title§§ La Terapia intensiva pronta entro l'estate?
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Estratto da pag. 12 di "MONFERRATO" del 24 Dec 2025
pubDate§§ 2025-12-24T07:48:00+00:00
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tp:ocr§§ Santo Spirito Saranno realizzati 12 posti letto, importo 767.953 euro La Terapia intensiva pronta entro l’estate? CASALE MONFERRATO I lavori per la realizzazione della terapia intensiva e semintensiva al Santo Spirito dovranno essere conclusi entro l’estate. L’incarico è stato affidato alla ditta Renzi Alberto srl di Tronzano e l’importo dei lavori ammonta a 767.953 euro Iva esclusa. Il progetto prevede la creazione di 12 posti letto di terapia intensiva e semintensiva, adeguamento impianti, opere accessorie. L’area oggetto di intervento è stata individuata all’interno del blocco operatorio, localizzato a sud-ovest del complesso ospedaliero, con le opere previste per il recupero funzionale di una zona attualmente allo stato grezzo con l’obiettivo di integrarla all’interno del percorso chirurgico e delle attività sanitarie adiacenti. Queste le opere previste: demolizioni delle pareti divisorie in cartongesso; demolizione del controsoffitto zona corridoio; completamento della struttura di pavimento mediante getto in calcestruzzo; isolamento in pannelli di polistirene; getto di massetto cementizio; realizzazione di pareti interne in cartongesso; realizzazione del nuovo controsoffitto; opere di finitura; pavimentazione, tinteggiatura; installazione dei serramenti interni. Le opere meccaniche comprendono un nuovo impianto di condizionamento per tutti i locali del reparto; la nuova distribuzione gas medicali; l’impianto idrico-sanitario; l’ impianto antincendio. Spazio infine anche agli interventi elettrici con la distribuzione in bassa tensione divisi in 3 sezioni (ordinaria, privilegiata e continuità). “ZeroCoda”: come funziona “ZeroCoda” (pagina web https:// prenota.zerocoda.it/)è il sistema di prenotazione online in funzione da una settimana al Santo Spirito finalizzato a migliorare l’efficienza del servizio e a ridurre drasticamente i tempi di attesa per i cittadini. Questo strumento consente ai cittadini di prenotare il prelievo in fasce orarie dedicate, ricevendo un biglietto virtuale. La prenotazione può essere effettuata almeno 24 ore prima dalla data dell’appuntamento e per i successivi 30 giorni in base alle disponibilità. L’analisi dei flussi di utenza ha portato alla ridefinizione degli accessi per evitare picchi di affollamento. Gli utenti che prenotano tramite ZeroCoda usufruiscono di un posto riservato con priorità più alta, riducendo i tempi allo sportello e al box di prelievo. Accessi Prioritari Mantenuti: Viene confermato l’accesso prioritario e veloce per le richieste urgenti, i prelievi specifici come la TAO, le donne in gravidanza e i soggetti fragili, ai quali sarà dedicato un box specifico. Accesso Diretto: L’accesso senza prenotazione rimane garantito, alternandosi con i prenotati nelle fasce orarie mattutine. Ecco come funziona: ci si collega al sito prenota.zerocoda.it, si seleziona il servizio, il luogo, il giorno e l’orario che interessa, si riceve poi conferma via e-mail e SMS. Bisogna quindi presentarsi all’appuntamento con qualche minuto di anticipo e, quando arriva il proprio turno, si verrà chiamati con il numero assegnato. Il bando Roche all’AOU AL L’AOU Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandra si aggiudica il bando “Roche per la ricerca clinica - A supporto delle figure di Data Manager e Infermieri di Ricerca” con un progetto in Ematologia, candidato dal prof. Marco Ladetto, e selezionato e valutato da Fondazione Gimbe, in qualità di ente esterno garante di indipendenza e terzietà. Il bando “Roche per la ricerca clinica” dalla sua nascita ha stanziato oltre 1 milione e mezzo di euro per 53 borse di studio destinate a data manager e infermieri di ricerca. Con un investimento complessivo di 210 mila euro per il finanziamento di 7 borse di studio, destinate ad altrettante figure di data manager e infermieri di ricerca. Pier Luigi Rollino ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: L’ubicazione All’interno del blocco operatorio localizzato a sud-ovest del complesso ospedaliero Image: -tit_org- La Terapia intensiva pronta entro l’estate? -sec_or
g-
tp:writer§§ REDAZIONE
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§---§
title§§ Sanità, arrivano 7,7 miliardi in più per il Fondo nazionale Ma cala il peso sul Pil
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Estratto da pag. 5 di "CORRIERE DELLA SERA" del 24 Dec 2025
pubDate§§ 2025-12-24T04:48:00+00:00
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tp:ocr§§ Le risorse Sanità, arrivano 7,7 miliardi in più per il Fondo nazionale Ma cala il peso sul Pil ROMA Lo stanziamento alla Sanità alimenta le polemiche e gli attacchi dell’opposizione e dei sindacati dei medici. Nella legge di Bilancio, per il fabbisogno destinato al Fondo sanitario nazionale, il governo ha previsto un incremento delle risorse, destinando 2,38 miliardi di euro al 2026, a seguire 2,6 miliardi per il 2027 e ulteriori 2,6 miliardi a decorrere dal 2028. In totale che ci sono 7,7 miliardi di euro in più per il prossimo triennio, ma in prospettiva la spesa complessiva per la sanità pubblica è destinata a ridursi rispetto al valore del Prodotto interno lordo, passando a un rapporto pari al 6,1% nel prossimo anno, fino al 5,9% nel 2028. Una dinamica che, come detto, espone il governo agli affondi dei partiti di opposizione. Sforamenti Non piace, per esempio, il taglio di 140 milioni di euro a decorrere dall’anno prossimo sul fondo per i farmaci innovativi. Sebbene la somma sia stata dirottata sull’aumento dello 0,1% per la spesa dei farmaci ospedalieri, facendo così salire allo 0,3% l’incremento complessivo per questa voce. A preoccupare è anche la previsione di sforamento della spesa diretta per i farmaci, che nel 2026 è stimata in circa 4 miliardi, buona parte dei quali rischia di essere trasferito in carico alle aziende farmaceutiche. Gli interventi Sul fronte della prevenzione sono stanziati, a partire dall’anno prossimo, 238 milioni di euro in più per la prevenzione sanitaria, estendendo così l’accesso ai test diagnostici. È previsto inoltre di ampliare i test genomici per individuare le mutazioni di carcinoma mammario. Al via un fondo da 500 mila euro per il 2026 e e per il 2027 da destinare ai nuovi screening neonatali. Risorse anche per la diagnosi precoce e la presa in carico tempestiva dei malati di Parkinson. Nuovi fondi (1 milione in più all’anno dal 2026 ) per potenziare l’accesso alla profilassi contro l’Hiv. È stato inoltre istituito un fondo da 2 milioni annui per la prevenzione dell’obesità in età adolescenziale. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sanità, arrivano 7,7 miliardi in più per il Fondo nazionale Ma cala il peso sul Pil -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
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title§§ Punti, fasce, blocchi Dai test di Medicina la graduatoria rebus tra bocciati e ripescati
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Estratto da pag. 29 di "CORRIERE DELLA SERA" del 24 Dec 2025
Riforma Bernini, idonei in 22.500 dopo le polemiche
pubDate§§ 2025-12-24T05:51:00+00:00
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tp:ocr§§ Punti, fasce, blocchi Dai test di Medicina la graduatoria rebus tra bocciati e ripescati Riforma Bernini, idonei in 22.500 dopo le polemiche di Gianna Fregonara e Orsola Riva ROMA Più che una graduatoria sarà un gioco dell’oca. Erano partiti in 54 mila. Alla fine del tormentato semestre filtro di Medicina, contando anche i ripescaggi dei bocciati in una o due materie, al ministero sono riusciti a comporre una lista di 22.500 studenti «idonei». Concorrono per 17.278 posti e, secondo il nuovo decreto della ministra Anna Maria Bernini che modifica i criteri di ammissione, sono stati divisi in ben 9 «fasce», a seconda del numero di esami superati. All’ultimo minuto si è deciso di tendere una mano anche a chi aveva rifiutato il voto del primo appello considerandolo troppo basso ma al secondo tentativo è stato addirittura bocciato. Si terrà buono il primo voto, ma lo studente incauto verrà penalizzato rispetto a chi non ha ritentato la sorte. Il risultato è una complicatissima graduatoria a blocchi. In prima fascia c’è chi ha passato tutti e tre gli esami, poi chi ne ha passati tre ma ha rifiutato un voto, chi ne ha rifiutati due, poi chi ne ha passati due, chi ne ha passati due ma rifiutato uno e via così. Ogni categoria ha una dote di punti, che va da 700 per i più bravi a 0 per l’ultima fascia, da sommare ai voti d’esame. Fra l’una e l’altra c’è uno scarto di 100 punti in modo da garantire che non ci siano sovrapposizioni. Finalmente l’8 gennaio verrà pubblicata la graduatoria e ogni studente saprà in quale università potrà immatricolarsi. Ma per chi non ha passato uno o due esami non è finita qui: la palla passa ai singoli atenei, che dovranno decidere se e come proporre dei corsi di recupero prima di un’ulteriore prova che possa certificare, almeno formalmente, che gli studenti hanno saldato i loro «debiti». Il decreto precisa che gli esami dovranno essere «uniformi» su tutto il territorio, ma in mancanza di indicazioni più precise il rischio di difformità da sede a sede è molto alto. Come quello dei ricorsi contro il cambio dei criteri di ammissione a prove già avvenute. Solo all’inizio di marzo comincerà il vero e proprio percorso universitario dei futuri medici: il nuovo decreto ha deciso infatti che i voti dei tre esami del semestre filtro non faranno neppure media ai fini delle laurea, se lo studente non vorrà. Inizialmente la riforma prevedeva che per entrare in graduatoria i candidati avrebbero dovuto passare tutte e tre gli esami - Biologia, Chimica e Fisica - ma già dopo lo choc dei risultati del primo appello, con il 90 per cento circa di bocciati in Fisica, al ministero avevano iniziato a lavorare a una sanatoria: unica soluzione possibile per evitare di lasciare scoperti migliaia di posti, se anche al secondo appello le cose fossero andate male. E così è stato, purtroppo: Fisica non è migliorata granché e anche i recuperi di Biologia sono stati molto al di sotto delle aspettative. Secondo gli studenti di Cambiare Rotta, che ieri erano in presidio a Roma, i risultati sono stati anche peggiori della prima tornata. La delusione deve essere stata forte al ministero se hanno deciso di non rendere pubbliche le percentuali dei promossi nelle varie materie. Si sa soltanto che in 17 mila hanno passato almeno due prove. E che altri trentamila hanno perso tre mesi, visto che non ne hanno passata neanche una. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Gianna Fregonara :-: Gianna Fregonara Heading: Highlight: 54 mila gli iscritti a Medicina dopo che la riforma ha abolito il test di ingresso con quiz. L’iscrizione al primo anno ora è libera (e con più posti a disposizione) ma c’è un semestre-filtro al termine del quale viene stilata una graduatoria che si basa sui test sostenuti 9 le fasce in cui sono stati divisi, secondo il nuovo decreto della ministra Anna Maria Bernini che modifica i criteri di ammissione, i 22.500 studenti giudicati «idonei» dopo le polemiche dei giorni scorsi. Concorrono per 17.278 posti Matricole a primavera A gennaio l’elenco sarà pubblicato, ma tra test fi
nali in ateneo e ricorsi il vero via sarà a marzo Image:La firma La ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, 60 anni, in Aula al Senato durante la discussione sulla legge di Bilancio. Ieri ha firmato il decreto ministeriale per la composizione della graduatoria per l’accesso ai corsi di Medicina, Chirurgia, Odontoiatria e Veterinaria -tit_org- Punti, fasce, blocchi Dai test di Medicina la graduatoria rebus tra bocciati e ripescati -sec_org-
tp:writer§§ Gianna Fregonara - Gianna Fregonara
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title§§ Ministero Salute, un'altra nomina in quota Gemmato
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Estratto da pag. 14 di "FATTO QUOTIDIANO" del 24 Dec 2025
pubDate§§ 2025-12-24T04:48:00+00:00
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tp:ocr§§ FDI PRENDE TUTTO Ministero Salute, un’altra nomina in quota Gemmato A l ministero della Salute arriva un’altra nomina targata Fratelli d’Italia. Manca solo il via libera di Funzione pubblica e Corte dei Conti e l’avvocato Francesco Perchinunno sarà direttore generale all’Ufficio di Gabinetto, cioè a stretto contatto con il ministro tecnico Orazio Schillaci. L’hanno voluto Rita Di Quinzio, la potente capa della segreteria politica amica di Arianna Meloni, e il sottosegretario Marcello Gemmato, farmacista con delega ai farmaci, legatissimo a Giorgia Meloni. Perchinunno, classe 1981 e già presidente dei Giovani Avvocati (Aiga), è barese come Gemmato. Con il governo Meloni ha avuto incarichi prima alla Giustizia e poi alla Salute, ma a termine. Essendo però estraneo alla Pubblica amministrazione, per farlo direttore generale devono usare lo speciale comma 6 (della legge 165/2001, art. 19) che richiede particolari requisiti: competenze non reperibili altrimenti, esperienza, pubblicazioni. La verifica è in corso. Le nomine ex comma 6 sono ovviamente limitate: se entra uno non entra un altro. A. MAN. ---End text--- Author: A. MAN. Heading: Highlight: Image: -tit_org- Ministero Salute, un’altra nomina in quota Gemmato -sec_org-
tp:writer§§ A. Man.
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§---§
title§§ Piano di rientro, Fico da Schillaci «Dialogo per rafforzare la sanità»
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Estratto da pag. 9 di "MATTINO" del 24 Dec 2025
pubDate§§ 2025-12-24T04:48:00+00:00
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tp:ocr§§ Piano di rientro, Fico da Schillaci «Dialogo per rafforzare la sanità» Il presidente cambia approccio rispetto a De Luca: percorso comune con il ministro e confronto tra uffici per raggiungere i target e superare l’affiancamento del governo ` L’APPUNTAMENTO Dario De Martino Incontro «cordiale e proficuo» in un «clima costruttivo» per creare una «concreta ed efficace collaborazione istituzionale». In questi termini viene raccontato dalla Regione Campania l’incontro che c’è stato ieri tra Roberto Fico e il ministro della Salute Orazio Schillaci. Parole spesso di circostanza quando si tratta di incontri politici. Ma il concetto, nelle sette righe di nota trasmesse da Palazzo Santa Lucia, viene ribadito almeno tre volte. Il segno di un approccio diverso che Roberto Fico vuole dare per raggiungere l’obiettivo dell’uscita dal piano di rientro. Fino ad ora, con la guida di Vincenzo De Luca, tra il governatore e il ministero la partita è stata giocata a colpi di carte bollate e affondi duri nello stile dell’ex sindaco di Salerno. Ora Fico vuole dare un approccio più istituzionale e dialogante. La Regione può contare sul ricorso vinto a novembre al Tar: il tribunale amministrativo di primo grado decretò che il ministero avrebbe dovuto dare l’ok al superamento del piano di rientro della Campania. Provvedimento contro cui il ministero ha presentato appello. In attesa delle decisioni dei tribunali e della nuova riunione di verifica al Ministero, che dovrebbe tenersi in primavera, Fico stabilisce un dialogo diretto col ministro per facilitare un cammino comune che porti, per una via o per l’altra, la Campania a superare definitivamente vincoli e tetti di spesa per il personale e per le attività. L’INCONTRO Ma partiamo dall’incontro che si è tenuto ieri mattina a Roma nella sede del ministero. Fico aveva già annunciato di star lavorando all’appuntamento. Durante la prima conferenza stampa a Palazzo Santa Lucia sull’autismo, il governatore spiegò di aver avviato alcune interlocuzioni con il ministero: «Appena avrò notizie più approfondite, anche di incontri, ve le darò». L’ex presidente della Camera, d’altronde, ribadì nella stessa conferenza stampa di voler tenere per sé la delega alla Sanità. Lo ha detto anche lunedì negli incontri con i partiti. E ieri ha voluto dimostrare subito di avere già il dossier in mano. E il nuovo approccio dialogante si vede subito nella dichiarazione di Fico dopo l’incontro: «Ringrazio il ministro Schillaci per la disponibilità e il confronto».Il presidente della Regione aggiunge poi, sulle prospettive: «La direzione da seguire è quella di una concreta ed efficace collaborazione istituzionale con l’obiettivo di rafforzare il sistema sanitario regionale, anche in relazione al percorso di uscita dal piano di rientro». L’idea è di un dialogo costante tra le strutture dirigenziali e amministrative della Regione e del ministero affinché la Campania raggiunga tutti i target necessari all’uscita dal piano di rientro e, più in generale, rafforzi il sistema sanitario regionale. LA SITUAZIONE Ma qual è lo stato dell’arte per l’uscita dal piano di rientro? Ad agosto al tavolo ministeriale la Regione si presentò convinta di avere le carte in regola: conti in ordine dal 2013 e sufficienza nelle materie Lea. Il ministero della Salute eccepisce valori ancora troppo bassi negli screening oncologici e nelle cure per anziani over 75 anni non autosufficienti assistiti nelle Rsa. La Regione non ci sta e fa ricorso al Tar: il tribunale amministrativo, siamo a novembre in piena campagna elettorale, ritiene insufficienti due indicatori per ostacolare la fuoriuscita dal piano di rientro. De Luca festeggia, Schillaci annuncia ricorso al Consiglio di Stato. Ma ora Fico sembra voler puntare su un approccio più dialogante per arrivare al risultato. LA NOMINA Intanto Fico dovrà affrontare subito la prima nomina di rilievo tra i manager sanitari: Ciro Verdoliva, nominato poco più di quattro mesi fa alla guida del Ruggi di Salerno, lascia l’incarico. Ad attenderlo un prestigioso ruolo di direttore generale pres
so l’Ufficio dell’Autorità garante nazionale disabilità. Il presidente dell’Autorità è l’avvocato Maurizio Borgo, già capo di Gabinetto del ministro per le disabilità Alessandra Locatelli e in passato capo di Gabinetto di Vincenzo De Luca. Un addio significativo: per anni alla guida dell’Asl Napoli 1, Verdoliva è stato uno dei manager più centrali nella sanità campana del decennio deluchiano. Quattro mesi fa la nomina al Ruggi, nell’ambito di un blocco di nomine effettuate dal governatore prima di lasciare Palazzo Santa Lucia. Ieri, però, ecco l’ufficializzazione del primo addio di peso per un prestigioso incarico nazionale. Segnali di inizio di un nuovo corso. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Dario DeMartino Heading: Highlight: VERDOLIVA LASCIA IL RUGGI DI SALERNO DOPO QUATTRO MESI: PER IL GOVERNATORE PRIMA NOMINA DI RILIEVO TRA I MANAGER «INCONTRO CORDIALE E PROFICUO E CLIMA COSTRUTTIVO LA DIREZIONE È QUELLA DI UNA COLLABORAZIONE TRA LE ISTITUZIONI» Image:ma conferenza stampa a Palazzo Santa Lucia sull’autismo, il goverIl presidente della Campania Roberto Fico ha incontrato ieri a Roma il ministro della Salute Orazio Schillaci con i partiti. E ieri ha voluto dimostrare subito di avere già il dossier razione istituzionale con l’obiettivo di rafforzare il sistema sanitama sanitario regionale. -tit_org- Piano di rientro, Fico da Schillaci «Dialogo per rafforzare la sanità» -sec_org-
tp:writer§§ Dario DeMartino
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§---§
title§§ Campania, vaccinazioni pediatriche: oltre il 90% ma i richiami sono al palo
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/24/2025122401810705332.PDF
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Estratto da pag. 10 di "MATTINO" del 24 Dec 2025
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tp:ocr§§ Campania, vaccinazioni pediatriche: oltre il 90% ma i richiami sono al palo IL REPORT Coperture vaccinali dell’età pediatrica e dell’adolescente: sono stabili, lungo lo Stivale, i dati della profilassi aggiornati al 31 dicembre del 2024 resi disponibili dal ministero della Salute. I numeri sono quelli relativi alle vaccinazioni in età pediatrica riferiti alle coorti del 2022, 2021 e 2020 (dunque epoca Covid di bambini oggi dai 2 ai 4 anni compiuti), e poi 2017 e 2016 (soggetti dunque a richiami in età prescolare calcolati al compimento del 7° anno e infine il recupero a 8 anni). Infine sotto la lente la situazione dei bambini nati nel 2008 e 2006 (rispettivamente per monitorare i richiami nell’adolescenza a 16 e 18 anni). I dati mostrano una buona copertura vaccinale nei bambini più piccoli, ma ci sono ancora sfide da affrontare, soprattutto per le vaccinazioni in età prescolare e adolescenziale in particolare in diverse regioni del Sud, Campania in testa. Le coperture vaccinali per bambini di 24 mesi per la Polio si attestano al 94,45% (sotto l'obiettivo del 95%), morbillo: 94,77% (sotto l'obiettivo del 95%) e varicella: 93,87%, (tra le obbligatorie) oltre che Meningococco B (79,44%) e anti-pneumococcica (90,05%) tra quelle consigliate. Le coperture vaccinali a 36 mesi (coorte 2021) rimandano invece a una adempienza per la Polio (95,15%), e in aumento rispetto all'anno precedente per il Morbillo e coperture vaccinali a 48 mesi (coorte 2020) superiore al 95% per la Polio e il Morbillo. Svendono come detto le coperture vaccinali in età prescolare (5-6 anni): fasi della vita in cui la vita di comunità più intensa richiederebbero una più efficace copertura. In questa fascia di età la quarta dose di anti-polio si attesta mediamente all’84-86%, la seconda dose di anti-morbillo all’84-86%. Infine le coperture vaccinali nell'adolescenza per i sedicenni (coorte 2008) è in calo per polio (65,62%) e rosolia (92,95%) e per i diciottenni (coorte 2006): in aumento per la copertura contro la difterite (76,69%). Un quadro in cui si eviI DATI DEL MINISTERO DELLA SALUTE: PER POLIO E MORBILLO ITALIA NELLA MEDIA EUROPEA MA SOTTO IL TARGET DELL’OMS denziano significative differenze regionali: 11 Regioni superano il 95% di copertura per la Polio a 24 mesi (Piemonte, Lombardia, P.A. di Trento, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise, e Basilicata) con la Campania che con 93,42 arretra rispetto all’obiettivo. Le altre Regioni hanno invece coperture comprese tra il 90% e il 95%, ad eccezione della P.A. di Bolzano e della Sicilia che registrano coperture rispettivamente dell’87,11% e 85,13%. Infine la copertura vaccinale per Morbillo a 24 mesi mostra un intervallo dal 87,98% della Sicilia al 98,11% del Molise. Importanti differenze regionali si osservano anche nelle età prescolari e negli adolescenti con un gradiente Nord e Centro Sud che in queste fasce di età è più sensibile nel Lazio, in Campania, Abruzzo e Sicilia e la P.A. di Bolzano tutte con coperture inferiori al 90%. VACCINO ANTINFLUENZALE «Come pediatri siamo impegnati a garantire oltre che la somministrazione a che la formazione dei genitori sulle vaccinazioni – riflette Antonio D’Avino, napoletano presidente nazionale della Fimp, Federazione italiana medici pediatri – anche per la vaccinazione antinfluenzale lanciamo un appello ai genitori in previsione di un picco molto pericoloso per i pazienti fragili atteso in queste feste. Nell’ambito della campagna vaccinale già in corso, la somministrazione è stata estesa gratuitamente a tutti i bambini sani nella fascia d'età tra i 6 mesi e i 6 anni, considerati categoria a rischio e principale veicolo di diffusione». Secondo le previsioni citate dai pediatri, basate sull'osservazione della stagione australe, l'influenza di quest'anno potrebbe essere più intensa, con virus capaci di eludere parzialmente la risposta immunitaria. Si ipotizza un picco di contagi tra gennaio e febbraio, che potrebbe raggiungere fino a 20 milioni di casi nel Paese. La Fimp sottolinea come la fascia d'età 0-
4 anni sia tra le più colpite, poiché il sistema immunitario dei bambini più piccoli è meno pronto ad affrontare il virus. L'invito a vaccinare, ha spiegato, è esteso non solo ai bambini con patologie croniche ma anche a quelli sani, in particolare se frequentanti asili nido o scuole dell'infanzia, poiché questa fascia d'età «rappresenta il serbatoio naturale dell'infezione». Il vaccino contro l’influenza disponibile per la fascia dai 6 mesi ai 2 anni non compiuti è a base di virus inattivato e di somministra per via iniettiva. Dai 2 anni ai 18 anni è disponibile anche un vaccino a virus vivi attenuati, somministrato tramite spray nasale con poche o nulle controindicazioni. e. mau. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: e mau Heading: Highlight: I DATI DEL MINISTERO DELLA SALUTE: PER POLIO E MORBILLO ITALIA NELLA MEDIA EUROPEA MA SOTTO IL TARGET DELL’OMS Image:PREVENZIONE Morbillo e polio, dati delle vaccinazioni in età pediatrica oltre il 90% mentre la soglia stabilita dell’Oms è del 95% -tit_org- Campania, vaccinazioni pediatriche: oltre il 90% ma i richiami sono al palo -sec_org-
tp:writer§§ e mau
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title§§ Farmaci innovativi Taglio di 140 milioni e medici in trincea
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Estratto da pag. 2 di "NOTIZIA GIORNALE" del 24 Dec 2025
pubDate§§ 2025-12-24T04:48:00+00:00
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tp:ocr§§ L'ALLARME Farmaci innovativi Taglio di 140 milioni e medici in trincea Un taglio di 140 milioni di euro per i nuovi farmaci con la Manovra dal 2026. La somma è stata utilizzata per aumentare, per altro dello 0,1%, il budget dei tarmaci ospedalieri e per portare così solo allo 0,3% l'incremento complessivo per questa voce. E' l'allarme di Francesco Cogrìetti, nome FoSSC (il Forum che riunisce 75 Società Scientifiche dei Clinici Ospedalieri ed Universitari Italiani]. -tit_org- Farmaci innovativi Taglio di 140 milioni e medici in trincea -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
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title§§ "Pazienti oncologici, basta posti a rischio Sul decreti oblio non perderemo altro tempo"
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Estratto da pag. 21 di "STAMPA" del 24 Dec 2025
Il ministro della salute: "Dopo 5 o 10 anni gli ex malati possono accendere un mutuo o una polizza assicurativa
pubDate§§ 2025-12-24T04:48:00+00:00
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tp:ocr§§ “Pazienti oncologici, basta posti a rischio Sui decreti oblio non perderemo altro tempo” Il ministro della salute: “Dopo 5 o 10 anni gli ex malati possono accendere un mutuo o una polizza assicurativa” ROMA «P arlare di beffa riguardo all’applicazione della legge sull’oblio oncologico mi sembra obiettivamente eccessivo, perché grazie ai provvedimenti emanati tempestivamente dal mio dicastero il nocciolo della normativa che, dopo 10 o 5 anni a seconda del tipo di tumore, consente agli ex malati di accendere un mutuo o una polizza assicurativa senza subire discriminazioni. I decreti mancanti non sono di competenza del ministero della Salute ma sono fiducioso che saranno rapidamente emanati perché il diritto all’oblio oncologico è un principio di civiltà». In questa intervista con La Stampa il ministro della Salute, Orazio Schillaci, promette di intervenire rapidamente per mettere a regime una legge che, ci tiene a sottolineare, «ho sostenuto con forza insieme all’intero Governo contribuendo ad accelerare l’iter». Ministro, a due anni dalla sua approvazione la legge sull’oblio oncologico è però un’anatra zoppa, visto che mancano all’appello ancora tre decreti attuativi su sei. Come mai? «In verità, come ministero della Salute la nostra parte l’abbiamo fatta e anche celermente. Dopo pochi mesi dall’approvazione della legge abbiamo approvato due decreti fondamentali per dare attuazione alla normativa. Il primo è del 22 marzo 2024 e ha definito l’elenco delle patologie oncologiche in modo tale che i termini per l’oblio siano più brevi: tra uno e sette anniin base al tipo eallo stadio della malattia». Può fare degli esempi? «Il tumore del testicolo, della tiroide o della mammella in fase iniziale rientrano in un termine di un solo anno. Per leucemie e linfomi si parla di cinque. Il secondo decreto, emanato il 5 luglio, ha stabilito invece le modalità per ottenere una certificazione ufficiale che attesti l’assenza di recidive: un documento gratuito, rilasciato dal medico o dalla struttura sanitaria entro trenta giorni. Uno strumento concreto per far valere i propri diritti davanti a banche e assicurazioni». Allora dov’è che si è inceppata la legge? «Ildicastero di Grazia e Giustizia ha a sua volta emanatoil decreto che apre la strada alle adozioni per le persone guarite dal cancro. All’appello mancano ancora alcuni provvedimenti, non di competenza del ministero della Salute, per i quali so che i dicasteri interessati sono al lavoro. Si trattadi materie che in alcuni casi richiedono procedure complesse» . Ma lei è un ministro della Repubblica, qualcosa potrà fare… «Sicuramente farò la mia parte. E lo farò da sostenitoreconvinto di una legge nella quale ho sempre creduto e per la quale mi sono a suo tempo impegnato. Al netto di qualche ritardo, credo che Governo e Parlamento stiano mostrando una nuova e diversa attenzione ai malati oncologici perché crediamo davvero che abbiano diritto a godere delle stessetutele di tutti i cittadini. Penso non solo ai guariti, quelli tutelati dalla legge sull’oblio oncologico e che hanno il diritto al pari di tutti i cittadini di accendere un mutuo o stipulare una polizza senza discriminazioni. Ma penso anche a chi sta ancora affrontando un periodo di cura e deve poterlo fare senza alcun timore di ripercussioni sul proprio lavoro». Per questo non servirebbe il decreto del ministero del lavoro mai emanato? «In realtà, il passo avanti decisivo è stato compiuto a luglio con la legge approvata all’unanimità, grazie alla quale non sarà più un referto oncologico a decidere le sorti di un posto di lavoro. Una norma semplice ma potente: i lavoratori, pubblici e privati, con una invalidità pari o superiore al 74% potranno richiedere fino a 24 mesi di congedonon retribuito, continuativi o frazionati. Due anni durante i quali il posto di lavoro sarà conservato. Finora, infatti, la tutela del cosiddetto “periodo di comporto” si esauriva in sei mesi: scaduti quelli, molti malati si trovavano spesso senza possibilità di reintegro, proprio nel momento più fragile del loro percorso. E poi
le ore di permesso retribuitopassano da 18 a28 annue per i pazienti fragili che devono sottoporsi a controlli frequenti». La legge però deve ancora entrare in vigore o sbaglio? «La legge è in Gazzetta ufficiale già da luglio, alcune disposizioni saranno operative a partire dal primo gennaio 2026, quando anche nei fatti verrà riconosciuto che la malattia non può essere un elemento di esclusione, né un costo che ricade interamente sulle spalle del lavoratore. Perché un paziente che affronta una terapiaoncologica non èsolo una malattia da curare, ma una persona che vive un momento di fragilità e che ha bisogni non solamente sanitari a cui si deve rispondere» . — ---End text--- Author: PAOLO RUSSO Heading: Highlight: “ Il ministero della giustizia ha emanato un testo che per chi è guarito apre la strada alle adozioni Oggi i lavoratori, pubblici e privati, con invalidità al 74% hanno diritto a 2 anni di congedo non retribuito nei quali mantengono il posto Image:LAPRESSE - MOURAD BALTI TOUATI Orazio Schillaci ministro della salute Asinistra il ministro della Sanità Orazio Schillaci A destra l’interno di una corsia in ospedale: sull’oblio oncologico si attende una accelerata da parte del governo -tit_org- “Pazienti oncologici, basta posti a rischio Sul decreti oblio non perderemo altro tempo” -sec_org-
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title§§ Intervista a Franco Cioni - "Ho ucciso mia moglie malata Chiedo una legge sul fine vita" = "Io, graziato da Mattarella penso a Laura e non ho rimorsi Ora una legge sul fine vita"
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Estratto da pag. 20 di "STAMPA" del 24 Dec 2025
pubDate§§ 2025-12-24T04:48:00+00:00
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tp:ocr§§ “Ho ucciso mia moglie malata Chiedo una legge sul fine vita” GRAZIATO DA MATTARELLA “Io, graziato da Mattarella penso a Laura e non ho rimorsi Ora una legge sul fine vita” Parla l’uomo condannato per l’omicidio della moglie malata “Lei era così grave da non accorgersi nemmeno più di vivere” Franco Cioni «S ono sempre stato convinto di quello che ho fatto e di pagarne tutte le conseguenze. Ma una legge moderna sul fine vita e per i caregiver dev’essere la priorità»: così parla Franco Cioni, l’uomo condannato per l’omicidio della moglie malata e poi graziato da Mattarella. – PAGINA 20 L’INTERVISTA FILIPPO FIORINI MODENA A lle 16.30 di lunedì scorso un magistrato di sorveglianza è entrato nel carcere di Sant’Anna, a Modena, e ha consegnato un singolo foglio a uno dei detenuti più anziani della struttura. Franco Cioni ha letto su quel documento il proprio nome, la sua data di nascita, l’intestazione della presidenza della Repubblica, la firma di Sergio Mattarella e la frase «è concessa la grazia». Si è emozionato. Lo ha detto al suo compagno di cella e questi lo ha raccontato agli altri, finché il passaparola non è diventato un applauso, tutta la sezione è uscita in corridoio ad abbracciarlo e alcuni piangevano. Tre ore dopo, era nella casa di Vignola in cui il 14 aprile 2021 ha ucciso la moglie sessantottenne. Si chiamava Laura Amidei. Lui aveva 73 anni all’epoca e oggi ne ha 77. Ha passato lì da solo la sua prima notte da uomo libero, dopo 10 mesi di reclusione per una condanna che sarebbe dovuta durare fino al 2030. Non ha mai negato la lucidità dell’attimo in cui premette un cuscino fino a soffocare la donna che amava, con cui ha diviso tutta la vita, compreso il periodo atroce in cui lei, malata oncologica, «arrivò a uno stato così grave da non accorgersi nemmeno di vivere». Non lo nega nemmeno ora quel gesto: «Sono sempre stato convinto di quello che ho fatto e di pagarne tutte le conseguenze. Lei voleva morire a casa, il giorno dopo me la dovevano portare via, allora, mi sono detto: adesso, basta». Franco, come ha trascorso quest’ultimo anno? «È stata dura, soprattutto i primi mesi, ma mi ha arricchito. Sono stato trattato benissimo dall’ultimo assistente fino al direttore. Non ero mai stato in carcere e ho una certa età. Adesso, ho capito che si deve fare davvero qualcosa per migliorare le condizioni nei nostri penitenziari.Mi ha colpito la solidarietà che ho ricevuto dagli altri detenuti. Sono tutti per uno, uno per tutti. Quando si è sparsa la voce che uscivo, tutto il carcere è esploso. Nessuno era invidioso. C’era gente di cinquant’anni che mi abbracciava e piangeva». Come passava le sue giornate? «Ero tranquillo, perché ho sempre voluto scontare tutta la pena che mi è stata data: 6 anni e due mesi. Cercavo di non pensare a cose strane, approfittavo dell’ora d’aria e di quella di socialità, in cui due detenuti possono andare a visitarne altri due nella loro cella». Si aspettava questa grazia? «Più che aspettarmelo, ci speravo. Quando ho scritto a Mattarella, non ero nemmeno convinto di inviare la lettera. Poi, l’ho fatta vedere al mio avvocato, Simone Bonfante, e mi ha detto: “È bella, mandala”. Lunedì è successo tutto molto in fretta. Mi hanno informato, e io non capivo più nulla. Mi hanno fatto firmare i documenti, mi hanno restituito le cose che avevo quando sono entrato e sulla porta mi hanno detto: “Vai, ora sei libero” ». Lei ha ricevuto il minimo della pena perché le è stato riconosciuto di aver agito per pietà. Crede che l’Italia abbia bisogno di una legge sul fine vita? «Mi hanno riconosciuto tutte le attenuanti, per questo ringrazio la magistratura, ma una legge moderna sul fine vita e per i caregiver dev’essere la priorità e spero che il Parlamento ci lavori. Quando si arriva a situazioni di disperazione come quella che è toccata a me, ci si sente quasi costretti a fare queste cose. La vita di chi è malato e di chi gli sta accanto diventa insostenibile. La malattia non è solo del paziente, con lui si ammala anche chi lo assiste. Quando ho preso la mia decisione, ero arriv
ato all’estremo, vedendo le condizioni in cui si trovava mia moglie. Soffriva tantissimo. L’ultimo anno era in uno stato semicomatoso. Entrava e usciva dall’ospedale. In mezzo ci si è messo il Covid e io non potevonemmeno andarla atrovare. È stato tutto un complesso di cose che mi ha portato al limite». Ha rimorsi? «Sono sempre stato convinto di fare quello che ho fatto e poi pagare quello che dovevo pagare. L’ho ripetuto tante volte a Laura: “Non ti voglio più vedere soffrire quel modo”, e lei mi rispondeva che non voleva morire in una casa di riposo. Il giorno dopo me la dovevano portare via. Allora, ho deciso di agire». Per cosa la vuole ricordare? «Per il suo altruismo. Aiutavasempre tutti quelli che poteva». Ora cosa farà? «Il pensionato totale. Il mio unico pensiero è quello di tornare nella mia casa, riprenderein manolasituazione, stare con i miei nipoti, conmio fratello econ mia cognata. Voglio riprendere in mano la mia vita». — ---End text--- Author: FILIPPO FIORINI Heading: GRAZIATO DA MATTARELLA Franco Cioni Highlight: “ Franco Cioni Voleva morire a casa, il giorno dopo me la dovevano portare via. Allora mi sono detto: adesso, basta La vita di chi è malato e di chi gli sta accanto può essere insostenibile perché il male non è soltanto del paziente S LA PAROLA Grazia L’articolo 87 della Costituzione prevede che il presidente della Repubblica possa concedere la grazia e commutare le pene Si tratta di un istituto antichissimo che estingue, in tutto o in parte, la pena inflitta con la sentenza irrevocabile o la trasforma in un'altra specie di pena prevista dalla legge. Lunedì scorso il capo dello Stato Sergio Mattarella ha firmato cinque atti di clemenza per Alaa Faraj Abdelkarim, Franco Cioni, Alessandro Ciappei, Gabriele Spezzuti e Zeneli Bardhyl Image:La cultura medicina per le carceri «La cultura è il terreno migliore per costruire futuro, recupero e rinascita». Così il presidente Sergio Mattarella, più volte in visita nei penitenziari per denunciare «condizioni inaccettabili» Moglie e marito Laura Ameli, 68 anni, uccisa dal marito Franco Cioni nel 2021 -tit_org- Intervista a Franco Cioni - “Ho ucciso mia moglie malata Chiedo una legge sul fine vita” “Io, graziato da Mattarella penso a Laura e non ho rimorsi Ora una legge sul fine vita” -sec_org-
tp:writer§§ FILIPPO FIORINI
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title§§ La Consulta soccorre il green pass
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Estratto da pag. 3 di "VERITÀ" del 24 Dec 2025
Altro scudo della Corte costituzionale su obbligo vaccinale e certificato verde: le due misure «anti Covid» erano legittime. E i licenziamenti? «Frutto di scelte individuali»
pubDate§§ 2025-12-24T04:48:00+00:00
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tp:ocr§§ La Consulta soccorre il green pass Altro scudo della Corte costituzionale su obbligo vaccinale e certificato verde: le due misure «anti Covid» erano legittime. E i licenziamenti? «Frutto di scelte individuali» n Può essere che i giudici della Corte costituzionale, il cui compito è di verificare la conformità delle leggi alla Costituzione, si siano rifatti a loro stessi, o meglio, alla sentenza del 30 novembre 2022 con la quale la Consulta, per la prima volta nella storia, aveva stabilito che fosse «legittimo» l’obbligo vaccinale e relative sanzioni (sospensione dal lavoro e dallo stipendio per i non vaccinati), rendendo di fatto diritti fondamentali, come quello al lavoro, «disponibili» anziché «intangibili». Fatto sta che a tre anni di distanza, con la sentenza numero 199 depositata ieri, la Corte costituzionale ha confermato l’infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale sollevate sull’articolo 1 del dl 1/2022 sull’obbligo di vaccinazione per i cinquantenni e sull’articolo 1 del dl 127/2021, che ha introdotto l’obbligo di green pass per l’accesso ai luoghi di lavoro in Italia, prevedendo la possibilità di sospensione dal lavoro e dalla retribuzione. Colpiscono le parole utilizzate nella sentenza (redatta praticamente in modalità fotocopia rispetto a quella del 2022, ndr): la Corte, citando di fatto sé stessa, ribadisce che l’obbligo vaccinale per gli over 50 «rappresenta una misura […] preordinata a […] ridurre la circolazione del virus». La Consulta ha, inoltre, escluso la violazione dell’articolo 32, comma 1 della Costituzione in quanto «le evidenze scientifiche disponibili» all’epoca confermano «l’efficacia della vaccinazione come misura di prevenzione fondamentale per contenere la diffusione dell’infezione». Sembra incredibile che, nonostante quelle presunte evidenze fossero state smontate già a ottobre 2022 dalla stessa Pfizer, che aveva ammesso ufficialmente che il vaccino non era stato concepito per ridurre l’infezione, la Corte continui a motivare le proprie decisioni sulla base di un assunto scientifico smentito fino alla noia da tutte le autorità scientifiche internazionali. Non solo: la Consulta ha stabilito che «secondo Aifa e Iss, la maggior parte delle reazioni avverse ai vaccini sono non gravi e con esito in risoluzione completa», mentre «le reazioni avverse gravi hanno una frequenza da rara a molto rara e non configurano un rischio tale da superare i benefici della vaccinazione». Infine, ciliegina sulla torta, secondo la Consulta le conseguenze del mancato adempimento agli obblighi (perdita di lavoro e stipendio) sarebbero «frutto di una scelta individuale» perché l’inosservanza «assume una rilevanza meramente sinallagmatica»: l’inadempimento delle norme contrattuali, insomma, rende la prestazione non conforme alle regole del rapporto. ---End text--- Author: MADDALENA LOY Heading: Highlight: Image: -tit_org- La Consulta soccorre il green pass -sec_org-
tp:writer§§ MADDALENA LOY
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