title§§ La protesta del sindaco in tenda «Salvate la sanità molisana» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/07/2026010701654504873.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "DOMANI" del 07 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-07T05:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/07/2026010701654504873.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/07/2026010701654504873.PDF', 'title': 'DOMANI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/07/2026010701654504873.PDF tp:ocr§§ IL REPORTAGE La protesta del sindaco in tend« «Salvate la sanità molisana» Dal 2ß dicembre, Piero Castrataro dorme davantiall'ospedale di Isernia per mostraretuttelecriticità del sister «Oui la salute sembra un privilegio sfuggente». Convocata per oggi una riunione alla ricerca dì possibili soluzk CARMINE àÄÆÆÄÍÍÉ ISERNIA Èuna piazza che non c'è, quella che si forma ininterrottamente dal 26 dicembre davanti all'ospedale "Ferdinandoveneziale" di Isernia. Non ci sono transenne montate dalle forze dell'ordine, ne grandi striscioni istituzionali; c'è solo una piccola tenda verde, un sacco a pelo e un uomo seduto con gli occhi stanchi. È Éåãî Castrataro, sindaco di Isernia, 50 anni, ingegnere nucleare con una carriera, prima di dedicarsi alla politica locale, nelle energie rinnovabili- Dal 2021 alla guida, con un'alleanza civica di centrosinistra, della atta molisana di poco più di 20mlla anime, Castrataro ha deciso di accamparsi davanti all'ospedale per attirare l'attenzione sullo stato della sanità pubblica molisana. La protesta «Isernia è capoluogo di provincia, eppure qui la salute sembra un privilegio sruggente ormai da anni», spiega Castrataro a Domani. La sanità regionale è commissariata da oltre un decennio, e il Piano operativo sanitario rischia di tagliare ulteriormente servizi e reparti già in forte difficoltà. Reparti "salvavita" come la Diagnostica, l'Anestesia e la Rianimazione soffrono per la carenza cronica di medici, secondo i dati che circolano tra i corridoi dell'ospedale, il pronto soccorso funziona con soli 4 medici quando, per garantire continuità assistenziale, ne servirebbero 13. Simile la situazione in Radiologia: tré i dottori in reparto, sui 12 stimati per coprire turni e servizi diagnostici essenziali. «Non posso accettare che il futuro di repartì come Emodinamica e Punto Nascita sia legato a ragionamenti meramente numerici che non tengono conto dei reali bisogni di un territorio che serve SOmila abitanti e che rischia di morire di isolamento», prosegue Castrataro. Cittadini solidali La sua tenda, intanto, è diventata subito un luogo dove si intrecciano storie e voci. DÌ giorno, cittadini sì avvicinano, lasciano messaggi, offrono caffè e parole di conforto. «Quando sono passata la pruna volta —racconta una pensionata con la sciarpa fino agli occhi — ho visto il sindaco col suo cappelline, al freddo: ho pensato che qui non si trattava solo di un problema politico, ma di sicurezza e dignità per tutti noi». «C'è chi dice che il sindaco sta facendo campagna elettorale. E allora?)», sbotta un settantenne arrivato al Veneziale per un controllo. «Anche se fosse, fínalrnentequalcuno che si alza dalla scrivania e fa qualcosa di concreto». Tra quelli che ogni giorno varcano ² cancelli dell'ospedale spiccano gli operatori sanitari. «Ci sono alcuni re parti in profonda sofferenza —spiega ancora Castrataro —dove i turni sono coperti con straordinari o con contratti di medici libero professionisti, molto gravosi dal punto di vista economico». All'uscita di un turno massacrante, un medico del pronto soccorso si ferma qualche istante: «Qui facciamo numeri impossibili, orari infiniti. È difficile così garantire servizi dignitosi. Il sindaco ha ragione: serve attenzione, non bastano più le parole». Un'infermiera di reparto, con un thermos di caffè tra le mani, sorride appena si avvicina alla tenda; «Non è che cambi tutto in una notte. Ma vedere il sindaco qui, di persona, ci fa sentire meno soli». Dal 26 dicembre, davanti al Veneziale si succedono il rumore secco delle porte automatiche, il passo veloce di ohi entra per lavorare, quello esitante di chi aspetta notìzie. Anche la notte di Capodanno non fa eccezione. Castrataro la passa lì, in tenda, senza tornare a casa Poco prima della mezzanotte qualcuno arriva con una bottiglia di spumante, altri con bicchieri di plastica. Non d sono fuochi d'artificio, ma un brindisi colletti- vo improvvisato, stretto, quasi sommesso. Ha un senso profondo: festeggiare, certo. Ma soprattutto restare. E resistere. «Auguri», si dicono sottovoce. Qu alcuno ride, qualcuno si commuove. È un modo per dirsi che la battaglia contìnua anche l'anno dopo. Castrataro rientra nella tenda dopo l'ennesimo saluto, le mani arrossate dal freddo e dagli abbracci. Si siede, sistema il sacco a pelo, guarda per un attimo il foglio spiegazzato appoggiato sul tavolino: è piccolo, scritto con una grafìa infantile. Gliel'ha consegnato qualche giorno fa un bambino. C'è scritto: «II tuo gesto è il mio futuro». Lì c'è tutto il senso di queste notti. Responsabilità, ladefinisce Castrataro. Accanto si intravede la copia di una lettera che una donna ha. inviato al presidente della Repubblica. «Ha scritto a Sergio Mattarella per descrivere, con i suoi occhi di cittadina, le criticità della sanità molisana, chiedendo attenzione verso le nostre problematiche. Vedere che i cittadini non solo mi sostengono, ma si attivano inpruna persona, mi conferma che questa tenda sta diventando il cuore pulsante di una comunità che non vuole più restare in silenzio». E poi d sono le solidarietà ufficiali. Il sindaco di Agnone e presidente della Provincia di Isernia, Daniele Saia, si è recato di persona a portare il suo sostegno. Così come alcuni consiglieri regionali e amministratori dei comuni limitrofi. Ma non tutte le risposte istituzionali sono state di incoraggiamento. L'Azienda sanitaria regionale del Molise ha inizialmente bollato la protesta come «strumentale», invitando il sindaco a concentrarsi su «ciò che rientra nelle sue dirette funzioni» e a rendere la città «più attrattiva e vitale». Come se il problema della carenza di medici e dei continui tagli dipendesse dalla bellezza del comune. «Un vero paradosso», stoppa la polemica sul nascere Castrataro. Al di là di annunci di fine anno, risposte concrete e soluzioni risolutive nonsono arrivate per giorni neanche dalla struttura commissariale — il subcommissario è Ulisse Di Giacomo, già senatore e uomo forte di Forza Italia in Molise —e dal presidente della Regione, anche lui forzista, Francesco Roberti. La contrapposizione resta e riflette un tema più ampio: la sanità pubblica sotto pressione e il ruolo delle scelte politiche, economiche e culturali che ne determinano il destino. Ma a Isemia, nei ragionamenti di Castrataro, questo none un dibattito astratto. «Non lascerò questa tenda finché non vedo fatti. Qui non si tratta solo di numeri o bilanci: si tratta della vita e della dignità di SOnula persone». La riunione convocata Solo dopo oltre dieci giorni di notti in tenda e di silenzio, imbarazzante e inspiegabile, qualcosa sì è mosso. L'Asrem ha convocato il sindaco per una riunionechesi tiene proprio oggi, 7 gennaio, con l'obiettivo dichiarato diindividuarepossibili soluzioni alle criticità sollevate. Anche perché le soluzioni non mancherebbero. Si potrebbe immaginare di organizzare meglio il personale medico in servizio nei tré ospedali pubblici molisani —Campobasso, Isernia eTermoli — affinchè, spiega Castrataro, «i repatti maggiormente dotati di personale possano dare supporto a quelli che, invece, ne sono sguarniti». Altra soluzione «inserire Isemia nella rete di ospedali pubblid regionali m cui gli specializzandi del corso di laurea di unimol possano effettuare il tirocinio». Vedremo cosa accadrà. Al momento peraltro anche da Roma tutto tace. «Il governo? Quelli mica pensano a Isernia», ride amaramente uno dei tan ti venuti a pottare solidarietà al sindaco, un sentimento condiviso, questo. E forse, riflette il primo cittadino, «tutta questa storia è solo l'emblema di quello che succede proprio quando i governi nazionali decidono di avere una spesa sanitaria che diminuisce rispetto al Pii, largamente al di sotto della media dei paesi più industrializzati». Il punto adesso è capire da chi arriveranno le risposte a queste domande. E, soprattutto, quali saranno. O RIPRODUZIONE RISERVATA Piero Castrataro, 50 anni, !'/ sindaco di Isprnia dal 2021, con un'alleanza civica di centrosinistra -tit_org- La protesta del sindaco in tenda «Salvate la sanità molisana» -sec_org- tp:writer§§ Carmine Gazzanni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/07/2026010701654504873.PDF §---§ title§§ Lo dico al fatto - Sanità La crisi è evidente: evitiamo capri espiatori, serve un nuovo Patto link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/07/2026010701655704869.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "FATTO QUOTIDIANO" del 07 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-07T05:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/07/2026010701655704869.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/07/2026010701655704869.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/07/2026010701655704869.PDF tp:ocr§§ Sanità La crisi è evidente: evitiamo capri espiatori, serve un nuovo Patto LODICOALFATTO LA CRISI DELLA SANITÀ territoriale è sotto gli occhi di tutti: Pronto Soccorso sovraffollati, cittadini disorientati, medici di Medicina generale sotto pressione costante. Il dibattito pubblico tende però a semplificare, attribuendo le difficoltà a presunte inefficienze dei “medici di base”. È una lettura comoda ma fuorviante. La sanità territoriale è in crisi per ragioni strutturali: definanziamento progressivo, aumento dell’età media dei cittadini e dei medici, malattie croniche in crescita, carico amministrativo insostenibile, isolamento operativo dei professionisti. Il medico di Medicina generale si trova ogni giorno costretto a mediare fra bisogni sempre più complessi e un sistema che fatica a fornire risposte adeguate. Nel frattempo si è rotto il patto sociale implicito tra cittadini, medici e istituzioni. Lo Stato ha ridotto investimenti e supporto, l’utenza ha visto crescere bisogni e aspettative, e i medici sono rimasti da soli a gestire una complessità crescente, con strumenti inadeguati. Il risultato è una spirale: il cittadino sfiduciato si rivolge all’Ospedale e questo si satura, mentre il Territorio si indebolisce ulteriormente. Se vogliamo ricostruire una sanità pubblica efficiente, dobbiamo smettere definitivamente di cercare capri espiatori e tornare a parlare di scelte politiche: investimenti, organizzazione, integrazione fra Ospedale e Territorio, riconoscimento del ruolo centrale del medico di Medicina generale. Serve un nuovo patto sociale esplicito e condiviso. Senza tutto questo continueremo inutilmente a discutere degli effetti ignorando le cause. DOTT. CLAUDIO DE LUCA, MEDICO DI MEDICINA GENERALE, ROMA Gentile dottor De Luca, è molto importante ricevere lettere come la sua, che pubblichiamo volentieri, come da un po’ di tempo stiamo facendo. C’è infatti una scarsa consapevolezza politica di quanto la sanità pubblica sia in pericolo e minata nel profondo della sua natura e costituzione. Un pericolo che viene risolto dalla propaganda di governo, che vanta finanziamenti inesistenti – perlomeno in proporzione alla dinamica del Pil –, alimentando polemiche buone per la “politichetta” italiana, non per quella visione di lungo periodo che dovrebbe alimentare una politica seria. (S.C) ---End text--- Author: Redazione Heading: LODICOALFATTO Highlight: Image:Cure necessarie Roma, corsia d’ospedale -tit_org- Lo dico al fatto - Sanità La crisi è evidente: evitiamo capri espiatori, serve un nuovo Patto -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/07/2026010701655704869.PDF §---§ title§§ Cento tra medici e infermieri in lotta per i giovani feriti "Cerchiamo di rubare tempo" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/07/2026010701654704871.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "REPUBBLICA" del 07 Jan 2026

Undici i ricoverati: "Si naviga a vista, il quadro resta grave ma le condizioni stabili" Prima di recarsi a Parigi, Meloni al Niguarda per far sentire la vicinanza del governo

pubDate§§ 2026-01-07T05:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/07/2026010701654704871.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/07/2026010701654704871.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/07/2026010701654704871.PDF tp:ocr§§ Cento tra medici e infermieri in lotta per i giovani feriti “Cerchiamo di rubare tempo” Undici i ricoverati: “Si naviga a vista, il quadro resta grave ma le condizioni stabili” Prima di recarsi a Parigi, Meloni al Niguarda per far sentire la vicinanza del governo e MIRIAM ROMANO MILANO a voluto vedere le famiglie dei ragazzi ricoverati al Niguarda, la premier Giorgia Meloni, prima di volare a Parigi per il vertice della Coalizione dei volenterosi. Una tappa milanese che l’ha vista entrare all’ora di pranzo nell’ospedale dove si curano i sopravvissuti del disastro di Crans-Montana. Per far visita ai feriti, ai loro genitori, rinnovando la vicinanza del governo in questo momento di dolore e ringraziare il personale che da giorni lavora ininterrottamente. Sono undici i ricoverati all’interno del Centro ustioni diretto da Franz Wilhelm Baruffaldi Preis. «Pazienti critici sui quali manteniamo ancora una prognosi riservata», ha sottolineato il direttore sanitario, Alberto Zoli. Mentre restano le difficoltà nel trasferire gli altri due feriti italiani che sarebbero dovuti arrivare dalla Svizzera, Leonardo Bove ed Elsa Rubino, in condizioni gravissime. Nel frattempo è Giampaolo Casella, direttore di Anestesia e Rianimazione, a dare nuovi aggiornaH menti sui tre giovani dalle condizioni più critiche che si trovano in Terapia intensiva. Parla di condizioni stabili, nonostante un quadro grave. «Riusciamo a mantenerli in una situazione in cui non c’è un pericolo di vita immediato», dice. Ma l’estensione delle ustioni da sola sarebbe già più che sufficiente per destare enorme preoccupazione, aggiunge. «E il combinato disposto tra l’aver respirato fumi velenosi per un periodo molto lungo e le ustioni moltiplica il problema». Giorno per giorno, dunque, «si naviga a vista», ammette Casella. Che aggiunge: «Ogni giornata in più è un giorno guadagnato, stiamo cercando di rubare tempo». Nel frattempo nei reparti si continua a lavorare senza tregua. Sono un centinaio le persone che in questo momento ruotano attorno agli undici sopravvissuti di Crans-Montana, con ustioni fino al 70 per cento del corpo, tra medici, infermieri, tecnici e personale. Sono 17 solo nel Centro ustioni, 14 in Terapia intensiva, altri 6 in sala operatoria. Ma medici e non solo vengono reclutati anche da altri reparti ogni volta che ce n’è bisogno. E se si deve stare in sala operatoria per 15 ore di fila ci si alterna e si va avanti. Ingranaggi in continuo movimento, quelli del Niguarda, che vede uno “scout team” che si occupa di valutare le condizioni di chi si trova negli ospedali svizzeri. Un gruppo composto da chirurghi plastici ustionologi, intensivisti dell’emergenza, psicologi e infermieri, pronti a trasportare altri feriti qui, sopravvissuti all’inferno di Le Constellation. Se e quando si potrà. ---End text--- Author: TIZIANA DE GIORGIO Heading: Highlight: Image:le vittime italiane, oggi i funerali La commemorazione con Mattarella Giovanni Tamburi, 16 anni, Bologna T Sofia Prosperi, 15 anni, italo-svizzera T Riccardo Minghetti, 16 anni, Roma T Emanuele Galeppini, 16 anni, Genova T Chiara Costanzo, 16 anni, Milano T Achille Barosi, 16 anni, Milano T Oggi i funerali di cinque delle sei vittime di Crans-Montana. Le esequie di Emanuele Galeppini si terranno invece domani. Venerdì le campane di tutte le chiese svizzere suoneranno per cinque minuti in ricordo delle 40 vittime della strage di Capodanno: alla cerimonia che si terrà nel comune di Martigny parteciperà il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella “ I pazienti sono in condizioni critiche, manteniamo ancora una prognosi riservata “ Situazione complessa per il combinato disposto tra ustioni e fumi velenosi respirati a lungo All’aeroporto di Linate l’arrivo delle salme dei ragazzi morti nella strage di Crans-Montana Q -tit_org- Cento tra medici e infermieri in lotta per i giovani feriti “Cerchiamo di rubare tempo” -sec_org- tp:writer§§ TIZIANA DE GIORGIO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/07/2026010701654704871.PDF §---§ title§§ Così le Asl truffano noi pazienti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/07/2026010701655604868.PDF description§§

Estratto da pag. 22 di "VERITÀ" del 07 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-07T05:40:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/07/2026010701655604868.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/07/2026010701655604868.PDF', 'title': 'VERITÀ'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/07/2026010701655604868.PDF tp:ocr§§ Così le Asl truffano noi pazienti RISPONDE MARIO GIORDANO n Caro Giordano, da mesi aspettavo che la Asl di Reggio Emilia mi concedesse un appuntamento per una visita specialistica. Persistendo gravi sofferenze, il mio medico decide di darmi priorità «urgente». L’Asl mi fissa via sms un appuntamento per il 24 dicembre, ore 13. Mi son detto: la vigilia di Natale? E all’ora di pranzo? Mi sono comunque preparato. Peccato che qualche ora prima dell’appuntamento, ricevo una telefonata dalla Asl che mi informa che non era disponibile alcun medico… Mario Le Rose Reggio Emilia n È una tecnica che stanno adottando diverse Asl, non solo in EmiliaRomagna: li abbiamo beccati anche in Piemonte. Si fissano visite farlocche, a orari folli (addirittura ce n’era una nella notte di Natale, a mezzanotte in punto), salvo poi disdirle. Altre Asl, come stiamo documentando a Fuori dal coro (nel silenzio generale), fanno ancora di peggio: fissano la visita nel 2027, ma scrivono sulla prenotazione che il paziente ha rifiutato una «prima» visita in tempi assai più ravvicinati. Cosa non vera. E perché lo fanno? Ovvio. Per lo stesso motivo per cui a lei hanno fissato la visita (impossibile) il 24 dicembre: per poter aggirare la legge (che impone all’Asl di pagare la visita nel privato se non si riescono a rispettare i tempi prescritti) e per poter dichiarare che le liste di attesa si stanno riducendo. Una vera truffa ai danni dei pazienti. Possibile che il ministro Orazio Schillaci non abbia nulla da dire? ---End text--- Author: Redazione Heading: RISPONDE MARIO GIORDANO Highlight: Image: -tit_org- Così le Asl truffano noi pazienti -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/07/2026010701655604868.PDF §---§