title§§ Tre mesi di lezioni, esami a gennaio Medicina, i correttivi di Bernini link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121802031303324.PDF description§§

Estratto da pag. 26 di "CORRIERE DELLA SERA" del 18 Dec 2025

Il ministro difende la riforma alla Camera. Le incognite su graduatorie e programmi più snelli

pubDate§§ 2025-12-18T03:06:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121802031303324.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121802031303324.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121802031303324.PDF tp:ocr§§ Tre mesi di lezioni, esami a gennaio Medicina, i correttivi di Bernini Il ministro difende la riforma alla Camera. Le incognite su graduatorie e programmi più snelli e Orsola Riva È apparsa in difficoltà ieri mattina la ministra Anna Maria Bernini nel tentativo di difendere la sua riforma dopo la caporetto dei nuovi quiz. «Parlare di fallimento perché meno del 10% ha superato tutte le prove al primo colpo — ha detto — significa non aver compreso il senso della riforma: gli appelli sono due ed esiste una graduatoria di recupero. Siamo al primo tempo e mezzo di una procedura che si svolge in tre tempi». Una metafora calcistica lontana anni luce da quando, a marzo, Bernini annunciava il nuovo sistema come «una rivoluzione copernicana», addirittura «un salto quantico». Ieri, durante il question time in Aula, Bernini ha ribadito di «non aver intenzione di tornare indietro», al sistema dello sbarramento a inizio anno. Si va avanti con il «semestre filtro», ma rispetto a una settimana fa, quando si era accapigliata con un gruppo di universitari che la contestava, adesso la ministra dice che «è una riforma che cammina sulle gambe degli studenti». E che sono già stati predisposti dei «correttivi» per l’anno prossimo, mentre fin da subito è confermata l’apertura della graduatoria a chi non ha superato l’esame in una o due materie. Oggi Bernini ha chiesto di tornare in Parlamento per un’informativa in cui fornirà dati e pezze d’appoggio per cercare di ribadire l’utilità della riforma. Ieri intanto l’attacco più duro è arrivato dal Gimbe, l’osservatorio indipendente che monitora la Sanità. Il suo presidente Nino Cartabellotta ha parlato di «flop annunciato di una riforma superflua», che non incide sui problemi del personale sanitario. «L’adozione di una graduatoria che includa tutti i candidati fino all’esaurimento posti, demandando agli atenei il recupero dei debiti formativi, è una sanatoria che certifica il fallimento della riforma Bernini: dall’ambiziosa pretesa di una selezione sul merito all’inevitabile compromesso del 6 politico. Con tempi talmente compressi da costringere a chiudere un occhio sul reale livello di preparazione degli studenti». Per l’anno prossimo al ministero stanno studiando tre linee d’intervento con l’allungamento del periodo delle lezioni, una sforbiciata ai programmi e un intervallo più lungo tra la fine dei corsi e gli esami. Modifiche all’apparenza semplici, ma che comportano non pochi problemi di attuazione. Per quanto riguarda il calendario dei corsi, poiché è difficile che si riesca a cominciare prima del primo di settembre, si scivolerà di qualche settimana più avanti, probabilmente almeno a fine novembre. E siccome si vuole dare ai ragazzi più tempo per studiare, bisognerà spostare in avanti anche gli appelli: a cavallo di Natale o anche dopo le feste. Ma così c’è il rischio di arrivare lunghi con la graduatoria e di rendere la vita ancora più grama a quei ragazzi — e sono tanti — che non riusciranno a entrare a medicina. Il conto è presto fatto: quest’anno gli iscritti al semestre filtro erano 55 mila per poco meno di 20 mila posti. Che ne sarà degli altri 35 mila? Non è affatto detto infatti che un giovane che sogna di fare il medico sia disposto a fare il cambio con il banco della farmacia né tanto meno con un posto da infermiere, cioè con uno di quei «corsi affini» che da quest’anno tutti sono obbligati a indicare come seconda scelta. Quanto ai programmi, l’idea di operare una sforbiciata incontrerà sicuramente il favore degli studenti. Ma così si rischia di sacrificare il numero di crediti da acquisire e quel che è peggio la qualità della formazione dei futuri medici già messa a dura prova da un sistema di lezioni misto, in parte in aula, in parte da casa. A meno che non si voglia finalmente mettere mano anche al portafogli per avere più aule e più prof per tutti. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Gianna Fregonara Heading: Highlight: L’osservatorio Il Gimbe: «La sanatoria certifica il flop annunciato di una riforma superflua» 10 Per cento È la quota a pprossimativa di promossi al primo appello d’esame del semestre filtro di Medicina 20 Mila I posti messi a disposizione quest’anno per Medicina dopo il semestre filtro. Gli iscritti sono 55 mila Image:Come funziona I due appelli nazionali Recupero debiti per gli insufficienti ? ? Con l’introduzione del «semestre filtro» a Medicina, il 20 novembre e il 10 dicembre si sono tenuti due appelli nazionali per Biologia, Fisica e Chimica Gli studenti con una o due materie insufficienti dovranno recuperare i debiti formativi nei prossimi mesi. Saranno i singoli atenei a stabilire le modalità organizzative L’attesa per la graduatoria Le ipotesi per l’anno prossimo ? ? Solo il 23 dicembre si sapranno i risultati del secondo appello, ma la ministra Bernini ha già annunciato che la graduatoria includerà anche chi non ha preso 18 in tutte e 3 le materie Semestre filtro Studenti impegnati nell’esame di Medicina al Lingotto di Torino, lo scorso 20 novembre (Ansa) Per il prossimo anno Bernini lavora ad alcuni correttivi: corsi più lunghi, programmi ridotti e un intervallo maggiore tra la fine delle lezioni e gli appelli d’esame -tit_org- Tre mesi di lezioni, esami a gennaio Medicina, i correttivi di Bernini -sec_org- tp:writer§§ Gianna Fregonara guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121802031303324.PDF §---§ title§§ La spesa per i farmaci corre, ma quanti sono davvero utili? link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121801671104886.PDF description§§

Estratto da pag. 80 di "FAMIGLIA CRISTIANA" del 18 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-18T03:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121801671104886.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121801671104886.PDF', 'title': 'FAMIGLIA CRISTIANA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121801671104886.PDF tp:ocr§§ La spesa per i farmaci corre, ma quanti sono davvero utili? In crescita soprattutto i costi dei medicinali assunti da giovani e da anziani, che però non sempre sono la terapia migliore. Il rischio è di sottrarre preziose risorse alla sanità n Italia ogni giorno vengono consumate quasi due dosi di farmaci a testa. È un dato che non indica solo quanto ricorriamo ai medicinali, ma riflette anche la diffusione delle malattie croniche, le difficoltà nel garantire cure territoriali adeguate e il peso delle diverse fragilità sul nostro sistema sanitario. Nel 2024 (ultimo anno di cui abbiamo il conteggio completo) la spesa farmaceutica complessiva ha raggiunto i 37,2 miliardi di euro, con un +2,8% rispetto al 2023. Ma ciò che più preoccupa è la spesa pubblica, salita di Gianluca del 7,7%, a ritmo supeDotti giornalista riore del Fondo sanitascienti?co rio nazionale. Quando una voce cresce così velocemente, rischia di comprimere le risorse già limitate e sottrarle ad altri servizi essenziali. Come emerge dal rapporto OsMed dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), la spesa per i farmaci continua a crescere in tutti i contesti, ospedali e territorio, e le famiglie restano chiamate a coprirne una parte significativa. Una tendenza che conferma come il farmaco resti spesso la prima risposta ai biI sogni di cura, anche quando non è la via più appropriata. «La spesa farmaceutica non è un problema in sé: lo diventa quando si inserisce in un sistema sottofinanziato da oltre 15 anni, dove i livelli essenziali di assistenza sono garantiti solo sulla carta e le risorse non bastano più a soddisfare tutti i bisogni di salute», spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. «I risultati sono evidenti: liste d’attesa fuori controllo, pronto soccorso in affanno, territori privi di medici di famiglia, diseguaglianze crescenti e una spesa privata in aumento. «A tutto ciò si aggiunge la disaffezione del personale sanitario, sempre meno attratto da un sistema pubblico che fatica a reggere il passo». La questione diventa ancora più evidente osservando la popolazione anziana: il 97,4% degli ultrasessantacinquenni riceve almeno una prescrizione l’anno, e la media quotidiana supera le 3,4 dosi a persona. Il 68% degli anziani ha assunto almeno cinque principi attivi diversi, mentre quasi uno su tre è arrivato a oltre dieci nel corso dell’anno. Allo stesso tempo, più della metà delle persone non rispetta le terapie per i disturbi respiratori, il 28% interrompe gli antidepressivi e il 22% non mantiene il trattamento antidiabetico. «Più aumenta il numero di compresse assunte, più diminuisce l’aderenza terapeutica, e di conseguenza l’efficacia reale delle cure», aggiunge Cartabellotta. «Allo stesso tempo crescono le interazioni farmacologiche e gli eventi avversi, spesso sottostimati ma clinicamente rilevanti». Questo si traduce in costi diretti legati a farmaci inutili, e spese indirette dovute alle complicanze. «Negli anziani la parola d’ordine dovrebbe essere deprescrizione: rivedere periodicamente le terapie ed eliminare i farmaci di NINO scarso o nullo bene?cio», CARTAB chiarisce il presidente. 60 ANNI, Anche tra bambini e PRESIDENT adolescenti emergono FONDAZION punti d’attenzione: nel 2024 poco più della metà dei minori ha ricevuto almeno una prescrizione, con gli antibiotici ai primi posti. Ma colpisce soprattutto la crescita dell’uso di psicofarmaci: +4,1% in un anno, con un raddoppio rispetto al 2016. Si tratta in gran parte di antipsicotici, antidepressivi e farmaci per l’Adhd (disturbo da deficit di attenzione e iperattività): un incremento che non può essere letto soltanto come risposta a esigenze cliniche, ma come un segnale più ampio di disagio sociale, scolastico e relazionale. «La salute mentale dei minori è un ambito delicatissimo e richiede interventi integrati tra scuola, famiglie, comunità e servizi socio-sanitari», osserva Cartabellotta. «Il rischio è che il farmaco sia una scorciatoia per affrontare problemi relazionali ed educativi». In questo scenario complesso torna inevitabilmente la domanda su co me rendere sostenibile un sistema che assorbe gran parte delle risorse pubbliche, mentre nuove terapie – spesso molto costose – continuano ad arrivare sul mercato. Una LLOTTA sfida che riguarda non solo l’equilibrio dei conDELLA GIMBE ti, ma la capacità del sistema di garantire cure davvero utili alle persone che ne hanno bisogno. «Per rendere la spesa farmaceutica più equa e sostenibile è necessario ridurre ciò che offre scarso beneficio, limitare le prescrizioni inappropriate, assicurare un accesso equilibrato alle innovazioni e migliorare l’aderenza nelle malattie croniche», conclude Cartabellotta. «Il problema non è il farmaco in sé, ma la capacità del sistema di orientarne l’uso in modo davvero vantaggioso per i cittadini». ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:di Gianluca Dotti giornalista scienti?co NINO CARTABELLOTTA 60 ANNI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE GIMBE -tit_org- La spesa per i farmaci corre, ma quanti sono davvero utili? -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121801671104886.PDF §---§ title§§ Data manager e infermieri Bando all'Istituto Tumori link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121801857902754.PDF description§§

Estratto da pag. 36 di "GIORNO MILANO" del 18 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-18T02:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121801857902754.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121801857902754.PDF', 'title': 'GIORNO MILANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121801857902754.PDF tp:ocr§§ Data manager e infermieri Bando all’Istituto Tumori La ricerca clinica MILANO Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori si aggiudica il bando “Roche per la ricerca clinica - A supporto delle figure di Data Manager e Infermieri di Ricerca” con un progetto in oncologia, candidato dalla dottoressa Cristina Ferraris e selezionato da Fondazione Gimbe, in qualità di ente esterno garante di indipendenza e terzietà. Con un investimento di 210mila euro per sette borse di studio ad altrettante figure di data manager e infermieri di ricerca che hanno svolto per 12 mesi attività di ricerca clinica non sponsorizzata nell’ente vincitore del progetto, il bando ha destinato 30mila euro al progetto S.E.C.C.O. - Sinergy Efficiency Control in Clinical Oncology. «Ad oggi arruolate nello studio 250 pazienti su 600, con iniziale evidenza di riduzione degli effetti collaterali e apparente migliore aderenza al trattamento oncologico» spiega Ferraris. ---End text--- Author: Redazione Heading: La ricerca clinica Highlight: Image: -tit_org- Data manager e infermieri Bando all'Istituto Tumori -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121801857902754.PDF §---§ title§§ Medicina, anche Gimbe contesta l'esame link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803186307718.PDF description§§

Estratto da pag. 29 di "MATTINO DI PADOVA" del 18 Dec 2025

Bernini ha risposto in aula all'interrogazione del M5S: «Su 55 mila candidati solo 1/7 sanzionati per l'uso di cellulari»

pubDate§§ 2025-12-18T06:19:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803186307718.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803186307718.PDF', 'title': 'MATTINO DI PADOVA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803186307718.PDF tp:ocr§§ Medicina, anche Gimbe contesta l’esame Bernini ha risposto in aula all’interrogazione del M5S: «Su 55 mila candidati solo 17 sanzionati per l’uso di cellulari» Nessun passo indietro. Il test di medicina, che proprio ieri è stato bollato come “il flop annunciato di una riforma superflua” da una Fondazione indipendente e autorevole come Gimbe, non verrà buttato all’aria. Ma intanto sul ministro Anna Maria Bernini continua il pressing dell’opposizione e delle associazioni degli studenti che chiedono le sue dimissioni, proprio per come sono andate le cose con il semestre filtro. Una riforma che doveva risolvere la carenza di medici ma è stata travolta prima dal malfunzionamento dell’esame (con le prove uscite online ad esame in corso) e poi dalle polemiche. «Il numero aperto non significa apriamo le porte dell'università e tutti studiano senza studiare, fanno esami senza fare esami e lavorano senza lavorare. È una promessa che nessuno farebbe. Noi abbiamo detto: prima vi formiamo e poi vi valutiamo, non vi facciamo imparare a memoria delle domande di quiz discutibili. Io non ho mai parlato di rottura del numero chiuso a medicina. A me piacerebbe superarlo (il numero chiuso ndr) ma lo si può superare solo gradualmente. Io da 12 mila posti sono arrivata a 24 mila e allargherò ancora». Tira dritto la ministra dell'Università. Ieri mattina Bernini ha risposto in parlamento all’interrogazione presentata dalla deputata M5S Marianna Ricciardi sulle criticità del nuovo meccanismo di selezione per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. In aula non è mancato anche un passaggio sulle parole pronunciate da Bernini nei confronti degli studenti durante la convention di Fratelli d’Italia, Atreju. «Siete solo dei poveri comunisti» aveva detto a chi la contestava. «Parole pronunciate in una sede politica ma non è mai mancato l’ascolto» ha precisato dagli scranni del Governo. «Non abbiamo intenzione di tornare indietro perché consideriamo inaccettabile ritornare all'orribile mercato dei test e delle società che erogano finta formazione su test selettivi e non formanti dai quali tutti noi abbiamo convenuto di dover fuggire» ha spiegato ancora la ministra, che ha anche contestato l’accusa di irregolarità: «Cineca, il consorzio che ha messo il super calcolo a disposizione di questa riforma, ha attivato un monitoraggio tecnologico senza precedenti: i milioni di dati analizzati ci dicono che non c’è stata alcuna fuga sistematica. Al primo appello su 55 mila candidati solo 17 sono stati sanzionati per l’uso dei cellulari, cioè lo 0,03%». Resta però confermata l’intenzione, qualora non si riuscisse ad avere un sufficiente numero di idonei, di creare delle graduatorie a scorrimento. Una “toppa” che non è bastata a contenere le tensioni e a rassicurare gli scettici. Tra questi anche la fondazione Gimbe che ieri ha sottolineato come la riforma non incida su uno dei problemi chiave della Sanità italiana, quello della fuga dal servizio sanitario: «Quasi 93 mila medici, pari al 29,4% del totale, non lavorano nel servizio pubblico, come dipendenti o convenzionati, né risultano inseriti in percorsi formativi post-laurea. Non produce benefici nemmeno sulla carenza di medici di medicina generale, settore in cui mancano 5.575 unità». Problemi destinati a rimanere tali finché, al posto di un confronto nel merito, prevale la bagarre politica. Con buona pace degli studenti e di chi ha sperato, grazie al semestre filtro, di avere un futuro con il camice bianco. — ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: La Fondazione accusa: «La riforma è un flop. Il problema è la fuga dei medici dal pubblico» «Il numero aperto non significa che tutti studiano senza studiare» Image:Ministra, Anna Maria Bernini «Il numero aperto non significa che tutti studiano senza studiare» Il recente test di medicina all’Università di Padova: l’esame è finito nel mirino degli studenti -tit_org- Medicina, anche Gimbe contesta l'esame -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803186307718.PDF §---§ title§§ Medici, il nodo non è la carenza ma la fuga dagli studi e dalle corsie link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121801735604495.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" del 18 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-18T03:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121801735604495.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121801735604495.PDF', 'title': "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121801735604495.PDF tp:ocr§§ Medici, il nodo non è la carenza ma la fuga dagli studi e dalle corsie ccesso al corso di laurea di Medicina: parla di un «flop annunciato» e di una «riforma superflua« Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, e tabelle alla mano rivela che oltre 90mila medici non lavorano nel Servizio sanitario pubblico. «Il problema non è la carenza ma la fuga dal pubblico e le specialità non attrattive - avverte Cartabellotta - i risultati dei test di ammissione, le criticità segnalate da studenti e Università e il successivo scontro politico confermano quanto giàavevamo sostenuto nelle sedi istituzionali. La riforma dell’accesso a Medicina era superflua e le modalità adottate non premiano il merito. Al di là del flop - aggiunge Cartabellotta - occorre avviare una profonda riflessione politica sulla scelta di voler formare più medici, senza attuare misure concrete per arginarne la fuga dalla sanità pubblica e restituire attrattività e prestigio alla carriera nelle corsie di Asl e ospedali». A snocciolare i dati relativi alla fuga dei camici bianchi dalle corsie di Asl e ospedali e delle oggettive difficoltà di reclutamento, soprattutto nelle aree critiche e salvavita dei pronto soccorso e delle medicine e chirurgie di urgenza come pure la medicina di famiglia c'è poco da A stare allegri. «Continuare ad investire denaro pubblico per laureare medici da destinare al libero mercato o all’estero senza tenere conto di questi dati significa che dopo la caporetto dei test di ammissione – spiega Cartabellotta – che anche la professione medica medica risente di elementi di propaganda». La riforma secondo il presidente Gimbe, oggi richiede una vera e propria “sanatoria di Stato” per non escludere migliaia di studenti che ambiscono a diventare medici e i dati smentiscono la narrazione della carenza di medici in Italia. Secondo i dati Ocse, aggiornati al 5 dicembre scorso e riferiti a tutti i medici attivi in Italia dalla laurea al pensionamento, nel 2023, contavano 315.720 medici, pari a 5,4 ogni 1.000 abitanti. Un valore superiore sia alla media Ocse (3,9) sia alla media dei paesi europei (4,1), che colloca l’Italia in seconda posizione tra i 31 paesi che forniscono. I laureati in Medicina e Chirurgia nel 2023 sono stati in effetti 16,6 per 100.000 abitanti, valore superiore alla media Ocse (14,3) e poco al di sopra della media dei paesi europei (16,3), che posiziona il nostro Paese al 9° posto tra i 31 paesi che forniscono il dato sebbene con profonde differenze tra Nord e sud. Un solo dato: la Campania ha circa la metà dei camici bianchi dell'Emilia Romagna. «Questi dati – spiega il presidente Cartabellotta – confermano che i presupposti della riforma non si basavano su una carenza di medici in termini assoluti, né su un numero insufficiente di laureati in Medicina e Chirurgia». Secondo ilConto Annuale della Ragioneria Generale dello Stato(CA-RGS), i medici dipendenti del SSN erano 109.024 (1,85 medici per 1.000 abitanti), i medici convenzionati erano 57.880, di cui 37.260 medici di medicina generale (MMG), 14.136 pediatri di libera scelta (PLS) e 6.484 specialisti ambulatoriali convenzionati. I medici iscritti alle scuole di specializzazione erano 50.677 e quelli iscritti al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale secondo lestime della Fimmgerano circa 6.000. Dal confronto con i dati Ocse emerge che quasi 93 mila medici censiti in Italia, pari al 29,4% del totale, non lavorano nel SSN, come dipendenti o convenzionati, né risultano inseriti in percorsi formativi post-laurea. «Peraltro, considerato che i dati sono riferiti al 2023 – commenta Cartabellotta – e che pensionamenti anticipati e licenziamenti volontari sono in aumento, oggi il divario potrebbe essere ancora maggiore». «Il problema dunque non è rappresentato dalla mancanza di medici in termini assoluti ma dal loro progressivo abbandono del SSN e da carenze selettive, perché sempre meno giovani scelgono la medicina generale e alcune specialità cruciali, ma poco attrattive». Per imedici di famiglia, sulla base dei dati SISAC, al 1° gennaio 2024 laFondazione Gimbe stima una carenza di 5.575 MMG. Per imedici specialisti, la carenza può essere stimata solo analizzando i tassi di accettazione dei contratti di formazione specialistica. Nel concorso 2025-2026, a fronte di 14.493 contratti, ne sono stati assegnati 12.248 (85%), ma con tassi di assegnazione bassi o molto bassi in aree cruciali per il funzionamento del SSN: medicina d’emergenza-urgenza, chirurgia generale, medicina di comunità e delle cure primarie, radioterapia e tutte le specialità di laboratorio. La soluzione insomma e collegare la programmazione al fabbisogno con azioni mirate e interventi straordinari su buste paga, carichi di lavoro benessere organizzativo per restituire attrattività alla medicina generale e alle specialità disertate dai giovani medici». Negli ultimi 10 anni accademici sono stati programmati n. 152.159 posti nei Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia, con un trend in costante aumento. In particolare, negli ultimi 3 anni i posti a bando sono aumentati di oltre il 51% (da 15.876 a 24.026) e con la riforma Bernini nel 2025-2026 di ben 3.159 unità rispetto all’anno precedente (+ 15,1%). Per questo motivo, l’aumento massiccio dei posti a Medicina non risponde a un reale fabbisogno strutturale». A ciò si aggiunge un elemento temporale cruciale: «I nuovi medici formati con l’attuale riforma entreranno nel mercato del lavoro non prima di 9-11 anni. Rischiando di riproporre la pletora medica degli anni Ottanta del secolo scorso. ---End text--- Author: ETTORE MAUTONE Heading: Highlight: Image: -tit_org- Medici, il nodo non è la carenza ma la fuga dagli studi e dalle corsie -sec_org- tp:writer§§ Ettore Mautone guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121801735604495.PDF §---§ title§§ Università degli Studi di Torino e Aou Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria vincono bando Roche per la ricerca cllnica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121802077000881.PDF description§§

Estratto da pag. 19 di "REPUBBLICA TORINO" del 18 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-18T02:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121802077000881.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121802077000881.PDF', 'title': 'REPUBBLICA TORINO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121802077000881.PDF tp:ocr§§ Università degli Studi di Torino e Aou Santi Antonio e Biagio e Cesai Arrigo di Alessandria vincono bando Roche per la ricerca clínica II Dipartimento di Scienze cliniche e biologi che dell'Università degli Studi di 'l'orino si aggiudica il bando "Roche per la ricerca clínica - A supporto delle figure di Data Manager e Infermieri di lìicerca" con due progetti: il primo , candidato dal prof. Alessandro Morotti, riguarda la trombosi venosa splancnica, e il secondo, sulla sclerosi multipla, è stato presentato dalla prof.ssa Marinella Clerica Stesso risultato di prestigio per l'Azienda ospedali ero-Universitari a Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandra con LUI progetto in Ematologia, candidato dal prof. Marco indetto . Con un investimento complessivo di 210 mila euro per il finanziamento di 7 borse di studio, destinate ad altrettante figure di data manager e infermieri di ricerca, che lianno svolto per 12 mesi attività di ricerca non sponsorizzata presso l'ente vincitore del progetto, il Bando lia previsto coìnvolgimento di fondazione Gimbe che, in qualità di ente estemo garante dì indipendenza e terzietà, ha selezionato e valutato i progetti presentati. Ai progetti di 'l'orino sono stati destinati 60mila euro, 30mila euro ciascuno. "Valutazione meccanismi molecolari della trombosi venosa splancnica" e il titolo del primo progetto, sul quale la dott.ssa Tatia- na Dea mlirosi, vi ncitrice del la borsa di studio come Data Manager, a quasi un anno dal conferimento del Grant si è così espressa: "Sebbene possa sembrare una malattia rara, è importante perché in una buona percentuale dei casi essa può nascondere patologie neoplastiche occulte del sangue o assodarsi a severe complicanze" il secondo progetto ("Impatto dell'inquinamento ambientale sull'insorgenza e sulle alterazioni del sistema immunitarìo nei soggetti con Sclerosi Multipla") si propone di valutare gli effetti del particolato aerodisperso ÐÌ2.ų sulle cellule del sistema immunitario. La dott.ssa Martina Fasci, vincitrice del Bando, tía spiegato: "Sono stati arruolati GO soggetti aftetti da Sclerosi Multipla e 60 controlli sani, accoppiati per caratteristiche demografíclie e di esposizione ambientale a fattori inquinanti atmosferici ed è stato effettuato un prelievo ematico per la raccolta dei campioni biologici" Per Alessandria, invece, il liando ha destinato 30mila euro al progetto "Hl^MAB" uno studio nazionale di real life, che coinvolge numerosi centri, per valutare ['esperienza terapeutica dei nuovi anticorpi monoclonali autorizzali dal 2021 per il trallamentu del inforna non-I lodckin a cellule B. Is . rapida introduzione di nuovi anticorpi monoclonali altamente efficaci e destinati ad un uso sempre più ampio nei [inforni  ha reso necessario uno studio che ne valuti impatto, sicurezza ed efficacia nella pratica cllnica reale-ba sottolinea Marco . a detto, Direttore SCDU di Ematologia e docente in Ematologia all'Università de) Piemonte Orientale. Il riconoscimento ottenuto con questo bando rappresenta un'ulteriore conferma dell'efficacia de modello organizzativo die il raparti memo Attinta integrate lìicerca e Innovazione (UA11ÎI) delTAOU di Alessandria ha costruito m questi anni per sostenere la ricerca di ; dichiara Marta Betti, Referente del Clinical Trial Center e del Grant Office del DAIRI. "Da quasi 130 anni, le di Ricerca e Sviluppo rappresentano una leva strategica di Roche che si e tradotta, nel tempo, in soluzioni concrete capaci di cambiare il naturale corso di patologie gran per le quali non esisteva una cura. La nostra missione è fare oggi ciò di cui i pazienti avranno bisogno domani' concluso Anna Maria Porrini, Direttore Medico Roche Italia. -tit_org- Università degli Studi di Torino e Aou Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria vincono bando Roche per la ricerca cllnica -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121802077000881.PDF §---§ title§§ Lazio, smantellato centro di eccellenza la riabilitazione di alta intensità ai privati link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803122107080.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "FATTO QUOTIDIANO" del 18 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-18T05:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803122107080.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803122107080.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803122107080.PDF tp:ocr§§ IL SANTA LUCIA L’ISTITUTO PUBBLICO PERDE 178 LETTI, ANGELUCCI IN POLE PER PRENDERE IL SUO POSTO Lazio, smantellato centro di eccellenza la riabilitazione di alta intensità ai privati SANITÀ/2 » Linda Di Benedetto L a Regione Lazio ha approvato una delibera che taglia i posti letto di neuroriabilitazione ad alta intensità dell’IRCCS Santa Lucia di Roma, il principale centro pubblico italiano specializzato nella cura e riabilitazione delle patologie neurologiche complesse. Il provvedimento arriva mentre l’istituto è in amministrazione straordinaria, con un indebitamento pari a 315 milioni e dopo un’asta pubblica per la cessione del complesso aziendale di via Ardeatina andata deserta. Con la delibera n. 1088 del 27 novembre 2025, approvata all’unanimità dalla Giunta regionale, vengono riconvertiti 178 posti letto attualmente destinati alla neuroriabilitazione ad alta intensità (codice 75). Ossia tutti quei casi che nessun altro ospedale poteva gestire: ictus devastanti, traumi cranici severi, stati post-coma. Così i posti di questa tipologia scendono a 115. La riconversione prevede il passaggio di 158 posti alla riabilitazione ordinaria (codice 56) e di 20 posti alle Unità Spinali (codice 28). Un taglio che il Fatto Quotidiano aveva anticipato a settembre. Secondo le tabelle regionali sul fabbisogno di personale, la neuroriabilitazione ad alta intensità prevede 93,5 operatori ogni 100 posti letto, mentre la riabilitazione ordinaria ne richiede tra 42 e 57. La riduzione dei posti ad alta complessità comporta quindi anche una diminuzione del personale necessario stimata tra 60 e 80 unità. Ma c’è già chi è pronto a colmare quel vuoto. In prima fila c’è il gruppo San Raffaele, in particolare la struttura della Pisana, riconducibile all’imprenditore e deputato leghista Antonio Angelucci, ex datore di lavoro del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Il gruppo San Raffaele spa incassa circa il 70% dei suoi ricavi dalla Regione Lazio attraverso il rimborso di prestazioni sanitarie. Un impero costruito su 25 cliniche, con un core business centrato sulla riabilitazione, e con una struttura – la Pisana di Roma – che ha ottenuto lo stesso titolo scientifico del Santa Lucia: IRCCS. Nel 2023 la Pisana ha realizzato ricavi di 31 milioni. Sulla decisione è intervenuto anche Alessio D’Amato, ex assessore regionale alla Sanità e oggi consigliere regionale di Azione: “Questo modello di riconversione impoverisce il Santa Lucia, trasferisce i codici di alta complessità ad altri e incide sui livelli occupazionali. Altro che salvataggio”. Il Santa Lucia è entrato in amministrazione straordinaria il 7 ottobre 2024, con un decreto del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il 22 ottobre 2025 il ministero ha comunicato l’esito negativo dell’asta per la cessione del complesso aziendale, alla quale non sono pervenute offerte. In base alla normativa vigente, è possibile l’esercizio del diritto di prelazione da parte di soggetti pubblici o a partecipazione pubblica. Ed ecco comparire una nuova entità, ancora in fase di costituzione. Dentro ci sono Regione Lazio, Inail e Fondazione Enea Tech e Biomedical. Gli scopi dichiarati? Gestire strutture di ricerca e cura ad alta specializzazione. Esattamente ciò che il Santa Lucia sta perdendo con la delibera 1088. ---End text--- Author: Linda Di Benedetto Heading: Highlight: Image:Proteste Un corteo per salvare il Santa Lucia LAPRESSE -tit_org- Lazio, smantellato centro di eccellenza la riabilitazione di alta intensità ai privati -sec_org- tp:writer§§ LINDA DI BENEDETTO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803122107080.PDF §---§ title§§ Ultima beffa Porr Pronte 3 su100 case di comunità = Il disastro del Pnrr: pronte 3 su 100 case di comunità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803120907084.PDF description§§

Estratto da pag. 14 di "FATTO QUOTIDIANO" del 18 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-18T05:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803120907084.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803120907084.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803120907084.PDF tp:ocr§§ 2 MILIARDI DA SPENDERE Ultima beffa Pnrr Pronte 3 su 100 case di comunità q MACKINSON A PAG. 14 Il disastro del Pnrr: pronte 3 su 100 case di comunità BEFFA Finanziate 1.723 strutture, 660 attive in parte, solo 46 conformi E a Milano, nel Gallaratese, al posto del palazzo da 5,7 milioni c’è un prato SANITÀ/1 t » Thomas Mackinson “D oveva nascere qui, proprio qui”. Valeria Cozzi indica l’area recintata di via Ugo Betti 71, nel quartiere Gallaratese di Milano. Al posto della “Casa di Comunità” promessa c’è un prato circondato da cancellate, quel che rimane di una ex scuola dell’infanzia demolita anni fa. “Erano stati stanziati milioni, ma l’area non è stata mai bonificata e il progetto è uscito dal Pnrr perché non avrebbe rispettato le scadenze europee”. Cozzi ha lavorato per decenni nella sanità pubblica e fa parte del Comitato dei cittadini del Gallaratese. “Ci dicono che la Casa verrà realizzata con altri fondi. Dal basso i cittadini hanno ottenuto il potenziamento di un poliambulatorio esistente: un punto prelievi, lo sportello di scelta e revoca del medico, la continuità assistenziale, alcuni medici specialisti. Non la Casa di Comunità promessa”. Dove c’è un prato che sulla carta valeva 5,7 milioni di euro. La distanza tra ciò che viene comunicato e ciò che i cittadini trovano davvero. Le Case di Comunità sono il pilastro della riforma territoriale del dm 77/2022: medici, infermieri, servizi diagnostici, continuità assistenziale, presidi di prossimità per alleggerire gli ospedali. In Italia sono state programmate 1.723 strutture con 2 miliardi dal Pnrr. A metà 2025, circa 660 risultano “attive” nei database ufficiali. Ma è su quella parola che il racconto comincia a sgretolarsi. La rilevazione più recente di Agenas risale a fine di giugno: solo 46 Case di Comunità –meno del 3 per cento – rispettano davvero tutti i criteri del decreto. Nel Mezzogiorno la situazione è ancora più grave: quattro regioni non ne hanno nemmeno una aperta. Il rapporto Agenas rileva lacune gravi anche nella Lombardia di Attilio Fontana, sulla carta la regione messa meglio di tutte: conta 142 Case di Comunità sulle 204 che dovrebbero essere operative entro l’estate prossima. Il giudizio più severo viene da chi ci ha messo piede. A febbraio 2025, l’Istituto Mario Negri ha pubblicato i risultati di un monitoraggio indipendente. Il verdetto è senza appelli: “A nc h e se alcune procedono in modo più avanzato, nessuna rispond e c o m p l e t amente agli standard nazionali e regionali”. Il Punto Unico di Accesso? Aperto 8 ore su 24 solo nel 14% dei casi. I medici di medicina generale – il cuore della riforma – sono i “grandi assenti”: si ndalo nel ese dove sorgere sa della ità. I 5,7 sono persi ritrovano in meno del 40% delle strutture. La maggior parte delle Case di Comunità non sono nuove strutture. Sono vecchi poliambulatori riclassificati nei database dove nulla è cambiato, se non il nome sulla carta intestata. Chi deve dar conto dell’avanzamento però gradisce sempre meno occhi esterni. “All’inizio i nostri 25 volontari potevano entrare senza problemi e verificare direttamente”, racconta Angelo Barbato, ricercatore del Dipartimento Politiche per la Salute del Mario Negri. “Entravi, controllavi davvero. E lì vedevi le discrepanze: servizi sul sito ma assenti nella realtà, strutture formalmente attive ma vuote”. Poi, dice, “a poco a poco” l’accesso si è fatto “sempre più macchinoso”: prima il filtro del direttore sanitario, poi quello della direzione generale, fino al rimpallo con l’asses sorato (“non ci ha informato”). “È diventato tutto più burocratico: autorizzazioni, permessi”. E il sospetto, aggiunge, è che “abbiano iniziato ad avere un po’ paura che venisse fuori che forse non c’erano tutti i servizi”. Ma c’è di più. Intere aree si sono completamente sottratte al controllo. Tre ASST su 27 – Pavia, Rhodense, Valle Olona – non hanno autorizzato alcuna verifica in loco, pur rappresentando 1,5 milioni di abitanti, il 15% della popolazione lombard a . In q u e i t e r r i t o r i avrebbero dovuto realizzarsi 31 Case di Comunità. Sullo sfondo c’è una scadenza che incombe: i fondi del Pnrr devono essere spesi e rendicontati entro il 30 giugno 2026. Ad oggi non risulta alcuna proroga e le sole correzioni riguardano la rimodulazione dei target, con la riduzione del numero di Case previste. Così, mentre il tempo scorre, si continua a definire “attive” strutture che non rispettano gli standard minimi. Un’operazione molto cosmetica da miliardi di euro, pagata con fondi pubblici e scaricata sui cittadini. OST COVID MILIARDI e A SPENDERE RISCHIAMO I PERDERLI ---End text--- Author: Thomas Mackinson Heading: Highlight: POST COVID 2 MILIARDI e DA SPENDERE E RISCHIAMO DI PERDERLI INTERE AREE SI SOTTRAGGONO AI MONITORAGGI SU 1723 case programmate con 2 miliardi del Pnrr, solo 660 sono "attive". Di queste, soltanto 46 rispettano gli standard. In Lombardia, la regione "modello", nessuna è conforme. Il 22% ha medici H24, il 12,6% infermieristica continua. Tre ASST si sottraggono del tutto a monitoraggi indipendenti su 1,5 milioni di abitanti. Image:Lo scandalo Il prato nel Gallaratese dove doveva sorgere una Casa della Comunità. I 5,7 milioni sono persi -tit_org- Ultima beffa Porr Pronte 3 su100 case di comunità Il disastro del Pnrr: pronte 3 su 100 case di comunità -sec_org- tp:writer§§ Thomas Mackinson guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803120907084.PDF §---§ title§§ La manovra cambia Stretta sulle pensioni Una manina al Mef? = Il governo riscrive la manovra Pensioni, Lega sulle barricate Sospetti su una manina al Mef link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803121407085.PDF description§§

Estratto da pag. 4 di "RIFORMISTA" del 18 Dec 2025

a pag. 4 FdI ritira l'emendamento sul tetto al contante a 10mila euro: resterà a 5mila Sull'aumento dell'età pensionabile c'è lo zampino dei tecnici del Ministero? Il Carroccio annuncia modi? che su riscatto della laurea e ? nestre di uscita

pubDate§§ 2025-12-18T05:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803121407085.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803121407085.PDF', 'title': 'RIFORMISTA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803121407085.PDF tp:ocr§§ La manovra cambia Stretta sulle pensioni Una manina al Mef? Carola Causarano a pag. 4 LEGGE DI BILANCIO Il governo riscrive la manovra Pensioni, Lega sulle barricate Sospetti su una manina al Mef FdI ritira l’emendamento sul tetto al contante a 10mila euro: resterà a 5mila Sull’aumento dell’età pensionabile c’è lo zampino dei tecnici del Ministero? Il Carroccio annuncia modifiche su riscatto della laurea e finestre di uscita L a manovra economica 2026 si conferma un terreno di equilibrio delicato tra esigenze di sostenibilità finanziaria, tutela dei lavoratori e priorità sociali, un complesso intreccio che riflette le tensioni e le sfide di un Paese in continuo mutamento. La politica economica italiana deve confrontarsi con la pressione dei mercati, l’evoluzione demografica e le richieste crescenti dei cittadini, cercando di bilanciare rigore e sviluppo, ambizioni sociali e responsabilità fiscale. In questo contesto, ogni scelta diventa cruciale, perché da essa dipendono non solo la stabilità del bilancio pubblico, ma anche la qualità della vita di milioni di persone e il futuro del sistema previdenziale e sanitario. Mentre il governo annuncia fondi significativi per sanità e investimenti, è sul fronte pensioni che il dibattito politico si accende. La Lega, con una posizione ferma e netta, si pone come garante che non vengano introdotti aumenti dell’età pensionabile né limitazioni al riscatto della laurea, delineando i confini della riforma previdenziale e segnando un terreno di confronto con le altre forze politiche. La Legge di Bilancio conferma un’attenzione particolare alla sanità pubblica, con risorse aggiuntive definite “significative” dal ministro della Salute Orazio Schillaci, il quale ha sottolineato che l’impegno dell’esecutivo non riguarda solo i finanziamenti, ma anche la programmazione e la visione strategica del Servizio sanitario nazionale. «Questa è una manovra che ha dato molto alla sanità – ha spiegato – ma non contano solo i fondi: conta come vengono utilizzati e avere una visione». La priorità, secondo il ministro, è quella di valorizzare il capitale umano, medici e infermieri, attraverso aumenti economici e nuove assunzioni, con la possibilità per le Regioni di incrementare ulteriormente il personale utilizzando il Fondo sanitario nazionale. Schillaci ha difeso il modello italiano, ricordando che i dati Ocse collocano l’Italia al primo posto per aspettativa di vita: «Un dato che dimostra come il Servizio sanitario nazionale, spesso attaccato solo in Italia, in realtà funzioni». La prevenzione resta un obiettivo centrale, con fondi dedicati, potenziamento degli screening, come quello per il tumore al seno, e investimenti nella ricerca, tutti strumenti pensati per garantire sostenibilità futura, equità e accesso gratuito alle cure. Ma è sul fronte pensioni che la Lega assume un ruolo di primo piano, chiaro e intransigente. Le misure previste dalla manovra, che entreranno in vigore dal 2030, saranno oggetto di confronto nei prossimi anni, soprattutto sul tema dell’età pensionabile in relazione all’aumento dell’aspettativa di vita. Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia, ha evidenziato che il governo ha previsto norme di adeguamento, ma va affrontato senza forzature. «L’Italia è già uno dei Paesi dove si va in pensione più tardi», ha ricordato, sottolineando l’importanza del ricambio generazionale nel mondo del lavoro. Nevi ha anche rivendicato il contributo di Forza Italia alla finanziaria, dall’abolizione dell’aumento dell’Irap per le imprese non finanziarie fino al ripristino del super-ammortamento, passando per la revisione della tassazione dei dividendi e degli affitti brevi. Armando Siri, coordinatore dei dipartimenti della Lega e consigliere economico di Matteo Salvini, ha ribadito: «Finché c’è la Lega al governo non esiste né oggi né mai alcun provvedimento che alzi i parametri dell’età pensionabile, tantomeno che sottragga il riscatto della laurea». Secondo Siri, qualsiasi ipotesi di modifica in senso restrittivo è frutto di indiscrezioni o di “manine” sul testo della manov ra: decisioni di questo tipo possono essere assunte solo dal Parlamento, non da strutture tecniche del Ministero dell’Economia. La Lega si pone così come garante del rispetto dei diritti acquisiti e della centralità delle Camere nelle scelte previdenziali, bloccando preventivamente qualsiasi proposta che possa aumentare l’età pensionabile o limitare il riscatto della laurea. Il tema pensioni resta dunque un terreno delicato, dove la Lega rappresenta il freno politico più solido a eventuali inasprimenti. Da una parte, il Carroccio tutela la stabilità sociale e i lavoratori; dall’altra, altre forze politiche guardano alle future riforme previdenziali, in equilibrio tra sostenibilità e aspettative sociali. Parallelamente, la manovra conferma l’attenzione a imprese e investimenti, con modifiche introdotte in Parlamento come il super-ammortamento, la revisione della tassazione dei dividendi e degli affitti brevi, e il ritiro dell’emendamento di Fratelli d’Italia sui limiti all’uso del contante che prevedeva un’imposta di 500 euro per i pagamenti in contanti superiori a 5mila euro e fino a 10mila euro. In questo contesto, la Lega vuole essere determinante nel tracciare i confini della politica sociale ed economica del governo, assicurando che le decisioni previdenziali restino nelle mani del Parlamento e che nessun intervento tecnico o burocratico possa modificare l’attuale equilibrio del sistema pensionistico italiano. Mentre la manovra economica cerca di bilanciare numeri e diritti, è chiaro che il vero banco di prova per il futuro sociale del Paese non sarà nei proclami o negli annunci, ma nella capacità politica di proteggere ciò che è già conquistato: perché in Italia, quando si toccano pensioni e diritti dei lavoratori, ogni passo falso può pesare come un macigno sulle generazioni future. ---End text--- Author: Carola Causarano Heading: LEGGE DI BILANCIO Highlight: Image: -tit_org- La manovra cambia Stretta sulle pensioni Una manina al Mef? Il governo riscrive la manovra Pensioni, Lega sulle barricate Sospetti su una manina al Mef -sec_org- tp:writer§§ Carola Causarano guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803121407085.PDF §---§ title§§ La rivolta di medici e insegnanti "Adesso faremo sciopero" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803121007081.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "STAMPA" del 18 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-18T05:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803121007081.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803121007081.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803121007081.PDF tp:ocr§§ Gli avvocati: “Incostituzionale la verifica preventiva dei contributi” La rivolta di medici e insegnanti “Adesso faremo sciopero” IL CASO ROMA O ra che la legge di Bilancio si avvia alla stretta finale, più alte si levano le voci delle professioni. Medici e insegnanti sono indignati per il ridimensionamento nei conteggi pensionistici degli anni di laurea. «Faremo uno sciopero. Alzeremo barricate serie, perché questa misura coinvolgerebbe chi sta aspettando da quarant’anni per andare in quiescenza e chi in pensione forse non ci andrà mai», dice Pierino Di Silverio, segretario del sindacato Anaao-Assomed. «Colpisce in modo particolare il personale docente, per il quale la laurea non è una scelta opzionale, ma requisito obbligatorio di accesso alla professione», protesta la Gilda degli insegnanti. Anche le forze dell’ordine sono furibonde. «È inaccettabile l’ipotesi di un innalzamento dell'età pensionabile per chi ha trascorso una vita professionale tra rischi, stress operativo e responsabilità enormi», scrivono sindacati di polizia vicini alla destra come alla sinistra, ossia Sap (Stefano Paoloni), Coisp-Mosap (Domenico Pianese), Fsp (Valter Mazzetti) e Silp-Cgil (Pietro Colapietro). E poi c’è la mazzata sugli avvocati che fanno affidamento negli onorari pagati dallo Stato per la difesa d’ufficio. Nella legge di Bilancio c’è una norma «iniqua, ingiusta e per certi aspetti incostituzionale», scrive il presidente del Consiglio nazionale forense, Francesco Greco. La disposizione, che subordina il pagamento dei compensi ai liberi professionisti alla preventiva verifica della regolarità fiscale e contributiva, si abbatte infatti «come una “mannaia” su migliaia di professionisti e colpisce soprattutto gli avvocati impegnati nel patrocinio a spese dello Stato. Pur vantando crediti riconosciuti dall'autorità giudiziaria, attendono da anni il pagamento. Un mancato incasso che è spesso causa dei ritardi e dell'impossibilità di versare le imposte dichiarate. Non evasori, ma vittime delle inadempienze nei pagamenti dello Stato». FRA. GRI. — ---End text--- Author: FRA. GRI Heading: Highlight: Image: -tit_org- La rivolta di medici e insegnanti “Adesso faremo sciopero” -sec_org- tp:writer§§ FRA. GRI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/18/2025121803121007081.PDF §---§