title§§ Seniores link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121102221501181.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "CONQUISTE DEL LAVORO" del 11 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-11T02:09:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121102221501181.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121102221501181.PDF', 'title': 'CONQUISTE DEL LAVORO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121102221501181.PDF tp:ocr§§ SENIORES imbe: “Smantellamento Ssn è già realtà, ma invertire la rotta si può” “A fronte del progressivo arretramento della sanità pubblica e della sregolata espansione di innumerevoli soggetti privati che perseguono anche obiettivi di profitto, parlare di 'integrazione pubblico-privato' diventa anacronistico e oltraggioso nei confronti dell'art. 32 della Costituzione e dei princìpi fondanti del Ssn”. Così Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe (Gruppo italiano per la medicina basata sulle evidenze). “Se salvaguardare un Ssn pubblico, equo e universalistico non è più una priorità - osserva Cartabellotta - la politica lo dica ai cittadini e gestisca con rigore i processi di privatizzazione, invece di lasciarli correre a briglia sciolta”. Diversamente, “sia responsabile di ‘manutenzione ordinaria’ di un modello che produce disuguaglianze, impoverisce le famiglie, penalizza il Sud e abbandona anziani e fragili. “La privatizzazione del Ssn non programmata e proporzionale all'indebolimento del Ssn - osserva - sta trasformando i diritti in privilegi”. E’ però ancora possibile invertire la rotta. Attraverso: consistente e stabile finanziamento pubblico, ‘paniere’ di Livelli Essenziali di Assistenza compatibile con le risorse assegnate, ‘secondo pilastro’ integrativo al Ssn (che non dirotti fondi pubblici a profitti privati ed alimenti derive consumistiche), rapporto pubblico-privato goG vernato da regole pubbliche chiare di integrazione e non sterile competizione. “Solo intervenendo su questi assi strategici - conclude Cartabellotta - sarà restituito al Ssn il ruolo assegnatogli dalla Costituzione: garantire a tutte le persone il diritto alla tutela della salute, indipendentemente da reddito, Cap di residenza e condizioni socio-culturali. Di fronte alla malattia siamo tutti uguali sulla Carta, ma ogni giorno si moltiplicano inaccettabili diseguaglianze che un Paese civile non può accettare”. RNM più ‘serena’ con musica e immagini rilassanti Paesaggi rilassanti e cartoni animati rendono meno ansiosa la risonanza magnetica, così che diventa più umano e rassicurante uno dei momenti diagnostici più delicati. Succede all’ospedale Bufalini di Cesena (FC), grazie al videoproiettore Full Hd con altoparlante integrato, donato da associazione All together charity ed azienda Medri in collaborazione con Cesena football club e Pubblisole. Il nuovo sistema trasforma la parte frontale della risonanza magnetica, fredda ed ansiogena, in uno scenario accogliente e familiare, proiettando paesaggi naturali accompagnati da colonna sonora rilassante o cartoni animati. "Un semplice gesto tecnologico che cambia radicalmente l’e sperienza di chi deve affrontare l'esame", sottolinea l’Azienda sanitaria. Dal 5 novembre ad oggi la risonanza con il nuovo allestimento è stato utilizzato da 91 pazienti con "riscontro positivo di migliore qualità percepita”. Carta identità: dal 2026 stop al rinnovo per ultra 70enni Dal 2026, i cittadini italiani che hanno superato i 70 anni di età non dovranno più rinnovare la carta d’i dentità, che diventa a validità illimitata, ossia permanente. La norma, contenuta nel Decreto semplificazioni, facilita la vita agli anziani in Italia ed all’estero, evitando procedure e code agli sportelli. Il Regolamento UE consente agli Stati membri di stabilire una durata oltre i 10 anni per gli over 70 anni. La Spagna ha già adottato il provvedimento. Ecoticket gratuito per caregiver familiari Introdotto a Bologna l’ecoticket per caregiver, il titolo di viaggio gratuito per il trasporto pubblico rivolto a chi assiste persone con disabilità o non autosufficienti. Da metà dicembre, sul sito del Comune, sarà possibile compilare il modulo di richiesta per gli aventi diritto. Verificato il possesso dei requisiti, sarà rilasciata l’autorizzazione. Ileana Rossi ---End text--- Author: Ileana Rossi Heading: Highlight: Image: -tit_org- Seniores -sec_org- tp:writer§§ Ileana Rossi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121102221501181.PDF §---§ title§§ Ecco il Milleproroghe: prolungato al 2026 lo scudo per i medici = Affitti brevi, 21% soltanto sulla prima abitazione Medici, scudo prorogato link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103142906303.PDF description§§

Estratto da pag. 12 di "CORRIERE DELLA SERA" del 11 Dec 2025

Milleproroghe, estesa al '26 la garanzia statale sui prestiti alle piccole imprese

pubDate§§ 2025-12-11T05:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103142906303.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103142906303.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103142906303.PDF tp:ocr§§ MANOVRA, LE NOVITÀ SUGLI AFFITTI BREVI Ecco il Milleproroghe: prolungato al 2026 lo scudo per i medici Affitti brevi, 21% soltanto sulla prima abitazione Medici, scudo prorogato Milleproroghe, estesa al ’26 la garanzia statale sui prestiti alle piccole imprese a pagina 12 ROMA Dopo 49 giorni dalla presentazione in Senato il governo scioglie i nodi della legge di Bilancio 2026. Oggi arriverà il pacchetto degli emendamenti decisivi dell’esecutivo e dei relatori, in gran parte ritocchi che attenuano la stretta immaginata a metà ottobre. Le votazioni inizieranno in commissione al Senato forse sabato, con il via libera definitivo della Camera atteso ormai tra Natale e fine anno. Gli emendamenti Per gli affitti brevi scatta un regime più complesso, che tutela i piccoli proprietari, ma fa diventare attività d’impresa la gestione di tre o più appartamenti. Sul primo la cedolare secca resterà come ora al 21% (e non salirà al 26%), sul secondo immobile si pagherà il 26%, ma dal terzo in poi occorrerà avere almeno una partita Iva. C’è un accordo anche per limitare l’aumento della tassazione sui dividendi che le imprese percepiscono dalle partecipate. Il regime di sostanziale esenzione applicato oggi continuerà ad essere applicato ai dividendi delle partecipate con oltre il 5% del capitale, ma sarà garantito pure sulle quote più piccole che abbiano però un valore superiore a una soglia da stabilire (tra 1 e 2,5 milioni). In compenso, per ottenere il beneficio, la partecipazione dovrebbe essere detenuta da tre anni. La norma, ora, prevede di alzare la soglia di esenzione sulle partecipazioni dal 5 al 10%, con un gettito molto elevato. Per compensarlo scatterà l’aumento delle imposte sulle transazioni finanziarie, come l’acquisto di azioni in Borsa. La Tobin Tax salirà dall’attuale 0,1% allo 0,2%, poi allo 0,4% nel 2029, garantendo a regim e u n m i l i a r d o l ’a n n o . L’emendamento è di FdI, ma potrebbe essere fatto proprio dai relatori. Gli altri fondi per le correzioni della manovra arriveranno da banche e assicurazioni. L’aumento dell’Irap di due punti a loro carico, però, non riguarderà le holding industriali, assimilate alle banche per il regime Irap. Per le imprese l’iper-ammortamento diventerà pluriennale e salta il blocco delle compensazioni tra i bonus fiscali e i debiti Inps- Inail. Ai voti andranno anche gli oltre 400 emendamenti selezionati dai gruppi parlamentari. Il governo sta cercando di riassumere le proposte sui temi comuni come gli enti locali, i fondi per le metro, il finanziamento delle ricostruzione post sisma. Tra le proposte resta in campo anche quella sulla proprietà delle riserve auree di Bankitalia. Oggi il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti incontrerà e proverà a convincere la presidente Bce, Christine Lagarde, che ha mostrato fin qui molte perplessità. Il Milleproroghe Intanto a Roma il Consiglio dei ministri approverà il classico decreto Milleproroghe. Prevede, tra l’altro, il rinvio dello scudo penale per i medici, dell’obbligo della polizza catastrofale per i piccoli alberghi e i pubblici esercizi, dei bonus occupazione per i giovani e le donne, l’estensione al 2026 delle garanzie statali sui prestiti bancari alle piccole imprese. Massimo Bitonci, sottosegretario al ministero delle Imprese, ha convinto il suo collega di partito Giorgetti a confermare il regime attuale. Ieri dal Senato è arrivato anche il primo sì al decreto sulla sicurezza sul lavoro con un voto di fiducia chiuso con 92 favorevoli e 62 contrari. Mario Sensini © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Mario Sensini Heading: Highlight: Le novità Oggi il pacchetto degli emendamenti Con 3 case si passa al regime d’impresa Il governo scioglie gli ultimi nodi della Legge di Bilancio 2026. Oggi arriverà il pacchetto degli emendamenti decisivi, da parte dell’esecutivo e dei relatori, in gran parte ritocchi che attenuano la stretta immaginata a metà ottobre Cambia il regime fiscale per gli affitti brevi. La cedolare secca dovrebbe restare al 21% solo per la prima casa messa sul mercato. S ulla seconda l’aliquota salirà al 26%. In caso di terza casa si passerà direttamente al regime di reddito d’impresa 1 Borsa, la Tobin Tax salirà allo 0,4% Aumenteranno le imposte sulle transazioni finanziarie, come l’acquisto di azioni in Borsa. La Tobin Tax salirà dall’attuale 0,1% allo 0,2%, poi allo 0,4% nel 2029, garantendo a regime l’incasso di un miliardo l’anno Imprese, tornano le compensazioni L’iper ammortamento sugli investimenti delle imprese, ora previsto solo per il 2026, avrà durata pluriennale, almeno un biennio, e scompare il blocco delle compensazioni tra i bonus fiscali e i debiti Inps e Inail delle aziende 2 3 4 Image:In Aula Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle finanze del governo Meloni. Nel precedente esecutivo Giorgetti è stato ministro dello Sviluppo economico (foto Frustaci / Ansa) -tit_org- Ecco il Milleproroghe: prolungato al 2026 lo scudo per i medici Affitti brevi, 21% soltanto sulla prima abitazione Medici, scudo prorogato -sec_org- tp:writer§§ Mario Sensini guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103142906303.PDF §---§ title§§ Caos in corsia al San Raffaele «Sicurezza non negoziabile, l'episodio non ci rappresenta» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148306305.PDF description§§

Estratto da pag. 25 di "CORRIERE DELLA SERA" del 11 Dec 2025

Il nuovo ad Centenari. Zangrillo aiuterà a superare l'emergenza

pubDate§§ 2025-12-11T05:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148306305.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148306305.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148306305.PDF tp:ocr§§ Caos in corsia al San Raffaele «Sicurezza non negoziabile, l’episodio non ci rappresenta» Il nuovo ad Centenari. Zangrillo aiuterà a superare l’emergenza MILANO «La sicurezza dei nostri pazienti rappresenta per noi un principio assoluto e non è negoziabile». A tre giorni dal caos che ha investito il terzo piano del padiglione Iceberg all’ospedale San Raffaele di Milano, andato in tilt perché affidato a una cooperativa di infermieri senza le necessarie competenze, il nuovo amministratore unico, Marco Centenari, prende le difese dell’istituto. Il manager, che ha già lavorato in via Olgettina, ha sostituito Francesco Galli, dimessosi lunedì dopo che il Consiglio di amministrazione del Gruppo San Donato (di cui il San Raffaele fa parte) aveva deciso di revocargli l’incarico. «L’evento verificatosi ha riguardato un singolo reparto ed è stato prontamente gestito — afferma Centenari in una nota —, l’attività assistenziale del San Raffaele si è svolta e continua a svolgersi regolarmente, in condizioni di pieno ordine, controllo e sicurezza». Centenari fin dal primo mattino di martedì è al lavoro e ha affrontato riunioni e incontri. E sempre martedì il Nas dei carabinieri ha condotto un’ispezione al San Raffaele, dove ieri si sono presentati anche i responsabili di Ats e gli ispettori del lavoro. «In qualità di amministratore — continua Centenari — mi sono immediatamente attivato affinché venissero adottate tutte le ulteriori misure utili a rafforzare i presidi organizzativi e di controllo e sarà mia responsabilità evitare che mai più si verifichino episodi che possano creare un minimo disagio ai nostri pazienti». Il personale della cooperativa Auxilium care continua a lavorare nei reparti, ma affiancato da infermieri esperti. «Da sempre, chiunque operi all’interno del San Raffaele sa che deve attenersi ai più elevati standard clinici, scientifici ed etici — prosegue il manager —. L’episodio dei giorni scorsi non rappresenta in alcun modo ciò che siamo: un punto di riferimento nazionale e internazionale, per assistenza, ricerca e formazione, fondato su donne e uomini di straordinario valore e sulla fiducia di migliaia di pazienti. Con queste mie parole e con le azioni già intraprese — sottolinea —, confido che non ci sarà più spazio per reiterare speculazioni e fraintendimenti sul valore della nostra istituzione, come quelle che abbiamo visto proliferare in queste ultime ore». Tra i primi interventi del nuovo amministratore c’è la scelta di avvalersi dell’aiuto del professor Alberto Zangrillo come chief clinical officer. «Supporterà i vertici e l’organizzazione aziendale per ottimizzare il coordinamento strategico delle aree cliniche». Sull’accaduto, intanto, continuano le polemiche politiche. M5S, Pd e Avs hanno chiesto una informativa urgente al ministro della Salute Orazio Schillaci. Sara Bettoni © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Sara Bettonis Heading: Highlight: Image:Chi è ? Marco Centenari (foto), 57 anni è ceo del Gruppo San Donato. Da due giorni è anche amministratore unico del San Raffaele di Milano ? Centenari prende il posto di Francesco Galli che si è dimesso dopo il caos per la gestione del servizio infermieristico affidato a una coop esterna -tit_org- Caos in corsia al San Raffaele «Sicurezza non negoziabile, l’episodio non ci rappresenta» -sec_org- tp:writer§§ Sara Bettonis guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148306305.PDF §---§ title§§ In fuga dal San Raffaele «Con la carenza di organico più infermieri a gettone» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148606308.PDF description§§

Estratto da pag. 8 di "DOMANI" del 11 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-11T05:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148606308.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148606308.PDF', 'title': 'DOMANI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148606308.PDF tp:ocr§§ L'ESPOSTO DEI SINDACATI IN PROCURA. LE VERIFICHE DEI NAS In fuga dal San Raffaele «Con la carenza di organico più infermieri a gettone t» «Ë partire da agosto si sono dimessi ¡n blocco 16 sanitari più il coordinatore» II ruolo della coop di CI. È scontro politico: ¡Opposizione chiede contoa Fontane ENRICA RIERA «COSÌ nonsÌ PUÒ andare avanti, è una situazione troppo pericolosa-Eirori irrecuperabili sono dietro l'angolo, ed è solo una questione di tempo», scrive in una mail il medico dell'ospedale San Raffaele di Milano che la notte a cavallo tra il 5 e il 6 dicembre scorsi si è trovato davanti agli occhi una situazione fuori controllo, ora descritta in una denuncia presentata dai sindacati alla polizia e nell'esposto che presto finirà sotto la lente dei pm meneghini: infermieri alla prima esperienza di lavoro, personale non in grado di somministrare le giuste dosi di farmaco ai pazienti, operatori sodo-sanitari incapaci di ritirare determinati medicinali dagli scartali. C'è, per esempio, chi a metà turno è stato visto allontanarsi per poi non tornare più- Responsabilità Adesso quel caos tra le barelle della struttura sanitaria privata convenzionata, fiore all'occhiello del Gruppo San Donato, è svanito. Almeno all'apparenza. Nei corridoi ci sono ancora i carabi nieri dei Nas e il personale di Agenzia tutela della salute di Regione Lombardia (Ats) che stanno cercando di accertare fatti e responsabilità. Ma queste ultime, a leggere la mail del medico che nei giorni di festa ha dato l'allarme, sono «di tipo organizzativo e chiaramente in capo all'ospedale». «A partire da agosto — spiega Margherita Napoletano della rappresentanza sindacale interna, al San Raffaele — si sono dimessi in contemporanea 16 infermieri più il coordinatore, il reparto di medicina specialistica, ad alta intensità di cura, dov'è accaduto tutto richiede un organico di 30 professionisti. Più della metà — continua — si è però dimessa a causa della mole di lavoro eccessiva e dell'inadeguatezza della busta paga». La fuga ha contribuito all'emergenza- «Se non si mette mano a questa problematica, relativa al personale sotto organico—dice Napoletano — le esternalizzazioni, che non assicurano la continuità assistenziale, diventeranno obbligatorie». La coop I fatti in questione, del resto, si sono verificati «nella prima giornata di presa in carico del servizio da parte di una cooperativa che ha già determinato situazioni di elevatissimo rischio per i pazienti». È quanto si legge sempre nella mail del medico, La cooperativa, seppur indipendente, è riconducibile al gruppo Coop Auxilium, che non si occupa soltanto di assistenza e cure, e che ha come presidente Francesco Pietro Chiorazzo, fratello di Angelo, vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, che l'aveva fondata e oggi non ha più alcuna carica. «Con il San Raffaele, una delle ramificazioni di Auxiliumha degli appalti per il settore di pulizie e rifiuti», spiegano dalla rappresentanza sindacale. Proprio la Auxilium, un tempo al centro del business sui centri d'accoglienza per i migranti, era finita nelle carte di Mafla Capitale. Riferendosi alla coop. Salvatore Buzzi e Massimo Carminati, intercettati al telefo- no, si riferivano ai chiorazzo, estranei all'inchiesta, pronunciando frasi di questo tipo: «Loro se ne fregano, c'hanno i prefetti, loro sono grossi». Un riferimento, insomnia, ai presunti agganci dei fra- Dopo ü terremoto dei giorni scorsi proprio il ciellino Francesco Galli si è dimesso dalla carica di amministratore unico dell'ospedale del Gruppo San Donato appartenente alla famiglia Roteili, con presidente l'ex ministro Angelino Alfano e vicepresidente Kamel Ghribì, finanziere amico di Silvio Berlusconi. A prendere il posto di Galli, a seguito della riunione d'urgenza del consiglio d'amministrazione, è stato il manager Marco Cen- tenari che, in una nota, dice: «L'episodio dei giorni scorsi non rappresenta in alcun modo ciò che siamo», indiscrezioni continuano intanto a circolare tra i corridoi dell'ospedale e parlano sì di una situazi one «più volte segnalata ai vertici della struttura», ma pure di una vicenda «volutamente portata alla ribalta per far saltare la posizione di Galli». Tutte voci che rendono ü clima incandescente. «Ciò che è accaduto al San Raffaele è gravissimo, ma il presidente Attilio Fontana e l'assessore Guido Bertolaso continuano a fornire risposte evasive, elusive e assolutamente autoassolutorie. Se martedì non saranno presenti in aula a relazionare sulla situazione, siamo pronti a bloccare i lavori del Consiglio», dice Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Regione Lombardia e componente della segreteria nazionale dem. «Non è il caso di una struttura ma il caso Lombardia — aggiunge — bisogna rendersene conto e cambiare finalmente l'organizzazione della sanità regionale, come chiediamo da tempo». Bertolaso, da parte sua, replica che è «stato il primo a denunciare le cooperative esterne e che il San Raffaele continua a essere un punto di riferimento, una colonna non della sanità lombarda, ma della sanità italiana, piaccia o non piaccia a quelli che fanno la differenza fra il pubblico e il privato». Mentre le opposizioni chiedono un'informativa urgente al ministro della Salute Grazio Schillaci. Uno scontro diventato politico. Sullo sfondo, i pazienti del san Raffaele. Anche loro o i familiari potrebbero presto presentare un esposto in procura- Un reparto dell'ospedale San Raffaele del Gruppo San Donato di Milano al centro delle polemiche -tit_org- In fuga dal San Raffaele «Con la carenza di organico più infermieri a gettone» -sec_org- tp:writer§§ ENRICA RIERA guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148606308.PDF §---§ title§§ Luci e ombre di un ruolo che resta centrale link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148006306.PDF description§§

Estratto da pag. 23 di "FAMIGLIA CRISTIANA" del 11 Dec 2025

Aumentano responsabilità, stress e richieste (vedi durante il covid). ma la retribuzione non cambia

pubDate§§ 2025-12-11T05:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148006306.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148006306.PDF', 'title': 'FAMIGLIA CRISTIANA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148006306.PDF tp:ocr§§ Sopra, clienti al bancone della Farmacia Aurora nel centro di Torino. IL SINDACALISTA E IL PRESIDENTE DELLA CATEGORIA LUCI E OMBRE DI UN RUOLO CHE RESTA CENTRALE Aumentano responsabilità, stress e richieste (vedi durante il Covid). Ma la retribuzione non cambia V edere i camici bianchi dei farmacisti scendere in piazza (l’ultima volta in occasione dello sciopero del 6 novembre scorso) getta una luce inedita su una categoria che nell’immaginario collettivo è legata al prestigio sociale, all’autorevolezza e che, dopo il Covid, abbiamo imparato ad apprezzare come l’ultima roccaforte nella tempesta, quando la farmacia (e i professionisti che ci lavorano) era l’unico luogo dove trovare un conforto, sanitario e umano. Che cosa sta suc- FRANC cedendo? Quali sono le IMPER loro rivendicazioni? Che 64 evoluzione sta avendo questa professione così importante per la vita quotidiana di tutti i cittadini? Ne abbiamo parlato con Francesco Imperadrice, direttore di una farmacia del quartiere Barra di Napoli, presidente del Sinasfa, Sindacato dei farmacisti non titolari (che sono la maggioranza). «Negli ultimi anni la nostra professione è molto cambiata», spiega. «Gli orari delle farmacie si sono estesi, oltre alla vendita dei farmaci si sono aggiunti altri servizi per il pubblico, che vanno dalla diagnostica alla prenotazione di visite, alla scelta del medico curante. Quindi un lavoro con maggiori responsabilità e molto più stressante, tanto che ci sono segnali di burnout per molti dipendenti. Quello CO che cambia, poco o nulRICE la, sono le retribuzioni. Per un neoassunto 1.400 euro al mese, che nel corso della carriera possono arrivare al massimo a 1.900 per il ruolo di direttore di una farmacia. E questo dopo cinque anni di studio e per una professione così delicata e fondamentale. Non c’è da meravigliarsi che sempre meno giovani siano attratti da questo lavoro e che, spesso, le farmacie si trovino in carenza di personale, con turni più massacranti per chi è assunto». Un’analisi puntuale sui cambiamenti della professione del farmacista la fa Andrea Mandelli, titolare di una farmacia a Monza e dal 2009 presidente della Fofi, la Federazione degli ordini dei farmacisti. «L’aumento del numero di farmacie dopo il decreto del 2012 che affida ai Comuni il compito di stabilire quante se ne possono aprire introducendo il criterio di una ogni 3 mila abitanti, ha praticamente azzerato la difficoltà a tro- ANDRE vare lavoro per i laureati MANDE in Farmacia». I dati Alma- 63 ANNI laurea sono molto chiari: a sei mesi dalla laurea il 91% ha trovato un’occupazione stabile e non ci sono sostanziali differenze tra Nord e Sud. «Dall’altro lato si sta assistendo a una crisi di vocazioni per tutte le professioni in ambito sanitario», continua Mandelli. «La filosofia di vita dei giovani è cambiata, il lavoro non è tutto, ci tengono ad avere tempo libero da dedicare ad altro. E invece per medici, infermieri e farmacisti non ci sono weekend garantiti, non esiste lo smart working, il riposo nelle festività». A essere mutato è anche il profilo professionale. Venti anni fa era impensabile che si andasse in farmacia a fare, per esempio, un elettrocardiogramma. «Questa nuova funzione di erogatore di servizi e non solo di vendita o preparazione di farmaci, va a vantaggio dell’utente, rafforza la prossimità. Se ne sono accorti sia i cittadini sia la politica: pensiamo ai tamponi durante il Covid e alle campagne di vaccinazione. E in Lombardia, come in altre regioni, alcune prestazioni rientrano all’interno del Ssn». Le farmacie, poi, hanno allargato i prodotti in vendita: estetica, integratori naturali, persino gioielli anallergici e sportelli per un consulto psicologico. «Anche in questo caso», conclude Mandelli, «ciò riflette un diverso conI cetto di salute, che non è solo guarire da una malattia ma perseguire il benessere generale. E dopo aver abolito durante il Covid l’esame di Stato per entrare nell’Ordine dei farmacisti, che conta circa 104 mila iscritti (la laurea in sé è abilitante), in collaborazione con la Fofi l’università si sta ad eguando, nel rispetto dell’autonomia dei singoli atenei, aggiornando il corso di studi». Resta il “piccolo” particolare delle retribuzioni a fronte del grosso giro di affari del comparto farmaceutico. Una battaglia simile a quella di tante altre professioni. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Sopra, clienti al bancone della Farmacia Aurora nel centro di Torino. FRANCESCO IMPERADRICE 64 INCHIESTA CAMICI BIANCHI IN PIAZZA A lato, la manifestazione dei farmacisti a Roma in occasione dello sciopero del 6 novembre scorso per il rinnovo del contratto. Tra le rivendicazioni, una retribuzione adeguata al ruolo e alle funzioni che sono chiamati a svolgere. ANDREA MANDELLI 63 ANNI -tit_org- Luci e ombre di un ruolo che resta centrale -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148006306.PDF §---§ title§§ Quegli angeli dietro il bancone link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103147206314.PDF description§§

Estratto da pag. 20 di "FAMIGLIA CRISTIANA" del 11 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-11T05:21:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103147206314.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103147206314.PDF', 'title': 'FAMIGLIA CRISTIANA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103147206314.PDF tp:ocr§§ IL RUOLO DEL FARMACISTA PER LA COMUNITÀ TRA VOCAZIONI IN CRISI E QUEGLI ANGELI DIE In un borgo che invecchia, come quello toscano, i camici bianchi non vendono solo farmaci. La dottoressa Marta Fontanelli: «Vivo e lavoro qui, conosco tutti. A me si affidano per consigli, rassicurazioni e… assistenza digitale» di Fulvia Degl’Innocenti foto di Simone Donati/TERRAPROJECT uando la maggior parte dei residenti è anziana, l’ospedale più vicino è a 25 chilometri, i piccoli esercizi commerciali chiudono uno dopo l’altro, in un piccolo Comune tra le colline ci si affida ai pochi servizi che restano. Uno di questi è la farmacia, che diventa molto di più di un esercizio commerciale: un luogo dove trovare rassicurazione, cura, attenzione, consigli, ascolto. È quello che accade a Chianni, Comune in provincia di Pisa che conta 1.297 abitanti, dove il congolese don Hilarion Palessonga celebra più funerali che battesimi, dove il turismo degli stranieri ha rivitalizzato le case vuote, portato ristoranti e agriturismi, ma dove i ritmi della comunità rimangono gli stessi, scanditi dal suono delle campane della chiesa parrocchiale che in origine era Q un castello, dietro il quale si è sviluppato il resto del paese. Ed è proprio salendo, come si dice qui, “in Castello,” che in una via stretta si affaccia la farmacia del paese. Che nel 2020 balzò agli onori della cronaca nazionale, con tanto di servizi televisivi, perché dietro il bancone c’era ancora, dal 1966, Ada Baroni, classe 1923, la farmacista più vecchia d’Italia. Dopo la sua scomparsa nel 2022, la gestione della farmacia è passata all’unico nipote, Giovanni Cavera, che già svolgeva questo ruolo amministrativo quando la zia era ancora viva. Ora la farmacista è Marta Fontanelli, 35 anni, che a Chianni ci è arrivata da un paese vicino per amore. «Ho una bambina piccola ed è bello poter lavorare nel paese dove vivo, lo considero un privilegio perché in tanti sono costretti ad andare via in cerca di occupazione». «In un paese come Chianni», spiega il sindaco Giacomo Tarrini, «dove l’età media è di 51,4 anni, con una bassa natalità, i servizi essenziali sono fondamentali per arrestare l’esodo ed essere attrattivi anche per le famiglie con bambini. In parte ci stiamo riuscendo, abbiamo erogato bonus scuola, tenuto aperto le scuole dell’infanzia e primaria anche se con pochi bimbi, ottenuto di edificare nuovi alloggi, perché non abbiamo più il problema delle case vuote abbandonate. E per noi la farmacia è un presidio fondamentale, un cardine della nostra comunità». In una mattina dello scorso novembre assistiamo in farmacia a un gran via vai di persone: ricette, prenotazioni di visite o analisi specialistiche, la pressione da farsi misurare... Anche una piccola farmacia di paese è diventata molto più di un negozio, ed è un centro di prenotazione per il servizio sanitario (Cup). «Organizzarci, invece, per diventare anche un punto dove effettuare esami diagnostici», spiega Giovanni Cavera, «per ora è difficile, soprattutto per motivi di spazi. Cercheremo di capire come fare, magari in orari in cui non è aperta al pubblico, perché il bisogno da parte dei clienti c’è». Per recarsi in città per visite diagnostiche, esami specialistici, ricoveri non urgenti, gli anziani soli possono contare sull’opera dei volontari della Misericordia, una confraternita di ispirazione cristiana (il suo motto è “Che Dio te ne renda merito”) e dedicata ad assistenza e aiuto alla 22 50/2025 persona, che fa parte della Confederazione nazionale delle Misercordie d’Italia. «Siamo una sessantina di volontari, molti pensionati come me», spiega Leandro Gherardi, «e qualche giovane. Abbiamo in dotazione tre vetture attrezzate per il trasporto dei disabili, due Panda, e due ambulanze. In situazioni di emergenza siamo collegati con il 112, che ci smista le richieste di aiuto sul territorio. Per questo motivo alcuni di noi, che sono stati formati per poter effettuare manovre di primo soccorso, devono, a turno, essere reperibili h24». Per gli abitanti di Chianni sono veri e propri angeli e tutto il paese s i attiva, durante l’anno, nelle raccolte fondi per sostenere la Misericordia, con cene, sagre, tombolate, eventi culturali. E un “angelo” viene definita dai chiannerini anche la farmacista. «In realtà per loro sono un volto familiare», racconta Marta Fontanelli, «di cui si fidano e a cui si affidano, li conosco uno a uno, ho un ottimo rapporto con la dottoressa di base Francesca Querci, quindi so quali sono i loro disturbi, allergie, preoccupazioni... Poi svolgo anche funzioni più da assistente sociale, per esempio aiutando gli anziani a districarsi con pc e smartphone, ma anche suggerendo a un cliente di rivolgersi a uno psicoterapeuta quando ravvedo particolari fragilità. Per una come me, che già da bambina sognava di fare la farmacista e giocava ad attaccare su un quadernino le fustelle dei medicinali, tutto questo è sicuramente gratificante». Con un rovescio della medaglia: neanche quando è fuori servizio smette di lavorare. Per un paesano che la incontra in piazza o dal panettiere rimane sempre la farmacista. A cui chiedere... un consiglio. ---End text--- Author: Fulvia Degl’Innocenti Heading: Highlight: L’ Italia è il Paese IL PUNTO europeo con il maggior numero di farmacie, oltre 20 mila. La legge prevede che ce ne possa essere una ogni 3 mila abitanti, così da garantire questo servizio essenziale anche in piccoli centri lontani da strutture sanitarie. Un ruolo, quello del farmacista, che in un Paese dove la sanità pubblica perde risorse e personale, assume un’importanza sempre più centrale nella vita delle comunità, soprattutto quelle piccole. Eppure, sempre meno giovani scelgono di iscriversi a Farmacia e la maggior parte dei neolaureati opta per andare a lavorare in azienda. I motivi? Il lavoro stressante, lo stipendio non proporzionato all’impegno (1.400 euro al mese per i neoassunti, 1.700 per gli occupati da cinque anni) e quasi nessuna possibilità di carriera. E anche chi questo lavoro lo ha scelto e lo svolge da anni non ci sta: negli ultimi mesi i farmacisti, riuniti in diverse sigle sindacali, hanno proclamato uno sciopero e sono scesi in piazza per un rinnovo del contratto che valorizzi, non solo in termini economici, questa categoria. Abbiamo raccolto le loro voci, da quelle dei vertici delle associazioni, a quelle di una studentessa con la vocazione nel cuore e della titolare di una sempre più rara farmacia di famiglia. Partendo da un Comune toscano isolato tra le colline, Chianni, dove per gli abitanti, in gran parte anziani, la farmacia rurale è un luogo di cura, relazione e speranza. le cifre 2O.195 le farmacie in Italia (di cui 7.2OO rurali). 1.8OO in più rispe o al 2O15 per il Decreto “Cresci Italia” 2O12 Fonte: Federfarma La Farmacia italiana 1O4 MILA i farmacisti iscri i all’albo Fonte: Fo? 4.O69 i laureati in Farmacia nel 2O24. -2O% rispe o al 2O17. Il 75% donne Fonte: AlmaLaurea 23,81 MILIARDI di euro è la spesa farmaceutica delle famiglie nel 2O24, +O,7% rispe o all’anno precedente Fonte: Aifa Image:La farmacista Marta Fontanelli, 35 anni, nella Farmacia Baroni di Chianni (Pisa). In basso a sinistra, uno scorcio aereo del borgo, che si estende a ridosso della chiesa, in origine un castello medioevale. GIOVANNI CAVERA 61 ANNI INCHIESTA SE NON CI FOSSERO LORO A lato, la farmacista Marta Fontanelli davanti all’ingresso del negozio di proprietà della famiglia Baroni, in un vicolo del borgo storico di Chianni, adiacente alla chiesa parrocchiale. Più a sinistra, il sindaco Giacomo Tarrini, 57 anni, al terzo mandato. Sotto, Leandro Gherardi, 67, e Fabio Salvadori, 66, volontari della Misericordia. -tit_org- Quegli angeli dietro il bancone -sec_org- tp:writer§§ Fulvia Degl'Innocenti guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103147206314.PDF §---§ title§§ Un patto per rimediare alla coperta corta del sistema sanitario link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148706309.PDF description§§

Estratto da pag. 55 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 11 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-11T05:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148706309.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148706309.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148706309.PDF tp:ocr§§ UN PATTO PER RIMEDIARE ALLA COPERTA CORTA DEL SISTEMA SANITARIO I l recentissimo Rapporto 2025 Cergas della SDA Bocconi offre un rimedio alla crisi della Sanità completamente diverso dalla richiesta di maggiori risorse finanziarie che accomuna maggioranza ed opposizione. La denatalità e l’invecchiamento della popolazione rendono necessario necessario abbandonare le narrazioni rassicuranti e assumere il coraggio delle scelte, definendo chi viene prima, con quali servizi e con quale intensità assistenziale. L’assunzione di priorità è imposta dal «deragliamento» del servizio sanitario dai binari disegnati dal legislatore che ,assegnando allo Stato il compito di assicurare l’accesso universale alle cure per tutti i cittadini, ha reso il bisogno di sanità un bisogno pubblico il cui costo deve essere coperto e ripartito con le imposte. La mancata copertura, conseguente all’assenza di priorità, ha determinato il disallineamento risorse /bisogni, causando il dissesto finanziario attuale. Dunque non si tratta di aumentare le risorse finanziarie ma di rientrare nello schema del legislatore superando le difficoltà incontrate nel regolare e rendere possibile la coesistenza dei diversi appezzamenti antagonistici caratterizzanti il bisogno collettivo della sanità che, sorgendo per il fatto della vita sociale non è omogeneo essendo rappresentato non da una somma aritmetica ma algebrica. Cioè del bisogno positivo che sentono alcuni che un certo servizio sia prodotto e del bisogno negativo che sentono altri che quel servizio non sia prodotto o lo sia in misura minore. Ora, la riforma costituzionale del 2012 ha offerto con la sostenibilità finanziaria la mediazione compositiva necessaria per la composizione di detti contrasti d’interesse. La verifica è rappresentata dal comma 546 della legge n.208/2015 che ha risolto la duplice perversità gestionale delle strutture ospedaliere a conduzione universitaria, causa delle criticità dei Antonio Troisi bilanci regionali e di quelli delle università dotate di facoltà di medicina. Il problema è stato risolto informando alla sostenibilità i Protocolli d’intesa Università/Regione, sicché l’abbattimento del più importante spreco ha consentito di reperire le risorse finanziarie necessarie per ottimizzare l’integrazione tra attività ospedaliera ed attività di ricerca e didattica. Il riferimento alla stabilità finanziaria consente anche di eliminare l’asimmetria tra la responsabilità della spesa sanitaria (in capo alle Regioni) e quella della raccolta del finanziamento (in larghissima parte proveniente dalla fiscalità generale ) con inevitabili maggiori sprechi essendo l’attività di spesa regionale del tutto deresponsabilizzata non dovendo la regione assumersi l’onere del prelievo di fondi. Ai nostri fini il risultato più importante è quello conseguito da Antonio Decaro che ,da Presidente ANCI, è riuscito, ricorrendo alla stabilità finanziaria, a realizzare la mediazione compositiva più difficile che esista, quella degli apprezzamenti antagonistici per origine politica e territoriale, esistente tra gli 8000 sindaci. Infatti è riuscito con le Assemblee Nazionali di Parma e Bergamo ad ottenere l’approvazione unanime a respingere la spesa storica per accettare la sostenibilità finanziaria necessaria per realizzare la nuova P.A.per Risultati in sostituzione della vecchia P.A.per Procedure. Dopo la composizione dello storico apprezzamento antagonistico tra Comuni del Nord «virtuosi» e Comuni del Sud «spreconi» è riuscito a comporre anche l’altro storico apprezzamento antagonistico, quello tra Comuni ricchi e Comuni poveri. Mi riferisco al Fondo di solidarietà comunale ANCI, alimentato con una quota del gettito Imu di spettanza dei Comuni stessi e basato su criteri di riparto perequativo a vantaggio dei Comuni meno dotati. In conclusione il ricorso unanime alla stabilita finanziaria per comporre gli apprezzamenti antagonisti degli 8000 sindaci rappresenta per i partiti politici l’Attaccapanni che li abilita al ricorso unanime alla stabilita finanziaria per comporre gli apprezzamenti antagoni sti determinati dalle scelte prioritarie imposte dal crescente disallineamento tra le risorse finanziarie (limitate ) ed i bisogni sanitari (illimitati). Questo obiettivo è reso praticabile dal profilo istituzionale conferito alla stabilità finanziaria dalla riforma costituzionale del 2012 e dalla considerazione architrave della riforma sanitaria da parte del Ministro della Salute Schillaci. ---End text--- Author: ANTONIO TROISI Heading: Highlight: Image:Antonio Troisi -tit_org- Un patto per rimediare alla coperta corta del sistema sanitario -sec_org- tp:writer§§ ANTONIO TROISI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148706309.PDF §---§ title§§ Sanità, libera professione fino al 31 dicembre 2026 link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103143006300.PDF description§§

Estratto da pag. 20 di "ITALIA OGGI" del 11 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-11T05:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103143006300.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103143006300.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103143006300.PDF tp:ocr§§ Sanità, libera professione fino al 31 dicembre 2026 Arriva la proroga di un anno della sospensione del vincolo di esclusività. Come annunciato dal ministro della salute Orazio Schillaci alla Camera lo scorso 19 novembre (si veda ItaliaOggi del 20 novembre), viene quindi confermato lo stop al divieto di svolgere la libera professione per gli operatori del Ssn. È quanto previsto dalla bozza del cosiddetto decreto Milleproroghe, anticipata da ItaliaOggi. Il testo, quindi, rimanda di un anno il ritorno del vincolo di esclusività. Si tratta del divieto di porre in essere attività libero-professionali per i soggetti occupati nel Ssn. Il vincolo era stato sospeso dal vecchio decreto Bollette (dl 34/2023), modificando il dl 127/2021. Ora interviene una nuova modifica, visto che la bozza del Milleproroghe sancisce che: «all'articolo 3-quater, comma 1, del dl 21 settembre 2021, n. 127… concernente il regime delle incompatibilità degli operatori delle professioni sanitarie di cui all'articolo 1 della legge 1° febbraio 2006, n. 43, appartenenti al personale del comparto sanità, le parole “Fino al 31 dicembre 2025” sono sostituite dalle seguenti: “Fino al 31 dicembre 2026”». Un’altra modifica riguarda la responsabilità dei professionisti, il cosiddetto scudo penale. Anch’esso, in scadenza il 31 dicembre, varrà ancora – almeno – per un anno. Precisamente, si parla di limitazione della responsabilità penale degli esercenti una professione sanitaria in situazioni di grave carenza del personale. Una misura che, in realtà, è già presente nella legge delega per la riforma delle professioni sanitarie, la quale ha iniziato oggi il suo iter in Parlamento. Tuttavia, la delega non sarà approvata prima del 31 dicembre e, quindi, c’era la necessità di prorogare la misura. ______© Riproduzione riservata _____ ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sanità, libera professione fino al 31 dicembre 2026 -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103143006300.PDF §---§ title§§ Sanità senza responsabilità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148106307.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "LA RAGIONE" del 11 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-11T05:20:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148106307.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148106307.PDF', 'title': 'LA RAGIONE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148106307.PDF tp:ocr§§ Venti sistemi regionali sono uno spreco e un guaio Sanità senza responsabilità di Matteo Grossi I l caos dei giorni scorsi all’ospedale San Raffaele, culminato nelle dimissioni dell’amministratore delegato Francesco Galli, non è soltanto una storia di errori gestionali. È l’ennesima fotografia di un sistema sanitario regionale che, frammentato com’è, rende più facile scaricare colpe che assumere responsabilità. Quando un reparto critico come la Medicina ad alta intensità viene affidato a una cooperativa che non conosce i protocolli, dovremmo sentirci pulsare il sangue nelle vene. Così diventa difficile controllare le cose e ci si accorge dei problemi sempre troppo tardi. La regionalizzazione della sanità ha prodotto differenze territoriali spesso profonde, ma soprattutto ha generato un effetto collaterale che si finge di non vedere: l’assenza di un’unica responsabilità verticale. In Italia l’espressione “competenza regionale” diventa spesso sinonimo di “qualcuno, da qualche parte, se ne occuperà”. Ma quando si tratta di somministrare farmaci questa vaghezza diventa pericolosa. Non si tratta di sostenere che il problema sia la Lombardia o il privato accreditato. Il punto è che un sistema pubblico e privato può funzionare bene soltanto se la cornice è unitaria, chiara, nazionale. Al contrario, le venti Sanità regionali hanno prodotto venti modi diversi di controllare, assumere, valutare, verificare. E così accade che in uno dei più grandi ospedali italiani un reparto critico venga affidato a personale che non conosce l’ambiente, non trova i farmaci, non registra terapie, lasciando ai primari la decisione inevitabile di bloccare gli accessi per evitare rischi ai pazienti. È il segno di una catena di comando che si è spezzata da anni. Il ricorso alle cooperative, in sé, non è colpa di nessuno. Se la Regione interviene solo dopo lo scandalo “disponendo un’indagine”, è evidente che il sistema dei controlli non è preventivo ma a posteriori. Una sorta di Pronto soccorso amministrativo: si interviene quando è già successo il peggio. Cioè troppo tardi. E questo avviene troppo spesso. La responsabilità ultima, in un Paese che di sanità ha di che insegnare, non può essere distribuita come se fosse una polizza assicurativa. La salute pubblica è nazionale, non regionale. Perché nazionale è il diritto dei cittadini, nazionale è il sistema dei conti, nazionale è l’interesse da proteggere. La regionalizzazione ha dato autonomia? Sì. Ha prodotto competizione virtuosa? A volte. Ma ha moltiplicato procedure, burocrazie e diramazioni decisionali, rendendo complicato ciò che dovrebbe essere lineare: sapere chi comanda, chi controlla, chi risponde. Il caso del San Raffaele non è il fallimento di una persona. È il fallimento di un modello amministrativo che rende più facile attribuire responsabilità agli altri che assumersele. La salute non tollera venti regole diverse, venti sistemi retributivi diversi, venti modi diversi di gestire emergenze e personale. È tempo di ridare allo Stato ciò che allo Stato compete: la regia, il controllo, la trasparenza. Le Regioni possono gestire, organizzare, ottimizzare. Ma la responsabilità – quella vera, politica e amministrativa – dev’essere nazionale. Perché quando un errore accade in un ospedale non è un lombardo ad averne diritto né un veneto né un calabrese: è un cittadino italiano. E lo Stato – non le sue 20 Regioni – risponde dei diritti dei suoi cittadini. In sanità, come in tutto il resto, le cose funzionano quando la responsabilità è chiara. E oggi, nella sanità regionalizzata, non lo è affatto. ---End text--- Author: Matteo Grossi Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sanità senza responsabilità -sec_org- tp:writer§§ Matteo Grossi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/11/2025121103148106307.PDF §---§