title§§ Intervista a Domenico Rossi - «Il Piano socio-sanitario? Uno strumento fragile: ora servono correzioni»
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Estratto da pag. 10 di "CORRIERE DI NOVARA" del 15 Dec 2025
pubDate§§ 2025-12-15T05:29:00+00:00
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tp:ocr§§ L’INTERVISTA Con Domenico Rossi «Il Piano socio-sanitario? Uno strumento fragile: ora servono correzioni» A poco più di due settimane dalle audizioni sul piano socio sanitario regionale, tenutesi a Novara e che hanno interessato il quadrante nord orientale del Piemonte, domani, in Consiglio Regionale, si apre il dibattito sul documento di programmazione, atteso da tempo e fondamentale per disegnare le sanità regionale del futuro. Un momento di confronto, quello tenutosi presso l’aula magna dell’Università del Piemonte Orientale, che ha dato precise indicazioni sui bisogni del territorio. Ne abbiamo parlato con il consigliere regionale Domenico Rossi, già vicepresidente della commissione sanità in Regione. Domani il Piano socio-sanitario approda finalmente in aula. Che clima si aspetta? «È un momento atteso da anni e che arriva dopo una serie di eventi e l’approvazione di normative che hanno cambiato profondamente la nostra visione sulla sanità e le politiche di salute. Penso al Covid, ma anche al DM 77 e al PNRR, per non parlare dell’invecchiamento della popolazione. Mi auguro che la maggioranza valuti gli emendamenti presentati dalle opposizioni che vogliono contribuire a rafforzare un testo che oggi risulta incompleto e troppo fragile per essere il principale strumento di programmazione del sistema sanitario piemontese». Le opposizioni, il Pd in particolare, hanno criticato molto il Piano. Per quali ragioni? «Abbiamo espresso forti dubbi fin da subito sia nel merito sia nel metodo. Non lo consideriamo un vero piano perché non proietta il Piemonte verso le politiche di salute del futuro: in troppi passaggi si limita a fotografare l’esistente e neppure in modo esaustivo. Manca, poi, una reale integrazione socio-sanitaria, rispecchiata anche dalla stesura gestita in maniera nettamente separata tra i due assessorati. Quanto al metodo, la Giunta ha proceduto con eccessiva fretta, tentando persino di evitare il confronto con gli stakeholder in commissione. Ci siamo battuti per avere delle consultazioni serie, così da poterli ascoltare. Alla fine è stato utile perché solo la Giunta ha presentato circa 200 emendamenti». Qual è, secondo lei, il principale limite del testo? «È ricco di buoni intenti, si parla di ‘rafforzare’, ‘potenziare’, ‘consolidare’, ma povero di tempistiche, indicatori e strumenti operativi. Per questo chiediamo di inserire impegni finanziari, tempi precisi e obiettivi misurabili e verificabili. Ma al di là del mio giudizio, o di quello dei colleghi di opposizione, va ricordato che alcune criticità del sistema Piemonte sono state rilevate a più riprese dai rapporti Gimbe e dai dati Agenas. Mi riferisco, ad esempio, al record negativo a livello nazionale per il ricorso ai gettonisti, con interi reparti che funzionano solo grazie a medici a chiamata, o a quello relativo al numero di medici di medicina generale e pediatri in rapporto agli abitanti, per non parlare delle interminabili liste d’attesa. Emergenze ribadite da tempo anche da professionisti, sindacati e operatori del settore che vanno affrontate, anche attraverso un piano di assunzioni straordinario basato sui fabbisogni e lavorando seriamente e con responsabilità ad incentivi e soluzioni innovative». In un contesto che il mondo della sanità ed enti terzi rappresentano come problematico, quale contributo cercherete di portare al testo? «Abbiamo presentato numerosi emendamenti costruiti in dialogo con le diverse realtà che si occupano di salute e anche grazie ai contributi emersi durante la Conferenza regionale sul diritto alla salute organizzata dal Pd lo scorso ottobre. Questo piano andrebbe riscritto da zero, ma non è nella nostra facoltà: cercheremo almeno di migliorarlo e avvicinarlo a ciò che un Piano socio-sanitario dovrebbe essere». Quali i temi su cui avete deciso di concentrare l’azione dell’opposizione? «Su alcuni siamo già riusciti a portare a casa un primo risultato in commissione. E’ stato approvato un mio emendamento che inserisce nel piano la storica battaglia sul superamento del criterio della spesa storica nella ripa
rtizione del Fondo sanitario che penalizza il nostro territorio da anni. Ora è un obiettivo, scritto nero su bianco, per il Piemonte: è una battaglia che deve essere vinta per migliorare i servizi ai cittadini. Per quanto riguarda il nostro territorio è stato accolto, anche se modificato, il mio emendamento su Galliate: il destino del San Rocco deve essere deciso insieme ai sindaci, frutto di un’analisi seria dei bisogni di salute e tenere conto della necessaria continuità dei servizi e delle tutele per i lavoratori. Non può essere un automatismo. In aula mi aspetto che vengano accolte le proposte per il potenziamento della medicina territoriale e delle case di comunità che non possiamo pensare di affrontare solo come un’operazione di edilizia sanitaria. Servono personale, funzioni chiare e organizzazione. Le linee guida Agenas ci sono, ma nel Piano quasi non se ne parla. Chi lavorerà in queste strutture? Con quali risorse? Su questo abbiamo presentato un emendamento puntuale». E sul fronte dell’innovazione digitale? Solo qualche mese fa, al Maggiore un cambio di software ha messo in crisi interi reparti. «E’ uno dei temi centrali e trattato marginalmente nel piano. La stessa Giunta ha presentato due emendamenti scritti insieme al politecnico. Io ne ho presentato uno che ritengo strategico: serve un ecosistema digitale regionale. Oggi in Piemonte convivono oltre 800 software che non dialogano tra loro, capita ancora che un ospedale non riesca a leggere gli esami fatti in un altro. Nell’epoca dell’intelligenza artificiale è inaccettabile. Bisogna puntare sull’interoperabilità e sulla telemedicina. Non solo tra gli ospedali, ma anche tra ospedali e territorio In quest’ottica ho anche presentato un emendamento finalizzato ad integrare il percorso di tutela (la procedura che consente di ottenere visite ed esami specialistici entro i tempi massimi previsti dalla legge quando il Servizio Sanitario non riesce a garantirli, ndr) nel nuovo CUP, prevedendo una modalità che attivi, in automatico dal sistema di prenotazioni, il percorso che adesso deve essere richiesto espressamente dal cittadino». Aprendo lo sguardo alla regione uno dei temi chiave per il futuro della sanità piemontese è certamente il trend di invecchiamento della popolazione. «Anche su questo il piano non è incisivo. Curare una popolazione sempre più anziana richiede una forte attenzione alla prevenzione, che deve diventare una priorità per mantenere le persone in salute e ridurre il carico sul sistema sanitario. E aggiungo che la stessa superficialità investe il tema della salute mentale, sempre più sentito soprattutto tra i più giovani. Il Piemonte è tra le regioni del Nord che investe meno in questo ambito. Le associazioni chiedono di destinare almeno il 5% della spesa sanitaria alla salute mentale, ma siamo molto lontani da quel livello. In un momento in cui il disagio cresce, è una situazione che non possiamo accettare». Che cosa si aspetta dall’aula? «Mi aspetto serietà, responsabilità e condivisione. Parliamo del bene più prezioso: il futuro della salute dei piemontesi. Poi, al di là del piano, dipenderà dalle scelte che sia il governo nazionale sia quello regionale, faranno per creare un sistema adeguatamente finanziato e in grado di rispondere ai nuovi bisogni di salute. Su questo continueremo a portare avanti la nostra battaglia politica per un sistema pubblico e universale, che non lasci indietro nessuno» l Sandro Devecchi ---End text--- Author: Sandro Devecchi Heading: Highlight: Image:DOMANI IN AULA Per il consigliere dem Domenico Rossi, nella foto: «È un momento atteso da anni e che arriva dopo una serie di eventi e l’approvazione di normative che hanno cambiato profondamente la nostra visione sulla sanità e le politiche di salute» -tit_org- Intervista a Domenico Rossi - «Il Piano socio-sanitario? Uno strumento fragile: ora servono correzioni» -sec_org-
tp:writer§§ Sandro Devecchi
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title§§ Inps, è guerra ai furbetti = Certificati medici telematici: rivoluzione in vista Inps in campo contro i furbetti
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Estratto da pag. 17 di "GIORNALE" del 15 Dec 2025
Antonio Mastrapasqua a pag.17 La televisita equiparata a quella a domicilio La proposta: vigilanza affidata allo stesso istituto
pubDate§§ 2025-12-15T05:03:00+00:00
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tp:ocr§§ CERTIFICATI E VISITE Inps, è guerra ai furbetti Antonio Mastrapasqua a pag.17 NOVITÀ NEL DECRETO SEMPLIFICAZIONE Certificati medici telematici: rivoluzione in vista Inps in campo contro i furbetti La televisita equiparata a quella a domicilio La proposta: vigilanza affidata allo stesso istituto L’ Europa è malata e l’Italia non sta bene. Non è una metafora, è il riassunto dei dati sull’assenteismo dal lavoro per malattia. La Germania, da locomotiva del Vecchio Continente è diventata un ospedale affollato di lavoratori indisposti: 17 giorni di malattia all’anno: le imprese tedesche hanno perso 77 miliardi di euro a causa delle assenze per malattia, il doppio rispetto al 2010. I casi più eclatanti sono quelli di Norvegia e Finlandia, dove i giorni di assenza superano ormai i 25 all’anno. Il Nord Europa non è più la culla della sacralità del lavoro. Noi però non siamo da meno. Nel primo trimestre dell’anno che sta per finire, nel nostro Paese sono state annullate, per una morbilità certificata, quasi 45 milioni di giornate di lavoro: circa 33,4 milioni nel settore privato e 10,1 milioni nel pubblico, con un incremento rispettivamente pari a +7,3% e +10,5% rispetto all’analogo valore del 2024. Il tutto equivale a 16,5 milioni di certificati (+5%) emessi dai medici di base. Nei prossimi giorni proprio il certificato di malattia dovrebbe subire un cambiamento epocale, o forse più semplicemente consolidare una cattiva abitudine. Dipende da come si guarda la novità. Il prossimo 18 dicembre entrerà in vigore il cosiddetto «Decreto semplificazioni», che tra l’altro sancisce l’equiparazione giuridica tra il certificato medico rilasciato in presenza e quello emesso da remoto tramite televisita. La Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) ha accolto la misura come un alleggerimento della «burocrazia quotidiana». È strano che un atto squisitamente di competenza del medico venga indicato come un adempimento «burocratico». Dovrebbe essere la buona prassi professionale, il «minimo sindacale», anche nella consapevolezza che la certificazione della malattia produce dei costi indiretti al sistema economico (anche in termini di produttività) e diretti alle casse pubbliche, dal momento che l’indennità viene pagata dall’Inps: circa 3 miliardi nel rendiconto 2024. La Fimmg ha precisato, però, che le novità non saranno immediatamente operative. La legge richiede decreti attuativi e accordi in Conferenza Stato-Regioni per la piena applicazione delle misure. Fino a quel momento, si continuerà con le regole tradizionali. Cioè, con gli «atti burocratici» delle mancate visite? La televisita non sostituirà la visita a domicilio, semplicemente perché a memoria d’uomo è difficile ricordare l’ultima visita a domicilio di un medico di base. Certamente sono spesso troppi i pazienti, ma questo non dovrebbe giustificare la considerazione della prestazione di accertamento dello stato di salute come un fastidioso adempimento da parte del medico-burocrate. Visto che ci sono di mezzo molti denari che gravano sulla collettività, non sarebbe il caso che l’Inps se ne assumesse direttamente l’onere (e l’onore)? Nell’Istituto che ho frequentato a lungo qualche anno fa, so che ci sono le professionalità adeguate per affrontare le sfide più temerarie. Ricordo una colossale campagna di trasparenza e legalità condotta – con successo, almeno allora – contro il malcostume delle false invalidità. Furono chiamate a visita di controllo quasi un milione di persone e per il 25% di loro venne revocata la prestazione perché erogata e percepita senza diritto. Ci facemmo nobili nemici – le organizzazioni sindacali e molti enti locali – ma sfidammo un malcostume imperante e scandaloso. E furono proprio i medici assunti dall’Inps, in quell’occasione, a svolgere con coraggio il loro dovere morale e professionale. Oggi leggiamo che le visite fiscali – quelle determinate da controlli sacrosanti per verificare la sussistenza della malattia dichiarata – sono state ridotte costantemente, nell’ultimo anno si è passati da 20 a 15 visite mediche ogni mille
certificati. Non bastano più i medici dell’Inps? Credo che la capacità dell’attuale vertice della Tecnostruttura sarebbe in grado di organizzare, anche sul fronte dei certificati di malattia, quei controlli adeguati alla responsabilità del medico, anche se la Fimmg ritiene che la visita sia diventata un semplice atto burocratico. La telecertificazione non deve diventare l’ufficializzazione di una cattiva abitudine, quella di non visitare più i pazienti a domicilio, per verificare di persona il loro effettivo stato di salute. La telemedicina potrà diventare una preziosa integrazione al servizio della salute, ma non una sostituzione del rapporto «fisico» tra medico e paziente. E l’Inps potrebbe fare la sua parte. *Presidente Inps dal 2008 al 2014 ---End text--- Author: Antonio Mastrapasqua Heading: Highlight: Image: -tit_org- Inps, è guerra ai furbetti Certificati medici telematici: rivoluzione in vista Inps in campo contro i furbetti -sec_org-
tp:writer§§ Antonio Mastrapasqua
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title§§ Medico non aggiornato? La polizza svanisce
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Estratto da pag. 60 di "L'ECONOMIA" del 15 Dec 2025
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tp:ocr§§ Medico non aggiornato? La polizza svanisce Entro il 31 dicembre l’Rc perde validità se non si è fatta la formazione E ntro il 31 dicembre, tutti i medici e gli operatori sanitari dovranno completare i 150 crediti Ecm (Educazione continua in medicina) previsti dal triennio formativo 2023-2025. Non è solo un adempimento burocratico: è una svolta culturale che intreccia competenza, responsabilità e tutela professionale. Il decreto-legge 152/2021, convertito con la legge 233/2021, lega infatti in modo diretto la validità della polizza di responsabilità civile professionale al rispetto dell’obbligo formativo: almeno il 70% dei crediti deve essere conseguito perché la copertura assicurativa sia pienamente operativa. L’obiettivo è chiaro: migliorare la qualità dell’assistenza e ridurre il fenomeno della medicina difensiva, che continua a drenare risorse al sistema sanitario. Secondo i dati Agenas, riportati al recente Forum su Risk management in Sanità ad Arezzo, circa il 10% della spesa sanitaria italiana – pari a 17 miliardi di euro l’anno – deriva da esami, ricoveri e prescrizioni effettuati «per cautela», non per reale necessità clinica, con il conseguente aumento di costi evitabili sui bilanci pubblici e alimenta un clima di sfiducia tra medico e paziente.Un professionista aggiornato sulle linee guida più recenti, sulle evidenze scientifiche e sui protocolli ministeriali agisce con maggiore sicurezza e riduce l’incertezza diagnostica. La formazione Ecm favorisce l’adesione alle buone pratiche cliniche e migliora la difendibilità legale del professionista in caso di contenzioso. Non solo: moduli dedicati al risk management e alla comunicazione medico-paziente consentono di prevenire errori, reclami e incomprensioni, spesso alla radice delle cause giudiziarie. Molte aziende sanitarie hanno già rilevato i benefici economici di programmi Ecm integrati: calo delle prescrizioni inutili, riduzione dei sinistri assicurativi, migliore gestione documentale. Dove la formazione è continua e misurata su indicatori di performance, diminuisce la spesa legata al rischio clinico e cresce la fiducia dei cittadini nel sistema. Non va però dimenticato che l’Ecm non è una garanzia automatica. La qualità dei percorsi formativi, la loro aderenza ai bisogni reali della pratica e la capacità di tradurre la teoria in comportamenti concreti fanno la differenza. Per le compagnie assicurative, l’adempimento Ecm rappresenta anche un indicatore oggettivo di profilo di rischio. Una rete di professionisti aggiornati significa minori probabilità di errore e quindi premi più sostenibili per tutti. Tutti i medici, quindi, dovranno verificare che al 31 dicembre i crediti Ecm siano almeno pari a 105 ore di formazione, per non incorrere, in caso di sinistro, alla inefficacia della loro polizza di responsabilità civile professionale. Paolo Golinucci © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Paolo Golinucci Heading: Entro il 31 dicembre l’Rc perde validità se non si è fatta la formazione Highlight: 17 miliardi La spesa sanitaria annua che deriva da esami, ricoveri e prescrizioni effettuati solo per ragioni di «cautela», il 10% del totale Image: -tit_org- Medico non aggiornato? La polizza svanisce -sec_org-
tp:writer§§ PAOLO GOLINUCCI
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title§§ Fronte della sanità, giorgia ci prova Design & Rigenerazione i numeri di porro
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Estratto da pag. 25 di "L'ECONOMIA" del 15 Dec 2025
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tp:ocr§§ FRONTE DELLA SANITÀ, GIORGIA CI PROVA DESIGN & RIGENERAZIONE I NUMERI DI PORRO All’assemblea confindustriale dei dispositivi medici il messaggio della presidente del consiglio Il cantiere editoriale di Folgiero PROTAGONISTI & INTERPRETI a cura d i C AR LO C INE LL I E FE DER I C O DE RO S A E ra una «sovrattassa» di due miliardi. Poi, negli anni, tra proteste, sconti e sentenze è scesa prima ad uno, quindi a poco più di cinquecento milioni che molti, ma non tutti, hanno pagato. Per gli altri c’è il blocco delle riscossioni coatte da parte delle regioni fino al 31 dicembre. E dopo? Chissà, magari sul payback per i dispositivi medici, bandiera di tante iniziative, Fabio Faltoni presidente degli imprenditori che aderiscono a Confindustria — dichiarano 4.600 aziende, 130 mila addetti e ricavi consolidati per 19 miliardi — si aspetta due parole dal governo. Tanto più che giovedì, per l’assemblea pubblica a Roma, ci sarà un nutrita rappresentanza di politici di maggioranza, guidata dal ministro Orazio Schillaci e ispirata, se le premesse saranno confermate, dal videomessaggio della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. E l’occasione cade in un momento particolare con gli industriali italiani che bocciano a gran voce (un autogol, ha detto Marcello Cattani) la riformaUe della farmaceutica. L’incontro di Confindustria DM è dedicato ad una auspicata alleanza «per un Paese in salute» e chiuderà un roadshow che ha voluto raccontare, nel 40esimo dell’associazione, un settore industriale diffuso e rilevante. Sarà anche l’occasione per la consegna del premio giornalistico intitolato al primo presidente dell’associazione, all’epoca Assobiomedica, Umberto Rosa, da parte della presidente di giuria, la scienziata Ilaria Capua. Fincantieri, una storia Cantieri editoriali. Fondazione Fincantieri presenta oggi alla Gnam di Valle Giulia “Una Storia di Innovazione”, ossia il primo volume della collana editoriale «Storia della cantieristica italiana nell’età contemporanea», curata da Roberto Giulianelli, ordinario di storia economica alla Politecnica di Ancona. Tra gli ospiti Paola Severino, presidente della Scuola nazionale dell’Amministrazione e della Luiss School of Law, e Antonella Polimeni, Rettrice de La Sapienza. Per Fincantieri attesa tutta la squadra di vertice, dal ceo Pierroberto Folgiero, al presidente Biagio Mazzotta, quindi Fausto Recchia, presidente della Fondazione e Lorenza Pigozzi, direttore della Comunicazione Strategica. Il percorso di Diadema Severino sarà sul palco anche martedì, ospite di Diadema Capital, che insieme allo studio Gianni & Origoni dà il via a «Governance Complexity Competence», percorso pensato per raccontare come la complessità – economica, normativa e tecnologica – stia ridisegnando il modo di prendere decisioni dentro e fuori aziende e istituzioni. Il nuovo ciclo di incontri, ospitato nella sede romana della Sgr a Piazza Barberini, vedrà attorno al tavolo insieme alla presidente della Luiss School of law, l’ad di Ferrovie, Stefano Antonio Donnarumma, l’avvocato Francesco Gianni e il presidente di Mundys, Giampiero Massolo, moderati da Francesco Giorgino. Torna (Eco) Sistema Dopo D e s i g n week da record, un evento unico e un case history, il Salone del mobile guidato da Maria Porro torna, venerdì al Teatro Studio Melato, con «(Eco) Sistema Design Milano 2025», prodromo di un Osservatorio permanente su numeri e impatti di salone stesso e Settimana sull’economia del territorio e non solo. Con la supervisione scientifica del Politecnico di Milano, il progetto mira ad allargarsi alle tematiche vicine agli stakeholder del Salone, rigenerazione urbana (ma ormai è una parolaccia?), accoglienza e mobilità. Mica male tra sequestri della magistratura milanese e nuovi condoni edilizi. Il punto quantistico Quattro ministri — Guido Crosetto (Difesa), Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy), Anna Maria Bernini (Università e Ricerca) e Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente e sicurezza Energetica) — due sottosegretari — Alfredo Mantovano, sottosegretario di Palazzo Chigi e Autorità delegata per
la Sicurezza e Alessio Butti, sottosegretario con delega all’Innovazione Tecnologica e alla Transizione Digitale — e una schiera di scienziati, accademici e innovatori, si ritroverà mercoledì alle Corsie Sistine per fare il punto sull’attuazione della Strategia nazionale per le tecnologie quantistiche. Ad aprire il dibattito scientifico saranno i fisici Ugo Moschella, research associate del Cern e docente dell’Università degli Studi dell’Insubria, Rosario Fazio, direttore della sezione di Fisica statistica e materia condensata dell’Institute for Quantum Technologies e Simone Montangero, dell’Università degli Studi di Padova. Si parlerà anche di industria, sicurezza e investimenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: CARLO CINELLI :-: FEDERICO DE ROSA Heading: PROTAGONISTI & INTERPRETI Highlight: Image:Antonella Polimeni Medico, Rettrice La Sapienza dal 2020 a u p a C a i r a Il a g o l o r i V e c i r t a g l u v i d e a c i f i t n e sc i E A d p to n S t m Q M S in Maria Porr o Presidente del Salone del Mobile di Milano e di Assarre do -tit_org- Fronte della sanità, giorgia ci prova Design & Rigenerazione i numeri di porro -sec_org-
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title§§ Il rilancio della Medicina Generale passa attraverso un Libro Bianco. La "Terza Via" per puntare a una riforma sostenibile per un Paese che invecchia
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/15/2025121501696404122.PDF
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Estratto da pag. 14 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 15 Dec 2025
Al 42° Congresso Nazionale della SIMG presentato il Libro Bianco sulla Medicina Territoriale che propone la "Terza Via": un nuovo modello per garantire sostenibilità e cura ai cittadini nei prossimi decenni
pubDate§§ 2025-12-15T05:03:00+00:00
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tp:ocr§§ a cura di: Il rilancio della Medicina Generale passa attraverso un Libro Bianco. La “Terza Via” per puntare a una riforma sostenibile per un Paese che invecchia Al 42° Congresso Nazionale della SIMG presentato il Libro Bianco sulla Medicina Territoriale che propone la “Terza Via”: un nuovo modello per garantire sostenibilità e cura ai cittadini nei prossimi decenni Una proposta che punta a ridisegnare il futuro della medicina territoriale italiana arriva dal 42° Congresso Nazionale della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG). Il Libro Bianco della Medicina Generale lancia un nuovo modello organizzativo: la Terza Via, un’ipotesi di riforma alternativa alle opzioni oggi in campo e fondata su analisi epidemiologiche, dati economici e proiezioni demografiche fino al 2070. Negli ultimi anni è emerso come la medicina territoriale sia allo stesso tempo un pilastro delle cure primarie, ma anche il punto più fragile del nostro Servizio Sanitario Nazionale, che necessita di soluzioni di lunga visione, visto che l’Italia è un Paese che invecchia e avrà sempre meno lavoratori attivi. La risposta che arriva dal Congresso Nazionale della SIMG è il Libro Bianco, un documento rigoroso, neutrale, basato solo su dati e analisi, utile affinché chiunque possa trovare una base condivisa: cittadini, politica, forze sociali, imprese, sindacati. Il Libro Bianco viene pubblicato in due versioni: una divulgativa e una tecnica. “Sono stati simulati scenari di salute, costi sanitari, impatti dell’innovazione e ritardi terapeutici – spiega il Prof. Claudio Cricelli, Presidente Emerito Vicario SIMG – Per esempio, un farmaco innovativo per il diabete, oggi finalmente prescrivibile senza piano terapeutico, avrebbe cambiato la storia naturale della malattia se introdotto vent’anni fa, evitando numerosi casi, con relative complicanze e ricoveri. Questo è ciò che significa programmare”. La proposta presentata al Congresso Nazionale della SIMG è contenuta nel documento denominato “Terza Via”, che sarà pubblicato nei prossimi giorni su Family Practice (British Medical Journal), con modalità aperta per permettere a chiunque di consultarlo. “La Terza Via non è un compromesso, ma un modo per superare la contrapposizione sterile tra modelli opposti – spiega il Prof. Claudio Cricelli – È un progetto concreto, che definisce quali funzioni deve svolgere la Medicina Generale, quali competenze servono, che strumenti sono necessari e come misurare i risultati. Questo modello punta a rendere autonoma e responsabile la professione, con verifica degli esiti clinici; spostare l’asse dalla cura della malattia alla scienza della salute, anticipando diagnosi e trattamenti; accorciare i tempi di accesso all’innovazione terapeutica; garantire equità e sostenibilità, in un Paese con milioni di anziani sempre più soli e pensioni in progressivo calo; costruire una medicina territoriale valutabile per risultati, non per vincoli burocratici”. “La chiave di questo progetto sta sostanzialmente nel potenziamento della Medicina Generale, una professione che ha tutte le potenzialità, ma che finora non ha potuto esprimerle pienamente – aggiunge il Prof. Claudio Cricelli – Il principio è la scienza del futuro non è la geriatria, ma la geroscienza, ossia il mantenere sani il più a lungo possibile i giovani”. La proposta giunge in un momento chiave nella storia politica e sociale del Paese. “Tra due anni si voterà e la sanità rappresenterà il tema centrale – sottolinea il Prof. Claudio Cricelli – Gli italiani spendono più di 180 miliardi l’anno per curarsi: ignorare questo tema sarebbe irresponsabile. La sperimentazione della Terza Via con progetti pilota o in alcune regioni non richiede privilegi, ma una verifica: metteteci alla prova. Il Servizio Sanitario Nazionale non appartiene ai politici né alle parti sociali: appartiene ai cittadini. Sono loro i veri proprietari della sanità pubblica. A loro spetta l’ultima parola nel decidere se questa proposta va perseguita”. IL 42° CONGRESSO SIMG A FIRENZE – La proposta della “Terza V
ia” è stata lanciata nell’ambito del 42° Congresso Nazionale della SIMG che si è tenuto a Firenze, alla presenza di oltre 4mila medici di medicina generale. Oltre a numerose sessioni scientifiche, vi sono incontri con rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni dei pazienti. Sul piano formativo, iniziative come la SIMG Academy, il SIMG Lab Village, il “SIMG discute di…”, il Case Lab hanno messo a disposizione dei giovani medici strumenti pratici per mettersi alla prova. La radio ufficiale del Congresso “Radio Med Live”, Quando la Radio è in Salute, a cura di Daniel Della Seta, con Daniele Toscano e Alessandro Malpelo, in onda anche sui social e in streaming audio e video, ha accompagnato i partecipanti con un ricco palinsesto ogni giorno per diverse ore di diretta con ospiti clinici, politici, volontari. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:? Claudio Cricelli -tit_org- Il rilancio della Medicina Generale passa attraverso un Libro Bianco. La “Terza Via” per puntare a una riforma sostenibile per un Paese che invecchia -sec_org-
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title§§ Norme & tributi - Sanità, anche senza azione diretta l'imputato chiama l'assicuratore
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Estratto da pag. 28 di "SOLE 24 ORE" del 15 Dec 2025
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tp:ocr§§ sanitÀ, anche senza azione diretta l’imputato chiama l’assicuratore L’analisi di Maurizio Ha2an e Gioacchino Cartabellotta I l medico imputato in un procedimento penale (per colpa medica) può citare in giudizio il proprio assicuratore della responsabilità civile per esser manlevato dalle richieste risarcitorie del terzo danneggiato costituito parte civile. Lo ha stabilito la Corte costituzionale nella sentenza 170 del 25 novembre 2025 (si veda Il Sole 24 Ore del 26 novembre), con la quale è stata affermata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 83 del Codice di procedura penale nella parte in cui non ha previsto questa facoltà di chiamata in causa in relazione all’assicurazione obbligatoria della Rc sanitaria, introdotta dalla legge 24/2017. Questa decisione non appare allineata alle precedenti con cui la Consulta ha già rimodellato l’articolo 83 del Codice di procedura penale, dichiarandone la parziale illegittimità e affermando la possibilità, per l’imputato, di chiamare in causa il suo assicuratore, nella materia della Rc auto (sentenza 112/1998) e della Rc venatoria (sentenza 159/2022). In questi casi era stato osservato come l’obbligo assicurativo assolva a una medesima funzione plurima di garanzia: tutela non solo l’assicurato, che ha diritto di vedersi manlevato dalle pretese risarcitorie del danneggiato, ma anche i terzi danneggiati da incidenti stradali o di caccia, che hanno il diritto di proporre azione diretta verso l’assicuratore. È proprio la previsione dell’azione diretta che ha fatto ritenere in questi casi alla Consulta del tutto ingiustificata «la disparità di trattamento dell’imputato assoggettato ad azione risarcitoria nell’ambito del processo penale rispetto al convenuto con la stessa azione in sede civile, al quale è pacificamente riconosciuto il diritto di chiamare in garanzia il proprio assicuratore». A diverse conclusioni la Consulta era pervenuta per altre ipotesi di assicurazione obbligatoria Rc, per cui non è prevista l’azione diretta. L’introduzione dell’obbligo di assicurazione della responsabilità sanitaria, modellato dalla legge 24/2017 in modo non troppo dissimile da quello della Rc auto, ha sollecitato la Consulta a occuparsi nuovamente del tema per chiarire se anche per quelle polizze si potesse affermare la parziale illegittimità costituzionale dell’articolo 83 del Codice di procedura penale. Con due sentenze (182/2023 e 177/ 2024) la Corte ha lasciato intendere che la risposta avrebbe potuto essere affermativa, ma solo per le coperture che prevedono l’azione diretta a favore del terzo danneggiato. E dunque per le sole polizze relative alla responsabilità contrattuale della struttura e dei medici liberi professionisti e non per quelle che coprono la responsabilità extracontrattuale degli “ausiliari” (i professionisti che prestano attività per conto di una struttura), che non contemplano azione diretta. In entrambe le pronunce, peraltro, la Consulta, dopo aver rilevato che nell’ordinanza di rimessione non era chiaro il quadro normativo di riferimento, si è limitata a dichiarare la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale. La sentenza 170/2025 ha invece accolto la censura di illegittimità costituzionale e affermato che il medico imputato ha titolo per chiamare in causa la propria assicurazione, sia quando sia libero professionista con pazienti propri, sia quando sia un medico ausiliario, coperto da una polizza stipulata dalla struttura. L’azione diretta non sembra essere l’elemento in concreto dirimente. Ciò che giustifica la declaratoria di incostituzionalità dell’articolo 83 pare dunque essere il solo fatto che tutte le assicurazioni obbligatorie della legge 24/2017 assolvono, come la Rc auto, una funzione plurima di garanzia. Peraltro, l’obliterazione dal ragionamento della Corte dell’azione diretta potrebbe dilatare di molto l’ambito di incostituzionalità dell’articolo 83, estendendolo a tutte le polizze obbligatorie dei professionisti previste dalla legge 148/2011: pur non prevedendo alcuna azione diretta, sono state imposte
ai professionisti non solo per proteggere la loro responsabilità ma soprattutto a tutela del cliente. Né pare potersi escludere che il medico ausiliario possa chiamare nel giudizio penale anche la struttura, che abbia deciso di coprire le sue responsabilità non in via di autoritenzione o attraverso le altre analoghe misure previste dalla legge 24/2017. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Gioacchino Cartabellotta Heading: L’analisi Highlight: Image: -tit_org- Norme & tributi - Sanità, anche senza azione diretta l'imputato chiama l’assicuratore -sec_org-
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