title§§ Specialistica ambulatoriale, dal dg Asp segnale di apertura alle strutture
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Estratto da pag. 7 di "NUOVA DEL SUD" del 10 Jan 2026
pubDate§§ 2026-01-10T06:58:00+00:00
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tp:ocr§§ Le associazioni: se non si interviene su criteri e risorse, per gli utenti tempi d’attesa più lunghi o rinuncia alle cure Specialistica ambulatoriale, dal dg Asp segnale di apertura alle strutture POTENZA – Le prime dichiarazioni del nuovo direttore generale dell’Asp Basilicata, Giuseppe De Filippis, le parole improntate sulla disponibilità e sul confronto, hanno riaperto un canale di dialogo con le strutture della specialistica ambulatoriale che prima della sua nomina sembrava completamente chiuso. Per molte strutture accreditate, ridurre l’attività specialistica convenzionata significa forzare i pazienti verso prestazioni private extra-convenzione, con costi a carico delle famiglie e potenziali situazioni di esclusione per chi non può permettersi tariffe fuori dal Servizio Sanitario Regionale. Le associazioni sostengono che, se non si interviene su criteri e risorse, gli utenti si troveranno ad affrontare tempi d’attesa più lunghi o addirittura a rinunciare alle cure, soprattutto per prestazioni di routine ma indispensabili. Per Luca Pallavicini presidente Confcommercio Salute “c’è un dato ancora trascurato: in numerose regioni, come accade in Basilicata, il budget destinato alle prestazioni erogate dai privati accreditati è contingentato non per inefficienza ma per l’opposto. Perché tali strutture, a parità di tariffa, sono in grado di erogare un volume di prestazioni superiore a quello che il sistema pubblico riesce a rimborsare. Una capacità produttiva che, se governata in modo appropriato, potrebbe contribuire in maniera significativa alla riduzione delle liste d’attesa. La sanità – aggiunge - affronta sfide profonde: carenza di personale, invecchiamento della popolazione, aumento delle cronicità, fragilità sociali, debolezza dell’assistenza territoriale. Nessuna di queste criticità si risolve modificando la proprietà degli erogatori. Difendere il Servizio Sanitario Nazionale significa rafforzarne il funzionamento reale, utilizzando in modo coerente e responsabile tutte le sue componenti, pubbliche e accreditate, nel rispetto di regole chiare, controlli efficaci e finanziamenti adeguati”. Il dato di partenza è la quota di spesa sanitaria destinata al privato accreditato-convenzionato. Secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato elaborati dalla Fondazione Gimbe la media nazionale è pari a circa il 20,3% con regioni con percentuali molto elevate: Lazio: 29,3 %, Molise: 28,7 %, Lombardia: 27,2 % e anche Sicilia (23,9 %), Campania (23,3 %), Puglia (22,0 %) sopra la media nazionale. La Basilicata con il 6% (convenzionato senza cliniche) si colloca decisamente sotto la media italiana. Questo significa che, sebbene la sanità privata accreditata abbia un ruolo importante anche in Basilicata, la percentuale di spesa pubblico-privato per prestazioni accreditate è decisamente molto contenuta rispetto ad altre regioni italiane. Tuttavia, nell’attuale vertenza sui tetti di spesa, anche questa quota relativamente “bassa” rischia di produrre effetti negativi sull’accesso alle cure dei cittadini proprio perché il sistema sanitario regionale è già sotto pressione per costi, carenze di personale e liste d’attesa. Al centro della tensione ci sono i nuovi limiti di budget assegnati alle strutture private per il triennio 2025-2027, approvati con la deliberazione di Giunta regionale n. 473 del 5 agosto scorso. Secondo la Regione, i tetti puntano a rispettare i vincoli di finanza pubblica imposti dalla normativa nazionale e assicurare la sostenibilità del Sistema Sanitario Regionale. Le organizzazioni di categoria e gli operatori privati hanno però reagito con forte critica. Sostengono che i tetti sono fissati su parametri storici obsoleti risalenti al 2014, che non tengono conto dell’aumento delle esigenze sanitarie attuali né dell’invecchiamento demografico della popolazione. Secondo i rappresentanti, tali limiti mettono a rischio la capacità di erogare prestazioni per conto del Servizio Sanitario Regionale (SSR) e la sopravvivenza economica delle strutture stesse. Dietro i termini burocratici si celano ricadute
concrete per i lucani che si rivolgono alle strutture sanitarie. Una delle prime conseguenze è l’interruzione di erogazione delle prestazioni da parte di centri che come avvenuto per Polimedica Melfi hanno già raggiunto il tetto di spesa previsto: in tal caso, i centri devono sospendere l’attività per conto del SSR. Proprio in Basilicata si registra un aumento di persone che rinunciano a servizi sanitari per difficoltà di accesso, secondo dati recenti comparsi anche nei report nazionali: in alcune rilevazioni quasi uno su dieci cittadini dichiara di aver dovuto rinunciare alle cure, soprattutto per costi o tempi di attesa insostenibili. Un altro fronte significativo della critica riguarda i servizi salvavita, come quelli di dialisi e prestazioni ad alta intensità specialistica: diversi rappresentanti hanno chiesto esplicitamente che tali attività siano scorporate dai tetti di spesa generali, proprio perché rispondono a bisogni sanitari critici e non possono essere gestite secondo i soli vincoli di bilancio regionale. Nel loro complesso, queste posizioni non si limitano a rivendicazioni di natura economica: riflettono soprattutto l’urgenza di garantire ai lucani il diritto alla salute e l’effettiva accessibilità alle prestazioni specialistico-diagnostiche. Le associazioni chiedono un confronto più rigoroso sui criteri di programmazione, basato su dati reali e fabbisogni sanitari aggiornati, per evitare che il sistema sanitario lucano diventi progressivamente meno capace di rispondere ai bisogni quotidiani dei cittadini. Le associazioni delle strutture di specialistica ambulatoriale non rappresentano solo numeri e proteste formali, ma esprimono le preoccupazioni degli operatori sanitari e, indirettamente, dei pazienti che incontrano ogni giorno. Agli inizi della prossima settimana è in programma una nuova iniziativa per riaccendere i riflettori sulla Polimedica. Un ultimo tentativo – come viene presentato - di rompere la coltre di inerzia e di riportare questa vicenda sul terreno che le compete: quello della responsabilità istituzionale, della trasparenza e del diritto alla cura. ---End text--- Author: ARTURO GIGLIO Heading: Highlight: Image: -tit_org- Specialistica ambulatoriale, dal dg Asp segnale di apertura alle strutture -sec_org-
tp:writer§§ ARTURO GIGLIO
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§---§
title§§ Isernia Il sindaco ancora in tenda per la sanità
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Estratto da pag. 10 di "DOMANI" del 10 Jan 2026
pubDate§§ 2026-01-10T05:49:00+00:00
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category§§ POLITICA SANITARIA
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tp:ocr§§ Isernla II sindaco ancora in tenda per la sanità II sindaco di Isernia, Piero Cast rataro, da almeno due settimane sta dormendo in una tenda davanti all'ospedale cittadino per richiedere risorse perrilanciare la struttura. Castrataro ha incontrato l'Azienda sanitaria per discutere i problemi ospedalieri: «II comune è pronto a intervenire». 11 sindaco prosegue la protesta finché non sarà sicuro. -tit_org- Isernia Il sindaco ancora in tenda per la sanità -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
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§---§
title§§ Curarsi In carcere Quanto è lontana l'Italia dall'Europa
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Estratto da pag. 8 di "DOMANI" del 10 Jan 2026
pubDate§§ 2026-01-10T05:49:00+00:00
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tp:ocr§§ L'ANAUSI Curarsi in carcere Quanto è lontana l'Italia dall'Europa VITALBA AZZOLUNI II l9dicembre scorso, il comitato europeo per la prevenzione della tortura (Cpt) del Consiglio d ' Europa ha reso pubblico un nuovo standard sulla sanità in carcere ("Healthcare in prison"). Si tratta di un documento di indirizzo che fìssa i requisiti mimmi che un sistema penitenziario deve garantire per la tutela della salute delle persone detenute. Il Cpt è un organismo indipendente di monitoraggio del Consiglio d'Europa: effettua visite preventive nei luoghi di privazione dellaiibertà(carceri,came^ rè di sicurezza, centri di trattenimento ecc), parla con detenuti e operatori, osserva condizioni - dure e formula raccomandazioni in un dialogo con gli Stati. Il Cpt parte da un assunto: in un ambiente chiuso e ad alta vulnerabilità, qual è il carcere, la qualità dell'accesso alle cure, la continuità terapeutica e la prevenzione sono essenziali per la tutela di chi è privato dellalibertà. il quale ha «il diritto fondamentale a vivere una vita sicura, umana e sana». I pilastri della salute Con ü recente standard, il Comitato ha posto dieci pilastri per ia tutela della salute nei luoghi di - ne : equivalenza delle cure e gratuità delle ni necessario ; screening sanitario all'ingresso; corretta registrazionedellepatologie; accesso effettivo ai salutari; autonomia e riservatezza; prevenzione; presa in carico dei bisogni specifici (in particolare salute mentale e dipendenze); competenza e indipendenza professionale; governance e coordinamento con il sistema sanitario generale. Tali pilastri sì sostanziano in azioni operative: la visita medica all'ingresso deve avvenire il prima possibile e, di regola, entro 24 ore dall'entrata, con particolare attenzione anche al rischio di autolesionismo e suicidio; la richiesta di cure da parte di persone detenute non deve essere "filtrata" daperso naie non sanitario; la continuità assistenziale va assicurata sia dopo l'ammissione in carcere sia dopo la dimissione, e anche in caso di trasferimento da un altro istituto; i registri su lesioni, autolesionismo, tentati suicidi e decessi devono essere mantenuti e riesaminati periódicamente per «valutare l'efficacia delle misure preventive in atto». In Italia, già esisterebbe, almeno parzialmente, la cornice normativa per l'attuazione di queste misure: gli individui reclusi sono coperti dal Servizio sanitario nazionale. Con il trasferimento della sanità peni tenziaria al Ssn [Dpcm 1° aprile 2008), lo Stato ha formalizzato il princìpio di equivalenza delle cure i detenuti hanno diritto a prestazioni analoghe a quelle garantite ai cittadini liberi, che includono prevenzione, diagnosi, cura. Ma la realtà mostra una distanza molto ampia tra Le norme e la loro attuazione. La realtà carceraria I dati raccolti dall'Osservatorio di Antigone, in occasi one delle visite che L'associazione fa agli istituti pe" nitenziari, rilevano nelle carceri italiane non solo un sovraffollamento elevato , ma anche indicatori di sofferenza sanitaria e psichica che restano stabilmente critici. In particolare, nel rapporto di metà anno 2025, dal titolo "L'emergenza è adesso", basato su 86 visite, Antigone evidenzia un tasso di riempimento "reale" degli istituti penitenziari pari al 134,3 per cento. I 1 sovraffollamento incide sul benessere fisico di chi è detenuto, anche in termini di igiene e vivibilità quo - - Sul versante della salute mentale, Antigone segnala che il 14,2 per cento delle persone recluse presenta diagnosi psichiatriche gravi; il 217 per cento assume stabilizzanti dell'umore, antipsicotici o antidepressivi e il 45,1 per cento sedativi o ipnotici. Inoltre, il personale specialistico risulta scarso: in media 7,4 ore settimanali di psichiatria e 20,4 di psicologia ogni 100 detenuti. Antigone riporta 22,3 atti di autolesionismo e 3,2 tentativi di suicidio ogni 100 detenuti; nel 2024 i suicidi registrati sono stati 91, con un tasso di 14,8 casi ogni 10.000 persone detenute. inun contesto, come quello italiano, in cui la sovra
p- popolazione penitenziaria e i suicidi hanno assunto una dimensione strutturale, prima di pensare a progetti straordinari per chi è privato della libertà, bisognerebbe rendere ordinario ciò che è già dovuto: la salute, come diritto da garantire stabilmente, mediante il rafforzamento della sanità pubblica in carcere. I pilastri stabiliti dal report del Cpt rappresentano le condizioni necessarie per ricondurre la pena entro i confini dello Stato di diritto. L'Italia saprà tradurli in concreto? C'RIPRODUZIONE RISERVATA -tit_org- Curarsi In carcere Quanto è lontana l’Italia dall'Europa -sec_org-
tp:writer§§ VITALBA AZZOLLINI
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§---§
title§§ Bayer trascina Moderna e Pfizer in tribunale per i vaccini Covid
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/10/2026011003135306190.PDF
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Estratto da pag. 5 di "L'IDENTITÀ" del 10 Jan 2026
pubDate§§ 2026-01-10T05:49:00+00:00
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category§§ POLITICA SANITARIA
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tp:ocr§§ UNA CAUSA CHE FARÀ EPOCA Bayer trascina Moderna e Pfizer in tribunale per i vaccini Covid F ioccano (nuove) polemiche sui vaccini antiCovid. E, stavolta, non c’entrano i novax. Bayer ha deciso di trascinare Moderna, e Pfizer in tribunale. Perché? Semplice: l’azienda tedesca ritiene che la tecnologia mRna non sia farina del sacco degli americani e che, anzi, avrebbero violato diversi brevetti dal momento che sarebbe stata “scoperta” dai tedeschi e a loro nota fin dagli anni ’80. La polemica è servita. E non è solo una sfida “internazionale” dato che un ruolo centrale nella messa a punto dei vaccini è stato recitato a suo tempo dai tedeschi di Biontech. Che, peraltro, saranno citati anche loro in tribunale. Perché secondo il colosso chimico-farmaceutico di Bayer sarebbe stata utilizzata, senza autorizzazioni, quello che era di loro proprietà intellettuale. La tecnologia, secondo i tedeschi, risalirebbe a quando la controllata (americana) Monsanto trovò il modo di “lavorare” sull’Rna messaggero delle piante in modo da renderle più redditizie e maggiormente resistenti agli insetti. Il brevetto è stato depositato pure in America, dicono dalla Germania, nell’anno di grazia 1989. Insomma dagli Ogm al vaccino anti Covid e ritorno. La vicenda è scottante e non solo per gli aspetti “pop” della vicenda ma soprattutto perché dalla sentenza dipenderà tanto per il settore. La questione, però, non è per niente banale, perché riporta l’attenzione sui temi dei brevetti. Che, economicamente, hanno un valore fondamentale per l’industria farmaceutica. Ed è stato proprio su questa vicenda che s’è consumato un allontanamento tra l’Ue e il comparto. Perché le modifiche ai tempi di copertura e tutela per le scoperte della ricerca rischiano di assestare un colpo preciso, e devastante, al settore. Proprio in un momento storico in cui, con le supply chain “occupate” dai cinesi e con le sirene americane che tentando di portarsi a casa le major farmaceutiche, l’Europa si ritrova precisamente a un bivio tra il conservare (e potenziare) un’eccellenza riconosciuta a livello globale e rischiare di perdere un altro settore, in maniera rovinosa, come già accaduto per l’automotive. La causa intentata da Bayer contro le major dei vaccini servirà a fare, ulteriormente, chiarezza attorno alle normative (e soprattutto alla giurisprudenza) a sostegno dell’ambito dei brevetti e della proprietà intellettuale. Un tema a dir poco centrale e decisivo. ---End text--- Author: PIETRO PERTOSA Heading: Highlight: Image: -tit_org- Bayer trascina Moderna e Pfizer in tribunale per i vaccini Covid -sec_org-
tp:writer§§ PIETRO PERTOSA
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§---§
title§§ Debutta "ChatGpt Salute", ma non cura
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/10/2026011003130106186.PDF
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Estratto da pag. 21 di "LIBERO" del 10 Jan 2026
Il chatbot sviluppato dalla collaborazione di oltre 260 medici: dovrebbe simulare l'attività di un vero dottore...
pubDate§§ 2026-01-10T05:49:00+00:00
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category§§ POLITICA SANITARIA
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tp:ocr§§ IN ARRIVO TRA POCHE SETTIMANE L’AMBULATORIO DELLA IA Debutta “ChatGpt Salute”, ma non cura Il chatbot sviluppato dalla collaborazione di oltre 260 medici: dovrebbe simulare l’attività di un vero dottore... ¦ È che ogni settimana, in tutto il mondo, qualcosa come 230 milioni di persone si mettono al computer, o con l’applicazione per smartphone davanti, e sottopongono a ChatGpt domande inerenti alla sfera medica. Tipo: mi-è-comparsa-una-strana-macchia-sulla-pelle-devo-preoccuparmi? Oppure: quali-sono-i-sintomi-ricorrenti-dell’ultima-forma-influenzale? O ancora: ho-il-colesterolo-un-po’-altino-quale-dieta-è-indicata? E lei, l’intelligenza artificiale per eccellenza, la più usata e conosciuta, ora ha deciso di diventare più strutturale sull’argomento. Precisazione: “ChatGpt Salute”, che di questo stiamo parlando, cioè di una funzione apposita, separata, del chatbot di OpenAi che è appena stata creata e che ha tutte le carte in regola per diventare clickatissima, non è un dottore in carne e ossa. Non rilascia ricette (giammai), non fa diagnosi, non dà prescrizioni (men che meno): però è un aiuto mica da poco. Tanto per cominciare è stata sviluppata in collaborazione con oltre 260 medici (loro sì, reali) dislocati in sessanta Paesi e il suo obiettivo è “simulare” l’attività di un professionista. Provarla, al momento, non è per tutti: chi proprio non può resistere dovrà mettersi in “lista d’attesa”. «Stiamo iniziando con un piccolo gruppo di utenti iniziali in modo da raccogliere i feedback e continuare a migliorare l’esperienza», spiega OpenAi, «prevediamo di ampliarne l’accesso con l’introduzione di ulteriori miglioramenti e allora sarà disponibile a chiunque sua su web che su iOs». Tempo stimato: qualche settimana, dopodichè comparirà, nella finestrella sulla sinistra, sotto L’app scarica l’iconcina col logo e tra le opzioni “nuova chat” e “liberia”, anche la scritta “salute”. La si implementa e il gioco è fatto. Quello che si scrive lì non verrà caricato o sfruttato per l’addestramento dell’intelligenza artificiale come avviene nelle conversazioni “standard”, sarà visibile solo all’utente che l’ha condiviso e che lo potrà eliminare in qualsiasi momento. Ogni cosa si fonda sulla crittografia avanzata dei dati e dei file (per esempio quelli di un referto: metti che hai fatto le analisi del sangue e nelle tre paginette che ti rilascia la asl trovi qualche asterisco ma il tuo medico curante ha uno spazio libero solo tra dieci giorni e tu vuoi capirci qualcosa subito; ti basta allegare il documento e chiedere al computer, poi però ricordati di andarci lo stesso, in ambulatorio). Per ora solo negli Stati Uniti è possibile collegare le app e sul cellulare di benessere che monitorano in tempo reale la nostra salute (come Apple Salute per l’iPhone, per intenderci). «Oggi le informazioni sanitarie sono spesso frammentate tra portali, app, dispositivi indossabili, pdf e note mediche», continua infatti OpenAi, «questo rende difficile avere una visione completa e costringe le persone a orientarsi da sole in un sistema sanitario complesso». ChatGpt Salute può aiutare a comprendere l’esito degli esami, spiegare come è meglio prepararsi per un appuntamento medico, rilasciare indicazioni di massima su routine e allenamenti e alimentazioni e addirittura «valutare i compromessi tra diverse opzioni assicurative in base ai modelli di assistenza sanitaria». Tutto questo, la tecnologia a portata di tasca, non sostituisce il lavoro (preziosissimo) dei medici. «ChatGpt Salute», rimarca OpenAi, «è stata progettata per supportare l’assistenza medica. Non è destinata né alla diagnosi né al trattamento. Aiuta a orientarsi tra le domande quotidiane e a comprendere gli andamenti nel tempo, non solo i singoli momenti di malattia, per affrontare con maggiore consapevolezza le conversazioni mediche importanti». I controlli sulla privacy e sulla sicurezza sono centrali, hanno livelli di protezione progettati specificatamente. ---End text--- Author: LUCA PUCCINI Heading: Highlight: Image:L’app scaricabile sul cellulare -tit_org- Deb
utta “ChatGpt Salute”, ma non cura -sec_org-
tp:writer§§ LUCA PUCCINI
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/10/2026011003130106186.PDF
§---§
title§§ L'Agenzia del farmaco ha approvato Regicar per smettere di fumare
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/10/2026011003135406187.PDF
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Estratto da pag. 69 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 10 Jan 2026
pubDate§§ 2026-01-10T05:49:00+00:00
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tp:ocr§§ L’Agenzia del farmaco ha approvato Regicar per smettere di fumare Accettata la rimborsabilità della ‘citisina’ una svolta nella lotta al tabagismo in Italia Una svolta significativa nella lotta contro il tabagismo in Italia. Il consiglio di amministrazione dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ha deliberato l’ammissione alla rimborsabilità di Regicar (citisina) prodotto da CT Laboratorio farmaceutico, aprendo nuove prospettive per i milioni di fumatori italiani che desiderano liberarsi dalla dipendenza da nicotina. Diventa così un’opportunità concreta per smettere di fumare. Regicar rappresenta infatti una soluzione terapeutica innovativa per la cessazione dal fumo di tabacco. Il principio attivo, infatti agisce riducendo gradualmente la dipendenza da nicotina e favorendo la disabituazione dal fumo di tabacco, con un profilo di tollerabilità che minimizza i sintomi tipici dell’astinenza, quali umore depresso, irritabilità e ansia, difficoltà di concentrazione, insonnia e aumento dell’appetito. Il trattamento è indicato per adulti di età compresa tra i 18 e i 65 anni, con un ciclo terapeutico della durata di 25 giorni, che consente un approccio strutturato e relativamente breve alla cessazione tabagica. L’impatto della rimborsabilità è importante. L’inclusione di Regicar nel prontuario dei farmaci rimborsabili dal Sistema Sanitario Nazionale rappresenta un passo fondamentale per rendere accessibile a un numero maggiore di cittadini un trattamento efficace contro la dipendenza da fumo. In Italia i fumatori sono circa 11 milioni con un carico di 93mila morti evitabili l’anno. La decisione dell’Aifa testimonia l’impegno delle istituzioni sanitarie italiane nel contrasto a una delle principali cause di morbilità e mortalità prevenibili nel nostro Paese. Il tabagismo rimane infatti una delle emergenze sanitarie più rilevanti a livello globale e nazionale, con conseguenze gravi per la salute pubblica e costi sociali ed economici significativi. La disponibilità di strumenti terapeutici rimborsabili contribuirà concretamente a ridurre la prevalenza del fumo nella popolazione italiana. Un nuovo alleato nella strategia di sanità pubblica. Regicar si configura come un elemento strategico nell’ambito delle politiche di prevenzione e promozione della salute, affiancandosi agli altri interventi di contrasto al tabagismo già attivi sul territorio nazionale. La sua introduzione nel panorama terapeutico rimborsabile arricchisce le opzioni disponibili per medici e pazienti, offrendo una risposta farmacologica mirata ed efficace. Laura Bertarelli ---End text--- Author: Redazione Heading: Accettata la rimborsabilità della ‘citisina’ una svolta nella lotta al tabagismo in Italia Highlight: Image: -tit_org- L’Agenzia del farmaco ha approvato Regicar per smettere di fumare -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/10/2026011003135406187.PDF
§---§
title§§ Innovare in sanità: si parte dall'ascolto dei pazienti
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/10/2026011003135506188.PDF
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Estratto da pag. 69 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 10 Jan 2026
pubDate§§ 2026-01-10T05:49:00+00:00
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category§§ POLITICA SANITARIA
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tp:ocr§§ Innovare in sanità: si parte dall’ascolto dei pazienti Ridurre i tempi di accesso all’innovazione terapeutica e avvicinare la cura ai pazienti superando disuguaglianze territoriali. È l’impegno condiviso da 30 associazioni di pazienti e stakeholder del sistema salute riuniti da Novartis nel percorso ‘Pazienti in Agorà’, parte del progetto ‘Partner per il Futuro’ avviato dall’azienda nel 2023. Il confronto ha coinvolto diverse aree cliniche ad alta complessità. Ecco le 4 priorità: velocizzare l’accesso ai farmaci innovativi, superare le disomogeneità regionali, promuovere una nuova cultura del dato lungo tutto il percorso di presa in carico e rafforzare l’attrattività dell’Italia nella ricerca e sviluppo. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Innovare in sanità: si parte dall'ascolto dei pazienti -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/10/2026011003135506188.PDF
§---§
title§§ Depressione L'altro male dei pazienti oncologici
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/10/2026011003135906192.PDF
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Estratto da pag. 74 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 10 Jan 2026
pubDate§§ 2026-01-10T05:49:00+00:00
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tp:ocr§§ Depressione L’altro male dei pazienti oncologici Ecco i risultati di un importante studio coordinato dal professore Luigi Grassi La depressione colpisce 1 paziente oncologico su 4, con un rischio 5 volte superiore alla popolazione generale. La prevalenza varia dal 5 al 40%, a seconda degli strumenti e delle fasi della malattia. Chi ne è affetto presenta un peggioramento della qualità della vita, una ridotta aderenza ai trattamenti, un aumento dei sintomi fisici, tra cui il dolore, un maggiore rischio suicidario, una contrazione riduzione della sopravvivenza. La fotografia è frutto dello studio, giunto alla fase finale, ‘Cost effectiveness of innovative, non pharmacological strategies for early detection, prevention and tailored caire of depressive disorders among cancer patients‘ realizzato nell’ambito del Pnrr (2022-2025), finanziato dal ministero della Salute con il coinvolgimento della Regione Emilia Romagna, di Ausl Ferrara e dell’azienda Ospedaliera Universitaria di Cagliari. A coordinarlo scientificamente è stato Luigi Grassi, professore Ordinario di Psichiatria Unife, presidente della Società Italiana di Psichiatria di Consultazione, past President Sipo (Società Italiana Psico-Oncologia), a cui lo scorso 11 novembre è stato conferito ad Adelaide, in Australia il Jimmie Holland Memorial Awards per lo sviluppo della psiconcologia nel mondo. Primo medico italiano a riceverlo. Come spiega Grassi, il progetto è partito da alcune considerazioni. La relazione sotto stimata e quindi sotto trattata tra cancro e depressione, «seppure gli studi confermino la necessità di interventi ad ampio spettro, che tengano conto della farmacologia e dell’intervento psico terapeutico»; l’importanza di distinguere tra malattia depressiva, tristezza o e demoralizzazione; l’esigenza di debellare lo stigma, «a causa del quale molti sintomi clinici vengono coperti per la vergogna». Di qui le lacune, tra cui la mancanza di linee guide sull’effetto delle terapie psico-farmacologiche; l’insufficiente conoscenza dell’efficacia, in termini di costi, dei trattamenti non farmacologici; l’indisponibilità di prove convincenti a sostegno degli interventi preventivi. In questo solco si è inserito il progetto, i cui obiettivi erano «sviluppare un modello prospettico di previsione del rischio depressione nei pazienti con diagnosi di cancro precoce. Modello - ribadisce Grassi - che abbiamo sviluppato e che ora è disponibile per uso pubblico e clinico diffuso. Studiare il rapporto costo efficacia delle strategie di trattamento non farmacologico nella depressione, con specifico riferimento alla stimolazione magnetica transcranica e all’intervento di riabilitazione cognitiva basato sulla realtà virtuale». Tre le fasi per un campione di 200 pazienti: verifica delle variabili correlate alla depressione in persone colpite da cancro; sviluppo del software specifico (test di screening, ndr); valutazione dell’utilità di interventi ausiliari oltre a quelli specialistici di norma disponibili per le persone colpite sia da cancro che da depressione. I risultati hanno evidenziato che «nei pazienti trattati in modo specifico vi è un miglioramento più marcato, nel tempo, della dimensione esistenziale. Il riconoscimento precoce è fondamentale per prevenire la sofferenza. Le modalità di intervento integrato e multidisciplinari sono imprescindibili perché tengono conto di cause biologiche (ad esempio lo stato infiammatorio determinato dalla malattia, ndr), sociali come la solitudine, di personalità e di caratteristiche individuali di risposta agli eventi stressanti. Non deve infatti passare l’idea che essere depressi sia normale, visto che si è ammalti di cancro. Così non si risolve la questione facendo passare il concetto ovvio, ma banale che è sufficiente il supporto psicologico». Un percorso che per complessità chiama in causa la necessità di riconoscere la figura, oggi assente, dello psico-oncologo. «L’auspicio è che questo nuovo studio possa portare a una svolta». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Ecco i risultati di
un importante studio coordinato dal professore Luigi Grassi Highlight: Image: -tit_org- Depressione L’altro male dei pazienti oncologici -sec_org-
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title§§ Un malato cronico su 2 rinuncia a esami e visite
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/10/2026011003135606193.PDF
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Estratto da pag. 79 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 10 Jan 2026
pubDate§§ 2026-01-10T05:49:00+00:00
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tp:ocr§§ Un malato cronico su 2 rinuncia a esami e visite In Italia «la cura diventa un lusso per chi non può permettersi attese e spese». Lo denuncia Cittadinanzattiva che ha presentato al ministero della Salute due indagini. Nel campo dell’assistenza ospedaliera: il settore emergenza-urgenza e pronto soccorso rappresenta la criticità principale (78,1%), seguito dai ricoveri (17,6%) e dalle dimissioni (4,2%). «In molti casi, la presa in carico della cronicità diventa insostenibile per chi vive condizioni economiche fragili», sottolinea Cittadinanzattiva. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Un malato cronico su 2 rinuncia a esami e visite -sec_org-
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title§§ Commissari straordinari, lunedì il decreto legge
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Estratto da pag. 12 di "SOLE 24 ORE" del 10 Jan 2026
pubDate§§ 2026-01-10T05:49:00+00:00
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tp:ocr§§ Verso il cdm Commissari straordinari, lunedì il decreto legge Per il Pnrr e l’energia, l’urgenza può attendere. Mentre per non far saltare alcuni commissari legati alle infrastrutture, la cui proroga ha perso il treno della legge di Bilancio, nell’ordine del giorno del preconsiglio compare al primo punto il decreto legge recante «Disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari del governo». La riunione preparatoria del Consiglio dei ministri è convocata alle ore 10 e sarà seguita alle 15 e 30 dalla riunione del Governo. Tra i provvedimenti che saranno esaminati lunedì prossimo spicca anche il disegno di legge in materia di riconoscimento e tutela del caregiver familiare. Era stato già annunciato ieri mattina dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa, quando si è soffermata sul suicidio assistito. «Penso che il compito dello Stato non sia favorire percorsi per suicidarsi - ha detto - ma sia cercare di ridurre al minimo la solitudine e le difficoltà di chi ha gravi patologie e delle loro famiglie ed è il lavoro che facciamo con l’aumento dei fondi per le cure palliative e l’assistenza domiciliare». Sul tavolo, se ci sarà l’ok del Mef, potrebbero arrivare 250 milioni di euro. Infine, approda in Cdm anche uno dei collegati alla legge di Bilancio appena approvata. A portarlo è il ministro della Sanità, Orazio Schillaci, e si tratta della delega per la riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza ospedaliera e la revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Commissari straordinari, lunedì il decreto legge -sec_org-
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title§§ Così l'industria del food progetta cibi compatibili con i farmaci dimagranti
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Estratto da pag. 21 di "SOLE 24 ORE" del 10 Jan 2026
pubDate§§ 2026-01-10T05:49:00+00:00
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tp:ocr§§ Così l’industria del food progetta cibi compatibili con i farmaci dimagranti effetti collaterali Macchè campagne di educazione alimentare. A ridurre in modo rapido l’eccessivo consumo di cibo poco sano, cambiando in modo significativo gli acquisti di food&beverage, potrebbero essere i farmaci agonisti del recettore Glp-1 (Glucagon Like Peptide-1), come Ozempic, Zepbound, Mounjaro, Amycretin e Wegovy, nati per combattere il diabete ma rivelatisi molto efficaci per dimagrire. Gli italiani che li hanno assunti, nei primi dodici mesi, hanno aumentato a doppia cifra la spesa per frutta, verdura e alimenti proteici e dimezzato quella per prodotti a maggior apporto di zuccheri, carboidrati e sale, stima l’Ufficio studi di Coop Italia, riducendo complessivamente l’importo dello scontrino dell’1,1 per cento. Un fenomeno destinato ad amplificarsi a causa dell’inarrestabile diffusione di questi farmaci. Il rapporto Aifa 2024 registra una crescita annua del 78% delle ricette bianche (questi farmaci sono gratuiti solo per i diabetici, ndr) e un forte aumento del commercio di farmaci illegali. Secondo l’ufficio studi Coop, nel 2024 la spesa è ammontata a 115 milioni, oltre il doppio rispetto a un anno prima. L’assunzione costante di questi farmaci cancella la voglia e il piacere di mangiare e sono proprio gli effetti psicologici a preoccupare di più il sistema alimentare globale, poiché, regolando i meccanismi del cervello legati al desiderio e al sistema di ricompensa, non solo allontanano dal cibo ma riscrivono i gusti e le preferenze delle persone. Chi li usa perde interesse per molti alimenti e trova “nauseabondi” molti cibi ultraprocessati (come snack e piatti pronti) che un tempo adorava. Ma soprattutto compra di meno: -6% di spesa alimentare nei primi sei mesi, dice uno studio recente della Cornell University. E frequenta meno bar e ristoranti. Un fenomeno che il “Wall Street Journal” ha correlato al boom dell’Ozempic. E così, mentre l’industria farmaceutica macina risultati, quella del food&beverage li vede come dei “market killer”. «Per l’industria alimentare il successo dei Glp-1 rappresenta sia una rivoluzione che un’opportunità. Anche se siamo ancora agli inizi e la portata non è ancora prevedibile, la direzione è chiara così come il fatto che nessuna categoria del food&beverage ne è immune», si legge in un report di Rabobank. I nuovi comportamenti d’acquisto spingeranno a ripensare gli assortimenti, ridisegnare i punti vendita e ritoccare il pricing. Ma soprattutto a rimodulare l’offerta e i prodotti, puntando su alimenti e integratori che supportino metabolismo e microbiota e aiutino a combattere lo stress mentale, su cibi salutistici ad alto contenuto di servizio (pasti pronti monoporzione, barrette iperproteiche) e su prodotti funzionali ad alta densità nutrizionale e con etichette “corte” e riferimenti espliciti al Glp-1, sottolinea uno studio Niq. Molte aziende, e in particolare i big del food, hanno lanciato dei prodotti che rispondono alle esigenze degli utilizzatori di farmaci “anti-fame” e quindi vengono presentati come “Glp-1 friendly”, come le bevande proteiche Oikos Fusion di Danone, i pasti surgelati Vital Pursuit di Nestlé o gli yogurt :ratio Pro-Fiber di Lactalis. Si tratta di alimenti con molte proteine, pochi grassi e zuccheri, dal sapore più intenso, più digeribili e venduti in confezioni più piccole. Anche diversi altri prodotti, da tempo sugli scaffali, vengono riposizionati (e spesso riformulati) per diventare “amici dei Glp-1” in quanto ottima fonte di proteine, necessarie per contrastare la perdita di tono muscolare determinata dal calo del peso, e benefici per la salute gastro-intestinale, perché combattono la nausea e i problemi intestinali causati da Ozempic & co. Più complessa appare la sfida per i produttori di cibi indulgence, come dolci e snack. Venendo meno il potente traino del sapore e del consumo d’impulso, azzerati dai farmaci, la componente di piacere si sposta dal gusto alla vista, all’aroma e alla consistenza dei prodotti, focalizzandosi comunque su confezioni più picc
ole adatte a consumatori più razionali e meno “peccaminosi”. —Manuela Soressi © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: _—Manuela Soressi Heading: effetti collaterali Highlight: Image:Come cambiano i gusti. Secondo l’Ufficio Studi Coop, chi usa i nuovi farmaci dimagranti aumenta a doppia cifra l’acquisto di frutta e verdura -tit_org- Così l’industria del food progetta cibi compatibili con i farmaci dimagranti -sec_org-
tp:writer§§ _—Manuela Soressi
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