title§§ Sanità, boom della spesa privata e crollo del pubblico. E 5,8 milioni di italiani rinunciano alle cure
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Estratto da pag. 1 di "caltanissetta401.it" del 28 Nov 2025
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tp:ocr§§ ByRedazione60 Views 6 Min ReadShareSHARELa spesa privata sale a 41,3 miliardi, il pubblico arretra, il privato puro esplode: il nuovo rapporto Gimbe fotografa una Sanità in declinoContentsIl sorpasso del “privato puro”L’avanzata silenziosa dei terzi pagantiSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione. L’ultima analisi della Fondazione Gimbe conferma un Paese che sta trasformando il proprio servizio sanitario senza alcuna decisione politica dichiarata. Nel 2024 la spesa out-of-pocket arriva a 41,3 miliardi di euro, pari al 22,3% della spesa sanitaria totale. È un livello che da dodici anni supera stabilmente la soglia del 15% indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità, oltre la quale aumentano i rischi di impoverimento e di esclusione dalle cure.Il dato più amaro riguarda le rinunce alle cure, che nel 2024 salgono a 5,8 milioni di persone: quasi due milioni in più rispetto al 2022. In parallelo, l’Istat conta oltre cinque milioni di persone in povertà assoluta, quasi nove milioni in povertà relativa. È un quadro che incrocia alla perfezione l’aumento delle prestazioni saltate per motivi economici. «L’impoverimento delle famiglie limita perfino il ricorso al privato», osserva Nino Cartabellotta, descrivendo una privatizzazione che procede in silenzio perché non dichiarata.Secondo l’analisi, quasi il 40% della spesa sanitaria privata è a basso valore clinico: check-up inutili, prestazioni indotte dal consumismo sanitario, prodotti non essenziali. In altre parole, chi può permetterselo continua a comprare salute anche quando non servirebbe, mentre chi non può rinuncia persino alle prestazioni necessarie.Il sorpasso del “privato puro”La trasformazione è netta nella crescita del privato non convenzionato, le strutture che erogano prestazioni totalmente a pagamento. Tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie verso questo settore è aumentata del 137%, passando da 3,05 a 7,23 miliardi, con una crescita media di 600 milioni l’anno. Il privato accreditato, nello stesso periodo, sale solo del 45%. Il divario, che nel 2016 era di 2,2 miliardi, oggi si è quasi azzerato: chi può pagare esce dal perimetro del SSN perché non trova risposte né nel pubblico né nel convenzionato.A livello territoriale la mappa è diseguale: il Lazio è la regione che destina più risorse al privato convenzionato (29,3%), seguita da Molise e Lombardia. Le quote più basse si registrano in Valle d’Aosta, Bolzano e Friuli Venezia Giulia. Sopra la media nazionale si collocano anche Sicilia, Campania e Puglia. Le regioni in Piano di rientro toccano una media del 23,9%, segno che i bilanci più fragili si reggono su un ricorso più intenso al privato.Molti di questi processi, sottolinea Gimbe, non derivano da scelte politiche pianificate, ma dall’incrocio di risorse insufficienti, tariffe ferme, tetti di spesa alzati a colpi di urgenze e convenzioni rinegoziate senza una strategia complessiva.L’avanzata silenziosa dei terzi pagantiA completare il quadro c’è l’aumento dei terzi paganti – fondi sanitari, casse mutue, assicurazioni, welfare aziendale – che nel 2024 raggiungono 6,36 miliardi di spesa, oltre due miliardi in più rispetto al triennio pre-pandemico. Le generose defiscalizzazioni che li fav
oriscono creano un effetto paradossale: risorse pubbliche che finiscono per sostenere profitti privati, trasformando questi strumenti in un canale di privatizzazione indiretta.Nell’analisi Gimbe le forme della privatizzazione sanitaria sono due: da un lato la privatizzazione della spesa, con più pagamenti diretti e intermediati; dall’altro la privatizzazione della produzione, con un aumento delle strutture private che erogano prestazioni essenziali. Entrambi i fenomeni avanzano rapidamente in un contesto di definanziamento cronico del Servizio sanitario nazionale.Da Arezzo, Gimbe indica alcune condizioni minime: un rilancio stabile del finanziamento pubblico, un paniere realistico di Livelli essenziali di assistenza, un secondo pilastro realmente integrativo e non sostitutivo, un rapporto pubblico-privato regolato da norme trasparenti.Cartabellotta sintetizza così: «Non serve cercare piani occulti: la privatizzazione proporzionale all’indebolimento del SSN è già in atto». Il sistema è ormai di fatto “misto”, senza che nessun governo abbia spiegato ai cittadini le conseguenze. È la sanità che cambia per abbandono, e non per scelta.
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title§§ Il Mondino premiato con il Bollino Rosa per la medicina
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Estratto da pag. 1 di "dietrolanotizia.eu" del 28 Nov 2025
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tp:ocr§§ ByDavide Falco28 Novembre 2025052FacebookTwitterPinterestWhatsAppmondino-paviamondino-paviaIl Mondino premiato con il Bollino Rosa, per l’impegno nella medicina di genereLa cerimonia al Ministero della SaluteUna rete virtuosa di ospedali contraddistinta per l’impegno e l’attenzione alle esigenze di salute femminile e il supporto offerto alle donne nell’identificazione consapevole del luogo di cura più appropriato. Questo è il significato del “Bollino Rosa”, il riconoscimento assegnato al Mondino, durante la cerimonia svoltasi questa mattina presso il Ministero della Salute, dalla Fondazione Onda ETS. In particolare, la Fondazione Mondino IRCCS ha ricevuto il massimo dei voti, con l’assegnazione di 3 Bollini Rosa.Il Bollino Rosa è un riconoscimento biennale che Fondazione Onda ETS, da vent’anni promotrice di un approccio alla salute orientato al genere, attribuisce dal 2007 agli ospedali che offrono servizi di prevenzione, diagnosi e cura, non solo delle specifiche problematiche di salute femminile, ma anche di quelle patologie trasversali a uomini e donne, per cui vengono realizzati percorsi ospedalieri “in ottica di genere”. I 370 ospedali premiati con il “Bollino” acquisiscono un valore distintivo e differenziante nel panorama sanitario nazionale.Dichiara il Direttore Generale della Fondazione Mondino IRCCS, Gianni Bonelli: «Ricevere i 3 Bollini Rosa rappresenta per il Mondino un riconoscimento di grande valore, che premia il lavoro quotidiano dei nostri professionisti e conferma la qualità dei percorsi di cura che dedichiamo alle pazienti e, più in generale, alla salute di tutte le persone. L’approccio di genere non è per noi un elemento accessorio, ma un principio guida che orienta la progettazione dei servizi, la ricerca e la presa in carico clinica. Questo risultato – conclude DG Gianni Bonelli – ci incoraggia a proseguire con ancora maggiore determinazione nel miglioramento continuo dell’offerta assistenziale, rafforzando il nostro impegno verso una medicina sempre più personalizzata, equa e vicina ai bisogni delle persone».Ogni due anni Fondazione Onda ETS apre un Bando a cui gli ospedali possono candidarsi e ricevere da 0 a 3 ‘Bollini’ sulla base di alcuni criteri valutati con un questionario di oltre 500 domande: presenza di specialità cliniche femminili o trasversali uomo-donna che necessitano di un percorso dedicato al femminile, appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici in ottica multidisciplinare, offerta di servizi relativi all’accoglienza, alla degenza e alla violenza sulle donne e sugli operatori. Un Advisory Board, presieduto da Walter Ricciardi, Professore di Igiene e Sanità Pubblica, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma valida l’assegnazione tenendo in considerazione anche elementi qualitativi di particolare rilevanza (servizi e percorsi speciali, iniziative e progetti particolari ecc.).Quest’anno sono stati 145 gli ospedali insigniti con 3 Bollini, 183 con 2 e 42 con un Bollino. Gli ospedali consolidano la propria reputazione e attraverso l’appartenenza al network, hanno la possibilità di partecipare alle iniziative organizzate dalla Fondazione, come gli (H) Open Day, (H) Open Weekend e (H) Open Week, che offrono servizi gratuiti alla popolazione. Il network Bollino Rosa è inoltre uno strumento di orientamento che supporta le donne nella scelta consapevole dell’ospedale per accedere a percorsi di prevenzione, diagnosi e cura in ottica di genere, permette di ottenere informazioni chiare sui servizi offerti dagli ospedali e semplifica la ricerca di servizi tramite il sito dedicato www.bollinirosa.it.Dichiarazioni«Il lavoro fatto in queste 12 edizioni del Bollino Rosa è importante per rinnovare la nostra attenzione nei confronti della salute orientata al genere femminile. Questo ampliamento della rete evidenzia il nostro impegno ventennale e quotidiano: la nostra missione è stimolare gli ospedali nell’adottare un approccio attento alle specifiche esigenze della donna in ogni fascia d’età e incoraggiare altresì le donne ad accedere a quelli che sono i percorsi di prevenzione, di
agnosi e cura che gli ospedali del network offrono – commenta Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda ETS – Crediamo che alimentare la conoscenza e sviluppare consapevolezza siano passi cruciali per tutelare la propria salute e compiere scelte informate per preservarla. Per questa ragione, nel corso degli anni abbiamo organizzato numerose iniziative e progetti pensati per diffondere informazioni e promuovere su tutti i livelli una cultura della salute genere-specifica e soprattutto, rendere la salute delle donne una priorità condivisa e ben supportata».«Quando nel 2007 immaginammo il Bollino Rosa, non avremmo mai previsto il successo che avrebbe avuto. Oggi, grazie all’impegno dei professionisti sanitari, il network conta 370 ospedali che offrono percorsi di cura pensati per le donne. I Bollini Rosa, assegnati ogni due anni, premiano le strutture che garantiscono specialità dedicate, percorsi multidisciplinari gender-oriented, servizi di accoglienza qualificati e supporto alle vittime di violenza. Il nostro obiettivo è chiaro: arrivare a un’Italia in cui ogni ospedale possa vantare almeno un Bollino Rosa, riconoscendo il valore della salute femminile come diritto fondamentale», dichiara Walter Ricciardi.«Il Bollino Rosa è di fatto una certificazione di qualità delle strutture ospedaliere che non fotografa una realtà statica ma uno sforzo collettivo delle Direzioni ma soprattutto degli operatori sanitari di rimodulazione e riorganizzazione dell’offerta in un’ottica di genere per rispondere alle domande sempre più complesse e personalizzate delle persone utenti. Le strutture, che da subito hanno aderito, hanno lavorato per adeguarsi a richieste sempre più complesse da parte di Fondazione Onda ETS creando ed aumentando il numero dei PDTA multidisciplinari e multiprofessionali. Hanno aderito altresì alle settimane della salute e alle giornate nazionali dedicate alle varie patologie. Non meno importante è l’organizzazione del percorso per la violenza di genere nei Pronto soccorso e quello per la riduzione della violenza nei confronti delle operatrici e operatori sanitari. Cambiare la cultura organizzativa e quella degli operatori in modo così diffuso sembrava molto difficile e per questo il risultato ottenuto ci rende orgogliosi di questo straordinario progetto», dichiara Flori Degrassi, Membro Advisory Board Bollino Rosa.«Nel 2022 la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto un valore record di oltre € 5 miliardi: sempre più persone sono costrette a spostarsi per ricevere cure adeguate, affrontando costi economici, psicologici e sociali insostenibili. La migrazione sanitaria non è solo un indicatore di inefficienza, ma una misura delle disuguaglianze d’accesso alle cure. In questo contesto, il Bollino Rosa contribuisce a valorizzare le strutture che investono in qualità e equità, offrendo un riferimento concreto per le pazienti che oggi affrontano la scelta di trasferirsi per curarsi. In un Servizio Sanitario Nazionale che rischia di frammentarsi tra territori, iniziative come questa rappresentano un presidio concreto di prossimità e di diritto alla salute per tutte e tutti», commenta Nino Cartabellotta, Presidente Fondazione GIMBE.Altri articoli di salute su Dietro la Notizia
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title§§ Attenzione alla salute di genere: presentato il Bollino Rosa 2026-2027 - Farmacia News
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Estratto da pag. 1 di "farmacianews.it" del 28 Nov 2025
Si è svolta la cerimonia di presentazione del network di ospedali insigniti del riconoscimento di Fondazione Onda.
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tp:ocr§§ Presso il Ministero della Salute, si è svolta la cerimonia di presentazione del network di ospedali insigniti del riconoscimento di Fondazione OndaIeri, nel corso di una cerimonia al Ministero della Salute, Fondazione Onda ETS ha assegnato il Bollino Rosa per il biennio 2026-2027.Il Bollino è il riconoscimento biennale che Fondazione Onda ETS attribuisce dal 2007 agli ospedali che offrono servizi di prevenzione, diagnosi e cura, non solo delle specifiche problematiche di salute femminile, ma anche di quelle patologie trasversali a uomini e donne, per cui vengono realizzati percorsi ospedalieri in ottica di genere.Ogni due anni Fondazione Onda ETS apre un Bando a cui gli ospedali possono candidarsi e ricevere da 0 a 3 ‘Bollini’ sulla base di alcuni criteri valutati con un questionario di oltre 500 domande:Un Advisory Board, presieduto da Walter Ricciardi, professore di Igiene e Sanità Pubblica, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma valida l’assegnazione tenendo in considerazione anche elementi qualitativi di particolare rilevanza (servizi e percorsi speciali, iniziative e progetti particolari ecc..).«Quando nel 2007 immaginammo il Bollino Rosa, non avremmo mai previsto il successo che avrebbe avuto. Oggi, grazie all’impegno dei professionisti sanitari, il network conta 370 ospedali che offrono percorsi di cura pensati per le donne. I Bollini Rosa, assegnati ogni due anni, premiano le strutture che garantiscono specialità dedicate, percorsi multidisciplinari gender-oriented, servizi di accoglienza qualificati e supporto alle vittime di violenza. Il nostro obiettivo è chiaro: arrivare a un’Italia in cui ogni ospedale possa vantare almeno un Bollino Rosa, riconoscendo il valore della salute femminile come diritto fondamentale», dichiara Ricciardi.Quest’anno sono stati 145 gli ospedali insigniti con 3 Bollini, 183 con 2 e 42 con un Bollino. Tra le 18 specialità cliniche considerate, sono state inserite per la prima volta l’Oftalmologia e la Medicina del Dolore e Disciplina del Dolore ed è stata reinserita la Pediatria.Le strutture premiate consolidano la propria reputazione e attraverso l’appartenenza al network, hanno la possibilità di partecipare alle iniziative organizzate dalla Fondazione, come gli (H) Open Day, (H) Open Weekend e (H) Open Week, che offrono servizi gratuiti alla popolazione.«Il Bollino Rosa è di fatto una certificazione di qualità delle strutture ospedaliere che non fotografa una realtà statica ma uno sforzo collettivo delle Direzioni ma soprattutto degli operatori sanitari di rimodulazione e riorganizzazione dell’offerta in un’ottica di genere per rispondere alle domande sempre più complesse e personalizzate delle persone utenti. Le strutture, che da subito hanno aderito, hanno lavorato per adeguarsi a richieste sempre più complesse da parte di Fondazione Onda ETS creando ed aumentando il numero dei PDTA multidisciplinari e multiprofessionali. Hanno aderito altresì alle settimane della salute e alle giornate nazionali dedicate alle varie patologie. Non meno importante è l’organizzazione del percorso per la violenza di genere nei Pronto soccorso e quello per la riduzione della violenza nei confronti delle operatrici e operatori sanitari. Cambiare la cultura organizzativa e quella degli operatori in modo così diffuso sembrava molto difficile e per questo il risultato ottenuto ci rende orgogliosi di questo straordinario progetto», dichiara Flori Degrassi, Membro Advisory Board Bollino Rosa.«Nel 2022 la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto un valore record di oltre € 5 miliardi: sempre più persone sono costrette a spostarsi per ricevere cure adeguate, affrontando costi economici, psicologici e sociali insostenibili. La migrazione sanitaria non è solo un indicatore di inefficienza, ma una misura delle disuguaglianze d’accesso alle cure. In questo contesto, il Bollino Rosa contribuisce a valorizzare le strutture che investono in qualità e equità, offrendo un riferimento concreto per le pazienti ch
e oggi affrontano la scelta di trasferirsi per curarsi. In un Servizio Sanitario Nazionale che rischia di frammentarsi tra territori, iniziative come questa rappresentano un presidio concreto di prossimità e di diritto alla salute per tutte e tutti», commenta Nino Cartabellotta, presidente Fondazione GIMBE.«Quando la Presidente tantissimi anni fa mi ha sottoposto l’idea del Bollino Rosa a misura di donna, ho aderito convintamente. A onor del vero, a distanza di vent’anni, speravo che gli ospedali ‘bollinati’ avessero un maggior impatto nelle scelte dei cittadini, ma sappiamo che il cambiamento è lungo, lento e difficile da implementare. Quindi, non mi resta che testimoniare il mio pieno supporto, perché con tenacia e determinazione i risultati saranno premianti sia sul versante sanitario che sociosanitario. Dovremo peraltro cercare tutti insieme di far sì che vi sia una maggiore diffusione e consapevolezza dell’elenco delle strutture che hanno ottenuto il riconoscimento, nel solco di una valorizzazione dei processi di qualità e di umanizzazione per la presa in carico dei bisogni soprattutto dei più fragili e non solo in termini di genere. Vorrei rimarcare che tutti noi, compresa la cittadinanza nel suo insieme, dovremmo segnalare non solo le criticità ma anche le positività di un sistema che nonostante tutto è ancora uno dei migliori del mondo, evolvendo il significato di iniziative come quella promossa da Fondazione Onda ETS. Allo scopo, approntando un albo dinamico, con verifiche e monitoraggio approfondito, che dia conto non solo di chi ha ottenuto il bollino ma delle strutture che continuano a meritarlo nel tempo, mantenendone le caratteristiche che lo avevano determinato. Un grazie e un vivo apprezzamento per il lavoro già svolto e che auspico sappiate upgradare nelle direttrici prospettate», afferma Maria Cristina Cantù, vicepresidente Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Senato della Repubblica.Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment.Ogni settimana, per supportare la tua crescita professionale. Unisciti a oltre 35.100 professionisti che già ne fanno parte.
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title§§ Sanità, il privato avanza: Lazio al 29,3%. Calabria sotto la media
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Estratto da pag. 1 di "ilfattodicalabria.it" del 28 Nov 2025
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tp:ocr§§ Nel 2023 la spesa sanitaria dei cittadini raggiunge i 43 miliardiIl Lazio è la prima regione italiana per spesa pubblica destinata al privato convenzionato: nel 2023, ultimo dato disponibile della ragioneria generale dello Stato, la quota di spesa pubblica destinata al privato convenzionato è pari a 29,3 per cento, superiore alla media nazionale del 20,3 per cento e prima fra le regioni italiane. E’ quanto emerge dal rapporto della fondazione Gimbe. Dietro al Lazio c’è il Molise in seconda posizione con il 28,7 per cento e in terza posizione c’è la Lombardia con il 27,2 per cento. Chiudono la classifica, quindi con una maggiore offerta di prestazioni pubbliche, la Valle d’Aosta (7,7 per cento), la provincia autonoma di Bolzano (9,9 per cento) e il Friuli Venezia Giulia (10,8 per cento). Sopra la media italiana, dalla quarta alla sesta posizione ci sono: Sicilia (23,9 per cento), Campania (23,3 per cento), Puglia (22 per cento). Sotto la media italiana ci sono: Calabria (18,9 per cento), Piemonte (17,9 per cento), Veneto (16,7 per cento), Emilia Romagna (16,2 per cento), Basilicata (15,5 per cento), Abruzzo (15,3 per cento), Marche (13,7 per cento), Sardegna (13,2 per cento), provincia autonoma di Trento (12,8 per cento), Liguria (12,1 per cento), Umbria (11,6 per cento), Toscana (11,5 per cento).Nel 2023, ultimo dato disponibile della Ragioneria Generale dello Stato, la quota di spesa pubblica destinata al privato convenzionato supera la media nazionale (20,3%) in 6 Regioni, con valori compresi tra il 22% della Puglia e il 29,3% del Lazio. Nelle restanti 15 Regioni la percentuale oscilla dal 18,9% della Calabria al 7,7% della Valle d’Aosta. Da rilevare che ad utilizzare più risorse per il privato convenzionato sono le Regioni in Piano di rientro, che registrano una quota del 23,9%, rispetto al 18,9% delle Regioni non in Piano di rientro e all’11,7% delle Autonomie speciali, Sicilia esclusa.Su base nazionale i 43 miliardi di spesa sanitaria privata dei cittadini nel 2023 sono stati così suddivisi: 12,1 miliardi alle farmacie, 10,6 miliardi a professionisti sanitari (di cui 5,8 miliardi odontoiatri e 2,6 miliardi ai medici), 7,6 miliardi alle strutture private accreditate e 7,2 miliardi al privato puro, ovvero alle strutture non accreditate, 2,2 miliardi alle strutture pubbliche per libera professione e altro. Secondo l’annuario statistico del ministero della Salute, nel 2023 delle 29.386 strutture sanitarie censite, il 58 per cento (17.042) sono strutture private accreditate e il 42 per cento (12.344) strutture pubbliche. Il privato accreditato prevale ampiamente in varie tipologie di assistenza: residenziale (85,1 per cento), riabilitativa (78,4 per cento), semi-residenziale (72,8 per cento) e, in misura minore, nella specialistica ambulatoriale (59,7 per cento).Per il 2024 la spesa sanitaria a carico dei cittadini ammonta invece a 41,3 miliardi, pari al 22,3 per cento della spesa sanitaria totale, in crescita quindi sul 2023 quando si è assestata al 20,3 per cento. «Non serve cercare un piano occulto di smantellamento del Servizio sanitario nazionale: basta leggere i numeri per capire che la privatizzazione della sanità pubblica è già una triste realtà», commenta il presidente della fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta.
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title§§ Tre Bollini Rosa all’ospedale Sant’Anna di Torino
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Estratto da pag. 1 di "iltorinese.it" del 28 Nov 2025
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tp:ocr§§ Fondazione Onda ETS ha assegnato 3 Bollini Rosa all’ospedale Sant’Anna di Torino. Continua a crescere il circuito degli Ospedali con il Bollino Rosa, premiate 370 realtà nel nostro PaeseIl riconoscimento viene assegnato agli ospedali impegnati, in tutte le regioni italiane, nella promozione della medicina di genere, distinguendosi per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili e non solo.Le schede con le informazioni sui servizi degli ospedali premiati sono consultabili sul sito www.bollinirosa.itFondazione Onda ETS, che da vent’anni promuove un approccio alla salute orientato al genere, ha assegnato 3 Bollini Rosa all’ospedale Sant’Anna della Città della Salute e della Scienza di Torino per il biennio 2026-2027, durante la cerimonia svoltasi presso il Ministero della Salute. Questo è un riconoscimento biennale che Fondazione Onda ETS attribuisce dal 2007 agli ospedali che offrono servizi di prevenzione, diagnosi e cura, non solo delle specifiche problematiche di salute femminile, ma anche di quelle patologie trasversali a uomini e donne, per cui vengono realizzati percorsi ospedalieri ’in ottica di genere’. I 370 ospedali premiati con il ‘Bollino’ acquisiscono un valore distintivo e differenziante nel panorama sanitario nazionale. Questi ospedali fanno parte di una rete virtuosa istituzionalmente riconosciuta, contraddistinta per l’impegno e l’attenzione alle esigenze di salute femminile ed il supporto offerto alle donne nell’identificazione consapevole del luogo di cura più appropriato. Tra le 18 specialità cliniche considerate, quest’anno sono state inserite per la prima volta l’Oftalmologia e la Medicina del Dolore e Disciplina del Dolore ed è stata reinserita la Pediatria.«Il lavoro fatto in queste 12 edizioni del Bollino Rosa è importante per rinnovare la nostra attenzione nei confronti della salute orientata al genere femminile. Questo ampliamento della rete evidenzia il nostro impegno ventennale e quotidiano: la nostra missione è stimolare gli ospedali nell’adottare un approccio attento alle specifiche esigenze della donna in ogni fascia d’età ed incoraggiare altresì le donne ad accedere a quelli che sono i percorsi di prevenzione, diagnosi e cura che gli ospedali del network offrono – commenta Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda ETS – Crediamo che alimentare la conoscenza e sviluppare consapevolezza siano passi cruciali per tutelare la propria salute e compiere scelte informate per preservarla. Per questa ragione, nel corso degli anni abbiamo organizzato numerose iniziative e progetti pensati per diffondere informazioni e promuovere su tutti i livelli una cultura della salute genere-specifica e soprattutto, rendere la salute delle donne una priorità condivisa e ben supportata».Ogni due anni Fondazione Onda ETS apre un Bando a cui gli ospedali possono candidarsi e ricevere da 0 a 3 ‘Bollini’ sulla base di alcuni criteri valutati con un questionario di oltre 500 domande: presenza di specialità cliniche femminili o trasversali uomo-donna che necessitano di un percorso dedicato al femminile, appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici in ottica multidisciplinare, offerta di servizi relativi all’accoglienza, alla degenza ed alla violenza sulle donne e sugli operatori. Un Advisory Board, presieduto da Walter Ricciardi, Professore di Igiene e Sanità Pubblica, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma valida l’assegnazione tenendo in considerazione anche elementi qualitativi di particolare rilevanza (servizi e percorsi speciali, iniziative e progetti particolari ecc..).«Quando nel 2007 immaginammo il Bollino Rosa, non avremmo mai previsto il successo che avrebbe avuto. Oggi, grazie all’impegno dei professionisti sanitari, il network conta 370 ospedali che offrono percorsi di cura pensati per le donne. I Bollini Rosa, assegnati ogni due anni, premiano le strutture che garantiscono specialità dedicate, percorsi multidisciplinari gender-oriented, servizi di accoglienza qualifi
cati e supporto alle vittime di violenza. Il nostro obiettivo è chiaro: arrivare a un’Italia in cui ogni ospedale possa vantare almeno un Bollino Rosa, riconoscendo il valore della salute femminile come diritto fondamentale» dichiara Walter Ricciardi.Quest’anno sono stati 145 gli ospedali insigniti con 3 Bollini, 183 con 2 e 42 con un Bollino. Gli ospedali consolidano la propria reputazione e attraverso l’appartenenza al network, hanno la possibilità di partecipare alle iniziative organizzate dalla Fondazione, come gli (H) Open Day, (H) Open Weekend e (H) Open Week, che offrono servizi gratuiti alla popolazione. Il network Bollino Rosa è inoltre uno strumento di orientamento che supporta le donne nella scelta consapevole dell’ospedale per accedere a percorsi di prevenzione, diagnosi e cura in ottica di genere, permette di ottenere informazioni chiare sui servizi offerti dagli ospedali e semplifica la ricerca di servizi tramite il sito dedicato www.bollinirosa.it.«Il Bollino Rosa è di fatto una certificazione di qualità delle strutture ospedaliere che non fotografa una realtà statica ma uno sforzo collettivo delle Direzioni ma soprattutto degli operatori sanitari di rimodulazione e riorganizzazione dell’offerta in un’ottica di genere per rispondere alle domande sempre più complesse e personalizzate delle persone utenti. Le strutture, che da subito hanno aderito, hanno lavorato per adeguarsi a richieste sempre più complesse da parte di Fondazione Onda ETS creando ed aumentando il numero dei PDTA multidisciplinari e multiprofessionali. Hanno aderito altresì alle settimane della salute e alle giornate nazionali dedicate alle varie patologie. Non meno importante è l’organizzazione del percorso per la violenza di genere nei Pronto soccorso e quello per la riduzione della violenza nei confronti delle operatrici e operatori sanitari. Cambiare la cultura organizzativa e quella degli operatori in modo così diffuso sembrava molto difficile e per questo il risultato ottenuto ci rende orgogliosi di questo straordinario progetto» dichiara Flori Degrassi, Membro Advisory Board Bollino Rosa.«Nel 2022 la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto un valore record di oltre € 5 miliardi: sempre più persone sono costrette a spostarsi per ricevere cure adeguate, affrontando costi economici, psicologici e sociali insostenibili. La migrazione sanitaria non è solo un indicatore di inefficienza, ma una misura delle disuguaglianze d’accesso alle cure. In questo contesto, il Bollino Rosa contribuisce a valorizzare le strutture che investono in qualità e equità, offrendo un riferimento concreto per le pazienti che oggi affrontano la scelta di trasferirsi per curarsi. In un Servizio Sanitario Nazionale che rischia di frammentarsi tra territori, iniziative come questa rappresentano un presidio concreto di prossimità e di diritto alla salute per tutte e tutti» commenta Nino Cartabellotta, Presidente Fondazione GIMBE.L’iniziativa è svolta con la media partnership di Adnkronos, Baby Magazine, DottNet, Panorama della Sanità, Pazienti.it, Salutare, Tecnica Ospedaliera e TrendSanità ed è patrocinata da AGENAS – Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, AIDM – Associazione Italiana Donne Medico, AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica, ADI – Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, AISD – Associazione Italiana per lo Studio del Dolore, AMD – Associazione Medici Diabetologi, ANISC – Associazione Nazionale Italiana Senologi Chirurghi, AOGOI – Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani, Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere, FEDERFARMA, FIASO – Federazione Italiana aziende sanitarie e ospedaliere, Fondazione AIOM, SIAARTI – Società Italiana Anestesia Rianimazione e Terapia Intensiva e del dolore, S.I.CO.B. – Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche, S.I.C.O.A. – Società Italiana Cardiologia Ospedalità Accreditata, SID – Società Italiana di Diabetologia, SIDeMaST – Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetic
a e delle Malattie Sessualmente Trasmesse, SIE – Società Italiana di Endocrinologia, SIFES e MR – Società Italiana di fertilità e sterilità, SIGO – Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, SIMG – Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, SIN – Società Italiana di Neonatologia, SINPF – Società Italiana di Neuropsicofarmacologia, SINU – Società Italiana di Nutrizione Umana, SIO – Società Italiana dell’Obesità, SIOG – Società Italiana di Oncologia Ginecologica, SIOMMMS – Società Italiana dell’Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro, SIP – Società Italiana di Pediatria, SIP – Società Italiana di Pneumologia, SIP – Società Italiana di Psichiatria, SIR – Società Italiana di Reumatologia, SIUD – Società Italiana di Urodinamica, SIUrO – Società Italiana di Uro-Oncologia.Leggi qui le ultime notizie: IL TORINESE
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title§§ Casa di Cura “L’Immacolata” di Celano premiata con Due Bollini Rosa Onda
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Estratto da pag. 1 di "latestata.it" del 28 Nov 2025
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tp:ocr§§ di Robot News28 Novembre 2025Marco Patriciello e Chiara Di PalmaFacebookTwitterWhatsAppTelegramCondividiLetto: 12La Casa di Cura Rimmacolata di Celano (Aq), parte del Gruppo Neuromed, ha ottenuto il Rapporto di Riconoscimento 2026-2027 da Fondazione Onda ETS per l’impegno verso la prevenzione e la cura delle patologie femminili e della salute della donna. L’annuncio è stato fatto dalla Fondazione Onda ETS che ha assegnato i “Bollini Rosa” agli ospedali italiani che si sono distinti per l’attenzione alla salute femminile.La Fondazione Onda ETS ha presentato la Biennale nel 2007 con l’obiettivo di fornire servizi di medicina preventiva, diagnosi e chirurgia curativa specifici per le donne, monitorando le attività e realizzando percorsi ospedalieri ‘in ottica di genere’. L’iniziativa valuta i vari panorami sanitari nazionali, affronta i conflitti con le donne fornendo supporto e mantenendo le migliori prestazioni, considerando 18 condizioni cliniche speciali e concentrandosi sulla competenza medica e pediatrica.Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda ETS, ha sottolineato l’importanza del Bollino Rosa per il rispetto dell’orientamento sessuale delle donne, evidenziando l’impegno ventennale nell’adottare un approccio attento alle specifiche esigenze della donna in ogni fascia d’età e incoraggiando l’accesso a precauzioni, diagnosi e monitoraggio. Fondazione Onda ETS supporta l’organizzazione e l’avvio di progetti pensati per fornire cultura specifica e assistenza speciale, dando priorità condivisa.Ogni due anni Fondazione Onda ETS apre un Bando a cui gli ospedali possono candidarsi e ricevere da 0 a 3 ‘Bollini’ per il trattamento dedicato alle donne, il trattamento diagnostico appropriato in specialità multidisciplinari, l’erogazione di servizi adatti a tutte le situazioni e operatori dedicati. L’Advisory Board, presieduto da Walter Ricciardi, Professore di Igiene, considera fattori importanti come servizi speciali e iniziative professionali per verificarne l’efficacia.Walter Ricciardi ha dichiarato l’impegno per l’igiene e la gestione di una rete di operazioni, con i Borini Rosa che supportano le vittime di violenza e mirano ad essere la migliore organizzazione dedicata alle specializzazioni interdisciplinari orientate al genere, con l’obiettivo di un’Italia in cui ogni ospedale possa vantare almeno un Bollino Rosa, riconoscendo il valore della salute femminile come diritto fondamentale.Quest’anno, 145 ospedali sono stati insigniti con 3 Bollini, 183 con 2 e 42 con un Bollino. La Rete Bolino Rosa fornisce supporto per l’orientamento, incluse misure preventive regolari, diagnosi accurate di informazioni generali e la fornitura di servizi medici, tramite il sito www.bollinilosa.it.Flori Degrassi, Membro Advisory Board Bollino Rosa, ha sottolineato l’importanza degli operatori per ottenere certificazioni accurate e per eseguire varie operazioni, con funzioni diverse per ciascuno, perfezionando ogni operazione e personalizzando l’operazione personale. L’ETS della Fondazione Onda fornirà ai Risultati Hanno, i Laboratori Hanno, funzionalità migliorate per gli esperti multidisciplinari e multidisciplinari di PDTA.Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, ha commentato che nel 2022, il record delle attività delle istituzioni sanitarie e mediche interregionali raggiungerà i 5 euro, il che ridurrà le spese mediche, migliorerà gli aspetti economici e la spiritualità sociale. Nell’ambito del concorso, il Bollino Rosa ha valutato il valore degli investimenti in termini di qualità ed equità, e ha contribuito con iniziative concrete sul fronte della sicurezza. Presso il Centro comunitario di salute e salute, stabiliremo un quadro comunitario e, come prima iniziativa, implementeremo un saluto concreto.È stata inaugurata la media partnership con Adnkronos, Baby Magazine, DottNet, Panorama della Sanità, Pazienti.it, Salutare, Tecnica Ospedaliera, TrendSanità ed è patrocinata da AGENAS, AIDM, AIOM, ADI, AISD, AMD, ANISC, AOGOI, Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere, FEDERFARMA, FIASO, Fondazione
AIOM, SIAARTI, SICO.B., SICOA, SID, SIDeMaST, SIE, SIFES, MR, SIGO, SIMG, SIN, SINPF, SINU, SIO, SIOG, SIOMMMS, SIP, SIP, SIP, SIR, SIUD, SIUrO.
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title§§ Sanità del futuro: il pubblico arretra, il privato avanza. Sei milioni di persone non si curano più
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Estratto da pag. 1 di "metropolisweb.it" del 28 Nov 2025
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tp:ocr§§ Sos Gimbe, che denuncia l'0aumento di costi che pesa per i cittadini e l'aumento costante delle differenze regionalimetropoliswebIl Servizio sanitario nazionale sta cambiando forma: il pubblico arretra, il privato avanza. La Fondazione Gimbe racconta una trasformazione che procede senza clamore, ma con effetti sempre più evidenti sul terreno delle diseguaglianze, dell’accessibilità e della sostenibilità.«Quella che stiamo vivendo – osserva il presidente Nino Cartabellotta – è una privatizzazione di fatto del Servizio Sanitario Nazionale. Non raccontata, non programmata e proporzionale all’indebolimento del sistema pubblico».Il fenomeno si muove lungo due direttrici consolidate: la privatizzazione della spesa, cioè l’aumento dei costi diretti per i cittadini, e la privatizzazione della produzione, ovvero l’espansione delle strutture private che erogano prestazioni sanitarie. Differenze tra privatiNel dibattito pubblico, il privato sanitario viene identificato con le strutture accreditate che erogano prestazioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale. In realtà, Gimbe distingue 4 grandi categorie di soggetti privati: gli erogatori, gli investitori, i terzi paganti e le realtà coinvolte in partenariati pubblico-privato. Un mosaico articolato, in cui convivono entità profit e non profit, gruppi finanziari, assicurazioni, fondi sanitari, imprese e società di servizi.Questa complessità si traduce in dinamiche spesso poco trasparenti e in una pluralità di attori che, pur diversi, sono accomunati da un crescente peso nel sistema sanitario. In particolare, preoccupa la forza di espansione del privato “puro”, cioè non accreditato, che opera completamente fuori dal perimetro di rimborso pubblico. Dove il pagamento è diretto o assicurativo. La privatizzazioneIl processo di sostituzione è evidente nei dati del Ministero della Salute. Nel 2023 il 58% delle 29.386 strutture sanitarie italiane era rappresentato da privati accreditati. E in molti settori il pubblico è ormai minoranza: nell’assistenza residenziale il privato raggiunge l’85,1%; nella riabilitazione il 78,4%; nella semiresidenziale il 72,8%. Dal 2011 al 2023 le strutture pubbliche hanno subito una contrazione doppia rispetto a quelle private accreditate: –14,1% contro –7,6% per gli ospedali, –5,6% contro –2,5% per la specialistica ambulatoriale. Nelle altre aree assistenziali il divario è ancora più marcato. Nella residenzialità il pubblico arretra del 19,1% mentre il privato cresce del 41,3%; nella semiresidenzialità –11,7% contro 35,8%; nella riabilitazione 5,3% contro 26,4%. «In interi settori – osserva Cartabellotta – il privato accreditato è diventato ormai la spina dorsale dell’offerta». Un ruolo importante, ma oggi sempre più fragile, a causa del definanziamento del SSN e della stagnazione delle tariffe di rimborso. Tra il 2012 e il 2024 la spesa pubblica verso il privato convenzionato è cresciuta di 5,3 miliardi, ma la sua incidenza sulla spesa sanitaria totale è scesa fino al minimo storico del 20,8% nel 2024. Famiglie sotto pressioneParallelamente, la spesa sanitaria a carico diretto dei cittadini ha raggiunto nel 2024 i 41,3 miliardi di euro, pari al 22,3% della spesa complessiva. Da dodici anni l’Italia supera stabilmente il limite del 15% raccomandato dall’OMS.È un macigno che pesa soprattutto sulle fasce economicamente più fragili e sulle regioni con minore capacità di risposta pubblica.Ma il dato più drammatico riguarda le rinunce: 5,8 milioni di italiani nel 2024 hanno rinunciato a prestazioni sanitarie per motivi economici, contro i 4,1 milioni del 2022. Una dinamica aggravata dal fatto che la spesa privata non può continuare a crescere indefinitamente: nel 2024 5,7 milioni di persone vivevano sotto la soglia di povertà assoluta e 8,7 milioni sotto quella relativa.La fotografia delle destinazioni della spesa privata è eloquente: 12,1 miliardi vanno alle farmacie, 10,6 miliardi ai professionisti sanitari (quasi la metà agli odontoiatri), 7,6 miliardi alle strutture accreditate, 7,2 al privato puro. E proprio quest’ultimo è il comparto che cresc
e più velocemente: 137% tra il 2016 e il 2023, con un aumento medio di circa 600 milioni l’anno.Sanità integrativaCon quasi 12 milioni di iscritti, la sanità integrativa avrebbe dovuto rappresentare il pilastro accessorio di un sistema pubblico forte. Ma oggi si trova schiacciata da una domanda crescente di prestazioni che il pubblico non è più in grado di garantire. «Se chiamata a sostituire il SSN – avverte Gimbe – rischia di affondare con esso».A ciò si aggiunge l’effetto distorsivo delle defiscalizzazioni, che di fatto dirottano risorse pubbliche verso soggetti privati senza una reale valutazione dell’impatto. Il ruolo degli investitoriIl settore sanitario è sempre più attrattivo per fondi di investimento, assicurazioni, gruppi bancari. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle cronicità e il ricorso crescente alla diagnostica lo rendono un mercato ad alta redditività. L’ingresso di capitali privati non è negativo di per sé, ma senza governance pubblica rischia di spostare l’equilibrio verso logiche esclusivamente profit-oriented. Il rischio maggiore si concentra nel cosiddetto “secondo binario”: strutture private non accreditate, accessibili solo a chi può pagare, che si sviluppano parallelamente al SSN senza alcun legame. Regioni e tetti di spesaLe differenze regionali restano profonde. Nel 2023 la quota di spesa pubblica destinata al privato convenzionato supera la media nazionale in sei Regioni, con valori che oscillano dal 22% della Puglia al 29,3% del Lazio. Le Regioni in Piano di rientro, vincolate a rigidi obiettivi di bilancio, raggiungono in media il 23,9%, molto più delle Regioni non in Piano e delle Autonomie speciali. Le manovre di bilancio 2024-2026 hanno aumentato il tetto per la spesa verso il privato convenzionato fino a 736 milioni di euro annui dal 2026. Una scelta che rischia di consolidare la dipendenza dal privato senza risolvere i problemi strutturali del pubblico. DiseguaglianzeLe conseguenze sociali sono già visibili: crescono le rinunce alle cure, aumentano le liste d’attesa, e chi può permetterselo cerca risposte nel privato puro o nell’intramoenia. Gli altri attendono o rinunciano. La fondazione è netta: «Parlare di integrazione pubblico-privato è anacronistico e ingiusto verso i principi del SSN». Per Gimbe il percorso è un rilancio del finanziamento pubblico; LEA sostenibili e realmente garantiti; un secondo pilastro integrativo e non sostitutivo; regole chiare e pubbliche per governare il rapporto con il privato. «Perché – dice Cartabellotta – siamo tutti uguali solo sulla carta. Nella realtà quotidiana, la salute sta diventando un privilegio».
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title§§ L’Ospedale di Biella premiato tra i migliori ospedali d’Italia a misura di donna - Newsbiella.it
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Estratto da pag. 1 di "newsbiella.it" del 28 Nov 2025
Il riconoscimento massimo di tre “Bollini Rosa” è stato consegnato a Roma presso il Ministero della Salute da parte di Fondazione Onda ETS.
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tp:ocr§§ L’Ospedale di Biella premiato tra i migliori ospedali d’Italia a misura di donnaIeri, giovedì 27 novembre, si è svolta a Roma, presso il Ministero della Salute, la “Cerimonia di presentazione del nuovo network degli Ospedali Bollino Rosa 2026-2027”, in occasione della quale l’Ospedale di Biella ha ottenuto il massimo riconoscimento con “Tre Bollini Rosa”. A rappresentare l’Azienda Sanitaria Locale di Biella erano presenti la Dott.ssa Bianca Masturzo, Direttore della Struttura Complessa di Ostetricia e Ginecologia e il Prof. Paolo Manzoni, Direttore del Dipartimento Materno Infantile e Direttore della Struttura Complessa a Direzione Universitaria di Pediatria. Ieri sera, come altri centri italiani che hanno ottenuto il riconoscimento, l’Ospedale di Biella illuminerà di rosa la passerella su cui è già installato il cuore, che è diventato ormai un simbolo del presidio biellese. Si tratta di un riconoscimento biennale che Fondazione Onda ETS attribuisce dal 2007 agli ospedali che offrono servizi di prevenzione, diagnosi e cura, non solo delle specifiche problematiche di salute femminile, ma anche di quelle patologie trasversali a uomini e donne, per cui vengono realizzati percorsi ospedalieri in ottica di genere. Ogni due anni Fondazione Onda ETS apre un Bando a cui gli ospedali possono candidarsi e ricevere da 0 a 3 ‘Bollini’ sulla base di alcuni criteri valutati con un questionario di oltre 500 domande: presenza di specialità cliniche femminili o trasversali uomo-donna che necessitano di un percorso dedicato al femminile, appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici in ottica multidisciplinare, offerta di servizi relativi all’accoglienza, alla degenza e alla violenza sulle donne e sugli operatori. Un Advisory Board, presieduto da Walter Ricciardi, Professore di Igiene e Sanità Pubblica, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma valida l’assegnazione tenendo in considerazione anche elementi qualitativi di particolare rilevanza (servizi e percorsi speciali, iniziative e progetti particolari ecc..).Il Prof. Paolo Manzoni ha così commentato: “Come Direttore del Dipartimento Materno infantile, non posso che complimentarmi per il raggiungimento di un tale prestigioso risultato che riconosce l’eccellenza del “percorso donna” all’interno dell’ASL BI. Il nostro Dipartimento lavora In sinergia ed unione di intenti, declinando con la componente neonatologica-pediatrica e quella di neuropsichiatra infantile e psicologica una integrazione virtuosa di tutte le professionalità necessarie a supporto dell’attività dell’Ostetricia e Ginecologia, con al centro la donna ed il suo bambino, e questo fin dall’età pediatrica e adolescenziale. Continueremo così con la fiducia di poter fare ancora meglio e di rendere stabile il posizionamento di Biella come centro leader in Piemonte ed Italia per la qualità delle cure destinate alla donna e bambino. Ringraziando la Dott.ssa Marina Patrini, Direttore della Neuropsichiatria, nell’ambito del Dipartimento menziono anche l’esistenza a Biella di un percorso specifico per la presa in carico della minore vittima di violenza o abuso, e il crescente numero di minorenni donne seguiti e gestiti per disturbi della condotta alimentare - tutto questo ad integrare ulteriormente il valore ed i significato del riconoscimento ottenuto oggi”. Queste le riflessioni della Dott.ssa Bianca Masturzo, a seguito della cerimonia: “Dedichiamo questo traguardo a tutte le donne che ci hanno scelto e ci hanno dato fiducia. Alle future mamme, neomamme, pazienti oncologiche, alle donne in cura o in attesa di diagnosi. È per loro che lavoriamo, e a loro rinnoviamo il nostro impegno quotidiano. Ricevere 3 Bollini Rosa significa ottenere il massimo riconoscimento da parte della Fondazione Onda e indica che l’Ospedale di Biella è stato riconosciuto come struttura di eccellenza per la salute della donna, con percorsi clinici completi e strutturati, in grado di garantire prevenzione, diagnosi e cura secondo un approccio di genere, personalizzato e multidisciplinare. Questo risulta
to premia un impegno concreto che negli ultimi cinque anni ha visto il nostro reparto crescere in modo significativo: abbiamo ampliato gli ambulatori ostetrici e ginecologici, incrementato la chirurgia ginecologica benigna, l’uroginecologia e la ginecologia oncologica, attivato percorsi dedicati per donne con rischio eredo-familiare e mutazione BRCA, e introdotto la chirurgia robotica per offrire interventi sempre più mininvasivi e sicuri. Ci tengo a sottolineare il grande lavoro fatto anche sul territorio, rendendo più fluido e organico il rapporto ospedale-territorio. L’eccellenza riguarda anche l’Area Senologica, sotto la responsabilità del Dott. Massimiliano Bortolini, con un percorso integrato di diagnosi e chirurgia per la prevenzione e il trattamento dei tumori della mammella. Il lavoro coordinato tra ginecologia, senologia e oncologia ha consolidato un modello assistenziale completo per le patologie femminili. I 3 Bollini Rosa valorizzano inoltre il grande lavoro svolto in Ostetricia: la qualità dell’assistenza, la condivisione dei protocolli e l’attenzione alla sicurezza hanno reso il nostro percorso nascita sempre più personalizzato. La partoanalgesia, garantita come prestazione prevista dai LEA, viene assicurata alle donne del nostro territorio come diritto reale e non solo teorico, rafforzando il principio della libertà di scelta e della tutela del parto fisiologico. La pediatria e i nostri neonatologi rappresentano un presidio fondamentale del percorso materno-infantile: la loro presenza attiva in sala parto, quando necessaria, garantisce assistenza immediata e qualificata al neonato e supporto alle mamme sin dal primo momento di vita. La salute della mamma e del bambino è un continuum che tuteliamo insieme ogni giorno. Un plauso sincero va ai medici ginecologi, al personale ostetrico, ai neonatologi, ai pediatri, agli anestesisti e a tutte le professioni che collaborano quotidianamente: è grazie al loro impegno, alla loro competenza e alla loro dedizione che oggi possiamo rivendicare questo riconoscimento.” Gli ospedali premiati con il ‘Bollino’ acquisiscono un valore distintivo e differenziante nel panorama sanitario nazionale. Questi ospedali fanno parte di una rete virtuosa istituzionalmente riconosciuta, contraddistinta per l’impegno e l’attenzione alle esigenze di salute femminile e il supporto offerto alle donne nell’identificazione consapevole del luogo di cura più appropriato. Tra le 18 specialità cliniche considerate, quest’anno sono state inserite per la prima volta l’Oftalmologia e la Medicina del Dolore e Disciplina del Dolore ed è stata reinserita la Pediatria. Quest’anno sono stati 145 gli ospedali insigniti con 3 Bollini, 183 con 2 e 42 con un Bollino. Dei 145 ospedali italiani che hanno conseguito i “Tre Bollini Rosa”, 6 sono piemontesi: oltre all’Ospedale di Biella, Città della Salute di Torino, il Presidio ospedaliero Cardinal Massaia di Asti, l'Ospedale Castelli di Verbania, l'Ospedale S. Croce di Cuneo, l'IRCCS Candiolo. Hanno ricevuto 2 Bollini Rosa 12 centri piemontesi e uno un Bollino. Il Dott. Francesco Leone, Referente ASL BI per la Medicina di Genere ha confermato l’impegno dell’Azienda Sanitaria biellese in questa direzione: “Questo riconoscimento ci conferma conferma come la crescente attenzione alle problematiche cliniche e assistenziali in un’ottica di genere sia la strada giusta per offrire a tutti i pazienti le migliori possibilità di cura, in contesto di presa in carico complessivo che mette al centro della nostra attenzione la persona con i suoi bisogni”. “L’ASL BI è entrata nella rete nazionale di Fondazione Onda nel 2008, ma l’ultimo riconoscimento massimo, ossia con 3 Bollini Rosa, risaliva a dodici anni fa. – ha così dichiarato, il Direttore Generale ASL BI, Mario Sanò – La Direzione Generale ringrazia tutti i professionisti che insieme hanno contribuito a portare a Biella questo risultato, che colloca il nostro ospedale tra i migliori centri nazionali e piemontesi. Continueremo ad impegnarci per fare sempre meglio. Il raggiungimento di questo obiettivo rispe
cchia anche la sinergia che caratterizza il nostro territorio, grazie alla collaborazione con enti, associazioni e fondazioni. Per tutto il Biellese è motivo di grande soddisfazione”. Il Presidente Fondazione Onda ETS, Francesca Merzagora, ha così commentato: “Il lavoro fatto in queste 12 edizioni del Bollino Rosa è importante per rinnovare la nostra attenzione nei confronti della salute orientata al genere femminile. Questo ampliamento della rete evidenzia il nostro impegno ventennale e quotidiano: la nostra missione è stimolare gli ospedali nell’adottare un approccio attento alle specifiche esigenze della donna in ogni fascia d’età e incoraggiare altresì le donne ad accedere a quelli che sono i percorsi di prevenzione, diagnosi e cura che gli ospedali del network offrono”. Flori Degrassi, Membro Advisory Board Bollino Rosa: “Il Bollino Rosa è di fatto una certificazione di qualità delle strutture ospedaliere che non fotografa una realtà statica ma uno sforzo collettivo delle Direzioni ma soprattutto degli operatori sanitari di rimodulazione e riorganizzazione dell'offerta in un'ottica di genere per rispondere alle domande sempre più complesse e personalizzate delle persone utenti. Le strutture, che da subito hanno aderito, hanno lavorato per adeguarsi a richieste sempre più complesse da parte di Fondazione Onda ETS creando ed aumentando il numero dei PDTA multidisciplinari e multiprofessionali. Hanno aderito altresì alle settimane della salute e alle giornate nazionali dedicate alle varie patologie. Non meno importante è l'organizzazione del percorso per la violenza di genere nei Pronto soccorso e quello per la riduzione della violenza nei confronti delle operatrici e operatori sanitari”. “Il Bollino Rosa contribuisce a valorizzare le strutture che investono in qualità e equità, offrendo un riferimento concreto per le pazienti che oggi affrontano la scelta di trasferirsi per curarsi. In un Servizio Sanitario Nazionale che rischia di frammentarsi tra territori, iniziative come questa rappresentano un presidio concreto di prossimità e di diritto alla salute per tutte e tutti”, ha così affermato Nino Cartabellotta, Presidente Fondazione GIMBE.c. s. ASL Biella g. c.
tp:writer§§ REDAZIONE
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title§§ Misure concrete per rafforzare il ruolo strategico del direttore sanitario nelle aziende
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Estratto da pag. 1 di "panoramadellasanita.it" del 28 Nov 2025
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tp:ocr§§ Nov 28, 2025 | Interessante, ProfessioniUn percorso condiviso, sviluppato in sedi istituzionali, che punta a garantire trasparenza, stabilità e valorizzazione di una figura strategica per la qualità e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionaleSono cinque le misure concrete, volte a rafforzare e valorizzare il ruolo strategico del direttore sanitario che opera nelle aziende ospedaliere e sanitarie italiane, che sono state presentate martedì 25 novembre nel corso della seconda assemblea nazionale dei Direttori Sanitari inserita nel programma del 20esimo “Forum Risk Manager”, in programma fino a sabato presso il Centro Fiere e Congressi di Arezzo. In questa sede è stato presentato il documento nato da un percorso avviato un anno fa durante il primo incontro nazionale dei Direttori Sanitari nella precedente edizione del Forum di Arezzo. Percorso che si è sviluppato attraverso una riflessione condivisa che ha portato a definire ruolo, funzioni, responsabilità e nuove competenze per una figura chiamata ad affrontare una sanità in continua evoluzione. Il confronto si è poi spostato anche in sedi istituzionali con un incontro al Ministero della Salute lo scorso febbraio e un’audizione alla Camera dei Deputati, presso la Commissione Affari Sociali, a marzo.Nell’introdurre la presentazione del documento il 25 novembre scorso, Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe (Gruppo italiano per la medicina basata sulle evidenze), ha evidenziato il ruolo chiave che la figura del DS rappresenta nelle aziende sanitarie pubbliche, aprendo alle relazioni successive.Il documento è stato redatto e presentato da un gruppo formato da Emanuele Ciotti (direttore generale USL Umbria 1 ed ex direttore sanitario AOU Città della Salute e della Scienza di Torino), Simona Dei (direttrice generale ISPRO ed ex direttrice sanitaria USL Toscana Centro), Assunta De Luca (direttrice sanitaria ASL Viterbo), Maria Di Sciascio (direttrice sanitaria AST di Ascoli Piceno), Cinzia Gentile (direttrice sanitaria AUSL Reggio Emilia), Riccardo Luzi (direttore sanitario INRCA IRCCS Marche), Antonio Manfredi (direttore sanitario ASST Bergamo Ovest), Mara Masullo (direttrice sanitaria ASL Foggia), Ottavio Alessandro Nicastro (direttore sanitario USL Umbria 1), Raimondo Pinna (ex direttore sanitario ARNAS G. Brotzu di Cagliari) e Luigi Rossi (direttore sanitario ASP Crotone). A loro si sono aggiunti Sergio Parrocchia (direttore sanitario ASL Latina), Angelo Barbato (direttore sanitario ASL Rieti), Domenico Perri ( direttore sanitario ASL Caserta) e Barbara Innocenti (direttrice sanitaria ASL Toscana Sud Est) che hanno contribuito con i loro interventi ad affinare il testo che ha definito le competenze necessarie per esercitare il ruolo del direttore sanitario aziendale, la sua evoluzione, le aree di azione (tra cui evidenziamo quelle di organizzazione e controllo; governo clinico; gestione delle risorse; pianificazione strategica; innovation manager) individuando di fatto il Direttore Sanitario non come un direttore di produzione, ma colui che opera sulle strategie su cui si fonda la produzione dei servizi. Per garantire la dignità del ruolo di DS, sono state quindi estrapolate cinque misure poi votate durante l’assemblea dagli oltre 100 direttori sanitari presenti in sala e provenienti da tutta Italia: misure che rappresentano non solo un investimento per migliorare qualità ed efficienza del sistema sanitario, ma anche un passo verso un contesto più equo, meritocratico e sostenibile. Infatti definire e valorizzare la leadership e le competenze del direttore sanitario significa costruire un sistema capace di affrontare le sfide del presente e progettare un futuro fondato su centralità del paziente, innovazione e sostenibilità.Le cinque misure condivise sono: Creazione di un elenco nazionale: istituire un elenco nazionale dei direttori sanitari, in analogia ai direttori generali, dal quale poter attingere per le nomine, garantendo trasparenza e uniformità nei criteri di selezione. Stabilità contrattuale: eliminare, nelle regioni dove ora p
resente, la possibilità di rimozione del direttore sanitario entro tre mesi dall’insediamento di un nuovo direttore generale, favorendo così continuità e stabilità gestionale Adeguamento della retribuzione: prevedere una remunerazione connessa al Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, non inferiore a quella prevista per la posizione apicale massima della dirigenza medica, come il direttore di dipartimento. Uniformità retributiva nazionale: garantire una retribuzione omogenea su tutto il territorio italiano, eliminando le disparità regionali. Autonomia retributiva dal direttore generale: separare la retribuzione del direttore sanitario da quella del direttore generale, in modo da valorizzare specificamente il suo ruolo tecnico e gestionale.
tp:writer§§ REDAZIONE
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title§§ Eccellenza sanitaria al femminile: premiati con i Bollini Rosa gli ospedali di Voghera, Broni-Stradella e Vigevano - Prima Pavia
link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/28/2025112802517912273.PDF
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Estratto da pag. 1 di "primapavia.it" del 28 Nov 2025
Anche l’ASST di Pavia ha ricevuto i “Bollini Rosa” di Fondazione Onda per il biennio 2026-2027, premiando
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tp:ocr§§ Il riconoscimento da Fondazione Onda per l'Impegno nella Medicina di GenerePavia · 28/11/2025 alle 10:42di Giada BigardiAnche l’ASST di Pavia ha ricevuto i “Bollini Rosa” di Fondazione Onda per il biennio 2026-2027, premiando gli ospedali di Vigevano, Voghera e Broni/Stradella. Il riconoscimento, assegnato a 370 strutture in Italia, celebra l’impegno per la salute orientata al genere e i servizi di prevenzione, diagnosi e cura dedicati alle donne.L’attenzione verso la salute femminile e l’adozione di un approccio sanitario orientato al genere continuano a essere premiati a livello nazionale. La Fondazione Onda ETS (Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere) ha assegnato i suoi prestigiosi “Bollini Rosa” per il biennio 2026-2027, e l’ASST di Pavia si è distinta ottenendo un importante riconoscimento per tre delle sue strutture ospedaliere.Il verdetto, giunto a seguito dell’analisi della candidatura da parte dell’Advisory Board di Fondazione Onda, è stato annunciato nel corso della cerimonia tenutasi presso il Ministero della Salute. L’ASST Pavia ha visto premiati tre presidi, che si impegnano attivamente nell’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili e trasversali.A seguito dell’analisi della candidatura di ASST Pavia, da parte dell’Advisory Board di Fondazione Onda, sono stati assegnati i seguenti ‘Bollini’ con validità dal 1° gennaio 2026:Per consultare le schede complete sui servizi offerti dagli ospedali premiati, è possibile visitare il sito ufficiale dell’iniziativa: www.bollinirosa.it.I Bollini Rosa, istituiti da Fondazione Onda nel 2007, sono un riconoscimento biennale che valorizza le strutture ospedaliere che garantiscono un’offerta di servizi sanitari specifici per le donne, ma anche percorsi “in ottica di genere” per patologie comuni a uomini e donne. L’ultima edizione ha premiato 370 ospedali in tutta Italia, creando una rete virtuosa riconosciuta a livello istituzionale per l’impegno e l’attenzione verso le esigenze di salute femminile.Quest’anno, il network si è arricchito con l’introduzione di nuove specialità cliniche valutate: per la prima volta sono state incluse l’Oftalmologia e la Medicina del Dolore, mentre è stata reinserita la Pediatria, ampliando ulteriormente il raggio d’azione del progetto. Dei 370 ospedali premiati, 145 hanno ricevuto il massimo di 3 Bollini, 183 ne hanno ottenuti 2 e 42 un solo Bollino.L’assegnazione dei Bollini avviene ogni due anni tramite un Bando a cui gli ospedali possono candidarsi. La valutazione si basa su un questionario molto dettagliato (oltre 500 domande) che analizza diversi criteri, tra cui:Il professor Walter Ricciardi, Presidente dell’Advisory Board, ha sottolineato l’importanza del successo del progetto:“Il nostro obiettivo è chiaro: arrivare a un’Italia in cui ogni ospedale possa vantare almeno un Bollino Rosa, riconoscendo il valore della salute femminile come diritto fondamentale”.Francesca Merzagora, Presidente di Fondazione Onda ETS, ha ribadito l’impegno ventennale dell’organizzazione:“La nostra missione è stimolare gli ospedali nell’adottare un approccio attento alle specifiche esigenze della donna in ogni fascia d’età e incoraggiare altresì le donne ad accedere ai percorsi di prevenzione, diagnosi e cura che gli ospedali del network offrono”.L’iniziativa non solo certifica la qualità, ma combatte anche le disuguaglianze nell’accesso alle cure. Nino Cartabellotta, Presidente di Fondazione GIMBE, ha evidenziato come il Bollino Rosa contribuisca a valorizzare le strutture che investono in qualità ed equità, offrendo un riferimento concreto alle pazienti che altrimenti sarebbero costrette a ricorrere alla mobilità sanitaria interregionale, un fenomeno in crescita che comporta costi insostenibili.Gli ospedali che fanno parte del network hanno la pos
sibilità di partecipare a iniziative come gli (H) Open Day/Week (settimane e giornate di salute) che offrono servizi gratuiti alla popolazione, consolidando il loro ruolo non solo come luoghi di cura, ma anche come punti di riferimento per la consapevolezza e la prevenzione.
tp:writer§§ Giada Bigardi
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title§§ Premiati con il "bollino rosa" gli ospedali di Vigevano, Voghera e Broni-Stradella
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Estratto da pag. 1 di "vigevano24.it" del 28 Nov 2025
Il riconoscimento da Fondazione Onda per l''impegno nella medicina di genere
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tp:ocr§§ Il riconoscimento viene assegnato agli ospedali impegnati, in tutte le regioni italiane, nella promozione della medicina di genere, distinguendosi per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili e non solo.Le schede con le informazioni sui servizi degli ospedali premiati sono consultabili sul sito www.bollinirosa.itA seguito dell'analisi della candidatura di ASST Pavia, da parte dell'Advisory Board di Fondazione Onda, sono stati assegnati i seguenti ‘Bollini’ con validità dal 1° gennaio 2026:· ASST Pavia - Ospedale Civile di Vigevano: 2 bollini· ASST Pavia - Nuovo Ospedale di Broni e Stradella: 1 bollino· ASST Pavia - Ospedale Civile di Voghera: 2 bolliniFondazione Onda ETS, che da vent'anni promuove un approccio alla salute orientato al genere, ha assegnato il Bollino Rosa per il biennio 2026-2027 durante la cerimonia svoltasi presso il Ministero della Salute. Questo è un riconoscimento biennale che Fondazione Onda ETS attribuisce dal 2007 agli ospedali che offrono servizi di prevenzione, diagnosi e cura, non solo delle specifiche problematiche di salute femminile, ma anche di quelle patologie trasversali a uomini e donne, per cui vengono realizzati percorsi ospedalieri ’in ottica di genere’. I 370 ospedali premiati con il ‘Bollino’ acquisiscono un valore distintivo e differenziante nel panorama sanitario nazionale. Questi ospedali fanno parte di una rete virtuosa istituzionalmente riconosciuta, contraddistinta per l’impegno e l’attenzione alle esigenze di salute femminile e il supporto offerto alle donne nell’identificazione consapevole del luogo di cura più appropriato. Tra le 18 specialità cliniche considerate, quest’anno sono state inserite per la prima volta l’Oftalmologia e la Medicina del Dolore e Disciplina del Dolore ed è stata reinserita la Pediatria.«Il lavoro fatto in queste 12 edizioni del Bollino Rosa è importante per rinnovare la nostra attenzione nei confronti della salute orientata al genere femminile. Questo ampliamento della rete evidenzia il nostro impegno ventennale e quotidiano: la nostra missione è stimolare gli ospedali nell’adottare un approccio attento alle specifiche esigenze della donna in ogni fascia d’età e incoraggiare altresì le donne ad accedere a quelli che sono i percorsi di prevenzione, diagnosi e cura che gli ospedali del network offrono - commenta Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda ETS - Crediamo che alimentare la conoscenza e sviluppare consapevolezza siano passi cruciali per tutelare la propria salute e compiere scelte informate per preservarla. Per questa ragione, nel corso degli anni abbiamo organizzato numerose iniziative e progetti pensati per diffondere informazioni e promuovere su tutti i livelli una cultura della salute genere-specifica e soprattutto, rendere la salute delle donne una priorità condivisa e ben supportata».Ogni due anni Fondazione Onda ETS apre un Bando a cui gli ospedali possono candidarsi e ricevere da 0 a 3 ‘Bollini’ sulla base di alcuni criteri valutati con un questionario di oltre 500 domande: presenza di specialità cliniche femminili o trasversali uomo-donna che necessitano di un percorso dedicato al femminile, appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici in ottica multidisciplinare, offerta di servizi relativi all’accoglienza, alla degenza e alla violenza sulle donne e sugli operatori. Un Advisory Board, presieduto da Walter Ricciardi, Professore di Igiene e Sanità Pubblica, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma valida l’assegnazione tenendo in considerazione anche elementi qualitativi di particolare rilevanza (servizi e percorsi speciali, iniziative e progetti particolari ecc..).«Quando nel 2007 immaginammo il Bollino Rosa, non avremmo mai previsto il successo che avrebbe avuto. Oggi, grazie all’impegno dei professionisti sanitari, il network conta 370 ospedali che offrono percorsi di cura pensati per le donne. I Bollini Rosa, assegnati ogni due anni, premiano le strutture che garan
tiscono specialità dedicate, percorsi multidisciplinari gender-oriented, servizi di accoglienza qualificati e supporto alle vittime di violenza. Il nostro obiettivo è chiaro: arrivare a un’Italia in cui ogni ospedale possa vantare almeno un Bollino Rosa, riconoscendo il valore della salute femminile come diritto fondamentale», dichiara Walter Ricciardi.Quest’anno sono stati 145 gli ospedali insigniti con 3 Bollini, 183 con 2 e 42 con un Bollino. Gli ospedali consolidano la propria reputazione e attraverso l'appartenenza al network, hanno la possibilità di partecipare alle iniziative organizzate dalla Fondazione, come gli (H) Open Day, (H) Open Weekend e (H) Open Week, che offrono servizi gratuiti alla popolazione. Il network Bollino Rosa è inoltre uno strumento di orientamento che supporta le donne nella scelta consapevole dell'ospedale per accedere a percorsi di prevenzione, diagnosi e cura in ottica di genere, permette di ottenere informazioni chiare sui servizi offerti dagli ospedali e semplifica la ricerca di servizi tramite il sito dedicato www.bollinirosa.it.«Il Bollino Rosa è di fatto una certificazione di qualità delle strutture ospedaliere che non fotografa una realtà statica ma uno sforzo collettivo delle Direzioni ma soprattutto degli operatori sanitari di rimodulazione e riorganizzazione dell'offerta in un'ottica di genere perrispondere alle domande sempre più complesse e personalizzate delle persone utenti. Le strutture, che da subito hanno aderito, hanno lavorato per adeguarsi a richieste sempre più complesse da parte di Fondazione Onda ETS creando ed aumentando il numero dei PDTA multidisciplinari e multiprofessionali. Hanno aderito altresì alle settimane della salute e alle giornate nazionali dedicate alle varie patologie. Non meno importante è l'organizzazione del percorso per la violenza di genere nei Pronto soccorso e quello per la riduzione della violenza nei confronti delle operatrici e operatori sanitari. Cambiare la cultura organizzativa e quella degli operatori in modo così diffuso sembrava molto difficile e per questo il risultato ottenuto ci rende orgogliosi di questo straordinario progetto», dichiara Flori Degrassi, Membro Advisory Board Bollino Rosa.«Nel 2022 la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto un valore record di oltre € 5 miliardi: sempre più persone sono costrette a spostarsi per ricevere cure adeguate, affrontando costi economici, psicologici e sociali insostenibili. La migrazione sanitaria non è solo un indicatore di inefficienza, ma una misura delle disuguaglianze d’accesso alle cure. In questo contesto, il Bollino Rosa contribuisce a valorizzare le strutture che investono in qualità e equità, offrendo un riferimento concreto per le pazienti che oggi affrontano la scelta di trasferirsi per curarsi. In un Servizio Sanitario Nazionale che rischia di frammentarsi tra territori, iniziative come questa rappresentano un presidio concreto di prossimità e di diritto alla salute per tutte e tutti», commenta Nino Cartabellotta, Presidente Fondazione GIMBE.L’iniziativa è svolta con la media partnership di Adnkronos, Baby Magazine, DottNet, Panorama della Sanità, Pazienti.it, Salutare, Tecnica Ospedaliera e TrendSanità ed è patrocinata da AGENAS - Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, AIDM - Associazione Italiana Donne Medico, AIOM - Associazione Italiana di Oncologia Medica, ADI - Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, AISD - Associazione Italiana per lo Studio del Dolore, AMD - Associazione Medici Diabetologi, ANISC - Associazione Nazionale Italiana Senologi Chirurghi, AOGOI - Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani, Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere, FEDERFARMA, FIASO - Federazione Italiana aziende sanitarie e ospedaliere, Fondazione AIOM, SIAARTI - Società Italiana Anestesia Rianimazione e Terapia Intensiva e del dolore, S.I.CO.B. - Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche, S.I.C.O.A. - Società Italiana Cardiologia Ospedalità Accreditata, SID -
Società Italiana di Diabetologia, SIDeMaST - Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse, SIE - Società Italiana di Endocrinologia, SIFES e MR - Società Italiana di fertilità e sterilità, SIGO - Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, SIMG - Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, SIN - Società Italiana di Neonatologia, SINPF - Società Italiana di Neuropsicofarmacologia, SINU - Società Italiana di Nutrizione Umana, SIO - Società Italiana dell’Obesità, SIOG - Società Italiana di Oncologia Ginecologica, SIOMMMS - Società Italiana dell'Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro, SIP - Società Italiana di Pediatria, SIP - Società Italiana di Pneumologia, SIP - Società Italiana di Psichiatria, SIR - Società Italiana di Reumatologia, SIUD - Società Italiana di Urodinamica, SIUrO - Società Italiana di Uro-Oncologia.
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title§§ Salude in arretirada: creschet su pesu de su privadu e s’ ispesa a carrigu de sos tzitadinos
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Estratto da pag. 1 di "vistanet.it" del 28 Nov 2025
pubDate§§ 2025-11-28T09:49:00+00:00
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tp:ocr§§ Salude in arretirada: creschet su pesu de su privadu e s’ ispesa a carrigu de sos tzitadinosSu sistema sanitàriu pùbbricu sighit a pèrdere positziones, lassande logos semper prus mannos a sas istrutturas privadas, chi in logos diferentes – comente sa riabilitatzione – sunt giai divennidas sa parte importante de s’amparu assistenziale. Mentres sa parte privada cunfirmat sa presentzia sua, creschet in parallelu su costu de sas curas pro sos tzitadinos e creschet sa parte de chie renùntziat a sos trattamentos ca no podet poderare sas ispesas.Est sa frigura de una privadizatzione a pagu a pagu e silentziosa cunfirmada dae s’anàlisi de sa Fundatzione Gimbe, chi mustrat comente sa salude pùblica siat perdinde capatzidade de risposta e universalidade. In Sardigna, segundu sos ùrtimos datos de sa Ragioneria Generale de s’Istadu po su 2023, sa parte de ispesas pùbbricas destinadas a sas istruturas privadas cunvenzionadas si firmat a su 13,2%, unu balore pius bassu de sa media natzionalema chi in donzi casu cunfirmat una tendèntzia importante.Su disvàriu intre su chi su servìtziu sanitàriu pùbbricu resurtat a garantire e su chi benit delegadu a su privadu si refletet in deretu subra de sas famìlias. Intre su 2016 e su 2023, s’ispesa agguantada dae sos tzitadinos pro si bortare a istruturas sanitàrias privadas est creschida de su 137%, passende dae pagu prus de 3 miliardos a prus de 7,2 miliardos de èuros. Unu accreschimentu chi non pertoccat solu prestatziones ispetzialìsticas, ma fintzas servìtzios netzessàrios chi giai non sunt prus a disponimentu in tempus zustu in su sistema pùbbricu.Sa cunsighèntzia est de una natzione in ube s’atzessu a sas curas divenit semper prus diffitzile. Listas de isettu longas, mancàntzias de personale e imbestimentos chi non bastant addescant unu assentu in ube chie si lu podet permittere si bortat a su privadu, mentres àteros renùntziant a esames, bìsitas o teràpias de fundamentu.Unu cuadru chi torrat a ghettare sa dibatta subra de sa netzessidade de afortigare su servìtziu pùbbricu, garantinde cabidas, prozettazione e capatzidade organizativa.“Attività realizzata con il contributo della Regione Sardegna – IMPRENTAS 2024- 2025.LR22/2018, art.22” © RIPRODUZIONE RISERVATASa titulare de su Tribagliu ispetada in Portovesme: sos tribagladores torrant a ponnere s’attentzione subra de su tempus benidore de sa fravica.Sa responsàbile natzionale de su Tribagliu at cunfirmadu sa presentzia sua in sa favrica industriale de su Sulcis-Igresiente, rispondinde a sa dimanda fata dae sos tribagliadores de s’approntu de Portovesme. Sa bìsita est prevedida pro su sero de chenàbura e est, pro sos tribagliadores, unu mamentu detzisivu a pustis de dies de protesta e de preoccupatzione creschente pro su destinu de su situ produtivu. Sa mobilitatzione, mandada a in antis dae deghe dies in una bardiada permanente in unu de sos silos de sa zura industriale, naschet dae s’intzertesa funguda chi s’est creada in sos ùrtimos meses. S’atònzu at difatis sinzadu unu puntu crìticu, cun sa cumunicatzione de sa mancàntzia de sos fundos netzessàrios pro garantire su mantènnimentu de sa fravica in cunditziones aggualadas a una torrada cumintzande dae su tempus benidore.Pro annos custas resursas ant permìtidu de preservare sa fravica, in s’isetu de s’arribu de su metanu e de faghere partire sa produtzione, disizzu chi no s’est ancora realitzadu. Sa situatzione at ispintu sos tribagliadores a un’atzione de protesta urtima, chi tenet s’intentu de torrare a attirare s’atentzione de sas istitutziones natzionales. In custas dies no est mancadu s’azzudu de sas organizatziones sindacales, chi a livellu regionale ant creffidu espressare acostamentu e torrare a arrebronare sa netzessidade de un’interventu polìticu lestru e cuncretu. Sa bardiada, rapresentat sa tensione chi arrugat s’iscrocca, est divennida unu logu de cunfrontu e de pressione tales chi sa contierra non siat innor
ada.Sa bìsita de sa rapresentante guvernativa est acollida comente unu passàzu de fundamentu. Sos tribagliadores isperant de ottènnere accraramentu subra de s’afficcu de sa fravica e subra de s’impignu de su guvernu po che bogare sos problemas de sas regulas chi impedint una solutzione chi duret in su tempus.“Attività realizzata con il contributo della Regione Sardegna – IMPRENTAS 2024- 2025.LR22/2018, art.22” © RIPRODUZIONE RISERVATA
tp:writer§§ Roberto Melis
guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/28/2025112803042809334.PDF
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