title§§ Fra palco e realtà link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/13/2025121301949803694.PDF description§§
Estratto da pag. 1 di "NOTIZIA GIORNALE" del 13 Dec 2025
di ANTONIO PITONI
pubDate§§ 2025-12-13T03:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/13/2025121301949803694.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/13/2025121301949803694.PDF', 'title': 'NOTIZIA GIORNALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/13/2025121301949803694.PDF tp:ocr§§ ²Ö'Ò³ÂÒÄòß Fra palco e realtà Che il governo contesa le cifre sullo sciopero di ieri, che secondo la Cgil ha s ñorato il 70% di adesione, fa parte del gioco delle parti e non stupisce più di tanto. Preoccupano molto di più altri nwnen die dalle parti dell'esecutivo, nella migliore delle ipotesi, fingono di non vedere e, nella peggiore. sottovalutano. Presi dalla frenesia di difendere una Manovra di galleggiamento che per il 2026 metterà sul tavolo poco più di 18 miliardi, contro i quasi 33 (Osservatorio Milex) destinati alle spese militari - cioè quasi ¡I doppio delle risorse della Finanziaria - a destra sorvolano, interpretano o minimizzano i dati che raccontano il disastro del Paese. Qualche esempio? Sbalì dierano ii record dell'occupazione (che nel terzo trimestre l'istat certifica in calo di 45 mila unità), ma non spiegano come mai, parallelamente, sia crollalo ¡I Pii (nel 2027 saremo il fanalino di coda d'Europa, secondo le stime della Commissione di ANTONIO PITONI Uè) mentre per 32 dei primi 36 mesi di governo Meloni, la produzione industriale abbia inanellato un calo dietro l'altro. Se lo lacessero. dovrebbero infatti ammettere che a crescere è soprattutto ¡I lavoro povero, Quello degli nitre á milioni di italiani che percepiscano meno di mille euro al mese. O del 50% degli occupati del Sud che non superano i ISmila euro di reddito lordo annuo, Per effetto di un costante calo dei redditi reali che, solo tra gennaio 2021 e settembre 2025, hanno registrato una perdita dell'8,8% del loro potere d'acquisto. Ma non è tutto. Parlano di investimenti poderosi nella Sanità, ma si limitano a strombazzare il dato in valore assoluto anziehe in rapporto al Pii che di questo passo, secondo la Fondazione Gimbe, scenderà nel 2028 sotto la soglia psicologica del 6%, Numeri che spiegano, da un lato perché 5,8 milioni di italiani abbiano rinunciato alle cure (per le liste d'attesa troppo I ungile nel pubblico e i costì proibitivi del privato) e. dall'altro, l'impennala della spesa sanitaria delle famiglie - quelle che potevano permetterselo - che nel 2024 an no sborsata miliardi di euro per pagarsi le cure, Ma per raccontare il Paese reale bisognerebbe scendere dal palco della propagandai Al governo lo sanno talmente bene che d si sono incollati sopra, -tit_org- Fra palco e realtà -sec_org- tp:writer§§ ANTONIO PITONI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/13/2025121301949803694.PDF §---§ title§§ Sprechi, inefficienze e malagestione Ecco la roulette dei costi ospedalieri link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/13/2025121301679805058.PDF description§§
Estratto da pag. 11 di "DOMANI" del 13 Dec 2025
Estratto da pag. 10 di "LIBERO" del 13 Dec 2025
Estratto da pag. 10 di "LIBERO" del 13 Dec 2025
La virologa: «Ciò che è uscito finora lascia stupiti, quanti pasticci dalle mascherine ai contratti con Pfizer. Ora serve un dibattito scientifico»
pubDate§§ 2025-12-13T04:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/13/2025121301678405064.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/13/2025121301678405064.PDF', 'title': 'LIBERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/13/2025121301678405064.PDF tp:ocr§§ «La commissione Covid fa emergere il fango» La virologa: «Ciò che è uscito finora lascia stupiti, quanti pasticci dalle mascherine ai contratti con Pfizer. Ora serve un dibattito scientifico» l’intervista M.R. GISMONDO ¦ «Glielo dico senza giri di parole: questa commissione parlamentare è puro ossigeno». Quello di Maria Rita Gismondo, virologa, infettivologa, microbiologa, due lauree e un curriculum che prenderebbe (da solo) mezza pagina, è un nome che i lettori di Libero ricordano sicuramente da quegli anni là, quelli bui, quelli dei lockdown di massa e della pandemia diventata pandemonio. Gismondo, allora, guidava il laboratorio delle Bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano: oggi fa la consulente per il ministero della Salute ed è appena rientrata da “Atreju”, la manifestazione romana di Fratelli d’Italia. «Ma lei se lo ricorda?», continua, «non si poteva parlare, non si poteva discutere, soprattutto non si poteva criticare la gestione di quel che stava succedendo. Questa commissione è uno squarcio dentro al muro di amianto che è stato eretto nel 2020». Professoressa Gismondo, lei è stata anche audita dalla commissione un mesetto fa. Adesso cosa dobbiamo aspettarci? «Lo scopo della commissione è far emergere tutto quello che io chiamo “fango” e che è stato sommerso per anni. Certamente una commissione parlamentare non ha il compito né di giudicare né di condannare. La magistratura potrà, semmai, in qualche modo, curiosare tra le carte che stiamo discutendo e trarre le sue conclusioni. Eventualmente agire di conseguenza. Ma è un altro discorso». Verissimo. Lei che impressione s’è fatta? «Ciò che è uscito finora lascia stupiti. Un viceministro che pare non abbia avuto nemmeno accesso alla commissione tecnico-scientifica. Gli esperti che sostengono di aver consigliato alcune cose al ministro per poi vedere che il ministro faceva l’esatto contrario di quanto gli veniva suggerito, ma andava in televisione a ribadire ogni minuto che lui si affidava alla scienza. Sono stati fatti degli errori madornali, parliamoci chiaro». Per esempio? «Quando c’è un’epidemia la prima cosa da fare è tracciare il virus, cioè limitare che si diffonda. Non si deve rincorrerlo, si deve stopparlo. Ebbene, nel febbraio del 2020 una circolare ministeriale ha vietato i tamponi per i non malati e i non sintomatici. È un concetto di ascientificità assoluta perché le infezioni possono essere trasmesse, il contagio può avvenire anche nel periodo di incubazione, quando non ci sono i sintomi». Dopo ce ne siamo accorti tutti… «Appunto. In un’epidemia di quella gravità dovevamo essere accortissimi. Invece sulle mascherine, altro caso, è stato fatto un gran pasticcio: improvvisamente quelle che avevamo in stock sono state regalate alla Cina, poi le abbiamo ricomprate a caro prezzo proprio dalla Cina e, non bastasse, ci hanno consegnato pure quelle “farlocche”, senza certificazione, perché eravamo in piena emergenza e dovevamo usarle per forza. Il problema è che non erano solo non efficienti, erano proprio dannose». Apriamo il capitolo vaccinazione? «Si è trattato di una vergogna. Ci hanno assicurato, e ci siamo fidati, che il vaccino fosse sicuro e sperimentato. Peccato sia saltato fuori dai documenti che non c’erano sperimentazioni sugli anziani e dati sulle donne incinta. Recentemente Pfizer, messa con le spalle al muro, ha scritto nel bugiardino che il suo siero può dare pericarditi ai giovani maschi e che non ci sono dati sperimentali per le donne gravide, con la conseguenza che, su quei soggetti, quindi, deve essere usato solo in casi estremi. Ma quelli di noi che l’hanno detto allora hanno subito le inquisizioni del pensiero unico. Io ho avuto due commissioni disciplinari». D’accordo, però obietto: erano mesi particolari, c’era un’emergenza planetaria, contavamo migliaia di morti alla settimana, vivevamo con l’incubo del “bollettino”. Qualcosa per arginare quella deriva andava fatta e lo poteva fare solo la scienza. «Ha perfettamente ragione. Tuttavia all’inizio non c’era solamente il vaccino di Pfizer o di Moderna e Astrazene ca. Ce n’erano altri, tra cui anche uno italiano. Sono spariti tutti. È stato fatto il contratto con Pfizer e non se n’è parlato più. Guardi, io sono una persona schietta. Se avessero detto: “Non abbiamo un’alternativa, abbiamo questo che è poco sperimentato ma vale la pena provare”, sarebbe stato un conto. In questo modo, invece, sono stati falsificati dei dati. Senza contare quella stupidata della “tachipirina e vigile attesa”». È stato un ritornello trito e ritrito. Non ha funzionato? «Ma quando mai in un’infezione si aspetta che il paziente si aggravi per intervenire? Bisogna farlo subito, è come un incendio che divampa: o lo spegni immediatamente o resti fregato. Tra l’altro la tachipirina non cura niente, abbassa le difese immunitarie e basta. È stata un’assurdità scientifica, come quella di ostacolare le autopsie». Le autospie? «Certo. Tecnicamente non erano vietate, è vero. Ma nella pratica era impossibile farle perché per procedere dovevi avere l’autorizzazione di un giudice e, mentre cercavi di ottenerla, il corpo del tuo paziente veniva cremato. È accaduto questo in quegli anni. Solo che non lo diceva nessuno, compresa la maggior parte dei giornali». Insomma, tornando alla commissione sulla gestione della pandemia Covid, il suo giudizio è positivo? «Altamente positivo, sì. Le dirò di più: ne ho parlato ad Atreju e ho intenzione di avviare una commissione puramente scientifica per studiare proprio ciò che sta venendo a galla ora. Mi auguro che tanti colleghi compresi quelli che non la pensano come me vogliano unirsi e discuterne assieme, perché il primo dovere di uno scienziato è essere pronto a cambiare idea però farlo rispettando i dati e gli studi e le analisi. Io sono per un dibattito aperto». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: CLAUDIA OSMETTI Heading: l’intervista M.R. GISMONDO Highlight: “ INCHIESTE La magistratura potrà, in qualche modo, curiosare tra le carte e trarre le sue conclusioni Image:Maria Rita Gismondo (LaPresse) -tit_org- intervista a M.R. Gismondo - «La commissione Covid fa emergere il fango» -sec_org- tp:writer§§ CLAUDIA OSMETTI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/13/2025121301678405064.PDF §---§ title§§ Italia: una popolazione che invecchia, carenza di personale e disparità nord-sud = Italia: una popolazione che invecchia, carenza di personale e disparità nord-sud link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/13/2025121301679905059.PDF description§§ pubDate§§ 2025-12-13T04:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/13/2025121301679905059.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/13/2025121301679905059.PDF', 'title': 'OSSERVATORE ROMANO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/13/2025121301679905059.PDF tp:ocr§§ Negli ultimi anni sono emerse sempre più criticità nel funzionamento del Servizio sanitario nazionale Italia: una popolazione che invecchia, carenza di personale e disparità nord-sud Italia: una popolazione che invecchia, carenza di personale e disparità nord-sud M ancano ormai solo pochi anni per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, uno dei quali, fondamentale per l’umanità, è «assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età». Un traguardo che prevede il rafforzamento dei sistemi sanitari e l’eliminazione delle disuguaglianze nella cura. L’Italia, dal secolo scorso, ha un Servizio sanitario nazionale (Ssn) che garantisce universalità nelle cure ma che negli ultimi anni ha iniziato a scricchiolare a causa di criticità strutturali, sotto finanziamenti, carenza di personale, ospedali vecchi e tecnologicamente datati, liste d’attesa sempre più lunghe ed una sanità privata decisa ad ampliare il proprio spazio d’azione. A tutto ciò si aggiunge il drastico invecchiamento della popolazione che incide sul bisogno di assistenza e cura. Gli over 65 sono ormai il 24,7% della popolazione, pari a 14,6 milioni di persone e si stima che nel 2045 saranno 19 milioni, il 34,1% degli italiani. Aumentano anche i centenari che nel 2000 erano 4.765 ed oggi sono 23.548. Un’Italia sempre più longeva che modifica la domanda di sanità e fa crescere il bisogno di finanziamenti. «Negli ultimi decenni, l’Italia ha vissuto profondi cambiamenti, caratterizzati da una denatalità allarmante che porta a una contrazione della forza lavoro e ad un aumento della popolazione anziana. L’effetto è la creazione di uno squilibrio nella sostenibilità tra i nuovi nati e un numero crescente di anziani» evidenzia Giuseppe Quintavalle, direttore generale della Asl Roma 1, con una lunga esperienza di gestione dei servizi sanitari. Questa situazione fa aumentare la spesa sanitaria. I dati rilevano che per allinearsi ai Paesi europei di riferimento, la sanità italiana avrebbe bisogno di un incremento annuale di 15 miliardi di euro per i prossimi 5 anni, mentre oggi si arriva a mala pena a un incremento di due miliardi di euro l’anno. E se l’ultima legge di bilancio assegna risorse economiche aggiuntive che porteranno il Fondo sanitario nazionale a toccare i 145 miliardi entro il 2028, rispetto ai 136,5 del 2025, la spesa per la sanità pubblica in Italia, dicono gli economisti, è comunque in diminuzione. Nel 2028 sarà pari al 5,6% del Pil contro l’attuale 6,3%. Va da sé che la differenza ricadrà sulle famiglie. Non è un caso dunque che negli ultimi tre anni un italiano su dieci ha rinunciato a curarsi. Le liste di attesa per le prestazioni sanitarie, pensate nel 1978 dalla legge 833 di riforma della sanità per garantire un accesso equo alle cure, sono diventate uno scoglio insuperabile a causa anche della carenza di personale, a partire dai medici di pronto soccorso e anestesisti. Una recente ricerca dell’Istituto Crea ha rilevato che in Italia si contano 34,3 medici e 48,9 infermieri ogni mille cittadini anziani, contro una media europea rispettivamente di 38,5 e 94,6. La carenza di medici è poi destinata ad acuirsi con le 40.000 uscite per età tra medici di base e ospedalieri previste entro la fine di quest’anno. Restano, infine, gravi le disuguaglianze nell’offerta sanitaria tra il nord e il sud Italia, come attestato anche dall’ultimo rapporto dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, in particolare per la chirurgia oncologica e la SEGUE A PAGINA IV CONTINUA DA PAGINA 1 tempestività di accesso a procedure salvavita e sull’appropriatezza clinica in area materno-infantile. «Le sfide future — sottolinea Quintavalle — includono anche malattie emergenti come l’antibiotico resistenza e i disturbi mentali, in particolare la depressione, che sta diventando un fenomeno diffuso tra anziani, adolescenti e persino bambini. È fondamentale ricordare, come affermato dall'Oms, che non c’è salute senza salute mentale». Dunque per continuare a garantire «il diritto alla sal ute che è uno dei pilastri fondamentali della nostra Costituzione» dice Quintavalle «non basta finanziare», «servono cambiamenti culturali e un uso appropriato delle prestazioni». «È necessario stipulare un patto sociale tra istituzioni, professionisti della salute e cittadini. Dobbiamo passare dalla mera gestione delle liste d'attesa a un sistema che punti in modo prioritario alla presa in cura del paziente. Le Case della Comunità possono avere un ruolo cruciale in questa transizione, favorendo un miglior utilizzo delle risorse e incentivando la solidarietà, vista la presenza forte del terzo settore e l’integrazione con i servizi sociali comunali». Per Quintavalle, «una risorsa preziosa è anche la sanità privata accreditata, se utilizzata in modo appropriato». (anna lisa antonucci) ---End text--- Author: ANNA LISA ANTONUCCI Heading: Highlight: Image: -tit_org- Italia: una popolazione che invecchia, carenza di personale e disparità nord-sud Italia: una popolazione che invecchia, carenza di personale e disparità nord-sud -sec_org- tp:writer§§ ANNA LISA ANTONUCCI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/13/2025121301679905059.PDF §---§