title§§ «Il Governo riveda la riforma del tes t di access o i n Medici na»
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603248207347.PDF
description§§
Estratto da pag. 7 di "CALABRIA.LIVE" del 16 Dec 2025
pubDate§§ 2025-12-16T06:11:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603248207347.PDF
category§§ GIMBE
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603248207347.PDF', 'title': 'CALABRIA.LIVE'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603248207347.PDF
tp:ocr§§ «Il Governo riveda la riforma del test di accesso in Medicina» L’OPINIONE / ROSELLINA MADEO U na Caporetto che ne certifica l’inadeguatezza e per la nostra Calabria potrebbe aumentare le difficoltà a reperire medici in futuro Difronte a questa Caporetto il Governo centrale faccia un passo indietro e riveda la riforma sui test d’ingresso a Medicina. Nei primi quiz a superare la soglia di sbarramento sono stati poco più del 10% degli studenti, i risultati di questa seconda tornata si sapranno prima di Natale ma i commenti a caldo dei partecipanti non fanno ben sperare. Tornando ai confini di casa nostra, con queste premesse i medici dovremo reperirli a Cuba ancora per molto. La riforma, pensata per togliere il numero chiuso, in realtà si limita a posticipare lo sbarramento con modalità che però non mettono gli studenti nelle reali condizioni di superare il test. Il semestre filtro, durante il quale ci si prepara a sostenere i primi esami curriculari per poi effettuare la prova d’ingresso, nella sostanza impegna le nostre ragazze e ragazzi nello studio ma non consente loro di prepararsi in maniera adeguata alla selezione per entrare. Il risultato è un grande caos, una situazione di limbo per gli iscritti e difficoltà sia per gli Atenei di programmare l’anno accademico, sia per le famiglie ad organizzare le spese, ancora inconsapevoli, nel bel mezzo dell’anno di studio, se i propri figli otterranno l’accesso a Medicina e dove verranno dislocati a studiare. In una situazione come la nostra, questa corsa ad ostacoli non fa che peggiorare, con uno sguardo al futuro, il fenomeno della carenza dei medici. Molte delle nostre studentesse e studenti scelgono di laurearsi in medicina in atenei fuori della Calabria. Chi decide di studiare qui, dove ribadiamo la qualità è alta e la formazione competitiva, comunque poi opta per lavorare fuori. D’altronde, a parità di qualifica e ore lavorative, i nostri medici sono i meno pagati d’Italia. E, allora, forse, la soluzione non sta nei semestri filtro e nei test a risposta multipla, la preparazione dei nostri studenti non si racchiude in una crocetta messa al posto giusto. Occorrono strutture all’avanguardia e sicure dove i medici non debbano avere paura di operare, c’è bisogno di ospedali attrattivi che consentano, come nel resto delle regioni, di fare carriera e bisogna aumentare gli stipendi e pensare turni tollerabili piuttosto che a prestazioni lavorative infinite fonti di stress e di insoddisfazione. Il focus, inoltre, va posto sulle specializzazioni. Alle nostre latitudini spesso mancano nefrologi, radiologi e altri esperti di settore. Il rapporto Gimbe congiunto ai dati Iss parla chiaro: il numero di medici in Italia è superiore alla media europea, i problemi si riscontrano invece rispetto al numero di specialisti che si formano, in particolare in determinati settori come ad esempio medicina d’urgenza, radiologia, patologia, e allo scarso numero di borse di specializzazione. Tornando alla legge Bernini, le criticità erano evidenti già nei primi momenti di discussione della riforma, quando il Pd propose tutta una serie di emendamenti ai quali non venne data rilevanza. E quindi fatta la legge, con i risultati impietosi che sappiamo, trovato l’inganno. Ora il Governo potrebbe tentare di correre ai ripari con una sorta di sanatoria che graverà, ancora una volta, sulle singole Università, le quali dovranno far recuperare i debiti degli studenti che non hanno ottenuto la sufficienza ai test per la preparazione dei quali, oltretutto, non riescono a vivere a pieno la fase finale del ciclo delle superiori. Insomma, si posticipa, si procrastina, ammettendo con riserva: occorre poi recuperare il debito. Una situazione di confusione e di recupero in tempi serrati che, piuttosto che mettere al centro la meritocrazia, come il Governo sbandierava all’inizio, rischia di trasformarsi in una procedura farraginosa che ributta dentro gli esclusi con riserva, propone prove di riparazione e mette i nostri ragazzi e ragazze come in una centrifuga dove l’ambizione, a questo punto, sembra q
uasi quella di strappare un sei politico. Questo sistema potrà davvero garantirci medici di qualità? Il tema, ovviamente, non riguarda solo gli aspiranti medici e le loro famiglie, ma è un problema che coinvolge tutti da vicino perché, così continuando, non si risponde al bisogno di una sanità efficiente e sicura. Confido pertanto negli autorevoli esponenti del Centrodestra in Regione affinché si facciano promotori, all’interno del partito fino alla maggioranza di Governo, di un cambiamento di rotta perché avendo appurato, risultati dei test alla mano, che questa strada non sia quella giusta, sarebbe catastrofico continuare in questa direzione pur di non ammettere l’errore. ? (Consigliera regionale) ---End text--- Author: ROSELLINA MADEO Heading: L’OPINIONE / ROSELLINA MADEO Highlight: Image: -tit_org- «Il Governo riveda la riforma del tes t di access o i n Medici na» -sec_org-
tp:writer§§ ROSELLINA MADEO
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603248207347.PDF
§---§
title§§ Infermieri di ricerca allo lov Vinti bandi da 60 mila euro
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603153706502.PDF
description§§
Estratto da pag. 37 di "MATTINO DI PADOVA" del 16 Dec 2025
pubDate§§ 2025-12-16T05:29:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603153706502.PDF
category§§ GIMBE
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603153706502.PDF', 'title': 'MATTINO DI PADOVA'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603153706502.PDF
tp:ocr§§ premiati i progetti sul linfoma follicolare e sull’immunoterapia negli anziani Infermieri di ricerca allo Iov Vinti bandi da 60 mila euro Lo Iov, Istituto oncologico veneto, si aggiudica il bando «Roche per la ricerca clinica» con due progetti selezionati e valutati da Fondazione Gimbe: uno riguardante il linfoma follicolare e l’altro sull’immunoterapia nei pazienti anziani, entrambi presentati da Matteo Bernardi, referente area organizzativa gestionale dell’Uosd Professioni sanitarie ospedaliere della struttura di via Gattamelata. Con un investimento di 210 mila euro per il finanziamento di 7 borse di studio, destinate ad altrettante figure di data manager e infermieri di ricerca che hanno svolto per 12 mesi attività di ricerca clinica, il bando ha destinato 60 mila euro suddivisi tra i due progetti. I finanziamenti hanno permesso di sovvenzionare l’attività infermieristica che si occupa delle pratiche assistenziali previste dai protocolli di studio, permettendo di gestire in modo ottimale il percorso dei pazienti all’interno dei due trial, in particolar modo per le attività connesse all’arruolamento, all’esecuzione dei trattamenti previsti, alla gestione delle azioni relative alla misurazione della qualità di vita, al monitoraggio degli eventi avversi, della tossicità e per il follow up. Il primo progetto si è posto l’obiettivo di dimostrare che nei pazienti con linfoma follicolare di nuova diagnosi in stadio avanzato ed elevato carico tumorale secondo i criteri Gelf, una strategia di trattamento che riduce il numero di cicli di chemioterapia non è inferiore, in termini di sopravvivenza libera da progressione, rispetto alla terapia standard. «Il nostro studio – rileva la vincitrice del bando Martina Peron, infermiera di ricerca allo Iov – ci permette di acquisire nuove informazioni relative all’impatto della riduzione dei cicli di chemioterapia sulla tossicità complessiva e sulla qualità della vita dei pazienti, evidenziando dati dettagliati sugli effetti collaterali a breve e lungo termine e sulla loro gestione». Il secondo progetto è denominato «Studio randomizzato di fase 2 di confronto tra immunoterapia e chemioterapia nel trattamento del paziente anziano». «I risultati dello studio – spiega la dottoressa Melissa Franco, vincitrice del Bando per il dipartimento delle chirurgie oncologiche Iov – forniranno dati cruciali sul grado di efficacia dell’immunoterapia nei pazienti anziani affetti da carcinoma polmonare rispetto ai trattamenti chemioterapici tradizionali, raccogliendo al contempo informazioni dettagliate sulla tollerabilità dell’immunoterapia nei pazienti anziani». — ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Infermieri di ricerca allo lov Vinti bandi da 60 mila euro -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603153706502.PDF
§---§
title§§ II Monaldi si aggiudica il bando della Roche
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121602150200415.PDF
description§§
Estratto da pag. 9 di "ROMA" del 16 Dec 2025
pubDate§§ 2025-12-16T01:27:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121602150200415.PDF
category§§ GIMBE
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121602150200415.PDF', 'title': 'ROMA'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121602150200415.PDF
tp:ocr§§ SANITÀ E RICERCA Il progetto proposto da Flavia Chiosi avrà 30mila euro per la RoadMap per la maculopatia Il Monaldi si aggiudica il bando della Roche L’Unità Operativa Complessa di Oculistica dell’Ospedale Monaldi di Napoli si aggiudica il bando “Roche per la ricerca clinica - A supporto delle figure di Data Manager e Infermieri di Ricerca” con un progetto in oftalmologia, candidato dal Flavia Chiosi e selezionato e valutato da Fondazione Gimbe, in qualità di ente esterno garante di indipendenza e terzietà. Nel mondo della ricerca sono sempre di più le figure professionali specializzate che prendono parte all'attivazione e alla conduzione di una sperimentazione clinica. A ruoli consolidati se ne affiancano di nuovi, che sono essenziali non solo per garantire la qualità dei dati raccolti ma soprattutto per il coordinamento dello studio, delle procedure e di tutto il personale coinvolto nella sperimentazione. La formazione dedicata a queste figure professionali - come infermieri, medici, tecnici sanitari, biologi e farmacisti - deve essere mirata alla loro specializzazione, al fine di ampliare e consolidare le loro competenze e renderli capaci di gestire al meglio la sempre più crescente complessità degli studi clinici, portando così non solo ad un miglioramento della qualità della ricerca stessa ma anche della sicurezza dei pazienti che vi partecipano. È in questo contesto che Roche promuove il bando “Roche per la ricerca clinica”, che dalla sua nascita ha stanziato oltre 1 milione e mezzo di euro per 53 borse di studio destinate a data manager e infermieri di ricerca. Con un investimento complessivo di 210 mila euro per il finanziamento di 7 borse di studio, destinate ad altrettante figure di data manager e infermieri di ricerca che hanno svolto per 12 mesi attività di ricerca clinica non sponsorizzata presso l’ente vincitore del progetto, il bando ha destinato 30mila euro al progetto RoadMap di miglioramento organizzativo e assistenziale nella diagnostica e trattamento della maculopatia diabetica, che mira a migliorare il percorso di cura dei pazienti con edema maculare diabetico, una complicanza del diabete che può portare a perdita della vista. L’obiettivo principale è ridurre i tempi di attesa per la diagnosi e l’inizio del trattamento, rendendo più rapido ed efficiente l’accesso alle terapie intravitreali. Attraverso una migliore organizzazione delle visite, l’ottimizzazione delle risorse e il monitoraggio dei risultati clinici e ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- II Monaldi si aggiudica il bando della Roche -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121602150200415.PDF
§---§
title§§ La politica renda la salute più facile
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603106406909.PDF
description§§
Estratto da pag. 20 di "FATTO QUOTIDIANO" del 16 Dec 2025
pubDate§§ 2025-12-16T05:45:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603106406909.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603106406909.PDF', 'title': 'FATTO QUOTIDIANO'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603106406909.PDF
tp:ocr§§ LA POLITICA RENDA LA SALUTE PIÙ FACILE ANTIVIRUS , NEL 2025 SONO STATE fatte ricerche che stanno cambiando il nostro futuro sanitario: dalle terapie avanzate contro il cancro all’uso massivo dell’Intelligenza artificiale in clinica, fino a nuove conoscenze sulla biologia umana, progressi destinati a ridefinire diagnosi, prevenzione e cura. La sequenziazione genetica è divenuta più veloce ed economica aprendo la strada a diagnosi iper-personalizzate anche nei pronto soccorso. È possibile identificare mutazioni rare responsabili di malattie pediatriche gravi, adattare terapie oncologiche e perfezionare le strategie di prevenzione per soggetti ad alto rischio. L’immunoterapia 2.0 ha dato la nuova generazione di terapie CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T-cell). Le cellule modificate in laboratorio sono ora dotate di “interruttori di sicurezza” che le rendono più controllabili, riducendo gli effetti avversi e ampliandone l’uso anche ai tumori solidi. C’è stata l’adozione globale dei modelli di IA clinica di nuova generazione, capaci di analizzare immagini, dati genetici e cartelle cliniche con precisione, in alcuni casi superiore a quella umana. Quelle più impattanti includono diagnosi precoce dei tumori attraverso screening automatizzati, rilevazione d’aritmie e patologie cardiovascolari tramite dispositivi indossabili intelligenti, previsione dell’evoluzione delle malattie croniche. Sono stati sviluppati vaccini sperimentali contro il melanoma e alcuni tumori del polmone. Tali cure personalizzate, costruiti sul profilo genetico del tumore di ciascun paziente, mirano a potenziare la risposta immunitaria in modo mirato. Importanti risultati anche nelle neuroscienze con terapie sperimentali basate su anticorpi monoclonali di nuova generazione con la capacità di rallentare la progressione della neurodegenerazione. Nuovi traguardi nelle biotecnologie rigenerative con la possibilità di creare in laboratorio organi sempre più simili a quelli umani, sopperendo alla carenza di donatori. Molte applicazioni sono costose in un budget sanitario sempre più insufficiente e ciò pone problemi sulla disuguaglianza d’accesso alle cure, che la politica è chiamata a risolvere. Un anno entusiasmante che non deve farci dimenticare i confini etici di tali applicazioni. MARIA RITA GISMONDO Virologa ---End text--- Author: MARIA RITA GISMONDO Heading: ANTIVIRUS Highlight: Image: -tit_org- La politica renda la salute più facile -sec_org-
tp:writer§§ MARIA RITA GISMONDO
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603106406909.PDF
§---§
title§§ Aziende della cannabis primo stop alla stretta
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087506844.PDF
description§§
Estratto da pag. 24 di "REPUBBLICA" del 16 Dec 2025
pubDate§§ 2025-12-16T05:43:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087506844.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087506844.PDF', 'title': 'REPUBBLICA'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087506844.PDF
tp:ocr§§ Aziende della cannabis primo stop alla stretta LA DECISIONE Le aziende della cannabis industriale possono continuare a lavorare. Il Consiglio di Stato ha infatti accolto il ricorso di alcune imprese del settore e ha sospeso l’efficacia della sentenza del Tar del Lazio che aveva ritenuto legittimo il decreto del ministero della Salute sul cannabidiolo, il cosiddetto Cbd. Una decisione che blocca, almeno per ora, la stretta normativa e riapre il confronto giuridico e politico su un comparto in forte tensione. ---End text--- Author: Redazione Heading: LA DECISIONE Highlight: Image: -tit_org- Aziende della cannabis primo stop alla stretta -sec_org-
tp:writer§§ REDAZIONE
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087506844.PDF
§---§
title§§ Disturbi alimentari: parte la campagna social e i centri diventano 172
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087206845.PDF
description§§
Estratto da pag. 24 di "SOLE 24 ORE" del 16 Dec 2025
pubDate§§ 2025-12-16T05:43:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087206845.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087206845.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087206845.PDF
tp:ocr§§ Disturbi alimentari: parte la campagna social e i centri diventano 172 Circa 3 milioni di persone in Italia sono colpite da anoressia, bulimia e da altri disturbi dell’alimentazione e della nutrizione e di queste un +35% è il lascito della pandemia che ha portato a galla malesseri nascosti o ne ha acutizzato di nuovi. L’altro dato cruciale è l'età di insorgenza che si abbassa, con casi in aumento tra i bambini. È a partire da qui che il ministero della Salute lancia il nuovo programma di comunicazione triennale, finanziato con 500mila euro nella scorsa legge di bilancio e dal claim «Nessuno ti può giudicare». Un’azione su più livelli che vede adolescenti e famiglie come target primario: dai convegni che saranno organizzati al Nord, Centro e Sud Italia fino ai docu-spot ma soprattutto ai social con esperti e influencer arruolati mentre il culmine della campagna si avrà con una maratona-Tv il prossimo 15 marzo, Giornata del Fiocchetto Lilla. Gli obiettivi sono informare correttamente, educare le persone a riconoscere tempestivamente la malattia ma anche «aiutarle a chiedere aiuto», contrastando lo stigma che troppo spesso accompagna queste patologie. Co-protagonista è lo specchio, in cui troppi ragazzi si vedono deformati: come spiegano dal ministero oggi i social restituiscono un riflesso distorto della società che può colpire gli utenti più fragili con modelli estetici e di successo inarrivabili. Su questo bisogna lavorare intercettando i giovani sui loro mezzi di comunicazione e informazione preferiti. In campo ci sono risorse che aspettano di essere pienamente utilizzate dalle regioni, come ha ricordato il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato intervenendo ieri a Roma alla presentazione del programma di comunicazione. Innanzitutto, il Fondo nazionale per il contrasto dei cosiddetti “Dan” o Dca, istituito dalla manovra 2022 e implementato nel 2024, «ha messo a disposizione complessivamente 45 milioni nel triennio 2022-2024, destinati alle Regioni – ha aggiunto Gemmato - per potenziare la rete ambulatoriale integrata e multiprofessionale, favorire l'intercettazione precoce degli esordi, potenziare le strutture residenziali, implementare percorsi di cura Evidence Based; applicare il 'Percorso Lilla' in Pronto soccorso, formare gli operatori secondo protocolli clinici aggiornati e coinvgolgere le famiglie nel percorso terapeutico». Il tutto in un contesto in cui, ha sottolineato Gemmato, «grazie alle risorse stanziate dalla manovra 2025 sono stati destinati 500.000 euro per il 2025, 2026 e 2027 a campagne di prevenzione dei Dan» mentre «la manovra 2026 assegna al Piano nazionale salute mentale 80 milioni nel 2026, 85 milioni nel 2027, 90 milioni nel 2028, 30 milioni l'anno dal 2029», ha detto. Ma intanto, a che punto è l'offerta delle cure? Al 15 dicembre 2025 sono 172 i servizi “mappati” dalla piattaforma dedicata dell'Iss, accessibile ai cittadini: 138 pubblici, 34 privati accreditati e 56 associazioni che mettono a disposizione interventi non sanitari. In queste strutture, ancora oggi distribuite a macchia di leopardo sul territorio, équipe multiprofessionali con psicologi, psichiatri, dietisti, infermieri, educatori professionali e altri operatori. I centri sono aperti per lo più a utenti maggiorenni mentre solo il 51% accoglie bambini tra i 7 e i 12 anni malgrado sempre più spesso in questa fascia d'età si manifestino disagi come il disturbo selettivo dell'alimentazione. Altra debolezza del sistema, la carenza di posti letto: i ricoveri ordinari in emergenza, possibili nel 61% delle strutture, avvengono per il 40% in reparti generici e solo per il 20% in spazi dedicati. L'assistenza ambulatoriale specialistica è il servizio più erogato (86%) e in questo caso la prestazione è offerta da centri ad hoc. Infine, il tema dei fondi: le associazioni dei familiari chiedono siano resi strutturali anche per garantire la continuità della relazione di cura tra utenti e specialisti finalmente “stabilizzati”. Un'alleanza preziosa a fronte di una condizione patologica che, spiegano, «come una bomba atomica esplod
e nelle famiglie». —Barbara Gobbi © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Barbara Gobbi Heading: Highlight: Image:Colpiti in 3 milioni. In crescita del 35% dopo la pandemia -tit_org- Disturbi alimentari: parte la campagna social e i centri diventano 172 -sec_org-
tp:writer§§ Barbara Gobbi
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087206845.PDF
§---§
title§§ L'intervista. F. Anelli - Il caso San Raffaele Il far west di medici e infermieri esteri = «Dopo il caso del San Raffaele è urgente intervenire»
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087306846.PDF
description§§
Estratto da pag. 25 di "SOLE 24 ORE" del 16 Dec 2025
Bartoloni e Gobbi —a pag. 25
pubDate§§ 2025-12-16T05:43:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087306846.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087306846.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087306846.PDF
tp:ocr§§ Il caso San Raffaele Il far west di medici e infermieri esteri Bartoloni e Gobbi —a pag. 25 Salute 24 L’intervista. F. Anelli Presidente Fnomceo «Dopo il caso del San Raffaele è urgente intervenire» «A darci ragione questa volta non è un tribunale, ma è il giudice più severo e incontestabile: la realtà dei fatti. Il riconoscimento dei titoli esteri per i professionisti della salute, la conoscenza della lingua italiana, l'iscrizione agli Albi non sono formalità: sono passaggi sostanziali a tutela della salute dei cittadini». il presidente dell Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, è molto netto sulla questione del riconoscimento dei titoli di formazione dall’estero soprattutto dopo quanto accaduto a Milano al San Raffaele nei giorni scorsi che segue di pochi mesi il Tar della Lombardia che, su ricorso presentato proprio da Fnomceo, ha annullato in parte la delibera in materia della regione Lombardia: «Questo far west - spiega al Sole 24 ore non può durare fino al 2027 il cittadino non può essere assistito da persone le cui competenze e la formazione non sono state certificate». Cosa accade oggi? Di fatto c’è un doppio binario: se si passa per il ministero c’è una valutazione approfondita del titolo di studio, si verifica il percorso formativo per verificare anche se è coerente con quello italiano ed europeo e in caso di carenza i professionisti sono obbligati a fare degli esami integrativi nelle università italiane. Attraverso le Regioni invece ci sono procedure semplificate dove non si fanno verifiche approfondite e dunque accadono eventi come quello accaduto al San Raffaele e poi c’è un’altra anomalia. Quale? Chi ha il riconoscimento del titolo attraverso il ministero si iscrive agli Ordini. Gli altri no e dunque questi professionisti non sono censiti né hanno obblighi di assicurazione, di formazione continua e neanche hanno superato l’esame di idoneità sulla lingua da fare presso gli Ordini. Cosa chiedete? Che se la procedura passa per le Regioni sia fatta seriamente e in linea con quanto fa il ministero e cioè una verifica seria del percorso formativo e lì dove è carente si obblighi a fare esami di compensazione e di lingua Ma le Regioni resistono? Non tutte. Sicuramente la Lombardia che ora però si è trovata in questa situazione nonostante abbia avuto anche una sentenza del Tar che ha bocciato la sua procedura semplificata Che deve fare il ministero? Basta rinvii, l’intesa Stato Regioni va approvata subito: il testo è pronto ed era stato concordato anche con gli Ordini professionali. Serve dunque un maggiore pressing che finora non ha funzionato. —Mar.B. B.Gob. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Mar B B Gob Heading: Salute 24 Highlight: Image:imagoeconomica -tit_org- L’intervista. F. Anelli - Il caso San Raffaele Il far west di medici e infermieri esteri «Dopo il caso del San Raffaele è urgente intervenire» -sec_org-
tp:writer§§ Mar B B Gob
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087306846.PDF
§---§
title§§ Il far west di medici e infermieri dall'estero Schillaci: «Ora regole per il bene di tutti»
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087806847.PDF
description§§
Estratto da pag. 25 di "SOLE 24 ORE" del 16 Dec 2025
pubDate§§ 2025-12-16T05:43:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087806847.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087806847.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087806847.PDF
tp:ocr§§ Il far west di medici e infermieri dall’estero Schillaci: «Ora regole per il bene di tutti» L’allarme. Dal Covid in vigore una deroga che consente alle Regioni di riconoscere in modo semplificato titoli di studio extra Ue: sono migliaia gli operatori non certificati dagli Ordini. Pressing del ministro per approvare subito le norme che slittano dal 2024 Marzio Bartoloni Barbara Gobbi «A bbiamo definito una disciplina puntuale per la verifica delle qualifiche in modo da renderla strutturale, superando quella emergenziale nata con il Covid. Sono state recepite anche osservazioni delle Regioni e quel testo è all'esame della Conferenza Stato-Regioni dall'aprile 2024. E' evidente che sarebbe auspicabile concludere l'iter di questa Intesa a tutela della professionalità degli operatori sanitari e soprattutto della salute dei cittadini». Dal ministro della Salute Orazio Schillaci interpellato dal Sole24Ore arriva un input forte per regole chiare capaci di mettere fine al Far West nel riconoscimento dei titoli degli operatori extra Ue che dall'estero vengono a lavorare in Italia. E di cui il nostro Paese, che solo per gli infermieri stima una carenza di 70mila addetti, ha disperatamente bisogno. L'allentamento dei criteri per ammettere in corsia chi arriva da fuori, introdotto con la pandemia (decreto Cura Italia) e poi prorogato per la penuria di risorse nostrane, è destinato a protrarsi ancora fino al 2027 e intanto l'Intesa Stato-Regioni con cui il decreto Bollette chiedeva di regolamentare l'ingaggio di medici, infermieri, fisioterapisti e Oss stranieri è bloccato da Regioni come la Lombardia, teatro dell'ultimo fatto di cronaca al San Raffaele di Milano che ha riacceso i riflettori sul tema critico della sicurezza dei pazienti, se affidati a personale di dubbia formazione. Addetti che - accanto a tanti altri che seguono l'iter standard di riconoscimento del titolo - esercitano “in deroga” configurando per l'Italia uno scenario con medici e infermieri “di serie A” e “di serie B”: i primi iscritti all'ordine e quindi tracciabili, tenuti a seguire corsi di formazione e a stipulare polizze; i secondi ignari della lingua e quindi limitati nel confronto con colleghi e pazienti, con un bagaglio formativo non verificato e magari inadeguato, che li porta a confondere i dosaggi dei farmaci o a fare valutazioni sbagliate. Un mix potenzialmente esplosivo che trasforma la “deroga” in una mina vagante. L'Intesa Stato-Regioni in stand-by prima per l'altolà della Calabria impegnata ad assumere medici cubani e poi per lo stop della Lombardia che si è vista tra l'altro bocciare lo scorso settembre dal Tar la propria delibera che semplifica l'iter del riconoscimento dei titoli, prevede tra l'altro che gli Ordini gestiscano dei registri speciali proprio per tracciare le attività. «Solo per gli infermieri stimiamo 15mila presenze non certificate - spiega Barbara Mangiacavalli presidente della Federazione nazionale degli ordini degli infermieri (Fnopi) -. Come enti sussidiari dello Stato siamo disponibili a collaborare con le istituzioni per garantire qualità e appropriatezza: ci facciamo volentieri carico di riconoscere i titoli di queste persone, di inserirle in un percorso ordinario e di monitorarle dal punto di vista deontologico, della lingua e delle competenze». Insomma la parola d'ordine è ok agli arrivi di personale dall'estero purché con i crismi della regolarità: già oggi vengono dall'India, dall'Est Europa, da alcuni Paesi dell'Africa e dal Sud America. Molte realtà, come l'America Latina e l'India, hanno percorsi formativi simili ai nostri ma per esercitare in Italia in ogni caso va affrontato il problema della lingua e di standard etici di reclutamento. Come fa l'Irlanda, che ha il 50% di infermieri stranieri: prima gli fa studiare l'inglese, poi procede con la certificazione delle competenze e con l'inserimento in un sistema aziendale anche di welfare con tanto di ricongiungimenti familiari. L’Italia si conferma all'insegna della regionalizzazione spinta: a esempio in Lombardia su proposta dell'assessore al Welfar
e Guido Bertolaso è avviata la collaborazione l'Uzbekistan sugli infermieri. Il progetto prevede percorsi di formazione clinica e teorica nell'Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano. I primi 10 infermieri già ci sono ma nei primi mesi del 2026 l'obiettivo è di farne arrivare 210, che starebbero già imparando l'italiano a Tashkent e a Samarcanda. Nel complesso, dal 2020 con i Decreti Cura Italia e Ucraina sarebbero entrati da noi quasi 19mila infermieri e 9mila medici, per lo più reclutati nel privato: «Sono una risorsa strutturale per la nostra sanità e non vanno considerati di serie B - avvisa Foad Aodi, presidente Associazione medici origine straniera in Italia (Amsi), che tiene la contabilità di ingressi e uscite -. Chiediamo di valorizzarli con percorsi rapidi di riconoscimento titoli, formazione linguistica, aggiornamento e inclusione». Però «è arrivato il momento di chiudere tutte le norme che prevedono deroghe - avvisa infine Mangiacavalli -: l'Italia non può permettersi di affidarsi a professionisti con qualificazione dubbia e i nostri assistiti meritano il massimo». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marzio Bartoloni :-: Barbara Gobbi Heading: Highlight: Image:Operatori stranieri in corsia. Dal 2020 con il Covid sono state approvate delle deroghe per il riconoscimento dei titoli barbara mangiacavalli Presidente Federazione Ordini professioni infermieristiche -tit_org- Il far west di medici e infermieri dall’estero Schillaci: «Ora regole per il bene di tutti» -sec_org-
tp:writer§§ Marzio Bartoloni - Barbara Gobbi
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087806847.PDF
§---§
title§§ Dall'economia ai servizi sanitari: salute e clima sono inseparabili
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087906848.PDF
description§§
Estratto da pag. 24 di "SOLE 24 ORE" del 16 Dec 2025
pubDate§§ 2025-12-16T05:43:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087906848.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087906848.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087906848.PDF
tp:ocr§§ Dall’economia ai servizi sanitari: salute e clima sono inseparabili Lo studio. Un report di World economic forum e Bcg stima gli effetti del cambiamento climatico: 14,5 milioni di morti e 12.500 miliardi di dollari di costi entro il 2050, l’impatto più forte sui sistemi sanitari I l cambiamento climatico sta diventando la principale minaccia alla salute globale e un fattore economico dirompente. Non è un’ipotesi astratta: i numeri del nuovo report di Boston Consulting Group (Bcg) e World Economic Forum (Wef) mostrano un futuro prossimo segnato da 14,5 milioni di morti aggiuntive entro il 2050 e da 12.500 miliardi di dollari di perdite economiche. Ma più del dato colpisce la lettura che ne danno Alessandra Catozzella e Lorenzo Fantini, Managing director e partner di Bcg, che spiegano come il binomio «clima e salute» stia già trasformando sistemi sanitari, imprese, modelli assicurativi e politiche pubbliche. «L'impatto sulla salute è molto più esteso di quanto percepito - afferma Catozzella - Negli ultimi vent'anni in Europa le morti legate al caldo sono aumentate del 30%. E l'estate scorsa, in sole dodici città europee, l'eccesso di mortalità da calore è triplicato rispetto alle attese». È un fenomeno che non riguarda solo gli anziani: secondo i dati, 2,4 miliardi di lavoratori sono esposti a rischi diretti derivanti dal caldo e oltre 23 milioni di infortuni l'anno sono riconducibili all'eccessiva temperatura. «E non parliamo solo di heat stress – aggiunge -. Aumentano i ricoveri cardiovascolari e respiratori, crescono le malattie trasmesse da vettori, e l'inquinamento atmosferico provoca circa 7 milioni di morti l'anno». L'impatto sull'economia Per Fantini, però, il cuore del problema è economico: «Il clima è un enorme problema di business. Colpisce gli individui, ma allo stesso modo le imprese. I settori più esposti – agricoltura, food, costruzioni – rappresentano una quota rilevante del Pil italiano. Quando le temperature superano certe soglie, i cantieri si fermano, la produttività crolla, le filiere si interrompono. E gli eventi che consideravamo “una volta ogni 500 anni” stanno diventando “una volta ogni 50”». Un cambiamento che molte aziende hanno sottovalutato: «Per anni si sono concentrate sulla protezione degli asset. Ora stanno capendo che il vero rischio riguarda le persone». Il costo per i sistemi sanitari A pagare il prezzo più alto sono i sistemi sanitari. Il report stima fino a 1.100 miliardi di dollari di costi aggiuntivi entro il 2050. «Molti ospedali non sono progettati per affrontare estati come quelle che vivremo nei prossimi dieci anni - osserva Catozzella - Aumentano i ricoveri e nello stesso tempo cresce la vulnerabilità delle strutture». Nei Paesi più poveri, le difficoltà sono ancora più gravi: il caldo compromette la distribuzione dei vaccini, la catena del freddo e la capacità dei sistemi di reagire a epidemie che si stanno espandendo, come dengue e malaria. Fantini cita un caso emblematico: «A Nuova Delhi due terzi dei lavoratori sono pagati a giornata. Quando l'inquinamento supera una certa soglia, non possono lavorare. Per questo è nata una polizza parametrica che paga automaticamente il salario perso. Nessun modulo, nessun ritardo, solo protezione immediata». È un esempio di come innovazione assicurativa e clima possano intrecciarsi. «È un modello che in Europa potrebbe trovare applicazioni, soprattutto nei settori più vulnerabili». Le reazioni in Italia In Italia, intanto, il mondo produttivo sta iniziando a reagire. «Le grandi imprese sono mature sul rischio fisico agli asset - spiega Fantini - Ora stanno capendo che la vulnerabilità delle persone va integrata nelle strategie. Abbiamo casi di grandi gruppi che devono riorganizzare turni, aumentare le ridondanze nei ruoli critici o rivedere i tempi dei cantieri. È un costo diretto sull'Ebitda». Alcune aziende stanno sperimentando sensori per monitorare l'esposizione dei lavoratori al caldo o all'inquinamento e intervenire in tempo reale: «Sono interventi semplici, ma possono evitare incidenti e ridurre costi sanitari»,
sottolinea Catozzella. Anche alcune regioni italiane si stanno muovendo in modo innovativo. «Stiamo vedendo l'introduzione di modelli predittivi che stimano gli accessi al pronto soccorso sulla base di temperatura, CO2 e qualità dell'aria - spiega Catozzella - Questi modelli spiegano circa il 70% della variabilità degli accessi. Significa che possiamo assegnare personale e risorse in modo molto più efficiente». È qui che entra in gioco l'intelligenza artificiale, vista da entrambi gli esperti come un acceleratore decisivo. «L'AI abbatte barriere di costo e complessità - afferma Fantini - Permette di analizzare dati climatici, sanitari e comportamentali e fornire prevenzione personalizzata. Le assicurazioni possono costruire modelli di pricing più sofisticati, le aziende possono capire come proteggere i propri lavoratori, e i sistemi sanitari possono anticipare i picchi di domanda». Il settore assicurativo, infatti, si trova davanti a una trasformazione profonda. «Non basta più rimborsare i sinistri - sostiene Catozzella - Le assicurazioni devono diventare motori di prevenzione: incentivare screening, stili di vita sani, vaccinazioni, turni adeguati, edilizia più resiliente. Quando premi i comportamenti virtuosi, riduci i sinistri. Per ogni euro investito in prevenzione, il settore ne risparmia sei o sette». Pochi fondi a disposizione Nonostante la centralità del tema, la salute riceve però solo il 5% dei fondi globali per l'adattamento climatico. «È un sottofinanziamento strutturale - spiega Catozzella - Abbiamo investito per decenni negli asset, perché il danno fisico si vede subito. Ma il danno alla salute è il fattore che più inciderà sulla produttività futura». Fantini aggiunge: «Servono piani nazionali di adattamento che includano le persone. E servono dati condivisi: oggi il settore pubblico non mette a disposizione abbastanza informazioni che sarebbero fondamentali per prevenzione e pianificazione». La strada, secondo entrambi, passa da una grande infrastruttura dati. «Con un sistema unico che integri clima e salute potremmo attivare sistemi di early warning, campagne informative, strumenti predittivi», spiega Catozzella. L'Europa sta lavorando all'European Health Data Space, che potrebbe rappresentare la base per farlo. Ma serviranno anche partenariati pubblico-privato. «È inevitabile - osserva Fantini - Accade già nella cybersecurity e nei crimini finanziari: succederà anche nella salute climatica». Il messaggio finale è netto. «Il cambiamento climatico uccide, anche in Italia - afferma Fantini - Non affrontarlo significa perdere competitività». Catozzella conclude: «La resilienza sanitaria è la nuova frontiera dell'adattamento climatico. E riguarda ogni attore: istituzioni, imprese, assicurazioni e cittadini». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Francesca Cerati Heading: Highlight: In cantiere modelli predittivi sugli accessi al pronto soccorso in base a temperatura, CO2 e qualità dell'aria i fondi La salute riceve però solo il 5% dei fondi globali per l'adattamento climatico Image:Rischi da caldo. Il fenomeno dell’eccesso di caldo non colpisce soltanto gli anziani: secondo gli ultimi i dati, 2,4 miliardi di lavoratori sono esposti a rischi diretti derivanti dal caldo e oltre 23 milioni di infortuni l'anno sono riconducibili all'eccessiva temperatura -tit_org- Dall’economia ai servizi sanitari: salute e clima sono inseparabili -sec_org-
tp:writer§§ Francesca Cerati
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087906848.PDF
§---§
title§§ Libera professione, mancano 400 mila euro I medici contro l'azienda: "Non pagheremo"
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087606849.PDF
description§§
Estratto da pag. 30 di "STAMPA" del 16 Dec 2025
pubDate§§ 2025-12-16T05:43:00+00:00
arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087606849.PDF
category§§ POLITICA SANITARIA
subcategory§§ {'domain': ''}
source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087606849.PDF', 'title': 'STAMPA'}
tp:url§§
tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087606849.PDF
tp:ocr§§ Città Salute: il piano per far quadrare i conti del 2024 prevede un contributo “calcolato proporzionalmente all’’importo percepito” Libera professione, mancano 400 mila euro I medici contro l’azienda: “Non pagheremo” LA POLEMICA ALESSANDRO MONDO I conti non si fanno quadrare sulla pelle, anzi: sul portafoglio, dei medici. E’ la sintesi della diffida inviata da Anaao Assomed Piemonte, principale sindacato dei medici ospedalieri, alla direzione della Città della Salute. Una levata di scudi preventiva in vista dell’incontro convocato oggi in corso Bramante, avente per tema quella specie di campo minato che è ormai diventata la libera professione, in intramoenia o in intramoemia allargata. Premessa: una quota minoritaria ma nemmeno minimale del disavanzo della Città della Salute 2024, chiuso dall’azienda ma tuttora al vaglio della direzione regionale Sanità in vista del trasferimento al Ministero, riguarda l’Alpi, ovvero la libera professione: una differenza tra ricavi e costi di 400 mila euro che per la quali totalità riguarda le attività svolte dai medici. Nella nota aziendale, inviata ai sindacati medici si fa riferimento ad un piano di riequilibrio basato su un contributo chiesto a tutti i medici che hanno percepito compensi di competenza 2024, “calcolato proporzionalmente all’importo percepito, fino a concorrenza dell’intero ammontare”. Per inciso, la stessa richiesta sarà avanzata al “comparto”, ovvero a tutte le professionalità non mediche, anche se nel loro caso si parla di poche decine di migliaia di euro. La vera partita, quindi, si apre tra l’azienda e la dirigenza medica. Immediato e preventivo, come premesso, il “no” di Anaao nella persona di Chiara Rivetti, la segretaria regionale. «Il disequilibrio finanziario, da una nostra grossolana valutazione da medici non esperti in bilancio, è in gran parte dovuto ad un aumento delle spese amministrative e legali - replica - Ora, secondo la direzione, questa differenza deve essere colmata dai medici e dirigenti sanitari. Senza possibilità di verificare le cifre, i capitoli di bilancio, le motivazioni dettagliate, dobbiamo dare un “contributo”. In fondo, è Natale e un contributo non si nega a nessuno. Ma non fosse altro che per la seconda volta arrivano richieste ai medici per gestioni perlomeno approssimative, che poi i tribunali bollano come illegittime, diffidiamo l’azienda a chiederci di ripianare i bilanci e chiediamo di visionare la documentazione inerente. Riteniamo infatti che la richiesta così come formulata presenti profili rilevanti di illegittimità e criticità sotto il profilo procedurale, contabile e giuridico». Un brusco peggioramento del clima delle relazioni sindacali, mantenutosi sostanzialmente tranquillo dopo la dipartita di Thomas Schael, che nessuno rimpiange, e l’arrivo di Livio Tranchida sulla tolda di comando della principale azienda ospedaliera-universitaria del Piemonte e tra le maggiori in Italia. La più tribolata, anche. Tranchida, peraltro, si divide tra Torino e Cuneo, dove continua a dirigere il Santa Croce e Carle in attesa che la Regione si decida ad individuare il successore. Sia come sia, un dato pare certo: l’esercizio dell’attività in libera professione per il 2026 è subordinato al rientro del disavanzo 2024. E il discorso potrebbe riguardare anche i bilanci precedenti, in fase di verifica. “Nel caso in cui la contabilità separata presenti un disavanzo, il direttore generale è obbligato ad assumere tutti i provvedimenti necessari , compresi l’adeguamento delle tariffe o la sospensione del servizio relativo alle erogazioni delle prestazioni sanitarie per le attività di ricovero e per le prestazioni ambulatoriali”, si legge nella nota inviata via pec ai sindacati. Oggi l’incontro con la direzione, tre le possibilità: accordo, rottura o un compresso. Quale possa essere, non si sa. — ---End text--- Author: ALESSANDRO MONDO Heading: Highlight: Levata di scudi del sindacato Anaao Assomed in vista dell’incontro convocato oggi peggiora il clima delle relazioni Image:Una mammografia, tra gli esami più richiesti Una
Tac. La Città della Salute conta quasi 10 mila dipendenti in 5 ospedali Una radiografia, altro esame basilare CHIARA RIVETTI SEGRETARIA ANAAO ASSOMED “ Squilibrio dovuto non ai dottori ma all’aumento delle spese legali e amministrative -tit_org- Libera professione, mancano 400 mila euro I medici contro l’azienda: “Non pagheremo” -sec_org-
tp:writer§§ ALESSANDRO MONDO
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/16/2025121603087606849.PDF
§---§