanti per le funzioni relazionali delle Case della Comunità, figure professionali dedicate con profili definiti, e indicatori di processo e di esito che le Regioni debbano rendicontare. La revisione può invece restare un aggiustamento marginale se si limita a ritocchi tecnici che non modificano la sostanza del modello.Per esempio, gli standard per la non autosufficienza (lettera g) hanno un potenziale trasformativo se definiscono rapporti minimi obbligatori tra personale e ospiti che includano figure dedicate alla dimensione relazionale, se introducono indicatori di qualità relazionale verificabili in sede di accreditamento, e se prevedono meccanismi sanzionatori per le strutture inadempientiLo stesso per il riordino di MMG e PLS (lettera o) che può diventare una leva di cambiamento se il nuovo assetto contrattuale prevederà incentivi specifici per la valutazione della dimensione relazionale e per la prescrizione sociale, se la formazione continua obbligatoria includerà moduli verificabili su questi temi, e se i sistemi informativi di medicina generale verranno integrati con strumenti di screening dell’isolamento e di mappatura delle risorse comunitarie.Due elementi del DDL delega presentano un potenziale trasformativo strutturale che va oltre i singoli principi:-Il primo è l’interoperabilità dei sistemi informativi (lettera n), non perché sia un principio nuovo, ma perché l’integrazione con l’Ecosistema Dati Sanitari (EDS) e i programmi di sanità predittiva crea un’infrastruttura che può rendere visibile ciò che oggi è invisibile.-Il secondo elemento è il potenziamento dei servizi di salute mentale (lettera m), non per le enunciazioni di principio ma perché prevede esplicitamente l’integrazione nel modello territoriale e distrettuale. Questa integrazione, se realizzata, rompe la separatezza storica tra salute mentale e resto del sistema, creando le condizioni per intercettare le forme più gravi di isolamento cronico (ritiro sociale, hikikomori, depressione con isolamento) attraverso i servizi di prossimità anziché solo attraverso i servizi specialisticiLa tabella seguente classifica i principi e criteri direttivi del DDL in base alla loro possibilità di tradursi in cambiamenti operativi reali per il contrasto alla solitudine, alla fragilità come proxy di cronicità e diseguaglianze di salute, distinguendo tra formulazioni che rischiano di restare formali e elementi con un reale potenziale trasformativo:Principio DDLProbabilità impattoCondizioni per efficaciai) Bioetica e umanizzazioneBASSARischio elevato di restare formula rituale senza meccanismi attuativil) Integrazione socio-sanitariaMEDIARichiede meccanismi vincolanti di co-programmazione e budget condivisia) Revisione DM 77ALTAOpportunità concreta se include standard per funzioni relazionali e figure dedicateg) Fragilità, solitudini, cronicità e non autosufficienzaALTAStandard di personale verificabili possono includere figure per gestire le dimensioni relazionalim) Salute mentaleALTAIntegrazione territoriale abilita intercettazione isolamento cronico nei servizi di prossimitàn) Sistemi informativiALTAInfrastru ttura abilitante per rendere visibile e monitorabile la dimensione relazionaleo) Riordino MMG/PLSMEDIAEfficace solo se nuovo contratto include incentivi per prescrizione socialeRendite di posizione, rete ospedaliera e coraggio politicoIl decreto-legge non affronta una reale razionalizzazione della rete ospedaliera. Ci troviamo ancora una volta, di fronte alla presenza di rendite di posizione diffuse, protette da scelte politiche di corto respiro, che ostacolano la razionalizzazione della rete di offerta e, di fatto, peggiorano sicurezza e qualità delle cure. Piccoli punti nascita con volumi insufficienti, Pronto soccorso isolati rispetto a strutture in grado di gestire le emergenze tempo-dipendenti, presìdi che sopravvivono più per ragioni di consenso locale che per valutazioni tecnico-scientifiche sono esempi concreti di come il sistema mantenga assetti inefficaci e rischiosi.Siamo convinti che non si può affidare il parto di una persona cara a un reparto con numeri troppo bassi di parti/anno, né ci si sentirebbe tranquilli in un PS non supportato da un ospedale davvero attrezzato: è un modo diretto per ricordare che sotto certe soglie di attività non ci sono solo inefficienze, ma anche rischi per i pazienti. La delega, pur richiamando l’aggiornamento dei DM 70 e 77, non assume esplicitamente il nesso tra volumi, esiti, sicurezza e chiusura o riconversione di presìdi, preferendo spostare l’attenzione sulle nuove categorie di ospedali “di eccellenza” e sui loro criteri di riconoscimento. Il messaggio politico che ne deriva è ambivalente: da un lato si celebra l’idea di grandi “hub” altamente specializzati, dall’altro si evita di dire con chiarezza che alcune strutture andranno ridimensionate o chiuse, e che questo comporterà decisioni impopolari verso amministratori locali e comunità. Senza questo passaggio di verità, il sistema rischia di tenere in piedi troppi presìdi, spesso fragili, e contemporaneamente di concentrare riconoscimenti e risorse aggiuntive su pochi attori già forti, aggravando le disuguaglianze interne.Da critica a proposta: usare la delega per una “rivoluzione ordinata”Emerge un’agenda di lavoro possibile che prova a trasformare un provvedimento rischioso in un’occasione di ripensamento profondo del SSN.Alcuni assi di intervento appaiono decisivi:-Domanda e liste d’attesa come obiettivo esplicito di riforma – La delega potrebbe includere tra i criteri direttivi la riduzione strutturale delle liste d’attesa, non solo attraverso l’aumento di offerta, ma mediante programmi nazionali di appropriatezza prescrittiva, sistemi di audit e feedback sulle richieste, indicatori obbligatori di inappropriatezza e percorsi di formazione continua per MMG e specialisti. Questo per operare su un programma nazionale di efficientamento strutturale organizzativo e di innovazione tecnologica e digitale soprattutto a favore delle strutture e percorsi territoriali e dei MMG invertendo il trend di innovazione del PNRR principalmente sugli ospedali.-Territorio come baricentro, non come appendice – Il DM 77 può essere reinterpretato come architrave e non come allegato, facendo dei Distretti e delle équipe multiprofessionali i luoghi dove si decide una parte rilevante dell’allocazione delle risorse e si misurano esiti di popolazione. La delega dovrebbe legare chiaramente gli investimenti a obiettivi quali presa in carico dei soli, dei fragili e dei cronici, creazione o implementazione dei percorsi di cura, riduzione degli accessi impropri in PS, aumento dell’assistenza domiciliare, tempi certi di risposta per i bisogni a bassa e media complessità.-Razionalizzare la rete ospedaliera su base di volumi, esiti e sicurezza – La revisione della classificazione degli ospedali dovrebbe essere accompagnata da criteri trasparenti e realmente vincolanti per il loro funzionamento, per la chiusura o riconversione dei presìdi che non raggiungono soglie minime di attività, soprattutto per le aree ad alto rischio come matern ità ed emergenza. La creazione di ospedali di terzo livello avrebbe allora senso solo in un progetto coerente di riorganizzazione complessiva, non come semplice “upgrade” di alcune strutture già forti.-Affrontare le rendite di posizione e ridefinire il rapporto pubblico-privato – Il riordino dovrebbe includere strumenti che permettano di rivedere accreditamenti, convenzioni e distribuzione dei volumi sulla base di esiti e appropriatezza, e non solo di storia e capacità di influenza. Per il privato, in particolare quello accreditato, si tratta di definire regole di ingaggio che premino chi contribuisce a obiettivi di salute di popolazione e di equità, e non solo chi garantisce alti volumi elettivi.In questo senso, l’idea di “reset profondo” può diventare la metafora di una riforma che non si limita a ritoccare norme e classificazioni, ma rimette mano al patto tra cittadini, professionisti, istituzioni e attori privati. La delega, se adeguatamente corretta, potrebbe essere il quadro entro cui dichiarare apertamente che per migliorare davvero la sanità pubblica bisogna cambiare comportamenti, chiudere assetti inefficienti e accettare che qualcuno venga scontentato in nome di una maggiore sicurezza, equità e sostenibilità del sistema.Possibili Piani operativi “concreti”: cosa si potrebbe fare davveroL’efficacia del DDL delega, quindi, dipenderà dalla capacità di tradurre i principi in meccanismi operativi verificabili. Di seguito si propongono piani operativi specifici per le aree a maggior potenziale trasformativo, strutturati secondo livelli di complessità implementativa crescente per permettere un’implementazione graduata che tenga conto della maturità dei diversi territori.1. Piano operativo per la prescrizione socialeLa prescrizione sociale rappresenta l’intervento con il miglior rapporto tra evidenze di efficacia, fattibilità implementativa e potenziale di ancoraggio normativo nel DDL delega. A differenza di principi vaghi come “umanizzazione”, la prescrizione sociale è un intervento codificato con componenti definite, esperienze internazionali documentate (NHS England, Scozia, Aragona, Olanda) e indicatori di processo e di esito misurabili.Formazione e sperimentazione pilotaCostruire le competenze di base e validare la fattibilità in contesti controllati.-Formare operatori (infermieri di comunità, assistenti sociali, educatori) sulle metodologie di prescrizione sociale attraverso un corso certificato che includa esperienze pratiche e tirocinio supervisionato presso servizi che già applicano modelli analoghi.-Sperimentare in alcune Case della Comunità pilota l’integrazione di uno screening dell’isolamento sociale (scala UCLA-3 o De Jong Gierveld abbreviata) nei percorsi di accesso, misurando i tempi necessari, l’accettabilità da parte degli utenti e la capacità predittiva degli strumenti.-Realizzare una mappatura delle risorse comunitarie prescrivibili in 3-5 Distretti pilota, testando strumenti di catalogazione e aggiornamento che possano poi essere scalati a livello regionale.Indicatori di successo: Almeno 80% degli operatori formati supera la valutazione finale; almeno 500 screening effettuati per pilota con tasso di completamento >90%; catalogo risorse comunitarie con almeno 50 voci per distretto.Protocolli operativi e sperimentazione della figura del link worker (12-24 mesi)Standardizzare i processi e introdurre la figura professionale dedicata:-Definire protocolli regionali di prescrizione sociale che specifichino: criteri di eleggibilità (chi può prescrivere, per quali condizioni), percorso operativo (dalla segnalazione all’attivazione), strumenti informativi (moduli, flussi dati), e meccanismi di follow-up (tempi, responsabilità, indicatori).Istituire la figura del “facilitatore di comunità” (link worker) con profilo professionale definito, inquadramento contrattuale chiaro, e rapporto minimo di 1 facilitatore ogni 15.000-20.000 abitanti, integ rato nell’organico delle Case della Comunità.-Sviluppare la piattaforma informatica territoriale che integri: anagrafica delle risorse comunitarie, gestione delle prescrizioni, tracking degli esiti, reportistica automatizzata per la programmazione.Indicatori di successo: Almeno 1.000 prescrizioni sociali/anno per Distretto; tempo medio dall’invio all’attivazione 60%.Integrazione sistemica e valutazione di impatto (24-48 mesi)Consolidare il modello come componente ordinaria dell’assistenza territoriale e misurarne l’impatto.-Integrare la prescrizione sociale nei LEA regionali come prestazione esigibile, con standard di erogazione verificabili e meccanismi di monitoraggio nell’ambito del sistema di garanzia dei LEA.-Includere indicatori di prescrizione sociale nel nuovo sistema di remunerazione dei MMG previsto dal riordino (lettera o del DDL), incentivando economicamente l’attivazione di percorsi di connessione sociale per i pazienti a rischio.-Realizzare una valutazione di impatto rigorosa con disegno quasi-sperimentale (confronto tra territori con e senza prescrizione sociale strutturata), misurando: riduzione accessi impropri al pronto soccorso, riduzione ricoveri evitabili, miglioramento indicatori di solitudine percepita, variazione consumo farmaci psicotropi.Indicatori di successo: Copertura >50% della popolazione target; riduzione statisticamente significativa degli esiti negativi nei territori trattati; rapporto costo-efficacia favorevole rispetto a interventi alternativi. 2. Piano operativo per gli standard relazionali nelle strutture residenzialiGli standard di personale per le strutture per non autosufficienti (lettera g del DDL) potrebbe rappresentare una leva concreta se includono requisiti specifici sulla dimensione relazionale. A differenza di principi generici, gli standard di personale sono verificabili, possono condizionare l’accreditamento, e hanno conseguenze economiche dirette per i gestori.Definizione indicatori e baseline (6-12 mesi)-Definire un set minimo di indicatori di qualità relazionale per RSA verificabili in sede di accreditamento: frequenza dei contatti con familiari (almeno settimanale per il 70% degli ospiti), partecipazione ad attività socializzanti (almeno 3 ore/settimana per ospite), livelli di solitudine percepita (UCLA-3 medio 60%; almeno 30% di miglioramento significativo su scala di funzionamento sociale a 12 mesi. 4. Piano operativo per l’infrastruttura informativa sul capitale sociale L’interoperabilità dei sistemi informativi (lettera n del DDL) è una leva trasformativa non in sé ma per ciò che abilita. Se i dati sulla dimensione relazionale diventano visibili, programmabili e rendicontabili, allora la solitudine cessa di essere un tema “soft” relegato alle buone intenzioni e diventa un oggetto di governo del sistema sanitario al pari di altri indicatori di salute.Dataset e cruscotti territoriali (12-24 mesi)-Definire un dataset minimo nazionale sulla dimensione relazionale che includa: indicatori di isolamento sociale rilevati nei punti di accesso ai servizi, prescrizioni sociali attivate e loro esiti, indicatori di capitale sociale territoriale (densità associativa, partecipazione civica), indicatori proxy da dati amministrativi (anziani soli, minori non frequentanti, accessi ripetuti al PS per cause sociali).-Sviluppare cruscotti territoriali che aggreghino questi indicatori in rappresentazioni sintetiche utili per la programmazione distrettuale, permettendo di identificare aree a maggior rischio, monitorare l’efficacia degli interventi, e allocare risorse in modo mirato.-Integrare il dataset con l’Ecosistema Dati Sanitari (EDS) previsto dal DDL, assicurando che la dimensione relazionale diventi parte strutturale dell’infrastruttura informativa sanitaria nazionale e non un’appendice opzionale.Indicatori di successo: Dataset operativo in almeno 5 Regioni; cruscotti consultati regolarmente dai decisori distrettuali; almeno 3 esempi documentati di decisioni allocative influenzate dai dati.Conclusioni Il DDL delega sull’assistenza territoriale, quindi, contiene sia principi che rischiano di restare lettera morta sia leve con reale potenziale trasformativo. La differenza non sta nelle parole ma nei meccanismi: figure professionali definite vs richiami generici, standard verificabili vs raccomandazioni, indicatori monitorati vs buone intenzioni, incentivi economici vs esortazioni.Per il contrasto alla solitudine, le opportunità concrete risiedono nella revisione del DM 77/2022 (se include funzioni relazionali esplicite per le Case della Comunità), negli standard per la non autosufficienza (se includono requisiti di qualità relazionale verificabili), nell’integrazione territoriale della salute mentale (se abilita équipe di “outreach” sull’isolamento cronico), e nell’infrastruttura informativa (se rende visibile e programmabile la dimensione relazionale).I piani operativi proposti in questo articolo traducono queste opportunità in possibili interventi graduati per complessità implementativa, limitate risorse per le sperimentazioni, indicatori di successo e meccanismi di verifica. Non sono vogliono essere esercizi teorici ma roadmap per l’azione, calibrate sulle evidenze internazionali e adattabili alle diverse maturità territoriali.La scelta dipende dalla capacità di passare dalla retorica ai meccanismi, dai principi ai piani, dalle intenzioni alle responsabilità.Giorgio Banchieri,Segretario Nazionale Asiquas, Docente DiSSE, Università “Sapienza”, RomaMarinella D’Innocenzo,già Direttore Generale di ASL, Presidente Associazione “l’Altrasanità”, RomaRiferimentiLegge di Bilancio 2026 (L. 207/2025);Atto di Indirizzo 2026: Firmato dal Ministro della Salute il 9 gennaio 2026,DDL Delega sulla Riforma del SSN: Approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2026, Dossier Camera/Senato (AS 0477): Analisi dettagliata della Manovra 2026 con focus sulle misure di sanità e lotta alle dipendenze,Audizione Confindustria sul DDL Bilancio 2026,Fondazione GIMBE e Analisi Sindacali: Documenti critici della CGIL e dei sindacati medici (Anaao Assomed) che valutano il finanziamento del SSN come “insufficiente” rispetto al fabbisogno reale. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503246607310.PDF §---§ title§§ Livelli Essenziali Prestazioni, confonderli coi LEA aumenterebbe disparità in salute link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503216008192.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 15 Jan 2026
Il governo vorrebbe equiparare i Livelli Essenziali di Assistenza coi LEP, le prestazioni: aumenterebbe il gap nei servizi per la salute tra nord e sud, avverte GIMBE
pubDate§§ 2026-01-15T12:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503216008192.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503216008192.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/video/2026/01/livelli-essenziali-prestazioni-confonderli-coi-lea-aumenterebbe-disparita-in-salute-1dc7975f-aa9f-4e2d-ac8a-3b84039b45e3.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503216008192.PDF tp:ocr§§ Il governo vorrebbe equiparare i Livelli Essenziali di Assistenza coi LEP, le prestazioni: aumenterebbe il gap nei servizi per la salute tra nord e sud, avverte GIMBE--PARTIAL-- tp:writer§§ Redazione di Rainews guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503216008192.PDF §---§ title§§ I medici ospedalieri: ‘Manovra scandalosa, pronti alla protesta’ link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011502947808578.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "reportsardegna24.it" del 16 Oct 2024
Estratto da pag. 1 di "sanremonews.it" del 15 Jan 2026
Il gruppo civico: “Salari ancora sotto i livelli pre-inflazione, consumi in calo e precarietà in aumento. La realtà è più complessa di quanto il governo racconti”
pubDate§§ 2026-01-15T12:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503224108113.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503224108113.PDF', 'title': 'sanremonews.it'} tp:url§§ https://www.sanremonews.it/2026/01/15/leggi-notizia/argomenti/politica-1/articolo/progetto-comune-sanremo-replica-al-senatore-berrino-i-dati-istat-vanno-letti-per-intero-non-sel.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503224108113.PDF tp:ocr§§ “In risposta all’euforico comunicato del Senatore Berrino, occorre analizzare meglio i dati forniti da ISTAT”. A intervenire replicando alle dichiarazioni del senatore di FdI è Progetto Comune Sanremo che spiega: “L’istituto fornisce anche altri dati che questo governo censura. E’ vero i salari sono in debole recupero e restano al di sotto, in modo importante, ai livelli pre-crisi inflattiva. Nel biennio 2021-2023 l’inflazione ha accumulato una percentuale del 20% che non è stata seguita dall’adeguamento salariale.In funzione di ciò si è verificato un rallentamento dei consumi, un aumento del risparmio per paura di eventuali crisi, e ciò riguarda anche il ceto medio che spende meno in quanto si sente meno tutelato dalle politiche fiscali. Negli ultimi 3 anni si è aperta ancor di più la forbice dei redditi tra poveri e ricchi, il 6% (DATI GIMBE) della popolazione italiana ha problemi nell’affrontare spese sanitarie con conseguente rinuncia alle cure. C’e stato un forte incremento del lavoro precario in tutte le sue forme contrattuali, peraltro sottopagato e scarsamente tutelato anche dal punto di vista di sicurezza sul lavoro.La politica degli slogan, occorre ricordare al Senatore, è sempre stata prerogativa del centro destra dal 26 Gennaio 1994, da quando Berlusconi decise di ‘scendere in campo’ e ripetendo, come una litania, i propri slogan. Invitiamo il Senatore ad uscire dai salotti vellutati o dalle cliniche private convenzionate, dove impresari lucrano sulle malattie degli italiani, ed a frequentare di più i mercati, i banchi solidali, ad accertarsi delle liste di attesa per esami specifici, per visite specialistiche e si accorgerà che è una situazione molto più complessa e grave di quanto questo governo voglia comunicare”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503224108113.PDF §---§ title§§ Sanità, Consigliere regionale Cifarelli: "In Basilicata Lea sotto la soglia e l'autonomia differenziata" - SassiLive link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011502959808650.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "sassilive.it" del 15 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "sassilive.it" del 15 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "terranostranews.it" del 15 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "terranostranews.it" del 15 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "tp24.it" del 15 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "trmtv.it" del 15 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "trmtv.it" del 15 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "tuttoggi.info" del 15 Jan 2026
Tesei: "Con un punteggio di 257, la nostra Regione si colloca al quinto posto a livello nazionale per performance del sistema sanitario"
pubDate§§ 2026-01-15T12:16:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503224208110.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503224208110.PDF', 'title': 'tuttoggi.info'} tp:url§§ https://tuttoggi.info/fondazione-gimbe-premia-sanita-umbra-per-il-2023-tesei-emerge-la-realta/967191/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503224208110.PDF tp:ocr§§ La Fondazione Gimbe “premia” l’Umbria sulla sanità, ed in particolar modo sugli obiettivi dei Lea, i livelli essenziali di assistenza. I dati emergono dopo l’audizione del presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta, in Commissione Affari costituzionali del Senato e sono relativi al 2023 – ultimo anno di monitoraggio disponibile – dunque alla gestione della Giunta Tesei. Ed è proprio l’ex governatrice, ed ora consigliera regionale di minoranza, Donatella Tesei, ad intervenire in merito: “Secondo la classifica elaborata dalla fondazione Gimbe sui dati del Ministero della Salute, l’Umbria è promossa sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) 2023: con un punteggio di 257, la nostra Regione si colloca al quinto posto a livello nazionale per performance del sistema sanitario, sulla base delle prestazioni offerte ai cittadini in termini di assistenza territoriale e prevenzione”.“Ricordate – evidenzia l’esponente della Lega – la sceneggiata della Proietti sotto gli ospedali, megafono alla mano, a urlare che la sanità umbra era allo sfascio e che avrebbe abbattuto le liste di attesa in tre mesi? Oggi arriva l’ennesima prova che quelle erano solo bugie da campagna elettorale, le stesse che continua a raccontare ora che governa la Regione. Eppure oggi, con la Proietti alla guida della Regione, sul fronte sanitario emerge tutta la sua incapacità di governo:le liste di attesa sono raddoppiate rispetto a settembre 2024;delle 800 assunzioni promesse, ne sono state realizzate poco più di 200;i servizi sanitari ai cittadini continuano a peggiorare in tutta la regione.D’altronde, – conclude Tesei – chi costruisce la propria campagna elettorale sulle bugie difficilmente può produrre risultati positivi una volta chiamato a governare. La propaganda può ingannare per un certo periodo, ma la realtà, prima o poi, emerge in tutta la sua evidenza”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503224208110.PDF §---§ title§§ Concorsopoli, chiesta assoluzione Marini da requisitoria del PG - Umbria TV link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011502011003290.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "umbriatv.com" del 14 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "virgilio.it" del 15 Jan 2026