title§§ Lavoratori e pensionati come bancomat link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121201940402453.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "CRONACA DI VERONA E DEL VENETO" del 12 Dec 2025

"Più di 200 mila veronesi hanno perso reddito nell'ultimo triennio". Il fiscal drag

pubDate§§ 2025-12-12T02:44:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121201940402453.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121201940402453.PDF', 'title': 'CRONACA DI VERONA E DEL VENETO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121201940402453.PDF tp:ocr§§ Lavoratori e pensionati come bancomat “Più di 200 mila veronesi hanno perso reddito nell’ultimo triennio”. Il fiscal drag L E SCIOPERO GENERALE DEL 12 DICEMBRE INDETTO DALLA C GIL “Lo sciopero generale di domani 12 dicembre indetto dalla Cgil contro la manovra economica del governo, totalmente inadeguata e insufficiente, porta con sé la richiesta di cambiare una politica economica fallimentare che non solo non ha saputo difendere il potere di acquisto di lavoratori e pensionati dal dopo il Covid, ma ha finito per aumentare il carico fiscale sui redditi fissi deprimendo ulteriormente salari e pensioni. Parliamo del fiscal drag, una vera e propria tassa occulta che si aggiunge a quella rappresentata dalla spesa sanitaria privata che i cittadini devono sostenere per compensare le inefficienze del sistema sanitario pubblico, sottodimensionato nel personale e sottofinanziato a tutto vantaggio della sanità privata a pagamento. Secondo l’ultimo rapporto Gimbe la spesa out-of-pocket (di tasca propria) delle famiglie italiane nel 20242025 ha superato la cifra record di 41-47 miliardi di euro, rappresentando quasi un quarto della spesa sanitaria totale”. Così la segretaria generale Cgil Verona Francesca Tornieri riassume due delle principali vertenze sociali alla base dello sciopero generale di venerdì 12 dicembre. A Verona si svolgerà un presidio nel capoluogo, in piazza Cittadella, a partire dalle ore 10.00 con interventi della stessa segretaria generale Francesca Tornieri, dei delegati e delle delegate Cgil dai luoghi di lavoro, delle rappresentanti delle pensionate e dei pensionati e con le conclusioni finali a cura di Massimo Brancato della Cgil nazionale. ALCUNI NUMERI. “In presenza di una inflazione cumulata del 16,4% nel periodo 2022-2025, gli aumenti salariali ottenuti attraverso la contrattazione collettiva sono stati in gran parte divorati dall’aumentato carico fiscale” spiega Tornieri. “A poco o a nulla sono valsi i tagli al cuneo contributivo e le misure di fiscalizzazione degli oneri fiscali attuate dal governo a partire dal primo dei famigerati decreto “Primo Maggio”: le aliquote fiscali hanno agito su imponibili nominalmente più alti, mangiandosi buona parte dei benefici e degli stessi adeguamenti e determinando una secca perdita del potere di acquisto dei salari”. LA SITUAZIONE NEL VERONESE. “Per rapportare queste cifra ad alcune situazioni reali, si tenga conto che in provincia di Verona a inizio 2025 ci sono 347.392 lavoratori e lavoratrici dipendenti del settore privato non agricolo, con una retribuzione media di 25.037 euro. I lavoratori e le lavoratrici full time non stagionali (cioè che lavorano tutto l’anno) sono 174.456, pari a circa il 50% del totale, con una retribuzione annua lorda media di 36.902 euro (33.251 per le donne e 38.423 euro per gli uomini). La retribuzione media annua per una qualifica di operaio full time e full year è di 29.793 euro (30.798 se uomo e 24.608 se donna). La retribuzione media lorda annua di una qualifica impiegatizia full time e full year è di 38.854 euro (43.348 euro se uomo e 33.744 se donna)”. Tenendo conto che sul territorio scaligero ci sono circa 48.316 dipendenti pubblici in condizioni analoghe (reddito medio di 33.763 euro), possiamo stimare che a Verona circa 200 mila lavoratori abbiano conosciuto una significativa perdita di reddito reale nell’ultimo triennio a causa di questa politica economica inefficace e dannosa. PRECARIETÀ. “L’altra metà dei lavoratori e delle lavoratrici veronesi (172.936 unità) continuerà a dibattersi tra un lavoro che è part-time, spesso involontario, o che comunque non riesce a durare per tutto il tempo dell’anno, con redditi medi annui di appena 1213 mila euro lordi. Specie i giovani e le donne pagano lo scotto di una precarietà dilagante che è un’altra delle esigenze su cui la finanziaria del governo è completamente assente”. ---End text--- Author: Redazione Heading: L E SCIOPERO GENERALE DEL 12 DICEMBRE INDETTO DALLA C GIL Highlight: Image:La segretaria generale Cgil Verona Francesca Tornieri -tit_org- Lavorator i e pensionati come bancomat -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121201940402453.PDF §---§ title§§ Infermieri esauriti link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121201730404545.PDF description§§

Estratto da pag. 5 di "LA RAGIONE" del 12 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-12T03:41:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121201730404545.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121201730404545.PDF', 'title': 'LA RAGIONE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121201730404545.PDF tp:ocr§§ La crisi nera di una categoria e quella cronica di un sistema S candalizziamoci pure per i fatti del San Raffaele di Milano. Indigniamoci per la scelta di affidare a una cooperativa esterna la gestione dell’infermieristica di reparti cruciali per qualunque ospedale, figuriamoci per uno in pianta stabile fra le eccellenze della nostra sanità. Inorridiamo di fronte all’improvvisazione, agli errori grossolani e alla totale impreparazione di gente evidentemente catapultata lì senza sapere cosa fare. Esultiamo soddisfatti alle dimissioni dell’amministratore delegato, aggrappiamoci al nuovo management e ai “mai più” di rito. È facile. Più difficile sforzarsi di capire come sia potuto accadere. Provando a non prendersela soltanto con quegli infermieri per caso. E vincendo la tentazione di archiviare tutto alla voce sciatteria manageriale. Perché dietro i fatti del San Raffaele ci sono la crisi nera di una categoria e quella cronica di un sistema intero. In Italia gli infermieri non sono abbastanza. Di sicuro sono molti meno di quelli che servirebbero sul campo. Quanti? Al 30 giugno scorso risultavano iscritte all’albo unico nazionale della Fnopi (la Federazione degli ordini delle professioni infermieristiche) 461.300 persone. Sembrano un’enormità ma non lo sono: quel numero comprende infatti anche chi è in pensione e mantiene l’iscrizione, chi lavora da libero professionista o chi non è impiegato in strutture sanitarie. E infatti già secondo il Ministero della Salute la realtà è ben diversa: il totale degli infermieri ‘effettivi’ è di 302.800 (di cui soltanto 34.800 nel privato). E si tratta per giunta di numeri fermi al 2022, che non registrano quindi l’ulteriore crollo degli ultimi anni: il numero di professionisti dipendenti del Servizio sanitario nazionale che lasciano volontariamente il posto di lavoro è in aumento costante fin dal 2016, senza essere compensato da nuovi ingressi. Con il risultato che i carichi di lavoro per chi resta in servizio si fanno insostenibili. Mettici poi il fenomeno delle cancellazioni dall’Albo professionale Fnopi (requisito indispensabile per esercitare) e il quadro si completa: più di 10mila ogni anno fra pensionamenti, trasferimenti all’estero, decessi, morosità e abbandoni volontari della professione. Il raffronto con l’Europa grida vendetta: nel 2022 c’erano 6,5 infermieri per mille abitanti contro una media Ocse di 9,8 e una media Ue di 9. Non basta: secondo le stime della Fondazione Gimbe, più di uno su sei esercita come libero professionista o in cooperative di servizi. In pratica è ormai forza lavoro strutturale per il Servizio sanitario nazionale. Ed eccoci al punto. Nessuno vuole più fare l’infermiere. Chi lo è già è anziano (età media 46,5 anni, con un alto numero di over 50) e medita di fuggire (anche all’estero, a paghe triple) da una situazione insostenibile, fatta di zero prospettive di carriera e condizioni di lavoro spesso al limite dell’accettabile, ricompensate con stipendi fra i più bassi d’Europa che diminuiscono invece di aumentare (-1,52% fra il 2001 e il 2019). Chi potrebbe diventarlo non ha alcun motivo di attrazione e lo confermano i numeri: agli ultimi test di ammissione ai corsi universitari di infermieristica, il numero delle domande è stato inferiore a quello dei posti disponibili; ai concorsi per assunzione sempre più spesso si presentano candidati in numero appena sufficiente a coprire le posizioni offerte. Ci sono gli stranieri, e per fortuna. Perché contribuiscono a tener su una baracca che altrimenti rischierebbe di smantellarsi da sé. Nell’aprile scorso erano iscritti all’albo Fnopi 26.600 uomini e donne non nati in Italia, ma il numero sale fino a circa 43.600 se si includono anche i professionisti non ancora riconosciuti o regolarizzati. In un quadro simile ci sono gli amministratori delegati dei grandi ospedali pubblici (o privati convenzionati) che devono scegliere. E di fronte alla necessità impellente di nuovi infermieri – per evitare chiusure di reparti o addirittura rischi clinici – si ritrovano a fare lo slalom speciale fra tetti di spesa del personale, blocchi o limiti alle assunzioni, tempi biblici per le procedure dei concorsi. La soluzione più ovvia diventa così il ricorso alle cooperative esterne: gli appalti consentono di comprare ore di lavoro molto in fretta, grazie a contratti enormemente più flessibili (turni aggiuntivi, personale ‘a gettone’, coperture d’urgenza anche di notte o nei festivi). I costi per l’ospedale sono superiori, ma nel bilancio pesano sul capitolo “servizi esternalizzati” (spesso più ampio e meno vincolato) e non sul budget del personale. ---End text--- Author: Valentino Maimone Heading: Highlight: Image:9. Non basta: mbe, più di ussionista o in mai forza laio nazionale. ù fare l’inferdia 46,5 anni, dita di fuggire na situazione di carriera e dell’accetpiù base di 19). lcun no i nue ai corsi numero ello dei unziocandicoprire rché conhe altrimenti ll’aprile scor600 uomini e ro sale fino a professionisti ati. nistratori deo privati condi fronte alla mieri – per ea rischi clinieciale fra tetti iti alle assundei concorsi. il ricorso alonsentono di etta, grazie a ili (turni agperture d’urI costi per -tit_org- Infermieri esauriti -sec_org- tp:writer§§ Valentino Maimone guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121201730404545.PDF §---§ title§§ Crescita zero e poveri dimenticati la cgil in piazza contro la manovra del declino = Cgil in piazza contro la Manovra I numeri del declino del Paese link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203072106746.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "NOTIZIA GIORNALE" del 12 Dec 2025

Dal calo della produzione industriale alle paghe da fame Tra carovita e bollette, un italiano su dieci non si cura

pubDate§§ 2025-12-12T05:14:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203072106746.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203072106746.PDF', 'title': 'NOTIZIA GIORNALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203072106746.PDF tp:ocr§§ CRESCITA ZERO E POVERI ØÌÅÍËÎÀË LACGIL IN PIAZZA CONTRO LA MANOVRA DEL DECLINO di RAFFAELLA MALITO La Cgil scende in piazza contro una Manovra definita "balorda" da Landini, senza interventi in favore dei più poveri e con misure che non avranno effetti sulla crescita. Mentre perfino il governo riscrive parte della sua stessa legge di Bilancio. ALL£PA61NE2E3 Cgil in piazza contro la Manovra I numeri del declino del Paese Dal calo della produzione industriale alle paghe da fame Tra carovita e bollette, un italiano su dieci non si cura di RAFFAELLA MALITO Per fermare l'innalzamento dell'età pensionabile, per dire no a] rianno e investire su sanità ñ istruzione, per contrastare la precarietà, per vere politiche industriali e del terziario, pel una riful-ma fiscale equa tí progressiva. Sono tante le motivazioni dello sciopero generale di oggi della Cgil, Motivazioni e domande a cui la Manovra dui governo,che il sindacato guidato da Maurizio Landini hotla come "ingiusta e balor da", non fornisce alcuna risposta. Ma vale la pena recuperare ¿i ultimi dau sullo stato di salute della nostra economia nell'era Meloni che contribuiscono a spiegare perché i lavoratori oggi scenderanno di nuovo in piazza, con buona pace del ministro Matteo Salvini che ritícnc"in·cspon'iabiicb]occar tp:writer§§ RAFFAELLA MALITO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203072106746.PDF §---§ title§§ La sfida etica degli organi artificiali = Dispositivi artificiali e trapianti pongono nuove questioni etiche link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203263207457.PDF description§§

Estratto da pag. 15 di "AVVENIRE" del 12 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-12T05:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203263207457.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203263207457.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203263207457.PDF tp:ocr§§ La sfida etica degli organi artificiali ANALISI Il ricorso a sistemi di supporto in attesa di altre soluzioni interroga la scienza e la società Dispositivi artificiali e trapianti pongono nuove questioni etiche A causa della scarsità di organi, a volte le persone muoiono. Alcuni dispositivi artificiali consentono una sostituzione provvisoria. A pagina 15 S appiamo che a causa della scarsità di organi, a volte per persone muoiono (soprattutto i bambini, ove la scarsità è ancora maggiore a causa della misura specifica degli organi). Alcuni dispositivi artificiali consentono una sostituzione provvisoria o permanente di organi naturali. Il cuore artificiale totale è un dispositivo meccanico che sostituisce completamente le funzioni del cuore umano; viene impiantato nei pazienti con insufficienza cardiaca terminale, quando non sono disponibili cuori per il trapianto. Il cuore artificiale costituire un “ponte al trapianto”. Altri dispositivi possono essere una soluzione permanente in pazienti non idonei al trapianto (es. la dialisi, come sostituzione meccanica al rene, o il rene bioartificiale impiantabile). M olte sono le ricerche in questa direzione grazie agli sviluppi della bioingegneria, della convergenza tra ingegneria e biomedicina, ancora sperimentale. Ecmo (Ossigenazione extracorporea a membrana) è un sistema che ossigena il sangue esternamente al corpo, usato in pazienti con insufficienza respiratoria grave, spesso usato in terapia intensiva come sostituto temporaneo in attesa di trapianto o recupero polmonare. Esistono sistemi di supporto epatico extracorporeo, come il Mars (Molecular Adsorbent Recirculating System), che filtrano le tossine dal sangue in pazienti con insufficienza epatica acuta, come supporto temporaneo fino al trapianto o alla rigenerazione epatica e non sostituiscono tutte le funzioni del fegato (es. sintesi proteica). Il pancreas artificiale è un dispositivo con sistemi di infusione automatica di insulina, con sensori continui di glucosio e pompe di insulina per mimare la funzione pancreatica. La cornea artificiale o cheratoprotesi, una protesi per sostituire la cornea danneggiata, per pazienti che non rispondono ai trapianti di cornea tradizionali. L’utilizzo di dispositivi artificiali come alternativa al trapianto d’organo solleva numerose considerazioni etiche. Di seguito elenchiamo le principali. 1. La proporzionalità nella valutazione benefici/rischi (secondo il principio di beneficenza e non maleficenza). Per ogni uso vanno verificati i benefici attesi per il paziente (in termini di prolungamento della vita e di Oggi l’inn miglioramento della qualità) a fronte dei rischi di riapre solo getto, di infezione, di compuò c plicazioni a lungo termine. 2. anche d Serve una identificare in cui c so eticamen L’autonomia. Ogni paziente deve ricercare adeguate informazioni complete e aggiornate, con linguaggio comprensibile, sui benefici, sui rischi (con riferimento al dolore e alla sofferenza, oltre che al disagio), sull’esistenza o non esistenza di alternative e sulle conseguenza delle scelte dell’uso o del rifiuto dei dispositivi, per consentire una scelta consapevole e responsabile per la propria salute (ad esempio un paziente con cuore artificiale può sopravvivere dipendendo da una macchina con mobilità limitata, continue applicazioni, in condizioni spesso di sofferenza e disagio). Nell’ambito dei rischi va sempre identificato il rischio di dispositivi già sperimentati dai dispositivi in corso di sperimentazione, data la incertezza di questi ultimi. 3. L’identità personale e integrità del corpo. Alcuni pazienti possono sentirsi “meno umani” o alterati a livello identitario con dispositivi artificiali impiantati; altri pazienti possono percepire i dispositivi come invasivi della integrità del corpo. 4. L’accesso equo. I dispositivi artificiali avanzati (come cuori artificiali o reni bioingegnerizzati) spesso hanno costi elevati. Ciò ha un impatto sulla disuguaglianza nell’accesso alLo sviluppo le cure, distinguendo i pazienti che possono nella bio permetter si l’organo sta modifica meccanico o dispositidi concepir vo artificiale di ultima terrena. La generazione, e coloro che sono costretti ad sempre p aspettare in lista il traconsiderat pianto, senza alternafallimento m tive economicamente una fase sostenibili, data l’impossibilità del servizio sanitario nazionale di farsene carico (se non in limitate situazioni e circostanze, oltre che tipologie). L’equità è garantita solo se è assicurato l’uguale accesso alle cure sanitarie indipendentemente dallo stato economico (capacità di pagare) e dalla condizione sociale o culturale. Molti di questi dispositivi (es. cuori artificiali, reni bioartificiali, pancreas automatizzati) hanno costi elevatissimi, spesso superiori ai trapianti stessi, almeno nelle fasi iniziali, dato il costo di produzione, manutenzione, personale specializzato, tecnologie diagnostiche di supporto. Ciò significa che non tutti possono permetterseli, specialmente nei Paesi a basso o medio reddito, o anche in Paesi avanzati ma con sistemi sanitari non universali. Anche all’interno dei sistemi sanitari pubblici, non tutte le strutture offrono gli stessi trattamenti: pazienti in regioni più svantaggiate o in zone rurali potrebbero non avere accesso a dispositivi innovativi o centri specialistici. o accelerato medicina ndo il modo e l’esistenza a fine viene iù spesso a come un edico anziché naturale 5. La giustizia della distribuzione delle risorse. Nella misura in cui le strutture hanno pochi dispositivi e molte persone che ne hanno bisogno, diviene eticamente complessa la scelta di come distribuire le risorse scarse, considerando che chi è escluso perde chance di vita e di salute. L’etica libertaria favorisce l’accesso ai più ricchi o con meriti di posizione sociale; la visione utilitarista a chi ha più probabilità di un recupero di buona qualità di vita (preferenza sei giovani sugli anziani); la bioetica personalista che pone al centro la dignità della persona umana applica esclusivamente il criterio medico e clinico, riconoscendo priorità a chi ha più urgenza e bisogno, nel contesto di una valutazione clinica basata su diagnosi e prognosi. I n sintesi: se da un lato la tecnologia apre nuove possibilità, dall’altro rischia di ampliare le disuguaglianze sanitarie se non accompagnata da una riflessione etica e da politiche pubbliche responsabili. La vera innovazione non è solo quella tecnica, ma quella socialmente sostenibile. L’evoluzione della tecnologia medica, in particolare lo sviluppo di dispositivi artificiali come alternativa al trapianto d’organo, ha modificato in modo significativo non solo le pratiche cliniche, ma anche la percezione della vita e della morte. L’introduzione di cuori artificiali, reni bioingegnerizzati, sistemi Ecmo o pancreas automatici ha reso possibile prolungare la vita in situazioni che, fino a pochi decenni fa, erano considerate inguaribili e incurabili. Questo ha trasformato la morte da evento naturale e ineluttabile a qualcosa di gestibile tecnologicamente, spesso posticipabile, con il prolungamento della vita. L o sviluppo accelerato della tecnologia in biomedicina sta modificando il modo di concepire morte e vita: la morte viene spesso vista come un fallimento medico anziché come una fase naturale dell’esistenza, in quanto la tecnologia non apre solo speranze ma a volta crea illusioni anche di immortalità. I confini tra vita e morte diventano sfumati e la vita diviene, a volte, l’unico obiettivo anche se prolungata “a ogni costo”. In questo ambito la bioetica ha sviluppato una riflessione per la identificazione delle condizioni in cui tali dispositivi sono necessari ed eticamente giustificati in quanto proporzionati e situazioni in cui, data la sproporzione tra benefici e rischi, la decisione di non iniziarli o di sospenderli può risultare giustificata. Ordinario di Filosofia del diritto università Lumsa © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: LAURA PALAZZANI Heading: Highlight: La tecnologia permette di sostituire organi carenti, ma apre molti dilemmi su rischi, identità, equità e sul nuovo confine tra vita e morte nella medicina contemporanea Lo sviluppo accelerato nella biomedicina sta modificando il modo di concepire l’esistenza terrena. La fine viene sempre più spesso considerata come un fallimento medico anziché una fase naturale Oggi l’innovazione non apre solo speranze ma può creare illusioni anche di immortalità. Serve una riflessione per identificare le condizioni in cui certi strumenti sono necessari e eticamente giustificati Image:Le fasi di una delicata operazione per un trapianto al Policlinico Umberto I di Roma/ Siciliani -tit_org- La sfida etica degli organi artificiali Dispositivi artificiali e trapianti pongono nuove questioni etiche -sec_org- tp:writer§§ LAURA PALAZZANI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203263207457.PDF §---§ title§§ Un gigante che vive di rendita link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203243007411.PDF description§§

Estratto da pag. 28 di "CORRIERE DELLA SERA" del 12 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-12T05:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203243007411.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203243007411.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203243007411.PDF tp:ocr§§ UN GIGANTE CHE VIVE DI RENDITA IL SISTEMA SANITARIO TRA ECCELLENZE E FRAGILITÀ: MA QUANTO PUÒ REGGERE? L etture e prospettive diverse, ma un verdetto comune: il Servizio sanitario nazionale italiano è sotto una pressione strutturale che non si risolve con qualche miliardo in più, né con campagne spot sulle liste d’attesa. L’OASI 2025 firmato Longo e Ricci, l’annuale report targato Cergas Bocconi sullo stato di salute del Paese, scende nelle specificità del nostro sistema, mentre «Health at a Glance 2025» colloca l’Italia nel contesto Ocse, rivelando un Paese che spende meno di altri ottenendo risultati di salute ancora soddisfacenti, ma per quanto? Nel confronto Ocse l’Italia brilla per longevità: aspettativa di vita all’incirca 83,5 anni, tra le più alte, con mortalità evitabile inferiore alla media e un profilo di fattori di rischio misto, con fumo ancora elevato e obesità più contenuta rispetto a molti Paesi. Si tratta di un segnale di «buon valore» del sistema, ma anche di forte dipendenza da determinanti sociali e comportamentali che potrebbero non reggere all’onda d’urto dell’invecchiamento della popolazione. Guardando i conti, l’Ocse fotografa un’Italia che spende circa il 6,6% del PIL in sanità pubblica, meno dei grandi Paesi del Nord Europa, con circa tre quarti della spesa sanitaria sostenuta da risorse pubbliche. L’OASI mostra l’altra faccia della medaglia: disavanzi strutturali in crescita in diversi sistemi regionali, aumento della quota destinata a farmaci, dispositivi e servizi acquistati, e un SSN sempre più in affanno, soprattutto per quanto attiene alle risorse del personale. L’Ocse registra per l’Italia un numero di medici per abitante tra i più alti dell’area, con però un rapporto medici/infermieri squilibrato e infermieri ben al di sotto della media. Il documento Cergas aggiorna e approfondisce il quadro: sovrapproduzione imminente di medici, persistente crisi di vocazioni infermieristiche, età media elevata del personale e frammentazione professionale minano la sostenibilità operativa dei nuovi setting Pnrr (Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Assistenza Domiciliare Integrata potenziata). Per l’Ocse, l’Italia ha una copertura formalmente universalistica, compartecipazioni tutto sommato contenute e un tasso di bisogni insoddisfatti dichiarati relativamente basso. Ma sull’indicatore «soddisfazione per la disponibilità di servizi di qualità», il nostro Paese scivola nel gruppo di coda: meno della metà dei cittadini si dichiara soddisfatta. Qui OASI affonda il colpo: parla di «universalismo selettivo e randomico», dove la vera discriminante è la capacità di orientarsi fra pubblico, privato e tempi di attesa, più che il diritto formale alla prestazione. Il rapporto della Bocconi traduce questi scenari in una agenda politica interna: denuncia tre «narrazioni consolatorie» (più soldi, meno sprechi, guerra alle liste d’attesa), story telling che non affrontano i problemi alla radice, e rivendica per il management pubblico una «doppia agenda» che scelga esplicitamente chi e cosa mettere al centro tra cronicità, non autosufficienza, riequilibrio Nord Sud, accettando conflitti e riallocazioni dolorose. A questi report si è appena aggiunto il rapporto di Agenas sugli indicatori di qualità dei nostri ospedali, il primo dato importante da sottolineare è che misurare fa bene e permette di valutare con obiettività i trend, rilevazioni che in questo caso ci dicono che la qualità delle cure nel nostro Paese sta progressivamente migliorando. Agenas conferma la grande spaccatura nei risultati tra Sud e Nord Italia e la scarsa efficienza dei piccoli ospedali, mentre laddove si concentrano le casistiche con alti volumi si ottengono gli esiti migliori. Quello che ci dicono tutti questi documenti è che l’Italia è ancora un caso di relativo successo: alta vita media, copertura universale (anche se solo parzialmente), costi contenuti. Ma la realtà, ben analizzata dal report del Cergas, è che abbiamo un sistema che sta vivendo di rendita su un modello Beveridge pensato per un Paese giovane, mentre o ggi si confronta con pochi lavoratori, molti anziani fragili, risorse fiscali limitate e un dibattito pubblico che rifugge la parola «priorità». La finestra per trasformare questa apparente efficienza in vera sostenibilità — clinica, sociale e politica — si sta rapidamente restringendo. E se salta la sanità salta l’equilibrio sociale ed economico del Paese. ---End text--- Author: Sergio Harari Heading: IL SISTEMA SANITARIO TRA ECCELLENZE E FRAGILITÀ: MA QUANTO PUÒ REGGERE? Highlight: Image: -tit_org- Un gigante che vive di rendita -sec_org- tp:writer§§ Sergio Harari guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203243007411.PDF §---§ title§§ Ci siamo persi gli infermieri link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203260707428.PDF description§§

Estratto da pag. 46 di "ESPRESSO" del 12 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-12T05:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203260707428.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203260707428.PDF', 'title': 'ESPRESSO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203260707428.PDF tp:ocr§§ Ci siamo persi gli infermieri JESSICA M. MASUCCI È una crisi trascurata ma con un grande impatto sulla vita di tutti: siamo a corto di personale sanitario, soprattutto infermieristico. In Italia, così come in Europa. Secondo un rapporto dell’Ocse, già nel 2022 ai Paesi europei mancavano 1,2 milioni di lavoratori tra medici, infermieri e ostetrici. Con l’invecchiamento della popolazione, l’aumento di malati cronici e l’indebolimento complessivo dello stato sociale, di questa crisi ce ne accorgiamo appena entriamo negli ospedali e quando ci sono persone da assistere a casa. E in questi casi i primi professionisti che incontriamo di solito sono gli infermieri. Sono la categoria più numerosa, tuttavia «in tutti i Paesi europei i sindacati segnalano carenze di personale infermieristico, nei paesi Baltici tanto quanto in Italia o in Spagna», spiega a L’Espresso Jan Willem Goudriaan, segretario generale dell’European public service union contano dalle 130 mi (Epsu), che riunisce i sindacati europei del Di sicuro non è un settore pubblico. Secondo Goudriaan le se ci sono il blocco istituzioni europee non danno la priorità a nitario deciso in Ital questa crisi per tre motivi: «Primo, è mol- ca europea, le dimiss to facile dire che la sanità è di competenza ovviamente un probl nazionale; secondo, se volessero fare della prattutto per una cat sanità una priorità dovrebbero rivedere le stress fisico e mental politiche di austerità; e terzo, al momento coltà nel mettere insi l’Ue ha assunto la posizione, ideologica se Solo il 27 ottobre vogliamo, per cui spingere sulla competiti- no firmato il contra vità è la cosa più importante, il resto con- previsti in media 172 ta meno». «Dal punto di vista st La carenza di infermieri riguarda persi- aiuta a ridurre il gap no i Paesi nei quali i numeri assoluti sono mane circa del 20 per più alti: bisogna guardare alla loro distri- segretario nazionale buzione, per esempio nelle aree rurali o dif- firma è un passo nece ficilmente accessibili. Per quanto riguarda contratto per gli ann l’Italia, invece, l’Ocse ha stimato la pre- dacato, il Nursing Up senza di 6,5 infermieri ogni mille abitanti, volo dei negoziati. Il p contro una media europea di 8,4. La cifra corda il perché non c esatta di quanti di questi professionisti ser- senza infermieri: «Se virebbero alla sanità italiana varia a secon- no si rivolge ai cosid da di come è calcolata; secondo la Corte dei guenze per la salute» Conti ne mancano almeno 65 mila, altri Tuttavia, in Italia contano dalle 130 mila alle 175 mila unità mancanti. Di sicuro non è una carenza improvvisa; tra le cause ci sono il blocco delle assunzioni di personale sanitario deciso in Italia negli anni della crisi economica europea, le dimissioni, i pensionamenti anticipati e ovviamente un problema di stipendi insufficienti, soprattutto per una categoria professionale con un forte stress fisico e mentale, ore e ore di straordinari e difficoltà nel mettere insieme vita privata e lavoro. Solo il 27 ottobre scorso quasi tutti i sindacati hanno firmato il contratto nazionale 2022-2024. Sono previsti in media 172 euro lordi in più in busta paga: «Dal punto di vista stipendiale questo contratto non ci aiuta a ridurre il gap con gli altri Paesi europei, che rimane circa del 20 per cento», segnala Andrea Bottega, segretario nazionale del sindacato Nursind. Ma questa firma è un passo necessario per avviare la trattativa sul contratto per gli anni 2025-2027. Anche un altro sindacato, il Nursing Up, si aspetta di tornare presto al tavolo dei negoziati. Il presidente, Antonio De Palma, ricorda il perché non ci possiamo permettere di restare senza infermieri: «Se non ci sono infermieri il cittadino si rivolge ai cosiddetti praticoni, con gravi conseguenze per la salute». Tuttavia, in Italia come all’estero, la figura dell’infermiere è spesso sottovalutata; secondo REPARTI Bottega è colpa di un approccio del siste- Personale ma troppo incentrato sul medico, mentre nell’area d bisognerebbe dare agli infermieri più au- za del Poli tonomia. Non è un problema solo italian o: stino Gem «Spesso l’infermiere, purtroppo, viene ancora visto come colui che porta da mangiare, che lava il paziente, che gli cambia il letto ma di fatto non è così: è una professione completamente indipendente, non è un assistente al medico», evidenzia anche Manuel Ballotta, policy advisor della European federation of nurses associations (Efn), la federazione delle associazioni professionali europee. Mentre altrove gli infermieri specializzati godono di maggiore autonomia, in Italia – dove pure esistono corsi di laurea magistrali in Scienze infermieristiche destinati a specializzazioni cliniche e non solo per chi vuole insegnare o svolgere lavori amministrativi – il campo d’azione è più limitato. Secondo Beatrice Mazzoleni, segretaria di Fnopi, la federazione degli ordini professionali degli infermieri italiani, ci vorranno circa tre anni e degli aggiustamenti perché anche da noi queste figure specializzate siano riconosciute. «Quello che stiamo provando a cambiare come federazione – spiega Mazzoleni – è un modello nel quale finora un infermiere che entraanitario va nell’ambito clinico non aveva emergennessuna possibilità di carriera». nico Ago- La segretaria di Fnopi si sofferi ma anche su un nodo cruciale che riguarda la formazione. Per la laurea triennale in Scienze infermieristiche attualmente i posti a disposizione sono circa 20mila. Non basterebbe aumentare il numero dei posti messi a bando dalle università? «No – risponde seccamente – perché è una scienza applicativa: posso avere 200 studenti in un’aula per raccontargli le conoscenze ma quando ne ho 20 in un reparto non posso seguirli adeguatamente e metto a rischio i pazienti». Nonostante le aspettative di stipendi bassi e di un pesante carico fisico ed emotivo, ci sono ancora giovani che vogliono fare questo mestiere. Bottega, che oltre a rappresentare Nursind lavora in ospedale, racconta che per lui è ancora un privilegio poter aiutare chi si trova in difficoltà e, a volte, essere quella persona che offre conforto negli ultimi istanti di vita. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Ufficialmente ne mancano 65 mila, ma per i sindacati la carenza è almeno doppia. Sono 6,5 ogni mille abitanti. La categoria è in sofferenza in tutta Europa dove però la media è di 8,4 REPARTI Personale sanitario nell’area di emergenza del Policlinico Agostino Gemelli Image: -tit_org- Ci siamo persi gli infermieri -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203260707428.PDF §---§ title§§ Il paradosso della salute italiana link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203241807415.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "FOGLIO" del 12 Dec 2025

Si vive sempre di più, si spende sempre peggio. La svolta che serve, secondo l'Ocse

pubDate§§ 2025-12-12T05:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203241807415.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203241807415.PDF', 'title': 'FOGLIO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203241807415.PDF tp:ocr§§ Il paradosso della salute italiana Si vive sempre di più, si spende sempre peggio. La svolta che serve, secondo l’Ocse L’ immagine dell’Italia che emerge dal Country Health Profile 2025 dell’Ocse non è del tutto inedita: un paese che continua a godere di uno dei più alti livelli di aspettativa di vita in Europa, ma che riesce a garantire ai propri cittadini solo in parte un servizio sanitario all’altezza delle sue promesse. E’ il paradosso italiano: viviamo più a lungo, ma lo facciamo in un sistema che fatica a tenere insieme universalismo, equità e sostenibilità. L’Ocse ricorda che il nostro Ssn resta un modello universalistico, un principio che ha garantito decenni di coesione sociale. Ma dietro questa dichiarazione di intenti si nasconde una realtà frammentata. Le disuguaglianze territoriali – nord più ricco e performante, sud in affanno – sono ormai una frattura strutturale. I cittadini del Mezzogiorno hanno meno accesso ai servizi, tempi più lunghi e minori livelli di presa in carico, mentre il privato continua a espandersi per colmare i vuoti del pubblico. Il report sottolinea un altro nodo cruciale: l’invecchiamento rapido della popolazione. L’Italia è tra i paesi con la più alta quota di anziani in Europa, ma continua a essere priva di un solido sistema di assistenza a lungo termine, lasciando famiglie e caregiver a gestire da soli un carico enorme, spesso insostenibile. La non autosufficienza è la grande emergenza rimossa del paese. Sul fronte della spesa sanitaria, il finanziamento pubblico cresce in modo insufficiente, mentre aumentano la spesa privata e i pagamenti “di tasca propria” dei cittadini. Segnale evidente che il principio di universalità si sta erodendo: quando il servizio pubblico non riesce a rispondere, chi può paga; chi non può rinuncia alle cure. Il quadro che emerge non è quello di un sistema al collasso, ma di un sistema che rischia di perdere la sua identità. L’Ocse invita l’Italia a rafforzare la capacità del territorio, investire nella prevenzione, migliorare la governance e ridurre la variabilità ingiustificata tra regioni. Insomma, non basta chiedere più risorse: bisogna saperle spendere meglio, con una pianificazione basata su evidenze e risultati. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Il paradosso della salute italiana -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203241807415.PDF §---§ title§§ Professionisti sotto scacco = P.a., professionisti sotto scacco link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203243107412.PDF description§§

Estratto da pag. 34 di "ITALIA OGGI" del 12 Dec 2025

Ampliata la norma della legge di bilancio che bloccherà tutti i compensi versati dalla pubblica amministrazione in caso di irregolarità fiscali o contributive Stretta estesa a chi lavora con soggetti pagati dallo Stato

pubDate§§ 2025-12-12T05:46:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203243107412.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203243107412.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203243107412.PDF tp:ocr§§ Professionisti sotto scacco Ampliata la norma della legge di bilancio che bloccherà tutti i compensi versati dalla pubblica amministrazione in caso di irregolarità fiscali o contributive Le novità degli emendamenti del governo alla Manovra e del mini-maxiemendamento P.a., professionisti sotto scacco Stretta estesa a chi lavora con soggetti pagati dallo Stato La regolarità fiscale e contributiva dei professionisti che lavorano con la p.a. non lascia ma raddoppia. Un emendamento al ddl di bilancio estende l’ambito di operatività della disposizione che ora si applicherà non solo ai liberi professionisti “che rendono prestazioni nei confronti della p.a” ma anche a coloro che operano a favore di “altri soggetti con compensi a carico dello Stato”. E bloccherà ogni tipo di compenso della P.a. Cerisano a pag. 34 a regolarità fiscale e contributiva dei professionisti che lavorano con la p.a. non lascia ma raddoppia. La norma, inserita dal governo nel ddl di bilancio (art.129 comma 10) e che aveva subito suscitato polemiche al punto che se ne sarebbe valutata l’abrogazione (si veda ItaliaOggi del 29 ottobre), viene confermata da un emendamento del governo depositato ieri in commissione bilancio del Senato. Un emendamento che, tuttavia, estende l’ambito di operatività della disposizione che ora si applicherà non solo ai liberi professionisti “che rendono prestazioni nei confronti della p.a” ma anche a coloro che operano a favore di “altri soggetti con compensi a carico dello Stato”. Non solo. La regolarità fiscale e contributiva sarà condizione per il pagamento “dei relativi emolumenti”, formula più ampia rispetto a quella precedente che invece parlava dei “compensi per attività professionale da parte delle medesime amministrazioni”, mentre ora il riferimento sembra essere a ogni tipo di compenso. Giro di vite sui Livelli essenziali di assistenza Un altro emendamento del governo, depositato ieri, prevede che le regioni che non raggiungono la soglia di garanzia minima in una o più delle tre macro-aree (prevenzione collettiva, assistenza distrettuale, assistenza ospedaliera) previste dal nuovo sistema di garanzia per il monitoraggio dell'assistenza sanitaria, saranno sottoposte ad audit da parte del Comitato permanente per la verifica dell'erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Scopo dell’audit sarà quello di individuare gli interventi necessari per assicurare il raggiungimento entro e non oltre i successivi due anni della soglia di garanzia minima nella macro-area interessata o nei singoli indicatori utilizzati per il relativo monitoraggio. Restano comunque L ferme, si legge nella relazione tecnica, le ordinarie procedure di verifica degli adempimenti ai fini dell'erogazione della quota del finanziamento integrativo del Servizio sanitario nazionale. Dividendi ai lavoratori tassati a metà anche nel 2026 Viene prorogata anche per il 2026 la disposizione della legge 15 maggio 2025, n. 76 (Disposizioni per la partecipazione dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese) che prevede l’esenzione del 50 per cento dell’ammontare dei dividendi corrisposti ai lavoratori e derivanti da azioni attribuite in sostituzione dei premi di risultato, per un importo non superiore a 1.500 euro annui. La disposizione, spiega la relazione tecnica, determina oneri pari a 21 milioni di euro per il 2026. La novità è contenuta nel pacchetto di riformulazioni del governo sugli emendamenti alla Manovra. Un pacchetto, subito ribattezzato “mini-maxiemendamento” per via dell’importanza delle disposizioni contenute che complessivamente, secondo fonti parlamentari, vale in totale 1 miliardo. Le riformulazioni non sono ancora state formalmente depositate in commissione in attesa che i proponenti accettino le modifiche sugggerite dal governo. Se verranno accettate, le riformulazioni diventeranno nuovi testi emendativi che potranno essere a loro volta subemendati. Vista la situazione di incertezza ancora in essere sullo stato di attuazione degli emendamenti segnalati, sembra assai probabile che la commissio ne continuerà a lavorare anche sabato e domenica e non si inizierà a votare prima di lunedì. Sempre nel pacchetto delle riformulazioni ha trovato posto la norma che per i compensi sotto forma di bonus e stock option eccedenti il triplo della parte fissa della retribuzione (attribuiti ai dirigenti nel settore finanziario nonché ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa nello stesso settore) sia applicata una aliquota addizionale del 10 per cento. Tobin Tax Raddoppia dallo 0,2% allo 0,4% l’aliquota sulla Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie che si applica ai trasferimenti di azioni e alle operazioni ad alta frequenza. Dalla misura sono attesi effetti finanziari positivi valutati in 337,3 milioni a decorrere dal 2026. ---End text--- Author: FRANCESCO CERISANO Heading: Highlight: Image: -tit_org- Professionisti sotto scacco P.a., professionisti sotto scacco -sec_org- tp:writer§§ FRANCESCO CERISANO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203243107412.PDF §---§ title§§ Salari più alti, flessibilità e maggiori tutele Il nuovo contratto sulla sanità è un segnale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203241907416.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "RIFORMISTA" del 12 Dec 2025

L'ultimo Ccnl apre alla settimana corta e fa importanti passi in avanti in materia di progressione professionale Le criticità strutturali restano, ma almeno si investe sul capitale umano per una buona amministrazione

pubDate§§ 2025-12-12T05:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203241907416.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203241907416.PDF', 'title': 'RIFORMISTA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203241907416.PDF tp:ocr§§ Salari più alti, flessibilità e maggiori tutele Il nuovo contratto sulla sanità è un segnale L’ultimo Ccnl apre alla settimana corta e fa importanti passi in avanti in materia di progressione professionale Le criticità strutturali restano, ma almeno si investe sul capitale umano per una buona amministrazione D opo un lungo negoziato, è stato firmato in via definitiva il rinnovo del Contratto collettivo nazionale del comparto Sanità 2022-2024. Coinvolge circa 580mila lavoratori del Servizio sanitario nazionale - infermieri, tecnici, amministrativi e personale non medico - con un impegno finanziario di 1,784 miliardi di euro. L’aumento medio sarà di 172 euro mensili per tredici mensilità (pari al +6,8%), e gli arretrati medi si aggirano sui 1.200 euro. Hanno siglato l’intesa Cisl, Fials, Nursind e Nursing Up, mentre Cgil e Uil hanno scelto di non firmare. È un rinnovo atteso, che tenta di restituire dignità e attrattività al lavoro sanitario dopo anni di sottovalutazione economica e contrattuale. Riconoscimento economico e nuove opportunità di carriera Oltre agli incrementi salariali, il contratto introduce un’importante apertura in materia di progressione professionale. L’accesso all’“area di elevata qualificazione” non sarà più riservato ai soli laureati magistrali: potranno concorrere anche i titolari di laurea triennale con sette anni di incarico o titoli equipollenti. Si tratta di una scelta riformista che riconosce il valore dell’esperienza, premiando la competenza maturata sul campo, spesso più formativa di molti titoli accademici. Vengono inoltre stanziate risorse specifiche per il pronto soccorso (175 milioni), per l’indennità infermieristica (35 milioni) e per quella di tutela del malato (15 milioni). Lavoro più flessibile e inclusivo Il nuovo Ccnl apre alla settimana corta: in via sperimentale, sarà possibile articolare le 36 ore settimanali su quattro giorni, a condizione che non si riduca la qualità dei servizi. Una misura che modernizza il lavoro pubblico, favorendo la conciliazione vita-lavoro. Altra novità di rilievo: il riconoscimento del buono pasto anche per chi lavora in modalità agile. Viene inoltre garantita una corsia preferenziale per l’accesso allo smart working a chi vive situazioni di disabilità o assiste familiari fragili. È un segnale di civiltà amministrativa, che porta la Pubblica amministrazione verso standard europei di inclusione. Tutela, sicurezza e dignità in corsia Il contratto introduce nuove garanzie per il personale vittima di aggressioni. In caso di violenza o minacce, l’azienda sanitaria dovrà assicurare patrocinio legale gratuito e, se richiesto, supporto psicologico. Una misura necessaria, alla luce dell’aumento degli episodi di violenza in ospedale. Rilevante anche l’attenzione all’“age management”: ferie frazionabili a ore e part-time temporaneo per i lavoratori più anziani, in un settore in cui l’età media supera ormai i 50 anni. Un tassello per una riforma più ampia Questo rinnovo contrattuale non risolve da solo le criticità strutturali del Servizio sanitario nazionale - dalla carenza di personale alla disuguaglianza territoriale - ma segna un cambio di passo. Il comparto pubblico sanitario torna a essere un laboratorio di innovazione contrattuale, coniugando produttività e diritti. Per l’Italia europeista e riformista che crede in una sanità pubblica efficiente e giusta, questo contratto è un segnale concreto: investire sul capitale umano è la prima forma di buona amministrazione. ---End text--- Author: Riccardo Renzi Heading: Highlight: Image: -tit_org- Salari più alti, flessibilità e maggiori tutele Il nuovo contratto sulla sanità è un segnale -sec_org- tp:writer§§ Riccardo Renzi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203241907416.PDF §---§ title§§ L'IA alleggerisce il lavoro dei medici Bologna premiata link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203241607417.PDF description§§

Estratto da pag. 7 di "RIFORMISTA" del 12 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-12T05:47:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203241607417.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203241607417.PDF', 'title': 'RIFORMISTA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203241607417.PDF tp:ocr§§ L’IA alleggerisce il lavoro dei medici Bologna premiata Alessio D’Amato L’ Azienda USL di Bologna è stata premiata al Forum Risk Management di Arezzo come migliore esperienza italiana di Intelligenza Artificiale applicata all’area medico-chirurgica. Il riconoscimento è stato assegnato durante la ventesima edizione dell’appuntamento dedicato all’innovazione in sanità. Al centro dell’iniziativa c’è un obiettivo semplice ma cruciale: ridurre il carico burocratico che grava sui medici e restituire tempo alla cura. Una sfida ben nota in tutta la sanità internazionale. L’Intelligenza Artificiale, in questo caso, diventa uno strumento concreto per semplificare una delle attività amministrative più rilevanti: la compilazione della Scheda di Dimissione Ospedaliera (SDO), documento essenziale per la rendicontazione clinica e amministrativa. Sviluppato dal Servizio ICT dell’Azienda USL insieme all’Unità Operativa Gestione Documentazione Sanitaria, il sistema utilizza modelli linguistici avanzati (la suite EngGPT) addestrati in un ambiente ad alta sicurezza, garantendo trasparenza ed elevato controllo da parte del medico. L’algoritmo elabora i dati già presenti nella Cartella Clinica Elettronica e propone automaticamente una bozza della SDO: il professionista la può verificare, correggere o rifiutare, mantenendo piena responsabilità clinica. Nessuna informazione viene registrata senza la sua validazione. A supporto del progetto c’è il Sistema di Supercalcolo Regionale e la piattaforma di Intelligenza Artificiale Margherita, infrastrutture che hanno permesso di sviluppare e testare la soluzione in condizioni di performance e sicurezza elevate. I risultati iniziali indicano benefici tangibili: più SDO completate rispetto agli anni precedenti, maggiore qualità e completezza dei dati e un risparmio di tempo che si traduce in una migliore organizzazione dei reparti e, soprattutto, in più spazio per la relazione con il paziente. L’applicazione è già operativa nelle unità di Pediatria e Medicina A dell’Ospedale Maggiore, e l’estensione ad altri reparti è prevista senza costi aggiuntivi grazie ai fondi Pnrr destinati alla digitalizzazione ospedaliera. Il premio di Arezzo conferma come l’uso responsabile dell’IA possa diventare un alleato prezioso per i professionisti sanitari, e un ingrediente chiave nella modernizzazione della sanità pubblica. ---End text--- Author: Alessio D'Amato Heading: Highlight: Image: -tit_org- L’IA alleggerisce il lavoro dei medici Bologna premiata -sec_org- tp:writer§§ Alessio D'Amato guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203241607417.PDF §---§ title§§ Da medici e Pa alle multe stradali: con il decreto Milleproroghe arrivano decine di rinvii = Multe, Pmi, medici e Pa: ok del governo a 63 rinvii link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203263307458.PDF description§§

Estratto da pag. 2 di "SOLE 24 ORE" del 12 Dec 2025

Mobili e Trovati —a pag. 2

pubDate§§ 2025-12-12T05:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203263307458.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203263307458.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203263307458.PDF tp:ocr§§ Consiglio dei ministri Da medici e Pa alle multe stradali: con il decreto Milleproroghe arrivano decine di rinvii Mobili e Trovati —a pag. 2 Multe, Pmi, medici e Pa: ok del governo a 63 rinvii Cdm. Approvato il Milleproroghe: altro stop di un anno alle sanzioni e prescrizione per i mancati contributi ai dipendenti pubblici Marco Mobili Gianni Trovati ROMA L’ennesima sospensione dei termini di prescrizione e delle sanzioni per i mancati versamenti contributivi ai dipendenti pubblici c’è anche nel nuovo Milleproroghe, approvato ieri sera dal consiglio dei ministri. Tra gli interventi abituali del decreto di fine anno manca il rinvio dei termini per l’adeguamento della sicurezza antincendio nelle scuole, ma solo perché a occuparsene era stato il Milleproroghe dell’anno scorso congelando il tutto fino al 31 dicembre 2027. Per il resto, il provvedimento adottato ieri replica la solita liturgia natalizia dei termini che slittano, nell’indifferenza quasi generalizzata anche quando il rinvio investe temi spesso al centro del dibattito pubblico. È il caso ad esempio dei Livelli essenziali delle prestazioni, il presupposto indispensabile per l’avvio effettivo dell’autonomia differenziata che come l’anno scorso incontrano nel testo un nuovo rinvio di 12 mesi, con «l’attività istruttoria connessa alla loro determinazione» che potrà proseguire fino al 31 dicembre 2026. Ovviamente, salvo proroghe. La bozza esaminata ieri dal consiglio dei ministri mette in fila 63 proroghe articolate in 72 commi complessivi. Ma l’elenco è da considerare provvisorio perché il passaggio parlamentare carica il treno del Milleproroghe di ulteriori misure, in una girandola di rinvii e di solenni dichiarazioni sui «termini inderogabili» che poi slittano senza colpo ferire. Lo scorso anno, i 22 articoli approvati dal Governo diventarono 32 nella conversione in legge, in una ridda di bis, ter, quater e anche octies, decies e duodecies che arrivarono vicino al raddoppio dei commi originari. La base di partenza varata ieri è un po’ più leggera, e questa volta sono più stretti anche i tempi dell’esame parlamentare perché il decreto è arrivato con un paio di settimane prima rispetto al solito: ma è probabile che alla ripresa di gennaio, una volta archiviata la manovra, nonostante tutto il rito si ripeterà ancora. Nella miscellanea squadernata dal Milleproroghe, misure di interesse più o meno generalizzato si alternano a interventi di dettaglio. Fra i primi spicca l’ennesimo stop all’adeguamento all’inflazione del valore delle multe stradali. A motivare il nuovo congelamento all’indicizzazione non è tanto l’inflazione del 2024-25, modesta e quindi tale da determinare solo piccoli aumenti degli importi. Sotto la cenere cova però ancora l’impennata dei prezzi 2022-23, perché il blocco degli adeguamenti è in vigore da tre anni e produrrebbe una moltiplicazione nel valore dei verbali in caso di scongelamento. Per ora, quindi, si è scelto di continuare sulla strada della sospensione, in attesa di definire una modalità per tornare alle regole ordinarie senza troppi strappi. Molto variegata anche quest’anno è l’attenzione dedicata dal Milleproroghe ai dipendenti pubblici. Torna in campo anche nel 2026 lo scudo penale per medici e infermieri, che evita la responsabilità in caso di colpa grave agli operatori che lavorano «in situazioni di grave carenza di personale sanitario». Per un altro anno vengono sospesi sanzioni e termini prescrizionali per i mancati contributi ai dipendenti pubblici. E anche nel 2026 resterà in vigore il divieto di comandi e distacchi per il personale dei ruoli dell’amministrazione civile dell’interno, area e comparto Funzioni centrali. Sempre in area Pa, viene poi confermata per il 2026 la disapplicazione della norma della spending review che obbliga gli enti pubblici a ridurre del 15% i loro canoni di locazione passiva. Un lungo elenco di misure, si diceva, guarda poi a situazioni locali. Il commissario per il risanamento della Baraccopoli di Messina, operazione che avrebbe dovuto concludersi «entro e non oltre il 31 dice mbre 2025», guadagna altri tre anni, e sposta quindi il traguardo alla fine del 2028, e lo stesso arco temporale viene raggiunto dal commissariamento per l’area di Bagnoli. Il 31 dicembre 2025 avrebbe dovuto vedere anche l’avvio dell’attività del nuovo Ospedale di Siracusa, che invece ora dà appuntamento alla fine del 2026. Si allunga fino al 2027, invece, l’orizzonte del subcommissario per l’Arsenale militare della Maddalena. © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marco Mobili :-: Gianni Trovati Heading: Highlight: Slitta a fine 2026 il termine per definire i livelli essenziali delle prestazioni per l’autonomia La lista delle proroghe Le regole interessate dallo slittamento dei termini Materia Misura L’attività istruttoria per determinare i livelli essenziali Lep delle prestazioni proseguirà fino al 31 dicembre 2026 Commissario straordinario per il risanamentoe Baraccopoli subcommissari prorogato di tre anni, al 31 dicembre Messina 2028 Arsenale L’incarico di subcommissario per la realizzazione Maddalena degli interventi è prorogato al 31 dicembre 2027 Ospedale Un anno in più per la progettazione e realizzazione Siracusa del nuovo complesso ospedaliero L’incarico di commissario al sindaco di Napoli Bagnoli è prorogato al 31 dicembre 2028 Crisi idrica Cabina di regia prorogata al 31 dicembre 2027 Prescrizione per gli obblighi contributivi ai dipendenti Contributi Pa sospesa anche nel 2026 Sanzioni sugli obblighi contributivi ai dipendenti Contributi Pa/2 sospese anche nel 2026 Contributi Prescrizione per gli obblighi contributivi co co co ai collaboratori sospesa anche nel 2026 Efficientamento Sospesa anche nel 2026 la trasmissione all’Enea energetico dei dati sulle spese agevolate 2024 e 2025 Rinvio di un anno delle nuove regole per l’iscrizione Sport ai campionati professionistici e dilettantistici Ministero Un anno in più per le modifiche al regolamento Interno di organizzazione Comandi e distacchi di personale limitati anche Comandi Pa nel 2026 per l’amministrazione civile dell’interno Proroga di un anno per i contratti a termine Lampedusa del personale della Croce Rossa Un anno in più per il potenziamento del sistema Immigrazione di prima accoglienza Proroga di un anno per l'entrata in vigore dei Testi Riforma fiscale unici su sanzioni, tributi minori, riscossione, giustizia tributaria e imposte indirette Disapplicato anche nel 2026 il taglio del 15% ai canoni Affitti Pa di locazione Amco Esclusione dalla spending review anche nel 2026 Slitta a fine 2026 il termine entro il quale gli enti Federalismo territoriali possono chiedere la cessione gratuita demaniale di immobili riqualificati con il Pnrr Estesa al 2027 la rimodulazione delle promozioni Polizia complessive al grado di colonnello Confermati per il 2026 quantitativi massimi Connettività Pa complessivi degli strumenti di acquisto e di negoziazione realizzati da Consip Società ed enti potranno effettuare le assemblee Assemblee dei soci con modalità telematiche fino al 30 settembre 2026 Rinvio a settembre 2026 per l’individuazione Non dei criteri di priorità per l'accesso ai servizi autosufficienza e le modalità di azione delle unità di valutazione Anche nel 2026 i veterinati autorizzati potranno Veterinari svolgere le attività di sorveglianza e le visite di sanità animale Sospeso anche nel 2026 il regolamento recante Raccolta sangue sulla raccolta di sangue da parte di laureati in medicina e chirurgia abilitati Scudo penale Proroga al 31 dicembre 2026 della limitazione sanità delle responsabilità penali degli operatori sanitari Possibile anche nel 2026 l’ammissione ai concorsi Dirigenti chimici per chi ha tre anni di servizio nell'esercizio di funzioni della professione sanitaria di chimico nell’Ssn Confermato nel 2026 l’innalzamento a 68 anni Sanità del limite anagrafico per i direttori generali delle Asl e i direttori degli enti dell’Ssn Accesso anche nel 2026 ai concorsi per la medicina Medici d'urgenza per chi ha tre anni di servizio con contratti a tempo determinato Anche nel 2026 sarà possibile chiedere il part time Medici/2 per il p ersonale dei servizi di emergenza-urgenza con i requisiti per il pensionamento anticipato Prorogata al 2026 la possibilità per gli operatori Incompatibilità sanitari di svolgere attività libero professionale sanità con autorizzazione fuori dall’orario di lavoro Elaborazione de Il Sole 24 Ore sulla base del testo in entrata in Cdm del Dl proroga termini Materia Misura Proroga di un anno per le regole sugli incarichi Incarichi sanità semestrali a medici e infermieri specializzandi Confermate nel 2026 le regole sugli incarichi di lavoro Incarichi autonomo ai laureati in medicina abilitati e iscritti sanità/2 all’ordine Stabilizzazioni Proroga di un anno per le stabilizzazioni sanità di chi ha maturato 18 mesi di servizio Proroga triennale per l’utilizzo del Centro Università di informazione sulla mobilità e le equivalenze accademiche Dirigenti scuole Proroga di un anno per i contratti dei dirigenti tecnici Proroga di un anno per la possibilità degli Uffici Uffici scolastici regionali di avvalersi di personale in comando Docenti di Proroga di un anno per quote e procedure religione di assunzione dei docenti di religione Sospeso anche nel 2026 l’obbligo per le Regioni Fondazioni Its di cofinanziare le Fondazioni Its Prorogato anche nel 2026 l'attuale Consiglio Cun universitario nazionale Proroga dal 10 marzo al 10 giugno 2026 del termine Abilitazione per lo svolgimento delle attività del sesto nazionale quadrimestre Proroga al 2026 per le possibilità di esaurire Musei le disponibilità iscritte nelle contabilità ordinarie dei musei Proroga al 31 dicembre 2026 della contabilità Mic Lazio ordinaria intestata al segretariato generale del Lazio Il ministero della Cultura ha tempo fino Immobili Mic al 31 dicembre 2026 per la sicurezza antincendio dei propri immobili Bloccato anche nel 2026 l'adeguamento degli importi Multe stradali delle multe all’inflazione Proroga al 30 giugno 2026 del termine per l’appalto Ponti del Po dei lavori finanziati dai fondi per la sicurezza dei ponti Proroga di un anno per l’identificazione e l’accesso Ministero Esteri dei cittadini ai servizi in rete degli italiani all'estero Prorogate al 2029 le attuali modalità Dirigenti polizia di finanziamento dell’area negoziale dei dirigenti della Polizia di Stato Proroga al 31 dicembre 2026 delle regole attuali per Personale la mobilità volontaria del personale del ministero giustizia della Giustizia Personale Vietata anche nel 2026 l’assegnazione del personale giustizia/2 del ministero della Giustizia ad altre Pa Prorogata al 31 gennaio 2027 la vigenza Penitenziaria della graduatoria del concorso per i funzionari giuridico-pedagocici Ministero Anche nel 2026 le Regioni potranno stabilizzare ambiente i funzionari del ministero dell'Ambiente Sospeso anche nel 2026 l’obbligo di una quota di Rinnovabili rinnovabili per le società che vendono energia termica Proroga di un anno per le regole attuali del fondo Pmi di garanzia Pmi Autoimpiego Prorogati al 2026 gli incentivi per l’autoimpiego Occupazione Prorogati al 2026 gli incentivi per l’occupazione giovanile giovanile Lavoratrici Prorogati al 2026 gli incentivi per favorire svantaggiate l’occupazione delle lavoratrici svantaggiate Prorogati al 2026 gli incentivi per lo sviluppo Zes occupazionale nella Zes unica del Sud Proroga di un anno per le regole sulle attività di ricerca in materia di genetica agraria, senza obbligo Agricoltura di pubblicazione della localizzazione geografica dei siti sperimentali Polizze Sospeso anche nel 2026 l’obbligo di assicurazione catastrofali per le imprese della pesca Polizze Sospeso anche nel 2026 l’obbligo di assicurazione catastrofali/2 per bar e ristoranti Proroga di un anno delle semplificazioni per Alberghi e terme l’installazione di impianti di energia da fonti rinnovabili Slitta al 15 dicembre 2026 il termine Roulotte e per gli aggiornamenti catastali degli allestimenti autocaravan mobili di pernottamento LE DATE 30/9 2028 Assemblee online Commissario Bagnoli Società ed enti potranno continuare a svolgere le assemblee dei soci con le modalità telematiche fino al 30 settembre 2026. La norma, nata nel corso dell’emergenza pandemica da Covid 19, è stata già prorogata di anno in anno fino a determinare un’abitudine nelle società. Viene prorogato per altri tre anni l’incarico al commissario straordinario e al sub commissario per il commissariamento dell’area di Bagnoli. Il commissario straordinario è il sindaco di Napoli, e la misura serve a proseguire il percorso avviato dopo un lungo stallo. Image:Violazioni al codice della strada. Anche per il 2026 gli importi delle multe comminate agli automobilisti non saranno adeguate all’inflazione -tit_org- Da medici e Pa alle multe stradali: con il decreto Milleproroghe arrivano decine di rinvii Multe, Pmi, medici e Pa: ok del governo a 63 rinvii -sec_org- tp:writer§§ Marco Mobili - Gianni Trovati guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/12/2025121203263307458.PDF §---§