title§§ Nel 2025 è allarme malattie respiratorie e aumentano le telefonate non urgenti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122901955903627.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "CRONACAQUI TORINO" del 29 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-29T05:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122901955903627.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122901955903627.PDF', 'title': 'CRONACAQUI TORINO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122901955903627.PDF tp:ocr§§ IL CASO Dopo il Covid sempre più chiamate per problemi a bronchi o polmoni. Super-lavoro in vista di Capodanno Nel 2025 è allarme malattie respiratorie e aumentano le telefonate non urgenti n Sempre più chiamate per segnalare problemi respiratori. Finita la pandemia di Covid, è questa l’emergenza che il 118 di Azienza zero deve affrontare maggiormente nella sua attività quotidiana. Alla Centrale operativa di Torino, tra le 1200 chiamate che arrivano ogni giorno ai centralini sono sempre di più quelle in cui gli utenti lamentano problemi a bronchi o polmoni. «Il trend quest’anno è in aumento rispetto all’anno precedente - spiega il direttore della centrale, Roberto Gioachin mentre non abbiamo rilevato variazioni per quanto riguarda le altre patologie». A dire il vero però, un aumento c’è stato, ma non riguarda le malattie: sono sempre di più le telefonate “non urgenti”. Vale a dire quelle circostanze in cui il paziente, anziché contattare subito il 118 (intasandone giocoforza i centralini) potrebbe rivolgersi al proprio medico di famiglia oppure alla guardia medica. Telefonando invece al 118, è invece probabile che venga inviata sul posto un’ambulanza per un’emergenza che poi emergenza non è. «Bisognerebbe implementare la risposta territoriale - prosegue il direttore Gioachin - perché alcune chiamate hanno un impatto sempre più importante per la nostra operatività. Negli anni precedenti la risposta da parte nostra non pesava, oggi invece anche l’invio dei mezzi di soccorso va centellinato». Un problema, questo per il 118 di Torino, che incontra le difficoltà di un’altra categoria, quella dei medici di base. Una figura che in Piemonte è sempre più carente (nella nostra regione ne mancavano 431 secondo la fondazione Gimbe, ma il dato è datato in quanto relativo al 5 marzo scorso) e senza medici ad assistere una popolazione di pazienti che invecchia sempre di più, ecco che medici e infermieri del 118 devono fare gli stakanovisti. Un problema nazionale, che c’è a Torino, così come in Piemonte e nelle altre regioni d’Italia. Sul fronte Capodanno, invece, anche il 118 di Torino è già pronto a rinforzarsi: in vista degli imminenti festeggiamenti di San Silvestro il personale sarà rafforzato da un’unità aggiuntiva, più altre due reperibili. Come negli anni scorsi, in concomitanza con l’ultimo giorno dell’anno, il personale del 118 andrà anche nella sala di crisi della questura. Si prevede un super-lavoro, con le immancabili telefonate che arriveranno per le troppe bevute durante il brindisi, specialmente nelle discoteche e sempre più tra i giovani e i giovanissimi, e le chiamate invece per le ferite causate dall’esplosione dei botti in barba all’ordinanza comunale. «Per fortuna - afferma Rosanna Parzanese, coordinatrice infermieristica del 118 - le chiamate per le ferite provocate dai petardi stanno diminuendo». [ N.D. ] ---End text--- Author: N. D. Heading: Highlight: Image:Sopra, i mezzi in dotazione alla Croce verde di Torino. A destra, il personale del 118 a bordo dell’ambulanza. Alla Centrale operativa del 118 di Azienda zero di Torino arrivano 1200 chiamate al giorno. Quest’anno, gli interventi sono stati 260mila -tit_org- Nel 2025 è allarme malattie respiratorie e aumentano le telefonate non urgenti -sec_org- tp:writer§§ N. D. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122901955903627.PDF §---§ title§§ Lettere - Ne mancano 2.900 ma si va peggiorando link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902224901185.PDF description§§

Estratto da pag. 21 di "GIORNALE" del 29 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-29T02:43:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902224901185.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902224901185.PDF', 'title': 'GIORNALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902224901185.PDF tp:ocr§§ MEDICI DI FAMIGLIA Ne mancano 2.900 ma si va peggiorando La sanità non può conoscere l’effetto della coperta corta. Il diritto alla salute va posto sempre in cima ad ogni programma economico e politico. Tuttavia, secondo la Fondazione Gimbe, nel nostro Paese mancano 2.900 medici di famiglia. La previsione per il 2025 è una perdita di oltre 3.400 professionisti. Il 42,1 per cento dei medici attivi supera il tetto massimo di 1.500 pazienti. Altro dato: entro il 2031 potrebbero andare in pensione 20mila professionisti. Per non parlare della carenza di infermieri, di operatori sociosanitari e di ausiliari socioassistenziali. La busta paga non rende merito a queste professioni, le quali, soggette a lavoro usurante, non vengono indennizzate come meriterebbero. Fabio Sìcari Stezzano (Bergamo) ---End text--- Author: POSTA DAI LETTORI Heading: Highlight: Image: -tit_org- Lettere - Ne mancano 2.900 ma si va peggiorando -sec_org- tp:writer§§ POSTA DAI LETTORI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902224901185.PDF §---§ title§§ L'impatto delle malattie croniche nel mondo e i costi per la Sanità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902047203472.PDF description§§

Estratto da pag. 25 di "GIORNALE" del 29 Dec 2025

Ogni due secondi muore una persona non ancora settantenne per patologie non trasmissibili

pubDate§§ 2025-12-29T05:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902047203472.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902047203472.PDF', 'title': 'GIORNALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902047203472.PDF tp:ocr§§ I DATI DEL RAPPORTO DELL’OMS L’impatto delle malattie croniche nel mondo e i costi per la Sanità Ogni due secondi muore una persona non ancora settantenne per patologie non trasmissibili Ogni due secondi, nel mondo, una persona che ancora non ha compiuto settant’annidietàmuoreacausadiuna malattia cronica non trasmissibile (NCD’s).Patologiacardiaca,cancro,diabete e patologia polmonare cui si aggiungono Parkinson, Alzheimer, depressione e altre neurodegenerative, hanno superato quella infettiva come principalicausedimortealivelloglobale. Secondo il rapporto dell’ OMS del 2022Invisiblenumbers:thetrueextentof noncommunicablediseasesandwhatto do about them, ogni anno le malattie cronichenontrasmissibilisonoresponsabilidel74%deidecessialivelloglobaleemilionidipersonevivonoconalmeno una NCD. I soli malati di Alzheimer nel mondo ad oggi sono 55 milioni e la previsioneèdi78milioninel2030e133 milioninel2050.Sistimacheicostidelle NCD’s si elevino al 70-80% del budget totalecheiPaesi europeispendonoper lasalute,conaggravidifficilmentequantificabili, anche per le singole famiglie, cheimpieganoimportantirisorseperla curaeleattenzioniailoromalati.Inrealtàquestidati,giàmoltoallarmanti,sono destinati a peggiorare per diverse ragioni, fra le quali: la tendenza all’aumento dell’inattività fisica; l’aumento epidemico di sovrappeso e obesità; l’aumento dell’aspettativa di vita, con il quale cresce parallelamente la probabilità di svilupparetumori,malattiecardiovascolariediabete.Negliultimidecenni,infatti, si è registrato un progressivo aumento dellasperanzadivita(84anniperledonnee79pergliuomini),maacausadelle NCD,chepesanoperoltreil75%sulcarico di malattia globale, la speranza di vitaliberadadisabilitàsiattestasuvalori moltopiùcontenutiesimiliperentrambiisessi(circa65anni).LeNCDsrappresentanounaspesaenormeperleeconomie globali e nazionali. Secondo il rapporto OMS, tra il 2011 e il 2030, il costo della perdita di produttività dovuta ai quattro principali gruppi di NCD è stimato in 30.000 miliardi di dollari. Se a questi dati si aggiungono i costi dovuti alle malattie neurodegenerative, si arrivaa47.000miliardididollari. Daquial2030,l’investimentosuibest buy (un set di misure attuabili in tutti i Paesiperlaprevenzioneeiltrattamento delle NCD’s e, quindi, potenzialmente in grado di prolungare la vita in buona salute di milioni di persone) potrebbe generare benefici economici e sociali peroltre230miliardi didollari neiPaesi abassoreddito. VG ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: 78 milioni I soli malati di Alzheimer nel mondo, ad oggi sono 55 milioni e la previsione è di 78 milioni nel 2030 e di 133 milioni nel 2050. Si stima cheicostidellemalattiecronichenontrasmissibilisielevinoal70-80%delbudgettotaleche iPaesieuropeispendonoperlasalute Image: -tit_org- L'impatto delle malattie croniche nel mondo e i costi per la Sanità -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902047203472.PDF §---§ title§§ Tra età anagrafica e biologica a entrare in gioco è lo sport link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902047903475.PDF description§§

Estratto da pag. 25 di "GIORNALE" del 29 Dec 2025

Corretti stili di vita e specie l'esercizio fisico riducono il rischio e possono assicurare una longevità in salute

pubDate§§ 2025-12-29T05:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902047903475.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902047903475.PDF', 'title': 'GIORNALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902047903475.PDF tp:ocr§§ IL CONTRIBUTO DELLA MEDICINA SPORTIVA Tra età anagrafica e biologica a entrare in gioco è lo sport Corretti stili di vita e specie l’esercizio fisico riducono il rischio e possono assicurare una longevità in salute C’è un’età che tutti conosciamo: è quella scritta sulla carta d’identità. Ma ce n’è un’altra che racconta davvero come stiamo: è l’età biologica. Non passa dalle lancette dell’orologio né dalle candeline sulla torta, ma scorre attraverso i muscoli, il cuore, il cervello. Due persone con la stessa età anagrafica possono avere condizioni di salute completamente diverse a seconda di come hanno vissuto, mangiato, dormito e soprattutto quanto si sono mossi. Sarà questo il grande protagonista del XXXVIII Congresso Nazionale della Federazione Medico Sportiva Italiana, in programma a Roma dal 26 al 28 marzo dal titolo «Età biologica, età anagrafica 3.0 – Medicina dello Sport e Healthspan». Viviamo più a lungo, ma non sempre viviamo meglio. L’Italia e l’Europa guidano le classifiche della longevità, ma pagano un prezzo elevato in termini di anni vissuti con malattia e disabilità. È qui che la Medicina dello Sport entra in gioco, spostando il baricentro dalla cura alla prevenzione, dalla quantità alla qualità della vita. Per la terza volta, il Congresso affronta il tema dell’età biologica, con uno sguardo scientificamente avanzato: non come concetto astratto, ma come parametro misurabile e, soprattutto, modificabile. L’esempio è semplice quanto efficace: due automobili identiche, stesso anno, stessi chilometri. Una curata, l’altra trascurata. Dopo dieci anni non sono più uguali. Lo stesso accade all’essere umano. Gemelli omozigoti, stesso patrimonio genetico, ma stili di vita opposti, raccontano storie di salute profondamente diverse. È la dimostrazione che genetica ed epigenetica dialogano continuamente con l’ambiente, con il movimento, con le scelte quotidiane. Il filo rosso del Congresso resta uno: la prescrizione dell’esercizio fisico come vero strumento terapeutico, efficace nella prevenzione qualsiasi livello. Non un consiglio generico, ma una “terapia” personalizzata, basata su valutazioni funzionali rigorose. Tra i parametri chiave spicca il VO2max, espressione della funzionalità integrata cuore-polmone-muscolo, oggi considerato uno dei migliori indicatori di età biologica e di rischio futuro. Quello della riduzione del rischio attraverso la prevenzione è un tema prioritario della medicina dello Sport, una specialità nata proprio in Italia, prima nel mondo, nel 1957 come Scuola universitaria post-laurea e oggi, grazie anche al modello italiano, riconosciuta a livello europeo. Recenti ricerche epigenetiche hanno anche avvalorato gli effetti positivi dell’esercizio fisico sulle cellule malate, con conseguenze estremamente importanti anche per il patrimonio epigenetico transgenerazionale. L’adozione di corretti stili di vita (specie l’esercizio fisico) ha infatti il potenziale di modificare l’epigenoma delle cellule riproduttive. La sedentarietà genitoriale, ad esempio, non solo predispone a malattie metaboliche o ad altre malattie croniche non trasmissibili del bimbo e del futuro adulto, ma può passare anche alla generazione successiva: quella che si chiama “Ereditarietà Epigenetica Transgenerazionale”. L’esercizio fisico aerobico praticato regolarmente produce, a tutte le età, fattori che stimolano a livello cerebrale la produzione di nuovi neuroni utili per la memoria e le attività cognitive, nonché la plasticità cerebrale. Fondata nel 1929, la Federazione Medico Sportiva Italiana oggi presieduta da Maurizio Casasco (presidente anche di quella europea), è l’unica Società Scientifica di Medicina dello Sport riconosciuta dal Ministero della Salute, nonché Federazione medica del CONI. Forte di un modello nato in Italia e riconosciuto in Europa, propone una visione integrata e costo-efficace per contrastare le malattie croniche non trasmissibili, la vera emergenza sanitaria del nostro tempo. Dalla ricerca epigenetica alla pratica clinica, fino ai progetti sul territorio – come “Muoversi, la Overme dicina”, dedicato agli over 65 – il messaggio è chiaro: muoversi non allunga solo la vita, ma la rende migliore. E forse, in un futuro non lontano, l’età pensionabile, le polizze assicurative e persino i mutui terranno conto non solo degli anni vissuti, ma di come li abbiamo vissuti. Perché il tempo, quello vero, si misura in salute. ---End text--- Author: Ginevra Spirito Heading: Highlight: Il Congresso della Federazione Medico Sportiva Italiana in programma a marzo affronterà il tema della prevenzione Image:39,1% della popolazione in Italia dice di essere affetto da almeno una delle malattie croniche non trasmissibili VITA DA FILM Una scena del film Cocoon, storia di fantascienza umanistica dove un gruppo di anziani scopre un’acqua che ridona loro la vitalità giovanile -tit_org- Tra età anagrafica e biologica a entrare in gioco è lo sport -sec_org- tp:writer§§ Ginevra Spirito guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902047903475.PDF §---§ title§§ Influenza e variante K Il picco per Capodanno «Un milione a letto» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902047803474.PDF description§§

Estratto da pag. 15 di "MESSAGGERO" del 29 Dec 2025

>I contagi in aumento durante i giorni di Natale e Santo Stefano, presi d'assalto i pronto soccorso. La previsione degli esperti: «Boom di virus respiratori e intestinali»

pubDate§§ 2025-12-29T05:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902047803474.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902047803474.PDF', 'title': 'MESSAGGERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902047803474.PDF tp:ocr§§ Influenza e variante K Il picco per Capodanno «Un milione a letto» I contagi in aumento durante i giorni di Natale e Santo Stefano, presi d’assalto i pronto soccorso. La previsione degli esperti: «Boom di virus respiratori e intestinali» ` SANITÀ ROMA Le feste non sono ancora finite, ma per molti sono già rovinate. Viaggi annullati, rientri rimandati, Capodanni che rischiano di saltare. Il boom dell’influenza post-Natale sta travolgendo l’Italia proprio nei giorni in cui si dovrebbe ripartire. Un regalo sotto l’albero tutt’altro che gradito, ribattezzato variante K, che sta mettendo a letto migliaia di italiani. Dopo pranzi, cene e riunioni di famiglia arrivano i sintomi: febbre alta, dolori diffusi, tosse secca e una stanchezza che non passa. Il picco, dicono i medici, è adesso. E ha un nome preciso: variante K del virus A/H3N2, una forma influenzale più aggressiva e debilitante, che sta circolando rapidamente in questi giorni, favorita dai contatti ravvicinati e dalla presenza di molti bambini in casa. Secondo le stime degli esperti, il nuovo bollettino dell’Istituto superiore di sanità - atteso per oggi - potrebbe certificare fino a un milione di casi di infezioni respiratorie acute in una sola settimana, con una netta prevalenza di influenza vera e propria. Alla base dell’ondata c’è un ceppo che, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, ha rappresentato circa il 90% dei casi influenzali in Europa questa estate, soprattutto in Australia. Nel frattempo, però, il virus K ha continuato a evolversi, rendendo la risposta immunitaria meno efficace. TORNA LA MASCHERINA A raccontare quanto il virus stia circolando sono i dati di RespiVirNet: i più colpiti sono i bambini sotto i 4 anni, con un’incidenza tripla rispetto alla media (38 casi ogni mille). Prima di Natale le regioni con più infezioni sono state Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Sardegna, mentre nella sola settimana precedente al 20 dicembre erano circa 800mila le persone contagiate in tutta Italia. Numeri che trovano riscontro anche a Roma in questi giorni. Ambulatori di continuità assistenziale presi d’assalto, pronto soccorso in affanno, farmacie svuotate di antipiretici. C’è chi, salendo su un aereo o sui mezzi pubblici, ha rispolverato la mascherina. Non per allarmismo, ma per necessità. «Siamo al primo vero picco influenzale della stagione - spiega Alberto Chiriatti, medico di famiglia e vice segretario regionale della Federazione italiana Medici di Medicina Generale del Lazio - e la variante K si sta dimostrando particolarmente aggressiva e invalidante. I sintomi sono quelli classici dell’influenza, ma portati all’eccesso: febbre molto alta, anche sopra i 39 gradi, dolori muscolari intensi, tosse secca persistente, una forte astenia che costringe a letto anche per diversi giorni». Un’influenza che non lascia spazio però a mezze misure. «Chi presenta questi sintomi deve contattare il medico di famiglia e restare isolato. È un concetto che abbiamo imparato con il Covid e che resta valido: distanziamento, mascherina, attenzione ai contatti, soprattutto con anziani e soggetti fragili», sottolinea Chiriatti. Il boom si è visto soprattutto nei giorni festivi nella Capitale. «Negli ambulatori di cure primarie aperti nel weekend - i cosiddetti Ambufest - abbiamo registrato numeri impressionanti. Solo sabato, nell’ambulatorio di via Antistio, nel VII Municipio, si sono superati i 120 accessi. A Ostia e Civitavecchia si è arrivati a 100 accessi in un solo giorno ieri. In altri si è superata quota cento». Gli Ambufest, ricorda il medico, sono presìdi fondamentali: «Sono ambulatori di medicina generale aperti nei giorni festivi e prefestivi, dalle 10 alle 19. A Roma ce ne sono una ventina. Insieme alla guardia medica hanno evitato il collasso del sistema sanitario. Senz a doversi recare al pronto soccorso». I SINTOMI Ma l’influenza non è l’unico virus in circolazione. «C’è anche un mix di virus respiratori e alcuni enterovirus - spiega Chiriatti - che possono dare nausea, vomito e diarrea. Quella che molti chiamano “influenza intest inale” in realtà influenza non è». A complicare il quadro, anche le abbuffate delle feste, che amplificano i disturbi gastrointestinali. Secondo i virologi, gli effetti veri dei “baci, abbracci e viaggi natalizi” si vedranno alla riapertura delle scuole, con un possibile ulteriore aumento dei contagi a gennaio, soprattutto tra i più piccoli. Intanto, il consiglio resta uno: prudenza. «Le persone più attente hanno ricominciato a usare la mascherina, soprattutto nei luoghi affollati - conclude Chiriatti - ed è un segnale di buon senso. Le farmacie sono state prese d’assalto anche solo per un consiglio. La vaccinazione antinfluenzale ha aiutato a ridurre le forme più gravi, ma questa variante resta forte». Per molti, il passaggio al nuovo anno sarà più silenzioso del previsto. Una notte in casa, il termometro sul comodino, i programmi messi in pausa. Niente brindisi in piazza, niente viaggi last minute, solo l’attesa che l’influenza passi. Magari entro l’inizio del 2026. Laura Pace © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Laura Pace Heading: Highlight: CHIRIATTI (FIMMG): «IN UN SOLO GIORNO REGISTRATI CENTO ACCESSI IN OGNI AMBULATORIO FESTIVO DELLA CAPITALE» Image:39°C La variante K ha come sintomi la febbre alta 90% I casi influenzali del ceppo H3N2 in Europa 880mila I contagi nella settimana prima di Natale Un paziente misura la febbre, molto alta -tit_org- Influenza e variante K Il picco per Capodanno «Un milione a letto» -sec_org- tp:writer§§ Laura Pace guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902047803474.PDF §---§ title§§ Suicidio assistito il via libera a Pieroni un traguardo storico link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902046403480.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" del 29 Dec 2025

La scelta del poeta giramondo malato da tempo e l'ok della Toscana, prima regione a legiferare

pubDate§§ 2025-12-29T05:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902046403480.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902046403480.PDF', 'title': "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902046403480.PDF tp:ocr§§ Suicidio assistito il via libera a Pieroni un traguardo storico La scelta del poeta giramondo malato da tempo e l’ok della Toscana, prima regione a legiferare iceva che la morte «non spaventa l’anima perché non la disunisce dal lungo respiro del mondo, anzi è ‘cosa bella’ perché concede una visione del sublime che agli occhi non riesce». Il poeta e scrittore Daniele Pieroni, malato di Parkinson, ha scelto di morire ed ha lasciato un segno in quel lungo respiro del mondo di cui parlava, perché il suo è stato il primo caso di suicidio medicalmente assistito in Toscana, dopo l’approvazione della legge regionale entrata in vigore a febbraio 2025. Tre mesi dopo, il 17 maggio scorso, il 64enne originario di Pescara - ma che viveva a Chiusi - ha potuto scegliere di mettere fine alla sua esistenza dopo una lunga battaglia legale, supportato dall’Associazione Luca Coscioni e tramite il ricorso ai trattamenti di sostegno vitale (PEG), come stabilito dalla sentenza della Consulta. Nato in Abruzzo nel 1961 e affetto dal morbo di Parkinson dal 2008, Pieroni era poeta di raffinata cultura e intellettuale versatile: una passione coltivata fin da giovanissimo che l’aveva portato oltre i confini italiani. Premiato nel 1997 con il premio Erato-Farnesina dal ministero degli Esteri, il 64enne ha infatti vissuto anche all’estero, tra Montreal, San Pietroburgo e Stoccarda, e negli ultimi anni si era stabilito in Toscana. Nel 2021 a Chiusi ha vinto il premio «Montale Fuori di Casa» ma oltre la luce della sua struggente poesia, c’era l’ombra terribile della malattia: affetto anche da una grave disfagia, Pieroni era costretto a vivere con alimentazione artificiale tramite PEG per 21 ore al giorno. Il percorso è iniziato nell’agosto 2023, quando, tramite un amico, aveva contattato il Numero Bianco dell’Associazione Luca Coscioni per ricevere informazioni, ed era stato Marco Cappato a fornirgli le indicazioni su tutte le opzioni disponibili: disposizioni anticipate di trattamento, sedazione palliativa profonda, distacco dei trattamenti e morte volontaria assistita. Pieroni aveva scelto quest’ultima possibilità, avviando formalmente la richiesta all’Asl Toscana Sud Est il 31 agosto. Il 22 aprile aveva ricevuto l’esito positivo delle verifiche previste dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale, la cosiddetta Cappato-Dj Fabo. A meno di un mese dalla risposta, aveva confermato la volontà di procedere a casa. Senza avere paura, nella morte aveva cercato il rifugio contro una sofferenza non più sopportabile. Aveva inviato poco prima, su whatsapp, quella poesia straziante al padre Mario, che dai due versi iniziali aveva compreso il tragico finale. Il 64enne non aveva più lo stomaco ed era attaccato, per alimentarsi, a un cannello 24 ore su 24. Era credente, andava a messa ma, come ha raccontato il padre, «non poteva combattere più». A casa sua era stato preparato il farmaD L’addio alla vita a maggio scorso a conclusione del previsto percorso di verifiche Aveva 64 anni era credente Non riusciva più ad alimentarsi e soffriva atrocemente co letale, che Daniele si era autosomministrato. Erano presenti, su base volontaria, due dottoresse e un medico legale dell’Asl. Accanto a Daniele c’erano anche Felicetta Maltese, coordinatrice della cellula toscana dell’associazione Luca Coscioni, il suo fiduciario Leonardo Pinzi, le sue badanti e i familiari. Il 64enne aveva attivato il dispositivo a doppia pompa infusiva e poi aveva «smesso di respirare, serenamente», ha raccontato chi c’era. In qualche modo la storia di Daniele, poeta di provincia che girava il mondo, si è intrecciata con un traguardo storico per l’Italia. Dopo l’approvazione della Legge Toscana sul fine vita di pochi mesi prima, e a pochi giorni dell’avvio della discussione in Senato sul dossier per un testo di legge nazionale in materia, quello di Pieroni è stato il primo caso di suicidio medicalmente assistito nella regione che per prima ha legiferato in materia. Salutata dal Presidente della Toscana Eugenio Giani come un «forte messaggio di civiltà», e dal Presidente dell a Conferenza episcopale Toscana, Cardinale Lojudice come una «grande sconfitta per tutti», l’approvazione della legge sul fine vita da parte del Consiglio della Regione Toscana ha anticipato l’iniziativa del Parlamento in una materia molto dibattuta e delicata. L’iter legislativo è partito dall’iniziativa popolare Liberi Subito sostenuta dall’Associazione Coscioni, che ha raccolto 10 mila firme, cavalcando la prima apertura della Corte Costituzionale che con la sentenza n. 242/2019 aveva dichiarato illegittimo il divieto in vigore invitando il Parlamento a regolare la materia e dettando i requisiti per l’accesso al suicidio assistito. Con una successiva pronuncia, la sentenza n. 135/2024, la Consulta ha poi precisato che tanto la nozione di trattamenti di sostegno vitale (tra i requisiti per accedere al fine vita) quanto le condizioni e le modalità di esecuzione dovessero essere verificate da strutture pubbliche del Servizio sanitario nazionale, previo parere del Comitato etico territorialmente competente. Poi la svolta storica in Toscana, con il via libera a un testo che prevede la creazione di una commissione medica multidisciplinare presso ogni azienda sanitaria, composta da un medico palliativista, un neurologo, uno psichiatra, un anestesista, un infermiere e uno psicologo. Commissione che ha il compito di verificare se sussistono le condizioni per l’accesso del malato al suicidio assistito e di determinare le modalità di esecuzione. L’ultima parola spetta però al Comitato etico territoriale previsto dalla Consulta, come già dettato da una precedente legge regionale sul tema. La procedura per la verifica dei requisiti del malato da parte della commissione multidisciplinare permanente deve essere completata entro 20 giorni dalla richiesta del paziente. Se la valutazione è positiva, l’approvazione del suicidio assistito e la definizione delle modalità di attuazione devono avvenire entro 10 giorni, e entro ulteriori 7 giorni l’azienda sanitaria dovrà garantire il supporto tecnico, farmacologico e sanitario necessario per l’assunzione del farmaco. Dopo la Toscana, a settembre scorso anche la Sardegna ha approvato una legge regionale (n. 26/2025) che stabilisce procedure e tempi certi per l’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito, basata sulla sentenza della Corte Costituzionale, per persone con patologie irreversibili e dipendenti da trattamenti vitali. In entrambi i casi il governo ha deciso di impugnare le due leggi regionali davanti alla Corte Costituzionale, mentre il Parlamento sta lavorando per legiferare sul fine vita, con diversi ostacoli sulla partecipazione del Servizio Sanitario Nazionale e tempi incerti. governatore Giani: messaggio i civiltà ritica la Chiesa Parlamento ncora inerte ---End text--- Author: VALENTINA MARSELLA Heading: Highlight: Aveva 64 anni era credente Non riusciva più ad alimentarsi e soffriva atrocemente L’addio alla vita a maggio scorso a conclusione del previsto percorso di verifiche m t m p Il governatore Giani: messaggio di civiltà t T Critica la Chiesa c b Il Parlamento s v ancora inerte z c Image:Il G di Cr Il an Daniele Pieroni, morto a maggio con il suicidio assistito. In basso il Consiglio regionale della Toscana -tit_org- Suicidio assistito il via libera a Pieroni un traguardo storico -sec_org- tp:writer§§ VALENTINA MARSELLA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902046403480.PDF §---§ title§§ Liste d'attesa e caro vita le (vere) paure degli italiani = Caro vita e liste d'attesa sempre più lunghe Le emergenze che preoccupano il Paese link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902047703477.PDF description§§

Estratto da pag. 15 di "STAMPA" del 29 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-29T05:00:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902047703477.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902047703477.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902047703477.PDF tp:ocr§§ Liste d’attesa e caro vita le (vere) paure degli italiani ALESSANDRA GHISLERI Il bilancio dell’anno che sta finendo consegna una società che chiede meno annunci e più risposte concrete Caro vita e liste d’attesa sempre più lunghe Le emergenze che preoccupano il Paese N el 2025 le preoccupazioni degli italiani sono rimaste sorprendentemente solide. Prima in classifica si conferma l’inflazione. Poi la sanità. – PAGINA 15 ALESSANDRA GHISLERI U n anno può essere raccontato in molti modi: attraverso i fatti, le decisioni, le crisi e anche attraverso i numeri, che non governano e non protestano, ma si limitano a registrare gli umori i giudizi e le percezioni della gente. I sondaggi di certo non spiegano tutto, tuttavia sono in grado di mostrare ciò che resta: opinioni, paure, fiducia e disincanto di un Paese che, mese dopo mese, ha risposto spesso alle stesse domande con diverse risposte. Nel corso del 2025, le preoccupazioni degli italiani sono rimaste sorprendentemente solide. Questa stabilità delle preoccupazioni non è solo il riflesso di problemi irrisolti, ma anche di una fiducia che fatica a rigenerarsi, perché quando le priorità restano le stesse anno dopo anno, il rischio non è l’allarme, ma l’assuefazione. In cima alla classifica si conferma l’inflazione: il caro vita e l’aumento dei prezzi si attestano intorno al 39,7%, con un incremento di quasi un punto percentuale rispetto all’anno precedente. Un primato mai realmente messo in discussione, che ha conosciuto anche picchi significativi, come quello di aprile, quando la preoccupazione ha raggiunto il 45,8%; mentre la media annuale si è stabilizzata intorno al 40,5%, segno di un disagio costante e strutturale. Nel ranking al secondo posto si colloca la sanità, in particolare il tema delle lunghe attese per esami e prestazioni. Il dato medio annuo è del 35,8%, tuttavia nell’ultimo mese dell’anno il tema ha sfiorato la vetta, toccando il 39,0%. Per lunghi tratti del 2025, inflazione e salute si sono rincorse, pur marcando un netto distacco rispetto a tutte le altre priorità indicate dai cittadini. A completare il podio di fine anno troviamo il lavoro, al 26,0%, in lieve crescita (+0,4%) come domanda, che supera di poco il tema delle tasse e del fisco, giudicate ancora troppo elevate per famiglie e imprese (25,5%) da 1 italiano su 4. Queste priorità, pur condivise a livello nazionale, non pesano ovunque allo stesso modo: cambiano intensità tra territori, tra grandi città e aree interne, tra Nord e Sud, mostrando un’Italia che vive le stesse paure ma in condizioni molto diverse. Alcuni temi mostrano invece variazioni più marcate. L’evasione fiscale, ad esempio, registra uno degli aumenti più consistenti: dal 16,9% di inizio anno sale al 18,8%, con un incremento di quasi 2 punti percentuali. Di segno opposto l’andamento del cambiamento climatico, che passa dal 18,8% di gennaio al 14,4% di fine anno (-4,1 punti). Su questo calo ha inciso -con ogni probabilità- il fallimento percepito delle politiche green europee, considerate inefficaci e penalizzanti: dalla spinta accelerata verso l’auto elettrica, che ha messo in difficoltà l’intero comparto automobilistico, fino agli interventi sulle caldaie domestiche. Misure che, più che convincere, hanno colpito direttamente il portafoglio delle famiglie, irrigidendo -e non poco- il giudizio degli italiani, soprattutto sulle politiche europee e i loro risultati. Tuttavia, il giudizio negativo non sembra rivolto tanto agli obiettivi, quanto ai mezzi: quando le politiche pubbliche incidono direttamente sul reddito disponibile delle persone senza offrire alternative credibili, anche le cause più condivise finiscono per perdere consenso. Nell’arco di un anno è cresciuta di 1,2 punti anche la preoccupazione per la gestione dell’immigrazione, probabilmente alimentata dal dibattito attorno al Centro di permanenza per il rimpatrio di Gjader, in Albania. Al contrario, arretra di un punto il tema della sicurezza legata alla microcriminalità. Un dato che va però letto con attenzione: la sicurezza non è oggi meno avvertita, ma semplicemente meno interrogata. È percepita come un problema cronico, apparentemente senza soluzione, raccontato quotidianamente nei suoi episodi di violenza, ma raramente attraverso storie di risposte efficaci o di risultati raggiunti. Il dato sulla sicurezza dunque scende, ma il senso di insicurezza resta elevato: segno che il problema non è più l’emergenza, bensì la consuetudine. Sullo sfondo rimane un’inquietudine più ampia e trasversale: i conflitti internazionali. Nel corso dei dodici mesi, è aumentata infatti la paura che le crisi in atto possano degenerare in un conflitto globale (51.0%; +3.0% da gennaio 2025 a Dicembre 2025), dando corpo a quella che Papa Francesco ha definito una «guerra mondiale a pezzi». Un timore che non domina le classifiche, ma attraversa silenziosamente molte delle risposte, contribuendo a definire il clima di incertezza con cui il Paese chiude l’anno. Letti nel loro insieme, questi dati restituiscono un Paese meno volatile di quanto appaia nel dibattito politico, tuttavia più fragile di quanto ammettano le istituzioni. Le priorità non cambiano perché non cambiano le condizioni materiali che le generano: il costo della vita, l’accesso alla salute, la sicurezza economica restano il perimetro entro cui si misura la fiducia dei cittadini. E finché quel perimetro non si allarga, ogni nuova agenda rischia di apparire distante, se non estranea. Il 2025 consegna dunque una società che chiede meno annunci e più risposte concrete, meno visioni calate dall’alto e più politiche capaci di reggere l’impatto con la vita quotidiana. Il calo di attenzione verso il cambiamento climatico, ad esempio, non segnala una negazione del problema, ma una frattura crescente tra obiettivi ambiziosi e strumenti percepiti come ingiusti o inefficaci. Allo stesso modo, la risalita di temi come evasione fiscale e immigrazione indica un’importante domanda di equità e di governo, più che di contrapposizione ideologica. Il rischio, guardando avanti, è che la stabilità delle preoccupazioni si possa tradurre in rassegnazione. Eppure, i numeri parlano chiaro: indicano priorità e non slogan, mostrano dove intervenire e con quale urgenza. Non misurano solo il consenso, ma le attese profonde del Paese. Se letti per ciò che sono, il 2026 potrebbe non segnare una svolta, ma almeno l’inizio di un diverso rapporto tra agenda pubblica e condizioni materiali del Paese. — ---End text--- Author: ALESSANDRA GHISLERI Heading: Highlight: Cala la sensibilità verso il cambiamento climatico per i costi che comporta La sicurezza non è meno avvertita ma viene percepita come problema cronico 39% Il picco registrato dai problemi legati alla sanità per poi attestarsi al 37,4% al momento della rilevazione 18,8% L’impennata dell’evasione fiscale con un aumento di quasi due punti percentuali rispetto all’inizio dell’anno Image:Come sono cambiate quest’anno le preoccupazioni degli italiani Dicembre 2025 Gennaio 2025 Variazione % 38.9 In?azione e aumento dei prezzi +0,8% 39.7 37.7 Lunghezza delle liste di attesa per esami sanitari -0,3% 37.4 26.9 Tasse troppo alte per aziende e famiglie -1,4% 25.5 25.6 Lavoro (crisi aziende, qualità del lavoro e stipendi) +0,4% 26.0 20.9 Sicurezza (microcriminalità) -1,0% 19.9 20.9 Gestione dell'immigrazione +1,2% 22.1 12.7 -1,3% Guerra senza via d'uscita 11.4 9.6 +0,8% Mancanza di futuro per i giovani 10.4 Lei teme che i conflitti possano portare a una guerra mondiale? Dicembre 2025 Gennaio 2025 15,8 51 19,3 Non sa / non risponde Sì Non sa / non risponde 33,2 32,7 No No Fonte: ONLY NUMBERS 48 Sì Withub -tit_org- Liste d'attesa e caro vita le (vere) paure degli italiani Caro vita e liste d'attesa sempre più lunghe Le emergenze che preoccupano il Paese -sec_org- tp:writer§§ ALESSANDRA GHISLERI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/29/2025122902047703477.PDF §---§