title§§ Digitalizzazione e più infermieri per "curare" il sistema sanitario link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403134206203.PDF description§§

Estratto da pag. 9 di "AVVENIRE" del 04 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-04T04:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403134206203.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403134206203.PDF', 'title': 'AVVENIRE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403134206203.PDF tp:ocr§§ Digitalizzazione e più infermieri per “curare” il sistema sanitario I rapporti sulle condizioni e le prospettive dell’assistenza sanitaria in Italia sono molteplici. In tutti è evidente che l’invecchiamento della popolazione (allungamento della vita e drastico calo delle nascite) pone sfide inedite: su tutte la difficoltà a destinare alla sanità risorse pari all’aumento della domanda di prestazioni. Il 26° rapporto dell’Osservatorio sulle aziende e sul sistema sanitario italiano (Oasi 2025) – presentato ieri dal Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale (Cergas) dell’Università Bocconi di Milano – cerca di dare qualche suggerimento per rendere “sostenibile” l’universalismo proclamato e difeso (a parole) da tutti del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Non basta, secondo il rapporto Oasi, limitarsi a rincorrere la domanda espressa ma bisogna governarla, per garantire equità e sostenibilità. Eliminando le risposte che illudono che basterebbe immettere maggiori risorse, migliorare l’efficienza e ridurre le liste d’attesa per riportare “in carreggiata” il Ssn che sbanda. «Bisogna certo mettere in equilibrio i conti economici – chiosa Alberto Ricci, docente del Cergas e coordinatore del rapporto Oasi – ma per migliorare l’efficienza bisogna avere il coraggio di far qualche scelta necessaria, anche se impopolare a livello politico, ma anche tecnico (comunità locali, ordini professionali, sindacati)». Cergas sostiene che con risorse limitate (non va dimenticato il carico delle pensioni, che nel 2022 assorbivano 247 dei 559 miliardi complessivi dedicati al welfare, a fronte dei 132 miliardi destinati al Ssn), bisogni crescenti (il 61% della spesa sanitaria pubblica nel 2024 si concentrava negli over60, quota in crescita con l’invecchiamento della popolazione) e domanda non governata, diventa sempre più illusorio promettere un universalismo (tutto a tutti) smentito dai fatti. Occorre quindi «scegliere le priorità», vale a dire «definire chi viene prima, con quali servizi e con quale intensità assistenziale non significa ridurre l’universalismo, ma proteggerlo – puntualizza Francesco Longo, responsabile scientifico del rapporto Oasi –. È l’unica strada per generare valore, ridurre le disuguaglianze e progettare un Ssn capace di affrontare le sfide dei prossimi decenni». I segnali che secondo Oasi indicano che il Ssn fatica a definire priorità di intervento sono quattro: solo il 60% delle prescrizioni vengono erogate dal sistema sanitario pubblico; la non autosufficienza cresce più dei sistemi dedicati a sostenerla (Residenze sanitarie assistenziali, Assistenza domiciliare integrata); le disuguaglianze territoriali restano profonde (aspettativa di vita e buona salute); l’utilizzo degli stessi servizi sanitari varia in modo (razionalmente) ingiustificato tra le diverse Regioni. I suggerimenti per interventi immediati lanciati da Cergas Bocconi comprendono: impegnarsi a rendere più attrattiva la professione infermieristica (non solo c’è già grande carenza di questi professionisti, ma nel 2025 le domande per accedere al corso di laurea sono state coperte solo all’84%); rendere più remunerative le tariffe dei rimborsi per i privati accreditati delle prestazioni comprese nei Lea; migliorare il sistema degli appalti (farmaci e servizi acquistati all’esterno pesano per il 32% della spesa sanitaria); migliorare la digitalizzazione delle prestazioni sanitarie in capo ai medici di medicina generale (Mmg), anche in relazione al gran numero di ambulatori (9mila) e Case della comunità (2.400) previsti, che rischiano di aumentare la frammentazione. «La vera prossimità non è solo vicinanza fisica – sostiene il rapporto Oasi – significa continuità, multicanalità e un interlocutore stabile, capace di rispondere lungo tutto il percorso assistenziale». La prossimità peraltro è un tema delicato nell’assistenza sanitaria, perché il rapporto con il paziente da parte del medico (ma anche dell’infermiere e dell’operatore sanitario in genere) non può prescindere – pena il rischio di disumanizzare la cura – da un ve ro e proprio contatto fisico. «Il lato umano dell’assistenza va salvaguardato – ammette Ricci – però alcune attività, non certo la prima visita, ma prescrizioni ricorrenti, certificazioni, revisione piani terapeutici, possono essere digitalizzate o svolte da remoto». Infine il rapporto Oasi auspica una maggiore assunzione di responsabilità da parte dei manager del Ssn, i quali accanto all’agenda visibile (bilanci in pareggio, tempi d’attesa, volumi delle prestazioni) ne hanno una interna e strategica: possono incidere su riorganizzazione e ridistribuzione delle risorse, digitalizzazione, riduzione di variabilità ingiustificate, rafforzamento della presa in carico con migliore continuità assistenziale e orientamento delle risorse verso i pazienti più bisognosi, soprattutto cronici e fragili. «I manager possono e devono – sostiene Ricci – utilizzare tutte le finestre di opportunità per esercitare una responsabilità più profonda: interpretare i compromessi che la politica non esplicita, decidere quali servizi potenziare per primi, governare la domanda oltre che l’offerta e costruire reti professionali capaci di sostenere innovazioni che non dipendono dalle scadenze del ciclo politico». ---End text--- Author: ENRICO NEGROTTI Heading: Highlight: SALUTE Il rapporto Oasi: solo il 60% delle prestazioni è erogato dal pubblico. I consigli? Migliorare gli appalti e rendere più remunerativi i rimborsi per i privati convenzionati Ricci: «Servono scelte coraggiose» Image:Milano, Ospedale Policlinico, generiche di lavoro di infermieri e dottori -tit_org- Digitalizzazione e più infermieri per “curare” il sistema sanitario -sec_org- tp:writer§§ ENRICO NEGROTTI guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403134206203.PDF §---§ title§§ La commissione Infanzia: «Più fondi per la salute mentale» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403133806199.PDF description§§

Estratto da pag. 23 di "CORRIERE DELLA SERA" del 04 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-04T04:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403133806199.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403133806199.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403133806199.PDF tp:ocr§§ La commissione Infanzia: «Più fondi per la salute mentale» In Parlamento L a Commissione Infanzia, con la terza indagine conoscitiva della legislatura, presenta al governo e a tutto il Parlamento i suoi suggerimenti per tutelare al meglio i più giovani: in particolare, la commissione considera priorità l’aumento della spesa sanitaria per attività residenziale, semi residenziale, ambulatoriale o domiciliare a tutela della salute mentale; l’aumento del numero di posti letto per ricovero ordinario in neuropsichiatria infantile e adolescenziale, il potenziamento del Sistema informativo della salute mentale per includere il monitoraggio dei disturbi in età evolutiva. «È la terza indagine conoscitiva che completiamo in questa legislatura, su un argomento particolarmente delicato, con puntuali raccomandazioni al governo e al Parlamento per la tutela, con prevenzione e cura, della salute mentale dei più giovani», commenta la presidente della commissione Infanzia e adolescenza, Michela Vittoria Brambilla. Il focus dell’indagine è su «depressione, autolesionismo, disordine alimentare fino anche alla forma più grave, il suicidio». Brambilla ringrazia i commissari che hanno contribuito, a cominciare dalla senatrice Simona Malpezzi, relatrice, insieme alle colleghe Maria Cristina Cantù, Daniela Ternullo, Giusy Versace, i deputati Fabrizio Rossi e Patty L’Abbate. ---End text--- Author: Redazione Heading: In Parlamento Highlight: Image: -tit_org- La commissione Infanzia: «Più fondi per la salute mentale» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403133806199.PDF §---§ title§§ Sanità, l'equilibrio dell'Emilia. Lazio fanalino di coda link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403133606201.PDF description§§

Estratto da pag. 35 di "CORRIERE DELLA SERA" del 04 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-04T04:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403133606201.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403133606201.PDF', 'title': 'CORRIERE DELLA SERA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403133606201.PDF tp:ocr§§ Sanità, l’equilibrio dell’Emilia. Lazio fanalino di coda L’indicecalcolatodalcentroRepdiFondazioneetica.Caporossi:inItaliasistemaframmentato Come si fa a migliorare la sanità pubblica se non sappiamo prima quale è il suo stesso “stato di salute”? Difficile anche capirlo considerando che in Italia ci sono venti sistemi sanitari differenti, organizzati in modo disomogeneo, nomi diversi e strutture che cambiano Regione per Regione e spesso a ogni legislatura. «La prima confusione è istituzionale. Così diventa complicato capire e confrontare», spiega Paola Caporossi, co-fondatrice insieme a Gregorio Gitti di Fondazione Etica e responsabile del Centro di Ricerca Rep che ha cercato di fare chiarezza sul tema. La frammentazione non è solo politica e organizzativa: è anche linguistica. «Non si capisce nemmeno come si chiami la propria azienda sanitaria: una Regione usa Asl, un’altra Usl, un’altra ancora Ausl». E non è solo una questione di sigle. Ci sono le aziende ospedaliere autonome e gli ospedali a gestione diretta sotto le Asl mentre in Lombardia, ci sono le Asst e Ats, un sistema unico in Italia difficilmente comparabile con quello delle altre Regioni. «Di fatto, la Lombardia è un sistema a sé». Questa frammentazione rende complessa perfino la raccolta dei dati. La confusione istituzionale si traduce anche in una confusione nei numeri. Il nuovo portale nazionale sulle liste d’attesa, lanciato dal ministero della Salute, aggrega i dati comunicati dalle Regioni. «Le persone non sono interessate ad avere una media nazionale ma un dato che riguardi la situazione della propria Regione, nel proprio ospedale, nella sua Asl. Le liste d’attesa, inoltre, non sono tutte uguali: urgenti, brevi, differibili, ordinarie. Non possono essere comparati dati differenti». Il Centro Rep ha analizzato i bilanci delle 47 aziende ospedaliere italiane attraverso l’indicatore di Equilibrio economico sanitario. Considerando l’erogazione di servizi per la salute dei cittadini come la missione delle Aziende ospedaliere, il valore ottimale deve essere intorno allo zero. «Un utile troppo alto non è un successo. Significa, anzi, che non sono stati fatti sufficienti investimenti nei servizi sanitari». Le Marche, con un’unica azienda ospedaliera e un valore medio positivo del 2,68%, ha gli utili maggiori. Segue la Campania (+2,45%) che però di aziende ospedaliere ne ha nove con fortissime differenze: da quelle vicino allo zero ad altre che sfiorano il 4%. L’equilibrio lo troviamo in Emilia-Romagna (+0,17%). Lazio è invece fanalino di coda: tutte e quattro le sue aziende ospedaliere sono in profondo disavanzo (dal –24% al –39%) ma con poli enormi, attrattori di prestazioni da tutta Italia. Ultimo nodo della questione è anche l’aggiornamento dei dati: «come si possono fare politiche basandosi su dati che risalgono al 2022?» conclude Caporossi, affermando che per capire il problema di un sistema sarebbe meglio disaggregare i dati nazionali e creare un’organizzazione sanitaria più omogenea tra enti. Emily Capozucca © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Emily Capozucca Heading: Highlight: La metodologia L’indicatore è basato sull’analisi dei bilanci di 47 aziende ospedaliere Image: -tit_org- Sanità, l’equilibrio dell’Emilia. Lazio fanalino di coda -sec_org- tp:writer§§ Emily Capozucca guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403133606201.PDF §---§ title§§ Sanità digitale, meta degli italiani Usa il fascicolo elettronico link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403133706202.PDF description§§

Estratto da pag. 27 di "ITALIA OGGI" del 04 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-04T04:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403133706202.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403133706202.PDF', 'title': 'ITALIA OGGI'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403133706202.PDF tp:ocr§§ SANITÀ DIGITALE, METÀ DEGLI ITALIANI USA IL FASCICOLO ELETTRONICO Servizio sanitario nazionale, pazienti e medici stanno prendendo sempre più confidenza con le nuove tecnologie e strumenti messi a disposizione dalla digitalizzazione. Il Fascicolo Sanitario Nazionale è ormai entrato nella quotidianità di gran parte degli italiani, uno su due lo utilizza per consultare referti o prenotare visite. Tra le priorità emerse dall’Outlook Salute Italia di Deloitte c’è quella di garantire l'equità di accesso alle cure e modernizzare le infrastrutture sanitarie grazie alle nuove tecnologie digitali. Dal report emerge, però, anche quanto sia ancor più importante porre attenzione ad aspetti critici, in particolare alla percentuale di persone che rinuncia a cure mediche: circa un terzo degli intervistati, con una maggiore incidenza tra le fasce a minore reddito. Gli italiani si stanno avvicinando e adattando agli strumenti digitali anche per quanto riguarda la sanità. Come spiega Luca Achilli, Partner di Deloitte Italia e Health and Human Services Sector Leader è essenziale però «adottare un approccio culturale e organizzativo che favorisca consapevolezza e competenze, al fine di gestire efficacemente i processi e le soluzioni introdotte dalla digitalizzazione». È in corso un aumento di chi dichiara di aver prenotato una prestazione sanitaria online (58%, +4%), di aver condiviso referti digitalmente (48%, +3%), aver ricevuto un referto tramite un canale digitale (59%, +1%) o utilizzato canali digitali per informarsi o scegliere un professionista o una struttura sanitaria a cui rivolgersi (39%, +1%). Dal 2017, quando il Fascicolo sanitario elettronico è stato reso obbligatorio per tutte le regioni, questo strumento è ormai conosciuto da una buona parte della popolazione, in Lombardia ad esempio si arriva anche al 90% dei residenti. Per quanto riguarda l’utilizzo nella quotidianità, il 49% degli intervistati lo ha usato nell'ultimo anno; di solito per consultare referti e ricette (87%), prenotare visite o altre prestazioni (44%) e accedere a servizi di tipo amministrativo come il cambio del medico di medicina generale (28%). Maria Mantero ______© Riproduzione riservata _____ n ---End text--- Author: Maria Mantero Heading: Highlight: Image: -tit_org- Sanità digitale, meta degli italiani Usa il fascicolo elettronico -sec_org- tp:writer§§ Maria Mantero guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403133706202.PDF §---§ title§§ Aspiranti medici, primo esame flop Solo il 15% supera il test di fisica e per chimica non si va oltre il 25% link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403134306204.PDF description§§

Estratto da pag. 11 di "MESSAGGERO" del 04 Dec 2025

pubDate§§ 2025-12-04T04:35:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403134306204.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403134306204.PDF', 'title': 'MESSAGGERO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403134306204.PDF tp:ocr§§ Aspiranti medici, primo esame flop Solo il 15% supera il test di fisica e per chimica non si va oltre il 25% IL CASO ROMA I test erano già in giro dal mattino. Screenshot, messaggini, gruppi Telegram. Eppure nemmeno l’arte antica del copiare è riuscita nel miracolo: il primo appello del semestre filtro di Medicina è stato una falciata. I risultati pubblicati oggi su Universitaly raccontano una storia poco confortante per gli aspiranti camici bianchi: i promossi sono pochi. Nei corridoi universitari e nelle chat degli studenti circolano dati ancora ufficiosi ma concordanti: in Chimica e Biochimica i sufficienti si fermano attorno al 25 per cento. Uno su quattro. In Fisica va persino peggio, con una percentuale che precipita verso il 15 per cento. Tradotto: su cento studenti, ottantacinque dovranno rimettersi sui libri o cambiare strada. E questo nonostante le “fughe di notizie”, i quiz anticipati, le domande memorizzate alla meglio e riportate in aula. La prova non ha fatto sconti. GLI APPELLI Gli esami del primo appello si sono svolti il 20 novembre: tre prove consecutive, una per materia, 45 minuti ciascuna, 31 domande per test. Per superare ogni esame occorre ottenere almeno 18 punti su 30. Gli studenti hanno 48 ore di tempo dalla pubblicazione per decidere se accettare il risultato o ripresentarsi al secondo appello, fissato per il 10 dicembre. Le iscrizioni sono aperte fino al 6 dicembre, mentre i risultati verranno pubblicati entro il 23. Il test è figlio della riforma voluta dal governo Meloni e dalla ministra dell’Università Anna Maria Bernini, che ha abolito il numero chiuso sostituendolo con il semestre filtro. Tre mesi di lezioni obbligatorie e poi lo spartiacque: andare avanti o fermarsi. Nel Sud Italia i numeri sono ancora più bassi. A Bari, per esempio, su oltre 2.500 candidati, secondo le prime stime, avrebbe superato il primo scoglio circa il 15 per cento. E la materia più temuta si conferma la stessa ovunque: Fisica. Con i dati oggi disponibili, solo un candidato su quattro potrebbe accedere alla graduatoria nazionale, che sarà pubblicata il 12 gennaio 2026. Dal 13 scatteranno le immatricolazioni, da completare entro il 16 gennaio, senza proroghe. Laura Pace ---End text--- Author: Laura Pace Heading: Highlight: GLI STUDENTI AVRANNO 48 ORE DI TEMPO PER ACCETTARE O RIFIUTARE IL VOTO, IL SECONDO APPELLO È FISSATO PER IL 10 DICEMBRE Image: -tit_org- Aspiranti medici, primo esame flop Solo il 15% supera il test di fisica e per chimica non si va oltre il 25% -sec_org- tp:writer§§ Laura Pace guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403134306204.PDF §---§ title§§ Corruzione nella Sanità Totò Cuffaro ai domiciliari Arresti pure per due manager Nessuna misura per Romano link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403133906200.PDF description§§

Estratto da pag. 6 di "TEMPO" del 04 Dec 2025

La decisione del gip dopo gli interrogatori L'indagine riguarda nomine e appalti Diciotto i nomi sul registro degli indagati

pubDate§§ 2025-12-04T04:34:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403133906200.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403133906200.PDF', 'title': 'TEMPO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403133906200.PDF tp:ocr§§ L’INCHIESTA DI PALERMO Corruzione nella Sanità Totò Cuffaro ai domiciliari Arresti pure per due manager Nessuna misura per Romano La decisione del gip dopo gli interrogatori L’indagine riguarda nomine e appalti Diciotto i nomi sul registro degli indagati ••• Arresti domiciliari per l'ex presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro, l'ex direttore generale dell'azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello di Palermo, Roberto Colletti e l'attuale direttore del Trauma center di Villa Sofia, Antonio Iacono. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Vito Raso, storico collaboratore di Cuffaro, Marco Dammone, funzionario commerciale della Dussmann, e Mauro Marchese, rappresentante legale della stessa azienda. Per gli ultimi due è scattata anche l'interdittiva di un anno. Queste alcune delle decisioni prese dalla gip del tribunale di Palermo, Carmen Salustro rispetto all'inchiesta per corruzione che ha coinvolto Cuffaro e altre 17 persone. L'ordinanza è stata emessa dopo gli interrogatori preventivi di metà novembre, come prevedono le nuove norme sulle misure cautelari. Le misure sono state eseguite dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Palermo. Respinta la richiesta di arresto per il coordinatore nazionale di Noi moderati Saverio Romano, che resta indagato a piede libero. No agli arresti domiciliari anche per altri dieci indagati: il capogruppo della Dc all'Assemblea regionale siciliana Carmelo Pace, il direttore generale dell'Asp di Siracusa (autosospeso) Alessandro Caltagirone, il direttore generale del Consorzio di bonifica Sicilia occidentale Giovanni Tomasino, Antonio Abbonato, Ferdinando Aiello, Paolo Bordonaro, Giuseppa Di Mauro, Sergio Mazzola, Paolo Emilio Russo e Alessandro Vetro. L'inchiesta della procura guidata da Maurizio de Lucia riguarda le ingerenze nelle scelte dei dirigenti e dei funzionari regionali, oltre a presunti accordi corruttivi stipulati nell'ambito di gare e concorsi pubblici nella sanità siciliana. G.D.C. ---End text--- Author: G.D.C. Heading: Highlight: Image: -tit_org- Corruzione nella Sanità Totò Cuffaro ai domiciliari Arresti pure per due manager Nessuna misura per Romano -sec_org- tp:writer§§ g.d.c. guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/12/04/2025120403133906200.PDF §---§