title§§ Alessandria Ricerca e legame con l'Università sono i due punti di forza. Nel 2026 arriva l'Irccs? link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122303274407590.PDF description§§

Estratto da pag. 25 di "PICCOLO DI ALESSANDRIA E PROVINCIA" del 23 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-23T07:07:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122303274407590.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122303274407590.PDF', 'title': 'PICCOLO DI ALESSANDRIA E PROVINCIA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122303274407590.PDF tp:ocr§§ Alessandria Ricerca e legame con l’Università sono i due punti di forza. Nel 2026 arriva l’Irccs? Maconi (Dairi): «Grande impulso dalla Regione, che ci ha promosso come modello da seguire». Il passo decisivo è atteso a breve. C’è ottimismo n Nell’Alessandria che attende di sapere qualcosa in più sul nuovo ospedale (il sito è stato individuato, ma non è ancora chiaro quanti soldi saranno messi a disposizione, la qual cosa non è un dettaglio), una certezza spicca: la crescita della ricerca all’interno dell’ospedale vecchio, grazie anche al legame con l’Università del Piemonte orientale. E tanti progressi, su questo fronte, dovrebbero portare, finalmente, al riconoscimento dell’Azienda ospedaliera universitaria a Irccs, ovvero a Istituto ricovero e cura a carattere scientifico. Il 2026 potrebbe essere l’anno buono, anche se Antonio maconi, celebre medico direttore del Dairi (ovvero il dipartimento ricerca e innovazione) non si sbilancia: «Il Decreto della Giunta regionale, con il quale viene sostenuta la candidatura di Alessandria a Irccs, è un passo decisivo. È solo mutata la tempistica per la necessità di rimodulare la richiesta, visto che l’Irccs non poteva essere incentrato sulle patologie ambientali, così è stato riconvertito sulle malattie toraciche e cardiovascolari. Si tratta, di fatto, di una riformulazione che non dovrebbe cambiare le carte in tavola, anche perché la nostra candidatura, non solo è suffragata dal nuovo Piano sanitario regionale, ma è anche l’unica del Piemonte. Dunque penso non si sussistano problemi». Il primo istituto pubblico Il Piemonte ha un altro Irccs, a Candiolo, ma è privato; quello di Alessandria, dunque, sarebbe l’unico pubblico. «Non bisogna neppure dimenticare puntualizza Maconi - che la nostra attività, svolta nell’ambito di Azienda Zero, fin dal 2022 è riconosciuta come modello per il Piemonte. Esperienze come quella della biobanca o del clinical trial center sono considerate esemplari per chi, in regione, vuole proporre modelli analoghi». Anche Maconi, ovviamente, sottolinea l’importanza del legame con l’Università, «che sta dando solo risultato positivi, per la qualità del corso di laurea e per l’impiego degli specializzandi». Infine, il Dairi, con la Fondazione Gimbe, ha promosso il registro regionale della ricerca clinica. «Si tratta - spiega Maconi - di un contenitore in cui tutte le Aziende possono inserire le loro esperienze in fatto di sviluppo degli studi clinici. Essendo, questa, una piattaforma pubblica, è fruibile da tutti». Tra i contenuti più significativi, i report sui farmaci per capire quali sono i più innovativi ed efficaci». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Con Fondazione Gimbe avviato il registro regionale, opportunità per tutti i ricercatori Image:FRESCO DI COMPLEANNO Antonio Maconi, direttore del Dairi, domenica scorsa ha compiuto 62 anni. Medico molto noto, ha avuto anche una significativa esperienza politica in città -tit_org- Alessandria Ricerca e legame con l’Università sono i due punti di forza. Nel 2026 arriva l’Irccs? -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122303274407590.PDF §---§ title§§ Farmaci sì o no? «Nel mondo si sta scegliendo la prudenza» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301754805834.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "AVVENIRE" del 23 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-23T04:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301754805834.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301754805834.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301754805834.PDF tp:ocr§§ SOCIETÀ SCIENTIFICHE E GENITORI A CONFRONTO SUL DISEGNO DI LEGGE DEL GOVERNO PER MONITORARE LE PROCEDURE Farmaci sì o no? «Nel mondo si sta scegliendo la prudenza» A lla XII commissione Affari sociali della Camera è in corso l’esame del disegno di legge (ddl) 2575 sull’appropriatezza prescrittiva e il corretto utilizzo dei farmaci per la disforia di genere. Il testo, di iniziativa dei ministri della Salute Orazio Schillaci e della Famiglia Eugenia Roccella, riguarda una materia delicatissima, che negli ultimi decenni ha avuto un aumento di attenzione (e di diagnosi) con risposte diverse, che risentono della difficoltà ad avere dati scientificamente fondati, e dibattiti accesi anche a livello internazionale. Mentre in commissione alla Camera si sono svolte le audizioni di esperti (psichiatri, bioeticisti, psicologi, endocrinologi, avvocati, sociologi, ma anche attivisti dei movimenti trans), otto società medico-scientifiche e associazioni hanno espresso perplessità sul ddl del governo. D’altra parte GenerAzioneD, associazione culturale fondata da genitori che si sono trovati ad affrontare figli adolescenti che si sono improvvisamente identificati come trangender (e che si mantiene aggiornata sull’evoluzione degli studi), ha difeso l’impostazione del testo. Il disegno di legge prevede che la somministrazione di farmaci (attualmente la triptorelina) che hanno l’effetto di bloccare la pubertà nei minorenni con diagnosi di disforia di genere possa essere effettuata dopo «diagnosi di una équipe multidisciplinare» e presentando «esiti documentati dei precedenti percorsi psicologici, psicoterapeutici ed eventualmente psichiatrici svolti». La somministrazione dovrà avvenire «nel rispetto dei protocolli adottati dal ministero della Salute », dopo l’acquisizione del consenso informato (articolo 3 legge 219/2017). In attesa dei protocolli ministeriali, la somministrazione dovrà essere autorizzata dal comitato etico a valenza nazionale per le sperimentazioni cliniche (articolo 2 legge 3/2018). L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) istituirà un registro delle prescrizioni e dispensazioni di tali farmaci, che avverrà solo nelle farmacie ospedaliere. Tale registro dovrà contenere non solo tutto il percorso diagnostico che ha condotto alla prescrizione, ma anche il monitoraggio clinico e gli esiti successivi (follow up). Di tale registro, Aifa fornirà al ministero della Salute un rapporto semestrale e il ministero ogni tre anni presenterà alle Camere una relazione sull’attuazione della legge. Con un comunicato congiunto, otto società scientifiche e associazioni interessate alla “identità di genere” hanno criticato il ddl 2575, auspicandone una revisione «in accordo con le indicazioni del Consiglio d’Europa». Si tratta di: Associazione culturale pediatri (Acp), Federazione italiana di sessuologia scientifica (Fiss), Osservatorio nazionale identità di genere (Onig), Società italiana di andrologia e medicina della sessualità (Siams), Società italiana di endocrinologia (Sie), Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (Siedp), Società italiana ginecologia dell’infanzia e dell’adolescenza (Sigia), Società italiana Genere, identità e salute (Sigis). Le otto realtà chiedono di riferirsi alle linee guida della Endocrine Society del 2017, a quelle del 2025 della Società tedesca per la psichiatria, psicosomatica e psicoterapia dell’infanzia e adolescenza, e alle indicazioni (2024) della Società europea di endocrinologia pediatrica e della Rete europea dedicata alle malattie endocrine rare (EndoErn). Lamentano che il ddl citi solo i Paesi che hanno rivisto in senso restrittivo i servizi sanitari dedicati a minori con disforia, trascurando quelli che li hanno confermati. Citano la raccomandazione del Consiglio d’Europa di garantire l’assistenza specifica a persone Tgd (transgender e gender diverse) «indipendentemente dall’età», mentre «il ddl rischia di limitare fortemente l’accesso alle cure sanitarie per persone minorenni Tgd». Infine chiedono che si utilizzi la determina Aifa del 2019 (seguita al parere del Comit ato nazionale per la bioetica del luglio 2018) per regolare la prescrizione della triptorelina ai minorenni. L’associazione GenerAzioneD ha osservato che il documento rappresenta la posizione di poche società scientifiche (sei) e – soprattutto – nessuna di ambito psicologico, psicoterapico e psichiatrico. Inoltre alcuni esponenti sono presenti in più società/associazioni accentuando l’impressione di un «circuito ristretto e autoreferenziale». Ancor più significativo, segnala GenerAzioneD, è il fatto che accanto ai documenti citati non vengano prodotti quelli di altre società europee di carattere pediatrico e psichiatrico dell’adolescenza, che «invitano alla massima prudenza nei trattamenti medicalizzati dei minori». Una prudenza che è da attendersi da società scientifiche: al contrario – lamenta GenerAzioneD – «il comunicato fa leva su un generico richiamo all’autodeterminazione» che, specie in questioni che riguardano i minori e trattamenti potenzialmente irreversibili, non può sostituire l’analisi clinica. L’impostazione delle 8 società/associazioni entra in corto circuito nel rivendicare l’esistenza di «evidenze scientifiche», senza produrre dati italiani su accessi, trattamenti ed esiti (perché di fatto non esistono, ndr), ma criticando un ddl che istituisce proprio un registro nazionale per raccogliere dati. GenerAzioneD conclude che le 8 realtà scientifico-associative rappresentano «una posizione estremamente minoritaria e selettiva» del panorama medico-scientifico italiano e che l’assenza di riferimenti psico-terapeutici evidenzia «una visione prevalentemente endocrinologica e medicalizzante, non pienamente coerente con le indicazioni normative e bioetiche italiane». In più i riferimenti solo a fonti recenti, prive di follow up, ignorando invece le esperienze consolidate (per esempio Finlandia, Svezia e Regno Unito) basate sulla psicoterapia e sull’uso prudente dei trattamenti ormonali, «confermano un approccio opportunistico e frammentario». Non è questo, conclude GenerAzioneD, quanto serve a genitori e ragazzi in sofferenza «che hanno diritto a informazioni complete, coerenti e scientificamente fondate». ---End text--- Author: ENRICO NEGROTTI Heading: Highlight: Alcune sigle mediche temono limiti alle cure L’associazione di famiglie GenerAzione D: trattamenti irreversibili, serve massima cautela Image: -tit_org- Farmaci sì o no? «Nel mondo si sta scegliendo la prudenza» -sec_org- tp:writer§§ ENRICO NEGROTTI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301754805834.PDF §---§ title§§ Piccole tasse e sanità Cosa cambia link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301754005842.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "CORRIERE DELLA SERA" del 23 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-23T04:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301754005842.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301754005842.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301754005842.PDF tp:ocr§§ Piccole tasse e sanità Cosa cambia a cura di Mario Sensini ---End text--- Author: Mario Sensini Heading: Highlight: Contratti Salute Sanatoria Salta il salva-imprenditori per il lavoro sottopagato Farmaci innovativi, taglio di 140 milioni Condono edilizio, il capitolo non è chiuso R S E ibattezzata «salva-imprenditori», la norma ha infiammato l’ultima giornata di dibattito sulla Legge di Bilancio, ma alla fine non entrerà nel testo finale. Il commissione era stato approvato un emendamento che stabiliva una sorta di scudo per le aziende che applicano un contratto collettivo ma, d’altra parte, non hanno pagato i lavoratori in modo conforme all’articolo 36 della Costituzione. In pratica, il datore di lavoro che, sulla base di quanto stabilito da un giudice, non paga adeguatamente i lavoratori non avrebbe potuto essere condannato al pagamento delle differenze retributive o contributive, se avesse applicato lo standard retributivo di un contratto collettivo. L’emendamento della maggioranza approvato in Commissione, che ricalca una proposta di Fratelli d’Italia già presentata nei mesi scorsi, era stato poi ripreso dal governo nel testo del maxiemendamento sul quale ha posto la questione di fiducia. Sindacati e opposizioni hanno protestato a lungo e duramente contro il blitz, che è poi rientrato. Lo scudo, insieme ad altre quattro norme, sarà stralciato dal testo finale con un nuovo passaggio oggi in Commissione. © RIPRODUZIONE RISERVATA ul Fondo Sanitario Nazionale il governo ha messo 7,7 miliardi di euro in più nei prossimi tre anni, ma le risorse sembrano non bastare. I sindacati dei medici e degli infermieri sono sul piede di guerra, l’opposizione è durissima. Il fatto è che nonostante i 2,3 miliardi in più del ‘26, e i 2,6 in più l’anno a partire dal ‘27, la spesa destinata dallo Stato alla sanità pubblica si riduce rispetto al Pil, dal 6,1% del ‘26 al 6%, poi al 5,9%. E molti problemi restano irrisolti, dalle liste d’attesa, alla spesa per i farmaci fuori controllo. Il tetto alla spesa diretta di ospedali e Asl per i medicinali è stato elevato dalla Legge di Bilancio prima all’8,5%, poi con un emendamento in Senato all’8,6% del FSN. Per coprire la maggior spesa, 140 milioni, è stato tagliato di altrettanto il Fondo per i farmaci innovativi (quelli che hanno i massimi valori terapeutici), che scende a 1,1 miliardi. Una scelta che ha scatenato molte polemiche nell’opposizione. E che non risolve le cose. Già si sa che nel ‘26 lo sforamento della spesa diretta per i farmaci sarà di quasi 4 miliardi. Metà dei quali saranno messi a carico delle aziende farmaceutiche. © RIPRODUZIONE RISERVATA ntrato e uscito dalla legge di Bilancio da una finestra, il condono edilizio potrebbe presto rientrare dalla porta. Il tema è serio e sentito dal governo: non poteva essere liquidato con un emendamento alla manovra e una discussione di cinque minuti, ma la sanatoria si fa strada nell’agenda politica del ‘26. La proposta, poi trasformata in ordine del giorno, era di FdI, ma il condono interessa soprattutto la Lega di Matteo Salvini, che ha appena avviato in Parlamento la delega per la riforma del Testo unico dell’edilizia. Già in quel testo si fa già un passo avanti per semplificare le sanatorie edilizie, con il superamento definitivo del criterio della doppia conformità, appena intaccato dal Salva Casa dello sesso Salvini. Il treno per la sanatoria potrebbe essere quello, anche se la strada della delega sarebbe molto lunga e tortuosa. Nel governo c’è anche la tentazione di procedere con un decreto. Del resto l’Odg del Senato lo impegna alla riapertura del condono 2003 «con il primo provvedimento utile». Ci si scontrerebbe, però, con le probabili perplessità del Quirinale sull’effettiva urgenza della decisione. © RIPRODUZIONE RISERVATA Fisco Sette imposte più salate, dal gasolio alle sigarette I nsieme al taglio della tassa più grande, l’Irpef che si riduce per 2,5 miliardi, con la manovra 2026 arriva in compenso un altro diluvio di imposte, piccole e grandi. L’attenzione si è concentrata sulle aliquote delle imposte sui redditi e sul nuovo regime fiscale per gli affitti brevi online. Da gennaio 2026, però, gli italiani sono attesi da almeno altri sette nuovi balzelli. Tanto per cominciare, un classico: salgono le tasse sulle sigarette, 15 centesimi al pacchetto da gennaio, poi altri 11 e ancora 14 nel ‘28. Porteranno un miliardo di gettito in più in tre anni. Poi un revival, l’aumento delle accise sul gasolio. Da qualche anno non si toccavano, e c’era anzi chi prometteva di ridurle, ma dal ‘26 scatta un rincaro dell’imposta sul gasolio di 4,05 centesimi al litro, che viene dunque equiparata a quella della benzina. E’ una misura per l’ambiente, si dice, ma anche questa porta parecchi soldi, 500 milioni l’anno. Gli automobilisti nel 2026 dovranno anche farsi carico di un aumento delle tasse su alcune polizze Rc Auto, come per l’infortunio conducenti. Il prelievo fiscale sale dal 2,5 al 12,5%, e verseranno nelle casse dello Stato 115 milioni di euro in più. Sale pure la tassa di soggiorno nelle grandi città d’arte, i cui sindaci potranno chiedere fino a 12 euro al giorno a chi pernotta nelle strutture ricettive, e scatta un extra di 5 euro nei comuni “olimpici” (a Venezia si potrebbe arrivare a 15 euro a notte). Sulle transazioni finanziarie come gli acquisti di titoli in Borsa la Tobin Tax da gennaio raddoppia dallo 0,1 allo 0,2%, e sono 340 milioni di euro di incassi in più per l’erario. Più modesto il contributo dell’aumento delle tasse sulle criptovalute, con il prelievo sui profitti che sale dal 26 al 33%. In compenso un altro bel bottino per le casse dello Stato, e un altro piccolo salasso per i consumatori, sarà assicurato dall’ultima arrivata, la tassa sui pacchi dai paesi extra Ue di valore fino a 150 euro. Ne arrivano 320 milioni l’anno, a due euro l’uno fanno altri 640 milioni. © RIPRODUZIONE RISERVATA Reddito Btp e prima casa escono dall’Isee Ma il calcolo si complica L’ Isee cambia ancora. Nel corso dell’anno il governo aveva già deciso di escludere dal calcolo dell’indicatore della ricchezza delle famiglie il possesso di titoli di Stato fino a un valore di 50 mila euro. Con la nuova legge di Bilancio l’Isee diventa ancora più generoso, ma si complica. Con un emendamento approvato nelle ultimissime ore è stato ancora ritoccato, infatti, il valore catastale che esclude la prima casa ai fini del calcolo dell’Indicatore. Già il testo iniziale del governo aveva alzato la franchigia sulla prima casa da 52 a 91.500 euro, ma nelle grandi città italiane, dodici, questo tetto viene elevato fino a 200 mila euro. La nuova franchigia sulla casa, però, avrà i suoi effetti sull’Isee utilizzato solo per richiedere alcuni bonus: assegno unico, assegno di inclusione, bonus nuovi nati, buoni asili nido, sostegno alla formazione lavoro. Per i servizi offerti dai Comuni, come le mense e i nidi, invece, l’Isee continuerà ad essere calcolato con la vecchia franchigia di 52 mila euro per la prima casa. Quindi ci saranno, di fatto, due versioni dell’Indicatore. Un altro intervento importante previsto nella manovra è la modifica della scala di equivalenza, un parametro che attribuisce un determinato valore ai componenti del nucleo familiare, pensata per favorire le famiglie con molti figli. Se si riduce il peso sull’Isee della prima casa e dei Btp, però, aumenta quello di altre componenti finanziarie. Per determinare l’Indice dal 2026 dovranno essere dichiarate le giacenze in valuta detenute all’estero, il possesso di criptovalute ed eventuali rimesse ricevute dall’estero attraverso il circuito dei money transfer. Sicuramente qualche complicazione in più, anche se la spinta per l’Isee precompilato è massima. Dal ‘26 l’Inps potrà accedere direttamente al Pra, il registro delle automobili, e all’anagrafe, oltre a incrociare i dati con l’Agenzia delle Entrate. © RIPRODUZIONE RISERVATA Image:Fisco e legge di Bilancio T o ta l e 43 m (valori in miliardi) 7,3 15,7 17 3 2023 2024 2025 2026 Flat tax autonomi da 65 a 85 mila euro, taglio del cuneo ?scale Accorpamento primi due scaglioni Irpef, rafforzamento tagl io cuneo ?scale Riduzione prima aliquota Irpef dal 25 al 23%, taglio cuneo ?scale strutturale Riduzione seconda aliquota Irpef dal 35 al 33% iliardi COME È CAMBIATA L'IRPEF (valori in %) 2022 40% 35 35 35 35 33 43 43 43 43 43 da 28.000 a 50.000 oltre 50.000 30% 20% 23 23 23 23 23 25 25 23 23 23 ?no a 15.000 da 15.000 a 28.000 2023 2024 2025 2026 10% 0 LA MANOVRA 2026 (valori in milioni di euro) 2.712 Riduzione aliquote Irpef Riduzione del carico ?scale sul lavoro Altre misure ?scali Sostegno alle imprese e all'innovazione Politiche per la famiglia e spesa sociale 2.034 2.938 1.582 2.034 Sicurezza, emergenza e protezione civile 904 Pensioni 452 Enti territoriali 452 Fondo sentenze Altre spese / interventi 0 2024 2025 2026 2027 2028 -2 1.582 Sanità L’INDEBITAMENTO NETTO -4 -3,8 -2,8 -3,3 -2,6 -1,8 IL DEBITO/PIL 137,8 137 135 136,9 137,5 136,4 135,8 134,9 2.034 1.130 -2,3 2029 133 2024 2025 2026 2027 2028 2029 Corriere della Sera -tit_org- Piccole tasse e sanità Cosa cambia -sec_org- tp:writer§§ Mario Sensini guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301754005842.PDF §---§ title§§ Influenza sotto l'albero «Ogni settimana novantamila contagi» = Ogni settimana 90mila malati: «Picco fra Natale e Capodanno» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301754205840.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "LEGGO" del 23 Dec 2025

Bartoletti (segretario della Fimmg di Roma): «Immunizzato il 50% dei cittadini»

pubDate§§ 2025-12-23T04:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301754205840.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301754205840.PDF', 'title': 'LEGGO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301754205840.PDF tp:ocr§§ IL PICCO IN CITTÀ ENTRO FINE ANNO Influenza sotto l’albero «Ogni settimana novantamila contagi» Nuccitelli a pagina 9 6457761 | 93.63.249.37 | sfoglia.leggo.it Ogni settimana 90mila malati: «Picco fra Natale e Capodanno» Bartoletti (segretario della Fimmg di Roma): «Immunizzato il 50% dei cittadini» FESTE E INFLUENZA L’influenza sotto l’albero. Nella settimana che va da Natale a Capodanno è atteso il picco dei contagi, complice una serie di fattori che facilitano la diffusione del virus: «Tra il maltempo, gli acquisti in luoghi affollati, i pranzi e le cene in casa o al ristorante e le feste al chiuso, il problema sarà in quei giorni», dice il segretario della Fimmg di Roma e vicepresidente dell’ordine dei medici di Roma, Pierluigi Bartoletti. I sintomi sono noti, anche se arriva la temibile «variante K»: febbre alta, tosse e raffreddore. Di ammalati nella Capitale ce ne sono già molti: «Stiamo riscontrando circa 4-5 persone contagiate a studio medico ogni giorno. Basta moltiplicare questo numero per i medici di Roma, che sono 2.500, e per i 7 giorni della settimana e il conto è fatto». Il totale sfiora le 90.000 persone in più ammalate in una settimana per l'influenza di tipo A. Dato da sommare a chi già è costretto a letto con altri sintomi di tipo respiratorio, per un totale di 300mila. Numeri impotanti, in linea con l’ultimo report del sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità: nel Lazio l’incidenza delle infezioni respiratorie acute sfiora i 13 casi ogni mille assistiti, un valore che colloca la nostra regione a metà classifica in Italia (la prima è la Sardegna con il 23,61%), con la fascia d’età tra 0 e 4 anni che si conferma la più colpita, seguita da quella che comprende adolescenti e giovani adulti (15-24 anni). Mentre il numero minore di casi rispetto al numero di persone riguarda gli over 65, anche a causa dello stile di vita e delle maggiori precauzioni, tra cui una maggiore adesione alla campagna di vaccinazione della Regione Lazio. Sulle vaccinazioni, spiega Bartoletti, «si arriverà a un 50-60% di copertura». A Roma e nel Lazio gli immunizzati sono intorno a quota 1,2 milioni, con un aumento di circa 24mila iniezioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A spingere verso l’alto la campagna sono stati i medici di famiglia, che sfiorano il milione di dosi inoculate. Il consiglio per «chi troverà l'influenza sotto l'albero è in primo luogo che gli antibiotici non servono. Bisogna prendere un anti-infiammatorio con i dosaggi corrispondenti alle caratteristiche di ogni persona. Se partite per le vacanze sentite il vostro medico prima, così saprà consigliarvi bene». Per chi resta in città nessun problema. A Roma ci sono "Ambufest", gli ambulatori di Salute Lazio aperti anche durante il fine settimana e nei giorni festivi. In città le sedi sono 18 e la lista si trova sul sito SaluteLazio. riproduzione riservata ® ---End text--- Author: Emanuele Nuccitelli Heading: FESTE E INFLUENZA Highlight: Image: -tit_org- Influenza sotto l’albero «Ogni settimana novantamila contagi» Ogni settimana 90mila malati: «Picco fra Natale e Capodanno» -sec_org- tp:writer§§ Emanuele Nuccitelli guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301754205840.PDF §---§ title§§ Cambi di sesso, gli effetti choc sui minori = Osteoporosi e depressione il prezzo per cambiare sesso link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301753705839.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "LIBERO" del 23 Dec 2025

Alla base del trattamento di transizione c'è la treptorelina, un medicinale usato anche sui pazienti oncologici. Il primario: «Mai dato a cuor leggero»

pubDate§§ 2025-12-23T04:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301753705839.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301753705839.PDF', 'title': 'LIBERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301753705839.PDF tp:ocr§§ CON I FARMACI ANSIA, OSTEOPOROSI, DEPRESSIONE E DIFFICOLTÀ DI APPRENDIMENTO Cambi di sesso, gli effetti choc sui minori IL DOSSIER SUI FARMACI CHE BLOCCANO LA PUBERTÀ Osteoporosi e depressione il prezzo per cambiare sesso Alla base del trattamento di transizione c’è la treptorelina, un medicinale usato anche sui pazienti oncologici. Il primario: «Mai dato a cuor leggero» CLAUDIA OSMETTI a pagina 10 ¦ È a carico del servizio sanitario nazionale dal 2019, è un farmaco off-label, ossia fuori etichetta, perché è stato pensato per altro (il suo primo e principale impiego è nel trattamento del tumore alla prostata) ed è tra i più controversi attualmente disponibili in Italia. La triptorelina, la molecola che “blocca la pubertà”, cioè che mette in stand-by lo sviluppo degli organi sessuali nei ragazzini e nelle ragazzine affette da disforia di genere. In poche parole: inibisce la produzione degli ormoni sessuali, ossia del testosterone e degli estrogeni, e in questo modo blocca o rallenta la comparsa dei cambiamenti fisici del corpo. In un discorso un po’ più ampio: non va preso alla leggera, l’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco) ne ammette l’impiego a condizione che ci sia un controllo e un percorso psicologico di supporto, e pensare che sia senza effetti, che agisca un po’ come l’aspirina (smetti di prenderla e magari t’è passato pure il mal di testa), è un disservizio fatto soprattutto alla scienza. È che, appunto, bisogna partire dal piano scientifico. Un mesetto fa, erano i primi di novembre, la garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, si è presentata alla commissione parlamentare degli Affari sociali con una relazione di sei pagine che a leggerle tutte (dati i rimandi, i richiami e le citazioni) ci vuole una settimana. È un documento denso, fitto, estremamente dettagliato (perché vista la delicatezza dell’argomento la precisione e il rigore sono d’obbligo), che ripercorre ciò che è successo e che fa il quadro di quel che sta accadendo. Descrive, tuttavia, uno scenario non proprio limpidissimo come si potrebbe pensare. Nel sunto di Terragni che è anche disponibile on-line, per esempio, viene riportato il parere di Maura Massimino. Massimino fa la primaria di oncologia pediatrica all’Istituto dei tumori di Milano, è una professionista seria, una che studia questi aspetti da anni. Non è un caso che Terragni menzioni proprio lei: capita, purtroppo, coi piccoli malati, quando presentano una fase di pubertà precoce, che sia necessario fermarla con la triptolerina per non avere conflitti con la terapia oncologica in atto. Non è mai una scelta che il pediatra fa a cuor leggero, al contrario la prende solo dopo aver svolto un attento calcolo tra costi e benefici a livello di salute. «Non è pensabile un’interruzione e una riaccensione del delicato ed estremamente complesso processo della pubertà con l’automatismo di cui si parla ora», si legge nel documento (Massimino si riferisce a quanti sostengono che sia sufficiente sospendere la terapia con la triptorelina per “tornare a come si era prima”): «Gli effetti collaterali sono ben noti, osteopenia, alterazione del colesterolo e dei trigligeridi, la distribuzione della massa grassa alterata, riduzione del tono muscolare e della crescita». Che già fin qui sarebbe abbastanza. «Dai lavori non appare riportata in maniera soddisfacente la reversibilità di questi effetti», continua però la dottoressa, sottolineando anche che «nei lavori internazionali disponibili di dimostrano: difficoltà nell’apprendimento della matematica e delle scienze esatte, riduzione del tenore osseo anche due anni dopo la sospensione del farmaco, ansia e depressione come prima del trattamento, maggiore massa grassa, riduzione della crescita, riduzione del quoziente intellettivo, aumento ponderale persistente anche dopo 24 mesi dalla fine del trattamento, dislipidemia» (che, al di là del termine tecnico, è un’alterazione dei livelli di grassi nel sangue). Proprio sciocchezze o piccoli “rischi”, non sembrano. Per carità, qui nessuno sta giudicando nessuno: c’entra niente l’ultimo caso del ragazzino 13enne ligure e c’entra niente la polemica dell’anno scorso che ha coinvolto l’ospedale Careggi di Firenze (uno dei pochi centri, in Italia, a trattare i casi di disforia di genere negli adolescenti). Non è (o meglio, non è solo) una faccenda etica. Si sta cercando, semmai, di fotografare la questione dal punto di vista più asettico possibile, quello medico. E gli studi medici, compresi quelli più recenti, quelli che fanno ricerca e non ideologia, né da una parte e tantomeno dall’altra, ce n’è uno spagnolo pubblicato quest’anno sui Cuadernos de Bioética e ce n’è un altro di qualche anno fa dell’University college di Londra, confermano i dubbi che sostiene Massimino. È quello che fa la scienza, dopotutto, dubitare di ogni cosa fino a trovare la miglior soluzione per un problema. Solo che in questo caso il problema è sulle spalle di bambini che non hanno (spesso) neanche l’età per guidare un motorino. Ogni vicenda è a sè: certo, verissimo. Ma proprio per questo bisognerebbe avere il coraggio e l’onestà di raccontarsela tutta, di capire, di indagare e di affrontare il fenomeno nella maniera più completa possibile. ---End text--- Author: CLAUDIA OSMETTI Heading: Highlight: Image: -tit_org- Cambi di sesso, gli effetti choc sui minori Osteoporosi e depressione il prezzo per cambiare sesso -sec_org- tp:writer§§ CLAUDIA OSMETTI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301753705839.PDF §---§ title§§ I sindacati: «Un disastro per il Ssn» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301754505831.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "MANIFESTO" del 23 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-23T04:59:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301754505831.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301754505831.PDF', 'title': 'MANIFESTO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301754505831.PDF tp:ocr§§ SANITÀ I sindacati: «Un disastro per il Ssn» II La versione finale della manovra lascia insoddisfatti i medici. I rappresentanti dei principali sindacati di categoria parlano di un «teatrino disonorevole» e di «stato sociale sostituito dal concetto di stato economico». Al centro delle accuse c’è un emendamento, prima segnalato dalla stessa maggioranza di governo tra quelli da approvare e poi affondato nella notte, che avrebbe destinato oltre quattrocento milioni di euro alle indennità di medici del Ssn più altre risorse per specialisti ambulatoriali. Fondi che avrebbero rimpolpato le buste paga dei professionisti a partire dal 1 gennaio 2026, e che ora rimangono congelati per almeno altri dodici mesi. «Un disastro - sostengono le sigle Anaao-Assomed, Cimo-Fesmed, Sumai, Fimp, Fimmg - privo di logica, privo di programmazione, privo di gratitudine per chi nonostante tutto regge un servizio sanitario in crisi». L’ira dei medici nasce da un tradimento esplicito da parte del governo, che ha messo l’austerity davanti al diritto alla salute. Solo il 18 novembre, infatti, era stata firmata la pre-intesa per il rinnovo del contratto collettivo 2022-2024 tra Aran e una parte dei sindacati. L’accordo prevedeva una perdita di potere d’acquisto rispetto all’inflazione di circa cinquecento euro mensili, che il governo si era impegnato a recuperare almeno parzialmente con fondi «extra-contrattuali» da distribuire al di fuori del negoziato con un emendamento di maggioranza alla manovra. L’accordo aveva spaccato anche il fronte confederale, che però tra i medici ospedalieri rappresenta appena un quinto dei lavoratori: Cisl e Uil avevano firmato insieme agli altri sindacati di categoria, la Cgil no. La bocciatura dell’emendamento ora dà ragione a chi non si era fidato della promessa. «Lo avevamo detto che era un errore firmare la preintesa di un contratto già povero a scatola chiusa, senza prima contrattare le risorse aggiuntive della legge di bilancio» dice Andrea Filippi, segretario nazionale della Fp Cgil medici e dirigenti Ssn. «Con il contratto avremmo dovuto sanare le sperequazioni già esistenti tra le diverse indennità che invece ora vengono addirittura aumentate». Anche l’opposizione parlamentare si schiera con i medici. «È prevalsa la linea dell’austerità e non è stato possibile alcun confronto parlamentare su un tema che riguarda tutti gli italiani e migliaia di operatori e operatrici del Ssn» dice la responsabile sanità del Pd Marina Sereni. «Il governo ha ottenuto il miracolo di unire nella protesta i sindacati dei medici ospedalieri, di quelli di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e degli specialisti ambulatoriali convenzionati che operano nel territorio». Ironia amara anche da Mariolina Castellone, capogruppo del M5S nella Commissione affari sociali del Senato, secondo cui la manovra rappresenta «la parola fine alla propaganda di Meloni, Schillaci e dell’intero governo, che continua a descrivere un meraviglioso mondo di fantasia nel quale gli stanziamenti per la sanità sono ingenti e l’attenzione verso il personale è massima». ---End text--- Author: ANDREA CAPOCCI Heading: Highlight: Image: -tit_org- I sindacati: «Un disastro per il Ssn» -sec_org- tp:writer§§ ANDREA CAPOCCI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/23/2025122301754505831.PDF §---§