title§§ SANITA’ ABRUZZO: DI MARCO, “DA AGENAS ALTRA BOCCIATURA, ALTRO CHE MODELLO” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002905108994.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "abruzzoweb.it" del 10 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-10T14:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002905108994.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002905108994.PDF', 'title': 'abruzzoweb.it'} tp:url§§ https://abruzzoweb.it/sanita-abruzzo-di-marco-da-agenas-altra-bocciatura-altro-che-modello/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002905108994.PDF tp:ocr§§ PESCARA – “I due report tecnici resi pubblici in questi giorni, il Report PNRR Salute Abruzzo e il PNE 2025 da parte dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, confermano con numeri e fatti, ciò che come opposizione denunciamo da anni: la sanità abruzzese è stata portata in una condizione di fragilità mai vista, mentre la Giunta Marsilio continua a raccontare un modello “da esportare” che non esiste. Dopo le dure analisi dei tavoli di monitoraggio ministeriali peraltro amici, dopo i ripetuti allarmi lanciati dalla Fondazione Gimbe su LEA e presidi territoriali, ora a dirlo è anche il Report Agenas sull’Abruzzo, da cui emerge un quadro allarmante. Più che lodarsi per questo pasticcio, la Giunta dovrebbe guardare in faccia la realtà e dimettersi”.Lo chiede il consigliere regionale del Pd, Antonio Di Marco.LA NOTAGli abruzzesi lo sanno già in quali condizioni è la nostra sanità, sono problemi che vivono direttamente, cercando di esercitare al meglio il proprio diritto alla cura, messo a dura prova da tale realtà.La Regione corre soltanto sugli acquisti di tecnologia, quasi completati, mentre i cantieri per Case e Ospedali di Comunità sono in gran parte fermi o con avanzamenti minimi, con pagamenti spesso inferiori al 20% nel caso di Teramo e Pescara, a meno di due anni dalla scadenza del significa che si rischia di arrivare a fine Piano con macchinari nuovi ma strutture non funzionanti, soprattutto nelle aree più fragili.C’è poi la grave carenza di personale, che minaccia l’operatività delle strutture anche qualora venissero completate in ritardo e costringe, come abbiamo denunciato più volte, i medici a una trincea senza precedenti. Insomma è un fallimento gestionale chiaro che mette a rischio il diritto alla cura per migliaia di cittadini abruzzesi.Anche sul PNRR siamo fanalino di coda, le Regioni con performance analoghe sono quelle tradizionalmente più in difficoltà, come Sicilia, Calabria, Campania; l’Abruzzo si colloca dunque in un quadro da Sud Italia, nonostante anni di retorica sulla “sanità modello” della Giunta.Così l’Agenas smonta la narrazione della Giunta richiamando la Regione a una maggiore aderenza agli standard e a una revisione profonda della programmazione.Però, mentre gli organismi nazionali certificano l’esistenza di gravi ritardi, disorganizzazione e criticità strutturali, il Presidente Marsilio si loda e continua a dipingere un sistema inesistente: un marketing politico che non corrisponde alla realtà dei fatti, com’è accaduto durante tutti e sette gli anni di governo di centrodestra hanno riportato la sanità indietro, dopo il risanamento operato dalla giunta di centrosinistra con l’uscita dal commissariamento.Questo Governo regionale ha prodotto un arretramento storico che rischia di compromettere l’accesso alle cure e i livelli essenziali di assistenza, come già riferiscono i dati di settore. Alla luce di questa fotografia, che non nasce da opinioni ma valutazioni ufficiali, chiediamo le dimissioni immediate della Giunta Marsilio. La salute dei cittadini non può essere ostaggio dell’incapacità politica. Commenti da Facebook RIPRODUZIONE RISERVATADownload in PDF©SANITA’ ABRUZZO: DI MARCO, “DA AGENAS ALTRA BOCCIATURA, ALTRO CHE MODELLO”PESCARA - "I due report tecnici resi pubblici in questi giorni, il Report PNRR Salute Abruzzo e il PNE 2025 da parte dell'Agenzia Nazionale per i Serv... tp:writer§§ Filippo Tronca guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002905108994.PDF §---§ title§§ Lavori Consiglio: Manovra di bilancio 2026, discussione generale - 3 - Agenparl link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002945708524.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "agenparl.eu" del 10 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-10T11:11:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002945708524.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002945708524.PDF', 'title': 'agenparl.eu'} tp:url§§ https://agenparl.eu/2025/12/10/lavori-consiglio-manovra-di-bilancio-2026-discussione-generale-3/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002945708524.PDF tp:ocr§§ (AGENPARL) – Wed 10 December 2025 **Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano**Comunicato del 10/12/2025, ore 11:48Nota ai media!————–I lavori del plenum vengono trasmessi in diretta sulla homepage http://www.consiglio-bz.org e sul canale YouTube del Consiglio provinciale. Su quest’ultimo è possibile interrompere lo streaming per rivedere i passaggi precedenti, in caso di interesse a specifici interventi. Alla pagina web http://www.consiglio-bz.org/it/filmati-delle-sedute-del-consiglio è disponibile invece, di norma dal giorno successivo alle riprese, una riproduzione strutturata delle stesse, con la possibilità di cercare e selezionare la discussione su un determinato atto e gli interventi dei singoli consiglieri/delle singole consigliere.ConsiglioLavori Consiglio: Manovra di bilancio 2026, discussione generale – 3**Gli interventi di Rohrer, F. Ploner, Wirth Anderlan sulla manovra di bilancio. La discussione in aula prosegue domani.** (Link video in coda)La seduta di questa mattina del plenum del Consiglio provinciale di Bolzano è iniziata nel ricordo di Franz Alber, ex consigliere provinciale recentemente scomparso. Il presidente Arnold Schuler ha ricordato iniziò la propria carriera politica come consigliere e assessore comunale per la SVP a Merano, città di cui fu vicesindaco e poi, a più riprese, sindaco. Nel 1988 fu eletto in Consiglio provinciale, diventando poi assessore ai lavori pubblici e agli enti locali. Dal 1995 al 2005 tornò alla sua Merano come primo cittadino; tra i progetti da lui sostenuti, quello dei Giardini di Castel Trauttmansdorff. Franz Alber ricevette nel 2008 l’onorificenza del Land Tirolo. L’aula ha osservato in suo onore un minuto di silenzio.È quindi ripresa la discussione generale della manovra di bilancio 2026, contenuta nei disegni di legge provinciale “Legge di stabilità provinciale per l’anno 2026” (dlp ), “Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano 2026-2028” (dlp )  e “Disposizioni collegate alla legge di stabilità provinciale per l’anno 2026” ().Madeleine Rohrer (Gruppo verde) ha chiarito che dal 2014, anno della prima presidenza Kompatscher, il bilancio è cresciuto del 65%. L’importo del bilancio è impressionante, ma impressionante è anche la lista dei problemi che da anni non vengono risolti. Forse è tutto questo denaro la causa del fatto che le riforme siano possibili solo in maniera marginale, e che ci si muove cautamente invece che con coraggio e ottimismo; il discorso del presidente sembra ogni anno uguale. La Giunta fa annunci impressionanti, che si tratti di partecipazione dei cittadini, sostenibilitá, concessione autostradale, ma il denaro non basta a fare buona politica o a promuovere buone riforme, indipendentemente dalle lobbies, o a recuperare l’equilibrio perduto. Equilibrio ci vorrebbe nel turismo, che è stato importante per lo sviluppo economico ma nelle dimensioni attuali grava molto sulle persone: la Giunta non l’ha ancora realizzato, e Kompatscher si limita a dire che i flussi vanno gestiti meglio e le zone a basso impatto turistico sostenute – e questo a fronte di 37 milioni di pernottamenti, con un aumento di 9 milioni negli ultimi 15 anni, un’accelerazione problematica. Lo stop ai posti letto del 2022 non è affatto tale, essi sono cresciuti di 34.000 da allora. In quanto alla provincia come sede olimpica, se si punta sulla pubblicità a livello mondiale non ci si deve stupire del circo diventi troppo colorato. Effetto collaterale della forte presenza di ospiti è innanzitutto l’impossibilità di trovare alloggi a prezzi eccessivi, un problema che non si risolve con l’aumento della pensione minima: i tentativi di intervenire sul prezzo degli alloggi sono falliti, negli ultimi anni, e la Giunta non stanzia quasi piú fondi per l’edilizia pubblica: la quota prevista è dell’1,5% del bilancio; anche lo sbandierato prezzo calmierato non ha avuto successo. In quanto al tema climatico, lodevole è l’intenzione di coinvolgere l’OCSE, ma che ne è dell ’obiettivo d  neutralità climatica per il 2040? I dati di Agenzia per il clima e Eurac dimostrano che non si va in questa direzione, eppure l’ultimo giugno è stato il più caldo di sempre, e il cambiamento climatico impatta su animali, persone, su un settore così importante come l’agricoltura. Cionostante, la Giunta non riesce a produrre una vera legge per il clima che accolga i suggerimenti dei Cittadini per il clima, e il bilancio non è verificato secondo questo parametro. Una quota minima è riservata al clima, a fronte di interventi di cementificazione; la Giunta non ha rispettato il termine per definire le aree di tutela per il clima, e non accoglie i pareri degli esperti, per esempio in merito alla nuova cabinovia di plan de Corone. La Provincia ha stanziato 21 milioni per i piani di sviluppo comunale, i quali pure non contengono riferimenti alla sostenibilità dei progetti in essi previsti. I tanti soldi a disposizione grazie all’Autonomia sono come un velo che si stende sui problemi, e non creano vera convivenza; la riforma riguarda questioni che le persone non percepiranno, e infatti la partecipazione è sempre minore – lo dimostra innanzitutto la scarsa partecipazione del gruppo linguistico italiano alla politica locale. I giovani altoatesini tra i 26 e i 24 anni giudicato peggiorata la convivenza, e sono proprio quelli che possono immaginare di lasciare la provincia, mentre la Giunta nel suo bilancio non considera le persone che vivono in piú culture, e sono quindi ponti: si tratta di 26.000 persone multilingui, piú degli abitanti di Bressanone. La SVP dovrebbe guardare a un nuovo progetto comune, con ottimismo, per rompere le incrostazioni e garantire maggiore incontro tra i gruppi: invece, preferiscono porre limiti già a partire dal primo ciclo scolastico. Positivi sono gli interventi per gli insegnanti e il sostegno al progetto della Val di Riga, ma la Giunta non ha un’idea chiara su dove deve andare l’Alto Adige. In questa legislatura le nuove leggi sono poche, quella sulla protezione dagli incendi era già pronta nella scorsa legislatura, quella sulla protezione delle piante non protegge veramente la natura: la Giunta si appoggia allo status quo.  Franz Ploner (Team K) ha innanzitutto ringraziato i cittadini per la diligenza, l’onestá fiscale, la solidarietà, aggiungendo che a essere grande è non solo il bilancio, ma anche la responsabilità dei consiglieri nella relativa gestione. È in atto una profonda divisione della società, e manca un’idea comune e condivisa di un sistema aperto, democratico e multiculturale. Il presidente della Provincia ha gestito il proprio compito come un bravo amministratore, ma senza fare nulla di più, e perdendo di vista una visione ampia. Al momento, sempre più denaro, sembra significare sempre di piú cattedrali nel deserto, e un apparato elefantiaco: c’è una crescente disaffezione degli elettori, perché il denaro non basta per ottenere la fiducia della gente. È grazie all’operosità della gente  e delle imprese se la Provincia ha un bilancio equo: i primi hanno quindi diritto a salari equi, le seconde a sgravi fiscali per restare competitive. Un bilancio così generoso può dare origine a cupidigia, che distorce l’atteggiamento dei singoli: verso questo rischio aveva messo in guardia Magnago: Se i vari stakeholder sono troppo vicini al potere, vengono minate le basi della democrazia, ma politica e amministrazione no dovrebbero sottostare a potenti gruppi di interesse, bensì concentrarsi sul bene comune, altrimenti si crepa il tessuto sociale. Il bilancio garantisce una solida pianificazione finanziaria, va detto, anche se vanno considerati i rischi globali portati da condizioni esterne: l’America si distanzia dall’Europa, c’è una crisi da superare per mantenere la rotta. È necessario aumentare il potere d’acquisto, superare la bassa produttività, ridurre l’eccessiva burocrazia, recuperare in termini di digitalizzazione, affrontare la trasformazione della società. Nel discorso al bilancio, Kompatscher fa riferimento a coscienza energetica, giustizia, solidarietá, ma nel bil ancio mancano misure concrete che rispecchino queste parole: manca una visione necessaria per il futuro, ci si limita a mantenere lo status quo, ma non si puó andare avanti così dal punto di vista economico, sociale, sanitario. Ploner ha quindi citato alcuni dati chiave:il 22,3% dello stesso è riservato alla sanità, e questo va bene, perché il settore è sotto pressione, ma va considerato cosa si vuole ottenere – vanno aumentate le risorse strutturali e di personale, introdotti ammodernamenti, e ci si augura che l’ass. Messner abbia un approccio partecipativo, un aumento di denaro non dice nulla sulla qualità garantita; per la digitalizzazione, dal 2007 sono stati investiti oltre 100 milioni, ma ciononostante le applicazioni a disposizione del settore sanitario vengono definite dal personale di difficile accesso anche per gli utenti; i costi per l’invecchiamento della popolazione sono sempre maggiori, e la qualitá dell’assistenza è diminuita drasticamente in alcune aree, dando vita a una medicina a due classi, con 28.500 persone che rinunciano alle cure; criticitá riguardano l’impiego dei fondi PNRR. Delle 12 case comunità nel 2024 nessuna era attiva, le persone non hanno più garantito il proprio medico di fiducia e dovranno spostarsi in queste nuove sedi; riguardo ai LEA, la Provincia è risultata insolvente nel 2024, con deficit in particolare nell’area della prevenzione e della salute pubblica – la Provincia è al 18. posto in Italia, Trento al 1mo; anche l’assistenza territoriale è un dato dolente, il numero di pazienti per medico, secondo la Fondazione Gimbe, è eccessivo, mancano 85 medici a causa di pensionamenti di medici di medicina generale e all’eccessiva burocrazia di accesso al ruolo. I servizi sanitari e sociali devono essere più interconnessi per rispondere alle esigenze delle persone: non è il denaro che manca, ma l’apprezzamento e l’ascolto di chi lavora nel settore. Ci si deve concentrare anche sui pazienti che si trovano tra ospedale e struttura di assistenza, e i parenti che li assistono e non trovano soluzioni; bisogna fornire servizi tempestivi, senza tempi di attesa di mesi e trasferimenti in tutta la provincia; gli ospedali devono fornire alla popolazione del bacino di utenza servizi standard, e va rivisto il sistema del CUP. Un problema è la carenza di personale: come pensa Kompatscher di garantire quello delle Case di comunità senza toglierlo ad altre strutture, come intende migliorare la situazione deteriorata di chi giá oggi è oberato di lavoro, come  intende ridurre i tempi di attesa e quando rinnoverá il Piano sanitario scaduto nel 2020? C’è bisogno di infermieri in grado di parlare nella lingua dei pazienti, e bisogna agire sul reperimento del personale, operando in primis sulla situazione degli alloggi, agendo in quest’ambito  non indipendentemente dall’IPES. La vicina Provincia di Trento è pioniera nello sviluppo di medicina digitale, messa in rete delle strutture, servizi anche per anziani, e stanzia ripetutamente fondi per la digitalizzazione nel settore: che fine hanno fatto i fondi messi a disposizione in Alto Adige, visto che l’informatica è ancora un cantiere? In quanto alla riforma sanitaria, la pandemia non può essere usata come pretesto: senza un piano la nave non può navigare verso un posto sicuro. Ploner ha quindi riferito che nonostante il bilancio record, ogni anno 2.500 giovani ben formati lasciano la provincia, e di perdono tra i 40 e i 50 milioni di entrate fiscali; nel bilancio mancano misure per contrastare questo problema, come adeguati fondi per un mercato di alloggi in affitto a prezzi eccessivi o posti negli asili nido. La mobilità riceve ben il 10% e si vende bene, ma anche pensando ai progetti per le Olimpiadi,  mette in secondo piano le esigenze degli autoctoni: con le cattedrali nel deserto, cosa si lascerà a chi verrà dopo? 74.000 persone sostengono il mega bilancio, ma i relativi problemi sono ignorati. Per gli ultrasessantenni si fa poco: le persone affette da incontinenza devono contare i pannoloni, e l’apparato amministrativo è ingestibile. Il consigliere ha ch iesto poi in quali settori sono state applicate le misure della spending review di Zeppa, e chiesto di avere il coraggio di permettere a chi ha consentito un bilancio così imponente di avere prospettive per il futuro, e di sostenere chi ha contribuito alla crescita della provincia e ora vive in povertá: gli anziani vanno inclusi in tutti i settori, non esclusi con la digitalizzazione. Bisogna investire nelle teste, non in muri o cemento. Hannah Arendt ha detto che la politica deve essere uno spazio pubblico tra cittadini uguali, ha citato Ploner alla fine, esortando a guardarsi a pari livello con rispetto e umanità.Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha sostenuto che il discorso di Kompatscher aveva citato molte cose positive, ma se si guarda dietro le quinte non è così. il bilancio dovrebbe considerare il futuro della heimat e gli interessi della popolazione locale, ma invece di dire la verità si tengono discorsi altisonanti. era stato detto che il bilancio era socialmente equo, ma invece molti anziani che hanno costruito la provincia non hanno più di che vivere, e chi governa ha aperto i cancelli facendo entrare criminali e rappresentanti del velo., persone non qualificate che arrivano mentre persone qualificate emigrano. Il tasso di disoccupazione tra i migranti è del 21%, e l’integrazione degli stranieri nelle scuole costa 11 milioni di euro. Gli stranieri ricevono più prestazioni speciali e denaro di tasca rispetto ai cittadini locali, vengono sostenuti con decine di milioni di euro affinché si sentano a loro agio nel Paese. Lo stesso Magnago diceva che l’immigrazione significa la morte per il gruppo sudtirolese, ma a decenni di distanza sembra che agli attuali politici questo non importi nulla. Con un bilancio di 6 miliardi e soli 350.000 abitanti, spendendo tutto il denaro che va all’integrazione per i locali, si starebbe peggio? Tutt’altro, ma si continuano a importare lavoratori stranieri: Se questo dà cosí tanti benefici, perché c’è bisogno di sorveglianza nei bus e di misure di protezione dei mercatini di Natale. La remigrazione sarebbe il metodo più efficace, ma non si vuole sentire questo termine perché si confonde con deportazione; intanto, i sudtirolesi lasciano questa terra, e la giunta obbliga 119 comuni a ospitare famiglie di rifugiati: la Giunta è favorevole agli stranieri e ostile ai propri cittadini, e ha dimenticato la questione della sicurezza, con 17.200 reati l’anno,, mentre più della metà degli arrestati sono stranieri, e di più per certi tipi di reati, escludendo gli stranieri naturalizzati, ma la Giunta difende la propria inefficienza con la scusa di non avere competenza e il Governo italiano intende rilasciare nei prossimi anni 500.000 nuovi permessi di lavoro nei prossimi anni – Meloni si proclama di destra, ma agisce secondo un’agenda globale. Sepp Forer, combattente per la libertà, disse che l’Autonomia non è altro che dominio straniero: probabilmente aveva ragione, e anche la SVP ha cancellato dal proprio vocabolario l’autodeterminazione. I falliti di Bruxelles hanno speso miliardi per la pandemia, la guerra, l’immigrazione, e la Giunta li sostiene; Wirth Anderlan ha criticato a questo proposito anche gli studi Erurac. la pandemia è costata all’Alto Adige 1 miliardo, anche per i danni della politica draconiana anti-covid, ma non si permette di indicare i colpevoli. Per quanto riguarda la scuola, secondo kompatscher “ogni bambino merita le stesse opportunità”, ma quelli che seguono l’istruzione parentale o la scuola nel bosco vengono osteggiati; se negli ultimi anni le competenze di lettura e scrittura sono diminuite, come si dice nella relazione, non è solo per i nuovi media, ma soprattutto perché gli insegnanti devono occuparsi di bambini con background migratorio. In quanto alL’agricoltura, va ricordato che negli ultimi 5 anni sono stati venduti circa 170 masi, e le piccole aziende lottano per sopravvivere, per via di inflazione, costi  in aumento, eccessiva burocrazia e grandi predatori; sembra che questo sia voluto, per lasciare spazio alle grandi imprese, ma questa è una visione miope, che porta a significative disuguaglianze e limita la sicurezza alimentare. Il volontariato viene sempre lodato e lusingato, ma ci vogliono interventi concreti di riduzione della burocrazia e facilitazioni. Il compito della giunta sarebbe mettere al primo posto gli interessi dei sudtirolesi, ma Kompatscher è il peggiore presidente che l’alto Adige abbia avuto, e insieme ai suoi assessori i principali responsabili della distruzione etnica della Heimat.Link video (Consiglio/GNews): **MC**Consiglio della Provincia autonoma di BolzanoSito web:[ www.consiglio-bz.org](https://www.consiglio-bz.org)Hai ricevuto questa e-mail perché ti sei registrato all Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano.[Apri nel browser](https://egjaabf.r.tsp1-brevo.net/tr/mr/Ce-VeqlRp2ZnKkbamr6-jOqCQD8ML388Rm_VViAWmFggX5f56AyoP9SD5lHaONrqwGM3BeP3tCisOc_-J96ojj-6rHAIGGS1DFYLKcXLUKBpSMDI_1xsqvS0GnK_-9CkEaSjkmrwgXcV38rXgG0RcCSEjsFdMw-1hj6njthv2Z4Z41P8Mv8ccWh-w4cPz-UFBCi-tttdLqQX4sbftR3nqlVWIvvBYm67uw4EuNWbmhI) | [Annullare l’iscrizione](https://egjaabf.r.tsp1-brevo.net/tr/un/C4yuWmsxO1Ue-9U1bKG0Fm_Ei1gSxzEUvNGhA5fUw_ohYt4-gZVGByhXqSRbVK0kO0kAbkDKsfQTYtzMugDcAmOP069rZpazQYGsiIpT1QUd_CgnbyiQPuHaDXUNkzdYKz7iOJQSvzn_SxEyHX12FpgHXuKx-aYcV-8HlkMz0mxO3XVTdMN8m0KL47OtszkpUADw1NggXrDPKiqv-c7Upneus0asp9aTjik9gq1uw8Vw1kc-D4-0sZEDaX_ke1iaVeha8_oGMj4)Hai domande o commenti? Si prega di non utilizzare la funzione di risposta a questa e-mail, ma utilizzare il [modulo di contatto](https://www.consiglio-bz.org/it/contatti) per inviarci un messaggio.Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment.?Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.L’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl è una delle voci storiche ed autorevoli dell’informazione italiana parlamentare ed è una delle principali news company italiane. Nel 1950 Francesco Lisi fondò la più antica Agenzia giornalistica parlamentare italiana, con il nome di S.P.E.; con l’ingresso nell’ASP (Associazione stampa parlamentare) nel 1953 ne mutò il nome in Agenparl.Dal 1955 affianca con i suoi notiziari il mondo istituzionale, editoriale, economico e finanziario, diventando oggi una tra le fonti più autorevoli dell’informazione con i propri prodotti, servizi e soluzioni all’avanguardia. Dal 2009 il Direttore è Luigi Camilloni che ha proseguito lungo la strada tracciata da Lisi e cioè quella che da sempre ha contraddistinto l’Agenzia, ossia l’imparzialità.Una formula editoriale veloce ed innovativa che garantisce un’informazione puntuale e degli approfondimenti originali. Per noi di Agenparl, fare informazione significa mantenere un alto livello di esattezza, obiettività e imparzialità, attraverso un codice linguistico chiaro, ma soprattutto senza far ricorso a formule e luoghi comuni giornalistici. Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.Login to your account below. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002945708524.PDF §---§ title§§ Caos campagna vaccinale: i racconti dei cittadini link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002972809851.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "altroconsumo.it" del 22 Mar 2021

Lunghe file davanti ai centri vaccinali e sistemi di prenotazione e chiamata in tilt. Il caos di qusti giorni, soprattutto in alcune Regioni, conferma il racconto degli oltre 420 cittadini, alle prese con la prenotazione del vaccino anti Covid, che ci hanno voluto segnalare le loro storie personali. Ne abbiamo selezionate alcune, ma invitiamo tutti a mandarci una segnalazione per raccontarci la loro esperienza con la prenotazione.

pubDate§§ 2025-12-10T18:02:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002972809851.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002972809851.PDF', 'title': 'altroconsumo.it'} tp:url§§ https://www.altroconsumo.it/salute/dal-medico/news/prenotazione-vaccino-problemi-utenti tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002972809851.PDF tp:ocr§§ La campagna vaccinale procede a rilento; in molte Regioni i disguidi e le inefficienze sono all'ordine del giorno e complicano davvero la vita dei cittadini. Le consegne del vaccino con il contagocce e il fatto che ogni Regione fa da sè (sia rispetto al modo con cui ci si prenota, sia rispetto ai criteri di priorità che non sempre sono chiari) complica ancor più la situazione. A delineare questo quadro, non sono solo i recenti fatti di cronaca, ma anche le centinaia (a oggi sono oltre 420) di testimonianze che abbiamo raccolto: una fotografia della situazione che mette in luce la confusione che regna sui modi e sui tempi di somministrazione della vaccinazione anti Covid, in alcune Regioni più che in altre. In questo articolo abbiamo raccolto alcune delle storie più significative ed emblematiche che testimoniano la situazione. E a te, come è andata la prenotazione del vaccino anti-covid? Compila il questionario e raccontaci la tua esperienza.Racconta la tua esperienzaI cittadini che hanno potuto prenotare direttamente l'appuntamento senza passare dal portale della "preadesione" sono generalmente più soddisfatti, anche se a volte, soprattutto nei primi giorni di apertura della campagna, hanno dovuto attaccarsi al telefono o aspettare pazientemente il loro turno online, anche per tutta la giornata. Il tutto a patto che l'appuntamento venga fissato in tempi ragionevoli, altrimenti rimangono delusi e sconcertati. La lamentela più diffusa, tuttavia, riguarda i criteri di priorità: ci sono arrivate diverse segnalazioni di cittadini, anche molto anziani, che sono ancora in attesa della chiamata senza un motivo apparente, sebbene altri della stessa coorte (over 80) ma più giovani siano già stati chiamati. I racconti confermano ciò che già è stato evidenziato da diversi esperti, ovvero il ruolo critico della burocrazia, che rallenta ulteriormente le procedure. L'informatizzazione carente e le schede di anamnesi di diverse pagine da compilare a mano all'appuntamento fanno da freno. Solo in pochi ci hanno scritto di aver ricevuto i documenti da compilare in anticipo.In Campania si aspetta la chiamataIn Campania le adesioni per gli over 80 si sono aperte il 5 febbraio. A partire dal 13 febbraio le Asl avrebbero dovuto contattare gli interessati per fissare l'appuntamento per la somministrazione del vaccino. Eppure sono ancora molti i cittadini campani over 80 che ancora aspettano l’appuntamento.Come Roberto (i nomi sono di fantasia), che dopo più di un mese dall'adesione era ancora in attesa di una chiamata. O come Giacomo, che ci scrive da Avellino "Dopo 18 giorni dall’adesione non ho più avuto notizie e non so a chi rivolgermi…”.Rosanna da Napoli, 81 anni, ha trovato molto difficile compilare tutti i campi richiesti per la registrazione senza l'aiuto del medico. "Mi sono registrata sul portale internet della mia regione il 18 febbraio. Non è stato semplicissimo perché non riuscivo a compilare tutte le domande sullo stato di salute", ci scrive. " Penso che almeno per le persone anziane avrebbe dovuto essere la Asl o il medico di base a chiamare i pazienti interessati perché non tutti sanno cavarsela da soli”.Dalla Romagna soddisfazione per la buona organizzazioneDiana, da Rimini ha prenotato per la zia di 85 anni ed è soddisfatta "Tutto è stato ben organizzato. Ho prenotato per mia zia al telefono e ci hanno fissato sia l’appuntamento per la prima dose, il sabato seguente, sia per la seconda.  La scheda dell'anamnesi, dove vanno indicati anche i farmaci, vitamine, integratori, ecc.. assunti abitualmente, eventuali allergie ecc... e l'informativa sul vaccino mi sono state inviate via e-mail subito dopo la prenotazione telefonica, per poterle preparare prima. Prima di eseguire il vaccino il personale ha comunque ricontrollato i documenti e ha chiesto conferma dei dati”.In Lazio dopo vari tentativi la prenotazione va in portoIl Lazio ha aperto le prenotazioni per gli over 80 l'8 febbraio. Giulio ha prenotato p er suo padre 91enne il primo giorno:“Sono riuscito a prenotare alle nove di sera del primo giorno dopo vari tentativi nella giornata. La prima vaccinazione è stata fatta pochi giorni dopo, il 17 febbraio mentre la seconda dose (appuntamento ricevuto alla fine della prima somministrazione) è prevista per il 17 marzo. Complessivamente ha funzionato tutto bene”.Francesca ha prenotato per i suoi nonni. Anche lei si è collegata il primo giorno e dopo numerosi tentativi la prenotazione è andata in porto. Anche in questo caso la prima dose è stata somministrata a distanza di pochi giorni. Il vantaggio è che prenotando direttamente ha potuto scegliere il giorno e la sede. Non solo, per i suoi nonni ha scelto due appuntamenti vicini, così sono potuti andare insieme.In Lombardia cittadini confusi e criticiA 600 chilometri di distanza, in Lombardia, sembra di vivere in un altro Paese. Regna un clima di grande attesa e incertezza. Il primo giorno in cui è stato messo in funzione il portale delle registrazioni è stato il 15 febbraio. Il sistema prende solo l'adesione, poi bisogna aspettare un sms di conferma con l'indicazione della data e del luogo dell'appuntamento. Commenta Laura da Milano: “I miei genitori hanno 88 e 82 anni, peccato non aver avuto modo di segnalare all’atto di adesione che erano in due. In questo modo sarebbero potuti andare insieme a fare il vaccino. Mio padre è stato chiamato pochi giorni dopo e la prima dose del vaccino è stata somministrata il 23 febbraio, appuntamento per la seconda dose dopo 3 settimane. Invece mia madre fa parte di quelle migliaia di anziani che hanno ricevuto a fine febbraio questo messaggio: Cara cittadina caro cittadino, siamo consapevoli che il tuo appuntamento per la vaccinazione anti-covid, a causa delle consegne ridotte, sta subendo dei ritardi. Faremo il possibile per assicurarti quanto prima la convocazione, intanto scusaci per l'inconveniente, sappi che la tua salute è la nostra priorità.”Quando Laura ha accompagnato il padre a fare il vaccino ha notato che la scheda di anamnesi era piuttosto lunga e dettagliata. Un medico ha aiutato il padre a compilarla, ma sarebbe stato molto più comodo riceverla prima in modo da ottimizzare i tempi e le risorse dedicate alla vaccinazione. Quasi tutti coloro che ci hanno scritto dalla Lombardia denunciano la stessa cosa: “Mio padre e mia madre hanno 93 anni (medesima età). Sapevo che sarebbero andati in ordine decrescente ma ho sentito che sono già stati convocati 82enni senza patologie particolari, confido nel buon senso.”, scrive Luca della provincia di Varese. Sullo stesso tono è Luisa di Milano “ Non si capisce l'ordine di chiamata. Poca trasparenza da parte di Regione Lombardia sui criteri di chiamata.”In Liguria delusi dalla data fissata per il vaccinoScrive Angela, 87 anni, da Genova: “Il17 febbraio mi sono iscritta nel portale della mia Regione e ho potuto prenotare subito la vaccinazione. Peccato che mi hanno fissato l’appuntamento per il 18 maggio per la prima dose e per l'8 giugno la seconda”. È giustamente un po’ sconfortata e commenta così “Temo che se coloro che hanno la priorità in seconda fase devono aspettare 3 mesi, per l'immunizzazione di gregge ci vorranno anni.” Analoga esperienza per Giulia che il 17 febbraio ha prenotato per il suocero a Genova a fine maggio “ Sono riuscita  a prenotare all'una di notte – soddisfacente e veloce per quanto concerne la procedura, ma assolutamente inadeguato per le sedi di somministrazione; dopo un solo giorno di apertura delle prenotazioni erano rimaste disponibilità in sedi molto lontane dall’abitazione del congiunto ultra 80enne. Risultato inadeguato vista l’età delle persone che si apprestavano ad effettuare la prenotazione”.Più fortunato il sig. Osvaldo 85 enne anche lui di Genova che ha prenotato il 16 febbraio: “Seguendo le informazione della Regione Liguria, io avrei dovuto prenotare nel secondo giorno, cioè il 17 febbraio perché nella fascia anni 85-89 anni. Ho tentato, a seguito di informazione di un amico, il giorno 16 alle 9 del mattino e il sistema mi ha accettato, proponendomi diversi luoghi tra cui scegliere. L'appuntamento è stato  fissato per l'1 marzo. Dal sito ho potuto stampare il foglio di prenotazione, dove è indicata anche la prenotazione della seconda vaccinazione 22.03.2021, stessa ora e posto”.Diverse esperienze in SiciliaI cittadini Siciliani over 80 possono prenotare online o al telefono. All’atto della prenotazione bisogna inserire il cap  per poter vedere le disponibilità. Noi abbiamo registrato esperienze diverse. I più ci hanno raccontato che sono complessivamente soddisfatti perché nel giro di un paio di settimane hanno ricevuto tutti l'appuntamento. Renato da Palermo invece è riuscito a prenotare il 24 febbraio e ad avere l’appuntamento solo per il 2 aprile. Ci racconta che aveva provato i giorni precedenti a prenotare ma il sito, una volta inserito il cap, diceva che non c’erano disponibilità per la sua zona.Scrive Giuseppe 87 anni da Messina che ha prenotato da solo “ Penso che la modulistica avrebbe dovuto essere fornita compilata dai medici di base, loro sono a conoscenza di tutte le patologie, secondo me si guadagnava molto tempo”.In realtà in Sicilia si può scaricare e compilare la scheda di anamnesi prima di andare a fare la vaccinazione. Un'opportunità importante per ridurre i tempi di somministrazione.La campagna non decollaStando ai dati forniti dall'ultimo report della Fondazione Gimbe, al 4 marzo c'erano ancora nei frigoriferi quasi 2 milioni di dosi, il 30% di quelle consegnate. Le dosi somministrate sono 4.587.565 (70,1%). Di queste, 1.454.503 persone hanno completato il ciclo vaccinale (2,44% della popolazione) con la seconda dose, con marcate differenze regionali: dal 4,18% della Provincia autonoma di Bolzano all'1,72% dell'Umbria.Degli oltre 4,4 milioni di over 80 in Italia, 762.271 (17,2%) hanno ricevuto solo la prima dose e solo 149.620 (3,4%) hanno completato il ciclo vaccinale, anche qui con rilevanti differenze regionali: dal 26,5% della Provincia autonoma di Bolzano allo 0,3% della Sardegna. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002972809851.PDF §---§ title§§ Ausl Modena: Carpi e Mirandola azioni vere link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003188707894.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "bologna2000.com" del 10 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-10T08:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003188707894.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003188707894.PDF', 'title': 'bologna2000.com'} tp:url§§ https://www.bologna2000.com/2025/12/10/ausl-modena-carpi-e-mirandola-azioni-vere/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003188707894.PDF tp:ocr§§ Con riferimento alla ricostruzione di una organizzazione sindacale riportata dai media, prima di entrare nel merito della situazione della provincia di Modena, si ritiene doveroso precisare che la carenza di personale infermieristico è una delle principali e più gravi emergenze che attraversano il Servizio Sanitario Nazionale, come confermato da fonti autorevoli quali l’ultimo report GIMBE, i dati ISTAT e le ricerche della FNOPI (Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche).L’Italia perde circa 10.000 infermieri l’anno e si colloca tra gli ultimi Paesi OCSE per rapporto infermieri/abitanti (nel 2022 erano 6,5 ogni 1.000, contro una media europea di 9,8, con forti disomogeneità territoriali e numeri bassi in quasi tutte le Regioni del Mezzogiorno, sottoposte ai Piani di rientro, oltre che in Lombardia). Anche il rapporto infermieri/medici in Italia è fermo a 1,5, rispetto alla media OCSE di 2,7.I fattori sono strutturali: gli stipendi degli infermieri italiani sono tra i più bassi sia rispetto al costo della vita che in termini assoluti, il ricambio generazionale è insufficiente e la professione sempre meno attrattiva, specie nei contesti periferici, un fenomeno aggravato dai pensionamenti, dal progressivo aumento delle dimissioni volontarie e da una formazione che non riesce a coprire il fabbisogno.“Sul reclutamento di personale infermieristico e l’avvio di nuovi servizi, nessuna propaganda politica – dichiara Daniela Altariva, Direttrice Assistenziale di AUSL Modena –: siamo impegnati nello sforzo di garantire la stabilità degli organici, tramite la ricerca di personale utilizzando ogni forma contrattuale prevista, e aumentare l’attrattività degli ospedali anche in collaborazione con altri enti del territorio.  L’Ausl non ha posto alcun vincolo di budget sul personale infermieristico e i punti più deboli della rete hanno avuto la massima libertà nelle attività di reclutamento. Tuttavia, la attrattività dei presidi periferici rappresenta un elemento di criticità, in un contesto nazionale in cui la domanda supera l’offerta.Dallo scorso agosto (BUR del 20/08/2025) nella graduatoria di concorso pubblico, alla richiesta di sede lavorativa su Mirandola, su 106 candidati sono stati chiamati ad oggi 70 professionisti e di questi hanno accettato solo 18 infermieri di cui 4 su Mirandola. Complessivamente però nel corso di tutto il 2025 è stato possibile assumere 19 infermieri su Mirandola – prosegue Altariva – di cui 6, a potenziamento degli organici, per l’apertura del reparto semintensiva di Mirandola.Per agevolare il personale nella scelta di questa sede è stato attivato un progetto di sostegno abitativo sul Distretto di Mirandola, col supporto di Comune di Mirandola e Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola. Finora sono state 10 le domande presentate di cui 9 accolte e una in fase di istruttoria.  È stata rafforzata come mai in precedenza la collaborazione con Azienda Ospedaliero – Universitaria e Ospedale di Sassuolo Spa, per favorire il reclutamento e lo spostamento dei professionisti verso altre aree e con i corsi di Laurea in Infermieristica con le Università di Modena, Ferrara, Mantova e Bologna e con gli Ordini Professioni Infermieristiche, per facilitare l’assunzione dei neolaureati”.Questa Direzione non ha mai nascosto la fragilità di alcuni presidi sul territorio provinciale, neppure in termini di criticità delle strutture. Al contrario, ha avviato sopralluoghi puntuali, coinvolgendo il proprio staff sanitario, tecnico e organizzativo e la politica locale per porre in atto le relative necessarie contromisure.Ha predisposto un piano di interventi per riqualificare le principali sedi sanitarie in provincia, del valore di oltre 4 milioni di euro, di cui 1 milione, per la prima volta, da un apposito Fondo manutenzioni cicliche previsto nel bilancio per rendere disponibili ogni anno risorse dedicate alle manutenzioni. È stato risolto consensualmente il contratto manutentivo che aveva generato una catena di in adempienze, così da riprendere una serie di interventi ordinari e straordinari – già visibili – per circa 3 milioni di euro. Sarà infine avviato a breve il Tavolo interdistrettuale per la sanità nord modenese: proprio in questi giorni è stata indirizzata ai Sindaci, per le ultime integrazioni, la bozza di accordo tra i distretti di Carpi e Mirandola per avviare il percorso permanente di discussione sulle funzioni e modalità di integrazione, con l’obiettivo di rendere i problemi risolvibili in modo stabile e duraturo.  Nello specifico della Centrale di Sterilizzazione di Carpi, la questione sollevata fa riferimento a una situazione specifica che si è verificata lunedì 8 dicembre (un problema elettrico occorso a una lavaferri) e che è in via di risoluzione con l’intervento del tecnico del macchinario, già oggi, martedì 9 dicembre. Sono ben note all’Azienda le criticità e tra gli interventi previsti, cui è destinato un milione di euro, sono già stati avviati i lavori di ripristino delle coperture del corpo 6, proprio in corrispondenza della Centrale. Anche la questione relativa alle colonscopie fa riferimento a una situazione puntuale, l’indisponibilità di un professionista che ha costretto al rinvio di 10 appuntamenti, già riprogrammati a stretto giro.“Siamo consapevoli di quanto ci è stato consegnato e stiamo lavorando per riportare questi punti a standard adeguati. – dichiara il DG Ausl Mattia Altini -. Se vogliamo modificare lo stato delle cose nella nostra sanità provinciale occorrono soluzioni strutturali anticipate da una concatenazione di atti preliminari che, appunto, stiamo compiendo celermente. Il problema non è la volontà di investire, ma la difficoltà oggettiva di attrarre professionisti in contesti periferici: welfare, valorizzazione e benessere organizzativo, anche in questo caso, sono azioni propedeutiche fondamentali già avviate, come dovrebbe essere chiaro ad un’organizzazione sindacale. Le inversioni di marcia che tutti auspichiamo su situazioni critiche da tempo richiedono una serie di misure tra loro consequenziali e una prospettiva di medio-lungo periodo. Solo così sarà possibile garantire stabilità e qualità all’assistenza, restituendo attrattività e solidità ai presidi e all’intera rete sanitaria provinciale”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003188707894.PDF §---§ title§§ Ausl Modena: Carpi e Mirandola azioni vere link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003204108052.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "carpi2000.it" del 10 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-10T08:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003204108052.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003204108052.PDF', 'title': 'carpi2000.it'} tp:url§§ https://www.carpi2000.it/2025/12/10/ausl-modena-carpi-e-mirandola-azioni-vere/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003204108052.PDF tp:ocr§§ Con riferimento alla ricostruzione di una organizzazione sindacale riportata dai media, prima di entrare nel merito della situazione della provincia di Modena, si ritiene doveroso precisare che la carenza di personale infermieristico è una delle principali e più gravi emergenze che attraversano il Servizio Sanitario Nazionale, come confermato da fonti autorevoli quali l’ultimo report GIMBE, i dati ISTAT e le ricerche della FNOPI (Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche).L’Italia perde circa 10.000 infermieri l’anno e si colloca tra gli ultimi Paesi OCSE per rapporto infermieri/abitanti (nel 2022 erano 6,5 ogni 1.000, contro una media europea di 9,8, con forti disomogeneità territoriali e numeri bassi in quasi tutte le Regioni del Mezzogiorno, sottoposte ai Piani di rientro, oltre che in Lombardia). Anche il rapporto infermieri/medici in Italia è fermo a 1,5, rispetto alla media OCSE di 2,7.I fattori sono strutturali: gli stipendi degli infermieri italiani sono tra i più bassi sia rispetto al costo della vita che in termini assoluti, il ricambio generazionale è insufficiente e la professione sempre meno attrattiva, specie nei contesti periferici, un fenomeno aggravato dai pensionamenti, dal progressivo aumento delle dimissioni volontarie e da una formazione che non riesce a coprire il fabbisogno.“Sul reclutamento di personale infermieristico e l’avvio di nuovi servizi, nessuna propaganda politica – dichiara Daniela Altariva, Direttrice Assistenziale di AUSL Modena –: siamo impegnati nello sforzo di garantire la stabilità degli organici, tramite la ricerca di personale utilizzando ogni forma contrattuale prevista, e aumentare l’attrattività degli ospedali anche in collaborazione con altri enti del territorio.  L’Ausl non ha posto alcun vincolo di budget sul personale infermieristico e i punti più deboli della rete hanno avuto la massima libertà nelle attività di reclutamento. Tuttavia, la attrattività dei presidi periferici rappresenta un elemento di criticità, in un contesto nazionale in cui la domanda supera l’offerta.Dallo scorso agosto (BUR del 20/08/2025) nella graduatoria di concorso pubblico, alla richiesta di sede lavorativa su Mirandola, su 106 candidati sono stati chiamati ad oggi 70 professionisti e di questi hanno accettato solo 18 infermieri di cui 4 su Mirandola. Complessivamente però nel corso di tutto il 2025 è stato possibile assumere 19 infermieri su Mirandola – prosegue Altariva – di cui 6, a potenziamento degli organici, per l’apertura del reparto semintensiva di Mirandola.Per agevolare il personale nella scelta di questa sede è stato attivato un progetto di sostegno abitativo sul Distretto di Mirandola, col supporto di Comune di Mirandola e Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola. Finora sono state 10 le domande presentate di cui 9 accolte e una in fase di istruttoria.  È stata rafforzata come mai in precedenza la collaborazione con Azienda Ospedaliero – Universitaria e Ospedale di Sassuolo Spa, per favorire il reclutamento e lo spostamento dei professionisti verso altre aree e con i corsi di Laurea in Infermieristica con le Università di Modena, Ferrara, Mantova e Bologna e con gli Ordini Professioni Infermieristiche, per facilitare l’assunzione dei neolaureati”.Questa Direzione non ha mai nascosto la fragilità di alcuni presidi sul territorio provinciale, neppure in termini di criticità delle strutture. Al contrario, ha avviato sopralluoghi puntuali, coinvolgendo il proprio staff sanitario, tecnico e organizzativo e la politica locale per porre in atto le relative necessarie contromisure.Ha predisposto un piano di interventi per riqualificare le principali sedi sanitarie in provincia, del valore di oltre 4 milioni di euro, di cui 1 milione, per la prima volta, da un apposito Fondo manutenzioni cicliche previsto nel bilancio per rendere disponibili ogni anno risorse dedicate alle manutenzioni. È stato risolto consensualmente il contratto manutentivo che aveva generato una catena di in adempienze, così da riprendere una serie di interventi ordinari e straordinari – già visibili – per circa 3 milioni di euro. Sarà infine avviato a breve il Tavolo interdistrettuale per la sanità nord modenese: proprio in questi giorni è stata indirizzata ai Sindaci, per le ultime integrazioni, la bozza di accordo tra i distretti di Carpi e Mirandola per avviare il percorso permanente di discussione sulle funzioni e modalità di integrazione, con l’obiettivo di rendere i problemi risolvibili in modo stabile e duraturo.  Nello specifico della Centrale di Sterilizzazione di Carpi, la questione sollevata fa riferimento a una situazione specifica che si è verificata lunedì 8 dicembre (un problema elettrico occorso a una lavaferri) e che è in via di risoluzione con l’intervento del tecnico del macchinario, già oggi, martedì 9 dicembre. Sono ben note all’Azienda le criticità e tra gli interventi previsti, cui è destinato un milione di euro, sono già stati avviati i lavori di ripristino delle coperture del corpo 6, proprio in corrispondenza della Centrale. Anche la questione relativa alle colonscopie fa riferimento a una situazione puntuale, l’indisponibilità di un professionista che ha costretto al rinvio di 10 appuntamenti, già riprogrammati a stretto giro.“Siamo consapevoli di quanto ci è stato consegnato e stiamo lavorando per riportare questi punti a standard adeguati. – dichiara il DG Ausl Mattia Altini -. Se vogliamo modificare lo stato delle cose nella nostra sanità provinciale occorrono soluzioni strutturali anticipate da una concatenazione di atti preliminari che, appunto, stiamo compiendo celermente. Il problema non è la volontà di investire, ma la difficoltà oggettiva di attrarre professionisti in contesti periferici: welfare, valorizzazione e benessere organizzativo, anche in questo caso, sono azioni propedeutiche fondamentali già avviate, come dovrebbe essere chiaro ad un’organizzazione sindacale. Le inversioni di marcia che tutti auspichiamo su situazioni critiche da tempo richiedono una serie di misure tra loro consequenziali e una prospettiva di medio-lungo periodo. Solo così sarà possibile garantire stabilità e qualità all’assistenza, restituendo attrattività e solidità ai presidi e all’intera rete sanitaria provinciale”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003204108052.PDF §---§ title§§ Infermieri «a gettone», in crescita nel 2024: spesi dalle Asl 8,7 milioni | Corriere.it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002904808995.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "corriere.it" del 10 Dec 2025

Circa 40 mila gli infermieri con partita iva iscritti all''albo professionale, di cui 27 mila attivi, ma non ci sono dati ufficiali su quanti lavorino «a gettone», cioè reclutati tramite cooperative o società di servizi e pagati per i turni che svolgono. Secondo il Rapporto dell''Autorità Nazionale Anticorruzione sono presenti soprattutto in Lombardia, Abruzzo e Piemonte

pubDate§§ 2025-12-10T14:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002904808995.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002904808995.PDF', 'title': 'corriere.it'} tp:url§§ https://www.corriere.it/salute/25_dicembre_10/infermieri-a-gettone-in-crescita-nel-2024-spesi-dalle-asl-8-7-milioni-fd4ce451-7d0e-47a6-b7ba-58492bee7xlk.shtml tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002904808995.PDF tp:ocr§§ Pietro Valsecchi: «Il primo incontro con Checco Zalone a Cortina, lui portò le mozzarelle. Cosa si è rotto? Era diventato ossessivo, e molto attento ai soldi»Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.Circa 40 mila gli infermieri con partita iva iscritti all'albo professionale, di cui 27 mila attivi, ma non ci sono dati ufficiali su quanti lavorino «a gettone», cioè reclutati tramite cooperative o società di servizi e pagati per i turni che svolgono. Secondo il Rapporto dell'Autorità Nazionale Anticorruzione sono presenti soprattutto in Lombardia, Abruzzo e Piemonte(Getty Images)Per far fronte alla cronica carenza di infermieri (e medici) nel Servizio Sanitario Nazionale, negli ultimi anni, soprattutto durante la pandemia da Covid-19, Asl e ospedali utilizzano infermieri (e medici) cosiddetti «gettonisti», cioè reclutati tramite cooperative o società di servizi e pagati per i turni che svolgono,con compensi  spesso «d'oro» (anche fino a mille euro per un turno festivo o notturno) rispetto ai dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale. Mancano stime ufficiali sugli infermieri che lavorano «a gettone». Secondo i dati della Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (Fnopi), a fronte dei 461mila infermieri iscritti all'Albo unico nazionale,  circa 40mila infermieri lavorano con partita Iva, di cui 27mila sono quelli attivi e iscritti alla gestione separata previdenziale.  In base ai dati sulla «domanda del Servizio sanitario nazionale di servizi di fornitura di personale medico e infermieristico, i cosiddetti "gettonisti”, contenuti nel Rapporto Anac dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, pubblicato lo scorso marzo, rispetto agli «infermieri a gettone» nel 2024 il valore dei contratti e degli accordi o convenzioni  è aumentato, per la spesa previsionale, del 49% rispetto al 2023, passando da 3,9 a 5,8 milioni di euro, mentre la spesa effettiva si colloca su un valore di 8,7 milioni, anche se in lieve calo rispetto all’anno precedente.Nonostante la fine della pandemia e la legge del 2023 sull'uso dei «gettonisti» solo come extrema ratio, sottolinea ANAC,  il fenomeno si conferma in crescita. Una tendenza che dovrebbe arrestarsi con  le nuove norme in vigore.Secondo il Rapporto ANAC, poi, gli infermieri a gettone sono reclutati soprattutto in Lombardia, seguita da Abruzzo e Piemonte.Per quanto riguarda le procedure di scelta,  anche nel 2024 si conferma la procedura negoziata senza previa pubblicazione per l’approvvigionamento degli infermieri a gettone.  È del tutto marginale, invece, il ricorso alla procedura aperta.  Per regolamentare l'utilizzo di «gettonisti» e favorire le assunzioni a tempo indeterminato, sono state varate apposite norme, dal cosiddetto Decreto Bollette n. 34/2023 e successive disposizioni, fino alle Linee guida del ministero della Salute su «specifiche tecniche, prezzi di riferimento e standard di qualità dei servizi medici e infermieristici da affidare a terzi in caso di necessità e urgenza da parte delle aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, per fronteggiare lo stato di grave carenza di organico del personale sanitario».Queste disposizioni stabiliscono, tra l'altro, che i cosiddetti «gettonisti» potranno essere utilizzati «solo in caso di necessità e urgenza, in un'unica occasione (massimo 12 mesi) e senza possibilità di proroga», nei casi in cui non sia possibile utilizzare personale già in servizio (dipendente o in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale) o assumere gli idonei in graduatorie concorsuali.Inoltre, sono stati fissati anche dei limiti per i compensi:  28 euro l'ora per gli infermieri del Pronto Soccorso, 25 euro per altri servizi infermieristici.Secondo i dati dell’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), il nostro Paese conta 6,5 infermieri ogni 1.000 abitanti, valore al di sotto della media dei Paesi europei, dove gli infermieri in media sono 8,4 per mille abitanti. In Italia la professione rimane poco attrattiva: oltre ai carichi di lavoro gravosi dovuti alla carenza di personale, alle scarse opportunità di carriera e alle aggressioni in aumento negli ultimi anni, gli infermieri italiani hanno stipendi tra i più bassi d’Europa, in media 32.400 euro lordi l’anno (si va da un minimo di 26.200 euro lordi a 37.200 euro), rispetto a una media nei Paesi Ocse che sfiora i 40mila euro l’anno, a parità di rischi professionali e responsabilità. E sempre più infermieri stanno valutando l'abbandono della professione o di trovare lavoro in strutture private o all’estero, come evidenzia il recente Rapporto sulle professioni infermieristiche realizzato dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI) in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa: l’intenzione di lasciare o cambiare lavoro tocca punte del 45%, a fronte di una carenza già oggi stimata dalla Corte dei Conti intorno a 65mila infermieri. Infermieri: in Italia solo 6,5 per 1.000 abitanti (8,4 in Europa). Più di 4 su 10 hanno intenzione di lasciare o cambiare lavorodi Maria Giovanna FaiellaMedici e infermieri in fuga dalla sanità pubblica. Gimbe: «Urge valorizzare la colonna portante del Ssn»di Maria Giovanna Faiella10 dicembre 2025 ( modifica il 10 dicembre 2025 | 14:49)© RIPRODUZIONE RISERVATALe cause e i rimediUn contatto veloce con igiornalisti della redazioneSalute del Corriere della SeraPer usufruire del servizio di domande e risposte de ilMedicoRisponde è necessario essere registrati al sito Corriere.it o a un altro dei siti di RCS Mediagroup.Non ricordi le credenziali?Recupera il tuo accountTi informiamo che con il tuo piano puoi leggere Corriere.it su 1 dispositivo alla voltaQuesto messaggio verrà visualizzato su un altro dispositivo/accesso e tu potrai continuare a leggere le notizie da qui. L'altro dispositivo/accesso rimarrà collegato a questo account. Puoi accedere con il tuo account su tutti i dispositivi che desideri, ma utilizzandoli in momenti diversi secondo il tuo piano di abbonamento.Perché tu o qualcun altro sta leggendo Corriere.it con questo account su più di due dispositivi/accessi. 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Estratto da pag. 1 di "corriere.it" del 10 Dec 2025

Circa 40 mila gli infermieri con partita iva iscritti all''albo professionale, di cui 27 mila attivi, ma non ci sono dati ufficiali su quanti lavorino «a gettone», cioè reclutati tramite cooperative o società di servizi e pagati per i turni che svolgono. Secondo il Rapporto dell''Autorità Nazionale Anticorruzione sono presenti soprattutto in Lombardia, Abruzzo e Piemonte

pubDate§§ 2025-12-10T16:45:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003057709516.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003057709516.PDF', 'title': 'corriere.it'} tp:url§§ https://www.corriere.it/salute/25_dicembre_10/infermieri-a-gettone-in-crescita-nel-2024-spesi-dalle-asl-8-7-milioni-fd4ce451-7d0e-47a6-b7ba-58492bee7xlk.shtml tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003057709516.PDF tp:ocr§§ Morta Sophie Kinsella, l’autrice di «I love shopping» aveva un tumore al cervello. Mondadori: «Grazie per la tenerezza»Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.Circa 40 mila gli infermieri con partita iva iscritti all'albo professionale, di cui 27 mila attivi, ma non ci sono dati ufficiali su quanti lavorino «a gettone», cioè reclutati tramite cooperative o società di servizi e pagati per i turni che svolgono. Secondo il Rapporto dell'Autorità Nazionale Anticorruzione sono presenti soprattutto in Lombardia, Abruzzo e Piemonte(Getty Images)Per far fronte alla cronica carenza di infermieri (e medici) nel Servizio Sanitario Nazionale, negli ultimi anni, soprattutto durante la pandemia da Covid-19, Asl e ospedali utilizzano infermieri (e medici) cosiddetti «gettonisti», cioè reclutati tramite cooperative o società di servizi e pagati per i turni che svolgono, con compensi  spesso «d'oro» (anche fino a mille euro per un turno festivo o notturno) rispetto ai dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale. Mancano stime ufficiali sugli infermieri che lavorano «a gettone». Secondo i dati della Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (Fnopi), a fronte dei 461mila infermieri iscritti all'Albo unico nazionale,  circa 40mila infermieri lavorano con partita Iva, di cui 27mila sono quelli attivi e iscritti alla gestione separata previdenziale.  In base ai dati sulla «domanda del Servizio sanitario nazionale di servizi di fornitura di personale medico e infermieristico, i cosiddetti «gettonisti», contenuti nel Rapporto Anac dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, pubblicato lo scorso marzo, rispetto agli «infermieri a gettone» nel 2024 il valore dei contratti e degli accordi o convenzioni  è aumentato, per la spesa previsionale, del 49% rispetto al 2023, passando da 3,9 a 5,8 milioni di euro, mentre la spesa effettiva si colloca su un valore di 8,7 milioni, anche se in lieve calo rispetto all’anno precedente.Nonostante la fine della pandemia e la legge del 2023 sull'uso dei «gettonisti» solo come extrema ratio, sottolinea ANAC,  il fenomeno si conferma in crescita. Una tendenza che dovrebbe arrestarsi con  le nuove norme in vigore.Secondo il Rapporto ANAC, poi, gli infermieri a gettone sono reclutati soprattutto in Lombardia, seguita da Abruzzo e Piemonte.Per quanto riguarda le procedure di scelta,  anche nel 2024 si conferma la procedura negoziata senza previa pubblicazione per l’approvvigionamento degli infermieri a gettone.  È del tutto marginale, invece, il ricorso alla procedura aperta. L’Autorità è intervenuta più volte in materia di medici e infermieri gettonisti, tenuto conto che «la questione dei gettonisti assume, oltre a una grande rilevanza sociale, in quanto tocca servizi fondamentali per l’intera comunità, un grande impatto economico sulla spesa pubblica, per gli elevati costi sostenuti dalle Aziende sanitarie al fine di remunerare tale tipologia di personale».In occasione della presentazione del Rapporto, il presidente di Anac Giuseppe Busia ha ricordato: «Si tratta di un progressivo impoverimento degli organici, perché medici ed infermieri in più casi preferivano lasciare il proprio impiego, attratti dalle più elevate remunerazioni riconosciute per le prestazioni di carattere interinale. Tutto questo, dando vita ad un circolo vizioso, a causa di una irragionevole concorrenza fra le diverse Asl, come emerge dalla nostra indagine conoscitiva. Ospedali e Asl pubbliche dispongono di eccellenti risorse professionali che, tuttavia, in molti casi non sono adeguatamente valorizzate e, anzi, sono spesso spinte verso altri approdi, privando le amministrazioni del loro patrimonio più prezioso». Per regolamentare l'utilizzo di «gettonisti» e favorire le assunzioni a tempo indeterminato, sono state varate apposite norme, dal cosiddetto De creto Bollette n. 34/2023 e successive disposizioni, fino alle Linee guida del ministero della Salute su «specifiche tecniche, prezzi di riferimento e standard di qualità dei servizi medici e infermieristici da affidare a terzi in caso di necessità e urgenza da parte delle aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, per fronteggiare lo stato di grave carenza di organico del personale sanitario».Queste disposizioni stabiliscono, tra l'altro, che i cosiddetti «gettonisti» potranno essere utilizzati «solo in caso di necessità e urgenza, in un'unica occasione (massimo 12 mesi) e senza possibilità di proroga», nei casi in cui non sia possibile utilizzare personale già in servizio (dipendente o in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale) o assumere gli idonei in graduatorie concorsuali.Inoltre, sono stati fissati anche dei limiti per i compensi:  28 euro l'ora per gli infermieri del Pronto Soccorso, 25 euro per altri servizi infermieristici.Secondo i dati dell’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), il nostro Paese conta 6,5 infermieri ogni 1.000 abitanti, valore al di sotto della media dei Paesi europei, dove gli infermieri in media sono 8,4 per mille abitanti. In Italia la professione rimane poco attrattiva: oltre ai carichi di lavoro gravosi dovuti alla carenza di personale, alle scarse opportunità di carriera e alle aggressioni in aumento negli ultimi anni, gli infermieri italiani hanno stipendi tra i più bassi d’Europa, in media 32.400 euro lordi l’anno (si va da un minimo di 26.200 euro lordi a 37.200 euro), rispetto a una media nei Paesi Ocse che sfiora i 40mila euro l’anno, a parità di rischi professionali e responsabilità. E sempre più infermieri stanno valutando l'abbandono della professione o di trovare lavoro in strutture private o all’estero, come evidenzia il recente Rapporto sulle professioni infermieristiche realizzato dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI) in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa: l’intenzione di lasciare o cambiare lavoro tocca punte del 45%, a fronte di una carenza già oggi stimata dalla Corte dei Conti intorno a 65mila infermieri. Infermieri: in Italia solo 6,5 per 1.000 abitanti (8,4 in Europa). Più di 4 su 10 hanno intenzione di lasciare o cambiare lavorodi Maria Giovanna FaiellaMedici e infermieri in fuga dalla sanità pubblica. Gimbe: «Urge valorizzare la colonna portante del Ssn»di Maria Giovanna Faiella10 dicembre 2025 ( modifica il 10 dicembre 2025 | 17:14)© RIPRODUZIONE RISERVATALe cause e i rimediUn contatto veloce con igiornalisti della redazioneSalute del Corriere della SeraPer usufruire del servizio di domande e risposte de ilMedicoRisponde è necessario essere registrati al sito Corriere.it o a un altro dei siti di RCS Mediagroup.Non ricordi le credenziali?Recupera il tuo accountTi informiamo che con il tuo piano puoi leggere Corriere.it su 1 dispositivo alla voltaQuesto messaggio verrà visualizzato su un altro dispositivo/accesso e tu potrai continuare a leggere le notizie da qui. L'altro dispositivo/accesso rimarrà collegato a questo account. Puoi accedere con il tuo account su tutti i dispositivi che desideri, ma utilizzandoli in momenti diversi secondo il tuo piano di abbonamento.Perché tu o qualcun altro sta leggendo Corriere.it con questo account su più di due dispositivi/accessi. 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Estratto da pag. 1 di "ecaserta.com" del 10 Dec 2025

Il documento è stato presentato dalla delegazione della Caritas a Caserta

pubDate§§ 2025-12-10T08:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003222408123.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003222408123.PDF', 'title': 'ecaserta.com'} tp:url§§ https://www.ecaserta.com/news/146011491846/dossier-poverta-campania-e-la-regione-con-livelli-piu-alti tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003222408123.PDF tp:ocr§§ Il documento è stato presentato dalla delegazione della Caritas a CasertaCASERTA -  È la regione con i livelli più alti di povertà, meno occupati rispetto alle medie nazionali ed europee e alte soglie di spopolamento nelle aree interne, in cui tra i principali fattori di diseguaglianza figura l'accesso ai servizi sanitari, con sempre più persone indigenti che rinunciano a curarsi. È il quadro che emerge dal “Dossier Regionale sulle Povertà in Campania" presentato ieri dalla delegazione di Caritas Campania a Caserta.  Il dossier è basato su fonti ufficiali - Istat, Eurostat, Ministero della Salute, Agenas, Gimbe - integrate e raccolte dalla rete Caritas che si avvale dei Centri di Ascolto dislocati nei territori delle 21 diocesi campane. “Nei nostri Centri – sottolinea Antonio De Luca, Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro e delegato della Conferenza Episcopale Campana per il Servizio Carità - notiamo che cresce sempre di più la richiesta di aiuti per le cure sanitarie da parte delle famiglie; molti, specie nelle aree interne, lamentano la lontananza dalle strutture sanitarie e il costo ritenuto alto dei trasporti. Lo si chiami come si vuole, ma una forma di sostegno minimo al reddito ci vuole, lo prevedono tutte le democrazie evolute per le famiglie bisognose”.    Tra i dati più allarmanti, quello dell’alta incidenza delle varie forme di indigenza, la “povertà assoluta”, la “povertà relativa” e il “rischio di povertà o esclusione sociale, con il 43,5% della popolazione campana esposta a vulnerabilità significative. Il 13,5% dei cittadini rinuncia poi a curarsi, rispetto al 9,9% della media nazionale.Ciò si riflette anche sull’aspettativa di vita: in Campania si vive in media due anni in meno rispetto al resto d’Italia (80,9 contro l’82,7 nazionale). Il dossier denuncia poi sempre nel settore sanitario “lunghe liste d’attesa, carenze strutturali, personale insufficiente e un crescente ricorso alla sanità privata, con una spesa pro capite inferiore di circa 320 euro alla media nazionale (1.910 euro contro i 2.230 euro spesi nel resto del Paese), con un gap complessivo di oltre 1,7 miliardi di euro. E anche il reddito pro capite, sebbene in crescita negli ultimi anni, è ancora ben lontano dalla media nazionale (18.500 in Campania contro i 31mila euro per cittadino nel resto d’Italia).È Caserta è il nuovo giornale online dedicato alla cronaca e all’informazione del territorio di Terra di Lavoro. Edito dall’associazione culturale RosMav, nasce nel settembre del 2017 e si presenta al pubblico con un sito web estremamente chiaro e accessibile per l’utente.Testata registrata al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere n. 860 del 20/10/2017Direttore responsabile: Alessandro CeciEditore: Associazione ROSMAVPartita IVA: 04258910613Sede redazionale: Via Giovanni Gentile, 23 – 81024 Maddaloni (CE) tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003222408123.PDF §---§ title§§ San Raffaele Milano e il 'terremoto' di Sant'Ambrogio link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003042809351.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "fortuneita.com" del 10 Dec 2025

Il caos nel Padiglione di cure intensive del San Raffaele, l''effetto Sant''Ambrogio e le insidie delle ''soluzioni esterne''. L''analisi.

pubDate§§ 2025-12-10T15:58:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003042809351.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003042809351.PDF', 'title': 'fortuneita.com'} tp:url§§ https://www.fortuneita.com/2025/12/10/san-raffaele-milano-e-il-terremoto-di-santambrogio-cosa-e-successo/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003042809351.PDF tp:ocr§§ Forse avrete letto del ‘terremoto’ che ha scosso fino ai vertici un gioiello della sanità lombarda: il caos nel Padiglione di cure intensive del San Raffaele di Milano nel weekend di Sant’Ambrogio, l’addio improvviso dell’amministratore unico Francesco Galli, il passaggio del timone a Marco Centenari, fino all’ispezione dei carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (Nas). Ma che cosa è successo?Non è un caso che il problema sia emerso in un un fine settimana speciale per la città, legato alla festa del patrono. Un ‘anticipo’ di festa che rende complesso coprire i turni, anche in ospedale. Così nella notte tra il 6 e il 7 dicembre il padiglione di cure intensive della struttura è ‘scoppiato’. Nel mirino la presunta inesperienza del personale infermieristico fornito da una cooperativa esterna, come documenterebbero alcune mail interne pubblicate da vari quotidiani, fra cui ‘La Repubblica’.Le missive segnalano la mancata conoscenza dei farmaci, delle procedure, della ‘geografia’ ospedaliera e perfino dell’italiano da parte di alcuni degli operatori inviati dalla cooperativa. Con una serie di ritardi e disorgnanizzazioni che avrebbero impattato sull’assistenza. Criticità toccate con mano dagli stessi operatori e dai pazienti, che hanno portato i vertici del San Raffaele a convocare un Cda urgente nel giorno della Festa dell’Immacolata.Così, in seguito ai “gravi fatti verificatisi nella notte tra il 6 del 7 dicembre scorso”, il Consiglio di amministrazione ha votato all’unanimità la procedura di revoca nei confronti di Francesco Galli, amministratore unico dell’Irccs Ospedale San Raffaele. Il manager, venuto a conoscenza dell’avvio della procedura, ha comunicato le proprie dimissioni. CosìMarco Centenari è subentrato nella duplice veste di AD del Gruppo San Donato e amministratore unico dell’Ospedale San Raffaele.“Vorrei ribadire con forza – afferma Centenari in una nota – che la sicurezza dei nostri pazienti rappresenta per noi un principio assoluto e non è negoziabile. L’evento verificatosi ha riguardato un singolo reparto ed è stato prontamente gestito: l’attività assistenziale del San Raffaele si è svolta e continua a svolgersi regolarmente, in condizioni di pieno ordine, controllo e sicurezza. In qualità di amministratore mi sono immediatamente attivato affinché venissero adottate tutte le ulteriori misure utili a rafforzare i presidi organizzativi e di controllo e sarà mia responsabilità evitare che mai più si verifichino episodi che possano creare un minimo disagio ai nostri pazienti”.“Da sempre chiunque operi all’interno del San Raffaele, sa che deve attenersi ai più elevati standard clinici, scientifici ed etici. L’episodio dei giorni scorsi non rappresenta in alcun modo ciò che siamo: un punto di riferimento nazionale ed internazionale, per assistenza, ricerca e formazione, fondato su donne e uomini di straordinario valore e sulla fiducia di migliaia di pazienti che ogni giorno si affidano a noi. Il San Raffaele continuerà a mantenere un modello clinico e scientifico di eccellenza, fondato su competenza, trasparenza e rigore assoluto”, ha scandito il neo amministratore unico.Certo, il ricorso a personale esterno fornito da cooperative non è un caso isolato in un’Italia che fa i conti con una drammatica carenza di infermieri e medici. Stando ai dati di Fondazione Gimbe il nostro Paese perde 10 mila professionisti l’anno. ?Quella del San Raffaele è “una vicenda gravosa”, commenta a Fortune Italia Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed, “che non fa altro che dimostrare tutto ciò che noi diciamo da tempo, ovvero che le procedure ereditate dalla pandemia Covid che permettono fino al 2027 di autocertificare i titoli per coloro i quali provengono dall’estero è pericolosa per la salute dei pazienti, e non è certo individuando un capro espiatorio da far dimettere che si può risolvere il problema”.Insomma, il problema non è tanto o solo della struttura di Via Olgettina. “Bisogna provvedere immediatamente alla revo ca non solo di questa norma, ma anche di tutti i contratti in essere con cooperative che non abbiano professionisti certificati. Per procedere finalmente a una riforma organica di tutto il percorso assunzionale: o si rende più appetibile la professione, si rende la professione più sicura, più remunerativa e più gratificante, oppure – conclude Di Silverio –  il rischio è che da domani potrebbero non esserci più né professionisti privati né professionisti pubbliche disposti a lavorare in ospedale”.“Il riconoscimento dei titoli esteri per i professionisti della salute, la conoscenza della lingua italiana, l’iscrizione agli Albi non sono formalità: sono passaggi sostanziali a tutela della salute dei cittadini”, evidenzia il presidente della FNOMCeO, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, commentando la vicenda del San Raffaele di Milano.“Questa superficialità nelle scelte, compiute in un contesto emergenziale che tuttavia non nasce da ora, avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Ma il caso concreto conferma la fondatezza della linea seguita dalla Fnomceo, che ha contestato in tutte le sedi, comprese quelle giudiziarie, il reclutamento di professionisti esteri senza adeguate garanzie di controllo delle competenze professionali e linguistiche”.Per Anelli la soluzione c’è e coincide con l’approvazione dell’intesa ferma in Conferenza Stato-Regioni, che prevede una verifica sostanziale e uniforme dei titoli conseguiti all’estero e l’iscrizione agli Albi italiani, a seguito del superamento di un esame di conoscenza della nostra lingua. “E questo a tutela della salute dei cittadini, che devono essere tutti uguali di fronte alla salute e non possono scontare il prezzo di organizzazioni e programmazioni errate, che hanno portato all’attuale carenza di professionisti”, conclude il numero uno dei medici.FORTUNE ITALIAN. 9 del 2025FORTUNE © è un marchio di FORTUNE MEDIA IP LIMITED utilizzato sotto licenzaCopyright © 2023 We Inform Srl. All rights reserved.€2 per 1 mese di FortuneOltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni meseApprofittane ora per ottenere in esclusiva:Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza. tp:writer§§ Margherita Lopes guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003042809351.PDF §---§ title§§ Lo sport per prevenire comportamenti negativi negli adolescenti | HealthDesk link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003018310174.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "healthdesk.it" del 09 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-10T19:15:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003018310174.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003018310174.PDF', 'title': 'healthdesk.it'} tp:url§§ http://www.healthdesk.it/ricerca/sport-prevenire-comportamenti-negativi-adolescenti tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003018310174.PDF tp:ocr§§ La partecipazione continuativa ad attività sportive organizzate durante l’infanzia è associata a una riduzione dei comportamenti oppositivo-provocatori nella prima adolescenza, in particolare tra i ragazzi.A dimostrarlo è un nuovo studio condotto da Matteo Privitera, affiliato al Dipartimento di Sanità pubblica, medicina sperimentale e forense e al Laboratorio di Locomozione umana, e Linda Pagani, dell'École de Psychoéducation dell'Université de Montréal, la cui pubblicazione è prevista in un prossimo numero della rivista European Child & Adolescent Psychiatry.«Il comportamento oppositivo-provocatorio è spesso sottovalutato – spiega Privitera - e può coesistere con altri disturbi dello sviluppo. Si manifesta attraverso schemi persistenti di irritabilità, sfida e ostilità nei confronti delle figure autoritarie. È più frequente nei ragazzi e spesso si accompagna ad altri disturbi del neurosviluppo, come l’ADHD e i disturbi specifici dell’apprendimento». Questi comportamenti, sottolinea, «possono interferire con l’apprendimento, le relazioni sociali e la salute mentale a lungo termine. Il nostro obiettivo era individuare strategie accessibili e basate sulla comunità che favorissero lo sviluppo di condotte adattive nei bambini».Lo studio ha utilizzato i dati del Quebec Longitudinal Study of Child Development, una coorte di popolazione nata nel 1997/1998 e coordinata dall’Institut de la statistique du Québec. L’analisi ha riguardato 1.492 bambini e bambine che avevano praticato sport tra i sei e i dieci anni. All’età di dieci e dodici anni, gli stessi partecipanti hanno auto-riferito i propri sintomi di comportamento oppositivo-provocatorio.«I ragazzi che hanno partecipato in modo costante ad attività sportive organizzate – aggiunge Privitera - hanno riportato significativamente meno sintomi oppositivo-provocatori a entrambe le età, rispetto ai coetanei con partecipazione discontinua o limitata. Lo sport può costituire un contesto naturale di sviluppo per l’acquisizione di capacità di autoregolazione, cooperazione e rispetto delle regole».Il team di ricerca, composto per l'Università di Pavia da Privitera con Luca Correale e Laura Fusar-Poli, e per l'Université de Montréal da Pagani con Kianoush Harandian, ha applicato modelli di regressione lineare ai minimi quadrati ordinari per stimare le associazioni prospettiche, controllando per sintomi comportamentali precoci e caratteristiche socio-familiari. Non sono emerse associazioni significative per il campione femminile.«I risultati supportano l’ipotesi secondo cui le attività extracurricolari strutturate possono promuovere la resilienza comportamentale» osserva Harandian. «Lo sport fornisce un ambiente supervisionato e socialmente stimolante – precisa -che può favorire nei ragazzi l’interiorizzazione di norme comportamentali adattive».Secondo gli autori, i risultati hanno importanti implicazioni per le politiche pubbliche in ambito educativo e sanitario: «Promuovere la partecipazione sportiva continuativa durante la l’infanzia – concludono Privitera e Pagani - può contribuire a ridurre l’incidenza dei disturbi del comportamento dirompente e favorire il benessere a lungo termine. Si tratta di una strategia semplice, scalabile e con ricadute positive per famiglie, scuole e comunità». Scadenza, salute e igiene: sono le tre parole che più frequentemente gli italiani associano alla sicurezza alimentare casalinga rilevate nelle risposte al questionario “Mangiasicuro!” dell’Istituto superiore di sanità, nell’ambito del progetto Sac (Sicurezza alimentare casalinga).Sulla base di risultati del questionario gli esperti dell'… Leggi tutto Esistono evidenze «ad alta certezza» che le sigarette elettroniche (e-cig) contenenti nicotina aumentano i tassi di cessazione del fumo rispetto alla terapia sostitutiva della nicotina (NRT) ed evidenze «a certezza moderata» che probabilmente aumentano i tassi di cessazione rispetto alle e-cig senza nicotina. Le evidenze che co nfrontano le e-… Leggi tutto Giovani più consapevoli a tavola, ma ancora troppo disattenti quando si tratta di prevenzione e attività fisica. È questo il ritratto che emerge dall’ultima indagine dell’Osservatorio Sanità di UniSalute in collaborazione con Nomisma, condotta su un campione di mille under 40 italiani. Sul tema della prevenzione, i dati parlano… Leggi tutto Quasi 120 mila visitatori e oltre 42 mila tra screening, vaccinazioni e check up gratuiti: è stata una quindicesima edizione da record quella di Tennis and Friends - Salute e Sport, la manifestazione promossa dalla Onlus Friends For Health, in collaborazione con la Asl Roma 1 e il supporto del Policlinico Gemelli di Roma. Anche quest’anno l’… Leggi tutto In Italia solo il 60% della popolazione adotta uno stile di vita salutare: nonostante che il 98% della popolazione riconosca l‘importanza di vivere in modo sano, persiste dunque un divario significativo tra intenzione dichiarata e azione concreta. 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Lo “stile di vita sano” è infatti la strategia più efficace per allontanare il rischio di ammalarsi. Che nel caso del tumore al seno può ridurre del 27 per cento le probabilità di sviluppare la malattia. All’importanza della prevenzione è dedicata la prima campagna nazionale… Leggi tuttoTestata registrata presso il Tribunale di Roma, n. 53/2014  © Mad Owl srl tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003018310174.PDF §---§ title§§ Povertà: il 43% dei campani vulnerabili, il 13% non si cura più - il Giornale di Salerno .it link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003204708054.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilgiornaledisalerno.it" del 10 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-10T08:31:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003204708054.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003204708054.PDF', 'title': 'ilgiornaledisalerno.it'} tp:url§§ https://www.ilgiornaledisalerno.it/poverta-il-43-dei-campani-vulnerabili-il-13-non-si-cura-piu/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003204708054.PDF tp:ocr§§ È la regione con i livelli più alti di povertà, meno occupati rispetto alle medie nazionali ed europee e alte soglie di spopolamento nelle aree interne, in cui tra i principali fattori di diseguaglianza figura l’accesso ai servizi sanitari, con sempre più persone indigenti che rinunciano a curarsi.È il quadro che emerge dal “Dossier Regionale sulle Povertà in Campania” presentato oggi dalla delegazione di Caritas Campania a Caserta.Il dossier è basato su fonti ufficiali – Istat, Eurostat, Ministero della Salute, Agenas, Gimbe – integrate e raccolte dalla rete Caritas che si avvale dei Centri di Ascolto dislocati nei territori delle 21 diocesi campane.“Nei nostri Centri – sottolinea Antonio De Luca, Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro e delegato della Conferenza Episcopale Campana per il Servizio Carità – notiamo che cresce sempre di più la richiesta di aiuti per le cure sanitarie da parte delle famiglie; molti, specie nelle aree interne, lamentano la lontananza dalle strutture sanitarie e il costo ritenuto alto dei trasporti. Lo si chiami come si vuole, ma una forma di sostegno minimo al reddito ci vuole, lo prevedono tutte le democrazie evolute per le famiglie bisognose”.Tra i dati più allarmanti, quello dell’alta incidenza delle varie forme di indigenza, la “povertà assoluta”, la “povertà relativa” e il “rischio di povertà o esclusione sociale, con il 43,5% della popolazione campana esposta a vulnerabilità significative. Il 13,5% dei cittadini rinuncia poi a curarsi, rispetto al 9,9% della media nazionale. Ciò si riflette anche sull’aspettativa di vita: in Campania si vive in media due anni in meno rispetto al resto d’Italia (80,9 contro l’82,7 nazionale). Il dossier denuncia poi sempre nel settore sanitario “lunghe liste d’attesa, carenze strutturali, personale insufficiente e un crescente ricorso alla sanità privata, con una spesa pro capite inferiore di circa 320 euro alla media nazionale (1.910 euro contro i 2.230 euro spesi nel resto del Paese), con un gap complessivo di oltre 1,7 miliardi di euro. E anche il reddito pro capite, sebbene in crescita negli ultimi anni, è ancora ben lontano dalla media nazionale (18.500 in Campania contro i 31mila euro per cittadino nel resto d’Italia).RedazionePubblicitàPrivacy policyResta informato anche con: Il Giornale di Salerno © 2024ilgiornaledisalerno.it è una testata giornalistica online registrata presso il tribunale di Salerno iscrizione registro stampa n. cronol. 59/2020 del 06/02/2020 Ist. n. 3 dep. 03/02/2020 RG n. 286/2020 COPYRIGHT Tutto quanto riportato su questo sito web, documentazione, contenuti, testi, immagini, logo, lavoro artistico e grafica sono di proprietà de ilgiornaledisalerno.it e, dunque, protetti dal diritto d´autore nonchè dal diritto di proprietà intellettuale. Sarà quindi assolutamente vietato copiare, appropriarsi, ridistribuire, riprodurre qualsiasi frase, contenuto o immagine presente su questo sito in quanto frutto del lavoro e dell´intelletto dell´autore stesso. Le illustrazioni e alcune immagini sono state acquisite o acquistate da banche immagini, quali https://it.123rf.com/ - https://pexels.com/ - https://pixabay.com/it. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003204708054.PDF §---§ title§§ Di Marco sul report Agenas per la sanità abruzzese: "La giunta deve dimettersi, altro che incensarsi" link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002918309126.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "ilpescara.it" del 10 Dec 2025

Il consigliere regionale del Pd attacca la giunta Marsilio in merito ai risultati del report di Agenas sulla sanità pubblica abruzzese e sul report Pnrr Sanità

pubDate§§ 2025-12-10T14:49:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002918309126.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002918309126.PDF', 'title': 'ilpescara.it'} tp:url§§ https://www.ilpescara.it/politica/di-marco-report-agenas-sanita-abruzzese.html tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002918309126.PDF tp:ocr§§ Il consigliere regionale del Pd attacca la giunta Marsilio in merito ai risultati del report di Agenas sulla sanità pubblica abruzzese e sul report Pnrr SanitàLa sanità abruzzese è stata portata in una condizione di fragilità senza precedenti, e per questo la giunta Marsilio dovrebbe dimettersi. A dirlo il consigliere regionale del Partito Democratico Antonio Di Marco, che commenta il report di Agenas sullo stato della salute pubblica nelle regioni italiane e il report Pnrr Salute Abruzzo."Dopo le dure analisi dei tavoli di monitoraggio ministeriali peraltro amici, dopo i ripetuti allarmi lanciati dalla Fondazione Gimbe su Lea e presidi territoriali, ora a dirlo è anche il report Agenas sull’Abruzzo, da cui emerge un quadro allarmante. Più che lodarsi per questo pasticcio, la Giunta dovrebbe guardare in faccia la realtà e dimettersi”Secondo Di Marco, la sanità abruzzese versa in condizioni critiche, con cittadini che vivono quotidianamente difficoltà nell'accesso alle cure. La Regione ha puntato soprattutto sull’acquisto di nuove tecnologie, mentre i lavori per case e ospedali di comunità risultano in gran parte fermi, in particolare a Teramo e Pescara. A meno di due anni dalla scadenza del piano, c'è il rischio di trovarsi con macchinari avanzati ma strutture non operative, specialmente nelle aree più fragili.Abbonati per leggere i nostri approfondimenti della sezione DossierLa grave carenza di personale mette ulteriormente in crisi il sistema, costringendo i medici a gestire la situazione in condizioni molto difficili. L’Abruzzo si colloca tra le Regioni fanalino di coda sul Pnrr, assieme a Sicilia, Calabria e Campania, smentendo la narrazione di una “sanità modello” sostenuta dalla giunta regionale. Anche Agenas invita la Regione a rivedere profondamente la programmazione per adeguarsi agli standard nazionali.Nonostante i gravi ritardi e le criticità strutturali certificate dagli organismi nazionali, il presidente Marsilio continua a elogiare la gestione della sanità locale, proponendo una narrazione politica che non rispecchia la realtà. Gli ultimi sette anni di governo di centrodestra hanno invertito i progressi fatti in precedenza dal centrosinistra, riportando la sanità abruzzese indietro dopo il risanamento seguito all’uscita dal commissariamento conclude il consigliere del Pd."Questo Governo regionale ha prodotto un arretramento storico che rischia di compromettere l’accesso alle cure e i livelli essenziali di assistenza, come già riferiscono i dati di settore. Alla luce di questa fotografia, che non nasce da opinioni ma valutazioni ufficiali, chiediamo le dimissioni immediate della giunta Marsilio. La salute dei cittadini non può essere ostaggio dell’incapacità politica”.© Riproduzione riservata tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002918309126.PDF §---§ title§§ Di Marco su Agenas: “Sanità abruzzese in crisi profonda. Ora la Giunta Marsilio si dimetta” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002952608461.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "laquilablog.it" del 10 Dec 2025

Il consigliere regionale Antonio Di Marco chiede le dimissioni immediate della Giunta regionale guidata da Marco Marsilio

pubDate§§ 2025-12-10T10:33:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002952608461.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002952608461.PDF', 'title': 'laquilablog.it'} tp:url§§ https://www.laquilablog.it/di-marco-su-agenas-sanita-abruzzese-in-crisi-profonda-ora-la-giunta-marsilio-si-dimetta/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002952608461.PDF tp:ocr§§ Stampa in pdfL’AQUILA – “I due report tecnici resi pubblici in questi giorni, il Report PNRR Salute Abruzzo e il PNE 2025 elaborati da Agenas, confermano con numeri e fatti ciò che come opposizione denunciamo da anni: la sanità abruzzese è stata portata in una condizione di fragilità mai vista, mentre la Giunta Marsilio continua a raccontare un modello ‘da esportare’ che non esiste”.È quanto afferma il consigliere regionale Antonio Di Marco, che chiede le dimissioni immediate della Giunta regionale guidata da Marco Marsilio alla luce delle ultime analisi nazionali sul sistema sanitario abruzzese.“Dopo le dure analisi dei tavoli di monitoraggio ministeriali, dopo i ripetuti allarmi della Fondazione Gimbe su LEA e presidi territoriali, ora anche il Report Agenas sull’Abruzzo restituisce un quadro allarmante. Più che lodarsi per questo pasticcio, la Giunta dovrebbe guardare in faccia la realtà e dimettersi”, prosegue Di Marco.Secondo il consigliere, la distanza tra narrazione politica e realtà quotidiana è evidente: “Gli abruzzesi lo sanno già in quali condizioni è la nostra sanità, perché le criticità le vivono sulla propria pelle, cercando di esercitare un diritto alla cura sempre più messo a dura prova”.Di Marco sottolinea come, dai documenti Agenas, emerga un forte squilibrio nell’attuazione del PNRR Salute: “La Regione corre solo sugli acquisti di tecnologia, quasi completati, mentre i cantieri per Case e Ospedali di Comunità sono in gran parte fermi o con avanzamenti minimi, con pagamenti spesso inferiori al 20% nel caso di Teramo e Pescara, a meno di due anni dalla scadenza. Questo significa che rischiamo di arrivare a fine Piano con macchinari nuovi ma strutture non funzionanti, soprattutto nelle aree più fragili”.Non meno grave, secondo Di Marco, è il nodo del personale: “La carenza di medici e operatori minaccia l’operatività delle strutture anche qualora venissero completate, costringendo il personale sanitario a una trincea senza precedenti. È un fallimento gestionale chiaro, che mette a rischio il diritto alla cura per migliaia di cittadini abruzzesi”.Il consigliere colloca la performance regionale “in coda al Paese”: “Anche sul PNRR – afferma – siamo fanalino di coda. Le Regioni con performance analoghe sono quelle tradizionalmente più in difficoltà, come Sicilia, Calabria, Campania. L’Abruzzo si colloca, di fatto, in un quadro da Sud Italia, nonostante anni di retorica sulla ‘sanità modello’ della Giunta. Agenas di fatto smonta questa narrazione, richiamando la Regione a una maggiore aderenza agli standard e a una revisione profonda della programmazione”.Di Marco parla di “marketing politico scollegato dalla realtà dei fatti”: “Mentre gli organismi nazionali certificano ritardi, disorganizzazione e criticità strutturali, il Presidente Marsilio si autocelebra e continua a dipingere un sistema inesistente. È un copione che abbiamo visto per tutti e sette gli anni di governo di centrodestra, in cui la sanità è stata riportata indietro dopo il risanamento realizzato con l’uscita dal commissariamento durante la precedente giunta di centrosinistra”.“Questo Governo regionale – conclude – ha prodotto un arretramento storico che rischia di compromettere l’accesso alle cure e i livelli essenziali di assistenza, come già certificano i dati di settore. Alla luce di questa fotografia, che non nasce da opinioni ma da valutazioni ufficiali, chiediamo le dimissioni immediate della Giunta Marsilio. La salute dei cittadini non può essere ostaggio dell’incapacità politica”. Stampa in pdf TAGS Di Marco tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002952608461.PDF §---§ title§§ Ausl Modena: Carpi e Mirandola azioni vere link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003188007891.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "modena2000.it" del 10 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-10T08:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003188007891.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003188007891.PDF', 'title': 'modena2000.it'} tp:url§§ https://www.modena2000.it/2025/12/10/ausl-modena-carpi-e-mirandola-azioni-vere/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003188007891.PDF tp:ocr§§ Con riferimento alla ricostruzione di una organizzazione sindacale riportata dai media, prima di entrare nel merito della situazione della provincia di Modena, si ritiene doveroso precisare che la carenza di personale infermieristico è una delle principali e più gravi emergenze che attraversano il Servizio Sanitario Nazionale, come confermato da fonti autorevoli quali l’ultimo report GIMBE, i dati ISTAT e le ricerche della FNOPI (Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche).L’Italia perde circa 10.000 infermieri l’anno e si colloca tra gli ultimi Paesi OCSE per rapporto infermieri/abitanti (nel 2022 erano 6,5 ogni 1.000, contro una media europea di 9,8, con forti disomogeneità territoriali e numeri bassi in quasi tutte le Regioni del Mezzogiorno, sottoposte ai Piani di rientro, oltre che in Lombardia). Anche il rapporto infermieri/medici in Italia è fermo a 1,5, rispetto alla media OCSE di 2,7.I fattori sono strutturali: gli stipendi degli infermieri italiani sono tra i più bassi sia rispetto al costo della vita che in termini assoluti, il ricambio generazionale è insufficiente e la professione sempre meno attrattiva, specie nei contesti periferici, un fenomeno aggravato dai pensionamenti, dal progressivo aumento delle dimissioni volontarie e da una formazione che non riesce a coprire il fabbisogno.“Sul reclutamento di personale infermieristico e l’avvio di nuovi servizi, nessuna propaganda politica – dichiara Daniela Altariva, Direttrice Assistenziale di AUSL Modena –: siamo impegnati nello sforzo di garantire la stabilità degli organici, tramite la ricerca di personale utilizzando ogni forma contrattuale prevista, e aumentare l’attrattività degli ospedali anche in collaborazione con altri enti del territorio.  L’Ausl non ha posto alcun vincolo di budget sul personale infermieristico e i punti più deboli della rete hanno avuto la massima libertà nelle attività di reclutamento. Tuttavia, la attrattività dei presidi periferici rappresenta un elemento di criticità, in un contesto nazionale in cui la domanda supera l’offerta.Dallo scorso agosto (BUR del 20/08/2025) nella graduatoria di concorso pubblico, alla richiesta di sede lavorativa su Mirandola, su 106 candidati sono stati chiamati ad oggi 70 professionisti e di questi hanno accettato solo 18 infermieri di cui 4 su Mirandola. Complessivamente però nel corso di tutto il 2025 è stato possibile assumere 19 infermieri su Mirandola – prosegue Altariva – di cui 6, a potenziamento degli organici, per l’apertura del reparto semintensiva di Mirandola.Per agevolare il personale nella scelta di questa sede è stato attivato un progetto di sostegno abitativo sul Distretto di Mirandola, col supporto di Comune di Mirandola e Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola. Finora sono state 10 le domande presentate di cui 9 accolte e una in fase di istruttoria.  È stata rafforzata come mai in precedenza la collaborazione con Azienda Ospedaliero – Universitaria e Ospedale di Sassuolo Spa, per favorire il reclutamento e lo spostamento dei professionisti verso altre aree e con i corsi di Laurea in Infermieristica con le Università di Modena, Ferrara, Mantova e Bologna e con gli Ordini Professioni Infermieristiche, per facilitare l’assunzione dei neolaureati”.Questa Direzione non ha mai nascosto la fragilità di alcuni presidi sul territorio provinciale, neppure in termini di criticità delle strutture. Al contrario, ha avviato sopralluoghi puntuali, coinvolgendo il proprio staff sanitario, tecnico e organizzativo e la politica locale per porre in atto le relative necessarie contromisure.Ha predisposto un piano di interventi per riqualificare le principali sedi sanitarie in provincia, del valore di oltre 4 milioni di euro, di cui 1 milione, per la prima volta, da un apposito Fondo manutenzioni cicliche previsto nel bilancio per rendere disponibili ogni anno risorse dedicate alle manutenzioni. È stato risolto consensualmente il contratto manutentivo che aveva generato una catena di in adempienze, così da riprendere una serie di interventi ordinari e straordinari – già visibili – per circa 3 milioni di euro. Sarà infine avviato a breve il Tavolo interdistrettuale per la sanità nord modenese: proprio in questi giorni è stata indirizzata ai Sindaci, per le ultime integrazioni, la bozza di accordo tra i distretti di Carpi e Mirandola per avviare il percorso permanente di discussione sulle funzioni e modalità di integrazione, con l’obiettivo di rendere i problemi risolvibili in modo stabile e duraturo.  Nello specifico della Centrale di Sterilizzazione di Carpi, la questione sollevata fa riferimento a una situazione specifica che si è verificata lunedì 8 dicembre (un problema elettrico occorso a una lavaferri) e che è in via di risoluzione con l’intervento del tecnico del macchinario, già oggi, martedì 9 dicembre. Sono ben note all’Azienda le criticità e tra gli interventi previsti, cui è destinato un milione di euro, sono già stati avviati i lavori di ripristino delle coperture del corpo 6, proprio in corrispondenza della Centrale. Anche la questione relativa alle colonscopie fa riferimento a una situazione puntuale, l’indisponibilità di un professionista che ha costretto al rinvio di 10 appuntamenti, già riprogrammati a stretto giro.“Siamo consapevoli di quanto ci è stato consegnato e stiamo lavorando per riportare questi punti a standard adeguati. – dichiara il DG Ausl Mattia Altini -. Se vogliamo modificare lo stato delle cose nella nostra sanità provinciale occorrono soluzioni strutturali anticipate da una concatenazione di atti preliminari che, appunto, stiamo compiendo celermente. Il problema non è la volontà di investire, ma la difficoltà oggettiva di attrarre professionisti in contesti periferici: welfare, valorizzazione e benessere organizzativo, anche in questo caso, sono azioni propedeutiche fondamentali già avviate, come dovrebbe essere chiaro ad un’organizzazione sindacale. Le inversioni di marcia che tutti auspichiamo su situazioni critiche da tempo richiedono una serie di misure tra loro consequenziali e una prospettiva di medio-lungo periodo. Solo così sarà possibile garantire stabilità e qualità all’assistenza, restituendo attrattività e solidità ai presidi e all’intera rete sanitaria provinciale”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003188007891.PDF §---§ title§§ Povertà in Campania: il 43% dei cittadini vulnerabile, il 13% rinuncia alle cure link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002958808655.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidianodelsud.it" del 09 Dec 2025

Il quadro sociale ed economico della Campania è drammatico, lo confermano i dati del “Dossier Regionale sulle Povertà in Campania”, presentato dalla Caritas regionale.

pubDate§§ 2025-12-10T12:01:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002958808655.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002958808655.PDF', 'title': 'quotidianodelsud.it'} tp:url§§ https://www.quotidianodelsud.it/campania/cronache/attualita/2025/12/10/poverta-in-campania-il-43-dei-cittadini-vulnerabile-il-13-rinuncia-alle-cure tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002958808655.PDF tp:ocr§§ Il quadro sociale ed economico della Campania è drammatico, lo confermano i dati del “Dossier Regionale sulle Povertà in Campania”, presentato dalla Caritas regionale. Secondo il rapporto, il 43,5% dei campani è esposto a vulnerabilità significative, mentre il 13,5% rinuncia alle cure sanitarie.La Campania è la regione italiana dove la povertà pesa di più sulla vita quotidiana dei cittadini. Secondo il Dossier Regionale sulle Povertà in Campania, presentato ieri (9 dicembre) da Caritas Campania, il 43,5% della popolazione è esposta a forme di vulnerabilità significative, mentre il 13,5% dei cittadini rinuncia alle cure sanitarie, contro una media nazionale del 9,9%. Il dossier, basato su dati ufficiali Istat, Eurostat, Ministero della Salute, Agenas e Gimbe, arricchiti dalle osservazioni dei Centri di Ascolto Caritas nelle 21 diocesi campane, offre un quadro drammatico: la regione registra livelli di occupazione inferiori alle medie nazionali ed europee, elevato spopolamento nelle aree interne e forti diseguaglianze nell’accesso ai servizi essenziali. Povertà in Campania: la richiesta di aiuti per le cure sanitarie«Nei nostri Centri – sottolinea Antonio De Luca, Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro e delegato della Conferenza Episcopale Campana per il Servizio Carità – cresce sempre di più la richiesta di aiuti per le cure sanitarie da parte delle famiglie. Molti lamentano la lontananza dalle strutture e l’alto costo dei trasporti. Serve una forma di sostegno minimo al reddito, come avviene nelle democrazie più evolute, per aiutare le famiglie bisognose».L’impatto sulla salute è evidente: l’aspettativa di vita in Campania è di 80,9 anni, due in meno rispetto alla media nazionale (82,7). Il sistema sanitario regionale soffre di lunghe liste d’attesa, carenze strutturali, personale insufficiente e crescente ricorso alla sanità privata. La spesa sanitaria pro capite si attesta a 1.910 euro, circa 320 euro in meno rispetto alla media nazionale, con un deficit complessivo stimato in oltre 1,7 miliardi di euro.Il dossier evidenzia anche il gap economico: il reddito pro capite campano è di 18.500 euro, lontano dai 31.000 euro medi italiani. Questi numeri disegnano una regione dove la povertà, la fragilità sociale e la difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari rappresentano una sfida urgente per le istituzioni e la società civile. «Lo si chiami come si vuole, ma una forma di sostegno minimo al reddito ci vuole, lo prevedono tutte le democrazie evolute per le famiglie bisognose», conclude il vescovo Antonio De Luca. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002958808655.PDF §---§ title§§ Povertà in Campania: il 43% dei cittadini vulnerabile, il 13% rinuncia alle cure - Il Quotidiano del Sud link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002868108788.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "quotidianodelsud.it" del 10 Dec 2025

Il quadro sociale ed economico della Campania è drammatico, lo confermano i dati del “Dossier Regionale sulle Povertà in Campania”, presentato dalla Caritas regionale.

pubDate§§ 2025-12-10T12:48:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002868108788.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002868108788.PDF', 'title': 'quotidianodelsud.it'} tp:url§§ https://www.quotidianodelsud.it/campania/cronache/attualita/2025/12/10/poverta-in-campania-il-43-dei-cittadini-vulnerabile-il-13-rinuncia-alle-cure tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002868108788.PDF tp:ocr§§ Il quadro sociale ed economico della Campania è drammatico, lo confermano i dati del “Dossier Regionale sulle Povertà in Campania”, presentato dalla Caritas regionale. Secondo il rapporto, il 43,5% dei campani è esposto a vulnerabilità significative, mentre il 13,5% rinuncia alle cure sanitarie.La Campania è la regione italiana dove la povertà pesa di più sulla vita quotidiana dei cittadini. Secondo il Dossier Regionale sulle Povertà in Campania, presentato ieri (9 dicembre) da Caritas Campania, il 43,5% della popolazione è esposta a forme di vulnerabilità significative, mentre il 13,5% dei cittadini rinuncia alle cure sanitarie, contro una media nazionale del 9,9%. Il dossier, basato su dati ufficiali Istat, Eurostat, Ministero della Salute, Agenas e Gimbe, arricchiti dalle osservazioni dei Centri di Ascolto Caritas nelle 21 diocesi campane, offre un quadro drammatico: la regione registra livelli di occupazione inferiori alle medie nazionali ed europee, elevato spopolamento nelle aree interne e forti diseguaglianze nell’accesso ai servizi essenziali. Povertà in Campania: la richiesta di aiuti per le cure sanitarie«Nei nostri Centri – sottolinea Antonio De Luca, Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro e delegato della Conferenza Episcopale Campana per il Servizio Carità – cresce sempre di più la richiesta di aiuti per le cure sanitarie da parte delle famiglie. Molti lamentano la lontananza dalle strutture e l’alto costo dei trasporti. Serve una forma di sostegno minimo al reddito, come avviene nelle democrazie più evolute, per aiutare le famiglie bisognose».L’impatto sulla salute è evidente: l’aspettativa di vita in Campania è di 80,9 anni, due in meno rispetto alla media nazionale (82,7). Il sistema sanitario regionale soffre di lunghe liste d’attesa, carenze strutturali, personale insufficiente e crescente ricorso alla sanità privata. La spesa sanitaria pro capite si attesta a 1.910 euro, circa 320 euro in meno rispetto alla media nazionale, con un deficit complessivo stimato in oltre 1,7 miliardi di euro.Il dossier evidenzia anche il gap economico: il reddito pro capite campano è di 18.500 euro, lontano dai 31.000 euro medi italiani. Questi numeri disegnano una regione dove la povertà, la fragilità sociale e la difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari rappresentano una sfida urgente per le istituzioni e la società civile. «Lo si chiami come si vuole, ma una forma di sostegno minimo al reddito ci vuole, lo prevedono tutte le democrazie evolute per le famiglie bisognose», conclude il vescovo Antonio De Luca. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121002868108788.PDF §---§ title§§ Ausl Modena: Carpi e Mirandola azioni vere link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003188107892.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "reggio2000.it" del 10 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-10T08:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003188107892.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003188107892.PDF', 'title': 'reggio2000.it'} tp:url§§ https://www.reggio2000.it/2025/12/10/ausl-modena-carpi-e-mirandola-azioni-vere/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003188107892.PDF tp:ocr§§ Con riferimento alla ricostruzione di una organizzazione sindacale riportata dai media, prima di entrare nel merito della situazione della provincia di Modena, si ritiene doveroso precisare che la carenza di personale infermieristico è una delle principali e più gravi emergenze che attraversano il Servizio Sanitario Nazionale, come confermato da fonti autorevoli quali l’ultimo report GIMBE, i dati ISTAT e le ricerche della FNOPI (Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche).L’Italia perde circa 10.000 infermieri l’anno e si colloca tra gli ultimi Paesi OCSE per rapporto infermieri/abitanti (nel 2022 erano 6,5 ogni 1.000, contro una media europea di 9,8, con forti disomogeneità territoriali e numeri bassi in quasi tutte le Regioni del Mezzogiorno, sottoposte ai Piani di rientro, oltre che in Lombardia). Anche il rapporto infermieri/medici in Italia è fermo a 1,5, rispetto alla media OCSE di 2,7.I fattori sono strutturali: gli stipendi degli infermieri italiani sono tra i più bassi sia rispetto al costo della vita che in termini assoluti, il ricambio generazionale è insufficiente e la professione sempre meno attrattiva, specie nei contesti periferici, un fenomeno aggravato dai pensionamenti, dal progressivo aumento delle dimissioni volontarie e da una formazione che non riesce a coprire il fabbisogno.“Sul reclutamento di personale infermieristico e l’avvio di nuovi servizi, nessuna propaganda politica – dichiara Daniela Altariva, Direttrice Assistenziale di AUSL Modena –: siamo impegnati nello sforzo di garantire la stabilità degli organici, tramite la ricerca di personale utilizzando ogni forma contrattuale prevista, e aumentare l’attrattività degli ospedali anche in collaborazione con altri enti del territorio.  L’Ausl non ha posto alcun vincolo di budget sul personale infermieristico e i punti più deboli della rete hanno avuto la massima libertà nelle attività di reclutamento. Tuttavia, la attrattività dei presidi periferici rappresenta un elemento di criticità, in un contesto nazionale in cui la domanda supera l’offerta.Dallo scorso agosto (BUR del 20/08/2025) nella graduatoria di concorso pubblico, alla richiesta di sede lavorativa su Mirandola, su 106 candidati sono stati chiamati ad oggi 70 professionisti e di questi hanno accettato solo 18 infermieri di cui 4 su Mirandola. Complessivamente però nel corso di tutto il 2025 è stato possibile assumere 19 infermieri su Mirandola – prosegue Altariva – di cui 6, a potenziamento degli organici, per l’apertura del reparto semintensiva di Mirandola.Per agevolare il personale nella scelta di questa sede è stato attivato un progetto di sostegno abitativo sul Distretto di Mirandola, col supporto di Comune di Mirandola e Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola. Finora sono state 10 le domande presentate di cui 9 accolte e una in fase di istruttoria.  È stata rafforzata come mai in precedenza la collaborazione con Azienda Ospedaliero – Universitaria e Ospedale di Sassuolo Spa, per favorire il reclutamento e lo spostamento dei professionisti verso altre aree e con i corsi di Laurea in Infermieristica con le Università di Modena, Ferrara, Mantova e Bologna e con gli Ordini Professioni Infermieristiche, per facilitare l’assunzione dei neolaureati”.Questa Direzione non ha mai nascosto la fragilità di alcuni presidi sul territorio provinciale, neppure in termini di criticità delle strutture. Al contrario, ha avviato sopralluoghi puntuali, coinvolgendo il proprio staff sanitario, tecnico e organizzativo e la politica locale per porre in atto le relative necessarie contromisure.Ha predisposto un piano di interventi per riqualificare le principali sedi sanitarie in provincia, del valore di oltre 4 milioni di euro, di cui 1 milione, per la prima volta, da un apposito Fondo manutenzioni cicliche previsto nel bilancio per rendere disponibili ogni anno risorse dedicate alle manutenzioni. È stato risolto consensualmente il contratto manutentivo che aveva generato una catena di in adempienze, così da riprendere una serie di interventi ordinari e straordinari – già visibili – per circa 3 milioni di euro. Sarà infine avviato a breve il Tavolo interdistrettuale per la sanità nord modenese: proprio in questi giorni è stata indirizzata ai Sindaci, per le ultime integrazioni, la bozza di accordo tra i distretti di Carpi e Mirandola per avviare il percorso permanente di discussione sulle funzioni e modalità di integrazione, con l’obiettivo di rendere i problemi risolvibili in modo stabile e duraturo.  Nello specifico della Centrale di Sterilizzazione di Carpi, la questione sollevata fa riferimento a una situazione specifica che si è verificata lunedì 8 dicembre (un problema elettrico occorso a una lavaferri) e che è in via di risoluzione con l’intervento del tecnico del macchinario, già oggi, martedì 9 dicembre. Sono ben note all’Azienda le criticità e tra gli interventi previsti, cui è destinato un milione di euro, sono già stati avviati i lavori di ripristino delle coperture del corpo 6, proprio in corrispondenza della Centrale. Anche la questione relativa alle colonscopie fa riferimento a una situazione puntuale, l’indisponibilità di un professionista che ha costretto al rinvio di 10 appuntamenti, già riprogrammati a stretto giro.“Siamo consapevoli di quanto ci è stato consegnato e stiamo lavorando per riportare questi punti a standard adeguati. – dichiara il DG Ausl Mattia Altini -. Se vogliamo modificare lo stato delle cose nella nostra sanità provinciale occorrono soluzioni strutturali anticipate da una concatenazione di atti preliminari che, appunto, stiamo compiendo celermente. Il problema non è la volontà di investire, ma la difficoltà oggettiva di attrarre professionisti in contesti periferici: welfare, valorizzazione e benessere organizzativo, anche in questo caso, sono azioni propedeutiche fondamentali già avviate, come dovrebbe essere chiaro ad un’organizzazione sindacale. Le inversioni di marcia che tutti auspichiamo su situazioni critiche da tempo richiedono una serie di misure tra loro consequenziali e una prospettiva di medio-lungo periodo. Solo così sarà possibile garantire stabilità e qualità all’assistenza, restituendo attrattività e solidità ai presidi e all’intera rete sanitaria provinciale”. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003188107892.PDF §---§ title§§ Ausl Modena: Carpi e Mirandola azioni vere link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003188607893.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "sassuolo2000.it" del 10 Dec 2025

Notizie Sassuolo - Sassuolo2000 quotidiano online - news oggi sassuolo

pubDate§§ 2025-12-10T08:05:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003188607893.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003188607893.PDF', 'title': 'sassuolo2000.it'} tp:url§§ https://www.sassuolo2000.it/2025/12/10/ausl-modena-carpi-e-mirandola-azioni-vere/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003188607893.PDF tp:ocr§§ Con riferimento alla ricostruzione di una organizzazione sindacale riportata dai media, prima di entrare nel merito della situazione della provincia di Modena, si ritiene doveroso precisare che la carenza di personale infermieristico è una delle principali e più gravi emergenze che attraversano il Servizio Sanitario Nazionale, come confermato da fonti autorevoli quali l’ultimo report GIMBE, i dati ISTAT e le ricerche della FNOPI (Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche).L’Italia perde circa 10.000 infermieri l’anno e si colloca tra gli ultimi Paesi OCSE per rapporto infermieri/abitanti (nel 2022 erano 6,5 ogni 1.000, contro una media europea di 9,8, con forti disomogeneità territoriali e numeri bassi in quasi tutte le Regioni del Mezzogiorno, sottoposte ai Piani di rientro, oltre che in Lombardia). Anche il rapporto infermieri/medici in Italia è fermo a 1,5, rispetto alla media OCSE di 2,7.I fattori sono strutturali: gli stipendi degli infermieri italiani sono tra i più bassi sia rispetto al costo della vita che in termini assoluti, il ricambio generazionale è insufficiente e la professione sempre meno attrattiva, specie nei contesti periferici, un fenomeno aggravato dai pensionamenti, dal progressivo aumento delle dimissioni volontarie e da una formazione che non riesce a coprire il fabbisogno.“Sul reclutamento di personale infermieristico e l’avvio di nuovi servizi, nessuna propaganda politica – dichiara Daniela Altariva, Direttrice Assistenziale di AUSL Modena –: siamo impegnati nello sforzo di garantire la stabilità degli organici, tramite la ricerca di personale utilizzando ogni forma contrattuale prevista, e aumentare l’attrattività degli ospedali anche in collaborazione con altri enti del territorio.  L’Ausl non ha posto alcun vincolo di budget sul personale infermieristico e i punti più deboli della rete hanno avuto la massima libertà nelle attività di reclutamento. Tuttavia, la attrattività dei presidi periferici rappresenta un elemento di criticità, in un contesto nazionale in cui la domanda supera l’offerta.Dallo scorso agosto (BUR del 20/08/2025) nella graduatoria di concorso pubblico, alla richiesta di sede lavorativa su Mirandola, su 106 candidati sono stati chiamati ad oggi 70 professionisti e di questi hanno accettato solo 18 infermieri di cui 4 su Mirandola. Complessivamente però nel corso di tutto il 2025 è stato possibile assumere 19 infermieri su Mirandola – prosegue Altariva – di cui 6, a potenziamento degli organici, per l’apertura del reparto semintensiva di Mirandola.Per agevolare il personale nella scelta di questa sede è stato attivato un progetto di sostegno abitativo sul Distretto di Mirandola, col supporto di Comune di Mirandola e Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola. Finora sono state 10 le domande presentate di cui 9 accolte e una in fase di istruttoria.  È stata rafforzata come mai in precedenza la collaborazione con Azienda Ospedaliero – Universitaria e Ospedale di Sassuolo Spa, per favorire il reclutamento e lo spostamento dei professionisti verso altre aree e con i corsi di Laurea in Infermieristica con le Università di Modena, Ferrara, Mantova e Bologna e con gli Ordini Professioni Infermieristiche, per facilitare l’assunzione dei neolaureati”.Questa Direzione non ha mai nascosto la fragilità di alcuni presidi sul territorio provinciale, neppure in termini di criticità delle strutture. Al contrario, ha avviato sopralluoghi puntuali, coinvolgendo il proprio staff sanitario, tecnico e organizzativo e la politica locale per porre in atto le relative necessarie contromisure.Ha predisposto un piano di interventi per riqualificare le principali sedi sanitarie in provincia, del valore di oltre 4 milioni di euro, di cui 1 milione, per la prima volta, da un apposito Fondo manutenzioni cicliche previsto nel bilancio per rendere disponibili ogni anno risorse dedicate alle manutenzioni. È stato risolto consensualmente il contratto manutentivo che aveva generato una catena di in adempienze, così da riprendere una serie di interventi ordinari e straordinari – già visibili – per circa 3 milioni di euro. Sarà infine avviato a breve il Tavolo interdistrettuale per la sanità nord modenese: proprio in questi giorni è stata indirizzata ai Sindaci, per le ultime integrazioni, la bozza di accordo tra i distretti di Carpi e Mirandola per avviare il percorso permanente di discussione sulle funzioni e modalità di integrazione, con l’obiettivo di rendere i problemi risolvibili in modo stabile e duraturo.  Nello specifico della Centrale di Sterilizzazione di Carpi, la questione sollevata fa riferimento a una situazione specifica che si è verificata lunedì 8 dicembre (un problema elettrico occorso a una lavaferri) e che è in via di risoluzione con l’intervento del tecnico del macchinario, già oggi, martedì 9 dicembre. Sono ben note all’Azienda le criticità e tra gli interventi previsti, cui è destinato un milione di euro, sono già stati avviati i lavori di ripristino delle coperture del corpo 6, proprio in corrispondenza della Centrale. Anche la questione relativa alle colonscopie fa riferimento a una situazione puntuale, l’indisponibilità di un professionista che ha costretto al rinvio di 10 appuntamenti, già riprogrammati a stretto giro.“Siamo consapevoli di quanto ci è stato consegnato e stiamo lavorando per riportare questi punti a standard adeguati. – dichiara il DG Ausl Mattia Altini -. Se vogliamo modificare lo stato delle cose nella nostra sanità provinciale occorrono soluzioni strutturali anticipate da una concatenazione di atti preliminari che, appunto, stiamo compiendo celermente. Il problema non è la volontà di investire, ma la difficoltà oggettiva di attrarre professionisti in contesti periferici: welfare, valorizzazione e benessere organizzativo, anche in questo caso, sono azioni propedeutiche fondamentali già avviate, come dovrebbe essere chiaro ad un’organizzazione sindacale. Le inversioni di marcia che tutti auspichiamo su situazioni critiche da tempo richiedono una serie di misure tra loro consequenziali e una prospettiva di medio-lungo periodo. Solo così sarà possibile garantire stabilità e qualità all’assistenza, restituendo attrattività e solidità ai presidi e all’intera rete sanitaria provinciale”.   Periodico quotidiano Sassuolo2000.itReg. Trib. di Modena il 30/08/2001al nr. 1599 - ROC 7892Direttore responsabile Fabrizio GherardiEdito da:Linea Radio Multimedia srlP.Iva 02556210363Cap.Soc. 10.329,12 i.v.Reg.Imprese Modena Nr.02556210363Rea Nr.311810phone: 0536 807013redazione@sassuolo2000.itCOPYRIGHTLa riproduzione di articoli, foto e video è vietata con qualsiasi mezzo analogico o  digitale, se non espressamente autorizzata dall’editore con consenso scritto. tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003188607893.PDF §---§ title§§ “Siamo consapevoli di quanto ci è stato consegnato e stiamo lavorando per riportare questi punti a standard adeguati” link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003246507308.PDF description§§

Estratto da pag. 1 di "temponews.it" del 10 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-10T06:27:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003246507308.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003246507308.PDF', 'title': 'temponews.it'} tp:url§§ https://temponews.it/2025/12/10/siamo-consapevoli-di-quanto-ci-e-stato-consegnato-e-stiamo-lavorando-per-riportare-questi-punti-a-standard-adeguati/ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003246507308.PDF tp:ocr§§ Dopo il duro affondo della Cisl Emilia sulla situazione in cui versano i due ospedali di Carpi e Mirandola interviene l’Ausl di Modena con una nota stampa. “Le inversioni di marcia che tutti auspichiamo su situazioni critiche da tempo richiedono una serie di misure tra loro consequenziali e una prospettiva di medio-lungo periodo. Solo così sarà possibile garantire stabilità e qualità all’assistenza, restituendo attrattività e solidità ai presidi e all’intera rete sanitaria provinciale” dichiara il Dg Altini.Dopo il duro affondo della Cisl Emilia sulla situazione in cui versano i due ospedali di Carpi e Mirandola interviene l’Ausl di Modena con una nota stampa: “Prima di entrare nel merito della situazione – si legge –  si ritiene doveroso precisare che la carenza di personale infermieristico è una delle principali e più gravi emergenze che attraversano il Servizio Sanitario Nazionale, come confermato da fonti autorevoli quali l’ultimo report GIMBE, i dati ISTAT e le ricerche della FNOPI (Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche). L’Italia perde circa 10.000 infermieri l’anno e si colloca tra gli ultimi Paesi OCSE per rapporto infermieri/abitanti (nel 2022 erano 6,5 ogni 1.000, contro una media europea di 9,8, con forti disomogeneità territoriali e numeri bassi in quasi tutte le Regioni del Mezzogiorno, sottoposte ai Piani di rientro, oltre che in Lombardia). Anche il rapporto infermieri/medici in Italia è fermo a 1,5, rispetto alla media OCSE di 2,7.I fattori sono strutturali: gli stipendi degli infermieri italiani sono tra i più bassi sia rispetto al costo della vita che in termini assoluti, iI ricambio generazionale è insufficiente e la professione sempre meno attrattiva, specie nei contesti periferici, un fenomeno aggravato dai pensionamenti, dal progressivo aumento delle dimissioni volontarie e da una formazione che non riesce a coprire il fabbisogno.“Sul reclutamento di personale infermieristico e l’avvio di nuovi servizi, nessuna propaganda politica – dichiara Daniela Altariva, Direttrice Assistenziale di Ausl Modena -: siamo impegnati nello sforzo di garantire la stabilità degli organici, tramite la ricerca di personale utilizzando ogni forma contrattuale prevista, e aumentare l’attrattività degli ospedali anche in collaborazione con altri enti del territorio.L’Ausl non ha posto alcun vincolo di budget sul personale infermieristico e i punti più deboli della rete hanno avuto la massima libertà nelle attività di reclutamento. Tuttavia, la attrattività dei presidi periferici rappresenta un elemento di criticità, in un contesto nazionale in cui la domanda supera l’offerta.Dallo scorso agosto (BUR del 20/08/2025) nella graduatoria di concorso pubblico, alla richiesta di sede lavorativa su Mirandola, su 106 candidati sono stati chiamati ad oggi 70 professionisti e di questi hanno accettato solo 18 infermieri di cui 4 su Mirandola. Complessivamente però nel corso di tutto il 2025 è stato possibile assumere 19 infermieri su Mirandola – prosegue Altariva – di cui 6, a potenziamento degli organici, per l’apertura del reparto semintensiva di Mirandola.Per agevolare il personale nella scelta di questa sede è stato attivato un progetto di sostegno abitativo sul Distretto di Mirandola, col supporto di Comune di Mirandola e Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola. Finora sono state 10 le domande presentate di cui 9 accolte e una in fase di istruttoria.È stata rafforzata come mai in precedenza la collaborazione con Azienda Ospedaliero – Universitaria e Ospedale di Sassuolo Spa, per favorire il reclutamento e lo spostamento dei professionisti verso altre aree e con i corsi di Laurea in Infermieristica con le Università di Modena, Ferrara, Mantova e Bologna e con gli Ordini Professioni Infermieristiche, per facilitare l’assunzione dei neolaureati”.Questa Direzione – prosegue la mota – non ha mai nascosto la fragilità di alcuni presidi sul territorio provinciale, neppure in termini di criticità delle strutture. Al contrario, ha avviato sopralluoghi puntuali, coinvolgendo il proprio staff sanitario, tecnico e organizzativo e la politica locale per porre in atto le relative necessarie contromisure.Ha predisposto un piano di interventi per riqualificare le principali sedi sanitarie in provincia, del valore di oltre 4 milioni di euro, di cui 1 milione, per la prima volta, da un apposito Fondo manutenzioni cicliche previsto nel bilancio per rendere disponibili ogni anno risorse dedicate alle manutenzioni. È stato risolto consensualmente il contratto manutentivo che aveva generato una catena di inadempienze, così da riprendere una serie di interventi ordinari e straordinari – già visibili – per circa 3 milioni di euro. Sarà infine avviato a breve il Tavolo interdistrettuale per la sanità nord modenese: proprio in questi giorni è stata indirizzata ai Sindaci, per le ultime integrazioni, la bozza di accordo tra i distretti di Carpi e Mirandola per avviare il percorso permanente di discussione sulle funzioni e modalità di integrazione, con l’obiettivo di rendere i problemi risolvibili in modo stabile e duraturo.Nello specifico della Centrale di Sterilizzazione di Carpi, la questione sollevata fa riferimento a una situazione specifica che si è verificata lunedì 8 dicembre (un problema elettrico occorso a una lavaferri) e che è in via di risoluzione con l’intervento del tecnico del macchinario martedì 9 dicembre. Sono ben note all’Azienda le criticità e tra gli interventi previsti, cui è destinato 1 milione di euro, sono già stati avviati i lavori di ripristino delle coperture del corpo 6, proprio in corrispondenza della Centrale. Anche la questione relativa alle colonscopie fa riferimento a una situazione puntuale, l’indisponibilità di un professionista che ha costretto al rinvio di 10 appuntamenti, già riprogrammati a stretto giro.“Siamo consapevoli di quanto ci è stato consegnato e stiamo lavorando per riportare questi punti a standard adeguati. – dichiara il Direttore Generale Ausl Mattia Altini -. Se vogliamo modificare lo stato delle cose nella nostra sanità provinciale occorrono soluzioni strutturali anticipate da una concatenazione di atti preliminari che, appunto, stiamo compiendo celermente. Il problema non è la volontà di investire, ma la difficoltà oggettiva di attrarre professionisti in contesti periferici: welfare, valorizzazione e benessere organizzativo, anche in questo caso, sono azioni propedeutiche fondamentali già avviate, come dovrebbe essere chiaro ad un’organizzazione sindacale. Le inversioni di marcia che tutti auspichiamo su situazioni critiche da tempo richiedono una serie di misure tra loro consequenziali e una prospettiva di medio-lungo periodo. Solo così sarà possibile garantire stabilità e qualità all’assistenza, restituendo attrattività e solidità ai presidi e all’intera rete sanitaria provinciale”.REDAZIONE e AMMINISTRAZIONEVia Nuova Ponente, 28 CARPI Tel. 059642877 - Fax 059642110RADIO BRUNO SOC. COOPRegistrazione al Tribunale di Modena N. 1468 del 9 aprile 1999. Via Nuova Ponente, 28 CARPI (MO) - Tel. 059642877 - Fax 059642110 - Concessionaria Pubblicità - Multiradio srl 059698555 P.IVA 00754450369Pubblicità tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/10/2025121003246507308.PDF §---§