title§§ Caregivere fragilità lunedì un convegno link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901648804670.PDF description§§

Estratto da pag. 20 di "CORRIERE ADRIATICO ANCONA E PROVINCIA" del 09 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-09T04:26:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901648804670.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901648804670.PDF', 'title': 'CORRIERE ADRIATICO ANCONA E PROVINCIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901648804670.PDF tp:ocr§§ Caregiver e fragilità lunedì un convegno A Palazzo Baviera 7 Prevenzione, caregiver, aiuto, salute, bisogni, fragilità, inclusione: grandi temi che toccano molte famiglie che vivono insieme a persone non autosufficienti. Saranno al centro dell’incontro di lunedì, presso la Sala Conferenze di Palazzetto Baviera alle 21, dal titolo “Dai dati ai bisogni reali dei cittadini”, organizzata dalla Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti, dal Gimbe Rete civica SalviamoSSN e dal Gruppo Solidarietà. Dopo i saluti delle autorità, Natalia Cirilli, responsabile di Ancona della Rete civica SalviamoSSN, parlerà dalla non autosufficienza raccontata attraverso i numeri, mentre Fabio Ragaini del Gruppo Solidarietà, a seguire, tratterà il tema delle esigenze delle persone non autosufficienti e dei servizi esistenti nelle Marche. Un’occasione per esplorare un tema delicato come quello della non autosufficienza in particolare nella realtà sanitaria della Regione Marche. ---End text--- Author: Redazione Heading: A Palazzo Baviera Highlight: Image: -tit_org- Caregivere fragilità lunedì un convegno -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901648804670.PDF §---§ title§§ La sanità territoriale arranca e non decolla = Ospedali di comunità La sanità territoriale arranca e non decolla link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901960503803.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "L'IDENTITÀ" del 09 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-09T03:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901960503803.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901960503803.PDF', 'title': "L'IDENTITÀ"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901960503803.PDF tp:ocr§§ La sanità territoriale arranca e non decolla OSPEDALI DI COMUNITÀ Ospedali di comunità La sanità territoriale arranca e non decolla CON IL PNRR 15 MILIARDI, UNA RIFORMA ANCORA SULLA CARTA a pagina 7 L a sanità territoriale italiana: una promessa grande quanto il Paese, ma ancora sulla carta. Una riforma che doveva cambiare il modo in cui gli italiani entrano in contatto con il sistema sanitario. Meno strutture di pronto soccorso, meno ospedali congestionati, più cure vicino a casa. Una rete di prossimità capace di intercettare i bisogni prima che diventino emergenze. L’idea alla base di un decreto ministeriale del 2022 e della Missione 6 del Pnrr, che ha destinato oltre 15 miliardi di euro alla riorganizzazione dell’assistenza sanitaria. A metà del percorso, però, quella rete esiste soprattutto nei documenti di programmazione. Sul territorio, molto meno. Il cuore della riforma, le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità. Le prime, pensate come presìdi sanitari di prossimità, facilmente accessibili, dove operano insieme medici di medicina generale, infermieri di comunità, specialisti ambulatoriali e assistenti sociali. L’obiettivo, la presa in carico continuativa dei pazienti cronici, la prevenzione, la riduzione degli accessi impropri agli ospedali. Gli Ospedali di Comunità, invece, strutture di degenza breve per pazienti stabilizzati che non necessitano di cure ospedaliere acute ma non possono ancora rientrare a casa. Un disegno preciso. I numeri dell’attuazione lo sono altrettanto. Secondo i monitoraggi Agenas aggiornati al 2025, le Case della Comunità programmate sono 1.723. Quelle considerate “attive”, con almeno un servizio avviato, sono poco meno del 40 per cento. Ma solo una quota minima — poche decine su scala nazionale — rispetta pienamente gli standard previsti dal decreto: presenza medica strutturata, infermieri dedicati, apertura prolungata, integrazione con i servizi sociali. In questo quadro diseguale, Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna le regioni che “fanno meglio”, perché concentrano la quota più alta di Case della Comunità con almeno un servizio attivo rispetto alla programmazione. Ma proprio qui che serve una lettura meno celebrativa e più analitica: “fare meglio”, oggi, non significa ancora far funzionare pienamente la sanità territoriale. Il primo caso emblematico, quello del Veneto. Secondo i dati regionali, oltre il 60 per cento delle Case della Comunità previste risulta attivo con almeno un servizio, così come più della metà degli Ospedali di Comunità programmati. Uno dei risultati quantitativamente più avanzati in Italia. Ma molte strutture offrono servizi limitati nel tempo: ambulatori aperti pochi giorni a settimana, assenza di équipe multidisciplinari complete, integrazione ancora parziale con i medici di medicina generale. Il rischio, già segnalato dagli stessi report di monitoraggio, nel dato amministrativo di “attivazione” non coincidentea con un cambiamento reale nei percorsi di cura dei cittadini. In Emilia-Romagna, altro territorio indicato tra i più avanzati, una situazione più articolata. Qui una parte consistente delle Case della Comunità è effettivamente operativa e in alcuni distretti il modello di presa in carico funziona. Ma anche in questa regione il risultato dipende fortemente dal contesto locale. Dove i medici di famiglia sono stati coinvolti in modo strutturale, la Casa della Comunità diventa un punto di riferimento reale. Dove questo non è avvenuto, la struttura rischia di ridursi a un poliambulatorio riorganizzato, senza incidere davvero sulla domanda di ospedale. Il segnale che il nodo non è solo aprire edifici, ma cambiare l’organizzazione del lavoro sanitario. Il terzo caso, la Lombardia che presenta il numero assoluto più elevato di strutture avviate. Anche qui la lettura richiede cautela. Le Case della Comunità dichiarate “attive” includono spesso presìdi con servizi minimi, non sempre conformi agli standard nazionali. La complessità del territorio lombardo — grandi aree urbane, periferie dense, province molto diverse tra loro — amplifica le disuguaglianze. In alcune zone l’offerta territoriale cresce, in altre il cittadino continua a rivolgersi quasi esclusivamente all’ospedale. Tre casi per il paradosso della riforma. Anche dove i numeri sono migliori, la sanità territoriale resta fragile perché poggia su un elemento fragile: il personale. Medici di medicina generale, infermieri di comunità, specialisti ambulatoriali sono già oggi insufficienti. La riforma ne richiede di più, con competenze nuove e un’organizzazione diversa. 2I muri sono stati costruiti più velocemente dei servizi", ha sintetizzato la Fondazione Gimbe, sottolineando come la carenza di professionisti rappresenti il principale collo di bottiglia dell’intero progetto. Per i cittadini, conseguenze immediate. Dove la sanità territoriale non è pienamente operativa, il carico continua a ricadere sugli ospedali. Le cronicità restano poco seguite, l’assistenza domiciliare cresce meno del previsto, la prevenzione fatica a decollare. In molte aree del Paese, soprattutto fuori dai grandi centri urbani, la promessa di cure più vicine resta distante dalla vita quotidiana.La riforma non come illusione e nemmeno come errore di impostazione: una trasformazione necessaria, sostenuta da risorse senza precedenti. Ma oggi il divario tra progetto e realtà è ancora evidente. Se non verrà colmato — investendo su personale, organizzazione e integrazione reale dei servizi — la sanità territoriale rischia di restare un’infrastruttura incompleta. Non un problema tecnico o amministrativo, un deficit che riguarda direttamente i cittadini. ---End text--- Author: ANGELO VITALE Heading: OSPEDALI DI COMUNITÀ CON IL PNRR 15 MILIARDI, UNA RIFORMA ANCORA SULLA CARTA Highlight: Image:(© Ansa) -tit_org- La sanità territoriale arranca e non decolla Ospedali di comunità La sanità territoriale arranca e non decolla -sec_org- tp:writer§§ ANGELO VITALE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901960503803.PDF §---§ title§§ Una svista nel Milleproroghe vieta ai medici di 72 anni di lavorare in ospedale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901762705773.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "FOGLIO" del 09 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-09T05:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901762705773.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901762705773.PDF', 'title': 'FOGLIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901762705773.PDF tp:ocr§§ Una svista nel Milleproroghe vieta ai medici di 72 anni di lavorare in ospedale I dettagli, in sanità, spesso non sono mai solo tali: una norma che scade, una proroga che manca, una riga dimenticata in un decreto e si rischia la crisi di interi reparti ospedalieri. E' da queste “dimenticanze” che spesso nascono le emergenze più concrete. L’inizio del nuovo anno porta con sé proprio uno di questi casi: il venir meno nel decreto milleproroghe delle disposizioni che consentivano ai medici di lavorare fino a 72 anni e di affidare incarichi libero-professionali ai camici bianchi già in pensione. Una svista che il Governo potrà anche correggere in Parlamento, ma che nel frattempo rischia di produrre effetti immediati e destabilizzanti. Perché i tempi della conversione non saranno brevissimi e, nel vuoto normativo che si è aperto, diversi reparti ospedalieri – anche essenziali – potrebbero andare incontro a una sofferenza immediata. Parliamo di circa cinquemila medici in pensione che, grazie alle deroghe introdotte negli ultimi anni, avevano continuato a garantire turni, coperture notturne, servizi specialistici difficili da sostituire. Una toppa emergenziale, certo, ma spesso l’unica possibile in un Servizio sanitario nazionale sempre meno attrattivo. E' evidente che la sanità pubblica non possa poggiare stabilmente sul lavoro di professionisti ultrasettantenni. Nessuno lo sostiene. Ma togliere di colpo questa leva, senza aver prima rafforzato gli organici, significa lasciare scoperti turni, ridurre servizi, allungare ulteriormente le liste d’attesa. Il rischio maggiore lo correranno gli ospedali del Sud, già penalizzati da problemi cronici di attrattività. Strutture che faticano a reclutare medici e che avevano trovato nei pensionati una risorsa tampone per non chiudere reparti o ridurre drasticamente l’offerta. Per queste realtà, anche poche settimane di incertezza normativa possono tradursi in un’emergenza concreta. Il governo potrà rimediare, e con tutta probabilità lo farà. Ma resta l’impressione di una gestione distratta di una materia delicatissima. In sanità, le “dimenticanze” non sono neutre: hanno un costo immediato che ricade sui pazienti. Giovanni Rodriguez ---End text--- Author: Giovanni Rodriguez Heading: Highlight: Image: -tit_org- Una svista nel Milleproroghe vieta ai medici di 72 anni di lavorare in ospedale -sec_org- tp:writer§§ Giovanni Rodriguez guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901762705773.PDF §---§ title§§ Sanità ad alta quota Cortina pronta per le Olimpiadi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901762405774.PDF description§§

Estratto da pag. 34 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 09 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-09T05:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901762405774.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901762405774.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO NAZIONALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901762405774.PDF tp:ocr§§ Sanità ad alta quota Cortina pronta per le Olimpiadi In vista dei Giochi invernali il polo ospedaliero del gruppo GVM Care & Research diventa una struttura d’eccellenza per rispondere alle esigenze degli atleti, dello staff organizzativo, dei turisti e dei residenti Una struttura d’avanguardia in grado di rispondere in modo mirato e strategico alle sfide di un evento globale, senza tralasciare le necessità quotidiane della comunità locale. Succede a Cortina d’Ampezzo – al centro delle prossime Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali 2026 – grazie al polo sanitario di riferimento creato da GVM Care & Research. Il gruppo, fondato nel 1973 da Ettore Sansavini, ha alle spalle una vasta esperienza nella gestione di strutture mediche di alto livello, a partire da Cortina, dove segue dal 2019 l’ospedale polispecialistico accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale. Nel progetto attuale, GVM Care & Research ha puntato non solo sulla riqualificazione e modernizzazione della struttura, ma anche su un modello che integri perfettamente le necessità sanitarie di atleti, turisti e residenti, proponendo un esempio di eccellenza sanitaria in alta quota. Il nosocomio ampezzano si compone di due padiglioni distinti, Codivilla e Putti. Il primo, attualmente oggetto di un importante progetto di riqualificazione, è destinato a diventare il cuore pulsante della sanità olimpica. Durante le Olimpiadi 2026 sarà interamente dedicato agli atleti, agli staff e alle delegazioni, fino al termine dell’evento, quando tornerà a disposizione della popolazione locale e dei visitatori, mantenendo il suo status di struttura polispecialistica moderna, tecnologica e orientata alla prevenzione e ai percorsi di longevity. Il Padiglione Putti, pienamente operativo, offre una vasta gamma di servizi tra cui il Punto di Primo Intervento, la diagnostica per immagini, l’area di Ortopedia e Traumatologia, e una sezione dedicata alla riabilitazione motoria. La novità è rappresentata dall’apertura di una nuova sala operatoria accreditata, dedicata alle urgenze e agli interventi programmati, come le protesi e le artroscopie. «Il nostro modello racchiude gli oltre cinquanta anni di esperienza che ci consentono di erogare prestazioni e cure specialistiche d’eccellenza in alta montagna – ha dichiarato il presidente Sansavini –. Con tecnologie e servizi d’avanguardia, l’ospedale Cortina, uno dei poli di eccellenza a livello italiano e internazionale, si prepara al meglio per garantire efficienza e tempestività in occasione di un grande evento sportivo. La struttura, al servizio di tutti per l’intero anno, è concepita per prestare un’assistenza sanitaria strategica e di alto livello durante le gare olimpiche e oltre». «Ringrazio Ettore Sansavini per il grande impegno profuso a riqualificare lo storico ospedale, il Codivilla, offrendo un’assistenza sanitaria durante gli imminenti Giochi invernali – ha affermato in un videomessaggio, trasmesso durante la presentazione dell’iniziativa di GVM Care & Research, Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina –. Tutto ciò è molto importante, perché si tratta di un asset che abbiamo inserito in quelli che sono i nuovi servizi per la grande comunità delle Olimpiadi. Non solo i tecnici e gli atleti ma anche le delegazioni, i tifosi, gli stakeholder, gli sponsor, le Federazioni, i dirigenti, i media, una moltitudine di persone che si sente ancora più felice di partecipare sapendo che c’è anche l’attenzione a questa esigenza fondamentale in un luogo in cui si ospiteranno le gare». Per il sindaco di Cortina, Gianluca Lorenzi, «La sanità è un punto di riferimento per la collettività locale e per tutto il Cadore, sia durante le competizioni, sia, soprattutto, nel periodo successivo. Avere finalmente una struttura adeguata non solo per un primo soccorso dà serenità a tutta la collettività per una maggiore sicurezza e tutela della salute». Stefano Longo, presidente della Fondazione Cortina, ha inoltre ricordato come la gestione pubblico-privata della struttura abbia invertito la rotta rispetto al rischio di chius ura dei piccoli ospedali di provincia, contribuendo in modo concreto alla crescita e allo sviluppo del territorio. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Loredana Del Ninno Heading: In vista dei Giochi invernali il polo ospedaliero del gruppo GVM Care & Research diventa una struttura d’eccellenza per rispondere alle esigenze degli atleti, dello staff organizzativo, dei turisti e dei residenti Highlight: Image:In basso, Ettore Sansavini, presidente del gruppo GVM Care & Research, anima del progetto in vista dei Giochi di Cortina -tit_org- Sanità ad alta quota Cortina pronta per le Olimpiadi -sec_org- tp:writer§§ LOREDANA DEL NINNO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901762405774.PDF §---§ title§§ Farmaci, la spesa corre ancora Sui prezzi arriva il tagliando = Farmaci, la spesa corre ancora Arriva il tagliando sui prezzi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901762505775.PDF description§§

Estratto da pag. 16 di "SOLE 24 ORE" del 09 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-09T05:30:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901762505775.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901762505775.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901762505775.PDF tp:ocr§§ sanità Farmaci, la spesa corre ancora Sui prezzi arriva il tagliando Farmaci, la spesa corre ancora Arriva il tagliando sui prezzi Sanità Il costo per i medicinali per il Ssn nel 2025 potrebbe superare i 25 miliardi L’Agenzia del farmaco studia sconti automatici in base all’aumento del fatturato Marzio Bartoloni —a pag. 16 Un tagliando sui farmaci, già dopo il secondo anno, che faccia scattare degli sconti sul prezzo in misura proporzionale alla crescita delle vendite, escludendo da questo taglio automatico tutti quei medicinali che dimostrino su dati “real world” - cioè sull’impiego effettivo tra i pazienti - un impatto positivo con benefici su qualità di vita, meno ricoveri e costi per la Sanità pubblica. Eccolo il meccanismo che sta per vedere la luce a cui sta lavorando l'Agenzia italiana del farmaco che potrebbe portare il dossier sulla cosiddetta “clausola di salvar l d a f r c p l t t a c i a c s m guardia” già al prossimo Cda a fine mese. Un meccanismo, questo a cui l'Aifa lavora da tempo per provare a disinnescare la bomba a orologeria della spesa farmaceutica a carico del Servizio sanitario, quella che garantisce (gratis o con il ticket) ai cittadini i medicinali in farmacia e negli ospedali e che continua a correre da almeno tre anni. La spesa - spinta dai bisogni di cure di una popolazione che invecchia sempre di più e dal costo crescente delle terapie innovative - in base ai dati ufficiali dei primi sei mesi del 2025 potrebbe chiudere alla cifra record di oltre 25 miliardi (dopo 6 mesi sfiora i 12,7 miliardi), erano 21,766 miliardi due anni prima (nel 2023) per poi salire a 23,226 miliardi nel 2024. Una crescita annua del 6-7% che rischia di far saltare il banco e che va governata anche con nuovi strumenti. Intanto proprio in questi giorni una determina dell'Aifa che attua una norma della manovra di bilancio ha riportato in vigore un taglio del 5% sul prezzo al pubblico dei medicinali Ssn come anticipazione e che finora era possibile per le aziende rimandare al momento del pagamento del payback che tra l'altro nel 2025 potrebbe superare la cifra monstre di 2,5 miliardi. Ma l'idea è di introdurre anche una sorta di doppio tagliando sul prezzo anche alla luce del fatto che mediamente il fatturato di un farmaco in commercio raddoppia già dal terzo anno che è in commercio: l'idea è far scattare un primo mini sconto uguale per tutti allo scadere del secondo anno e poi dal terzo immaginare riduzioni automatiche di prezzo e proporzionali agli aumenti di fatturato - che saranno certificati - senza impegnare più l'Aifa in sfiancanti rinegoziazioni con le aziende: «Per affinare strumenti di controllo della spesa – avverte il Presidente di Aifa, Robert Nisticò - stiamo lavorando su una “clausola di salvaguardia”, che prevede la rinegoziazione automatica dei prezzi, con sconti in misura proporzionale alla eventuale crescita del fatturato delle aziende sul singolo prodotto. Lo Stato è il più grande acquirente di medicinali, è logico dire che se raddoppia il valore degli acquisiti ottenga anche uno sconto adeguato. Anche se il meccanismo che stiamo mettendo a punto prevede anche premialità per chi quegli aumenti delle vendite li abbia raggiunti per aver apportato maggiori vantaggi terapeutici, riducendo ospedalizzazioni e alte spese sociali». «Detto questo, - aggiunge Nisticò - ricordo che l'Italia è tra i Paesi che hanno in media i prezzi più bassi d'Europa e che noi ricontrattiamo. Lo scorso anno è successo per 60 farmaci, anche se nel 40% dei casi le ricontrattazioni non sono andate a buon fine, mentre nel restante 60% dei casi non sempre la scontistica è stata proporzionale agli incrementi delle vendite. Con la clausola che stiamo finendo di perfezionare eviteremmo invece i tempi lunghi delle ricontrattazioni, rispetto alle quali Aifa può oggi trovarsi in posizione di inferiorità quando si trovi nella non comoda condizione di dover trattare con aziende che detengono il brevetto di un farmaco altamente efficace e magari senza adeguate alternative terapeutiche». La premialità sui farmaci da pi ù tempo in commercio che risultino aver apportato reali e importanti vantaggi terapeutici l'Agenzia la sta anche studiando per i medicinali innovativi, «in una logica di accesso precoce al farmaco, premiando così l'innovazione vera e non quella che apporta pochi miglioramenti in termini di sopravvivenza o qualità della vita ma a costi elevati», specifica Nisticò. Ma tra gli altri strumenti di governance della spesa potrebbe tornare in auge anche il “premium price” introdotto molti anni fa ma mai applicato in Italia, che consentirebbe di premiare appunto le imprese che investono in ricerca e produzione nel nostro Paese. Misura che troverebbe compensazione in una crescita occupazionale e del Pil, a loro volta in grado di generare maggiori entrate fiscali. Insomma l'idea è di contenere da un lato i prezzi non corrispondenti a un altrettanto alto valore terapeutico o che registrano aumenti tali di fatturato da massimizzare il risultato dell’investimento, dall'altro premiando le imprese che investono nel Paese o che introducono medicinali che hanno un grande impatto sia sui pazienti che sui possibili risparmi per il Ssn. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marzio Bartoloni Heading: Highlight: 25 miliardi la spesa record del 2025 In salita rispetto ai 23,22 miliardi del 2024 e ai 21,76 del 2023 Ipotesi premium price per le imprese che investono in ricerca e produzione in Italia Il primo mini-taglio al secondo anno e poi dal terzo in proporzione alle vendite. Escluse le cure con grande impatto Image:I timori. Il dato registra una crescita annua del 6-7% che rischia di far saltare il banco robert nisticò Presidente Agenzia italiana del farmaco -tit_org- Farmaci, la spesa corre ancora Sui prezzi arriva il tagliando Farmaci, la spesa corre ancora Arriva il tagliando sui prezzi -sec_org- tp:writer§§ Marzio Bartoloni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/09/2026010901762505775.PDF §---§