title§§ RAITRE - TG3 FUORI TG 12.25 - "Emergenza medici" - (15-01-2026) * link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503219808098.MP4 description§§
pubDate§§ 2026-01-15T12:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503219808098.MP4 category§§ FONDAZIONE GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503219808098.MP4', 'title': 'RAITRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503219808098.MP4 tp:ocr§§ In onda: 15-01-2026 Condotto da: Ospiti: ELISA MANACORDA (DIRETTRICE GALILOE), NINO CARTABELLOTTA (PRESIDENTE FONDAZIONE GIMBE) Servizio di: Durata del servizio: 00:18:01 Orario di rilevazione: 12:27:01 Intervento di: DANIELE PICCIONE, ELISA MANACORDA (DIRETTRICE GALILOE), FRANCESCA GUZZO, NINO CARTABELLOTTA (PRESIDENTE FONDAZIONE GIMBE) Speech to text sono qui studio e abbiamo elisa manacorda direttrice di galileo galileo netto punto it è il giornale della scienza bentornata e accanto a lei nino cartabellotta che il presidente della fondazione gimbe nino cartabellotta un amico di fuori tg al quale chiediamo subito emergenza medici si cerca in tutti i modi di trovarli perché non ci sono ma il vero problema non è quello della carenza di medici in senso assoluto in italia perché non è di fatto abbiamo siamo al secondo posto tra i paesi dell'ocse come numero dei medici per mille abitanti il problema che mancano i medici nel servizio sanitario nazionale in particolare alcune specialità oltre ai medici di famiglia e ovviamente i medici d'emergenza sono quelli sono una specie sempre più in via d'estinzione perché una specialità poco attrattiva ha dovuto infatti cosa molto faticosa quindi ha il coraggio del sindaco va premiato da questo punto di vista ma ci vogliono da un lato interventi diciamo che vadano a valorizzare alcune figure professionali quali quelle del medico d'urgenza in un contesto come il molise che una regione commissariata in piano di rientro quindi ha dei vincoli anche sulla spesa del personale non a caso a pochi chilometri di distanza c'è agnone guardate questa bella cartolina dove il comune pur di rimediare dei medici da inserire nell'ospedale cittadino offre quattro mila euro annui per l'affitto teatro gratis bollette scontati del cinquanta per cento a carico del comune elisa manacorda oramai si provano tutte per finire però farà ridere perché come giustamente diceva nino cartabellotta non è che mancano in assoluto i medici mancano i medici per il servizio sanitario nazionale quindi se non si interviene in modo strutturale e anche su quelle strutture che dovrebbero essere radicate sul territorio come le case di comunità di cui parleremo dopo sostanzialmente si può intervenire in modo spot anche perché non mi pare che ci siano dei grandi finanziamenti previsti per il sistema sanitario nazionale e allora parliamo delle case di comunità perché poi dobbiamo capire come funziona l'assistenza in tutta italia c'è una cartina della fondazione gimbe che sicuramente vi farà indignare vediamo un po il racconto di quello che è il risultato di questo progetto del pnrr la nostra regione amante è andata a milano perché c'è una cittadina valeria cozzi che è promotrice del comitato dei cittadini del municipio otto della periferia milanese che ci racconta la situazione della loro casa di comunità guardate a che punto è bene questo prato avrebbe dovuto essere una casa della comunità del municipio otto di milano ne erano previsti quattro e tre sono in via di ultimazione ma qua come vediamo non sembra che ci siano delle evoluzioni quando non avete visto i lavori che procedevano cosa avete fatto voi cittadini allora ci siamo costituiti in comitato e abbiamo cercato di relazionarci con le istituzioni competenti milioni di euro stanziati ma della casa di comunità promessa neanche l'ombra via ugo betti settantuno la grande periferia milanese su questo prato prima c'era una scuola demolita anni fa e proprio per i ritardi nella bonifica del terreno il progetto cuore della riforma sanitaria territoriale è sfumato per i tempi troppo lunghi uscito dal pnrr ma valeri e il comitato non si arrendono anche se trovare altri fondi non è facile questo è il plico delle comunicazioni che abbiamo avuto di richiesta incontri con la regione l'ultima risposta che abbiamo avuto dalla regione a seguito di un'interrogazione e ci hanno detto che non ci sono i fondi voglio voi non partiranno mai per la semplice ragione che non sanno che personale metterci a casa di comunità è uscita è sparita dal pnr che aveva una tempistica certa e precisa e siamo nel limbo presidio sanitario più vicino è a circa cinque chilometri d'acqua difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici e quindi vi è la necessità soprattutto perché questo è un quartiere anziano popolato da molti anziani che ci sia un presidio sanitario mancano anche i medici di base in questo quartiere non soltanto agli altri servizi e quindi è un d isastro da questo punto di vista perché o il privato o al pronto soccorso dell'ospedale in via di completamento gli altri tre casi di comunità del municipio in realtà si tratta di ex poliambulatori ristrutturati e potenziati a via farini quella più operativa qui si fa medicina di gruppo è un'organizzazione quindi condivisa di medici dove ci sostituiamo a vicenda quindi è garantita una continuità assistenziale al paziente quindi tutti i dati vengono condivisi tradirci esatto chi un po' il senso della casa di comunità si esatto cosa è cambiato essenzialmente rispetto a un poliambulatorio beh sono stati introdotti diversi servizi e diverse figure professionali gli infermi la comunità psicologi gli assistenti sociali c'è un punto di ascolto per chi non riesce a orientarsi una nuova figura il medico del distretto conosceva la causa di comunità non la conoscevo l'ho conosciuta tramite il servizio sanitario dove ho telefonò telefonato per prendere il primo appuntamento disponibile ma hanno proposto qui per me era comodo e ho accettato io sono uno specialista in medicina preventiva mi occupo di coordinare le attività sanitarie e mi occupo dei pazienti cosiddetti orfani cioè coloro che non hanno un medico di medicina generale e di conseguenza sarebbero senza assistenza e per assolvere ai loro fabbisogni l'idea e la riforma mette un medico dentro le case di comunità che risponde al fabbisogno insomma questa è la situazione la verità è che le case di comunità non sono state finite mancano i presidi sul territorio in tante aree nino cartabellotta e questo non è più il servizio sanitario nazionale ma con le case di comunità così come per l'ospedale di comunità siamo molto indietro soprattutto rispetto alla scadenza imminente che quella del trenta giugno nel duemilaventisei dove noi dovremmo completare a poco più di mille case di comunità esattamente milletrentadue con tutti i servizi richieste con il personale a giugno del duemilaventicinque questo è l'ultimo dato disponibile praticamente ce n'erano completa soltanto quarantasei questo ci dice quanto sostanzialmente siamo indietro su questo progetto ma il vero problema sollevato da quelle criticità che sollevavano che suonavano la popolazione di quella di quella cittadina e che le case di comunità quelle contrattualizzate erano inizialmente più di millesettecento poi sono state diciamo ridotte perché di fatto il pnrr è stato rimodulato al ribasso quindi anche le altre dovrebbero essere realizzate ma se quello che dobbiamo rendicontare al trenta giugno sono in questa sfida al trenta giugno ventisei sono in questa situazione quelle che abbiamo espunto a non si sa quando saranno realizzabile elisa manacorda il rischio poi c'è lo dicevano anche i cittadini che uno poi se non trovi la risposta deve andare nel privato e quindi si continua il meccanismo per cui viene finanziato il privato e si depotenzia al pubblico diciamo che c'è questa particolare attenzione al privato di questi tempi è dimostrazione anche l'ultimo testo che è stato presentato dal ministro in cui si cerca di riorganizzare in qualche modo il servizio sanitario nazionale che è un testo un po' fumoso un po' pago ancora noi chiamiamo scambio moto e si legge aree votato dal consiglio dei ministri quindi vedremo poi in concreto che cosa sarà ma è abbozzato una riforma che però la riforma degli ospedali soprattutto dove vengono stabiliti dei criteri per definire gli ospedali di terzo livello e gli ospedali di elezione con poi ne parleremo più diffusamente certamente un grande ingresso dei privati o comunque una come dire delle risorse che vengono poi destinate anche a questo ospedale di terzo livello che possono essere di enti privati religiosi e associazioni private eccetera così come gli ospedali di elezioni che sono quelli senza pronto soccorso e che sono sostanzialmente le case di cura private quindi magari qualche territorio si troverà con questi ospedali di elezione senza pronto soccorso e allora che si fa nino cartabellotta noi parliamo di terzo livello quindi di super ospedali di eccellenze che già ci sono poi tecnicam ente il problema rimane sempre il presidio sul territorio perché la vostra cartina che riguarda i livelli essenziali di prestazione è sconfortante ma il vero problema è questo noi siamo un po' abituati a identificare la qualità dell'assistenza sanitaria con le punte di diamante che in italia ne abbiamo tante punte di diamante ma in realtà la qualità dell'assistenza oggi si misura con quella che l'accessibilità alle cure da parte di tutte le persone in particolare quelle più anziane quelle più fragili quelle che vivono in territorio difficilmente raggiungibile a bassa densità abitativa quindi a oggi la parola d'ordine è equità d'accesso ai servizi e non è solo ed esclusivamente ospedale di grandissime tecnologia di edite piuttosto che di terzo livello come vogliono essere ribattezzati la catena ci fa vedere in maniera diciamo cromatica molto semplice come quelli che sono i livelli essenziali di assistenza che vengono monitorate su una base di trecento punteranno cento per la prevenzione centro per la terra vediamo la sicilia la calabria il molise che sono rosse tutto il sud sono di colore rosso a parte la puglia piuttosto che di colore giallo quindi stanno nel quartiere più basso in termini di adempimento del punteggio quindi non è che questi punteggi sono dei punteggi che monitorano in maniera dettagliata la qualità dell'assistenza sono degli indicatori generali che fanno capire quali sono le regioni dove l'assistenza va meglio o se preferiamo meno peggio rispetto ad altre e questo ci fa capire che l'italia è completamente spaccata in due e già noi vediamo il rosso la calabria la nostra lara nicoli è andata a vedere qual è la situazione nell'area di vibo valentia dove oramai da settimane ci sono in presidio i cittadini eravamo lì almeno una volta a settimana per difendere il loro ospedale e per chiedere medici da mettere dentro l'ospedale perché all'interno dell'ospedale non ce la fanno più guardate ecco qua di nuovo davanti all'arco di tempo per rivendicare il diritto alla salute e alle cure nel nostro territorio vengono da serra san bruno possiamo parlare del mio ospedale con presidio di zona disagiata come tutti sapete dal duemiladieci quando hanno chiuso diciotto ospedali in calabria questi ospedale in zona disagiata sono dei contenitori vuoti la situazione drammatica noi più volte lo stiamo denunciando oggi in particolare vogliamo lanciare un appello basta con i commissariamenti perché l'asp di vibo è commissariata e noi non abbiamo visto nessun progresso nessun miglioramento ora fanno capo a clinica privata ad aziende sanitarie private l'ospedale di tropea è partito dall'essere un ospedale completo negli anni novanta e duemila ora si è ridotto a poco più di un pronto soccorso il sit in di questi cittadini calabresi davanti all'azienda sanitaria provinciale di vibo valentia è un grido di dissenso per una sanità regionale allo stremo mancano posti letto medici cure adeguate l'osservatorio civico cittattiva di vibo denuncia e stigmatizza dati sconcertanti sulla ripartizione del fondo sanitario nazionale la calabria riceve oltre quattrocentosettantacinque milioni in meno rispetto allo emilia romagna a dodici mila e seicento addetti alla sanità in meno rispetto alla liguria due centosessanta posti letto in meno rispetto al piemonte noi abbiamo già fatto tre denunce come abbiamo detto prima il ventisette dicembre per tre servizi differenti che sono stati soppressi interruzione degli interventi di urologia e proctologia all'ospedale di tropea poi il fatto che non sono mai state attivati le aziende dedicata attiva delle aziende dedicate per le patologie oncologiche particolarmente gravi e poi ancora e la soppressione della possibilità di ricoveri presso il reparto di psichiatria noi non ci arrendiamo a questa porta questo trattamento che ci stanno riservando stato di servizio che suo padre ha avuto siamo arrivati al pronto soccorso di vibo il diciannove dicembre papà è rimasto in reparto in pronto soccorso quattro giorni in barella con la spalla e l'omero destro rotto il disservizio che c'è stato giorno trentuno quando l' intervento di mio padre era programmato dopo un'oretta che eravamo lì in attesa siamo venuti a conoscenza che purtroppo l'intervento non andava in porto in quanto l'anestesista non era presente e ci sono storie come quella di catia colpita da un carcinoma maligno che ha dovuto fare molte operazioni al rene per i danni causati dalle chemioterapie un certo punto mi tocca di nuovo rifare questo intervento al rene togliere questo stent rimettere un altro stent anche il dottore con molto dispiacere mi mi riferisce non posso operarla perché qui io sono senza anestesisti senza sala operatoria disponibile dopo un accorato appello rimasto inascoltato al presidente della regione è arrivata in aiuto una clinica privata dopo dell'appello ha avuto un sacco di di contatti mi hanno contattato da tutta italia fortunatamente poi mi hanno contattata da una clinica privata qui su vibo valentia dove grazie a dio mi hanno risolto il problema e ora sono sotto controllo con con loro elisa manacorda la soluzione alla fine nel privato e diciamo nessuno è mai riuscito veramente a mettere le mani sul servizio sanitario nazionale riorganizzarlo perché per farlo veramente bene ci vogliono dei fondi bisogna investire in formazione in strutture in stipendi i medici eccetera e quindi evidentemente poi sì alla fine stiamo andando e lo dicono anche i dati verso persone che non possono permettersi di essere curate e persone che se lo possono permettere che si rivolgono a delle strutture private non era quello che diciamo volevamo e questa non è l'unica protesta quella di vibo valentia dove sono passati proprio le carte bollate facendo le denunce per mancati prestazione nino cartabellotta la battaglia dei cittadini per difendere i loro presidi sanitari sono tante anche a pulizie all'ospedale di polizia si sono accampati davanti all'ospedale fino a quando non hanno avuto rassicurazioni della politica che arriveranno dei medici e stamattina roberto occhiuto il presidente della regione calabria ha assicurato che ha firmato un decreto per consentire ai medici di fuori dall'unione europea di arrivare in calabria dove già erano arrivati quattrocento medici cubani alla fine la soluzione sono i medici stranieri ma il tema fondamentale che tutte queste iniziati lei vuole perché bisogna comunque tamponare dell'emergenza sono delle pezze che mettiamo a un sistema che fa acqua da tutte le parti ecco perché oggi sentendo parlare di riforma del servizio sanitario nazionale bisogna capire questa riforma che vogliamo attuarla perché per attuare le riforme ci vogliono anche gli investimenti io sono stato sempre convinto che mettere i soldi in un sistema senza riforme oggi serve a poco ma altrettanto certo che fare delle riforme senza investimenti rischiamo di creare delle scatole vuote oggi abbiamo bisogno di riforme importanti nella regolamentazione privato decidere cosa fare dei medici di famiglia cercare di capire come è stato e regione devono dialogare in maniera più efficace ed efficiente per i cittadini perché poi alla fine come abbiamo visto dai servizi quali sono le conseguenze i cittadini pagano le conseguenze sono i sindaci cioè delle persone che rimangono con il cerino in mano senza avere la possibilità di risolvere dei problemi ecco in un paese dove il diritto alla tutela della salute e rappresenta il diritto fondamentale oggi rischiamo che diventa il diritto hanno tutelato dal punto di vista della della tutela costituzionale ecco perché le nostre battaglie devono essere devono continuare in questa direzione ci stanno scrivendo in tanti ovviamente protestando perché la preoccupazione che si andrà sempre più sul privato elisa manacorda questa è la preoccupazione poi dei cittadini che chi può permetterselo ovviamente sicura e chi non può invece o migra oppure vai le strutture di eccellenza esatto d'altra parte diciamo lo dice anche questo questa riorganizzazione no dove e nelle case le famose case di comunità si dice molto poco degli ospedali di comunità si dice molto poco molta attenzione invece è data a questa faccenda degli ospedali e questo significa però ap punto accorpare e indirizzare le persone solo su ospedali di eccellenza e dimenticarsi di quelle strutture del territorio che invece sono fondamentali e che sono prevalentemente anzi esclusivamente pubbliche c'è il pubblico è proprio il territorio oltre agli ospedali pubblici quindi è sì diciamo che si vede una certa disattenzione nei confronti di quello che avevamo immaginato nino cartabellotta voi siete stati auditi come fondazione gimbe anche in senato in commissione per parlare delle disparità territoriali che sono gravissime in questo momento si nell'audizione di ieri che era sulla determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni e il governo per accelerare l'attuazione dell'autonomia differenziata ha deciso che in sanità non servono i lep livelli essenziali di prestazione perché abbiamo già i lea i livelli essenziali di assistenza io ieri ho cercato di documentare che la sono due cose diverse e lea sono un menù delle prestazioni escamotage è un escamotage ovviamente mentre lei sono o è il finanziamento dei nostri diritti nel momento in cui i soldi non ci sono si preferisce assimilare e lele più per evitare diciamo di di rallentare l'attuazione della legge ma il vero tema che noi stiamo cristallizzando quelle diseguaglianze che abbiamo visto nella cantina e questo non è accettabile sicuramente bisogna stare attenti e continueremo a monitorare quella che è la situazione perché si gioca tutto sui fondi banche sulle parole abbiamo ID:6752549 Tag: EMERGENZA MEDICI, FONDAZIONE GIMBE , SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE SPC/EJ 15-01-26 13.07 NNNN tp:writer§§ guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/15/2026011503219808098.MP4 §---§