title§§ Qualità della prevenzione sanitaria: Liguria penultima in ITalia - 104 News link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402949008559.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "104news.it" del 14 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 14 Jan 2026
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Estratto da pag. 1 di "agenpress.it" del 14 Jan 2026
AgenPress. «I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) non coincidono con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), né sul piano normativo né su quello
pubDate§§ 2026-01-14T12:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402923808307.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402923808307.PDF', 'title': 'agenpress.it'} tp:url§§ https://www.agenpress.it/2026/01/14/fondazione-gimbe-autonomia-differenziata-in-sanita-equiparare-lea-e-lep-e-una-scorciatoia-per-accelerare-la-legge/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402923808307.PDF tp:ocr§§ Iran. Condannato a morte il primo manifestante. Trump: “Se faranno una cosa del genere prenderemo seri provvedimenti”Stati Uniti. Lotta contro il cancro: 7 pazienti su 10 sopravvivono ora per più di cinque anniIl CdM ha stabilito la data per il referendum confermativo sulla riforma della giustizia: si svolgerà il 22 e 23 marzoUna Barbie autistica alla linea di bambole dedicata a mostrare diversità e inclusioneTrump: “In un modo o nell’altro avremo la Groenlandia. Le loro difese si basano su due slitte trainate da cani”È morta Valeria Fedeli, ex ministra dell’Istruzione e vicepresidente del SenatoPorte Aperte. Oltre 388 milioni di cristiani perseguitati nel mondoIran. Trump: “Gli aiuti sono in arrivo continuate a protestare”I messaggi inviati a Maduro diventano viraliCaso Epstein. La commissione voterà la prossima settimana per ritenere Bill Clinton colpevole di oltraggio alla corteConferenza stampa. Agenzia delle Entrate, Meloni: “Nel quartiere nel quale io abito non c’è neanche una casa accatastata a livello A8”Conferenza stampa. Casa nel bosco, Meloni: “Quando si tolgono dei bambini ai loro genitori, si debba avere la certezza che stanno meglio lontani dai...Conferenza stampa. Crans-Montana, Meloni: “Se è vero che la responsabile stava scappando con la cassa, penso che bisogna essere implacabili”Conferenza stampa. Piano Casa, Meloni: “Il nostro obiettivo è mettere a disposizione centomila nuovi appartamenti”Conferenza stampa. Russia, Meloni: “L’ultima cosa che voglio fare io nella vita è un favore a Putin”AgenPress. «I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) non coincidono con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), né sul piano normativo né su quello sostanziale. La scelta del Governo di equipararli, forzando l’interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, destinata ancor più ad essere un moltiplicatore di diseguaglianze. I LEP sanitari devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare per legge differenze regionali già oggi inaccettabili, indebolire ulteriormente le Regioni del Mezzogiorno e gravare quelle del Nord con un eccesso di mobilità sanitaria».È questo il messaggio centrale portato dal Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione odierna presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato, nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge delega n. 1623 per la determinazione dei LEP.LIVELLI ESSENZIALI DELLE PRESTAZIONI (LEP). I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) sono l’insieme delle prestazioni e dei servizi che lo Stato deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, per assicurare i diritti civili e sociali fondamentali delle persone indipendentemente dalla Regione o dal Comune di residenza. I LEP sono previsti dall’articolo 117 della Costituzione, che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva nel determinarli, anche se molte funzioni sono svolte da Regioni ed enti locali. I LEP riguardano tutti i diritti civili e sociali, ad esempio: servizi sociali, istruzione, tutela della salute, trasporto pubblico locale, politiche abitative, servizi per l’inclusione sociale e lavorativa. Ad oggi i LEP non sono stati definiti se non in maniera parziale e solo in alcuni ambiti.LE DISEGUAGLIANZE REGIONALI. In sanità qualsiasi discussione sui LEP non può prescindere da una valutazione delle attuali diseguaglianze regionali nell’erogazione dei LEA, ovvero le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o con il pagamento di un ticket. Il monitoraggio ufficiale del Ministero della Salute tramite gli indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) fotografa profonde differenze tra le Regioni. Nel 2023 (ultimo anno disponibile) ben 8 Regioni risultano non adempienti ai LEA non r aggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera. Inoltre, sommando i punteggi ottenuti nelle tre macro-aree, a fronte di un punteggio medio di 226 punti su 300, esistono divari molto marcati: Veneto e Toscana superano i 280 punti, mentre altre Regioni non raggiungono i 200 punti, in particolare nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia) e in Valle d’Aosta. Infine, in ciascuna macro-area, il divario tra le Regioni con le migliori performance e quelle in maggiore difficoltà supera i 40 punti, arrivando in alcune aree a scarti ancora maggiori, con criticità soprattutto sull’assistenza territoriale e sulla prevenzione, concentrate soprattutto al Sud. «Tenendo conto che il NSG fornisce solo un quadro generale sull’adempimento dei LEA – ha evidenziato Cartabellotta – ma non misura l’effettiva qualità dell’assistenza erogata né tantomeno l’effettiva esigibilità del diritto costituzionale alla tutela della salute, l’entità delle diseguaglianze regionali e territoriali è largamente sottostimata».SALUTE E AUTONOMIA DIFFERENZIATA: UNA LINEA ROSSA GIÀ SEGNALATA DA GIMBE. Il DdL 1623 è uno step fondamentale per l’attuazione dell’autonomia differenziata. Nel suo intervento, il Presidente ha ricordato come, già durante l’iter legislativo della riforma, la Fondazione GIMBE avesse richiesto di espungere la tutela della salute dall’elenco delle materie trasferibili alle Regioni, perché destinata a legittimare normativamente i divari tra Nord e Sud, concretizzando un’inaccettabile violazione del principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini nell’esercitare il diritto alla tutela della salute.LEP = LEA: UNA FORZATURA GIURIDICA PER ACCELERARE L’ITER LEGISLATIVO. Il DdL 1623 propone di escludere la tutela della salute dalle materie per cui determinare i LEP, sostenendo – sulla base della sentenza n. 192/2024 della Corte Costituzionale – che in sanità i LEA assolvano già a tale funzione. Una tesi che, secondo la Fondazione GIMBE, consegue ad una lettura forzata della giurisprudenza costituzionale, funzionale solo ad accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata. «Nella sentenza n. 192/2024 – ha spiegato Cartabellotta – il riferimento ai LEA ha natura meramente esemplificativa, ma non equipara formalmente i LEP sanitari ai LEA, né supera la distinzione terminologica tra i due concetti, perché farlo significherebbe confondere il principio sancito dai LEP con lo strumento operativo rappresentato dai LEA». I LEP rappresentano infatti un vincolo costituzionale: la soglia minima uniforme di prestazioni necessarie a rendere effettivi i diritti fondamentali su tutto il territorio nazionale. I LEA, invece, costituiscono lo strumento: un elenco dettagliato di prestazioni sanitarie con cui perseguire il fine costituzionale dell’uniforme esigibilità del diritto alla tutela della salute.LEA INVECE CHE LEP: DEFINIRE DIRITTI FORMALI, MA NON ESIGIBILI PER MANCANZA DI RISORSE. Un altro nodo centrale è quello del finanziamento perché i LEA non vengono direttamente finanziati. «Il Fabbisogno Sanitario Nazionale (FSN) – ha spiegato Cartabellotta – viene ripartito alle Regioni in base alla popolazione residente, in parte pesata per età. Per finanziare i LEP sanitari, invece, le risorse pubbliche dovrebbero coprire i costi necessari per garantirli in modo uniforme su tutto il territorio nazionale». Tuttavia, oggi nessuno è in grado di quantificare in tempi brevi il costo necessario per assicurare in tutto il Paese, ad esempio, pronto soccorso non affollati, tempi di attesa ragionevoli per esami e visite specialistiche o una rete territoriale funzionante. «E allora – ha commentato il Presidente – vista l’impossibilità di finanziare i costi effettivi dei LEP sanitari con l’attuale disponibilità di risorse, l’Esecutivo rinuncia a definirli e imbocca la scorciatoia di equipararli ai LEA, con il solo scopo di accelerare l’autonomia differenziata. Una scorciatoia che renderebbe giuridicamente accettabili le diseguaglianze region ali nell’esigibilità del diritto alla tutela della salute».LE CONSEGUENZE PER I CITTADINI. «In molte aree del Paese – ha spiegato Cartabellotta – già oggi i cittadini non riescono a ottenere servizi e prestazioni sanitarie essenziali in tempi adeguati e sono spesso costretti a spostarsi in altre Regioni per curarsi. E senza la definizione dei LEP sanitari, l’autonomia differenziata non solo non ridurrà questi divari, ma li enfatizzerà, rendendoli strutturali e legittimati giuridicamente».LA PROPOSTA GIMBE. La Fondazione GIMBE ha ribadito la necessità di definire i LEP sanitari, perché l’equiparazione tra LEA e LEP non poggia su solide basi giuridiche e tecniche e si fonda su una interpretazione forzata della sentenza della Corte costituzionale n. 192/2024 volta ad accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata. «Con questa scorciatoia – ha concluso Cartabellotta – il rischio concreto è di proclamare nuovi diritti senza le risorse per garantirli. Infatti, qualora definiti, i LEP sanitari dovrebbero essere finanziati, ma con l’attuale livello di sottofinanziamento del SSN le risorse sarebbero largamente insufficienti per renderli realmente esigibili dai cittadini. Ma soprattutto questa scelta legittimerebbe normativamente la mancata esigibilità del diritto alla tutela della salute, trasformando l’autonomia differenziata in un moltiplicatore di diseguaglianze. Con ulteriore indebolimento delle Regioni del Mezzogiorno ed effetti boomerang per le Regioni del Nord, che non potranno più gestire l’ulteriore incremento di mobilità sanitaria».Testata Registrata c/o Tribunale di Velletri 15/2002 | Direttore Responsabile: Maria ContiLe foto, video e testi presenti su AgenPress.it provengono anche attraverso la rete Internet: per utilizzo informativo, didattico, scientifico e non a scopo di lucro.Al fine di accettare il libero regime di circolazione e non violare il diritto d'autore o altri diritti esclusivi verranno effettuate le opportune verifiche. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato.CONTATTI: redazione@agenpress.itChi SiamoBoardInserzionistiContattiPrivacy PolicyCookie Policy© 2025 agenpress.it - FONDATA DA MARIA CONTI. All Rights Reserved. Credits tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402923808307.PDF §---§ title§§ FONDAZIONE GIMBE * AUTONOMIA DIFFERENZIATA IN SANITÀ: «PUNTEGGIO TOTALE ADEMPIMENTI LEA ANNO 2023, VENETO 288 / TOSCANA 286 / TRENTINO 278» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403182207707.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 14 Jan 2026
AUTONOMIA DIFFERENZIATA IN SANITÀ: EQUIPARARE LEA E LEP È UNA SCORCIATOIA PER ACCELERARE LA LEGGE.
pubDate§§ 2026-01-14T08:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403182207707.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403182207707.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionews/fondazione-gimbe-autonomia-differenziata-in-sanita-punteggio-totale-adempimenti-lea-anno-2023-veneto-288-toscana-286-trentino-278/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403182207707.PDF tp:ocr§§ AUTONOMIA DIFFERENZIATA IN SANITÀ: EQUIPARARE LEA E LEP È UNA SCORCIATOIA PER ACCELERARE LA LEGGE.--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403182207707.PDF §---§ title§§ M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «AUTONOMIA, QUARTINI (M5S): “GIMBE SMASCHERA TRUFFA GOVERNO”» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402882708904.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 14 Jan 2026
Il deputato del Movimento 5 Stelle Andrea Quartini denuncia con forza il tentativo del governo di accelerare surrettiziamente l''approvazione dell''autonomia
pubDate§§ 2026-01-14T16:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402882708904.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402882708904.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/m5s-movimento-5-stelle-parlamento-autonomia-quartini-m5s-gimbe-smaschera-truffa-governo/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402882708904.PDF tp:ocr§§ Il deputato del Movimento 5 Stelle Andrea Quartini denuncia con forza il tentativo del governo di accelerare surrettiziamente l'approvazione dell'autonomia--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402882708904.PDF §---§ title§§ M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «SANITÀ, ALOISIO (M5S): “GIMBE SVELA CRISI MEZZOGIORNO E BOOMERANG PER PAESE”» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403025609329.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenziagiornalisticaopinione.it" del 14 Jan 2026
È estremamente allarmante quanto emerge dall''analisi della Fondazione GIMBE riguardo ai Livelli Essenziali delle Prestazioni in sanità.
pubDate§§ 2026-01-14T19:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403025609329.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403025609329.PDF', 'title': 'agenziagiornalisticaopinione.it'} tp:url§§ https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionmix/m5s-movimento-5-stelle-parlamento-sanita-aloisio-m5s-gimbe-svela-crisi-mezzogiorno-e-boomerang-per-paese/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403025609329.PDF tp:ocr§§ È estremamente allarmante quanto emerge dall'analisi della Fondazione GIMBE riguardo ai Livelli Essenziali delle Prestazioni in sanità.--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403025609329.PDF §---§ title§§ Toscana ai vertici per i livelli essenziali di assistenza: la certificazione di Gimbe sulla sanità regionale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402867708806.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "agenziaimpress.it" del 14 Jan 2026
La Toscana si conferma tra le eccellenze sanitarie italiane: nel 2023 ha superato i 280 punti sui 300 dei Lea.
pubDate§§ 2026-01-14T15:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402867708806.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402867708806.PDF', 'title': 'agenziaimpress.it'} tp:url§§ https://www.agenziaimpress.it/toscana-ai-vertici-per-i-livelli-essenziali-di-assistenza-la-certificazione-di-gimbe-sulla-sanita-regionale/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402867708806.PDF tp:ocr§§ Assessore regionale alla Sanità Tempo lettura: < 1 minutoFIRENZE – La Toscana si conferma tra le eccellenze sanitarie italiane: nel 2023, ultimo anno con dati disponibili, ha superato i 280 punti sui 300 dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), insieme al Veneto, a fronte di una media nazionale di 226.Otto regioni, invece, risultano non adempienti, con almeno una macro-area (prevenzione, distrettuale o ospedaliera) sotto i 60 punti su 100.Lo rivela Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nell’audizione in Commissione Affari costituzionali al Senato sull’esame del disegno di legge delega n. 1623 per i Lep (Livelli essenziali delle prestazioni). “I Lep non coincidono con i Lea, né normativamente né sostanzialmente – ha dichiarato Cartabellotta –. La scelta del Governo di equipararli, forzando una sentenza della Corte Costituzionale, accelera l’autonomia differenziata, che diventerà un moltiplicatore di diseguaglianze”.Il caso Calabria è emblematico: con 177 punti totali, registra 68 nella prevenzione (30 in meno di Trento e Veneto), 40 nella distrettuale (56 sotto il Veneto) e 69 nell’ospedaliera (28 meno di Trento). “Inadempiente secondo il Nuovo sistema di garanzia”, chiosa Gimbe.Segui le nostre news sul canale WhatsAppCLICCA QUIPer continuare a rimanere sempre aggiornatoIscriviti al nostro canale e invita tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402867708806.PDF §---§ title§§ Gimbe, Sicilia sotto la media nazionale sui Livelli essenziali di assistenza sanitaria - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403188407901.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 14 Jan 2026
L''analisi della Fondazione Gimbe sul disegno di legge per la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) nella sanità, vede la Sicilia (secondo l''ultimo dato disponibile che risale al 2023) con un punteggio di 173 nel Livelli essenziali di a... (ANSA)
pubDate§§ 2026-01-14T09:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403188407901.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403188407901.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2026/01/14/gimbe-sicilia-sotto-la-media-nazionale-sui-livelli-essenziali-di-assistenza-sanitaria_a7b94af5-7829-42fb-9710-dcf397c826dd.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403188407901.PDF tp:ocr§§ L'analisi della Fondazione Gimbesul disegno di legge per la definizione dei Livelli essenzialidelle prestazioni (Lep) nella sanità, vede la Sicilia (secondol'ultimo dato disponibile che risale al 2023) con un punteggiodi 173 nel Livelli essenziali di assistenza (Lea), a fronte diun punteggio medio nazionale di 226, e si trova al penultimoposto, davanti alla Valle d'Aosta. La Regione inadempiente secondo il Nuovo sistema di garanzia(Nsg) - spiega la Fondazione guidata da Nino Cartabellotta -, haregistrato i seguenti punteggi nelle tre aree monitorate(prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenzadistrettuale ed assistenza ospedaliera): 49 punti per l'areadella prevenzione, ovvero 49 punti in meno rispetto allaProvincia Autonoma di Trento e al Veneto che sono in primaposizione; 44 punti per l'area distrettuale, ovvero 52 punti inmeno rispetto al Veneto; 80 punti per l'area ospedaliera, ovvero17 punti in meno rispetto Provincia Autonoma di Trento che è inprima posizione. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403188407901.PDF §---§ title§§ Livelli essenziali di assistenza: Alto Adige inadempiente, Trento quarta - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403192307920.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 14 Jan 2026
In Alto Adige, nel 2023 (ultimo anno disponibile) a fronte di un punteggio medio nazionale di 226 punti, il totale degli adempimenti ai Livelli essenziali di assistenza (Lea) è di 202. In Trentino, invece, il punteggio complessivo è di di 278. (ANSA)
pubDate§§ 2026-01-14T09:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403192307920.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403192307920.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/trentino/notizie/2026/01/14/livelli-essenziali-di-assistenza-alto-adige-inadempiente-trento-quarta_89a54f17-62c1-4785-8d2c-9d584e02ee22.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403192307920.PDF tp:ocr§§ In Alto Adige, nel 2023 (ultimoanno disponibile) a fronte di un punteggio medio nazionale di226 punti, il totale degli adempimenti ai Livelli essenziali diassistenza (Lea) è di 202. In Trentino, invece, il punteggiocomplessivo è di di 278. Lo dice l'analisi della FondazioneGimbe sul disegno di Legge per la definizione dei Livelliessenziali delle prestazioni relative alla sanità. La provinciaautonoma di Bolzano (14/a in classifica, mentre Trento è 4/a)viene quindi considerata inadempiente secondo il Nuovo sistemadi garanzia (Nsg) e ha registrato 58 punti per l'area dellaprevenzione, ovvero 40 punti in meno rispetto al Trentino (98punti) e al Veneto che sono in prima posizione. L'Alto Adige hainoltre 82 punti per l'area distrettuale (il Trentino ne ha 83),14 punti in meno rispetto al Veneto che è in prima posizione, e62 punti per l'area ospedaliera, cioè 35 punti in meno rispettoal Trentino (97 punti). Nel 2023 (ultimo anno disponibile) 8 Regioni risultano nonadempienti ai Lea non raggiungendo la soglia minima di 60 puntisu 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione,distrettuale e ospedaliera. Inoltre, sommando i punteggiottenuti nelle tre macro-aree, a fronte di un punteggio medio di226 punti su 300, esistono divari molto marcati: Veneto eToscana superano i 280 punti, mentre altre Regioni nonraggiungono i 200 punti, in particolare nel Mezzogiorno(Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia) e in Valled'Aosta. Infine, in ciascuna macro-area, il divario tra le Regionicon le migliori performance e quelle in maggiore difficoltàsupera i 40 punti, arrivando in alcune aree a scarti ancoramaggiori, con criticità soprattutto sull'assistenza territorialee sulla prevenzione, concentrate soprattutto al Sud. "Tenendoconto che il NSG fornisce solo un quadro generalesull'adempimento dei Lea ma non misura l'effettiva qualitàdell'assistenza erogata né tantomeno l'effettiva esigibilità deldiritto costituzionale alla tutela della salute, l'entità dellediseguaglianze regionali e territoriali è largamentesottostimata", evidenzia il presidente di Gimbe, NinoCartabellotta. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403192307920.PDF §---§ title§§ Gimbe, Sardegna indietro sugli adempimenti per livelli essenziali di assistenza - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403208107954.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 14 Jan 2026
Il monitoraggio ufficiale del Ministero della Salute tramite gli indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) fotografa profonde differenze tra le Regioni. (ANSA)
pubDate§§ 2026-01-14T09:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403208107954.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403208107954.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2026/01/14/gimbe-sardegna-indietro-sugli-adempimenti-per-livelli-essenziali-di-assistenza_8cb1b241-a15c-4dfa-934f-a11b3267edb0.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403208107954.PDF tp:ocr§§ Il monitoraggio ufficiale delMinistero della Salute tramite gli indicatori del Nuovo Sistemadi Garanzia (NSG) fotografa profonde differenze tra le Regioni. Nel 2023 (ultimo anno disponibile) ben 8 Regioni risultano nonadempienti ai LEA non raggiungendo la soglia minima di 60 puntisu 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione,distrettuale e ospedaliera. Inoltre, sommando i punteggiottenuti nelle tre macro-aree, a fronte di un punteggio medio di226 punti su 300, esistono divari molto marcati, secondo ilreport effettuato dalla Fondazione Gimbe. In particolare in Sardegna nel 2023 a fronte di un punteggiomedio nazionale di 226 punti, il punteggio totale degliadempimenti della Regione ai Livelli Essenziali di Assistenza(LEA) è di 192. La regione, adempiente secondo il Nuovo Sistemadi Garanzia (NSG), ha registrato nelle tre aree monitorate(prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenzadistrettuale ed assistenza ospedaliera) 65 punti per l'areadella prevenzione ovvero 33 punti in meno rispetto alla Prov. Aut. di Trento e al Veneto che sono in prima posizione; 67 puntiper l'area distrettuale ovvero 29 punti in meno rispetto alVeneto che è in prima posizione; 60 punti (penultima regione)per l'area ospedaliera ovvero 37 punti in meno rispetto allaProv. Aut. di Trento che è in prima posizione. "Il fabbisogno sanitario nazionale - ha spiegato ilpresidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta - vieneripartito alle Regioni in base alla popolazione residente, inparte pesata per età. Per finanziare i LEP sanitari, invece, lerisorse pubbliche dovrebbero coprire i costi necessari pergarantirli in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Eallora - ha aggiunto - vista l'impossibilità di finanziare icosti effettivi dei LEP sanitari con l'attuale disponibilità dirisorse, l'Esecutivo rinuncia a definirli e imbocca lascorciatoia di equipararli ai LEA, con il solo scopo diaccelerare l'autonomia differenziata. Una scorciatoia cherenderebbe giuridicamente accettabili le diseguaglianzeregionali nell'esigibilità del diritto alla tutela della salute. In molte aree del Paese - ha concluso - già oggi i cittadini nonriescono a ottenere servizi e prestazioni sanitarie essenzialiin tempi adeguati e sono spesso costretti a spostarsi in altreRegioni per curarsi". Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403208107954.PDF §---§ title§§ Gimbe, Umbria sopra la media sui Livelli essenziali di assistenza sanitaria - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403208607955.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 14 Jan 2026
In Umbria nel 2023 (ultimo anno disponibile) il punteggio totale degli adempimenti della Regione ai Livelli essenziali di assistenza (Lea) è di 257, a fronte di un punteggio medio nazionale di 226. Lo dice l''analisi della Fondazione Gimbe. (ANSA)
pubDate§§ 2026-01-14T09:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403208607955.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403208607955.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/umbria/notizie/2026/01/14/gimbe-umbria-sopra-la-media-sui-livelli-essenziali-di-assistenza-sanitaria_1b399589-7919-4702-8c1d-5aadaee9e187.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403208607955.PDF tp:ocr§§ In Umbria nel 2023 (ultimo annodisponibile) il punteggio totale degli adempimenti della Regioneai Livelli essenziali di assistenza (Lea) è di 257, a fronte diun punteggio medio nazionale di 226. Lo dice l'analisi della Fondazione Gimbe. La Regione, adempiente secondo il Nuovo sistema di garanzia,ha registrato i seguenti punteggi nelle tre aree monitorate(prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenzadistrettuale ed assistenza ospedaliera): 93 punti per l'areadella prevenzione ovvero cinque punti in meno rispetto allaProvincia autonoma di Trento e al Veneto che sono in primaposizione; 80 punti per l'area distrettuale ovvero 16 punti inmeno rispetto al Veneto che è in prima posizione; 84 punti perl'area ospedaliera ovvero 13 punti in meno rispetto allaProvincia autonoma di Trento che è in prima posizione. Sono ottole Regioni che risultano non adempienti. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403208607955.PDF §---§ title§§ Gimbe, Liguria penultima per qualità della prevenzione sanitaria - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403211907988.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 14 Jan 2026
La Liguria a pari merito con l''Abruzzo si classifica al penultimo posto nella graduatoria delle regioni italiane sul rispetto dei livelli essenziali di assistenza sanitaria nell''area delle prevenzione nel 2023, ultimo anno con i dati disponibili. (ANSA)
pubDate§§ 2026-01-14T10:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403211907988.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403211907988.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/liguria/notizie/2026/01/14/gimbe-liguria-penultima-per-qualita-della-prevenzione-sanitaria_89047ec2-f14b-4d7f-a969-c3a7837bd6a4.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403211907988.PDF tp:ocr§§ La Liguria a pari merito conl'Abruzzo si classifica al penultimo posto nella graduatoriadelle regioni italiane sul rispetto dei livelli essenziali diassistenza sanitaria nell'area delle prevenzione nel 2023,ultimo anno con i dati disponibili. Lo segnala la FondazioneGimbe spiegando che la Liguria ottiene 54 punti su cento perl'area della prevenzione ovvero 44 punti in meno rispetto allaProvincia Autonoma di Trento e al Veneto che sono in primaposizione, solo in Sicilia va peggio con 49 punti. Sul podioEmilia Romagna con 97 punti, Lombardia e Toscana a pari meritocon 95, a seguire Piemonte e Umbria con 93, Friuli VeneziaGiulia con 81, Valle d'Aosta con 77, Marche e Puglia con 74,Basilicata e Calabria con 68, Sardegna con 65, Lazio con 63,Campania con 62, Molise e Provincia Autonoma di Bolzano con 58. In Liguria nel 2023 a fronte di un punteggio medio nazionaledi 226 punti il punteggio totale degli adempimenti della Regioneai livelli essenziali di assistenza (Lea) è di 219. SecondoGimbe la Regione risulta 'inadempiente' secondo il nuovo sistemadi garanzia (Nsg) sulle tre aree monitorate: prevenzionecollettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale edassistenza ospedaliera. La fondazione indica che la Liguria ottiene 85 punti perl'area distrettuale ovvero 11 punti in meno rispetto al Venetoche è in prima posizione classificandosi al quinto posto alivello nazionale e 80 punti per l'area ospedaliera ovvero 17punti in meno rispetto alla Provincia Autonoma di Trento che èin prima posizione, classificandosi al dodicesimo posto alivello nazionale. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403211907988.PDF §---§ title§§ La Puglia tra le prime 10 regioni italiane adempienti sui Lea - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403211607989.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 14 Jan 2026
"Adempiente". È la parola che la fondazione Gimbe utilizza per descrivere la Puglia sulla base di una analisi condotta a livello nazionale, sui Lea, i livelli essenziali di assistenza. Il report è riferito al 2023, ultimo anno di cui sono disponibili i dati. (ANSA)
pubDate§§ 2026-01-14T10:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403211607989.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403211607989.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/puglia/notizie/2026/01/14/la-puglia-tra-le-prime-10-regioni-italiane-adempienti-sui-lea_7ea2a218-9269-4890-8d14-c7dcf6acfc81.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403211607989.PDF tp:ocr§§ "Adempiente". È la parola che lafondazione Gimbe utilizza per descrivere la Puglia sulla base diuna analisi condotta a livello nazionale, sui Lea, i livelliessenziali di assistenza. Il report è riferito al 2023, ultimoanno di cui sono disponibili i dati. Dallo studio emerge che trale regioni italiane adempienti c'è anche la Puglia con unpunteggio complessivo pari a 228 che la rendono "adempientesecondo il nuovo sistema di garanzia", spiega il report chesomma i punteggi ottenuti in tre macro-aree. Infatti, la Pugliaha registrato 74 punti nell'area prevenzione collettiva e sanitàpubblica, occupando l'undicesima posizione in Italia; "69nell'assistenza distrettuale" con 27 punti in meno rispetto alVeneto che è in prima posizione; e 85 per l'area assistenzaospedaliera" che la rendono nona a livello nazionale tra leregione d'Italia. Nella classifica nazionale, la Puglia è decimastaccata da 60 punti rispetto alla capolista Veneto ed è l'unicadel Sud Italia a occupare le prime dieci posizioni. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403211607989.PDF §---§ title§§ Gimbe, Marche 8/e in Italia e adempienti ai Livelli essenziali di assistenza - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403211707990.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 14 Jan 2026
Marche adempienti per i Livelli essenziali di assistenza (Lea), secondo il Nuovo Sistema di Garanzia (Nsg) su dati del 2023, con un punteggio di 248 che pone la regione all''ottavo posto nella graduatoria italiana guidata da Veneto (288), Toscana (286), Emi... (ANSA)
pubDate§§ 2026-01-14T10:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403211707990.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403211707990.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/01/14/gimbe-marche-8e-in-italia-e-adempienti-ai-livelli-essenziali-di-assistenza_89b4b44f-f6c6-45b1-8530-d7357b450a7a.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403211707990.PDF tp:ocr§§ Marche adempienti per i Livelliessenziali di assistenza (Lea), secondo il Nuovo Sistema diGaranzia (Nsg) su dati del 2023, con un punteggio di 248 chepone la regione all'ottavo posto nella graduatoria italianaguidata da Veneto (288), Toscana (286), Emilia Romagna (278),Provincia autonoma di Trento (278) e Piemonte (270). Le Marchesono precedute anche da Lombardia e Umbria (257). Questecontesto emerge dall'analisi della Fondazione Gimbe sul disegnodi legge per la definizione dei Livelli Essenziali dellePrestazioni (LEP) in sanità Lo studio è stato oggettodell'audizione odierna del presidente Cartabellotta. Nel 2023 (ultimo anno disponibile), secondo l'analisi Gimbe,a fronte di un punteggio medio nazionale di 226 punti, ilpunteggio totale degli adempimenti delle Marche ai Lea è di 248. Ecco i punteggi nelle tre aree monitorate (prevenzionecollettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale edassistenza ospedaliera). Per l'area della prevenzione, le Marchesi posizionano 10/o posto in Italia, 74 punti, 24 punti in menorispetto alla Provincia autonoma di Trento e al Veneto che sonoin prima posizione; 83 punti (6/a posizione) per l'areadistrettuale, cioè 13 in meno rispetto al Veneto che guida lagraduatoria; 91 punti (5/a posizione) per l'area ospedaliera,cioè sei in meno rispetto alla Provincia autonoma di Trento 'cheè in prima posizione. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403211707990.PDF §---§ title§§ Salute: la Campania 13esima in Italia per i livelli essenziali di assistenza - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403220808081.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 14 Jan 2026
La Campania, pur essendo una Regione "adempiente secondo il nuovo sistema di garanzia" (in Italia otto non lo sono), si trova in una posizione medio bassa (13esima su 21 regioni e province autonome prese in considerazioni) nella graduatoria del punteggio t... (ANSA)
pubDate§§ 2026-01-14T10:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403220808081.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403220808081.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/campania/notizie/2026/01/14/salute-la-campania-13esima-in-italia-per-i-livelli-essenziali-di-assistenza_fa736956-64a1-4996-a51a-c6c508bab446.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403220808081.PDF tp:ocr§§ La Campania, pur essendo unaRegione "adempiente secondo il nuovo sistema di garanzia" (inItalia otto non lo sono), si trova in una posizione medio bassa(13esima su 21 regioni e province autonome prese inconsiderazioni) nella graduatoria del punteggio totale relativoagli adempimenti Lea (livelli essenziali di assistenza). I dati, risalenti al 2023 (l'ultimo anno disponibile), è statofornito dal presidente della Fondazione Gimbe, NinoCartabellotta, nel corso dell'audizione odierna presso lacommissione Affari costituzionali del Senato nell'ambitodell'esame del disegno di legge delega per la determinazione deiLep (livelli essenziali delle prestazioni). "I livelliessenziali delle prestazioni non coincidono con i livelliessenziali di assistenza - afferma Cartabellotta - né sul pianonormativo né su quello sostanziale. La scelta del Governo diequipararli, forzando l'interpretazione di una sentenza dellaCorte Costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerarel'attuazione dell'autonomia differenziata, destinata ancor piùad essere un moltiplicatore di diseguaglianze. I Lep sanitaridevono essere definiti al pari di tutte le altre materie per noncristallizzare per legge differenze regionali già oggiinaccettabili, indebolire ulteriormente le regioni delMezzogiorno e gravare quelle del Nord con un eccesso di mobilitàsanitaria". Stando ai dati in possesso di Gimbe e riferiti alla Campania, laregione presenta un punteggio totale degli adempimenti ailivelli essenziali di assistenza pari a 206, a fronte di unamedia nazionale di 226, ben distante dalle prime (Veneto è a288, Toscana a 286 ed Emilia Romagna a 278) ma è avanti tra lealtre a provincia autonoma di Bolzano (202), Molise (193) eSardegna (192). La Campania ha inoltre registrato i seguenti punteggi nelle trearee monitorate: 62 punti per l'area della prevenzione(collocandosi al sedicesimo posto, 36 punti in meno rispettoalle prime, la provincia autonoma di Trento e al Veneto); 72punti per l'area distrettuale (13esima, 24 in meno rispetto alVeneto che è in prima posizione) e 72 punti per l'areaospedaliera (15esima, 25 punti in meno della prima, la provinciaautonoma di Trento). Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403220808081.PDF §---§ title§§ Livelli essenziali di assistenza, nel 2023 Basilicata 'inadempiente' - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402929608241.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 14 Jan 2026
Per i Livelli essenziali di assistenza (Lea), sui dati del 2023 (ultimo anno disponibile) con un punteggio di 189, rispetto alla media nazionale di 226, la Basilicata è al 17/o posto su 20 regioni, risultando "inadempiente" secondo il Nuovo sistema di gara... (ANSA)
pubDate§§ 2026-01-14T11:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402929608241.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402929608241.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/basilicata/notizie/2026/01/14/livelli-essenziali-di-assistenza-nel-2023-basilicata-inadempiente_bd1be580-f2db-4a8f-85e6-27b15bf2b832.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402929608241.PDF tp:ocr§§ Per i Livelli essenziali diassistenza (Lea), sui dati del 2023 (ultimo anno disponibile)con un punteggio di 189, rispetto alla media nazionale di 226,la Basilicata è al 17/o posto su 20 regioni, risultando"inadempiente" secondo il Nuovo sistema di garanzia (Nsg). Lo hareso noto la Fondazione Gimbe. La Basilicata ha registrato nelle tre aree monitorate(prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenzadistrettuale ed assistenza ospedaliera) 68 punti per l'areadella prevenzione ovvero 30 punti in meno rispetto allaProvincia Autonoma di Trento e al Veneto che sono in primaposizione; 52 punti per l'area distrettuale ovvero 44 punti inmeno rispetto al Veneto che è in prima posizione; 69 punti perl'area ospedaliera ovvero 28 punti in meno rispetto allaProvincia Autonoma di Trento che è in prima posizione. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402929608241.PDF §---§ title§§ In Piemonte bene i Livelli essenziali di assistenza - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402929508252.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 14 Jan 2026
Il Piemonte è quinto tra le regioni italiane nella graduatoria stilata da uno studio della Fondazione Gimbe sul Disegno di Legge per la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) relativamente alla sanità. (ANSA)
pubDate§§ 2026-01-14T11:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402929508252.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402929508252.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/piemonte/notizie/2026/01/14/in-piemonte-bene-i-livelli-essenziali-di-assistenza_8b848701-bca7-482a-8062-3e492c6e66a9.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402929508252.PDF tp:ocr§§ Il Piemonte è quinto tra le regioniitaliane nella graduatoria stilata da uno studio dellaFondazione Gimbe sul Disegno di Legge per la definizione deiLivelli essenziali delle prestazioni (Lep) relativamente allasanità. Nel 2023 (ultimo anno disponibile), a fronte di unpunteggio medio nazionale di 226 punti, il punteggio totaledegli adempimenti della Regione ai Livelli essenziali diassistenza (Lea) è di 270, quindi oltre la media. La Regione Piemonte, adempiente secondo il Nuovo sistema digaranzia (Nsg), ha registrato i seguenti punteggi elevati nelletre aree monitorate, ovvero prevenzione collettiva e sanitàpubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera). Ha93 punti per l'area della prevenzione, ovvero 5 punti in menorispetto alla Provincia autonoma di Trento e al Veneto che sonoin prima posizione. Sono stati calcolati 90 punti per l'areadistrettuale, ovvero 6 punti in meno rispetto al Veneto che è inprima posizione. Ha infine 87 punti per l'area ospedaliera,ovvero 10 punti in meno rispetto alla Provincia autonoma diTrento, che è in prima posizione. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402929508252.PDF §---§ title§§ Gimbe, Valle d'Aosta ultima nel 2023 in classifica adempimenti Lea - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402923308306.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 14 Jan 2026
La Valle d''Aosta risulta nel 2023 come ultima, nella classifica Gimbe, delle Regioni sugli adempimenti riguardanti i Livelli essenziali di assistenza. A fronte di un punteggio medio nazionale di 226 punti, quello valdostano è di 165. (ANSA)
pubDate§§ 2026-01-14T12:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402923308306.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402923308306.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/valledaosta/notizie/2026/01/14/gimbe-valle-daosta-ultima-nel-2023-in-classifica-adempimenti-lea_bf4628f7-eb41-4be4-a449-dc6f6952dd99.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402923308306.PDF tp:ocr§§ La Valle d'Aosta risulta nel 2023come ultima, nella classifica Gimbe, delle Regioni sugliadempimenti riguardanti i Livelli essenziali di assistenza. Afronte di un punteggio medio nazionale di 226 punti, quellovaldostano è di 165. La Regione, inadempiente secondo il Nuovosistema di garanzia, ha registrato 77 punti per l'area dellaprevenzione ovvero 21 punti in meno rispetto alla Provinciaautonoma di Trento e al Veneto che sono in prima posizione, 35punti per l'area distrettuale (61 punti in meno rispetto alVeneto che è in prima posizione) e 53 punti per l'areaospedaliera, 4 punti in meno di Trento che è in prima posizione. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402923308306.PDF §---§ title§§ Gimbe, più diseguaglianze nella sanità con gli interventi del Governo - Notizie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402884208951.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ansa.it" del 14 Jan 2026
Con equiparazione Lep-Lea si accelera su autonomia differenziata e disparità fra Regioni (ANSA)
pubDate§§ 2026-01-14T16:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402884208951.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402884208951.PDF', 'title': 'ansa.it'} tp:url§§ https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/01/14/gimbe-piu-diseguaglianze-nella-sanita-con-gli-interventi-del-governo_d50e5bf2-495a-43b7-aef4-85bbc61e8f5c.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402884208951.PDF tp:ocr§§ Le ampie differenze nell'assistenza sanitaria tra le diverse Regioni che sono già presenti oggi rischiano di essere perpetuate o ulteriormente aggravate dalla "scelta del Governo" di equiparare i Livelli Essenziali delle Prestazioni (Lep) con i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), "forzando l'interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale".È quanto denuncia il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta nel corso dell'audizione odierna presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato nell'ambito dell'esame del disegno di legge delega per la determinazione dei Lep.I Livelli Essenziali delle Prestazioni identificano le prestazioni e i servizi che lo Stato deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale: dai servizi sociali all'istruzione fino alla tutela della salute.I Livelli Essenziali di Assistenza sono, invece, le prestazioni e i servizi che il servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini gratuitamente o dietro pagamento del ticket.I primi rappresentano il vincolo costituzionale, mentre i secondi costituiscono lo strumento, precisa Gimbe.La legge delega "si propone di escludere la tutela della salute da quella che sono le materie da cui devono essere determinati i livelli di prestazione, facendo riferimento a una sentenza della Corte Costituzionale", illustra Cartabellotta, secondo cui questa scelta, frutto di una lettura forzata della giurisprudenza costituzionale, "ha il chiaro obiettivo di accelerare l'attuazione dell'autonomia differenziata" ed è "una scorciatoia che renderebbe giuridicamente accettabili le diseguaglianze regionali nell'esigibilità del diritto alla tutela della salute", che oggi sono già molto ampie. Il monitoraggio del ministero della Salute mostra che 8 Regioni non garantiscono i Lea non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera. Inoltre, sommando i punteggi delle tre macro-aree, le differenze tra le Regioni diventano ancora più evidenti: si va da un punteggio superiore ai 280 punti su 300 di Veneto e Toscana a punteggi inferiore a 200 punti in molte Regioni, specie meridionali. Gimbe sottolinea, inoltre, un altro nodo: quello delle risorse. "Per finanziare i Lep sanitari - spiega Cartabellotta - le risorse pubbliche dovrebbero coprire i costi necessari per garantirli in modo uniforme su tutto il territorio nazionale". Tuttavia, "vista l'impossibilità di finanziare i costi effettivi dei Lep sanitari con l'attuale disponibilità di risorse, l'Esecutivo rinuncia a definirli e imbocca la scorciatoia di equipararli ai Lea, con il solo scopo di accelerare l'autonomia differenziata", conclude Cartabellotta. Riproduzione riservata © Copyright ANSA tp:writer§§ Redazione ANSA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402884208951.PDF §---§ title§§ Salute: la Campania 13esima in Italia per i livelli essenziali di assistenza link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402942808373.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "anteprima24.it" del 14 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "blogsicilia.it" del 14 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "blogsicilia.it" del 14 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "cagliaripad.it" del 14 Jan 2026
Secondo il monitoraggio del Ministero della Salute e il report della Fondazione Gimbe, la Regione è tra le peggiori d''Italia
pubDate§§ 2026-01-14T11:24:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403218408169.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403218408169.PDF', 'title': 'cagliaripad.it'} tp:url§§ https://www.cagliaripad.it/664979/sanita-il-report-gimbe-stronca-la-sardegna-sui-lea-e-tra-le-regioni-peggiori/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403218408169.PDF tp:ocr§§ Il monitoraggio ufficiale del Ministero della Salute, effettuato attraverso gli indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia (Nsg), restituisce l’immagine di una sanità italiana ancora profondamente diseguale. Nel 2023, ultimo anno disponibile, ben 8 Regioni risultano non adempienti ai Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree previste: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera.A evidenziare ulteriormente i divari è il report della Fondazione Gimbe, che segnala come, a fronte di un punteggio medio nazionale pari a 226 punti su 300, persistano differenze molto marcate tra i territori. I dati sono stati forniti dal presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione di questa mattina presso la commissione Affari costituzionali del Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega per la determinazione dei Lep.In questo quadro, la Sardegna nel 2023 registra un punteggio complessivo di 192 punti, sensibilmente inferiore alla media nazionale, pur risultando formalmente adempiente secondo i criteri del Nsg. Nel dettaglio, la Regione ottiene 65 punti nell’area della prevenzione collettiva e sanità pubblica, ben 33 in meno rispetto alle prime classificate, Provincia autonoma di Trento e Veneto. Nell’assistenza distrettuale il punteggio è di 67 punti, con un divario di 29 punti rispetto al Veneto, mentre nell’area ospedaliera la Sardegna si ferma a 60 punti, penultima a livello nazionale e distante 37 punti dalla Provincia autonoma di Trento, che guida la classifica.Leggi le altre notizie su www.cagliaripad.it tp:writer§§ Redazione Cagliaripad guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403218408169.PDF §---§ title§§ Sanità, scintille tra Perantoni e Cappellacci sul report Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403040409381.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "cagliaripad.it" del 14 Jan 2026
Il deputato M5S accusa il centrodestra sulle responsabilità del passato, l’ex presidente della Regione replica: "Difendete solo le poltrone"
pubDate§§ 2026-01-14T19:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403040409381.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403040409381.PDF', 'title': 'cagliaripad.it'} tp:url§§ https://www.cagliaripad.it/665022/sanita-scintille-tra-perantoni-e-cappellacci-sul-report-gimbe/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403040409381.PDF tp:ocr§§ Si accende il confronto politico sulla sanità sarda dopo i dati negativi diffusi dalla Fondazione Gimbe sui Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Al centro dello scontro le responsabilità del passato e le scelte dell’attuale amministrazione regionale guidata da Alessandra Todde.“Ugo Cappellacci ha invocato per giorni il commissariamento della sanità sarda come se lui o il centrodestra non avessero responsabilità nello sfacelo attuale”, attacca in una nota Mario Perantoni, deputato sardo del Movimento 5 Stelle. Secondo Perantoni, essendo i dati Gimbe riferiti al 2023, “in piena amministrazione centrodestra”, le responsabilità dei pessimi risultati vanno ricercati proprio nell’attuale minoranza in Consiglio regionale.Il parlamentare pentastellato sottolinea inoltre come la presidente Todde sia in carica “da meno di due anni” e stia cercando di rimediare “a anni di scelte sbagliate, tagli e nomine fallimentari”. Da qui l’affondo politico: “Chi oggi chiede il commissariamento dovrebbe spiegare perché, quando governava la Sardegna, la sanità è precipitata così in basso. Il commissariamento, comunque, è già arrivato nei loro confronti da parte dei cittadini sardi”.Non si fa attendere la replica di Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera. “Il collega Perantoni osanna la politica sanitaria della presidente Todde? Gli posso dare due consigli: il primo è fare un bel giro negli ospedali sardi, il secondo è seguire l’esempio di Giuseppe Conte, che almeno ha avuto il pudore di non citarla ad esempio”, afferma l’esponente di Forza Italia.Cappellacci allarga poi il tiro, chiamando in causa la scelta dell’assessore alla Sanità: “Il leader dei Cinquestelle dovrebbe vergognarsi per aver indicato per la Sardegna un assessore romano uscito sbattendo la porta e denunciando che il campo largo pensa solo alle poltrone”.Sul tema delle responsabilità pregresse, l’ex presidente della Regione rivendica l’operato della sua amministrazione. “Durante la mia presidenza la Sardegna fu la prima regione del Mezzogiorno a uscire dal piano di rientro sanitario, riconquistando l’autonomia decisionale”. Cappellacci ricorda inoltre l’avvio della digitalizzazione con il fascicolo sanitario elettronico, l’adozione delle procedure di acquisto centralizzate “per evitare sprechi” e il mancato taglio dei posti letto, con il rafforzamento di presidi ritenuti strategici per l’Isola.Infine, l’affondo conclusivo contro l’attuale giunta. “A quasi metà del mandato, la presidente Todde ha già visto la riforma sanitaria diventare la terza legge cassata dalla Corte Costituzionale. Noi davanti alla Consulta difendevamo i diritti dei sardi e l’autonomia, lei la sua poltrona e quella dei commissari delle Asl”.Leggi le altre notizie su www.cagliaripad.it tp:writer§§ Redazione Cagliaripad guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403040409381.PDF §---§ title§§ Report Gimbe sulla sanità: Calabria inadempiente con 177 punti su 300 - Calabria Diretta News link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402968508630.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "calabriadirettanews.com" del 14 Jan 2026
Nino Cartabellotta avverte il Senato: "Equiparare Lea e Lep accelera l''autonomia differenziata e aumenta le diseguaglianze".
pubDate§§ 2026-01-14T14:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402968508630.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402968508630.PDF', 'title': 'calabriadirettanews.com'} tp:url§§ https://www.calabriadirettanews.com/2026/01/14/report-gimbe-sulla-sanita-calabria-inadempiente-con-177-punti-su-300/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402968508630.PDF tp:ocr§§ Il monitoraggio del sistema sanitario nazionale relativo al 2023 scatta una fotografia impietosa di un Paese diviso in due, dove il diritto alla salute sembra dipendere sempre più dal codice postale di residenza.I dati dell’ultimo anno disponibile rivelano che ben otto Regioni non sono risultate adempienti ai Livelli essenziali di assistenza (Lea), mancando la soglia minima di 60 punti in almeno una delle tre macro-aree chiave: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera.Mentre il Veneto e la Toscana si confermano eccellenze nazionali superando i 280 punti totali, il Mezzogiorno arranca sensibilmente. La media nazionale si attesta a 226 punti su 300, ma diverse realtà del Sud non riescono nemmeno a raggiungere quota 200, evidenziando una frattura strutturale che mette a rischio l’equità del sistema universalistico italiano.Le criticità del sistema sono state portate all’attenzione della Commissione Affari costituzionali del Senato da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Durante l’audizione sul DDL per la determinazione dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep), Cartabellotta ha lanciato un monito severo sulla direzione intrapresa dall’esecutivo.Il presidente di Gimbe ha denunciato con fermezza la sovrapposizione tra Lep e Lea operata dal Governo, affermando che questa manovra servirebbe a facilitare il passaggio verso l’autonomia regionale a discapito della coesione nazionale. “La scelta del Governo di equipararli, forzando l’interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, destinata ancor più ad essere un moltiplicatore di diseguaglianze”, ha dichiarato Cartabellotta davanti ai senatori. Secondo la Fondazione, i due parametri non coincidono né sul piano normativo né su quello sostanziale, e la loro equiparazione rischia di istituzionalizzare i divari già esistenti.Tra le regioni in maggiore sofferenza spicca la Calabria, che nel 2023 ha totalizzato appena 177 punti complessivi, restando ben distante dalla sufficienza nazionale. L’analisi del Nuovo sistema di garanzia mostra deficit pesanti in ogni comparto, rendendo la Regione inadempiente agli occhi del monitoraggio ministeriale.Il distacco rispetto alle zone più virtuose del Paese è abissale. Se nella prevenzione collettiva la Calabria ottiene 68 punti, ne perde ben 30 rispetto ai primatisti del Veneto e di Trento. Il dato più critico riguarda però l’assistenza distrettuale, dove il punteggio si ferma a 40, segnando un divario di 56 punti rispetto alle performance venete. Anche sul fronte ospedaliero la situazione rimane complessa, con 69 punti che confermano le difficoltà croniche di un territorio che fatica a garantire i servizi minimi necessari alla popolazione.Trattiamo temi prettamente legati alla nostra regione, la Calabria, cercando di descrivere tutte le realtà della nostra terra, dalla politica al costume. La nostra punta di diamante è un'informazione dettagliata e costante attraverso il sito internetContattaci: calabriadirettanews@gmail.comCalabria Diretta News S.A.S.reg. trib. Cosenza 10/10/2020 n°1816© Copyright Calabria Diretta News - Partita IVA 03595570783 tp:writer§§ Redazione CDN guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402968508630.PDF §---§ title§§ Sanità: Gimbe, nel 2023 Calabria indietro nei Lea, 177 contro una media di 216 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403220708092.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "catanzaroinforma.it" del 14 Jan 2026
Nell''ultimo anno in cui sono disponibili dati è una delle otto regioni non adempienti
pubDate§§ 2026-01-14T10:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403220708092.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403220708092.PDF', 'title': 'catanzaroinforma.it'} tp:url§§ https://www.catanzaroinforma.it/sanita-e-salute/2026/01/14/sanita-gimbe-nel-2023-calabria-indietro-nei-lea-177-contro-una-media-di-216/399863/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403220708092.PDF tp:ocr§§ el 2023 (ultimo anno disponibile) 8 regioni risultano non adempienti ai Lea, i Livelli essenziali di assistenza in sanità, non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera. Inoltre, sommando i punteggi ottenuti nelle tre macro-aree, a fronte di un punteggio medio di 226 punti su 300, esistono divari molto marcati: Veneto e Toscana superano i 280 punti, mentre altre Regioni, tra le quali la Calabria, non raggiungono i 200 punti. E’ quanto ha rilevato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione in Commissione Affari costituzionali del Senato, nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge delega n. 1623 per la determinazione dei Lep. Secondo Cartabellotta, i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) “non coincidono con i Livelli essenziali di assistenza (Lea), né sul piano normativo né su quello sostanziale.La scelta del Governo di equipararli, forzando l’interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, destinata ancor più ad essere un moltiplicatore di diseguaglianze”. In Calabria, in particolare, nel 2023, a fronte di un punteggio medio nazionale di 226 punti, è scritto in una nota, il punteggio totale degli adempimenti della Regione ai Lea è di 177.“La Regione, inadempiente secondo il Nuovo sistema di garanzia – prosegue Gimbe – ha registrato i seguenti punteggi nelle tre aree monitorate (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera): 68 punti per l’area della prevenzione ovvero 30 punti in meno rispetto alla Provincia autonoma di Trento e al Veneto che sono in prima posizione; 40 punti per l’area distrettuale ovvero 56 punti in meno rispetto al Veneto che è in prima posizione; 69 punti per l’area ospedaliera ovvero 28 punti in meno rispetto alla Provincia autonoma di Trento che è in prima posizione”. (ANSA). tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403220708092.PDF §---§ title§§ Sanità, cure essenziali non garantite dappertutto. Gimbe: «Diseguaglianze moltiplicate con l'autonomia differenziata» | Corriere.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403264407653.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "corriere.it" del 14 Jan 2026
Audizione al Senato sul ddl in materia di «Livelli essenziali delle prestazioni»: secondo la Fondazione Gimbe, i LEP sanitari, che non coincidono coi Livelli essenziali di assistenza (LEA), vanno definiti al pari di tutte le altre materie per non legittimare differenze regionali e territoriali già esistenti
pubDate§§ 2026-01-14T08:22:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403264407653.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403264407653.PDF', 'title': 'corriere.it'} tp:url§§ https://www.corriere.it/salute/26_gennaio_14/sanita-cure-essenziali-non-garantite-dappertutto-gimbe-diseguaglianze-moltiplicate-con-l-autonomia-differenziata-e2818d2a-77be-4ed6-8624-ffda636e7xlk.shtml tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403264407653.PDF tp:ocr§§ Cyane Panine, la cameriera morta a Crans: «Non sapeva che il soffitto era pericoloso». Il giro del mondo in barca e la relazione con il «figlioccio» di MorettiSalva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.Audizione al Senato sul ddl in materia di «Livelli essenziali delle prestazioni»: secondo la Fondazione Gimbe, i LEP sanitari, che non coincidono coi Livelli essenziali di assistenza (LEA), vanno definiti al pari di tutte le altre materie per non legittimare differenze regionali e territoriali già esistenti(Getty Images)Proseguono le audizioni in Commissione Affari Costituzionali del Senato sul disegno di legge (1623) per la delega al Governo per la determinazione dei «Livelli essenziali delle prestazioni» (LEP), ovvero prestazioni e servizi, connessi a diritti civili e sociali, che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale in modo uniforme.«I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) non coincidono con i «Livelli essenziali di assistenza» (LEA), né sul piano normativo né su quello sostanziale» ha sottolineato, nel corso dell’audizione, il presidente della Fondazione GIMBE Nino Cartabellotta.Va ricordato che i Lea (ne abbiamo parlato qui) sono l’insieme di prestazioni e servizi sanitari che ogni assistito ha diritto a ricevere dallo Stato, gratuitamente o pagando il ticket se dovuto.Perché Lea e Lep non vanno equiparati? Secondo il dottor Cartabellotta, «la scelta del Governo di equipararli, forzando l’interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, destinata ancor più a essere un moltiplicatore di diseguaglianze. I LEP sanitari devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare, per legge, differenze regionali già oggi inaccettabili, indebolire ulteriormente le Regioni del Mezzogiorno e gravare quelle del Nord con un eccesso di mobilità sanitaria».I LEP, che riguardano tutti i diritti civili e sociali, sono previsti dall’articolo 117 della Costituzione, che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva nel determinarli, anche se molte funzioni sono svolte da Regioni ed enti locali. A oggi i LEP non sono stati definiti, se non in maniera parziale e soltanto in alcuni ambiti.In sanità, secondo la Fondazione Gimbe, «qualsiasi discussione sui LEP non può prescindere da una valutazione delle attuali diseguaglianze regionali nell’erogazione dei LEA».Di fatto, in base all'ultimo monitoraggio ufficiale disponibile (dati riferiti al 2023) del Ministero della Salute, i LEA non sono garantiti dappertutto. Otto Regioni, infatti risultano inadempienti non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera (si legga articolo sotto). Ha evidenziato Cartabellotta nel corso dell’audizione: «Tenendo conto che il Nuovo Sistema di Garanzia fornisce solo un quadro generale sull’adempimento dei LEA ma non misura l’effettiva qualità dell’assistenza erogata né tantomeno l’effettiva esigibilità del diritto costituzionale alla tutela della salute, l’entità delle diseguaglianze regionali e territoriali è largamente sottostimata».Secondo la Fondazione Gimbe, il ddl per la delega al Governo in materia di LEP segna un passaggio «fondamentale per l’attuazione dell’autonomia differenziata». Già durante l’iter legislativo della riforma, la Fondazione GIMBE aveva chiesto di non includere la tutela della salute nell’elenco delle materie trasferibili alle Regioni, perché «destinata a legittimare, per legge, i divari tra Nord e Sud, concretizzando un’inaccettabile violazione del principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini nell’esercitare il diritto alla tutela della salute». Equiparare i Lea e i Lep, secondo la Fondazione Gimbe, è una «forzatura giuridica per accelerare l'iter legislativo. Il DdL 1623 propone di escludere la tutela della salute dalle materie per cui determinare i Lep sostenendo – in base alla sentenza n. 192/2024 della Corte Costituzionale – che in sanità i LEA assolvano già a tale funzione». Una tesi, secondo la Fondazione GIMBE, frutto di «una lettura forzata della giurisprudenza costituzionale, funzionale solo ad accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata». Ha spiegato Cartabellotta: «Nella sentenza, il riferimento ai LEA ha natura meramente esemplificativa, ma non equipara formalmente i LEP sanitari ai LEA, né supera la distinzione terminologica tra i due concetti, perché farlo significherebbe confondere il principio sancito dai LEP con lo strumento operativo rappresentato dai LEA». Secondo Gimbe, i LEP rappresentano un «vincolo costituzionale (la soglia minima uniforme di prestazioni necessarie a rendere effettivi i diritti fondamentali su tutto il territorio nazionale»); i LEA, invece, costituiscono «lo strumento (elenco dettagliato di prestazioni sanitarie con cui perseguire il fine costituzionale dell’uniforme esigibilità del diritto alla tutela della salute)».Un altro nodo centrale, secondo la Fondazione Gimbe, è quello delle risorse. Ha detto Cartabellotta durante l'audizione in Senato: «Il Fabbisogno Sanitario Nazionale è ripartito tra le Regioni in base alla popolazione residente, in parte “pesata” per età. Per finanziare i LEP sanitari, invece, le risorse pubbliche dovrebbero coprire i costi necessari per garantirli in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Vista l’impossibilità di finanziare i costi effettivi dei LEP sanitari con l’attuale disponibilità di risorse, l’Esecutivo rinuncia a definirli e imbocca la scorciatoia di equipararli ai LEA, con il solo scopo di accelerare l’autonomia differenziata». il presidente della Fondazione Gimbe ha poi ricordato: ««In molte aree del Paese già oggi i cittadini non riescono a ottenere servizi e prestazioni sanitarie essenziali in tempi adeguati e sono spesso costretti a spostarsi in altre Regioni per curarsi. Senza la definizione dei LEP sanitari, l’autonomia differenziata non solo non ridurrà questi divari ma li enfatizzerà, rendendoli strutturali e legittimati giuridicamente». Da qui la proposta della Fondazione GIMBE, che ribadisce la «necessità di definire i LEP sanitari».Sanità, la classifica delle regioni secondo il ministero della Salute: Veneto primo, la Lombardia cala. In 8 Regioni livelli essenziali di assistenza non garantitidi Maria Giovanna FaiellaLe cure per tutti: come cambieranno visite, esami, ausili e cosa si potrà richiedere al Servizio sanitario nazionale nel 2025di Maria Giovanna FaiellaCure essenziali, le «pagelle» del ministero della Salute: solo 13 regioni su 21 raggiungono gli standarddi Redazione Salute14 gennaio 2026© RIPRODUZIONE RISERVATACinque persone raccontano in un docufilm il «prima» e il «dopo» del loro arresto cardiacoUn contatto veloce con igiornalisti della redazioneSalute del Corriere della SeraPer usufruire del servizio di domande e risposte de ilMedicoRisponde è necessario essere registrati al sito Corriere.it o a un altro dei siti di RCS Mediagroup.Non ricordi le credenziali?Recupera il tuo accountTi informiamo che con il tuo piano puoi leggere Corriere.it su 1 dispositivo alla voltaQuesto messaggio verrà visualizzato su un altro dispositivo/accesso e tu potrai continuare a leggere le notizie da qui. 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Estratto da pag. 1 di "dayitalianews.com" del 14 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "doctor33.it" del 14 Jan 2026
In audizione al Senato sul Ddl 1623, la Fondazione contesta l’equiparazione tra LEA e LEP in sanità, segnalando disuguaglianze regionali già superiori a 40 punti e criticità di finanziamento
pubDate§§ 2026-01-14T13:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402935408439.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402935408439.PDF', 'title': 'doctor33.it'} tp:url§§ https://www.doctor33.it/articolo/66527/autonomia-differenziata-gimbe-equiparare-lea-e-lep-mantiene-i-divari-regionali tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402935408439.PDF tp:ocr§§ Equiparare i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ai Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) per accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata rischia di cristallizzare le disuguaglianze regionali, indebolire il Mezzogiorno e aumentare la mobilità sanitaria verso il Nord. È la posizione espressa dalla Fondazione GIMBE nel corso dell’audizione presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato sul Disegno di legge delega n. 1623 per la determinazione dei LEP.«I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) non coincidono con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), né sul piano normativo né su quello sostanziale. La scelta del Governo di equipararli, forzando l’interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata», ha dichiarato il presidente Nino Cartabellotta, aggiungendo che «i LEP sanitari devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare per legge differenze regionali già oggi inaccettabili».Secondo la Fondazione, la discussione sui LEP in sanità non può prescindere dalle attuali disuguaglianze nell’erogazione dei LEA. I dati del Nuovo Sistema di Garanzia del Ministero della Salute relativi al 2023 indicano che otto Regioni risultano non adempienti, non raggiungendo la soglia minima in almeno una delle tre macro-aree di valutazione: prevenzione, distrettuale e ospedaliera. A fronte di un punteggio medio nazionale pari a 226 punti su 300, Veneto e Toscana superano i 280 punti, mentre alcune Regioni non raggiungono i 200 punti, in particolare Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise e Sicilia, oltre alla Valle d’Aosta. In ciascuna macro-area il divario tra le Regioni con le migliori e le peggiori performance supera i 40 punti, con criticità più marcate sull’assistenza territoriale e sulla prevenzione.Nel merito giuridico, la Fondazione contesta l’interpretazione della sentenza n. 192/2024 della Corte costituzionale, richiamata nel Ddl 1623 per sostenere che in sanità i LEA assolvano già alla funzione dei LEP. «Il riferimento ai LEA ha natura meramente esemplificativa e non equipara formalmente i LEP sanitari ai LEA, né supera la distinzione terminologica tra i due concetti», ha spiegato Cartabellotta, sottolineando che i LEP rappresentano il vincolo costituzionale, mentre i LEA costituiscono lo strumento operativo.Un ulteriore nodo riguarda il finanziamento. I LEA non sono direttamente finanziati e il Fondo sanitario nazionale viene ripartito alle Regioni prevalentemente in base alla popolazione. Per i LEP, invece, le risorse dovrebbero coprire i costi necessari a garantirli in modo uniforme. «Nessuno oggi è in grado di quantificare in tempi brevi il costo necessario per assicurare in tutto il Paese, ad esempio, pronto soccorso non affollati, tempi di attesa ragionevoli o una rete territoriale funzionante», ha affermato il presidente della Fondazione.Secondo GIMBE, l’equiparazione tra LEA e LEP costituirebbe una scorciatoia per accelerare l’autonomia differenziata, rendendo giuridicamente accettabili le disuguaglianze già esistenti nell’esigibilità del diritto alla tutela della salute. «Il rischio concreto è di proclamare nuovi diritti senza le risorse per garantirli», ha concluso Cartabellotta, segnalando possibili effetti sia sulle Regioni del Mezzogiorno sia su quelle del Nord in termini di ulteriore incremento della mobilità sanitaria.???????????Gli algoritmi relativi alla medicina di emergenza rappresentano una risorsa fondamentale per i professionisti sanitari che, ciascuno nel proprio ambito...L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...Edra, sempre attenta a garantire una formazione completa e adeguata alle esigenze del sistema salute, ha progettato il nuovo corso...Introdurre la Medicina Narrativa nella progettazione dei percorsi di cura. Integrare la narrazione nel sistema cura e nel s istema persona...Inserisci le tue chiavi di accesso tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402935408439.PDF §---§ title§§ SANITA’ DI BASILICATA, ANCORA CATTIVE NOTIZIE. LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (LEA): PEGGIORANO I DATI SULLE CURE DI BASE OFFERTE ALLA POPOLAZIONE. NEL 2023 REGIONE AL 17ESIMO POSTO SU 20. E PEGGIORA LA DIFFERENZA CON IL 2022 (ULTIMA IN ITALIA A – 19). link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402885408947.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "filippomele.blogspot.com" del 14 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "finanza.lastampa.it" del 14 Jan 2026
"I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) non coincidono con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), né sul piano normativo né su quello sostanziale.
pubDate§§ 2026-01-14T11:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402929908240.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402929908240.PDF', 'title': 'finanza.lastampa.it'} tp:url§§ http://finanza.lastampa.it/News/2026/01/14/autonomia-differenziata-in-sanita-gimbe-equiparare-lea-e-lep-e-scorciatoia-per-accelerare-la-legge-/ODFfMjAyNi0wMS0xNF9UTEI tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402929908240.PDF tp:ocr§§ "I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) non coincidono con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), né sul piano normativo né su quello sostanziale. La scelta del Governo di equipararli, forzando l'interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l'attuazione dell'autonomia differenziata, destinata ancor più ad essere un moltiplicatore di diseguaglianze. I LEP sanitari devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare per legge differenze regionali già oggi inaccettabili, indebolire ulteriormente le Regioni del Mezzogiorno e gravare quelle del Nord con un eccesso di mobilità sanitaria". È questo il messaggio centrale portato dal presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, nel corso dell'audizione odierna presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato, nell'ambito dell'esame del Disegno di Legge delega n. 1623 per la determinazione dei LEP.LIVELLI ESSENZIALI DELLE PRESTAZIONI (LEP) – I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) sono l'insieme delle prestazioni e dei servizi che lo Stato deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, per assicurare i diritti civili e sociali fondamentali delle persone indipendentemente dalla Regione o dal Comune di residenza. I LEP sono previsti dall'articolo 117 della Costituzione, che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva nel determinarli, anche se molte funzioni sono svolte da Regioni ed enti locali. I LEP riguardano tutti i diritti civili e sociali, ad esempio: servizi sociali, istruzione, tutela della salute, trasporto pubblico locale, politiche abitative, servizi per l'inclusione sociale e lavorativa. Ad oggi i LEP non sono stati definiti se non in maniera parziale e solo in alcuni ambiti.LE DISEGUAGLIANZE REGIONALI – In sanità qualsiasi discussione sui LEP non può prescindere da una valutazione delle attuali diseguaglianze regionali nell'erogazione dei LEA, ovvero le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o con il pagamento di un ticket. Il monitoraggio ufficiale del Ministero della Salute tramite gli indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) fotografa profonde differenze tra le Regioni. Nel 2023 (ultimo anno disponibile) ben 8 Regioni risultano non adempienti ai LEA non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera. Inoltre, sommando i punteggi ottenuti nelle tre macro-aree, a fronte di un punteggio medio di 226 punti su 300, esistono divari molto marcati: Veneto e Toscana superano i 280 punti, mentre altre Regioni non raggiungono i 200 punti, in particolare nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia) e in Valle d'Aosta (tabella 1). Infine, in ciascuna macro-area, il divario tra le Regioni con le migliori performance e quelle in maggiore difficoltà supera i 40 punti, arrivando in alcune aree a scarti ancora maggiori, con criticità soprattutto sull'assistenza territoriale e sulla prevenzione, concentrate soprattutto al Sud (tabella 2). "Tenendo conto che il NSG fornisce solo un quadro generale sull'adempimento dei LEA – ha evidenziato Cartabellotta – ma non misura l'effettiva qualità dell'assistenza erogata né tantomeno l'effettiva esigibilità del diritto costituzionale alla tutela della salute, l'entità delle diseguaglianze regionali e territoriali è largamente sottostimata". SALUTE E AUTONOMIA DIFFERENZIATA: UNA LINEA ROSSA GIÀ SEGNALATA DA GIMBE – Il DdL 1623 è uno step fondamentale per l'attuazione dell'autonomia differenziata. Nel suo intervento, il Presidente ha ricordato come, già durante l'iter legislativo della riforma, la Fondazione GIMBE avesse richiesto di espungere la tutela della salute dall'elenco delle materie trasferibili alle Regioni, perché destinata a legittimare normativamente i divari tra Nord e Sud, concretizzando un'inaccettabile violazione del principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini nell'esercitare il diritto alla tutela del la salute.LEP = LEA: UNA FORZATURA GIURIDICA PER ACCELERARE L'ITER LEGISLATIVO – Il DdL 1623 propone di escludere la tutela della salute dalle materie per cui determinare i LEP, sostenendo – sulla base della sentenza n. 192/2024 della Corte Costituzionale – che in sanità i LEA assolvano già a tale funzione. Una tesi che, secondo la Fondazione GIMBE, consegue ad una lettura forzata della giurisprudenza costituzionale, funzionale solo ad accelerare l'attuazione dell'autonomia differenziata. "Nella sentenza n. 192/2024 – ha spiegato Cartabellotta – il riferimento ai LEA ha natura meramente esemplificativa, ma non equipara formalmente i LEP sanitari ai LEA, né supera la distinzione terminologica tra i due concetti, perché farlo significherebbe confondere il principio sancito dai LEP con lo strumento operativo rappresentato dai LEA". I LEP rappresentano infatti un vincolo costituzionale: la soglia minima uniforme di prestazioni necessarie a rendere effettivi i diritti fondamentali su tutto il territorio nazionale. I LEA, invece, costituiscono lo strumento: un elenco dettagliato di prestazioni sanitarie con cui perseguire il fine costituzionale dell'uniforme esigibilità del diritto alla tutela della salute.LEA INVECE CHE LEP: DEFINIRE DIRITTI FORMALI, MA NON ESIGIBILI PER MANCANZA DI RISORSE – Un altro nodo centrale è quello del finanziamento perché i LEA non vengono direttamente finanziati. "Il Fabbisogno Sanitario Nazionale (FSN) – ha spiegato Cartabellotta – viene ripartito alle Regioni in base alla popolazione residente, in parte pesata per età. Per finanziare i LEP sanitari, invece, le risorse pubbliche dovrebbero coprire i costi necessari per garantirli in modo uniforme su tutto il territorio nazionale". Tuttavia, oggi nessuno è in grado di quantificare in tempi brevi il costo necessario per assicurare in tutto il Paese, ad esempio, pronto soccorso non affollati, tempi di attesa ragionevoli per esami e visite specialistiche o una rete territoriale funzionante. "E allora – ha commentato il Presidente – vista l'impossibilità di finanziare i costi effettivi dei LEP sanitari con l'attuale disponibilità di risorse, l'Esecutivo rinuncia a definirli e imbocca la scorciatoia di equipararli ai LEA, con il solo scopo di accelerare l'autonomia differenziata. Una scorciatoia che renderebbe giuridicamente accettabili le diseguaglianze regionali nell'esigibilità del diritto alla tutela della salute".LE CONSEGUENZE PER I CITTADINI – "In molte aree del Paese – ha spiegato Cartabellotta – già oggi i cittadini non riescono a ottenere servizi e prestazioni sanitarie essenziali in tempi adeguati e sono spesso costretti a spostarsi in altre Regioni per curarsi. E senza la definizione dei LEP sanitari, l'autonomia differenziata non solo non ridurrà questi divari, ma li enfatizzerà, rendendoli strutturali e legittimati giuridicamente". LA PROPOSTA GIMBE – La Fondazione GIMBE ha ribadito la necessità di definire i LEP sanitari, perché l'equiparazione tra LEA e LEP non poggia su solide basi giuridiche e tecniche e si fonda su una interpretazione forzata della sentenza della Corte costituzionale n. 192/2024 volta ad accelerare l'attuazione dell'autonomia differenziata. "Con questa scorciatoia – ha concluso Cartabellotta – il rischio concreto è di proclamare nuovi diritti senza le risorse per garantirli. Infatti, qualora definiti, i LEP sanitari dovrebbero essere finanziati, ma con l'attuale livello di sottofinanziamento del SSN le risorse sarebbero largamente insufficienti per renderli realmente esigibili dai cittadini. Ma soprattutto questa scelta legittimerebbe normativamente la mancata esigibilità del diritto alla tutela della salute, trasformando l'autonomia differenziata in un moltiplicatore di diseguaglianze. Con ulteriore indebolimento delle Regioni del Mezzogiorno ed effetti boomerang per le Regioni del Nord, che non potranno più gestire l'ulteriore incremento di mobilità sanitaria". tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402929908240.PDF §---§ title§§ Autonomia differenziata in sanità, Gimbe: "Equiparare Lea e Lep è scorciatoia per accelerare la legge" - Economia e Finanza link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402920808265.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "finanza.repubblica.it" del 14 Jan 2026
"I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) non coincidono con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), né sul piano normativo né su quello sostanziale
pubDate§§ 2026-01-14T11:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402920808265.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402920808265.PDF', 'title': 'finanza.repubblica.it'} tp:url§§ https://finanza.repubblica.it/News/2026/01/14/autonomia_differenziata_in_sanita_gimbe_equiparare_lea_e_lep_e_scorciatoia_per_accelerare_la_legge_-81/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402920808265.PDF tp:ocr§§ "I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) non coincidono con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), né sul piano normativo né su quello sostanziale--PARTIAL-- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402920808265.PDF §---§ title§§ Gimbe: “Toscana adempiente sui Livelli essenziali di assistenza con un punteggio di 286” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402905309006.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "firenzedintorni.it" del 14 Jan 2026
“Superiore al dato medio nazionale di 226”
pubDate§§ 2026-01-14T16:39:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402905309006.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402905309006.PDF', 'title': 'firenzedintorni.it'} tp:url§§ https://www.firenzedintorni.it/it/articolo/33076/gimbe-toscana-adempiente-sui-livelli-essenziali-di-assistenza-con-un-punteggio-di-286-superiore-al-dato-medio-nazionale-di-226.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402905309006.PDF tp:ocr§§ In Toscana nel 2023 (ultimo anno disponibile) a fronte di un punteggio medio nazionale di 226 punti, il punteggio totale degli adempimenti della Regione ai Livelli essenziali di assistenza (Lea) è di 286. La Regione è adempiente secondo il Nuovo sistema di garanzia (Nsg)- Lo sottolinea il Gimbe. Nelle tre aree monitorate (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera), si spiega, la Toscana ha ottenuto un punteggio di 95 punti per l'area della prevenzione, 3 punti in meno rispetto alla Provincia autonoma di Trento e al Veneto che sono in prima posizione. Punteggio di 95 punti per l'area distrettuale, un punto in meno rispetto al Veneto che è in prima posizione. Punteggio d i 96 per l'area ospedaliera, con un punto in meno rispetto alla Provincia autonoma di Trento che è in prima posizione. Sponsor Condividi La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni) Attiva i cookies tp:writer§§ Firenze Web Division guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402905309006.PDF §---§ title§§ Giani: “Bella soddisfazione i dati Gimbe sui Lea della Toscana” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402904209007.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "firenzedintorni.it" del 14 Jan 2026
“La Toscana viene confermata al secondo posto in Italia”
pubDate§§ 2026-01-14T16:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402904209007.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402904209007.PDF', 'title': 'firenzedintorni.it'} tp:url§§ https://www.firenzedintorni.it/it/articolo/33077/giani-bella-soddisfazione-i-dati-gimbe-sui-lea-della-toscana-la-toscana-viene-confermata-al-secondo-posto-in-italia.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402904209007.PDF tp:ocr§§ I dati della Fondazione Gimbe "si inquadrano in quello che è il lavoro che facciamo, con le risorse che ci mettiamo, l'efficacia e della competenza dei nostri medici, infermieri, tecnici di laboratorio". Lo ha affermato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, commentando i dati Gimbe sui Livelli essenziali d'assistenza (Lea) resi noti oggi. "La Toscana viene confermata al secondo posto in Italia, ma quello che è significativo è che il distacco dalla prima dal Veneto è solo di due punti", ha sottolineato Giani, a margine di una conferenza stampa a Firenze, per cui "sotto questo aspetto è un segno di buona sanità toscana. Certo sappiamo benissimo che vi sono in tutti i sistemi sanitari gli aspetti positivi e le criticità, ma essere considerati oggi la seconda sanità con solo due punti di distacco da quella che viene considerata la prima è una bella soddisfazione". Sponsor Condividi La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni) Attiva i cookies tp:writer§§ Firenze Web Division guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402904209007.PDF §---§ title§§ Sanità: Toscana ai primi posti per i livelli essenziali di assistenza. Lo certifica il Gimbe link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402897809071.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "firenzepost.it" del 14 Jan 2026
In Toscana nel 2023 (ultimo anno disponibile) a fronte di un punteggio medio nazionale di 226 punti, il punteggio totale degli adempimenti della Regione ai Livelli essenziali di assistenza (Lea) è di 286. La Regione è adempiente secondo il Nuovo sistema di garanzia (Nsg)
pubDate§§ 2026-01-14T17:12:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402897809071.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402897809071.PDF', 'title': 'firenzepost.it'} tp:url§§ https://www.firenzepost.it/2026/01/14/sanita-toscana-ai-primi-posti-per-i-livelli-essenziali-di-assistenza-lo-certifica-il-gimbe/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402897809071.PDF tp:ocr§§ ROMA – In Toscana nel 2023 (ultimo anno disponibile) a fronte di un punteggio medio nazionale di 226 punti, il punteggio totale degli adempimenti della Regione ai Livelli essenziali di assistenza (Lea) è di 286. La Regione è adempiente secondo il Nuovo sistema di garanzia (Nsg).Lo sottolinea il Gimbe, ossia la Fondazione indipendente di diritto privato (Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze) Nelle tre aree monitorate (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera), si spiega, la Toscana ha ottenuto un punteggio di 95 punti per l’area della prevenzione, 3 punti in meno rispetto alla Provincia autonoma di Trento e al Veneto che sono in prima posizione.Punteggio di 95 punti per l’area distrettuale, un punto in meno rispetto al Veneto che è in prima posizione. Punteggio d i 96 per l’area ospedaliera, con un punto in meno rispetto alla Provincia autonoma di Trento che è in prima posizioneIl tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *CommentoNome *Email *Sito webSalva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.Invia commento?Per fornire le migliori esperienze, noi e i nostri partner utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie permetterà a noi e ai nostri partner di elaborare dati personali come il comportamento durante la navigazione o gli ID univoci su questo sito e di mostrare annunci (non) personalizzati. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.Clicca qui sotto per acconsentire a quanto sopra o per fare scelte dettagliate. Le tue scelte saranno applicate solamente a questo sito. È possibile modificare le impostazioni in qualsiasi momento, compreso il ritiro del consenso, utilizzando i pulsanti della Cookie Policy o cliccando sul pulsante di gestione del consenso nella parte inferiore dello schermo. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402897809071.PDF §---§ title§§ Sanità a due velocità: perché le regioni meridionali rischiano di pagare il prezzo più alto dell’autonomia differenziata - Gazzetta del Sud link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403041909360.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "gazzettadelsud.it" del 14 Jan 2026
Con equiparazione Lep-Lea si accelera su autonomia differenziata e disparità fra Regioni
pubDate§§ 2026-01-14T19:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403041909360.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403041909360.PDF', 'title': 'gazzettadelsud.it'} tp:url§§ https://gazzettadelsud.it/articoli/cronaca/2026/01/14/sanita-a-due-velocita-perche-le-regioni-meridionali-rischiano-di-pagare-il-prezzo-piu-alto-dellautonomia-differenziata-7622320c-062d-4c44-8c01-3022e490ad6c/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403041909360.PDF tp:ocr§§ EdizioniSezioniFocusSpecialiCon equiparazione Lep-Lea si accelera su autonomia differenziata e disparità fra Regionidi RedazioneLe ampie differenze nell’assistenza sanitaria tra le diverse Regioni che sono già presenti oggi rischiano di essere perpetuate o ulteriormente aggravate dalla "scelta del Governo" di equiparare i Livelli Essenziali delle Prestazioni (Lea) con i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), "forzando l’interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale».È quanto denuncia il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta nel corso dell’audizione odierna presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega per la determinazione dei Lep.I Livelli Essenziali delle Prestazioni identificano le prestazioni e i servizi che lo Stato deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale: dai servizi sociali all’istruzione fino alla tutela della salute. I Livelli Essenziali di Assistenza sono, invece, le prestazioni e i servizi che il servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini gratuitamente o dietro pagamento del ticket. I primi rappresentano il vincolo costituzionale, mentre i secondi costituiscono lo strumento, precisa Gimbe.La legge delega «si propone di escludere la tutela della salute da quella che sono le materie da cui devono essere determinati i livelli di prestazione, facendo riferimento a una sentenza della Corte Costituzionale», illustra Cartabellotta, secondo cui questa scelta, frutto di una lettura forzata della giurisprudenza costituzionale, «ha il chiaro obiettivo di accelerare l'attuazione dell’autonomia differenziata» ed è «una scorciatoia che renderebbe giuridicamente accettabili le diseguaglianze regionali nell’esigibilità del diritto alla tutela della salute», che oggi sono già molto ampie.Il monitoraggio del ministero della Salute mostra che 8 Regioni non garantiscono i Lea non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera.Inoltre, sommando i punteggi delle tre macro-aree, le differenze tra le Regioni diventano ancora più evidenti: si va da un punteggio superiore ai 280 punti su 300 di Veneto e Toscana a punteggi inferiore a 200 punti in molte Regioni, specie meridionali.Gimbe sottolinea, inoltre, un altro nodo: quello delle risorse. «Per finanziare i Lep sanitari - spiega Cartabellotta - le risorse pubbliche dovrebbero coprire i costi necessari per garantirli in modo uniforme su tutto il territorio nazionale».Tuttavia, «vista l’impossibilità di finanziare i costi effettivi dei Lep sanitari con l’attuale disponibilità di risorse, l'Esecutivo rinuncia a definirli e imbocca la scorciatoia di equipararli ai Lea, con il solo scopo di accelerare l’autonomia differenziata», conclude Cartabellotta.I numeri relativi alla Calabria e alla Sicilia confermano in modo inequivocabile la profondità delle disuguaglianze sanitarie che colpiscono le regioni meridionali. Nel punteggio totale degli adempimenti Lea 2023, la Calabria si colloca nelle ultime posizioni a livello nazionale con 177 punti, mentre la Sicilia segue con 173 punti, entrambe ampiamente al di sotto della soglia di sufficienza fissata dal Nuovo Sistema di Garanzia. Si tratta di valori che le collocano stabilmente nella fascia di maggiore criticità, evidenziata in rosso nella classificazione ufficiale.Entrando nel dettaglio delle tre macro-aree, il quadro diventa ancora più problematico. Nell’area della prevenzione, la Calabria registra 68 punti e la Sicilia scende a 49, uno dei valori più bassi in assoluto tra tutte le Regioni italiane. Questo dato riflette gravi carenze nei programmi di screening, vaccinazione e tutela della salute pubblica, elementi fondamentali per ridurre l’impatto delle patologie evitabili.Anche nell’area distrettuale emergono forti criticità. La Calabria si ferma a 40 punti, m entre la Sicilia raggiunge appena 44 punti, entrambi valori lontanissimi dalla soglia minima di adempienza. Questi punteggi indicano difficoltà strutturali nell’assistenza territoriale, nella medicina di base e nei servizi di prossimità, che rappresentano il primo presidio di cura per i cittadini.Nell’area ospedaliera, sebbene i punteggi risultino leggermente più elevati, la distanza dal resto del Paese resta significativa. La Calabria e la Basilicata si attestano entrambe a 69 punti, mentre la Sicilia raggiunge quota 80, rimanendo comunque sotto i livelli delle Regioni del Centro-Nord. Questo conferma come anche l’assistenza ospedaliera nelle regioni meridionali presenti limiti rilevanti in termini di qualità, accesso e capacità di risposta.Nel complesso, i dati di Calabria e Sicilia mostrano un sistema sanitario che fatica a garantire livelli essenziali di assistenza uniformi, rendendo concreto il rischio che l’equiparazione tra Lep e Lea finisca per cristallizzare queste disuguaglianze. In assenza di un adeguato finanziamento e di un intervento strutturale, il divario tra le regioni meridionali e il resto del Paese rischia non solo di persistere, ma di ampliarsi ulteriormente.3Oggi in edicolaPrima paginaCaricamento commentiCommenta la notiziaS.E.S. Società Editrice Sud S.p.A. C.F. e P.I. 00072240831Copyright 2023 - Tutti i diritti riservati tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403041909360.PDF §---§ title§§ Prevenzione sanitaria, Liguria in fondo alla classifica. I numeri della Fondazione Gimbe diventano un caso politico .com link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402943408359.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "genovaquotidiana.com" del 14 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "giornaledicalabria.it" del 14 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "giornalelavoce.it" del 14 Jan 2026
Con l’equiparazione tra Lep e Lea il diritto alla salute cambia volto
pubDate§§ 2026-01-14T17:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402898909070.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402898909070.PDF', 'title': 'giornalelavoce.it'} tp:url§§ https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/665591/sanita-a-due-velocita-la-denuncia-di-gimbe-lautonomia-differenziata-passa-dalla-pelle-dei-pazienti.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402898909070.PDF tp:ocr§§ Le diseguaglianze nell’accesso alle cure sanitarie tra le Regioni italiane, già oggi profonde, rischiano non solo di essere confermate ma addirittura aggravate da una precisa scelta politica del Governo. È l’allarme lanciato dalla Fondazione Gimbe nel corso dell’audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, dove il presidente Nino Cartabellotta ha duramente criticato l’equiparazione tra Livelli Essenziali delle Prestazioni (Lep) e Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) prevista dal disegno di legge delega in esame.Secondo Cartabellotta, questa operazione avverrebbe «forzando l’interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale» e avrebbe un obiettivo chiaro: «accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata», trasformando di fatto le diseguaglianze territoriali in una condizione giuridicamente accettabile. Una scorciatoia che, denuncia Gimbe, rischia di colpire direttamente l’esigibilità del diritto alla tutela della salute, già oggi profondamente diversa da Regione a Regione.NINO CARTABELLOTTA - GIMBEIl punto centrale sta nella distinzione tra Lep e Lea. I Livelli Essenziali delle Prestazioni rappresentano le prestazioni e i servizi che lo Stato è costituzionalmente tenuto a garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, dai servizi sociali all’istruzione fino alla tutela della salute. I Livelli Essenziali di Assistenza, invece, indicano le prestazioni sanitarie che il Servizio sanitario nazionale deve fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o con il pagamento del ticket. I Lep costituiscono dunque il vincolo costituzionale, mentre i Lea sono lo strumento operativo. Una distinzione che, secondo Gimbe, la legge delega tende a svuotare.Nel dettaglio, Cartabellotta spiega che la legge delega «si propone di escludere la tutela della salute da quella che sono le materie da cui devono essere determinati i livelli di prestazione, facendo riferimento a una sentenza della Corte Costituzionale». Una lettura che il presidente di Gimbe definisce forzata e funzionale a un disegno politico preciso, perché «ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata» ed è «una scorciatoia che renderebbe giuridicamente accettabili le diseguaglianze regionali nell’esigibilità del diritto alla tutela della salute».I numeri, del resto, raccontano una sanità già oggi profondamente diseguale. Il monitoraggio del Ministero della Salute evidenzia che otto Regioni non garantiscono i Lea, non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree fondamentali: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Se poi si sommano i punteggi delle tre aree, il divario diventa ancora più netto. Si passa da oltre 280 punti su 300 di Veneto e Toscana a valori inferiori ai 200 punti in numerose Regioni, soprattutto del Mezzogiorno.A questo scenario si aggiunge un nodo cruciale, quello delle risorse economiche. «Per finanziare i Lep sanitari – spiega Cartabellotta – le risorse pubbliche dovrebbero coprire i costi necessari per garantirli in modo uniforme su tutto il territorio nazionale». Ma la realtà, secondo Gimbe, è ben diversa. «Vista l’impossibilità di finanziare i costi effettivi dei Lep sanitari con l’attuale disponibilità di risorse, l’Esecutivo rinuncia a definirli e imbocca la scorciatoia di equipararli ai Lea, con il solo scopo di accelerare l’autonomia differenziata», conclude il presidente della Fondazione.Una denuncia che mette al centro una questione di fondo: il rischio che la sanità italiana smetta di essere un diritto universale garantito dallo Stato e diventi sempre più un servizio condizionato dal luogo in cui si vive. Quattro milioni per i pro-vita, zero per i bisogni reali: il welfare ideologico della giunta Cirio Nel bilancio 2026 tornano 940 mila euro al Fondo Vita Nascente e riemerge la Stanza dell’ascolto al Sant’Anna. Le opposizioni attaccano: soldi pubblici usati per propaganda antiabortista mentre consultori e servi zi sociali restano al palo Dal Canavese all'ONU: gli studenti del Carlo Botta di Ivrea delegati delle Nazioni Unite per tre giorni Undici istituti coinvolti nella simulazione Imun ospitata dalla Città metropolitana. Il liceo Carlo Botta tra le scuole protagoniste Energy drink ai minori, l’allarme arriva in Consiglio regionale: il Pd chiede regole, prevenzione e un cambio di passo Laura Pompeo sollecita la Giunta: “Non è una moda, ma un tema di sanità pubblica. Servono misure urgenti e coordinate” tp:writer§§ Manuel Cartosio guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402898909070.PDF §---§ title§§ Gimbe, Sicilia sotto la media nazionale sui Livelli essenziali di assistenza sanitaria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403206807973.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilsicilia.it" del 14 Jan 2026
L''Isola ha un punteggio di 173 nei Livelli essenziali di assistenza (Lea)
pubDate§§ 2026-01-14T10:08:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403206807973.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403206807973.PDF', 'title': 'ilsicilia.it'} tp:url§§ https://ilsicilia.it/gimbe-sicilia-sotto-la-media-nazionale-sui-livelli-essenziali-di-assistenza-sanitaria/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403206807973.PDF tp:ocr§§ Cronache localiIl NetworkLa Conferenza stampa a Palazzo d’Orleans.Nuova puntata di Bar Sicilia a Catania. con il presidente dell’ArsLa 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionaleVi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.Copyright © ilSicilia | aut. Tribunale di Palermo n.11 del 29/09/2015 Editore: Mercurio Comunicazione Soc. Coop. A.R.L.Direttore Editoriale: Maurizio ScaglioneDirettore Responsabile: Maria Calabresep.zza Sant’Oliva, 9 – 90141 – Palermo – 091335557P.IVA: 06334930820Mercurio Comunicazione Società Cooperativa a r.l. è iscritta al Registro degli Operatori di Comunicazione al numero 26988Sito gestito da La Digitale srl – info@ladigitale.it tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403206807973.PDF §---§ title§§ Gimbe: equiparare Lea e Lep scorciatoia per accelerare l’autonomia delle Regioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403210607991.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilsole24ore.com" del 14 Jan 2026
I Livelli essenziali delle prestazioni devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare differenze sul territorio inaccettabili
pubDate§§ 2026-01-14T10:17:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403210607991.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403210607991.PDF', 'title': 'ilsole24ore.com'} tp:url§§ https://www.ilsole24ore.com/art/gimbe-equiparare-lea-e-lep-scorciatoia-accelerare-l-autonomia-regioni-AItxWgr tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403210607991.PDF tp:ocr§§ ServizioServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùAudizioneGimbe: equiparare Lea e Lep scorciatoia per accelerare l’autonomia delle RegioniI Livelli essenziali delle prestazioni devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare differenze sul territorio inaccettabilidi Redazione Salute14 gennaio 20263' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.comI punti chiaveCosa sono i Livelli essenziali delle prestazioni Le diseguaglianze regionali Salute e autonomia differenziataI diritti non esigibili per mancanze di risorseAscolta la versione audio dell'articolo3' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.com“I Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) non coincidono con i Livelli essenziali di assistenza (Lea), né sul piano normativo né su quello sostanziale. La scelta del Governo di equipararli, forzando l’interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, destinata ancor più ad essere un moltiplicatore di diseguaglianze”. Lo ha detto il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nel corso di un’audizione alla commissione Affari costituzionali del Senato, nell’ambito dell’esame del Disegno di legge delega n. 1623 per la determinazione dei Lep. “I Lep sanitari - ha aggiunto - devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare per legge differenze regionali già oggi inaccettabili, indebolire ulteriormente le Regioni del Mezzogiorno e gravare quelle del Nord con un eccesso di mobilità sanitaria”.Cosa sono i Livelli essenziali delle prestazioni I Lep sono l’insieme delle prestazioni e dei servizi che lo Stato deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, per assicurare i diritti civili e sociali fondamentali delle persone indipendentemente dalla Regione o dal Comune di residenza. Sono previsti dall’articolo 117 della Costituzione, che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva nel determinarli, anche se molte funzioni sono svolte da Regioni ed enti locali. I Lep riguardano tutti i diritti civili e sociali, ad esempio: servizi sociali, istruzione, tutela della salute, trasporto pubblico locale, politiche abitative, servizi per l’inclusione sociale e lavorativa. Ad oggi tali livelli non sono stati definiti se non in maniera parziale e solo in alcuni ambiti.Loading...Le diseguaglianze regionali In sanità qualsiasi discussione sui Lep non può prescindere da una valutazione delle attuali diseguaglianze regionali nell’erogazione dei Lea, ovvero le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o con il pagamento di un ticket. Il monitoraggio ufficiale del ministero della Salute tramite gli indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) fotografa profonde differenze tra le Regioni. Nel 2023 (ultimo anno disponibile) ben 8 Regioni risultano non adempienti ai Lea non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera. “Tenendo conto che il NSG fornisce solo un quadro generale sull’adempimento dei LEA – ha evidenziato Cartabellotta – ma non misura l’effettiva qualità dell’assistenza erogata né tantomeno l’effettiva esigibilità del diritto costituzionale alla tutela della salute, l’entità delle diseguaglianze regionali e territoriali è largamente sottostimata”.Salute e autonomia differenziataIl DdL 1623 è uno step fondamentale per l’attuazione dell’autonomia differenziata. Nel suo intervento, Cartabellotta ha ricordato come, già durante l’iter legislativo della riforma, la Fondazione Gimbe avesse richiesto di espungere la tutela della salute dall’elenco delle materie trasferibili alle Regioni, perché destinata a legittimare normativamente i divari tra Nord e Sud, concretizzando un’inaccettabile violazione del pr incipio costituzionale di uguaglianza dei cittadini nell’esercitare il diritto alla tutela della salute.NewsletterSanità24, la newsletter sul settore sanitarioScopri di piùPROMO ABBONAMENTO1 anno di abbonamento al Sole a 69€!Accesso illimitato al sito de Il Sole 24 OreScopri di piùIl DdL 1623 propone di escludere la tutela della salute dalle materie per cui determinare i Lep, sostenendo – sulla base della sentenza n. 192/2024 della Corte Costituzionale – che in sanità i Lea assolvano già a tale funzione. “Nella sentenza n. 192/2024 – ha spiegato Cartabellotta – il riferimento ai Lea ha natura meramente esemplificativa, ma non equipara formalmente i Lep sanitari ai Lea, né supera la distinzione terminologica tra i due concetti, perché farlo significherebbe confondere il principio costituzionale sancito dai Lep con lo strumento operativo rappresentato dai Lea”.I diritti non esigibili per mancanze di risorseUn altro nodo centrale è quello del finanziamento perché i Lea non vengono direttamente finanziati. “Il Fabbisogno sanitario nazionale (FSN) – ha spiegato Cartabellotta – viene ripartito alle Regioni in base alla popolazione residente, in parte pesata per età. Per finanziare i LEP sanitari, invece, le risorse pubbliche dovrebbero coprire i costi necessari per garantirli in modo uniforme su tutto il territorio nazionale”. Tuttavia, oggi nessuno è in grado di quantificare in tempi brevi il costo necessario per assicurare in tutto il Paese, ad esempio, pronto soccorso non affollati, tempi di attesa ragionevoli per esami e visite specialistiche o una rete territoriale funzionante. “E allora – ha concluso il presidente Gimbe – vista l’impossibilità di finanziare i costi effettivi dei LEP sanitari con l’attuale disponibilità di risorse, l’Esecutivo rinuncia a definirli e imbocca la scorciatoia di equipararli ai LEA, con il solo scopo di accelerare l’autonomia differenziata. Una scorciatoia che renderebbe giuridicamente accettabili le diseguaglianze regionali nell’esigibilità del diritto alla tutela della salute”.Riproduzione riservata ©ArgomentisaluteCorte CostituzionaleServizio Sanitario NazionaleFondazione GimbeSenatoLoading... tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403210607991.PDF §---§ title§§ Gimbe: equiparare Lea e Lep scorciatoia per accelerare l’autonomia delle Regioni - Il Sole 24 ORE link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403219708102.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ilsole24ore.com" del 14 Jan 2026
I Livelli essenziali delle prestazioni devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare differenze sul territorio inaccettabili
pubDate§§ 2026-01-14T10:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403219708102.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403219708102.PDF', 'title': 'ilsole24ore.com'} tp:url§§ https://www.ilsole24ore.com/art/gimbe-equiparare-lea-e-lep-scorciatoia-accelerare-l-autonomia-regioni-AItxWgr tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403219708102.PDF tp:ocr§§ Ascolta la versione audio dell'articolo3' di letturaEnglish VersionTranslated by AI.For feedback, please contact english@ilsole24ore.com“I Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) non coincidono con i Livelli essenziali di assistenza (Lea), né sul piano normativo né su quello sostanziale. La scelta del Governo di equipararli, forzando l’interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, destinata ancor più ad essere un moltiplicatore di diseguaglianze”. Lo ha detto il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nel corso di un’audizione alla commissione Affari costituzionali del Senato, nell’ambito dell’esame del Disegno di legge delega n. 1623 per la determinazione dei Lep. “I Lep sanitari - ha aggiunto - devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare per legge differenze regionali già oggi inaccettabili, indebolire ulteriormente le Regioni del Mezzogiorno e gravare quelle del Nord con un eccesso di mobilità sanitaria”.Cosa sono i Livelli essenziali delle prestazioni I Lep sono l’insieme delle prestazioni e dei servizi che lo Stato deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, per assicurare i diritti civili e sociali fondamentali delle persone indipendentemente dalla Regione o dal Comune di residenza. Sono previsti dall’articolo 117 della Costituzione, che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva nel determinarli, anche se molte funzioni sono svolte da Regioni ed enti locali. I Lep riguardano tutti i diritti civili e sociali, ad esempio: servizi sociali, istruzione, tutela della salute, trasporto pubblico locale, politiche abitative, servizi per l’inclusione sociale e lavorativa. Ad oggi tali livelli non sono stati definiti se non in maniera parziale e solo in alcuni ambiti.Loading...Le diseguaglianze regionali In sanità qualsiasi discussione sui Lep non può prescindere da una valutazione delle attuali diseguaglianze regionali nell’erogazione dei Lea, ovvero le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o con il pagamento di un ticket. Il monitoraggio ufficiale del ministero della Salute tramite gli indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) fotografa profonde differenze tra le Regioni. Nel 2023 (ultimo anno disponibile) ben 8 Regioni risultano non adempienti ai Lea non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera. “Tenendo conto che il NSG fornisce solo un quadro generale sull’adempimento dei LEA – ha evidenziato Cartabellotta – ma non misura l’effettiva qualità dell’assistenza erogata né tantomeno l’effettiva esigibilità del diritto costituzionale alla tutela della salute, l’entità delle diseguaglianze regionali e territoriali è largamente sottostimata”.Salute e autonomia differenziataIl DdL 1623 è uno step fondamentale per l’attuazione dell’autonomia differenziata. Nel suo intervento, Cartabellotta ha ricordato come, già durante l’iter legislativo della riforma, la Fondazione Gimbe avesse richiesto di espungere la tutela della salute dall’elenco delle materie trasferibili alle Regioni, perché destinata a legittimare normativamente i divari tra Nord e Sud, concretizzando un’inaccettabile violazione del principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini nell’esercitare il diritto alla tutela della salute.NewsletterSanità24, la newsletter sul settore sanitarioScopri di piùPROMO ABBONAMENTO1 anno di abbonamento al Sole a 69€!Accesso illimitato al sito de Il Sole 24 OreScopri di piùIl DdL 1623 propone di escludere la tutela della salute dalle materie per cui determinare i Lep, sostenendo – sulla base della sentenza n. 192/2024 della Corte Costituzionale – che in sanità i Lea assolvano già a tale funzione. “Nella sentenza n. 192/2024 – ha spiegato Cartabellotta – il riferimento ai Lea ha natura meramente esemplificativa, ma non equipara formalmente i Lep sanitari ai Lea, né supera la distinzione terminologica tra i due concetti, perché farlo significherebbe confondere il principio costituzionale sancito dai Lep con lo strumento operativo rappresentato dai Lea”.I diritti non esigibili per mancanze di risorseUn altro nodo centrale è quello del finanziamento perché i Lea non vengono direttamente finanziati. “Il Fabbisogno sanitario nazionale (FSN) – ha spiegato Cartabellotta – viene ripartito alle Regioni in base alla popolazione residente, in parte pesata per età. 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Estratto da pag. 1 di "immediato.net" del 14 Jan 2026
Secondo il report della Fondazione Gimbe sul 2023, la Regione è “adempiente” nel nuovo sistema di garanzia ed è l’unica del Sud nella top ten nazionale
pubDate§§ 2026-01-14T11:51:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402921108264.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402921108264.PDF', 'title': 'immediato.net'} tp:url§§ https://www.immediato.net/2026/01/14/sanita-la-puglia-tra-le-prime-dieci-regioni-italiane-per-i-lea-e-prima-al-sud/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402921108264.PDF tp:ocr§§ Home - Sanità, la Puglia tra le prime dieci regioni italiane per i Lea: è prima al SudLa Puglia entra tra le prime dieci regioni italiane per il rispetto dei Lea, i livelli essenziali di assistenza. A certificarlo è la Fondazione Gimbe, che nel suo ultimo report nazionale, riferito al 2023, definisce la Regione “adempiente” secondo il nuovo sistema di garanzia.Un risultato che colloca la Puglia al decimo posto della classifica nazionale, unica regione del Mezzogiorno a rientrare tra le prime dieci.Dall’analisi emerge che la Puglia ha ottenuto un punteggio complessivo pari a 228, risultato della somma delle valutazioni raggiunte in tre macro-aree fondamentali del sistema sanitario. Il report Gimbe sottolinea come questo punteggio consenta alla Regione di rientrare pienamente tra quelle considerate adempienti nel garantire i livelli essenziali di assistenza ai cittadini.Nell’area della prevenzione collettiva e della sanità pubblica, la Puglia ha totalizzato 74 punti, collocandosi all’undicesimo posto a livello nazionale. Un risultato che evidenzia margini di miglioramento, ma che contribuisce in maniera significativa al giudizio complessivo positivo espresso dalla Fondazione.Per quanto riguarda l’assistenza distrettuale, la Puglia ha ottenuto 69 punti. Il dato la pone a 27 punti di distanza dal Veneto, regione capolista in questa specifica area, ma conferma comunque una performance sufficiente a garantire l’adempienza complessiva ai Lea.È nell’area dell’assistenza ospedaliera che la Puglia registra uno dei risultati più rilevanti, con 85 punti che le valgono il nono posto nella graduatoria nazionale. Un dato che contribuisce in maniera determinante al posizionamento della Regione nella top ten italiana.Nella classifica complessiva, la Puglia si colloca al decimo posto, con un distacco di circa 60 punti rispetto alla capolista Veneto. Un risultato che assume un valore ancora più significativo se si considera che è l’unica regione del Sud Italia a figurare tra le prime dieci per adempienza sui Lea, secondo l’analisi della Fondazione Gimbe.Droni e accertamenti escludono l’origine extraterrestre del boato e del bagliore: indagini in corso sulla violenta deflagrazioneQuotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714Copyright © 2023Copyright © 2024 tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402921108264.PDF §---§ title§§ Diritti proclamati, cure negate: l’allarme GIMBE sulla sanità nell’era dell’autonomia differenziata link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402964708604.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "insalutenews.it" del 14 Jan 2026
Bologna, 14 gennaio 2026 - “I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) non coincidono con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), né sul piano normativo né su quello sostanziale. La scelta del Governo di equipararli, forzando l’interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, destinata ancor più ad
pubDate§§ 2026-01-14T14:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402964708604.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402964708604.PDF', 'title': 'insalutenews.it'} tp:url§§ https://www.insalutenews.it/in-salute/diritti-proclamati-cure-negate-lallarme-gimbe-sulla-sanita-nellera-dellautonomia-differenziata/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=diritti-proclamati-cure-negate-lallarme-gimbe-sulla-sanita-nellera-dellautonomia-differenziata tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402964708604.PDF tp:ocr§§ Bologna, 14 gennaio 2026 – “I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) non coincidono con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), né sul piano normativo né su quello sostanziale. La scelta del Governo di equipararli, forzando l’interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, destinata ancor più ad essere un moltiplicatore di diseguaglianze. I LEP sanitari devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare per legge differenze regionali già oggi inaccettabili, indebolire ulteriormente le Regioni del Mezzogiorno e gravare quelle del Nord con un eccesso di mobilità sanitaria”.È questo il messaggio centrale portato dal Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione odierna presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato, nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge delega n. 1623 per la determinazione dei LEP.Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP)I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) sono l’insieme delle prestazioni e dei servizi che lo Stato deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, per assicurare i diritti civili e sociali fondamentali delle persone indipendentemente dalla Regione o dal Comune di residenza. I LEP sono previsti dall’articolo 117 della Costituzione, che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva nel determinarli, anche se molte funzioni sono svolte da Regioni ed enti locali.I LEP riguardano tutti i diritti civili e sociali, ad esempio: servizi sociali, istruzione, tutela della salute, trasporto pubblico locale, politiche abitative, servizi per l’inclusione sociale e lavorativa. Ad oggi i LEP non sono stati definiti se non in maniera parziale e solo in alcuni ambiti.Le diseguaglianze regionaliDott. Nino CartabellottaIn sanità qualsiasi discussione sui LEP non può prescindere da una valutazione delle attuali diseguaglianze regionali nell’erogazione dei LEA, ovvero le prestazioni e i servizi che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o con il pagamento di un ticket. Il monitoraggio ufficiale del Ministero della Salute tramite gli indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) fotografa profonde differenze tra le Regioni.Nel 2023 (ultimo anno disponibile) ben 8 Regioni risultano non adempienti ai LEA non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera. Inoltre, sommando i punteggi ottenuti nelle tre macro-aree, a fronte di un punteggio medio di 226 punti su 300, esistono divari molto marcati: Veneto e Toscana superano i 280 punti, mentre altre Regioni non raggiungono i 200 punti, in particolare nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia) e in Valle d’Aosta.Infine, in ciascuna macro-area, il divario tra le Regioni con le migliori performance e quelle in maggiore difficoltà supera i 40 punti, arrivando in alcune aree a scarti ancora maggiori, con criticità soprattutto sull’assistenza territoriale e sulla prevenzione, concentrate soprattutto al Sud.“Tenendo conto che il NSG fornisce solo un quadro generale sull’adempimento dei LEA – ha evidenziato Cartabellotta – ma non misura l’effettiva qualità dell’assistenza erogata né tantomeno l’effettiva esigibilità del diritto costituzionale alla tutela della salute, l’entità delle diseguaglianze regionali e territoriali è largamente sottostimata”.Salute e autonomia differenziata: una linea rossa già segnalata da GIMBEIl DdL 1623 è uno step fondamentale per l’attuazione dell’autonomia differenziata. Nel suo intervento, il Presidente ha ricordato come, già durante l’iter legislativo della riforma, la Fondazione GIMBE avesse richiesto di espungere la tutela della salute dall’elenco delle materie trasferibili alle Regioni, perché destinata a legittimare normativamente i divari tra Nord e Sud, concretizza ndo un’inaccettabile violazione del principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini nell’esercitare il diritto alla tutela della salute.LEP = LEA: una forzatura giuridica per accelerare l’iter legislativoIl DdL 1623 propone di escludere la tutela della salute dalle materie per cui determinare i LEP, sostenendo – sulla base della sentenza n. 192/2024 della Corte Costituzionale – che in sanità i LEA assolvano già a tale funzione. Una tesi che, secondo la Fondazione GIMBE, consegue ad una lettura forzata della giurisprudenza costituzionale, funzionale solo ad accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata.“Nella sentenza n. 192/2024 – ha spiegato Cartabellotta – il riferimento ai LEA ha natura meramente esemplificativa, ma non equipara formalmente i LEP sanitari ai LEA, né supera la distinzione terminologica tra i due concetti, perché farlo significherebbe confondere il principio sancito dai LEP con lo strumento operativo rappresentato dai LEA”.I LEP rappresentano infatti un vincolo costituzionale: la soglia minima uniforme di prestazioni necessarie a rendere effettivi i diritti fondamentali su tutto il territorio nazionale. I LEA, invece, costituiscono lo strumento: un elenco dettagliato di prestazioni sanitarie con cui perseguire il fine costituzionale dell’uniforme esigibilità del diritto alla tutela della salute.LEA invece che LEP: definire diritti formali, ma non esigibili per mancanza di risorseUn altro nodo centrale è quello del finanziamento perché i LEA non vengono direttamente finanziati. “Il Fabbisogno Sanitario Nazionale (FSN) – ha spiegato Cartabellotta – viene ripartito alle Regioni in base alla popolazione residente, in parte pesata per età. Per finanziare i LEP sanitari, invece, le risorse pubbliche dovrebbero coprire i costi necessari per garantirli in modo uniforme su tutto il territorio nazionale”.Tuttavia, oggi nessuno è in grado di quantificare in tempi brevi il costo necessario per assicurare in tutto il Paese, ad esempio, pronto soccorso non affollati, tempi di attesa ragionevoli per esami e visite specialistiche o una rete territoriale funzionante.“E allora – ha commentato il Presidente – vista l’impossibilità di finanziare i costi effettivi dei LEP sanitari con l’attuale disponibilità di risorse, l’Esecutivo rinuncia a definirli e imbocca la scorciatoia di equipararli ai LEA, con il solo scopo di accelerare l’autonomia differenziata. Una scorciatoia che renderebbe giuridicamente accettabili le diseguaglianze regionali nell’esigibilità del diritto alla tutela della salute”.Le conseguenze per i cittadini“In molte aree del Paese – ha spiegato Cartabellotta – già oggi i cittadini non riescono a ottenere servizi e prestazioni sanitarie essenziali in tempi adeguati e sono spesso costretti a spostarsi in altre Regioni per curarsi. E senza la definizione dei LEP sanitari, l’autonomia differenziata non solo non ridurrà questi divari, ma li enfatizzerà, rendendoli strutturali e legittimati giuridicamente”.La proposta GIMBELa Fondazione GIMBE ha ribadito la necessità di definire i LEP sanitari, perché l’equiparazione tra LEA e LEP non poggia su solide basi giuridiche e tecniche e si fonda su una interpretazione forzata della sentenza della Corte costituzionale n. 192/2024 volta ad accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata.“Con questa scorciatoia – ha concluso Cartabellotta – il rischio concreto è di proclamare nuovi diritti senza le risorse per garantirli. Infatti, qualora definiti, i LEP sanitari dovrebbero essere finanziati, ma con l’attuale livello di sottofinanziamento del SSN le risorse sarebbero largamente insufficienti per renderli realmente esigibili dai cittadini. Ma soprattutto questa scelta legittimerebbe normativamente la mancata esigibilità del diritto alla tutela della salute, trasformando l’autonomia differenziata in un moltiplicatore di diseguaglianze. Con ulteriore indebolimento delle Regioni del Mezzogiorno ed effetti boomerang per le Region i del Nord, che non potranno più gestire l’ulteriore incremento di mobilità sanitaria”. tp:writer§§ insalutenews.it guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402964708604.PDF §---§ title§§ Perché interi reparti di ospedali italiani rischiano di non avere infermieri adeguati link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403269207669.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "irpimedia.irpi.eu" del 14 Jan 2026
La crisi dei reparti di dicembre all’ospedale San Raffaele di Milano spiegata in quattro passaggi. Che si possono ripetere altrove. I casi dell’ospedale di Oglio Po (Cr) e della Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo (Fg)
pubDate§§ 2026-01-14T08:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403269207669.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403269207669.PDF', 'title': 'irpimedia.irpi.eu'} tp:url§§ https://irpimedia.irpi.eu/crisi-carenza-infermieri-ospedali/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=crisi-carenza-infermieri-ospedali tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403269207669.PDF tp:ocr§§ IrpiMediaPeriodico indipendente di giornalismo d'inchiesta14.01.26Francesca CicculliAntonia FerriArgomenti correlatiTra il 5 e il 6 dicembre 2025, all’ospedale San Raffaele di Milano, un intero reparto ha smesso di funzionare. Al terzo piano del padiglione Iceberg – il polo di medicina per le cure intensive – il personale infermieristico fornito da una cooperativa esterna, l’Auxilium Care Scarl, si è infatti rivelato inadeguato a gestire pazienti critici.Secondo le denunce arrivate alla procura di Milano, un infermiere ha riferito di essere al suo primo turno in quel reparto, dove non aveva mai fatto affiancamento. Non sapeva dove fossero i farmaci e non era in grado di caricare gli esami sul sistema informatico.Nelle mail interne il personale dell’ospedale parla anche di farmaci somministrati con dosaggi dieci volte superiori a quelli prescritti che hanno creato una situazione «estremamente pericolosa per i pazienti». Quella notte la direzione sanitaria ha dovuto bloccare gli accessi al reparto dal pronto soccorso e ha trasferito i pazienti altrove.Francesco Galli, l’amministratore unico dell’ospedale, si è dimesso. Al suo posto è stato nominato Marco Centenari, affiancato da Alberto Zangrillo. «In qualità di amministratore – ha dichiarato Centenari in un comunicato diramato il 10 dicembre 2025 – mi sono immediatamente attivato affinché venissero adottate tutte le ulteriori misure utili a rafforzare i presidi organizzativi e di controllo e sarà mia responsabilità evitare che mai più si verifichino episodi che possano creare un minimo disagio ai nostri pazienti».La procura di Milano, intanto, ha aperto un’indagine dopo le relazioni di Nas, squadra mobile e ispettorato del lavoro, ancora senza ipotesi di reato né indagati.Quanto accaduto al San Raffaele rischia però di ripetersi anche altrove. Il caos di quella notte è il punto di arrivo prevedibile di una crisi che attraversa la sanità italiana, secondo una sequenza ormai consolidata: la carenza strutturale di infermieri – ne mancherebbero almeno 65mila – aggravata da scelte aziendali che spingono il personale esperto alle dimissioni; l’esternalizzazione a cooperative come soluzione d’emergenza; il ricorso a personale straniero inserito senza formazione adeguata. IrpiMedia ha verificato che questi quattro passaggi sono già in corso in altri ospedali italiani, pubblici e privati convenzionati, candidati a replicare il collasso del San Raffaele.Il primo passaggio riguarda tutta l’Europa che affronta una crisi della professione infermieristica. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel 2022 ha definito la situazione una «bomba a orologeria».Guardando all’Italia, i limiti alla spesa per il personale e l’assenza di programmazione avevano già da tempo svuotato gli organici, poi il Covid ha innescato il crollo delle iscrizioni a Scienze infermieristiche e la fuga dei professionisti in burnout verso il settore privato, la libera professione o l’estero. Secondo l’Amsi, gli infermieri hanno subito il 60 per cento delle oltre 26mila aggressioni al personale sanitario nel 2025. Meno personale significa peggioramento della qualità delle cure e turni estenuanti per chi resta, senza stipendi adeguati né carriera.Lo stipendio medio lordo di un infermiere è di 32.400 euro l’anno, tremila euro sotto la media dei dipendenti pubblici statali (35.350 euro) e ben sotto i 39.800 della media Ocse per il personale infermieristico.Gli stipendi medi degli infermieri nelle regioni italianeStipendio medio lordo annuo per regione in Italia. Il grafico mostra le differenze territoriali nei livelli retributivi, evidenziando la media nazionale e il divario tra le regioni del Nord e quelle del SudIrpiData | Dati: Ministero dell’Economia e delle Finanze 2022 | Creato con: FlourishL’Italia ha 6,9 infermieri ogni mille abitanti contro la media Ocse di 9,2, secondo l’ultimo rapporto Ocse Health at a Glance 2025. Le Regioni che hanno adottato un piano di rientro – lo strumento di risanamento imposto a chi ha accumulato deficit sanitari – mostrano quasi tutte personale infermieristico sotto la media nazionale.Rapporto infermieri/abitanti in EuropaIl grafico confronta la dotazione di personale infermieristico per 1.000 abitanti nei Paesi Ocse tra il 2013 e 2023, evidenziando differenze significative tra i Paesi e l’evoluzione nel tempo della disponibilità di infermieriIrpiData | Dati: Rapporto Health at Glance 2025 Ocse | Creato con: FlourishNon stupiscono i numeri dell’abbandono. Tra 2022 e 2024, oltre 33mila infermieri si sono cancellati dall’albo per pensionamenti, migrazioni, decessi e soprattutto abbandoni volontari. Nel triennio 2020-2022, 16.192 hanno lasciato spontaneamente il Servizio sanitario nazionale (Ssn) secondo la Fondazione Gimbe.L’Amsi ha stimato che nel 2025 sono stati seimila gli infermieri — italiani o stranieri non è specificato — che hanno lasciato l’Italia, con un incremento del 33 per cento rispetto all’anno precedente.Le Regioni più colpite dall’esodo sono quelle con i maggiori carichi assistenziali e organizzativi, dove il malessere professionale si è tradotto più spesso nella scelta di valutare opportunità fuori dall’Italia. Le più interessate sono Lazio, Lombardia, Veneto, Piemonte e Campania. La destinazione preferita per chi parte sono i Paesi del Golfo, che offrirebbero contratti migliori.Accedi alla community di lettori MyIrpiRegala l’adesione a MyIrpi+e ricevi in omaggio la nostra T-shirt IrpiMedia.Diventa una fonte.Con IrpiLeaks puoi comunicare con noi in sicurezza.Un trend che non viene compensato dall’ingresso di nuove leve: in Italia, i laureati in Scienze infermieristiche sono solo 17 ogni 100mila abitanti, il valore più basso tra i maggiori Paesi Ocse. Nell’anno accademico 2025-2026 le domande di accesso ai corsi di laurea sono state inferiori ai posti disponibili.Alle cause strutturali della fuga degli infermieri dagli ospedali si aggiungono le scelte delle direzioni ospedaliere per risanare perdite ormai croniche, soprattutto nel privato convenzionato.Tra il 2019 e il 2023 i costi operativi dei principali ospedali convenzionati italiani sono stati pari al 96 per cento dei ricavi. A queste strutture resta solo il 4 per cento di margine di guadagno.«Ormai vanno tutti in pareggio di bilancio», afferma Alberto Ricci, coordinatore dell’Osservatorio sulle aziende e il sistema sanitario italiano (Oasi) e dell’Osservatorio sanità privata accreditata (Ospa) del Centro ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale dell’università Bocconi (Cergas). Nei principali gruppi della sanità privata accreditata, i costi del personale sono stabili al 34 per cento del loro fatturato.Tuttavia, stretti nella morsa tra i ricavi bloccati e i costi in esplosione, molti ospedali hanno individuato nel cambio di contratto, da pubblico a privato, una leva di risparmio.Al San Raffaele «dal 2020 ci hanno imposto il contratto Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) della sanità privata al posto di quello pubblico, con differenze retributive importanti verso il basso», spiega a IrpiMedia Margherita Napoletano, coordinatrice del sindacato Cub. «In quel reparto (nel terzo Iceberg, ndr) c’era già una carenza di organico. E invece di assumere più infermieri, si continuava a non sostituire chi si dimetteva, rendendo le condizioni di lavoro insostenibili», aggiunge. «È chiaro che gli infermieri si guardano intorno: ci sono molti concorsi pubblici aperti».In meno di un anno, 150 infermieri su 1.350 hanno lasciato l’ospedale. Tra questi, sedici del terzo Iceberg dimessi tra settembre e novembre 2025. Il cambio di contratto porterebbe in teoria un risparmio. Un infermiere neoassunto nel Ssn costa 24-27mila euro lordi annui, fino a 35-40mila con anzianità e turni, mentre con il contratto Aiop – scaduto da sette anni – si parte da 22-25mila euro. Differenza: 3-8mila euro l’anno a infermiere.Per il San Raffaele, con circa 1.300 infermieri, il risparmio teorico è 3,9-10,4 milioni annui. Però, per coprire i buchi di organico, il San Raffaele affida a cooperative esterne il servizio infermieristico. Nel bilancio 2024 la voce di spesa per impiegare medici e infermieri esterni era di 56 milioni di euro. Fino a qualche anno fa, al contrario, molti grandi ospedali privati convenzionati applicavano il contratto pubblico per attrarre più personale. Per il decreto 502 del 1992 poi, le strutture come gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), incluso il San Raffaele, devono adottare regolamenti equipollenti a quelli pubblici. Il motivo è duplice.Da un lato, è una questione di accreditamento: per ricevere rimborsi dal Ssn, accedere a finanziamenti pubblici e fondi europei per la formazione, questi ospedali devono garantire standard identici al pubblico. Personale incluso. Dall’altro, è una questione di equità: se eroghi servizi pubblici come concessionario del Ssn, non puoi pagare i tuoi infermieri meno di quelli della struttura pubblica.Il privato convenzionato viene però rimborsato dal Ssn a prestazione: più interventi e visite si eseguono e più si guadagna, ma entro i tetti di spesa stabiliti dalle Regioni, che restano fissi da anni, mentre i costi aumentano. Questo significa che, per quanto possano cercare di contenere i costi, gli ospedali privati convenzionati hanno assottigliato il loro margine di profitto, passato dal 5,4 per cento del 2019 al 3,7 per cento del 2023. Infatti i costi per beni e servizi con l’emergenza Covid sono aumentati, mentre i rimborsi del Ssn per le prestazioni eseguite da questi ospedali sono rimasti bloccati. Tra marzo e maggio 2020, gli ospedali privati convenzionati hanno dovuto bloccare l’attività ordinaria – ricoveri programmati, chirurgia, ambulatori – per convertire i reparti in aree Covid. Al San Raffaele l’attività chirurgica è crollata del 90 per cento, i ricoveri extraregionali del 40 per cento, con conseguenze significative sui ricaviA questo si aggiungono i costi dei dispositivi di protezione comprati d’urgenza a prezzi gonfiati, le assunzioni straordinarie di personale, le indennità e i premi, e il potenziamento delle terapie intensive. Infine l’inflazione sull’energia del 2022 ha dato il colpo finale. Risultato: molti ospedali vanno in pareggio o in perdita. Nel 2019 il Gruppo San Donato perde un milione investendo 46,5 milioni per l’ospedale Galeazzi Mind, nell’area dove nel 2015 si è svolta l’Expo di Milano. Il San Raffaele vede la perdita moltiplicarsi per sette: da 2,1 milioni (2018) a 14,4 milioni (2019). Colpa di una delibera regionale che introduce tetti di spesa retroattivi per i casi di alta complessità e per i pazienti che arrivano da fuori regione, esattamente le fonti di ricavo su cui l’Irccs basa il suo modello economico.Nel 2020 la perdita del gruppo è di 163 milioni di euro. Il colpo principale arriva da un’operazione finanziaria, ovvero la fusione per incorporazione della società Eurocotec, che genera un disavanzo di 147 milioni. La proprietà taglia allora i costi più facili da ridurre, quelli sul personale, scegliendo il contratto Aiop, per essere «in modo da avere condizioni pari a quelle dei diretti competitor», come si legge nella nota di bilancio del 2020.I conti del biennio 2021-2022 restano in rosso (-5,5 e -13,8 milioni). Nel 2023 le operazioni finanziarie degli anni precedenti permettono di registrare un utile straordinario di 379 milioni di euro, principalmente grazie all’incasso di dividendi dalle società controllate. Viene poi perfezionata l’acquisizione della maggioranza del gruppo polacco American Heart of Poland. Nel 2024 il gruppo consolida un utile di 25,4 milioni, il San Raffaele è in attivo di 5,8 milioni di euro, ma c’è un prezzo da pagare: l’esodo di infermieri.2019: -1 milione € per il Gruppo San Donato a causa di un investimento di 46,5 milioni per l’ospedale Galeazzi Mind.Il San Raf faele moltiplica la sua perdita per sette (da 2,1 a 14,4 milioni). Causa: delibera regionale che introduce tetti di spesa retroattivi sui pazienti complessi e provenienti da altre Regioni.2020: -163 milioni € per il Gruppo San DonatoCrollo dovuto al Covid e a un’operazione finanziaria.La fusione di Eurocotec produce disavanzo di 147 milioni. Una ristrutturazione societaria nel momento peggiore.Taglio costi personale: passaggio a contratto Aiop per allinearsi ai competitor diretti.2021: -5,5 milioni € per il GruppoAncora in rosso. Periodo di consolidamento post-crisi.2022: -13,8 milioni € per il GruppoPerdite aumentate. Ultimo anno in perdita.2023: +379 milioni € per il San DonatoLa svolta arriva dalla distribuzione dei dividendi delle aziende controllate dal Gruppo.Espansione internazionale: acquisizione della maggioranza di American Heart of Poland.2024: +25,4 milioni € per il GruppoConsolidamento della ripresa. Ritorno a stabilità economica sostenibile.Anche il San Raffaele torna in utile (5,8 milioni), ma inizia l’esodo di infermieri.L’evoluzione finanziaria dal 2019 al 2024 del Gruppo San Donato e dell’Ospedale San Raffaele di Milano2019-1 milione € per il Gruppo San Donato a causa di un investimento di 46,5 milioni per l’ospedale Galeazzi Mind.Il San Raffaele moltiplica la sua perdita per sette (da 2,1 a 14,4 milioni). Causa: delibera regionale che introduce tetti di spesa retroattivi sui pazienti complessi e provenienti da altre Regioni.2020-163 milioni € per il Gruppo San Donato. Crollo dovuto al Covid e a un’operazione finanziariaLa fusione di Eurocotec produce disavanzo di 147 milioni: una ristrutturazione societaria nel momento peggiore.Taglio costi personale: passaggio a contratto Aiop per allinearsi ai competitor diretti.2021-5,5 milion € per il Gruppo San Donato.Ancora in rosso. Periodo di consolidamento post-crisi.2022-13,8 milioni € per il Gruppo San Donato.Perdite aumentate. Ultimo anno in perdita.2023+379 milioni € per il Gruppo San Donato.La svolta arriva dalla distribuzione dei dividendi delle aziende controllate dal Gruppo.Espansione internazionale: acquisizione della maggioranza di American Heart of Poland.2024+25,4 milioni € per il Gruppo San Donato.Consolidamento della ripresa. Ritorno a stabilità economica sostenibile.Anche il San Raffaele torna in utile (5,8 milioni), ma inizia l’esodo di infermieri.«Grandi ospedali come il San Raffaele fanno più fatica a stare in equilibrio», dice Ricci. «La sanità privata accreditata ospedaliera con vocazione generalista è obiettivamente in difficoltà» perché «se pago il personale di meno per risparmiare, le persone giustamente vanno via», continua Ricci.La nota di bilancio del 2020 del San Raffaele ammette infatti che l’ospedale «fatica a competere con il settore pubblico a causa del differenziale retributivo» tra il contratto Aiop e quello pubblico. Nelle relazioni sulla gestione del 2023 e del 2024, il Gruppo San Donato scrive che la «carenza del personale medico ed infermieristico ha impattato moderatamente la capacità operativa del gruppo».Stesse difficoltà alla Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo (Foggia). L’ospedale gestito dalla fondazione omonima e di proprietà del Vaticano è il più grande del Sud Italia con 900 posti letto e 2.500 dipendenti e tra il 2018 e il 2024 ha accumulato per una serie di cause concatenate un buco di quasi 100 milioni di euro. Tra 2018 e 2024 sono infatti calati del 15,9 per cento i ricoveri mentre aumentavano i debiti verso il personale: 36,7 milioni di euro a fine 2023 per arretrati contrattuali e incentivi mai pagati. L’ospedale, inoltre, gestiva internamente attività non sanitarie – parcheggi, periodici, case per esercizi spirituali, aziende agricole – che bruciavano liquidità invece di pro durla.Per non fallire, ha dovuto ricorrere a un’operazione contabile sofisticata: l’adozione dei principi Ipsas, che ha permesso di iscrivere a bilancio il valore dell’usufrutto gratuito trentennale dell’immobile ospedaliero, valutato 97 milioni di euro. Tecnicamente il patrimonio è passato in positivo. Nella realtà serve un piano quinquennale (2024-2029) con passaggio al contratto Aiop dal marzo 2026. I sindacati denunciano opacità totale: «Senza accesso ai conti è impossibile verificare se il deficit giustifichi un cambio così drastico», dice Giuseppe Giampietro di Nursind.La Fondazione che gestisce l’ospedale opera come ente di diritto canonico vaticano e, come diverse fonti giornalistiche riportano negli anni, sarebbe tenuta a pubblicare i propri bilanci. La struttura è infatti accreditata con il Ssn e integrata nel sistema pubblico. Ma, sul suo sito, riporta documenti parziali – il piano strategico 2024-2029 e i finanziamenti pubblici ricevuti – rendendo l’accesso ai dati poco trasparente.La previsione anche in questo caso è scontata: «Una fuga del personale sanitario, non solo verso il nord, ma anche verso altre strutture che applicano il contratto nazionale», sostiene Giampietro. Difficilmente compensabile con nuove assunzioni, perché «le condizioni offerte dall’ospedale di San Giovanni Rotondo sono nettamente peggiori rispetto al resto del mercato, anche della stessa regione». I rischi sono concreti: «Compromissione della continuità assistenziale, ridimensionamento dell’offerta sanitaria, chiusura di reparti strategici con ricadute dirette sulla sicurezza delle cure».Di fronte all’abbandono degli infermieri, la soluzione più rapida per gli ospedali diventa esternalizzare. Per contenere i costi del personale, semplificare la gestione e assicurare un numero fisso di professionisti sempre presente, le strutture affidano anche interi reparti a cooperative esterne che forniscono i professionisti. Questo meccanismo – diffuso nel privato convenzionato e nel pubblico – non richiede concorsi pubblici né lunghe selezioni e permette di tamponare la fuga senza offrire condizioni contrattuali migliori. Ma, come abbiamo visto con il caso San Raffaele, non si tratta di un risparmio per l’ospedale, quanto più di «una scelta obbligata a tappare i buchi», commenta Alberto Ricci.All’ospedale pubblico Oglio Po, parte dell’Azienda socio-sanitaria territoriale (Asst) di Cremona, dal primo dicembre 2025 la cooperativa Società Dolce fornisce gli infermieri che gestiscono 24 posti letto del reparto di Medicina. L’Asst, infatti, può assumere solo il 40 per cento dei professionisti che servirebbero per garantire il turnover. Dalle università escono al massimo 50 nuovi infermieri all’anno e non tutti restano sul territorio. L’Oglio Po è un ospedale periferico nato dall’unificazione di tre altri presidi oltre trent’anni fa. È il più piccolo dell’Asst di Cremona, in una posizione geografica poco attrattiva per i lavoratori.Anche per questo, come racconta a IrpiMedia Luca Dall’Asta, segretario generale della Fp Cgil Cremona, l’ospedale ha vissuto una «montagna russa» di chiusure e riaperture. Prima il punto nascite e la ginecologia. Poi nel 2018 una grave carenza di anestesisti (14 sui 43 necessari) ha condotto a un calo dei ricoveri in chirurgia e segnato un punto di crisi nel bilancio dell’ospedale, che ha perso, nel solo reparto, mezzo milione di euro di ricavi, determinando l’accorpamento di chirurgia e ortopedia con riduzione dei posti letto. Infine, la cardiologia ha subito trasformazioni continue per mancanza di personale. «I pochi medici e infermieri che c’erano ce li siamo fatti scappare», ammette Dall’Asta. Quando la fuga ha coinvolto anche il reparto di Medicina nel 2022, la soluzione dell’Asst è stata aderire al bando di gara degli Spedali Civili di Brescia. «Gli Spedali fanno una gara per affidare servizi o reparti. L’Asst si aggancia e fa suo il bando», spiega il sindacalista. Non indice quindi una gara autonoma, ma affida il servizio allo stesso ente trovato dalla struttura sanitaria di Brescia, cioè appunto la cooperativa sociale Società Dolce di Bologna. «Quando un servizio pubblico diventa terreno d’appalto, significa resa di un bene comune», commenta Dall’Asta.A IrpiMedia l’Asst di Cremona precisa: «Noi non siamo come il San Raffaele. L’esperienza dell’Oglio Po è incomparabile. Noi non abbiamo mai lasciato infermieri delle cooperative da soli in reparto. Li abbiamo integrati nell’organico esistente, che ancora sta lavorando al loro fianco. Non hanno mai lavorato da soli, e non abbiamo mai avuto incidenti di nessun tipo». Al Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro e al Policlinico San Marco di Zingonia l’unità di riabilitazione post-acuzie (50 posti letto) e la chirurgia (40 posti letto) sono affidate alla cooperativa Auxilium Scarl, la stessa protagonista della crisi del San Raffaele. Entrambi gli ospedali appartengono al Gruppo San Donato, come lo stesso San Raffaele.«Anziché interrogarsi sulle ragioni che spingono la fuoriuscita di professionisti dalle proprie strutture, i vertici dell’azienda hanno trovato la soluzione: ci manca personale, tamponiamo con una cooperativa», commenta Andrea Bettinelli della Fp Cgil di Bergamo.L’esternalizzazione non porta tagli significativi alle spese, ma vantaggi organizzativi. A risentirne sono invece i lavoratori. Dalle ore di lavoro, che per i lavoratori delle cooperative sono 38 alla settimana, mentre per i dipendenti pubblici 36; alle ferie, che vengono stabilite in ore nelle cooperative, 165 all’anno, mentre nel pubblico variano dai 26 ai 30 giorni per i neoassunti, a seconda se il lavoro dell’infermiere durante l’anno è spalmato su cinque o sei giorni settimanali. Nei salari la differenza è di quasi 400 euro al mese: nel passaggio dal contratto pubblico a quello delle cooperative si crea dumping contrattuale: stesse mansioni, stipendi inferiori, meno garanzie.Tuttavia, come già scritto, l’esternalizzazione non sempre implica un risparmio per gli ospedali. Durante il Covid, l’Asst di Cremona ha speso oltre 814mila euro in un solo anno solo per personale interinale. La Casa sollievo della sofferenza nel 2024 ha invece assunto direttamente gli Oss che prima aveva esternalizzato, proprio per risparmiare.L’esternalizzazione dell’intero servizio infermieristico rappresenta una caduta per gli stipendi e i conseguenti diritti dei lavoratori. A guadagnarci sono le cooperative, che ricavano profitto dai presidi del Ssn senza dotare gli infermieri di pari condizioni lavorative. Ma anche loro risentono della carenza cronica di infermieri. Con le università vuote e la migrazione verso l’estero dei professionisti italiani la manodopera scarseggia per tutti. La soluzione percorribile è quella di attrarre forza lavoro straniera. Secondo le stime di Amsi, a fine 2025 le strutture sanitarie italiane hanno richiesto circa 14.400 professionisti sanitari di origine straniera. Più di 5.200 infermieri. Sempre secondo un’analisi dell’osservatorio, circa la metà degli infermieri stranieri che oggi lavorano in Italia – che sono 43.600 – sono professionisti in deroga: ovvero, coloro che, arrivati a partire dall’emergenza pandemica, sono stati autorizzati a esercitare la professione senza iscriversi all’Ordine professioni infermieristiche (Opi) e senza passare dalla verifica ministeriale dei titoli di studio. Sono le Regioni a svolgere il controllo dei requisiti professionali, in modo autonomo e in tempi più brevi.Questa sospensione è stata prorogata fino al 31 dicembre 2027. Gli infermieri in deroga, però, non possono essere assunti direttamente dagli ospedali pubblici o convenzionati, perché per la partecipazione ai concorsi è necessaria l’iscrizione all’Opi. Finiscono quindi per essere assunti dalle cooperative, spesso tramite agenzie interinali.Il secondo problema è che questi infermieri spesso non sanno la lingua, perché l’esame di italiano – obbligatorio per l’iscrizione all’ordine – è anch’esso nel limbo della deroga. Non sempre, inoltre, hanno la stessa formazione degli infermieri italiani. Tecnologie, monte ore di studio e pratica variano tra Stati. Infermieri provenienti dal Perù, dal Paraguay e dall’Argentina hanno testimoniato a IrpiMedia come nei loro Paesi il lavoro dell’infermiere sia per lo più amministrativo e implichi molte meno responsabilità a livello sanitario. Serve un affiancamento adeguato, di cui i colleghi italiani — già ridotti al minimo — sono incaricati. Non sempre riuscendo a comprendersi, data la comunicazione in due lingue diverse.Una somma di ostacoli che se non affrontata è capace di trasformarsi in un caos come quello dei primi di dicembre al San Raffaele. Nella situazione attuale, i quattro passaggi – la carenza degli infermieri, la crisi degli ospedali, l’esternalizzazione e l’arrivo di infermieri stranieri non sempre qualificati – sono tessere di un domino in equilibrio precario. Da una parte gli ospedali indeboliti, dall’altra le cooperative che accrescono la loro presenza all’interno del Servizio sanitario nazionale.Contattati da IrpiMedia, Auxilium Care non ha voluto rilasciare dichiarazioni finché ci sono indagini in corso. Non hanno invece risposto la cooperativa Società Dolce e la Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo.Le inchieste e gli eventi di IrpiMedia sono anche su WhatsApp. Clicca qui per iscriverti e restare sempre aggiornat*. Ricordati di scegliere “Iscriviti” e di attivare le notifiche.Lorenzo BodreroL’ospedale San Raffaele di Milano © Gabriel Bouys/GettyIrpiMedia è una testata registrata al Tribunale di Milano n. 13/2020.IRPI | Investigative Reporting Project Italy | Associazione di promozione sociale | C.F. 94219220483I contenuti di questo sito sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale 4.0 Internazionale. tp:writer§§ Gabriele Ciraolo guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403269207669.PDF §---§ title§§ Autonomia differenziata e sanità, Gimbe: «associare Lep e Lea è solo una scorciatoria» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402942008381.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "italiaoggi.it" del 14 Jan 2026
L’attuazione prevedere la determinazione dei LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) per le materie che li richiedono
pubDate§§ 2026-01-14T12:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402942008381.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402942008381.PDF', 'title': 'italiaoggi.it'} tp:url§§ https://www.italiaoggi.it/economia-e-politica/attualita/autonomia-differenziata-e-sanita-gimbe-associare-lep-e-lea-e-solo-una-scorciatoria-gaz44kwh tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402942008381.PDF tp:ocr§§ Perchè l’autonomia differenziata sia reale il percorso è ancora lungo. L’attuazione prevedere la determinazione dei LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) per le materie che li richiedono. Al 14 gennaio 2026, l'autonomia differenziata (Legge 86/2024 o "Legge Calderoli") è in una fase di attuazione normativa complessa, segnata dal recente stop al referendum abrogativo e dalle sentenze della Corte Costituzionale. Il Ministro Roberto Calderoli ha ribadito però che l'iter per l'autonomia prosegue, con l'obiettivo di definire i costi standard e le risorse necessarie per le regioni richiedenti (come Veneto e Lombardia). In merito ai Lep si è legiferato anche nel decreto Milleproroghe che ha spostato ufficialmente al 31 dicembre 2026 il termine ultimo per concludere l'attività istruttoria volta alla determinazione dei LEP. Inizialmente previsti per la fine del 2025, i tempi tecnici e politici necessari per definire standard minimi di servizio uguali per tutto il Paese hanno richiesto un ulteriore anno di lavoro. Come procede l’autonomia Le intese tra Stato e Regioni devono essere giustificate dal principio di sussidiarietà. È stato chiarito che il trasferimento di competenze può avvenire solo dopo la determinazione dei LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) per le materie che li richiedono. Cosa sono i Lep? differenza Lep e Lea I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) non coincidono con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), né sul piano normativo né su quello sostanziale, spiega la fondazione Gimbe. I LEP sono l’insieme delle prestazioni e dei servizi che lo Stato deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, per assicurare i diritti civili e sociali fondamentali delle persone indipendentemente dalla Regione o dal Comune di residenza. I livelli essenziali sono previsti dall’articolo 117 della Costituzione, che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva nel determinarli, anche se molte funzioni sono svolte da Regioni ed enti locali. Nella materia della tutela della salute che rientra appunto nei livelli essenziali ci sono delle sovrapposizioni con i LEA. Nello specifico, la tutela della salute nell'ambito dei LEP comprende tre grandi aree di prestazioni che lo Stato deve garantire in modo uniforme: Prevenzione collettiva e sanità pubblica Assistenza distrettuale come assistenza primaria, emergenza sanitaria territoriale o assistenza sociosanitaria e salute mentale. Assistenza ospedaliera, quindi le prestazioni erogate durante il ricovero Autonomia e Lep: la proposta di equipararli con i Lea «La scelta del Governo di equipararli, forzando l’interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, destinata ancor più ad essere un moltiplicatore di diseguaglianze» si legge nell’audizione del presidente Gimbe, Nino Cartabellotta, in Senato. «I LEP sanitari devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare per legge differenze regionali già oggi inaccettabili, indebolire ulteriormente le Regioni del Mezzogiorno e gravare quelle del Nord con un eccesso di mobilità sanitaria». Disugualianze regionali In sanità qualsiasi discussione sui LEP non può prescindere da una valutazione delle attuali diseguaglianze regionali nell’erogazione delle prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o con il pagamento di un ticket. Il monitoraggio ufficiale del Ministero della Salute tramite gli indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) fotografa profonde differenze tra le Regioni. Nel 2023 (ultimo anno disponibile) ben 8 Regioni risultano non adempienti ai LEA non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera. Inoltre, sommando i punteggi ottenuti nelle tre macro-aree, a fronte d i un punteggio medio di 226 punti su 300, esistono divari molto marcati: Veneto e Toscana superano i 280 punti, mentre altre Regioni non raggiungono i 200 punti, in particolare nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia) e in Valle d’Aosta. Infine, in ciascuna macro-area, il divario tra le Regioni con le migliori performance e quelle in maggiore difficoltà supera i 40 punti, arrivando in alcune aree a scarti ancora maggiori, con criticità soprattutto sull’assistenza territoriale e sulla prevenzione, concentrate soprattutto al Sud. (riproduzione riservata)Maria Mantero Redazione Digital Mail tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402942008381.PDF §---§ title§§ Autonomia differenziata e sanità, Gimbe: «associare Lep e Lea è solo una scorciatoia» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402869408787.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "italiaoggi.it" del 14 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "lacnews24.it" del 14 Jan 2026
Otto Regioni non raggiungono la soglia minima. In audizione al Senato, Nino Cartabellotta avverte: «La scelta del governo di equipararli con i Lep accelera l’autonomia differenziata e rischia di ampliare le diseguaglianze territoriali
pubDate§§ 2026-01-14T11:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402921208269.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402921208269.PDF', 'title': 'lacnews24.it'} tp:url§§ https://www.lacnews24.it/sanita/sanita-calabria-indietro-nei-lea-gimbe-nel-2023-punteggio-totale-a-177-su-300-divari-sanitari-sempre-piu-marcati-pb52trqf tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402921208269.PDF tp:ocr§§ Nel 2023 (ultimo anno disponibile) 8 regioni risultano non adempienti ai Lea, i Livelli essenziali di assistenza in sanità, non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera. Inoltre, sommando i punteggi ottenuti nelle tre macro-aree, a fronte di un punteggio medio di 226 punti su 300, esistono divari molto marcati: Veneto e Toscana superano i 280 punti, mentre altre Regioni, tra le quali la Calabria, non raggiungono i 200 punti. È quanto ha rilevato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nel corso dell'audizione in Commissione Affari costituzionali del Senato, nell'ambito dell'esame del Disegno di Legge delega n. 1623 per la determinazione dei Lep. Secondo Cartabellotta, i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) «non coincidono con i Livelli essenziali di assistenza (Lea), né sul piano normativo né su quello sostanziale. La scelta del Governo di equipararli, forzando l'interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l'attuazione dell'autonomia differenziata, destinata ancor più ad essere un moltiplicatore di diseguaglianze». In Calabria, in particolare, nel 2023, a fronte di un punteggio medio nazionale di 226 punti, è scritto in una nota, il punteggio totale degli adempimenti della Regione ai Lea è di 177. «La Regione, inadempiente secondo il Nuovo sistema di garanzia - prosegue Gimbe - ha registrato i seguenti punteggi nelle tre aree monitorate (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera): 68 punti per l'area della prevenzione ovvero 30 punti in meno rispetto alla Provincia autonoma di Trento e al Veneto che sono in prima posizione; 40 punti per l'area distrettuale ovvero 56 punti in meno rispetto al Veneto che è in prima posizione; 69 punti per l'area ospedaliera ovvero 28 punti in meno rispetto alla Provincia autonoma di Trento che è in prima posizione». tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402921208269.PDF §---§ title§§ Sanità, Sardegna in affanno: il report di Gimbe certifica il divario con le regioni virtuose – I DATI - La Nuova Sardegna link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402959408647.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lanuovasardegna.it" del 14 Jan 2026
I numeri del ministero fotografano la situazione delle Regioni su tre macro aree
pubDate§§ 2026-01-14T14:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402959408647.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402959408647.PDF', 'title': 'lanuovasardegna.it'} tp:url§§ https://www.lanuovasardegna.it/regione/2026/01/14/news/sanita-sardegna-in-affanno-il-report-di-gimbe-certifica-il-divario-con-le-regioni-virtuose-i-dati-1.100817161 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402959408647.PDF tp:ocr§§ I numeri del ministero della Salute sui Livelli essenziali di assistenza raccontano una Sardegna in difficoltà sul fronte sanitario, che viaggia lontana rispetto alle regioni più performanti della Penisola. Nel 2023, ultimo anno disponibile, il punteggio medio nazionale complessivo raggiunge quota 226 punti su 300. Nel report di Gimbe, la Sardegna si ferma invece a soli 192 punti. Il dato complessivo è la sintesi di tre aree chiave. Nella prevenzione collettiva nella sanità pubblica l’isola totalizza 65 punti, ben 33 in meno rispetto alle regioni che guidano la classifica (provincia autonoma di Trento e Veneto).La musica non cambia per quanto l’assistenza distrettuale, il livello che dovrebbe garantire prossimità di cure nel territorio: qui la Sardegna ottiene 67 punti, 29 in meno rispetto al Veneto, primo in classifica. Il dato più critico emerge invece per quando riguarda l’area ospedaliera. Con 60 punti la Sardegna si colloca al penultimo posto a livello nazionale, accumulando uno scarto di 37 punti sulla autonoma di Trento, che guida questo indicatore. SpecialeArcipelago SardegnaSpecialeUna città e le sue storie tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402959408647.PDF §---§ title§§ Sanità e cure tra Lea e Lep: per Gimbe si rischia un effetto boomerang link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402917809127.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lapresse.it" del 14 Jan 2026
L''analisi di Nino Cartabellotta nel corso dell’audizione in Commissione Affari Costituzionali del Senato su Lea e Lep.
pubDate§§ 2026-01-14T17:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402917809127.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402917809127.PDF', 'title': 'lapresse.it'} tp:url§§ https://www.lapresse.it/salute/sanita/2026/01/14/sanita-e-cure-tra-lea-e-lep-per-gimbe-si-rischia-un-effetto-boomerang/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402917809127.PDF tp:ocr§§ Accesso ArchiviUltima oraHome > Salute > Sanità > Sanità e cure tra Lea e Lep: per Gimbe si rischia un effetto boomerangL’analisi di Nino Cartabellotta nel corso dell’audizione in Commissione Affari Costituzionali del Senato su Lea e Lep.Le parole contano, anche in sanità. Occhio dunque a equiparare Lea e Lep: il pericolo è quello di “indebolire ulteriormente le Regioni del Mezzogiorno e gravare quelle del Nord, con un eccesso di mobilità sanitaria” complicato da gestire. Il monito arriva dal presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione in ommissione Affari Costituzionali del Senato. Al centro dell’attenzione dei senatori il Disegno di Legge delega n. 1623 per la determinazione dei Lep. Un tema tecnico, in effetti. Ma le conseguenze delle scelte sono piuttosto concrete per i cittadini in cerca di cure. Vediamo meglio di che si tratta.I Livelli Essenziali delle Prestazioni o Lep sono prestazioni e servizi che lo Stato deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, per assicurare i diritti civili e sociali fondamentali delle persone indipendentemente dalla Regione o dal Comune di residenza. Previsti dall’articolo 117 della Costituzione, riguardano tutti i diritti civili e sociali come istruzione, tutela della salute, trasporto pubblico locale, politiche abitative, servizi per l’inclusione sociale e lavorativa. Se ne avete sentito parlare poco, è perché i Lep finora non sono stati definiti se non in maniera parziale e solo in alcuni ambiti.In sanità qualsiasi discussione sui Lep non può prescindere da una valutazione delle attuali diseguaglianze regionali nell’erogazione dei Lea, ovvero le prestazioni e i servizi che il Ssn è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o con il pagamento di un ticket. Sul fronte dei Livelli essenziali di assistenza il quadro è più chiaro. Nel 2023 – stando al monitoraggio del ministero della Salute – ben 8 Regioni risultano non adempienti ai Lea in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera. Inoltre esistono divari molto marcati e a soffrire è il Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia) ma anche la Valle d’Aosta. Il tema è quello dell’autonomia differenziata: il DdL 1623 propone di escludere la tutela della salute dalle materie per cui determinare i Lep sostenendo – sulla base della sentenza n. 192/2024 della Corte Costituzionale – che in sanità i Lea assolvano già a tale funzione.Attenzione però a “confondere il principio sancito dai Lep con lo strumento operativo rappresentato dai Lea”, ammonisce Cartabellotta. “In molte aree del Paese già oggi i cittadini non riescono a ottenere servizi e prestazioni sanitarie essenziali in tempi adeguati e sono spesso costretti a spostarsi in altre Regioni per curarsi. Senza la definizione dei Lep sanitari, l’autonomia differenziata non solo non ridurrà questi divari, ma li enfatizzerà, rendendoli strutturali e legittimati giuridicamente”.Per il battagliero presidente Gimbe “il rischio concreto è di proclamare nuovi diritti senza le risorse per garantirli. Ma, soprattutto, questa scelta legittimerebbe la mancata esigibilità del diritto alla tutela della salute, trasformando l’autonomia differenziata in un moltiplicatore di diseguaglianze. Con effetti boomerang anche per le Regioni del Nord, che non potranno più gestire l’ulteriore incremento di mobilità sanitaria”. Ovvero l’arrivo di pazienti in cerca di cure.Viaggiare per curarsi costa, e se c’è chi incassa, c’è anche chi paga. Stando alla tabella (relativa all’anno 2024) dell’ultimo riparto del Fondo sanitario, pubblicata da Quotidiano Sanità, la Lombardia guida la classifica dei saldi positivi con un avanzo di 580,7 milioni di euro, risultato di ingressi per oltre 1,023 miliardi a fronte di 442 milioni in uscita.Seguono l’Emilia-Romagna con 507,1 milioni e il Veneto con 189,4 milioni. Risultati positivi anche per Toscana (+54,4 milioni), Trento (+5,1 milioni) e Mol ise (+28,2 milioni). Il peggior saldo in valore assoluto spetta alla Calabria, che registra -304,1 milioni. Ma non se la passano bene nemmeno Campania con -281,6 milioni, Sicilia con -220,9 milioni, Puglia con-210,3 milioni e Lazio con -170,8 milioni.ULTIME NOVITÀP.I. 06723500010 – Copyright: © LaPresse – Tutti i diritti riservatiLa nostra realtàServizi e OffertePartnershipInformazioni e utilityContattiEsteriMilano, Roma, Torino, Firenze, Napoli, Verona, Treviso, Oristano, Messina, Lamezia TermeNew York, Washington, Miami, Bruxelles, Londra, Parigi, Berlino, Madrid, Varsavia, Praga, Ginevra, Vienna, Casablanca, Tokyo, Hong Kong tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402917809127.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe promuove le Marche, ma deve crescere nella prevenzione. Calcinaro: sbloccate le visite nel we link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402947908580.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "laprovinciadifermo.com" del 14 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "lastampa.it" del 14 Jan 2026
Audizione Cartabellotta in Senato su Ddl 1623, “cristallizza disuguaglianze regionali, indebolisce il Sud e genera effetti boomerang al Nord per eccesso di mob…
pubDate§§ 2026-01-14T09:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403193307918.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403193307918.PDF', 'title': 'lastampa.it'} tp:url§§ https://www.lastampa.it/salute/2026/01/14/news/sanita_gimbe_equiparare_lea_e_lep_scorciatoia_per_accelerare_attuazione_autonomia_differenzata-425094064/?ref=-BH-I0-P-S1-T1 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403193307918.PDF tp:ocr§§ In EvidenzaSezioniEdizioni LocaliLa voce de La StampaServiziAudizione Cartabellotta in Senato su Ddl 1623, “cristallizza disuguaglianze regionali, indebolisce il Sud e genera effetti boomerang al Nord per eccesso di mobilità”"I Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) non coincidono con i Livelli essenziali di assistenza (Lea), né sul piano normativo né su quello sostanziale. La scelta del governo di equipararli, forzando l'interpretazione di una sentenza della Corte costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l'attuazione dell'autonomia differenziata, destinata ancor più ad essere un moltiplicatore di diseguaglianze. I Lep sanitari devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare per legge differenze regionali già oggi inaccettabili, indebolire ulteriormente le Regioni del Mezzogiorno e gravare quelle del Nord con un eccesso di mobilità sanitaria".Questo il messaggio del presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, audito in Commissione Affari costituzionali del Senato nell'ambito dell'esame del disegno di legge delega n. 1623 per la determinazione dei Lep. I Lep - spiega Gimbe - sono l'insieme delle prestazioni e dei servizi che lo Stato deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale per assicurare i diritti civili e sociali fondamentali delle persone, indipendentemente dalla Regione o dal Comune di residenza. I Lep sono previsti dall'articolo 117 della Costituzione, che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva nel determinarli, anche se molte funzioni sono svolte da Regioni ed enti locali. I Lep riguardano tutti i diritti civili e sociali, ad esempio servizi sociali, istruzione, tutela della salute, trasporto pubblico locale, politiche abitative, servizi per l'inclusione sociale e lavorativa.A oggi i Lep non sono stati definiti, se non in maniera parziale e solo in alcuni ambiti. In sanità - sottolinea la Fondazione - qualsiasi discussione sui Lep non può prescindere da una valutazione delle attuali diseguaglianze regionali nell'erogazione dei Lea, ovvero le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o con il pagamento di un ticket.Il monitoraggio ufficiale del ministero della Salute tramite gli indicatori del Nuovo sistema di garanzia (Nsg) fotografa profonde differenze tra le Regioni, osserva Gimbe che ricorda i dati del 2023 (ultimo anno disponibile): ben 8 Regioni risultano non adempienti ai Lea, non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle 3 macro-aree (prevenzione, distrettuale e ospedaliera).Inoltre, sommando i punteggi ottenuti nelle 3 macro-aree, a fronte di un punteggio medio di 226 punti su 300, esistono divari molto marcati: Veneto e Toscana superano i 280 punti, mentre altre Regioni non raggiungono i 200 punti, in particolare nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia) e in Valle d'Aosta. Infine, in ciascuna macro-area il divario tra le Regioni con le migliori performance e quelle in maggiore difficoltà supera i 40 punti, arrivando in alcune aree a scarti ancora maggiori, con criticità soprattutto sull'assistenza territoriale e sulla prevenzione, concentrate soprattutto al Sud. "Tenendo conto che il Nsg fornisce solo un quadro generale sull'adempimento dei Lea, ma non misura l'effettiva qualità dell'assistenza erogata né tantomeno l'effettiva esigibilità del diritto costituzionale alla tutela della salute, l'entità delle diseguaglianze regionali e territoriali è largamente sottostimata", rimarca Cartabellotta."Il Ddl 1623 è uno step fondamentale per l'attuazione dell'autonomia differenziata", sostiene la Fondazione Gimbe che già durante l'iter legislativo della riforma - evidenzia Cartabellotta - aveva richiesto di espungere la tutela della salute dall'elenco delle materie trasferibili alle Regioni, perché destinata a legittimare normativamente i divari tra Nord e Sud, concretizzando un'inaccettab ile violazione del principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini nell'esercitare il diritto alla tutela della salute. Ora - analizza Gimbe - il Ddl 1623 propone di escludere la tutela della salute dalle materie per cui determinare i Lep, sostenendo, sulla base della sentenza n. 192/2024 della Corte costituzionale, che in sanità i Lea assolvano già a tale funzione. Una tesi che per la Fondazione consegue a "una lettura forzata della giurisprudenza costituzionale, funzionale solo ad accelerare l'attuazione dell'autonomia differenziata". Infatti "nella sentenza n. 192/2024 - puntualizza Cartabellotta - il riferimento ai Lea ha natura meramente esemplificativa, ma non equipara formalmente i Lep sanitari ai Lea, né supera la distinzione terminologica tra i due concetti, perché farlo significherebbe confondere il principio sancito dai Lep con lo strumento operativo rappresentato dai Lea". Un altro nodo centrale per Gimbe riguarda il finanziamento."Il Fabbisogno sanitario nazionale - rammenta Cartabellotta - viene ripartito alle Regioni in base alla popolazione residente, in parte pesata per età. Per finanziare i Lep sanitari, invece, le risorse pubbliche dovrebbero coprire i costi necessari per garantirli in modo uniforme su tutto il territorio nazionale". Tuttavia, "oggi nessuno è in grado di quantificare in tempi brevi il costo necessario per assicurare in tutto il Paese, ad esempio, pronto soccorso non affollati, tempi di attesa ragionevoli per esami e visite specialistiche o una rete territoriale funzionante", nota la Fondazione. "E allora - afferma Cartabellotta - vista l'impossibilità di finanziare i costi effettivi dei Lep sanitari con l'attuale disponibilità di risorse, l'Esecutivo rinuncia a definirli e imbocca la scorciatoia di equipararli ai Lea, con il solo scopo di accelerare l'autonomia differenziata. Una scorciatoia che renderebbe giuridicamente accettabili le diseguaglianze regionali nell'esigibilità del diritto alla tutela della salute"."In molte aree del Paese - continua il presidente - già oggi i cittadini non riescono a ottenere servizi e prestazioni sanitarie essenziali in tempi adeguati e sono spesso costretti a spostarsi in altre Regioni per curarsi. E senza la definizione dei Lep sanitari - avverte - l'autonomia differenziata non solo non ridurrà questi divari, ma li enfatizzerà, rendendoli strutturali e legittimati giuridicamente". La Fondazione Gimbe ribadisce "la necessità di definire i Lep sanitari", perché appunto "l'equiparazione tra Lea e Lep non poggia su solide basi giuridiche e tecniche e si fonda su una interpretazione forzata della sentenza della Corte costituzionale n. 192/2024 volta ad accelerare l'attuazione dell'autonomia differenziata". Ammonisce Cartabellotta: "Con questa scorciatoia il rischio concreto è di proclamare nuovi diritti senza le risorse per garantirli. Infatti, qualora definiti, i Lep sanitari dovrebbero essere finanziati, ma con l'attuale livello di sottofinanziamento del Ssn le risorse sarebbero largamente insufficienti per renderli realmente esigibili dai cittadini. Ma soprattutto questa scelta legittimerebbe normativamente la mancata esigibilità del diritto alla tutela della salute, trasformando l'autonomia differenziata in un moltiplicatore di diseguaglianze. Con ulteriore indebolimento delle Regioni del Mezzogiorno ed effetti boomerang per le Regioni del Nord, che non potranno più gestire l'ulteriore incremento di mobilità sanitaria".GEDI News Network S.p.A. Via Ernesto Lugaro n. 15 - 10126 Torino - P.I. 01578251009 Società soggetta all'attività di direzione e coordinamento di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403193307918.PDF §---§ title§§ Sanità: Gimbe, “Equiparare Lea e Lep scorciatoia per accelerare attuazione autonomia differenzata” - La Stampa link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403192207919.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lastampa.it" del 14 Jan 2026
Audizione Cartabellotta in Senato su Ddl 1623, “cristallizza disuguaglianze regionali, indebolisce il Sud e genera effetti boomerang al Nord per eccesso di mob…
pubDate§§ 2026-01-14T09:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403192207919.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403192207919.PDF', 'title': 'lastampa.it'} tp:url§§ https://www.lastampa.it/salute/2026/01/14/news/sanita_gimbe_equiparare_lea_e_lep_scorciatoia_per_accelerare_attuazione_autonomia_differenzata-425094064/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403192207919.PDF tp:ocr§§ "I Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) non coincidono con i Livelli essenziali di assistenza (Lea), né sul piano normativo né su quello sostanziale. La scelta del governo di equipararli, forzando l'interpretazione di una sentenza della Corte costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l'attuazione dell'autonomia differenziata, destinata ancor più ad essere un moltiplicatore di diseguaglianze. I Lep sanitari devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare per legge differenze regionali già oggi inaccettabili, indebolire ulteriormente le Regioni del Mezzogiorno e gravare quelle del Nord con un eccesso di mobilità sanitaria".Cosa sono i Lea e i LepQuesto il messaggio del presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, audito in Commissione Affari costituzionali del Senato nell'ambito dell'esame del disegno di legge delega n. 1623 per la determinazione dei Lep. I Lep - spiega Gimbe - sono l'insieme delle prestazioni e dei servizi che lo Stato deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale per assicurare i diritti civili e sociali fondamentali delle persone, indipendentemente dalla Regione o dal Comune di residenza. I Lep sono previsti dall'articolo 117 della Costituzione, che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva nel determinarli, anche se molte funzioni sono svolte da Regioni ed enti locali. I Lep riguardano tutti i diritti civili e sociali, ad esempio servizi sociali, istruzione, tutela della salute, trasporto pubblico locale, politiche abitative, servizi per l'inclusione sociale e lavorativa. Flop semestre filtro a Medicina, Gimbe: "Problema non è carenza di medici ma fuga dal pubblico" Redazione Salute 17 Dicembre 2025Le disuguaglianze regionaliA oggi i Lep non sono stati definiti, se non in maniera parziale e solo in alcuni ambiti. In sanità - sottolinea la Fondazione - qualsiasi discussione sui Lep non può prescindere da una valutazione delle attuali diseguaglianze regionali nell'erogazione dei Lea, ovvero le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o con il pagamento di un ticket.8 Regioni inadempientiIl monitoraggio ufficiale del ministero della Salute tramite gli indicatori del Nuovo sistema di garanzia (Nsg) fotografa profonde differenze tra le Regioni, osserva Gimbe che ricorda i dati del 2023 (ultimo anno disponibile): ben 8 Regioni risultano non adempienti ai Lea, non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle 3 macro-aree (prevenzione, distrettuale e ospedaliera).Inoltre, sommando i punteggi ottenuti nelle 3 macro-aree, a fronte di un punteggio medio di 226 punti su 300, esistono divari molto marcati: Veneto e Toscana superano i 280 punti, mentre altre Regioni non raggiungono i 200 punti, in particolare nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia) e in Valle d'Aosta. Infine, in ciascuna macro-area il divario tra le Regioni con le migliori performance e quelle in maggiore difficoltà supera i 40 punti, arrivando in alcune aree a scarti ancora maggiori, con criticità soprattutto sull'assistenza territoriale e sulla prevenzione, concentrate soprattutto al Sud. "Tenendo conto che il Nsg fornisce solo un quadro generale sull'adempimento dei Lea, ma non misura l'effettiva qualità dell'assistenza erogata né tantomeno l'effettiva esigibilità del diritto costituzionale alla tutela della salute, l'entità delle diseguaglianze regionali e territoriali è largamente sottostimata", rimarca Cartabellotta.La sanità e l’autonomia differenziata"Il Ddl 1623 è uno step fondamentale per l'attuazione dell'autonomia differenziata", sostiene la Fondazione Gimbe che già durante l'iter legislativo della riforma - evidenzia Cartabellotta - aveva richiesto di espungere la tutela della salute dall'elenco delle materie trasferibili alle Regioni, perché destinata a legittimare normativamente i divari tra Nord e Sud, concretizzando un'inaccettabile violazione del principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini nell'esercitare il diritto alla tutela della salute. Ora - analizza Gimbe - il Ddl 1623 propone di escludere la tutela della salute dalle materie per cui determinare i Lep, sostenendo, sulla base della sentenza n. 192/2024 della Corte costituzionale, che in sanità i Lea assolvano già a tale funzione. Una tesi che per la Fondazione consegue a "una lettura forzata della giurisprudenza costituzionale, funzionale solo ad accelerare l'attuazione dell'autonomia differenziata". Infatti "nella sentenza n. 192/2024 - puntualizza Cartabellotta - il riferimento ai Lea ha natura meramente esemplificativa, ma non equipara formalmente i Lep sanitari ai Lea, né supera la distinzione terminologica tra i due concetti, perché farlo significherebbe confondere il principio sancito dai Lep con lo strumento operativo rappresentato dai Lea". Un altro nodo centrale per Gimbe riguarda il finanziamento."Il Fabbisogno sanitario nazionale - rammenta Cartabellotta - viene ripartito alle Regioni in base alla popolazione residente, in parte pesata per età. Per finanziare i Lep sanitari, invece, le risorse pubbliche dovrebbero coprire i costi necessari per garantirli in modo uniforme su tutto il territorio nazionale". Tuttavia, "oggi nessuno è in grado di quantificare in tempi brevi il costo necessario per assicurare in tutto il Paese, ad esempio, pronto soccorso non affollati, tempi di attesa ragionevoli per esami e visite specialistiche o una rete territoriale funzionante", nota la Fondazione. "E allora - afferma Cartabellotta - vista l'impossibilità di finanziare i costi effettivi dei Lep sanitari con l'attuale disponibilità di risorse, l'Esecutivo rinuncia a definirli e imbocca la scorciatoia di equipararli ai Lea, con il solo scopo di accelerare l'autonomia differenziata. Una scorciatoia che renderebbe giuridicamente accettabili le diseguaglianze regionali nell'esigibilità del diritto alla tutela della salute". Gimbe: più risorse alla sanità ma nel 2028 il contributo scende al 5,9% del Pil Redazione Salute 23 Ottobre 2025Nuovi diritti ma zero risorse"In molte aree del Paese - continua il presidente - già oggi i cittadini non riescono a ottenere servizi e prestazioni sanitarie essenziali in tempi adeguati e sono spesso costretti a spostarsi in altre Regioni per curarsi. E senza la definizione dei Lep sanitari - avverte - l'autonomia differenziata non solo non ridurrà questi divari, ma li enfatizzerà, rendendoli strutturali e legittimati giuridicamente". La Fondazione Gimbe ribadisce "la necessità di definire i Lep sanitari", perché appunto "l'equiparazione tra Lea e Lep non poggia su solide basi giuridiche e tecniche e si fonda su una interpretazione forzata della sentenza della Corte costituzionale n. 192/2024 volta ad accelerare l'attuazione dell'autonomia differenziata". Ammonisce Cartabellotta: "Con questa scorciatoia il rischio concreto è di proclamare nuovi diritti senza le risorse per garantirli. Infatti, qualora definiti, i Lep sanitari dovrebbero essere finanziati, ma con l'attuale livello di sottofinanziamento del Ssn le risorse sarebbero largamente insufficienti per renderli realmente esigibili dai cittadini. Ma soprattutto questa scelta legittimerebbe normativamente la mancata esigibilità del diritto alla tutela della salute, trasformando l'autonomia differenziata in un moltiplicatore di diseguaglianze. Con ulteriore indebolimento delle Regioni del Mezzogiorno ed effetti boomerang per le Regioni del Nord, che non potranno più gestire l'ulteriore incremento di mobilità sanitaria". tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403192207919.PDF §---§ title§§ Fondazione Gimbe, Liguria penultima per prevenzione sanitaria. Sanna: "Sanità ligure vicina al collasso" - Lavocediimperia.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402884108954.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "lavocediimperia.it" del 14 Jan 2026
Il capogruppo regionale del Pd: "Risulta inadempiente su tutte e tre le aree monitorate, sempre più cittadini non riescono a curarsi"
pubDate§§ 2026-01-14T16:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402884108954.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402884108954.PDF', 'title': 'lavocediimperia.it'} tp:url§§ https://www.lavocediimperia.it/2026/01/14/leggi-notizia/argomenti/attualita-5/articolo/fondazione-gimbe-liguria-penultima-per-prevenzione-sanitaria-sanna-sanita-ligure-vicina-al-coll-1.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402884108954.PDF tp:ocr§§ Edizione locale IlNazionale.it"I dati diffusi oggi dalla Fondazione Gimbe certificano il fallimento della destra al governo della Regione sulla sanità: la Liguria è penultima in Italia e ultima regione del Nord per qualità della prevenzione sanitaria ed è dichiarata inadempiente sui livelli essenziali di assistenza".Il capogruppo regionale del Pd, Armando Sanna, commenta così gli ultimi dati della Fondazione Gimbe, che posizionano la Liguria in fondo alle classifiche nazionali per la qualità dei servizi sanitari. Con un punteggio di soli 54 su 100, la regione supera solo la Sicilia, un risultato definito da Sanna come "un dato gravissimo che conferma quanto denunciamo da tempo: questa destra al governo della Regione sta portando la sanità ligure al collasso".L'analisi di Sanna si sofferma sull'impatto diretto che queste carenze hanno sulla vita dei cittadini, costretti a fare i conti con liste d'attesa interminabili o a ricorrere al settore privato. "La Liguria risulta inadempiente su tutte e tre le aree monitorate – prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera – e questo significa una cosa molto semplice: sempre più cittadini non riescono a curarsi, rinunciano alle visite, aspettano mesi per un esame o sono costretti a rivolgersi al privato pagando di tasca propria, aumentando le disuguaglianze nell’accesso alle cure". La critica si estende alla gestione politica complessiva, sostenendo che "la propaganda della Giunta Bucci non potrà coprire quanto sta succedendo" e che la nuova riforma sanitaria rischi di aggravare ulteriormente il quadro.Il consigliere regionale chiude con un appello per un'inversione di tendenza radicale, sottolineando lo stato di estrema pressione in cui si trova il personale medico e infermieristico. "I pronto soccorso sono sempre più in sofferenza, i medici e gli infermieri allo stremo, i servizi territoriali insufficienti e la prevenzione è praticamente abbandonata. Continueremo a denunciare questa situazione e chiedere un cambio di rotta radicale. La sanità pubblica deve tornare a essere una priorità". tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402884108954.PDF §---§ title§§ Sanità, Fondazione Gimbe: Liguria inadempiente ai Lea - Livelli essenziali di assistenza - Liguria Business Journal link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402932308408.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "liguria.bizjournal.it" del 14 Jan 2026
La Liguria con 54 punti su 100 è al penultimo posto nella graduatoria delle regioni italiane nell''area della prevenzione
pubDate§§ 2026-01-14T12:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402932308408.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402932308408.PDF', 'title': 'liguria.bizjournal.it'} tp:url§§ https://liguria.bizjournal.it/2026/01/14/sanita-fondazione-gimbe-liguria-inadempiente-ai-lea-livelli-essenziali-di-assistenza/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402932308408.PDF tp:ocr§§ MAIN TAGSLa Liguria è tra le regioni non adempienti ai Livelli essenziali di assistenza sanitaria ed è al penultimo posto nella graduatoria delle regioni italiane sul rispetto dei Lea nell’area delle prevenzione nel 2023, ultimo anno con i dati disponibili. È quanto emerge dall’ultima analisi diffusa oggi da Fondazione Gimbe.Otto Regioni risultano non adempienti ai Lea, non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera. Una tra queste è, appunto, la Liguria che è bocciata nell’area della prevenzione. La nostra regione ottiene 54 punti su 100 ovvero 44 punti in meno rispetto alla Provincia Autonoma di Trento e al Veneto che sono in prima posizione, mentre ultima è la Sicilia con 49 punti.Nell’area distrettuale la Liguria ottiene 85 punti, ovvero 11 punti in meno rispetto al Veneto che è in prima posizione, e risulta quinto posto a livello nazionale. Nell’area ospedaliera risulta in dodicesima posizione con 80 punti (17 punti in meno rispetto alla prima, la Provincia Autonoma di Trento).Nel 2023 a fronte di un punteggio medio nazionale di 226 punti il punteggio totale degli adempimenti della Liguria ai livelli essenziali di assistenza (Lea) è di 219. Come detto, secondo Gimbe la Regione risulta ‘inadempiente’ secondo il nuovo sistema di garanzia (Nsg) che si basa sulle tre aree monitorate, prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera. Direttore Responsabile:Odoardo ScalettiInvio Comunicati:Redazione: online@bjliguria.itTelefono: (+39) 393 887 8103Pubblicità:Mail: commerciale@bjliguria.itAutorizzazione tribunale di Genovan. 15/2005 del 16 luglio 2005.Editore: Media4puntozero srlVia Maragliano, 10 16121 - GenovaC.F. 02487770998.Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere aggiornato.CategorieTag popolariECONOMIA, MARKETING E BUSINESS IN LIGURIA. Strumento di informazione mirato su target decisionali in Liguria, per imprenditori, professionisti, manager, artigiani, istituzioni, associazioni e per tutti i protagonisti del sistema economico ligure e non solo.LA COMUNICAZIONE DI BJLIGURIA.ITADV Banner, Sponsored content, Custom Publishing, DEM & Newsletter, Special Issues, Sponsored Social NewsPER RICHIEDERE LA BROCHURE:© 2026 BJ LiguriaLogin to your account belowRemember MePlease enter your username or email address to reset your password.- Select Visibility -PublicPrivate© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402932308408.PDF §---§ title§§ Sanità ligure, Sanna: dati Gimbe indicano fallimento giunta Bucci link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402886708864.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "ligurianotizie.it" del 14 Jan 2026
Sanità ligure, Armando Sanna (Pd): nuovi dati Gimbe indicano fallimento giunta Bucci
pubDate§§ 2026-01-14T15:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402886708864.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402886708864.PDF', 'title': 'ligurianotizie.it'} tp:url§§ https://www.ligurianotizie.it/sanita-ligure-sanna-nuovi-dati-gimbe-indicano-fallimento-giunta-bucci/2026/01/14/628962/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402886708864.PDF tp:ocr§§ Capogruppo regionale Armando Sanna (Pd) “I dati diffusi oggi dalla Fondazione Gimbe certificano il fallimento della destra al governo della Regione Liguria sulla sanità.La nostra regione risulta penultima in Italia e ultima regione del Nord per qualità della prevenzione sanitaria ed è dichiarata inadempiente sui livelli essenziali di assistenza. Inoltre, ottiene appena 54 punti su 100, risultando penultima insieme all’Abruzzo, peggio di quasi tutte le altre regioni italiane, prima solo della Sicilia. Dati gravissimi che conferma quanto denunciamo da tempo. Questa destra sta portando la sanità ligure al collasso”.Lo ha dichiarato oggi il capogruppo regionale del Pd Armando Sanna, commentando i dati Gimbe sui Lea.“La Liguria – ha aggiunto Sanna – risulta inadempiente su tutte e tre le aree monitorate (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera).Questo significa una cosa molto semplice. Sempre più cittadini non riescono a curarsi, rinunciano alle visite, aspettano mesi per un esame o sono costretti a rivolgersi al privato pagando di tasca propria, aumentando le disuguaglianze nell’accesso alle cure. La propaganda della giunta Bucci non potrà coprire quanto sta succedendo e purtroppo, alla luce della nuova riforma sanitaria, è destinato a peggiorare. I pronto soccorso sono sempre più in sofferenza, i medici e gli infermieri allo stremo, i servizi territoriali insufficienti e la prevenzione è praticamente abbandonata.Continueremo a denunciare questa situazione e chiedere un cambio di rotta radicale. La sanità pubblica deve tornare a essere una priorità”. tp:writer§§ redazionegenova guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402886708864.PDF §---§ title§§ Cateno De Luca (ScN): Schifani nomini subito la nuova giunta di governo link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403224408117.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "livesicilia.it" del 14 Jan 2026
L''attacco del capogruppo di Sud chiama Nord Cateno De Luca al governatore Schifani: nomini subito la giunta o si dimetta
pubDate§§ 2026-01-14T11:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403224408117.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403224408117.PDF', 'title': 'livesicilia.it'} tp:url§§ https://livesicilia.it/cateno-de-luca-scn-schifani-nomini-subito-la-nuova-giunta-di-governo/?iref=articolo-ultimaora tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403224408117.PDF tp:ocr§§ PALERMO – “Il fatto che ancora il presidente Schifani non sia riuscito a nominare la giunta è vergognoso. La nomini subito. Schifani è abituato al cerchio magico che gli dice quanto lui sia il più bello del reame. E’ un presidente della Regione che appare come capo tribù d’eccellenza, rimasto ai livelli delle guerre di quartierino. Non si è saputo elevare ai livelli di presidente della Regione. Ci troviamo di fronte a una schizofrenia politica. Ma fa tutto da solo o c’è il cerchio magico che lo fa sbandare e sballare? A me è stato chiesto di entrare in giunta, per tre volte, e ho detto no perché c’è un quadro schizofrenico che non mi coinvolge”. L’ha detto Cateno De Luca, capogruppo di Sud chiama Nord all’Ars, presentando a Palazzo dei Normanni il progetto “Liberi e Forti” promosso dal centro studi Ti Amo Sicilia, in vista dei lavori in programma il 18 gennaio a Caltagirone.“Lui soffre di ansia da prestazione – ha proseguito -. Noi poniamo un tema semplice: per avere una rivoluzione in questa terra si vada alla conquista della normalità piuttosto che alla ricerca di cose nuove, con ansia da prestazione. Nel 2025 Schifani non ha volato alto. Noi abbiamo votato a sostegno della mozione di sfiducia perché il governo ha contribuito ad alimentare il pizzo legalizzato. Abbiamo consegnato 100 proposte per la legge di stabilità 2026, e avevano come finalità di prendere a colpi d’ascia questo sistema malato, che fa pagare un prezzo eccessivo al mondo dello sviluppo, al singolo cittadino agli imprenditori e a municipi”, ha concluso De Luca. “Se Schifani ha ancora un minimo di dignità politica, chiuda la questione della giunta e poi vedremo se il metodo utilizzato è servito a soddisfare tutti gli appetiti dei capi tribù – ha aggiunto -. Se non è in condizioni di chiudere questo quadro, vada a casa, perché non ha più una grande maggioranza. Le dinamiche parlamentari dimostrano che l’80% delle proposte del governo sono state affossate dalla sua stessa maggioranza. A che cosa serve continuare così?”.L'intervento all'incontro con i coordinatori provincialiL'intervento del leader di Sud chiama NordLa risposta di Lo GiudiceVerso una lista di ispirazione sturziana alle prossime elezioni regionaliVerso lo stralcio di una sessantina di ordinamentali, Scn non...Il debutto in un evento a Caltagirone il 18 gennaio...."Il tema dell’acqua, dei consorzi di bonifica e degli interventi...Il sindaco di Taormina interviene in Aula all'ArsTutto quello che c'è da sapere sulla nuova iniziativa di...Figure, requisiti, come presentare la domanda e scadenzaFigure ricercate, come candidarsi, scadenza e tutto quello che c'è...Un Pastore e la sua comunitàIl Comune visto da sinistraIl Comune visto da destraI finanzieri il 9 gennaio scorso hanno convocato l'ex segretario...Era stato trasferito a Villa Sofia in elisoccorso. Chi è...Sono intervenuti i carabinieri, il ragazzo si trova a Villa...Una tecnica collaudata ripresa dalle immagini che hanno inchiodato il...Il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta, spiega i particolariMedicata dai colleghi dell'Umberto IDirettore Responsabile: Roberto Puglisi Autorizzazione del tribunale di Palermo N. 39 del 17/10/2008 Sede legale: Via della Libertà, 56 - 90143 Palermo Ufficio Registro delle imprese di Palermo N. REA 277361 - P.I. 05808650823 - Capitale Sociale: 50.000 euro interamente versati Tel.: 0916119635 - Email: redazione@livesicilia.it - amministrazione@livesicilia.it - commerciale@livesicilia.it LiveSicilia.it Srl è iscritta nel Registro degli operatori di comunicazione al numero 19965. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403224408117.PDF §---§ title§§ De Luca (M5s): "Audizione urgente sulla discarica di Mazzarrà" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403223408119.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "livesicilia.it" del 14 Jan 2026
Antonio De Luca, capogruppo del Movimento 5 Stelle, ha presentato una richiesta di audizione urgente al presidente della IV commissione
pubDate§§ 2026-01-14T11:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403223408119.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403223408119.PDF', 'title': 'livesicilia.it'} tp:url§§ https://livesicilia.it/de-luca-m5s-audizione-urgente-sulla-discarica-di-mazzarra/?iref=articolo-ultimaora tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403223408119.PDF tp:ocr§§ MAZZARRÀ SANT’ANDREA – Antonio De Luca, capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, ha presentato una richiesta formale di audizione urgente al presidente della IV commissione Ambiente sulla messa in sicurezza e la bonifica della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea per fare “chiarezza sulle procedure in corso, sullo stato degli interventi e sulle responsabilità amministrative e operative legate a un sito che da anni rappresenta una grave criticità ambientale per il territorio”.“È indispensabile – afferma De Luca – che il governo regionale si assuma l’onere della messa in sicurezza e della bonifica della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea. Parliamo di una situazione che desta forte preoccupazione per l’ambiente e comporta gravi rischi per la salute dei cittadini. La Regione ha il dovere di garantire trasparenza, tempi certi e interventi efficaci per arrivare finalmente alla messa in sicurezza e alla bonifica definitiva dell’area”.“Occorre verificare – aggiunge Antonio De Luca – quali interventi siano stati realmente avviati, quali criticità permangono e se le azioni messe in campo siano adeguate a tutelare il territorio e le comunità locali. Non possiamo permettere ulteriori ritardi su una questione che riguarda direttamente ambiente, sicurezza e diritto alla salute. L’obiettivo è quello di portare nelle giuste sedi istituzionali questa delicata problematica e accelerare un percorso che porti, finalmente, alla soluzione definitiva dell’emergenza della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea”.L’esponente M5s sollecita la presenza in commissione dell’assessore Francesco Colianni, del dirigente generale e commissario delegato per lo stato di crisi della discarica, Arturo Vallone, del curatore fallimentare della società Tirreno ambiente, Angelo Vitarelli e dei rappresentanti delle associazioni Zero Waste Sicilia e Piero Angela di Furnari.Chiesti chiarimenti sull'ipotesi di trasferire il reparto al Policlinico di...Intervento sul posto degli agenti della municipaleSchifani: "Avanti con i termovalorizzatori"Operazione della guardia di finanzaLa conferenza stampa e il bilancioLa segnalazione alla Procura delle Guardie E.P.S.Il capogruppo del M5s all'Ars commenta duramente la manovraGestione rifiuti, la replica di Palazzo d'OrleansTutto quello che c'è da sapere sulla nuova iniziativa di...Figure, requisiti, come presentare la domanda e scadenzaFigure ricercate, come candidarsi, scadenza e tutto quello che c'è...Un Pastore e la sua comunitàIl Comune visto da sinistraIl Comune visto da destraI finanzieri il 9 gennaio scorso hanno convocato l'ex segretario...Era stato trasferito a Villa Sofia in elisoccorso. Chi è...Sono intervenuti i carabinieri, il ragazzo si trova a Villa...Una tecnica collaudata ripresa dalle immagini che hanno inchiodato il...Il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta, spiega i particolariMedicata dai colleghi dell'Umberto IDirettore Responsabile: Roberto Puglisi Autorizzazione del tribunale di Palermo N. 39 del 17/10/2008 Sede legale: Via della Libertà, 56 - 90143 Palermo Ufficio Registro delle imprese di Palermo N. REA 277361 - P.I. 05808650823 - Capitale Sociale: 50.000 euro interamente versati Tel.: 0916119635 - Email: redazione@livesicilia.it - amministrazione@livesicilia.it - commerciale@livesicilia.it LiveSicilia.it Srl è iscritta nel Registro degli operatori di comunicazione al numero 19965. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403223408119.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: "Sicilia al penultimo posto per i Lea" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403223508120.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "livesicilia.it" del 14 Jan 2026
Sanità, la Sicilia (secondo l''ultimo dato disponibile che risale al 2023) ha un punteggio di 173 nei Livelli essenziali di assistenza (Lea)
pubDate§§ 2026-01-14T11:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403223508120.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403223508120.PDF', 'title': 'livesicilia.it'} tp:url§§ https://livesicilia.it/sanita-gimbe-sicilia-penultimo-posto-per-livelli-di-assistenza/?iref=articolo-ultimaora tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403223508120.PDF tp:ocr§§ PALERMO – L’analisi della Fondazione Gimbe sul disegno di legge per la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) nella sanità, vede la Sicilia (secondo l’ultimo dato disponibile che risale al 2023) con un punteggio di 173 nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), a fronte di un punteggio medio nazionale di 226, e si trova al penultimo posto, davanti alla Valle d’Aosta.La Regione inadempiente secondo il Nuovo sistema di garanzia (Nsg) – spiega la Fondazione guidata da Nino Cartabellotta -, ha registrato i seguenti punteggi nelle tre aree monitorate (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera): 49 punti per l’area della prevenzione, ovvero 49 punti in meno rispetto alla Provincia Autonoma di Trento e al Veneto che sono in prima posizione; 44 punti per l’area distrettuale, ovvero 52 punti in meno rispetto al Veneto; 80 punti per l’area ospedaliera, ovvero 17 punti in meno rispetto Provincia Autonoma di Trento che è in prima posizione.Medicata dai colleghi dell'Umberto IL'intervento della vice capogruppo del M5s all'ArsPunto per punto, i rilievi dei magistrati contabiliAll'ospedale di Taormina un'emergenza che poteva rivelarsi fataleIl segretario Bonsignore: “Inutile sparare nel mucchio o prendersela col...La mossa iniziale. Aspettando le altre che dovrebbero arrivareSu proposta dell'assessore alla Salute Daniela FaraoniMedici, anestesisti e infermieri non hanno mollatoTutto quello che c'è da sapere sulla nuova iniziativa di...Figure, requisiti, come presentare la domanda e scadenzaFigure ricercate, come candidarsi, scadenza e tutto quello che c'è...Un Pastore e la sua comunitàIl Comune visto da sinistraIl Comune visto da destraI finanzieri il 9 gennaio scorso hanno convocato l'ex segretario...Era stato trasferito a Villa Sofia in elisoccorso. Chi è...Sono intervenuti i carabinieri, il ragazzo si trova a Villa...Una tecnica collaudata ripresa dalle immagini che hanno inchiodato il...Il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta, spiega i particolariMedicata dai colleghi dell'Umberto IDirettore Responsabile: Roberto Puglisi Autorizzazione del tribunale di Palermo N. 39 del 17/10/2008 Sede legale: Via della Libertà, 56 - 90143 Palermo Ufficio Registro delle imprese di Palermo N. REA 277361 - P.I. 05808650823 - Capitale Sociale: 50.000 euro interamente versati Tel.: 0916119635 - Email: redazione@livesicilia.it - amministrazione@livesicilia.it - commerciale@livesicilia.it LiveSicilia.it Srl è iscritta nel Registro degli operatori di comunicazione al numero 19965. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403223508120.PDF §---§ title§§ Sanità, Gimbe: “Sicilia al penultimo posto per i Lea” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403223808123.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "livesicilia.it" del 14 Jan 2026
Sanità, la Sicilia (secondo l''ultimo dato disponibile che risale al 2023) ha un punteggio di 173 nei Livelli essenziali di assistenza (Lea)
pubDate§§ 2026-01-14T11:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403223808123.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403223808123.PDF', 'title': 'livesicilia.it'} tp:url§§ https://livesicilia.it/sanita-gimbe-sicilia-penultimo-posto-per-livelli-di-assistenza/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403223808123.PDF tp:ocr§§ PALERMO – L’analisi della Fondazione Gimbe sul disegno di legge per la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) nella sanità, vede la Sicilia (secondo l’ultimo dato disponibile che risale al 2023) con un punteggio di 173 nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), a fronte di un punteggio medio nazionale di 226, e si trova al penultimo posto, davanti alla Valle d’Aosta.Sanità, Gimbe: “Sicilia al penultimo posto”La Regione inadempiente secondo il Nuovo sistema di garanzia (Nsg) – spiega la Fondazione guidata da Nino Cartabellotta -, ha registrato i seguenti punteggi nelle tre aree monitorate (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera): 49 punti per l’area della prevenzione, ovvero 49 punti in meno rispetto alla Provincia Autonoma di Trento e al Veneto che sono in prima posizione; 44 punti per l’area distrettuale, ovvero 52 punti in meno rispetto al Veneto; 80 punti per l’area ospedaliera, ovvero 17 punti in meno rispetto Provincia Autonoma di Trento che è in prima posizione. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403223808123.PDF §---§ title§§ Dai dati ai bisogni reali: a Senigallia la sfida per un nuovo Welfare della Non Autosufficienza - Marcheinfinite Dai dati ai bisogni reali: a Senigallia la sfida per un nuovo Welfare della Non Autosufficienza link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403041809359.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "marcheinfinite.com" del 14 Jan 2026
di STEFANO FABRIZI - Dai dati ai bisogni reali: a Senigallia la sfida per un nuovo Welfare della Non Autosufficienza Dai dati ai bisogni reali: a Senigallia la sfida per un nuovo Welfare della Non Autosufficienza
pubDate§§ 2026-01-14T19:23:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403041809359.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403041809359.PDF', 'title': 'marcheinfinite.com'} tp:url§§ https://marcheinfinite.com/2026/01/14/dai-dati-ai-bisogni-reali-a-senigallia-la-sfida-per-un-nuovo-welfare-della-non-autosufficienza/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403041809359.PDF tp:ocr§§ Trova più articoli...Pubblicato il 14 Gennaio 2026di Stefano FabriziIl Palazzetto Baviera ha ospitato un confronto cruciale sulla “emergenza invisibile” che tocca migliaia di famiglie marchigiane. Tra invecchiamento della popolazione e carenze strutturali, ecco perché è urgente cambiare rotta.Non è più solo un tema per addetti ai lavori, ma una questione di sopravvivenza sociale che bussa alla porta di ogni casa. Lunedì 12 gennaio, presso la Sala Conferenze di Palazzetto Baviera, la cittadinanza si è riunita per l’incontro “Dai dati ai bisogni reali dei cittadini”. Organizzato dalla Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti, dal GIMBE Rete civica e dal Gruppo Solidarietà, l’evento ha acceso i riflettori su una realtà spesso taciuta: la condizione di fragilità in cui versano le persone non autosufficienti e chi se ne prende cura. Relatori Natalia Cirilli e Fabio Ragaini, moderatore il dr. Gabriele Pagliariccio. Il sindaco Massimo Olivetti ha portato il saluto della città rilevando come l’argomento è sempre più di stretta attualità.Il punto di partenza è un dato numerico che non lascia spazio a interpretazioni: l’Italia è il secondo Paese più vecchio al mondo. Come illustrato da Natalia Cirilli (Rete civica GIMBE), entro il 2050 gli over 65 rappresenteranno il 35% della popolazione. Nelle Marche, questa tendenza si traduce in una platea di circa 60.000 persone che necessitano di assistenza, la stragrande maggioranza delle quali vive tra le mura domestiche.Questa “carestia di gioventù” impone una revisione dei modelli: se la famiglia resta il pilastro principale dell’assistenza, il supporto pubblico attuale – spesso ridotto a contributi economici tra i 200 e i 350 euro mensili – appare del tutto inadeguato a coprire i costi reali e la complessità della cura.L’analisi di Fabio Ragaini (Gruppo Solidarietà) ha messo a nudo le criticità specifiche del territorio regionale. Nonostante i proclami sulla centralità della domiciliarità, i dati raccontano una storia diversa:Il cuore della serata è stata la proposta di un cambio di paradigma. Fino ad oggi, la programmazione regionale è stata guidata dall’offerta (quanti posti letto ci sono? Quanti fondi avanzano?). La sfida lanciata dagli organizzatori è di partire dalla domanda reale: mappando i bisogni inascoltati, le ore di cura necessarie e il supporto psicologico ai caregiver.Occorre investire in prevenzione e invecchiamento attivo, valorizzando le capacità residue dell’anziano anziché limitarsi alla gestione della sua perdita di autonomia. Inoltre, è emerso un appello accorato ai Comuni, affinché smettano di essere semplici “passacarte” di fondi regionali e inizino a investire risorse proprie per creare reti di supporto locali e professionalizzate.In chiusura, il messaggio è stato chiaro: la non autosufficienza non può restare un problema privato. “Se riusciamo a mettere al centro le persone,” è stato detto, “possiamo invertire le politiche”.La serata di Senigallia non è stata solo un momento informativo, ma l’inizio di una mobilitazione civile per pretendere un sistema che non lasci nessuno solo dietro le mura di casa. La dignità di una società si misura da come si prende cura dei suoi membri più fragili: oggi, nelle Marche e in Italia, quella misura è ancora lontana dall’essere raggiunta.Diverse le domande al termine e non è mancata l’esperienza del direttore della stuttura di Ripe Opera Pia Lavatori Mariani.Ecco le tre dimensioni principali della crisi della non autosufficienza nelle Marche e in Italia:Questo dato rappresenta la “domanda” futura di assistenza.Questo grafico evidenzierebbe quanto sia sottile il supporto pubblico rispetto alla platea dei bisognosi.Un confronto tra il contributo pubblico e il costo reale di una RSA o di un’assistenza h24.Se dovessi visualizzare questi dati in un unico grafico a barre, vedresti una colonna altissima per il bisogno (popolazione anziana) e una colonna piccoliss ima per la risposta pubblica (servizi domiciliari).Questo “scollamento” è il cuore della denuncia del seminario: il sistema attuale non è un’assistenza, ma un trasferimento monetario insufficiente che lascia il lavoro sporco (e costoso) interamente sulle spalle dei parenti.Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *Nome*Email*Sito webSalva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento. tp:writer§§ Stefano Fabrizi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403041809359.PDF §---§ title§§ Sanità, Campania al 13° posto per i livelli essenziali di assistenza: l’allarme GIMBE - Metropolisweb link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402942908374.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "metropolisweb.it" del 14 Jan 2026
La Campania si conferma in una posizione di chiaroscuro nel panorama sanitario italiano. Secondo i dati presentati oggi dal Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, durante un’audizione in commissione Affari Costituzionali al Senato, la regione occupa il 13° posto su 21 nella classifica dei LEA relativa al 2023. Sebbene la Campania rientri tra le realtà considerate “adempienti” secondo il Nuovo Sistema di Garanzia, il punteggio complessivo evidenzia un ritardo strutturale...
pubDate§§ 2026-01-14T12:29:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402942908374.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402942908374.PDF', 'title': 'metropolisweb.it'} tp:url§§ https://www.metropolisweb.it/2026/01/14/sanita-campania-al-13-posto-livelli-essenziali-assistenza-lallarme-gimbe/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402942908374.PDF tp:ocr§§ La Campania si conferma in una posizione di chiaroscuro nel panorama sanitario italiano. Secondo i dati presentati oggi dal Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, durante un’audizione in commissione Affari Costituzionali al Senato, la regione occupa il 13° posto su 21 nella classifica dei LEA relativa al 2023.Sebbene la Campania rientri tra le realtà considerate “adempienti” secondo il Nuovo Sistema di Garanzia, il punteggio complessivo evidenzia un ritardo strutturale rispetto alle eccellenze del Nord.Sul podio troviamo Veneto (288), Toscana (286) ed Emilia-Romagna (278), mentre agli ultimi posti la Provincia Autonoma di Bolzano (202), Molise (193) e Sardegna (192). Sebbene la Campania con i suoi 206 punti non rientri negli ultimi posti ha comunque un punteggio basso in confronto alla media nazionale che conta 226 punti.L’analisi di GIMBE divide il voto finale in tre macroaree, evidenziando dove la sanità campana fatichi di più. La prima aree riguarda la prevenzione, con un punteggio di 62, ed un posizionamento che la vede al sedicesimo posto, la seconda invece è l’area distrettuale che vede un punteggio di 72 ed una tredicesima posizione, infine la terza è l’area ospedaliera, la quale ha un punteggio anch’essa di 72 ma un quindicesimo posto in graduatoria.Oltre ai numeri, il Presidente Cartabellotta ha sollevato una questione politica e normativa cruciale riguardante il disegno di legge sull’autonomia differenziata. Il rischio, secondo la Fondazione, è che l’equiparazione forzata tra i LEP (Livelli Essenziali delle Presentazioni) e i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) sanitari possa danneggiare il Mezzogiorno.«La scelta del Governo ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, destinata a essere un moltiplicatore di diseguaglianze» ha dichiarato Cartabellotta.?Secondo GIMBE, se i livelli sanitari non verranno definiti con la stessa accuratezza delle altre materie, si rischia di “cristallizzare per legge differenze regionali già oggi inaccettabili”, finendo per appesantire le regioni del Sud e sovraccaricare quelle del Nord a causa della mobilità sanitaria.Tags: tp:writer§§ Carmen Caldarelli guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402942908374.PDF §---§ title§§ Autonomia differenziata sanitaria accelera la legge ma congela diseguaglianze territoriali link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402941808375.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "mondoprofessionisti.it" del 14 Jan 2026
Equiparare LEA e LEP velocizza l’autonomia, ma rafforza divari regionali, penalizza il Sud e sovraccarica il Nord sanitario pubblico nazionale.
pubDate§§ 2026-01-14T12:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402941808375.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402941808375.PDF', 'title': 'mondoprofessionisti.it'} tp:url§§ https://www.mondoprofessionisti.it/focus-su/autonomia-differenziata-sanitaria-accelera-la-legge-ma-congela-diseguaglianze-territoriali/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402941808375.PDF tp:ocr§§ L’autonomia differenziata è tornata al centro del dibattito politico e istituzionale con una forza che non si vedeva da anni. Il Disegno di Legge delega n. 1623 sulla determinazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) rappresenta uno snodo decisivo: da esso dipende non solo la tempistica, ma la stessa architettura futura dei diritti civili e sociali nel nostro Paese. In questo contesto, la scelta del Governo di equiparare i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ai LEP in ambito sanitario appare come una soluzione rapida, quasi elegante nella sua semplicità. Ma, come spesso accade alle scorciatoie, il prezzo da pagare rischia di essere altissimo.È questo il cuore dell’allarme lanciato dalla Fondazione GIMBE nell’audizione del 14 gennaio 2026 davanti alla Commissione Affari Costituzionali del Senato. Un messaggio netto, privo di ambiguità: LEA e LEP non sono la stessa cosa, né sul piano giuridico né su quello sostanziale. Forzarne l’equiparazione significa cristallizzare diseguaglianze regionali già oggi profonde, indebolire ulteriormente il Mezzogiorno e generare effetti boomerang per le Regioni del Nord, travolte da un aumento incontrollato della mobilità sanitaria.Non si tratta di una disputa terminologica o di un tecnicismo per addetti ai lavori. In gioco c’è l’esigibilità concreta del diritto costituzionale alla tutela della salute, la coesione del Servizio sanitario nazionale (SSN) e, in ultima analisi, l’idea stessa di cittadinanza uguale su tutto il territorio della Repubblica.Per comprendere la portata della questione è necessario chiarire, senza semplificazioni fuorvianti, cosa siano i LEP e cosa siano i LEA.I Livelli Essenziali delle Prestazioni sono previsti dall’articolo 117 della Costituzione. Essi rappresentano la soglia minima di prestazioni e servizi che lo Stato deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale per rendere effettivi i diritti civili e sociali fondamentali. I LEP sono un vincolo costituzionale: definiscono il “quanto meno” che non può essere negato a nessun cittadino, indipendentemente dal luogo di residenza.I LEA, invece, sono lo strumento operativo con cui, in ambito sanitario, si cerca di dare attuazione al diritto alla salute. Consistono in un elenco dettagliato di prestazioni e servizi che il SSN è tenuto a fornire, gratuitamente o con il pagamento di un ticket. I LEA sono quindi uno strumento tecnico-amministrativo, aggiornabile, monitorabile, ma non coincidono automaticamente con la soglia costituzionale di garanzia dei diritti.Confondere LEP e LEA significa confondere il fine con il mezzo. Significa scambiare il principio costituzionale dell’eguaglianza sostanziale con un elenco di prestazioni che, per quanto ampio, non è automaticamente esigibile in modo uniforme se non accompagnato da risorse adeguate e da una reale capacità di erogazione su tutto il territorio.Il Governo fonda la propria scelta di equiparare LEA e LEP in sanità su una lettura della sentenza n. 192/2024 della Corte costituzionale. Secondo questa interpretazione, i LEA assolverebbero già alla funzione dei LEP, rendendo superflua una loro specifica definizione in ambito sanitario.Ma, come ha sottolineato il Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, si tratta di una lettura forzata. Nella sentenza, il riferimento ai LEA ha natura meramente esemplificativa e non comporta alcuna equiparazione formale né sostanziale. La Corte non supera la distinzione concettuale e terminologica tra LEP e LEA, né potrebbe farlo senza stravolgere l’impianto costituzionale.Attribuire ai LEA il ruolo di LEP significa piegare l’interpretazione giuridica a un obiettivo politico contingente: accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata evitando il passaggio, complesso e politicamente oneroso, della definizione e del finanziamento dei LEP sanitari.Qualsiasi discussione seria sui LEP in sanità non può prescindere da un dato di fatto: l’Italia è già oggi attraversata da profonde diseguaglianze regionali nell’erogazione dei LEA.Il monitoraggio del Ministero della Salute attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) restituisce una fotografia impietosa. Nel 2023, ultimo anno disponibile, otto Regioni risultano non adempienti ai LEA, non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree fondamentali: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera.Se si considerano i punteggi complessivi, la distanza tra le Regioni più performanti e quelle in maggiore difficoltà è abissale. Veneto e Toscana superano i 280 punti su 300, mentre diverse Regioni del Mezzogiorno – Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia – e la Valle d’Aosta non raggiungono i 200 punti. In ciascuna macro-area il divario supera i 40 punti, con criticità particolarmente marcate nell’assistenza territoriale e nella prevenzione.E questo, come sottolinea GIMBE, è probabilmente un quadro sottostimato. Il NSG misura l’adempimento formale dei LEA, ma non la qualità effettiva dell’assistenza né la reale possibilità, per i cittadini, di accedere alle prestazioni in tempi adeguati.Uno degli aspetti più critici dell’equiparazione tra LEA e LEP riguarda il finanziamento. I LEA, per come sono concepiti oggi, non vengono finanziati direttamente in base ai costi necessari per garantirli in modo uniforme. Il Fondo Sanitario Nazionale viene ripartito principalmente in base alla popolazione residente, con una ponderazione parziale per età.I LEP, invece, presuppongono un approccio radicalmente diverso: la quantificazione dei costi effettivi necessari per rendere i diritti esigibili ovunque. Definire LEP sanitari significherebbe chiedersi, in modo trasparente e rigoroso, quanto costa garantire pronto soccorso non affollati, tempi di attesa accettabili, una rete territoriale funzionante, servizi di prevenzione efficaci in ogni Regione.Il problema è che, oggi, nessuno è in grado – o disposto – a fare questa operazione fino in fondo. Il sottofinanziamento cronico del SSN rende evidente che le risorse disponibili non sarebbero sufficienti. E così, invece di affrontare il nodo politico del finanziamento, si sceglie la scorciatoia: dichiarare che i LEA sono già i LEP.Il risultato è paradossale: diritti formalmente riconosciuti, ma sostanzialmente non esigibili. Un diritto alla salute che esiste sulla carta, ma che nella pratica dipende dal codice di avviamento postale.Autonomia differenziata come moltiplicatore di diseguaglianzeIn questo contesto, l’autonomia differenziata rischia di diventare un potente moltiplicatore delle diseguaglianze esistenti. Se la tutela della salute viene trasferita alle Regioni senza una definizione e un finanziamento adeguato dei LEP sanitari, i divari attuali non solo non verranno colmati, ma verranno legittimati e resi strutturali.È una linea rossa che la Fondazione GIMBE aveva già segnalato durante l’iter della riforma sull’autonomia differenziata, chiedendo esplicitamente di escludere la sanità dalle materie trasferibili. Una richiesta rimasta inascoltata, ma che oggi appare più fondata che mai.Il rischio è una violazione sostanziale del principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione: cittadini formalmente uguali, ma concretamente diseguali nell’accesso alle cure.Le conseguenze più gravi di questa impostazione ricadrebbero, inevitabilmente, sulle Regioni del Mezzogiorno. Già oggi queste aree soffrono di carenze strutturali: meno personale sanitario, infrastrutture obsolete, reti territoriali fragili, maggiore difficoltà nel trattenere professionisti qualificati.Senza LEP sanitari finanziati adeguatamente, l’autonomia differenziata rischia di cristallizzare queste fragilità, trasformandole in un destino normativamente accettato. Il diritto alla salute diventerebbe, di fatto, un diritto condizionato alla capacità amministrativa e finanziaria della singola Regione.Il risultato sarebbe un ulteriore impoverimento del Sud, non solo in termini di salute, ma anche di capitale umano ed economico. Perché dove la sanità non funziona, le famiglie se ne vanno, le imprese non investono e il divario con il resto del Paese si allarga.Ma sarebbe un errore pensare che il Nord sia il vincitore automa tico di questo processo. Al contrario, l’assenza di LEP sanitari e il consolidamento delle diseguaglianze produrrebbero effetti boomerang anche per le Regioni più forti.Già oggi la mobilità sanitaria vede centinaia di migliaia di cittadini spostarsi ogni anno dal Sud al Nord per curarsi. Se i divari diventassero strutturali e giuridicamente legittimati, questo flusso aumenterebbe ulteriormente, mettendo sotto pressione i sistemi sanitari delle Regioni più attrattive.Ospedali sovraffollati, liste d’attesa più lunghe, costi crescenti e tensioni sociali diventerebbero la norma. La sanità del Nord, oggi considerata un’eccellenza, rischierebbe di pagare il prezzo di un sistema nazionale sempre più sbilanciato.La posizione della Fondazione GIMBE è chiara e coerente: i LEP sanitari vanno definiti, al pari di quelli delle altre materie, senza scorciatoie giuridiche e senza forzature interpretative. Solo così è possibile evitare che l’autonomia differenziata si trasformi in un moltiplicatore di diseguaglianze.Questo significa assumersi la responsabilità politica di dire la verità ai cittadini: garantire davvero i diritti costa. E se le risorse non sono sufficienti, occorre decidere se aumentarle, riallocarle o ridiscutere le priorità di spesa pubblica.Proclamare nuovi diritti senza le risorse per garantirli è un esercizio retorico che produce solo frustrazione e sfiducia nelle istituzioni.In definitiva, il dibattito su LEA, LEP e autonomia differenziata non è una questione tecnica riservata a costituzionalisti e addetti ai lavori. È una scelta di modello di Paese.Vogliamo un’Italia in cui il diritto alla salute sia realmente uguale per tutti, o accettiamo l’idea che la qualità e l’accessibilità delle cure dipendano dal territorio? Vogliamo un SSN che sia uno strumento di coesione nazionale, o un mosaico di sistemi regionali sempre più distanti tra loro?L’equiparazione tra LEA e LEP può sembrare una soluzione pragmatica per accelerare i tempi della riforma. Ma è una soluzione miope, che rischia di compromettere irreversibilmente l’universalismo del nostro sistema sanitario.La lezione che emerge dall’audizione della Fondazione GIMBE è semplice e scomoda: quando si parla di diritti fondamentali, la velocità non è sempre un valore. Le scorciatoie possono far risparmiare tempo oggi, ma costano caro domani.Equiparare LEA e LEP in sanità significa scegliere la via più rapida per l’autonomia differenziata, ma anche la più rischiosa per l’uguaglianza dei cittadini, la tenuta del SSN e la coesione del Paese. È una scelta che cristallizza le diseguaglianze, indebolisce il Mezzogiorno e mette sotto pressione il Nord.Definire e finanziare seriamente i LEP sanitari è un percorso più lungo e complesso. Ma è l’unico compatibile con la Costituzione e con l’idea di una Repubblica che garantisce davvero i diritti fondamentali a tutti, senza scorciatoie e senza alibi. tp:writer§§ Luigi Pio Berliri guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402941808375.PDF §---§ title§§ Autonomia Differenziata In Sanità | Mondosanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402910009213.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "mondosanita.it" del 14 Jan 2026
Mondosanità Autonomia differenziata in sanità %
pubDate§§ 2026-01-14T18:13:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402910009213.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402910009213.PDF', 'title': 'mondosanita.it'} tp:url§§ https://mondosanita.it/autonomia-differenziata-in-sanita/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402910009213.PDF tp:ocr§§ CercaCercaEttore Mautone14 Gennaio 2026Autonomia differenziata in sanitàXFacebookWhatsAppCopyEmailLinkedInGimbe in audizione al Senato:equiparare LEA e LEP è una scorciatoia per accelerare la legge.Equiparare LEA e LEP è una scorciatoia per accelerare la legge ma cristallizza le diseguaglianze regionali, indebolisce il Mezzogiorno e genera effetti boomerang al Nord per eccesso di mobilità sanitaria. Cure essenziali: oggi già oltre 40 punti di divario nei LEA tra le Regioni. Audizione della Fondazione GIMBE al Senato sul Ddl per determinare i Livelli essenziali delle prestazioni«I Livelli essenziali delle prestazioni (LEP) non coincidono con i Livelli essenziali di assistenza (LEA), né sul piano normativo né su quello sostanziale. La scelta del Governo di equipararli, forzando l’interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, destinata ancor più ad essere un moltiplicatore di diseguaglianze. I LEP sanitari devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare per legge differenze regionali già oggi inaccettabili, indebolire ulteriormente le Regioni del Mezzogiorno e gravare quelle del Nord con un eccesso di mobilità sanitaria».È questo il messaggio centrale portato dal Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione odierna presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato, nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge delega n. 1623 per la determinazione dei LEP.I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) sono l’insieme delle prestazioni e dei servizi che lo Stato deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, per assicurare i diritti civili e sociali fondamentali delle persone indipendentemente dalla Regione o dal Comune di residenza. I LEP sono previsti dall’articolo 117 della Costituzione, che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva nel determinarli, anche se molte funzioni sono svolte da Regioni ed enti locali. I LEP riguardano tutti i diritti civili e sociali, ad esempio: servizi sociali, istruzione, tutela della salute, trasporto pubblico locale, politiche abitative, servizi per l’inclusione sociale e lavorativa. Ad oggi i LEP non sono stati definiti se non in maniera parziale e solo in alcuni ambiti.LE DISEGUAGLIANZE REGIONALIIn sanità qualsiasi discussione sui LEP non può prescindere da una valutazione delle attuali diseguaglianze regionali nell’erogazione dei LEA, ovvero le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o con il pagamento di un ticket. Il monitoraggio ufficiale del Ministero della Salute tramite gli indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) fotografa profonde differenze tra le Regioni. Nel 2023 (ultimo anno disponibile) ben 8 Regioni risultano non adempienti ai LEA non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera. Inoltre, sommando i punteggi ottenuti nelle tre macro-aree, a fronte di un punteggio medio di 226 punti su 300, esistono divari molto marcati: Veneto e Toscana superano i 280 punti, mentre altre Regioni non raggiungono i 200 punti, in particolare nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia) e in Valle d’Aosta (tabella 1). Infine, in ciascuna macro-area, il divario tra le Regioni con le migliori performance e quelle in maggiore difficoltà supera i 40 punti, arrivando in alcune aree a scarti ancora maggiori, con criticità soprattutto sull’assistenza territoriale e sulla prevenzione, concentrate soprattutto al Sud (tabella 2). «Tenendo conto che il NSG (Nuovo sistema di garanzia che ha sostituito i Lea) fornisce solo un quadro generale sull’adempimento dei LEA – ha evidenziato Cartabellotta – ma non misura l’effettiva qualità dell’assistenza erogata né tantomeno l’effettiva esigibilità del diritto costituzionale alla tutela della salute, l’entità delle diseguag lianze regionali e territoriali è largamente sottostimata».XFacebookWhatsAppCopyEmailLinkedInTagsAutonomia differenziataGIMBEsanitàEttore MautoneLASCIA UN COMMENTO Cancella la risposta Commento: Per favore inserisci il tuo commento! Nome:* Per favore inserisci il tuo nome qui Email:* Hai inserito un indirizzo email errato! Per favore inserisci il tuo indirizzo email qui Sito Web: tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402910009213.PDF §---§ title§§ Sanità, il Gimbe: "Campania tredicesima per i livelli essenziali di assistenza (Lea)" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402920308272.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "napolitoday.it" del 14 Jan 2026
“In molte aree del Paese – ha spiegato Cartabellotta – già oggi i cittadini non riescono a ottenere servizi e prestazioni sanitarie essenziali in tempi adeguati e sono spesso costretti a spostarsi in altre Regioni per curarsi. E senza la definizione dei L
pubDate§§ 2026-01-14T11:53:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402920308272.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402920308272.PDF', 'title': 'napolitoday.it'} tp:url§§ https://www.napolitoday.it/cronaca/campania-sanita-livelli-assistenza-lea.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402920308272.PDF tp:ocr§§ La Campania si trova in una posizione bassa tredicesima su 21 nella graduatoria del punteggio totale relativo agli adempimenti Lea (livelli essenziali di assistenza), secondo i dati presentati oggi dal presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, relativi al 2023, nel corso dell'audizione odierna presso la commissione Affari costituzionali del Senato nell'ambito dell'esame del disegno di legge delega per la determinazione dei Lep (livelli essenziali delle prestazioni) “I livelli essenziali delle prestazioni non coincidono con i livelli essenziali di assistenza, né sul piano normativo né su quello sostanziale. La scelta del Governo di equipararli, forzando l'interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l'attuazione dell'autonomia differenziata, destinata ancor più a essere un moltiplicatore di diseguaglianze. I Lep sanitari devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare per legge differenze regionali già oggi inaccettabili, indebolire ulteriormente le regioni del Mezzogiorno e gravare quelle del Nord con un eccesso di mobilità sanitaria”, spiega il presidente del Gimbe. “In molte aree del Paese – ha proseguito Cartabellotta – già oggi i cittadini non riescono a ottenere servizi e prestazioni sanitarie essenziali in tempi adeguati e sono spesso costretti a spostarsi in altre Regioni per curarsi. E senza la definizione dei Lep sanitari, l’autonomia differenziata non solo non ridurrà questi divari, ma li enfatizzerà, rendendoli strutturali e legittimati giuridicamente”.I datiRispetto ad una media nazionale di 226, la Campania presenta un punteggio totale degli adempimenti ai livelli essenziali di assistenza pari a 206, contro i 288 del Veneto che guida la graduatoria. Fanno peggio la provincia autonoma di Bolzano (202), Molise (193) e Sardegna (192). La Campania ha inoltre registrato: 62 punti per l'area della prevenzione, 72 punti per l'area distrettuale e 72 punti per l'area ospedaliera.La proposta del GimbeLa Fondazione Gimbe ha ribadito la necessità di definire i Lep sanitari, perché l’equiparazione tra Lea e Lep non poggia su solide basi giuridiche e tecniche e si fonda su una interpretazione forzata della sentenza della Corte costituzionale n. 192/2024 volta ad accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata. “Con questa scorciatoia – ha concluso Cartabellotta – il rischio concreto è di proclamare nuovi diritti senza le risorse per garantirli. Infatti, qualora definiti, i Lep sanitari dovrebbero essere finanziati, ma con l’attuale livello di sottofinanziamento del SSN le risorse sarebbero largamente insufficienti per renderli realmente esigibili dai cittadini. Ma soprattutto questa scelta legittimerebbe normativamente la mancata esigibilità del diritto alla tutela della salute, trasformando l’autonomia differenziata in un moltiplicatore di diseguaglianze. Con ulteriore indebolimento delle Regioni del Mezzogiorno ed effetti boomerang per le Regioni del Nord, che non potranno più gestire l’ulteriore incremento di mobilità sanitaria”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402920308272.PDF §---§ title§§ Sanità, Sicilia sotto la media nazionale sui Livelli essenziali di assistenza link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402933308406.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "newsicilia.it" del 14 Jan 2026
PALERMO – La Sicilia si colloca sotto la media nazionale per quanto riguarda i Livelli essenziali di assistenza sanitaria (Lea), secondo l’analisi della
pubDate§§ 2026-01-14T12:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402933308406.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402933308406.PDF', 'title': 'newsicilia.it'} tp:url§§ https://newsicilia.it/palermo-/uncategorized/sanita-sicilia-sotto-la-media-nazionale-sui-livelli-essenziali-di-assistenza/1058243/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402933308406.PDF tp:ocr§§ PALERMO – La Sicilia si colloca sotto la media nazionale per quanto riguarda i Livelli essenziali di assistenza sanitaria (Lea), secondo l’analisi della Fondazione Gimbe sul disegno di legge per la definizione dei Lea. L’isola registra un punteggio di 173, mentre la media nazionale si attesta a 226, collocandosi al penultimo posto, davanti solo alla Valle d’Aosta.La Fondazione, guidata da Nino Cartabellotta, evidenzia come la Regione risulti inadempiente secondo il Nuovo Sistema di Garanzia (Nsg), con punteggi critici nelle tre aree monitorate:I dati evidenziano la necessità di interventi urgenti per rafforzare i servizi sanitari regionali, migliorare la prevenzione, potenziare l’assistenza territoriale e ospedaliera e ridurre il divario con le altre regioni italiane.Tutti i suggerimenti di Questo sito è associato allaLa RedazioneI NOSTRI PARTNER tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402933308406.PDF §---§ title§§ Autonomia differenziata. Gimbe: "Equiparare Lea e Lep cristallizza le disuguaglianze" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403177907808.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "quotidianosanita.it" del 14 Jan 2026
L''equiparazione rischia di cristallizzare i divari regionali, oggi già oltre 40 punti.
pubDate§§ 2026-01-14T09:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403177907808.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403177907808.PDF', 'title': 'quotidianosanita.it'} tp:url§§ https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/autonomia-differenziata-gimbe-equiparare-lea-e-lep-cristallizza-le-disuguaglianze/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403177907808.PDF tp:ocr§§ “I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) non coincidono con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), né sul piano normativo né su quello sostanziale. La scelta del Governo di equipararli, forzando l’interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, destinata ancor più ad essere un moltiplicatore di diseguaglianze. I LEP sanitari devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare per legge differenze regionali già oggi inaccettabili, indebolire ulteriormente le Regioni del Mezzogiorno e gravare quelle del Nord con un eccesso di mobilità sanitaria”.È questo il messaggio centrale portato dal Presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione odierna presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato, nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge delega n. 1623 per la determinazione dei LEP.Livelli essenziali delle prestazioni (LEP). I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) sono l’insieme delle prestazioni e dei servizi che lo Stato deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, per assicurare i diritti civili e sociali fondamentali delle persone indipendentemente dalla Regione o dal Comune di residenza. I LEP sono previsti dall’articolo 117 della Costituzione, che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva nel determinarli, anche se molte funzioni sono svolte da Regioni ed enti locali. I LEP riguardano tutti i diritti civili e sociali, ad esempio: servizi sociali, istruzione, tutela della salute, trasporto pubblico locale, politiche abitative, servizi per l’inclusione sociale e lavorativa. Ad oggi i LEP non sono stati definiti se non in maniera parziale e solo in alcuni ambiti.Le diseguaglianze regionali. In sanità qualsiasi discussione sui LEP non può prescindere da una valutazione delle attuali diseguaglianze regionali nell’erogazione dei LEA, ovvero le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o con il pagamento di un ticket. Il monitoraggio ufficiale del Ministero della Salute tramite gli indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) fotografa profonde differenze tra le Regioni. Nel 2023 (ultimo anno disponibile) ben 8 Regioni risultano non adempienti ai LEA non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera. Inoltre, sommando i punteggi ottenuti nelle tre macro-aree, a fronte di un punteggio medio di 226 punti su 300, esistono divari molto marcati: Veneto e Toscana superano i 280 punti, mentre altre Regioni non raggiungono i 200 punti, in particolare nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia) e in Valle d’Aosta (tabella 1). Infine, in ciascuna macro-area, il divario tra le Regioni con le migliori performance e quelle in maggiore difficoltà supera i 40 punti, arrivando in alcune aree a scarti ancora maggiori, con criticità soprattutto sull’assistenza territoriale e sulla prevenzione, concentrate soprattutto al Sud (tabella 2). “Tenendo conto che il NSG fornisce solo un quadro generale sull’adempimento dei LEA – ha evidenziato Cartabellotta – ma non misura l’effettiva qualità dell’assistenza erogata né tantomeno l’effettiva esigibilità del diritto costituzionale alla tutela della salute, l’entità delle diseguaglianze regionali e territoriali è largamente sottostimata”.Salute e autonomia differenziata: una linea rossa già segnalata da Gimbe. Il DdL 1623 è uno step fondamentale per l’attuazione dell’autonomia differenziata. Nel suo intervento, il Presidente ha ricordato come, già durante l’iter legislativo della riforma, la Fondazione Gimbe avesse richiesto di espungere la tutela della salute dall’elenco delle materie trasferibili alle Regioni, perché destinata a legittimare normativamente i divari tra Nord e Sud, concretizzando un’inaccettabile violazione del principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini nell’es ercitare il diritto alla tutela della salute.LEP = LEA: una forzatura giuridica per accelerare l’iter legislativo. Il DdL 1623 propone di escludere la tutela della salute dalle materie per cui determinare i LEP, sostenendo – sulla base della sentenza n. 192/2024 della Corte Costituzionale – che in sanità i LEA assolvano già a tale funzione. Una tesi che, secondo la Fondazione GIMBE, consegue ad una lettura forzata della giurisprudenza costituzionale, funzionale solo ad accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata. “Nella sentenza n. 192/2024 – ha spiegato Cartabellotta – il riferimento ai LEA ha natura meramente esemplificativa, ma non equipara formalmente i LEP sanitari ai LEA, né supera la distinzione terminologica tra i due concetti, perché farlo significherebbe confondere il principio sancito dai LEP con lo strumento operativo rappresentato dai LEA”. I LEP rappresentano infatti un vincolo costituzionale: la soglia minima uniforme di prestazioni necessarie a rendere effettivi i diritti fondamentali su tutto il territorio nazionale. I LEA, invece, costituiscono lo strumento: un elenco dettagliato di prestazioni sanitarie con cui perseguire il fine costituzionale dell’uniforme esigibilità del diritto alla tutela della salute.LEA invece che LEP: definire diritti formali, ma non esigibili per mancanza di risorse. Un altro nodo centrale è quello del finanziamento perché i LEA non vengono direttamente finanziati. “Il Fabbisogno Sanitario Nazionale (FSN) – ha spiegato Cartabellotta – viene ripartito alle Regioni in base alla popolazione residente, in parte pesata per età. Per finanziare i LEP sanitari, invece, le risorse pubbliche dovrebbero coprire i costi necessari per garantirli in modo uniforme su tutto il territorio nazionale”. Tuttavia, oggi nessuno è in grado di quantificare in tempi brevi il costo necessario per assicurare in tutto il Paese, ad esempio, pronto soccorso non affollati, tempi di attesa ragionevoli per esami e visite specialistiche o una rete territoriale funzionante. “E allora – ha commentato il Presidente – vista l’impossibilità di finanziare i costi effettivi dei LEP sanitari con l’attuale disponibilità di risorse, l’Esecutivo rinuncia a definirli e imbocca la scorciatoia di equipararli ai LEA, con il solo scopo di accelerare l’autonomia differenziata. Una scorciatoia che renderebbe giuridicamente accettabili le diseguaglianze regionali nell’esigibilità del diritto alla tutela della salute”.Le conseguenze per i cittadini. “In molte aree del Paese – ha spiegato Cartabellotta – già oggi i cittadini non riescono a ottenere servizi e prestazioni sanitarie essenziali in tempi adeguati e sono spesso costretti a spostarsi in altre Regioni per curarsi. E senza la definizione dei LEP sanitari, l’autonomia differenziata non solo non ridurrà questi divari, ma li enfatizzerà, rendendoli strutturali e legittimati giuridicamente”.La proposta Gimbe. La Fondazione GIMBE ha ribadito la necessità di definire i LEP sanitari, perché l’equiparazione tra LEA e LEP non poggia su solide basi giuridiche e tecniche e si fonda su una interpretazione forzata della sentenza della Corte costituzionale n. 192/2024 volta ad accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata. “Con questa scorciatoia – ha concluso Cartabellotta – il rischio concreto è di proclamare nuovi diritti senza le risorse per garantirli. Infatti, qualora definiti, i LEP sanitari dovrebbero essere finanziati, ma con l’attuale livello di sottofinanziamento del SSN le risorse sarebbero largamente insufficienti per renderli realmente esigibili dai cittadini. Ma soprattutto questa scelta legittimerebbe normativamente la mancata esigibilità del diritto alla tutela della salute, trasformando l’autonomia differenziata in un moltiplicatore di diseguaglianze. Con ulteriore indebolimento delle Regioni del Mezzogiorno ed effetti boomerang per le Regioni del Nord, che non potranno più gestire l’ulteriore incremento di mobilità sanitaria”.Vedi qui figure e tabelle tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403177907808.PDF §---§ title§§ "Sardegna indietro sugli adempimenti per livelli essenziali di assistenza" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402929308254.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 14 Jan 2026
I dati del Gimbe
pubDate§§ 2026-01-14T11:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402929308254.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402929308254.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/sardegna/articoli/2026/01/sardegna-indietro-sugli-adempimenti-per-livelli-essenziali-di-assistenza-098c2490-1c1a-4843-adae-26a569843dee.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402929308254.PDF tp:ocr§§ Sono nette le differenze fra Regioni. Lo rileva il monitoraggio ufficiale del Ministero della Salute tramite gli indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG). Nel 2023 (ultimo anno disponibile) ben 8 Regioni risultano non adempienti ai LEA non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera. Inoltre, sommando i punteggi ottenuti nelle tre macro-aree, a fronte di un punteggio medio di 226 punti su 300, esistono divari molto marcati, secondo il report effettuato dalla Fondazione Gimbe. In particolare in Sardegna nel 2023 a fronte di un punteggio medio nazionale di 226 punti, il punteggio totale degli adempimenti della Regione ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) è di 192. La regione, adempiente secondo il Nuovo Sistema di Garanzia (NSG), ha registrato nelle tre aree monitorate (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera) 65 punti per l'area della prevenzione ovvero 33 punti in meno rispetto alla Provincia Autonoma di Trento e al Veneto che sono in prima posizione; 67 punti per l'area distrettuale ovvero 29 punti in meno rispetto al Veneto che è in prima posizione; 60 punti (penultima regione) per l'area ospedaliera ovvero 37 punti in meno rispetto alla Prov. Aut. di Trento che è in prima posizione. tp:writer§§ TGR Sardegna guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402929308254.PDF §---§ title§§ Gimbe, Liguria penultima per qualità della prevenzione sanitaria link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402942308380.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "rainews.it" del 14 Jan 2026
''Regione inadempiente sul rispetto dei livelli essenziali di assistenza''
pubDate§§ 2026-01-14T12:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402942308380.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402942308380.PDF', 'title': 'rainews.it'} tp:url§§ https://www.rainews.it/tgr/liguria/articoli/2026/01/gimbe-liguria-penultima-per-qualita-della-prevenzione-sanitaria-40930af3-933c-4e39-b4ee-d82aa9cfcb27.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402942308380.PDF tp:ocr§§ La Liguria a pari merito con l'Abruzzo si classifica al penultimo posto nella graduatoria delle regioni italiane sul rispetto dei livelli essenziali di assistenza sanitaria nell'area delle prevenzione nel 2023, ultimo anno con i dati disponibili. Lo segnala la Fondazione Gimbe spiegando che la Liguria ottiene 54 punti su cento per l'area della prevenzione ovvero 44 punti in meno rispetto alla Provincia Autonoma di Trento e al Veneto che sono in prima posizione, solo in Sicilia va peggio con 49 punti. Sul podio Emilia Romagna con 97 punti, Lombardia e Toscana a pari merito con 95, a seguire Piemonte e Umbria con 93, Friuli Venezia Giulia con 81, Valle d'Aosta con 77, Marche e Puglia con 74, Basilicata e Calabria con 68, Sardegna con 65, Lazio con 63, Campania con 62, Molise e Provincia Autonoma di Bolzano con 58. In Liguria nel 2023 a fronte di un punteggio medio nazionale di 226 punti il punteggio totale degli adempimenti della Regione ai livelli essenziali di assistenza (Lea) è di 219. Secondo Gimbe la Regione risulta 'inadempiente' secondo il nuovo sistema di garanzia (Nsg) sulle tre aree monitorate: prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera. La fondazione indica che la Liguria ottiene 85 punti per l'area distrettuale ovvero 11 punti in meno rispetto al Veneto che è in prima posizione classificandosi al quinto posto a livello nazionale e 80 punti per l'area ospedaliera ovvero 17 punti in meno rispetto alla Provincia Autonoma di Trento che è in prima posizione, classificandosi al dodicesimo posto a livello nazionale. tp:writer§§ TGR Liguria guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402942308380.PDF §---§ title§§ Gimbe, Sardegna indietro sugli adempimenti per livelli essenziali di assistenza link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402950308556.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "reportsardegna24.it" del 14 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "reportsardegna24.it" del 14 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "repubblica.it" del 14 Jan 2026
Audizione Cartabellotta in Senato su Ddl 1623, “cristallizza disuguaglianze regionali, indebolisce il Sud e genera effetti boomerang al Nord per eccesso di mob…
pubDate§§ 2026-01-14T09:37:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403188507902.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403188507902.PDF', 'title': 'repubblica.it'} tp:url§§ https://www.repubblica.it/salute/2026/01/14/news/sanita_gimbe_equiparare_lea_e_lep_scorciatoia_per_accelerare_attuazione_autonomia_differenzata-425094064/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403188507902.PDF tp:ocr§§ "I Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) non coincidono con i Livelli essenziali di assistenza (Lea), né sul piano normativo né su quello sostanziale. La scelta del governo di equipararli, forzando l'interpretazione di una sentenza della Corte costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l'attuazione dell'autonomia differenziata, destinata ancor più ad essere un moltiplicatore di diseguaglianze. I Lep sanitari devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare per legge differenze regionali già oggi inaccettabili, indebolire ulteriormente le Regioni del Mezzogiorno e gravare quelle del Nord con un eccesso di mobilità sanitaria".Cosa sono i Lea e i LepQuesto il messaggio del presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, audito in Commissione Affari costituzionali del Senato nell'ambito dell'esame del disegno di legge delega n. 1623 per la determinazione dei Lep. I Lep - spiega Gimbe - sono l'insieme delle prestazioni e dei servizi che lo Stato deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale per assicurare i diritti civili e sociali fondamentali delle persone, indipendentemente dalla Regione o dal Comune di residenza. I Lep sono previsti dall'articolo 117 della Costituzione, che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva nel determinarli, anche se molte funzioni sono svolte da Regioni ed enti locali. I Lep riguardano tutti i diritti civili e sociali, ad esempio servizi sociali, istruzione, tutela della salute, trasporto pubblico locale, politiche abitative, servizi per l'inclusione sociale e lavorativa. Flop semestre filtro a Medicina, Gimbe: "Problema non è carenza di medici ma fuga dal pubblico" Redazione Salute 17 Dicembre 2025Le disuguaglianze regionaliA oggi i Lep non sono stati definiti, se non in maniera parziale e solo in alcuni ambiti. In sanità - sottolinea la Fondazione - qualsiasi discussione sui Lep non può prescindere da una valutazione delle attuali diseguaglianze regionali nell'erogazione dei Lea, ovvero le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o con il pagamento di un ticket.8 Regioni inadempientiIl monitoraggio ufficiale del ministero della Salute tramite gli indicatori del Nuovo sistema di garanzia (Nsg) fotografa profonde differenze tra le Regioni, osserva Gimbe che ricorda i dati del 2023 (ultimo anno disponibile): ben 8 Regioni risultano non adempienti ai Lea, non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle 3 macro-aree (prevenzione, distrettuale e ospedaliera).Inoltre, sommando i punteggi ottenuti nelle 3 macro-aree, a fronte di un punteggio medio di 226 punti su 300, esistono divari molto marcati: Veneto e Toscana superano i 280 punti, mentre altre Regioni non raggiungono i 200 punti, in particolare nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia) e in Valle d'Aosta. Infine, in ciascuna macro-area il divario tra le Regioni con le migliori performance e quelle in maggiore difficoltà supera i 40 punti, arrivando in alcune aree a scarti ancora maggiori, con criticità soprattutto sull'assistenza territoriale e sulla prevenzione, concentrate soprattutto al Sud. "Tenendo conto che il Nsg fornisce solo un quadro generale sull'adempimento dei Lea, ma non misura l'effettiva qualità dell'assistenza erogata né tantomeno l'effettiva esigibilità del diritto costituzionale alla tutela della salute, l'entità delle diseguaglianze regionali e territoriali è largamente sottostimata", rimarca Cartabellotta.La sanità e l’autonomia differenziata"Il Ddl 1623 è uno step fondamentale per l'attuazione dell'autonomia differenziata", sostiene la Fondazione Gimbe che già durante l'iter legislativo della riforma - evidenzia Cartabellotta - aveva richiesto di espungere la tutela della salute dall'elenco delle materie trasferibili alle Regioni, perché destinata a legittimare normativamente i divari tra Nord e Sud, concretizzando un'inaccettabile violazione del principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini nell'esercitare il diritto alla tutela della salute. Ora - analizza Gimbe - il Ddl 1623 propone di escludere la tutela della salute dalle materie per cui determinare i Lep, sostenendo, sulla base della sentenza n. 192/2024 della Corte costituzionale, che in sanità i Lea assolvano già a tale funzione. Una tesi che per la Fondazione consegue a "una lettura forzata della giurisprudenza costituzionale, funzionale solo ad accelerare l'attuazione dell'autonomia differenziata". Infatti "nella sentenza n. 192/2024 - puntualizza Cartabellotta - il riferimento ai Lea ha natura meramente esemplificativa, ma non equipara formalmente i Lep sanitari ai Lea, né supera la distinzione terminologica tra i due concetti, perché farlo significherebbe confondere il principio sancito dai Lep con lo strumento operativo rappresentato dai Lea". Un altro nodo centrale per Gimbe riguarda il finanziamento."Il Fabbisogno sanitario nazionale - rammenta Cartabellotta - viene ripartito alle Regioni in base alla popolazione residente, in parte pesata per età. Per finanziare i Lep sanitari, invece, le risorse pubbliche dovrebbero coprire i costi necessari per garantirli in modo uniforme su tutto il territorio nazionale". Tuttavia, "oggi nessuno è in grado di quantificare in tempi brevi il costo necessario per assicurare in tutto il Paese, ad esempio, pronto soccorso non affollati, tempi di attesa ragionevoli per esami e visite specialistiche o una rete territoriale funzionante", nota la Fondazione. "E allora - afferma Cartabellotta - vista l'impossibilità di finanziare i costi effettivi dei Lep sanitari con l'attuale disponibilità di risorse, l'Esecutivo rinuncia a definirli e imbocca la scorciatoia di equipararli ai Lea, con il solo scopo di accelerare l'autonomia differenziata. Una scorciatoia che renderebbe giuridicamente accettabili le diseguaglianze regionali nell'esigibilità del diritto alla tutela della salute". Gimbe: più risorse alla sanità ma nel 2028 il contributo scende al 5,9% del Pil Redazione Salute 23 Ottobre 2025Nuovi diritti ma zero risorse"In molte aree del Paese - continua il presidente - già oggi i cittadini non riescono a ottenere servizi e prestazioni sanitarie essenziali in tempi adeguati e sono spesso costretti a spostarsi in altre Regioni per curarsi. E senza la definizione dei Lep sanitari - avverte - l'autonomia differenziata non solo non ridurrà questi divari, ma li enfatizzerà, rendendoli strutturali e legittimati giuridicamente". La Fondazione Gimbe ribadisce "la necessità di definire i Lep sanitari", perché appunto "l'equiparazione tra Lea e Lep non poggia su solide basi giuridiche e tecniche e si fonda su una interpretazione forzata della sentenza della Corte costituzionale n. 192/2024 volta ad accelerare l'attuazione dell'autonomia differenziata". Ammonisce Cartabellotta: "Con questa scorciatoia il rischio concreto è di proclamare nuovi diritti senza le risorse per garantirli. Infatti, qualora definiti, i Lep sanitari dovrebbero essere finanziati, ma con l'attuale livello di sottofinanziamento del Ssn le risorse sarebbero largamente insufficienti per renderli realmente esigibili dai cittadini. Ma soprattutto questa scelta legittimerebbe normativamente la mancata esigibilità del diritto alla tutela della salute, trasformando l'autonomia differenziata in un moltiplicatore di diseguaglianze. Con ulteriore indebolimento delle Regioni del Mezzogiorno ed effetti boomerang per le Regioni del Nord, che non potranno più gestire l'ulteriore incremento di mobilità sanitaria". tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403188507902.PDF §---§ title§§ Gimbe: “Equiparare Lea e Lep? Scorciatoia per accelerare l’autonomia differenziata” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403038209467.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "rifday.it" del 14 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "sanitainsicilia.it" del 14 Jan 2026
L''Isola ha un punteggio di 173 nei Livelli essenziali di assistenza (Lea).
pubDate§§ 2026-01-14T16:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402895509032.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402895509032.PDF', 'title': 'sanitainsicilia.it'} tp:url§§ https://www.sanitainsicilia.it/gimbe-sicilia-sotto-la-media-nazionale-sui-livelli-essenziali-di-assistenza-sanitaria/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402895509032.PDF tp:ocr§§ Sviluppato, Gestito ed ottimizzato da Coffice s.r.l. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402895509032.PDF §---§ title§§ Livelli essenziali di assistenza, Fondazione Gimbe, Basilicata al 17° posto e "inadempiente" - SassiLive link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402935508440.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "sassilive.it" del 14 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "savonanews.it" del 14 Jan 2026
Il capogruppo regionale del Pd: "Risulta inadempiente su tutte e tre le aree monitorate, sempre più cittadini non riescono a curarsi"
pubDate§§ 2026-01-14T14:03:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402947708582.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402947708582.PDF', 'title': 'savonanews.it'} tp:url§§ https://www.savonanews.it/2026/01/14/leggi-notizia/argomenti/politica-2/articolo/fondazione-gimbe-liguria-penultima-per-prevenzione-sanitaria-sanna-sanita-ligure-vicina-al-coll.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402947708582.PDF tp:ocr§§ "I dati diffusi oggi dalla Fondazione Gimbe certificano il fallimento della destra al governo della Regione sulla sanità: la Liguria è penultima in Italia e ultima regione del Nord per qualità della prevenzione sanitaria ed è dichiarata inadempiente sui livelli essenziali di assistenza".Il capogruppo regionale del Pd, Armando Sanna, commenta così gli ultimi dati della Fondazione Gimbe, che posizionano la Liguria in fondo alle classifiche nazionali per la qualità dei servizi sanitari. Con un punteggio di soli 54 su 100, la regione supera solo la Sicilia, un risultato definito da Sanna come "un dato gravissimo che conferma quanto denunciamo da tempo: questa destra al governo della Regione sta portando la sanità ligure al collasso".L'analisi di Sanna si sofferma sull'impatto diretto che queste carenze hanno sulla vita dei cittadini, costretti a fare i conti con liste d'attesa interminabili o a ricorrere al settore privato. "La Liguria risulta inadempiente su tutte e tre le aree monitorate – prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera – e questo significa una cosa molto semplice: sempre più cittadini non riescono a curarsi, rinunciano alle visite, aspettano mesi per un esame o sono costretti a rivolgersi al privato pagando di tasca propria, aumentando le disuguaglianze nell’accesso alle cure". La critica si estende alla gestione politica complessiva, sostenendo che "la propaganda della Giunta Bucci non potrà coprire quanto sta succedendo" e che la nuova riforma sanitaria rischi di aggravare ulteriormente il quadro.Il comunicato si chiude con un appello per un'inversione di tendenza radicale, sottolineando lo stato di estrema pressione in cui si trova il personale medico e infermieristico. "I pronto soccorso sono sempre più in sofferenza, i medici e gli infermieri allo stremo, i servizi territoriali insufficienti e la prevenzione è praticamente abbandonata. Continueremo a denunciare questa situazione e chiedere un cambio di rotta radicale. La sanità pubblica deve tornare a essere una priorità". tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402947708582.PDF §---§ title§§ Una mappa per navigare nel dibattito sulla crisi del SSN | Scienza in rete link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403251307522.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "scienzainrete.it" del 14 Jan 2026
Ragionare sulle criticità del nostro SSN ignorandone la complessità non serve: serve invece uno schema metodologico che metta in relazione struttura, processo ed esiti
pubDate§§ 2026-01-14T07:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403251307522.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403251307522.PDF', 'title': 'scienzainrete.it'} tp:url§§ https://www.scienzainrete.it/articolo/mappa-navigare-nel-dibattito-sulla-crisi-del-ssn/claudio-maffei/2026-01-14 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403251307522.PDF tp:ocr§§ di Claudio MaffeiRagionare sulle criticità del nostro sistema di salute ignorandone la complessità e mettendo l’accento solo su un singolo fattore non è di nessun aiuto. Serve uno schema metodologico che metta in relazione almeno tre dimensioni: la “struttura”, il “processo” e gli “esiti”. E, poi, serve la volontà politica.SaluteLa crisi del nostro Servizio sanitario nazionale si accompagna a un intenso e incessante dibattito che si traduce ogni tanto in qualche autorevole appello, quali per esempio quelli degli “scienziati”, delle “associazioni” e degli “aziendalisti”. Da un po’ non si vedono nuovi appelli, ma continuano a fiorire nuovi interventi, come si può facilmente ricavare da una rapida scorsa ai contenuti di Quotidiano Sanità, mentre sempre più spesso del tema si occupano trasmissioni popolari come Dataroom di Milena Gabanelli e Report di Sigfrido Ranucci. Escono poi libri di taglio molto diverso come (cito solo quelli che ho letto) quello di impostazione giornalistica di Gabanelli e Ravizza (Codice rosso), quello di taglio fortemente politico di Rosy Bindi (Una sanità uguale per tutti) o quello di uno dei pochi studiosi italiani veri di politica sanitaria come Francesco Taroni (Un sistema sanitario in bilico). E ancora ci sono diversi Rapporti annuali sul SSN come (anche qui cito solo quelli che consulto più spesso) il Rapporto Sanità del CREA, Centro per la Ricerca Economica in Sanità dell’Università di Tor Vergata di Roma (qui si possono trovare i Rapporti Sanità dal 2003 al 2024), il Rapporto OASI, Osservatorio sulle Aziende e sul Sistema sanitario Italiano, del CERGAS (Centro di ricerca sulla gestione della salute e dell'assistenza sociale) della Università Bocconi (da qui sono scaricabili i rapporti dal 2020 al 2025) e il Rapporto annuale della Fondazione GIMBE. Ho esagerato coi link in questi primo paragrafo per consentire a chi volesse di farsi una idea più approfondita.Un mare di punti di vistaMuoversi in questo mare di punti di vista molto diversi per livello di approfondimento e area di interesse è molto difficile, anche perché tendono spesso a privilegiare singole criticità, per cui di volta in volta il colpevole o i colpevoli sono la crescita incontrollata del privato, la scelta dell'aziendalizzazione, il fallimento della medicina generale da risolvere con il passaggio alla dipendenza, la nascita e crescita dei fondi integrativi (tema talmente articolato che preferisco rimandare a una sua recente trattazione), i tagli lineari a posti letto e ospedali, la regionalizzazione e ovviamente il sottofinanziamento e il cattivo trattamento economico degli operatori.Se sugli ultimi due punti le opinioni sono unanimi, su tutti gli altri in realtà esistono punti di vista molto diversi: i medici di medicina generale sostengono per esempio di essere stati abbandonati a un lavoro frustante appesantito da un carico burocratico insopportabile, il privato esibisce i propri risultati a dimostrazione della sua efficacia ed efficienza e c’è che chi propone maggiore autonomia a Direzioni Generali e Regioni.A fronte di questo scenario caratterizzato da una molteplicità di punti di vista e ricette, vorrei tentare di fornire uno schema di lettura semplice per una tematica estremamente complessa, nello spirito dei suggerimenti agli aspiranti collaboratori di questa rivista («ci interessano articoli che analizzino un problema di attualità attraverso le competenze di chi scrive»). Ecco, allora, la sintesi del mio schema di lettura: accettare e abbracciare la complessità di una crisi in cui i fattori in gioco sono troppi e troppo intrecciati tra loro per pensare che con qualche mossa si possa andare a dama, darsi una cornice che tenga conto di alcuni fattori di contesto condizionanti da tenere costantemente presenti e utilizzare la triade di Donabedian adattata per mettere in relazione i vari fenomeni tra loro. Guidati da una magica triadePartiamo dalla triade di Donabedian adattata. Il teorico della qualità in sanità e poeta Avedis Donabedian ha fornito uno schema metodologico per misurare e migliorare la qualità dell'assistenza che prevede di mettere in relazione tre dimensioni: la “struttura”, il “processo” e gli “esiti”. Il numero delle dimensioni è poi cresciuto nelle elaborazioni metodologiche successive sulla qualità della assistenza sanitaria, ma noi ci fermiamo allo schema base che io adatterò all'analisi della qualità del SSN. La struttura del SSN: riguarda come il SSN è fatto e quali sono le sue regole di funzionamento. La dimensione della struttura ha a che fare con i principi del SSN (il solidarismo che lo sostiene, l’universalismo che garantisce la assistenza a tutti i cittadini e la globalità dei bisogni coperti), con il suo assetto istituzionale (per esempio il ruolo assegnato alle Regioni), con le sue regole di fondo (il ruolo del livello centrale, l’autonomia delle Regioni, il ruolo assegnato al privato, il perimetro dei servizi e delle prestazioni garantite, lo spazio previsto per i fondi integrativi, la libera professione, il tipo di rapporto con i medici di medicina generale) e con le risorse che gli vengono messe a disposizione sia in termini economici che di personale, strutture e tecnologie. Il processo del SSN: questo ha a che fare con come il SSN funziona e quindi con la sua capacità ai vari livelli (macro e cioè a livello nazionale e regionale, meso a livello aziendale, e micro a livello di singole realtà assistenziali e professionali) di operare nel rispetto di alcuni principi di buona pratica. Potremmo dire che il processo riferito alla qualità del SSN ha a che vedere a livello macro con l’adeguatezza dei suoi processi di governo, sia politici che tecnici, a livello meso con l’adeguatezza dei modelli organizzativi sanitari e socio-sanitari e dei processi di gestione dei “grandi processi amministrativi” (gestione delle risorse umane, acquisizione di beni e servizi, interventi di adeguamento strutturale e tecnologico, ecc.) e a livello micro con l’appropriatezza delle prestazioni, dei percorsi e dei modelli organizzativi. Gli esiti del SSN: questi hanno a che fare con i risultati che data la sua struttura e dato il suo funzionamento (processo) il SSN ottiene in termini di salute, accesso ai servizi, qualità dei servizi e soddisfazione di cittadini e operatori. Non finirò mai di scusarmi per le infinite ipersemplificazioni di questo approccio, ma credo nella sua utilità e quindi me ne prendo la responsabilità. La magica triade ci aiuta infatti a ragionare sui fattori influenti sulle principali criticità percepite del SSN, tutte riconducibili alla dimensione degli “esiti”, quali per esempio: la crescita del fenomeno della rinuncia alle cure e della spesa sanitaria “di tasca propria”, l’allungamento delle liste di attesa per le prestazioni ambulatoriali, l’intasamento dei Pronto Soccorso, la crisi delle vocazioni per professioni e ruoli quali la professione infermieristica, la medicina generale e alcune specializzazioni mediche (specie dell’area dell’emergenza-urgenza), la fuga dei professionisti nel privato o all’estero, la difficoltà di una presa in carico dei problemi cronici da parte dei servizi territoriali in aree pure di grande e drammatica importanza come la salute mentale a tutte le età, le dipendenze patologiche vecchie e nuove e le disabilità gravi e il crescente divario nord-sud sia nei livelli di salute che di accesso a prestazioni e servizi.Per ciascuno di questi “esiti” va individuato il peso dei fattori strutturali, che richiedono più risorse e interventi sulla architettura del SSN, e il peso dei fattori “di processo” che richiedono di “lavorare meglio”. Prendiamo il divario Nord-Sud: quanto è penalizzato il Sud in termini di risorse strutturali e di personale e quanto è penalizzato dai suoi bassi livelli di capacità di governo e di gestione? Oppure, nella crisi dei Pronto Soccorso quanto pesa (ed eventualmente da cosa dipende) la carenza di figure specialistiche e il numero dei posti letto ospedalieri verso la inadeguata programma zione e organizzazione dei servizi che trasferisce sui Pronto Soccorso pazienti e situazioni da prevenire e gestire altrove?Non basta la mappa, serve la volontàPossiamo tornare adesso al primo e al secondo punto dell’approccio che ho proposto: accettare e abbracciare la complessità della crisi del SSN - e quindi studiare bene i fattori che lo influenzano, il che richiede di conoscere bene struttura e meccanismi di funzionamento – e tenere conto di alcuni di fattori di contesto fondamentali. Questi sono rappresentati da: i limiti nella disponibilità di risorse e di personale in cui si continuerà a operare, il peso crescente della popolazione anziana e dei pazienti cronici e la disponibilità di tecnologie sempre più costose. Le implicazioni di questi fattori sono l’importanza di fare scelte che ne tengano conto come la concentrazione delle strutture e delle tecnologie di maggior costo e maggior impegno organizzativo (come gli ospedali e le tecnologie pesanti) e il forte investimento nella gestione territoriale domiciliare e residenziale dei pazienti cronici. Ragionare sulle criticità del SSN usando quella triade e questa cornice aiuta a in primo luogo a rendersi conto della parzialità di quegli interventi che riconducono tutto o quasi a un singolo fattore - come la privatizzazione in sé o l’autonomia che renderebbe ingovernabili Regioni e medici di medicina generale, tanto per fare due esempi – o a un singolo rimedio, come il massiccio ricorso alla intelligenza artificiale o alla sanità digitale. In secondo luogo, questo modo di leggere le criticità del SSN fa emergere con chiarezza l’enorme peso del cattivo funzionamento del SSN con responsabilità centrali, regionale, aziendali e professionali. Ad esempio, pur a fronte di regole di sistema chiare che spingevano e spingono a razionalizzare le reti ospedaliere per acuti per potenziare le reti territoriali, la gran parte delle Regioni sta andando nella direzione opposta per la responsabilità della politica e la complicità o inerzia del livello centrale per esclusivi motivi di consenso. Ma anche per l’allineamento delle Direzioni Aziendali e il silenzio di corpi intermedi come i sindacati, le università e gli ordini professionali. Il che porta ancora una volta a sottolineare che il SSN ha bisogno prioritariamente di risorse economiche e di personale, ma allo stesso tempo di una cultura e di una pratica di sanità pubblica migliori. Il che rilancia l’idea di promuovere una diffusa public health literacy di cui abbiamo parlato tempo fa su Scienza in rete. Chiuso l’articolo, è uscito il testo di un disegno di legge per la delega al governo di avviare un processo di riordino del SSN che rilancia tra l’altro l’idea dei super ospedali che abbiamo già trattato qui su Scienza in rete. Purtroppo in questo testo non c’è traccia del percorso che ho descritto di legare le criticità del SSN ai fattori strutturali e di processo che le influenzano in modo da introdurre misure correttive. Sembra solo accentuare la deriva privatistica e ospedalocentrica che da sempre affligge il nostro sistema sanitario. Staremo a vedere. La migrazione sanitaria in Italia, spiegata beneScienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi. Sostieni Scienza in retedi Luca CarraHo avuto l'onore di conoscere Gino Nicolais nei ranghi del Gruppo 2003 per la ricerca, associazione che in quell'anno "Gino", come si faceva chiamare, ha fondato insieme ad altri noti scienzia ti italiani con l’obiettivo di aumentare la reputazione della cultura scientifica e promuoverne il ruolo strategico nel nostro Paese. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403251307522.PDF §---§ title§§ Una mappa per navigare nel dibattito sulla crisi del SSN link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403256907530.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "scienzainrete.it" del 14 Jan 2026
Ragionare sulle criticità del nostro SSN ignorandone la complessità non serve: serve invece uno schema metodologico che metta in relazione struttura, processo ed esiti
pubDate§§ 2026-01-14T07:36:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403256907530.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403256907530.PDF', 'title': 'scienzainrete.it'} tp:url§§ https://www.scienzainrete.it/articolo/mappa-navigare-nel-dibattito-sulla-crisi-del-ssn/claudio-maffei/2026-01-14 tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403256907530.PDF tp:ocr§§ Ragionare sulle criticità del nostro sistema di salute ignorandone la complessità e mettendo l’accento solo su un singolo fattore non è di nessun aiuto. Serve uno schema metodologico che metta in relazione almeno tre dimensioni: la “struttura”, il “processo” e gli “esiti”. E, poi, serve la volontà politica.La crisi del nostro Servizio sanitario nazionale si accompagna a un intenso e incessante dibattito che si traduce ogni tanto in qualche autorevole appello, quali per esempio quelli degli “scienziati”, delle “associazioni” e degli “aziendalisti”. Da un po’ non si vedono nuovi appelli, ma continuano a fiorire nuovi interventi, come si può facilmente ricavare da una rapida scorsa ai contenuti di Quotidiano Sanità, mentre sempre più spesso del tema si occupano trasmissioni popolari come Dataroom di Milena Gabanelli e Report di Sigfrido Ranucci. Escono poi libri di taglio molto diverso come (cito solo quelli che ho letto) quello di impostazione giornalistica di Gabanelli e Ravizza (Codice rosso), quello di taglio fortemente politico di Rosy Bindi (Una sanità uguale per tutti) o quello di uno dei pochi studiosi italiani veri di politica sanitaria come Francesco Taroni (Un sistema sanitario in bilico). E ancora ci sono diversi Rapporti annuali sul SSN come (anche qui cito solo quelli che consulto più spesso) il Rapporto Sanità del CREA, Centro per la Ricerca Economica in Sanità dell’Università di Tor Vergata di Roma (qui si possono trovare i Rapporti Sanità dal 2003 al 2024), il Rapporto OASI, Osservatorio sulle Aziende e sul Sistema sanitario Italiano, del CERGAS (Centro di ricerca sulla gestione della salute e dell'assistenza sociale) della Università Bocconi (da qui sono scaricabili i rapporti dal 2020 al 2025) e il Rapporto annuale della Fondazione GIMBE. Ho esagerato coi link in questi primo paragrafo per consentire a chi volesse di farsi una idea più approfondita.Muoversi in questo mare di punti di vista molto diversi per livello di approfondimento e area di interesse è molto difficile, anche perché tendono spesso a privilegiare singole criticità, per cui di volta in volta il colpevole o i colpevoli sono la crescita incontrollata del privato, la scelta dell'aziendalizzazione, il fallimento della medicina generale da risolvere con il passaggio alla dipendenza, la nascita e crescita dei fondi integrativi (tema talmente articolato che preferisco rimandare a una sua recente trattazione), i tagli lineari a posti letto e ospedali, la regionalizzazione e ovviamente il sottofinanziamento e il cattivo trattamento economico degli operatori.Se sugli ultimi due punti le opinioni sono unanimi, su tutti gli altri in realtà esistono punti di vista molto diversi: i medici di medicina generale sostengono per esempio di essere stati abbandonati a un lavoro frustante appesantito da un carico burocratico insopportabile, il privato esibisce i propri risultati a dimostrazione della sua efficacia ed efficienza e c’è che chi propone maggiore autonomia a Direzioni Generali e Regioni.A fronte di questo scenario caratterizzato da una molteplicità di punti di vista e ricette, vorrei tentare di fornire uno schema di lettura semplice per una tematica estremamente complessa, nello spirito dei suggerimenti agli aspiranti collaboratori di questa rivista («ci interessano articoli che analizzino un problema di attualità attraverso le competenze di chi scrive»). Ecco, allora, la sintesi del mio schema di lettura: accettare e abbracciare la complessità di una crisi in cui i fattori in gioco sono troppi e troppo intrecciati tra loro per pensare che con qualche mossa si possa andare a dama, darsi una cornice che tenga conto di alcuni fattori di contesto condizionanti da tenere costantemente presenti e utilizzare la triade di Donabedian adattata per mettere in relazione i vari fenomeni tra loro. Partiamo dalla triade di Donabedian adattata. Il teorico della qualità in sanità e poeta Avedis Donabedian ha fornito uno schema metodologico per misurare e migliorare la qualità dell'a ssistenza che prevede di mettere in relazione tre dimensioni: la “struttura”, il “processo” e gli “esiti”. Il numero delle dimensioni è poi cresciuto nelle elaborazioni metodologiche successive sulla qualità della assistenza sanitaria, ma noi ci fermiamo allo schema base che io adatterò all'analisi della qualità del SSN.Non finirò mai di scusarmi per le infinite ipersemplificazioni di questo approccio, ma credo nella sua utilità e quindi me ne prendo la responsabilità. La magica triade ci aiuta infatti a ragionare sui fattori influenti sulle principali criticità percepite del SSN, tutte riconducibili alla dimensione degli “esiti”, quali per esempio: la crescita del fenomeno della rinuncia alle cure e della spesa sanitaria “di tasca propria”, l’allungamento delle liste di attesa per le prestazioni ambulatoriali, l’intasamento dei Pronto Soccorso, la crisi delle vocazioni per professioni e ruoli quali la professione infermieristica, la medicina generale e alcune specializzazioni mediche (specie dell’area dell’emergenza-urgenza), la fuga dei professionisti nel privato o all’estero, la difficoltà di una presa in carico dei problemi cronici da parte dei servizi territoriali in aree pure di grande e drammatica importanza come la salute mentale a tutte le età, le dipendenze patologiche vecchie e nuove e le disabilità gravi e il crescente divario nord-sud sia nei livelli di salute che di accesso a prestazioni e servizi.Per ciascuno di questi “esiti” va individuato il peso dei fattori strutturali, che richiedono più risorse e interventi sulla architettura del SSN, e il peso dei fattori “di processo” che richiedono di “lavorare meglio”. Prendiamo il divario Nord-Sud: quanto è penalizzato il Sud in termini di risorse strutturali e di personale e quanto è penalizzato dai suoi bassi livelli di capacità di governo e di gestione? Oppure, nella crisi dei Pronto Soccorso quanto pesa (ed eventualmente da cosa dipende) la carenza di figure specialistiche e il numero dei posti letto ospedalieri verso la inadeguata programmazione e organizzazione dei servizi che trasferisce sui Pronto Soccorso pazienti e situazioni da prevenire e gestire altrove?Possiamo tornare adesso al primo e al secondo punto dell’approccio che ho proposto: accettare e abbracciare la complessità della crisi del SSN - e quindi studiare bene i fattori che lo influenzano, il che richiede di conoscere bene struttura e meccanismi di funzionamento – e tenere conto di alcuni di fattori di contesto fondamentali. Questi sono rappresentati da: i limiti nella disponibilità di risorse e di personale in cui si continuerà a operare, il peso crescente della popolazione anziana e dei pazienti cronici e la disponibilità di tecnologie sempre più costose. Le implicazioni di questi fattori sono l’importanza di fare scelte che ne tengano conto come la concentrazione delle strutture e delle tecnologie di maggior costo e maggior impegno organizzativo (come gli ospedali e le tecnologie pesanti) e il forte investimento nella gestione territoriale domiciliare e residenziale dei pazienti cronici. Ragionare sulle criticità del SSN usando quella triade e questa cornice aiuta a in primo luogo a rendersi conto della parzialità di quegli interventi che riconducono tutto o quasi a un singolo fattore - come la privatizzazione in sé o l’autonomia che renderebbe ingovernabili Regioni e medici di medicina generale, tanto per fare due esempi – o a un singolo rimedio, come il massiccio ricorso alla intelligenza artificiale o alla sanità digitale. In secondo luogo, questo modo di leggere le criticità del SSN fa emergere con chiarezza l’enorme peso del cattivo funzionamento del SSN con responsabilità centrali, regionale, aziendali e professionali. Ad esempio, pur a fronte di regole di sistema chiare che spingevano e spingono a razionalizzare le reti ospedaliere per acuti per potenziare le reti territoriali, la gran parte delle Regioni sta andando nella direzione opposta per la responsabilità della politica e la complicità o inerzia del livello centrale per esclusivi mot ivi di consenso. Ma anche per l’allineamento delle Direzioni Aziendali e il silenzio di corpi intermedi come i sindacati, le università e gli ordini professionali. Il che porta ancora una volta a sottolineare che il SSN ha bisogno prioritariamente di risorse economiche e di personale, ma allo stesso tempo di una cultura e di una pratica di sanità pubblica migliori. Il che rilancia l’idea di promuovere una diffusa public health literacy di cui abbiamo parlato tempo fa su Scienza in rete. Chiuso l’articolo, è uscito il testo di un disegno di legge per la delega al governo di avviare un processo di riordino del SSN che rilancia tra l’altro l’idea dei super ospedali che abbiamo già trattato qui su Scienza in rete. Purtroppo in questo testo non c’è traccia del percorso che ho descritto di legare le criticità del SSN ai fattori strutturali e di processo che le influenzano in modo da introdurre misure correttive. Sembra solo accentuare la deriva privatistica e ospedalocentrica che da sempre affligge il nostro sistema sanitario. Staremo a vedere. Ho avuto l'onore di conoscere Gino Nicolais nei ranghi del Gruppo 2003 per la ricerca, associazione che in quell'anno "Gino", come si faceva chiamare, ha fondato insieme ad altri noti scienziati italiani con l’obiettivo di aumentare la reputazione della cultura scientifica e promuoverne il ruolo strategico nel nostro Paese. Scienzainrete.it è una Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano Aut. n° 292 del 24/05/2011ISSN 2281-0749Privacy policy - Codice etico - Trasparenza Disclaimer sui contenuti e le immagini. Nonostante le accurate ricerche svolte, non è stato possibile risalire a eventuali detentori del diritto d'autore delle immagini pubblicate. I titolari del copyright che ritenessero tale pubblicazione in violazione del loro legittimo diritto, sono pregati di contattare la redazione del sito che, fatte le opportune verifiche, rimuoverà il più rapidamente possibile i materiali tutelati. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403256907530.PDF §---§ title§§ Puglia tra le prime dieci regioni italiane per adempimento dei Lea link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403205908040.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "statoquotidiano.it" del 14 Jan 2026
La Puglia si conferma tra le regioni italiane adempienti sui Lea, i livelli essenziali di assistenza, secondo l’ultimo report 2023
pubDate§§ 2026-01-14T10:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403205908040.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403205908040.PDF', 'title': 'statoquotidiano.it'} tp:url§§ https://www.statoquotidiano.it/14/01/2026/puglia-tra-le-prime-dieci-regioni-italiane-per-adempimento-dei-lea/1274169/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403205908040.PDF tp:ocr§§ Iscriviti al canale WhatsappBALLON D'ESSAICALEMBOURIscriviti al canale WhatsappFoggiaManfredoniaCronacaPoliticaSportEventiSan SeveroCerignolaHome // Attualità // Puglia tra le prime dieci regioni italiane per adempimento dei LeaOspedale - Fonte Immagine: ansa.itLASCIA UN COMMENTOLa Puglia si conferma tra le regioni italiane adempienti sui Lea, i livelli essenziali di assistenza, secondo l’ultimo report 2023 della Fondazione Gimbe. La valutazione nazionale indica la Puglia con un punteggio complessivo di 228, classificandola come “adempiente secondo il nuovo sistema di garanzia”.Lo studio analizza tre macro-aree: nella prevenzione collettiva e sanità pubblica la Puglia ottiene 74 punti, risultando undicesima in Italia; nell’assistenza distrettuale registra 69 punti, a 27 punti dalla prima classificata, il Veneto; mentre nell’assistenza ospedaliera raggiunge 85 punti, collocandosi nona a livello nazionale.Con questi risultati, la Puglia occupa la decima posizione nella classifica generale, unica regione del Sud Italia tra le prime dieci, confermando l’impegno della Regione nel garantire standard di assistenza elevati per cittadini e pazienti.Lo riporta ansa.it.CommentoSalva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.?Stato Donna è l'inserto di Stato Quotidiano che parla al femminile. Con decine di storie e volti di donne che raccontano il mondo attuale."L'INFORMAZIONE LIBERA DELLA CAPITANATA ED OLTRE (DAL 2009)"Registrazione al tribunale di Foggia n°28 del 05.10.2009REDAZIONECASINO ONLINE NON AAMSCASINO NON AAMSCODICE ETICOPRIVACY POLICYCONTATTIVuoi segnalare un problema nella tua città?AnonimoManfredoniaFoggiaSan SeveroLuceraCerignolaGarganoPrima PaginaPrimo PianoCronacaScienza e tecnologiaMedicinaEconomiaLavoroFocus e InchiesteIl FogliettoStorie e ProfiliStato SportAttualitàModaViaggiEventiCinemaSpettacoliSalute e BenessereStato DonnaPubblicitàSegnalazioniMeteoStato TVRedazioneScriveteciCompila il modulo con i tuoi dati per inviare segnalazioni, denunce o disservizi.Compila il modulo con i tuoi dati per promuovere la tua attività locale, pubblicizzare un evento o per proposte di collaborazione.LASCIA UN COMMENTO tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403205908040.PDF §---§ title§§ Gimbe: equiparare Lea e Lep scorciatoia per accelerare l’autonomia delle Regioni link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403220408093.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "sumailombardia.info" del 14 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "teleborsa.it" del 14 Jan 2026
Audizione della Fondazione Gimbe al Senato sul ddl per determinare i livelli essenziali delle prestazioni
pubDate§§ 2026-01-14T12:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402932208407.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402932208407.PDF', 'title': 'teleborsa.it'} tp:url§§ https://www.teleborsa.it/DettaglioNews/81_2026-01-14_TLB/Autonomia-differenziata-in-sanit-Gimbe-Equiparare-Lea-e-Lep-scorciatoia-per-accelerare-la-legge.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402932208407.PDF tp:ocr§§ Home Page / Notizie / Autonomia differenziata in sanità, Gimbe: "Equiparare Lea e Lep è scorciatoia per accelerare la... Autonomia differenziata in sanità, Gimbe: "Equiparare Lea e Lep è scorciatoia per accelerare la legge" Audizione della Fondazione Gimbe al Senato sul ddl per determinare i livelli essenziali delle prestazioni Economia 14 gennaio 2026 - 12.29 (Teleborsa) - "I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) non coincidono con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), né sul piano normativo né su quello sostanziale. La scelta del Governo di equipararli, forzando l'interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l'attuazione dell'autonomia differenziata, destinata ancor più ad essere un moltiplicatore di diseguaglianze. I LEP sanitari devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare per legge differenze regionali già oggi inaccettabili, indebolire ulteriormente le Regioni del Mezzogiorno e gravare quelle del Nord con un eccesso di mobilità sanitaria". È questo il messaggio centrale portato dal presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, nel corso dell'audizione odierna presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato, nell'ambito dell'esame del Disegno di Legge delega n. 1623 per la determinazione dei LEP.LIVELLI ESSENZIALI DELLE PRESTAZIONI (LEP) – I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) sono l'insieme delle prestazioni e dei servizi che lo Stato deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, per assicurare i diritti civili e sociali fondamentali delle persone indipendentemente dalla Regione o dal Comune di residenza. I LEP sono previsti dall'articolo 117 della Costituzione, che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva nel determinarli, anche se molte funzioni sono svolte da Regioni ed enti locali. I LEP riguardano tutti i diritti civili e sociali, ad esempio: servizi sociali, istruzione, tutela della salute, trasporto pubblico locale, politiche abitative, servizi per l'inclusione sociale e lavorativa. Ad oggi i LEP non sono stati definiti se non in maniera parziale e solo in alcuni ambiti.LE DISEGUAGLIANZE REGIONALI – In sanità qualsiasi discussione sui LEP non può prescindere da una valutazione delle attuali diseguaglianze regionali nell'erogazione dei LEA, ovvero le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o con il pagamento di un ticket. Il monitoraggio ufficiale del Ministero della Salute tramite gli indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) fotografa profonde differenze tra le Regioni. Nel 2023 (ultimo anno disponibile) ben 8 Regioni risultano non adempienti ai LEA non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera. Inoltre, sommando i punteggi ottenuti nelle tre macro-aree, a fronte di un punteggio medio di 226 punti su 300, esistono divari molto marcati: Veneto e Toscana superano i 280 punti, mentre altre Regioni non raggiungono i 200 punti, in particolare nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia) e in Valle d'Aosta (tabella 1). Infine, in ciascuna macro-area, il divario tra le Regioni con le migliori performance e quelle in maggiore difficoltà supera i 40 punti, arrivando in alcune aree a scarti ancora maggiori, con criticità soprattutto sull'assistenza territoriale e sulla prevenzione, concentrate soprattutto al Sud (tabella 2). "Tenendo conto che il NSG fornisce solo un quadro generale sull'adempimento dei LEA – ha evidenziato Cartabellotta – ma non misura l'effettiva qualità dell'assistenza erogata né tantomeno l'effettiva esigibilità del diritto costituzionale alla tutela della salute, l'entità delle diseguaglianze regionali e territoriali è largamente sottostimata". SALUTE E AUTONOMIA DIFFERENZIATA: UNA LINEA ROSSA GIÀ SEGNALATA DA GIMBE – Il DdL 1623 è uno step fondamentale per l'attuazione dell'autonomia differenziata. Nel suo intervento, il Presidente ha ricordato come, già durante l'iter legislativo della riforma, la Fondazione GIMBE avesse richiesto di espungere la tutela della salute dall'elenco delle materie trasferibili alle Regioni, perché destinata a legittimare normativamente i divari tra Nord e Sud, concretizzando un'inaccettabile violazione del principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini nell'esercitare il diritto alla tutela della salute.LEP = LEA: UNA FORZATURA GIURIDICA PER ACCELERARE L'ITER LEGISLATIVO – Il DdL 1623 propone di escludere la tutela della salute dalle materie per cui determinare i LEP, sostenendo – sulla base della sentenza n. 192/2024 della Corte Costituzionale – che in sanità i LEA assolvano già a tale funzione. Una tesi che, secondo la Fondazione GIMBE, consegue ad una lettura forzata della giurisprudenza costituzionale, funzionale solo ad accelerare l'attuazione dell'autonomia differenziata. "Nella sentenza n. 192/2024 – ha spiegato Cartabellotta – il riferimento ai LEA ha natura meramente esemplificativa, ma non equipara formalmente i LEP sanitari ai LEA, né supera la distinzione terminologica tra i due concetti, perché farlo significherebbe confondere il principio sancito dai LEP con lo strumento operativo rappresentato dai LEA". I LEP rappresentano infatti un vincolo costituzionale: la soglia minima uniforme di prestazioni necessarie a rendere effettivi i diritti fondamentali su tutto il territorio nazionale. I LEA, invece, costituiscono lo strumento: un elenco dettagliato di prestazioni sanitarie con cui perseguire il fine costituzionale dell'uniforme esigibilità del diritto alla tutela della salute.LEA INVECE CHE LEP: DEFINIRE DIRITTI FORMALI, MA NON ESIGIBILI PER MANCANZA DI RISORSE – Un altro nodo centrale è quello del finanziamento perché i LEA non vengono direttamente finanziati. "Il Fabbisogno Sanitario Nazionale (FSN) – ha spiegato Cartabellotta – viene ripartito alle Regioni in base alla popolazione residente, in parte pesata per età. Per finanziare i LEP sanitari, invece, le risorse pubbliche dovrebbero coprire i costi necessari per garantirli in modo uniforme su tutto il territorio nazionale". Tuttavia, oggi nessuno è in grado di quantificare in tempi brevi il costo necessario per assicurare in tutto il Paese, ad esempio, pronto soccorso non affollati, tempi di attesa ragionevoli per esami e visite specialistiche o una rete territoriale funzionante. "E allora – ha commentato il Presidente – vista l'impossibilità di finanziare i costi effettivi dei LEP sanitari con l'attuale disponibilità di risorse, l'Esecutivo rinuncia a definirli e imbocca la scorciatoia di equipararli ai LEA, con il solo scopo di accelerare l'autonomia differenziata. Una scorciatoia che renderebbe giuridicamente accettabili le diseguaglianze regionali nell'esigibilità del diritto alla tutela della salute".LE CONSEGUENZE PER I CITTADINI – "In molte aree del Paese – ha spiegato Cartabellotta – già oggi i cittadini non riescono a ottenere servizi e prestazioni sanitarie essenziali in tempi adeguati e sono spesso costretti a spostarsi in altre Regioni per curarsi. E senza la definizione dei LEP sanitari, l'autonomia differenziata non solo non ridurrà questi divari, ma li enfatizzerà, rendendoli strutturali e legittimati giuridicamente". LA PROPOSTA GIMBE – La Fondazione GIMBE ha ribadito la necessità di definire i LEP sanitari, perché l'equiparazione tra LEA e LEP non poggia su solide basi giuridiche e tecniche e si fonda su una interpretazione forzata della sentenza della Corte costituzionale n. 192/2024 volta ad accelerare l'attuazione dell'autonomia differenziata. "Con questa scorciatoia – ha concluso Cartabellotta – il rischio concreto è di proclamare nuovi diritti senza le risorse per garantirli. Infatti, qualora definiti, i LEP sanitari dovrebbero essere finanziati, ma con l'attuale livello di sottofinanziamento del SSN le risorse sarebbero largamente insufficienti per renderli realmente esigibili dai cittadini. Ma soprattutto questa scelta legittimerebbe normativamente la mancata esigibilità del diritto alla tutela della salute, trasformando l'autonomia differenziata in un moltiplicatore di diseguaglianze. Con ulteriore indebolimento delle Regioni del Mezzogiorno ed effetti boomerang per le Regioni del Nord, che non potranno più gestire l'ulteriore incremento di mobilità sanitaria". Condividi``` Leggi anche Antitrust, informazioni più chiare su autonomi percorrenza auto elettriche Legge di Bilancio, Santanchè: “una manovra seria e credibile per famiglie, imprese, lavoratori, e dimostra impegno per il turismo” MASE, Tavolo Plastiche: controlli sui riciclati e nuove misure per l’economia circolare Giovani: Pisani (CNG), traguardo importante ok CdM a Ddl politiche giovanili e servizio civile tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402932208407.PDF §---§ title§§ La Puglia tra le prime 10 regioni italiane adempienti sui Lea - trmtv link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011402900308984.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "trmtv.it" del 14 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "umbriadomani.it" del 14 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "umbriadomani.it" del 14 Jan 2026
Estratto da pag. 1 di "unionesarda.it" del 14 Jan 2026
L''Isola è tra le ultime regioni per punteggio totale e penultima per l''area ospedaliera
pubDate§§ 2026-01-14T10:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403205808039.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403205808039.PDF', 'title': 'unionesarda.it'} tp:url§§ https://www.unionesarda.it/salute/sanita-la-sardegna-sotto-la-media-nazionale-nei-livelli-essenziali-di-assistenza-h452w40y tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403205808039.PDF tp:ocr§§ Persistono profonde disuguaglianze territoriali nell’erogazione dei servizi sanitari essenziali in Italia. A fotografare la situazione è il monitoraggio ufficiale del Ministero della Salute basato sugli indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG), analizzato nel dettaglio dall’ultimo report della Fondazione Gimbe relativo al 2023, l’ultimo anno disponibile. Secondo i dati, otto Regioni risultano non adempienti ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), non avendo raggiunto la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree monitorate: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Il punteggio medio nazionale complessivo si attesta a 226 punti su 300, ma con differenze molto marcate tra i territori. In questo contesto si colloca anche la Sardegna, che nel 2023 ha totalizzato 192 punti complessivi, ben al di sotto della media nazionale. La Regione risulta formalmente adempiente secondo il NSG, ma i dati evidenziano criticità significative in tutte le aree di valutazione. In particolare, per la prevenzione collettiva e la sanità pubblica il punteggio è di 65 punti, 33 in meno rispetto a Veneto e Provincia autonoma di Trento, che guidano la classifica. Nell’assistenza distrettuale la Sardegna si ferma a 67 punti, 29 in meno rispetto al Veneto. Ancora più critico il dato sull’assistenza ospedaliera, dove con 60 punti l’Isola si colloca al penultimo posto a livello nazionale, distante 37 punti dalla Provincia autonoma di Trento, prima in graduatoria. Sul tema è intervenuto il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, che ha evidenziato come l’attuale sistema di finanziamento contribuisca ad alimentare le disuguaglianze. «Il fabbisogno sanitario nazionale viene ripartito alle Regioni in base alla popolazione residente, in parte pesata per età. Per finanziare i Livelli Essenziali delle Prestazioni sanitarie, invece, le risorse dovrebbero coprire i costi necessari a garantirli in modo uniforme su tutto il territorio nazionale», ha spiegato. Secondo Cartabellotta, l’impossibilità di finanziare i costi effettivi dei Lep sanitari con le risorse attualmente disponibili avrebbe spinto il Governo a rinunciare a definirli, equiparandoli ai Lea per accelerare il percorso dell’autonomia differenziata. «Una scorciatoia – ha sottolineato – che rischia di rendere giuridicamente accettabili le diseguaglianze regionali nell’esigibilità del diritto alla tutela della salute». Una situazione che, secondo il presidente di Gimbe, ha già conseguenze concrete per i cittadini: «In molte aree del Paese – ha concluso – oggi non si riescono a ottenere servizi e prestazioni sanitarie essenziali in tempi adeguati e spesso si è costretti a spostarsi in altre Regioni per curarsi». (Unioneonline/Fr.Me.)© Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/14/2026011403205808039.PDF §---§