title§§ Pierino continua le barzellette link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/08/2026010803233007197.PDF description§§
Estratto da pag. 2 di "NUOVO MOLISE" del 08 Jan 2026
Nonostante l ' incontro, che egli stesso ha de ? nito «costruttivo», con i vertici della Azienda sanitaria regionale, in cui ha avuto contezza di investimenti per 3,223 milioni di euro per la ristrutturazione del Pronto soccorso e nuovi macchinari al "Veneziale", Castrataro decide di continuare incomprensibilmente la protesta. Il 16 gennaio a Termoli la "diagnosi" di Cartabellotta sulla sanità molisana
pubDate§§ 2026-01-08T08:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/08/2026010803233007197.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/08/2026010803233007197.PDF', 'title': 'NUOVO MOLISE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/08/2026010803233007197.PDF tp:ocr§§ LA SCENEGGIATA INFINITA DEL SINDACO DI ISERNIA CHE DORME IN TENDA Pierino continua le barzellette Nonostante l'incontro, che egli stesso ha definito «costruttivo», con i vertici della Azienda sanitaria regionale, in cui ha avuto contezza di investimenti per 3,223 milioni di euro per la ristrutturazione del Pronto soccorso e nuovi macchinari al “Veneziale”, Castrataro decide di continuare incomprensibilmente la protesta. Il 16 gennaio a Termoli la “diagnosi” di Cartabellotta sulla sanità molisana I l sindaco di Isernia Piero Castrataro resterà in tenda davanti all’Ospedale Veneziale anche dopo l’incontro avuto ieri con i vertici dell’Asrem, de inito dallo stesso primo cittadino “un segnale di apertura”, “costruttivo”, ma non suf iciente a fermare la sceneggiata della protesta a cui ormai sembra essersi affezionato, anche per la visibilità meditica ottenuta che altrimenti poteva solo sognare. Pura propaganada, insomma, visto che “Il dialogo con Asrem è stato pro icuo e improntato a una collaborazione necessaria per affrontare le criticità dell’ospedale Veneziale e, più in generale, della sanità molisana e passare dalle parole ai fatti”, ha spiegato lo steso Castrataro in una nota diffusa al termine del confronto. I vertici dell’azienda sanitaria, il direttore generale dell’Asrem Giovanni Di Santo, con il direttore sanitario, Giovanni Giorgetta e la direttrice amministrativa, Grazia Matarante, hanno elencato le azioni messe in campo utilizzando le risorse umane ed economiche a disposizione, partendo dai lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria: dalla realizzazione degli impianti elettrici al rifacimento di pavimenti, dalle forniture di condizionatori a lavori edili, sono stati impegnati oltre 86mila euro. Con inanziamenti regionali ammontanti ad oltre 707mila euro sono stati predisposti la Ristrutturazione del Pronto Soccorso con allestimento della Camera Calda, lo spostamento del 118 e del Pass Cup con restyling dei locali, il rifacimento della facciata del Veneziale Ci sono poi altri interventi che superano i 268mila euro e che fanno ad esempio riferimento alla sostituzione di una porta tagliafuoco, di inissi e a tinteggiature. Con fondi del Pnrr si è proceduto inoltre ai lavori per l’installazione di macchinari come l’angiografo, la risonanza magnetica e i mammogra i, acquistati per oltre un milione ed 800mila euro. Con fondi per lo Sviluppo e la Coesione, circa 698mila euro, acquistate ulteriori attrezzature: monitor, ecocardiografo, lampade scialitiche, palmare, ecografo, carrelli portabiancheria, colonna laparoscopica di ultima generazione. In ine è stato evidenziato il programma di investimenti da 2 milioni e 516 mila euro per apparecchiature e arredi. Sul fronte delle risorse umane, in un anno sono state espletate oltre 600 procedure tra avvisi e concorsi, per assumere medici, alcune speci iche per le esigenze del Veneziale: ginecologia, medicina interna, radiologia, anestesia. Castrataro segnala anche “una notizia positiva sull’entrata in servizio di tre dirigenti medici nel reparto di Radiodiagnostica”, sottolineando però che “la strada è ancora lunga, anche alla luce delle carenze di organico in altri reparti chiave, tra cui Medicina Interna e Ortopedia”.Il sindaco ha quindi presentato ai vertici Asrem “un pacchetto di proposte concrete che, nel breve e medio periodo, potrebbero migliorare le condizioni della struttura ospedaliera isernina e alleviare il carico di lavoro che attualmente grava sul personale sanitario del Veneziale”. Quattro, secondo Castrataro, i pilastri della proposta: “accelerazione dei concorsi a tempo indeterminato, redistribuzione equa del personale tra i presìdi pubblici regionali e incentivi economici per chi opera in prima linea nei Pronto Soccorso”; “inserimento dell’ospedale di Isernia nella rete formativa di Unimol per attrarre giovani specializzandi”; “misure straordinarie per la copertura dei turni del 118 e l’avvio di percorsi di internalizzazione del personale”; “un protocollo per le aree interne, con un accordo tra Asrem, Regione ed enti locali, per render e gli ospedali di Isernia e Agnone sedi di lavoro attrattive”. Su quest’ultimo punto, Castrataro richiama esempi di altre regioni, come Toscana e Sardegna, e annuncia la disponibilità diretta del Comune. “Siamo pronti a mettere in campo risorse comunali per incentivare i medici con indennità economiche aggiuntive per almeno tre anni di permanenza sul territorio e misure di sostegno, quali formazione continua, welfare aziendale e contributi per l’af itto. Proposte che dovranno essere portate anche all’attenzione della Regione e della struttura commissariale, al ine di individuarne il corretto iter attuativo”.Restano però aperte, sottolinea il sindaco, “questioni vitali che dipendono dalla programmazione sanitaria”, a partire dalla “salvaguardia di servizi essenziali come Emodinamica e Punto Nascita”. “Il prossimo passo sarà un confronto con la Regione Molise e i Commissari alla Sanità. Non arretreremo di un millimetro inché non avremo garanzie sulla tutela di questi presìdi salvavita”, afferma Castrataro, ringraziando i vertici dell’Asrem “per lo spirito di collaborazione dimostrato”, ma ribadendo che “la nostra opera di sensibilizzazione deve proseguire, con l’obiettivo di ottenere risultati concreti e fattivi, nell’interesse di tutti”. Castrataro ha cominciato la protesta dormendo nella tenda allestita davanti l’ospedale Veneziale della cittadina che guida lo scorso 26 dicembre. E ora pensa bene di continuare la sceneggiata. Intanto mettere fuoco le criticità della sanità molisana nel quadro nazionale e indicare possibili direttrici di rilancio del Servizio sanitario nazionale. È l’obiettivo dell’incontro pubblico “Il grande malato. Per una riforma della sanità in Italia: idee ed iniziative per un nuovo corso”, in programma venerdì 16 gennaio 2026, dalle 9.30, nell’Aula Adriatica dell’Università degli Studi del Molise a Termoli. All’iniziativa, promossa da ALI e dalla Cgil, parteciperà il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, chiamato a inquadrare la crisi del sistema sanitario regionale in un contesto nazionale “sempre più allarmante” e a indicare alcune possibili chiavi di soluzione.Il Molise, secondo i promotori, rappresenta oggi un caso emblematico di sanità regionale segnata da anni di commissariamento, debiti strutturali e progressiva riduzione dei servizi, con effetti diretti sulle fasce più fragili della popolazione. Il confronto non sarà limitato alla denuncia, ma intende concentrarsi su alcune priorità operative: il superamento della logica dei soli tagli inanziari, il potenziamento della sanità territoriale e delle Case della Comunità, la valorizzazione del personale sanitario e il contrasto alla fuga di medici e infermieri.Nel dibattito saranno affrontati anche i temi della mobilità sanitaria e degli accordi di con ine tra Molise e Abruzzo, con l’obiettivo di costruire sinergie interregionali per garantire ai cittadini cure più rapide ed ef icienti. ALI e CGIL sottolineano la necessità di una mobilitazione ampia, che coinvolga amministratori locali, sindacati, ordini professionali e associazioni, per riportare il servizio sanitario pubblico e universalistico al centro delle politiche nazionali e regionali. Per “curare le patologie” che af liggono il SSN, la Fondazione GIMBE ha elaborato un piano di rilancio in 14 punti6 che rappresentano lo standard per il monitoraggio continuo delle azioni politiche di Governo e Regioni: • La salute in tutte le politiche. Mettere la salute e il benessere delle persone al centro di tutte le decisioni politiche: non solo sanitarie, ma anche ambientali, industriali, sociali, economiche e iscali, oltre che di istruzione, formazione e ricerca (Health in All Policies). • Prevenzione e promozione della salute. Diffondere la cultura e potenziare gli investimenti per la prevenzione e la promozione della salute e attuare l’approccio integrato One Health, perché la salute delle persone, degli animali, delle piante e dell’ambiente sono strettamente interdipendenti. • Governance stato-regioni. Potenziare le capacità di indirizzo e veri ica dello Stato sulle R egioni, nel rispetto dei loro poteri, per ridurre diseguaglianze, iniquità e sprechi e garantire il diritto costituzionale alla tutela della salute su tutto il territorio nazionale. • Finanziamento pubblico. Aumentare il inanziamento pubblico per la sanità in maniera consistente e stabile, allineandolo entro il 2030 alla media dei paesi europei, al ine di garantire l’erogazione uniforme dei LEA, l’accesso equo alle innovazioni e il rilancio delle politiche del personale sanitario. • Livelli essenziali di assistenza. Garantire l’aggiornamento continuo dei LEA per rendere rapidamente accessibili le innovazioni e potenziare gli strumenti per monitorare le Regioni, al ine di ridurre le diseguaglianze e garantire l’uniforme esigibilità dei LEA in tutto il territorio nazionale. • Programmazione, organizzazione e integrazione dei servizi sanitari e socio-sanitari. Programmare l’offerta di servizi sanitari in relazione ai bisogni di salute e renderla disponibile tramite reti integrate, che condividono percorsi assistenziali, tecnologie e risorse umane, al ine di ridurre la frammentazione dell’assistenza, superare la dicotomia ospedale-territorio e integrare assistenza sanitaria e sociale. • Personale sanitario. Rilanciare le politiche sul capitale umano in sanità al ine di valorizzare e (ri)motivare la colonna portante del SSN: investire sul personale sanitario, programmare adeguatamente il fabbisogno di tutti i professionisti sanitari, riformare i processi di formazione, valutazione e valorizzazione delle competenze secondo un approccio multiprofessionale. • Sprechi e inef icienze. Ridurre sprechi e inef icienze che si annidano a livello politico, organizzativo e professionale e riallocare le risorse in servizi essenziali e innovazioni, aumentando il valore della spesa sanitaria. • Rapporto pubblico-privato. Normare l’integrazione pubblico-privato secondo i reali bisogni di salute della popolazione e disciplinare la libera professione, al ine di ridurre le diseguaglianze d’accesso ai servizi sanitari e arginare l’espansione della sanità privata accreditata. • Sanità integrativa. Riordinare la normativa sui fondi sanitari al ine di renderli esclusivamente integrativi rispetto a quanto già incluso nei LEA, arginando diseguaglianze, fenomeni di privatizzazione, erosione di risorse pubbliche e derive consumistiche. • Ticket e detrazioni iscali. Rimodulare ticket e detrazioni iscali per le spese sanitarie, secondo princìpi di equità sociale ed evidenze scienti iche, al ine di ridurre lo spreco di denaro pubblico e il consumismo sanitario. • Trasformazione digitale. Promuovere cultura e competenze digitali nella popolazione e tra professionisti della sanità e caregiver e rimuovere gli ostacoli infrastrutturali, tecnologici e organizzativi, al ine di minimizzare le diseguaglianze e migliorare l’accessibilità ai servizi e l’ef icienza in sanità. • Informazione alla popolazione. Potenziare l’informazione istituzionale basata sulle evidenze scienti iche e migliorare l’alfabetizzazione sanitaria delle persone, al ine di favorire decisioni informate sulla salute, ridurre il consumismo sanitario e contrastare le fake news, oltre che aumentare la consapevolezza del valore del SSN. • Ricerca. Destinare alla ricerca clinica indipendente e alla ricerca sui servizi sanitari almeno il 2% del inanziamento pubblico per la sanità, al ine di produrre evidenze scienti iche per informare scelte e investimenti del SSN. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:L'INCONTRO DI CASTRATARO CON I VERTICI DELL'ASREM CASTRATARO IN TENDA -tit_org- Pierino continua le barzellette -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/08/2026010803233007197.PDF §---§ title§§ Curare la sanità: è il vero e grande malato link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/08/2026010801787806041.PDF description§§
Estratto da pag. 16 di "PRIMO PIANO MOLISE" del 08 Jan 2026
Estratto da pag. 8 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 08 Jan 2026
Altro decesso al Ss. Annunziata di Taranto: aperto un fascicolo Nigri (Fimp): nei festivi e prefestivi in Puglia, siamo lì per triage e cure
pubDate§§ 2026-01-08T06:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/08/2026010803080706682.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/08/2026010803080706682.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/08/2026010803080706682.PDF tp:ocr§§ Picco dell’influenza e pochi sanitari pronto soccorso pugliesi presi d’assalto Altro decesso al Ss. Annunziata di Taranto: aperto un fascicolo «Pronto soccorso intasati soluzioni dai pediatri» Nigri (Fimp): nei festivi e prefestivi in Puglia, siamo lì per triage e cure CASULA, INGROSSO E SERVIZI ALLE PAGINE 8 E 31>> l Sentiamo Luigi Nigri, medico biscegliese vicepresidente nazionale Fimp-Federazione Italiana Medici Pediatri e segretario regionale per la Puglia, a poche ore dall’inizio dell’era di Antonio Decaro a capo del governo della Regione. Il neopresidente dovrà per forza di cose affrontare lo spinoso tema della Sanità, a incominciare proprio da pediatri e medici di base che, lo scorso 3 gennaio, hanno proclamato lo stato di agitazione dopo che da via Gentile, nel giorno di San Silvestro, è arrivata la richiesta di restituire 35 milioni di euro di integrativi che sarebbero stati incassati indebitamente. «Sì siamo in stato di agitazione dice oggi Nigri perché quello che è avvenuto è estremamente spiacevole. Cioè, invece IN STATO D «La Region milioni inde non lascerem di portare i problemi in un tavolo di collaborazione, hanno creato dalla Regione Puglia una netta separazione tra i medici e chi dovrebbe organizzare la Sanità e questo è nocivo. Noi abbiamo dimostrato, con lo Scap (Servizi di Consulenza Ambulatoriale Pediatrica in Puglia sono ambulatori presso gli ospedali ma gestiti dai pediatri di famiglia; attivi sabato, domenica e festivi/prefestivi gestiscono i casi meno urgenti; ndr), che il problema si può risolvere in silenzio, lavorando. Certo però, se non si mettono competenze ferrate tecnicamente a organizzare la Sanità non si fa niente. E ci dispiace che l’opinione pubblica possa pensare che abbiamo preso soldi indebitamente, cosa che non è. Noi, nonostante lo stato di agitazione, non lasceremo mai soli i nostri pazienti. Questo è un messaggio alla politica e il messaggio è che vogliamo un interlocutore serio». Gli ultimi dati Istat «Healt for all» (si veda La Gazzetta del 2 gennaio; ndr) dicono che la Puglia, con un tasso di pediatri di base pari a 10,4, supera non soltanto il dato delle regioni del Mezzogiorno, che è pari a 9,28, ma supera anche il dato nazionale che è pari a 9,13. La regione è la seconda in Italia subito dopo la Toscana, che ha un tasso pari a 11,17. «La Puglia è, di fatto, una regione virtuosa. Un pediatra pugliese segue, in media, per esempio, 850 bambini, mentre un lombardo o un veneto ne segue 1.200. Ciò però non comporta una dispersione di risorse, perché veniamo pagati a quota capitaria. Il costo per il Ssn è sempre lo stesso se un pediatra ne segue 1.200 o se due pediatri ne seguono 600 ciascuno. È chiaro, però, che uno che ne segue 800 li può seguire meglio di uno che ne segue 1.200-1.300, può dedicare più tempo. E, infatti, non abbiamo i problemi che hanno a Milano e Torino, perché lì le famiglie finiscono col rivolgersi al privato. La Puglia da questo punto di vista è virtuosa e mi auguro che continui a esserlo perché, purtroppo, stiamo… Vediamo cosa farà Decaro, se ci saranno modifiche a livello di dirigenza regionale. Stiamo avendo problemi però col turn over generazionale. Noi vorremmo che venisse garantita l’assistenza ai bambini il più vicino possibile al loro comune di residenza, salvo se il comune non è molto piccolo. Perché qualcuno, ragionando con le carte, si è messo in testa che un bambino da un comune può andare in un altro… Adesso aspettiamo fiduciosi il nuovo governo regionale, dobbiamo capire con chi ci dovremo interfacciare». Avete calcolato che c’è un punto di rottura nel sistema per via del turn over? «Finora, a tavolino, si è ragionato a tavolino così: tot bambini ci sono in Puglia e tot pediatri. Ok. Il problema è che il pediatra bisogna alCioè locarlo… non puoi chiedere a 500 bambini di cambiare comune. Prendiamo il caso di Gravina e Altamura, se ne va un pediatra a Gravina e lascia 500 bambini, allora scusate ma il nuovo pediatra non lo metto ad Altamura, lo metto a Gravina». Quello che sta facendo è un “caso di scuola” o è un caso vero? «No, no, è vero. E, tra l’altro, ci sono contenziosi Asl-Regione. Cioè la Asl Bari ha messo il pediatra a Gravina con questo incarico provvisorio, ma la Regione ha detto che va messo ad Altamura e, quindi, quando finirà l’incarico dovrà andarsene. Questo perché ragionano in termini matematici e ad Altamura risultano più bambini. Però così 500 famiglie dovranno andare ad Altamura, dove ci sono pediatri ancora con diAGITAZIONE e pretende 35 bitamente, ma o soli i pazienti» sponibilità. E se una famiglia non ha la macchina? La verità è che la capillarizzazione dei pediatri porta a un aumento della qualità dell’assistenza e della prevenzione». Dai dati Istat emerge una ricettazione molto cospicua in Puglia, come lo spiega? «Noi pediatri siamo coinvolti molto marginalmente perché prescriviamo pochissimo. Abbiamo però un problema, stiamo vivendo una transizione di epoca in cui la patologia si sta spostando da quelle infettive ad altro tipo di patologia, principalmente disturbi del neurosviluppo. Le cause saranno l’inquinamento, i cambiamenti climatici, lo sapremo in futuro. Ora, in questa mutazione in cui non curiamo più tonsilliti come prima, ci troviamo ad affrontare problemi con terapie farmacologiche particolari. Pensi che i bambini autistici devono venire da me, ogni mese, per un farmaco che assumono quotidianamente e per il quale richiedono non la ricetta che posso mandare in via telematica, ma quella rossa, in triplice copia, da compilare a mano e firmata. Allora, dico, vogliamo sburocratizzare? Questi poveri bambini, queste mamme, questo rito… perché non vanno alla farmacia ospedaliera a ritirare il farmaco per più mesi? E non le dico quando vanno a consulenza e il consulente, che dovrebbe prendere in carico il bambino e completare il ciclo, invece, rimanda i genitori dal pediatra per le prescrizioni». Lei lo sa che questo è un modo, burocratico sì, ma per limitare gli abusi. «Ma quando un bambino ha un disturbo del neurosviluppo e deve prendere quel farmaco importante non c’è un abuso. Non è così che si contrasta l’abuso. Si contrasta facendo formazione e facendo capire ai medici che ci sono linee guida e che non si “accontenta” il paziente con la ricetta. E poi, scusi, ma i Distretti che stanno a fare? Se io, per esempio, sto nella BAT dove stanno 44 pediatri e vedo che 3 hanno dei picchi rispetto alla media degli altri, li chiamo e chiedo: “Cosa accade?”. Ma se il paziente che fa l’insulina ha bisogno dell’insulina, non ci può essere un abuso. Se c’è una malattia cronica dispensiamoli da questo iter senza farli andare avanti e indietro. E gli specialisti dovrebbero non fare la visita e mandare al pediatra, dovrebbero fare tutto loro, senza rimandare il bambino dal pediatra. Poi, prendendo anche spunto da quello che ha detto Schittulli alla “Gazzetta” (il giornale del 1° gennaio 2026; ndr), lei sa perché la Puglia è la regione che ha meno accessi pediatrici al Pronto soccorso?». No. «È perché ci sono gli Scap. Cioè in 27 postazioni in Puglia, affianco al Pronto soccorso, c’è un ambulatorio con pediatra e infermiere a disposizione. Qualsiasi bambino che arriva in ospedale viene preso in carico da me e non entra neanche in Pronto soccorso. Cioè io lo gestisco e lo mando a casa o lo mando al Pronto soccorso se è necessario». Quindi fa anche triage? «Assolutamente. Ma non soltanto faccio triage, chiudo il ciclo. Nel 2024 in Puglia abbiamo fatto oltre 100mila accessi in Scap. Quelli che abbiamo inviato al Pronto soccorso sono stati l’1,4 per cento. Cioè su 100 bambini che vengono qui, 98 li rimandiamo a casa con la cura e tutto il resto non passa per il Pronto soccorso. Si immagini su 100mila bambini come li abbiamo decongestionati. Il modello vincente è quello di aver messo un medico esperto a fare come da barriera ed è quello che manca per l’adulto. Prima di questo servizio, dei bambini che andavano direttamente al Pronto soccorso, il 25% veniva ricoverato. Se la Casa di comunità fosse adiacente al Pronto soccorso (adiacente non a due chilometri da lì), credo sarebbe utile perché si potrebbe fare rife rimento lì. Lo Scap è il fiore all’occhiello della Regione Puglia ed è il modello del futuro». Lei vorrebbe che si testasse una sorta di Scap anche per gli adulti? «Noi così facemmo. Lo Scap lo testammo, a partire dal 2013, con Giovanni Gorgoni e con Antonio Sanguedolce. Lo testammo e, dopo tre anni, il presidente Michele Emiliano ha visto i dati e ha deciso di estenderlo in tutta la Puglia. Credo che se le Case di comunità fossero materialmente interfacciate col Pronto soccorso potrebbero dare risultati ottimi. Ma le devi mettere proprio al Pronto soccorso, non lontane da lì, e devi trovare le risorse». ingrosso@gazzettamezzogiorno.it ---End text--- Author: MARISA INGROSSO Heading: Highlight: «BASTA ODISSEA DEGLI AUTISTICI» «I piccoli devono venire da me ogni mese perché per un farmaco che assumono ogni giorno serve una ricetta compilata a mano» IN STATO DI AGITAZIONE «La Regione pretende 35 milioni indebitamente, ma non lasceremo soli i pazienti» Image:EMERGENZA Assalto ai Pronto soccorso pugliesi. Nella foto: il servizio di emergenzaurgenza del Ss Annunziata di Taranto: aperta un’inchiesta su un paziente deceduto . PEDIATRIA Sotto, Luigi Nigri vicepresidente nazionale Fimp -tit_org- Picco dell ’ influenza e pochi sanitari pronto soccorso pugliesi presi d ’ assalto «Pronto soccorso intasati soluzioni dai pediatri» -sec_org- tp:writer§§ MARISA INGROSSO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/08/2026010803080706682.PDF §---§ title§§ Lombardia, una legge per recuperare medicinali link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/08/2026010803080206677.PDF description§§
Estratto da pag. 31 di "ITALIA OGGI" del 08 Jan 2026
Estratto da pag. 12 di "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" del 08 Jan 2026