title§§ Cure negate e mortalità in aumento i più colpiti gli over 65 svantaggiati
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010502051900653.PDF
description§§
Estratto da pag. 16 di "MATTINO BENEVENTO" del 05 Jan 2026
pubDate§§ 2026-01-05T02:09:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010502051900653.PDF
category§§ GIMBE
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010502051900653.PDF', 'title': 'MATTINO BENEVENTO'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010502051900653.PDF
tp:ocr§§ Cure negate e mortalità in aumento i più colpiti gli over 65 svantaggiati IL FOCUS La mortalità nel Sannio degli over 65 raggiunge il 19% tra le classi sociali più svantaggiate, contro il 10,7% delle classi con un reddito più elevato a disposizione. Mentre la mancanza di mezzi per curarsi coinvolge il 7% della popolazione provinciale che rinuncia alle cure perché non ha i soldi per farlo. Eppure, il territorio sannita è in controtendenza rispetto al resto di quello nazionale. In base ai dati raccolti da Istat e Gimbe tra il 2018 e il 2022, il tasso di mortalità degli over 65 economicamente più svantaggiati ha raggiunto il 21%, mentre tra i più benestanti si è fermato al 10,7%. La mortalità tra gli anziani è dunque significativamente influenzata dal reddito e gli studi più recenti al riguardo indicano che la povertà può ridurre l'aspettativa di vita degli over 65 fino a quasi 9 anni, con tassi di mortalità molto più elevati tra i più svantaggiati rispetto ai più abbienti, evidenziando un gap socio economico che si traduce in fattore di rischio biologico. Questo fenomeno, sebbene i dati non siano ancora definitivi ma in corso di analisi, mostra una correlazione diretta tra condizioni economiche precarie e rischio di morte prematura, con la povertà che diventa un fattore patogeno per gli anziani. La povertà può «sottrarre» anni di vita, creando un divario significativo nell'aspettativa di vita tra chi è economicamente sicuro e chi non lo è. Una percentuale significativa di anziani, oltre il 25% degli over 60, subisce una forte riduzione della propria ricchezza nel tempo, aumentando il rischio di povertà e le sue conseguenze sulla salute. I FATTORI La correlazione tra mortalità e povertà non è solo statistica ma biologica ed è legata alla difficoltà nell'accesso a cure mediche adeguate, farmaci e trattamenti specialistici; alle peggiori condizioni abitative, a un'alimentazione meno sana; all'isolamento e a un minor supporto sociale, fattori protettivi importanti nella fase di invecchiamento. Purtroppo, nel Sannio, il fenomeno di mancato accesso alle cure è sempre più accentuato perché la sanità pubblica non garantisce un adeguato servizio e spinge l'utenza verso il privato. Chi può permetterselo si cura, chi invece non ha le risorse economiche per farlo magari rinuncia. Le liste di attesa sempre più lunghe, la sanità territoriale in difficoltà, gli ospedali in affanno o in fase di parziale attività, come il Sant'Alfonso, sono le cause che obbligano l'utenza a curarsi a pagamento o a rinunciare alle prestazioni in assenza delle risorse economiche necessarie. L'introduzione dei tetti di spesa che limitano il budget delle aziende sanitarie, le liste di attesa sempre più lunghe, la sanità territoriale in difficoltà, gli ospedali in affanno o in fase di parziale attività, come, per esempio, il Sant'Alfonso, sono le cause che obbligano l'utenza a curarsi a pagamento o a rinunciare alle prestazioni in assenza delle risorse economiche necessarie. l.d.c. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: 1 d c Heading: IL FOCUS Highlight: Image: -tit_org- Cure negate e mortalità in aumento i più colpiti gli over 65 svantaggiati -sec_org-
tp:writer§§ 1 d c
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010502051900653.PDF
§---§
title§§ Sanità 2026, progressi e disparità
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010501854802622.PDF
description§§
Estratto da pag. 7 di "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" del 05 Jan 2026
pubDate§§ 2026-01-05T04:13:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010501854802622.PDF
category§§ GIMBE
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010501854802622.PDF', 'title': "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA"}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010501854802622.PDF
tp:ocr§§ Il sistema assistenziale dovrà trasformare lo slancio tecnologico in governance duratura Sanità 2026, progressi e disparità l 2026 si profila come anno cruciale per la sanità italiana: tra la scadenza del Pnrr e la piena operatività dell’Ecosistema Dati Sanitari, il sistema dovrà trasformare lo slancio tecnologico in governance duratura, affrontando diseguaglianze assistenziali e vulnerabilità informatica. Il 31 marzo 2026 diventerà pienamente operativo l’Ecosistema Dati Sanitari, istituito con decreto del 31 dicembre 2024. Questa infrastruttura federata raccoglierà i dati sanitari di 60 milioni di assistiti, alimentata dal Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, dal Sistema Tessera Sanitaria e dall’Anagrafe nazionale assistiti. Il Pnrr ha accelerato la trasformazione: al secondo trimestre 2025 risultano rispettate tutte le scadenze formali della Missione 6 Salute, con il 97 per cento dei medici di base che utilizza attivamente il fascicolo e il 43 per cento dei cittadini che ha dato il consenso alla consultazione. Tuttavia, l’82 per cento delle risorse Pnrr non risulta ancora speso e cinque target su quattordici sono in ritardo. Il completamento degli investimenti entro giugno 2026 pone un interrogativo strategico. Anitec-Assinform chiede «una vera strategia nazionale per la sanità digitale, con fondi stabili e coordinamento costante» oltre il Piano. Il mercato della sanità digitale ha raggiunto 2,47 miliardi di euro nel 2024, con proiezioni verso i 3 miliardi entro il 2026. AGENAS, Agenzia Nazionale per la Sanità Digitale dal 2022, dovrà garantire «omogeneità e coerenza nell’attuazione delle politiche» operando in un contesto post-Pnrr dove le risorse straordinarie lasciano il posto alla programmazione ordinaria. E se la digitalizzazione promette efficienza e accessibilità, il divario tra Nord e Sud rimane profondo. Le regioni meridionali subiscono una “tripla penalizzazione”: infrastrutture carenti, basso utilizzo del FSE e aree interne isolate. Mentre Lazio e Toscana superano il 60 per cento di servizi attivi, Abruzzo e Calabria non vanno oltre l’8 per cento. La Piattaforma Nazionale di Telemedicina, finanziata con 1,5 miliardi dal Pnrr, mira a assistere 800mila pazienti entro il 2026 attraverso 90mila postazioni. Tuttavia, l’attivazione delle case di comunità rimane ostacolata da “ritardi e gravi carenze d’organico.” Il digital divide rischia di creare una cittadinanza sanitaria di serie B: solo la metà dei Paesi europei ha adottato politiche per l’alfabetizzazione diI Scadenza del Pn e piena operativi dell’Ecosistema dei dati sanitari Rispettate tutte le scadenze riguardanti la Missione 6 gitale sanitaria, e in Italia la scarsa competenza degli anziani e delle aree interne rappresenta un ostacolo strutturale. La vulnerabilità informatica poi resta una minaccia concreta: nel 2025, il 75 per cento delle grandi aziende sanitarie italiane ha subito almeno un incidente di sicurezza informatica (Rapporto Clusit 2025). L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale registra un aumento del 40 per cento degli eventi cyber, con 573 incidenti significativi confermati nel 2024, in crescita dell’89,1 per cento. Le minacce prevalenti sono attacchi ransomware – il 45 per cento delle organizzazioni sanitarie ha notato un’accelerazione negli ultimi mesi – e furti di dati sensibili, che hanno interessato il 66 per cento delle strutture. Le cause sono sistemiche: infrastrutture obsolete, gestione frammentata, scarsa formazione del personale. Un dato emblematico: il 46 per cento delle strutture non ha un responsabile dedicato alla cybersecurity (52 per cento nel pubblico). L’impossibilità di accedere a sistemi compromette direttamente l’erogazione delle cure, alterando potenzialmente l’integrità delle informazioni cliniche. L’IA, dal canto suo, accelerala ricerca farmaceutica e sta rivoluzionando la produzione e la sperimentazione clinica. Secondo Farmindustria, l’intelligenza artificiale accorcia fino al 40 per cento la fase preclinica, un’accelerazione significativa in un percorso che normalmente richiede 10-12 anni. So
no oltre 100 i nuovi farmaci individuati con il supporto dell’IA, con circa 65 molecole in fase di sperimentazione umana. Casi emblematici: il DSP1181, primo farmaco progettato con IA in soli 12 mesi, e il Baricitinib, identificato come trattamento Covid-19 in tre giorni. Il Nobel 2024 a Demis Hassabis per AlphaFold ha certificato la rilevanza scientifica dell’approccio nel predire strutture proteiche. Nella sperimentazione clinica, l’IA crea “gemelli digitali” per accelerare i test preclinici. Ridurre del 20 per cento i fallimenti nella seconda fase potrebbe far risparmiare 450 milioni di dollari per farmaco. L’AIFA ha aggiornato nel 2025 le linee guida per trial che utilizzano IA o machine learning. La recente legge italiana sull’IA rafforza le tutele sulla privacy, garantendo che “le decisioni cliniche rimangono sotto il controllo del professionista, con l’IA come supporto. “Per l’Italia, leader europeo con export farmaceutico di 54 miliardi di euro nel 2024, l’IA rappresenta un’opportunità anche nella produzione industriale, dove automazione e gestione basata sui dati creano impianti competitivi. Per quanto riguarda la Legge di Bilancio 2026, le risorse sono significative ma con limiti strutturali. Approvata il 31 dicembre, la Legge di Bilancio 2026 rappresenta il più corposo intervento finanziario sulla sanità italiana dell’ultimo quadriennio. Il Fondo Sanitario Nazionale riceve un incremento di 2.382 milioni nel 2026, portando il finanziamento da 136,5 a 142,9 miliardi, con prosecuzione di 2.650 milioni annui dal 2027. L’aumento si concentra su: Alzheimer e demenze (100 milioni annui), Salute Mentale (80 milioni nel 2026, con focus su prevenzione), contrattazione del settore sanitario (+195 milioni da 285 a 480 milioni annui), riduzione liste d’attesa (143,5 milioni per prestazioni aggiuntive), personale sanitario a tempo indeterminato fino a 450 milioni di euro annui. Le farmacie sono riconosciute a pieno titolo nel SSN dal 2026 con 50 milioni per servizi di prossimità. Tuttavia, la Fondazione Gimbe evidenzia criticità strutturali: quasi due terzi dell’aumento derivano da stanziamenti già previsti in bilanci precedenti. Dal 2027, l’incremento si riduce drasticamente (meno di 1 miliardo annui), e la quota di Pil destinata alla sanità, dopo salire al 6,16 per cento nel 2026, scende sotto il 6 per cento nel 2028. Le risorse risultano “frammentate tra molteplici destinatari, con importi così limitati da rischiare di non produrre effetti concreti. Il 2026 rappresenta un anno di massima visibilità finanziaria per la sanità italiana, ma la sostenibilità strutturale rimane una questione aperta. La sfida sarà consolidare gli investimenti oltre il ciclo finanziario straordinario del Pnrr e affrontare le diseguaglianze territoriali che caratterizzano il sistema, trasformando lo slancio tecnologico in governance duratura e assistenza equa”. A ha accelerato erca farmaceutica perimentazione roduzione clinica Fondo nazionale destinatario un incremento 2.382 milioni ---End text--- Author: MARIA FRANCESCA ASTORINO Heading: Highlight: Il Fondo nazionale è destinatario di un incremento di 2.382 milioni L’IA ha accelerato ricerca farmaceutica e sperimentazione e produzione clinica Scadenza del Pnrr e piena operatività dell’Ecosistema dei dati sanitari Rispettate tutte le scadenze riguardanti la Missione 6 Image:Il Pnrr ha accelerato la trasformazione digitale del sistema sanitario Pazienti ricoverati in una corsia di ospedale a causa della carenza dei posti letto -tit_org- Sanità 2026, progressi e disparità -sec_org-
tp:writer§§ MARIA FRANCESCA ASTORINO
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010501854802622.PDF
§---§
title§§ Quei medici di base, sempre più lontani dopo la bufera Covid
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010502035503561.PDF
description§§
Estratto da pag. 16 di "FATTO QUOTIDIANO" del 05 Jan 2026
pubDate§§ 2026-01-05T05:23:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010502035503561.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010502035503561.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010502035503561.PDF
tp:ocr§§ Quei medici di base, sempre più lontani dopo la bufera Covid GIANDOMENICO CRAPIS S i torna a parlare di sanità, vuoi per le liste di attesa, vuoi per le tangenti pagate al nefrologo Palumbo, vuoi per i pasticci dell’accesso a medicina, vuoi ancora per i rapporti dell’Agenas sulla qualità dell’assistenza nel paese. Bene. Ma sulla bocca dei cittadini corre un altro tema, che nel dibattito pubblico non compare quasi mai: la difficoltà dei pazienti nell’accedere allo studio del proprio medico o nel ricevere da questi una visita a casa. Consapevole di attirarmi le critiche da una categoria che, a sua discolpa, ed è vero, si dice sommersa da una burocrazia asfissiante che le sottrae tempo per la cura dei pazienti, è bene però che la questione venga posta senza remore. Ciò perché il mutamento delle modalità di gestione dei pazienti da parte dei medici, una volta detti di famiglia, è uno dei problemi, bisogna ammetterlo, della sanità italiana. Un tempo incontrare il proprio medico di famiglia semplice: se avevi bisogno ti recavi negli orari previsti presso il suo ambulatorio aspettando pazientemente il tuo turno. È stato così fino all’altro ieri, non moltissimi anni fa, ed è ancora così nei piccoli centri e al Sud. Invece non è più così, e da un pezzo, ancor peggio dopo il Covid, soprattutto nelle città più grandi e al Centro-Nord. Qui il rapporto tra medico e paziente non è più diretto e semplice, ma mediato e reso complicato, se non difficile, da segretarie, prenotazioni, dispositivi elettronici e così via. La ovvia e frequente conseguenza è che chi ha una patologia non Pronto Soccorso, alla fine proprio ad esso fa riferimento, fi- GLI EFFETTI nendo con l’intasarlo; o magari opta per la sanità privata, sia essa una I PRONTO clinica convenzionata o un profes- SOCCORSO sionista a pagamento. Per cui se INTASATI E IL hai un mal di schiena, una sciatalgia, qualche fastidiosa extrasistole, TRIONFO una crisi ipertensiva, una febbre, DELLA SANITÀ piuttosto che stare lì a prenotare dal tuo medico di base tramite la PRIVATA segretaria, che non è detto disponga sempre delle competenze per inquadrare il caso e magari ti fissa un appuntamento dopo due, tre giorni o una settimana, scegli di recarti da un privato o al presidio d’emergenza pubblico più vicino. Per essere curato, ma anche per essere rassicurato sul tuo malessere. La situazione è peggiorata dopo il Covid: all’indomani della pandemia, infatti, una serie di accortezze - adottate in via d’eccezione - sono diventate prassi. A farne le spese ad esempio le visite domiciliari: vedere un medico in giro per visite è ormai raro: come avvistare un orso marsicano. Anche di questo si lamentano i cittadini. Eppure il contratto del 2024 dice che le visite domiciliari, tenuto conto di condizioni cliniche e possibilità di spostamento dei pazienti, sono tra i compiti primari e vanno eseguite nella giornata della richiesta o entro le 12 ore della successiva. Ecco dunque il punto: il libero accesso agli ambulatori e le oggi neglette visite domiciliari sono presidi imprescindibili . Sono cose di cui si parla poco quando si discute di salute, ma sono fondamentali per ridare ai medici generalisti quella dignità della quale si sentono defraudati (sia a causa del gravoso lavoro burocratico che ricade su di essi, sia anche però per le cattive abitudini acquisite) e per ridurre gli accessi al Pronto soccorso, l’ascesa della sanità privata, il declino del Servizio sanitario nazionale. Occorre parlarne, con onestà, senza chiusure. ---End text--- Author: GIANDOMENICOCRAPIS Heading: Highlight: GLI EFFETTI I PRONTO SOCCORSO INTASATI E IL TRIONFO DELLA SANITÀ PRIVATA Image: -tit_org- Quei medici di base, sempre più lontani dopo la bufera Covid -sec_org-
tp:writer§§ GIANDOMENICOCRAPIS
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010502035503561.PDF
§---§
title§§ «La Regione Puglia chiede 35 milioni ai medici di base? Un fulmine a ciel sereno»
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010502035303563.PDF
description§§
Estratto da pag. 5 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 05 Jan 2026
Anelli (Fnomceo): si violano accordi varati in Giunta
pubDate§§ 2026-01-05T05:23:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010502035303563.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010502035303563.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010502035303563.PDF
tp:ocr§§ «La Regione Puglia chiede 35 milioni ai medici di base? Un fulmine a ciel sereno» Anelli (Fnomceo): si violano accordi varati in Giunta l Una mossa proditoria che aumenta a livelli di guardia la frustrazione di chi, sul territorio, si occupa della salute dei cittadini. Così Filippo Anelli, medico di medicina generale e presidente della Fnomceo-Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, definisce la decisione della Regione Puglia di chiedere a medici di famiglia e pediatri di libera scelta di sborsare integrativi contrattuali incassati in un decennio per un valore di circa 35 milioni di euro (si veda box in questa pagina; ndr). Presidente lei sapeva che la Regione, di 31 dicembre, stava varando questa misura? «Non ne sapevo alcunché. Arriva come un fulmine a ciel sereno. Leggendo le chat dei colleghi, mi colpisce non solo il livello di frustrazione tra i medici di famiglia e un po’ in tutte le categorie della medicina convenzionata - pensiamo ai medici del 118 a cui era stato promesso un accordo che non è più arrivato, mettendo in difficoltà l’intero sistema di urgenza-emergenza in Puglia - mi colpisce la sfiducia che corre tra i medici. È un elemento che, se dovessi valutarlo facendo diagnosi e prognosi, lo definirei un segno di una prognosi non buona». In che senso? «Abbiamo visto che, dati Istat, la Puglia ha posti letto inferiori al livello nazionale e un personale in numero inferiore. Ha i medici di famiglia con numero di assistiti ben al di sopra del rapporto ottimale previsto dalle norme, con punte di 2.000 assistiti per medico. E, però, oggi abbiamo recuperato terreno e, in Puglia, siamo vicini alla media per gli indicatori di sopravvivenza. Questo lo si deve, generalmente, all’organizzazione del Servizio sanitario nazionale e, quindi, anche di quello regionale e, in maniera particolare, alla medicina generale. Ora, vedere i medici di famiglia sfiduciati, cui non viene riconosciuto il ruolo e il lavoro che svolgono e a cui vengono, così, senza nemmeno una spiegazione, richieste risorse economiche da restituire… mi sembra che questo quinquennio del presidente Antonio Decaro cominci in maniera molto in salita. Qualsiasi manager del mondo gestisca un’azienda (e la nostra è una “azienda” sanitaria), ha come obiettivo, al fine di migliorare la produzione, il benessere, la tranquillità, la migliore condivisione con i lavoratori. Ecco, io credo che qui si stia andando in maniera opposta. Questa situazione rischia di far precipitare una condizione che in Puglia, soprattutto dopo l’accordo regionale, aveva rimesso un po’ in pista una certa fiducia della medicina generale. Le conseguenze sono anche quelle dell’abbandono della professione (pensiamo a chi è vicino alla pensione), aggravando la situazione con disastri sotto il profilo dell’assistenza». Nel merito, come se ne esce? «Bisogna ricordare la storia di questa decisione. Le risorse che la Regione Puglia chiede indietro, sono risorse dei medici. Nel senso che, quando fu fatto l’accordo - e questo meccanismo parte dagli inizi degli anni 2000 - queste indennità facevano parte del monte salari dei medici, quindi erano soldi dei medici, che dovevano essere recuperati. Ovvero, dopo che andavano in pensione, una parte di queste risorse, di questo stipendio dei medici, veniva reimmessa all’interno dell’accordo regionale perché i nuovi medici di medicina generale non ricevevano completamente le stesse risorse di chi andava in quiescenza. C’era, quindi, un meccanismo di recupero delle risorse. Con le due crisi economiche del 2009-2012 e 2016-2017, lo Stato chiese, con legge, ai lavoratori, che queste risorse venissero destinate allo Stato come contributo da parte dei professionisti. Si trattava di un provvedimento a termine, questo contributo non poteva essere dato per sempre. Erano risorse dei medici che venivano date allo Stato in un frangente di grave crisi economica. Poi quelle risorse sono state redistribuite ai medici - correttamente devo dire io - attraverso accordi regionali, quindi con norme pattizie. Ora, il veni
r meno, unilateralmente, di una norma pattizia, è indice di non buona amministrazione. C’era un patto tra due parti, i medici e la Regione. Se uno decide ora di venir meno, senza che l’altro sia stato informato, non mi pare che sia il massimo della correttezza sul piano amministrativo. È come se faccio un accordo economico col mio fornitore e lo poi disdico unilateralmente. È chiaro che così la parte di rivolge alla magistratura. Inoltre, non c’era alcuna fretta. Se erano somme da recuperare per legge, lo si poteva fare anche non alla fine dell’anno. Quindi, l’invito a una riflessione e a rimettere in moto un processo di dialogo, mi sembra più che opportuno, visto che siamo in una fase di grande transizione, per cui i medici non solo lamentano la questione economica, ma anche la non corretta applicazione delle norme contrattuali». Lei aderisce all’appello rivolto dai sindacati a Decoro affinché sterilizzi il provvedimento? «Io ho qualche dubbio che il provvedimento sia legittimo, perché non si può applicare la norma Madia a tutti gli anni. In ogni caso, mi pare opportuno fermarsi e ridiscutere ma, soprattutto, riconquistare la fiducia dei medici. Perché i risvolti sull’assistenza, sono molto più importanti dei quattro soldi che rappresentano questi milioni rispetto al bilancio regionale e alla salute dei cittadini. Cioè la ripercussione in termini di assistenza è molto più pesante anche in termini economici, perché avrai personale insoddisfatto in un settore in cui l’entusiasmo è la cosa più importante». Immagino voi medici impugnerete il provvedimento? «Sì ma, al di là dell’aspetto tecnico (gli avvocati decideranno cosa è meglio fare), io sottolineo l’aspetto metodologico: lo scontro agisce sulla sfiducia e ciò rallenta l’evoluzione nell’assistenza territoriale che era in atto. L’intento dell’accordo regionale firmato a settembre era di sviluppare l’assistenza territoriale, quindi Case di comunità, prevenzione, gestione della cronicità che, lo ricordo, riguarda 1,2 milioni di pugliesi. E ora che, finalmente, si è messo in moto in Puglia questo meccanismo, viene annichilito da provvedimenti di carattere economico... Guardi, a me pare incredibile. Oggi questo rischia quello sviluppo della medicina territoriale di cui i pugliesi hanno bisogno». Perché non hanno convocato le parti interessate? «Non lo so. Poi, in una fase così delicata della politica… Inoltre, i rapporti erano buoni. L’accordo è stato firmato a settembre... l’applicazione ha certamente problemi, nella fase transitoria il confronto diventa più acceso, ma non mi pare vi fossero scontri. Ma poi su una norma che non è autoritativa, è pattizia». Forse è un modo per liberarsi da una eventuale “chiamata” dalla Corte di conti? «Sì ma la buona amministrazione non è solo la difesa dei propri interessi e non credo che questo documento se lo siano ritrovato il 31 mattina, ci sarà stato un periodo preparatorio. La reazione dei sindacati è chiara... Il senso di responsabilità dei funzionari doveva essere improntato a una maggiore prudenza. Tutto però è recuperabile. Gli accordi sono stati ratificati con delibera di Giunta, quindi se un punto dell’accordo non deve essere applicato credo debba dirlo la Giunta… e non credo la Sanità possa essere governata a botte di circolari». ingrosso@gazzettamezzogiorno.it ---End text--- Author: MARISA INGROSSO Heading: Highlight: Image:MEDICINA TERRITORIALE Scontro sulle risorse dei medici di base e dei pediatri di libera scelta FNOMCEO Filippo Anelli -tit_org- «La Regione Puglia chiede 35 milioni ai medici di base? Un fulmine a ciel sereno» -sec_org-
tp:writer§§ MARISA INGROSSO
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010502035303563.PDF
§---§
title§§ Norme & tributi - Il medico specializzando può essere condannato per danno erariale
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010502035203562.PDF
description§§
Estratto da pag. 25 di "SOLE 24 ORE" del 05 Jan 2026
pubDate§§ 2026-01-05T05:23:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010502035203562.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010502035203562.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010502035203562.PDF
tp:ocr§§ Il medico specializzando può essere condannato per danno erariale Si risponde per l’errore commesso dall’équipe di un intervento chirurgico Sanità La condanna per danno erariale per l’errore in sala operatoria può colpire anche il medico specializzando. Lo ha deciso la Corte dei conti, sezione prima giurisdizionale centrale d’appello, con la sentenza 139 resa l’11 settembre 2025. La Corte ha deciso un giudizio di responsabilità amministrativocontabile promosso nei confronti di un medico specializzando, terzo operatore di un’équipe chirurgica, per danno erariale conseguente alla morte di un paziente per le complicazioni seguite all’intervento chirurgico in cui era stato commesso un errore nella sutura. A seguito della condanna penale definitiva dei tre medici per omicidio colposo e della transazione dell’azienda sanitaria con gli eredi del paziente, la Procura regionale della Corte dei conti ha esercitato l’azione di responsabilità amministrativa per il danno erariale indiretto. In primo grado, è stata accolta l’istanza di rito abbreviato dei due medici strutturati, la cui posizione è stata dunque stralciata. Quanto al medico specializzando, è stato condannato a pagare una quota del danno. Questi ha quindi proposto appello, che i giudici contabili in secondo grado hanno integralmente respinto. Nel merito, la Corte ha valorizzato il giudicato penale (articolo 651 del Codice di procedura penale), che ha accertato la sussistenza del fatto, la sua illiceità e la responsabilità di tutti i componenti dell’équipe. La colpa grave dello specializzando è stata ravvisata nella mancata segnalazione di un errore macroscopico e facilmente percepibile, ossia l’assenza delle graffette metalliche di sutura, visibili “de visu” durante l’intervento. La Corte ribadisce il principio della responsabilità d’équipe, secondo cui ciascun sanitario è tenuto al rispetto delle regole di diligenza e al controllo funzionale al corretto esito dell’attività comune, indipendentemente dal ruolo gerarchico rivestito. Non si può invocare il principio di affidamento, quando l’errore altrui sia riconoscibile con l’ordinaria diligenza richiesta in relazione alla qualifica professionale posseduta. La posizione di medico specializzando non esclude di per sè la responsabilità, dato che la normativa sulla formazione specialistica (decreto legislativo 368/1999) prevede la partecipazione alle attività e alle responsabilità proprie della disciplina, con progressiva assunzione di compiti assistenziali. Infine, viene confermata la sussistenza del nesso causale: l’omissione del terzo operatore ha concorso causalmente all’evento, poiché la segnalazione dell’errore avrebbe consentito una tempestiva sutura manuale, evitando il decesso. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Rosa Sciatta Heading: Sanità Highlight: Image: -tit_org- Norme & tributi - Il medico specializzando può essere condannato per danno erariale -sec_org-
tp:writer§§ Rosa Sciatta
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/05/2026010502035203562.PDF
§---§