title§§ Saltano i bonus per il lavoro link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201704404321.PDF description§§

Estratto da pag. 26 di "ITALIA OGGI" del 02 Jan 2026

Nessun rinvio degli incentivi per donne e autoimpiego

pubDate§§ 2026-01-02T05:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201704404321.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201704404321.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201704404321.PDF tp:ocr§§ In Gu il Milleproroghe. Governo all’opera per reinserire le agevolazioni con emendamento Saltano i bonus per il lavoro Nessun rinvio degli incentivi per donne e autoimpiego alta la proroga di un anno dei bonus per l’assunzione di giovani e donne, così come di quelli legati all’autoimpiego e alle Zes. Il rinvio dei termini era previsto dalla versione originaria del decreto Milleproroghe, approvata in Consiglio dei ministri l’11 dicembre scorso. Nel testo pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 302 del 31 dicembre, tuttavia, le proroghe degli incentivi non compaiono. Di conseguenza, la loro efficacia non si protrarrà oltre la fine del 2025. Nella giornata di ieri, fonti ministeriali hanno fatto sapere che si lavorerà per reinserire le agevolazioni in commento con un emendamento nella fase di conversione in legge del decreto in Parlamento. Restano invece confermate le numerose altre misure contenute nel testo originario: dallo slittamento dei testi unici fiscali al congelamento dell’adeguamento biennale delle multe stradali, passando per il Fondo garanzia Pmi, lo scudo penale per i professionisti sanil tari, le polizze catastroe fali e le assemblee online. I bonus. Erano quattro gli incentivi previsti dal Milleproroghe approvato in Cdm: - Bonus autoimpiego, contributo di 500 euro mensili per tre anni destinato agli under 35 che avviano una nuova attività; - Bonus giovani, sgravio contributivo del 100% per 24 mesi sulle assunzioni a tempo indeterminato di under 35, comprese le trasformazioni da tempo determinato, con un importo massimo di 500 euro mensili, che sale a 650 nei territori Zes; - Bonus donne, agevolazioni per l’assunzione di donne di ogni età prive di impiego retribuito da 24 mesi, oppure impiegate in settori con disparità di genere o residenti nelle Zes e prive di impiego da almeno 6 mesi; - Bonus Zes, incentivo che azzera la quota di contributi a carico delle aziende con almeno 10 dipendenti per l’assunzione a tempo indeterminato di over 35, fino a un massimo di 650 euro mensili per 24 mesi. Le agevolazioni erano state prorogate fino alla fine del 2026. In assenza della conferma, la loro efficacia si è quindi arrestata al 31 dicembre 2025. Il tema, come detto, sarà protagonista in Parlamento durante la fase di converS sione del decreto in legge. Ricordiamo che l’ultima manovra ha introdotto due nuove misure agevolative: una legata alle Zes (si attende un decreto attuativo) e una a favore delle assunzioni di madri con almeno tre figli di minore età. E proprio i nuovi incentivi, fanno sapere dal ministero, hanno creato difficoltà di coordinamento con le proroghe dei vecchi bonus. Sanità. Quello sanitario è uno dei pacchetti più articolati del dl. Il comma 1 dell’articolo 1 proroga al 31 dicembre 2026 l’attività istruttoria legata alla determinazione dei Lea, i Livelli essenziali di assistenza. Viene inoltre concesso più tempo per l’attuazione della riforma dell’assistenza alle persone anziane non autosufficienti: i mesi a disposizione per la valutazione multidimensionale passano da 18 a 30. Due le conferme più attese dai professionisti sanitari. La prima riguarda lo scudo penale, che limita la responsabilità dell’operatore, in caso di grave carenza di personale, alle sole ipotesi di colpa grave e resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026. Una disposizione analoga è prevista nella riforma delle professioni sanitarie, contenuta nella delega approvata in Cdm a settembre, ma non ancora operativa. La seconda conferma riguarda lo stop al vincolo di esclusività: gli operatori del Ssn potranno continuare a svolgere attività libero-professionale per soggetti diversi dal proprio datore di lavoro, al di fuori dell’orario di servizio. Restano operative anche le misure speciali per la medicina d’urgenza, con concorsi semplificati per la dirigenza, e quelle dedicate agli specializzandi, che fino al 31 dicembre 2026 potranno ricevere incarichi se iscritti al penultimo o all’ultimo anno di specializzazione. Testi unici. Il decreto sancisce lo slittamento dal 1° gennaio 2026 al 1° gennaio 2027 dell’entrata i n vigore di diversi testi unici fiscali: sanzioni tributarie amministrative e penali, tributi erariali minori, giustizia tributaria, versamenti e riscossione, imposta di registro e altri tributi indiretti. La scelta si inserisce nel percorso di realizzazione del codice tributario, per il quale è già stata insediata una commissione (si veda ItaliaOggi del 10 dicembre). Multe. Rinvio anche per l’aumento delle sanzioni del codice della strada: l’adeguamento biennale all’inflazione previsto dalla legge 197/2022 viene sterilizzato anche per il 2026, dopo il blocco già disposto per il periodo 2023-2025. Intercettazioni. Slitta di un anno l’obbligo, per gli uffici del pubblico ministero, di utilizzare «specifiche infrastrutture digitali interdistrettuali» per le intercettazioni. Se, in base alla normativa vigente, tali strumenti avrebbero dovuto essere impiegati per i procedimenti iscritti dopo il 31 dicembre 2025, la nuova scadenza riguarda quelli avviati successivamente al 31 dicembre 2026. Polizze catastrofali. Non solo proroghe, ma anche una stretta sui tempi. L’obbligo di sottoscrivere polizze contro le catastrofi naturali per micro e piccole imprese della somministrazione di alimenti e bevande e per le imprese della ricettività turistica viene anticipato. Se il Milleproroghe 2025 fissava la scadenza al 31 dicembre 2026, ora l’adempimento è richiesto entro il 31 marzo 2026. Fondo Pmi e assemblee online. Proroga di un anno per il Fondo di garanzia per le Pmi, che resterà operativo fino al 31 dicembre 2026. Confermata anche la possibilità di tenere assemblee societarie online, comprese quelle di approvazione dei bilanci con voto elettronico, senza necessità di modificare gli statuti. Si tratta del decimo rinvio di una misura introdotta durante l’emergenza Covid (decreto Cura Italia, articolo 106, comma 7, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito dalla legge 24 aprile 2020, n. 27). Commissari. Infine, il decreto conferma la carica di diversi commissari straordinari, tra cui quello per il comprensorio Bagnoli-Coroglio, affidato al sindaco di Napoli, quello per la gestione e il risanamento delle baraccopoli di Messina e quello relativo all’ex area militare dell’Arsenale e del molo carbone, sull’isola della Maddalena. ---End text--- Author: MICHELE DAMIANI Heading: Highlight: L’ultima legge di bilancio ha comunque introdotto due nuove misure agevolative in materia di lavoro: una legata a giovani e Zes (si attende un decreto attuativo) e una a favore delle assunzioni di madri con almeno tre figli di minore età. Image: -tit_org- Saltano i bonus per il lavoro -sec_org- tp:writer§§ Michele Damiani guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201704404321.PDF §---§ title§§ Salute mentale, dalla Conferenza unificata ecco il sì al Piano di azione link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201709304274.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" del 02 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-02T05:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201709304274.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201709304274.PDF', 'title': "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201709304274.PDF tp:ocr§§ Salute mentale, dalla Conferenza unificata ecco il sì al Piano di azione LA SANITÀ La Conferenza Unificata ha approvato il nuovo Piano di azione nazionale per la salute mentale (Pansm) 2025-2030. «L'intesa raggiunta è una buona notizia per i cittadini e per il servizio sanitario nazionale - dichiara il ministro della Salute, Orazio Schillaci - Dopo oltre 10 anni abbiamo aggiornato un documento strategico che, grazie alle risorse stanziate nella finanziaria 2026, segnerà concretamente un cambio di passo. La salute mentale torna al centro dell'agenda politica». Il Piano promuove interventi a sostegno della salute, da quella perinatale fino all'età adulta, che dovranno essere messi in atto dalle Regioni favorendo accessibilità, equità, inclusione, sicurezza, comunicazione anti stigma ed educazione alla salute e al benessere psicologico. ---End text--- Author: Redazione Heading: LA SANITÀ Highlight: Image: -tit_org- Salute mentale, dalla Conferenza unificata ecco il sì al Piano di azione -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201709304274.PDF §---§ title§§ Ridare speranza e benessere a tutta la società link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201704604319.PDF description§§

Estratto da pag. 15 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 02 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-02T05:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201704604319.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201704604319.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO NAZIONALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201704604319.PDF tp:ocr§§ Gli obblighi della politica Ridare speranza e benessere a tutta la società Maurizio Sacconi S i prospetta un anno importante per i decisori, chiamati a soddisfare le speranze di pace durevole e i desideri di maggiore benessere della società, preparando al contempo il voto nei primi mesi dell’anno successivo. Meloni ha nel posizionamento internazionale il suo punto di forza. Può continuare così, confidando che si raggiunga un compromesso in Ucraina e di svolgere un meritato ruolo tra Africa e Medio Oriente. Sul piano interno, i salari e la produttività, fonte della crescita economica, dipendono anche dai corpi sociali. Perciò sarebbe utile un patto tripartito che potrebbe dare indicazioni largamente condivise alla prossima legge di bilancio, l’ultima della legislatura. In fondo, la manovra ha già coniugato il controllo dei conti pubblici con sostegno ai redditi medio bassi e misure per l’ingresso delle nuove tecnologie nelle fabbriche. Merita attenzione la detassazione degli utili distribuiti ai lavoratori che può diventare il nuovo modo di remunerare il lavoro. Una sfida più faticosa sarà invece la sanità in mano a un personale politico delle Regioni spesso inadeguato a cambiare i modelli organizzativi. Eppure entro il voto si dovranno azzerare quantomeno le liste d’attesa chirurgiche. Potrebbe essere il momento di far nascere un vero Servizio Sanitario Nazionale quale strumento per far convergere tutti i territori verso le migliori pratiche. L’opposizione infine può decidere se puntare sulla sommatoria (sempre difficile) dei vari segmenti elettorali o costruire un progetto simil-ulivista, che comprenda il coraggio della condivisione di regole e temi fondamentali con la stessa maggioranza nel nome del bene superiore della nazione. Auguriamoci comunque che con i fatti e con le promesse credibili risultino tutti capaci di rianimare quella parte della società che sembra amorfa e priva di speranza, perché la diffusa vitalità è la prima condizione della crescita. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: M S. Heading: Highlight: Il caso Milleproroghe Mancata conferma degli sgravi per le assunzioni Ci sarà norma ad hoc Image: -tit_org- Ridare speranza e benessere a tutta la società -sec_org- tp:writer§§ M S. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201704604319.PDF §---§ title§§ Alla sanità 2,4 miliardi in più ma resta l'emergenza personale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201714604275.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "SOLE 24 ORE" del 02 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-02T05:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201714604275.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201714604275.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201714604275.PDF tp:ocr§§ Alla sanità 2,4 miliardi in più ma resta l’emergenza personale Servizio sanitario Solo mini aumenti per medici e infermieri. Misure giudicate insufficienti La Sanità per il 2026 incassa 2,4 miliardi in più dalla manovra raggiungendo i 143 miliardi grazie anche alle risorse stanziate l’anno scorso e tra le sue priorità lancia un primo segnale al personale sanitario, vera emergenza del Ssn, con mini aumenti in busta paga per medici e infermieri e una prima tranche di assunzioni. Misure giudicate assolutamente insufficienti dai medici che definiscono la manovra «una deriva» e un «disastro per il Servizio sanitario nazionale e per i professionisti» annunciando mobilitazioni e barricate. Troppo cocente la delusione per lo stop in extremis del Mef a un emendamento che avrebbe reso subito disponibili le risorse extracontrattuali stanziate con aumenti già dal 1 gennaio. Difende la manovra il ministro della Salute Schillaci che parla di «incremento straordinario di risorse destinate alla sanità» segnalando gli investimenti nella prevenzione: dai fondi per la salute mentale (80 milioni nel 2026) ai circa 240 milioni per potenziare gli screening oncologici. Tra le ultime modifiche approvate si segnala invece quella sulla farmaceutica che regala una boccata d’ossigeno alle aziende visto che il tetto della spesa farmaceutica che determina il payback per le imprese (gli acquisti diretti) cresce dello 0,30% sul fondo sanitario invece che dello 0,20%: complessivamente più di 400 milioni. Dal 2026 la quota di fondo sanitario complessiva destinata ai farmaci diventa dunque del 15,65% (+0,35%). L’ulteriore aumento del tetto sugli acquisti diretti viene coperto con un taglio di 140 milioni al fondo dei farmaci innovativi (che tutti gli anni è in avanzo) passando dunque da 1300 milioni all’anno a 1160 milioni. Abolito anche il payback sulla spesa convenzionata che costava alle aziende 170 milioni l’anno. Mentre per le imprese dei dispositivi medici il tetto di spesa cresce dello 0,20% (dal 4,4% al 4,6% sul Fondo sanitario): praticamente 280 milioni in più. Previsto anche un audit obbligatorio per tutte le Regioni che non rispettano i livelli minimi di cure (i cosiddetti Lea) per i cittadini: avranno due anni di tempo per mettersi in regola (ma non sono previste sanzioni). Approvata in extremis anche un ulteriore proroga dal 2027 al 2029 per la deroga dei titoli di studio per quei professionisti sanitari che arrivano al di fuori della Ue: una semplificazione nata durante il Covid che negli anni assomiglia sempre più a una pericolosa “scorciatoia” come dimostra il caso degli infermieri stranieri al San Raffaele che ha sollevato molte polemiche. Ma veniamo alle misure principali: le risorse in più serviranno innanzitutto per le assunzioni e per far crescere gli stipendi facendo aumentare la voce dell’indennità di specificità. Sul primo fronte, però, rispetto alla vigilia quando si era immaginato un piano di assunzioni su tre anni molto più robusto di 2530mila ingressi, i numeri si riducono solo a 6.300 infermieri e circa un migliaio di medici, in pratica poco più di 7mila nuovi operatori sanitari da assumere grazie ai 450 milioni “prenotati” dal 2026 in poi. Sul fronte degli aumenti di stipendio, la manovra potenzia ancora di più l’indennità di specificità di medici e infermieri, una voce che era già stata finanziata l’anno scorso e così nel 2026 i camici bianchi avranno complessivamente grazie anche agli aumenti della manovra del 2025 circa 3mila euro in più in busta paga - 230 euro lordi al mese - mentre gli infermieri vedranno aumentare lo stipendio di 1.630 euro lordi l’anno (circa 125 lordi al mese). Per vedere questi aumenti i sanitari dovranno però aspettare il rinnovo dei contratti e visto che sono stati firmati da poco quelli del triennio 2022-2024 ci vorrà ancora del tempo. Le Regioni potranno anche aumentare la parte variabile degli stipendi di chi lavora nei pronto soccorso. Fondi in più anche per le tariffe ospedaliere (i Drg) già aumentate di 1 miliardo per il 2026 e di 1,350 miliardi dal 2027: risorse che dovrebb e consentire alle strutture private di aggiornare i contratti del loro personale. Per ridurre le liste d’attesa aumenta anche di un punto il tetto di spesa per l’acquisto di prestazioni dagli erogatori privati accreditati. Infine la manovra stanzia 50 milioni l’anno per stabilizzare definitivamente la farmacia dei servizi dove diventerà sempre più la regola fare anche alcune prestazioni diagnostiche di base come un Ecg o un holter pressorio. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marzio Bartoloni Heading: Highlight: 143 miliardi Le risorse per la sanità Dalla manovra la Sanità per il 2026 incassa 2,4 miliardi in più, raggiungendo i 143 miliardi grazie anche alle risorse stanziate l’anno scorso e tra le sue priorità lancia un primo segnale al personale sanitario, con mini aumenti in busta paga per medici e infermieri e una prima tranche di assunzioni. La spesa farmaceutica che determina il payback per le imprese cresce dello 0,30% invece che dello 0,20% Image: -tit_org- Alla sanità 2,4 miliardi in più ma resta l’emergenza personale -sec_org- tp:writer§§ Marzio Bartoloni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201714604275.PDF §---§ title§§ Io, medico, aiuto i malati ad andarsene link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201703404323.PDF description§§

Estratto da pag. 23 di "VENERDÌ DI REPUBBLICA" del 02 Jan 2026

pubDate§§ 2026-01-02T05:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201703404323.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201703404323.PDF', 'title': 'VENERDÌ DI REPUBBLICA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201703404323.PDF tp:ocr§§ Io, medico, aiuto i malati ad andarsene Succede in Toscana, dove una legge regionale, la prima in Italia, fissa tempi e regole dell’addio. Ecco come è passata. E chi la fa funzionare dal nostro inviato Riccardo Staglianò foto di Melissa Schriek/The New York Times ? PISA Inchiesta A lla fine la differenza la fanno pochi milligrammi di Propofol e alcune tonnellate di ipocrisia. Parliamo di sedazione palliativa profonda, ufficialmente legittima dal 2017 e ufficiosamente da una vita, e di suicidio assistito. Che una storica sentenza della Corte Costituzionale, in presenza di quattro tassativi requisiti, ha depenalizzato sei anni fa. Senza per questo trasformarlo in un diritto pieno; anzi, è ancora spesso un percorso a ostacoli. Tranne in Toscana dove, da aprile 2025, è in vigore la prima legge che non solo lo riconosce, ma ne stabilisce tempi certi e lo mette in carico al Servizio sanitario nazionale. Da allora tre persone – affette da patologie irreversibili, fonti di sofferenze intollerabili, pienamente consapevoli ancorché tenute in vita da “trattamenti di sostegno vitale”, il requisito più controverso – hanno usufruito di questa possibilità. La possibilità di andarsene con dignità. In due casi su tre ad accompagnarli è stato l’uomo con la barba da profeta che siede davanti a me in una storica e chiassosissima trattoria pisana. Si chiama Paolo Malacarne, da pochi anni in pensione da primario di anestesia all’ospedale cittadino, ma più attivo che mai. «Quando ero giovane il mio primario mi mandava a sostituire le cannule ai tracheostomizzato. Non è un bel vivere dover dipendere da un tubo in gola. Così, ogni tanto, qualcuno mi diceva: dottore, facciamola finita. E io spiegavo loro che era una richiesta ? sbagliata. Quella giusta sarebbe ? Scelte difficili Castricum, Olanda. A sinistra e a pagina 25, l’interno della casa di Irene Merkel, 82 anni, malata di Alzheimer, che nel 2024 ha chiesto l’eutanasia. In Italia la legge sul fine vita è ferma in Parlamento 2 GENNAIO 2026 il venerdì 23 stata semmai “non voglio che vi ostiniate a curarmi”, diritto che la legge Lenzi sul consenso informato e il testamento biologico ha poi riconosciuto, e “non voglio soffrire”. Ho sempre pensato che l’assistenza alla morte sia l’ultimo atto di cura. E che, seppure comprenda benissimo le differenze etiche e filosofiche che ci stanno dietro, sia una crudeltà fermarsi davanti a pazienti incapaci di compiere in autonomia l’ultimo gesto. Solo perché, se uno l’iniezione se la fa da solo, con me presente, è suicidio. Mentre se la faccio io, diventa eutanasia». Se sedazione e suicidio sono clinicamente cugini, suicidio e eutanasia sono gemelli omozigoti. Penalmente, però, il primo è legale, la seconda un omicidio. L’attesa? Oggi è di un solo mese La paziente che Malacarne sta seguendo l’hanno ribattezzata Libera. Ha una sclerosi multipla molto aggressiva. Col tempo i suoi muscoli smettono di funzionare. Quando toccherà ai polmoni, morirà. Per il momento è bloccata dal collo in giù e riesce a malapena a bisbigliare. «Ha chiesto un puntatore oculare con cui azionare la pompa trasfusionale che attivi la siringa» spiega Malacarne. Dice che sarebbe sufficiente metterle al braccio una flebo col mix letale e farle mordere il tubicino di modo che il liquido non passi. A quel punto le basterebbe allentare la presa per avviare il processo. «Ma lei sa che altri non hanno neppure il controllo della bocca e combatte per loro» commenta ammirato. Mi racconta anche di Giorgio, un ingegnere neppure quarantenne con una sclerosi multipla tremenda. Ma prima c’è da spiegare che cosa prevede la legge toscana. Per prima cosa il paziente fa domanda alla sua Asl. Dove una commissione multidisciplinare (tra cui anestesista, psicologo, medico legale) ha venti giorni per verificare la sussistenza dei quattro requisiti. In parallelo l’indipendente Comitato etico per la clinica fornisce un parere non vincolante. Verificati i requisiti, la commissione ha altri dieci giorni per individuare il “protocollo di attuazione” che definisce farmaci, moda lità e il medico che lo eseguirà da lì a un’altra settimana. In un mesetto, dunque, si passa dalla richiesta all’iniezione (o ai farmaci per bocca, quando è possibile). Prima della legge, ma già dopo la sentenza della Cassazione, potevano volerci otto mesi. Perché anche quando la Asl diceva “va bene” poi il medico dovevi trovarlo da solo e, siccome almeno uno dei quattro farmaci del mix letale si trova esclusivamente in farmacie ospedaliere, il tutto si giocava tra assurde cause legali. Ora è una procedura certa, come una Tac, però più puntuale. E fa tutta la differenza del mondo. Cronistoria di un miracolo La cronistoria di questo piccolo miracolo di civiltà, nel luogo che nel 1786 divenne il primo Stato al mondo ad abolire pena di morte e tortura, me la fa Felicetta Maltese. Ex capostazione, tra le prime donne a diventarlo, è la settantaquattrenne referente della cellula fiorentina dell’associazione Luca Coscioni. «Venivamo dal fallimento, nel 2021, del referendum nazionale per depenalizzare l’aiuto al suicidio. Così non ci restava che tentare regione per regione. Il Veneto aveva già fallito, l’Emilia Romagna quasi. Tra molti timori presentammo la proposta al Consiglio regionale» mi racconta nel bar di Santa Maria Novella. Ricorda con emozione la reazione delle funzionarie dell’ufficio giuridico della Regione: «Sin qui nessuna iniziativa di legge popolare è mai passata, ma vi aiuteremo a “vestirla” nel modo giusto». Era il 1° giugno 2023. Segue la raccolta, da ottobre a marzo, delle firme. Non le cinquemila necessarie ma diecimila e rotte, per stare sicuri. All’inizio il governatore Eugenio Giani non era entusiasta. Argomento delicato, potenzialmente divisivo. Assai più possibilista l’allora presidente della commissione sanità Enrico Sostegni, sempre Pd, che inizia un lavoro sotto traccia per rendere il testo «inattaccabile dal punto di vista giuridico e più accettabile politicamente». Tradotto: via “suicidio medicalmente assistito” dal titolo, che diventa un più anodino “norme di attuazione delle sentenze”. Niente “riconoscimento di un diritto”. Solo “medici volontari”. Fratelli d’Italia, Lega e soprattutto Forza Italia capiscono che, così riscritta, la proposta ha delle chance. E si preoccupano molto. I vescovi pure e arrivano ad accusare la Regione di «togliere i soldi ai disabili per ammazzare i toscani». Riferimento specioso al fatto che i circa 10-12 mila euro – praticamente niente – stanziati vengono presi da un fondo storicamente sovrafinanziato per i disabili. Una sponda essenziale verrà dal presidente del consiglio regionale, Antonio Mazzeo, che riesce a respingere in blocco gli emendamenti dell’opposizione. Contro tutte le aspettative politiche – ma in perfetta consonanza con quel che pensa il Paese – la legge passa. E l’indomani il governo della “cristiana” Giorgia la impugna per aver normato fuori dalle prerogative regionali. La corsa a farla finita? Non c’è stata Da quando è in vigore la legge, la corsa a farla finita, paventata dalla destra, non è avvenuta. Nell’Azienda Toscana Nord Ovest hanno chiesto di morire dieci persone. Un paziente ha optato per la sedazione. Un altro per le cure palliative. Alcuni non avevano tutti i requisiti. Due, delle tre totali in Toscana, hanno portato a termine la procedura con il parere favorevole del comitato per l’etica della clinica guidato da Gaia Marsico, bioeticista, che incontro a Livorno. Uno di questi è Giorgio, il giovane ingegnere «con una intelligenza brillante, ironico (si commuove, ndr), completamente immobile, con una casa domotica». Dopo l’approvazione della domanda, ha vacillato e chiesto che gli facessero la tracheotomia e la Peg, il sondino nello stomaco. Ma sono bastate due settimane in ospedale per tornare sui suoi passi. «Con una neuropsicologa, il palliatore e un’assistente sociale siamo andati a casa sua e ci ha confermato la volontà di morire». Hai voglia, come svicola la premier, a dire sono contraria e favorevole invece alle cure palliative: «Che sono preziosissime, e dovrebbero essere potenziate e diffuse ovunque, ma non riusciranno mai ad annullare tutte le richieste di morire». Proprio «aiuto medico a morire», piuttosto che «suicidio, carico di giudizio», è la definizione che Marsico preferisce, «perché è nella relazione “di fiducia” che si snoda e si conclude il percorso di queste persone». Torniamo a Pisa, al finale della cena con Malacarne. Ha mai avuto ripensamenti, gli chiedo? «No. E se li avessi avuti me li avrebbero tolti i sorrisi dei pazienti, la serenità dei familiari e il perdono del buon Dio». Contro la retorica governativa va notato che la quasi totalità dei protagonisti di questa storia è composta da credenti. Per lui, in realtà, di requisiti ne basterebbero tre: «Anche la Consulta, nel 2024, ha ammesso che il sostegno vitale non dev’essere necessariamente una macchina, tipo respiratore. Per uno che ha problemi di tiroide lo è la pasticchina quotidiana che ti fa stare in vita! È tutto più sfumato di quel che sembra». È preoccupatissimo, invece, del testo in discussione in Parlamento: «Immagina un comitato etico nazionale, che non conoscerebbe i pazienti, e lo metterebbe al di fuori del Ssn, tornando alla situazione pre legge toscana. Sarebbe un drammatico passo indietro». Eppure, a tastare meglio il polso del Paese, il governo potrebbe rendersi conto che tra l’84 per cento a favore di una legge sul fine vita sentiti da Swg c’è anche un 83 per cento degli elettori di Fratelli d’Italia. «Tutela della vita» è uno slogan semplice. La sua versione adulta dovrebbe comprendere ? il difenderla da strazi inutili. Riccardo Staglianò ---End text--- Author: Riccardo Staglianò Heading: dal nostro inviato Riccardo Staglianò foto di Melissa Schriek/The New York Times ? PISA Inchiesta Highlight: Finora si sono fatti avanti dieci malati. Non tutti avevano i requisiti e c’è anche chi ha cambiato idea. L’anestesista Paolo Malacarne: «Mai avuto ripensamenti. Se li avessi me li toglierebbero i sorrisi dei pazienti e il buon Dio» «Nel 2023 abbiamo raccolto le firme» dice Felicetta Maltese (associazione Luca Coscioni). «Poi il testo è stato presentato in modo da essere accettabile e inattaccabile, ed è passato». Il governo ha fatto subito ricorso alla Consulta Image: -tit_org- Io, medico, aiuto i malati ad andarsene -sec_org- tp:writer§§ Riccardo Staglianò guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2026/01/02/2026010201703404323.PDF §---§