title§§ «Sì' al potenziamento della casa di comunita', no alla consegna della sanita' pubblica al privato» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112501842005537.PDF description§§

Estratto da pag. 3 di "GIORNALE DI VIMERCATE" del 25 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-25T04:55:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112501842005537.PDF category§§ GIMBE subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112501842005537.PDF', 'title': 'GIORNALE DI VIMERCATE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112501842005537.PDF tp:ocr§§ «SI’ AL POTENZIAMENTO DELLA CASA DI COMUNITA’, NO ALLA CONSEGNA DELLA SANITA’ PUBBLICA AL PRIVATO» VIMERCATE (tlo) Pubblichiamo un intervento del capogruppo Pd in Consiglio comunale, Guido Fumagalli, in merito alla mozione presentata dai gruppi del centrosinistra e al dibattito che ne è seguito durante l’ultima seduta, avente ad oggetto la Casa di comunità di Vimercate, l’ospedale e i servizi sanitari sul territorio. Ho letto l’articolo puntuale a commento della nostra iniziativa consigliare dell’11 novembre scorso quando presentai, a nome del centrosinistra, la mozione per le questioni legate alla Casa di Comunità di Vimercate, al suo completamento, all’ospedale e ai servizi necessari sul territorio che mancano o che sono insufficienti, anche come strutture. Considero la questione «salute» un tema troppo importante e delicato, che riguarda tutti e quindi da tenere vivo, e da riprendere ancora. Con la mozione impegnavamo sindaco e giunta: ad interagire costantemente con la dirigenza di Asst Monza e Brianza e Regione Lombardia al fine di monitorare il servizio, apportare migliorie e gli sviluppi necessari alla Casa di Comunità di Vimercate per superarne le carenze (es. servizi di riabilitazione) nell’attuale sede o in una più idonea; a definire con Asst le esigenze complessive di servizi sociosanitari ed a utilizzare, per tale scopo, la struttura di via Cereda, tenendo fede agli obiettivi ordinari dell’accordo di programma del Piano Integrato di Intervento (PII) ex Ospedale, nell’ambito dell’assemblea di distretto. Con uno sguardo attento però anche verso il sostegno alla sanità pubblica che versa in condizioni critiche. Come ha sottolineato anche Nino Cartabellotta presidente di fondazione GIMBE nel suo recente rapporto annuale: «siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma. Continuare a distogliere lo sguardo significa condannare milioni di persone a rinunciare non solo alle cure, ma a un diritto fondamentale: quello alla salute». E Regione Lombardia marca la strada con la delibera nr XII/4986 del settembre scorso che ha autorizzato gli ospedali pubblici a stipulare convenzioni con assicurazioni e fondi sanitari integrativi. Chi ha una polizza può quindi prenotare visite, esami e ricoveri nel pubblico. Una «super intramoenia» insomma. Dentro lo stesso ospedale, con gli stessi medici e le stesse macchine chi ha una assicurazione passerà avanti. È la legittimazione di una corsia preferenziale finanziata dai fondi integrativi, di chi può permetterseli. In sostanza con la mozione volevamo però che arrivasse alle Ats, che sono le articolazioni amministrative della Regione che si proiettano nei territori e che attuano la programmazione definita dalla Regione stessa e agli organismi esistenti sul territorio, il nostro segnale consigliare forte e chiaro di preoccupazione per la nostra situazione locale che necessita di essere sostenuta e valorizzata. Mantenere quindi alta l’attenzione sul questo tema soprattutto in un’ottica locale facendo seguito alla mozione sempre su CDC che approvammo come maggioranza a settembre. Un modo per far comprendere agli organismi dedicati che il territorio è in sofferenza ( Casa di Comunità senza la riabilitazione, prenotazioni esami specifici impossibili nei tempi dovuti presso l’ospedale, la struttura storica di via Cereda che non possiamo permetterci di lasciare deperire ma che va riutilizzata) e che merita maggior e migliore attenzione per strutture e servizi. Aggiungo anche, per chiarezza, che nei toni e nella sostanza nessuno ha parlato negativamente di medici ed infermieri che meritano la giusta considerazione ed il rispetto. Ma i colleghi di centrodestra hanno votato contro e cioè: prima viene l’ossequio a regione Lombardia, poi la nostra salute. Li invito a riflettere ancora, realtà locale alla mano, sulle necessità e disagi. ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- «Sì' al potenziamento della casa di comunita’, no alla consegna della sanita’ pubblica al privato» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112501842005537.PDF §---§ title§§ Farmaci anti obesità usati dopo il parto allarme dei medici link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503153706494.PDF description§§

Estratto da pag. 13 di "GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 25 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-25T05:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503153706494.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503153706494.PDF', 'title': 'GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503153706494.PDF tp:ocr§§ Farmaci anti obesità usati dopo il parto allarme dei medici l Perdere peso dopo la gravidanza aiutandosi con i nuovi farmaci anti-obesità. È la nuova tendenza che suggerisce uno studio coordinato dalla University of Southern Denmark di Odense, in Danimarca, pubblicato sul Journal of the American Medical Association. Molti medici, ad ogni modo, sono scettici. «Queste sostanze sono in aumento negli ultimi tempi e poco si sa sull'effetto che esercitano nelle donne che le assumono nel periodo post partum e anche sui possibili effetti sul neonato durante l’allattamento», spiega Marco Marano responsabile Centro Antiveleni Ospedale Bambino Gesù di Roma e membro della Società Italiana di Tossicologia (Sitox). ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image: -tit_org- Farmaci anti obesità usati dopo il parto allarme dei medici -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503153706494.PDF §---§ title§§ Lombardia laboratorio della sanità del futuro, prevenzione strategica link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503153906492.PDF description§§

Estratto da pag. 37 di "GIORNALE" del 25 Nov 2025

Il presidente di Assolombarda Biffi: «La filiera vale il 12% del Pil regionale. Ecco le sfide da superare»

pubDate§§ 2025-11-25T05:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503153906492.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503153906492.PDF', 'title': 'GIORNALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503153906492.PDF tp:ocr§§ Lombardia laboratorio della sanità del futuro, prevenzione strategica Il presidente di Assolombarda Biffi: «La filiera vale il 12% del Pil regionale. Ecco le sfide da superare» MILANO LIFE SCIENCE FORUM Nei giorni scorsi, nella sede di Assolombarda, a Milano, si è tenuta l’ottava edizione del “Milano Life Science Forum”. Si tratta dell’appuntamento annuale che riunisce, a Palazzo Gio Ponti, imprese, istituzioni, mondo della ricerca e terzo settore con l’obiettivo di delineare una visione multilivello sul tema della salute, con uno sguardo proiettato al futuro. L’iniziativa ha, ancora una volta, posto la prevenzione come un asset strategico per la salute pubblica, oltre che per la sostenibilità dei sistemi sanitari. La Lombardia, in base alle evidenze emerse nel corso della giornata, si conferma un laboratorio privilegiato per lo sviluppo e l’implementazione di modelli innovativi sul tema ma si è ribadita, nella cornice dell’evento, la necessità di tracciare, a livello nazionale, politiche di prevenzione efficaci, capaci di ridurre disuguaglianze territoriali e sociali. Ad aprire l’incontro Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, che ha introdotto i lavori sottolineando come l’aumento delle risorse per la sanità previsto nella legge di bilancio rappresenti un segnale positivo, ma anche l’occasione per un cambio di passo. «L’edizione di quest’anno del Milano Life Sciences Forum ha dichiarato Biffi - vuole mettere in evidenza sia il valore della filiera, che in Lombardia vale oltre il 12% del PIL regionale, sia l’importanza della prevenzione come leva strategica per la sostenibilità dei conti pubblici e per la tutela della salute dei cittadini». «La sfida della prevenzione e più in generale quella della sanità - ha aggiunto Biffi - è quella di affrontare diverse priorità a più livelli, dal finanziamento alla governance del sistema». Il vertice dell’Associazione si è soffermato anche sul tema delle risorse: «Accogliamo positivamente i fondi previsti nella legge di bilancio: ai 4 miliardi di euro già stanziati per il 2026 si aggiungono ora altri 2,4 miliardi. Tuttavia, è necessario un cambio di passo, con una governance più flessibile e orientata agli investimenti, in grado di garantire continuità e risultati concreti». Nel corso della giornata, il dibattito si è articolato attorno a due prospettive complementari. La prima, di natura sanitaria, ha affrontato il tema della qualità della vita e della prevenzione delle patologie croniche, con la partecipazione di rappresentanti del Ministero della Salute, della Regione Lombardia e del Parlamento europeo. La seconda ha approfondito, invece, il valore della prevenzione come investimento strategico. Imprese e operatori del settore hanno confermato che solo una visione condivisa e multilivello può tradurre la prevenzione in una leva concreta di crescita, efficienza e benessere collettivo. NuPag ---End text--- Author: Redazione Heading: MILANO LIFE SCIENCE FORUM Highlight: 6,4 I miliardi di euro di fondi previsti per il settore nella legge di Bilancio: ai 4 stanziati per il 2026 se ne sono aggiunti altri 2,4. Ma per i vertici di Assolombarda è necessario un ulteriore cambio di passo Image: -tit_org- Lombardia laboratorio della sanità del futuro, prevenzione strategica -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503153906492.PDF §---§ title§§ Sanità, via libera al riparto del Fondo la dote vale circa 136 miliardi link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503154206495.PDF description§§

Estratto da pag. 10 di "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA" del 25 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-25T05:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503154206495.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503154206495.PDF', 'title': "QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA"} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503154206495.PDF tp:ocr§§ LE REGIONI Sanità, via libera al riparto del Fondo la dote vale circa 136 miliardi LE REGIONI Le Regioni, riunite in Conferenza straordinaria, hanno approvato all'unanimità il riparto del Fondo sanitario 2025 che ha in dote circa 136 miliardi e mezzo, di cui 130.668.126 sono rappresentati dalla “quota indistinta” ripartita per il 98,5% sulla base della popolazione residente e della frequenza dei consumi sanitari per età, per lo 0,75% sulla base del tasso di mortalità e per un altro 0,75% sulla base dell'incidenza di povertà, bassa scolarizzazione e disoccupazione. Inoltre, si spiega, “la cosiddetta “quota premiale”, pari a 341 milioni per il 2025 (0,25% del totale del Fondo), è stata ripartita in auto-coordinamento tra le Regioni in un reciproco sforzo di solidarietà in modo da garantire a tutte le Regioni un incremento dei finanziamenti”. ---End text--- Author: Redazione Heading: LE REGIONI Highlight: Image: -tit_org- Sanità, via libera al riparto del Fondo la dote vale circa 136 miliardi -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503154206495.PDF §---§ title§§ lntervista a Lucia Toscani - Sanità, scatta l'allarme «Sempre più aggressioni» link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503153806491.PDF description§§

Estratto da pag. 51 di "QUOTIDIANO NAZIONALE" del 25 Nov 2025

Lucia Toscani (Ordine dei Medici): «Più esposto chi lavora al Pronto Soccorso Il personale non resti da solo. Le minacce siano perseguite d'ufficio dalle Asl»

pubDate§§ 2025-11-25T05:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503153806491.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503153806491.PDF', 'title': 'QUOTIDIANO NAZIONALE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503153806491.PDF tp:ocr§§ Sanità, scatta l’allarme «Sempre più aggressioni» Lucia Toscani (Ordine dei Medici): «Più esposto chi lavora al Pronto Soccorso Il personale non resti da solo. Le minacce siano perseguite d’ufficio dalle Asl» FIRENZE «In Toscana ogni anno sei donne su dieci che lavorano nei presidi sanitari sono vittima di aggressioni fisiche e verbali. È un cortocircuito che possiamo fermare soltanto attraverso una formazione adeguata e norme più stringenti». A dirlo, in prossimità della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, è Lucia Toscani, coordinatrice della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Firenze. Dottoressa, il fenomeno appare in costante e preoccupante crescita. «È così. Anche nel 2025 il 60% del personale sanitario femminile toscano, tra medici e infermiere, ha denunciato di aver subito aggressioni. È chiaro che c’è ancora molto lavoro da fare per risolvere una situazione che resta allarmante. Ci sono spazi che, all’interno delle strutture sanitarie, possono dirsi maggiormente a rischio? «La maggior parte delle violenze si concentra nei Pronti Soccorso e nei reparti psichiatrici, ovvero in luoghi che coinvolgono largamente un aspetto emotivo, legato ad una condizione di paura e sofferenza. Le dinamiche che si creano in questi spazi tendono ad essere più tese, così come le reazioni, fisiche e verbali». Come reagire, allora? «In primis dobbiamo continuare a garantire una formazione adeguata al personale. È necessario che medici e infermiere sappiano riconoscere in anticipo un comportamento potenzialmente a rischio, riuscendo così a gestirlo con maggiore efficacia. Inoltre, è vitale lavorare sul linguaggio del personale che, sempre in un’ottica di prevenzione, deve risultare empatico, pacato, capace di sciogliere eventuali contrasti». Crede che l’attuale quadro normativo sia insufficiente per garantire tutele adeguate? «Sono state introdotte norme che aumentano l’effetto di deterrenza, come l’arresto in flagranza, ma il problema resta l’applicazione in concreto, caso per caso. Inoltre, è fondamentale che il personale non venga lasciato solo nel formulare le denunce: le minacce devono essere perseguite d’ufficio da parte delle Aziende sanitarie. Solo così potremo salvaguardare davvero le nostre professioniste». L’Ordine dei Medici che ruolo gioca, in tutto questo? «Deve svolgere una importante azione di mediazione tra le esigenze del personale e quelle dei pazienti. Il nostro primo obiettivo resta quello di garantire l’efficienza del servizio erogato, ma questo non è possibile non è possibile senza la necessaria serenità e la mancata consapevolezza diffusa della complessità della nostra professione, che l’ordine deve contribuire a spiegare e promuovere. Tutti devono essere a conoscenza del fatto che questi comportamenti generano il burnout di medici e infermiere, portando all’abbandono dei Pronto Soccorso e degli altri reparti più problematici. Una dinamica che, se prolungata senza termine, può far crollare il sistema». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Redazione Heading: Highlight: Image:Lucia Toscani (Ordine dei Medici della provincia di Firenze) -tit_org- lntervista a Lucia Toscani - Sanità, scatta l’allarme «Sempre più aggressioni» -sec_org- tp:writer§§ REDAZIONE guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503153806491.PDF §---§ title§§ Salute femminile: ora le donne guadagnino più qualità di vita link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503154906490.PDF description§§

Estratto da pag. 34 di "SOLE 24 ORE" del 25 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-25T05:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503154906490.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503154906490.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503154906490.PDF tp:ocr§§ Salute femminile: ora le donne guadagnino più qualità di vita MEDICINA DI GENERE Investire in modo strategico sulla medicina di genere: per migliorare nettamente il dato sconcertante di un'aspettativa di vita in piena salute che nelle donne oggi si ferma ai 56,6 anni a fronte di un'esistenza che in media traguarda gli 85,5 anni. Ma anche per rilanciare il Paese, che potrebbe giovarsi di quasi un +2% del Pil con un recupero di 44 miliardi di euro l'anno proprio grazie a un mix di interventi sulle dieci patologie più impattanti sull'universo femminile. I dati arrivano dall'ultimo rapporto The European House Ambrosetti sul tema: in un contesto di estrema variabilità regionale, l'Italia è disattenta al benessere femminile e miope sulle conseguenze socioeconomiche. E allora serve un cambio di passo. Questo l'assunto di fondo del panel «La salute delle donne come investimento strategico: impatto sociale, sanitario ed economico per il Paese», in programma all'Healthcare Summit del Sole-24Ore il 27 novembre a Roma. Manca infatti un'attenzione alle età della donna i cui disagi sono oggi in buona parte trascurati. A sintetizzare questa condizione è la campagna social promossa da Bayer ‘Anything But Normal'. «Con questa campagna - spiega Arianna Gregis, Head Pharmaceuticals Bayer Italia – ricordiamo come nessun sintomo che limita la vita quotidiana vada ignorato. La salute femminile è un indicatore del benessere di un Paese. Garantire continuità di cura - dalla contraccezione alla menopausa - significa rispondere ai bisogni reali delle donne, soprattutto di chi vive nella ‘generazione sandwich', divisa tra famiglia e lavoro. Per colmare il gap servono una ricerca più inclusiva e dati disaggregati per genere: senza una piena rappresentatività negli studi clinici non è possibile sviluppare soluzioni che funzionino davvero nella vita reale. E i numeri parlano chiaro: nonostante le donne rappresentino oltre la metà della popolazione globale e siano spesso le principali fruitrici dei servizi sanitari, restano sistematicamente sottorappresentate nei trial. Lo vediamo anche in aree critiche come la salute cardiovascolare, dove la partecipazione femminile resta intorno al 40%. Colmare questo gap significa conoscere meglio le patologie e progettare risposte terapeutiche più efficaci. Ma cambiare la traiettoria – avvisa Gregis richiede un impegno di sistema. Per questo costruiamo alleanze con società scientifiche, istituzioni e associazioni». «Il primo passo - spiega Nicola Colacurci, già ordinario di Ginecologia all'Università Vanvitelli e membro del Consiglio superiore di sanità – è ripartire dai ginecologi, chiamati a una maggiore empatia con le donne cui va spiegato che disagi come il dolore durante le mestruazioni o le 'vampate' in menopausa non sono ineluttabili ma vanno contrastati con farmaci o riabilitazione e potrebbero richiedere indagini internistiche e metaboliche. Infine, va modificato il concetto che la vita è riproduzione: il benessere dev'essere perseguito per l'intero arco dell'esistenza e quindi la medicina di genere è da potenziare». Secondo la senatrice Beatrice Lorenzin che da ministra della Salute con la legge 3/2018 intese segnare un cambio di passo, il Paese dovrebbe mettere in agenda almeno tre priorità: «La prima – spiega - è mettere in campo un'informazione corretta e accessibile che superi stigma, tabù e ignoranza grazie a campagne pubbliche, formazione dei medici di famiglia ed educazione anche nei luoghi di lavoro; la seconda sta nell'accesso equo ai trattamenti e in una presa in carico strutturata, con la garanzia per tutte della terapia ormonale sostitutiva, l'aggiornamento dei Pdta sulla menopausa e la creazione di hub per la salute della donna nelle case di comunità; la terza via sono politiche di conciliazione e welfare aziendale, da attivare con strumenti di flessibilità, piani correlati alla salute femminile e incentivi alle imprese che adottano programmi dedicati», conclude. —Barbarta Gobbi © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Barbarta Gobbi Heading: MEDICINA DI GENERE H ighlight: i numeri L’aspettativa in piena salute nelle donne oggi si ferma ai 56,6 anni a fronte di 85,5 anni di vita Image:Più salute più Pil. Investire di più sulla salute delle donne potrebbe aiutare la crescita dell’Italia di quasi un +2% del Pil con un recupero di 44 miliardi di euro -tit_org- Salute femminile: ora le donne guadagnino più qualità di vita -sec_org- tp:writer§§ Barbarta Gobbi guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503154906490.PDF §---§ title§§ Per la Sanità italiana doppia sfida tra innovazione e sostenibilità link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503153606493.PDF description§§

Estratto da pag. 34 di "SOLE 24 ORE" del 25 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-25T05:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503153606493.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503153606493.PDF', 'title': 'SOLE 24 ORE'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503153606493.PDF tp:ocr§§ Per la Sanità italiana doppia sfida tra innovazione e sostenibilità L’evento del Sole 24 Ore. Il 27 novembre a Roma la 14esima edizione dell’Healthcare Summit. Tra le sfide sostenibilità del sistema, governance che non penalizzi l’industria e la spinta dell’intelligenza artificiale Francesca Cerati Q ual è il futuro della Sanità italiana e quello dell’innovazione farmaceutica e tecnologica con l’intelligenza artificiale che bussa sempre di più alla porta del Servizio sanitario? E come può il Ssn affrontare la sfida più grande e cioè quella di restare economicamente sostenibile garantendo le cure a tutti? A questi e altri interrogativi risponderà il 27 novembre l’Healthcare Summit, l’evento di punta del Sole24Ore giunto alla sua quattordicesima edizione, dedicato al confronto istituzionale e strategico sul futuro della Sanità. Un appuntamento che, ogni anno, riunisce i vertici del sistema sanitario e del settore farmaceutico e biomedicale e i principali stakeholder pubblici e privati. Tra gli interventi previsti anche quello del ministro della Salute Orazio Schillaci e il sottosegretario Marcello Gemmato. Gli sforzi dell’ultima manovra di bilancio - ora all’esame del Senato che aggiunge nuove risorse facendo sfiorare la cifra record dei 143 miliardi al Fondo sanitario nel 2026 - potrebbero non bastare. Carenze di personale, liste d’attesa e prestazioni a singhiozzo tra le varie zone d’Italia sono la prima emergenza per i cittadini. Ma poi c’è anche l’ecosistema innovativo della filiera industriale farmaceutica e biomedicale da preservare con il suo patrimonio di investimenti e know how. All’Healthcare Summit 2025 il confronto sull’innovazione trova concretezza nelle visioni delle aziende presenti, che delineano le trasformazioni necessarie a rendere il sistema più competitivo, equo e preparato alle sfide dei prossimi anni. «Investire in salute non è un costo, è il motore più potente di crescita: è necessario un intervento più coraggioso del Governo nella manovra per rendere attrattiva l’Italia sul fronte dell’innovazione farmaceutica», spiega Mario Sturion, managing director Johnson & Johnson Innovative Medicine Italia. Un’azienda che produce 4 miliardi di compresse in Italia (il 98% esportato) e che è anche tra i primi pagatori del payback che pesa sempre di più sui fatturati delle aziende. Per Lilly, la priorità è la readiness del sistema: rendere davvero accessibili le terapie innovative richiede percorsi diagnostici e organizzativi allineati e decisioni regionali rapide e coerenti con quelle nazionali. «Le nuove regole europee - sottolinea Federico Villa, associate vice presidente governmental & public affairs Eli Lilly - rappresentano un’occasione per accelerare l’Hta, superare la logica dei silos di spesa e favorire politiche che premino il valore terapeutico, rendendo l’Italia più attrattiva per ricerca e investimenti». Sul fronte regolatorio interviene anche Astellas, che richiama la necessità di un quadro normativo chiaro e capace di sostenere l’arrivo di nuovi trattamenti. «Per garantire ai pazienti terapie di valore servono innovazione e regole chiare», osserva il general manager Fulvio Berardo, ribadendo come norme snelle e stabili possano ridurre le disuguaglianze e dare impulso agli investimenti. Tra i protagonisti della prevenzione primaria si distingue Dompé, che pone al centro la produzione e la ricerca interamente italiane e un approccio basato su solide evidenze scientifiche. L’azienda promuove una nuova categoria, la NutraScience, ponte tra farmaci e integratori, e investe nella costruzione di una cultura della salute che riporti il medico al centro dei percorsi di prevenzione. «La prevenzione primaria è un impegno imprescindibile, soprattutto in aree critiche come le malattie cardiovascolari, la principale causa di mortalità nel Paese - evidenzia Michela Bagnasco, medical affairs directorprimary & specialty care, Dompé -. In tale prospettiva, i nutraceutici assumono rilevanza solo se supportati da evidenze cliniche». Alexion porta invece al Summit la prospettiva delle malattie rare, c onsiderate paradigma dell’innovazione. L'azienda - parte del gruppo AstraZeneca - ricorda come investimenti, accesso precoce e collaborazione pubblico-privato siano elementi imprescindibili per un ecosistema competitivo. Con studi clinici in crescita, programmi di early access e iniziative oltre il farmaco come Women in Rare, Anna Chiara Rossi, vice president & general manager Alexion sottolinea «la necessità di un sistema che valorizzi ricerca e tempestività, semplifichi l’accesso e riduca le disuguaglianze territoriali». E tra le sfide da raccogliere c’è anche quella della nuova frontiera delle terapie digitali raccolta da Theras, un’azienda biomedicale italiana che ne ha appena sviluppata una per gestire l’obesità, pandemia dei nostri tempi, attraverso una app con “dosaggio digitale” e valutata con un ampio studio clinico: «Portare innovazione in sanità significa trasformare evidenze cliniche e tecnologia in soluzioni reali per le persone. L’Italia può giocare un ruolo da protagonista nelle terapie digitali», avverte Federico Ferrari, Ceo di Theras. Infine la grande sfida dell’Ai in Sanità che già vede applicazioni concrete come quelle sviluppate con successo da H2H Digital Solutions del gruppo Rekeep: «L’Ai già oggi ottimizza l’uso delle sale operatorie e supporta i Cup con agenti vocali, aumentando l’efficienza: soluzioni che migliorano l’operatività sanitaria in un contesto di risorse limitate», dice l’ad Francesco Magro. Mentre per Antonio Murgo, Area vice president Salesforce che sviluppa soluzioni impiegate già da oltre 70 realtà sanitarie e pharma per rendere più efficienti i trial, personalizzare le cure e offrire servizi digitali «l’Ai porta la sanità oltre la digitalizzazione, abilitando un ecosistema in cui cittadini, pazienti e strutture collaborano per un’assistenza più fluida, efficace e responsabile». © RIPRODUZIONE RISERVATA ---End text--- Author: Marzio Bartoloni Heading: Highlight: Gli sforzi dell’ultima manovra di bilancio potrebbero non bastare, servono regole chiare e superare sistema a silos Image: -tit_org- Per la Sanità italiana doppia sfida tra innovazione e sostenibilità -sec_org- tp:writer§§ Marzio Bartoloni guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503153606493.PDF §---§ title§§ Cartelle condivise e software da uniformare La riforma dei medici di base parte In salita link§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503154306496.PDF description§§

Estratto da pag. 44 di "STAMPA" del 25 Nov 2025

pubDate§§ 2025-11-25T05:57:00+00:00 arguments§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503154306496.PDF category§§ POLITICA SANITARIA subcategory§§ {'domain': ''} source§§ {'href': 'http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503154306496.PDF', 'title': 'STAMPA'} tp:url§§ tp:attach_fn§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503154306496.PDF tp:ocr§§ In Piemonte definiti i team. Roberto Venesia, Fimmg: “Il nuovo modello garantirà un’assistenza più continuativa e capillare” Cartelle condivise e software da uniformare La riforma dei medici di base parte in salita IL DOSSIER ALESSANDRO MONDO È un parto più che travagliato, e non del tutto concluso, ma in Piemonte siamo al buono: le “Aggregazioni funzionali territoriali” o Aft, termine in cui si riassume una delle riforme dei medici di famiglia, si preparano a diventare operative. Le prime sono già partite, il grosso debutterà a gennaio, dopo uno slalom tra problemi diversi: dalla carenza dei dottori sul territorio ai sempiterni problemi informatici. L’obiettivo è meritevole: accorpare i medici di medicina generale su un determinato territorio e per un definito numero di abitanti così da garantire le richieste dei pazienti almeno in orario 9-13 e 14-19, passando la mano nelle ore notturne ai colleghi della guardia medica. Più in generale, pur mantenendo la loro sede, autonomia e il rapporto fiduciario con i pazienti, i medici dovranno collaborare tra loro condividendo strumenti, obiettivi e risorse - per fornire un'assistenza sanitaria più continua e capillare sul territorio, ridurre gli accessi inappropriati ai pronto soccorso e garantire copertura anche al di fuori dei consueti orari di ambulatorio. In questi giorni si stanno attrezzando con le piattaforme di interconnessioni per le reti e per le future attività di gruppo. Quante sono, le Aft in Piemonte? In tutto, 178. Città di Torino, con 900 mila abitanti e 4 grossi distretti metropolitani, ha 27 Aft distribuite nei quattro distretti. E ancora: 25 alla Torino 3, 23 alla Torino 4, 12 alla Torino 5, 23 ad Alessandria, 12 a Novara, 18 alla Cuneo 1, 9 a Biella, e Vco, 8 ad Asti, 8 alla Cuneo 2. «Con le Aft si coniugano fiduciarietà, flessibilità e prossimità, responsabilità individuali e responsabilità collettive e di gruppo, rispetto per obiettivi condivisi di salute dei pazienti e appropriatezza nell'uso delle risorse», precisa Roberto Venesia, segretario Fimmg Piemonte». Oltre la medicina in rete, insomma, e persino oltre di quella di gruppo, già attive in diverse aree della regione. Una riforma, basata su una nuova articolazione, da metabolizzare. E prima ancora, da costruire, non senza difficoltà. Per la dottoressa Chiara Nardo, che esercita a Torino, le Aft «sono una delle trasformazioni più significative della medicina territoriale degli ultimi anni». E questo, anche se nella pratica, «il modello presenta sfide non trascurabili: «Uno dei nodi è lo squilibrio numerico: nel mio distretto la recente ripartizione delle Aft generato gruppi con 17 medici e altri con oltre 30, con ripercussioni sull’organizzazione, sulla comunicazione interna e sulla distribuzione del lavoro. A complicare il quadro, la frammentazione informatica». Il dottor Diego Pavesio, un’altra voce sul territorio, è scettico: «Nella Rete tutti abbiamo lo stesso software mentre nelle Aft questo non accade. Si genera una situazione che obbliga ad avere un ulteriore sistema informatico in grado di far "parlare" tra loro i diversi software dei singoli medici ed è a oggi il collo di bottiglia delle nascenti Aft». Per Venesia, convinto che i vantaggi saranno superiori alle difficoltà, si tratta di problemi destinati ad essere superati dai medici. Resta il tema dell’interfaccia, cioè dei pazienti. «Molti non comprendono cosa sia l’Aft poiché non si tratta di un luogo fisico ma di un’organizzazione interna - aggiunge la dottoressa Nardo -. Da qui la necessità, ancora irrisolta, di una comunicazione chiara e uniforme, che eviti fraintendimenti su orari, servizi e modalità di accesso». Solo così la riforma potrà essere veramente un’opportunità. — ---End text--- Author: ALESSANDRO MONDO Heading: Highlight: Prevista la copertura in orario 9-13 e 14-19 i professionisti dovranno coordinarsi sul territorio e garantire servizi omogenei 178 Le Aft costituite in tutto il Piemonte si lavora alle piattaforme di interconnessioni per le reti 27 Le Aft a Torino il capoluogo ha 900 mila abi tanti e da solo conta 4 grossi distretti metropolitani “ “ Il collo di bottiglia è la necessità di un sistema informatico condiviso Nel mio distretto la ripartizione ha generato gruppi con 17 medici e altri con oltre 30 Image:Si punta a ridurre gli accessi ai pronto soccorso I medici sono accorpati su un certo territorio e per un definito numero di abitanti Resta autonomia e rapporto di fiducia con i pazienti DIEGO PAVESIO MEDICO MEDICINA GENERALE CHIARA NARDO MEDICO MEDICINA GENERALE -tit_org- Cartelle condivise e software da uniformare La riforma dei medici di base parte In salita -sec_org- tp:writer§§ ALESSANDRO MONDO guid§§ http://gimbe.telpress.it/news/2025/11/25/2025112503154306496.PDF §---§