title§§ L'anno sta per finire e i buoni propositi per il 2026: tutti i dossier aperti della Giunta Proietti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/31/2025123103179307767.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "umbriadomani.it" del 31 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-31T12:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/31/2025123103179307767.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/31/2025123103179307767.PDF', 'title': 'umbriadomani.it'} tp:url§§ https://www.umbriadomani.it/perugia/lanno-sta-per-finire-e-i-buoni-propositi-per-il-2026-tutti-i-dossier-aperti-della-giunta-proietti-338700/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/31/2025123103179307767.PDF tp:ocr§§ Il primo anno della Giunta Proietti è ormai alle spalle e il 2026 si annuncia pieno di sfide decisive per il seguito della legislatura. Sul tavolo di Palazzo Donini il nuovo Piano Sanitario, la partita delle infrastrutture e trasporti, gli aiuti alle famiglie e alle imprese, il delicatissimo tema dei rifiuti. E ancora: il difficilissimo momento dell’industria manifatturiera (-8,08% nel 2024, il peggiore dato d’Italia), la perdita di competitività del sistema produttivo e un equilibrio instabile che rischia di lasciare l’Umbria ai margini del Paese. Il 2025 è stato un anno tosto per la nuova maggioranza di centrosinistra, il 2026 ci dirà se le riforme necessarie saranno realmente realizzate. Sul nuovo Piano sanitario l’attesa è forte anche perché il sistema umbro continua a soffrire, i pazienti scappano e i bilanci delle quattro aziende sanitarie seguitano a registrare rilevanti disavanzi. Un sistema iniquo che favorisce disparità nell’accesso alle cure e incapace nel rispondere ai bisogni dei pazienti. La stessa Legge di Bilancio 2026-2028 approvata dal Governo Meloni salirà sì di 2,38 miliardi che si aggiungono alle risorse previste dalla precedente manovra, per un totale di oltre 6 miliardi ma sarà comunque troppo poco visto che la percentuale del Fondo Sanitario nazionale sul Pil si attesta al 6,5%, la più bassa d’Europa. Tanto che la Fondazione Gimbe stima meno 13 miliardi reali per la sanità. La speranza, dunque, è che il nuovo Piano sanitario regionale sia chiaro, sintetico e incisivo davvero. Un nuovo Piano sanitario regionale capace di tracciare la rotta oltre la siepe delle emergenze quotidiane. Ancora più complicata è la partita sull’economia, che nel migliore dei casi crescerà dello zero virgola. L’Umbria rischia di finire in una spirale infernale con un Pil quasi fermo, l’export in difficoltà dopo l’inasprimento dei dazi introdotti dagli Stati Uniti, un settore delle costruzioni che arranca dopo gli anni d’oro di bonus e Pnrr, l’economia rallenta e la produttività ristagna. Dentro a questo quadro aumentano i lavori instabili, salari più bassi e contratti più fragili con un incremento del lavoro povero. Una fotografia impietosa dove aumentano gli umbri insoddisfatti, crescono le famiglie che dichiarano un tenore di vita peggiorato e la quota di nuclei colpiti da difficoltà economiche o lavorative. Cala invece il numero di famiglie che riescono a risparmiare, mentre si allarga quello di chi consuma tutto il reddito o deve ricorrere ai risparmi accumulati. Molte famiglie non sarebbero in grado di affrontare serenamente una spesa imprevista. Non aiuta sicuramente la legge di bilancio approvata in via definitiva dal Parlamento ieri mattina, una manovra che non riserva speranze, che non si occupa dei veri bisogni degli italiani e fatta di austerità. Economia e sanità, due questioni apparentemente distinte, ma che in realtà si intrecciano, rappresenteranno la vera sfida della Giunta Proietti per dimostrare che il cambiamento non è solo un titolo da prima pagina, ma un percorso di trasformazione reale e condivisa. Altro punto dolente è quello del trasporto ferroviario: l’Umbria ha bisogno (urgente) di concentrare investimenti e attenzioni sul trasporto pubblico su ferro, dopo aver puntato per decenni su quello privato su gomma. Partendo da una constatazione innegabile: le politiche nazionali per il trasporto ferroviario degli ultimi decenni – tanto per le reti quanto per i servizi – hanno determinato uno scandaloso incremento delle disparità in Italia. Hanno accresciuto dotazioni di rete e fornitura di servizi principalmente laddove i redditi sono maggiori e il mercato sviluppato e non li hanno incrementati, o addirittura come in Umbria ridotti, nelle aree più deboli. Hanno accresciuta la capacità solo laddove la domanda era già intensa. In conclusione, la politica del trasporto ferroviario è intervenuta esclusivamente con investimenti e servizi sulle tratte più redditizie. Per vincere una battaglia è imperativo cominciare a scegliere, evitando il nauseante elenco della spesa dove c’è ogni sorta di cose (prog etti-opere). Per perdere una battaglia è sufficiente evitare di parlarne e continuare a predicare al deserto. Come ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel messaggio dello scorso fine anno, la realtà che viviamo ci presenta contraddizioni che generano smarrimento, sgomento e talvolta senso di impotenza. Luci e ombre che riguardano anche la nostra Umbria. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/31/2025123103179307767.PDF §---§